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Oratorio “G. Marzano” Parrocchia San Bartolomeo Ap. Centurano - Caserta

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Giornalino del Centro Giovanile DON BOSCO EDIZIONE VENTENNALE n° 4

25 Marzo 2012

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Periodico a diffusione interna

L’editoriale

«Non bisogna tacere di fronte al male». Nel Messaggio per la Quaresima il Papa stigmatizza quella «mentalità che, riducendo la vita alla sola dimensione terrena, non la considera in prospettiva escatologica e accetta qualsiasi scelta morale in nome della libertà individuale». «Una società come quella attuale - la denuncia di Benedetto XVI - può diventare sorda sia alle sofferenze fisiche, sia alle esigenze spirituali e morali della vita». «Nel nostro mondo impregnato di individualismo - la tesi del Papa - è necessario riscoprire l’importanza della correzione fraterna, per camminare insieme verso la santità» e scongiurare così il pericolo di una sorta di «anestesia spirituale». Di qui l’importanza di «ammonire i peccatori», recuperando quella dimensione della «carità cristiana» che la tradizione della Chiesa «ha annoverato tra le opere di misericordia spirituale». Nel messaggio Benedetto XVI critica l’atteggiamento «di quei cristiani che, per rispetto umano o per semplice comodità, si adeguano alla mentalità comune, piuttosto che mettere in guardia i propri fratelli dai modi di pensare e di agire che contraddicono la verità e non seguono la via del bene». Il rimprovero cristiano, precisa però il Papa, «non è mai animato da spirito di condanna o recriminazione; è mosso sempre dall’amore e dalla misericordia e sgorga da vera sollecitudine per il bene del fratello». Ammonire i peccatori «Oggi - è la denuncia del Papa - si è assai sensibili al discorso della cura e della carità per il bene fisico e materiale degli altri, ma si tace quasi del tutto sulla responsabilità spirituale verso i fratelli». «Non così deve essere nella comunità cristiana», ammonisce il Santo Padre, ricordando che Cristo stesso «comanda di riprendere il fratello che sta commettendo un peccato», e che il verso usato per definire la correzione fraterna «è il medesimo che indica la missione profetica di denuncia propria dei cristiani verso una generazione che indulge al male». «Fissare lo sguardo sull’altro, prima di tutto su Gesù, ed essere attenti agli uni verso gli altri, a non mostrarsi estranei, indifferenti, alla sorte dei fratelli»: questo, in sintesi, l’invito del Papa, che esorta a «prendersi cura dell’altro» a partire dalla consapevolezza che «l’altro mi appartiene, la sua vita, la sua salvezza riguardano la mia vita e la mia salvezza». «La nostra esistenza è correlata con quella degli

altri, sia nel bene che nel male», afferma il Santo Padre, per il quale «sia il peccato, sia le opere di amore hanno anche una dimensione sociale». Spesso, invece, «prevale l’atteggiamento contrario: l’indifferenza, il disinteresse, che nascono dall’egoismo, mascherato da una parvenza di rispetto per la sfera privata». L’altro è un alter ego «L’essere fratelli in umanità e, in molti casi, anche nella fede - spiega il Papa - deve portarci a vedere nell’altro un vero alter ego, amato in modo infinito dal Signore. Se coltiviamo questo sguardo di fraternità, la solidarietà, la giustizia, così come la misericordia e la compassione, scaturiranno naturalmente dal nostro cuore». Come affermava Paolo VI, «il mondo è malato» soprattutto per la «mancanza di fraternità»: l’attenzione all’altro, invece, «comporta desiderare per lui o per lei il bene, sotto tutti gli aspetti: fisico, morale e spirituale». «La cultura contemporanea sembra aver smarrito il senso del bene e del male - rileva il Papa -, mentre occorre ribadire con forza che il bene esiste e vince, perché Dio è buono e fa il bene. Il bene è ciò che protegge e promuove la vita, la fraternità e la comunione». La «responsabilità verso il prossimo» significa, allora, «volere e fare il bene dell'altro, desiderando che anch'egli si apra alla logica del bene; interessarsi al fratello vuol dire aprire gli occhi sulle sue necessità». La tentazione della tiepidezza «Che cosa impedisce questo sguardo umano e amorevole verso il fratello?», si è chiesto il Papa: «Sono spesso la ricchezza materiale e la sazietà, ma è anche l’anteporre a tutto i propri interessi e le proprie preoccupazioni - la risposta -. Mai dobbiamo essere incapaci di avere misericordia verso chi soffre; mai il nostro cuore deve essere talmente assorbito dalle nostre cose e dai nostri problemi da risultare sordo al grido del povero». Invece, «proprio l’umiltà di cuore e l'esperienza personale della sofferenza possono rivelarsi fonte di risveglio interiore alla compassione e all’empatia», ha concluso Benedetto XVI, esortando i cristiani a vincere «la tentazione della tiepidezza». Da “Speciale Quaresima 2012” della Diocesi di Milano


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Tempo di Quaresima

Quali sono i tuoi propositi per la Quaresima di quest’anno? È una domanda che mi è stata fatta da diverse persone, che io ho posto a me stesso. Che fare? Come cercare di prepararmi al meglio per la Pasqua? Ho riflettuto, riordinato le idee, mi sono quasi seduto a tavolino per trovare la mia “strategia quaresimale”. Sono partito dagli anni passati, pensando alle scelte fatte, agli impegni mantenuti o meno, a ciò che mi era servito davvero. In più momenti mi ritornavano in mente le parole “carità – digiuno – preghiera” e poi, in ordine sparso, possibili azioni da fare. Trovato qualcosa che mi sembrava adatto per uno, me ne sfuggiva un altro, così di nuovo a pensare se non potessi fare di meglio. Che confusione! Vorrei crescere nella fede e mi ritrovo a non sapere cosa scegliere. Sciopero da internet? Meno tv? Andare a messa tutti i giorni? Non mangiare dolci di alcun tipo? Mettere ogni giorno da parte un po’ di euro per chi ha più bisogno?

chiesa, ma ripenso ai miei propositi da un lato e alle parole lette dall’altro come su due piatti di una bilancia. Ancora una volta ero in errore e avevo perso tempo nel rimuginare sulle mie mancanze, nel fare i conti su cosa eliminare, nell’elencare quanti avrei potuto aiutare. Durante l’omelia, grazie alle parole del celebrante, tutto si illumina all’improvviso: «Puntare su Dio». Sì, ecco la chiave, la soluzione, la strada, il vero impegno quaresimale: «Puntare su Dio». Io non avevo fatto altro che puntare su me stesso, cioè puntare sul perdente, su un cavallo che corre senza un fantino esperto. Nel farlo, avevo perso di vista Dio e la sua misericordia, ponendo al centro me e il poco che sono.

Cosa fare dunque per prepararmi alla Pasqua? Innanzitutto fuggire dal rischio di vivere la fede come un contabile, cioè abbandonarmi a Chi solo conosce il valore del cuore dell’uomo. Poi “grattare” e eliminare la scorza di devozionismo o pietismo per “vincere facile” con l’amore di chi è Padre buono. Infine alzare la testa e tenere lo sguardo non su me stesso, ma su Chi, guardandomi, mi fa sentire voluto bene anche quando Alla fine ho ridotto a questi soli quesiti i miei non sarò stato capace di mantenere fede a tutti i propo“fioretti” per la Quaresima. Quando pensavo che la siti quaresimali. Il resto verrà da solo, perché così prescelta fosse a portata di mano, subito prima di parteci- gherò, digiunerò e amerò. pare alla Messa delle Ceneri, mi sono ritrovato a legDa “Quaderni cannibali” gere questo post nel blog “Berlicche”: «Finalmente è Quaresima. Finalmente dei giorni in cui posso elimiMarco nare tutte le scuse, e sono come dovrei essere. Un periodo in cui non accetto niente di meno, rifiuto le Pappalardo autogiustificazioni, guardo con severità alle mie mancanze. Non vedevo l’ora, veramente. Troppo tempo ho perso nell’indulgere sui miei difetti. Ho l’occasione di cambiare, almeno un pochino. Di vivere meglio. Senza scorciatoie, senza “in fondo è lo stesso”. Voi direte, ma non potevi farlo prima? E io rispondo: certo. Ma ogni viaggio ha bisogno di una partenza e di una destinazione. Ogni salita ha bisogno di un primo passo, di una pietra solida, un gradino sul quale poggiare il piede. Poi so già che a volte non ce la farò. Le cattive abitudini sono dure a morire. Io non sono certo perfetto, anzi. So anche però che c’è una misericordia e un perdono per tutto, e questi non me li do da me. Mi vengono incontro dalla cima alle scale, come un presagio di primavera». Spento il computer, corro in


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Pagine di vita oratoriana

In occasione degli eventi organizzati per il ventennale del Centro Giovanile Don Bosco “G.Marzano”, Sabato 03 Marzo, presso la chiesa antica San Bartolomeo apostolo di Centurano, si è svolto l'incontro dal tema “Oratorio luogo di educazione alla cittadinanza”. Sono intervenuti il sindaco di Caserta, Pio Del Gaudio, e il referente regionale della Campania di Libera Don Tonino Palmese. Libera è un' a ssoci a zione che ha come scopo quello di c om ba t t er e contro tutte le mafie, proponendo attività di sollecito e coordinamento della società civile, favorendo inoltre la creazione e lo sviluppo di una comunità alternativa alle mafie stesse. Ma la camorra cos'è? E soprattutto chi è? Queste possono sembrare domande banali ma in realtà la mafia è molto più radicata nel nostro sistema sociale di quanto potremmo mai immaginare. Per dare una risposta a queste domande utilizziamo le definizioni date dallo stesso Don Palmese: <<La camorra è una forma di criminalità che si organizza per controllare un determinato territorio. Come tutte le mafie, essa è un “motore di ricerca” di tutto ciò che può fornire la società: violenza, furti, traffico di droga, ecc. Quanto più si struttura nella società tanto più crea un vero e proprio sistema. Almeno due sono le vie di strutturazione della camorra: la rassegnazione della società civile e la collusione con “pezzi” dello Stato>>. <<Il camorrista, invece, è uno schiavo della società criminale, uno schiavo destinato a vivere male, nascosto e con una vita certamente breve, perchè interrotta dalla violenza. Quasi sempre non ha cultura e la famiglia di provenienza è stata incapace di sostenere una crescita armonica e sana del proprio figlio. Diventa camorrista chi ha il mito dell'avere, dell'apparire, del prevaricare, una subcultura che appartiene a tanti. Poi c'è il salto nella violenza.>> Ritornando dunque, dopo questo breve excursus, all'incontro, è proprio dall'esigenza di evitare che si

verifichino queste situazioni che vi è la necessità di offrire ai ragazzi valide e solide realtà nelle quali poter trovare luoghi ove possano riuscire ad esprimere se stessi, attraverso l'insegnamento di determinati valori quali l'Amicizia o la lealtà o ancora la fiducia, e non modelli preconfezionati che la società attuale propina attraverso numerosi mezzi: la televisione in primis. Proprio Don Palmese a ragione di ciò ha raccontato un aneddoto che lo ha visto protagonista presso un carcere: dopo aver organizzato momenti d'incontro e svago con i detenuti, mentre era sul punto di andare via uno di questi gli è corso incontro chiedendogli perchè non si fossero conosciuti prima! Ma come fare allora in modo che ci si conosca prima? Qual è il vero problema che ci attanaglia e ci immobilizza nel non trovare una soluzione a tutto ciò? Forse il discorso merita ben altri approfonditi spazi rispetto a quello che abbiamo noi di informare la comunità sulle nostre attività, sui nostri incontri, sulle nostre opinioni. Noi possiamo dire che ci siamo! E voi? Francesco Sacco


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Pagine di vita oratoriana

Domenica 18 Marzo si è svolta la “ F e s t a a d ol e s c e n t i ” pr op r i o nell’oratorio dei Salesiani qui a Caserta, ove sono stati coinvolti tutti i ragazzi del MGS Basilicata- Campania. Il tema della nostra giornata era “verso l’allegria” , poiché lo stesso Don Bosco ci insegna che basta essere allegri e divertirsi in modo sano per raggiungere la santità. La giornata di balli e musica è davvero iniziata in allegria. Successivamente noi ragazzi abbiamo avuto la possibilità di scegliere tra diversi laboratori ( canto, ballo, animazione e bans, decorazione magliette, murales, scenografia, cortometraggio, gadget e teatro) quello che ci rappresentasse di più e da svolgere durante la giornata. Aver avuto la possibilità di svolgere questi laboratori è stato un modo per conoscere nuovi animatori e confrontarsi con altri ragazzi, ma anche un modo per sperimentare qualcosa di nuovo mettendosi in gioco. Ogni laboratorio seguiva il tema dell’allegria e ha preparato qualcosa da mostrare poi nel pomeriggio nel teatro dell’oratorio: è stato un fondamentale momento di condivisione: la cosa più importante non è stata infatti mostrare la propria bravura, bensì divertirsi e far divertire. Questa fantastica giornata si è conclusa con la messa, alla fine della quale tutti hanno ricevuto un segnalibro speciale realizzato dal laboratorio dei gadget. E’ stata una nuova fantastica esperienza che ci ha portato con l’allegria un passo piu’ vicini alla santita’.

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Pagine di creatività salesiana

Ad Aschauam Inn, in Baviera, Andreas Erhard svolge il suo percorso di formazione lavorando nel campo della vendita. Il supermercato “Don Bosco” di Edeka, una nota catena distributrice di prodotti alimentari, sotto il patrocinio dell’Ispettoria tedesca dei Salesiani di Don Bosco si impegna ad aiutare i giovani svantaggiati. Andreas vi lavora dal settembre scorso. Il Don Bosco magazin l’ha accompagnato al lavoro. "Non ho ancora compreso tutto dell’organizzazione, ma faccio progressi”. Andreas Erhard ride con un’aria furba mentre sistema una confezione di formaggio da spalmare nel frigorifero. Poco fa il diciottenne Andreas ha indossato la sua uniforme, una polo blu che riporta a sinistra il logo rosso “Don Bosco”. Il regno di Andreas comincia nel retro del grande supermercato. Qui si trova bene e si impegna volentieri. Solo raramente la sua disabilità lo ostacola nel lavoro. Fin dalla nascita, Andreas soffre di una paralisi al lato destro. «Ma posso fare tutto. Qualche volta il mio handicap mi ostacola, ma accadrà forse ogni tre mesi», dice. Poi cambia subito argomento. Quando parla del suo lavoro, Andreas usa i termini tecnici della vendita al dettaglio, come un lavoratore di lunga data di questo settore. «Gli articoli devono essere sistemati sugli scaffali in ordine decrescente di date di scadenza», spiega, mentre con la mano sinistra dispone nella sede opportuna una confezione di yogurt. Oltre alla sistemazione dei vari articoli, tra i suoi compiti si annoverano anche il controllo dell’assortimento e il riordino delle merci. Da settembre dell’anno scorso, nel supermercato “Don Bosco” di recente costruzione 21 giovani di Aschau seguono il loro percorso di formazione che li porterà a diventare venditori o commercianti al dettaglio. Per il gestore, l’Ispettoria tedesca dei Salesiani di Don Bosco, questo punto vendita Edeka appositamente avviato è un progetto pilota. In precedenza, Andreas e gli altri apprendisti seguivano il loro percorso in una piccola drogheria della superficie di 150 metri quadrati ubicata vicino alla farmacia del centro, che al momento è chiusa. La superficie dello spazio di vendita del nuovo punto vendita è pari a 600 metri quadrati. «Il lavoro che posso svolgere qui è più interessante rispetto a quanto accadeva nel vecchio negozio. Qui posso parlare con i clienti e dare loro consigli», dice Andreas, tirando leggermente verso l’alto i suoi jeans un po’ larghi. Nel supermercato Don Bosco-Edeka, Andreas è responsabile del reparto prodotti freschi e surgelati, come lo era nella drogheria. «I clienti sono molto gentili e si rapportano in modo positivo a noi. Solo a volte qualcuno si mostra un po’ seccato, quando non trova qualcosa». Andreas saluta amichevolmente una cliente che spinge un carrello della spesa. «Qui al supermercato i giovani acquisiscono compe-

tenze utili per la vita sociale e hanno un contatto diretto con i clienti. È una formazione costruttiva». (Hans Kiefl, responsabile del progetto) Accanto alla cucina, al primo piano del supermercato, si trova anche la sala -studio. Ogni martedì Andreas deve trovarsi qui insieme a quattro suoi compagni di classe del terzo anno per studiare. Fanno parte del piano di studi la contabilità e la matematica. Inoltre, per tutta la giornata di giovedì sono proposte le lezioni del centro di formazione professionale “Waldwinkel”. Nel pensionato annesso al centro, Andreas vive insieme a 260 altri apprendisti con necessità specifiche. Poiché il lunedì, il mercoledì e il venerdì non ci sono lezioni, Andreas può effettuare il primo turno di lavoro, dalle 6 alle 15,30, come oggi. Circa mezz’ora dopo la fine dell’orario di lavoro, Andreas torna al pensionato e vi trascorre due ore di tempo libero; seguono poi un’altra ora di studio e quindi la cena. Nei momenti liberi dallo studio e dal lavoro, Andreas ascolta musica e si dedica al suo hobby preferito: visitare siti Internet di automobili. I suoi occhi brillano, quando guarda il calendario appeso a una parete della sua camera su cui sono raffigurate auto veloci e potenti in bella mostra. Al termine della prossima estate, il diciottenne completerà il suo percorso di formazione per diventare venditore al minuto. I responsabili del percorso di formazione che si svolge al supermercato sono contenti di lui. E anche gli insegnanti di “Waldwinkel” immaginano un futuro positivo per questo giovane con il gel tra i capelli arruffati e un piercing all’orecchio. «Andreas percorrerà la sua strada», dice Hans Kiefl, il responsabile del progetto. «Il terzo anno è importante per il suo cammino verso la maturità. Qui al supermercato i giovani acquisiscono competenze utili per la vita sociale e hanno un contatto diretto con i clienti. È una formazione costruttiva». Il docente che si trova accanto a lui concorda e aggiunge: «Prima della fine del corso, Andreas deve ancora imparare ad arginare la sua esuberanza e studiare». Presto comincerà l’importante fase della preparazione all’esame. Inizierà poi anche la parte applicativa finalizzata a imparare a presentare la propria candidatura per un impiego. Quando gli si domanda dove gli piacerebbe lavorare, Andreas ha la risposta pronta: «Vorrei impegnarmi nell’ambito tecnico. Sarebbe magnifico, se trovassi un lavoro in un centro vendita di articoli per l’informatica o la telefonia cellulare». Da “Il bollettino salesiano” ANGELIKA LUDERSCHMIDT Traduzione di Marisa Patarino


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Let’s sing!

Molti mari e fiumi attraverserò dentro la tua terra mi ritroverai turbini e tempeste io cavalcherò volerò tra il fulmini per averti Meravigliosa creatura sei sola al mondo meravigliosa creatura paura di averti accanto occhi di sole mi bruciano in mezzo al cuore amore e vita meravigliosa Luce dei miei occhi brilla su di me voglio mille lune per accarezzarti pendo dai tuoi sogni veglio su di te non svegliarti non svegliarti non svegliarti....ancora Meravigliosa creatura sei sola al mondo meravigliosa paura d'averti accanto occhi di sole mi tremano le parole amore e vita meravigliosa Meravigliosa creatura un bacio lento meravigliosa paura d'averti accanto all'improvviso tu scendi nel paradiso muoio d'amore meraviglioso Meravigliosa creatura Meravigliosa occhi di sole mi bruciano in mezzo al cuore amore e vita meravigliosa Gianna Nannini


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Per pregare...

Se la notte sorprende il nostro andare Non scoraggiamoci La luce del giorno verrà Dio è luce! La colonna di fuoco condurrà i nostri passi Fino alla terra promessa Se le acque ci sbarrano la strada Non scoraggiamoci Avanziamo ancora Dio è colui che sostiene il nostro passaggio. Sulla riva opposta egli tende la sua mano Per strapparci ad ogni paura Se la sete screpola le nostre labbra Non scoraggiamoci. Dio è fedele Allora la roccia si aprirà E potremo attingere l’acqua viva Se le nostre mani temono di essere vuote: non scoraggiamoci cerchiamo di vincere la paura Dio è tenerezza

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E per finire ...

Appuntamenti da ricordare: 25/03/12: incontro in preparazione alla Quaresima per i genitori dei gruppi di prima Confessione e Comunione

26/03/12: liturgia penitenziale per il gruppo delle superiori

14 e 15/04/12: confronto Giovani

Francesco Sacco Alessandra Mauro

Agostino Improda Patrik Malolepszy Francesco Raja Marianna Imperatore Piera Laurenza


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