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Le nuove regole della previdenza dei periti industriali 2012

Genera pi첫 risparmio per la tua

pensione LE GUIDE ENTE DI PREVIDENZA DEI PERITI INDUSTRIALI E DEI PERITI INDUSTRIALI LAUREATI


PUBBLICAZIONE settembre 2012


Regolamento di previdenza: ecco le novità GIUGNO 2012 La pensione costituirà una

Oggi c’è una novità! Le

parte importante del tuo

nuove regole per la previ-

reddito futuro ed il suo

denza Eppi ti permettono di

importo aumenterà tanto più

«generare più risparmio»,

quanto riuscirai a mettere da

perché ti invitano ad accan-

parte. Spesso non ci pensia-

tonare una percentuale mag-

mo, anzi, più siamo giovani

giore del tuo reddito e di ver-

più il welfare sembra non ci

sare nel salvadanaio persona-

riguardi. Invece proprio da

le una parte del contributo

giovani bisogna iniziare a

integrativo a carico del tuo

risparmiare per depositare

committente. Ma non basta.

denaro sul proprio conto corrente previdenziale perché questo abbia più tempo a disposizione per crescere.

Le nuove regole hanno un occhio di riguardo per le categorie più deboli, come i giovani e i pensionati, e introducono una serie di meccanismi che agevolano il tuo rapporto con l’ente di previdenza.


La prima novità: una pensione

migliore

Con la nuova riforma metterai più soldi da parte, perché aumenta la percentuale del reddito che devi destinare per la tua pensione. In fondo risparmierai dei soldi oggi per goderli domani, quando ce ne sarà più bisogno. Come accadrà? Il «contributo soggettivo» obbligatorio a tuo carico aumenterà progressivamente in 8 anni di un punto percentuale all’anno fino a raggiungere la misura del 18% del reddito. Queste risorse, accumulate nel tuo conto corrente previdenziale e rivalutate ogni anno, daranno vita ad una pensione migliore.


ANNO

le nuove percentuali di risparmio

2012

11%

2013

12%

2014

13%

2015

14%

2016

15%

2017

16%

2018

17%

2019

18%

RICORDA Con il risparmio previdenziale dai un taglio alle tasse I soldi che accantoni per la tua pensione (il «contributo soggettivo») tagliano le tue tasse, perché sono interamente deducibili dal reddito. Dunque più versi per la tua previdenza, maggiore è il taglio delle tue tasse e, quindi, maggiore è il tuo vantaggio fiscale.


Puoi accantonare più di quanto è obbligatorio, se lo vorrai? Sì, puoi accantonare per la tua pensione fino a ben il 26% del reddito. Ricordati che il versamento previdenziale è una forma di risparmio che taglia l’importo delle tasse da pagare. Ci sono agevolazioni per chi guadagna poco? Se nel 2012 hai un reddito basso, fino a 9.500 euro, accantoni una cifra fissa agevolata di 1.045 euro. E per chi invece guadagna molto? Esiste un tetto massimo? Sì, in ogni caso sei tenuto ad accantonare per la tua futura pensione al massimo 13.000 euro all’anno. Considera, che questo limite andrà aggiornato anno per anno.


E i giovani? Un giovane fino a 30 anni gode di un accantonamento previdenziale agevolato, perché sta avviando la professione ed ha dunque molte spese. In sostanza, nel sistema Eppi un giovane accantona per la futura pensione solo la metà di quanto dovrebbe, con uno sconto del 50% per 5 anni. In più, se il suo reddito nel 2012 è molto basso (meno di 4.750 euro), lo sconto arriva al 70% e accantona la cifra fissa di 313,50 euro. E un pensionato che continua a lavorare? Anche lui è agevolato e accantona solo il 50% di quanto dovrebbe. Va detto che una legge dello stato ha abolito il regime precedente, grazie al quale chi aveva 65 anni poteva scegliere se versare o meno il contributo soggettivo. Da oggi, chi produce reddito, deve destinarne in ogni caso una parte alla pensione.


La seconda novità: il cliente contribuisce alla tua pensione Con la nuova riforma metterai più soldi da parte per la pensione anche utilizzando una buona parte dell’intero contributo che chiedi al tuo cliente in fattura: si chiama «contributo integrativo». Da luglio 2012, emetterai fattura con il contributo integrativo al 4% (diventerà il 5% nel 2015) che poi verserai all’Eppi. Il tuo ente di previdenza penserà in seguito a spostare una parte di quel contributo sul tuo conto corrente previdenziale, applicando una nuova legge, fortemente voluta dall’Eppi, che è stata approvata nel 2011. Alla fine, la pensione sarà più alta, fino addirittura a raddoppiare rispetto alle stime odierne.


Cosa devi fare da oggi fino al 2014?

Porta al 4% la voce «contributo integrativo» sulle tue fatture

Cosa fa l’Eppi?

L’Eppi utilizzerà per la tua pensione una parte del contributo integrativo

Cosa dovrai fare dal 2015 in poi?

Porterai al 5% la voce «contributo integrativo» sulle tue fatture

Cosa farà l’Eppi?

L’Eppi utilizzerà per la tua pensione una parte sempre maggiore del contributo integrativo

ATTENZIONE Il contributo al 4% non si applica alle amministrazioni pubbliche, secondo l’interpretazione della legge voluta dai Ministeri di Economia e Welfare. Quando il cliente è un ente pubblico, dunque, il contributo integrativo resta fermo al 2% del fatturato. L’Eppi, però, si sta già impegnando per ottenere la modifica dell’iniqua interpretazione.


Fatturi ad un collega? Le regole sono cambiate. Se collabori con un collega ad un incarico unitario, anche tu dovrai applicare il contributo integrativo. PerchĂŠ cambiare? PerchĂŠ con le vecchie regole il contributo integrativo incassato sarebbe stato minore e, dunque, tu ne avresti avuto un beneficio ridotto. Invece, maggiore contribuzione integrativa

significa

maggiori

somme da distribuire e pensioni piĂš elevate.


E chi fattura poco? Se hai un fatturato basso nel 2012, fino a 9.500 euro, versi in Eppi un contributo integrativo di 285 euro. Una parte sarà comunque destinata alla tua pensione. Quindi, la pensione si alimenta con un doppio sistema? Con le nuove regole, emerge che la base di calcolo delle pensioni (in gergo «montante individuale»), sarà come un salvadanaio alimentato non più solo dai contributi soggettivi versati, ma anche dalla contribuzione integrativa via via

accreditata.

Entrambi

saranno costantemente maggiorati dalla rivalutazione garantita a termini di legge.


I CAMBIAMENTI SPECIFICI CON LE NUOVE REGOLE

Cosa cambia per l’iscrizione?

La domanda di iscrizione si presenta anche per posta certificata o con internet È possibile iscriversi utilizzando la posta raccomandata, ma sarà anche possibile utilizzare altri strumenti aventi pari valore certificativo, come la Pec (posta elettronica certificata) oppure tramite la piattaforma WebAlbo (all’indirizzo www.webalbo.com).


È obbligatorio comunicare la variazione dello status professionale entro 60 giorni

È obbligatorio comunicare la variazione di residenza entro 30 giorni

L’iscritto sia che cessi l’attività

Ogni iscritto deve comunica-

professionale,

la

re via internet di aver cam-

riprenda dopo un periodo di

biato la residenza entro 30

interruzione oppure si iscriva

giorni

ad altra Cassa di previdenza

presso l’anagrafe comunale.

professionale, dovrà comuni-

PERCHÉ?

carlo all’Eppi tramite internet

La norma è stata introdotta

entro 60 giorni.

per sensibilizzare tutti sull’im-

PENALITÀ

portanza di tenere sempre

Se non vengono rispettati i

aggiornati gli archivi anagra-

termini e le modalità di tra-

fici dell’ente al fine di evitare

smissione, scattano le sanzio-

che vadano perdute comuni-

ni previste dall’articolo 11

cazioni di estrema importan-

del Regolamento.

za.

o

che

dalla

registrazione

PENALITÀ Se non vengono rispettati i 30 giorni, saranno a carico dell’iscritto le spese del mancato recapito delle comunicazioni postali e le spese per aggiornare la banca dati.


I CAMBIAMENTI SPECIFICI CON LE NUOVE REGOLE

Cosa cambia per il versamento?

No ai contributi frazionati Ogni iscritto verserà all’Eppi l’intera quota di contributi, anche se non esercita la libera professione per l’intero anno. PERCHÉ? Grazie a questa norma l’iscritto potrà contare sul riconoscimento di un anno intero («anzianità contributiva»), utile, a tutti gli effetti, per conseguire il diritto a pensione. ESEMPIO Chi nel corso dell’anno solare abbia esercitato la professione, anche per un solo giorno, dovrà versare i contributi previdenziali, determinati sulla base dell’effettivo reddito e volume d’affari prodotti, nonché il contributo di maternità. Ovviamente, in caso di reddito o fatturato basso, si applica il regime agevolato.


Si pagano meno interessi per mettersi in regola

Occhio al calcolo personale dei contributi

Ridotto il tasso d’interesse

Eliminata la clausola di salva-

applicato.

guardia del 10%.

DI COSA SI TRATTA

DI COSA SI TRATTA?

Dal 7 giugno 2012 diminuisce

Le

di un punto percentuale il

annuali sono 3 e l’Eppi calco-

tasso applicato per calcolare

la ad ognuna l’importo da

gli interessi su un pagamento

versare per ogni iscritto.

mancato oppure fatto in

Rispetto all’ordine di bonifico

ritardo.

prodotto dall’Eppi, è possibile

ESEMPIO

che un iscritto ricalcoli l’im-

Si passa dal 7,5% annuo

porto se presume magari di

(tasso legale vigente del 2,5%

aver guadagnato di meno di

più 5%) al 6,5% (tasso legale

quanto dichiarato l’anno pre-

vigente del 2,5% più 4%).

cedente. La stima, però, deve

scadenze

contributive

esser precisa. Infatti, nel caso in cui verserà di meno di quanto poi dichiarerà effettivamente, la differenza diventerà un mancato pagamento su cui si applicano i relativi interessi e sanzioni, senza più il margine, o «clausola di salvaguardia», del 10%.


Contribuzione volontaria Limite al suo esercizio. DI COSA SI TRATTA? La contribuzione volontaria sarà possibile solo fino al raggiungimento dell’anzianità contributiva minima (5 anni) prevista per arrivare al diritto a pensione.


I CAMBIAMENTI SPECIFICI CON LE NUOVE REGOLE

Cosa cambia per le pensioni?

Pensionato lavoratore? Anche prima dei 65 anni Se vai in pensione prima di 65 anni, ovviamente perché possiedi i requisiti necessari, puoi riprendere a lavorare immediatamente. Però con una accortezza: al momento della pensione devi interrompere l’attività, per poi riprenderla subito dopo. ESEMPIO Se hai 40 anni di contributi, puoi andare in pensione prima di 65 anni: si chiama in gergo «pensione di vecchiaia anticipata». Però ad una condizione: se vai in pensione il 1° ottobre 2012, a quella data dovrai essere inattivo, cioè

aver

presentato

la

domanda di cessazione dell’attività

(EPPI

04).

Puoi

riprendere a lavorare? Certo, anche il 2 ottobre 2012, comunicando la ripresa col modello EPPI 014.


Restituzione dei contributi? Si, ma attenzione.

Quando la pensione va ai familiari

Se hai accantonato i tuoi

Quando il titolare della pen-

risparmi per meno di 5 anni,

sione purtroppo muore, la

puoi richiedere che questi

sua pensione va ai familiari

denari ti vengano restituiti: è

eredi. L’Eppi ha introdotto

un tuo diritto. In gergo si

una norma che calcola in

chiama la «restituzione del

modo più favorevole la pen-

montante».

sione detta di «reversibi-

ATTENZIONE PERÒ

lità». In sostanza, le nuove

Se riprendi la tua attività

regole permettono di con-

prima di un anno, devi iscri-

teggiare tutto quanto il

verti di nuovo all’Eppi e ver-

deceduto aveva accantona-

sare quanto l’ente di previ-

to, senza alcuna distinzione.

denza ti ha restituito. In

Questo migliora l’importo

gergo si chiama la «ricostitu-

finale di pensione.

zione del montante». Solo se riprendi a lavorare dopo 1 anno, puoi scegliere di evitare tale «ricostituzione». Chi paga le spese del ricorso? Se la tua richiesta di pensione d’inabilità o di assegno d’invalidità è stata respinta, puoi presentare un ricorso: è un tuo diritto. Se lo vinci, l’Eppi pagherà le spese dell’intero collegio arbitrale, mentre, se le perdi, quelle spese saranno a tuo carico.


Figli inabili? Maggiore tutela quando muore un genitore Grazie alle nuove norme, il figlio inabile potrà ricevere un’integrazione della pensione che sarebbe spettata al genitore. Di quanto? Da un + 20% ad un + 30% massimo, a seconda di quanti soggetti

hanno

diritto

alla

«pensione ai superstiti», cioè quella destinata agli eredi di un iscritto Eppi purtroppo deceduto.


I nuovi articoli del Regolamento Ti elenchiamo tutte le novità che sono state introdotte dalla riforma con l’indicazione di quale articolo del Regolamento è stato cambiato Cosa cambia

L’articolo del Regolamento

La prima novità: una pensione migliore

Articolo 4

Puoi accantonare più di quanto è obbligatorio, se lo vorrai?

Articolo 4, comma 3

Ci sono agevolazioni per chi guadagna poco?

Articolo 4, comma 6

Esiste un tetto massimo per chi invece guadagna molto?

Articolo 4, comma 4

Ci sono agevolazioni per i giovani?

Articolo 4, comma 10

Ci sono agevolazioni per un pensionato che continua a lavorare?

Articolo 4, comma 11

La seconda novità: il tuo cliente contribuisce alla tua pensione

Articolo 5

Contributo integrativo al 2% nel caso delle pubbliche amministrazioni

Articolo 5, comma 2

Fatturi ad un collega?

Articolo 5, comma 1

E chi fattura poco?

Articolo 5, comma 4

Quindi, la pensione si alimenta con un doppio sistema?

Articoli 14, 15 e 16

La domanda di iscrizione si presenta per posta certificata o con internet

Articolo 2

È obbligatorio comunicare la variazione dello status professionale entro 60 giorni

Articolo 3

È obbligatorio comunicare la variazione di residenza entro 30 giorni

Articolo 2

No ai contributi frazionati

Articolo 6

Si pagano meno interessi per mettersi in regola

Articolo 10

Occhio al calcolo personale dei contributi

Articolo 8

Contribuzione volontaria

Articolo 21

Pensionato lavoratore? Anche prima dei 65 anni

Articolo 14, comma 2

Restituzione dei contributi? Si, ma attenzione

Articolo 22

Chi paga le spese del ricorso?

Articolo 17

Quando la pensione va ai familiari

Articolo 18

Figli inabili? Maggiore tutela quando muore un genitore

Articolo 18, comma 3

RICHIEDI INFORMAZIONI email info@pec.eppi.it numero verde 800.900.463 dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00


ENTE DI PREVIDENZA DEI PERITI INDUSTRIALI E DEI PERITI INDUSTRIALI LAUREATI

Eppi%20Nuove%20Regole%20%20WEB%20bis  

http://www.eppi.it/files/Eppi%20Nuove%20Regole%20%20WEB%20bis.pdf