Issuu on Google+

Copertina numero 18:Copertina ATLASORBIS 12/06/12 16:54 Pagina 1

Allegato al quotidiano Italia Sera e Il Giornale del Lazio

Giugno/Luglio 2012

n. 18

www.atlasorbis.it

Organo Ufficiale dell’Associazione Internazionale Argos Onlus - Forze di Polizia

✦ Il bracciale elettronico ✦ I Baschi Verdi della

Guardia di Finanza ✦ Il Nucleo Artificieri

Polizia della Questura di Venezia ✦ Roma e la nuova

Tangenziale Est ✦ Sicurezza

FOTO: MARCO RAVAGLI

internazionale in U.S.A. – Russia Brasile e India

GEOPOLITICA

SICUREZZA

INFORMAZIONE

Incontro con l’Ambasciatore d’Albania S.E. dott. Kola

Palazzo Chigi. Intervista con il dott. Raffaele Micillo

Difesa dei consumatori. Parliamone con l'U.Di.Con


Copertina numero 18:Copertina ATLASORBIS 12/06/12 16:54 Pagina 2


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:57 Pagina 3

Editoriale

Ricetta anticrisi

Iniziamo a ridurre gli eccessi e i privilegi dando respiro alle famiglie e alle piccole e medie imprese

Fabrizio Locurcio Direttore Responsabile

R

edditi insufficienti per arrivare a fine mese, pensioni di povertà, nuove tasse su altre tasse, suicidi a catena per l'impossibilità di fronteggiare i debiti, e nonostante tutto questo, le agenzie di riscossione applicano, a dire della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza del 16/2/ 2007, n. 3701, una percentuale d'interessi illegittima! Infatti tale pronunica del 2007 che sancisce un principio di diritto tanto sintetico quanto devastante, “ha statuito che gli interessi del 10 per cento semestrale applicati da Equitalia sono illegittimi”! Lo scenario tanto crudele quanto reale rievoca la disperazione, l'impotenza e la perplessità di coloro che stanno pagando sotto varie forme, la c.d. crisi. Se pensiamo alle cause economiche della crisi argentina e di quella greca, riscontriamo molte analogie con la storica rivoluzione francese del 1789, ovvero sia con la Microeconomia francese (economia delle famiglie), sia la Macroeconomia (economia dello Stato). In sostanza, i

Giugno Luglio 2012

raccolti andati a male, le carestie ed il clima avverso, portarono ad una forte inflazione. Le tasse elevate pesavano sul Terzo Stato (il quale era l'unico a pagarle) e, dato che non produceva più beni commerciabili, lo Stato non riusciva ad arricchirsi attraverso la tassazione. Per lo più una classe politica che non rinunciava a benefit e privilegi economici, così come Luigi XVI e la sua incontentabile consorte, ignorarono le difficoltà e la gravità in cui lo Stato versava. Tutti noi sappiamo quanto sta accadendo in Italia; ci sono già stati alcuni focolai sparsi di ribellione e di protesta che non fanno comunque presagire nulla di buono per il futuro! Ma vediamo quali sono notoriamente le 3 cause della crisi economica italiana: 1) i debiti pubblici, 2) mancanza di crescita dell’economia, 3) la scarsa credibilità dei governanti, che hanno affrontato la crisi tardi, in modo incerto e poco coerente. Alla base di tutto c’è il debito accumulato dallo Stato italiano che ha raggiunto i 1.946 miliardi di euro, cioè il 120% della ricchezza prodotta dal nostro Paese in un anno, il cosiddetto Pil. Non credo sia più un problema di chi governa oggi o di chi ha governato in passato, il problema principale è costituito dai 2.000 miliardi di debito accumulato negli anni! Per fronteggiare tale emergenziale situazione, lo Stato chiede troppi prestiti; il debito è costituito dai vari tipi di “titoli di Stato” (come i bot e i btp: buoni del tesoro) emessi dallo Stato a garanzia di prestiti da cittadini, banche, altri Paesi. Ma oggi l’italia è meno credibile (è stata degradata dalle agenzie che valutano la capacità dei debitori di restituire i prestiti) e per farsi prestare soldi deve offrire interessi sempre più alti. Questo accresce i debiti, e si comincia a temere che non potremmo pagarli.

Ma per fortuna c’è ancora qualche via d’uscita. Poichè lo spread è la differenza o “allargamento” (spread in inglese) di rendimento tra i titoli di Stato (come i btp) italiani e quelli tedeschi (“bund”), meno l’Italia è credibile, più alti sono gli interessi che deve pagare. Ma quali sono i possibili rimedi? Certamente un governo credibile e capace di imporre a tutti, in modo equo, i sacrifici necessari per ridurre il debito e riavviare l’economia, con un coraggioso e drastico taglio agli sperperi e agli eccessi che sicuramente non lambiscono la maggioranza delle famiglie italiane e degli onesti lavoratori pubblici e privati, che tutti I giorni lottano per garantire sopravvivenza per I loro figli, spesso con mutui ipotecari a carico, che non consentono più nemmeno quest'ultima garanzia.

Atlas

rbis 3


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:57 Pagina 4

A n n o V I I N . 1 8 - G I U G N O / AG O S TO 2 0 1 2

SOMMARIO

3

L’EDITORIALE Ricetta anticrisi

6

A PROPOSITO DI Tutela dei consumatori

8

PUNTI DI VISTA Quale futuro ci aspetta?

Fabrizio Locurcio

Gianluca Guerrisi

Gino Falleri

9

PUNTI DI VISTA Forze di Polizia più anziane Massimo D’Anastasio

10

PRIMO PIANO La riforma Fornero

14

GEOPOLITICA Incontro con l’Ambasciatore d’Albania

Anna Attias

Terenzio D’Alena

Atlasorbis - Organo Ufficiale dell'Associazione Internazionale Argos Onlus Forze di Polizia e Forze Armate – www.associazioneargos.com

Direttore responsabile e fondatore Fabrizio Locurcio Vice direttore Massimo D’Anastasio Direttore editoriale Gianluca Guerrisi Relazioni estere Nicola Zichella Coordinamento di redazione Guglielmo Frasca Relazioni esterne Daniele Alessandro Responsabile Comitato dei Saggi Atlasorbis Dott. Gino Falleri –Vice Presidente Ordine dei Giornalisti del Lazio

Hanno collaborato Sonia Mangia,Andrea De Meo, Franca Brusa, Fabio Locurcio,Andrea Baiocchi, Mirco Infussi, Marino D’Amore, Enzo Poluzzi, Paolo De Donato Collaborazioni dall’estero Ilias Syridonidis (Grecia) Cristopher Locke (Regno Unito) Kevin Gordon (U.S.A.) Vladimir Kislukhin (Kirov-Russia) Clement Sava (Romania) Anita Sayer-Hickson (Sud-Africa) Carlos Alberto Rossi (Argentina) Indirizzo redazione Via Valdagno nr. 32 – 00191 Roma - Tel. 389.9892631 Mail: info@atlasorbis.com - Web: www.atlasorbis.it Grafica e Stampa Abilgraph srl Via Pietro Ottoboni, 11 – 00159 Roma Tel. 06.43.93.933 – info@abilgraph.com

Atlasorbis Periodico di geopolitica, sicurezza e informazione Registrazione del Tribunale di Roma nr. 161/2005 del 22/04/2005 Pubblicazione distribuita: Presidenza del Consiglio dei Ministri Ministeri e Dipartimenti Istituzionali Comuni e Regioni d’Italia Assessorati Regionali, Provinciali e Comunali Comandi Forze dell’Ordine, Enti Ecclesiastici Autorità Politiche, Civili e Militari Associazioni e Comitati di Quartiere Enti e Aziende Industriali, Attività Commerciali Edito Associazione ARGOS Forze Polizia Onlus Allegato con Italia Sera e il Giornale del Lazio

I costo di stampa di questo numero sono stati finanziati dalla società che compare all’interno della rivista. Qualsiasi altra pubblicità è a titolo gratuito. La responsabilità degli articoli pubblicati è dei singoli autori, Previo accordi scritti con la Presidenza Argos, la collaborazione a questo periodico è gratuita e non retribuita. La partecipazione alla realizzazione del periodico persegue le finalità statuarie dell’Associazione Argos Onlus. I materiali inviati non verranno restituiti. La riproduzione è vietata a norma di legge.

4

Atlas

rbis

Giugno Luglio 2012


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:57 Pagina 5

– La rivista è gratuita e pertanto non inviamo personale a richiedere sottoscrizioni di abbonamenti a pagamento –

16

GEOPOLITICA Un’ipotesi per lo sviluppo

23

SICUREZZA Colloquio con il dott. Raffaele Micillo

24

SICUREZZA Nucleo Artificieri Questura di Venezia

26

SICUREZZA I Baschi Verdi della G.di F.

Salvatore Sfrecola

Marino D’Amore

Mario Vilardi

Mario Vilardi

30

SICUREZZA La sicurezza in tempo di crisi

32

INFORMAZIONE Il bracciale elettronico

38

ESTERO The BOPE

39

ESTERO Affairs bodies in the Russian Federation

Guglielmo Frasca

Edoardo Mori

James Makino

Vladimir Kislukhin

Periodico con il patrocinio della Presidenza del Consiglio della Regione Lazio

IL COMITATO SCIENTIFICO PRESIDENTE: DR. FALLERI GINO VICE-PRESIDENTE DELL’ORDINE GIORNALISTI DEL LAZIO

Prof. Mezran Karim Direttore Centro Studi Americani

Dr. Addonizio Felice Dirigente Superiore della Polizia di Stato

Dr. Mori Edoardo Consigliere Corte di Cassazione

Prof. Caccamo Domenico Direttore del Master di Geopolitica - La Sapienza Prof. Caputo Rino Lazzaro Presidente Facoltà Lettere Univiersità Tor Vergata Roma Prof. Casciani Carlo Umberto Preside Universitario Prof. Castorina Giuseppe Direttore Dipartimento Lingue - La Sapienza

Dr. Nicotra FrancescoVice Presidente Niaf Italia V. Pref. Passerotti Mauro Direttore Sorveglianza Grandi Opere Infrastrutture Dr. Pedde Nicola Direttore del Globe Research

Prof.Avv. Ciufo Franco delegato per il Lazio Sacro Ordine Costantiniano

Prof. Pisano Vittorfranco Direttore Scientifico Università Unintess

Dr. Cuomo Giovanni Dirigente Generale Medico della Polizia di Stato

Ing. Rocchi Luigi Direttore Strategie Tecnologiche e Sviluppo Bussiness RAI

Dr. Del Greco Antonio Dirigente Superiore della Polizia di Stato

Prof. Rossi Gianluigi Presidente della Facoltà Scienze Politiche - La Sapienza

Prof. Gui Francesco Ordinario di Storia d’Europa - La Sapienza Prof. Kassapi Elena Docente Università Aristotele-Salonicco Dr. Lucchetti Luigi Dirigente Superiore Medico della Polizia di Stato Dr. Malesci Baccani Alessandra Dirigente presso la P.C.M.

Dr. Santucci Massimo Vice Direttore Commissione Tributaria del Lazio Cons. Sfrecola Salvatore Presidente Sezione Corte dei Conti Piemonte Cons. Sapora Ilva Direttore Ufficio Onorificenze e Araldica presso la P.C.M.

Prof. Masi Mauro Aministratore Delegato CONSAP

Prefetto Zarilli Emilia Prefetto della Provincia di Fermo

Prof. Mele Vittorio Ufficio Affari Penali del Ministero degli Esteri

Avv. Zeman Paola Maria Avvocato dello Stato

Giugno Luglio 2012

Atlas

rbis 5


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:57 Pagina 6

A proposito di

Tutela dei consumatori Parliamone con Denis Domenico Nesci Presidente dell'U.Di.Con – Unione per la Difesa dei Consumatori

Intervista a cura di Gianluca Guerrisi Direttore Editoriale

INTERVISTA AL PRESIDENTE DELL’UDICON Presidente Nesci, cosa è cambiato rispetto al passato nella tutela dei consumatori? Bisogna innanzitutto partire dal presupposto che la tutela dei consumatori nella giurisprudenza italiana si afferma negli anni ‘80, quindi è una materia ancora in fase di evoluzione che proprio negli ultimi 5 anni ha avuto un notevole sviluppo, grazie anche al contributo delle associazioni consumatori, impegnate quotidianamente nella difesa di quei diritti che a volte vengono calpestati da soggetti che, in virtù della loro posizione di forza negoziale tendono ad assumere un ruolo predominante. Passi avanti se ne sono fatti, a partire dal 1998, anno d’istituzione del Consiglio rappresentativo che riconosce l’attività delle associazioni di difesa e tutela, ma forse il momento di maggior rilievo è stato l’entrata in vigore del Codice del Consumo nel 2005, che è andato a disciplinare un tema molto ampio, com’è d’altronde quello relativo al consumo, e rompendo con ogni norma e legge fino a quel momento esistenti, raggruppando buona parte dei settori all’interno di un unico testo.

quanto non fosse in passato, e non sto pensando solo al fatto che sia maggiormente istruito, anche se certamente questo contribuisce in buona parte, ma molto dipende dalle esperienze di vita che dopo un po’ portano il singolo a tentare un riscatto sugli enti e le istituzioni che fino a quel momento non aveva avuto l’opportunità di avanzare. Chi in fondo non si è mai trovato nella condizione di dover purtroppo cedere davanti alle pretese di pagamenti a volte anche illegittimi, pur di non dover affrontare ulteriori problemi? Il cittadino ora, consapevole delle tutele che vigono a riguardo, è diventato il nuovo protagonista, ed è giusto che sia più esigente alla luce del fatto che in gioco ci sono i suoi diritti. Perché scegliere l’UDiCon? L’U.Di.Con è certamente la miglior soluzione in questo periodo. Abbiamo una visione molto ampia di tutti quelli che sono i problemi che attualmente costringono i consumatori a sacrifici, non pochi alla luce del momento negativo per il nostro Paese, schiacciato tra tasse e imposte che hanno ridot-

to fortemente i consumi e la crescita nazionale. Il nostro punto di forza è la conoscenza profonda del territorio, monitorato costantemente dalle sedi presenti in modo capillare in tutte le Regioni, cosa fondamentale per un lavoro che deve tener conto di particolarità proprie di ogni Comune. Un’associazione che si occupa di difesa dei consumatori deve prima di tutto essere uno strumento a disposizione del cittadino, ma anche un occhio vigile in grado di perlustrare e denunciare disagi e disservizi che coinvolgono gli utenti, a volte andando anche contro i giganti dei diversi settori. Premesso tutto ciò, scegliere l’Udicon vuol dire entrare in un mondo che offre assistenza a 360 gradi non solo per ciò che concerne la sfera legale; il nostro lavoro mira a informare e sensibilizzare i cittadini, al fine di renderli partecipi della società in continua evoluzione. Ritiene che lo sviluppo mediatico sia un problema o un vantaggio per i cittadini? Ritengo che lo sviluppo in ogni setto-

Il cittadino è oggi più esigente? Più che esigente direi che il cittadino ora è più attento e consapevole di 6

Atlas

rbis

Giugno Luglio 2012


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:57 Pagina 7

A proposito di

volte di trovarsi nella condizione di empasse, con la conseguenza di dover discutere quotidianamente per far sì che vengano inserite in un codice, con tutte le lungaggini del caso. Non solo: a volte gli ostacoli riguardano i tempi troppo lunghi della giustizia, mentre i cittadini che si rivolgono alla nostra associazione vorrebbero veder da subito riconosciuti i propri diritti, e non aspettare anni prima di ricevere la sentenza definitiva di un giudice.

Denis Domenico Nesci Presidente Nazionale U.Di.Con

re sia una risorsa in più per la collettività, anche se a volte si potrebbe rivelare un’arma a doppio taglio: tutto sta nel conoscerlo e imparare a gestirlo. Il mondo mediatico poi è talmente tanto complesso che fuoriesce da ogni logica. Oggi il cittadino può pubblicare foto su quotidiani per mostrare ciò di cui non va di certo fiero, oppure inviare a emittenti televisive filmati che immortalano situazioni che tanti avrebbero interesse a non divulgare; se il progresso mediatico è concepito come strumento di informazione, beh esso può essere sicuramente un vantaggio per tutti. Quanti ostacoli si incontrano nel cammino che caratterizza l’attivita’ di una associazione dei consumatori? A volte gli ostacoli maggiori si incontrano laddove ci si trova a dover affrontare problematiche attinenti settori che si basano proprio sullo sviluppo tecnologico, pensiamo per esempio al mondo delle telecomunicazioni: prima i cellulari, poi internet, ora smartphone e tablet, queste nuove dotazioni, certamente utili ai cittadini, diventano d’altro canto una sfida, in quanto non esistendo norme aggiornate in merito, si rischia molte Giugno Luglio 2012

Le istituzioni secondo Lei, possono fare di più? Le istituzioni dovrebbero ascoltare di più i cittadini, perché solo la voce del popolo permette di comprendere i limiti e le difficoltà insite in una società, in fondo non ci vuole tanto, basta prendere alcune norme vigenti negli altri Paesi e adattarle al nostro contesto nazionale. I lettori di Atlasorbis sono in maggioranza appartenenti alle forze di Polizia. E’ nota la stima e il rispetto che Lei ha sempre avuto nei riguardi della catego-

ria. Come Presidente dell’UDiCon e dell’Epas cosa consiglierebbe all’attuale Ministro dell’Interno? Non può esserci che stima nei confronti di coloro i quali sono quotidianamente impegnati nella difesa e protezione dei cittadini, in questi lavoratori che d’altronde rappresentano un baluardo per la Nazione. Continueremo a schierarci a fianco della Polizia, come abbiamo fatto in più di un’occasione, affinché possa svolgere nel miglior modo il duro lavoro a cui sono chiamati, un lavoro che, lo ricordiamo, consiste nel tutelare i cittadini.

BIOGRAFIA Nesci Denis Domenico, è nato a Polistena (RC) nel 1981. Dal 2003 ricopre la carica di Segretario Nazionale di un Sindacato dei Pensionati. Presidente Nazionale e componente del consiglio d’amministrazione di un Ente di Patronato. Per le cariche ricoperte si è da sempre impegnato a sostenere e favorire le categorie rappresentate ed evidenziare le problematiche sociali e assistenziali che da sempre le suddette categorie si trovano a fronteggiare. Persona intraprendente, dal carattere dinamico, sempre pronto a proporre o sostenere iniziative volte a perseguire gli interessi delle parti “deboli”. Le qualità intellettuali, associate ad un’elevata esperienza gli hanno permesso di raggiungere diversi traguardi molto gratificanti in campo professionale e non solo. Infatti è attivamente impegnato a coltivare interessi di tipo sportivo, sociale e culturale in generale. Dal 2003 è coordinatore di un periodico a tiratura mensile di carattere culturale e sociale.

Atlas

rbis 7


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:57 Pagina 8

Punti di vista

Quale futuro ci aspetta?

di Gino Falleri Vice Presidente Ordine Giornalisti Lazio

C

ome oramai tutti sanno stiamo attraversando un momento oltremodo difficile. Non ultimo perché abbiamo vissuto per anni al di sopra delle nostre possibilità e per far questo abbiamo accumulato un debito pubblico stratosferico. Negli anni Settanta dell’altro secolo Ugo La Malfa, uno degli uomini politici di spicco del pentapartito, diceva che noi italiani navigavamo in un oceano di debiti. Ora siamo nel 2012 ed il debito pubblico è restato, anzi è talmente cresciuto che siamo arrivati all’iperbolica cifra di due milioni di miliardi. Secondo alcuni il 56,4 per cento sarebbe in mano a soggetti italiani, ed è una sorprendente notizia, mentre il restante 43,6 per cento in quelle straniere. E’ indispensabile ridurlo. Non solo perché lo chiedono le autorità di Bruxelles per i patti a suo tempo sottoscritti, ma soprattutto per non farci considerare un paese non molto affidabile. Una sorta di maglia nera. Dato che siamo in un momento difficile tutti sono chiamati a contribuire per far sì che la situazione muti. E’ necessario rientrare in acque tranquille. Per riuscirci sono indispensabili adeguati provvedimenti, che altro non sono che sacrifici. Ed i primi a sentire il loro peso sono stati i pensionati. Niente rivalutazione per recuperare l’inflazione. Per via di una “grandinata” di tasse, imposte ed addizionali, al fine di evitare la bancarotta, i consumi sono inco8

Atlas

rbis

minciati a scendere e questa circostanza ha fatto dire a coloro che si intendono di economia che siamo entrati in stagnazione e quindi in recessione. Il Pil non cresce e mancano iniziative per rilanciare il paese. Sono in itinere. Per questo motivo non è raro sentire fare riferimenti a John Maynard Keynes, un economista inglese ed alle sue teorie. Siamo nel bel mezzo di una crisi di grandi dimensioni, che nasce da lontano, non ultimo anche a causa della non flessibilità della Germania e le dimissioni di Jean Claude Junker, il presidente dell’Eurogruppo, ne sono una testimonianza. Allo stato attuale non è facile pronosticare quando potrà terminare. Quello che è a conoscenza di tutti è che sta mettendo in ginocchio i soliti noti. Quelli che non possono sfuggire alle tasse ed ai controlli dell’Agenzia delle entrate e, se non hanno onorato le cartelle esattoriali, sono soggetti alle azioni di recupero di Equitalia. Una società di riscossione non amata dai contribuenti e che alcuni sindaci stanno valutando se non sia più produttivo rinunciare ai suoi servizi. Sempre gli esperti di economia, pronti come sono a fare riferimento ai precedenti storici per meglio interpretare, ritengono di non aver ancora

a disposizione tutti gli elementi necessari per affermare se quanto sta vivendo l’Unione europea, ed in particolare i paesi dell’area mediterranea, possa o no essere equiparato a quella che ha sconvolto dal 1929 gli Stati Uniti, dopo il venerdì nero della Borsa di New York. La cui conseguenza è stata la Grande Depressione, che Roosevelt ha risolto con il New Deal. Con interventi interni e non con la collaborazione internazionale. Per risanare e per rimettere in moto l’economia necessitano interventi non solo sul fronte delle entrate, ma in maniera particolare su quello della spesa, cominciando a ridurre gli alti costi della politica, che risultano unici nel mondo occidentale. Costi e privilegi che Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella avevano già anticipato con il loro libro dal titolo “La Casta” e si potrebbe anche aggiungere quello di Mario Giordano dall’emblematico titolo “Sanguisughe. Se poi si dovesse credere a tutto quello che circola nella rete i nostri politici, quelli che da anni calcano la scena, non ne escono per niente bene. Se è indispensabile fare dei sacrifici perché non sono i politici a subirne per primi le conseguenze?

Giugno Luglio 2012


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:57 Pagina 9

Punti di vista

Forze di Polizia più anziane Per potersi garantire una pensione adeguata

Massimo D’Anastasio Vice direttore responsabile

N

ell’ambito di una revisione delle forme contrattualistiche del lavoro nel nostro paese, che vede impegnato il Governo da qualche mese, desta forte preoccupazione il riassetto del sistema previdenziale e pensionistico in ambito del Pubblico Impiego e di riflesso anche sul comparto sicurezza. I temi della salvaguardia di un bene prezioso come la sicurezza attraverso adeguate motivazioni professionali ed economiche ormai naufragano di fronte ad un debito pubblico che cresce di ora in ora e che i primi interventi del Governo, dedicati esclusivamente ad un incremento delle entrate attraverso l’imposizione di nuove tasse, non scalfiscono minimamente. L’esecutivo dei tecnici a Palazzo Chigi fa professione di temporeggiamento annunciando al più presto misure per la crescita che però tardano ad arrivare e che allo stato delle cose appaiono molto lontane, e si sono allontanate ulteriormente dopo l’ultima tornata elettorale che ha punito il partito di maggioranza. Una revisione contabile che sta interessando anche il calcolo della pensione che è divenuta una operazione probabilistica con numerose variabili. Il tasso di sostituzione, cioè il rapporto tra pensione ed ultima retribuzione infatti dipendendo dal tasso di crescita del reddito, dall’andamento del Prodotto Interno Lordo e dall’allungamento della vita media, non consente di calcolare Giugno Luglio 2012

la pensione in anticipo, ma solo delle stime soggette a continue revisioni. La riforma Monti - Fornero, L.214/2011 ha introdotto il sistema di calcolo contributivo pro rata a decorrere dal 1-1-2012 per tutti coloro che avevano mantenuto il sistema retributivo, cioè coloro che al 31-12-1995 avevano 18 anni di contribuzione. Con la riforma si elimina la pensione di anzianità, si elevano i requisiti anagrafici per la pensione di vecchiaia, si introduce la pensione anticipata, con la previsione di numerose penalizzazioni di deterrenza a lasciare il lavoro in anticipo, si riduce a 2 anni la cadenza dell’incremento dei requisiti pensionistici in ragione delle aspettative di vita Istat. La stessa riforma prevede l’armonizzazione, con regolamento da adottarsi entro il 30 giugno 2012, dei requisiti di accesso alla pensione del personale del Comparto sicurezza e difesa attraverso un processo di incremento dei requisiti attualmente previsti, tenendo conto delle peculiarità ordinamentali e delle specifiche esigenze. Un intervento sulle pensioni che fino ad oggi è stato portato avanti senza contraddittorio; il Governo che fin dalle prime battute disse di essere pronto ad andare avanti anche senza accordo con le parti sociali così ha fatto, limitando e di molto, le occasioni di confronto. Questa chiusura unita da una blanda azione di tutela posta in atto del Viminale ha fatto sì che il comparto sicurezza rischia di essere quello maggiormente penalizzato e dal futuro più incerto. Spiegano gli esperti che la normativa così come formulata dal Governo è stata recepita dall’Inps con un concetto di cancellazione della massima anzianità contributiva, la circolare esplicativa dell’istituto nazionale di previdenza sociale la illustra con la perifrasi “aver fatto venir meno il concetto di massima anzianità contributiva”, un parametro indispensabile per valutare l’assegno di quiescenza ed il trattamento di Fine

Servizio degli appartenenti al comparto sicurezza. Inoltre la mancata previsione di un limite di età certo, ossia non condizionato dall’aspettativa di vita, darebbe vita ad un perverso meccanismo nel quale l’operatore nazionale della sicurezza che prolunga l’età di servizio percepirà una pensione più cospicua, senza tener conto che le attività di polizia per la loro specificità devono far affidamento su personale nel pieno delle forze e della lucidità psico-fisica. Questo aspetto non è marginale ma incide sulla qualità del servizio che si fornisce al cittadino, ma l’accoppiata Monti – Fornero e la maggioranza che la sostiene in Parlamento non vogliono tenerne conto, con il concreto rischio di sacrificare sull’altare della crisi economica anche gli standard di sicurezza.

Atlas

rbis 9


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:57 Pagina 10

Primo Piano

di Anna Attias

Riforma Fornero: come cambiano le pensioni degli italiani C

Prof.ssa Anna Attias Professore Associato di: Elementi Matematici di Finanza Previdenziale Matematica per le Assicurazioni Sociali Sapienza Università di Roma Facoltà di Economia Dipartimento di metodi e modelli per l'economia, il territorio e la finanza MEMOTEF

201/2011, sulla scorta della Dini, stabilisce che, a decorrere dal 1° gennaio 2012, è applicabile esclusivamente il metodo di calcolo contributivo, fatto salvo il diritto al retributivo maturato a questa data, cioè abolisce il retributivo pieno. A decorrere dal 2012 i trattamenti pensionistici sono la pensione di vecchiaia e la pensione anticipata, eli-

minando dalla logica le c.d. “finestre di uscita” denominate bizantine, in modo pittoresco ma efficacie, dal ministro Fornero. L’anzianità contributiva minima per maturare il diritto alla pensione è di 20 anni. Il requisito di età anagrafica, pensato nella logica di raggiungere in un tempo non troppo lontano la parità di genere (come già richiesto

marco ravagli

on la L. 335/95, nota come legge Dini, si è stabilito e formalizzato il passaggio dal metodo di calcolo della pensione di tipo retributivo, cioè in funzione del salario, a quello contributivo, cioè in funzione dei contributi versati nell’arco della vita lavorativa. Vale a dire per coloro che al 31.12.1995 avevano meno di 18 anni di contribuzione la pensione è calcolata pro-rata, cioè retributiva fino a quella data, contributiva dal 1° gennaio 1996. Per i possessori di un’anzianità superiore o uguale ai 18 la pensione risultante è completamente retributiva. E’ viceversa totalmente contributiva per chi inizia a lavorare dall’1.1.1996. La legge Fornero, L. 214 del 22 dicembre 2011, decreto Salva Italia

Il Ministro del Lavoro Elsa Fornero e il Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Mario Monti 10

Atlas

rbis

Giugno Luglio 2012


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:57 Pagina 11

Primo Piano

dalla Comunità Europea nel 2008 con una procedura di infrazione verso l’Italia, per la disparità di trattamento riservata agli uomini del pubblico impiego rispetto alle donne) è fissato per tutte le categorie di lavoratori a 66 anni nel 2018, prevedendo che divengano almeno 67 nel 2021, in relazione all’aggiornamento dell’aspettativa di vita. Questo avviene con gradualità: per il lavoratori dipendenti, uomini e donne, è 62 anni fino al 2013, 63 anni e 6 mesi dal 1° gennaio 2014, 65 anni dal 1° gennaio 2016; per le lavoratrici autonome è 63 anni e 6 mesi fino al 2013, 64 anni e 6 mesi dal 1° gennaio 2014, 65 anni e 6 mesi dal 1° gennaio 2016; per i lavoratori autonomi è da subito 66 anni. È tuttavia possibile un’uscita posticipata fino ai 70 anni, con degli incentivi, ed una anticipata, con una riduzione sul rateo, purché si possano vantare come contribuzione effettiva 42 anni e 1 mese per gli uomini e 41 e 1 mese per le donne (per entrambi il dato è innalzato di un ulteriore mese per ogni anno dal 2013). Giugno Luglio 2012

L’adeguamento automatico dei requisiti pensionistici in relazione alla speranza di vita e quindi l’adeguamento dei coefficienti di trasformazione avrà cadenza biennale a decorrere dal 1° gennaio 2019. Per coloro che sono addetti a lavori usuranti permangono regole diverse, continuando a valere il sistema delle quote con un’anzianità minima tra i 35 e i 36 anni, ma l’anticipo massimo sul pensionamento non può superare i tre anni. È previsto inoltre un incremento delle aliquote contributive di computo e di finanziamento fino al 24% per le gestioni artigiani, commercianti, coltivatori diretti, mezzadri e coloni, nonché un contributo di solidarietà sui trattamenti pensionistici che eccedono determinati ammontari (dai 90 mila euro lordi annui). Per gli anni 2012 e 2013 è sospesa la rivalutazione automatica delle pensioni di importo superiore a tre volte il trattamento minimo INPS. Scopo di questi interventi è, tra

l’altro, garantire la sostenibilità di medio/lungo periodo del nostro sistema pensionistico gestito a ripartizione. Ciò in conformità ai principi ed ai criteri, enunciati nell’art. 24, di equità e convergenza intragenerazionale e intergenerazionale, flessibilità nell’accesso ai trattamenti pensionistici, forte attenzione ai mutamenti nelle aspettative di vita con conseguente peso sulla misura delle prestazioni, semplificazione, armonizzazione ed economicità. Quello che non trova quasi menzione nel decreto Salva Italia è la questione dell’adeguatezza della prestazione pensionistica che viene semplicemente richiamata come “principio” nel comma 28 dell’art. 24 della 214. Adeguatezza e sostenibilità devono essere viceversa figlie di una stessa madre soprattutto nelle logiche di solidarietà ed equità intragenerazionale ed intergenerazionale. Coloro che sono andati e andranno in pensione con un calcolo esclusivamente o quasi esclusivamente re-

Atlas

rbis 11


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:57 Pagina 12

Primo Piano

I leaders dei sindacati CGIL, CISL e UIL – Camusso, Bonanni e Angeletti

tributivo godono e godranno di una rendita pensionistica superiore all’88% del loro ultimo salario, cioè il loro tasso di sostituzione, inteso come rapporto tra primo rateo di pensione e ultima retribuzione, consente e consentirà al lavoratore divenuto pensionato di mantenere il proprio tenore di vita. Non tra molti anni avremo figli del pro-rata, riferibili alla Dini, con tassi di sostituzione tra il 47% ed il 72%, seguiti a ruota da figli del contributivo che vedranno la loro rendita pensionistica attestarsi a percentuali di tasso di sostituzione tra il 31% ed il 40% (dati questi della Commissione Ministeriale per la valutazione e la verifica degli effetti della legge 335/95), senza quindi nessuna logica di continuità di reddito in quiescenza. Tali percentuali non tengono conto peraltro della revisione sui coefficienti di trasformazione di gennaio 2010 che provoca inevitabilmente un’ulteriore penalizzazione sui ratei di pensione e quindi sull’indicatore tasso di sostituzione. I pensiona12

Atlas

rbis

ti saranno i futuri veri poveri del nostro Paese. Sono anni ormai che sollevo il problema dell’adeguatezza, nato ieri con la legge Dini e rinvigorito oggi dalla legge Fornero, in consessi nazionali ed internazionali. In un mio articolo del 2007 evocavo l’assalto ai forni della Milano affamata in cui si trova coinvolto, suo malgrado, Renzo Tramaglino del Romanzo manzoniano….. ci attendono anni nei quali se alla irrisoria consistenza delle pensioni continuerà ad affiancarsi la crisi economica le immagini delle nostre città non si allontaneranno di molto da quella offerta al “nostro Renzo”. Secondo l’Unione Europea una rendita pensionistica può considerarsi adeguata se, oltre a prevenire l’esclusione sociale, consente il mantenimento del tenore di vita nella fase di quiescenza. In realtà l’Unione Europea non ha mai legiferato in materia di adeguatezza pensionistica in quanto, in base ai trattati UE, la competenza previdenziale resta dei singoli stati

membri, ha però dato indicazioni precise nel Consiglio di Lisbona del 2000 perché in relazione alla previdenza gli Stati garantiscano “la sostenibilità finanziaria a medio e lungo termine dei sistemi pensionistici”, ma anche “… .l’adeguatezza delle pensioni…”. Nella relazione 2009 del Comitato Economico e Sociale Europeo, si specifica che: “… la strategia post 2010 dev’essere maggiormente orientata verso il progresso sociale, il rafforzamento e la sostenibilità dei sistemi di sicurezza sociale e la lotta contro la povertà… ”. Appare dunque necessario, anche sulla scorta delle indicazioni comunitarie, intervenire oggi per garantire alla popolazione pensionata un futuro di stabilità e dignità nel rispetto dei principi di equità e solidarietà. Dal dicembre 2010 è depositata una proposta di legge a firma Cazzola-Treu che nel suo impianto prevede, tra l’altro, “…trattamenti pensionistici obbligatori complessivi non inferiori al 60% della retribuzione…” a fronte di un’aliquota contributiva del 26% Giugno Luglio 2012


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:57 Pagina 13

Primo Piano

per tutte le categorie di lavoratori. Un tasso di sostituzione del 60% rappresenta a mio avviso una vera e propria clausola sociale di garanzia ed è dunque fortemente auspicabile. Questo anche perché se si riuscisse a far decollare il secondo pilastro (anche tramite una più forte ed incisiva educazione pensionistico/previdenziale) per il quale si ipotizza una soglia minima del 16% di tasso di sostituzione, il pensionato si troverebbe ad avere un rateo di pensione complessivo prossimo ad importi accettabili, cioè con garanzie non lontane a quelle di cui hanno goduto le generazioni precedenti. Perché una tale ipotesi non è considerata? Perché la problematica dell’adeguatezza pensionistica non è di fatto mai affrontata? Mario Giordano con il suo “Sanguisughe” ci ha palesato dati pesantissimi e profondamente imbarazzanti per un Paese civile. Non sono però d’accordo sull’ipotesi che mi prospettate di tagliare le superpensioni che oltrepassano la soglia dei 20 mila euro mensili: se si sono versati contributi per tale importo nell’arco della vita lavorativa, questi 20 mila sono un diritto! La novità potrebbe essere quella di limitare il principio del diritto ac-

Giugno Luglio 2012

quisito ricalcolando, con logica contributiva, tutte le pensioni di importo superiore ad una certa soglia, più bassa, per esempio 5 mila euro, ed erogando le conseguenti pensioni contributive per tutti!!!! A fianco di ciò, apparirà banale, ma vanno necessariamente tagliati e soprattutto mai più creati, vitalizi di privilegio legati a situazioni che si accendono e si spengono al ritmo di vita di una farfalla: un giorno in parlamento vale una pensione di 3.108 euro lordi al mese, a vita! Questo è solo un esempio di una questione morale di proporzioni travolgenti per il sistema Paese, a cui si affianca un’altra questione morale, apparentemente di meno impatto, ma sicuramente estremamente grave: la trasparenza dei dati. Una riflessione su problematiche pensionistiche rischia di essere assolutamente demagogica e non costruttiva se non si hanno i dati a disposizione… ed i dati di fatto non si hanno! Mi chiedete degli esodati…neanche il nostro governo, a quanto riporta la stampa, riesce ad avere informazioni precise. È il ministro Fornero stesso che dichiara: “al momento non abbiamo né i numeri degli esodati, né gli accantonamenti. E’ un problema che stu-

dieremo ma cifre esatte non sono arrivate né dal ministero del lavoro, né da quello dell’economia”. Come si può pensare di risolvere un problema del quale non si conoscono le proporzioni? Come si fa ad elaborare in concreto un pensiero, una logica, un modello se i dati di un Paese sono un segreto di Stato???? A mio avviso, stabilito che il mantra pensionistico è, come deve essere, adeguatezza – adeguatezza – adeguatezza, e quindi non si deve e non si può rinunciare alla soglia minima del 60% di tasso di sostituzione, si deve sapere come raggiungerla, si debbono conoscere con esattezza i sacrifici che ci attendono, deve essere chiaro nel dettaglio il quadro complessivo politico, economico e tecnico. È necessario pianificare una strategia che parta da basi tecnico attuariali rigorose, che non veda la previdenza come una monade isolata, che consideri per esempio la non efficienza del mercato del lavoro un elemento fondante del sistema pensionistico e che fotografi la situazione demografica presente e futura per quello che è, senza pericolose sottovalutazioni, non dimenticando mai che il nostro sistema finanziario di gestione è a ripartizione: le rendite pensionistiche si pagano con i contributi degli attivi.

Atlas

rbis 13


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:57 Pagina 14

Geopolitica

di Salvatore Sfrecola*

Un’ipotesi concreta per lo sviluppo? Ripartire dalla cultura e dall’arte

“L

a dittatura dell’incuria” titolava Gian Antonio Stella in un fondo recente sul Corriere della Sera, con un significativo occhiello, “Investire in cultura per la crescita”. L’ho scritto anch’io più volte1, certamente con minore autorevolezza, segnalando l’insufficienza di un modello di sviluppo economico che sembra ignorare, o non considera nella misura giusta, l’apporto del patrimonio storico artistico italiano al turismo, una risorsa che, proprio per la ricchezza e la varietà delle nostre opere d’arte costituisce è certamente unica, la motivazione effettiva di gran parte di quanti visitano l’Italia ogni anno, in tutti i mesi dell’anno. È una constatazione, tutto sommato, banale. È evidente, infatti, che l’Italia, il bel Paese, è una meta turistica non solo e non tanto per il sole che splende sulle nostre contrade o sui mari che bagnano le sue coste. Sole e mare che sarebbe agevole trovare altrove. Magari a condizioni più economiche. Quello che non si trova altrove sono le meraviglie che la storia e l’arte hanno consegnato all’Italia nel corso dei secoli, caratterizzando le nostre città e tutto il Paese che è un vero e proprio museo all’aperto in un contesto paesaggistico unico al mondo. Un’arte, laica ma anche religiosa, che è più conosciuta al di qua e al di là dell’oceano di quanto possiamo immaginare, alla quale si aggiunge la cultura letteraria, storica e musicale. Perché la musica ha da sempre parlato italiano e i nostri conservatori ed alcune scuole di specializzazione sono punti di riferimento per gli artisti di tutto il mondo. Ecco dunque la riflessione di Gian Antonio Stella e l’invito ad investire 1

Di recente il 4 marzo 2012 su www.unsognoitaliano,it “La cultura e l’arte per la ripresa”.

14

Atlas

rbis

in cultura, un settore sempre trascurato dalla nostra classe politica. In proposito Stella richiama un titolo recente de Il Sole 24 Ore, “Niente cultura, niente sviluppo”. Il giornale ha lanciato un appello per fare ripartire il Paese puntando su una “costituente” che “riattivi il circolo virtuoso tra conoscenza, ricerca, arte, tutela e occupazione”, partendo dall’esperienza di ben 125 nazioni la quale dimostra che dove c’è più cultura c’è più innovazione, più sviluppo, più ricchezza e meno corruzione. Senza andare lontano, la Francia da sempre investe in cultura in patria e all’estero, con la scuole (i licei Chateaubriand) e le istituzioni che in tutto il mondo parlano la lingua di Parigi diffondendo ovunque in ambienti colti uno spirito francofono che paga nel tempo, istituzioni che costituiscono un biglietto da visita importante anche in aree politicamente difficili, come nel medio e nell’estremo oriente, da sempre squassati da lotte politiche spesso di origini tribali. Cosa intende fare il Governo Monti per la cultura? Comprende il nesso tra cultura e turismo? Sembra di sì. Il Ministro Gnudi ne ha fatto cenno, mentre il collega Ornaghi ha fatto presente che il bilancio del suo Ministero, che appunto si chiama dei beni e delle attività culturali, riesce a far poco, quando ha pagato gli stipendi dei dipendenti. Ci vuole un po’ di fantasia. Occorre indurre i privati ad investire in cultura. C’è una disponibilità in tal senso, almeno si deduce da alcune iniziative come quella del Il Sole 24 Ore che in un inserto “Domenica” titolava a tutta pagina La cultura come “materia prima”, in margine al “Manifesto per la cultura” che continua a raccogliere adesioni. Il pezzo è di Pier Luigi Sacco che esordisce in modo significativo: “L’Italia, e in grande misura l’intera Europa, deve oggi fronteggiare una sfida non semplice, quella di ritrovare la

* Presidente della Sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Regione Piemonte

via della crescita. È una sfida che non può esaurirsi nella messa a punto di vecchi modelli, e che richiede invece in larga misura un atto di coraggio e di visione: due ingredienti che mancano ormai da troppo tempo nelle pentole in cui si cucinano le ricette della politica economica nazionale e continentale”. Torniamo al fondo di Stella: “dove c’è meno cultura c’è meno innovazione, meno sviluppo, meno ricchezza, più corruzione”. E dimostra, cifre alla mano, che dal 2001 l’Italia investe sempre meno in cultura, solo lo 0,19% del PIL. E si chiede: “è stato saggio?” Non sembra se, sono ancora sue parole, “investendo nel “Guggenheim”, spiega uno studio di Kea European Affairs per la Ue, Bilbao ha recuperato in 7 anni i soldi spesi “moltiplicati per 18”, con la parallela creazione di migliaia di posti di lavoro”. La citazione è importante, ma è certo intuitivo che una maggiore offerta di cultura, nel quadro dello sviluppo di un turismo che sia attento alle ragioni che spingono milioni di cittadini stranieri a soggiornare in Italia, si trasforma inevitabilmente in un motivo di sviluppo in infrastrutture stradali, portuali e aeroportuali, oltreché ricettive. Alberghi e ristoranti in alcune regioni d’Italia lasciano molto a desiderare. Spesso vengono agli “onori” delle cronache per servizi Giugno Luglio 2012


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:57 Pagina 15

Geopolitica

scadenti, prezzi eccessivi rispetto ai nostri concorrenti, dalla Spagna alla Grecia, quando non si tratta di vere e proprie truffe di cui sono vittime turisti che porteranno nel loro paese il ricordo di queste disavventure. In molti paesi c’è la polizia turistica a garantire lo straniero che soggiorna. In Italia è ancora insufficiente la prevenzione e la repressione di questi illeciti che danneggiano l’immagine del Paese. Chi truffa un turista, al di là del profilo penale dello specifico illecito, dovrebbe essere privato della licenza, una prima volta per un tempo significativo (che non può essere di pochi giorni), in caso di recidiva per sempre. In più la sanzione va fatta cono-

scere in Italia e nel mondo, in modo che il turista truffato possa, di ritorno nel suo paese, dire che l’Italia è un paese serio. Quel turista che è un messaggero, anzi un ambasciatore, della nostra cultura e del nostro mondo, anche delle ceramiche, dei tessuti e degli altri prodotti dell’artigianato che ha acquistato, dei cibi, dei vini degli oli che ha gustato dei quali porta con se qualche campione e che cercherà nei negozi del suo paese. Quanto costerebbe ai nostri esportatori una campagna promozionale gratuitamente effettuata dai turisti? Capisce qualcuno questi problemi?

Investire in cultura, dunque. Ma chi investe, se lo Stato non ha un euro? È certo possibile stimolare i privati con agevolazioni fiscali, ad esempio e/o contributivi per chi investe nel turismo nei termini che si sono detti, di infrastrutture e di posti di lavoro. Non è facile, ma neppure difficile. Occorre solo mettere intorno ad un tavolo esperti e rappresentanti delle regioni e delle categorie imprenditoriali per definire un piano di sviluppo che assegni alla cultura ed al turismo il ruolo che spetta loro, un posto centrale. Perché la cultura nelle sue varie forme è per l’Italia come il petrolio per l’Arabia saudita.

Dalla scuola alla vita U

n libro per far crescere buoni cittadini e bravi professionisti, attenti all’etica civile e del lavoro. È “Dalla scuola alla vita”, scritto con il contributo di 22 protagonisti della vita istituzionale e delle professioni ed il coordinamento di Paola Maria Zerman, avvocato dello Stato. La presentazione è di Lorenzo Ornaghi, Ministro per i beni e le attività culturali. L’idea è nata nell’ambito delle iniziative dell’Assessorato all’istruzione della Provincia di Reggio Calabria, che ha voluto, a completamento dei corsi curriculari delle scuole superiori, come tema dell’anno scolastico 2011 – 2012, l’etica del lavoro e delle professioni, per far riflettere i giovani sulla loro esperienza scolastica diretta a formarli, per farne buoni cittadini e bravi professionisti. Di qui il titolo del volume “Dalla scuola alla vita”, alla cui stesura hanno contribuito personalità della società civile, come si usa dire: Giuseppe Acocella, Rettore della LUSPIO e Vicepresidente del CNEL; Natale Forlani, Direttore generale dell’immigrazione; Edoardo Giardino, Docente di diritto amministrativo nella Facoltà di Giurisprudenza della LUMSA, Avvocato; Maria Vittoria Grazini, Avvocato; Silvia Lu-

Giugno Luglio 2012

cantoni, Avvocato; Laura Lunghi, Avvocato; Raffaello Lupi, Ordinario di diritto tributario, avvocato; Francesca Maiorano, Avvocato; Maurizio Mirabella, Procuratore regionale della Corte dei conti per la Regione Marche; Fiammetta Palmieri, Magistrato ordinario, in servizio presso il Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri; Maria Cristina Pasanella, Avvocato; Michelangelo Palàez, Professore di etica nel Campus biomedico di Roma; Rosi Perrone, Portavoce Forum dell’APMC; Donatella Pinto, Human Resources, Vice Presidente della Camunu spa; Salvatore Sfrecola, Presidente della Sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Regione Piemonte; Silvano Treu, Ordinario di Diritto del lavoro, avvocato; Antonio Vallebona, Ordinario di Diritto del lavoro, Avvocato; Michele Vietti, Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura; Antonio Zerman, Ingegnere, dirigente d’azienda; Paola Maria Zerman, Avvocato dello Stato. Giustizia come leit motiv anche con riguardo al rapporto con il datore di lavoro ed i colleghi, laddove vengono in rilievo il dovere di corrispondere al proprio impegno professionale, ma

anche di trattare il collega come persona, col rispetto che si deve a chi ha i diritti ed i doveri del cittadino lavoratore. Giustizia, dunque, in tutti i momenti della vita, personale e sociale, per dare a ciascuno il suo, a cominciare dalle istituzioni pubbliche che devono dare in servizi quel che prendono in termini di imposte, tasse e tariffe.

Atlas

rbis 15


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:57 Pagina 16

Geopolitica

di Terenzio D’Alena

Geopolitica dei Balcani Incontro con l’Ambasciatore d’Albania S.E. dott. Llesh Kola

L

’Ambasciatore d’Albania presso lo Stato Italiano dr. Llesh Kola si è laureato in Albania in Storia e in Pedagogia ed ha ottenuto varie specializzazioni. Ha prestato la sua attività professionale diplomatica anche in Spagna ed in Algeria prima di approdare alla prestigiosa sede di Roma. Parla corretttamente cinque lingue. Signor Ambasciatore, in una manifestazione che si è tenuta recentemente al Palazzo dei Congressi di Tirana è stata rievocata la figura di Terenzio Tocci, un patriota italo-albanese che dedicò tutta la sua vita al Paese delle Aquile e fu ucciso dagli aguzzini di Enver Hoxhja alla fine dell’ultima guerra mondiale; fu uno dei pochi Arbresh se non l’unico che aiutò concretamente la patria di origine, ed è morto da martire ed eroe. Non può al momento attuale esserci la preoccupazione che intorno a lui posizioni ideologiche opposte cerchino di appropriarsi della sua figura per farne un personaggio storico di parte? Assolutamente sì. Abbiamo un obbligo istituzionale di rivalutare i grandi dell’Albania del passato, uno di questi è Terenzio Tocci, un grande albanese, un grande intellettuale, che ha fatto tanto per l’Albania e gli albanesi e purtroppo è morto anche per le sue idee. Non è l’unico che è morto per l’Albania, ma è un simbolo della bandiera, della indipendenza, delle relazioni con l’Italia e il mondo occidentale cui voleva affiancare la sua Nazione. Ripeto, io credo che non abbiamo fatto ancora tutto per tante nostre glorie del passato. Una cerimonia molto bella ed elegante si è tenuta a Roma lo scorso novembre per l’annuale festa dell’Indipendenza, a cura dell’Ambasciata d’Albania. Potrebbe sembrare che dopo quel 1912 vi sia stata una inconciliabilità fra 16

Atlas

rbis

quella proclamazione e le continue aggressioni di Serbia e Grecia di quei tempi, così come l’imposizione di un principe tedesco. Cosa ne pensa? Fu un’indipendenza fatta in condizioni non facili, ma la proclamazione ebbe un valore forte dopo 500 anni di occupazione ottomana. Mi piace ricordare che la indipendenza stessa fu aiutata dall’Italia. Festeggiamo ogni anno, è una festa per tutti gli albanesi, anche per quelli che vivono in Paesi vicini. Disgraziatamente per colpa di pregressi giochi delle grandi potenze oggi non tutti gli albanesi sono riuniti. Attualmente, però, riguardo questo problema, posso dire nella politica albanese non c’è un progetto di riunificazione. Il 17 gennaio del 1468 moriva il grande “capitano” Skanderbeg, capace di tante vittorie contro i Turchi; questa ricorrenza è stata ricordata in piazza Albania a Roma, come negli anni passati. Ne approfitto per domandarle se in generale i libri di testo delle scuole albanesi recitano con imparzialità la storia nazionale passata e recente. Gli italiani sono interessati a questo argomento perché qui si dibatte lo stesso problema. Skanderbeg é il maggior valore e lo sarà sempre per gli albanesi. Tra l’altro era un amico della Chiesa di Roma. Oltre a questo “Eroe delle due sponde”, Madre Maria Teresa è l’altra grande figura storica di riferimento, ed è un simbolo cristiano per tutto il mondo. È proprio per l’importanza di Skanderbeg che quel giorno in piazza c’erano albanesi, italiani, arbresh, kossovari, macedoni, cioè rappresentanti di tutte le nazioni albanesi. Per quanto riguarda i libri di scuola, si sa che la storia è scritta dai vincitori. Purtroppo noi in più abbiamo vissuto sotto una delle più feroci dittature del mondo; ora c’è

Ambasciatore d’Albania s.e. dott. Kola

un impegno ufficiale per una riscrittura della vera storia dell’Albania. Vorrei ricordare la figura di Ramiz Alia, il successore di Hoxhja. Come Gorbaciov fece un timido tentativo di apertura al multipartitismo. In compenso restò in galera con l’accusa di corruzione fino al ‘95, quando fu liberato. Cosa pensa di questo contraddittorio personaggio? Parlo sempre come rappresentante dello Stato albanese. Non era Alia una figura di transizione, ma l’ultimo dittatore del regime. La rivoluzione l’hanno fatta gli studenti e i fondatori del pluralismo politico. È morto recentemente Leka, un discendente del re. Che spazi ci sono per un partito monarchico, visto che l’eco della sua morte è stata alta in Albania? C’è un partito politico in Albania, con i valori della monarchia. Durante il comunismo questa parte della storia è stata ricordata in senso assolutamente Giugno Luglio 2012


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:57 Pagina 17

Geopolitica

deteriore. Questa negatività assomiglia all’affermazione dell’ateismo nella Costituzione della precedente Albania, quando l’unica pseudodivinità era il nostro dittatore.

la politica estera in generale. Gli italiani sono oggi i migliori difensori della politica albanese sui banchi della CEE. Questa cooperazione continua perché il confronto con il crimine è permanente.

La nostra è una rivista di geopolitica che si occupa di sicurezza. Quale è il livello del crimine oggi in Albania? Sappiamo che si è abbassato molto, quali sono stati i mezzi e le strategie utilizzati? Vi sono eccellenti rapporti tra polizia albanese ed italiana nel campo della sicurezza pubblica e nel coordinamento contro la criminalità organizzata, la corruzione, le bande, con risultati ottimi. Due ufficiali di contatto in Ambasciata collaborano con la polizia italiana. Abbiamo firmato accordi fra le due polizie, e la curva del miglioramento della sicurezza in Albania è così alta da non essere prevedibile fino a poco tempo fa; ora il nostro modello è divenuto d’esempio per alcuni altri Paesi del Mediterraneo. Ringrazio il ruolo del Ministero dell’Interno e dell’exministro Maroni per la liberalizzazione dei visti e

Pensa che in futuro i due Paesi potranno collaborare in istituzioni internazionali importanti, o bilateralmente, anche fuori del Comunità Europea? La cooperazione bilaterale già esiste e funziona benissimo. Cosa spinge molti italiani a risiedere in Albania oggi? Quali sono le loro attività prevalenti? E’ vero che in qualche norma l’italiano è considerata la seconda lingua? Questo è un segnale di un Albania normale, sviluppata, di eccellenti rapporti con l’Italia in tutti i campi. È un segnale di un riavvicinamento storico. Molti italiani sono commercianti, spesso cooperano con albanesi che risiedono in Italia. Dunque c’è un clima ottimo per l’integrazione reciproca. La lingua italiana è storicamente la più diffusa, e noi quasi tutti la parliamo senza difficoltà.

Sfoglia il giornale anche sul web Area eventi – Spazio interattivo – Area Riservata Web TV – Social Network e News Letter

Giugno Luglio 2012

Atlas

rbis 17


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:57 Pagina 18

Geopolitica

di Ilias Spyridonidis

La crisi sistemica del capitale e il caso ellenico G

li ultimi tre anni l’Europa vive probabilmente la più profonda crisi economica della sua storia contemporanea dopo la fine della seconda guerra mondiale e la fondazione della Comunità Europea pochi anni dopo. Tutto il continente europeo viene provato dalle conseguenze della crisi finanziaria e in paricolare i paesimembri della zona euro. Questi anni nel quadro dei paesi-membri della zona euro si sono formate due tendenze politiche-economiche contradditorie: da una parte il direttorio dell’asse Berlino-Parigi che promuove una politica economica intransigente che si potrebbe anche caratterizzate quasi centrifuga e dall’altra parte i paesimembri della zona euro che hanno bisogno di soluzioni finanziarie immediate, come il rilascio dell’Eurobond direttamente dalla Banca Centrale Europea, il rafforzamento delle istituzioni economiche, etc. In realtà, come nasce la crisi finanziaria globale che ha provocato la crisi finanziaria europea e cosa succede nella zona euro e in paricolare nei paesi del Sud come la Grecia? La maggioranza degli economisti non ha ormai dubbi: secondo loro la causa fondamentale della crisi finanziaria mondiale è la diminuzione di un indicatore economico molto importante, il calo del rendimento medio del profitto che ha generato negli ultimi anni una reazione a catena e l’ammontamento del capitale finanziario. Per quanto riguarda il caso greco, il dott. Bogiopoulos nel suo ultimo libro descrive le caratteristiche economiche e sociali del problema concludendo alla sua analisi che praticamente si tratti di una crisi sistemica del capitale monetario e finanziario. L’economia greca si trova nel quarto anno di una depressione profonda come risultato non solo della crisi finanziaria globale e della crisi di debito nelle economie della zona euro, ma anche di scelte politiche ed 18

Atlas

rbis

economiche sbagliate del governo di Atene dettate nella loro maggioranza dal Fondo Monetario Internazionale, dalla Commissione Europea e dal Eurogroup. Secondo Michel Rocard, ex Primo Ministro della Francia (19881991), mentre la FED e la BCE prestano alle banche private enormi capitali con un tasso di 0,01%, gli Stati europei come l’Italia, la Grecia, la Spagna etc. stipulano accordi di prestito che costano 600 o addiritura 1000 volte di più con un tasso del 6% circa. In Grecia, tutto è iniziato con gli incontri di Papandreou con Dominique Strauss-Can alcuni mesi prima delle elezioni nazionali del settembre 2009, quando ancora c’era nel governo la destra di Karamanlis. Nel ottobre 2009 Papandreou diventa primo ministro di un governo che ha fatto praticamente di tutto pre rallentare l’economia greca e preparare sostanzialmente il suo ingresso del FMI pochi mesi dopo nel maggio del 2010. Il primo memorandum con il FMI e l’EFSF ha cambiato radicalmente il volto della Grecia nell’arco di pochi mesi: - da 50-60% la diminuzione degli stipendi nel settore pubblico (in media da 1600 euro al mese a 800 euro), - da 40-60% i tagli delle pensioni, - da 30-50% i tagli degli stipendi nel settore privato, - il secondo memorandum ha portato il ribasso del costo del lavoro e lo stipendio minimo da 780 euro oggi non supera i 560 euro lordi, - forte calo del consumo, - migliaia di piccole e medie imprese terminano questi tre anni la loro attività e chiudono, - la disoccupazione dal 10% arriva ufficialmente al 21% (circa 1.500.000 persone), ma molti studiosi calcolando i non registrati, il lavoro nero, i precari, i part time etc. parlano addiritura di più di 2 milioni di disoc-

cupati effettivi che in un paese di 12 milioni di abitanti costituiscono più del 25% della forza lavoro, - a livello sociale, i dati parlano di un decollo nel numero dei senza tetto che arrivano o addiritura superano i 100 mila, soprattutto ad Atene, - scuole, ospedali e servizi sociali chiudono - aumento delle tasse a tal punto che la famiglia media non ha la possibilità di pagare (un dato caratteristico costituisce il fatto che lo scorso anno migliaia di persone hanno depositato le targhe delle loro auto dato che non potevano pagare le tasse),forte crescita dei suicidi. L’elenco delle conseguenze è molto probabile che sia infinito per l’economia e la società greca. Il caso greco però funziona a livello comunicativo e costituisce a livello europeo un paradigma negativo per il controllo della psicologia di massa.

Giugno Luglio 2012


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:58 Pagina 19


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:58 Pagina 20


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:58 Pagina 21


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:58 Pagina 22


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:58 Pagina 23

Sicurezza

di Marino D'Amore

Sicurezza nei Palazzi Istituzionali Incontro con il Direttore dell’Ispettorato di P.S. “Palazzo Chigi” Dott. Raffaele Micillo

I

l Dott. Raffaele Micillo guida l’Ispettorato di Pubblica Sicurezza della Presidenza del Consiglio dei Ministri e con estrema disponibilità ci ha fatto conoscere, grazie alla sua testimonianza, gli aspetti professionali, le responsabilità, l’impegno continuo profuso che occorre per dirigere un ufficio tanto prestigioso all’interno della sede istituzionale del governo. Un impegno che, oggi più che mai, richiede massima allerta e prevenzione alla luce del periodo delicato che il nostro Paese sta vivendo, scosso da proteste sociali, figlie della crisi, e istanze terroristiche che si ripropongono con ciclica puntualità. Dott. Micillo, rispetto al suo ruolo di Questore svolto nei suoi precedenti incarichi, quali differenze ha riscontrato alla guida dell’Ispettorato di P.S. Della Presidenza del Consiglio dei Ministri? Sicuramente il mio incarico attuale comporta meno compiti di tipo territoriale. Nella sostanza il grande prestigio di rappresentare la Polizia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri prevede, oltre agli aspetti relazionali e formali che il contesto istituzionale

impone, una grande senso di responsabilità, di discrezione, di riservatezza e attenzione sempre ai massimi livelli; caratteristiche finalizzate a difendere e a prevenire eventuali pericoli per un obbiettivo istituzionale sensibile, soprattutto in un periodo delicato, sotto molteplici aspetti, come quello attuale. Direttore, secondo lei esistono alcune peculiarità che deve possedere un poliziotto che presta servizio presso il suo Ufficio rispetto ad un operatore di polizia che lavora sul territorio? Un lavoro come il nostro, oltre alla professionalità e alle grandi responsabilità di cui parlavo prima, presuppone anche una grande preparazione culturale, elemento imprescindibile in una realtà professionale come questa. L’Italia sta attraversando un momento molto complesso; a suo avviso, quanto è cambiato oggi l’impegno di responsabile della sicurezza di Palazzo Chigi? Rispetto a qualche mese fa la situazione è sicuramente diversa: le tensioni sociali conseguenti alla crisi economica mon-

Il Dirigente Generale della Polizia di Stato dott. Raffaele Micillo Direttore Ispettorato di P.S. “Palazzo Chigi” Giugno Luglio 2012

Il Presidente Mario Monti e il Sottosegretario Antonio Calatricalà. Momenti del Consiglio dei Ministri

diale, le minacce terroristiche che ne derivano e ne rappresentano una terribile esasperazione, per non parlare degli episodi emulativi che accrescono il problema in modo sostanziale, tutti questi elementi caratterizzano l’attuale scenario che il nostro team affronta con cadenza quotidiana. Scenario che trova una ferma risposta in una maggiore allerta rispetto a questi fenomeni e, soprattutto, in una prevenzione efficace. Dottore per l’attività che svolge come Dirigente Generale di P.S., quanto è costretto a sacrificare della Sua vita privata? La vita di un poliziotto è estremamente complessa e assolutamente votata al servizio dello Stato: un impegno che si struttura in 12 ore quotidiane di lavoro. Tutto questo ovviamente comporta delle rinunce e dei sacrifici che intaccano anche la sfera privata. Ma con lo stesso impegno e la medesima abnegazione riusciamo sempre a conciliare tutti i nostri impegni, anche quelli familiari. Questo è il vero significato del nostro lavoro costruire un Paese più sicuro per tutte le famiglie e quindi anche per le nostre: questa è una delle nostre più grandi soddisfazioni.

Atlas

rbis 23


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:58 Pagina 24

Sicurezza

di Mario Vilardi

il Nucleo artificeri antisabotaggio della Questura di venezia: Un reparto d’eccellenza della Polizia di Stato

L’

operatività del Nucleo Artificieri Antisabotaggio di Venezia opera in maniera eccellente in un territorio arduo, ricco di storia, calli e strade d’acqua, portando a termine brillanti risultati. Abbiamo rivolto alcune domande al Comandante Ispettore Superiore s.u.p.s. Romolo CALDERAN. Cosa è cambiato dopo la tragedia delle torri gemelle? Dopo l’attentato alle torri gemelle, il Dipartimento della P.S. si è attivato per fare una selezione di quanti operatori delle Forze di Polizia fossero in possesso della specializzazione di Artificiere EOD e Artificiere IEDD, qualifiche considerate dal Ministero dell’Interno tra le “5 Alte Specializzazioni”. La situazione politica internazionale, dopo l’attacco alle Torri gemelle, è notevolmente cambiata: la guerra al terrorismo ha fatto si che tutto il personale acquisisse nuove informazioni sulla tipologia degli attentati. E’ maggiormente cambiata per gli Artificieri dell’Esercito, che sono stati chiamati a svolgere servizio all’estero in cooperazione con altre forze armate di altri paesi. In queste occasioni c’è stato uno scambio di informazioni che ha permesso di acquisire nuove conoscenze e predisporre nuovi database di materiale. L’esperienza così acquisita è stata trasmessa attraverso i corsi successivi che si sono tenuti alla Scuola del Genio per la formazione di Artificiere EOD/IEDD, tenuti pertanto da personale con molta esperienza sul teatro di guerra. L’approccio è cambiato in quanto ora si presta molta più attenzione alla sicurezza ed incolumità anche degli operatori, cercando il più possibile di lavorare a distanza dall’eventuale ordigno. La forma mentis dell’artificiere del 2011 è sempre proiettata ad un continuo scambio d���informazioni 24

Atlas

rbis

con artificieri di altri paesi dell’Unione Europea. Così facendo, si migliora la professionalità: analizzare i casi verificatisi in altri paesi, consente di predisporre una più efficace azione di contrasto. Allo scambio di informazioni ha certamente contribuito internet, ma anche la scrupolosa attenzione che la Direzione Centrale competente per i Reparti Speciali ha avuto nel comprendere che le capacità operative dell’artificiere dovevano giovarsi delle più attuali conoscenze tecnologiche. Qual è la differenza operativa rispetto ad altri Nuclei attivi in altre città italiane? In primis la logistica di Venezia che impone un’attenzione massima rivolta, non solo nei confronti degli operatori, ma altresì alla salvaguardia dei Beni Artistici e Architettonici. Anche il trasporto del

materiale deve avvenire attraverso contenitori che lo proteggano dall’ambiente umido e salmastro come quello della laguna veneta, fattori che deteriorerebbero le parti elettroniche degli strumenti e i tessuti speciali delle combinazioni. La città di Venezia ha inoltre nelle vicinanze un polo chimico d’importanza nazionale come Porto Marghera. Per questo al Nucleo abbiamo due operatori formati come Istruttori per la Difesa CBRN che all’occorrenza sono indispensabili in caso di attentato in una delle fabbriche. La loro preparazione sulle sostanze che sono ivi prodotte è molto utile al personale che deve decidere sulle misure di sicurezza da attuare. (Questa ulteriore specializzazione comporta periodici corsi di aggiornamento). L’operatore di Polizia, una volta formato Artificiere IEDD, oltre a fare il corso CBRN, deve formarsi “Esperto Manovratore di Corde”, qualifica che si ottiene alla scuola alpina di Moena (TN). Inoltre viene messo in lista il corso di specializzazione nell’impiego degli esplosivi che si tiene c/o il 17° Stormo Incursori dell’Aeronautica Militare presso Furbara (RM). In particolare, in una città dove si tengono numerose “convention“ con personalità politiche molto importanti, i servizi di bonifiche ai palazzi e nelle sale delle riunioni, sono all’ordine del giorno. Tutte queste operazioni vengono svolte in sinergia con la Sezione Mare, che deve organizzare il trasporto del personale e dei nostri materiali. C’è da dire che il Nucleo Artificieri, nei servizi di bonifica si avvale della collaborazione delle Unità Cinofile Antiesplosivo della Polizia di Frontiera, ubicati c/o lo scalo marittimo ed aeroportuale di Venezia, e qualche volta di quella dei Carabinieri Cinofili Antiesplosivo di Padova. Giugno Luglio 2012


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:58 Pagina 25

Sicurezza

Nella foto parte del Personale del Nucleo Artificieri Antisabotaggio di Venezia con al centro il Comandante Calderan.

In una città unica per le opere d’arte come Venezia, avere l’ausilio delle Unità Cinofile, rappresenta una sicurezza maggiore sul risultato finale delle bonifiche. Altre situazioni in cui vengono svolte bonifiche sono: - il varo di grosse navi da crociera presso i cantieri di Porto Marghera; - grandi concerti che si tengono nel parco “San Giuliano”; - oltre le particolari situazioni che richiedono l’intervento del personale qualificato. Molto importanti sono anche i servizi di controllo che si effettuano all’aeroporto in occasione di voli sensibili delle compagnie aeree dei paesi che sono oggetto di attentati da parte di organizzazioni terroristiche. Altri importanti Servizi riguardano i grandi eventi che si svolgono in laguna come il Carnevale di Venezia, che richiama ogni anno tantissimi visitatori, rendendo necessario un servizio di Ordine e Sicurezza Pubblica straordinario; la Mostra del Cinema che si tiene ogni anno nel periodo di settembre al Lido di Venezia con l’arrivo di moltissime personalità. Con gli Artificieri dell’Esercito che rapporti avete? I rapporti sono ottimi ed efficienti, abbiamo competenze diverse, anche se a volte ci capita di operare per primi noi su ordigni bellici che una volta messi in sicurezza consegniamo ai militari. Capita spesso che il residuato bellico, Giugno Luglio 2012

venga rinvenuto in operazioni di scavo nei centri abitati, e la presenza degli Artificieri della Polizia di Stato in città garantisce un più celere intervento, finalizzato ad una prima valutazione, attraverso l’accertamento sul tipo di ordigno bellico e le conseguenze che potrebbe generare nell’abitato una sua probabile esplosione. Eseguite le operazioni, si comunica con l’ufficio specializzato della Prefettura, che, avuto conoscenza del luogo e della pericolosità, può decidere di affidare la rimozione e la distruzione direttamente agli Artificieri di Polizia di Stato. Il Genio Guastatori dell’Esercito è specializzato nel disinnesco e brillamento degli ordigni bellici sopratutto di grandi dimensioni, tipo bombe di aereo o grossi proietti di artiglieria, in quanto sono forniti di attrezzature e materiali adatti alla bonifica di ordigni esplosivi regolamentari di grosse dimensioni. Ciò non toglie che qualche volta artificieri dell’Esercito chiedano la cooperazione degli Artificieri di Polizia e viceversa, perché unire le sinergie, significa fornire al cittadino una maggiore tempestività, sicurezza e tranquillità da qualsiasi ordigno inesploso. Il Team di sei Operatori a vostra disposizione, crede sia sufficiente a coprire l’intera area regionale di competenza? In effetti, siamo a metà della forza necessaria, comunque la Regione è ben coperta con due Unita a Padova e altre due a Verona c/o l’aeroporto. Un altro artificiere si trova a Belluno. Il personale attualmente in servizio al Nucleo è fortemente motivato, con squadre composte da due elementi si riesce a fare molto. Il Team è importante per tutti noi, per me sapere che nel mio Team ho gente molto motivata e operativa è fonte di orgoglio, perché nonostante siamo in pochi, l’ufficio non rimane mai impresenziato e almeno un operatore è sempre presente oltre ad un’altro che effettua la reperibilità settimanale. Va evidenziato che la specializzazione di Artificiere I.E.D.D. (che a Ve-

nezia possiedono solo due operatori) è molto ambita da giovani agenti che prima di entrare in polizia hanno svolto il servizio di V. F. P. presso l’Esercito, entrando in contatto con i loro Artificieri e apprezzandone il prestigio, cercando di farne una motivazione personale e riproporla poi nella Polizia di Stato. Esiste una specializzazione per gli ordigni di tipo NBCR? Attualmente non esiste una specializzazione CBRN per l’Artificiere della Polizia di Stato. Esiste la specializzazione BC-IEDD che è posseduta da alcuni istruttori della Scuola del Genio dell’Esercito. Mi auguro che in futuro vengano attuati corsi analoghi per gli Artificieri della Polizia di Stato. Nel frattempo, l’Artificiere, dopo aver conseguito la qualifica di IEDD, viene inviato alla Scuola Interforze di Rieti per la specializzazione di “Istruttore per la Difesa CBRN“. E’ molto importante che l’Artificiere sia formato CBRN, perché in caso di attentato “Misto” (esplosivo più aggressivo chimico o fonte radioattiva), può far salvare molte vite per le tempestive informazioni sull’area di sgombero da effettuare e tutte le altre operazioni da mettere in atto. Il “Pronti a Muovere” avviene …? Di norma in 5 minuti siamo pronti già sui mezzi, diverso è se l’attivazione avviene per la città di Venezia, abbiamo un ulteriore “perditempo” di una manciata di minuti in più, a causa della logistica che richiede lo scarico del materiale necessario dall’auto ed il successivo carico presso il molo sul natante in attesa, che non sempre è disponibile in tempi adeguati per la cronica carenza di natanti e personale. Ovviare questo problema è possibile, assegnando al Nucleo di Venezia un’imbarcazione che sia in grado di alloggiare le attrezzature e le strumentazioni necessarie a qualsiasi tipo di intervento con la possibilità di caricare il veicolo remotizzato PEDSCO RMI 94, che in certi tipi di interventi il suo utilizzo è indispensabile. Testi e foto Mario Vilardi www.militarzone.it Si ringraziano il dr. Petrillo e l’Isp. Cosson per la collaborazione.

Atlas

rbis 25


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:58 Pagina 26

Sicurezza

di Mario Vilardi

Baschi Verdi della Guardia di Finanza Il reparto operativo delle Fiamme Gialle Intervista al Comandante del Nucleo operativo di Venezia Parliamo con il Comandante – Capitano Jacopo Allera - a cui subito chiediamo: “Cosa caratterizza la vostra “attività” rispetto ad altre situate in altre città italiane? Come correttamente dice, la caratteristica della nostra attività è la città di Venezia. Da sempre città d’arte, storia e vie di mare, unica nel suo genere. Altrettanto unico è svolgere la nostra missione istituzionale in questa città costruita “sull’acqua”. Tutto, a partire dagli spostamenti, è profondamente influenzato da questo elemento. Infatti bisogna completamente abbandonare la classica concezione delle pattuglie a bordo di autovetture operative che controllano il territorio. A Venezia gli spostamenti sono garantiti dalla perfetta sinergia con la componente navale del Corpo e le pattuglie sono appiedate. Baschi Verdi che, ogni giorno, percorrono in lungo e in largo le calli veneziane per promuovere la legalità:

dal contrasto al commercio ambulante abusivo al servizio di pubblica utilità 117. Dopo l’attentato alle Torri Gemelle del 2001, le “regole del gioco” sono cambiate. Come e cosa è cambiato per voi? Quali modifiche ha causato anche all’attività ordinaria ? L’attività operativa ha visto crescere l’attenzione verso gli obiettivi cosiddetti “sensibili”. Di conseguenza il ruolo della componente AT-PI è diventato sempre più importante, in quanto la tipologia di servizi prerogativa di tale personale specializzato ha registrato una crescita importante. Gli avvenimenti nel Nord Africa e la recente rivolta in Libia, hanno per voi in qualche motivo influito sulla normale attività, maggiore attenzione e/o conseguenze per l’arrivo di qualche ospite “indesiderato”? Capisco lo spirito bonario di tale do-

Capitano Jacopo Allera

manda e voglio cogliere l’occasione per sottolineare che nessuno è per noi “indesiderato”. Ciò che rileva nella nostra attività è se le persone vivano o meno nella legalità. Tali eventi hanno senza dubbio richiesto un ulteriore impegno da parte dei Baschi Verdi che, oltre ad assicurare i servizi operativi sul territorio veneziano, hanno altresì garantito dei contingenti di Ordine Pubblico impegnati in missioni fuori sede. Come sono i rapporti di collaborazione tra le varie strutture preposte all’ O.P. in caso di grandi eventi? Ottimi. In tal sede, mi preme sottolineare che nella gestione dei grandi eventi è necessario, affinché tutto vada per “il verso giusto”, andare ben oltre il mero concetto di collaborazione arrivando a creare una vera e propria si-

26

Atlas

rbis

Giugno Luglio 2012


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:58 Pagina 27

Fonte: NewsAbruzzo.it

Sicurezza

nergia. Un esempio di grande evento, sicuramente noto a tutti, è stato la visita a Venezia del Santo Padre Benedetto XVI agli inizi di maggio u.s.. Il Corpo, tra l’altro, ha avuto l’onore di accompagnare su un proprio natante il Sommo Pontefice, per tutta la durata della visita pastorale. Vi è concorrenza ( AT-PI / Unità Cinofile / Comparto Aeronavale) con le altre specialità? No. Ognuno svolge una parte specifica dell’attività istituzionale e, spesso, le varie specialità costituiscono il naturale completamento dell’attività di polizia in corso. Un chiaro esempio può essere la pattuglia di Baschi Verdi che, a bordo dei natanti del Corpo, si reca ad eseguire un’attività di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, avvalendosi del prezioso “fiuto” dei cani anti-droga. Giugno Luglio 2012

L’addestramento del Reparto come e dove viene svolto? L’addestramento viene svolto presso il Centro Addestramento di Specializzazione di Orvieto dove si forma la componente specializzata AT-PI attraverso un corso, della durata di 2 mesi, al termine del quale viene conseguito l’onore d’indossare il tanto desiderato copricapo “Basco Verde” e d’appuntare sull’uniforme la tanto ambita spilla con il falco che cavalca un fulmine. Questi simboli sono così profondamente caratterizzanti la specialità da aver dato ai finanzieri specializzati gli appellativi di “Baschi Verdi” e “Falchi”. Il corso si articola con attività teoriche e, soprattutto, pratiche volte a preparate i futuri Baschi Verdi a disimpegnare i servizi alla specialità demandati, quali Ordine Pubblico, vigilanze anti-terrorismo e servizi di protezione.

In cosa consistono gli equipaggiamenti specifici del Reparto? La natura dei servizi demandati comporta la necessità di prevedere per il personale AT-PI un equipaggiamento diverso da quello del contingente ordinario. Tutto, a partire dall’arma in dotazione individuale, è diverso. Questo non riguarda solo l’armamento ma anche tutto ciò che è necessario per disimpegnare i servizi demandati come, per citare due esempi noti a tutti, le protezioni individuali per i servizi d’Ordine Pubblico e le autovetture blindate per le scorte a persone protette. Si ringraziano tutti i militari del Nucleo Operativo Pronto Impiego del I° Gruppo Guardia di Finanza di Venezia il Capitano Allera, e l’Ufficio Stampa del Comando Generale della Guardia di Finanza.

Atlas

rbis 27


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:58 Pagina 28

Sicurezza

di Elisa Cocolos

(Consulenza Tecnica Forense Bologna)

Analisi criminologica della scena del crimine L

a vera indagine comincia con ritrovamento del cadavere, perché è difficile pensare che possa esistere omicidio senza cadavere o possa esistere un omicidio senza l’assassino. Le indagini penali dovrebbero essere ancorate a criteri di scientificità ed è qui che ogni investigatore mette a dura prova se stesso e la propria professionalità . La relazione con i media dovrebbe essere, per quanto possibile, corretta, giacché basata sulla fiducia e rapporto reciproco: il diritto di informare e il diritto di fare indagini nel riserbo. Bisognerebbe anche mostrare una particolare cura per i dati più riservati del caso, quelli che potrebbero mettere in guardia il delinquente, istruirlo, diciamo. Se il rapporto, tra il diritto dell’investigazione con riserbo e il diritto dei mass media ad informare, non viene gestito correttamente, può innescarsi una “crisi mediatica’’1 dalla quale difficilmente si potrà uscire perché spettacolarizza il tutto minando la serenità d’animo e danneggiando seriamente il corretto svolgimento delle indagini. E’ curioso che, finora, non si parla di ‘’circostanze contraddittorie’’ relativamente al luogo del crimine; ad ogni modalità operativa corrisponde un certo tipo di tracce formate, in modo che, nella ricerca sul posto, dovrebbero essere evidenziate. L’assenza di queste tracce o la presenza, nel perimetro, di altre tracce, non specifiche, crea una situazione contraddittoria. Una valutazione ed interpretazione corretta di tali circostanze, consentono agli investigatori, in alcuni casi, di stabilire la simulazione dell’omicidio, con riferimento al fatto, ma anche al comportamento ulteriore del colpevole. Tale decisione si riflette nel fatto che l’autore cerca, fin dal’inizio, conoscendo le circostanze in cui ha agito, di dare un’altra spiegazione al meccanismo che ha 28

Atlas

rbis

causato la morte e quindi di modificare il movente. Regole e procedure forensi, metodologiche e criminologiche, rappresentano per l’investigatore strumenti per ottenere le prove o chiarire alcuni aspetti poco chiari del caso. La letteratura specializzata2, per l’omicidio, ad esempio, ha mostrato una griglia di requisiti ai quali, l’indagine scientifica di questo tipo di reato, dovrebbe tentare di dare delle risposte : 1. Che cosa è successo sulla scena del crimine e perché? senso giuridico - la qualificazione giuridica del reato (stupro, omicidio, suicidio, ecc.) senso psicologico (soddisfazione sessuale, la soppressione della vita, la proprietà, ritorsione, intenzionale, rapina, interessi patrimoniali, ecc.) 2. L’omicidio è stato commesso sul luogo dove è stato trovato il corpo? Senso forense (tracce traseologiche e interpretazione dinamica);

3. Chi è stato ucciso? Senso legale Senso forense (identità della vittima) 4. Quando è stato commesso il crimine? Senso legale (controllare ogni alibi possibile) Senso forense (variazioni cadavere, ecc.) 5. In che modo è stato commesso l’omicidio? Senso legale senso psicologico (in termini di lato soggettivo. Intenti, senso di colpa, l’auto-difesa, ecc) 6. L’assassino ha provveduto a dissimulare l’omicidio e che cosa è? senso psicologico (il profilo psicologico dell’autore, l’esperienza criminale, doppiezza, l’intelligenza, simulazione, ecc.) 7. L’omicidio è stato commesso da una sola persona sola o da più persone? senso giuridico (autore, coautore, complicità, ecc.)

Giugno Luglio 2012


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 13/06/12 09:14 Pagina 29

Sicurezza

senso forense (numero e tipo di lesioni, il rapporto di causalità: lesione - l’arma di attacco o di difesa, la resistenza della vittima, la dinamica e la disposizione delle lesioni, ecc.) 8. Quali sono, per il criminale, le vie di accesso al campo del crimine, in che modo e uscito dal campo, come si è comportato, per quanto tempo è rimasto lì e che tipo di azioni ha commesso? Senso forense ( interpretazioni dinamiche e traseologiche) senso psicologico (sicurezza, precipitazione, la logica del comporta-

mento nello svolgimento della scena del crimine) 9. Chi è il colpevole? significato giuridico (responsabilità e la determinazione delle sanzioni) direzione forense (identificazione del’autore) 10. Quali sono le esperienze positive e i limiti della ricerca scientifica del caso? Senso legale Senso forense significato psicologico (l’interpretazione del modo di operare, ad es.: si tratta di un omicida seriale?) Il risultato del profilo criminale dovrebbe offrire una descrizione almeno teorica del probabile colpevole e della sua probabilità personalità con riferimento: all’ età, sesso, etnia; alle caratteristiche fisiche (peso, altezza); stato sociale (occupazione o attività lavorativa, stato civile, situazione economica); stato biologico (eventuali segni di identificazione, età); situazione ambientale (il tipo di alloggio più probabile, il tipo di vettura che potrebbe

guidare, eventuali conflitti interculturali, comportamentali, ecc.). I metodi di sviluppo del criminal profiling sono: il metodo FBI (Crime Scene Analysis); il metodo Canter (Investigative Psychology); e il metodo di analisi delle prove comportamentali (Behaviour Analysis Evidence-BEA)3. Cosi, Turvery sostiene che BEA è l’analisi del crimine eseguita in quattro distinte fasi: Equivocal Forensic Analysis (analisi forense equivoci); Victimology (vittimologia); Crime Scene Characteristics (le caratteristiche della scena del crimine); Offender Characteristics (le caratteristiche del reo)4. 1

2

3 4

C-tin Duvac, V.Lapadusi, criminalitatea violenta, ed.Little Star, Bucuresti, 2010 Tudorel Butoi, op.cit.,p.151 – vezi art. Palcu in Romania Emilian Stancu, op.cit., p.35 Turvey Brent 2002-2003. Criminal Motivation. În Brent Turvey E.. Criminal profiling. An introduction to behavioral evidence analysis, p. 280-304 – citat de Octavian Rujoiu, op. cit. p. 142.

“Governo mantenga impegni assunti con gli uomini in divisa” Comparto Sicurezza On. Pino Palmieri* (LP): Governo mantenga impegni assunti con gli uomini in divisa

“G

iugno è vicino ma il regolamento che disciplina i requisiti per l’accesso alla pensione del personale del Comparto sicurezza e difesa non è stato ancora concertato, al pari delle altre classi di lavoratori pubblici e privati. Eppure la concertazione con le rappresentanze sindacali è stata esplicitamente richiamata nei decreti emanati dal Governo proprio per la specificità del lavoro del personale militare, delle Forze di polizia e dei Vigili del fuoco, peculiarità riconosciuta in tutti i Paesi europei che fissano limiti di età inferiori a quelli stabiliti per il personale italiano.

Giugno Luglio 2012

Voglio ricordare che gli uomini in divisa se da una parte hanno le funzioni di tutela delle istituzioni democratiche e di difesa dell’ordine e della sicurezza interna ed esterna, dall’altra hanno l’obbligo di mantenere rigidi requisiti di efficienza operativa e addestrativi. La perdita di questi requisiti comporta la cessazione dal servizio attivo. Di fianco al mantenimento di questi standard operativi, che ne rappresentano l’aspetto usurante, la specificità si realizza anche in tutto un complesso di limitazioni e obblighi avulsi da qualunque altra categoria lavorativa. È quindi doveroso da parte del Governo convocare immediatamente un tavolo di concertazione, unico vero segnale

che la politica può dare a chi, tutti i giorni, è chiamato ad assicurare il bene della vita a tutela della collettività, anche a rischio della propria incolumità personale.” * Vice Presidente Commissione Sicurezza ed integrazione sociale, lotta alla criminalità,

Atlas

rbis 29


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:58 Pagina 30

Sicurezza

di Guglielmo Frasca

La sicurezza in tempo di crisi Razionalizzare i presidi o unificare le forze di Polizia?

P

er sostenere l’intento proposto dal decreto che dovrebbe risolvere il sovraffollamento carcerario tutti i sindacati di polizia si sono detti contrari sia per ciò che riguarda coloro che si trovano agli arresti domiciliari sia per ciò che concerne coloro che si trovano nelle camere di sicurezza delle Questure; in questo secondo caso si tiene conto del degrado che subirebbero gli arrestati. Trasferire dal controllo del territorio un numero eccessivo di agenti per impegnarli a funzioni di polizia carceraria e senza dubbio disdicevole. Lo stesso corpo di polizia carceraria, pur non criticando il decreto, offre un sostegno per la risoluzione dei problemi proponendosi per coadiuvare le forze dell’ordine anche nei controlli fuori dalle carceri. Le proposte dell’ex Ministro dell’Interno per modificare la legge 121 sono state molteplici: «Ritengo ormai maturi i tempi, dopo quasi trent’anni, per procedere alla revisione dell’ordinamento dell’amministrazione della Pubblica sicurezza definito dalla legge 121 del 1981». Con queste parole dette a piazza del Popolo per la cerimonia in occasione del 157esimo anniversario della fondazione della Polizia di Stato, Roberto Maroni, ex ministro dell’Interno, fa pensare di voler modificare l’assetto delle Forze dell’ordine ponendo sotto il controllo del Viminale sia i poliziotti sia i carabinieri. Che qualsiasi altra forza adibita alla sicurezza, obiettivo: «Adeguare l’organizzazione di strutture e servizi delle nostre Forze dell’ordine alle nuove sfide della sicurezza globale e ai mutati scenari che oggi si annunciano sulla scena internazionale». In un’altra occasione l’ex Ministro ha detto “Questa legge va aggiornata, oggi è un altro mondo rispetto a 30 anni fa. Per questo entro giugno farò una commissione ministeriale che lavorerà al Libro Bianco sulla sicurezza ed indicherà le criticità, come ad esempio, dell’organizzazione dei presidi sul territorio. Ci sono troppe caserme dei carabinieri che alle 8 di sera staccano i telefoni ed attaccano la 30

Atlas

rbis

segreteria telefonica e questo non va bene”, Maroni aveva fatto pensare che finalmente si era giunti all’accorpamento delle forze di polizia e ad una modernizzazione degli organici, ma purtroppo le difficoltà economiche attuali non fanno ben sperare. Già due anni fa il comandante generale dei carabinieri, Leonardo Gallitelli, in una audizione alla Commissione Difesa del Senato aveva affermato che erano solo “argomenti giornalistici le ipotesi di fusione con la polizia di Stato”. Piuttosto il generale si era lagnato per la mancanza in organico di più di 6.000 militari. Aveva poi ribadito, contrastando le intenzioni di chi è favorevole ad una unificazione tra le forze di polizia ed i carabinieri che L’Arma non si può assolutamente fondere ed è e resterà sempre orgogliosa delle stellette. Sempre il Ministro Maroni solo un anno fa aveva affermato, in occasione di un’operazione congiunta in Calabria: ‘’La cosa che più mi piace è aver visto molte operazioni fatte da Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, ciascuno contemporaneamente specializzato in un’azione sua propria. I carabinieri che arrestano un latitante che stava nascosto in un anfratto o in una cantina sotto un palazzo, la polizia che e’ andata a prendere i gruppi che stavano insanguinando la città e la Guardia di Finanza che nella stesse notte metteva i sigilli e sequestrava beni alle famiglie mafiose: questa e’ la forma migliore del coordinamento che porta a risultati positivamente sorprendenti ‘’ . Purtroppo il Ministro aveva preventivato la riforma della legge 121/81 nel 2013, ma anche questa volta sarà difficile che il nuovo inquilino del Dicastero porti a termine il progetto del suo predecessore. Mettere mano alla legge 121, aggiornandola ai tempi, considerando che e’ una legge di 30 anni. porterebbe ad un modello di Forze di polizia unificate, sotto un’unica guida . Questo modello già in uso da molte democrazie europee, tra cui la Francia e la Spagna, garantisce

economia ed efficienza e rende il servizio meno costoso e più efficiente. L’attuale Ministro dell’Interno Cancellieri ha nuovamente, come il suo predecessore Maroni, insistito sulla necessità di pervenire ad una revisione dei presidi delle Forze di polizia sul territorio, affermando di essere già all’opera per evitare sprechi e per poter razionalizzare le risorse umane e finanziarie. Appellandosi anch’ella alle necessarie esigenze di contenimento della spesa pubblica, ha sottolineato che nell’attuale stato di cose è necessario ottimizzare le risorse disponibili attraverso una seria analisi delle possibilità finanziarie e della loro funzionalità mantenendo comunque la garanzia di idonei livelli di sicurezza per i cittadini. L’ondata di criminalità che ha colpito ultimamente la penisola, è una prova che è ormai impossibile rimandare ancora la razionalizzazione delle forze per la sicurezza, un reale coordinamento delle forze di polizia in campo, un indispensabile aumento di agenti e mezzi ed un’eliminazione di sprechi sono le azioni necessarie per fronteggiare il momento critico e tutelare la sicurezza dei cittadini. Giugno Luglio 2012


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:58 Pagina 31

Sicurezza

Ombre minacciose Il destino dell’Italia tra attentati e minacce terroristiche

I

l destino dell’Italia sembra ciclicamente collegato agli attentati, non solamente esplosivi, ed alla minaccia terroristica tanto quanto quello statunitense appare legato alla triste tradizione degli assassinii dei Presidenti, tra i quali, per carenza di conoscenza, ci si ricorda quasi esclusivamente di J. F. Kennedy. Così, nell’ultimo periodo, sulla penisola s’è nuovamente allungata l’ombra del terrore: per mano anarchica che ha colpito l’ingegnere Roberto Adinolfi, amministratore delegato dell’Ansaldo Nucleare, e sotto la veste ignota che a Brindisi, il 19 u.s., con un ordigno artigianale ha provocato la morte d’una giovane studentessa ed il ferimento di tante altre. Si tratta di due episodi diametralmente opposti che in alcuni osservatori hanno riproposto alla memoria analogie e circostanze già affrontate nel passato, quando gli strumenti d’indagine erano meno sofisticati e non si poteva fare affidamento su videoriprese e tracce lasciate da telefoni cellulari. Del primo attentato sappiamo quasi tutto, se si esclude la responsabilità del feritore e dei complici direttamente coinvolti, del secondo, invece, disponiamo da giorni esclusivamente di ipotesi, ognuna delle quali si sostituisce alle precedenti, senza, però, individuare ancora l’esecutore ed il movente. Forse troppo prematuramente è stata accusata del gesto la criminalità, non solamente autoctona, poiché la scuola nei pressi della quale è esploso l’ordigno risulta intitolata a Francesca Laura Morvillo Falcone, magistrato, più nota in quanto moglie di Giovanni Falcone, insieme al quale fu uccisa a Capaci (Pa), il 23 maggio 1992, a seguito d’un attentato dinamitardo di straordinaria potenza. Poi s’è pensato anche al terrorismo più qualificato, ma l’ipotesi è subito decaduta. La prima tesi sembrava rafforzata dalla presenza della criminalità organizzata in terra di Puglia, dove la Sacra Corona Unita rappresenta una realtà ben Giugno Luglio 2012

strutturata e determinata a mantenere inalterato il proprio prestigio, ma proprio per tali ragioni appare difficile credere ad una sua responsabilità del gesto. Se così fosse si alienerebbe simpatie e connivenze, interromperebbe la continuità emotiva con la popolazione ed avrebbe attirato un’eccessiva attenzione da parte di inquirenti ed investigatori, aspetto, quest’ultimo, che non giova certamente a coloro che vivono nell’illegalità. Nella malavita, inoltre, esistono codici comportamentali e regole ben definite, ragion per cui stride anche la possibilità che qualcuno giunto da altre regioni abbia potuto colpire in modo così anomalo senza chiedere l’autorizzazione a coloro che controllano quei territori. La matrice terroristica sembra impossibile, sia che ci si riferisca a quella islamica, ancor più se pensiamo alla natura politica, poiché un tale agire non rientra nelle tradizioni né nelle strategie della sinistra, mentre non avrebbe senso per la destra moderna. È assente, inoltre, la rivendicazione, cioè quell’attestazione di paternità che ha sempre accompagnato gli episodi più cupi della nostra storia recente, che rappresentano la complementarità di una piattaforma ideologica che cerca sempre di spiegare l’azione inquadrandola in un contesto storico e politico. Il gesto isolato di un pazzo è possibile e se così fosse sarebbe forse

più facile individuarlo, poiché in assenza di motivazioni politiche il singolo attentatore desidera catalizzare l’attenzione sul suo operato, si inorgoglisce seguendo le cronache dei media, quasi indirizza gli investigatori sulla traccia giusta per confermare la propria abilità, anche nel sottrarsi alle indagini. Il nostrano unabomber, che per tanti anni s’è cimentato con ordigni artigianali, ne è una riprova, sebbene sia rimasto sconosciuto nonostante una equipe d’investigatori appositamente costituita abbia lavorato anni per identificarlo. Un’altra ipotesi potrebbe essere l’intrusione d’una forma di criminalità straniera, che tenta di radicarsi sul territorio ed all’interno di scontro carsico con i rivali locali già strutturati decide di colpire un punto critico, nevralgico e sensibile, lanciando un ammonimento che possono decriptare solamente i destinatari, non del gesto ma del messaggio simbolico che l’accompagna. Maurizio Carboni Vittorfranco Pisano Docenti Dipartimento di Scienze Informative per la Sicurezza U.P. UNINTESS Università Internazionale di Scienze Sociali

Atlas

rbis 31


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:58 Pagina 32

Informazione

di Edoardo Mori

(Consigliere Corte di Cassazione)

Il bracciale elettronico L

a pena ha, da sempre, avuto l’ovvio scopo di servire da deterrente. Diceva Platone “Nessuno punisce un reo perché ha sbagliato, in quanto ciò che è avvenuto non può essere rimediato, ma in vista del futuro, in modo che non faccia egual danno né il reo né chi vede la sua punizione”. Principio accettato anche dalla nostra Costituzione la quale vi ha aggiunto solo la precisazione che la pena deve tendere anche alla rieducazione del reo; principio anche questo ovvio perché è nell’interesse di tutti che il reo si ravveda, impari che cosa vuol dire lavorare, impari che cosa vuol dire rispettare i beni altrui, possa mantenersi quando uscirà dal carcere. Questa lineare chiarezza della Costituzione è stata stravolta dalla Corte Costituzionale che si è letteralmente inventata fantasie sociologiche secondo cui se il reo in carcere si è ravveduto non occorre protrarre la pena, secondo cui l’ergastolo è illegittimo perché è inutile rieducare uno se poi non lo si mette di nuovo in circolazione (se uccide nuovamente si ha la prova che non si era rieducato!). La conseguenza è stata che la pena è divenuta una cosa virtuale: il codice commina dieci anni, ma se ne scontano solo quattro; commina la galera, ma essa si sconta a casa; commina multe milionarie ma il nullatenente non le pagherà mai. Ormai il reo teme molto più la carcerazione preventiva che non con la condanna perché sa che con essa di solito esce dal carcere e non vi tornerà più. La Corte avrebbe fatto molto meglio ad occuparsi della violazione dei diritti umani dovuta alla inadeguatezza del sistema carcerario in cui gli indagati in attesa di giudizio sono ben il ben il 40% del totale (contro il 10-20 % degli altri paesi e di cui ben la metà verrà poi assolta) vengano sbattuti insieme ai condannati come se fossero già colpevoli, in cui non vi è possibilità di lavoro, in cui l’affollamento impedi32

Atlas

rbis

sce di insegnare regole di rispetto e di convivenza, in cui il criminale può solo peggiorare. Eppure la tecnica moderna mette a disposizione degli Stati un sistema che consente di risolvere i problemi del nostro sistema carcerario in meno di un anno, persino risparmiando sui costi e persino accontentando la Corte Costituzionale! È il sistema del bracciale elettronico (in effetti un bracciale da caviglia), già applicato a 100.000 detenuti negli USA ed a 60.000 in Inghilterra, previsto in Spagna e Svezia e che entrerà in funzione in Germania nel 2012. La tecnica è molto semplice. Si tratta di un trasmettitore GPS fissato alla caviglia del detenuto che trasmette ad un server centrale la sua posizione. Il server è in grado di controllare automaticamente ogni violazione delle regole imposte (uscita di casa, superamento dei confini, percorsi, orari imposti, avvicinamento a luoghi vietati, tentativo di manomissione, ecc.). L’apparecchio può persino essere munito di un sensore cutaneo che segnala l’assunzione di alcool e,

forse, anche di droghe. Ogni violazione viene immediatamente rilevata e segnalata e consente anche immediati interventi di polizia. In Germania hanno calcolato che tenere un detenuto in carcere gli viene a costare, tutto considerato (personale, edilizia, mantenimento, burocrazia), 800 euro al giorno; sorvegliarlo sul territorio con il sistema del bracciale viene a costare 20 euro al giorno. Il solo bracciale viene fornito dal produttore per un costo di 7 euro al giorno e il resto va ad una ditta privata che ha vinto l’appalto per la gestione del servizio informatico. Il bracciale elettronico è più utile del carcere in una infinità di situazioni e può essere utilizzato in ogni caso in cui si ritenga che il soggetto abbia tanto autocontrollo per capire che non può commettere un reato in un luogo dove egli risulta trovarsi con prova elettronica incontestabile. Quindi: - indagati di cui si vogliono controllare i movimenti; noi abbiamo tanti indagati in carcere solo perché la giustizia ha calpestato le norme che impongono pene detentive solo in ca-

Giugno Luglio 2012


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:58 Pagina 33

Informazione

blocca è solo il noto misoneismo della burocrazia.

si limitati solo in presenza di esigenze cautelari ben precise. - indagati per stalking ai quali si vuole impedire di avvicinarsi alla vittima; - tifosi che alla domenica devono restare casa; - facinorosi che debbono stare lontano da pubbliche riunioni; - persone agli arresti domiciliari che debbono stare a casa o che possono uscire solo per lavorare in zone e tempi prestabiliti (sempre ricordandosi che nel 90% dei casi questi arresti sono inutili e vengono applicati solo per smania punitiva; i nostri PM che nei processi importanti si vedono regolarmente sfuggire di mano i loro indagati per la dappochezza dei metodo istruttori, tendono a compensarsi con l’anticipo della pena! - detenuti in permesso premio o affidati ai servi sociali; - condannati che debbono scontare la pena in casa o svolgere lavori di utilità sociale; - nomadi a cui viene interdetto l’accesso in zone ove possono rubare; - minorenni a cui è opportuno imporre il coprifuoco serale; - clandestini da controllare prima dell’espulsione; - persone soggette a misure di prevenzione e a cui va limitata la libertà di circolazione. Sono tutti soggetti che potrebbero fare a meno del carcere e che sarebbero indotti a tenere una buona condotta se la violazione della barrieGiugno Luglio 2012

ra elettronica venisse punita con sanzione assolutamente drastica (pena severa e impossibilità di uscire dal carcere fino alla espiazione di tutte le pene inflitte, senza sconti). Qualcuno ha detto che con il bracciale elettronico si corre il rischio di mettere il libertà persone che potrebbero commettere reati: obiezione sciocca perché il rischio (che è quasi una certezza) vi è già con il nostro sistema attuale e perché il bracciale è un validissimo deterrente. Adottando il sistema del bracciale, le carceri e il personale che abbiamo sarebbero più che sufficienti, si potrebbero trovare spazi per far lavorare chi deve espiare la condanna in carcere e deve essere preparato al reinserimento sociale. Non è chiaro quanto costi allo Stato italiano tenere un detenuto in carcere; secono le statistiche ufficiali si spendono 115 euro la giorno, esclusa l’edilizia carceraria. Se si prende questo ottimistico importo per buono (ma altri conteggi arrivano al doppio), si ha che applicando il bracciale a 20.000 detenuti (cosa del tutto ipotizzabile visto che è inferiore al numero degli indagati i quali, per principio, non dovrebbero stare in carcere!) si risparmierebbe ogni anno quasi un miliardo di euro contro una spesa di circa 150.000 euro. Sembra chiaro che il rapporto costi-benefici sia tutto a vantaggio del bracciale elettronico e che ciò che ci

Di fronte a questa situazione vi è un chiaro ostruzionismo da parte dei ministeri della Giustizia e dell'Interno. Non appena apparsa sulla stampa la notizia dei costi del bracciale in Germania e dei possibili risparmi, i funzionari dei ministeri s sono affrettati a dire che non è vero che il servizio costa così poco e che non è vero che ci può essere un grande risparmio “perché i costi fissi per il personale e per gli edifici non diminuirebbero”. Frase che dimostra chiaramente che essi non hanno alcun interesse a diminuire i costi fissi! È chiaramente una scusa perché: - è ovvio che il costo pro capite del servizio di controllo cala se aumenta il numero dei controllati; - è ovvio che molte guardie potrebbero essere occupare in altri servizi ( ad esempio a controllare i portatori di bracciale ed a recuperali in caso di violazioni) e, con tempo, ridotte; - è ovvio che se si smette di costruire carceri, si risparmia sugli investimenti futuri - è ovvio che i costi per l'amministrazione carceraria non crollano da un giorno all'altro, ma che occorre fare un calcolo sul lungo tempo in termini di minori investimenti edilizi e di personale e di mantenimento. Se un carcere è mezzo vuoto, si spenderà la metà per elettricità, insegnanti, psicologi, riscaldamento, manutenzione, cucine … se si studia come fare. E i soldi che si incassano se si costringono i detenuti a lavorare? E i soldi che si spendono per mantenere in carcere i figli delle detenute? - è ovvio che qualche delinquente con il bracciale si sottrarrà al controllo, ma ciò avviene ancora più facilmente con gli arresti domiciliari; per contro se il delinquente commette un reato con il bracciale, la sua cattura sarà immediata. Sarebbe ora di finirla di pensare che gli italiani sono così intelligenti da non dover prendere esempio da altri Stati! Se la cosa funziona bene in Germania ed Inghilterra perché mai non deve funzionare in Italia?

Atlas

rbis 33


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:58 Pagina 34

Informazione

Rassegna Stampa

Tiburtina: aperta la nuova NCI adesso riqualificazione del piazzale ovest” A

d aprile scorso è stata inaugurata la Nuova Circonvallazione Interna (Tangenziale Est), infrastruttura stradale che collegherà l’Autostrada A24 con la Batteria Nomentana, aperta al traffico. A tagliare il nastro simbolico il sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno, l’amministratore delegato Ferrovie dello Stato Italiane, Mauro Moretti, l’assessore capitolino al Lavori pubblici, Fabrizio Ghera. I lavori sono stati realizzati da RFI per conto di Roma Capitale e rientrano nel più ampio progetto del “Piano di assetto” per la riqualificazione complessiva dell’ area della Stazione Tiburtina: 4 anni di lavori per un totale di 168 milioni di euro. La Nci è stata costruita da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo Fs Italiane) per collegare Batteria Nomentana allo svincolo della A24, spostando sul lato Pietralata il percorso dell’attuale Tangenziale Est che, da arteria di scorrimento, diventerà una strada a servizio del quartiere. Gli interventi sono iniziati nel 2008 e terminati ad aprile 2012. Il nuovo tronco stradale è complessivamente lungo circa 3200 metri, dei quali circa 2100

34

Atlas

rbis

metri in galleria artificiale e i restanti 1100 in sede stradale all’ aperto. L’intero tronco stradale è costituito da due carreggiate monodirezionali fisicamente separate, la galleria da due canne indipendenti a singolo senso di marcia con due corsie di transito per ciascuna canna. La galleria artificiale nel suo percorso consente di sottoattraversare il fascio di binari della radice Nord della stazione Tiburtina di Fs. Su entrambi i fornici della galleria è presente un camminamento pedonale di servizio di larghezza variabile, con un minimo di 70 centimetri, oltre una corsia di emergenza che inizia dall’ imbocco della galleria sottostante Ponte Tiburtino ed è interrotta alla’ altezza del sottopasso ferroviario. Per quanto riguarda i dispositivi di sicurezza, la galleria è dotata di uscite di sicurezza pedonali, protette con porte tagliafuoco a unico battente con maniglione antipanico, segnalate con segnaletica luminosa e targhe bifacciali luminose, le uscite sono dotate di scale che conducono all’ esterno. «La nuova circonvallazione interna – ha commentato l’assessore ai

Lavori pubblici di Roma Capitale Fabrizio Ghera - è un’opera di grande ingegneria la cui realizzazione, insieme alla nuova Stazione Tiburtina, consentirà un miglioramento della qualità della vita per residenti e cittadini e per tutto il quadrante interessato. Nel frattempo - ha spiegato l’assessore capitolino - proseguono anche gli interventi di riqualificazione della parte antistante la nuova stazione, in particolare dell’area che collega la zona di Pietralata con il quartiere Nomentano-Tiburtino. E’ stato affidato alla facoltà di Architettura La Sapienza di Roma lo studio di fattibilità, attraverso la procedura della finanza di progetto, per i lavori di realizzazione della sistemazione del piazzale Ovest della Stazione».

Giugno Luglio 2012


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:58 Pagina 35

Informazione

di Franca Brusa

Dall’ Ego all’Io così è cambiata l’interpretazione dell’Ego Viaggio nel tempo dell’identità dell’essere

N

el XIII secolo a.C.il faraone Ramses ordinò che tutti i neonati ebrei fossero gettati nel Nilo ma per il piccolo israelita Mosè, di soli tre mesi il destino fu diverso, perché fu salvato dalla sorella dello stesso faraone che voleva uccidere tutti i neonati maschi al fine di eliminare gli israeliti arrivati in Egitto quattrocento anni prima. Le dodici tribù israelitiche, a causa della carestia, furono condotte in Egitto nel XVII secolo a.C. dal Patriarca Giacobbe al quale Dio aveva dato anche il nome di Israele. Egli fu accolto da suo figlio Giuseppe, ministro del faraone che il padre credeva morto ma in realtà venduto dai fratelli a Potifar, ufficiale del faraone. Per quattro secoli tutto andò per il meglio ma poi gli israeliti sani e prolifici furono perseguitati dai faraoni. Con Mosè tutto cambiò e straordinaria coincidenza sia in entrata che per l’esodo due ebrei eletti si trovarono nei palazzi dei faraoni. E Dio come aveva fatto con Israele aiutò anche Mosè rivelandosi

a lui così’:EGO SUM QUI SUM. ovvero l’Ente Superiore andava incontro a Mosè capo del popolo prediletto dal Signore. Ego sum era usato nell’antica Roma dai Gentili e dai Patrizi per sottolineare potere e ricchezza. Con il Cristianesimo le supremazie si affievolirono al punto che l’ego evidenziava l’essere umano sic et simpliciter comunque dotato di coscienza, anima, come ritenuto da Platone e confermato da Sant’ Agostino. In Occidente, nel XVII sec. d.C . Descartes evidenziò nell’Ego, la simbiosi tra fisico e mente con questa riflessione: cogito ergo sum – ovvero – penso dunque sono. La certezza di vivere è data dalla consapevolezza di poter esercitare la facoltà della mente.L’io è identità di coscienza ma anche il risultato di tutte le sensazioni vissute e ricordate. La filosofia apre ancora nuovi orizzonti che differenziano l’io assoluto –se stesso-

dal Non io ovvero il mondo degli oggetti. Una svolta epocale sublimata dallo studio psicoanalitico si ha nel XX sec. d.C.perchè Sigmund Freud ha suddiviso l’ego in: Es_ frutto dell’ambiente sociale e dall’eredità genetica, - nell’Io che è disciplinato dalla realtà e nel Super Io ovvero la parte più profonda della nostra psiche. Conoscersi bene, significa indagare il nostro alter ego per avere più fiducia in se stessi e potere apprezzare chi incontriamo nel nostro cammino terreno. Sia la Bibbia che il Vangelo raccomandano di amare il prossimo tuo come te stesso. Oggi nel XXI secolo con la semplificazione e sintesi conseguenti al tecnicismo la forza dell’io si conferma nella percezione individuale dell’Ego, al punto che l’io si identifica con la voce quando contattando parenti,conoscenti e amici con telefoni e cellulari ci presentiamo così: Ciao! Sono IO!

L’AVVOCATO RISPONDE A cura dell’Avv. Gianluca Piccinni 1) Egr. Avvocato, sono un pensionato dell’aeronautica militare: ultimamente, ho ricevuto la notifica di un provvedimento della Corte dei Conti con il quale mi si chiede la restituzione delle somme erroneamente liquidatemi a titolo di arretrati perché non sarebbero state applicate le ritenute in conto entrata Tesoro. Io non ero a conoscenza di nulla, cosa devo temere (Giuseppe da Nettuno)? A quanto è dato comprendere dal quesito, il credito erariale si sarebbe costituito in ragione delle maggiori somme attribuite senza le prescritte ritenute. La questione attiene, dunque, alla ripetibilità di tali somme. La giurisprudenza della Corte dei conti, sul punto, ha chiarito che i trattamenti pensionistici liquidati con procedure automatizzate hanno, per espressa definizione normativa, carattere provvisorio sino alla scadenza del termine di un anno

Giugno Luglio 2012

dalla trasmissione da parte del competente centro di calcolo dei risultati delle lavorazioni e dei controlli automatici eseguiti, trasfusi in appositi tabulati che vanno riscontrati entro il detto termine annuale (con tutte le connesse implicazioni in tema di ripetibilità di indebiti pensionistici corrisposti con carattere di provvisorietà), restando peraltro “impregiudicata l’azione dell’Amministrazione per il recupero, anche dopo tale termine, delle somme indebitamente corrisposte“. In ragione di ciò se l’errore è generalizzato, dopo la scadenza del termine annuale le somme erogate sono irripetibili. 2) Egr. Avvocato, sono un imprenditore che da almeno due anni non riesce ad ottenere dal Comune un permesso di costruire, posso chiedere il risarcimento del danno biologico per l’aggravamento del mio stato di salute oltre che per l’ingiustificato ritardo? All’imprenditore che a causa della cronica

lentezza “burocratica” rischia di ammalarsi, gli deve essere riconosciuto il diritto al risarcimento del danno biologico. E’ quanto ha stabilito il Consiglio di Stato, con la sentenza 28 febbraio 2011, n. 1271 con la quale si precisa come sia proprio l’ordinamento, con la legge n. 69/2009, ad aver introdotto l’obbligo costituito in capo all’ente di concludere il procedimento entro il termine prefissato e le disposizioni relative alla durata massima dei procedimenti. Secondo il Consiglio di Stato anche il “tempo” è un bene della vita per il cittadino e il ritardo nella conclusione di un qualunque procedimento, è sempre un costo (incide anche sulla convenienza economica dell’operazione). Occorrerà ovviamente dar prova di aver subito un danno alla salute, consistente come nel caso citato, da una sindrome d’ansia somatizzata con disturbi dermatologici. E-mail: avvgpiccinni@gmail.com

Atlas

rbis 35


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:58 Pagina 36

Estero

by Colonel Kevin Gordon –Illinois Police

American Policing W

hen police officers from around the world visit the United States, they are often amazed of how many different police agencies there are in the US. More than once when I have picked up visiting officers at the airport, the conversation turns to comments about the various police jurisdictions in the area and questions such as “how does an officer know where his area stops and another agency starts”. This article will attempt to give officers a better idea of the how and why of police agencies in the America. Generally there are five jurisdictions of US police agencies: Federal, State, County, Municipal and Special. There are an estimated 700,000 police officers in the country with about 450,000 uniformed and on patrol. These officers work for about 18,000 different agencies. This article will provide a brief overview. Federal While many, if not most countries, have some form of national police agency, the US does not. We have officers who work at the federal level but they are not a national police agency. Due to constitutional restrictions, federal law enforcement officers are prohibited from exercising general police powers. Federal officers enforce federal statutes, usually only those specific to their assigned task. While the most commonly recognized federal agencies include FBI, ATF, DEA etc., there are federal law enforcement officers in most US Departments including the Departments of Agriculture, Commerce, Defense, Education, Energy, Health and Human Services, Homeland Security, Housing and Urban Development, Interior, Justice, Labor, State, Transportation, Treasury and Veterans Affairs. Jurisdiction covers the entire US. State The US consists of 50 states, and each of those states has the authority to provide police services. Forty-nine states have such 36

Atlas

rbis

agencies, with Hawaii the only one who does not. States title their state agencies differently including State Police, Highway Patrol and Public Safety. Officers of these agencies enforce state statues but specific duties vary from state to state. The original term Highway Patrol was used because that was their jurisdiction, the highways in that state. Over the years the agencies have evolved and may include full law enforcement activities and criminal investigations, state level dignitary protections (such as the governor), Crime Scene Services, Forensic labs, police academies, and specialized task forces etc. With some exceptions, jurisdiction is limited to the state borders. County In the US, a county is the name for geographic divisions of the state. While Alaska uses the term boroughs and parish is used by Louisiana, all the rest of the states use the term county. The Sheriff heads the Sheriff’s Department and there are a little more than 3,000 Sheriff’s Departments in the US. The county voters elect most Sheriffs for a 2 or 4-year term. The officers are referred to as the Sheriff’s Deputies. The duties of the Sheriff’s office are broad and vary from state to state. The agency may provide full law enforcement activities and criminal investigations or may choose to provide none. Like the state they may provide crime scene services and

task forces and correctional academies. Some agencies sole purpose is to operate and staff the county jail. Jurisdiction is limited to the county borders. Municipal (City, Village, Town) Any municipality may decide to provide police protection but they are not required to. Like all other levels of US police, what the police agency provides also differs. The primary function of the agency is the patrol function. Many smaller communities provide only the Patrol functions and rely on the county or state agency for assistance in investigations, crime scene investigations etc. What services they add depends on the size of the jurisdiction and agencies in the US run from only 1 officer to NYPD, the countries’ largest agency, with over 40,000 officers. Generally jurisdiction is city limits. There are approximately 13,000 local agencies. Special This category includes agencies that provide police services to a specialized limited jurisdiction such as Transit Police, Port Police, and Airports etc. As with all the categories, it is up to the jurisdiction what type of service will be provided. An Airport for example, may have its own police department, may use the officers from the local agency or a combination of the two. Jurisdiction is usually limited to the actual are and there are about 2,000 such officers in the country.

Giugno Luglio 2012


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:58 Pagina 37

Intervew of Nicola Zichella to Vedaravi Shangar yoga teacher

Estero

Yoga teacher for stresss management in Indian army and police service C

an you tell us about your life and your study in Ancient sciences? R. Ravisankar. from Tamilnadu, India. Designation: Research Service Provider, Mind trainer, Spiritual practise trainer, environment lecture, positive vibration research and social service. Educational Qualification : Bachelor of Science - Chemistry Madurai Kamarajar University /Tamilnadu/India. Spiritual Experience: Undergoing Various Religion Studies from 1996 onwards with the guidance of Various Spiritual & Religious masters. Work Experiences:Past 15years I met many religious and spiritual leaders, different Scientist, younger generation, woman’s org, children’s, business and etc.,Contact many motivation, mind innovation, stress management, ancient positive hypnotism, mind coach for sports players and all. Ancient Science already mention through songs, quotation about our all modern technology, tele communi-

Giugno Luglio 2012

cation, environment and all type of current problem solutions. When did you start your reserach into Ancient sciences? I join with my Master 1992 learn all type of ancient methods. 2008 we start research with scientific org. at India. How can Ancient sciences be introduced for the benefit of workers? Ancient science already given solution for modern disease like cancer, stress, tension problems, space, earth problems, humanity problems and etc., after research in this subject we teach to police, army, scientist, children, youth, political leaders and etc., based on the situation and person mind status. through this trainee class every body get Inner Energy, Increase brain efficiency, Intution power, Mind balance, stress balance, positive thoughts, balance angry, ego, arrogance, fear and etc. Can you tell italian police forces what consists your work for the police service on teaching Ancient practices? I study about italian police

forces, they are really brillant to handle any case easily with hard work, talent. at present police have different type of stress like work load increase, negative vibration increase in around situation. so italian police need more mind power to tackle such situations. How did you find fundamental support police institutions and help them to reduce stress? yoga is best method to reduce stress, particularly mind yoga, because stress create by us only, so we only solve or reduce stress or make good positive friendship with stress. What benefit police service recives from your work? We are giving very special training through positive hypnotism, increase voice powers, increase concentration, increase creativity, increase body and mind powers. Have you collaborated in yoga sessions for european police forces and universities? Yes 2010, 2011 i visit europe conduct mind yoga, mind management/ bio data and mind yoga website mention this. India police service is already practicing yoga sessions how many years ago started this programme? Indian Police already start yoga in every parts. India many yoga centre teach yoga to police, army and everybody. Why do you find important introduce yoga sessions to police forces? Yoga teach so many best methods for body, mind happy, stress free. at present police face so many problems so yoga is must.

Atlas

rbis 37


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:58 Pagina 38

Estero

James Makino

Federal Police IPA Sao Paolo Brasil

The BOPE (Batalhão de Operações Policiais Especiais) The special Police of Brazil

T

he BOPE was created on January 19, 1978, the Military Police Bulletin No. 014 of the same date [1] as the core of the Society of Special Operations (NuCOE), through a project developed and presented by the then Captain Paulo Cesar Amendola Souza of the General Commander of PMERJ, Colonel Mário José Sotero de Menezes. Working on the premises of CFAP-31 volunteers and operationally subordinate to the Chief of Staff of PMERJ. At the Bol AM No. 33, April 7, 1982, by resolution of the General Commander of the PM, the company’s core special operations started to work on the premises of the special forces battalion, organic part of that unit and receiving the designation of Special Operations Company - COE. On June 27, 1984, through publication in the Bol AM No. 120, the COE was renamed the Center for Special Operations Independent Company - NuCIOE, operating in the physical facilities of the Regiment Marshal Caetano de Farias, being subordinate only to the administrative BPChq, returning its subordination to the operating head of the EMG. Subsequently, Decree-Law No. 11094 of March 23, 88, was created Special Operations Independent Company - CIOE, with their own

38

Atlas

rbis

missions throughout the state of Rio de Janeiro, that would be determined by the Commandant General. Finally, by Decree No. 16374 of 01 Mar 91 came the creation of the Special Police Operations Battalion - BOPE, the CIOE getting extinct. In 2000 won its own facilities, located in the Morro do Pereirão in the neighborhood of Orange, in the south of Rio de Janeiro. Currently the use of the BOPE in critical situations or special missions is governed by the instruction note No. 004/02 - EMG, with the administrative and operational unit subordinate to the Special Operations Command PMERJ. Special focus groups in Rio and Sao Paulo COT (Federal) - COMMAND OF OPERATIONS TACTICS http://www.policiamilitar.sp.gov.br/u nidades/1bpchq/boinas.htm Subordinated to Federal and headquartered in Brasilia, this group acts around the country investigating hijacking, bombings and suspected of terrorism. It is one of the most requested troops to combat trafficking and smuggling, and are professional escorts and removals of high risk. GARRA (SP) - A group of armed robbery and assault REPRESSION This Sao Paulo Civil Police Battalion specializes in crimes that can turn into tragedies, such as burglary or theft of bomb explosives. The Claw also has a subdivision, the Special Rescue Group (GER), which usually take action in cases of theft or hijacking with hostages. COE (SP) - Special Operations Command The other specialty of this elite squad linked to PM Californians are acting within the forest, in rescue operations involving missing persons and chase bad guys. Experts in camouflage and jungle sur vival, members of the COE courses on its performance for both police and to civilians.

James Makino

GAT (SP) - TACTICAL ACTION GROUP Another strength of the Military Police of São Paulo specializing in events involving hostages or invasions dominated by local bandits, as bank robberies. To address these situations, police officers receive special training to deal with criminals, and rely on experts in kidnapping-lightning. BOPE (RJ) - Special Operations Battalion To fight organized crime, drug dealers occupy slums and face, the members of this militar y group climb the hills of Rio heavily armed, opening the way for joint military police.

Giugno Luglio 2012


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:58 Pagina 39

Colonel Vladimir Kislukhin

I.P.A. Kirov-Russia

Estero

About results of forming of internal affairs bodies in the Russian Federation R

ussian police were created in 1718 by the emperor Peter I. In 1917 as a result of revolutions “the police” were renamed into “militia”. In Sovjet Russia militia officers stood honestly guard rest of citizens, struggled against crime, protected safety of the people. Militia service was honorable and respected among citizens of the Sovjet Union. After breakup of the Sovjet Union the leaders of the new country were not concerned about internal affairs bodies. In 2004 the Parliament passed the law according which all privileges given to internal affairs bodies were cancelled. The wage of militiamen was very low at that time. And the number of crimes was constantly increasing. The best and the most experienced officers left their positions in militia. They were replaced by people who didn’t want to work well but used their position for their personal enrichment. As a result there was decrease in personnel discipline and increase in the number of crimes committed by officers of internal affairs bodies. The citizens were afraid of employees of militia more than criminals. People constantly wrote letters to the president Dmitry Medvedev with complaints about bad work of militia and lawlessness. That’s why in December 2009 the president of the Russian Federation Dmitr y Medvedev announced about the necessity of urgent reform of internal affair bodies. He said that in the first place this reform aims at protection of values of democracy, rights and freedoms of citizens, provision of law and order and safety of a person, society, state. The law “About police” came into effect on initiative of Dmitry Medvedev on 1 March 2011. This law contains the best terms of laws of Italy, GerGiugno Luglio 2012

many, Belgium, the Netherlands and other countries. According to the law “militia” were renamed into “the police”. The main duty of policemen since then is protection of life, health, rights and freedoms of citizens of Russia and foreign citizens from criminal offences. Now the police must come to rescue to people who need their protection. During the reform almost 200 thousand employees of militia were dismissed, that is 22% of the personnel. Those who have continued their service in the police, are getting wages two times higher since 1 January 2012 than during previous years. There was also increase in social guarantees and pension provision. The state supplied the police with new cars, computers and other technical equipment. Now citizens of Russia may expect good results of work of police in struggle against criminality, safe protection of rights and freedoms of citizens from unlawful violence .

Colonel Vladimir Kislukhin, member of International Police Association

Atlas

rbis 39


Imp. numero 18:Imp. ATLASORBIS 12/06/12 16:58 Pagina 40


Atlasorbis n. 18