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Laura Il trasporto deve essere pubblico, efficiente e capillare

Bennati

Una cittĂ  in comune


Quali sono le principali priorità di Firenze e quali le prime da affrontare nel primo anno di mandato?

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Le principale priorità per Firenze, da iniziare ad affrontare tutte dal primo anno di mandato sono: 1) Mobilità: pensiamo sia indispensabile strutturare un piano integrato della mobilità tra ferro, gomma, bici e piedi. Il trasporto deve essere pubblico, efficiente e capillare e dotarsi di infrastrutture adeguate per la mobilità privata leggera, questi sono prerequisiti essenziali per la vivibilità della città e la ripresa dell’economia locale Pensiamo che si debba partire dal recupero e dalla valorizzazione delle strutture già esistenti, pensiamo alla riqualificazione delle sette stazioni fiorentine, all’uso dei parcheggi scambiatori che già ci sono a nord e a sud della città, a ridisegnare i percorsi dell’attuale mobilità su gomma in modo che non tutte le linee debbano passare dalla Stazione di Santa Maria Novella. Immaginiamo percorsi circolari che sfruttino la conformazione di Firenze. Accanto a questo vogliamo aumentare i km di piste ciclabili che devono però essere spaziose e sicure, non devono cioè essere tagliate all’improvviso da strade private o arterie cittadine ne interrompersi bruscamente. Ultimo aspetto ma non ultimo data anche l’età anziana della popolazione fiorentina residente mantenere in modo adeguato marciapiedi e piazze per permettere di muoversi liberamente anche alle persone con difficoltà motorie. 2) Diversa gestione degli spazi per uso abitative e sociale: Firenze è una città piena di edifici sfitti di varie tipologie. Ci sono spazi che potrebbero essere recuperati a livello abitativo e spazi molto grandi da recuperare ad uso sociale. Sull’uso abitativo pensiamo che il Comune debba recuperare gli immobili pubblici al momento non utilizzati e accanto alla creazione di alloggi popolari per le fasce meno abbienti è ne-


Il Comune dovrebbe farsi promotore di iniziative ed eventi durante tutto l’anno, non lavarsi la coscienza con una sola ‘Notte Bianca’

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cessario sperimentare forme di autorecupero da parte dei cittadini singoli o consorziati che hanno a disposizione un piccolo capitale e che usufruendo di una concessione in comodato gratuito possono avviare una ristrutturazione. Sull’uso sociale pensiamo che il Comune debba affidare gli spazi vuoti alle persone che in quel quartiere vivono, alle realtà sociali che in quella zona operano e favorire momenti di incontro e socializzazione annullando la parte burocratica. 3) Recupero della dignità dei quartieri e diversa gestione culturale della città. Immaginiamo un centro non più cartolina dipinta solo per i turisti ma che si ripopola di cittadine e cittadini e accanto a questo una nuova vitalità per i quartieri che non vengono più usati come dormitorio ma come zone vivaci, ricche di piccole botteghe e artigiani, centri di incontro sociale e culturale attorno ai quali ricostruire il senso di appartenenza al luogo in cui si vive. Vogliamo le piazze che tornino a vivere come luogo di socializzazione e per questo il Comune dovrebbe farsi promotore di iniziative ed eventi durante tutto l’anno, non lavarsi la coscienza con una sola ‘Notte Bianca’.


Laura Bennati

Vogliamo opporre all’uso consumistico della cultura e dell’arte cittadina messe a bilancio come una qualsiasi merce un loro rilancio nel senso di fruizione da parte di tutte le donne e gli uomini che vivono, lavorano o studiano in città. Vogliamo il patrimonio artistico di questa città messo a disposizione degli abitanti come strumento di emancipazione.

Un suo giudizio sull’operato dell’amministrazione uscente. Cosa va positivamente proseguito e cosa invece occorrerebbe cambiare?

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Riteniamo che l’Amministrazione uscente con il tanto osannato ‘decisionismo’ renziano abbia dato il peggio rispetto a quello che è il dovere di quest’organo politico di ge-


stione della città che è: ascoltare le esigenze di chi sul territorio vive prima di prendere qualsiasi decisione. Ha applicato questo modo di procedere rispetto ad ogni decisione cittadina quindi sottolineiamo il metodo sbagliato. Firenze, durante l’amministrazione Renzi, ha certamente riacquisito visibilità a livello nazionale. Quali onori e, nel caso, quali oneri ha portato questa maggiore visibilità?

Firenze ha riacquisito visibilità solo in quanto trampolino di lancio di un politico che ha usato la città per ottenere maggiore potere e soddisfare i propri smisurati appetiti. Non vogliamo mantenere alta la fama di Firenze per questo ma farci carico di riscattare questa città agli occhi dell’intero Paese come città da ricordare non solo per l’ambizione di un singolo ma anche come città da cui riparte un nuovo modo di fare politica, dal basso, partendo dalla credibilità delle persone che si impegnano sul territorio e basata su un metodo collettivo e trasparente.

Uno dei passaggi obbligati del prossimo sindaco di Firenze sarà quello di condurre la trasformazione della Provincia nella nuova Città Metropolitana. Che benefici avrà il Comune da questa novità?

Questo passaggio è ancora da studiare in modo approfondito, i tempi non sono certi né lo è il processo di avvicinamento. Certo è che la Città Metropolitana può essere una grande occasione per un piano di mobilità integrata serio che tenga conto di tutta la cintura intorno a Firenze e per uno snellimento nelle procedure di interesse del cittadino.

Chi pensa di scegliere, se eletto sindaco, a formare la sua squadra di governo? Quali saranno i criteri che utilizzerà per scegliere i componenti della Giunta?

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Per scegliere la mia squadra di governo utilizzerò una procedura pubblica e trasparente ma sarà formata da persone che la loro competenza l’hanno acquisita sul campo con l’ esperienza diretta, non mi baserò solo su titoli ‘accademici’. Ad occuparsi di lavoro, per capirci, ci sarà una persona che ha lavorato, non una che ha studiato il lavoro.


Laura bennati fd4  
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