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Il “Piano casa” è l’ennesima prova che i Governi lasciano spazio agli interessi particolari dei costruttori; non è difficile scoprire che i consigli di amministrazione delle banche siano l’espressione degli imprenditori e non la volontà di filantropi per il bene comune. Si rinnova il “segreto di Pulcinella”, e dunque, ecco a cosa serve controllare una banca: concentrare i proventi attivi del signoraggio per autofinanziare gli amici, da notare che le banche concentrano i finanziamenti al Nord per un motivo banale, i banchieri e le banche sono nordiche, gestite da persone nate e che vivono al Nord. Gli interventi al Sud hanno, ugualmente, raccolto fondi privati ma in altro modo, per la maggior parte sono normali cooperative edilizie che rischiano il proprio capitale direttamente. L’articolo 41 della Costituzione lascia libertà all’iniziativa privata, ma non per distruggere il territorio che secondo l’articolo 9 deve essere conservato e tutelato. La concentrazione di questi capitali deve far riflettere sul fatto che l’attuale pensiero dominante pone la moneta al di sopra dei diritti e sembra inutile progettare spazi ideali poiché la rendita piega le buone idee a servizio dell’avidità. Tutti i progettisti sanno bene la sostenibilità urbana è il frutto di spazi ben armonizzati fra distanze, percorsi pedonali, servizi ben distribuiti e ambiente. Alcune norme hanno introdotto l’uso del Piano dei Servizi da inserire in una procedura chiamata pianificazione strategica, per considerare il territorio nel suo insieme al contrario di quello che accade sistematicamente quando si presentano società di trasformazioni che garantiscono ingenti capitali privati per realizzare interventi pubblici e privati. Il problema è che probabilmente questi capitali provengono dal sistema delle società offshore e dei paradisi fiscali impiegati nell’edilizia per riciclare proventi illeciti. Nella sostanza, col sistema dell’economia del debito lo Stato viene costretto a fare due passi indietro con la scusa: non ci sono soldi. Dove trovare risorse? Ecco i capitali insanguinati delle società finanziarie che non hanno limiti di azione, dalla droga alle armi, allo smaltimento di rifiuti pericolosi in Africa. Queste SpA grazie alla copertura dei servizi segreti e dei militari possono illecitamente raccogliere milioni e milioni di dollari da investire ovunque e quando questi non bastano, la FED è disposta a stampare moneta gratuitamente per le banche amiche. In Italia la criminalità organizzata, aiutata da servizi deviati ed SpA amiche del Governo di Washington nel riciclare i soldi prodotti con la droga, controlla, sistematicamente, la maggioranza degli appalti pubblici più importanti dal punto di visto economico e riesce ad infiltrare, col sistema lecito del subappalto, la maggioranza degli appalti di “media-dimensione”. La criminalità ignora solo gli appalti dei piccoli paesi poiché ritenuti irrilevanti. Sull’argomento servizi pubblici locali: acqua, energia, mobilità, le multinazionali coordinate nei gruppi sovranazionali: WTO, BCE, Bilderberg e Trilaterale, sono riuscite anche in Italia a far introdurre il diritto privato in ambito pubblico e privatizzare la gestioni di servizi essenziali (acqua, energia, rifiuti, trasporti e beni demaniali) per la vita dei cittadini. Per mezzo dell’economia del debito le SpA controllano tutto, a partire dalla scelta dei candidati politici fino al controllo del servizio stesso. Mentre la maggioranza dei popoli è incollata davanti un televisore gruppi “nascosti” sono riusciti a far passare l’immorale concetto: privato meglio del pubblico, per rubare ai cittadini. L’emergenza. “Black-out a singhiozzo, mezza giornata di panico e caos”. Tempestate di chiamate le stazioni di vigili del fuoco e polizia municipale, una donna incinta finisce in ospedale. Il primo improvviso black-out alle quattro di ieri pomeriggio, poi altri, a ripetizione fino a sera. In tilt l’intera città di Salerno, Pellezzano, molte zone di Cava dè Tirreni e dell’area dei Picentini, Tutti al buio, panico e disagi. 417 “Black-out, tre ore senza luce”. Salerno resta la buio per un guasto alla centrale di Rovella. Ieri pomeriggio Salerno è rimasta paralizzata da un black-out per quasi tre ore. 418 417

Luciana Mauro, in “Il Mattino” edizione Salerno, 28 aprile 2010, pag. 37

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Qualcosa che non va  

Testo sulla società odierna, com'è e come dovrebbe essere. Analisi, proposte, documenti, inchieste, fatti, opinioni sulla moneta, democrazia...

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