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La scuola politica pubblica è necessaria per creare una risorsa umana competente capace di decodificare e consentire all'intera cittadinanza di selezionare nuova classe politica non controllata dall'élite degenerata. Il legislatore dovrebbe introdurre leggi, procedure e regolamenti che consentono a tutti i cittadini di poter promuovere liste autonome facilitandone la raccolta firme, candidature al di fuori del sistema partitico tradizionale, imitando un pò il sistema delle liste civiche locali, e favorire la promozione di liste analoghe anche per le Regioni, le politiche nazionali ed europee. Coltivando la formazione culturale e l'autonoma formazione di liste sarà possibile favorire un ricambio della classe dirigente politica estranea al sistema dei partiti otto-novecenteschi addomesticati dalle lobbies SpA. Negli ultimi anni si è sviluppato il dibattito politico sui beni comuni al fine di sottrarli alle logiche mercantili dell'economia ortodossa, e individuare un "ente" (la comunità) diverso dallo Stato e dal privato che possa gestire acqua, energia, cibo, internet per garantirne una fruizione alle future generazioni. La risposta è: maggiore democrazia, e le società ad azionariato diffuso popolare, con l'assenza del profitto, possono essere forme di governo locale sufficienti per tutelare l'interesse pubblico. Si tratta di favorire la nascita di cooperative ove l'azionariato è diviso fra Enti pubblici e cittadini per la gestione delle risorse idriche, la raccolta dei rifiuti, l'energia e dei trasporti. Ponendo nello statuto vincoli di sostenibilità ambientale e di ridistribuzione degli utili sul territorio forse è possibile ottenere servizi più efficienti. In questo modo i cittadini direttamente, ed in maniera eguale e progressiva al reddito, si prendono carico del processo decisionale, dei costi e della gestione dei servizi evitando le speculazione e l'inefficienza delle multiutilities SpA, che hanno priorità di fare profitti. Le attuali competenze dei dipendenti delle ex municipalizzate possono essere recuperate e valorizzate in nuove società ad azionariato popolare. Un primo passo concreto dei cittadini al potere dovrebbe essere quello di imparare a misurare le attività dei dirigenti pubblici e chiedere all'organo politico azioni di responsabilità per rimuovere persone corrotte e incapaci. Un altro passo importante è valutare, con l'aiuto di un esperto ed indipendente amministrativista, il contenuto giuridico e contrattuale del piano regolatore comunale (il nome dipende dalle legislazione regionale: piano urbanistico, piano strutturale, etc.), e l'aiuto di un urbanista il contenuto tecnico del piano stesso. Esiste un sistema dei controlli (nuclei di valutazione), e prima di concorrere per presentarsi al governo degli Enti locali i cittadini devono conoscere quali leve utilizzare per "aggiustare" la pubblica amministrazione che non funziona correttamente. I partiti, nel corso dei decenni, hanno posizionato all'interno degli Enti le persone di loro fiducia possono fare ostruzionismo e continuare a promuovere interventi che non corrispondono al mandato politico delle nuove maggioranze. E' altresì importante individuare e riconoscere le competenze presenti per valorizzarle, e questo obiettivo è raggiungibile solo con la conoscenza degli strumenti da usare. Non si tratta di diventare esperti in materia, ma di capire come ci si comporta nelle istituzioni e come programmare la propria attività politica. Ad esempio: il programma elettorale diventa "linee programmatiche di mandato" approvate dal Consiglio, comunale, provinciale o regionale e la Giunta traduce le linee in Piano Esecutivo di Gestione (PEG) per assegnare incarichi ai dirigenti tramite il Piano Dettagliato degli Obiettivi (PDO) e misurare la performance dei dirigenti. In tal senso non bisogna sottovalutare il potere e il ruolo dei dirigenti che le riforme amministrative degli anni '90 hanno attribuito, creando a volte scompensi non indifferenti fra il ruolo dell'organo politico e quello tecnico.

praticamente una razza a parte. Le masse riconoscono questa realtà e accettano il monopolio del potere dell’élite, salvo che qualche esazione insopportabile porti a una rivolta disperata [...]

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Profile for Peppe Carpentieri

Qualcosa che non va  

Testo sulla società odierna, com'è e come dovrebbe essere. Analisi, proposte, documenti, inchieste, fatti, opinioni sulla moneta, democrazia...

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