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Chi siamo? Secondo Sitchin …

precauzione). La natura non può fallire perché non conosce la moneta e l’economia ma solo scambi energetici utili a far crescere e/o modificare le specie viventi. La vita umana esiste perché noi siamo energia e la felicità è una complessità che non ha nulla a che vedere con la schiavitù delle borse telematiche, del lavoro e della moneta. La felicità probabilmente risiede nella consapevolezza di chi siamo e questo percorso non è possibile nell’attuale società di schiavitù che alimenta nichilismo, invidia e odio “nascosti” dallo squallido teatro di finte democrazie rappresentative prezzolate dall’immorale ed ingannevole sistema bancario, che genera e trasmette la competitività contro qualcuno sin dalle scuole elementari (avarizia, lussuria). Un essere umano consapevole non si lascia ingannare dai segnali mediatici e vive in armonia con la natura, in comunità veramente libere di agire in qualsiasi modo per sviluppare le creatività umane utili a sostenere i propri simili. La storia degli dèi, degli Anunnaki (“Coloro che dal cielo scesero sulla Terra”), come li chiamavano i Sumeri, inizia con la loro venuta sulla Terra dal pianeta Nibiru in cerca di oro. La storia del loro pianeta è stata narrata nell’antichità nell’Epica della creazione, un lungo testo redatto su sette tavolette, è opinione comune che si tratti di un mito allegorico, il prodotto di menti primitive che parlavano di pianeti come se fossero stati dèi viventi in lotta l’uno contro l’altro. Ma, come ho dimostrato nel mio libro Il pianeta degli dèi, questo antico testo è, in realtà, una sofisticata cosmogonia che narra di come un pianeta vagante, transitando nel nostro sistema solare, entrò in collisione con un pianeta chiamato Tiamat, dando vita alla Terra e alla sua Luna, alla Fascia degli asteroidi e alle comete, e alla cattura dello stesso invasore in una grande orbita ellittica, orbita che 511 ha durata di circa 3600 anni terrestri.

E’ stato ampiamente dimostrato e verificato che l’invenzione del concetto competitività, soprattutto in ambito lavorativo e fra le aziende, non raggiunge l’obiettivo prefigurato della maggiore e/o migliore produttività, anzi è accaduto il contrario. All’interno di un’azienda, i reparti messi in competizione fra loro hanno iniziato a non comunicare più e diffidare dei colleghi perché l’obiettivo non era più far crescere l’azienda ma prendersi il premio remunerativo, spesso monetario, e questo anziché produrre un utile all’azienda ha causato l’indebolimento della motivazione (caso Ericsson). Al contrario, chi ha adottato la cooperazione ha visto crescere la motivazione dei singoli e quindi migliorato la produzione (caso Nokia). 512

Una facile soluzione economica: applicare la Costituzione. Ricordiamoci che: Armando Lamberti, docente di diritto costituzionale Università di Salerno: “[...] La Repubblica infatti deve incoraggiare e tutelare il risparmio in tutte le sue forme, e disciplinare e controllare con provvedimenti legislativi l’esercizio del credito, favorendo attraverso il risparmio l’accesso alla proprietà privata dell’abitazione, alla proprietà terriera da coltivare e all’acquisto delle azioni dei grandi complessi produttivi del Paese. Si tratta di una norma ispirata ai principi della cosiddetta “democrazia economica”. La Costituzione, si preoccupa, cioè di difendere i piccoli risparmiatori, in una società in cui il valore della moneta, l’andamento dei titoli in borsa ed il mercato mobiliare sono condizionati da fattori che loro non possono controllare.[...]“ Ed anche che: “[...] lo Stato esplica le proprie funzioni sovrane, tra le quali sono indiscutibilmente comprese quelle di politica monetaria [...]“ (Suprema Corte di Cassazione SS.UU civili, sentenza 21 luglio 2006 con n. 16751) Domani mattina il Governo e Regioni, possono “stampare” moneta pubblica libera dal debito e dagli interessi di proprietà della Repubblica per consentire alle famiglie povere indicate dall’ISTAT di poter usufruire dei diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione: casa, cibo, vestiti, istruzione, sanità. Si tratta di garantire ai ceti meno abbienti un reddito minimo proporzionale al costo della vita, esattamente come prevede la Costituzione affinché chiunque possa avere la libertà di esprimere se stesso e vivere dignitosamente.

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ZECHARIA SITCHIN, Il giorno degli dèi, Piemme, 2009, pag. 10 RICHARD SENNETT, l’uomo artigiano, quinta edizione, Feltrinelli 2010, pag. 39

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Qualcosa che non va  

Testo sulla società odierna, com'è e come dovrebbe essere. Analisi, proposte, documenti, inchieste, fatti, opinioni sulla moneta, democrazia...

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