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interessante la proposta di rileggere I classici dell’urbanistica moderna al fine di interpretare correttamente il cambiamento necessario che avvolge i temi del territorio, l’abitare e gli insediamenti umani. Verso la fine del 2010, Legacoop lancia una suggestione denominata “cooperative di comunità” per affrontare l’attuale recessione e tentare di soddisfare i bisogni dei cittadini. Lo scopo è mantenere vive e valorizzare comunità locali a rischio di deperimento, quando non di estinzione. Alcune per far fronte alla mancanza o al venir meno di servizi basilari per la comunità, come scuole, negozi, servizi socio-assistenziali. Altre da motivazioni ambientalistiche e di valorizzazione delle risorse del territorio. Altre ancora dalla necessità di rispondere a crisi occupazionali determinatesi nelle aree circostanti. Come abbiamo potuto leggere il mondo professionale ha soluzioni, mentre in questa fase del dibattito politico, sembra che l’approccio italiano 452 al tema sia alquanto immaturo ed anacronistico: “stop al consumo di suolo” (auspicio condivisibile, ma strano e tardivo), poiché il consumo indiscriminato del suolo c’è già stato, ed ha visto l’apice della battaglia negli anni ’60 con la sconfitta della proposta dell’allora Ministro, Fiorentino Sullo, che mirava a risolvere il problema della speculazione edilizia legata alla rendita e al “regime dei suoli”. Già nel 1946 Hans Bernoulli affrontò il tema pubblicando Die stadt und ihr Boden e denunciando i guasti provocati dalla privatizzazione dei suoli che determina l'impossibilità di una gestione collettiva della pianificazione urbana. E' altrettanto noto che lo Stato dispone ancora dello strumento giuridico dell'esproprio per pubblica utilità, sempre meno utilizzato per favorire logiche politiche ispirate dal liberismo per soddisfare interessi e capricci privati che spesso usurpano diritti, ambiente e territori. L'atteggiamento immaturo dei politici italiani circa il governo del territorio si riscontra anche nelle recenti proposte di legge che assecondano il desiderio delle lobbies, riproponendo gli strumenti della crescita che auspicano lo "stop al consumo del suolo" attraverso la spinta della rendita immobiliare, perché considerano corretto assegnare premi volumetrici al fine di realizzare progetti convenienti attraverso la rendita stessa. Tutt'oggi la convenienza economica dei progetti non si misura con l'etica, l'ecologia e la qualità urbana. L'economia ortodossa ed i criteri estimativi non conoscono la bioeconomia 453, e nella consuetudine politica si continua a confondere i concetti di valore e prezzo, ignorando cosa sia la reale ricchezza 454: capacità creativa, flussi di energia e materia, paesaggio e patrimonio. Una seconda fase di speculazione c'è stata fra il 1996 ed il 2007 attraverso un'espansione edilizia con un'enorme concentrazione delle risorse verso il mattone, operata da famiglie, imprese e settore pubblico. Fra il 2007 e il 2013 il valore delle costruzioni perde il 30% e il mercato crolla del 50%, gli occupati si riducono di 400mila unità. In Italia ci sono 250-300mila nuove abitazioni invendute e le imprese falliscono 455. Secondo l’Osservatorio Oice/Informatel le gare di ingegneria e architettura mai così male dal 1997 456, questo dato drammatico mostra la possibile distruzione di un ambito 452

Giuseppe Carpentieri, "sul governo del territorio", 13 luglio 2013, dal diario peppecarpentieri.wordpress.com <http://peppecarpentieri.wordpress.com/2013/07/13/sul-governo-del-territorio/> (ultimo accesso 31/12/2013) 453 Nicholas Georgescu-Roegen (1906 - 1994) ideò il concetto di bioeconomia, una pietra fondante della decrescita, il quale fece notare che l'economia deve tener conto della ineluttabilità delle leggi della fisica, ed in particolare del secondo principio della termodinamica 454 Secondo Frederick Soddy (1877 - 1956) la reale ricchezza dipende dai flussi di materia e di energia prodotti dalla natura, e pertanto il danaro non può comportarsi come una macchina perpetua poiché contraddice il principio termodinamico dell'entropia 455 Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, in Il giornale dell'architettura N.116, inverno 2013 456 Olimpia Ogliari, "Osservatorio Oice gare di ingegneria e architettura mai così male dal 1997", (http://www.edilone.it/osservatorio-oice-gare-di-ingegneria-e-architettura-mai-cosi-male-dal1997_news_x_19880.html), 21 novembre 2013

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Qualcosa che non va  

Testo sulla società odierna, com'è e come dovrebbe essere. Analisi, proposte, documenti, inchieste, fatti, opinioni sulla moneta, democrazia...

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