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che possono essere comunque introdotte con la modifica degli Statuti degli Enti locali. Il sistema produttivo industriale prende risorse dalla Terra e le trasforma in merci da vendere (logica del profitto). La maggior parte degli scarti viene riciclata ma l’invenzione del marketing pubblicitario ha indicato di progettare sempre più imballaggi, dove mostrare il logo delle SpA, e materie che non sono il prodotto ma scatole che lo accompagnano. Negli ultimi 40 anni è sorto il problema delle discariche e dei rifiuti perché nessuno si è occupato dei principi chimici-fisici con cui si progettano le merci e di raccogliere in maniera differenziata l’umido dal secco, nonostante le leggi indicassero di farlo. Solo in Italia è stata manomessa una direttiva europea (il 7% dalle bollette energetiche), inizialmente sorta per far nascere il mercato delle energie rinnovabili, per finanziare anche impianti che bruciano rifiuti pur sapendo che sono riciclabili per il 90%. 308 Più di 40 miliardi di euro dal 1992 309 sono stati rubati all’indotto delle fonti energetiche rinnovabili. La cattiva gestione dei rifiuti è la più grande prova sotto gli occhi di tutti che il pensiero produttivo dello sviluppo sostenibile insito nell’élite sia la peggiore cultura che l’uomo abbia mai subito. Da decenni parole tossiche come progresso, progressisti, crescita, sviluppo, sono servite per mascherare l’egoismo dell’élite e per manipolare l’opinione pubblica. All’irrazionale condotta politica degli inceneritori di proprietà di potenti lobby si contrappongono piani di maggiore buon senso. Persino il Giornale dell’Architettura parla, nel suo Rapporto Infrastrutture del 2008310, di generazione distribuita ed il ruolo dei prosumer ampiamente anticipata ed auspicata dal Wuppertal Institut 311 e dal Movimento per la Decrescita Felice. I prosumer sono i cittadini produttori e consumatori di energia ed il passo successivo è certamente l’azionariato diffuso, un cittadino un’azione, per controllare e gestire direttamente i servizi pubblici locali senza l’intermediazione delle multinazionali. Generazione distribuita significa passare dalle grandi centrali elettriche a piccoli impianti di condominio o di quartiere che trasformano l’energia, la gestiscono e la distribuiscono alle utenze finali. In realtà esistono sia la conoscenza e sia le tecnologie, per una mobilità ecologica ma queste non creano dipendenza e non consumano petrolio, e pertanto le lobby automobilistiche, prima che arrivi il picco del petrolio, misurano i tempi per rubare tutte le risorse economiche possibili. In Giappone l’Axle corporation 312 ha presentato una motocicletta ibrida con motore magnetico, la Tesla motor 313 ha presentato un’auto roadster con tecnologia similare. Tutte tecnologie derivanti dai brevetti di Nikola Tesla, colui che inventò la radio, la televisione, e la free-energy 314. La Tesla motor condotta da Elon Musk nel gennaio del 2014 annuncia il completamento di una rete di distributori (supercharger) 315 per ricaricare le auto elettriche da costa a costa. In ambiti ristretti del mondo accademico c’è piena consapevolezza che sia possibile perseguire a breve termine la piena indipendenza energetica sul reale fabbisogno dei volumi costruiti con l’eliminazione degli sprechi e la produzione attiva con un mix-tecnologico da fonti rinnovabili, sole, geotermia, acqua, vento. Con ritardo sta per iniziare anche in Italia la micro-trigenarazione diffusa, cioè piccoli impianti per condomini e case che possono “produrre” sia calore e sia freddo. Alcune comunità, comuni e paesi, stanno elaborando piani politici sulla transizione energetica. 316 308

STEFANO MONTANARI (a cura di), rifiuto: riduco, riciclo, Arianna editrice 2008 http://ambientefuturo.org/wp-content/uploads/2008/11/ambientefuturo-ne30.pdf 310 http://www.scribd.com/doc/8256429/Rapporto-Infrastrutture-Ott-2008 311 Una produzione elettrica decentrata. La produzione elettrica diventa così un’attività economica regionale: i consumatori si trasformano sempre più in produttori di energia. Si instaura un sistema che porta frutti anche a livello sociale: piccole centrali elettriche, materie prime locali, reti di fornitura regionali richiedono la partecipazione della cittadinanza, rafforzano le competenze del luogo e, comunque sono sistemi più democratici delle strutture centralizzate. In WUPPERTAL INSTITUT, per un futuro equo, Feltrinelli, 2007 pag. 181 312 http://peswiki.com/index.php/Directory:Axel_Corporation%27s_Hybrid_Bike 313 http://www.teslamotors.com/ 314 MASSIMO TEODORANI, Tesla lampo di genio, Macro edizioni 315 http://gas2.org/2014/01/27/tesla-supercharger-network-now-cover-coast-coast-drive/ 316 ROB HOPKINS, manuale pratico della transizione, Arianna editrice, 2009 309

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Qualcosa che non va  

Testo sulla società odierna, com'è e come dovrebbe essere. Analisi, proposte, documenti, inchieste, fatti, opinioni sulla moneta, democrazia...

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