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03/2006

IL SENSO DELLA MISURA Biglietto da visita di Giuseppe Jogna all’appuntamento del Decennale

SCOPRIAMO LE CARTE I servizi dell’Eppi per pagare on line e con carta di credito

BILANCIO CONSUNTIVO 2005 I numeri restano uno dei punti di forza dell’Eppi

ITINERARI

periodico trimestrale

magazine

Prossima fermata: Pietrarsa

ENTE DI PREVIDENZA DEI PERITI INDUSTRIALI E DEI PERITI INDUSTRIALI LAUREATI


SOMMARIO

03/2006

EPPI Ente di Previdenza dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati Piazza della Croce Rossa 3 00161 ROMA Tel. 06 44001 Fax 06 44001222 e.mail eppi@mclink.it www.eppi.it

Editoriale Dammi tre parole.

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L’intervento Autonomia

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Il senso della misura Biglietto da visita di Giuseppe Jogna all’appuntamento del Decennale

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Blocnotes Gli appuntamenti da ricordare

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Bilancio consuntivo 2005 I numeri restano uno dei punti di forza dell’Eppi

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La zattera Le parole difficili

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Scopriamo le carte I servizi dell’Eppi per pagare on line e con carta di credito

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F.A.Q. Le domande che tutti fanno

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Itinerari Prossima fermata: Pietrarsa

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Come si fa Istruzioni per l’uso

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L’intruso Stile damiano

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Il periodico EPPInforma ed il sito www.eppi.it sono realizzati dall’Ufficio Stampa dell’EPPI

Stampa Edigraf Editoriale Grafica Via E. Morosini, 17 00153 Roma

Direttore responsabile Giuseppe Jogna

Realizzazione grafica e Web master Ecosistemi Via dei Carpegna, 16 00165 Roma

Comitato tecnico Renato Arena, Luciano Cocito, Roberto Contessi, Alfonso Fornasini, Dario Torbianelli Progetto grafico Tiziana Mazzuca, Claudio Serafini

Autorizzazione del tribunale di Roma 186/200 in data 07.05.04

Tiratura 15.250 copie Finito di stampare nel mese di Settembre 2006 Le immagini della rivista ritraggono l’intera area museale di Pietrarsa, vero gioiello di recupero industriale, che permette la sopravvivenza di un pezzo di storia del trasporto su rotaie in Italia. Interni ed esterni sono organizzati in modo da interpretare a pieno come doveva essere la vita sulle ferrovie italiane e conserva ancora funzionanti vere bellezze tecniche. Le foto sono state concesse gentilmente dal dipartimento tecnico del Ministero dei trasporti, che ringraziamo per la sua disponibilità.

EPPInforma è stampato su carta ecologica riciclata Fedrigoni Collezione SYM – Symbol Freelife Satin “Ogni foglio salva una foglia”


Editoriale Dammi tre parole. Se dovessimo scegliere le parole che meglio descrivono gli scenari previdenziali di questa stagione, sicuramente ne sceglieremmo tre: flessibilità, consapevolezza, liberalizzazioni. La flessibilità, che siamo soliti mettere in relazione al mondo del lavoro, ora sembra sposarsi con quello della previdenza. In queste settimane il dibattito sulle pensioni ha riempito le pagine dei giornali, con una nuova idea: e se lasciassimo al lavoratore la decisione di quando andare in pensione? E qui entra in gioco la consapevolezza. Lavoratori consapevoli che, con l’ausilio di un sistema di incentivi e disincentivi, potrebbero decidere quando smettere la loro attività in base ad un calcolo della rendita futura. Chi deciderà di andare in pensione prima verrà penalizzato con una rendita più bassa, mentre chi ritarderà il ritiro dal lavoro sarà premiato con un assegno più ricco. La previdenza pubblica si sta avvicinando al concetto di libera scelta che vige nella previdenza privata? Insomma, le proposte previdenziali di questi mesi sono diverse e alcune all’insegna della “liberalizzazione”, una parola che ci sta insegnando l’Unione europea ma che è ancora un guscio vuoto, riempito da ognuno, in verità, a suo modo. A volte liberalizzare è stato accostato a “razionalizzare” e il nostro editoriale, questa volta a firma del vicepresidente Guido Ferri, dice la sua a proposito della razionalizzazione della spesa previdenziale pubblica e privata insistendo sul fondamentale tema dell’autonomia. Allo stesso tempo, flessibilità, consapevolezza, liberalizzazioni saranno al centro delle giornate romane di Ottobre. Il 18 e il 19 gli Stati generali delle Casse di nuova generazione come l’Eppi si riuniranno per discutere della strada fatta e di quella ancora da percorrere. Sarà un incontro importante, a dieci anni dalla loro nascita, e il perché ce lo anticipa il presidente Jogna in un’intervista a pagina 3. Nelle pagine centrali del numero, troveremo i soliti numeri del bilancio dell’ente e, tra le nostre rubriche, merita un’attenzione particolare il “Come si fa” dedicato alla rassegna stampa on line, nuovo servizio a disposizione per i fruitori del sito. Due volte alla settimana potrete trovare facilmente l’informazione professionale e previdenziale che cercavate: sono sufficienti pochi colpi di mouse per sfogliare le pagine dei più importanti quotidiani nazionali. Sempre nella stessa rubrica ci piace segnalarvi un sito creato ad hoc per il decennale www.decennale103.eu, un sito neonato ma che forse farà strada anche dopo l’evento di Ottobre. Tra le “informazioni di servizio” ricordiamo a pag. 16 agli iscritti che, per rendere il loro rapporto con l’ente ancora più semplice, ora hanno la possibilità di regolarizzare la propria posizione contributiva on line. Entrando nella area riservata possono verificare la propria posizione previdenziale contributiva in tempo reale e fruire dello strumento finanziario che preferiscono. I nostri itinerari autunnali, infine, ci portano a Pietrarsa, al museo delle ferrovie, proprio dove tutto è iniziato, cioè sul primo tratto ferroviario italiano: la famosa Napoli-Portici. La storia dell’Europa del secolo scorso ha viaggiato con le rotaie, la previdenza del nuovo secolo viaggerà con il sistema contributivo?


AUTONOMIA di Guido Ferri* on ho mai parlato da queste colonne esplicitamente dell’Adepp e forse è bene che ora lo faccia. L’associazione che raccoglie le Casse dei professionisti può apparire molto lontana dagli interessi di ogni perito industriale che mi legge, interessato com’è giusto più alla sua rendita pensionistica che a questioni squisitamente politiche. Però sarebbe un errore non capire che cosa si muove più in generale nel mondo della previdenza. Sono scoccati i 100 giorni dall’elezione di un nuovo governo e il ministro Damiano sta approntando i primi passi verso un Welfare che, nel suo complesso, sia sostenibile. L’ha detto e ripetuto in più interviste: “sostenibile” sta per costruire una previdenza i cui meccanismi favoriscano bilanci a posto per tutti gli enti che se ne occupano così da assicurare, soprattutto sul medio e lungo termine, una pensione a tutti gli iscritti. Cosa c’entra l’Adepp? Beh, i 19 enti privati si sono mossi per dare il loro contributo in questo senso. Hanno aperto con Damiano un tavolo di lavoro presentando al ministro le prime ricette: una serie di emendamenti che rinforzino l’autonomia di ogni ente di previdenza privato per perseguire la sostenibilità e, nel caso delle Casse di nuove generazione come l’Eppi, che perseguano anche una maggiore adeguatezza della pensione. Bilanci a posto e pensioni più sostanziose. Insomma l’Adepp, forte della voce di quasi un milione e mezzo di professionisti iscritti, è in lizza per fare la sua parte e prego ogni perito industriale di seguire la sorte del tavolo politico, proprio perché l’opinione pubblica dei lavoratori autonomi possa avere il suo peso. Perché dico questo?

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na delle proposte partite dalla segreteria di Damiano va nella direzione di operare una serie di fusioni. L’idea è quella di recuperare risorse e razionalizzare le spese, attribuendo all’Inps la gestione delle risorse degli enti che curano le pensioni di alcune categorie: i dipendenti pubblici, i postali e i marittimi. Lo spirito dell’operazione è quanto mai interessante per la nostra categoria, perché il Consiglio nazionale sta premendo l’acceleratore per lanciare un nuovo Ordine dei tecnici laureati triennali che fonda gli

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albi e gli enti di previdenza esistenti dei geometri, periti agrari e periti industriali. Operazione importante per offrire una casa nuova di zecca ai nostri giovani professionisti, che potrebbe essere sostenuta con forza dalla politica se si fondessero importanti istituti anche a livello pubblico. Allo stesso tempo, il lancio di quest’idea rimanda all’importanza del ruolo dell’Adepp. I 19 enti che curano la previdenza dei professionisti rappresentano un modello efficiente anche se diversificato e, ovviamente, non esente da criticità legate all’imprevedibilità di molti elementi: numero di contribuenti, tendenza anagrafica, capacità di reddito, andamento dei mercati finanziari. Anche il mondo della previdenza, dunque, deve apportare delle migliorie e deve cambiare. Le criticità possono essere affrontate in vario modo, o puntando a forme di previdenza complementare, o cambiando il sistema di calcolo oppure utilizzando una percentuale dei patrimoni accumulati da gestioni virtuose in base a strategie che ogni ente riterrà opportuno scegliere. Tutte cose di cui si discuterà anche nell’appuntamento di Ottobre del Decennale e di cui parliamo ampiamente in questo numero. o, però, tengo ripetere un concetto che a me sta a cuore. È importante che i cambiamenti avvengano nel rispetto dell’autonomia di ogni singola realtà previdenziale. In questo, i segnali che vengono dal mondo politico destano qualche preoccupazione, visto lo spirito che ha caratterizzato i provvedimenti contenuti nel pacchetto Bersani. Insomma, ritengo importante che le Casse dei professionisti lavorino entro l’Adepp per cambiare laddove necessario ma quell’associazione esiste a ragione anche per difendere un patrimonio di professionalità di cui ne trarranno vantaggio in tanti. L’Eppi sta sperimentando e affinando, ad esempio, un sistema Welfare di cui un domani è probabile che se ne avvantaggi tutta la previdenza pubblica. Questo è uno dei nostri contributi concreti alla collettività; è importante ricordarlo.

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* Vicepresidente dell’Eppi

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IL SENSO DELLA MISURA Biglietto da visita di Giuseppe Jogna all’appuntamento del Decennale Presidente, ormai è un mese che si parla continuamente di pensioni. Vede, il tema rimane uno snodo importante di ogni politica finanziaria, ma forse solo ora se ne ha l’esatta coscienza. Poi dentro ci sono tanti temi: una cultura del Welfare, un confronto tra padri e figli, un confronto tra sistemi di gestione diversi. Io credo che con pacatezza bisogna affrontare ogni singolo filo e dare delle risposte. Partiamo dalla previdenza pubblica. Il sistema è in sofferenza perché si è promesso troppo e in anni di boom demografico. Però, anche in questo caso, a volte viviamo delle esagerazioni. La previdenza non può essere un continuo cantiere: bisogna costruire un sistema flessibile, che si autogestisca e, una volta poste le regole del gioco, bisogna rispettarle. Questo vuol dire? A quanto so nei paesi scandinavi, spesso

presi ad esempio di un Welfare dal volto umano, ogni cittadino pensa ad un suo zoccolo di base, diciamo obbligatorio, e poi però integra con un fondo pensione quella rendita. Il sistema obbligatorio, gestito dallo Stato, prevede di stringere e allargare il collo della bottiglia del calcolo pensioni in base al flusso contributivo e alla speranza di vita. Nessuno si scandalizza se chi va in pensione oggi può prendere più o meno di chi va in pensione tra un anno. Torniamo alla cultura del Welfare. Forse alla mancanza di cultura. I sistemi di gestione pensionistica avveduti devono essere equi non nel senso che tutti hanno la stessa pensione, ma nel senso che ognuno ha la rendita pensionistica che si è preparata, e dico di più, guadagnata durante la vita lavorativa. Questo è il principio che governa il sistema che applicano le Casse del 103, cioè gli enti di previdenza nati con la riforma Dini di cui l’Eppi fa parte.


Sono 11 anni dalla Dini, 10 anni dal varo del decreto legislativo 103 che vi ha dato la luce. Appunto, dieci anni che ci hanno fatto riflettere e decidere di organizzare il 18 e 19 ottobre un evento di discussione e, però, anche di ripartenza. I nostri iscritti devono sapere che la dirigenza è impegnata per difendere quanto di buono esiste e cercare di cambiare quanto non va.

Damiano ha parlato, per il sistema pubblico, di incentivi e disincentivi e non di coercizione. Lo spirito mi sembra condivisibile: si tratta di una prospettiva che tende verso la libera scelta dell’età pensionabile, ovviamente a partire da un limite minimo. La previdenza delle Casse del 103, però, è arrivata dalla sua nascita a questa verità: nel nostro sistema a partire dai 65 ogni momento è buono e non c’è nessun meccanicismo. Anzi, in Eppi è addirittura possibile anche andare in pensione a 68 anni e retrodatare l’uscita a tre anni prima godendo magari di un bonus previdenziale che raccoglie tre anni tutti insieme.

Cosa c’è di buono nelle Casse del 103? Prima di tutto, la certezza della rendita. I conti previdenziali sono come patrimoni, cioè non li tocca nessuno se non il legittimo proprietario, ma, mi si perdoni il gioco di Come rendere le parole, tocca al LA PROPOSTA DELL’EPPI pensioni più professionista mettere i soldi nel • Affrontare il tema dell’adeguatezza adeguate? La risposta è suo salvadanaio. delle pensioni semplice e difficile Sfruttare tutte le • Rivendicare l’autonomia della allo stesso tempo. opportunità: non previdenza privata entro nel merito • Chiedere di poter utilizzare le Semplice perché bisogna aumentare del tecnicismo, che riserve a vantaggio degli iscritti peraltro questa • Diffondere una maggiore il montante, che è il rivista sta tentando consapevolezza nel progettare ognuno salvadanaio di ogni iscritto il quale, al di spiegare in tutti i la propria pensione m o m e n t o modi, ma avverto i dell’uscita dal periti industriali di non perdere nessun contributo versato lavoro, viene suddiviso per gli anni futuri. in diversi enti di previdenza, riscattare Le proposte dell’Eppi, che sono state gli anni lavorativi se conveniente, consegnate al ministro Damiano scegliere di versare più del 10% insieme al pacchetto previdenzaobbligatorio se un anno gli affari sono privata, sono due, chiare e importanti andati meglio, avere chiarezza nelle per iniziare. Ne ho già parlato ma credo dichiarazioni dei redditi perché questo che in questo casi è meglio ripetere per significa accantonare cifre che saranno ragionare. restituite con gli interessi. La prima Molti dicono che non basta. Passiamo I nostri iscritti sanno bene cosa è il contributo integrativo, cioè quell’importo alle cose che non vanno C’è una questione di adeguatezza calcolato sul volume d’affari, che spesso grossa come una casa e io non mi tiro rappresenta il doppio del reddito netto, certo indietro. Il Decennale ruoterà versato dal committente. Sostanzialmente proprio sui modi di rendere le pensioni rappresenta il costo del lavoro della più vicine al tenore di vita e al reddito prestazione che serve per le spese di gestione dell’Ente. goduto in età da lavoro. Tutti in pensione più tardi, come spinge la riforma Maroni e le dichiarazioni del ministro Damiano?

Ammonta attualmente al 2%. Giusto. L’Eppi chiede di togliere il “tappo” che ci obbliga a lasciarlo al 2 per portarlo a 4%.

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Aumentare il costo del lavoro. I professionisti pagano le tasse e contribuiscono alla cosa pubblica, è giusto che il mondo produttivo contribuisca alle nostre pensioni. Lei crede che le pensioni Inps siano tutte a carico del lavoratore? Lo sono solo per un terzo. Due terzi sono a carico del datore di lavoro e io ritengo sia giusto chiedere ai nostri committenti una, chiamiamola, modesta partecipazione in solido.

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Perché aumentare quel contributo? Per dirigere il 2% nel montante di chi lo versa. Badi bene che, poiché l’integrativo si basa sul volume d’affari, in termini di reddito quel 2% diventa quasi un 3,5%. Con quest’operazione, è come se ogni professionista versasse il contributo obbligatorio pari al 13,5%. Attenzione però. Per quest’operazione, servono provvedimenti legislativi. Uno legislativo per togliere il “tappo”, l’altro normativo per destinare la maggiorazione al conto pensione. La fattibilità di questa strada. Sono fiducioso. I ministeri, che giustamente vigilano sulla vita degli enti privati, hanno concesso questa opportunità ad altre Casse, seppur per altri scopi. Siamo come il secondo figlio che percorre la strada già aperta dal fratello maggiore e in piena autonomia. I nostri bilanci, come emerge anche dal consuntivo 2005 in questo numero di Eppinforma, sono cristallini. Debbo anche dire che però la politica non è semplice da interpretare. Mi aveva parlato di una secondo punto fermo, a favore dell’adeguatezza. Certamente, riguarda il fondo di riserva dove sono stati destinati i risparmi dell’Eppi dal 1997 ad oggi. Per dirla in modo più complicato si tratta della parte di rendite che eccede la rivalutazione dei montanti. Bene, quel fondo è cresciuto, ha raggiunto 47 milioni di euro e credo che una quota ragionevole sia opportuno spostarla sui singoli conti previdenziali. In fin dei conti, sono soldi degli iscritti,

gestiti in modo efficace, ma insomma dare a Cesare quel che è di Cesare. Prospettive anche di questa seconda strada. Qui il discorso è più delicato, perché sarebbe sufficiente solo il via libera dei ministeri. L’abbiamo chiesto, ce l’hanno negato ma non desistiamo. L’ho anche detto in altri interventi che a tratti mi sembra ci sia una sorta di pregiudizio mentale nei confronti delle capacità gestionali della previdenza privata. Eppure, esiste una Commissione parlamentare bicamerale, un Nucleo di valutazione, il ministero del Lavoro e del Tesoro, insomma, molti organi che ci passano ai raggi x. Però mi faccia aggiungere una cosa più esplicita. Dica. Il sistema contributivo ha la sua resa maggiore in regime di libero mercato. Se potessimo investire con un arco temporale più lungo, ad esempio, le rendite aumenterebbero a vantaggio dei nostri iscritti. E poi, non ripeterò argomenti su cui mi batto da anni, ma se i soldi dei nostri iscritti non fossero tassati due volte, andrebbe tutto a beneficio dell’adeguatezza. Impegni per il Decennale. Siamo noi che cercheremo di impegnare i nostri interlocutori governativi in un dibattito sereno, per fare capire le nostre ragioni. Apriremo un sito web perché i lavori possano essere seguiti dalla platea di tutte le Casse del 103, nei due giorni del 18 e 19 ottobre. Tutti insieme siamo ottantamila professionisti, produciamo reddito, partecipiamo al mercato e garantiamo certezze. Sarete ascoltati? Credo che il senso della misura paga sempre e la previdenza pubblica sta venendo dalla nostra parte, nel metodo e nelle scelte.


Blocnotes Gli appuntamenti da ricordare

DECENNALE DEGLI ENTI DI PREVIDENZA D.LGS. 103/96 COS’È?

Un appuntamento importante, da seguire.

PERCHÈ DECENNALE

Dieci anni di previdenza al contributivo. Dal 1996 i periti industriali hanno un ente di previdenza che si occupa delle loro pensioni e se ne occupa secondo un metodo di calcolo innovativo per il sistema pensionistico italiano: il contributivo. Tale metodo prevede che la tua pensione venga commisurata, secondo determinati parametri, a quanto hai versato nella tua vita lavorativa. Dieci anni sono un lasso di tempo limitato ma sufficiente a fornire una buona occasione per riunirsi intorno ad un tavolo, discutere e, se necessario, migliorare il migliorabile.

QUANDO E DOVE

Ad Ottobre, il 18 e il 19 a Roma. Una città in grado di dare risposte istituzionali, che sono le risposte di cui le Casse hanno bisogno. Nella sala conferenze dell’albergo Excelsior si alterneranno le relazioni dei presidenti, i dibattiti che a queste seguiranno e gli interventi di tutti coloro che vengono definiti “gli addetti ai lavori”.

CHI SIEDE A TAVOLA

I padroni di casa: le Casse cosiddette del 103, rappresentate dai loro presidenti che nelle proprie relazioni illustreranno lo stato dei fatti e proporranno soluzioni possibili per rendere il sistema più efficace e più efficiente. Gli ospiti: i politici, che sono coloro che possono dare una risposta legislativa alle richieste di miglioramento del sistema sul tappeto; i tecnici, che con studi e proiezioni possono indicare le vie da percorrere; i rappresentanti dei Collegi e la stampa che dovranno stimolare, informare e divulgare. NO AL CUMULO PER I PENSIONATI LAVORATORI Il cumulo è il principio per cui una prestazione subisce una diminuzione in relazione all’importo dei redditi prodotti. L’Eppi ha presentato una delibera che stabilisce, invece, di non tagliare la prestazione ma di mantenere lo stesso importo anche in presenza di redditi da lavoro. Non si applicherà, quindi, il cumulo né ai pensionati Eppi né agli eventuali eredi, e non si applicherà neppure ai periti industriali invalidi. È importante sottolineare, però, che questo principio varrà sin tanto che l’Ente abbia risorse disponibili che gli assicurino la piena sostenibilità economica. E oggi i bilanci dell’Eppi lo permettono.

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BILANCIO CONSUNTIVO 2005 I numeri restano uno dei punti di forza dell’Eppi Il Bilancio consuntivo 2005 sarà interamente consultabile sul sito www.eppi.it

Il risultato della gestione Il risultato della gestione per il 2005 dell’Ente di previdenza dei periti industriali è degno di nota sia in assoluto sia rispetto al confronto con gli anni passati. L’avanzo di esercizio è stato pari a 7.359 milioni di euro con un incremento del 73% rispetto al valore dell’esercizio precedente come emerge dalla tabella 1.

Il sette per cento L’attenta gestione del patrimonio (sia immobiliare che mobiliare) ha condotto ad un rendimento netto medio di tutto rispetto: 7,02%. Questo significa che le rendite degli immobili di proprietà e gli investimenti nei mercati finanziari si sono bilanciati in modo fruttuoso, seguendo un principio di diversificazione


degli investimenti. Trasformato in cifre, quella rendita intorno al sette per cento ha determinato un risultato di 19,418 milioni di euro che costituiscono quella che possiamo definire la virtuosità dell’Eppi. Gli enti di previdenza, infatti, hanno il ruolo di far fruttare i contributi degli iscritti, mediante il loro accorto investimento, così da poter coprire la loro rivalutazione

Ritorneremo a parlare dei 7.359 milioni di avanzo, perché rappresentano una riserva importante su cui lavorare al fine di rendere i montanti degli iscritti più congrui e le pensioni più adeguate. Ora diamo uno sguardo alla popolazione dei periti industriali professionisti iscritti all’Ente di previdenza.

9 obbligatoria per legge. In questo senso, il risultato che si trae dalla tabella 2 è ancora più apprezzabile se si considera che è superiore di ben 8.382 milioni di euro rispetto l’ammontare della rivalutazione assegnata ai montanti contributivi di tutti gli iscritti, che si ferma appunto a circa 11.036 milioni di euro.

La fotografia della popolazione Contributi e redditi medi in crescita L’esame comparato dei modelli EPPI 03, cioè delle dichiarazioni dei redditi ai fini previdenziali, segnalano l’incremento del 5% sia dei redditi netti che dei redditi lordi rispetto al 2004. La categoria dei periti industriali, dunque, appare in salute.


Chi più e chi meno La fascia di età con il reddito più alto è quella tra 45 e i 54 anni, a conferma di un picco della produttività media tra i liberi professionisti. Le fasce più basse ovviamente sono quelle dei giovanissimi, entro i 24, e degli individui anziani, sopra i 74 anni. Le specializzazioni più ricche, cioè quelle a cui appartengono i redditi più alti, sono: arti fotografiche, industria tintoria e termotecnica; quelle meno ricche sono cronometria, disegno di tessuti, materie plastiche e industria navalmeccanica.

Pensioni e pensionati Le passività pensionistiche, vale a dire il debito che l’ente ha nei confronti dei pensionati di domani e contribuenti di oggi, è pari a 330 milioni di euro. Tale cifra è integralmente coperta dal valore delle attività di proprietà dell’ente che ammontano a circa 380 milioni di euro. Questo è il secondo dato importante che indica la salute di una Cassa: oltre la redditività, la capacità di avere riserve tali da coprire concretamente i propri impegni previdenziali, (tabella 4). A fronte di questo potenziale debito, le

Sempre al maschile Si conferma che nella popolazione Eppi vi è assolutamente una preponderanza di maschi: il 98% rispetto al solo 2% di donne. Altro dato rilevante è quello anagrafico: circa la metà della popolazione è sotto i 44 anni e l’altra metà entro i 64. Solo una punta intorno al 7% ha più di 65 anni, che ricordiamo rappresenta il limite minimo d’età per andare in pensione.

pensioni effettivamente versate sono 569, un numero decisamente contenuto che però è aumentato del 41% rispetto alle 404 del 2004.

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Spigolature Meno ricongiunzioni È da rilevare la diminuzione dei contributi incassati per ricongiunzione, dagli 820 mila euro del 2004 ai 256 mila del 2005. Il fenomeno è da attribuire sostanzialmente


alla costituzione del più conveniente istituto della “totalizzazione”. La questione del fondo di riserva Torniamo ora al fondo di riserva. Restringendo l’orizzonte temporale ad anni a noi più vicini, ciò che l’Eppi ha risparmiato, sottraendo i costi da tutti i ricavi, ha raggiunto la quota di 47 milioni. Questa considerevole cifra è destinata in un fondo di riserva. Da molto tempo l’Eppi sta chiedendo di poter redistribuire una quota dei 47 milioni avvedutamente risparmiati nei montanti degli iscritti. In

Il patrimonio Il patrimonio immobiliare dell’Eppi ammonta complessivamente a 92 milioni di euro e rappresenta il 26,6% dell’intero patrimonio investito. La restante parte è per il 71,6% costituita da titoli e per l’1,8% da liquidità, (grafico1). La quasi totalità del patrimonio immobiliare è destinato alla locazione, cioè ad essere affittato. Nel corso del 2005, pur attraverso il normale avvicendamento dei rapporti di locazione, il reddito ricavato è così rimasto sostanzialmente identico al 2004.

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sostanza, una ragionevole parte del fondo di riserva potrebbe essere utilizzata a favore degli iscritti per migliorare sensibilmente le relative pensioni. L’Eppi, in seno all’Adepp – l’associazione che raccoglie le Casse dei professionisti –, ha proposto, tra i vari emendamenti alla Legge Finanziaria 2007, in approvazione tra settembre e ottobre 2006, quello relativo proprio alla distribuzione di una parte del fondo sui montanti individuali. Se ciò fosse possibile, questi soldi, che per ora rimangono inutilizzati in un grande salvadanaio, rappresenterebbero un passo verso una maggiore adeguatezza delle pensioni, cioè un valore della prestazione più vicino al tenore di vita goduto in età da lavoro.

Le innovazioni Legislative La prima novità legislativa 2005 è l’integrazione al Regolamento previdenziale che ha offerto all’iscritto la possibilità di versare una maggiore contribuzione soggettiva, fino ad un massimo del 18% fin dall’anno in corso. Le quattro finestre contributive, oltre quella obbligatoria del 10%, sono: 12, 14, 16, 18 per cento. Non arretriamo a sostenere che la flessibilità di contribuzione rappresenta una delle chiavi per rendere l’iscritto protagonista, attivo e consapevole, della sua previdenza. La seconda novità legislativa è il regolamento che ha acceso l’assistenza facoltativa – per ora articolata in tre


distinti testi approvati ed esecutivi – diretta ad incentivare gli investimenti sull’attività professionale, con particolare riguardo ai giovani professionisti. In sostanza, l’Eppi, tramite una convenzione vantaggiosa ed un aiuto finanziario, è in grado di far stipulare mutui e prestiti agevolati ai periti industriali che lo richiederanno. Un quarto testo regolamentare è rivolto ad affiancare economicamente i periti industriali nei periodi di particolare difficoltà della vita. Il documento è stato già deliberato e resta in attesa della definitiva approvazione a conclusione del suo cammino legislativo

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La formazione Nel 2005 è stato lanciato l’incontro annuale con i collegi professionali, svolto nel mese di Giugno, con il coinvolgimento diretto dei rappresentanti e con l’intento di offrire formazione sulle problematiche previdenziali. Le giornate di incontro sono state tre, ogni giornata ha visto la partecipazione di un terzo dei rappresentanti in modo da coprire complessivamente l’intera richiesta. Il fine dell’operazione di formazione è stato quello di migliorare il servizio verso gli iscritti attraverso una maggiore competenza da parte degli Organismi periferici. Più conoscenza, e quindi, per maggiore efficienza. On line L’Eppi ha lanciato degli strumenti di pagamento on line, di cui tratta proprio in questo numero di Eppinforma a pagina 16. Si tratta di mettere a disposizione degli iscritti la carta di credito EppiCard, emessa dalla Banca Popolare di Sondrio in regime convenzionato con l’Eppi, oppure la CartaEppi emessa dal Monte dei Paschi di Siena sempre in regime convenzionato con l’Ente. Nel primo caso, oltre i servizi finanziari propri di una carta di credito, la card permette il pagamento dei contributi previdenziali,

sia in una unica soluzione sia in maniera rateale, attraverso l’area riservata del sito www.eppi.it. Accanto all’ipotesi carte di credito convenzionate, l’Eppi ha stipulato una ulteriore convenzione con il Monte dei Paschi di Siena per accedere on line a forme di finanziamento utili ad estinguere debiti contributivi a condizioni di mercato molto vantaggiose. Tali risultati rappresentano solo lo startup del processo di innovazione dell’Ente. Sono in fase di studio e realizzazione nuove forme di pagamento e di dichiarazione dei dati in maniera elettronica. Tali tecnologie, se utilizzate, riducono o eliminano sia i costi connessi alle commissioni che si pagano presso gli sportelli bancari e postali sia i tempi che si impiegano per tali attività. Un obiettivo questo a vantaggio indubbio degli iscritti e dell’Ente. Sempre mediante l’accesso dall’area internet, rimane sempre attiva 24 ore su 24 la consultazione della propria posizione contributiva aggiornata. Le stime per il futuro Il confronto tra i dati reali con le valutazioni riportate e trascritte nel piano tecnico evidenzia la crescita dell’Ente in linea con quanto previsto dall’ultimo piano tecnico. Tale risultato è il principale indicatore dell’equilibrio economico finanziario e terzo indicatore di buona salute. Secondo le stime attuariali, supportate da quasi dieci anni di dati raccolti sul campo, l’Eppi non avrà alcun problema per quanto riguarda l’equilibrio finanziario. Tali stime tecniche, elaborate sino all’anno 2043, portano ad affermare che la crescita del patrimonio netto dell’ente sarà tale per cui dai 274 milioni di euro del 2003, si arriverà ai 4.229 milioni di euro del 2043. Evidentemente sono proiezioni, ma l’esperienza acquisita dal 1998 ci mostra che fino ad adesso le tendenze sono state rispettate.


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La zattera Le parole difficili

Tutti i lettori della nostra rivista hanno diritto a capire, anche se gli argomenti che trattiamo a volte sono troppo tecnici. La patria di tale diritto è questa zattera di salvataggio, che cercherà di introdurvi ai temi della previdenza, perché è importante essere informati. Spiegare alcuni termini tecnici usati in questa rivista serve proprio ad alimentare il diritto e il piacere dell’informazione. Adeguatezza Termine che auspichiamo diventi sempre più noto e diffuso, in senso previdenziale. Adeguata si dice una pensione che permette di mantenere, per quanto possibile, un tenore di vita simile a quello goduto in attività lavorativa. Avanzo d’esercizio Letteralmente, in un bilancio, cioè che risulta tra i ricavi meno i costi. Per un ente di previdenza del 103, come l’Eppi, i costi principali sono le spese di gestione, la rivalutazione dei montanti degli iscritti e le pensioni da garantire fino a quel momento. È segno di salute di un ente di previdenza avere un bilancio con un “avanzo” di esercizio. Bilanci in parità possono destare qualche preoccupazione, mentre bilanci in negativo sono segno di importanti criticità Montante Termine che lentamente deve entrare nelle competenze di ogni iscritto Eppi, dato che rappresenta la base di calcolo della pensione. Il montante è costituito dai contributi versati dall’iscritto e rivalutati dall’Eppi durante tutto l’arco della vita lavorativa. Nel sistema retributivo, invece, che riguarda ancora molti pensionati dell’Inps e di altre Casse professionali, la base di calcolo è rappresentata dal reddito conseguito nell’ultimo o negli ultimi anni di attività. Preventivo e consuntivo Il bilancio preventivo è quello che progetta le spese di un ente durante la gestione. Di solito, è stilato nei primi mesi dell’anno. Il consuntivo è invece il bilancio che registra la gestione conclusa e valuta se il rapporto tra entrate e uscite è stato positivo o negativo. Ovviamente è stilato l’anno seguente di quello di chiusura, normalmente nel secondo semestre. Nel marzo 2006, ad esempio, l’Eppi ha stilato il preventivo 2006, ed a settembre ha stilato il consuntivo 2005.

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SCOPRIAMO LE CARTE I servizi dell’Eppi per pagare on line e con carta di credito al 2005 i periti industriali hanno un’opportunità in più. Possono dialogare con il loro ente di previdenza. Lo hanno sempre fatto con i mezzi tradizionali di comunicazione, cioè il telefono, le lettere. Ora l’interazione può avvenire in tempo reale comodamente da casa, a qualsiasi ora del giorno e (per chi soffre di insonnia) anche della notte, grazie ad internet, ma soprattutto grazie al sito dell’Eppi. Il sito non solo fornisce all’iscritto tutte le informazioni utili da un punto di vista conoscitivo ma lo mette in condizione di verificare in ogni momento quale sia la propria situazione previdenziale. Sono sufficienti pochi “clic” con il mouse per accedere al proprio personale spazio contributivo.

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alla pagina iniziale (www.eppi.it), cliccando sul tasto “Eppi on line”, ogni professionista Eppi arriva

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nella sua area riservata. Uno spazio virtuale, ma realissimo rispetto alle informazioni che contiene. Il perito senza essere vincolato ad orari di ufficio (il telefono) o alla coda alla posta (la lettera), ha la possibilità di sapere in ogni momento quali sono “i numeri” che lo riguardano: l’importo del montante, l’estratto conto aggiornato, gli interessi e le eventuali sanzioni, le scadenze e l’importo dei propri versamenti. Ha inoltre la possibilità di verificare la correttezza dei propri dati anagrafici. Tutto ciò con uno sforzo minimo: non dimenticare la password che è la chiave di accesso all’area riservata ciò che consente in ogni momento di entrare nella propria posizione. a questa area è inoltre possibile accedere a diverse possibilità di pagare i contributi. Quali? Analizziamole insieme.

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FINANZIAMENTO

CARTA EPPI

Cos’è? È un prestito personale, tagliato su misura a seconda delle diverse esigenze dell’iscritto, finalizzato al pagamento dei contributi previdenziali. Può risultare molto vantaggioso per chi ha debiti contributivi pregressi. A cosa serve? Al pagamento a rate di tutti i contributi Eppi. Chi lo eroga? La Consum.it, società del gruppo Monte dei Paschi MPS. Chi può richiederlo? Tutti gli iscritti Eppi titolari di un conto corrente bancario (non necessariamente aperto presso le banche del gruppo MPS). Come ottenerlo? Inviando on line la richiesta di finanziamento dopo aver compilato i campi richiesti nell’area riservata. Alla ricezione della richiesta la Consum.it verifica l'affidabilità del cliente ed invia, all’indirizzo mail comunicato, un responso positivo o negativo. Se la richiesta è accolta, l’iscritto/cliente può recarsi, presso la filiale della banca MPS da lui indicata nella domanda, per l’erogazione del prestito, munito della email ricevuta e di un documento di riconoscimento valido. Caratteristiche e condizioni L’importo finanziabile varia da un minimo di circa novecento euro ad un massimo di trentamila (il limite è determinato caso per caso in base alle caratteristiche economiche e di affidabilità di ciascun iscritto/cliente). L’opzione rateale è modulabile a seconda delle necessità dell’iscritto e può arrivare fino a 72 mesi.

Cos’è? È una carta di credito, a canone gratuito per il primo anno, riservata agli iscritti EPPI. È gestita dalla Consum.it, società del gruppo Monte dei Paschi e si avvale del circuito Master Card. A cosa serve? 1. A compiere acquisti presso esercizi commerciali. 2. A prelevare contante presso ATM (funzione bancomat) senza alcuna commissione. Chi può richiederla? Gli iscritti Eppi non necessariamente correntisti delle Banche del gruppo MPS, purché abilitati all’accesso nell’area riservata web. Come riceverla? Stampando il modulo di richiesta presente nell’area riservata del sito ed inviando, a mezzo posta, alla Consum.it il contratto corredato da un documento d’identità valido. Come funziona? Se si utilizza per prelevare contanti, è necessario digitando il codice Pin presso gli ATM a ciò abilitati. Se si fanno acquisti, funziona come una qualsiasi carta di credito. Come avviene l’addebito? In automatico, sul conto corrente indicato dall’iscritto al momento della richiesta della carta. Qual’è la capacità di spesa? La carta beneficia di un affidamento minimo pari a duemila euro e può arrivare ad un tetto di cinquemila euro mensili. Come avviene il rimborso alla Consum.it? In un’unica soluzione oppure a rate.

Paschihome È in corso di realizzazione il collegamento, riservato agli iscritti Eppi, al servizio di internet banking “Paschihome” del gruppo MPS. Attraverso l’area riservata sarà infatti possibile pagare i contributi mediante il bonifico, con il vantaggio di trovare l’importo e la causale precompilati.

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EPPI CARD

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Cos’è? È una carta di credito a canone gratuito, riservata agli iscritti all’EPPI. È gestita dal dalla Banca Popolare di Sondrio e si avvale del circuito Visa. A cosa serve? 1. A pagare i contributi previdenziali. 2. A compiere acquisti presso esercizi commerciali con pagamento in un'unica soluzione o rateale. 3. A richiedere una somma di immediata utilità per qualsiasi esigenza o per soddisfare una necessità improvvisa. 4. A prelevare contante presso ATM (bancomat) senza alcuna commissione. Chi può richiederla? Tutti gli iscritti Eppi titolari di un conto corrente bancario (non necessariamente aperto presso la Banca Popolare di Sondrio), purché abilitati all’accesso nell’area riservata web dell’Ente. Come riceverla? L’iscritto compila on line il modulo di richiesta presente nell’area riservata del

sito Eppi. La procedura di rilascio avviene poi interamente in forma cartacea, tramite posta. Non è richiesta nessuna documentazione, a parte la copia del documento di identità. Come funziona? Se si utilizza la carta per pagare i contributi, inserendone il codice riservato nei campi richiesti nell’area protetta. Se si fanno acquisti, funziona come una qualsiasi carta di credito. Se si utilizza per trasformare in contanti, una parte o l’intero ammontare, dell’importo assegnato, con l’accredito della somma direttamente sul proprio conto corrente. Qual’è la capacità di spesa? Se si utilizza ai fini previdenziali si può disporre da un minimo di milletrecento euro ad un massimo di venticinquemila. Se come carta di credito, mensilmente si può disporre da un minimo di milletrecento fino ad ottomila euro. Se si vuole utilizzare per ottenere un prestito la disponibilità va da un minimo di duemila ad un massimo di ventimila.

Chi compila on line l’Eppi 03 non sbaglia (o sbaglia meno) La possibilità di compilare il modello 03 on line è stata sperimentata per la prima volta per i pagamenti dello scorso luglio e ha brillantemente superato questo banco di prova. Perché ? Perché equivale a fornire i dati sotto la supervisione di un “consulente” —in questo caso il programma internet— che ci segnala ad esempio qualche dimenticanza, ci incita alla verifica se i conti non tornano e via dicendo. In sostanza non si può andare avanti nella compilazione se non si sono fornite tutte le informazioni e solo quelle corrette. Chi si è avvalso del tradizionale modello cartaceo non ha usufruito di un tale aiuto. Come conseguenza diretta, abbiamo potuto valutare che, sul totale dei modelli cartacei pervenuti all’ente, uno su tre è risultato incompleto o erroneamente compilato. È importante riflettere su questo dato e sulle sue conseguenze concrete. Questo comporta rinviare nuovamente il modello perché non sono stati forniti tutti i dati oppure, magari, aver calcolato un contributo inesatto e rendersene conto troppo tardi, quando sono già maturati gli interessi di mora. Magari, più semplicemente non aver usufruito della modalità on line può comportare, aver dimenticato di firmare il modello EPPI 03 e dover nuovamente compilarlo e spedirlo. Per contro, mediante l’opzione on line il calcolo avviene direttamente sugli importi inseriti e questo permette di non sbagliare. L’area riservata insomma, che ci piace definire “spazio contributivo personale” è sicuramente una buona opportunità per interagire in maniera costruttiva e collaborativa con l’Eppi. Perché non coglierla?


F.A.Q. Le domande che tutti fanno

In questo spazio intendiamo aiutare i nostri iscritti, cercando di fornire delle risposte ai loro quesiti più ricorrenti. È un luogo per chiarire i vostri dubbi ma anche per saperne di più. Nel modello Eppi 03/2005, che ho inviato a luglio, ho indicato il reddito professionale errato ed ho pagato un importo inferiore per il contributo soggettivo. Cosa devo fare? Lei deve compilare un nuovo modello in sostituzione del precedente, calcolare il nuovo contributo soggettivo ed eseguire il pagamento dell’importo mancante. Eventuali interessi di mora per il ritardato pagamento della somma dovuta le saranno comunicati dall’Ente con l’invio dell’estratto conto nel mese di ottobre. In alternativa, li potrà verificare direttamente dalla sua posizione on line. Ho letto che posso stipulare un prestito chirografario per l’acquisto di macchinari, arredi, attrezzature destinati all’esercizio dell’attività professionale. Posso accendere un prestito con la Banca Monte dei Paschi di Siena per acquistare un’autovettura destinata per uso professionale? No, l’acquisto dell’autovettura non è una finalità prevista dall’articolo 1 dei Regolamenti dei Benefici assistenziali, in quanto non rientra appunto tra i macchinari e le attrezzature destinate all’attività professionale. Ricorda Se vuoi saperne di più, vai nel sito www.eppi.it, alla voce Informazione, Le guide, Prestiti e mutui agevolati, e scarica il testo del regolamento accompagnato dalla guida.

Una comunicazione dall’Ente mi segnalava di aver dimenticato la compilazione dello status professionale nel modello EPPI 03/2005 e mi invitava quindi ad inviare un nuovo modello completo. Posso utilizzare la trasmissione telematica dall’Area riservata ed evitare di recarmi nuovamente in Posta per spedire la raccomandata? Si. Lei può compilare il modello direttamente dalla sua posizione on line selezionando la voce EPPI 03. Il sistema controllerà se i dati digitati saranno completi e/o corretti e le metterà a disposizione il riepilogo finale prima della conferma di invio on line. Dopo la trasmissione le sarà rilasciata la ricevuta del modello inviato. Ricorda Ogni iscritto ha una sua password fin dal momento dell’iscrizione. Se l’hai scordata, vai sul sito www.eppi.it, entra nell’Area riservata, clicca su Contattateci e fai la richiesta.

Come mi devo comportare per richiedere il contributo dall’Eppi a sostegno degli interessi per la richiesta di un prestito? Lei deve innanzitutto stipulare un prestito “chirografario” con la banca convenzionata. Non appena la banca le ha concesso il finanziamento, potrà presentare la domanda di contributo all’Eppi. Successivamente, lei ha 120 giorni di tempo dalla ricezione della comunicazione di ammissione al contributo per stipulare l’atto definitivo di finanziamento con la banca.

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PROSSIMA FERMATA: PIETRARSA Tra Napoli e Portici, dov’è iniziata la storia ferroviaria italiana e ferrovie hanno non solo attraversato la storia del nostro Paese ma addirittura l’hanno scritta, rivestendo un ruolo determinante nella sua modernizzazione, nella crescita economica, nello sviluppo sociale, nell’unificazione culturale. L'eccellenza dei saperi professionali dei ferrovieri da sempre è uno dei patrimoni più preziosi della società industriale, come prova un sistema che è sempre stato capace di proporre soluzioni fortemente innovative, in molti casi geniali. Disegni tecnici, progetti di carri e locomotori, realizzati quando si usavano calamaio e pennino, documentano alcune pagine di questa storia. Queste tavole, accanto ai rotabili, ai modelli, ai plastici e ai macchinari costituiscono il grande patrimonio del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa.

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Un museo in riva al mare Il museo è una vera perla nell’ambito delle mostre permanenti di carattere tecnicoscientifico del vasto panorama italiano, a partire dalla scelta della localizzazione, tanto suggestiva quanto significativa dal

punto di vista storico e architettonico. Il complesso espositivo è ubicato in una posizione incantevole fra il mare e la linea ferroviaria che collega Napoli con Reggio Calabria, ai piedi del Vesuvio, con una vista sul golfo su cui si staglia, all’orizzonte, la sagoma dell’isola di Capri. Per il pregio monumentale dei fabbricati — e per il loro valore evocativo di luogo della “memoria” di attività industriali qualificate —costituisce un pregevolissimo esempio di archeologia industriale. l Museo, inaugurato il 7 ottobre 1989, occupa le strutture del “Reale opificio meccanico, pirotecnico e per le locomotive”, costruito a partire dal 1840 su iniziativa della casa reale borbonica. Dove oggi hanno sede le esposizioni, un tempo pulsavano i motori e fervevano i lavori delle prime officine del nostro Paese specializzate nella costruzione di locomotori e rotabili. Insomma, il sito di Pietrarsa è l’unico museo italiano interamente dedicato alla ferrovia. Si estende su un’area di 36.000 metri quadrati, dei quali 14.000 coperti e 22.000 di area esterna, di pro-

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prietà del Gruppo FS. Si articola in padi- conto riparazione danni dopo la I guerra glioni e settori ed è dotato di una interes- mondiale, dall'impero austro-ungarico. Di sante biblioteca storica, con oltre 3.000 notevole interesse è anche una 736 portavolumi, molti dei ta dagli americani quali rari e di Le origini dell’opificio in Italia nell’ultigrande interesse Re Ferdinando II di Borbone, nel 1830, fece ma fase della II costruire a Torre Annunziata una piccola officina tecnico. guerra mondiale per la produzione di materiale meccanico e piroLa statua del fon- tecnico ad uso della marina e dell’esercito (mace poi lasciata, datore, re chine a vapore, affusti, proiettili). Sette anni dopo insieme a numeFerdinando II, la piccola industria fu trasferita presso la reggia di rose altre dello (una delle più Napoli sotto la direzione del tenente di artiglieria stesso gruppo, grandi sculture in Luigi Corsi. per dare un conghisa mai realiz- I lavori procedettero a tal punto alacremente che tributo alla rinazate in Italia, alta ben presto sorse il problema di reperire una nuova scita ferroviaria a 4 metri e 50 e del sede più spaziosa, dove poter provvedere anche fine guerra. peso di 7 tonnel- alla produzione di materiale ferroviario. Nel 1839 Tra le produzioni late) e la pensili- infatti era stata inaugurata la prima tratta della nazionali, tra i 22 ferrovia Napoli-Nocera e qualche anno dopo, na d’epoca in stile linea esemplari espoprecisamente nel 1843, fu aperta la Napoliliberty, già della Caserta, voluta dal re e gestita dai militari. sti, segnaliamo stazione di L’area, individuata in località Pietrarsa, situata una 910 per treni F i o r e n z u o l a sulla riva del mare fra i comuni di San Giovanni a pendolari, che d’Arda, costitui- Teduccio, Portici e San Giorgio a Cremano, dove poteva circolare scono un singola- era piazzata una batteria costiera d’epoca napoin entrambi i re corredo ai cin- leonica, fu acquistata in parte nel 1840 ed in parte sensi di marcia que corpi di fab- nel 1844. senza essere brica. girata ai capilinea, con notevole risparmio di tempo; una I treni dei re 835, locomotiva da manovra riuscitissima Nel settore “A”, l’ex Capannone di al punto che ne furono costruiti 370 esemMontaggio, è conservata, accanto a nume- plari; ed, infine, la curiosa 800, soprannorosi altri reperti, la riproduzione di uno dei minata “cubo” a causa della sua strana primi convogli italiani, il treno reale dei forma, costituita da una cabina senza la sovrani della Due Sicilie, con la locomotiva lunga caldaia, che normalmente vi si trova Bayard del 1839, il suo tender, un baga- davanti. gliaio, una carrozza di prima classe e due di terza. La "Cattedrale" e il Capannone tubi Il convoglio storiAll’interno della co è ancora in ex Torneria, grado di funzio- Come raggiungere il museo immobile dall'anare e, in qualche La strada di accesso al museo ricade nel territorio spetto maestoso rara occasione, è del Comune di Portici mentre il complesso è sul che ricorda l'astato fatto circo- territorio del Comune di Napoli. spetto di una Il Museo è raggiungibile con autobus pubblici e lare. grande basilica, Nel medesimo con i treni, che partendo dalle diverse stazioni di sono esposti padiglione è pos- Napoli, percorrono lo stesso itinerario inaugurato numerosi modelli sibile ammirare nel 1839 da re Ferdinando II, la Napoli–Portici. di rotabili. IL numerosi altri Si accede al museo tramite il sottopasso pedonaprimo è quello del le della stazione di Pietrarsa/S. Giorgio a locomotori. locomotore Tra le produzioni Cremano, mentre non esiste un’area interna adiE.432, a corrente estere spicca una bita a parcheggio per i mezzi privati. alternata trifase, possente 477 con il cui prototipo fu tender a 3 assi, a due cilindri dissimmetri- costruito nel 1928 dalla Breda in 40 unità; ca, dalle linee ben diverse da quelle delle poi viene quello dell’E.428, a corrente conaltre vaporiere, ceduta al nostro Paese, in tinua 3000 V, dotato di otto motori e con

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velocità massima di 130 km/h; infine quello dell’elettromotrice ALe 880, il cui prototipo fu costruito nel 1937, caratterizzato dal caratteristico profilo aerodinamico della cabina anteriore. Nel ex Capannone tubi, altro imponente

con tavolo artistico, un unico blocco in mogano lungo 8 metri e con 26 posti a sedere; il soffitto è intarsiato con lamine d’oro e medaglioni che riportano gli stemmi delle quattro repubbliche marinare. Nel medesimo padiglione sono in mostra

Rilievi architettonici La grande sala delle locomotive a vapore (ex Capannone di Montaggio), dalle dimensioni di 48,5 x 111,5 x 17, ha mura perimetrali di grande spessore costruite in mattoni di tufo e pietra lavica. La copertura è in lamiere grecate, ondulate su capriate in ferro e ghisa, ed il pavimento è in basolato lavico. L’edificio dell’ex Capannone Tubi Bollitori (che comprende il settore diesel m.30.28, il settore navi traghetto m.8,80 e la sala macchinario d’officina m.11,60, x m.26,65 x h.15,00) è invece realizzato in muratura tufacea di tipo ciclopico. La struttura di chiusura è costituita da capriate in legno ed acciaio, il manto di copertura è in tegole di cemento. Lo spazio espositivo del settore “M” (m.65,38 x m.19,00 x h.17,30), che costituisce il nucleo più antico delle officine, ha una struttura del tutto analoga a quella del Capannone Tubi ma caratterizzata da una impressionante sequenza di archi ogivali sostenenti il tetto. Questo straordinario particolare ha ben presto suggerito agli operai ed ai visitatori di ribattezzare l’edificio con il più appropriato appellativo di “Cattedrale”.

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corpo di fabbrica, sono ospitati colossali macchinari fra cui la calandra, che serviva a piegare le robuste lamiere ferree, l’alesatrice con la quale si praticavano i fori alle bielle delle locomotive e due grandiosi magli, un tempo alimentati a vapore e successivamente ad aria compressa. Dulcis in fundo Nel Settore “C”, all’interno dell’ex Caldareria, sono posizionate dieci veicoli

anche quattro “littorine”, automotrici termiche, così chiamate popolarmente, perché entrate in servizio negli anni trenta in coincidenza con la nascita della città di Littoria, oggi Latina. Completa il quadro un'E.626, locomotiva tutto-fare delle ferrovie italiane, che ha prestato servizio su tutta la rete sia in testa a lunghi treni merci o a merci raccoglitori, sia come titolare di convogli viaggiatori locali o diretti, come macchina di spinta

Curiosità Nel 1844, agli inizi dell'attività, le officine di Pietrarsa impiegavano 200 operai per la costruzione delle locomotive e per la riparazione di tutti i tipi di rotabili per la nuova ferrovia Napoli-Caserta-Capua. In quell'anno entrarono in officina le prime due locomotive da riparare e l’anno successivo vi furono costruite le prime sette locomotive, su disegno inglese. Su invito di Ferdinando II, nel 1845, la fabbrica fu visitata dallo zar Nicola I di Russia, che fece rilevare la planimetria da un suo ingegnere per riprodurla nel nuovo complesso industriale che stava nascendo a Kronstadt. Nel 1849, l’opificio fu visitato da papa Pio IX. In tale occasione le officine fusero un busto in bronzo del pontefice e una lastra che commemorava l’avvenimento. Alla caduta del regno borbonico, nel 1860, Giuseppe Garibaldi giunse a Portici. L’eroe dei due mondi volle vedere con i propri occhi il più grande complesso produttivo italiano dell’epoca nel quale lavoravano 850 operai, 200 operai straordinari (gli antesignani dei tecnici specializzati) e 75 artiglieri e si costruivano caldaie, laminatoi per la produzione di rotaie, locomotive e proiettili, macchinari per altre industrie. Si effettuavano inoltre riparazioni navali. All’Esposizione Universale di Vienna, del 1873, una locomotiva per treni merci, costruita a Pietrarsa, vinse la medaglia d’oro.

storici, tra le quali spicca la carrozza salone reale, poi presidenziale, ricca di decorazioni artistiche, costruita dalla FIAT nel 1928 su richiesta del re Vittorio Emanuele III di Savoia per il matrimonio di suo figlio Umberto II. Notevole è la sala da pranzo

sulle tratte acclivi o, in qualche caso, come macchina da manovra. Il museo è chiuso dal 2001 ma la sua riapertura è imminente, entro la fine del 2006, e la sua visita rappresenta una ghiotta occasione.


Come si fa Istruzioni per l’uso

RASSEGNA STAMPA ON-LINE PERCHÈ

COS’È

La conoscenza è alla base della consapevolezza e la consapevolezza ci fa scegliere meglio. Da Giugno i periti industriali naviganti trovano proprio l’informazione previdenziale che cercavano sul sito dell’Eppi. Come? Da casa, in qualsiasi momento, con pochi colpi di mouse. Da qualche mese il nostro sito si è arricchito di un nuovo servizio: la rassegna stampa on-line dei principali quotidiani nazionali e dei giornali specialistici. Il Corriere della sera, La Repubblica, Il Giornale, Il Sole 24 ore, Italia oggi, sono comodamente disponibili non in edicola, ma sul vostro Pc e con un servizio in più: la nostra mano che ha già scelto e selezionato per voi, proprio gli articoli relativi al welfare e, più in generale, alle professioni. Dall’home page www.eppi.it, cliccare in basso a destra sulla voce “rassegna stampa”.

COM’È

Su due colonne, disposti in ordine cronologico a partire dal più recente, ecco gli articoli che vi interessano, quelli che parlano dei professionisti come voi, e quelli che parlano di noi.

L’ARCHIVIO

Se per le “varie ed eventuali” sempre all’ordine del giorno nella vita di ognuno di noi, non siamo riusciti a tenerci informati nelle settimane precedenti, il sito ci offre la possibilità di rimediare. In alto nella striscia rossa a destra della pagina “Rassegna stampa”, selezionando il pulsante “Eppi stampa archivio” è possibile leggere tutti gli articoli pubblicati nelle settimane precedenti. A tendina compaiono, da giugno, tutti i mesi con le varie rassegne stampa. Non ci resta che augurarvi una buona lettura. Perché non approfittarne?

www.decennale103.eu Ad Ottobre le Casse del 103 festeggiano 10 anni e si riuniscono per due giorni a Roma. Il sito internet dell’evento (creato per l’occasione) www.decennale103.eu vi fornirà tutte le informazioni possibili. Il chi, il dove, il quando ma non solo. Tutto ciò che accadrà prima e durante sarà disponibile in formato web. Potrete leggere le relazioni dei presidenti, scaricare i video di presentazione dei cinque enti, essere informati dei dibattiti delle tavole rotonde, scaricare gli interventi svolti in formato veloce. Diciamo il vostro osservatorio privilegiato, per tenere dietro oggi a ciò che vi aspetta domani.

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L’intruso Scrive per noi

STILE DAMIANO

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La riforma delle pensioni è entrata prepotentemente nell’agenda del governo già nei primi 100 giorni di lavoro. Il tema è al centro dell’interesse e rischia di trasformarsi in una polveriera pronta a esplodere ogni qual volta si tenta di lavorare a un’ipotesi di aggiustamento. Il ministro del lavoro, Cesare Damiano, da bravo ex sindacalista, sa però che la concertazione e quindi anche la discussione è il sale della politica e che nessun risultato si raggiunge se prima non si avvia un dibattito sugli interventi che si sta per intraprendere. È questo il caso del progetto di creare un SuperInps, di riformare lo “scalone”, di adeguare i coefficienti di trasformazione con l’obiettivo di razionalizzare i costi e, Damiano dice, per una previdenza più equa. L’obiettivo è molto ambizioso così come lo è anticipare e quindi illustrare i propri progetti sugli organi di stampa e nei dibattiti pubblici, sottoponendoli in questo modo al giudizio di tutti. Speriamo perciò che il coraggio del ministro paghi e che non debba pentirsi di non aver coperto le proprie intenzioni da quel riserbo che invece, per il collega di governo Pierluigi Bersani, è stato il mezzo migliore per essere sicuro di portare a casa un risultato. Ne è un valido esempio il recente provvedimento di liberalizzazione che ha determinato, tra le altre cose, l’eliminazione dei minimi tariffari per gli ordini professionali, con evidenti problemi per le categorie intellettuali. Il decreto ormai noto come dl Visco Bersani è stato portato in Consiglio dei ministri all’ultimo minuto, né alcuna categoria interessata alla delicata miniriforma era stata avvertita delle misure di innovazione di cui era stata fatta oggetto. Le reazioni quindi al pacchetto di provvedimenti sono state dure (probabilmente giustificate) e prima tra tutti lo è stata quella (concedetemi di dire scomposta e in alcuni casi al di fuori della legalità) dei taxisti decisi a tutto pur di non aprire alla liberalizzazione, peraltro solo parziale, delle licenze. Due modi di operare dunque esattamente opposti quello di Damiano e quello di Bersani. Quest’ultimo parte dal presupposto, forse un po’ paternalistico, che nessuno è disposto a concedere riforme in casa propria e che quindi è inutile discutere prima le cose da fare. Il primo invece coinvolge la platea di riferimento e la mette a parte delle proprie intenzioni, spiegando quale sono le proprie esigenze. Quale delle due preferire? Certamente quella di Damiano valorizza il metodo della discussione e per questa ragione va spinta e incoraggiata, dimostrando a tutti che non è vero che, laddove ci sono propri interessi in campo, si innalzano automaticamente degli steccati. Ma non possiamo non ricordare che nella legislatura che ci siamo appena lasciati alle spalle uno dei testi più concertati e meditati di tutti i tempi, parlo del famoso testo Vietti di riforma delle libere professioni, è naufragato proprio, forse, per l’impossibilità di mettere d’accordo i diversi interessi in campo. Un esempio amaro, dunque, di come alcune volte la troppa concertazione sia fallimentare. Facciamone tesoro.


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