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si intende perseguire l'interesse pubblico, invece è efficace se si intende perseguire l'avidità dei pochi. Gli Stati dovranno riprendersi il ruolo politico sottratto da Trattati internazionali frutto di un'ideologia sbagliata, una credenza diffusa tramite il controllo dell'istruzione, buona parte dei media e dei partiti. I debiti pubblici non potranno essere ripagati poiché il sistema capitalistico è imploso, molto preoccupante anche l'aumento dei debiti privati che creano i fallimenti delle imprese, mentre la crisi della domanda interna innescata dall'aumento della disoccupazione ed i salari bassi hanno bloccato l'economia reale. Secondo Minsky il sistema capitalistico in certe condizioni sarebbe diventato instabile 129 e quindi insostenibile 130. Pertanto si tratta di ripensare le regole ed i valori globali e locali ove la rappresentanza politica torna a decidere la gestione della res pubblica senza determinate regole e tecniche finanziarie palesemente truffaldine. Da tempo una parte del mondo accademico chiede l'uso della scienza della sostenibilità e della bioeconomia nelle valutazioni politiche dando priorità alla salute, l'ambiente e le relazioni sociali. Sono noti diversi indicatori alternativi al PIL, come il BES per esempio, bisogna valorizzarli. Una maggioranza politica intellettualmente onesta, ed a servizio del popolo può intraprendere la strada legale del debito odioso 131. L'Italia e gli altri "paesi periferici" possono valutare l'azione legale nei confronti di chi ha truffato e rubato ricchezza ai popoli sovrani e "congelare" il debito estero per negoziare la giusta somma da pagare. Nel corso della storia molti paesi hanno ristrutturato il proprio debito estero, fra questi c'è anche la Germania 132. L'euro zona è un progetto politico che ha spostato ricchezze dai paesi "periferici" a quelli "centrali". Prima dello SME la bilancia commerciale dell'Italia era molto più favorevole. Nell'ottocento per fermare la ricchezza del Regno delle due Sicilie la massoneria inglese e francese ideò la propaganda del Risorgimento, e comprò i graduati borbonici per compiere la guerra di annessione chiamata Unità d'Italia. Il Regno delle due Sicilie era la Germania di oggi 133. La storia insegna come unire economie diverse con un cambio fisso (stessa moneta) sfavorisca i paesi periferici, a meno che non si rubi la ricchezza altrui con una guerra. Processo analogo accadde per la guerra d'Indipendenza americana.

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Hyman Minsky, Keynes e l'instabilità del capitalismo, Bollati Boringhieri, 2009 Federico Fubini, 14 luglio 2013, in La Repubblica on-line. Da quando l'Italia fu ammessa nell'euro nel 1998 all'inizio di quest'anno, il debito privato in Italia è salito di oltre il 130% del Pil. A dicembre 2012 gli oneri finanziari totali nel Paese (pubblici e privati) erano arrivati al 400,95% del Pil, mentre all'inizio del '98 era al 264%. È su questa cifra che banche, imprese, Stato e famiglie devono pagare un interesse reale che sale in proporzione a quanto scende il Pil. Certo alcuni Paesi, la Spagna, la Grecia, il Portogallo, o anche l'Olanda, sono arrivati anche oltre. Ma l'Italia non era mai giunta a questo punto nella sua storia unitaria. Gli oneri finanziari che gravano su quest'economia in contrazione da due anni sono di circa 6.000 miliardi: l'equivalente di circa 100 mila euro per abitante, neonati, ultra-centenari e immigrati inclusi. Peraltro l'unico settore che dal '98 ha aumentato la sua esposizione solo di poco è quello del quale ci si preoccupa (comprensibilmente) di più: lo Stato. http://www.repubblica.it/economia/2013/07/14/news/addio_al_tesoro_dei_privati_con_banche_famiglie_e_imprese_il_ debito_totale_al_400_del_pil-62946619/ 131 Fonte wikipedia: Per debito odioso si intende quella teoria di diritto internazionale riguardante la successione tra Stati nel debito pubblico. Con esso ci si riferisce al debito nazionale assunto per perseguire interessi diversi da quelli nazionali nella piena consapevolezza dei creditori e nell’incoscienza dei cittadini. 132 http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_sovereign_defaults 133 La prima cosa che balza agli occhi è lo spread (anche allora!) tra i rendimenti dei diversi gruppi di bond prima e dopo l'Unità. Quelli del Regno delle Due Sicilie (che erano un quarto del totale) prima del 1861 pagavano i tassi più bassi: 4,3%, 140 punti base in meno delle emissioni papali e di quelle piemontesi (che rappresentavano rispettivamente il 29% e il 44% del debito unitario dopo la conversione) e 160 in meno rispetto a quelle Lombardo-Venete (che però erano solo il 2%). Insomma, a voler utilizzare le categorie di oggi, il Regno di Napoli economicamente era per l'Italia quello che oggi la Germania è per l'Eurozona. Giuseppe Chiellino, Ilsole24ore, 30 giugno 2012, http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-0630/eurobond-fecero-unita-italia-190357.shtml?uuid=AbDwao0F 130

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Profile for Peppe Carpentieri

Qualcosa che non va  

Testo sulla società odierna, com'è e come dovrebbe essere. Analisi, proposte, documenti, inchieste, fatti, opinioni sulla moneta, democrazia...

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