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Le contraddizioni dei dipendenti eletti, essi svolgono anche manifestazioni pubbliche contro il patto di stabilità ma non hanno il coraggio di deliberare monete pubbliche pur avendone diritto e potere: La Lega porta i sindaci in piazza. «Il patto di stabilità ci ostacola». Sì da 400 primi cittadini: al prefetto le fasce tricolore. Milano non c’è. I sindaci lombardi ci riprovano: stamattina alle 10 sono scesi in piazza, prima per un faccia a faccia con i cittadini, poi in corteo fino alla prefettura di Milano. Un breve corteo: pochi minuti a piedi separano piazza San Babila, luogo del concentramento, da Palazzo Diotti in corso Monforte, dove alle 11 vengono consegnate simbolicamente le fasce con il tricolore al prefetto Gian Valerio Lombardi. Le previsioni dicono che potrebbero essere presenti, stamattina, da trecento a quattrocento sindaci. Dei capoluoghi di provincia, quattro non saranno rappresentati: Milano, Como, Sondrio e Mantova. Milano è cosa nota. Mantova ha un alibi: è in attesa di scegliere il sindaco, domenica, al ballottaggio. Il comasco, invece, è teatro di un piccolo giallo: con il sindaco del capoluogo (Pdl) in vacanza alle Maldive e nessuno delegato a rappresentarlo, e assenti dal corteo anche i comuni lariani a guida Lega. Da Sondrio, invece, arriva la seconda defezione, dopo quella del sindaco Moratti, che fa discutere: a dichiarare il dietrofront è stato Alcide Molteni, sindaco in quota Pd, che ha bocciato come «tardiva e ipocrita» la manifestazione e ha attaccato il Carroccio: «La Lega è al governo e sta zitta quando si stanziano soldi per Roma, per Napoli, per Catania. Fa gli show per dire che il Nord è virtuoso. Cosa aspetta, dunque, a fare una leggina di due righe che premi i comuni virtuosi?». A lui come a Letizia Moratti risponde con semplicità il sindaco di Sesto San Giovanni, Giorgio Oldrini (Pd): «Questa è un'occasione da non perdere per ogni sindaco che voglia scegliere se rappresentare i suoi cittadini o la militanza di partito. Noi siamo per la prima opzione». Presente oggi all'appello il sindaco di Bergamo, Franco Tentorio (Pdl): «Il trattamento che il governo riserva agli enti locali non è più accettabile. È vero che ci sono già tavoli aperti dal governo con l'Anci, come dice il sindaco di Milano. Ma i risultati? Ad oggi sono equivalenti a zero». (8 aprile 2010) La protesta è stata organizzata dalle Anci regionali di Toscana, Umbria, Emilia Romagna, Lazio, Marche e Abruzzo. "In questi anni, i comuni sono stati gli unici enti pubblici a ridurre la spesa è l'ora di dire basta" ha spiegato il sindaco di Livorno e presidente dell'Anci Toscana Alessandro Cosimi. "Siamo arrivati al punto di non essere più in grado di garantire i servizi e così si va ad incidere sulla carne viva dei diritti dei cittadini". Il vicesindaco di Firenze Nardella ha sottolineato come sia necessario "dare una maggiore flessibilità ai comuni nella gestione dei loro budget" invitando il governo "a non spalmare il debito pubblico solo in periferia". (20 maggio 2010) 163

Questi Sindaci “protestanti” e pessimi attori appartengono agli stessi partiti che all’unanimità hanno tradito la Repubblica italiana ed il popolo sovrano, essi hanno votato (luglio 2008) a favore del Trattato di Lisbona, quel documento che viola la democrazia rappresentativa e legalizza l’usurpazione di sovranità monetaria, azione che inventa il debito pubblico ed opprime i popoli a vantaggio della BCE e delle sue filiali, in Italia sono le banche commerciali SpA e, chi detiene i Titoli di Stato; possono essere anche le stesse SpA che hanno speculato con i famosi mutui subprime (nella sostanza moneta per tutti) e gli stessi che finanziano guerre e campagne elettorali negli USA, SpA che a loro volta sono collegate a società creditrici di Titoli in Cina. Tutto ciò non è più gestione della cosa pubblica, ma un delirio.

Indicatori di povertà secondo l'ISTAT Mentre partiti politici e media distraggono le masse sui problemi reali, le decisioni dei Governi deprimino i cittadini con l'introduzione della recessione economica al fine di alzare il livello di incertezza e instabilità per raggiungere l'obiettivo politico di accentrare poteri in organizzazioni non rappresentative dell'interesse dei popoli, ma dell'élite degenerata.

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Cento sindaci al tappeto La protesta in piazza, in La Repubblica web 20 maggio 2010, http://firenze.repubblica.it/cronaca/2010/05/20/news/cento_sindaci_al_tappeto_la_protesta_in_piazza4209444/?ref=HREC1-5

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Profile for Peppe Carpentieri

Qualcosa che non va  

Testo sulla società odierna, com'è e come dovrebbe essere. Analisi, proposte, documenti, inchieste, fatti, opinioni sulla moneta, democrazia...

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