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Regolamento di Previdenza dell’Ente di Previdenza dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati

Versione in vigore Titolo I OBBLIGHI CONTRIBUTIVI E ADEMPIMENTI

Testo deliberato dal C.I.G. il 09/11/2011 Titolo I OBBLIGHI CONTRIBUTIVI E ADEMPIMENTI

CAPO I – ISCRITTI Art. 1 Iscritti all’Ente 1. Gli iscritti agli albi professionali dei Periti Industriali e Periti Industriali Laureati che esercitano attività autonoma di libera professione, in forma singola o associata, o di partecipazione societaria senza vincolo di subordinazione, anche sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa, sono obbligatoriamente iscritti all’Ente sempreché tale attività rientri nelle competenze specifiche del Perito Industriale, ancorché svolgano contemporaneamente attività di lavoro dipendente o altre attività di lavoro autonomo di diversa natura.

CAPO I – ISCRITTI Art. 1 Iscritti all’Ente 1. Gli iscritti agli albi professionali dei Periti Industriali e Periti Industriali Laureati che esercitano attività autonoma di libera professione, in forma singola o associata, o di partecipazione societaria senza vincolo di subordinazione, anche sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa, sono obbligatoriamente iscritti all’Ente sempreché tale attività rientri nelle competenze specifiche del Perito Industriale, ancorché svolgano contemporaneamente attività di lavoro dipendente o altre attività di lavoro autonomo di diversa natura.

2. Gli iscritti agli Albi professionali che inizino ad esercitare la libera professione di Perito Industriale successivamente al compimento del sessantacinquesimo anno di età sono iscritti all’Ente ai soli fini dell’applicazione delle disposizioni sulla contribuzione integrativa e di maternità; è fatto salvo il diritto di versare il contributo soggettivo sino al settantacinquesimo anno di età. 3. L’iscritto all’Albo professionale dei Periti Industriali e Periti Industriali Laureati, iscritto anche in altri albi professionali pure dotati di un proprio Ente di previdenza obbligatoria, può optare per uno qualsiasi degli Enti stessi. La facoltà di non iscriversi all’EPPI va esercitata mediante presentazione di apposita

ELIMINATO

MOTIVAZIONI

L’eliminazione del comma in questione trae origine dalla norma di interpretazione autentica di cui all’articolo 18 commi 11 e 12 del decreto legge n. 98 del 6 luglio 2011, convertito con modificazione nella legge n. 111 del 15 luglio 2011.

2. L’iscritto all’Albo professionale dei Periti Industriali e Periti Industriali Laureati, iscritto anche in altri albi professionali pure dotati di un proprio Ente di previdenza obbligatoria, può optare per uno qualsiasi degli Enti stessi. 3. La facoltà di non iscriversi all’EPPI va esercitata mediante presentazione di apposita dichiarazione 1


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dichiarazione con firma autenticata ai sensi di legge. Art. 2 Iscrizione all’Ente 1. Ai fini dell’iscrizione all’Ente, i soggetti di cui all’art. 1 comma 1, sono obbligati a presentare la domanda di iscrizione su apposito modello indirizzato all’Ente e completo dei seguenti documenti:

con firma autenticata ai sensi di legge.

a) certificato di nascita;

a) certificato di nascita;

b) certificato di residenza;

b) certificato di residenza;

c) codice fiscale;

c) codice fiscale;

d) certificato di iscrizione all’Albo;

d) certificato di iscrizione all’Albo;

e) stato di famiglia;

e) stato di famiglia;

f) eventuale partita IVA.

f) eventuale partita IVA.

In luogo dei predetti documenti si può presentare dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà ai sensi della Legge 4 gennaio 1968, n. 15 o autocertificazione ai sensi della legge 15 maggio 1997 n. 127.

In luogo dei predetti documenti si può presentare dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n.445. Il modello deve contenere, tra l’altro, la data di inizio attività libero professionale così come qualificata all’art. 1 del presente Regolamento, l’indicazione del domicilio fiscale, l’indicazione di eventuali altre attività di lavoro autonomo, subordinato, imprenditoriale, commerciale od altro, svolte dal dichiarante, eventuale iscrizione ad altre forme di previdenza obbligatoria ed indicazioni se in quiescenza. L’iscritto è obbligato a comunicare per via telematica, utilizzando l’apposito modello all’uopo predisposto dall’Ente, la variazione della residenza entro e non oltre 30 giorni dalla registrazione all’anagrafe del comune. Trascorso infruttuosamente detto termine sarà tenuto a rimborsare all’Ente le spese sostenute per l’invio

Il modello deve contenere, tra l’altro, la data di inizio attività libero professionale così come qualificata all’art. 1 del presente Regolamento, l’indicazione del domicilio fiscale, l’indicazione di eventuali altre attività di lavoro autonomo, subordinato, imprenditoriale, commerciale od altro, svolte dal dichiarante, eventuale iscrizione ad altre forme di previdenza obbligatoria ed indicazioni se in quiescenza.

Art. 2 Iscrizione all’Ente 1. Ai fini dell’iscrizione all’Ente, i soggetti di cui all’art. 1 comma 1, sono obbligati a presentare la domanda di iscrizione su apposito modello indirizzato all’Ente e completo dei seguenti documenti:

Sono stati semplicemente aggiornati i riferimenti di legge.

Si è voluto sancire l’obbligo a carico dell’iscritto di aggiornare tempestivamente i propri dati anagrafici. La mancata comunicazione della variazione della residenza anagrafica è, infatti, un comportamento che ha provocato – e tuttora provoca – un ingente danno 2


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della corrispondenza restituita al mittente nonché all’Ente non solo a livello economico quelle eventualmente sostenute e documentate per (si pensi alle spese postali derivanti dall’invio di comunicazioni che reperirlo.

tornano al mittente; alla gestione della corrispondenza reinviata al mittente; alle procedure che devono essere attivata per reperire il nuovo indirizzo dell’iscritto) ma anche a livello di comunicazioni istituzionali. Si pensi, infatti, alle ricadute negative – per lo stesso iscritto – allorquando dovesse tornare al mittente l’estratto conto contributivo: è proprio grazie a questo documento (talmente importante che è la stessa 335/95 a prevederne espressamente l’invio con cadenza annuale all’assicurato) che l’iscritto può sincerarsi della sua posizione contributiva e documentale, nonché seguire l’evoluzione del montante contributivo sul quale verrà determinata la pensione di vecchiaia. Alla luce di quanto argomentato si è, quindi, ritenuto indispensabile censurare un comportamento quale quello lamentato e comminare all’iscritto inadempiente il rimborso delle spese sostenute e documentate per la reperibilità dello stesso.

2. La domanda di iscrizione deve essere inviata all’Ente a mezzo raccomandata A.R. e per conoscenza al Collegio provinciale di appartenenza nelle forme legalmente riconosciute, entro e non oltre 60 giorni dalla sussistenza dei requisiti richiesti. In ipotesi di

2. La domanda di iscrizione deve essere inviata all’Ente a mezzo raccomandata A.R., o altri strumenti aventi lo stesso valore legale in termini di invio e ricezione, e per conoscenza al Collegio provinciale di appartenenza nelle forme legalmente riconosciute, entro e non oltre 60 giorni dalla

Si è, in tal modo, recepita una precedente osservazione Ministeriale che invitava a specificare che i mezzi di comunicazione fossero quelli espressamente riconosciuti dalla legge validi in termini di invio e ricezione. 3


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mancata presentazione della domanda di iscrizione nei termini prescritti, sarà dovuta la sanzione di cui all’art. 10 comma 5 del presente Regolamento.

sussistenza dei requisiti richiesti. In ipotesi di mancata presentazione della domanda di iscrizione nei termini prescritti, sarà dovuta la sanzione di cui Modificato il riferimento regolamentare all’art. 11 comma 5 del presente Regolamento.

3. Nel caso di incompletezza dei dati e della documentazione richiesta, di cui al primo comma del presente articolo, il dichiarante, su richiesta dell’Ente, è tenuto ad integrare la suddetta domanda ed inviare quanto richiesto nel termine tassativo di 30 giorni dal ricevimento della richiesta stessa. Nel caso di mancato riscontro, ovvero di domanda incompleta, errata o non sottoscritta, la stessa verrà ritenuta omessa a tutti gli effetti di legge. 4. In caso di omessa domanda di iscrizione e previo invio da parte dell’Ente di diffida alla regolarizzazione a mezzo raccomandata A.R., l’iscrizione avviene d’ufficio a seguito di delibera del CdA o provvedimento d’urgenza del Presidente. Colui il quale è stato iscritto d’ufficio è tenuto comunque a pagare le sanzioni di cui all’art. 10 comma 5.

3. Nel caso di incompletezza dei dati e della documentazione richiesta, di cui al primo comma del presente articolo, il dichiarante, su richiesta dell’Ente, è tenuto ad integrare la suddetta domanda ed inviare quanto richiesto nel termine tassativo di 30 giorni dal ricevimento della richiesta stessa. Nel caso di mancato riscontro, ovvero di domanda incompleta, errata o non sottoscritta, la stessa verrà ritenuta omessa a tutti gli effetti di legge. 4. In caso di omessa domanda di iscrizione e previo invio da parte dell’Ente di diffida alla regolarizzazione a mezzo raccomandata A.R., o altri strumenti aventi lo stesso valore legale in termini di invio e ricezione, l’iscrizione avviene d’ufficio a seguito di delibera del Consiglio d’Amministrazione o provvedimento d’urgenza del Presidente. Colui il quale è stato iscritto d’ufficio è tenuto comunque a pagare le sanzioni di cui all’art. 11 comma 5. 5. Tutti i nuovi iscritti agli Albi dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati ricevono comunicazione dall’Ente per assolvere all’obbligo di iscrizione; qualora non rientrino nella definizione dell’art. 1, comma 1, del presente Regolamento, sono obbligati a presentare dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà nella quale attestano di non svolgere attività come definita al suddetto comma, secondo la modulistica dell’Ente.

5. Tutti i nuovi iscritti agli Albi dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati ricevono comunicazione dall’Ente per assolvere all’obbligo di iscrizione; qualora non rientrino nella definizione dell’art. 1, comma 1, del presente Regolamento, sono obbligati a presentare dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà nella quale attestano di non svolgere attività come definita al suddetto comma, secondo la modulistica dell’Ente.

alla luce stesso.

della rinumerazione dello

Vedi quanto già detto per il comma 2.

Modificato il riferimento regolamentare alla luce della rinumerazione dello stesso.

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6. È inefficace a tutti gli effetti l’iscrizione all’Ente per coloro che non siano iscritti agli Albi o la cui iscrizione sia nulla o sia stata annullata. In tal caso tutti i contributi eventualmente versati devono essere restituiti dall’Ente entro 60 giorni dalla data di definizione della posizione del soggetto. 7. Le contribuzioni soggettive effettuate da coloro i quali si sono successivamente cancellati dall’Albo ovvero abbiano cessato l’attività libero professionale sono soggette alla rivalutazione annua con le regole di cui al successivo art. 13 comma 5 del presente Regolamento. 8. In applicazione dell’art. 14 comma 1 lettera d) dello Statuto, l’Ente provvederà a far pervenire ai Collegi provinciali le procedure relative allo svolgimento delle altre funzioni agli stessi demandate.

6. È inefficace a tutti gli effetti l’iscrizione all’Ente per coloro che non siano iscritti agli Albi o la cui iscrizione sia nulla o sia stata annullata. In tal caso tutti i contributi eventualmente versati devono essere restituiti dall’Ente entro 60 giorni dalla data di definizione della posizione del soggetto. 7. Le contribuzioni soggettive effettuate da coloro i quali si sono successivamente cancellati dall’Albo ovvero abbiano cessato l’attività libero professionale sono soggette alla rivalutazione Modificato il riferimento regolamentare annua con le regole di cui al successivo art. 14 alla luce della rinumerazione dello comma 5 del presente Regolamento. stesso. 8. In applicazione dell’art. 14 comma 1 lettera d) dello Statuto, l’Ente provvederà a far pervenire ai Collegi provinciali le procedure relative allo svolgimento delle altre funzioni agli stessi demandate. Art. 3 Obbligo di qualificazione 1. L’iscritto che, successivamente alla presentazione della domanda di iscrizione cessi l’esercizio della libera professione ovvero successivamente alla comunicazione di cessazione dell’attività autonoma riprenda la stessa è tenuto a comunicarlo per via telematica, utilizzando l’apposito modello all’uopo predisposto dall’Ente, entro e non oltre 60 giorni dal verificarsi dell’evento. 2. L’iscritto che, essendo iscritto ad altro Albo professionale, opti per l’Ente di previdenza obbligatorio di detta categoria professionale è tenuto a comunicarlo per via telematica, utilizzando l’apposito modello all’uopo predisposto dall’Ente, entro e non oltre 60 giorni dall’iscrizione. 3. Il mancato rispetto dei termini di cui ai precedenti

Si tratta di un nuovo articolo volto a normare espressamente l’obbligo di qualificazione successivamente alla presentazione della domanda di iscrizione, ovvero alla presentazione dell’autocertificazione di non esercizio della libera professione. Prima detto obbligo si rinveniva dall’analisi sistematica degli articoli 1, 2 e 10, ma – al fine di fugare qualsiasi dubbio in proposito – si è ritenuto di esplicitarlo. L’iscritto, quindi, che cessi o riprenda l’esercizio della libera professione, così come opti per l’iscrizione ad altro Ente di previdenza obbligatorio rappresentativo di altra categoria professionale alla quale è iscritto, sarà tenuto a comunicarlo all’Ente 5


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commi comporta l’applicazione delle sanzioni di cui entro e non oltre 60 giorni dal verificarsi dell’evento, pena le all’articolo 11 comma 5.

sanzioni di cui all’articolo 11, comma 5.

CAPO II – CONTRIBUTI Art. 3 Contributo soggettivo 1. Il contributo soggettivo obbligatorio annuo a carico di ogni iscritto all’Ente è pari al 10 per cento del reddito professionale netto di cui all’art. 1 comma 1 del presente Regolamento, ancorché prodotto in forma associata o di partecipazione in Società per la parte attribuita all’iscritto in forza di patti associativi o sociali, relativo all’anno e risultante dalla rispettiva dichiarazione dei redditi, secondo il disposto dell’art. 49 del Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 n. 917 e successive modificazioni ed integrazioni.

CAPO II – CONTRIBUTI Art. 4 Contributo soggettivo 1. Il contributo soggettivo obbligatorio annuo a carico di ogni iscritto all’Ente è determinato applicando le aliquote di cui al comma seguente al reddito professionale netto di cui all’art. 1 comma 1 del presente Regolamento, ancorché prodotto in forma associata o di partecipazione in Società per la parte attribuita all’iscritto in forza di patti associativi o sociali, relativo all’anno e risultante dalla rispettiva dichiarazione dei redditi, secondo il disposto dell’articolo 49 del Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 n. 917 e successive modificazioni ed integrazioni. 2. Il contributo soggettivo obbligatorio è pari: a) Dal 1° gennaio 1996 al 10% del reddito professionale netto così come individuato al comma 1; b) Dal 1° gennaio 2012 all’11% del reddito professionale netto così come individuato al comma 1; c) Dal 1° gennaio 2013 al 12% del reddito professionale netto così come individuato al comma 1; d) Dal 1° gennaio 2014 al 13% del reddito professionale netto così come individuato al comma 1; e) Dal 1° gennaio 2015 al 14% del reddito professionale netto così come individuato al comma 1; f) Dal 1° gennaio 2016 al 15% del reddito professionale netto così come individuato al

Prima di entrare nel merito delle modifiche proposte, è doveroso ed essenziale partire da un assunto ormai largamente condiviso ed inconfutabile: le prestazioni pensionistiche ad oggi erogate dall’Eppi (ma è un male endemico del sistema contributivo) non sono adeguate, non sono cioè in grado di assicurare un tasso di sostituzione che consenta di mantenere il livello di vita posseduto precedentemente al pensionamento. E se il legislatore che ha emanato la legge 247/2007 di attuazione del Protocollo Welfare auspicava di proporre politiche attive che possano favorire il raggiungimento di un tasso di sostituzione al netto della fiscalità non 6


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comma 1; g) Dal 1° gennaio 2017 al 16% del reddito professionale netto così come individuato al comma 1; h) Dal 1° gennaio 2018 al 17% del reddito professionale netto così come individuato al comma 1; i) Dal 1° gennaio 2019 al 18% del reddito professionale netto così come individuato al comma 1.

inferiore al 60 per cento, con riferimento all’aliquota prevista per i lavoratori dipendenti, è allora di tutta evidenza che con un’aliquota contributiva del solo 10% il tasso di sostituzione atteso è ben lungi da quel 60% auspicato per i lavoratori dipendenti che contribuiscono complessivamente per circa il 33%. Lo stesso Ministero del Lavoro, con nota del 21 ottobre 2011, commentando il bilancio tecnico attuariale al 31/12/2009, rileva che <<benché sia prevista dal Regolamento la facoltà per l’iscritto di versare una percentuale più elevata, il livello medio di contribuzione soggettiva è stato ipotizzato al 10% che, in termini di adeguatezza delle prestazioni erogate, comporta valori esigui dei tassi di sostituzione>>. Ed ancora: <<considerato che il livello delle prestazioni erogate è destinato a ridursi ulteriormente per l’effetto dell’applicazione nel tempo di più aggiornati coefficienti di trasformazione, d’intesa con il covigilante Ministero dell’Economia e delle Finanze, è necessario che codesto Ente metta in atto iniziative che tendano ad incrementare le aliquote contributive obbligatorie>>. Il combinato effetto dell’innalzamento delle aliquote contributive soggettive e della devoluzione di quota del maggior gettito della contribuzione integrativa (nell’intenzione del legislatore Eppi il 2% con il contributo integrativo al 4%, ed il 3% con il 7


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contributo integrativo al 5%), considerando che un punto di contribuzione integrativa equivale – in base alle evidenze di bilancio – a circa 1,5 punti di contribuzione soggettiva, consentirà di raggiungere un tasso di sostituzione atteso di circa il 42%.

3. Gli iscritti che al 1° gennaio 2012 hanno compiuto il 61esimo anno d’età hanno facoltà di continuare ad applicare l’aliquota del 10%. E’ in ogni caso dovuto il contributo minimo determinato applicando al reddito di cui al successivo comma 7 l’aliquota del 10%. Gli iscritti che si siano avvalsi della facoltà di cui al capoverso precedente non avranno diritto alla distribuzione sui montanti previdenziali della quota di contribuzione integrativa di cui all’articolo 5, comma 3, né alla liquidazione in conto capitale di cui all’articolo 21.

Si tratta di una norma transitoria, adottata sulla falsariga di quella prevista all’atto dell’istituzione della Gestione separata Inps, volta a non gravare eccessivamente soggetti che – in ragione della loro età anagrafica – siano prossimi al pensionamento di vecchiaia. Detti soggetti, infatti, non solo non rientrerebbero a pieno nella riforma in quanto al compimento del 65° anno d’età non si sarebbe a regime con l’aliquota del 18% ma – ben più importante – l’aumento dell’aliquota contributiva obbligatoria non genererebbe un equo “corrispettivo” in termini di aumento della pensione. In termini economici, infatti, in base a nostre simulazioni, gli iscritti in questione godrebbero di un modestissimo incremento della rata pensionistica in quanto essendo estremamente prossimo il momento del pensionamento non godrebbero di un adeguato periodo di rivalutazione di modo che quanto in più versato si concretizzerebbe quasi in una “partita di giro”, rendendo plausibile un confronto con la rata pensionistica netta. In questo senso, infatti, l’incremento della rata darebbe luogo ad un “recupero” dei maggiori 8


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contributi versati in circa 23 anni, in tal modo andando ben al di là dell’aspettativa di vita residua post pensionamento. I soggetti che si avvalessero della facoltà di continuare a versare i contributi soggettivi azionando l’aliquota del 10% non potranno avvalersi della devoluzione sul proprio montante previdenziale della maggior quota della contribuzione integrativa in quanto il legislatore - vedi a tal riguardo le raccomandazioni numero 9/1524-B1 e 9/1524-B2 rilasciate da tutti i capi gruppo della Camera dei Deputati nella seduta del 15 giugno ha subordinato l’aumento della contribuzione integrativa (e conseguentemente la sua destinazione sui montanti previdenziali) al contestuale aumento della contribuzione soggettiva. Per la medesima ragione, detti soggetti non potranno avvalersi della prestazione di cui all’articolo 21.

2. A decorrere dal 1° gennaio 2006, oltre al contributo soggettivo obbligatorio del 10% di cui al comma 1, è concessa agli iscritti la facoltà di avvalersi di una maggiore aliquota contributiva secondo le seguenti percentuali: 2% - 4% - 6% 8%.

4. A decorrere dal 1° gennaio 2012, oltre al contributo soggettivo obbligatorio di cui al comma 2, è concessa agli iscritti la facoltà di avvalersi di una maggiore aliquota contributiva, espressa in unità, il cui importo non può essere inferiore all’1%. L’aliquota contributiva complessiva, tra obbligatoria e opzionale, non potrà, comunque, essere superiore al 26%.

Si è previsto che l’incremento su base opzionale dell’aliquota contributiva avvenga di un punto percentuale alla volta (in tal modo incentivandone l’opzione anche a favore di chi pur volendo versare di più magari non aveva la disponibilità di pagare il 2% minimo richiesto) sino ad un massimo del 26% del reddito professionale imponibile (in questo caso si è scelto di fissare il tetto massimo della contribuzione parificandolo a quello vigente nella Gestione separata Inps). 9


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L’opzione di versare il contributo soggettivo, determinato secondo l’aliquota prescelta del 12% - 14% - 16% - 18% del reddito professionale netto prodotto, è espressa ogni anno contestualmente alla dichiarazione di cui al successivo articolo 10 del presente Regolamento ed ha validità solo per l’anno di riferimento. Ai sensi del comma 37 dell’art. 1 della legge 23 agosto 2004, n. 243 anche in deroga al disposto di cui al comma 18 dell’art. 2 della legge 8 agosto 1995, n. 335, la contribuzione soggettiva determinata con aliquote opzionali è interamente deducibile. 3. Il reddito, di cui al comma 1 del presente articolo, da sottoporre a contributo non può comunque essere superiore, per l’anno 1996, all’importo di Euro 68.172,31. Detto importo è annualmente ed automaticamente rivalutato, senza necessità di revisione del presente regolamento, in base alla variazione annua dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, così come calcolato dall’ISTAT.

L’opzione di versare il contributo soggettivo, determinato secondo l’aliquota opzionale prescelta, è espressa ogni anno contestualmente alla dichiarazione di cui al successivo articolo 11 del presente Regolamento ed ha validità solo per l’anno di riferimento. Ai sensi dell’articolo 1, comma 37, della legge 23 agosto 2004, n. 243 anche in deroga al disposto di cui all’art. 2, comma 18, della legge 8 agosto 1995, n. 335, la contribuzione soggettiva determinata con aliquote opzionali è interamente deducibile.

Semplice modifica lessicale. Modificato il riferimento regolamentare alla luce della rinumerazione dello stesso.

5. Il reddito, di cui al comma 1 del presente articolo, da sottoporre a contributo non può comunque essere superiore, per l’anno 1996, all’importo di Euro 68.172,31. Detto importo è annualmente ed automaticamente rivalutato, senza necessità di revisione del presente regolamento, in base alla variazione annua dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, così come calcolato dall’ISTAT. Il contributo soggettivo obbligatorio annuo non potrà comunque essere superiore a 13.000,00 euro. Detto importo è annualmente ed automaticamente rivalutato a decorrere dal 2013, senza necessità di revisione del presente regolamento, in base alla variazione annua dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, così come calcolato dall’ISTAT. 6. Il predetto limite non si applica solo nell’ipotesi di Modificato il riferimento regolamentare della rinumerazione dello contribuzione soggettiva determinata con alla luce stesso. riferimento alle aliquote contributive opzionali, di cui al comma quattro.

4. Il predetto limite non si applica solo nell’ipotesi di contribuzione soggettiva determinata con riferimento alle aliquote contributive opzionali, di cui al precedente comma. 5. In ogni caso è dovuto, per redditi pari o 7. Dal 1° gennaio 2012 è dovuto per redditi pari o Alla luce della filosofia che ha 10


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inferiori a Euro 7.746,85 ancorché nulli o negativi, un contributo soggettivo minimo fissato per l’anno 1996 in Euro 774,69. Tale importo è annualmente ed automaticamente rivalutato a decorrere dal 2006, in base alla variazione annua dell’indice dei prezzi al consumo delle famiglie di operai ed impiegati, così come calcolato dall’ISTAT.

inferiori a Euro 9.500,00, ancorché nulli o negativi, un contributo soggettivo minimo determinato applicando l’aliquota contributiva obbligatoria tempo per tempo vigente al reddito minimo di riferimento di Euro 9.500,00. Il reddito di cui al capoverso precedente è annualmente ed automaticamente rivalutato a decorrere dal 2013, in base alla variazione annua dell’indice dei prezzi al consumo delle famiglie di operai ed impiegati, così come calcolato dall’ISTAT. 8. Il reddito deve essere obbligatoriamente comunicato secondo le modalità di cui all’art. 11 comma 6 del presente Regolamento. 9. In caso di omessa comunicazione del reddito, secondo le modalità di cui all’art. 11, comma 6, del presente Regolamento, l’iscritto che non ha comunicato la cessazione dell’attività professionale, deve corrispondere, per ciascun anno di esercizio, il contributo minimo nella misura di cui al comma 7. Resta salvo il diritto dell’Ente alla riscossione della eventuale maggiore contribuzione soggettiva determinata con la successiva presentazione della modulistica obbligatoria ovvero legittimamente accertata dall’Ente.

6. Il reddito deve essere obbligatoriamente comunicato secondo le modalità di cui all’art. 10 comma 6 del presente Regolamento. 7. In caso di omessa comunicazione del reddito, secondo le modalità di cui all’art. 10, comma 6, del presente Regolamento, l’iscritto che non ha comunicato la cessazione dell’attività professionale, deve corrispondere, per ciascun anno di esercizio, il contributo minimo nella misura di cui al comma 5. Resta salvo il diritto dell’Ente alla riscossione della eventuale maggiore contribuzione soggettiva determinata con la successiva presentazione della modulistica obbligatoria ovvero legittimamente accertata dall’Ente. 8. I contributi soggettivi obbligatori sono 10. I contributi soggettivi obbligatori - ancorché deducibili, ai fini delle imposte dirette, dal versati secondo l’aliquota opzionale di cui al reddito complessivo. precedente comma 4 - sono deducibili, ai fini delle imposte dirette, dal reddito complessivo. 9. I soggetti che non hanno ancora compiuto il 11. I soggetti che non hanno ancora compiuto il ventottesimo anno di età alla data ventottesimo anno di età alla data dell’insorgenza dell’insorgenza dell’obbligo contributivo possono dell’obbligo contributivo possono richiedere, in richiedere, in deroga a quanto previsto dal deroga a quanto previsto dal comma 1 del presente comma 1 del presente articolo, la riduzione del articolo, la riduzione del contributo dovuto al 50 per contributo dovuto al 50 per cento per i primi due cento per i primi cinque anni solari di iscrizione e anni di contribuzione e sempreché non abbiano sempreché non abbiano compiuto il trentesimo

animato la riforma di cui al precedente comma due, che è quella di costituire un montante previdenziale più cospicuo, non si poteva non intervenire – conseguentemente – anche sull’adeguamento del contributo soggettivo minimo dovuto.

Modificato il riferimento regolamentare alla luce della rinumerazione dello stesso. Modificato il riferimento regolamentare alla luce della rinumerazione dello stesso.

Semplice modifica lessicale.

Il comma in questione ha lo scopo di favorire l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro cercando di far sì che gli stessi non siano gravati eccessivamente da adempimenti tributari e previdenziali che potrebbero scoraggiare l’esercizio della libera professione propendendo 11


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compiuto il trentesimo anno di età. I soggetti che si sono avvalsi della riduzione hanno facoltà di integrare il contributo versato secondo le modalità che saranno stabilite dal Consiglio di Amministrazione.

anno di età. I soggetti di cui al capoverso precedente che abbiano prodotto un reddito professionale netto inferiore alla metà del reddito di cui al comma 7, tempo per tempo vigente, in alternativa possono richiedere la riduzione del contributo dovuto del 70 per cento. I soggetti che si sono avvalsi della riduzione hanno facoltà di integrare il contributo versato secondo le modalità che saranno stabilite dal Consiglio di Amministrazione.

– laddove possibile – per il più sicuro lavoro dipendente. Alla luce anche delle evidenze di bilancio, dalle quali è emerso il basso livello reddituale dei neo-iscritti, si è proposto l’allungamento del periodo da due a cinque anni per il quale si può godere facoltativamente della possibilità di versare il 50% del contributo soggettivo dovuto; nonché la facoltà dei soggetti che abbiano un reddito inferiore alla metà del reddito minimo di riferimento (cioè un reddito inferiore a 4.750,00 euro) di versare il contributo soggettivo minimo ridotto del 70%.

10. Al compimento del sessantacinquesimo anno di età l’iscritto ha facoltà di sospendere il versamento del contributo soggettivo, ancorché prosegua nell’esercizio dell’attività professionale.

12. Ai sensi dell’art. 18 commi 11 e 12 del decreto legge n. 98 del 6 luglio 2011, convertito con modificazione nella legge n. 111 del 15 luglio 2011, a decorrere dal 1° gennaio 2012 i pensionati, che proseguano l’esercizio della libera professione di perito industriale, devono versare un contributo soggettivo minimo determinato con l’aliquota non inferiore al 50% di quella prevista in via ordinaria per gli iscritti all’Ente.. In ogni caso il contributo soggettivo non potrà essere inferiore al 50% del contributo soggettivo minimo. Art. 5 Contributo integrativo e di maternità 1. Gli iscritti all’Ente devono applicare una maggiorazione percentuale su tutti i corrispettivi lordi che concorrono a formare il reddito imponibile dell’ attività professionale, in qualunque forma esercitata, così come individuata al comma 1 del precedente articolo 1 del presente Regolamento e devono versare all’Ente il relativo ammontare. Le società devono applicare la maggiorazione per

La formulazione del comma in questione è frutto del puntuale recepimento dell’articolo 18, commi 11 e 12, del decreto legge n. 98 del 6 luglio 2011, convertito con modificazione nella legge n. 111 del 15 luglio 2011.

Art. 4 Contributo integrativo e di maternità 1. Gli iscritti all’Ente devono applicare una maggiorazione percentuale su tutti i corrispettivi lordi che concorrono a formare il reddito imponibile dell’ attività professionale, in qualunque forma esercitata, così come individuata al comma 1 del precedente articolo 1 del presente Regolamento e devono versare all’Ente il relativo ammontare.

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Le società devono applicare la maggiorazione per la quota di competenza di ogni socio professionista iscritto all’Ente, versando obbligatoriamente – nel rispetto delle scadenze di cui al successivo articolo 7 – la contribuzione integrativa così determinata. L’ammontare complessivo annuo delle maggiorazioni obbligatorie dovute all’Ente dal singolo professionista è calcolato sulla percentuale del volume d’affari della società pari alla percentuale di utili spettante al professionista stesso. 2. La maggiorazione percentuale di cui al precedente comma è fissata nella misura del 2 per cento ed il relativo importo è obbligatoriamente evidenziato sul documento fiscale emesso dall’iscritto o dall’associazione professionale o società a cui lo stesso partecipa.

Detta maggiorazione non si applica per fatture o ricevute emesse da un iscritto verso altro iscritto all’Ente nel contesto di incarichi professionali finalizzati al conseguimento di un risultato

la quota di competenza di ogni socio professionista iscritto all’Ente, versando obbligatoriamente – nel rispetto delle scadenze di cui al successivo articolo 7 – la contribuzione integrativa così determinata. L’ammontare complessivo annuo delle maggiorazioni obbligatorie dovute all’Ente dal singolo professionista è calcolato sulla percentuale del volume d’affari della società pari alla percentuale di utili spettante al professionista stesso.

2. La maggiorazione percentuale di cui al precedente comma è fissata: a) Dal 1° gennaio 2012 nella misura del 4%; b) Dal 1° gennaio 2015 nella misura del 5%. Il relativo importo è obbligatoriamente evidenziato sul documento fiscale emesso dall’iscritto o dall’associazione professionale o società a cui lo stesso partecipa.

In virtù dell’approvazione del cosiddetto disegno di legge “Lo Presti”, si propone l’innalzamento a partire dal 1° gennaio 2012 del contributo integrativo nella misura del 4% e dal 1° gennaio 2015 nella misura del 5%. La scelta di incrementare il contributo integrativo in due step è frutto sia di un’attenta valutazione della situazione economica generale, in forza della quale non si è voluto gravare eccessivamente sul “costo del lavoro” – inteso come prestazioni professionali – a carico della committenza; sia di un coordinamento “etico” con le professioni similari che, pur essendo già da più anni ad una contribuzione integrativa al 4% (geometri dal 2004, ingegneri dal 2011), hanno in previsione l’aumento del contributo integrativo dal 2015. In ragione della diretta attribuzione della maggiore quota di contribuzione integrativa applicata in fattura, e della sua conseguente distribuzione sul 13


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montante previdenziale dell’iscritto che l’ha fatturata, si è espunto il secondo capoverso dell’articolo 2 in quanto – diversamente – l’iscritto che avesse fatturato ad un collega, non applicando il contributo integrativo, non avrebbe goduto di detta distribuzione sul proprio montante.

unitario e sempre che il contributo integrativo sia stato, comunque, applicato sull’intero corrispettivo dell’incarico unitario stesso.

3. In ogni caso è dovuto, per ciascun anno, per volume d’affari pari o inferiori a Euro 5.422,80, ancorché nullo, un contributo integrativo minimo fissato, per l’anno 1996, in Euro 108,46. Tale importo è annualmente ed automaticamente rivalutato dall’anno

3. Il Consiglio d’Amministrazione, previa delibera del Consiglio d’Indirizzo Generale, adotterà – nel rispetto di quanto statuito dal novellato articolo 8 del Decreto Legislativo 103/96 – un’apposita delibera con la quale stabilirà tempo per tempo la quota di contributo integrativo da destinare all’incremento dei montanti previdenziali individuali. La delibera sarà trasmessa per approvazione ai Ministeri Vigilanti ai sensi dell’art. 3 comma 2 del D.lgs. n. 509/1994.

Il procedimento previsto è in linea con quanto statuito dal novellato articolo 8 del D. Lgs. 103/96. Si ribadisce, comunque, quanto già espresso in sede di commento della norma di cui all’articolo 4, comma 2: ferma restando la dimostrazione della sostenibilità economica e finanziaria dell’Ente, condizione imprescindibile affinché si possa procedere alla devoluzione sui montanti previdenziali, l’intenzione del legislatore Eppi è di destinare a montante previdenziale la maggior quota di contributo integrativo esposta in fattura e quindi di devolvere il 2% con un contributo integrativo al 4% ed il 3% con un contributo integrativo al 5%. Solo in tal modo sarà possibile raggiungere l’obiettivo, peraltro condiviso dai Ministeri, di conseguire tassi di sostituzione più congrui.

4. Dal 1° gennaio 2012 è dovuto, per ciascun anno, per volume d’affari pari o inferiori a Euro 9.500,00, ancorché nullo, un contributo integrativo minimo determinato applicando l’aliquota contributiva obbligatoria tempo per tempo vigente al volume d’affari minimo di riferimento di Euro 9.500,00.

In armonia con quanto previsto per l’articolo 4, comma 7, si è proceduto ad un adeguamento del contributo integrativo minimo.

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successivo alla data di approvazione del Regolamento, senza necessità di revisione dello stesso, in base alla variazione annua dell’indice dei prezzi al consumo delle famiglie di operai ed impiegati, così come calcolato dall’ISTAT. 4. In caso di omessa comunicazione del corrispettivo, secondo le modalità di cui all’articolo 10, comma 6, del presente regolamento, l’iscritto che non ha comunicato la cessazione dell’attività professionale, deve corrispondere per ciascun anno di esercizio il contributo integrativo minimo, come determinato al comma precedente. Resta salvo il diritto dell’Ente alla riscossione della eventuale maggiore contribuzione integrativa determinata con la successiva presentazione della modulistica obbligatoria ovvero legittimamente accertata dall’Ente. 5. La maggiorazione percentuale e la base imponibile di cui al comma 1 del presente articolo si riferiscono esclusivamente ai corrispettivi relativi all’esercizio della attività professionale definita nell’art. 1, comma 1 del presente Regolamento. 6. Il contributo integrativo non è soggetto a ritenuta di acconto IRPEF e non concorre alla formazione del reddito imponibile; su di esso è dovuta l’IVA ove previsto. 7. I corrispettivi saranno obbligatoriamente comunicati secondo le modalità di cui all’art. 10 comma 6 del presente Regolamento. 8. Gli iscritti che abbiano optato per la sospensione della contribuzione soggettiva, ai sensi dell’art. 3 comma 10 del presente Regolamento, sono comunque tenuti al

Il volume d’affari di cui al capoverso precedente è annualmente ed automaticamente rivalutato a decorrere dal 2013, senza necessità di revisione del Regolamento, in base alla variazione annua dell’indice dei prezzi al consumo delle famiglie di operai ed impiegati, così come calcolato dall’ISTAT. 5. In caso di omessa comunicazione del Modificato il riferimento regolamentare della rinumerazione dello corrispettivo, secondo le modalità di cui all’articolo alla luce stesso. 11, comma 6, del presente regolamento, l’iscritto che non ha comunicato la cessazione dell’attività professionale, deve corrispondere per ciascun anno di esercizio il contributo integrativo minimo, come determinato al comma precedente. Resta salvo il diritto dell’Ente alla riscossione della eventuale maggiore contribuzione integrativa determinata con la successiva presentazione della modulistica obbligatoria ovvero legittimamente accertata dall’Ente. 6. La maggiorazione percentuale e la base imponibile di cui al comma 1 si riferiscono esclusivamente ai corrispettivi relativi all’esercizio della attività professionale definita nell’articolo 1, comma 1, del presente Regolamento. 7. Il contributo integrativo non è soggetto a ritenuta di acconto IRPEF e non concorre alla formazione del reddito imponibile; su di esso è dovuta l’IVA ove previsto. 8. I corrispettivi saranno obbligatoriamente comunicati secondo le modalità di cui all’articolo 11, comma 6, del presente Regolamento. ELIMINATO

Modificato il riferimento regolamentare alla luce della rinumerazione dello stesso. Comma espunto in quanto, in base alle nuove norme regolamentari, a fronte dell’esercizio della libera professione si è sempre obbligati a versare i contributi previdenziali, 15


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anche se in ragione di aliquote differenti. L’esercizio della libera professione, quindi, obbliga sempre al pagamento dei contributi previdenziali dovuti.

versamento del contributo integrativo e di maternità.

9. Ogni iscritto all’Ente è soggetto al pagamento del contributo di maternità che a partire dall’anno 2010 è fissato in Euro 8,50. Tale contributo è dovuto anche in caso di omessa comunicazione del reddito di cui all’articolo 10, comma 6, del presente Regolamento. Art. 5 Frazionabilità dei contributi minimi 1. Per ciascun anno solare di iscrizione, in cui l’esercizio dell’attività risulti di durata inferiore all’anno stesso, i contributi annui soggettivi ed integrativi minimi obbligatori saranno ridotti a tanti dodicesimi del loro importo quanti sono i mesi di effettivo esercizio dell’attività considerando come mese intero il periodo pari, o superiore, a 15 giorni. Qualora l’esercizio dell’attività nell’anno solare sia limitato ad un periodo inferiore a 15 gg. lo stesso è considerato mese intero. Qualora l’importo dei suddetti contributi, così frazionati, risulti inferiore a quanto dovuto in relazione al reddito ed al volume d’affari effettivamente conseguiti, l’iscritto è tenuto al versamento dei maggiori importi.

9. Ogni iscritto all’Ente è soggetto al pagamento del contributo di maternità che a partire dall’anno 2010 è fissato in Euro 8,50. Tale contributo è dovuto anche in caso di omessa Modificato il riferimento regolamentare della rinumerazione dello comunicazione del reddito di cui all’articolo 11, alla luce stesso. comma 6, del presente Regolamento. Art. 6 Esercizio dell’attività libero professionale per periodi inferiori all’anno solare Nell’ipotesi in cui l’esercizio dell’attività professionale risulti di durata inferiore all’anno solare sono dovuti i contributi soggettivi ed integrativi calcolati secondo le aliquote ordinarie, nonché quello di maternità. Qualora il reddito professionale o il volume d’affari conseguito determini un importo inferiore a quanto prescritto per la contribuzione minima tempo per tempo vigente, sarà dovuto il contributo soggettivo e il contributo minimo, nonché quello di maternità. All’iscritto che si trovi nella condizione di cui al comma precedente sarà riconosciuta un’anzianità contributiva di 12 mesi utile sia ai fini del diritto che della misura della pensione.

Si è previsto di eliminare la possibilità di versare i contributi minimi frazionati nell’ipotesi in cui l’esercizio della libera professione sia inferiore all’anno solare. Nelle ipotesi in cui, cioè, l’attività cessi od inizi in corso d’anno ed il reddito e/o volume d’affari sia inferiore ai minimali regolamentari, non sarà più possibile versare i relativi contributi minimi frazionati per i mesi di effettivo esercizio della libera professione ma sarà sempre dovuto il versamento della contribuzione minima. A fronte di questo maggiore onere richiesto all’iscritto sarà, comunque, sempre assicurata un’anzianità contributiva di 12 mesi con il che permettendogli di godere di una copertura previdenziale ampia. In tal modo si persegue un duplice obiettivo: costituire sin da subito un montante previdenziale più cospicuo e maturare un’anzianità contributiva 16


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maggiore.

Art. 6 Variabilità dei contributi 1. Le percentuali ed i contributi obbligatori di cui agli artt. 3 e 4 possono essere variati ogni anno nel rispetto della normativa vigente e tenendo conto delle risultanze dei bilanci consuntivi e di verifica tecnico-attuariale con effetto dal 1 gennaio dell’anno successivo, previa delibera del Consiglio di Indirizzo Generale di cui all’art. 7 comma 6 lettera d) dello Statuto, anche su proposta del Consiglio di Amministrazione dell’Ente. La delibera di cui sopra dovrà essere trasmessa ai Ministeri competenti ai sensi e per gli effetti dell’art. 3 comma 3 del Decreto Legislativo 30 giugno 1994 n° 509. 2. I contributi integrativi e di maternità sono dovuti anche dai pensionati che restano iscritti all’Ente, in quanto esercitino ancora l’attività professionale.

Art. 7 Variabilità dei contributi Le percentuali ed i contributi obbligatori di cui agli articoli 4 e 5 possono essere variati ogni anno nel rispetto della normativa vigente e tenendo conto delle risultanze dei bilanci consuntivi e di verifica tecnico-attuariale con effetto dal 1° gennaio dell’anno successivo, previa delibera del Consiglio di Indirizzo Generale di cui all’articolo 7, comma 6 lettera d) dello Statuto, anche su proposta del Consiglio di Amministrazione dell’Ente. La delibera di cui sopra dovrà essere trasmessa ai Ministeri competenti ai sensi e per gli effetti dell’articolo 3, comma 3, del Decreto Legislativo 30 giugno 1994 n. 509. ELIMINATO

Art. 7 Versamento dei contributi 1. I contributi di cui agli articoli 3 e 4 sono versati per ciascun anno di competenza, secondo le modalità fissate dal Consiglio di Amministrazione dell’Ente, in tre rate: - la prima a titolo di acconto entro il 15 novembre dell’anno di competenza per un importo pari al 45 per cento del contributo complessivo dovuto per l’anno precedente, o del contributo calcolato in ragione dei corrispettivi lordi e del reddito netto professionale presunto per l’anno di

Art. 8 Versamento dei contributi 1. I contributi di cui agli articoli 4 e 5 sono versati Modificato il riferimento regolamentare della rinumerazione dello per ciascun anno di competenza, secondo le alla luce modalità fissate dal Consiglio di Amministrazione stesso. dell’Ente, in tre rate: - la prima a titolo di acconto entro il 15 novembre dell’anno di competenza per un importo pari al 45 per cento del contributo complessivo dovuto per l’anno precedente, o del contributo calcolato in ragione dei corrispettivi lordi e del reddito netto professionale presunto per l’anno di competenza. - La seconda a titolo di acconto entro il 15 marzo

Modificato il riferimento regolamentare alla luce della rinumerazione dello stesso.

Comma espunto in quanto, in base alle nuove norme regolamentari, a fronte dell’esercizio della libera professione si è sempre obbligati a versare i contributi previdenziali, anche se in ragione di aliquote differenti. L’esercizio della libera professione, quindi, obbliga sempre al pagamento dei contributi previdenziali dovuti.

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competenza. - La seconda a titolo di acconto entro il 15 marzo dell’anno successivo a quello di competenza per un importo pari al 45 per cento del contributo complessivo dovuto per l’anno precedente a quello di competenza, o del contributo calcolato in ragione dei corrispettivi lordi e del reddito netto professionale presunto per l’anno di competenza. - La terza a titolo di saldo entro il 15 settembre dell’anno successivo per la differenza residua in ragione dei corrispettivi lordi e reddito netto professionale effettivamente prodotti nell’anno di competenza. Nel caso in cui gli acconti fossero stati determinati in ragione dei corrispettivi lordi e del reddito netto professionale presunti per l’anno di competenza, non si da luogo all’applicazione di interessi di mora e sanzioni se, a consuntivo, il contributo versato non si discosta per difetto in misura maggiore del 10 per cento dal contributo effettivamente dovuto in acconto. Nel caso in cui il contributo versato si discosti in misura maggiore del 10 per cento, gli interessi di mora e le sanzioni verranno applicati sulla sola differenza non versata. In caso di prima iscrizione gli acconti sono determinati applicando le percentuali indicate nei capoversi precedenti ai contributi minimi, eventualmente frazionati, in vigore per l’anno precedente a quello di competenza. Coloro che iniziano l’attività in data pari o successiva al 1° ottobre dell’anno di riferimento, hanno facoltà di versare i contributi dovuti per lo stesso anno in un’unica soluzione alla scadenza del versamento dei saldi.

dell’anno successivo a quello di competenza per un importo pari al 45 per cento del contributo complessivo dovuto per l’anno precedente a quello di competenza, o del contributo calcolato in ragione dei corrispettivi lordi e del reddito netto professionale presunto per l’anno di competenza. - La terza a titolo di saldo entro il 15 settembre dell’anno successivo per la differenza residua in ragione dei corrispettivi lordi e reddito netto professionale effettivamente prodotti nell’anno di competenza.

Capoverso espunto in quanto traeva origine da una similare norma fiscale non più vigente.

In caso di prima iscrizione gli acconti sono determinati applicando le percentuali indicate nei capoversi precedenti ai contributi minimi in vigore per l’anno precedente a quello di competenza. Coloro che iniziano l’attività in data pari o successiva al 1° ottobre dell’anno di riferimento, hanno facoltà di versare i contributi dovuti per lo stesso anno in un’unica soluzione alla scadenza del versamento dei saldi. 18


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2. Il contributo di maternità è versato in un’unica soluzione con il pagamento della prima rata di acconto. 3. L’Ente provvede alla riscossione dei contributi soggettivi integrativi e di maternità nonché delle somme dovute a titolo di sanzioni ed interessi, avvalendosi anche delle procedure esecutive di legge, imputandoli secondo le priorità: contributo integrativo, contributo di maternità e contributo soggettivo. In ipotesi di versamenti in eccedenza rispetto al dovuto per l’anno di riferimento l’Ente compenserà eventuali scoperture afferenti altre annualità e, in presenza di credito residuo a seguito di domanda dell’iscritto, rimborserà l’importo eccedente. 4. Ai fini della riscossione l’Ente può in ogni tempo avvalersi della conoscenza degli imponibili comunque legittimamente acquisita. 5. I tempi e i modi di versamento e di riscossione possono essere modificati con effetto dal 1° gennaio dell’anno successivo, previa delibera del Consiglio di Amministrazione dell’Ente. 6. Salvo gli effetti del frazionamento di cui al precedente art. 5, i contributi minimi ed a percentuale, soggettivi ed integrativi sono dovuti rispettivamente dal 1° gennaio 1996 e dal 17 marzo 1996 ovvero, se successiva, dalla data di inizio dell’attività professionale. Art. 8 Prescrizione dei contributi 1.La prescrizione dei contributi, degli interessi di mora, delle sanzioni e di ogni relativo accessorio, interviene con il decorso di cinque anni dalla data di trasmissione all’Ente da parte dell’iscritto, della dichiarazione di cui al

2. Il contributo di maternità è versato in un’unica soluzione con il pagamento della prima rata di acconto. 3. L’Ente provvede alla riscossione dei contributi soggettivi integrativi e di maternità nonché delle somme dovute a titolo di sanzioni ed interessi, avvalendosi anche delle procedure esecutive di legge, imputandoli secondo le priorità: contributo integrativo, contributo di maternità e contributo soggettivo. In ipotesi di versamenti in eccedenza rispetto al dovuto per l’anno di riferimento l’Ente compenserà eventuali scoperture afferenti altre annualità e, in presenza di credito residuo a seguito di domanda dell’iscritto, rimborserà l’importo eccedente. 4. Ai fini della riscossione l’Ente può in ogni tempo avvalersi della conoscenza degli imponibili comunque legittimamente acquisita. 5. I tempi e i modi di versamento e di riscossione possono essere modificati con effetto dal 1° gennaio dell’anno successivo, previa delibera del Consiglio di Amministrazione dell’Ente. 6. I contributi minimi ed a percentuale, soggettivi ed Semplice modifica lessicale. integrativi sono dovuti rispettivamente dal 1° gennaio 1996 e dal 17 marzo 1996 ovvero, se successiva, dalla data di inizio dell’attività professionale. Art. 9 Prescrizione dei contributi La prescrizione dei contributi, degli interessi di mora, delle sanzioni e di ogni relativo accessorio, interviene con il decorso di cinque anni dalla data di trasmissione all’Ente da parte dell’iscritto, della Modificato il riferimento regolamentare dichiarazione di cui al successivo art. 11 del alla luce

della rinumerazione dello 19


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successivo art. 10 del presente Regolamento.

presente Regolamento.

CAPO III - DELLE COMUNICAZIONI E DELLE SANZIONI Art. 9 Interessi di mora e sanzioni per il ritardato pagamento dei contributi

CAPO III - DELLE COMUNICAZIONI E DELLE SANZIONI Art. 10 Interessi di mora e sanzioni per il ritardato pagamento dei contributi

1. Il ritardo nel pagamento dei contributi di cui agli artt. 3 e seguenti del presente Regolamento comporta l’obbligo del pagamento degli interessi di mora nella misura prevista dal tasso legale vigente più cinque punti con decorrenza dal giorno successivo all’ultimo utile per il previsto pagamento e fino a quello dell’effettivo versamento da calcolarsi sulle maggiori somme dovute rispetto a quelle effettivamente versate. Il ritardo superiore a 60 giorni comporta una ulteriore sanzione pari al 5% su base annua delle somme tardivamente pagate. L’ammontare complessivo delle sanzioni non potrà comunque superare il quaranta per cento dell’importo del relativo capitale a debito, ovvero delle eventuali percentuali maggiori o minori stabilite dalla Legge.

1. Il ritardo nel pagamento dei contributi di cui agli articoli 4 e seguenti del presente Regolamento comporta l’obbligo del pagamento degli interessi di mora nella misura prevista dal tasso legale vigente più quattro punti con decorrenza dal giorno successivo all’ultimo utile per il previsto pagamento e fino a quello dell’effettivo versamento da calcolarsi sulle maggiori somme dovute rispetto a quelle effettivamente versate. Il ritardo superiore a 60 giorni comporta una ulteriore sanzione pari al 5% su base annua delle somme tardivamente pagate. L’ammontare complessivo delle sanzioni non potrà comunque superare il quaranta per cento dell’importo del relativo capitale a debito, ovvero delle eventuali percentuali maggiori o minori stabilite dalla Legge.

2.Gli interessi di mora e le sanzioni, determinate secondo i criteri di cui al comma 1, si applicano anche alle società in ipotesi di ritardato versamento della contribuzione integrativa da

2. Gli interessi di mora e le sanzioni, determinate secondo i criteri di cui al comma 1, si applicano anche alle società in ipotesi di ritardato versamento della contribuzione integrativa da esse dovuta.

stesso.

Modificato il riferimento regolamentare alla luce della rinumerazione dello stesso. Considerato che la natura degli interessi di mora e sanzioni è quella di garantire la copertura della rivalutazione dei montanti nell’ipotesi in cui, appunto, i contributi previdenziali non siano stati versati o siano stati versati oltre il termine prescritto; atteso che attualmente il tasso legale vigente è pari all’1,5% e che – conseguentemente – gli interessi legali applicati sono pari al 6,5% annuo (tasso legale tempo per tempo vigente più 5 punti percentuale); atteso che le sanzioni sono pari al 5% annuo, e che quindi gli importi così dovuti sono ben maggiori della rivalutazione che ad oggi bisogna garantire, si è ritenuto di poter diminuire di un punto percentuale gli interessi di mora da comminare, senza per ciò stesso arrecare alcuna sofferenza in termini economici all’Ente.

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esse dovuta. Art. 10 Obbligo delle comunicazioni e sanzioni nei casi di omessa, ritardata e irregolare trasmissione delle stesse o infedele dichiarazione 1. Tutti i soggetti di cui all’art. 1, comma 1 e 2, del presente Regolamento, devono annualmente comunicare, con le modalità di cui al successivo comma 6, all’Ente entro il 31 luglio, l’ammontare del reddito professionale, quale definito dall’art. 3, per l’anno di riferimento. La comunicazione deve essere fatta anche se le dichiarazioni fiscali non sono state presentate o sono nulle e/o sono negative. 2. Il reddito da dichiarare all’Ente ai fini dell’art. 3 è quello derivato dalle attività di cui al comma 1 dell’art. 1 del presente Regolamento. Per i professionisti associati/soci il reddito da dichiarare è quello di partecipazione imputato al singolo professionista afferente l’associazione professionale/società stessa, con esclusione di eventuali altri redditi relativi ad attività diverse da quelle definite al comma 1 dell’art. 1. Nell’ipotesi di redditi professionali prodotti sia in forma autonoma che di partecipazione, il reddito complessivo da dichiarare è costituito dalla somma di tali redditi. I soggetti titolari di partita IVA devono comunicare il volume d’affari dichiarato ai fini dell’IVA, dedotto l’importo del contributo integrativo, e l’ammontare delle operazioni imponibili, non imponibili ed esenti, relative alle attività professionali quali previste dall’art. 5 del Decreto del Presidente della Repubblica n° 633/1972. I soggetti non titolari di partita IVA, ma esercenti le attività di cui al 2° comma dell'art. 5, Decreto

Art. 11 Obbligo delle comunicazioni e sanzioni nei casi di omessa, ritardata e irregolare trasmissione delle stesse o infedele dichiarazione 1. Tutti i soggetti di cui all’articolo 1, commi 1 e 2, del presente Regolamento, devono annualmente comunicare, con le modalità di cui al successivo comma 6, all’Ente entro il 31 luglio, l’ammontare del reddito professionale, quale definito dall’articolo 4, Modificato il riferimento regolamentare della rinumerazione dello per l’anno di riferimento. La comunicazione deve alla luce stesso. essere fatta anche se le dichiarazioni fiscali non sono state presentate o sono nulle e/o negative. 2. Il reddito da dichiarare all’Ente ai fini dell’articolo 4 è quello derivato dalle attività di cui all’articolo 1, Modificato il riferimento regolamentare alla luce della rinumerazione dello comma 1, del presente Regolamento. stesso. Per i professionisti associati/soci il reddito da dichiarare è quello di partecipazione imputato al singolo professionista afferente l’associazione professionale/società stessa, con esclusione di eventuali altri redditi relativi ad attività diverse da quelle definite all’articolo 1,comma 1. Nell’ipotesi di redditi professionali prodotti sia in forma autonoma che di partecipazione, il reddito complessivo da dichiarare è costituito dalla somma di tali redditi. I soggetti titolari di partita IVA devono comunicare il volume d’affari dichiarato ai fini dell’IVA, dedotto l’importo del contributo integrativo, e l’ammontare delle operazioni imponibili, non imponibili ed esenti, relative alle attività professionali quali previste dall’articolo 5 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633/1972. I soggetti non titolari di partita IVA, ma esercenti le attività di cui all’articolo 5, comma 2, del Decreto del 21


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del Presidente della Repubblica n° 633/1972, devono comunicare l’ammontare dei compensi lordi percepiti. 3. Nella stessa comunicazione devono essere dichiarati anche gli accertamenti divenuti definitivi nel corso dell’anno di riferimento con l’indicazione dell’anno e dell’imponibile IRPEF definito, l’imponibile complessivo ai fini dell’IRPEF per l’anno di riferimento e, qualora esistente, il volume di affari ai fini dell’IVA. 4. In caso di morte dell’iscritto, la comunicazione di cui al primo comma relativa all’anno del decesso deve essere presentata dagli eredi entro due mesi dalla scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi. Relativamente ad altre annualità anteriori al decesso, la comunicazione dovrà essere inoltrata dagli eredi entro due mesi dalla data in cui ne ricevono richiesta da parte dell’Ente. 5. L’omessa, la ritardata trasmissione, nonché l’infedele dichiarazione delle comunicazioni a) di cessazione dell’esercizio dell’attività professionale, di cui al precedente art. 1 comma 1; b) di ripresa dell’attività professionale; c) dei redditi professionali comporta di per sé l’applicazione di una sanzione pari a: a) fino al trentesimo giorno ad euro 50,00; b) dal trentunesimo al sessantesimo giorno ad euro 100,00; c) dal sessantunesimo giorno in poi ad euro 200,00. Nell’ipotesi in cui la violazione sia afferente il ritardato invio della comunicazione di cessazione dell’attività professionale, tali sanzioni si applicano per ogni anno solare di

Presidente della Repubblica n. 633/1972, devono comunicare l’ammontare dei compensi lordi percepiti. 3. Nella stessa comunicazione devono essere dichiarati anche gli accertamenti divenuti definitivi nel corso dell’anno di riferimento con l’indicazione dell’anno e dell’imponibile IRPEF definito, l’imponibile complessivo ai fini dell’IRPEF per l’anno di riferimento e, qualora esistente, il volume di affari ai fini dell’IVA. 4. In caso di morte dell’iscritto, la comunicazione di cui al primo comma relativa all’anno del decesso deve essere presentata dagli eredi entro due mesi dalla scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi. Relativamente ad altre annualità anteriori al decesso, la comunicazione dovrà essere inoltrata dagli eredi entro due mesi dalla data in cui ne ricevono richiesta da parte dell’Ente. 5. L’omessa, la ritardata trasmissione, nonché l’infedele dichiarazione delle comunicazioni a) di cessazione dell’esercizio dell’attività professionale, di cui al precedente art. 3 comma 1; b) di ripresa dell’attività professionale di cui al precedente art. 3 comma 1; c) di opzione ad altro Ente di Previdenza di cui al precedente art. 3 comma 2; d) dei redditi professionali comporta di per sé l’applicazione di una sanzione pari a: a) fino al trentesimo giorno ad euro 50,00; b) dal trentunesimo al sessantesimo giorno ad euro 100,00; c) dal sessantunesimo giorno in poi ad euro 200,00. Nell’ipotesi in cui la violazione sia afferente il ritardato invio della comunicazione di cessazione

Modificato il riferimento regolamentare alla luce della rinumerazione dello stesso. E’ stato previsto il sanzionamento della tardiva presentazione della comunicazione di opzione di iscrizione e versamento ad altro Ente di Previdenza obbligatorio per liberi professionisti (opzione consentita sempre che, ovviamente, sussista l’iscrizione anche all’altro Albo professionale), ciò in quanto detta opzione esplica un effetto in tutto e per tutto simile all’autocertificazione di non esercizio della libera professione.

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omessa qualificazione. Le sanzioni si applicano nella misura prevista per l’anno cui si riferisce la violazione. Qualora un iscritto incorra nello stesso anno solare a più violazioni afferenti l’obbligo di qualificazione, verrà comminata un’unica sanzione nella misura pari a quella massima applicabile.

dell’attività professionale o di opzione ad altro Ente di Previdenza, tali sanzioni si applicano per ogni anno solare di omessa qualificazione. Le sanzioni si applicano nella misura prevista per l’anno cui si riferisce la violazione. Qualora un iscritto incorra nello stesso anno solare a più violazioni afferenti l’obbligo di qualificazione, verrà comminata un’unica sanzione nella misura pari a quella massima applicabile. 6. Dal 1° gennaio 2009 la trasmissione di tutte 6. Dal 1° gennaio 2009 la trasmissione di tutte le Semplice modifica lessicale. le comunicazioni di cui al precedente comma comunicazioni di cui al precedente comma deve dovrà essere effettuata obbligatoriamente essere effettuata all’Ente in via telematica. all’Ente in via telematica. 7. Ai fini della tempestività dell’invio fa fede la 7. Le comunicazioni trasmesse con modalità data attestata dallo strumento telematico diverse saranno sottoposte all’applicazione di una utilizzato ovvero la data attestata dall’ufficio sanzione pari ad euro 50,00. postale per gli invii cartacei effettuati fino al 31/12/2008. 8. Le comunicazioni trasmesse 8. Ai fini della tempestività dell’invio fa fede la data successivamente al 1° gennaio 2009 con attestata dallo strumento telematico utilizzato modalità diverse si considereranno irregolari e ovvero la data attestata dall’ufficio postale per gli saranno sottoposte all’applicazione di una invii cartacei. sanzione pari ad euro 50,00. 9. Gli importi delle sanzioni applicate ai sensi 9. Gli importi delle sanzioni applicate ai sensi dei Modificato il riferimento regolamentare della rinumerazione dello dei commi 5 ed 8 sono annualmente ed commi 5 ed 7 sono annualmente ed alla luce stesso. automaticamente rivalutati dall’anno successivo automaticamente rivalutati dall’anno successivo alla alla data di approvazione del Regolamento, data di approvazione del Regolamento, senza senza necessità di revisione dello stesso, in necessità di revisione dello stesso, in base alla base alla variazione annua dell’indice dei prezzi variazione annua dell’indice dei prezzi di variazione di variazione al consumo delle famiglie degli al consumo delle famiglie degli operai ed impiegati, operai ed impiegati, così come calcolato così come calcolato dall’ISTAT, con dall’ISTAT, con arrotondamento all’unità di euro. arrotondamento all’unità di euro. 10. Le comunicazioni devono essere redatte 10. Le comunicazioni devono essere redatte obbligatoriamente avvalendosi dei modelli obbligatoriamente avvalendosi dei modelli predisposti dall’Ente, reperibili sull’apposito sito predisposti dall’Ente, reperibili sull’apposito sito internet. internet. 23


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11. I Consigli dei Collegi provinciali, in armonia con l’art. 14 comma 1 lett. b) dello Statuto, devono comunicare all’Ente le intervenute variazioni agli Albi professionali, ovvero conferma del precedente elenco dei propri iscritti. Dal 1° gennaio 2009 devono trasmettere telematicamente le suddette comunicazioni obbligatorie di loro competenza. 12. L’Ente ha la facoltà di esigere dall’iscritto o dagli aventi diritto a pensione indiretta, all’atto della domanda di pensione, la documentazione necessaria a comprovare la corrispondenza tra le comunicazioni inviate all’Ente e le dichiarazioni annuali dei redditi. 13. La mancata osservanza da parte degli iscritti all’Albo professionale degli adempimenti previsti dal presente Regolamento comporta obbligatoriamente la segnalazione al rispettivo Collegio provinciale di appartenenza per i provvedimenti disciplinari di sua competenza a norma dell’art. 14 comma 1 lettera c) dello Statuto dell’Ente. Art. 11 Estratto conto L’Ente provvede ad inviare ad ogni iscritto, con cadenza annuale, un estratto conto che indichi le contribuzioni effettuate, la progressione del montante contributivo e le notizie relative alla propria posizione. TITOLO II ATTUAZIONE DELLE ATTIVITA’ DI PREVIDENZA A FAVORE DEGLI ISCRITTI E DEI LORO FAMILIARI Art. 12 Prestazioni 1. L’Ente corrisponde ai propri iscritti le seguenti prestazioni: a) pensione di vecchiaia;

11. I Consigli dei Collegi provinciali, in armonia con Semplice modifica lessicale. l’articolo 14, comma 1, lett. b), dello Statuto, devono comunicare all’Ente le intervenute variazioni agli Albi professionali, ovvero confermare il precedente elenco dei propri iscritti. Dal 1° gennaio 2009 devono trasmettere telematicamente le suddette comunicazioni obbligatorie di loro competenza. 12. L’Ente ha la facoltà di esigere dall’iscritto o dagli aventi diritto a pensione indiretta, all’atto della domanda di pensione, la documentazione necessaria a comprovare la corrispondenza tra le comunicazioni inviate all’Ente e le dichiarazioni annuali dei redditi. 13. La mancata osservanza da parte degli iscritti all’Albo professionale degli adempimenti previsti dal presente Regolamento comporta obbligatoriamente la segnalazione al rispettivo Collegio provinciale di appartenenza per i provvedimenti disciplinari di sua competenza a norma dell’articolo 14, comma 1, Modificato il riferimento statutario alla luce della numerazione dello stesso. lettera d), dello Statuto dell’Ente. Art. 12 Estratto conto L’Ente provvede ad inviare ad ogni iscritto, con cadenza annuale, un estratto conto che indichi le contribuzioni effettuate, la progressione del montante contributivo e le notizie relative alla propria posizione. TITOLO II ATTUAZIONE DELLE ATTIVITA’ DI PREVIDENZA A FAVORE DEGLI ISCRITTI E DEI LORO FAMILIARI Art. 13 Prestazioni 1. L’Ente corrisponde ai propri iscritti le seguenti prestazioni: a) pensione di vecchiaia; 24


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b) pensione di inabilità; c) assegni di invalidità; d) pensione indiretta e di reversibilità; e) indennità di maternità. 2. La pensione di vecchiaia e gli assegni d’invalidità decorrono dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. Le pensioni indirette e di reversibilità decorrono dal primo giorno del mese successivo al decesso dell’iscritto. La pensione d’inabilità decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si sono maturati i requisiti previsti dall’art. 14.

b) pensione di inabilità; c) assegni di invalidità; d) pensione indiretta e di reversibilità; e) indennità di maternità. 2. La pensione di vecchiaia e gli assegni d’invalidità decorrono dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. Le pensioni indirette e di reversibilità decorrono dal primo giorno del mese successivo al decesso dell’iscritto. La pensione d’inabilità decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si sono maturati i Modificato il riferimento regolamentare alla luce della rinumerazione dello requisiti previsti dall’art. 15.

3. Per la sola pensione di vecchiaia è data la facoltà all’iscritto di optare per la decorrenza riferita alla maturazione del diritto con applicazione del relativo coefficiente di trasformazione da rapportare al montante conseguito fino alla stessa data. In quest’ultima ipotesi l’iscritto avrà diritto a percepire in un’unica soluzione le somme corrispondenti agli importi arretrati, rivalutati secondo gli indici ISTAT della pensione annua dalla data di maturazione del diritto a pensione alla data di presentazione della domanda di pensionamento. L’opzione, come pure il coefficiente di trasformazione adottato, si intendono definitivi. Qualora l’iscritto abbia esercitato la facoltà del calcolo della pensione adottando il coefficiente di trasformazione e il montante riferito alla data di maturazione del diritto, eventuali contribuzioni soggettive successive a tale data daranno titolo al supplemento di pensione così come previsto al comma 9 del successivo art. 13.

3. Per la sola pensione di vecchiaia è data la facoltà all’iscritto di optare per la decorrenza riferita alla maturazione del diritto con applicazione del relativo coefficiente di trasformazione da rapportare al montante conseguito fino alla stessa data.

stesso.

In quest’ultima ipotesi l’iscritto avrà diritto a Semplice modifica lessicale. percepire in un’unica soluzione gli arretrati della pensione, perequata secondo gli indici ISTAT, dalla data di maturazione del diritto alla data di presentazione della domanda di pensionamento.

L’opzione, come pure il coefficiente di trasformazione adottato, si intendono definitivi. Qualora l’iscritto abbia esercitato la facoltà del calcolo della pensione adottando il coefficiente di trasformazione e il montante riferito alla data di maturazione del diritto, eventuali contribuzioni soggettive ed integrative devolute a montante previdenziale ai sensi dell’articolo 5 comma 3 versate successivamente a tale data daranno titolo

Si è specificato che il supplemento di pensione viene determinato, alla luce del novellato articolo 8 del D. Lgs. 103/96 e della conseguente introduzione dell’articolo 5, comma 3, del Regolamento previdenziale, non solo 25


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al supplemento di pensione così come previsto sulla base della contribuzione soggettiva ma anche della quota di contribuzione dall’articolo 14, comma 9. integrativa devoluta previdenziale.

a

Art. 13 Pensione di vecchiaia 1. La pensione di vecchiaia è corrisposta all’iscritto che abbia compiuto almeno sessantacinque anni d’età, a condizione che risultino dallo stesso versate ed accreditate almeno cinque annualità contributive. 2. Il diritto alla pensione, previa cessazione dell’attività professionale, si consegue al compimento del cinquantasettesimo anno di età, a condizione che risultino versati ed accreditati in favore dell’iscritto almeno cinque anni di contribuzione effettiva e che l’importo della pensione risulti essere non inferiore a 1,2 volte l’importo dell’assegno sociale di cui all’articolo 3, commi 6 e 7, della legge 8 agosto 1995 n. 335. Si prescinde dal predetto requisito anagrafico al raggiungimento dell’anzianità contributiva non inferiore a quaranta anni.

Art. 14 Pensione di vecchiaia 1. La pensione di vecchiaia è corrisposta all’iscritto che abbia compiuto almeno sessantacinque anni d’età, a condizione che risultino dallo stesso versate ed accreditate almeno cinque annualità contributive.

3. L’importo della pensione annua è determinato secondo il sistema contributivo moltiplicando il montante individuale dei contributi per il coefficiente di trasformazione, di cui alla tab. A allegata, relativo all’età dell’iscritto al momento della domanda ovvero, in ipotesi di esercizio

3. L’importo della pensione annua è determinato secondo il sistema contributivo moltiplicando il montante individuale dei contributi soggettivi per il coefficiente di trasformazione, di cui alla tabella A allegata, relativo all’età dell’iscritto alla data di Semplice modifica lessicale. decorrenza della pensione.

2. Il diritto alla pensione, previa cessazione dell’attività professionale, si consegue al compimento del cinquantasettesimo anno di età, a condizione che risultino versati ed accreditati in favore dell’iscritto almeno cinque anni di contribuzione effettiva, che l’importo della pensione risulti essere non inferiore a 1,2 volte l’importo dell’assegno sociale di cui all’articolo 3, commi 6 e 7, della legge 8 agosto 1995 n. 335. Si prescinde dal predetto requisito anagrafico al raggiungimento dell’anzianità contributiva non inferiore a quaranta anni. In questa ipotesi, anche qualora l’anzianità contributiva di 40 anni sia stata raggiunta in regime di totalizzazione, è fatto salvo il diritto dell’iscritto a riprendere l’esercizio della libera professione purché sia decorso almeno un mese dalla cessazione della stessa.

montante

Si è uniformato il sistema Eppi al sistema generale nel quale, infatti, è riconosciuta espressamente la facoltà di ripresa dell’attività (foss’anche dipendente) successivamente al pensionamento di anzianità con 40 anni di contributi. Vedi, a tal proposito, la circolare 89/2009 dell’Inps emanata sulla base della risposta del Ministero del Lavoro ad un interpello in tema.

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della facoltà di cui al precedente comma 3 dell’art. 12, dalla data di maturazione del diritto. 4. Il coefficiente di trasformazione viene rapportato alle frazioni di anno con incremento pari al prodotto di un dodicesimo della differenza tra i coefficienti di trasformazione corrispondenti alle età immediatamente superiore ed inferiore a quella dell’iscritto ed il numero dei mesi costituenti la frazione di anno. 5. Il montante contributivo individuale, costituito dal complesso dei contributi soggettivi, viene annualmente incrementato su base composta al 31 dicembre di ciascun anno, con l’esclusione della contribuzione dell’anno medesimo, secondo il tasso di capitalizzazione.

4. Il coefficiente di trasformazione viene rapportato alle frazioni di anno con incremento pari al prodotto di un dodicesimo della differenza tra i coefficienti di trasformazione corrispondenti alle età immediatamente superiore ed inferiore a quella dell’iscritto ed il numero dei mesi costituenti la frazione di anno. 5. Il montante contributivo individuale, costituito dal complesso dei contributi soggettivi ed integrativi devoluti a montante previdenziale ai sensi dell’articolo 5 comma 3, viene annualmente incrementato su base composta al 31 dicembre di ciascun anno, con l’esclusione della contribuzione dell’anno medesimo, secondo il tasso di capitalizzazione.

L’aliquota di computo per il calcolo della L’aliquota di computo per il calcolo della pensione è pensione è fissata al dieci per cento. pari all’aliquota contributiva di cui all’articolo 4, comma 2, od alla maggiore aliquota contributiva di cui all’articolo 4, comma 4. L’aliquota di computo per il calcolo della L’aliquota di computo per il calcolo della pensione pensione può essere variata, nel rispetto dei può essere variata, nel rispetto dei limiti prescritti limiti prescritti dalla legge, con delibera del dalla legge, con delibera del Consiglio di Indirizzo Consiglio di Indirizzo Generale da sottoporre Generale da sottoporre all’approvazione dei all’approvazione dei Ministeri vigilanti ai sensi Ministeri vigilanti ai sensi dell’articolo 7 dello dell’art. 7 dello Statuto, indipendentemente Statuto, indipendentemente dall’aliquota di dall’aliquota di finanziamento. I contributi finanziamento. soggettivi sono considerati per anno di I contributi soggettivi ed integrativi devoluti a competenza, indipendentemente dal periodo di montante previdenziale ai sensi dell’articolo 5 versamento. comma 3 sono considerati per anno di competenza, indipendentemente dal periodo di versamento. 6. Il tasso annuo di capitalizzazione è pari alla 6. Il tasso annuo di capitalizzazione è pari alla media quinquennale del tasso annuo di media quinquennale del tasso annuo di variazione

Si è specificato che il montante viene determinato, alla luce del novellato articolo 8 del D. Lgs. 103/96 e della conseguente introduzione dell’articolo 5, comma 3, del Regolamento previdenziale, non solo sulla base della contribuzione soggettiva ma anche della quota di contribuzione integrativa devoluta, appunto, a montante previdenziale. Modificato il riferimento regolamentare alla luce della rinumerazione dello stesso.

Vedi le motivazioni di cui al primo capoverso del comma 5.

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variazione nominale del PIL, appositamente calcolata dall’ISTAT, con riferimento al quinquennio precedente all’anno da rivalutare, ai sensi dell’art. 1, comma 9, della Legge 8 agosto 1995, n. 335. 7. È istituito un fondo di riserva costituito dall’avanzo di gestione dell’Ente comprensivo dell’eventuale differenza tra il rendimento degli investimenti effettivamente conseguito e la capitalizzazione accreditata ai singoli conti individuali. Su proposta del Consiglio di Amministrazione, il Consiglio di Indirizzo Generale adotterà ogni provvedimento necessario per il riequilibrio della gestione, anche con la variazione del tasso annuo di capitalizzazione e ciò particolarmente nel caso in cui il rendimento annuo degli investimenti risulti inferiore alla predetta variazione nominale del PIL. 8. Dopo il primo quinquennio, sentiti i Ministeri vigilanti e nel rispetto del quadro normativo di riferimento, i parametri per il calcolo delle pensioni secondo il sistema contributivo potranno essere variati ed adeguati in sintonia al reale andamento della gestione finanziaria ed al complessivo assetto previdenziale dell’Ente. 9. Qualora l’iscritto prosegua l’attività professionale anche dopo la data di decorrenza della pensione e opti per continuare il versamento dei contributi soggettivi, questi ultimi daranno titolo ad un supplemento di pensione a favore dell’iscritto calcolato con il sistema contributivo di cui al precedente comma 3 del presente articolo e liquidabile con cadenza biennale.

nominale del PIL, appositamente calcolata dall’ISTAT, con riferimento al quinquennio precedente all’anno da rivalutare, ai sensi dell’articolo 1, comma 9, della Legge 8 agosto 1995, n. 335. 7. È istituito un fondo di riserva costituito dall’avanzo di gestione dell’Ente comprensivo dell’eventuale differenza tra il rendimento degli investimenti effettivamente conseguito e la capitalizzazione accreditata ai singoli conti individuali. Su proposta del Consiglio di Amministrazione, il Consiglio di Indirizzo Generale adotterà ogni provvedimento necessario per il riequilibrio della gestione, anche con la variazione del tasso annuo di capitalizzazione e ciò particolarmente nel caso in cui il rendimento annuo degli investimenti risulti inferiore alla predetta variazione nominale del PIL. 8. Dopo il primo quinquennio, sentiti i Ministeri vigilanti e nel rispetto del quadro normativo di riferimento, i parametri per il calcolo delle pensioni secondo il sistema contributivo potranno essere variati ed adeguati in sintonia al reale andamento della gestione finanziaria ed al complessivo assetto previdenziale dell’Ente. 9. Qualora l’iscritto prosegua l’attività professionale Semplice modifica lessicale. dopo il pensionamento avrà diritto ad un supplemento di pensione calcolato con il sistema contributivo di cui al precedente comma 3 del presente articolo e liquidabile con cadenza biennale.

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Art. 14 Pensione di inabilità 1. La pensione di inabilità spetta all’iscritto qualora concorrano le seguenti condizioni: a) la capacità dell’iscritto all’esercizio della professione sia esclusa a causa di malattia od infortunio sopravvenuti successivamente all’iscrizione, in modo permanente e totale; b) l’iscritto abbia effettuato almeno cinque annualità di contribuzione all’Ente, delle quali tre nel quinquennio precedente all’anno di presentazione della domanda e sia iscritto da almeno cinque anni; c) l’iscritto si sia cancellato dall’Albo professionale. 2. Si prescinde dal requisito dell’anzianità contributiva e di iscrizione di cui al punto b) del precedente comma 1 del presente articolo quando l’inabilità sia stata causata da infortunio. 3. Per il calcolo della pensione si applica il sistema contributivo di cui al precedente art. 13, riferito al montante incrementato in conformità all’art. 1, comma 15, Legge 8 Agosto 1995, n. 335. Per la liquidazione della pensione si assume il coefficiente di trasformazione relativo all’età di 57 anni nel caso in cui l’età dell’iscritto all’atto della domanda sia ad essa inferiore. Il calcolo dell’incremento del montante in conformità all’art. 1 comma 15 della legge 8 agosto 1995 n. 335, nel caso di cui al precedente comma 2 del presente articolo, verrà effettuato assumendo la media delle basi annue pensionabili determinata calcolando la media dei contributi effettivamente versati,

Art. 15 Pensione di inabilità 1. La pensione di inabilità spetta all’iscritto qualora concorrano le seguenti condizioni: a) la capacità dell’iscritto all’esercizio della professione sia esclusa a causa di malattia od infortunio sopravvenuti successivamente all’iscrizione, in modo permanente e totale; b) l’iscritto abbia effettuato almeno cinque annualità di contribuzione all’Ente, delle quali tre nel quinquennio precedente all’anno di presentazione della domanda e sia iscritto da almeno cinque anni; c) l’iscritto si sia cancellato dall’Albo professionale.

2. Si prescinde dal requisito dell’anzianità Semplice modifica lessicale. contributiva e di iscrizione di cui al comma 1, punto b), quando l’inabilità sia stata causata da infortunio. 3. Per il calcolo della pensione si applica il sistema Semplice modifica lessicale. contributivo di cui all’articolo 13, incrementando il montante in conformità all’articolo 1, comma 15, Legge 8 Agosto 1995, n. 335. Per la liquidazione della pensione si assume il coefficiente di trasformazione relativo all’età di 57 anni nel caso in cui l’età dell’iscritto all’atto della domanda sia ad essa inferiore. L’incremento del montante in conformità all’articolo Vedi le motivazioni di cui all’articolo 14, 1, comma 15, della legge 8 agosto 1995 n. 335, primo capoverso del comma 5. nell’ipotesi di cui al comma 2, verrà effettuato assumendo la media delle basi annue pensionabili determinata calcolando la media dei contributi, soggettivi ed integrativi devoluti a montante previdenziale ai sensi dell’articolo 5 comma 3, effettivamente versati, ancorché inferiori a cinque 29


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ancorché inferiori a cinque annualità, ed imputando detta media agli anni mancanti fino alla concorrenza delle cinque annualità richieste. 4. Gli iscritti non beneficiari di altro trattamento pensionistico obbligatorio possono conseguire, con determinazione del Consiglio di Amministrazione, a carico del conto di cui all’art. 17 comma 2 dello Statuto dell’Ente e nei limiti di disponibilità di detto conto, una provvidenza integrativa di natura assistenziale fino alla concorrenza dell’importo corrispondente all’assegno sociale di cui all’art. 3 comma 6 della legge 8 agosto 1995 n. 335, in vigore all’atto del pensionamento, secondo le modalità fissate dal medesimo Consiglio di Amministrazione. La provvidenza integrativa di natura assistenziale, eventualmente riconosciuta all’iscritto, previa nuova determinazione del Consiglio di Amministrazione, è reversibile ai superstiti aventi diritto solo nel caso in cui il reddito dei medesimi, sia inferiore all’assegno sociale di cui all’art. 3 comma 6 della Legge 8 agosto 1995 n. 335 in vigore all’atto del pensionamento, secondo le modalità fissate dal Consiglio di Amministrazione.

annualità, ed imputando detta media agli anni mancanti fino alla concorrenza delle cinque annualità richieste. 4. Gli iscritti possono conseguire, con determinazione del Consiglio di Amministrazione, a carico del conto di cui all’articolo 17, comma 2, dello Statuto dell’Ente, e nei limiti di disponibilità di detto conto, una provvidenza integrativa di natura assistenziale fino alla concorrenza dell’importo corrispondente all’assegno sociale di cui all’articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995 n. 335, in vigore all’atto del pensionamento, secondo le modalità fissate dal medesimo Consiglio di Amministrazione. La provvidenza economica di natura assistenziale spetta: a) in misura integrale nell’ipotesi in cui l’iscritto non sia titolare di altro trattamento pensionistico obbligatorio, ivi compreso l’assegno d’invalidità civile; b) in misura ridotta del 50% nell’ipotesi in cui l’iscritto sia titolare di altro trattamento pensionistico obbligatorio, ivi compreso l’assegno d’invalidità civile, il cui importo sia superiore a due volte l’ammontare annuo dell’assegno sociale di cui all’articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995 n. 335; c) in misura ridotta del 75% nell’ipotesi in cui l’iscritto sia titolare di altro trattamento pensionistico obbligatorio, ivi compreso l’assegno d’invalidità civile, il cui importo sia superiore a tre volte l’ammontare annuo dell’assegno sociale di cui all’articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995 n. 335. La provvidenza integrativa di natura assistenziale,

Semplice modifica lessicale.

Si è prevista la possibilità, sempre che le evidenze di bilancio lo consentano, di erogare la provvidenza economica di natura assistenziale anche a favore del soggetto dichiarato inabile/invalido che sia già titolare di altro trattamento pensionistico obbligatorio (ivi compreso anche l’assegno d’invalidità civile), modulando – tuttavia – l’importo della stessa in ragione del reddito da pensione. Il meccanismo proposto è, in linea, con i principi espressi dalla legge 335/95 in tema di cumulo del trattamento di inabilità/invalidità con le rendite od altri redditi da lavoro dipendente/autonomo. Si è voluto, cioè, offrire una maggiore tutela economica a quei soggetti che, pur essendo titolari di altro trattamento, dispongano – comunque – di redditi che non superino determinate soglie. L’impatto in termini economici, tenuto conto che a novembre 2011 l’Ente ha in 30


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eventualmente riconosciuta all’iscritto, previa nuova determinazione del Consiglio di Amministrazione, è reversibile ai superstiti aventi diritto solo nel caso in cui il reddito dei medesimi, sia inferiore all’assegno sociale di cui all’art. 3 comma 6 della Legge 8 agosto 1995 n. 335 in vigore all’atto del pensionamento, secondo le modalità fissate dal Consiglio di Amministrazione.

5. In caso di infortunio o malattia, qualora il danno sia stato risarcito ed il risarcimento ecceda la somma corrispondente alla capitalizzazione al tasso del 5 per cento su base annua della porzione di pensione annua integrata, l’integrazione di cui sopra non avrà luogo. L’integrazione sarà invece proporzionalmente ridotta nel caso in cui il risarcimento sia inferiore. A tali effetti non si tiene conto del risarcimento derivante da assicurazione per infortuni o malattia stipulata dall’iscritto. 6. Il diritto alla pensione di inabilità è subordinato alla cancellazione dall’Albo professionale. 7. La cancellazione dall’Albo professionale deve essere richiesta al competente Collegio Provinciale, pena la decadenza dal diritto alla pensione, non oltre il sessantesimo giorno successivo dal ricevimento, da parte dell’Ente, della delibera del CdA di riconoscimento dello stato inabilitante con l’espressa indicazione della norma che prescrive la cancellazione dagli

carico 55 trattamenti tra invalidità ed inabilità su un totale di 1.864 pensioni (il 2,95% del totale), e che di questi 55 trattamenti già oggi ben 43 godono del trattamento in questione, ma soprattutto che l’ammontare medio dell’integrazione è pari mensilmente a circa 125,00 euro, è estremamente modesto e contenuto. La clausola di salvaguardia adottata “nei limiti di disponibilità di detto conto” mette in sicurezza l’Ente che ben può, in qualsiasi momento, sospendere l’erogazione della provvidenza economica di natura assistenziale.

5. In caso di infortunio o malattia, qualora il danno sia stato risarcito ed il risarcimento ecceda la somma corrispondente alla capitalizzazione al tasso del 5 per cento su base annua della porzione di pensione annua integrata, l’integrazione di cui sopra non avrà luogo. L’integrazione sarà invece proporzionalmente ridotta nel caso in cui il risarcimento sia inferiore. A tali effetti non si tiene conto del risarcimento derivante da assicurazione per infortuni o malattia stipulata dall’iscritto.

6. Il diritto alla pensione di inabilità è subordinato alla cancellazione dall’Albo professionale. 7. La cancellazione dall’Albo professionale deve essere richiesta al competente Collegio Provinciale, pena la decadenza dal diritto alla pensione, non oltre il sessantesimo giorno successivo dal ricevimento, da parte dell’Ente, della delibera di riconoscimento dello stato inabilitante del Consiglio di Amministrazione con l’espressa indicazione della norma che prescrive la cancellazione dagli Albi 31


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Albi professionali. La concessione della pensione di inabilità è revocata in caso di nuova iscrizione all’Albo professionale. 8. L’Ente può in qualsiasi momento assoggettare a verifica la permanenza delle condizioni di inabilità. L’ erogazione della pensione è sospesa nei confronti del pensionato che non si presti alla verifica, sottoponendosi alle visite mediche predisposte dall’Ente. 9. Trascorsi sei mesi dalla data di sospensione senza che il pensionato si sia assoggettato alla verifica, la pensione è revocata d’ufficio. 10. La pensione è revocata d’ufficio qualora cessino le condizioni di inabilità che escludono in modo permanente e totale l’esercizio della professione. 11. Qualora si verifichi il decesso del richiedente prima che abbiano avuto luogo i prescritti accertamenti clinici, ma l’inabilità possa essere accertata inequivocabilmente attraverso adeguata documentazione medica, il provvedimento di ammissione alla pensione di inabilità a favore del de cuius può essere adottato “a posteriori“ ai fini della reversibilità della pensione stessa a favore dei superstiti aventi diritto. 12. Ai fini della integrazione di cui ai commi 4 e 5 del presente articolo l’Ente può avvalersi del ricorso a polizze assicurative. Art. 15 Assegno di invalidità 1. L’assegno di invalidità spetta all’iscritto qualora concorrano le seguenti condizioni: a) la capacità dell’iscritto all’esercizio della professione sia ridotta in modo permanente per infermità o difetto fisico o mentale, sopravvenuti dopo l’iscrizione

professionali. La concessione della pensione di inabilità è revocata in caso di nuova iscrizione ad Albo professionale. 8. L’Ente può in qualsiasi momento assoggettare a verifica la permanenza delle condizioni di inabilità. L’erogazione della pensione è sospesa nei confronti del pensionato che non si presti alla verifica, sottoponendosi alle visite mediche predisposte dall’Ente. 9. Trascorsi sei mesi dalla data di sospensione senza che il pensionato si sia assoggettato alla verifica, la pensione è revocata d’ufficio. 10. La pensione è revocata d’ufficio qualora cessino le condizioni di inabilità che escludono in modo permanente e totale l’esercizio della professione. 11. Qualora si verifichi il decesso del richiedente prima che abbiano avuto luogo i prescritti accertamenti clinici, ma l’inabilità possa essere accertata inequivocabilmente attraverso adeguata documentazione medica, il provvedimento di ammissione alla pensione di inabilità a favore del de cuius può essere adottato “a posteriori“ ai fini della reversibilità della pensione stessa a favore dei superstiti aventi diritto. 12. Ai fini della integrazione di cui ai commi 4 e 5 del presente articolo l’Ente può avvalersi del ricorso a polizze assicurative. Art. 16 Assegno di invalidità 1. L’assegno di invalidità spetta all’iscritto qualora concorrano le seguenti condizioni: a) la capacità dell’iscritto all’esercizio della professione sia ridotta in modo permanente per infermità o difetto fisico o mentale, sopravvenuti dopo l’iscrizione all’Ente, a 32


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all’Ente, a meno di un terzo (legge 222 del 12 giugno 1984); b) l’iscritto abbia effettuato almeno cinque annualità di contribuzione all’Ente, delle quali tre nel quinquennio precedente all’anno di presentazione della domanda e sia iscritto da almeno cinque anni. 2.Si prescinde dal requisito dell’anzianità contributiva e di iscrizione di cui al punto b) del precedente comma 1 del presente articolo quando l’invalidità sia stata causata da infortunio. 3. Sussiste diritto all’assegno di invalidità anche quando le infermità o i difetti fisici o mentali preesistono alla iscrizione all’Ente purché vi sia stato successivo aggravamento o siano sopraggiunte nuove infermità che abbiano provocato la riduzione a meno di un terzo della capacità all’esercizio della professione (legge 222 del 12 giugno 1984). 4. Per il calcolo dell’assegno di invalidità si applica il sistema contributivo assumendo il coefficiente di trasformazione relativo all’età di cinquantasette anni nel caso in cui l’età dell’iscritto all’atto della domanda sia ad essa inferiore, in conformità all’art. 1, comma 14, legge 8 agosto 1995 n. 335. L’assegno è riconosciuto per un periodo di tre anni ed è confermabile per periodi della stessa durata, su domanda del titolare dell’assegno, qualora permangano le condizioni che diedero luogo alla liquidazione della prestazione stessa, tenuto conto anche dell’eventuale attività lavorativa svolta. La conferma dell’assegno ha effetto dalla data di scadenza, nel caso in cui la domanda sia presentata nel semestre

meno di un terzo (Legge 12 giugno 1984 n. 222); b) l’iscritto abbia effettuato almeno cinque annualità di contribuzione all’Ente, delle quali tre nel quinquennio precedente all’anno di presentazione della domanda e sia iscritto da almeno cinque anni. 2. Si prescinde dal requisito dell’anzianità Semplice modifica lessicale. contributiva e di iscrizione di cui al comma 1, punto b), quando l’invalidità sia stata causata da infortunio. 3. Sussiste diritto all’assegno di invalidità anche quando le infermità o i difetti fisici o mentali preesistono alla iscrizione all’Ente purché vi sia stato successivo aggravamento o siano sopraggiunte nuove infermità che abbiano provocato la riduzione a meno di un terzo della capacità all’esercizio della professione (Legge 12 giugno 1984 n. 222). 4. Per il calcolo dell’assegno di invalidità si applica il sistema contributivo assumendo il coefficiente di trasformazione relativo all’età di cinquantasette anni nel caso in cui l’età dell’iscritto all’atto della domanda sia ad essa inferiore, in conformità all’articolo 1, comma 14, legge 8 agosto 1995 n. 335. L’assegno è riconosciuto per un periodo di tre anni ed è confermabile per periodi della stessa durata, su domanda del titolare dell’assegno, qualora permangano le condizioni che diedero luogo alla liquidazione della prestazione stessa, tenuto conto anche dell’eventuale attività lavorativa svolta. La conferma dell’assegno ha effetto dalla data di scadenza, nel caso in cui la domanda sia presentata nel semestre antecedente tale data, 33


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antecedente tale data, oppure dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda, qualora la stessa venga inoltrata entro i centoventi giorni successivi alla scadenza suddetta. Dopo tre riconoscimenti consecutivi, l’assegno di invalidità è confermato automaticamente, ferme restando le facoltà di revisione. Qualora l’iscritto prosegua l’attività anche dopo l’erogazione dell’assegno di invalidità i contributi soggettivi versati daranno titolo a un supplemento di pensione sempre calcolato con il sistema contributivo, e liquidabile con cadenza biennale. 5.Gli iscritti non beneficiari di altro trattamento pensionistico obbligatorio possono conseguire, con determinazione del Consiglio di Amministrazione, a carico del conto di cui all’art. 17 comma 2 dello Statuto dell’Ente e nei limiti di disponibilità di detto conto, una provvidenza integrativa di natura assistenziale fino alla concorrenza del settanta per cento dell’assegno sociale di cui all’art. 3 comma 6 della Legge 8 agosto 1995 n. 335, in vigore nell’anno di presentazione della domanda, secondo le modalità fissate dal medesimo Consiglio di Amministrazione.

oppure dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda, qualora la stessa venga inoltrata entro i centoventi giorni successivi alla scadenza suddetta. Dopo tre riconoscimenti consecutivi, l’assegno di invalidità è confermato automaticamente, ferme restando le facoltà di revisione. Qualora l’iscritto prosegua l’attività anche dopo l’erogazione dell’assegno di invalidità i contributi soggettivi ed integrativi devoluti a montante previdenziale ai sensi dell’articolo 5 comma 3 versati daranno titolo a un supplemento di pensione sempre calcolato con il sistema contributivo, e liquidabile con cadenza biennale. 5. Gli iscritti possono conseguire, con determinazione del Consiglio di Amministrazione, a carico del conto di cui all’articolo 17, comma 2, dello Statuto dell’Ente e nei limiti di disponibilità di detto conto, una provvidenza integrativa di natura assistenziale fino alla concorrenza del settanta per cento dell’assegno sociale di cui all’articolo 3, comma 6, della Legge 8 agosto 1995 n. 335, in vigore nell’anno di presentazione della domanda, secondo le modalità fissate dal medesimo Consiglio di Amministrazione. La provvidenza economica di natura assistenziale spetta: a) in misura integrale nell’ipotesi in cui l’iscritto non sia titolare di altro trattamento pensionistico obbligatorio, ivi compreso l’assegno d’invalidità civile; b) in misura ridotta del 75% nell’ipotesi in cui l’iscritto sia titolare di altro trattamento pensionistico obbligatorio, ivi compreso l’assegno d’invalidità civile, il cui importo sia superiore a due volte l’ammontare annuo

Vedi le motivazioni di cui all’articolo 14, primo capoverso del comma 5.

Si è prevista la possibilità, sempre che le evidenze di bilancio lo consentano, di erogare la provvidenza economica di natura assistenziale anche a favore del soggetto dichiarato inabile/invalido che sia già titolare di altro trattamento pensionistico obbligatorio (ivi compreso anche l’assegno d’invalidità civile), modulando – tuttavia – l’importo della stessa in ragione del reddito da pensione. Il meccanismo proposto è, in linea, con i principi espressi dalla legge 34


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dell’assegno sociale di cui all’articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995 n. 335.

6. In caso di infortunio o malattia, qualora il danno sia stato risarcito ed il risarcimento ecceda la somma corrispondente alla capitalizzazione al tasso del 5 per cento su base annua dell’assegno annuo di invalidità integrato, l’integrazione di cui sopra non avrà luogo. L’integrazione sarà invece

335/95 in tema di cumulo del trattamento di inabilità/invalidità con le rendite od altri redditi da lavoro dipendente/autonomo. Si è voluto, cioè, offrire una maggiore tutela economica a quei soggetti che, pur essendo titolari di altro trattamento, dispongano – comunque – di redditi che non superino determinate soglie. A differenza di quanto previsto per gli inabili, atteso che il soggetto dichiarato invalido ha una residua capacità lavorativa e, conseguentemente, ha la possibilità di produrre ulteriore reddito, si è prevista una maggiore penalizzazione in caso di titolarità di altro trattamento. L’impatto in termini economici, tenuto conto che a novembre 2011 l’Ente ha in carico 55 trattamenti tra invalidità ed inabilità su un totale di 1.864 pensioni (il 2,95% del totale), e che di questi 55 trattamenti già oggi ben 43 godono del trattamento in questione, ma soprattutto che l’ammontare medio dell’integrazione è pari mensilmente a circa 125,00 euro, è estremamente modesto e contenuto. La clausola di salvaguardia adottata “nei limiti di disponibilità di detto conto” mette in sicurezza l’Ente che ben può, in qualsiasi momento, sospendere l’erogazione della provvidenza economica di natura assistenziale.

6. In caso di infortunio o malattia, qualora il danno sia stato risarcito ed il risarcimento ecceda la somma corrispondente alla capitalizzazione al tasso del 5 per cento su base annua dell’assegno annuo di invalidità integrato, l’integrazione di cui sopra non avrà luogo. L’integrazione sarà invece proporzionalmente ridotta nel caso in cui il 35


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proporzionalmente ridotta nel caso in cui il risarcimento sia inferiore. A tali effetti non si tiene conto del risarcimento derivante da assicurazione per infortuni o malattia stipulata dall’iscritto. 7. L’Ente può in qualsiasi momento assoggettare a verifica la permanenza delle condizioni di invalidità e, tenuto conto anche dell’esercizio professionale eventualmente svolto dal titolare, confermare o revocare la concessione dell’assegno di invalidità. L’erogazione dell’assegno di invalidità è sospesa nei confronti del titolare che non si presti alla verifica, sottoponendosi alle visite mediche predisposte dall’Ente. 8. Trascorsi sei mesi dalla data di sospensione senza che il titolare si sia assoggettato alla verifica l’assegno è revocato d’ufficio. 9. L’assegno è revocato d’ufficio qualora cessino le condizioni di invalidità di cui al precedente comma 1 del presente articolo. 10. Qualora il titolare di assegno di invalidità abbia proseguito l’esercizio della professione e maturato il diritto alla pensione di vecchiaia al compimento del 65° anno di età, l’assegno di invalidità si trasforma in pensione di vecchiaia il cui importo non potrà, comunque, essere inferiore all’assegno di invalidità in godimento fino a quel momento. 11. L’assegno di invalidità di cui al presente articolo non è reversibile ai superstiti. 12. Ai fini dell’applicazione dei commi 2, 5, e 6 del presente articolo, l’Ente può avvalersi del ricorso a polizze assicurative. Art. 16 Norme comuni alle pensioni di inabilità ed assegno di invalidità

risarcimento sia inferiore. A tali effetti non si tiene conto del risarcimento derivante da assicurazione per infortuni o malattia stipulata dall’iscritto.

7. L’Ente può in qualsiasi momento assoggettare a verifica la permanenza delle condizioni di invalidità e, tenuto conto anche dell’esercizio professionale eventualmente svolto dal titolare, confermare o revocare la concessione dell’assegno di invalidità. L’erogazione dell’assegno di invalidità è sospesa nei confronti del titolare che non si presti alla verifica, sottoponendosi alle visite mediche predisposte dall’Ente. 8. Trascorsi sei mesi dalla data di sospensione senza che il titolare si sia assoggettato alla verifica l’assegno è revocato d’ufficio. 9. L’assegno è revocato d’ufficio qualora cessino le Semplice modifica lessicale. condizioni di invalidità di cui al comma 1. 10. Qualora il titolare di assegno di invalidità abbia proseguito l’esercizio della professione e maturato il diritto alla pensione di vecchiaia al compimento del 65° anno di età, l’assegno di invalidità si trasforma in pensione di vecchiaia il cui importo non potrà, comunque, essere inferiore all’assegno di invalidità in godimento fino a quel momento. 11. L’assegno di invalidità di cui al presente articolo non è reversibile ai superstiti. 12. Ai fini dell’applicazione dei commi 2, 5, e 6 del presente articolo, l’Ente può avvalersi del ricorso a polizze assicurative. Art. 17 Norme comuni alle pensioni di inabilità ed assegno di invalidità 36


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1. Alla domanda di pensione o assegno di invalidità deve essere allegata la seguente documentazione: a) certificato medico rilasciato dall’ufficiale sanitario attestante le condizioni di inabilità o invalidità; tale certificato dovrà essere integrato da documentazione sanitaria dalla quale risulti l’indicazione della causa e l’epoca dell’insorgere dell’evento inabilitante od invalidante; b) nell’ipotesi di infortunio o malattia: documentazione comprovante l’eventuale azione giudiziaria promossa contro il responsabile od i suoi aventi causa, ovvero la prova dell’ammontare dell’indennizzo ricevuto, escluso in ogni caso il risarcimento derivante da assicurazione per infortuni o malattia stipulata dall’iscritto. 2. In caso di inabilità od invalidità dovute ad infortunio l’Ente è surrogato nel diritto al risarcimento ai sensi e nei limiti dell’art. 1916 del Codice Civile in concorso eventuale con l’assicuratore privato dell’iscritto ove l’assicuratore medesimo, con il quale è stata stipulata polizza di assicurazione per infortunio, abbia diritto alla surroga. 3. L’accertamento dello stato di inabilità o invalidità è effettuato da una apposita commissione, entro e non oltre novanta giorni dalla data di completamento della documentazione sanitaria, nominata dal Consiglio di Amministrazione. La Commissione, composta da tre sanitari di fiducia dell’Ente, dopo apposita visita medica che potrà essere effettuata anche alla presenza di almeno due dei membri nominati, redigerà il relativo verbale in merito alla situazione fisica del richiedente.

1. Alla domanda di pensione o assegno di invalidità deve essere allegata la seguente documentazione: a) certificato medico rilasciato dall’ufficiale sanitario attestante le condizioni di inabilità o invalidità. Tale certificato dovrà essere integrato da documentazione sanitaria dalla quale risulti l’indicazione della causa e l’epoca dell’insorgere dell’evento inabilitante od invalidante; b) nell’ipotesi di infortunio o malattia: documentazione comprovante l’eventuale azione giudiziaria promossa contro il responsabile od i suoi aventi causa, ovvero la prova dell’ammontare dell’indennizzo ricevuto, escluso in ogni caso il risarcimento derivante da assicurazione per infortuni o malattia stipulata dall’iscritto.

2. In caso di inabilità od invalidità dovute ad infortunio l’Ente è surrogato nel diritto al risarcimento ai sensi e nei limiti dell’articolo 1916 del Codice Civile in concorso eventuale con l’assicuratore privato dell’iscritto ove l’assicuratore medesimo, con il quale è stata stipulata polizza di assicurazione per infortunio, abbia diritto alla surroga. 3. L’accertamento dello stato di inabilità o invalidità è effettuato da una apposita commissione, nominata dal Consiglio di Amministrazione, entro e non oltre novanta giorni dalla data di completamento della documentazione sanitaria. La Commissione, composta da tre sanitari di fiducia dell’Ente, dopo apposita visita medica che potrà essere effettuata anche alla presenza di almeno due dei membri nominati, redigerà il relativo verbale in merito alla situazione fisica del richiedente. Nel caso in cui questi sia, per oggettivi motivi di 37


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Nel caso in cui questi sia, per oggettivi motivi di salute, impossibilitato a presentarsi nei locali dell’Ente potrà, dietro presentazione di idonea certificazione sanitaria, chiedere che la visita medica sia effettuata al proprio domicilio da parte di un sanitario di fiducia dell’Ente, appositamente nominato di volta in volta dal Consiglio di Amministrazione, con preavviso di visita a mezzo telegramma, con almeno cinque giorni di anticipo. Il medico dovrà quindi redigere e sottoscrivere un apposito verbale il quale verrà poi esaminato dalla commissione medica di cui sopra che stabilirà l’esistenza o meno dell’inabilità o della invalidità. Si provvederà infine all’istruttoria del fascicolo per la successiva delibera del Consiglio di Amministrazione. Gli uffici provvederanno alla comunicazione all’iscritto dell’esito della domanda. 4. Il provvedimento di rigetto della domanda di pensione di inabilità od assegno di invalidità da parte del Consiglio di Amministrazione deve essere motivato ed è comunicato al richiedente con raccomandata con ricevuta di ritorno, con esplicita menzione della facoltà di proporre ricorso amministrativo. 5. Entro sessanta giorni dalla data di ricezione della notifica di rigetto, l’interessato può richiedere che l’accertamento venga deferito ad un collegio composto da un medico designato dal Consiglio di Amministrazione dell’Ente, da un medico designato dal ricorrente e da un terzo medico nominato dal presidente dell’Ordine dei medici della provincia ove avviene la visita.

salute, impossibilitato a presentarsi nei locali dell’Ente potrà, dietro presentazione di idonea certificazione sanitaria, chiedere che la visita medica sia effettuata al proprio domicilio da parte di un sanitario di fiducia dell’Ente, appositamente nominato di volta in volta dal Consiglio di Amministrazione, con preavviso di visita a mezzo telegramma, con almeno cinque giorni di anticipo. Il medico dovrà quindi redigere e sottoscrivere un apposito verbale il quale verrà poi esaminato dalla commissione medica di cui sopra che stabilirà l’esistenza o meno dell’inabilità o della invalidità. Si provvederà infine all’istruttoria del fascicolo per la successiva delibera del Consiglio di Amministrazione. Gli uffici comunicheranno all’iscritto l’esito della Semplice modifica lessicale. domanda. 4. Il provvedimento di rigetto della domanda di pensione di inabilità od assegno di invalidità da parte del Consiglio di Amministrazione deve essere motivato ed è comunicato al richiedente con raccomandata con ricevuta di ritorno, o altri strumenti aventi lo stesso valore legale in termini di invio e di ricezione, con esplicita menzione della facoltà di proporre ricorso amministrativo. 5. Entro sessanta giorni dalla data di ricezione della notifica di rigetto, l’interessato può richiedere che l’accertamento venga deferito ad un collegio composto da un medico designato dal Consiglio di Amministrazione dell’Ente, da un medico designato dal ricorrente e da un terzo medico nominato dal presidente dell’Ordine dei medici della provincia ove avviene la visita. Nel caso di riconoscimento della inabilità o della 38


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Nel caso di riconoscimento della inabilità o della invalidità le spese dell’intero collegio medico sono a carico dell’Ente e la decorrenza della pensione di inabilità o dell’assegno di invalidità è fissata al primo giorno del mese seguente a quello in cui è stata riconosciuta l’insorgenza della inabilità o della invalidità da parte del citato collegio medico.

invalidità le spese dell’intero collegio medico sono a carico dell’Ente e la decorrenza della pensione di inabilità o dell’assegno di invalidità è fissata al primo giorno del mese seguente a quello in cui è stata riconosciuta l’insorgenza della inabilità o della invalidità da parte del citato collegio medico. Nell’ipotesi di rigetto del ricorso le spese dell’intero Si è espressamente statuito, al fine di dirimere qualsiasi contestazione, che in collegio medico sono a carico dell’iscritto. ipotesi di rigetto del ricorso presentato dall’iscritto avverso il provvedimento di diniego dell’assegno d’invalidità o della pensione d’inabilità, l’iscritto sia obbligato a farsi carico delle spese dell’intero Collegio giudicante. Il concetto era infatti già implicito nella precedente formulazione regolamentare: se, infatti, asserisco che in caso di riconoscimento dell’inabilità/invalidità l’Ente si farà carico delle spese dell’intero collegio, implicitamente asserisco che in ipotesi di soccombenza sarà – invece – il ricorrente a doverle sostenere.

6. L’Ente può accertare in qualsiasi momento la persistenza dei requisiti di inabilità od invalidità. L’accertamento è effettuato da una commissione formata da tre sanitari di fiducia dell’Ente, diversi da quelli che hanno proceduto all’accertamento iniziale dello stato di inabilità o invalidità, nominati dal Consiglio di Amministrazione dell’Ente. Le procedure di accertamento, notifica ed eventuale ricorso si svolgeranno con le medesime modalità di cui ai precedenti commi 3, 4 e 5 del presente articolo. 7. L’Ente può demandare l’accertamento dello stato di inabilità o invalidità ad una struttura pubblica o ad un ente pubblico di dimensione nazionale con il quale stipulerà apposita convenzione.

6. L’Ente può accertare in qualsiasi momento la persistenza dei requisiti di inabilità od invalidità. L’accertamento è effettuato da una commissione formata da tre sanitari di fiducia dell’Ente, diversi da quelli che hanno proceduto all’accertamento iniziale dello stato di inabilità o invalidità, nominati dal Consiglio di Amministrazione dell’Ente. Le procedure di accertamento, notifica ed eventuale ricorso si svolgeranno con le medesime modalità di cui ai precedenti commi 3, 4 e 5. 7. L’Ente può demandare l’accertamento dello stato di inabilità o invalidità ad una struttura pubblica o ad un ente pubblico di dimensione nazionale con il quale stipulerà apposita convenzione. L’ente col quale verrà stipulata la convenzione 39


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L’ente col quale verrà stipulata la convenzione dovrà garantire: a) l’affidamento dell’accertamento a medici esperti in medicina del lavoro od in medicina legale; b) l’effettuazione dell’accertamento in tempi rapidi; c) la definizione, quando la valutazione può essere espressa senza dubbi, sulla base della documentazione prodotta senza il ricorso all’accertamento diretto; d) l’effettuazione dell’accertamento presso una struttura facilmente raggiungibile dall’iscritto all’Eppi; e) la consulenza tecnica medico-legale in sede giudiziaria; f) la tutela dei dati personali secondo le disposizioni contenute nel D.Lgs. 196/2003 e successive modificazioni ed integrazioni. La convenzione, od eventuali protocolli aggiuntivi alla stessa, dovrà indicare modalità e termini per l’accertamento dello stato di invalidità od inabilità, così come per il ricorso avverso il rigetto di domande già esaminate. Art. 17. Pensione di reversibilità e indiretta 1. Le pensioni di vecchiaia ed inabilità sono reversibili ai superstiti nei casi ed alle condizioni stabilite, secondo le disposizioni seguenti: a) al coniuge; b) ai figli minorenni o maggiorenni inabili a proficuo lavoro ed ai nipoti in linea retta minori viventi a carico dell’iscritto; c) in mancanza dei soggetti di cui alle lettere a) e b) ai genitori inabili o di età superiore ai sessantacinque anni che risultino a carico o, in

dovrà garantire: a) l’affidamento dell’accertamento a medici esperti in medicina del lavoro od in medicina legale; b) l’effettuazione dell’accertamento in tempi rapidi; c) la definizione, quando la valutazione può essere espressa senza dubbi, sulla base della documentazione prodotta senza il ricorso all’accertamento diretto; d) l’effettuazione dell’accertamento presso una struttura facilmente raggiungibile dall’iscritto all’Eppi; e) la consulenza tecnica medico-legale in sede giudiziaria; f) la tutela dei dati personali secondo le disposizioni contenute nel Decreto Legislativo 196/2003 e successive modificazioni ed integrazioni. La convenzione, od eventuali protocolli aggiuntivi alla stessa, dovrà indicare modalità e termini per l’accertamento dello stato di invalidità od inabilità, così come per il ricorso avverso il rigetto di domande già esaminate. Art. 18 Pensione di reversibilità e indiretta 1. Le pensioni di vecchiaia ed inabilità sono reversibili ai superstiti nei casi ed alle condizioni stabilite, secondo le disposizioni seguenti: a) al coniuge; b) ai figli minorenni o maggiorenni inabili a proficuo lavoro ed ai nipoti in linea retta minori viventi a carico dell’iscritto; c) in mancanza dei soggetti di cui alle lettere a) e b) ai genitori inabili o di età superiore ai sessantacinque anni che risultino a carico o, in 40


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mancanza anche di questi, ai fratelli celibi ed alle sorelle nubili sempreché al momento della morte dell’iscritto risultino permanentemente inabili al lavoro ed a carico. I superstiti si considerano a carico dell’iscritto se questi prima del decesso provvedeva al loro sostentamento in forma continuativa ed esclusiva. La pensione indiretta ai superstiti spetta alle medesime condizioni di cui al presente comma, sempreché sussista l’anzianità contributiva per il trattamento pensionistico diretto. 2. Le pensioni di vecchiaia e di inabilità sono reversibili ai superstiti secondo le seguenti aliquote della pensione annua già liquidata o che sarebbe spettata all’iscritto: a) 60 per cento al coniuge; b) 70 per cento al figlio unico o al nipote minore unico in linea retta a carico, se manca il coniuge; c) 20 per cento a ciascun figlio o ciascun nipote minore in linea retta a carico, se ha diritto a pensione anche il coniuge; d) 40 per cento a ciascun figlio o a ciascun nipote minore in linea retta a carico, se manca il coniuge; e) 15 per cento a ciascun genitore; f) 15 per cento a ciascuno dei fratelli o sorelle. La somma delle quote non può comunque superare il 100 per cento della pensione che sarebbe spettata all’iscritto. Al coniuge spetta in ogni caso la quota della pensione di riferimento di cui alla precedente lettera a), anche se unico superstite avente diritto. La pensione complessivamente spettante ai figli o ai nipoti minori in linea retta a carico è

mancanza anche di questi, ai fratelli celibi ed alle sorelle nubili sempreché al momento della morte dell’iscritto risultino permanentemente inabili al lavoro ed a carico. I superstiti si considerano a carico dell’iscritto se questi prima del decesso provvedeva al loro sostentamento in forma continuativa ed esclusiva. La pensione indiretta ai superstiti spetta alle medesime condizioni di cui al presente comma, sempreché sussista l’anzianità contributiva per il trattamento pensionistico diretto. 2. Le pensioni di vecchiaia e di inabilità sono reversibili ai superstiti secondo le seguenti aliquote della pensione annua già liquidata o che sarebbe spettata all’iscritto: a) 60 per cento al coniuge; b) 70 per cento al figlio unico o al nipote minore unico in linea retta a carico, se manca il coniuge; c) 20 per cento a ciascun figlio o ciascun nipote minore in linea retta a carico, se ha diritto a pensione anche il coniuge; d) 40 per cento a ciascun figlio o a ciascun nipote minore in linea retta a carico, se manca il coniuge; e) 15 per cento a ciascun genitore; f) 15 per cento a ciascuno dei fratelli o sorelle. La somma delle quote non può comunque superare il 100 per cento della pensione che sarebbe spettata all’iscritto. Al coniuge spetta in ogni caso la quota della pensione di riferimento di cui alla precedente lettera a), anche se unico superstite avente diritto. La pensione complessivamente spettante ai figli o ai nipoti minori in linea retta a carico è ripartita tra gli stessi in parti uguali. La pensione indiretta ai superstiti è calcolata 41


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ripartita tra gli stessi in parti uguali. La pensione indiretta ai superstiti è calcolata secondo le aliquote di cui al presente comma. 3. I figli inabili aventi diritto alla prestazione pensionistica possono conseguire, con determinazione del Consiglio di Amministrazione, a carico del conto di cui all’art. 17 comma 2 dello Statuto dell’Ente e nei limiti di disponibilità di detto conto, una provvidenza integrativa di natura assistenziale ad integrazione della quota di loro spettanza, secondo le modalità fissate dal medesimo Consiglio di Amministrazione e fatto salvo il limite del 100 per cento della pensione che sarebbe spettata all’iscritto. 4. Per il calcolo della pensione ai superstiti dell’iscritto, nel caso di decesso ad una età inferiore ai 57 anni, si assume il coefficiente di trasformazione relativo all’età di 57 anni. 5. Nel caso di variazione nella composizione del nucleo dei superstiti aventi diritto a pensione, la misura della stessa è corrispondentemente ricalcolata. 6. Il figlio riconosciuto inabile al lavoro a norma dell’art. 39 del Decreto del Presidente della Repubblica 25 aprile 1957, n. 818, nel periodo compreso tra la data della morte dell’iscritto o del pensionato e del compimento del 18° anno d’età, conserva il diritto alla pensione di reversibilità anche dopo il compimento della maggiore età. 7. I trattamenti ai superstiti sono cumulabili con i redditi del beneficiario, nei limiti di cui all’art. 1, comma 41, della legge 8 agosto 1995, n. 335. 8. Il diritto alle pensioni di reversibilità ed indiretta cessa:

secondo le aliquote di cui al presente comma.

3. I figli inabili aventi diritto alla prestazione pensionistica possono conseguire, con determinazione del Consiglio di Amministrazione, a carico del conto di cui all’articolo 17, comma 2, dello Statuto dell’Ente e nei limiti di disponibilità di detto conto, una provvidenza integrativa di natura assistenziale ad integrazione della quota di loro spettanza, secondo le modalità fissate dal medesimo Consiglio di Amministrazione e fatto salvo il limite del 100 per cento della pensione che sarebbe spettata all’iscritto. 4. Per il calcolo della pensione ai superstiti dell’iscritto, nel caso di decesso ad una età inferiore ai 57 anni, si assume il coefficiente di trasformazione relativo all’età di 57 anni. 5. Nel caso di variazione nella composizione del nucleo dei superstiti aventi diritto a pensione, la misura della stessa è corrispondentemente ricalcolata. 6. Il figlio riconosciuto inabile al lavoro a norma dell’articolo 39 del Decreto del Presidente della Repubblica 25 aprile 1957, n. 818, nel periodo compreso tra la data della morte dell’iscritto o del pensionato e del compimento del 18° anno d’età, conserva il diritto alla pensione di reversibilità anche dopo il compimento della maggiore età. 7. I trattamenti ai superstiti sono cumulabili con i redditi del beneficiario, nei limiti di cui all’articolo 1, comma 41, della legge 8 agosto 1995, n. 335. 8. Il diritto alle pensioni di reversibilità ed indiretta cessa: 42


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a) per il coniuge qualora passi a nuove nozze; b) per i figli al compimento del diciottesimo anno di età o quando cessi lo stato di inabilità al lavoro: il limite di diciotto anni d’età è elevato a ventuno qualora i figli frequentino una scuola media o professionale per tutta la durata del corso legale, a ventitré qualora frequentino un tirocinio di praticantato professionale, a ventisei qualora frequentino un corso di laurea o di laurea specialistica presso l’Università, purché gli stessi risultino a carico del genitore al momento del decesso dell’iscritto e non prestino regolarmente lavoro retribuito. Nei suddetti casi, comunque, il diritto viene meno alla data di cessazione delle previste condizioni, se precedente a quella di compimento dei limiti di età indicati. c) per il genitore inabile al lavoro quando cessi lo stato di inabilità; d) per le sorelle od i fratelli inabili al lavoro quando cessi lo stato di inabilità o in caso di matrimonio.

Art. 18 Pagamento e rivalutazione delle pensioni 1. Gli importi delle pensioni erogate dall’Ente sono perequati annualmente in proporzione alle variazioni dell’indice nazionale generale annuo dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati calcolato dall’ISTAT, ove non diversamente previsto da disposizioni

a) per il coniuge qualora passi a nuove nozze; b) per i figli al compimento del diciottesimo anno di età o quando cessi lo stato di inabilità al lavoro. Il limite di diciotto anni d’età è elevato a ventuno qualora i figli frequentino una scuola media o professionale per tutta la durata del corso legale; a ventitré qualora frequentino un tirocinio di praticantato professionale; a ventisei qualora frequentino un corso di laurea o di laurea specialistica presso l’Università, purché gli stessi risultino a carico del genitore al momento del decesso dell’iscritto e non prestino regolarmente lavoro retribuito. Nei suddetti casi, comunque, il diritto viene meno alla data di cessazione delle previste condizioni, se precedente a quella di compimento dei limiti di età indicati. c) per il genitore inabile al lavoro quando cessi lo stato di inabilità; d) per le sorelle od i fratelli inabili al lavoro quando cessi lo stato di inabilità o in caso di matrimonio. 9. Nell’ipotesi di pensione di reversibilità i contributi, soggettivi ed integrativi devoluti a montante previdenziale ai sensi dell’articolo 5 comma 3, versati successivamente alla decorrenza del trattamento pensionistico del dante causa, daranno titolo all’immediata liquidazione del supplemento di pensione. Art. 19 Pagamento e rivalutazione delle pensioni

Si è uniformato il sistema Eppi al sistema generale. Si tratta di una norma di miglior favore degli eredi del pensionato che non saranno tenuti ad aspettare il decorrere dei due anni per la liquidazione del supplemento di pensione.

1. Le pensioni erogate dall’Ente sono perequate Semplice modifica lessicale. annualmente in proporzione alle variazioni dell’indice nazionale generale annuo dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati calcolato dall’ISTAT, ove non diversamente previsto da disposizioni legislative. 43


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legislative. 2. Le pensioni sono pagate in via anticipata il giorno cinque di ogni mese, o di ogni trimestre nell’ipotesi in cui il rateo mensile lordo sia inferiore a 100,00 euro, in tredicesimi di uguale importo della pensione annua. Resta salva la facoltà dell’iscritto di chiedere la liquidazione trimestrale nell’ipotesi in cui il rateo mensile lordo sia superiore a 100,00 euro. La tredicesima mensilità è pagata nel mese di dicembre. In caso di decesso, l’Ente richiede agli eredi aventi diritto la restituzione delle mensilità anticipate computandosi come mese dovuto in restituzione quello in cui il decesso è avvenuto anteriormente al 15 del mese stesso.

2. Le pensioni sono pagate in via anticipata il giorno cinque di ogni mese, o di ogni trimestre nell’ipotesi in cui il rateo mensile lordo sia inferiore a 100,00 euro, in tredicesimi di uguale importo della pensione annua. Resta salva la facoltà dell’iscritto di chiedere la liquidazione trimestrale nell’ipotesi in cui il rateo mensile lordo sia superiore a 100,00 euro. La tredicesima mensilità è pagata nel mese di dicembre. In caso di decesso, l’Ente richiede agli eredi aventi diritto la restituzione delle mensilità anticipate computandosi come mese dovuto in restituzione quello in cui il decesso è avvenuto anteriormente al 15 del mese stesso. Art. 20 Fondo per le liquidazioni in conto capitale 1. A partire dal 1° gennaio 2012 è devoluta ad apposito fondo quota dell’avanzo della contribuzione integrativa tempo per tempo denunciata risultante dal bilancio consuntivo.

Alla luce dell’articolo 19 dello Statuto che recita <<L’Ente istituisce un fondo di riserva straordinaria per l’accantonamento degli avanzi economici, con indicazione analitica dei criteri di utilizzabilità e/o distribuibilità agli iscritti, in linea comunque con le vigenti disposizioni di legge>>, considerato che l’Ente ad oggi ha accumulato un’ingente riserva straordinaria tale da garantirne – così come dimostrato dai bilanci attuariali (vedi da ultimo quello al 31 dicembre 2009, approvato dai Ministeri vigilanti con nota del 21 ottobre 2011, che evidenziava una riserva di 95 milioni di euro) – ampiamente la sostenibilità economica e finanziaria, si è proposto di istituire un apposito fondo che sarà alimentato esclusivamente dagli 44


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avanzi della contribuzione integrativa incassata tempo per tempo, non intaccando in alcun modo la riserva straordinaria sino ad oggi accumulata. E’, altresì, opportuno citare quanto la Commissione Parlamentare di controllo sulle attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza ed assistenza sociale, lo scorso 20 aprile 2011, in occasione del controllo de <<Bilanci consuntivi 2007 e 2008, preventivi 2008 e 2009 e bilancio tecnico attuariale dell’Ente di previdenza dei periti industriali e dei periti industriali laureati (EPPI)>> concludeva osservando che “le stime del bilancio tecnico non evidenziano criticità dal punto di vista della sostenibilità del sistema previdenziale dell’Ente nel suo complesso (lettera k); si evidenzia infine un avanzo strutturale generato dalla contribuzione integrativa che determina, nelle proiezioni, un grado di capitalizzazione del sistema superiore del 100 per cento (lettera l); ciò ha determinato il prodursi di una riserva straordinaria che si ritiene possa essere, sia pure in misura parziale, ridistribuita per accrescere i montanti contributivi degli iscritti (lettera m). L’Eppi, quindi, optando per non intaccare la riserva straordinaria sino ad oggi accumulata, vuole con la creazione del fondo in questione contribuire a tenere sotto controllo la crescita esponenziale della riserva 45


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straordinaria, assicurando al contempo sia la sostenibilità economica e finanziaria sia il miglioramento delle prestazioni assicurate agli iscritti.

2. L’ammontare della quota da devolvere al fondo di cui al comma precedente, sarà deliberata dal Consiglio d’Amministrazione dell’Ente motivata con le risultanze di un bilancio tecnico attuariale, all’uopo redatto, che attesti la sostenibilità economica e finanziaria dell’Ente, a sua volta garantita da specifico ed autonomo fondo di riserva straordinaria. 3. Il fondo sarà gestito con una evidenza contabile che terrà conto della quota di contribuzione integrativa con la quale i singoli iscritti in attività hanno contribuito a determinare l’avanzo.

La devoluzione a detto fondo avverrà successivamente all’approvazione del bilancio consuntivo, e sempre che siano state assicurate le spese di gestione, l’assistenza agli iscritti e gli oneri derivanti dalla rivalutazione dei montanti.

4. L’eventuale avanzo di gestione del fondo di cui al comma 1 dovrà essere distratto dall’Ente per incrementare il fondo di riserva straordinario a garanzia della sostenibilità dell’Ente.

La norma in questione vuole prevenire qualsiasi effetto distorsivo e difficilmente controllabile in termini economici qualora si statuisse che il fondo in questione fosse soggetto alla rivalutazione di legge ai sensi dell’articolo 1, comma 8, della legge 335/95 od al riconoscimento degli interessi legali sulle somme accantonate. Se, infatti, si prevedesse un sistema di rivalutazione cumulata del capitale e degli interessi maturati, l’Ente potrebbe vedersi costretto ad un impegno economico sempre più gravoso. Si è, quindi, previsto che i rendimenti derivanti dalla gestione

L’avanzo disponibile, distratta una quota a presidio della riserva straordinaria (a tal fine si è previsto l’elaborazione di appositi bilanci tecnico attuariali), sarà quindi figurativamente intestato ai singoli iscritti in attività in proporzione alla quota di contribuzione integrativa conferita.

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5. In ogni caso l’Ente potrà sempre utilizzare il fondo costituito dall’avanzo della contribuzione integrativa, di cui al comma 1, a garanzia della sostenibilità dell’Ente qualora ne ricorrano le condizioni. Art. 21 Liquidazioni in conto capitale 1. All’atto del pensionamento di vecchiaia, di inabilità o di pensione indiretta l’Ente riconoscerà all’iscritto la sua quota della contribuzione integrativa devoluta nel fondo di cui all’articolo 20, mediante la liquidazione di una prestazione economica in conto capitale.

economico/finanziaria del fondo stesso siano devoluti a presidio della riserva straordinaria. E’ stata, inoltre, prevista una clausola di salvaguardia in forza della quale il fondo distratto può essere in ogni momento utilizzato qualora non fosse più dimostrata la sostenibilità economica e finanziaria dell’Ente.

L’articolo in questione è intimamente connesso a quello precedente. Il fondo di cui all’articolo 20, infatti, darà titolo – al pensionamento di vecchiaia, inabilità o indiretto – ad una liquidazione in conto capitale (sulla falsa riga del Trattamento di Fine Rapporto dei lavoratori dipendenti). Le regole per la liquidazione di detta prestazione economica sono in armonia con quelle previste per il pensionamento di vecchiaia: è, infatti, richiesta, la regolarità documentale e contributiva; così come è prevista la liquidazione di un “supplemento” (sempre a titolo capitale) nell’ipotesi in cui il pensionato successivamente alla decorrenza del trattamento prosegua l’esercizio della libera professione e – conseguentemente – apporti ulteriore contribuzione integrativa.

2. Non si ha diritto alla liquidazione di cui al comma 1 nell’ipotesi di liquidazione dell’assegno d’invalidità. 3. La liquidazione in conto capitale è subordinata alla regolarità della posizione documentale e 47


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contributiva. 4. Nell’ipotesi in cui l’iscritto prosegua l’esercizio della libera professione successivamente alla decorrenza del trattamento pensionistico, l’eventuale quota di avanzo della contribuzione integrativa contabilizzata a suo favore, darà luogo ad un ulteriore liquidazione in conto capitale in analogia con quanto previsto dall’articolo 14 comma 9. 5. Nell’ipotesi in cui l’iscritto non maturi il diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia avrà comunque diritto alla liquidazione in conto capitale di cui al comma 1 in armonia con quanto disciplinato dall’articolo 24.

Art. 19 Indennità di maternità 1. Agli iscritti di sesso femminile è corrisposta una indennità di maternità nella misura, termini e modalità previsti dalla Legge 11 dicembre 1990, n. 379 e successive modificazioni ed integrazioni. 2. Al fine di assicurare l’equilibrio della gestione, per la copertura del trattamento di maternità, il Consiglio di Amministrazione proporrà al Consiglio di Indirizzo Generale l’adozione dei provvedimenti necessari, secondo quanto previsto dalla Legge 11 dicembre 1990, n. 379 e successive modificazioni e integrazioni.

Art. 22 Indennità di maternità 1. Agli iscritti di sesso femminile è corrisposta una indennità di maternità nella misura, termini e modalità previsti dal Decreto Legislativo 26 marzo 2001 n. 151 e successive modificazioni ed integrazioni. 2. Al fine di assicurare l’equilibrio della gestione, per la copertura del trattamento di maternità, il Consiglio di Amministrazione proporrà al Consiglio di Indirizzo Generale l’adozione dei provvedimenti necessari, secondo quanto previsto Decreto Legislativo 26 marzo 2001 n. 151 e successive modificazioni e integrazioni.

3. Il contributo di maternità non è frazionabile. Art. 20 Contribuzione volontaria 1. L’iscritto all’Ente, qualora cessi l’attività professionale che ha dato luogo all’obbligo di iscrizione prima di aver raggiunto l’età minima per il conseguimento del diritto alla pensione,

3. Il contributo di maternità non è frazionabile. Art. 23 Contribuzione volontaria 1. L’iscritto all’Ente, qualora cessi l’attività professionale che ha dato luogo all’obbligo di iscrizione prima di aver raggiunto l’età minima per il conseguimento del diritto alla pensione e senza

Sempre in armonia con la disposizione regolamentare di cui al successivo articolo 24, è prevista la liquidazione in conto capitale anche nell’ipotesi in cui il soggetto non maturi il diritto alla pensione di vecchiaia.

Sono stati semplicemente aggiornati i riferimenti di legge.

Sono stati semplicemente aggiornati i riferimenti di legge.

Si è specificato che l’accesso alla contribuzione volontaria è ammesso solo se (e fino a quando) non si sia maturato il diritto alla pensione di vecchiaia. Viene, cioè, ribadita ed 48


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può proseguire a titolo volontario il versamento dei contributi all’Ente a condizione che mantenga l’iscrizione nell’Albo del Collegio e possa far valere almeno una contribuzione soggettiva annuale obbligatoria nel quinquennio precedente la data della domanda, ovvero almeno tre contribuzioni soggettive annuali obbligatorie qualunque sia l’epoca del versamento.

2. Le modalità della contribuzione volontaria saranno disciplinate dall’Ente mediante Regolamento attuativo da sottoporre all’approvazione dei Ministeri Vigilanti ai sensi dell’art. 3 comma 2 del decreto Legislativo 30/06/1994 n. 509. Art. 21 Restituzione dei contributi 1. Gli iscritti che al compimento del sessantacinquesimo anno di età non abbiano maturato il diritto alla pensione e che abbiano cessato l’attività, che ha dato luogo all’obbligo di iscrizione, possono richiedere la restituzione dei contributi soggettivi versati. La restituzione spetta anche ai superstiti dell’iscritto defunto di cui al comma 1 del precedente articolo 17, quando non abbiano titolo alla pensione indiretta. 2. La somma rimborsabile è pari all’importo del montante contributivo individuale dell’iscritto riferito alla data del 1° gennaio dell’anno in cui viene presentata la domanda di restituzione, oltre al totale dei versamenti a titolo di contributo soggettivo dell’anno in corso ed al netto di eventuali crediti dell’Ente per capitale e

aver maturato il diritto alla stessa, può proseguire a titolo volontario il versamento dei contributi all’Ente a condizione che mantenga l’iscrizione nell’Albo del Collegio e possa far valere almeno una contribuzione soggettiva annuale obbligatoria nel quinquennio precedente la data della domanda, ovvero almeno tre contribuzioni soggettive annuali obbligatorie qualunque sia l’epoca del versamento. La contribuzione volontaria potrà essere eseguita sino alla maturazione del requisito contributivo minimo richiesto per accedere al trattamento pensionistico. 2. Le modalità della contribuzione volontaria saranno disciplinate dall’Ente mediante Regolamento attuativo da sottoporre all’approvazione dei Ministeri Vigilanti ai sensi dell’articolo 3, comma 2, del decreto Legislativo 30 giugno 1994, n. 509. Art. 24 Restituzione dei contributi 1. Gli iscritti che al compimento del sessantacinquesimo anno di età non abbiano maturato il diritto alla pensione e che abbiano cessato l’attività, che ha dato luogo all’obbligo di iscrizione, possono richiedere la restituzione dei contributi soggettivi versati. La restituzione spetta anche ai superstiti, individuati ai sensi dell’articolo 18, comma 1, dell’iscritto defunto quando non abbiano titolo alla pensione indiretta. 2. La somma rimborsabile è pari all’importo del montante contributivo individuale dell’iscritto riferito alla data del 1° gennaio dell’anno in cui viene presentata la domanda di restituzione, oltre al totale dei versamenti a titolo di contributo soggettivo dell’anno in corso ed al netto di eventuali crediti dell’Ente per capitale, per interessi di mora e

esplicitata la funzione tipica della contribuzione volontaria: permettere al beneficiario di maturare la prestazione pensionistica evitando che i contributi accreditati, in ipotesi di anzianità inferiori a quelle previste per maturare il diritto a trattamento pensionistico, siano “infruttiferi”.

Semplice modifica lessicale.

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per interessi di mora e sanzioni. 3. Non si da luogo, in ogni caso, alla restituzione dei contributi integrativi e di maternità di cui all’art. 4 del presente regolamento. 4. Si prescinde dal requisito del compimento del 65esimo anno di età per gli iscritti di cui all’art. 14 comma 1 del presente Regolamento che non hanno maturato il diritto al trattamento pensionistico. La restituzione è comunque subordinata alla cancellazione dall’Albo professionale così come previsto dall’art. 14 comma 6 del presente Regolamento. 5. Qualora, posteriormente alla restituzione di cui al presente articolo, l’iscritto si trovi nuovamente nelle condizioni che danno luogo all’obbligo di iscrizione all’Ente, ad esso è riconosciuta la facoltà di ricostituire il proprio montante contributivo individuale, versando entro sei mesi dalla data della nuova iscrizione l’importo precedentemente restituitogli dall’Ente rivalutato alla data di prima iscrizione. L’importo ricostituito sarà soggetto a rivalutazione, con esclusione dell’anno in cui è avvenuto il versamento e i periodi di contribuzione anteriori alla restituzione concorrono alla determinazione dell’anzianità contributiva.

6.La restituzione del montante, così come determinato al comma 2 del presente articolo, avviene entro e non oltre centoventi giorni dalla data di presentazione della regolare domanda. Art. 22 Cumulabilità e ricongiunzione delle pensioni 1. Le pensioni erogate dall’Ente sono cumulabili

sanzioni nonché delle eventuali spese legali. 3. Non si da luogo, in ogni caso, alla restituzione dei contributi integrativi e di maternità di cui all’articolo 4. 4. Si prescinde dal requisito del compimento del sessantacinquesimo anno di età per gli iscritti di cui all’articolo 15, comma 1, che non hanno maturato il diritto al trattamento pensionistico. La restituzione è comunque subordinata alla cancellazione dall’Albo professionale così come previsto dal richiamato articolo 15, comma 6. 5. Qualora, posteriormente alla restituzione di cui al presente articolo, l’iscritto si trovi nuovamente nelle condizioni che danno luogo all’obbligo di iscrizione all’Ente, e la stessa intervenga entro cinque anni dalla cessazione dell’attività professionale che ha dato titolo alla restituzione stessa, lo stesso è obbligato a ricostituire il proprio montante contributivo individuale, versando entro sei mesi dalla data della nuova iscrizione l’importo precedentemente restituitogli dall’Ente rivalutato alla data di prima iscrizione. L’importo ricostituito sarà soggetto a rivalutazione, con esclusione dell’anno in cui è avvenuto il versamento e i periodi di contribuzione anteriori alla restituzione concorrono alla determinazione dell’anzianità contributiva. 6. La restituzione del montante, così come determinato al comma 2 del presente articolo, avviene entro e non oltre centoventi giorni dalla data di presentazione della regolare domanda. Art. 25 Cumulabilità e ricongiunzione delle pensioni 1. Le pensioni erogate dall’Ente sono cumulabili con

E’ stato sancito l’obbligo di ricostituzione del montante previdenziale, precedentemente rimborsato, nell’ipotesi in cui il soggetto riprenda l’esercizio della libera professione prima che siano decorsi 5 anni dalla cessazione della stessa. In tal modo si è voluto scoraggiare eventuali fenomeni elusivi dell’obbligatorietà del trattamento pensionistico e ribadire la centralità della pensione nel sistema Eppi.

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con altre pensioni e con altri redditi nei limiti di quanto previsto dalla normativa vigente. 2. È ammessa, secondo le normative vigenti, la ricongiunzione di contributi previdenziali obbligatori. Art. 23 Riscatto dei periodi precedenti all’istituzione dell’Ente di previdenza 1. L’iscritto ha facoltà di richiedere il riscatto degli anni di attività professionale precedenti l’istituzione dell’Ente, a partire dall’anno di iscrizione all’Albo professionale, purché possa far valere almeno 5 anni di effettiva contribuzione all’Ente. Il periodo di attività professionale riscattabile deve essere antecedente al 31 dicembre 1995. Il numero degli anni riscattabili, le modalità ed i termini del riscatto saranno disciplinate dall’Ente, mediante regolamento da sottoporre all’approvazione dei Ministeri vigilanti ai sensi dell’art. 3, comma 2, Decreto Legislativo 30 giugno 1994, n. 509. Titolo III

altre pensioni e con altri redditi nei limiti di quanto previsto dalla normativa vigente. 2. È ammessa, secondo le normative vigenti, la ricongiunzione di contributi previdenziali obbligatori.

ATTUAZIONE DELLE ATTIVITA’ DI ASSISTENZA

ATTUAZIONE DELLE ATTIVITA’ DI ASSISTENZA

Art. 24 Forme di assistenza facoltative 1. L’Ente può provvedere alla attuazione di forme di assistenza facoltative ai sensi dell’art 3, commi 2 e 3, dello Statuto dell’Ente, attraverso deliberazione del Consiglio di Indirizzo Generale, da sottoporre all’approvazione dei Ministeri vigilanti, che preveda la costituzione di specifici fondi appositamente finanziati. 2. Le forme di assistenza facoltative saranno disciplinate dall’Ente mediante regolamento

Art. 27 Forme di assistenza facoltative 1. L’Ente può provvedere alla attuazione di forme di assistenza facoltative ai sensi dell’articolo 3, commi 2 e 3, dello Statuto dell’Ente, attraverso deliberazione del Consiglio di Indirizzo Generale, da sottoporre all’approvazione dei Ministeri vigilanti, che preveda la costituzione di specifici fondi appositamente finanziati. 2. Le forme di assistenza facoltative saranno disciplinate dall’Ente mediante regolamento

Art. 26 Riscatto dei periodi precedenti all’istituzione dell’Ente di previdenza L’iscritto ha facoltà di richiedere il riscatto degli anni di attività professionale precedenti l’istituzione dell’Ente, a partire dall’anno di iscrizione all’Albo professionale, purché possa far valere almeno 5 anni di effettiva contribuzione all’Ente. Il periodo di attività professionale riscattabile deve essere antecedente al 31 dicembre 1995. Il numero degli anni riscattabili, le modalità ed i termini del riscatto saranno disciplinate dall’Ente, mediante regolamento da sottoporre all’approvazione dei Ministeri vigilanti ai sensi dell’articolo 3, comma 2, Decreto Legislativo 30 giugno 1994, n. 509. Titolo III

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attuativo da sottoporre all’approvazione dei attuativo da sottoporre all’approvazione dei Ministeri Ministeri Vigilanti ai sensi dell’art. 3 comma 2 Vigilanti ai sensi dell’articolo 3, comma 2, del del D. Lgs. 30/06/1994 n. 509. Decreto Legislativo 30 giugno 1994, n. 509.

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TABELLA “A” (Art. 14 comma 3) COEFFICIENTI DI TRASFORMAZIONE ETÁ

VALORI (per cento)

57

4,419

58

4,538

59

4,664

60

4,798

61

4,940

62

5,093

63

5,257

64

5,432

65

5,620

66

6,379

67

6,640

68

6,927

69

7,232

70

7,563

71

7,924

72

8,319 53


Regolamento di Previdenza dellâ&#x20AC;&#x2122;Ente di Previdenza dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati

73

8,750

74

9,227

75

9,751

76

10,335

77

10,983

78

11,701

79

12,499

80

13,378

54


/Regolamento%20Previdenziale%2009_11_11%20bis  

http://www.eppi.it/files/Regolamento%20Previdenziale%2009_11_11%20bis.pdf

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