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Per questa ragione è doveroso un percorso di conoscenza condivisa affinché si possano riprendere le elementari basi civili dettate dalla Costituzione e da un cultura figlia di un approccio olistico 502, libero e non condizionato dal potere invisibile. Vi sono strumenti efficaci come l’open space technology 503 per raggiungere obiettivi che hanno permesso di avviare progetti creativi con ampia partecipazione. La scienza dell’organizzazione sembra essere il tallone di Achille dei popoli ma internet è lo strumento che può aiutare le comunità per condividere esperienze e conoscenze altrui. La rete di internet è più di un semplice specchio della società, è una realtà virtuale che può dare una visione futura del mondo poi, saranno i cittadini a scegliere in che società vivere, continuare con l’attuale: immorale e nichilista, o una diversa poggiata sullo scambio, sul dono, sulla cooperazione e sulla reciprocità? E’ doveroso un cambio di paradigma culturale e questo può avvenire con una diffusa presa di coscienza sulle reali capacità e potenzialità umane. Ciò che per decenni è stato chiamato “sviluppo, crescita, progresso, produttività, sviluppo sostenibile” in realtà era una maschera per nascondere obiettivi tesi per cancellare la democrazia ed accentrare ricchezze artificiali nelle mani di pochi. Ormai il re è nudo. Conoscenza e coscienza useranno risorse e tecnica nella giusta misura per il benessere collettivo. L’intelligenza umana, nel corso degli anni, è dinamica. Il potenziale intellettivo dei giovani, spesso, è più alto dei docenti ed è difficile capire se contino di più i geni o l’ambiente. Possiamo intuire che l’ambiente aiuti i talenti. La mente funziona secondo schemi che si ripetono (imitazione) e la consuetudine errata può cambiare; questo dipende da diversi fattori: umiltà, coraggio, sperimentazione, ricerca, studio, sacrificio, conoscenza, valutare, scegliere. La mente, in realtà, è dotata di capacità: flessibilità, adattabilità e neuroplasticità che ci consente di riformulare e rimodellare le nostre connessioni neurali per produrre le forme di comportamento che desideriamo. Possiamo alterare comportamento, personalità e la nostra realtà. Possiamo modificare il nostro cervello in modo da non ricadere più in quelle reazioni ripetitive, abituali e insane che non sono il risultato della nostra eredità genetica e delle nostre esperienze passate. 504 Il successo nella vita (e dunque della razionalità) di uomini e donne post-moderni dipende dalla velocità con cui riescono a sbarazzarsi di vecchie abitudini piuttosto che da quella con cui ne acquisiscono di nuove. La cosa migliore è non preoccuparsi di costruire modelli; il tipo di abitudine acquisito con l’apprendimento terziario 505 consiste nel fare a meno delle abitudini. 506 Estratto dal film La belle verte, scena iniziale (dialogo nell'assemblea del pianeta), «Chi vuole andare sulla Terra?» racconto di Osam circa il pianeta Terra: «è stato tanto tempo fa [...] sono tornati indietro degli anni con dei capi, con dei presidenti […] la legge del più forte, donne sottomesse, 502

La posizione filosofica dell'Olismo (dal greco "holon", cioè tutto) è basata sull'idea che le proprietà di un sistema non possano essere spiegate esclusivamente tramite le sue componenti. Relativamente a ciò che può essere chiamato olistico, per definizione, la sommatoria funzionale delle parti è sempre maggiore/differente della somma delle prestazioni delle parti prese singolarmente. Un tipico esempio di struttura olistica è l'organismo biologico, perché un essere vivente dato, in quanto tale, va considerato sempre come un'unità-totalità non esprimibile con l'insieme delle parti che lo costituiscono. 503 L’Open Space Technology è una metodologia che permette, all’interno di qualsiasi tipo di organizzazione, di creare workshop e meeting particolarmente ispirati e produttivi. È stato sperimentato negli ultimi vent’anni in differenti paesi del mondo, impiegato nella gestione di gruppi composti da un minimo di 5 a un massimo di 2000 persone, in conferenze della durata di una, due o anche tre giornate. 504 JOE DISPENZA, evolvi il tuo cervello, Macro edizioni 2008, pag. 20 505 L’apprendimento terziario costituisce un processo di cambiamento del «deuteroapprendimento»: le premesse di quest’ultimo divengono soggette ad esame e modifica. In altre parole, l’individuo impara a cambiare le proprie credenze/abitudini pervenendo nello stesso tempo ad una «maggiore flessibilità nelle premesse acquisite mediante il processo dell’apprendimento, a una liberazione della loro tirannia». Così le nuove credenze/abitudini sarebbero prive della rigidità e della normatività di quelle sostituite: sarebbero più consapevoli, più flessibili, meno cogenti. (in A. DE SIMONE, F. D’ANDREA (a cura di) La vita che c’è vol. 2, Modalità del cambiamento del senso comune pedagogico, Franco Angeli, pag. 133) 506 ZYGMUNT BAUMAN, la società individualizzata, in biblioteca paperbacks [20] il Mulino, 2010, pag. 160

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Qualcosa che non va  

Testo sulla società odierna, com'è e come dovrebbe essere. Analisi, proposte, documenti, inchieste, fatti, opinioni sulla moneta, democrazia...

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