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essenzialmente sulla compravendita che, a sua volta, si fonda sulla diffidenza reciproca e sulla competizione. […] Se invece di rapporti sociali basati esclusivamente sulla mercificazione, le persone che vivono in città instaurassero legami di collaborazione, si donassero reciprocamente tempo, attenzione, solidarietà, mettessero gratuitamente a disposizione degli altri le proprie competenze professionali, si ridurrebbe la loro necessità di acquistare e vendere per soddisfare tutte le esigenze vitali. Farebbero decrescere il PIL, ma non si priverebbero di nulla. Al contrario, migliorerebbe la qualità delle loro relazioni interpersonali e il loro benessere psicofisico 498. Le corporation e gli esperti merchandising inseguono consapevolmente una fascia di consumatori con il portafoglio pieno a tal punto da costruire un mercato molto interessante, ma al tempo stesso immaturi quanto basta nei gusti per poter essere manipolati a dovere attraverso la pubblicità, il marketing e il branding. Allo stesso tempo, questi avatar del capitalismo consumistico cercano di incoraggiare la regressione degli adulti, sperando di riabituarli ai gusti e alle consuetudini dei bambini e di riuscire a vendere loro quell’inutile miriade di giochi, gadget e beni di consumo di cui nessuno ha realmente bisogno, ma che tutti acquistano per obbedire all’imperativo categorico del capitalismo: vendere, vendere, vendere. Come sottolinea la psichiatra infantile Susan Linn nel suo studio critico di quella che definisce «l’acquisizione ostile dell’infanzia», le aziende sono in gara tra loro «in modo sempre più aggressivo, per conquistare il favore del consumatori più giovani», mentre la cultura popolare «è sempre più soffocato dal cultura commerciale propinata senza sosta ai bambini, che vengono tenuti in considerazioni solo in quanto consumatori». 499

La reale crescita in un individuo è quella culturale, come idealizzata nell'uomo vitruviano, un equilibrio fra arte e scienza. Invece, attribuiamo valore ai nostri laureati specializzati quando essi conoscono solo una piccola parte del mondo, a causa di una programmata formazione finalizzata alla massimizzazione dei profitti di qualcuno, che non coincide con l’utilità sociale. L'intero sistema educativo e formativo è stato immaginato per una società dell'avidità, della competitività, per l'industria e non per la felicità degli esseri umani. Quest'epoca è terminata, arrivata al collasso, implosa su se stessa. Si rende necessario cambiare i paradigmi dell'educazione, per una società della cooperazione e della reciprocità. Un esempio? L’arroganza di certi ingegneri si misura dai danni sanitari causati dai loro progetti, sottaciuti da medici corrotti 500 poiché finanziati dalle stesse multinazionali. Gli esempi più clamorosi sono le opinioni di alcuni economisti per imbrogliare intere Nazioni. I soldi ricevuti per mezzo dei paradisi fiscali o da strumenti finanziari-informatici creati ad hoc senza lasciare traccia, trasformano Sindaci, Assessori e dirigenti pubblici in attori da premi oscar. In Italia abbiamo ascoltato sconcezze di ogni genere, poi verificate con semplici domande ben documentate. Attraverso gli strumenti informatici le aziende private pagano il prezzo della corruzione a dirigenti e funzionari pubblici senza che gli inquirenti possano trovarne le prove. L'élite degenerata controlla la pubblica amministrazione anche senza il controllo dell'organo politico, grazie alla riforma amministrativa degli anni '90, che concede enormi poteri al personale tecnico che può influenzare le scelte politiche. L’ignoranza diffusa sulle conoscenze scientifiche dimostra l’incapacità di valutare di fronte ad evidenze sconcertanti come il caso dei rifiuti. E la maggioranza del popolo non è in grado di valutare neanche le scelte energetiche. Valutare è uno sforzo di riflessione orientato a riconoscere il valore di oggetti e azioni: valori propri, in sé, e valori relazionati a contesti e processi. In questo sforzo un ruolo importante è svolto dalla comparazione. Comparare significa esercitare il giudizio personale, seguire convenzioni, applicare norme, testare ipotesi in modo libero o vincolato. 501

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MAURIZIO PALLANTE, la felicità sostenibile, Rizzoli 2009, pag. 81 BENJAMIN R. BARBER, consumati, da cittadini a clienti, Einaudi, 2010, pag. 11 500 RENZO TOMATIS, il fuoriuscito, Sironi editore 2005 501 DOMENICO PATASSINI, in Valutazione dell’impatto ambientale, a cura di VIRGINIO BETTINI, UTET 2002, pag. 22 499

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Qualcosa che non va  

Testo sulla società odierna, com'è e come dovrebbe essere. Analisi, proposte, documenti, inchieste, fatti, opinioni sulla moneta, democrazia...

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