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Supplemento a Italia Oggi del 14 settembre 2007 - Spedizione in abbonamento postale L 46/2004 art. 1 C.1 DCB Milano.

03/2007

LA PREVIDENZA VISTA DA ME Intervista al neo presidente Florio Bendinelli

PROTOCOLLO D’INTESA Le linee sulla Previdenza firmate dal Governo il 23 luglio

BILANCIO CONSUNTIVO 2006 Rendite significative e nuove risorse da utilizzare

NUOVE TECNOLOGIE Pulito, come l’idrogeno

ENTE DI PREVIDENZA DEI PERITI INDUSTRIALI E DEI PERITI INDUSTRIALI LAUREATI


SOMMARIO

03/2007

EPPI Ente di Previdenza dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati Piazza della Croce Rossa 3 00161 ROMA Tel. 06 44001 Fax 06 44001222 e.mail eppi@mclink.it www.eppi.it

Cosa è successo.

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L’intervento Diffondere consapevolezza

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La Previdenza vista da me Intervista al neo presidente Florio Bendinelli

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Blocknotes Gli appuntamenti da ricordare

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Bilancio consuntivo 2006 Rendite significative e nuove risorse da utilizzare

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La zattera Le parole difficili

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Protocollo d’intesa Le linee sulla Previdenza firmate dal Governo il 23 luglio

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F.A.Q. Le domande che tutti fanno

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Pulito, come l’idrogeno L’energia che non inquina

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Come si fa La TV dei periti industriali

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L’intruso Il vero Welfare altruista

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Dossier www.eppi.it

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Il periodico EPPInforma ed il sito www.eppi.it sono realizzati dall’Ufficio Stampa dell’EPPI Supplemento ad Italia Oggi Direttore responsabile Paolo Panerai Direttore editoriale Florio Bendinelli Comitato tecnico Roberto Contessi Giovanna Pisa Dario Torbianelli

Progetto grafico Tiziana Mazzuca, Claudio Serafini Stampa Edigraf Editoriale Grafica Via E. Morosini, 17 00153 Roma Realizzazione grafica e Web master Sipre 103 S.p.A. Via Emanuele Gianturco, 11 00196 Roma Autorizzazione del tribunale di Roma 186/200 in data 07.05.04

Tiratura 15.500 copie Finito di stampare nel mese di Settembre 2007 Le immagini della rivista ritraggono fasi del ciclo della lavorazione dell’idrogeno. Ringraziamo per la disponibilità nella ricerca iconografica e per la gentile concessione all’uso delle immagini: l’Enea, in particolare Marco Brocco, Marina Ronchetti, Elisabetta Pasta e Cristina Lanari, il Gruppo Linde divisione Gas e l’European Hydrogen and fuel cell technology platform.

EPPInforma è stampato su carta ecologica riciclata Fedrigoni Collezione SYM – Symbol Freelife Satin “Ogni foglio salva una foglia”


Cosa è successo. 20 GIUGNO L’EPPI RINNOVA I SUOI ORGANI ISTITUZIONALI Dopo la tornata elettorale di maggio, si insediano il Consiglio di indirizzo generale, il Consiglio di amministrazione e il nuovo presidente, Florio Bendinelli. Tra i tanti auguri di buon lavoro, quelli di Giovanni Battafarano, capo della segreteria tecnica del ministro del Lavoro e della previdenza sociale e quelli di Berardino Cantalini, presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali. 23 LUGLIO PROTOCOLLO D’INTESA SU LAVORO E PREVIDENZA Dopo una lunga trattativa, la maggioranza di governo trova un accordo su una serie di punti. Per quanto riguarda la previdenza pubblica, il Protocollo stabilisce di innalzare gradatamente l’età pensionabile non subito a 60 anni dal 1 gennaio 2008, come ipotizzato dal precedente ministro Maroni, ma attraverso una serie di scalini dal 2008 al 2013 a partire da 58 anni per i lavoratori dipendenti e 59 anni per quelli autonomi. L’altro elemento dell’accordo, che può incidere sia sulla previdenza pubblica che su quella privata, è il possibile adeguamento del coefficiente di trasformazione, cioè quel numero che trasforma il montante in pensione e che è legato alla speranza di vita media di una popolazione.

Info: Articolo a pagina 16 31 LUGLIO È SCADUTA LA PRESENTAZIONE DEL MODELLO EPPI 03 Invitiamo coloro che non avessero ancora presentato l’EPPI 03 entro il 31 luglio a mettersi in regola quanto prima. Presentare il modello all’Ente entro 30 giorni dal termine stabilito costerà solo

50 euro in più. Con l’aumentare del ritardo aumenta anche la multa: 100 euro da 31 a 60 giorni di ritardo, 200 euro dopo 60 giorni.

Info: www.eppi.it/ Area riservata 21 AGOSTO FORSE LE RENDITE VERRANNO TASSATE AL 20% Alfiero Grandi, sottosegretario all’Economia, dichiara che è opportuno tassare le rendite finanziarie al 20%, rispolverando un tema affrontato anche da Eppinforma (numero 1 del 2007) in un’intervista al senatore Benvenuto. L’Eppi si batterà perché questo principio non venga applicato anche alle sue rendite (oggi tassate al 12,5%), prima di tutto perché il suo impegno di investimento è unicamente finalizzato a sostenere la rivalutazione delle pensioni; in secondo luogo perché tassare le rendite significa tassare ingiustamente i contributi degli iscritti, che già subiscono una trattenuta pagando le tasse sulla pensione. 10 SETTEMBRE L’ADEPP NON CI STA PER I 50 ANNI Il 30 luglio l’organismo di controllo del Ministero del lavoro e previdenza sociale, il Nucleo di valutazione, ha presentato un documento in applicazione della Legge Finanziaria per tracciare nuovi criteri ai bilanci tecnici degli Enti di previdenza privati. Un criterio proposto è quello di redigere bilanci che prevedano una sostenibilità entro un arco piuttosto ampio (50 anni), criterio contestato dall’Adepp, l’Associazione che riunisce le Casse dei professionisti, che ha presentato il 4 settembre una controproposta: sostenibilità a 30 anni. Il 10 settembre, mentre andiamo in stampa, l’Adepp e i rappresentanti del Nucleo di valutazione hanno fissato un incontro.


DIFFONDERE CONSAPEVOLEZZA di Gianpaolo Allegro *

L’

insediamento del 20 Giugno è ancora fresco, come anche la mia nomina, ma il fatto di essere stato consigliere di amministrazione anche nello scorso triennio mi permette di avere una visione forte dell’esperienza passata. In questo senso, vorrei sottolineare alcuni punti essenziali sulle cose da fare nel prossimo mandato. Anzi, più che soffermarmi sulle singole questioni, vorrei parlare di una sensazione, a volte diffusa a volte meno, che ha caratterizzato i contatti che ho intrattenuto e intrattengo con i colleghi periti industriali. Senza tanti giri di parole, mi sono accorto che gli iscritti Eppi a volte pensano al loro futuro pensionistico con toni grigi. È un errore e intendo spiegarne il perché.

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a preoccupazione per il momento della pensione può essere legata all’entità dell’importo che ci attende e alcuni si aspettano quote molto modeste, non valutando che nel sistema applicato per legge dall’Eppi ognuno è “responsabile” del proprio assegno pensionistico. L’attesa non è una buona strategia. In sostanza, più accumuli e più otterrai a fine carriera e l’Eppi offre diversi strumenti per progettare una pensione adeguata aumentando la propria propensione al risparmio. Quali sono questi strumenti? Anzitutto, è possibile riscattare i periodi privi di copertura previdenziale, versando oggi quello che non si è versato ieri. Il riscatto può coprire tutti gli anni di esercizio dell'attività professionale prima del 1996 e una serie di attività: il servizio militare obbligatorio o il servizio civile sostitutivo, i periodi di praticantato successivi al 24 gennaio 1990, il periodo del corso laurea che ha abilitato alla professione. Non a caso nel nostro sito (www.eppi.it), dal tasto Iscrizione e contributi si può selezionare la voce “Incrementa la tua pensione” che mette a disposizione un motore di calcolo in grado di fornire l’impegno finanziario da sostenere per gli anni da riscattare. Il secondo strumento fondamentale di progettazione previdenziale è la scelta di una aliquota di contribuzione maggiore del 10%, opzione che si può indicare sul *Vicepresidente Eppi

modello EPPI 03 da inviare ogni anno entro il 31 luglio. Ogni iscritto ha a disposizione 4 aliquote maggiori di quella obbligatoria, che può scegliere di anno in anno ovviamente in base alla sua capacità di reddito (12%,14%,16%,18%). Un anno è possibile versare di più, l’anno seguente magari di meno. Infine ci sono altri due strumenti: l’uno è la contribuzione volontaria, cioè la possibilità di versare il contributo soggettivo quando non si ha nessuna copertura previdenziale; l’altra è la totalizzazione, che seppur non è una vera forma di contribuzione aggiuntiva, permette di ottenere una sola pensione da due o più spezzoni contributivi lunghi almeno 6 anni e, in alcuni casi, può evitare di perdere preziose mensilità contributive.

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iscatto, contribuzione con aliquote a scelta, contribuzione volontaria, totalizzazione sono solo eredità importanti che vengono dalle scorse gestioni. Ma, quanti colleghi sanno di cosa si parla e quanti ritengono che merita occuparsi di questi temi da subito? E quanti sanno che, proprio per rinforzare la capacità di reddito, l’Eppi mette a disposizione degli incentivi per acquistare un computer, uno strumento di progettazione e rilevazione, per ristrutturare il proprio studio e investire sulla professione? (Chi è interessato vada sul nostro sito al tasto Prestazioni e alla voce “Mutui e prestiti agevolati”). Ritengo che diffondere una maggiore consapevolezza sia un impegno da assumersi in modo serio e responsabile. Lo so che noi tutti siamo figli di una cultura previdenziale che ci ha insegnato l’attesa; invece è opportuno che proprio la nostra categoria, imprenditoriale e tecnica fin dalle radici, non esiti a capire e progettare il proprio futuro, per diventare consapevoli che a fronte di importi modesti non ci possiamo aspettare pensioni agiate. Qualcuno si chiederà da dove concretamente partire per progettare la propria pensione? È in arrivo in autunno l’estratto conto previdenziale. Partiamo da lì, controllandolo con una mentalità imprenditoriale rivolta al risparmio sicuro dell’Eppi.

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LA PREVIDENZA VISTA DA ME Intervista al neo presidente Florio Bendinelli La scheda

Florio Bendinelli, pisano, esercita la libera professione come perito nel campo edile oltre ad altri settori ad esso collegati tra cui quelli del prevenzione incendi e sicurezza in generale. Componente del Consiglio direttivo del Collegio dei periti industriali della Provincia di Pisa dal 1987, si è sempre occupato attivamente dei temi della categoria. Membro del Consiglio di indirizzo generale dell’Ente di previdenza dei periti industriali dal 1998 al 2001, ne ha ricoperto la carica di coordinatore, per poi essere eletto nel Consiglio di amministrazione nella stagione 2004-2007. Rieletto lo scorso maggio, dal 20 giugno 2007 ricopre la carica di presidente dell’Eppi.

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metà settembre un bilancio è forse prematuro, presidente. Anzitutto, prendo la palla al balzo in tema di resoconti. Il Bilancio 2006, documento importante per un ente come il nostro, è proprio pubblicato in queste pagine e, anche se non rappresenta il resoconto di quanto da me fatto in meno di 100 giorni, è

un documento apprezzabile di quanto svolto dal precedente Consiglio di cui io peraltro sono stato membro. Soddisfatto del Bilancio 2006? Non spetta a me dirlo ma i numeri in ogni caso parlano da soli: l’Eppi vanta oltre 400 milioni di euro di patrimonio, che coprono abbondantemente quanto promesso ai nostri iscritti, senza problemi di tenuta a 30 o a 50 anni, di cui in questi giorni si fa un gran parlare. Il mondo della previdenza professionale non è tutto uguale? Prima di tutto mi faccia dire una cosa un po’ forte: io credo che siamo ad un punto di svolta. Mi spiego: il metodo contributivo, che è stato imposto all’Eppi al momento della sua nascita, oggi rappresenta ciò che gli esperti tendono a consigliare per garantire un equilibrio di bilancio e soprattutto per garantire la pensione ai giovani iscritti. Il contributivo restituisce in forma di pensione esclusivamente quanto versato da


ogni singolo contribuente senza che i giovani paghino oggi la pensione degli anziani con la paura di ritrovarsi con qualche criticità quando toccherà a loro. Questo non vuol dire che sono a rischio gli enti di previdenza che non applicano il contributivo. E allora cosa vuol dire? Significa che si sta aprendo un periodo di riforme, necessarie, per scegliere quella formula che, nella specificità di ogni ente di previdenza privato o pubblico, faccia giungere ad una stabilità di bilancio senza deprimere troppo l’assegno pensionistico di ogni contribuente. Formule a disposizione? Bacchette magiche non ce ne sono. Ci sono delle convinzioni fondate, che però stentano ad essere applicate. Un esempio. Il contributivo puro, come l’Eppi sperimenta da tempo, deve essere accompagnato da sistemi fiscali che non deprimano le rendite finanziarie. La tassazione sulle rendite va alleggerita e gradatamente eliminata così da poter ridistribuire quei maggiori introiti sulle pensioni degli iscritti. Altrimenti l’Eppi fa fruttare i soldi degli iscritti a vantaggio della fiscalità pubblica che poi non fa nulla – e nulla direttamente può fare – per le pensioni degli iscritti stessi. Dunque, no alla doppia tassazione. Ma non solo no. La doppia tassazione è un sistema che deprime tutti gli enti di previdenza ma che stride a maggior ragione dal punto di vista logico con quelli che applicano il contributivo. Se da una parte questo sistema viene indicato come tecnicamente e politicamente più accettabile, allora per coerenza ci vuole un sistema fiscale che lo incentivi. Eliminare la doppia tassazione è una bandiera classica sventolata dalla previdenza privata. Sì, è vero, anche se oggi c’è un fattore nuovo. La bozza di decreto di cui si sta discutendo in questi giorni, che intende portare – in modo direi esagerato – la sostenibilità a 50 anni, di fatto è un invito ad abbandonare, seppur per gradi, il sistema retributivo inteso nella sua forma più intransigente.

Alcuni parlano di attacco al sistema previdenziale privato. La mia sensazione è che un accordo sulla durata delle previsioni di bilancio si troverà ed alcune posizioni di arroccamento forse sono un po’ eccessive. Però certamente mi preoccupo quando si parla di Casse solo in termini di tenuta finanziaria: la previdenza privata partecipa all’economia nazionale, produce ricchezza, mette a disposizione capitali e, non dimentichiamolo, fornisce un servizio di portata pubblica. Questa previdenza privata necessita di riforme a sostegno. Quali riforme? Il mio impegno in questo triennio è quello di eliminare il “sigillo” che impedisce all’Eppi di innalzare quel contributo a carico del committente ed utilizzare la maggiore quota a sostegno delle pensioni degli iscritti. Dato che il sigillo ci discrimina rispetto a quanto la legge sancisce per gli altri enti di previdenza privati, quelli regolati dal decreto legislativo 509, io mi batterò per chiedere l’adeguamento legislativo. Poi si tratterà di vedere, tolto il sigillo, se un eventuale innalzamento verrà approvato dai ministeri vigilanti. Quale strada si immagina? Mi sembra che i ministeri siano sensibili a valutare l’utilizzo del contributo integrativo con un fine solidaristico, cioè per costituire una base pensionistica uguale per tutti utilizzando la maggiorazione del 2%. È una ipotesi di lavoro. Certamente, le due fasi – togliere il sigillo e chiedere l’aumento da destinare alle pensioni – devono essere tenute insieme per far capire alla politica ed ai ministeri che il sistema contributivo merita un adeguamento legislativo per un fine autentico. I professionisti hanno capito? Ad oggi, so che le questioni che trattiamo sono difficili, tecniche, e che dobbiamo fare uno sforzo per farci capire: l’aumento del contributo integrativo è esclusivamente a vantaggio dei periti industriali. L’argomento più forte da utilizzare per chiarire il progetto agli iscritti Eppi? È semplice: l’aumento sarà richiesto solo se le maggiori entrate, con grande trasparenza e chiarezza, potranno essere destinate ai montanti degli iscritti, e

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cioè in quei salvadanai da cui poi si trae la quota di pensione. Certo, ci vuole l’aiuto della politica.

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LE PAROLE DEL NEO PRESIDENTE

Domanda scorretta: forse è un problema di numeri. Se chiedono qualcosa le forze lavoratrici numericamente rilevanti, sono più ascoltate. Prima di tutto i professionisti tutti insieme non sono pochi e rappresentano una forza produttiva importante, forse non sempre adeguatamente compatta perchè le esigenze delle singole categorie non sono tutte uguali. È per questo che è nato il Coordinamento degli Enti del 103 (periti industriali, infermieri, psicologi, biologi e pluricategoria-

le) che intende individuare obiettivi comuni specificatamente sui temi appena esposti, ovviamente portando i suoi contributi in seno all’Adepp, l’Associazione che riunisce tutte le Casse a favore dei professionisti. Che tipo di lavoro si immagina in questo triennio? Vorrei che i miei colleghi periti industriali divenissero più consapevoli delle opportunità che l’Eppi offre e vorrei che la politica divenisse più consapevole che la nostra esperienza di questi anni potrebbe essere volta a favore di tutti, enti pubblici ed enti privati. Insomma, vorrei abbattere qualche steccato.

Dopo l’elezione

Sulla doppia tassazione

“Ovviamente sento la responsabilità oggi di guidare la previdenza a favore dei professionisti periti industriali dopo la gestione competente e trasparente di chi mi ha preceduto. Per questo è stato per me importante partecipare al passato Consiglio di amministrazione, dato che ha rappresentato l’occasione per imparare il mestiere che devo svolgere nel mio mandato.”

“Faccio mia una battaglia di equità fiscale che tutti gli Enti di previdenza professionali stanno combattendo da anni: non è possibile che i soldi dei nostri iscritti siano prima tassati sotto forma di rendita finanziaria della Cassa che li gestisce e poi sotto forma di pensione. Mi rammarico che i politici di qualsiasi schieramento si sono detti d’accordo sull’eliminazione della doppia tassazione senza però poi sia stato alzato un solo dito. Esprimo una proposta elementare: calcoliamo almeno quanto costa allo Stato eliminare la tassazione sulle rendite degli Enti previdenziali.

Sul ministro del Lavoro e previdenza sociale Cesare Damiano “Damiano ha avuto il merito di non tirarsi indietro nell’affrontare i nodi della previdenza pubblica, peraltro consapevole che quando si parla di pensioni i nervi sono scoperti. Nei confronti della previdenza dei professionisti vorrei che tenesse più conto della specificità della platea di iscritti. I periti industriali, ad esempio, hanno una percentuale bassissima di professioniste donne, mentre in altre categorie il rapporto tra uomini e donne è radicalmente diverso: sono fattori che hanno un peso rilevante nelle dinamiche previdenziali.

Sui progetti nel triennio: togliere il “sigillo” all’integrativo “Il primo auspicio è che la politica ci tolga il sigillo che impedisce di innalzare il contributo integrativo, che ci discrimina rispetto ad altre categorie professionali. Io mi batterò per questo. Le nostre pensioni devono ricevere una piccola mano dal costo del lavoro: aumentare il contributo integrativo – che è a carico del committente – servirà sicuramente a migliorare le pensioni dei periti industriali.”


Blocknotes Gli appuntamenti da ricordare

SE L’EPPI 03 NON È STATO PRESENTATO Il 31 Luglio è scaduto il termine per la presentazione del modello EPPI 03, la dichiarazione dei redditi professionali dei periti industriali. Coloro che si fossero dimenticati di questa scadenza è bene che si mettano in regola quanto prima. Se infatti il modello perverrà all’Ente entro 30 giorni dal termine stabilito, la sanzione sarà pari solo a 50 euro. Ma tempo, si sa, costa denaro: e così la sanzione sale a 100 euro dal trentunesimo al sessantesimo giorno di ritardo e a 200 euro oltre il sessantunesimo giorno. NOTA BENE

Vi ricordiamo che potete compilare e inviare il modello EPPI03 direttamente via Internet dall’area riservata “Eppi on line” sul nostro sito www.eppi.it. L’AUTUNNO DELL’ESTRATTO CONTO (PREVIDENZIALE) In autunno l’Ente invierà ad ogni iscritto il proprio estratto conto previdenziale. Leggete l’estratto conto con attenzione, perché troverete la fotografia della vostra situazione contributiva: avrete così l’opportunità di controllare quanto avrete dichiarato e versato, e se i dati riportati siano corretti o mancanti. Insieme all’estratto conto, vi verrà inviato, infatti, anche il bollettino per il pagamento dell’acconto dei contributi per l’anno 2007.

NOTA BENE

Vi ricordiamo che avrete tempo fino al 30 novembre 2007 per versare l’acconto. SEGUI IL DIBATTITO SUL NUOVO ORDINE DEGLI INGEGNERI TECNICI Il 24 Settembre andrà in onda sul canale CNBC Class, 505 di Sky, una nuova puntata di “Milano chiama Roma”, lo spazio di approfondimento dei periti industriali. In scaletta un dibattito che merita attenzione: il nuovo Ordine degli ingegneri tecnici, tema importante e di grande attualità. D’altronde, il momento in cui si pongono le fondamenta è cruciale nella costruzione di una casa.

NOTA BENE

Vi ricordiamo che gli Speciali e i TG sono scaricabili dal nostro sito www.eppi.it.

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BILANCIO CONSUNTIVO 2006 Rendite significative e nuove risorse da utilizzare Il Bilancio consuntivo 2006 è al tasto L’Ente, e poi “Il Bilancio” interamente consultabile sul sito www.eppi.it

IL’avanzo l risultato della gestione di esercizio per il 2006 è stato pari a 1,682 milioni di euro. Il patrimonio netto, con esclusione dell’avanzo sopra riportato, è di 407,886 milioni di euro, superiore del 14% rispetto all’anno precedente con un attivo patrimoniale che fa registrare un +13% (vedi la tabella 1).

2005

La gestione finanziaria complessiva La gestione finanziaria nel suo complesso registra il positivo risultato di 17,644 milioni di euro, superiore di 6,508 milioni di euro rispetto alla rivalutazione assegnata ai montanti contributivi, che equivale a circa 11 milioni di euro. Il Fondo di riserva straordinario si è attestato su 47.127 milioni di euro. Se le forze politiche accorderanno la possibi-


lità di svincolare e disporre di una parte di queste risorse accumulate, esse costituiranno senza dubbio un elemento utile nel progetto di miglioramento dell’adeguatezza dei trattamenti pensionistici. D’altro canto, quel risultato di 17,644 (vedi la tabella 2) milioni di euro merita un momento di riflessione per capire meglio i meccanismi di compilazione del bilancio. I principi contabili di stesura di tale

cui vanno però considerati più di 15 milioni di euro non contabilizzati perché relativi a titoli che è stato ritenuto opportuno non vendere. Questo permette di apprezzare il reale volume di risorse disponibili in Eppi ed avere una lettura non solo meramente contabile dei numeri di bilancio. II sistema pensionistico “contributivo”, dunque, funziona ma è perfettibile. Ripetiamo che un parziale svincolo di una quota ragionevole di quel Fondo

9 documento impongono che, se un titolo detenuto nel portafoglio ha (al 31/12/2006) un valore di mercato superiore al prezzo pagato per l’acquisto, il maggiore valore non può essere contabilizzato a meno che non si proceda alla relativa vendita. A ben vedere, dunque, l’avanzo complessivo per il 2006 ammonta a 1,682 milioni di euro contabilizzati accanto a

renderebbe la prestazione finale, oltre che garantita, anche più adeguata. I nostri iscritti Distribuzione per reddito e per età Un confronto comparato dei modelli EPPI 03 presentati nel 2006 indica una crescita del 2% dei redditi netti e la stabilità dei corrispettivi volumi di affari. I redditi più elevati sono vantati dai periti


liberi professionisti che hanno tra i 50 e i 54 anni. Meno cospicui i redditi dei giovanissimi (fino a 24 anni) e degli ultra settantenni. Se si osserva la distribuzione dei redditi medi per regione, si nota che la zona più benestante risulta essere il Trentino Alto Adige, seguita dalla Valle D’Aosta, dall’Emilia Romagna e dalla Lombardia; fanalino di coda la Calabria. La distribuzione dei redditi per specializzazione segnala che le arti grafiche, l’industria tintoria e le arti fotografiche sono tra le “più ricche”. Meno prospere la cronometria, il disegno di tessuti e le materie plastiche.

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Come tradizione, che non dà segni di cedimento, niente quote rosa per la nostra categoria, che annovera solo un 2% di popolazione femminile. Gli iscritti censiti sono complessivamente 18.146; quegli attivi, cioè i soggetti che nel 2006 hanno dichiarato i redditi professionali del 2005, sono 12.336 di cui le donne rappresentano 218 unità. La popolazione per classe di età è infine così ripartita: ETÀ Fino a 44 anni Tra 45 e 64 Dopo 65 anni

% 46,4% 46,3% 7%

Le vostre pensioni Media 16 Nel 2006 l’Ente ha liquidato 759 pensioni, con un aumento del 33% rispetto alle 569 prestazioni pensionistiche liquidate agli iscritti nel 2005. Il rapporto tra l’ammontare delle risorse accumulate da ciascun pensionato e la propria pensione annua è in media pari a 16, in linea con l’esercizio precedente. Tale rapporto è indicatore di un buon equilibrio previdenziale, cioè le risorse accumulate coprono il probabile debito pensionistico. Proprio in quanto tale, questo rapporto è scelto come indicatore in ambito previdenziale: rappresenta ad esempio il grado di sostenibilità dei fondi pensione nella liquidazione dei trattamenti pensionistici. I costi di gestione Risparmio ed efficienza Significativo risparmio percentuale dei costi di gestione, rispetto al dato dello scorso esercizio, poiché nel 2006 vi è una variazione in diminuzione del 2% del rapporto tra i costi di gestione e la contribuzione integrativa, vale a dire il serbatoio con cui quei costi vengono finanziati. Il dato è da imputare al risparmio nell’acquisizione di servizi per circa 122 mila euro. È interesse dell’Eppi, destinare sempre una maggiore percentuale


delle risorse ad attività utili ed efficaci per i servizi richiesti, nel rispetto del principio di efficienza ed economicità. Il patrimonio Risparmio ed efficienza Il patrimonio immobiliare dell’Eppi ammonta complessivamente a 93 milioni di euro e rappresenta il 23,6% dell’intero patrimonio investito. La restante parte è per il 74,4% costituita da titoli e per l’ 2,0% da liquiditàdepositi.

La gestione finanziaria La gestione finanziaria nel suo complesso chiude con il positivo risultato di 15.326 milioni di euro, con una redditività media ai valori di mercato al 6,05%. Il portafoglio titoli di proprietà dell’Eppi è passato da 228,585 milioni di euro a 263,108 milioni di euro, registrando un +15%. La sua composizione è la seguente: TIPOLOGIA Titoli obbligazionari Azioni o quote OICR Liquidità investita

% 68% 19% 13%

Il comparto che ha dato i rendimenti migliori è stato quello dei fondi azionari esteri: +18,62% la redditività di bilancio e +28,83% quella ai prezzi di mercato. Il comparto che ha reso meno è stato quello dell’obbligaziona-

rio area euro: 1,82% è stata la redditività di bilancio e 2,54% quella ai prezzi di mercato. I buoni risultati conseguiti sono frutto della nuova politica di gestione che, oltre a prefiggersi obiettivi di breve termine, considera prioritaria la redditività e l’equilibrio di medio e lungo termine. Infine, è da evidenziare il positivo risultato degli investimenti che l’Eppi ha effettuato direttamente.

Case, edifici e beni immobili La gestione immobiliare del 2006 evidenzia il saldo positivo di 3,1 milioni di euro che, al netto delle imposte, risulta pari a 2,3 milioni di euro. In sostanza il settore immobiliare raggiunge una redditività netta di circa il 3%. Gli immobili destinati alla locazione rappresentano l’85% dell’intero patrimonio immobiliare e, tra la fine del 2006 e i primi mesi del 2007, è stato locato l’intero patrimonio disponibile. Il reddito derivante dalla locazione è pari a 3,4 milioni di euro ed in aumento del 2% rispetto allo scorso anno. Tale risultato tenderà ad essere ulteriormente migliorato nel corso del 2007 in relazione ai nuovi contratti di locazione. Le innovazioni Legislative Le due novità maggiori durante la gestione 2006 riguardano anzitutto i decreti per attuare l’istituto della totalizzazione e, in secondo luogo, il provvedimento preso in seno all’Ente per rendere meno onerosa la presentazione dei modelli obbligatori in ritardo. Nel primo caso, la pubblicazione del decreto legislativo 42/06 ha chiarito le regole fondamentali per dare agli iscritti la possibilità di sommare gli spezzoni contributivi versati in diversi enti di previdenza (“totalizzazione”) e ha aperto la strada per un protocollo di intesa tra l’Inps e tutti gli enti previdenziali interessati alla totalizzazione, tra cui l’Eppi. Il protocollo è stato poi firmato nel 2007. Nel secondo caso, l’Ente ha stabilito sanzioni più leggere per la presentazione in ritardo sia del modello EPPI

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03 sia dei modelli di qualificazione (EPPI 01, EPPI 04, EPPI 05, EPPI 014). In entrambi i casi le sanzioni sono state rideterminate in modo proporzionale sulla base dei giorni di ritardo rispetto alla scadenza di presentazione del modello: 50 euro fino a 30 giorni, 100 euro dal 31esimo al 60esimo giorno e 200 euro dal 61esimo giorno in poi.

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Privacy Nel corso del 2006 e dei primi mesi del 2007 l’Ente ha aggiornato il documento programmatico sulla sicurezza previsto dal Decreto legislativo 196/03 – il “Codice in materia di protezione dei dati personali”. Il documento aggiornato è custodito presso gli uffici della sede dell’Ente dal Responsabile del trattamento dei dati personali. Inoltre, l’Eppi si è fatto carico di richiedere a tutti gli iscritti il consenso al trattamento dei dati personali per attività informative che sono essenziali perché un iscritto possa essere costantemente e comodamente aggiornato sulla sua posizione previdenziale. On line Il 2006 ha visto il rinforzo dell’offerta dei servizi sul sito www.eppi.it. Anzitutto, è diventato compilabile e presentabile on line il modello EPPI 03, cioè la dichiarazione annuale dei redditi ai fini dell’attività professionale. Una maschera guidata permette la facile compilazione dei campi, la correzione attraverso un sistema esperto – che avverte il professionista nel caso di errori o inesattezze – e il comodo invio via Internet, 24 ore su 24. Accanto al servizio sull’EPPI 03 va ricordata la consultazione on line della propria situazione contributiva, la possibilità di pagare via Internet i propri contributi o con carta di credito (CartaEppi o EPPIcard) o con un finanziamento e l’attivazione di un motore di calcolo per il riscatto, sempre sul sito www.eppi.it. Si tratta di un semplice calcolatore che permette di scegliere con consapevolezza il piano di pagamento su

misura per vagliare l’opportunità di aderire al riscatto degli anni sprovvisti di una copertura previdenziale.

Acquisizione società di servizi L’acquisizione della società Ecosistemi, ora denominata Sipre, appare una scelta strategica nel segno di una politica efficiente e attenta al risparmio. Sipre mette a disposizione servizi informatici, dalla programmazione all’aggiornamento dati, di vitale importanza per l’attività dell’Ente per cui è vitale il recupero e l’amministrazione di un volume importante di informazioni. In più Sipre è all’avanguardia nei servizi tagliati su misura per il metodo previdenziale “contributivo”. In questo senso, può anche rappresentare un ponte avanzato nel mondo della previdenza, in grado di sostenere una domanda di competenze specifiche ed utili nell’ambito del Welfare pubblico e privato. Le stime per il futuro Il confronto tra i dati reali con le valutazioni riportate e trascritte nel piano tecnico evidenzia la crescita dell’Ente in linea con quanto previsto dall’ultimo piano tecnico. Tale risultato conferma la sana gestione dell’Eppi e permette di confermare le stime che prevedono la sostenibilità senza soluzione di continuità sino al 2043. A quel punto, sempre in base alle valutazioni attuariali, l’Ente dovrebbe avere accumulato risorse per complessivi 4.229 milioni di euro avendo altresì già garantito le prestazioni di legge. Questo indicatore è un importante punto fermo per continuare a sostenere iniziative e proposte che intendano utilizzare una parte ragionevole delle riserve statutarie straordinarie, accumulate negli anni, anzitutto come integrazione dei montanti degli iscritti ai fini di una maggiore adeguatezza pensionistica. In secondo luogo, L’Eppi potrà attuare, sempre di più, forme di assistenza e sostegno alla categoria e ai professionisti meno fortunati.


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La zattera Le parole difficili

Tutti i lettori della nostra rivista hanno diritto a capire, anche se gli argomenti che trattiamo a volte sono troppo tecnici. La patria di tale diritto è questa zattera di salvataggio, che cercherà di introdurvi ai temi della previdenza, perché è importante essere informati. Spiegare alcuni termini tecnici usati in questa rivista serve proprio ad alimentare il diritto e il piacere dell’informazione. Rapporto tra attivi e pensionati All’interno del sistema retributivo, adottato dall’Inps fino al 1996 e in vigore presso molte Casse professionali, la pensione delle generazioni anziane viene in parte finanziata con i contributi di quelle giovani. È dunque fondamentale che per ogni contribuente in pensione ce ne sia più di uno in attività. Questo rapporto è sostanzialmente insignificante nei sistemi “a contributivo” come quello dell’Eppi perché ogni iscritto versa i contributi ai fini della propria pensione. Sostenibilità a 30/50 anni La sostenibilità indica la capacità di un Ente di previdenza di garantire le promesse pensionistiche agli iscritti entro un determinato arco di tempo. Fino ad oggi, l’arco richiesto era di 15 anni, mentre la proposta contenuta del Documento del Nucleo di valutazione presentato il 30 luglio chiede di allungare quell’arco fino a 50 anni. L’organismo che raccoglie gli enti di previdenza privati (Adepp) intende portarlo fino a 30 anni, coerentemente con la legge Finanziaria 2006, giudicando non significative le proiezioni a 50 anni per raggiungere l’obiettivo dell’equilibrio tra entrate contributive e uscite pensionistiche. Patto generazionale Indica proprio quel sistema di mutuo soccorso tra contributi dei giovani e le pensioni degli anziani. Fino ad oggi le pensioni, nel sistema Inps e in quelli a retributivo, si sono avvalse del contributo dei giovani, mentre adesso c’è un fatto nuovo: i giovani chiedono un soccorso in loro favore, dato che il significativo calo delle nascite e l’aumento della speranza di vita rischia di creare delle criticità al momento del loro pensionamento. In sostanza, i giovani chiedono di “invertire” con appositi interventi il patto generazionale. Per contro, il sistema Eppi fino ad oggi non si basa su alcun patto generazionale. “Scalone” e “vecchiaia anticipata” Sistema di innalzamento dell’età pensionistica riferito alle sole pensioni di anzianità, progettato dall’ex ministro del Welfare Roberto Maroni, che avrebbe dovuto far salire il limite del comparto pubblico per accedere alla pensione da 57 fino a 60 anni a partire dal 1 gennaio 2008. Il meccanismo dovrebbe invece essere abolito se le intenzioni contenute nel Protocollo di intesa del governo andranno a buon fine. Nel sistema Eppi non esistono pensioni di anzianità ma esclusivamente pensioni di “vecchiaia anticipata” alla quale gli iscritti possono accedere, ad alcune condizioni, a partire da 57 anni.

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PROTOCOLLO D’INTESA Le linee sulla Previdenza firmate dal Governo il 23 luglio

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obbiamo riprendere un discorso. Lo abbiamo iniziato ne “Lo stato dell’arte” in Eppinforma di marzo 2007, esponendo quali erano i temi in gioco sul grande dibattito che si è aperto intorno alla questione previdenziale: innalzamento dell’età di pensionamento e adeguamento di quei coefficienti sulla cui base si calcola la pensione nel sistema contributivo (“coefficienti di trasformazione”). Ora non ci sono più solo ipotesi ma un documento firmato e reso pubblico dai partiti della maggioranza il 23 luglio 2007. È noto che i mal di pancia dei firmatari del Protocollo non sono mancati, ma questo ci interessa fino ad un certo punto. È sostanziale capire l’impianto del progetto e le sue conseguenze nei confronti della previdenza professionale la quale è importante intuisca quale sia l’orientamento generale per prendere posizione davanti ai passaggi del Protocollo.

Prima di entrare nel merito, però, serve aggiungere che il Protocollo non è il solo documento che la politica ha lasciato prima della pausa di Ferragosto. Il Nucleo di valutazione ha inviato alle Casse di previdenza il 30 luglio una bozza che dobbiamo considerare in qualche modo un corollario del Protocollo; sono indicati i principi per redigere i bilanci e dunque la possibilità di utilizzo delle riserve delle singole Casse. Ma andiamo con ordine. In pensione più tardi Il punto su cui si è acceso il dibattito previdenziale di questa legislatura è stata la riforma dello “scalone”, vale a dire l’eliminazione del meccanismo che innalzava l’età pensionabile nella previdenza pubblica da 57 fino a 60 anni al 1 gennaio 2008. I suoi detrattori lo avevano attaccato proprio per questa sua natura improvvisa, dato che lo scalone avrebbe – si diceva – penalizzato coloro costretti in


una notte sola a ritardare di 3 anni la loro andata in pensione. Il meccanismo è stato reso graduale, secondo lo schema degli “scalini” ipotizzato da Tiziano Treu, innalzando cioè l’età pensionabile via via di un anno fino al 2013 e legando l’anzianità anagrafica ad una “quota” raggiunta sommando l’età e gli anni di contribuzione. Lo schema è il seguente:

lungamento medio della vita. La previdenza Eppi, in questo senso, è già ben al di là della riforma: il sistema contributivo fissa la finestra pensionistica a 65 anni, anticipando quella che sembra la linea demografica attuale e equiparando, tra l’altro, popolazione femminile e maschile, diversificate invece nel sistema pubblico. Bisogna aggiungere che l’organizzazione Eppi si situa in linea con le regole che valgono in Europa per la popolazione maschile. Uno studio recentissimo di Eurostat attesta che i Paesi europei pongono in media l’età pensionabile a 62-65 anni per gli uomini e 60-65 anni per le donne, anche se i pensionamenti effettivi tendono ad anticipare l’uscita dal lavoro; l’Italia, tra l’altro, è nel sistema pubblico fanalino di coda seguita solo dal Belgio: PAESE Irlanda Portogallo Svezia Regno Unito Spagna Italia Belgio

UOMINI 64,4 anni 64,2 anni 63,9 anni 63,8 anni 62,6 anni 58,4 anni 57,9 anni

DONNE 61,5 anni 61,4 anni 61,4 anni 60,3 anni 59,5 anni 57,2 anni 56,8 anni

Fonte: Indagine Eurostat luglio 2007

Al 1 gennaio 2009, ad esempio, per andare in pensione nel sistema pubblico un lavoratore dovrà avere almeno 59 anni ma anche almeno 36 anni di contributi versati, poiché dovrà raggiungere quota 95 (59+36), con l’aggiornamento del meccanismo ogni anno. La linea al primo punto del Protocollo, dunque, è l’innalzamento graduale dell’età pensionabile almeno fino 61 anni, per contrastare l’effetto causato dall’aumento della speranza di vita al fine di contenere l’equilibrio di spesa. Dopo il 2013, si vedrà se l’età deve essere ancora innalzata, come è probabile se persisterà l’attuale tendenza all’invecchiamento della popolazione e all’al-

In quasi tutti i Paesi, in ogni caso, l’innalzamento è garanzia di equilibrio della bilancia entrate-uscite. E qui passiamo al punto dell’adeguamento dei coefficienti. Coefficienti aggiornati I “coefficienti di trasformazione” sono dei numeri, estratti dalle tavole di mortalità di una popolazione che ne stimano la prospettiva di vita. Sono importanti nel metodo contributivo perché la pensione annuale è calcolata suddividendo il monte contributi accumulato nell’attività professionale per l’aspettativa di vita media. La Riforma Dini che li ha introdotti nel 1995 prevedeva un loro aggiornamento dopo 10 anni, per monitorare la tendenza della popolazione, la quale effettivamente con il passare degli anni vive decisamente di più. Dal 2005 si è

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aperto un dibattito tra coloro che richie- popolazioni tenendo conto della specifidevano l’applicazione dei principi varati cità dei flussi demografici delle platee da Dini e coloro che non erano d’accor- professionali è contenuto anche in un do; oggi il Protocollo prende posizione: altro importante documento, preparato adeguamento dei coefficienti a partire dall’associazione che raccoglie il Welfare dal 1 gennaio 2010 e cadenza degli professionale privato, l’Adepp, in risposta aggiornamenti triennale. Quali conse- ad un documento presentato dal Nucleo di valutazione il 30 luglio 2007. guenze? Anzitutto il meccanismo dei coefficienti In sostanza, la complessa legge riguarda da vicino il sistema Eppi, dato Finanziaria (articolo 1, comma 763) che la Riforma Dini è stata la base per la aveva inserito una nota in cui si sanciva nascita degli enti di previdenza di nuova l’esigenza di aumentare fino a 30 anni generazione. Il lasso di tempo da oggi l’arco di tempo in cui gli Enti di previfino al 2010 dovrebbe essere impiegato denza avrebbero dovuto garantire le promesse previdendal governo affinché ziali sancite con i una Commissione di I documenti in gioco propri iscritti. La studio, prevista dal Legge finanziaria 296 del bozza elaborata dal Protocollo, inizi un 2006, articolo 1 comma 763 Nucleo, organismo lavoro di monitoragdi controllo del gio. Si tratta di valutaProtocollo su previdenza Ministero del lavoro re gli elementi che lavoro e competitività, e previdenza sociale, possono influenzare Governo, 23 luglio 2007 porta questo limite le dinamiche previda 15 a 50 anni, denziali, studiare Bozza di decreto sui criteri effettivamente comeventuali forme di per la redazione dei bilanci piendo un salto verasolidarietà per le cartecnici, Nucleo di valutaziomente importante. riere discontinue e ne, 30 luglio 2007 Il documento Adepp, valutare le specificità per contro, afferma delle singole platee Osservazioni Adepp alla con forza la necessità professionali, cioè, Bozza di decreto, 4 settemdi intervenire sulle come cita il bre 2007 regole previdenziali Protocollo “il rapporsolo “facendo riferito intercorrente tra mento alle esperienl’età media attesa di vita e quella dei singoli settori di attività”. ze proprie della collettività” cui i cambiaQuest’ultimo punto diventa decisivo per menti si rivolgono. le conseguenze sul sistema Eppi: “Ogni Su questo punto è necessario lavorare. I discorso – ha dichiarato il presidente sistemi previdenziali devono adattarsi Bendinelli – sull’adeguamento del meto- alle popolazioni che regolano: i coeffido contributivo in Eppi non può prescin- cienti dovranno essere adeguati alla dere dalla specificità della nostra platea. specificità dei periti industriali, come le È noto che la speranza di vita della popo- proiezioni sulla stabilità del Welfare prilazione maschile è inferiore a quella vato deve tener conto della specificità femminile e i periti industriali contano della platea professionale. una rappresentanza in rosa solo del 2%”. Il Protocollo d’intesa sembra dunque Dunque, sì a ragionare sull’adeguamen- per un verso accompagnare il movito e partecipare ai lavori della mento d’innalzamento dell’età penCommissione, no a subire l’adeguamen- sionabile e, per un altro verso, aprire una stagione di riflessione sulla to come imposizione dall’alto. necessità di aggiornare sì i sistemi previdenziali ma in modo da valutare Bozza del Nucleo di valutazione Il principio secondo il quale è possibile le diverse componenti cruciali che applicare i principi pensati per grandi influenzano l’aggiornamento.


F.A.Q. Le domande che tutti fanno

In questo spazio intendiamo aiutare i nostri iscritti, cercando di fornire delle risposte ai loro quesiti più ricorrenti. È un luogo per chiarire i vostri dubbi ma anche per saperne di più. Prima di iscrivermi all’Albo dei periti industriali ho svolto per tre anni delle collaborazioni coordinate e continuative versando i contributi alla Gestione separata Inps. Li posso trasferire all’Eppi? No, attualmente la legge purtroppo esclude la possibilità di ricongiungere, verso qualsiasi ente, i contributi versati alla Gestione separata Inps. Non posso seguire personalmente la mia posizione previdenziale e desidero incaricare il mio commercialista. Come posso fare? Nel modello di consenso privacy, può indicare il nome e il codice fiscale della persona autorizzata. In questo modo consentirà all’Eppi di trattare i dati che la riguardano con una persona di sua fiducia. DOVE TROVO IL MODELLO CONSENSO PRIVACY?

www.eppi.it tasto eMODULISTICA, poi eGENERICI, poi eMODELLO PRIVACY

Dal 1997 al 2004 ho contribuito presso la Gestione separata Inps e dal 2005 sono iscritto all’Eppi. I contributi versati all’Inps bastano per ottenere una pensione o devo ricongiungerli all’Eppi? Ho sentito parlare della totalizzazione: mi riguarderà? Lei già ora ha raggiunto il requisito contributivo minimo per il diritto alla pensione di vecchiaia presso l’Inps: non ha, quindi, la necessità di trasferire nulla. Certo, se i contributi Inps sommati a quelli Eppi raggiungeranno almeno quota 20, potrà “totalizzarli”, presentando un’unica domanda di pensione e ricevendo un’unica pensione totale (pensione Eppi+pensione Inps). Purtroppo non ho ancora presentato il modello EPPI 03. Posso farlo adesso? La presentazione è un passo importante per tutelare il suo futuro ed è anche un obbligo che lei deve assolvere. Dovrà pagare però, una sanzione, che fino a 60 giorni di ritardo ammonta a 100 euro. Riceverà la richiesta di pagamento con l’estratto conto che le invieremo ad ottobre.

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Spazio Cig

PULITO, COME L’IDROGENO L’energia che non inquina I

consumi mondiali di energia anche nel 2007 continueranno a crescere. Proprio la forza della domanda spiega gli alti prezzi, in particolare di quello del petrolio che è quasi triplicato a 70 dollari per barile. L’era degli idrocarburi fossili, dunque, non finirà presto ma è sicuramente già finita l’era degli idrocarburi facili. Ammesso e non concesso che non mancheranno petrolio e gas naturali, il loro costo di estrazione è destinato a salire. Il vero dilemma è di tipo ambientale: come sostenere il processo di aumento del benessere globale dovuto alla crescita di aree del mondo fino a ieri marginali come India e Cina senza danneggiare il pianeta? Indispensabile è la ricerca. Per molte delle fonti rinnovabili vi sono tecnologie innovative con potenzialità che dovrebbero essere indagate più a fondo e cruciale è sicuramente il ruolo dell’idrogeno che potrebbe essere un buon protagonista di una futuribile scena mondiale sostenibile.

Perché l’Idrogeno? Perché è l’elemento più abbondante in natura. Si stima infatti che ben il 75% della materia dell’Universo sia costituita da idrogeno, vuoi in forma atomica che molecolare, e questo sarebbe già un motivo sufficiente, anche se ve ne sono altri. L’idrogeno è un vettore energetico (“vettore energetico” è tutto ciò da cui si può ricavare energia utile mediante la conversione di fonti energetiche primarie) con caratteristiche preziose in tema di sviluppo sostenibile: • ha un impatto ambientale, sia locale che globale, quasi nullo • è producibile da più fonti energetiche primarie, tra loro intercambiabili e disponibili su larga scala, anche in futuro • è distribuibile attraverso una rete. L’idrogeno è un gas che brucia nell’aria secondo una reazione molto semplice:


IDROGENO+OSSIGENO=ACQUA+CALORE

Il suo unico prodotto di reazione è quindi l’acqua pura (che notoriamente non inquina). La produzione può avvenire attraverso fonti fossili, rinnovabili e nucleari. La distribuzione può essere veicolata agevolmente in rete compatibilmente con gli usi finali e con lo sviluppo delle tecnologie di trasporto e di stoccaggio. Tutto ciò rende l’idrogeno il componente ideale di un futuro sistema energetico sostenibile costituendo un incentivo verso l’impiego diffuso delle fonti rinnovabili e, già nel breve periodo, può rendere i combustibili fossili compatibili con le esigenze ambientali. Lo sviluppo come vettore energetico richiede però la predisposizione anche di una vasta gamma di infrastrutture integrate, se non altro per rendere l’impiego economico e affidabile in tutte le varie fasi della catena tecnologica (produzione, confinamento dell’anidride carbonica generata nel processo, trasporto, accumulo, usi finali).

Scheda

Produzione di Idrogeno L'idrogeno non è una fonte d'energia di

Carta d’identità dell’idrogeno

Il peso molecolare è 2,016; a temperatura e pressione ambientali esiste sotto forma di gas con una densità di 89 g/m3, ben 13 volte più bassa di quella dell'aria; alla pressione atmosferica liquefa a -252,87 °C e fonde a -259,14 °C; la densità in fase liquida è di 70,8 kg/m3. Reagisce con l'ossigeno per formare acqua: H2+1/2O2=H2O, reazione che produce 238 kJ per mole d'idrogeno. La densità energetica risulta pertanto di 119 MJ/kg, oppure di 10,6 MJ/Nm3 in fase gassosa, oppure di 1700 MJ/m3 in fase liquida. Il paragone con altri combustibili è generalmente fatto andando a confrontare l'energia, espressa in J/kg, prodotta con la combustione di una quantità prefissata di combustibile; la tab. seguente mette a confronto i poteri calorifici inferiore (PCI) e superiore (PCS) dell'idrogeno con quelli dei combustibili di maggiore diffusione:

per sé, ma deve essere prodotto con processi chimici e fisici che richiedono uso d'energia. A seconda della sorgente d'energia disponibile può essere necessario un solo processo di conversione o più processi in cascata; in alcuni casi l'idrogeno prodotto è utilizzabile direttamente, mentre in altri casi il processo di conversione produce una miscela ricca d'idrogeno che richiede un'ulteriore fase di purificazione prima dell'utilizzo. La produzione di idrogeno può avvenire in diversi modi: • produzione da fonti fossili • produzione da fonti rinnovabili Produzione da fonti fossili Dei circa 500 miliardi di Nm3 di idrogeno prodotti annualmente a livello mondiale, circa 190 miliardi rappresentano un sottoprodotto dell’industria chimica (ad es. dagli impianti cloro-soda), mentre la maggior frazione deriva da combustibili fossili, gas naturale ed olio pesante, attraverso processi di reforming e di ossidazione parziale. Tali processi prevedono la produzione del gas attraverso

Combustibile

idrogeno metano propano benzina gasolio metanolo carbone legno biodiesel biogas

PCI PCS Stato fisico a 25 °C (MJ/kg) (MJ/kg) e 1 atm 142 56 50 48 45 20 36 16 37 27

120 50 46 45 42 18 31 13 35 25

gas gas liquido liquido liquido liquido solido solido liquido gas

Poteri calorifici di riferimento per alcuni combustibili

Risulta evidente che l'energia contenuta in un kg d'idrogeno è almeno 2 volte e mezzo quella contenuta in un kg di uno qualsiasi degli altri combustibili.

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successivi stadi di raffinazione e di frazionamento delle molecole degli idrocarburi fino alla completa eliminazione del carbonio. Con questa linea oggi viene prodotta una grandissima quantità di idrogeno, tutta quella consumata sul mercato della chimica dei fertilizzanti di sintesi e nella metallurgia dell’acciaio. La produzione da fonti fossili, però, ha l’inconveniente di dar luogo – come prodotto di scarto – alla emissione di grandi quantità di CO2, cosicché l’idrogeno, pur utilizzabile in modo pulito, non è comunque incolpevole a causa dell’inquinamento prodotto nel ciclo di lavorazione. È tuttavia da tener presente che la produzione di idrogeno da combustibili fossili deve essere considerata come una sorta di “ponte tecnologico” verso la produzione da fonti rinnovabili, soluzione più promettente nel lungo termine, in quanto lascerebbe irrisolti in particolare i problemi economici a causa dell’inevitabile progressivo esaurimento delle riserve di combustibili fossili e del costo aggiuntivo del confinamento della CO2. Produzione da fonti rinnovabili Per quanto riguarda la produzione di idrogeno da fonti rinnovabili – modo sostanzialmente pulito e per questo ben più interessante – i processi possono essere sommariamente distinti in: • produzione da biomasse • produzione dall’acqua. Nella produzione di idrogeno a partire da biomasse nessuno dei processi proposti ha ancora raggiunto la maturità industriale. Le diverse alternative (gassificazione; pirolisi e successivo reforming della frazione liquida prodotta; produzione di etanolo e reforming dello stesso; produzione biologica attraverso processi basati su fenomeni di fotosintesi o di fermentazione) richiedono tutte un impegno notevole di ricerca, sviluppo e dimostrazione, anche se a livelli diversi. Le premesse sono comunque buone, tenuto anche conto dei diversi materiali utilizzabili. L’idrogeno può anche essere prodotto dall’acqua scindendo la stessa nei suoi componenti (idrogeno e ossigeno) attra-

verso diversi processi, tra i quali quello più consolidato è l’elettrolisi. Schematicamente questa è rappresentata dalla seguente reazione: acqua più energia elettrica uguale idrogeno più ossigeno: H2O + elettricità = H2 + 1/2 O2 Nel caso dell'elettrolisi l'idrogeno è prodotto a spese di corrente elettrica. Dal punto di vista energetico è quindi opportuno che questa energia non sia il risultato della generazione da fonti primarie attraverso sistemi termodinamici ad efficienza comunque limitata. È immediato pensare al sole come sorgente di questa energia, sfruttabile attraverso l’utilizzo di impianti di conversione fotovoltaica, la cui tecnologia già oggi può essere considerata tecnicamente affidabile e adeguata, anche se non ancora competitiva. Infatti, mediante l’uso di energia solare fotovoltaica si può produrre idrogeno elettrolitico e ossigeno che poi possono essere fatti ricombinare nelle celle a combustibile per produrre l’energia elettrica di cui abbiamo bisogno. Come prodotto finale di scarto si genera una quantità di acqua pura pressappoco uguale a quella di partenza, chiudendo in tal modo il ciclo senza emissioni inquinanti. Il problema attualmente è il costo. Con l’elettrolisi dell’acqua, infatti, è vero che si può ottenere idrogeno praticamente puro, ma solo a un prezzo che può diventare economicamente accettabile in una prospettiva ancora (ahinoi) lontana. Stoccaggio e distribuzione L’idrogeno può essere trasportato e accumulato in forma gassosa, liquida oppure assorbito su materiali speciali. Ogni forma presenta aspetti favorevoli e sfavorevoli e tutte, se pur in gran parte già utilizzate, richiedono significativi sforzi di ricerca e sviluppo per un impiego su larga scala affidabile ed economicamente competitivo, come nel caso di una rete adeguata per il rifornimento degli autoveicoli. Investire nelle energie cosiddette pulite ha un costo, è vero, ma è un costo che vale la pena sopportare per preservare l’ecosistema in cui viviamo anche per le generazioni future.


Come si fa Istruzioni per l’uso

LA TV DEI PERITI INDUSTRIALI I periti industriali possono vedere la Tv fatta per loro. Si tratta di un TG e di uno Speciale di approfondimento almeno una volta a settimana a rotazione, gestiti in collaborazione tra il gruppo editoriale Class e gli organismi direttivi della nostra categoria. TG e Speciale sono visibili sulla piattaforma Sky, canale 505 della rete Class CNBC che costituisce un osservatorio tematico dedicato ad affari ed economia in onda 24 ore su 24. TG

Il TG è uno spazio di aggiornamento che in modo veloce e rapido informa gli spettatori dando in generale ampio spazio alla tematica delle professioni e della previdenza. Quello esplicitamente dedicato ai periti industriali va in onda alle 22.40 del mercoledì e in replica alle 10.40 del giovedì a settimane alterne.

SPECIALE

Lo Speciale, dal titolo “Milano chiama Roma”, in 40 minuti intende mettere a confronto su temi di attualità personaggi del mondo professionale e della politica insieme ad opinionisti per contribuire al dibattito sulle questioni decisive del mercato del lavoro e della previdenza. La sua messa in onda varia da settimana in settimana, ma sul nostro sito www.eppi.it è disponibile un palinsesto continuamente aggiornato, cliccando sulla scritta “La TV dei periti industriali” nella barra che scorre a destra nella Homepage. Ricapitoliamo:

LA NOVITÀ

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L’intruso Scrive per noi

IL VERO WELFARE ALTRUISTA di Ginevra Sotirovic

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I prossimi mesi si annunciano i più caldi dell’anno, e non metereologicamente parlando (si spera…). A surriscaldare il clima politico e parlamentare non saranno questa volte le oziose querelle su partiti unici e leadership immaginarie, ma un tema che sta a cuore a tutti gli italiani: quello previdenziale. Prima dell’estate, infatti, seppure faticosamente e con molti distinguo, il governo è riuscito a chiudere un accordo importante con i sindacati. Un accordo che punta ad innalzare in modo molto graduale e dilazionato nel tempo l’età pensionabile per uomini e donne, introducendo coefficienti che tengono conto dei lavori usuranti e che, nello stesso tempo, disincentivano l’abbandono prematuro del posto di lavoro. Ci sono poi misure che intendono salvaguardare i giovani precari e favorire un nuovo patto generazionale il quale, senza sacrificare più di tanto i benefici acquisiti, cerchi di tutelare, almeno in parte, le legittime aspirazioni di quei giovani che dopo quarant’anni di lavoro ambirebbero a godersi un minimo di tranquillità economica, come spesso hanno potuto fare i loro padri. Insomma, sembrerebbero aspirazioni legittime e misure ragionevoli e neanche troppo sconvolgenti (come hanno sottolineato anche le istituzioni europee e i mercati internazionali che hanno invitato l’Italia a fare scelte ancora più coraggiose) e soprattutto doverose dal momento che, senza un risanamento dei conti e un riequilibrio del sistema pensionistico, l’Italia rischia una crisi economica senza precedenti. Eppure le resistenze sono fortissime dentro e fuori il mondo sindacale. “Qui si smonta lo stato sociale”, “non si può alzare l’età pensionabile indiscriminatamente”, “no ai lavori precari”…sono tra le principali obiezioni che terranno banco nei prossimi mesi. Sicuramente dubbi legittimi ma che non possono e non devono bloccare un processo di riforma ormai non più procrastinabile. L’età pensionabile in Italia è tra le più basse in Europa, nonostante le attese di vita siano assolutamente in linea con quelle degli altri paesi europei. Questo vuol dire che ci si avvicina sempre di più al paradosso che i nostri giovani devono lavorare per pagare le pensioni dei loro genitori se non già dei loro nonni. Una situazione, questa sì, inaccettabile e contro la quale dovrebbero mobilitarsi non solo i giovani lavoratori, ma anche quelli che hanno a cuore il loro, e quindi anche il nostro, futuro. Problemi questi che alcune Casse professionali – e soprattutto quelle di nuova generazione come l’Eppi che da subito hanno aderito al sistema contributivo facendo a meno con grande sacrificio del ben più remunerativo (ed egoistico) sistema retributivo – hanno affrontato in tempi non sospetti dando prova di saggia lungimiranza. Un esempio virtuoso che andrebbe seguito e studiato con attenzione, senza troppi pregiudizi ideologici. È tempo che tutti ne prendano coscienza.


dossier

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CONOSCERE Il sito è prima di tutto uno strumento di conoscenza. www.eppi.it

Nel tasto eL’ENTE trovi • I testi regolamentari, lo Statuto e le leggi • La composizione degli organi • I Bilanci e il Codice etico Nel tasto eISCRIZIONE E CONTRIBUTI trovi • Le modalità di iscrizione e contribuzione • I contributi da versare: quanti, quali, quando versarli e perché • La modalità per pagare a rate e riscattare periodi privi di un assicurazione previdenziale Nel tasto ePRESTAZIONI trovi • Le pensioni per gli iscritti • Come avere una sola pensione: totalizzazione e ricongiunzione • I sostegni alla professione: mutui e prestiti I regolamenti spiegati Sul tasto eINFORMAZIONE eGUIDE puoi trovare i Regolamenti dell’Eppi con un commento introduttivo che ti spiega i punti salienti del testo giuridico.

PROGETTARE LA PENSIONE Cosa significa Progettare la pensione significa scegliere ogni anno la contribuzione che intendi versare optando per una tra le cinque aliquote contributive: 10%

12%

14%

16%

18%

del reddito professionale

Come fare L’aliquota la puoi indicare ogni anno sul modello EPPI 03 da presentare entro il 31 luglio. Per renderti conto di quanto cresce il tuo montante visiona il tuo estratto conto on line cliccando eEPPI ON LINE eAREA RISERVATA ISCRITTI e segui le istruzioni nella barra a sinistra. Occhio all’aumento Considera che ogni forma di contribuzione ulteriore è un risparmio che ritroverai domani con gli interessi garantiti. Vuoi versare i contributi per gli anni di lavoro prima del 1996 oppure per gli anni di studio o praticantato? Vuoi “riscattare” il periodo del militare o del servizio civile? È facile: vai su eISCRIZIONE E CONTRIBUTI eINCREMENTA LA TUA PENSIONE eRISCATTO. Mutui e prestiti Per scegliere un’aliquota maggiore, l’Eppi ti aiuta ad investire nella tua professione. Vai su ePRESTAZIONI ePRESTITI E MUTUI AGEVOLATI


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Cosa significa Un TG e uno Speciale di approfondimento “Milano chiama Roma”, a rotazione almeno una volta a settimana. Li puoi vedere sul Canale Class CNBC, 505 di Sky, visibile in chiaro (senza costi aggiuntivi) compreso nell’abbonamento Sky. Ma li puoi anche vedere sul nostro sito. Dov’è la Tv sul sito? Sulla barra orizzontale che scorre a destra della Homepage, puoi scaricare le puntate andate in onda su SKY. Sempre sulla stessa barra, clicca eLA TV DEI PERITI INDUSTRIALI: accedi ad un palinsesto che ti informa sui prossimi appuntamenti. E l’altra informazione? Leggi Eppinforma quando arriva a casa tua, oppure scarica tutti i numeri dal tasto eINFORMAZIONE eEPPINFORMA. Se non ricevi il numero, manda una e-mail a ufficio.stampa@eppi.it, scrivi nell’oggetto “Non ricevo Eppinforma” e specifica il tuo indirizzo esatto. Noi lo aggiorneremo e avrai la rivista a casa. Sempre di venerdì Due volte al mese, di venerdì, i periti industriali sono in edicola con Italia Oggi che ci dedica una pagina intera. Appuntamenti, scadenze, ma anche commenti sulle posizione politica da sostenere.

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