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| editoriale |

L’ora

della cooperazione di Patrizia Sentinelli

ESSUN FUORI PROGRAMMA, LO SLOGAN CON CUI SBILANCIAMOCI! ha lanciato una petizione popolare per chiedere

N BANCA ETICA L’AUTORE Patrizia Sentinelli

Nata a Roma il 30 giugno1949 è stata eletta alla Camera dei deputati nelle liste del Prc, è il vice ministro agli Esteri con delega alla Cooperazione allo Sviluppo e al coordinamento della cooperazione decentrata. Segue inoltre le relazioni con i Paesi dell’Africa sub-sahariana, per favorire l’intensificazione dei rapporti e l’azione italiana nelle diverse organizzazioni intergovernative regionali e sub regionali.

al governo una manovra “più sostenibile”, è la frase che meglio sintetizza la mia posizione riguardo la Finanziaria 2007 che dovrà superare nelle prossime settimane il voto parlamentare. Nessun fuori programma è necessario per un semplice motivo: questo governo è frutto di questo programma. Quante facili ironie prima delle elezioni sulla lunghezza del programma dell’Unione! Ma come non riconoscere che dentro le 281 pagine era, ed è tutt’ora racchiuso, lo sforzo di trovare quel compromesso avanzato che ha permesso all’Unione di presentarsi unita e di vincere le ultime elezioni con un programma di legislatura condiviso e sottoscritto da tutte le forze? Rispetto al mio incarico alla Farnesina, volevo utilizzare questo prezioso spazio messomi a disposizione da Valori per lanciare un allarme sul rispetto del programma riguardo i fondi per la cooperazione evitando così, che il ruolo di questa parte importante della politica Estera italiana continui ad essere calpestato come successo nel corso della precedente legislatura. Cooperazione è una bella parola da utilizzare in qualsiasi intervento politico pubblico. Aiuto ai paesi più poveri è una delle più inflazionate frasi in politica. Ma quando si parla di fondi che permettano di declinare su un piano concreto queste belle parole, che succede? Il Governo Berlusconi, nel corso degli anni ha fatto promesse regolarmente disattese, come quando l’11 aprile del 2002 a Palermo annunciò la volontà di portare l’APS all’1% del PIL. Dopo 4 anni invece che trovarci all’1% siamo tristemente scesi allo 0,1%. Perfino rispetto al Fondo Globale per la lotta alle pandemie, il nostro Paese segna pesanti debiti che per gli anni 2005 e 2006 ammontano ad oltre 150 milioni di euro. Per questo, sul tema della cooperazione e dell’aiuto ai Paesi meno avanzati dobbiamo tutti/e insieme sostenere con fermezza la necessità di segnare un’inversione di tendenza nel rispetto del Programma che sulla questione è molto chiaro: ...Con l’ultima legge finanziaria si sono tagliate ancora le risorse collocando il contributo italiano all’APS allo 0,1% in rapporto al PIL ...per questo... ...In primo luogo dobbiamo dunque armonizzare le nostre risorse con un incremento, chiaro anche se modulato, che ci avvicini agli altri Paesi europei, per raggiungere progressivamente l’obiettivo dello 0,7% del PIL; Come si può evincere da questo breve stralcio del programma dell’Unione, gli impegni sono chiari. La cooperazione ha bisogno, oltre che di una riforma della legge 49/87 a cui stiamo lavorando anche grazie ad un percorso aperto e partecipato insieme agli attori protagonisti: Ong, Associazioni, Enti locali, Università e società civile, anche di fondi. Per questo, ho inviato una richiesta formale al Ministro Padoa Schioppa perché la prossima finanziaria, così come indicato nel programma, contenga un aumento dei fondi che permettano al nostro Paese di invertire la rotta, rispettare gli impegni e riacquistare credibilità nel settore della cooperazione internazionale. Oggi non è tempo di tagli ma di redistribuzione e investimenti su spese sociali. Tra queste, rientrano quelle per la cooperazione, strumento prezioso per combattere povertà e disuguaglianze e favorire, conseguentemente, la prevenzione dei conflitti ed una gestione del fenomeno migratorio che sappia superare la logica securitaria conosciuta in questi anni. La nuova rotta che il nuovo governo sta percorrendo in politica estera deve avere un approdo preciso. Arrivare alla pace permanente. La Cooperazione è la vela che può sostenere con più forza questa navigazione.

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ANNO 6 N.43

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OTTOBRE 2006

| valori | 3 |

Mensile Valori n.43 2006  

Mensile di finanza etica, economia sociale e sostenibilità

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