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Ma già adesso ci deve essere chiaro che il passaggio degli stimoli di politica economica, dal mercato monetario al mercato reale (produzione, prezzi, ecc...), avviene attraverso gli investimenti (cioè la domanda di beni destinati alla produzione, come le macchine). Vediamo perché. Prendiamo la figura seguente, raffigurante l’equilibrio nel mercato della moneta, con il valore d’equilibrio del tasso d’interesse i*, corrispondente al punto E. Nella figura l’offerta di M* è rigida (asse verticale) ed è stabilita dalla Banca d’Italia. Quest’ultima può variare la quantità di moneta offerta, modificando la Base Monetaria, p.es. con un’operazione di mercato aperto, instaurando cioè il processo visto nel paragrafo precedente. Il risultato di un aumento della BM, potrebbe essere, per ipotesi, la quantità offerta M, più grande della precedente, dove il nuovo stock di moneta è il risultato dell’azione del moltiplicatore monetario. Pertanto, la maggiore offerta di moneta determina una riduzione del tasso (da i* a i’, corrispondente al nuovo punto di equilibrio E’). Invece, la domanda di moneta proveniente dalla collettività richiede qualche spiegazione. Secondo la teoria economica la domanda di moneta di un individuo è la risultante di 3 motivazioni: · Domanda transazionale. E’ la domanda di moneta legata alla necessità di avere una certa liquidità per compiere le normali transazioni quotidiane, cioè gli acquisti desiderati. Essa è direttamente proporzionale al reddito, perché è plausibile ipotizzare che l’aumento del reddito disponibile comporti una maggiore spesa in beni di consumo. Per cui Dm = k(reddito), dove Dm è la domanda transazionale e k è una costante

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positiva. Domanda precauzionale. E’ la domanda di moneta legata agli acquisti eccezionali, che potrebbero sorgere all’improvviso ed inaspettatamente. Anch’essa è legata in maniera diretta al reddito. Domanda speculativa. Questa è la domanda di moneta dovuta alla necessità di detenere sempre in portafoglio una certa somma, da utilizzare qualora diventi appetibile acquistare un titolo particolarmente fruttifero d’interessi. In altre parole, s’ipotizza che un individuo medio detenga una somma di denaro sempre pronta ad essere investita in speculazioni, nel caso in cui l’interesse di un titolo di credito diventi vantaggioso. In questo movente la domanda di moneta è in relazione inversa col tasso d’interesse (i), perché maggiore è il tasso d’interesse, maggiore sarà l’acquisto speculativo di titoli e, di conseguenza, minore sarà la liquidità tenuta in tasca (la domanda speculativa di moneta). In formula matematica: Ds = - k(i), cioè la domanda speculativa Ds è inversamente proporzionale al tasso d’interesse (i), che rappresenta per la persona un costo-opportunità.

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Qualcosa che non va  

Testo sulla società odierna, com'è e come dovrebbe essere. Analisi, proposte, documenti, inchieste, fatti, opinioni sulla moneta, democrazia...

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