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«lei è un vecchio che pensa in termini di nazioni e di popoli. Non vi sono nazioni, non vi sono popoli, non vi sono russi, non vi sono arabi, non vi sono terzi mondi, non c’è nessun Ovest; esiste soltanto un unico, un solo sistema di sistemi uno vasto ed immane, interdipendente, intrecciato, multivariato, multinazionale dominio dei dollari. Petroldollari, elettro-dollari, multi-dollari, frankmarc, sterline, rubli[…] E’il sistema internazionale valutario che determina la totalità della vita su questo pianeta. Questo è l’ordine naturale delle cose, oggi. Questa è l’atomica e subatomica.» (tratto dal film “Quinto potere” di Sidney Lumet, 1976) «non si può combattere il governo della città; tasse sicure come la morte; non si parla di politica o di religione; questo è l’equivalente della propaganda nemica scandita a voce alta dai picchetti: arrenditi soldato, arrenditi soldato! A questo ci ha abituati il XX secolo. Ma adesso nel XXI secolo, è ora di alzarsi e capire che non dobbiamo farci ammassare in questa trappola per topi, non dobbiamo sottometterci alla disumanizzazione. Non so voi ma a me preoccupa quello che sta succedendo nel mondo, mi preoccupa molto la struttura, mi preoccupano molto i sistemi di controllo, quelli che controllano la mia vita e quelli che vogliono controllarla ancora di più. Io voglio la libertà, questo voglio e, anche voi dovreste volerla! Ognuno di noi deve assolutamente sbarazzarsi dell’avidità, dell’odio, dell’invidia e anche dell’insicurezza perché è questo il modo in cui ci controllano, ci fanno sentire patetici, piccoli, in modo che spontaneamente cediamo la nostra sovranità, la nostra libertà, il nostro destino. Dobbiamo assolutamente capire che finora siamo stati condizionati a livello di massa e sfidare lo stato schiavo delle multinazionali.» (tratto dal film “Waking life” di Richard Linklater, 2001) «La parola ‘segretezza’ è in sé ripugnante in una società libera e aperta e noi come popolo ci opponiamo storicamente alle società segrete, ai giuramenti segreti, alle procedure segrete. […] Non c'è ragione di opporsi al pericolo di una società chiusa imitandone le stesse restrizioni. […] Stiamo correndo un gravissimo pericolo, che si preannuncia con le pressioni per aumentare a dismisura la sicurezza, posta nelle mani di chi è ansioso di espanderla sino al limite della censura ufficiale e dell’occultamento. Non lo consentirò, fin dove mi sarà possibile.[…]» (John Fitzgerald Kennedy, presso l’Hotel Waldorf-Astoria di New York, 27 Aprile del 1961) «Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo (PIL). Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere Americani.» (Robert Kennedy, Università del Kansas,18 marzo 1968)

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Qualcosa che non va  

Testo sulla società odierna, com'è e come dovrebbe essere. Analisi, proposte, documenti, inchieste, fatti, opinioni sulla moneta, democrazia...

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