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un ragionevole "piano di adeguamento" alle opportunità delle nuove conoscenze e tecnologie in tema di organizzazione del lavoro tramite internet e per mezzo delle moderne pianificazioni strategiche tramite l'approccio olistico. In questi piccoli enti è molto più semplice adottare il BES e pianificare le idee politiche di una decrescita felice verso una prosperanza di questi territori. Questi comuni possono essere un buon modello per quelli più grandi, pertanto è più semplice ed efficace iniziare in ambiti territoriali più ricchi di risorse importanti, la storia contadina e la natura, e più sensibili a raccoglie nuove risorse umane.

Uno strumento di accesso diretto alle informazioni. Il codice dell’amministrazione digitale (D.Lgs. 7-3-2005 n.82) finalizzato alla semplificazione e al riassetto della normativa in materia di informatica nelle pubbliche amministrazioni 262. Con l’applicazione del codice si possono effettuare seri controlli comodamente da casa, gli strumenti digitali sostituiscono le lettere inviate con raccomandate che hanno stesso valore legale. Sul diritto all’informazione: una sentenza della Corte dei Conti dell’87 così suonava: uno “degli strumenti di prevenzione (dell’ambiente) è proprio quello della responsabilizzante informazione dell’opinione pubblica sulle problematiche di tutela del bene ambiente“. Negli anni successivi si affermò una corrente dottrinale, nota col nome di “dottrina dei nuovi diritti civici” [...] Il diritto all’informazione ambientale è divenuto un “diritto pubblico soggettivo“ 263. Ora, presso gli uffici dell’ACI e dell’INPS è possibile chiedere gratuitamente il rilascio della posta elettronica certificata (PEC). Il cittadino con l’uso della PEC, senza sprecare tempo e danaro, può verificare se le amministrazioni applicano il principio di precauzione 264: criterio base per una corretta valutazione ambientale. Consigli pratici: se siete minacciati da rischi sanitari ed ambientali per mezzo di un’attività industriale ed avete dubbi circa la regolarità dei permessi siete autorizzati e moralmente coinvolti nel controllo del territorio poiché i primi ad agire devono essere i cittadini 265. A chi inviare richiesta di copia di atti e documenti? Al Sindaco, al direttore generale dell’azienda sanitaria ed all’ufficio igiene e prevenzione, ed all’ARPA 266. Cosa chiedere? Chiedete se l’azienda ha depositato regolare copia della Valutazione dell’Impatto Ambientale (VIA) e Autorizzazione Integrata (AIA), chiedete se sia stata effettuata anche una 262

http://peppecarpentieri.wordpress.com/2008/01/16/cittadini-svegliamoci/ SIMONA ZATI, diritto all’informazione e alla partecipazione in materia ambientale: il quadro giuridico e normativo di riferimento, in Valutazione Ambientale N.7, pag. 22 264 Comunicazione della Commissione europea: I responsabili debbono essere pienamente consapevoli del grado d'incertezza collegato ai risultati della valutazione delle informazioni scientifiche disponibili. Giudicare quale sia un livello di rischio "accettabile" per la società costituisce una responsabilità eminentemente politica. I responsabili, posti di fronte ad un rischio inaccettabile, all'incertezza scientifica e alle preoccupazioni della popolazione, hanno il dovere di trovare risposte. Tutti questi fattori devono quindi essere presi in considerazione. In alcuni casi la giusta risposta può essere l'inazione o quanto meno la decisione di non adottare misure giuridicamente vincolanti. Un'ampia gamma di iniziative è disponibile in caso di azione, da misure giuridicamente vincolanti a progetti di ricerca o a raccomandazioni. La procedura di decisione dovrebbe essere trasparente e dovrebbe coinvolgere tutte le parti interessate, quanto più precocemente e quanto più ampiamente possibile. http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2000:0001:FIN:IT:PDF 265 Estratto dal Documento ambiente di FNOM CeO – ISDE Italia: «La dimostrazione che molti processi patologici trovano una loro eziopatogenesi in cause ambientali, quali l'accumulo di inquinanti nell'aria, nell'acqua, nel suolo e nel cibo, e l'esistenza su scala mondiale di gravi e irreversibili dissesti ambientali, hanno sollecitato una crescente attenzione verso questi temi. Ambiente degradato, esposizioni occupazionali a sostanze nocive e modelli di vita scorretti sono responsabili del 75% delle patologie e delle cause di morte. Da decenni nei convegni medici si discute di salute, rischi da lavoro, ambiente e inquinamento e i ricercatori si impegnano per evidenziarne le correlazioni. Queste attività che non vanno certamente sottovalutate, non ci sono comunque sembrate espressione della intera potenzialità dei medici e degli altri professionisti della salute nei confronti della popolazione e dei politici. Agli specialisti che tutti i giorni verificano, per le loro specifiche competenze, i danni che l'ambiente inquinato determina nella popolazione devono affiancarsi i medici del territorio che possono rappresentare la reale congiunzione tra sistema sanitario, popolazione e mondo scientifico.» http://www.isde.it/AMBIENTE/Documento_FNOMCeO_ISDE_Italia.doc 266 Azienda Regionale per la Protezione Ambientale. 263

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Qualcosa che non va  

Testo sulla società odierna, com'è e come dovrebbe essere. Analisi, proposte, documenti, inchieste, fatti, opinioni sulla moneta, democrazia...

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