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concretezza, vicinanza alla gente, e capacità di ascolto dei sistemi di pianificazione è quindi un obiettivo che è possibile avvicinare in molti modi.” 253 Diego Caltana racconta di “35 anni di progettazione partecipata” a Vienna. “Un’esposizione dedicata al modello viennese per il rinnovamento urbano racconta gli investimenti seguiti all’entrata in vigore della legge per il risanamento urbano varata nel 1974. Per contrastare gli aspetti più radicali di questo provvedimento legislativo un gruppo di sociologi, architetti e artisti, ma anche tecnici comunali e politici locali, presentano un programma di dodici punti per indirizzare il risanamento evitando che si trasformasse nella demolizione di intere aree degradate con la conseguente dispersione dei loro abitanti. Questi vennero invece coinvolti nei processi decisionali, dando vita ad un’esperienza apripista per la progettazione partecipata.” 254 Un’inchiesta di Riccardo Iacona: “Terremoto” in “Presa Diretta” andata in onda il 13 settembre 2009 su RAITRE 255 ha mostrato un quadro a dir poco inquietante sui controlli, a monte, nelle procedure di progettazione sulla sicurezza degli edifici. Un ingegnere del Genio civile calabrese confessa a Domenico Iannacone, inviato da Iacona: «…un tecnico regionale non è tenuto ad entrare nel merito, l'importante è che formalmente la copertina di un elaborato prescrive relazione geologica, relazione geotecnica, calcolo sulle fondazioni... ma poi dentro ci può essere... un calcolo di un altro fabbricato, una relazione di un'altra struttura, questa è la verità... si una volta che avviene il deposito ormai è andata... si a costruire con quello che è stato il deposito lei va al Comune e le rilascia il permesso per costruire ed è chiuso il discorso»

In Italia, la prevenzione primaria del territorio è stata sempre trascurata, nonostante sia la pianificazione più importante poiché salva vite umane. 256 Lo schiaffo morale a questa malsana idea di derogare la democrazia viene proprio da quei Paesi che noi chiamiamo in via di sviluppo. A Porto Alegre (Brasile), nelle favelas, dal 1989 è stato introdotto il “bilancio partecipativo” 257, ciclo di assemblee popolari tematiche, dove i cittadini possono proporre come destinare parte del bilancio pubblico comunale. Questa procedura ufficializzata con

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GIANCARLO PABA, ALBERTO MAGNAGHI (a cura di), in il territorio degli abitanti, Dunod Milano 1998, pag. 98 in il giornale dell’Architettura, dicembre 2009 n.79, Umberto Alemanni & C, pag. 26 255 http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-1c15a01a-ff3c-4fbb-be7a-7500796b79ca.html?p=0 256 Il 31 marzo 2009 si riunì la Commissione Grandi Rischi. Ma non prese decisioni. Ignorati gli allarmi del ricercatore Giampaolo Giuliani e un dossier dell'Ingv. "La protezione civile sottovalutò gli allarmi". Dossier della Polizia accusa: omicidio colposo. Giuseppe Caporale, la protezione civile sottovalutò gli allarmi Ecco lo stralcio del racconto di Claudio Messora, alias Byoblu, dal suo blog: “L’Aquila. 6 aprile 2009. […] Un operatore Rai mi si fa incontro. Mi racconta di un servizio realizzato una settimana prima, nello scantinato di una scuola elementare che i bimbi avevano abbandonato in fretta, dopo che il tetto gli era caduto addosso. Là in fondo, nella polvere, spasmodicamente intento a controllare e ricontrollare numeri, grafici e quaderni di appunti c’era un uomo. Accanto a lui, attento e visibilmente preoccupato, il sindaco Massimo Cialente. Al telefono il commissariato di polizia, in trepida attesa di notizie. Quell’uomo era Giampaolo Giuliani, ricercatore controverso, scienziato folle, inventore geniale di una tecnica accreditata presso tutte le istituzioni locali. Quello era l’uomo che sapeva predire i terremoti. Non voleva essere intervistato: aveva ricevuto un avviso di garanzia per un allarme che egli sosteneva non avere mai dato. Qualcuno, diceva, voleva metterlo a tacere. Ma per chiunque glielo avesse chiesto in privato, ed erano veramente in tanti, lui scioglieva ogni riserbo. Così fece quel giorno, il 31 marzo 2009, quel maledetto 31 marzo in cui la Commissione Grandi Rischi dichiarava con certezza che nessuno poteva prevedere i terremoti e che quindi, veniva detto in un comunicato sciagurato, non c’era nessun pericolo. […] Per quell’uomo invece, quello in fondo allo scantinato, il pericolo c’era eccome. Lo andava dicendo a chiunque. Lo disse anche alla troupe della Rai, che registrava di nascosto. Disse loro che entro una settimana sarebbe avvenuto un sisma di intensità superiore a quello che aveva appena fatto piovere calcinacci sui banchi e sulle teste dei bambini. Ma poiché non c’era nessun pericolo, quella stessa scuola, la De Amicis, avrebbe potuto riaprire l’indomani stesso. Fu una fortuna che il terremoto, quando venne, perché venne, scelse le 3.32 del mattino. Quella scuola andò distrutta, lei e tutta la città che le era intorno.” Byoblu, http://www.byoblu.com/post/2009/10/07/7-giorni-La-videocassetta-che-uccide.aspx#continue 257 GIOVANNI ALLEGRETTI, l’insegnamento di Porto Alegre, Alinea 2003 254

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Qualcosa che non va  

Testo sulla società odierna, com'è e come dovrebbe essere. Analisi, proposte, documenti, inchieste, fatti, opinioni sulla moneta, democrazia...

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