Page 31

| inbreve |

| inbreve |

Un chicco che profuma di equità >62 Capillare ma ancora troppo piccolo >65

economiasolidale SALVARE I SEMI PER IL FUTURO DELLA TERRA

CIBI BIOLOGICI, MEDICINA ALTERNATIVA, ESTETICA NATURALE. BENVENUTI AL SANEST DI PADOVA

“CHI GLOBAL?” I SOMMERSI E I SALVATI DEL MONDO

MANGO SOLIDALE DAL SENEGAL ALLE COOP

SAGRA DEL SEITAN, LA NONVIOLENZA SERVITA A TAVOLA

CAFFÈ E TE EQUO E SOLIDALE ALLA BUVETTE DI MONTECITORIO

«I semi sono il primo anello della catena alimentare, manifestazione della diversità culturale e biologica e depositari dell’evoluzione futura della vita». Per questo vanno tutelati e salvati dal pericolo di espropriazione e di danno irreparabile da parte dell’agrobusiness, dell’ingegneria genetica e dei brevetti industriali e i relativi trattati internazionali, come il Trips (il trattato sui diritti di proprietà intellettuale in seno al Wto). È questa la finalità della Commissione Internazionale sul futuro dell’Alimentazione e dell’Agricoltura, riunita presso la sede della Regione Toscana e presieduta dall’attivista indiana Vandana Shiva. Sulla base degli impegni presi durante l’ultima edizione di Terra Futura a Firenze, è stato elaborato il “Manifesto sul futuro dei semi”, che sarà presentato nell’ambito di “Terra Madre”, la manifestazione che si terrà al Salone del Gusto di Torino dal 26 al 30 ottobre. Oltre a Vandana Shiva, una delle principali figure al mondo nella difesa della ecosostenibilità e dei diritti delle popolazioni locali, hanno lavorato al Manifesto Piero Sardo, presidente della Fondazione “Slow Food” per la biodiversità, Marcello Buiatti, ordinario di Genetica all’università di Firenze e numerose personalità di livello internazionale impegnate nella difesa della biodiversità e della sicurezza alimentare.

“Sanest”, il salone del benessere e della bellezza, è giunto alla sesta edizione. All’interno della rassegna, che si terrà dal 17 al 19 novembre alla fiera di Padova, sarà presente anche “Olystica”, manifestazione dedicata al benessere sostenibile e allo studio dei principi da applicare nel rapporto fra uomo e ambiente. “Sanest” è diviso in quattro sezioni. Alimentazione naturale e biologica: con il meglio delle produzioni alimentari biologiche e tipiche certificate con prodotti biologici e biodinamici, integratori, attrezzature, sementi, piante e concimi per l’agricoltura ecocompatibile, organismi di certificazione dei prodotti, agriturismi, parchi, enti di Controllo. Naturalmente sani: area dedicata all’incontro tra medicina tradizionale e naturale, con prodotti, tecniche e metodologie, dall’olistica all’omeopatia, dalle erbe e piante officinali alla fitoterapia e apparecchiature per la prevenzione e cura personale. Ambiente naturale: dove sarà presente un’ampia offerta di tecnologie, prodotti e carburanti ecocompatibili, materiali di recupero e prodotti riciclati, arredi ergonomici ed ecologici, tessuti e complementi con filati naturali, imballaggi e carte ecologiche. Wellness ed estetica: sezione riservata al benessere psicofisico e all’estetica naturale, con proposte di cosmesi biologica e naturale, centri benessere, terme, medicina estetica, fitness e terapie di movimento dolce, solarium, idromassaggi. Al “Sanest” ci sarà spazio anche per la bioarchitettura con un percorso che evidenzia le potenzialità di soluzioni abitative che riducono l’inquinamento, i costi di manutenzione e gli sprechi di gestione, aumentando il rendimento e l’efficienza. Su questo tema, il 24 ottobre, l’ente fiera, il distretto della bioedilizia di Treviso e la Banca Etica di Padova organizzano un convegno sulla ristrutturazione di alberghi con materiali ecocompatibili.

Chi sono i sommersi e i salvati della globalizzazione? Chi sono i pochi che continuano a ricavere benefici da un’economia così lontana dalla vita quotidiana delle persone, mettendo a rischio la speranza di un futuro migliore di tutti? Qual è il ruolo dell’Europa? E l’Italia ha vinto o ha perso in questo gioco? A queste domande proverà a rispondere il convegno internazionale organizzato da “Mani Tese” al Centro congressi di Riva del Garda (Tn), dal 4 al 6 novembre. I temi saranno sviluppati in quattro tavole rotonde distinte: “Globalizzazione: i sommersi e i salvati” sarà aperta da una relazione introduttiva di Nicola Bullard e discussa da Innocenzo Cipolletta e Alessandro Volpi; Samir Amin introdurrà “Regionalismi o regole globali? Le scelte politiche per un diverso ordine mondiale” con la partecipazione di Danilo Zolo e Laura Carlsen; all’incontro “Le nuove identità culturali dopo il mito del villaggio globale” interverranno: Jeuneviéve Makaping, Gloria Muñoz Ramirez e Marco Revelli. Infine, la quarta sessione “L’Italia nello scacchiere mondiale, centro o nuova periferia” moderata da Sabina Siniscalchi, con la partecipazione di padre Alex Zanotelli, di Tonino Perna e di Patrizia Sentinelli. Domenica e lunedì sessione speciale dedicata alle scuole con Giorgio Dal Fiume del Consorzio Ctm.

L’associazione senegalese Apad, che raggruppa 171 piccoli produttori di mango, ha coronato il suo sogno grazie al commercio equo, alla cooperazione allo sviluppo e al sistema distributivo di una grande catena italiana. Nel 1998 Apad ha conosciuto l’organizzazione non governativa Cospe, un incontro che ha portato l’associazione a crescere nello sviluppo della produzione di mango (ne producono oltre 1.500 tonnellate) grazie ad un progetto di cooperazione agricola in vista del collocamento sul mercato nazionale e internazionale. Dal 2005 Apad ha ottenuto la certificazione Fairtrade e quest’anno ha ripetuto l’esperienza esportando in Italia 10 tonnellate di mango che sono in vendita nei supermercati Coop. I frutti sono stati raccolti, confezionati e avviati alla spedizione dagli stessi produttori. Passaggi semplici in un sistema normale, ma difficoltosi in quei paesi che non hanno infrastrutture. In Senegal per percorrere 500 chilometri fino al porto di Dakar sono necessari quasi due giorni. I manghi di Apad devono poi attraversare un fiume e lo stato del Gambia, da sempre in guerra con il Senegal. Per fare tutto questo, i produttori hanno mille cassette di plastica, un trattore con rimorchio, un camion, qualche tettoia realizzata con pali di legno e foglie di palma, due tavoli per selezionare i frutti, un magazzino in muratura con cella di refrigerazione.

Chi pensa che una dieta che escluda ogni derivato animale sia inevitabilmente triste e sempre uguale, si è perso le delizie presentate a Pozzolatico (Fi) il 17 settembre per la seconda edizione della “Sagra del Seitan”. Niente carne, pesce ma neanche latte, latticini, uova e miele: una festa vegana il cui protagonista appunto è stato il seitan, alimento nutriente e gustoso ottenuto dal grano, di antica tradizione nei paesi orientali, ma per molti ancora tutto da scoprire. Nonostante le piogge torrenziali per buona parte della giornata e i conseguenti disagi e ritardi nel servizio, è stato un successo: tra pranzo e cena sono state servite oltre 500 persone, per la maggior parte giovani, che hanno potuto scegliere tra spiedini alla brace, arrosto, carpaccio, lasagne, polenta e spezzatino e altri gustosi piatti. Il tutto, naturalmente, “cruelty free”. La differenza dalle tradizionali sagre paesane è stata non solo per il rispetto per gli animali ma anche per l’ambiente: posate, piatti e bicchieri erano in Mater-bi (compostabili al 100%, prodotti dalla Novamont), tutti gli ingredienti erano biologici e a “filiera corta”, cioè provenienti da piccoli produttori locali oppure dal commercio equo e solidale. Durante la giornata sono stati allestiti stand di associazioni e di aziende con prodotti vegan, incontri con esperti su temi animalisti, dell’ambiente, della salute e della cucina, filmati e una piccola mostra multimediale sulla scelta vegana. La sagra è stata organizzata dall’ associazione Progetto Vivere Vegan Onlus (www.viverevegan.org) in collaborazione, per la preparazione dei piatti, della neonata cooperativa Zenzero (www.zenzerocooperativa.it) e del ristorante La Fonte.

I frequentatori della buvette e degli altri punti di ristoro della camera dei deputati potranno gustare prodotti del commercio equo e solidale. L’iniziativa è stata del deputato Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera. Hanno sottoscritto la proposta del parlamentare verde gli onorevoli: Forlani, Siniscalchi, Mariani, Orlando, Pisicchio, Stradella, Francescato, De Angelis, Di Gioia. A spiegare le finalità dell’iniziativa i rappresentanti delle realtà che aderiscono all’Aies, associazione interparlamentare equo e solidale. In Italia operano da molti anni un ente di certificazione per i prodotti, Transfair Italia, due organizzazioni di categoria (associazione Botteghe del Mondo ed Agices, l’Assemblea generale delle organizzazioni del commercio equo e solidale), 10 organizzazioni no profit che importano prodotti realizzati da progetti del sud del mondo, oltre 450 “Botteghe del Mondo”, sparse su tutto il territorio nazionale, piccoli centri specializzati di informazione sui problemi del sottosviluppo e di diffusione dei prodotti equo e solidali. Complessivamente il mondo Fair Trade coinvolge circa ventimila persone tra volontari ed operatori.

| 60 | valori |

ANNO 6 N.43

|

OTTOBRE 2006

|

|

ANNO 6 N.43

|

OTTOBRE 2006

| valori | 61 |

Mensile Valori n.43 2006  

Mensile di finanza etica, economia sociale e sostenibilità

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you