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LA STAMPA *

In edicola con La Stampa

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QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867

LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011 • ANNO 145 N. 168 • 1,20 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it

Icona della dissidenza

Londra, rivoluzione welfare

Big Man aveva 69 anni

Morta la musa di Sacharov

La nuova libertà della Big Society

Addio a Clemons il sax di Springsteen

Elena Bonner, vedova del Nobel, è stata protagonista della lotta per i diritti dell’uomo nell’Urss

Il piano del premier Cameron: per cure e assistenza budget pubblici e libera scelta alle famiglie

Suonava al fianco del Boss dal 1972 e la sua musica è stata fondamentale in quasi quarant’anni di successi

Malaguti e Panarari ALLE PAGINE 16-17

Piero Negri A PAGINA 41

Chiesa e Verna A PAGINA 12

Il Senatùr a Pontida dà l’ultimatum su fisco, Libia, ministeri al Nord

L’ATTRICE TRA I MIGRANTI LASCIA LE IMPRONTE: VOGLIO ESSERE COME LORO

Angelina Jolie, show a Lampedusa

Bossi a Berlusconi “La tua leadership adesso è a rischio” Il premier: la nostra alleanza senza alternative Confindustria e Cgil: sì alla manovra Tremonti «Berlusconi non dia nulla per scontato» dice Bossi a Pontida. E a Tremonti: se vuoi i nostri voti, riduci la pressione fiscale. La leadership del Cavaliere è messa in discussione, ma il premier è sollevato: la Lega chiude al voto anticipato, non vuole per ora far cadere il governo o accordarsi col Pd per un esecutivo tecnico. Intanto, Marcegaglia e Camusso promuovono la manovra.

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LA SPINTA PROPULSIVA È FINITA FEDERICO GEREMICCA INVIATO A PONTIDA

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passi per i tanti militanti che affollano il pratone di Pontida vestiti da Alberto da Giussano, con mantello, spadone e tutto il resto, nonostante i trenta gradi all’ombra. E passi anche per quelli che sfoggiano elmi da unni o da vichinghi, con belle corna lunghe e arcuate. CONTINUA A PAGINA 35

REPORTAGE

Barbera, Bertini, Fornovo, Galeazzi, La Mattina, Poletti, Rampino e Spini DA PAG. 2 A PAG. 8

L’INVESTITURA

Il popolo padano “Ora Maroni a Palazzo Chigi” Il ministro era il solo in giacca e cravatta E la gente gridava “Secessione-secessione” Servizio A PAGINA 4

Lussemburgo, l’Eurogruppo lavora a un’intesa

Grecia: “Servono altri 110 miliardi”

Un leader o fiducia o catastrofe stanco Papandreou: Nella notte l’accordo per cogliere consenso anche se an-

GIOVANNI CERRUTI INVIATO A PONTIDA

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a prima volta resiste mezz’ora, e la fatica si vede tutta. La seconda, un paio di minuti, quando è l’una passata: sole a trenta gradi sul palco di Pontida, e per Bossi è un’impresa riuscire a dire «da qui mandiamo il nostro segnale a Berlusconi, se vuoi andare avanti ricordati che i voti li abbiamo noi». CONTINUA ALLE PAGINE 2 E 3

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il salvataggio della Grecia fati- nuncia «che ad Atene servono alca ad arrivare. I ministri Ue so- tri 110 miliardi». In Grecia creno divisi sulla soluzione politi- sce la protesta contro il governo, ca da adottare, ma hanno ben nella notte migliaia di persone chiaro che il momento è diffici- sono scese in piazza e martedì le. Il belga Reynders non ha l’esecutivo sarà all’esame del dubbi: «Se ci saparlamento, un rà un default passaggio chiave MONTI che fa dire a Pacoinvolgerà tutti, come il crac «Sul caso Bini Smaghi pandreou: «O fiduLehman». Il pre- governo dilettantesco» cia o catastrofe». mier PapandreMastrobuoni Luigi Grassia ou cerca di race Zatterin A PAG. 9 A PAGINA 8

La star insieme all’alto commissario Onu per i rifugiati Guterres

L’ISOLA-PALCOSCENICO ALLA FINE RESTA SOLA

Anello e Venegoni ALLE PAGINE 14 E 15

DISPERSO IN LIBIA IL GENERALE SARKOZY

FRANCESCO LA LICATA

CESARE MARTINETTI

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a qualche tempo Lampedusa sembra diventata un grande palcoscenico dove, in alternanza, si rappresenta ora l’enorme tragedia dell’umanità in fuga da guerre, povertà e tirannia, ora l’intramontabile commedia della politica che cerca l’affermazione di idee della vita e della libertà spesso opposte e contrastanti. CONTINUA A PAGINA 15

hi ha visto il generale Sarkozy? A tre mesi dall’inizio delle operazioni in Libia il presidente appare disperso in battaglia. L’Eliseo ha celebrato sabato il 71˚ anniversario dell’appello di De Gaulle alla Francia occupata: «La fiamma della resistenza francese non si spegnerà...». Ma dell’altro anniversario, nessuna notizia. CONTINUA A PAGINA 35

Moratti non trova un tecnico e i campioni preferiscono Spagna e Inghilterra

Inter senza trainer: la serie A non ha più fascino MARCO ANSALDO

INTERVISTA

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ranca non abbranca. Lo slogan è facile nonché impietoso: infatti la missione in Portogallo del direttore sportivo dell’Inter per ingaggiare un nuovo allenatore assomigliava ad un pellegrinaggio a Fatima conoscendo l’intenzione di André Villas Boas di non lasciare il Porto. Non s’è compiuto il miracolo e quanto resta è un’altra porta sbattuta in faccia al calcio italiano. CONTINUA ALLE PAGINE 44 E 45

Agassi: io, Steffi e Wimbledon Oggi il via al torneo di Londra con dieci azzurri in cartellone L’ex re: per me vince Federer Stefano Semeraro A PAGINA 52 André Villas Boas

DOMANDE & RISPOSTE IN ULTIMA

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2 Primo Piano

LA STAMPA

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LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

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PONTIDA IL RADUNO LUMBARD I Temi del discorso Premiership centrodestra

Patto di stabilità

Caro Berlusconi, la tua premiership è in discussione alle elezioni se non saranno fatte una serie di cose

Caro Giulio, se vuoi ancora i voti della Lega lascia stare i Comuni Bisogna riscrivere il patto di stabilità

Pressione fiscale

Equitalia

Missioni di «guerra»

È necessario ridurre la pressione fiscale se si fa un progetto saggio, serio, non finiremo come la Grecia

Già martedì voteremo un decreto che metta dei paletti all’azione di Equitalia. Bisogna stare vicini alla gente

I soldi si trovano finendo le missioni di guerra. Tra bombe e clandestini abbiamo speso già un miliardo

30 Minuti La durata del discorso del leader. Bossi si è portato sul palco 16 fogli battuti a macchina, ma ha anche parlato «a braccio»

“No al voto subito: vincerebbe

Bossi fissa le condizioni per proseguire l’alleanza, ma poi aggiunge: “Per continuare bisogna cambiare: sembra un prender tempo, un affidare agli altri, in questo caso a Berlusconi e al suo partito, la soluzione del caso. Ecco tutto l’elenco già illustrato in queste ultime due settimane, i GIOVANNI CERRUTI ministeri da trasferire alla Villa ReaINVIATO A PONTIDA le di Monza, le tasse da abbassare, la guerra in Libia da finire, gli immigrati da bloccare. E’ tutto un «Caro GiuSEGUE DALLA PRIMA PAGINA lio», un rivolgersi all’amico Tremonti, «se vuoi ancora i voti riscrivi il on si è mai arreso alla Patto di Stabilità e non toccare Comalattia, nemmeno ie- muni, artigiani e piccole imprese del ri. Impacciato nei movi- Nord». C’è la crisi, certo, «e non possiamo menti, le frasi che si troncano, i fogli da leg- fare la fine della Grecia». Però, dice gere che svolazzano via. Si aggrap- Bossi ben sapendo che un applauso pa al microfono come fosse un ba- del prato partirà alla grande, «bastestone. Ma non molla, non può ab- rebbe tagliare i costi della politica, bandonare la sua Lega. Anche se è pensate che gli autisti di Montecitostanco, ormai ha quasi 70 anni. E rio hanno la quindicesima mensilisul prato di Pontida si notano di più. tà...». C’è la crisi e anche per questo E’ andata come aveva lasciato in- la Lega alle ultime elezioni amministrative si è scopertendere. Grande attenzione, granMINISTERI AL NORD ta fragile, forte nei e debole di aspettative, Silvio mi aveva detto che militanti nell’elettorato, abnessun ultimaavrebbe firmato il decreto bandonata da chi tum, tanti penultie poi se l’è fatta sotto» per anni le ha dato matum. C’erano i il voto e poi qualcoleghisti vestiti da templari, gli elmi, RICONOSCIMENTO sa si è rotto, o nella diventata di gli scudi, le corna «Il Federalismo è passato Lega governo o nell’elete le cornamuse, anche con i voti del Pdl: la tore che non ci cregli spadoni di carPadania non lo dimentica» de più. Dal prato, tone. La coreografia e l’epica padaper la prima volta, na che tanto piacciono a Bossi. lo interromperanno ben otto volte: C’erano i suoi, i militanti con le ma- «Secessione!». gliette verdi e le antiche voglie di seAveva voluto che nessuno parlascessione. 80 mila, dicono i leghisti se, solo lui, solo Bossi. E un cruccio dell’organizzazione. Forse non così era vedere come si sarebbe comportatanti, comunque tanti. Qui per senti- to il prato di Pontida non appena avesre dove andrà la Lega, dove andrà il se nominato Berlusconi. Lo farà 12 volgoverno. Per vedere, anche, come te: qualche fischio e Bossi che dal palsta il Capo. Se ha ancora voglia. Se co non lascia il tempo di continuare, dirà che per lui e Berlusconi l’ora sa come si fa, sa che a questo punto della pensione è vicina. deve parlare del futuro del governo. Non lo dirà, Bossi. Ma con la sua Ed eccole le frasi scritte nei 16 fogli fatica, con gli anni e la malattia, lo battuti a macchina: «Caro presidente farà capire. Sta prendendo tempo. Berlusconi, la Lega non è tanto contro E anche quel che dice del governo la tua leadership, ma la premiership.

Reportage

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Non è mica detto che andremo alle prossime elezioni con Berlusconi candidato premier. L’alleanza tra noi e Berlusconi potrebbe finire...». Potrebbe, dipende, forse. Un volantino dal titolo «Fatti in tempi certi» segna scadenze che vanno da due settimane («Riduzione dei contingenti impegnati all’estero») alla fine anno («Approvazione del Codice delle Autonomie»). In mezzo c’è anche il raduno di settembre a Venezia, dove Bossi potrebbe aggiornare la pratica. Ma questo volantino, tanto perentorio quanto generico, già dice che il

il caso FRANCESCO SPINI INVIATO A PONTIDA

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mberto Bossi urla dal palco, per quel che può, che mica si deve dar retta «a quegli stronzi di giornalisti, la Lega non è in rotta». Dal «sacro» prato di Pontida gli fanno eco: «E certo, il guaio è che ci siam rotti noi...». Basta con la prudenza e le buone maniere, i militanti scalpitano. Fin dalla mattina posizionano uno striscione a fondo prato. Una parola: «Secessione». E quando lo speaker, per scaldare gli animi, ben prima che il Senatùr prenda la parola, incita al coro di «libertà!», si capisce che un ragazzone in quarta fila con canotta piegata sulla testa non vedeva l’ora: «Se-ces-sio-ne, se-ces-sione». Ed è una valanga. Roberto Calderoli esegue l’alzabandiera del «sacro vessillo» del sole delle alpi. E loro che fanno? «Se-ces-sio-ne, se-ces-sio-ne». Lo faranno otto volte, per la gioia di Mario Borghezio che si commuove per i «patrioti padani», e forse qualcuna di

governo andrà avanti, magari a scossoni, fino a Natale. E Bossi, nonostante i fogli che svolazzano, riprende a leggere e conferma: «Questo è un momento favorevole alla sinistra, si andasse a votare adesso vincerebbero loro...». Perché sarà vero, come Bossi ha ripetuto in queste ultime settimane, che Berlusconi «è un po’ bollito» e che «ci fa perdere», però è anche vero che «il federalismo è passato anche con i voti di Berlusconi e la Padania questo se lo ricorda». Insomma, magari tra un anno sì, tra due pure,

ma di abbandonare adesso il Cavaliere proprio Bossi non se la sente. Anche perché, da questo momento, Berlusconi sa che se vuole andare avanti non può deludere l’amico Umberto, e dunque dovrà cedere, non dovrà comportarsi come in questo tiramolla sui ministeri: «Mi aveva detto che avrebbe firmato il decreto e poi ha avuto paura, se l’è fatta sotto». La camicia verde è zuppa di sudore, «Caro Berlusconi, dalle prossime elezioni se non vengono approvate certe cose...». Roberto Calderoli lo aiuta a riprendere la lettura. «Non ci

“Secessione, secessione” La base leghista torna alle origini

Tra i militanti serpeggia rabbia e delusione più. Il clima è questo e non si vedeva da anni. Standosene in mezzo ai fedelissimi delle prime file, si sente tutta l’attesa caricata dalle «sorprese» promesse dal Senatùr. Ma dal pratone, cambiali in bianco non ne firma più nessuno. Nemmeno al capo, nemmeno a Bossi. Carlo, imprenditore di 53 anni arriva da Arese. Lo fotografano tutti perché non solo ha la camicia verde, s’è pitturato pure il viso. Duro e puro, certo. «Ma quando prometti e non mantieni, non sei più credibile», dice dei dirigenti del Carroccio. «Ormai sono troppo attaccati ai soldi. Li voglio poveri i leghisti, io». Oppure Francesco, tecnico progettista di 45 anni della

Valcamonica, che arriva sul prato e non sa se contesterà o acclamerà il grande capo: «Prima voglio sentire...». Qualche mese fa nessuno, in camicia verde, si sarebbe mai sognato di dire una cosa del genere. Sarà per questo scetticismo che quando sale sul podio, lo incitano, «Bossi, Bos-si», ma c’è, perfino tra le prime file, chi tace e attende. Il Senatur spiega la strategia, piglia una trentina di applausi, contando quelli tributati a Calderoli e Maroni che lo affiancano. Ma il leader leghista fa pause lunghe come mai, vuol sentire l’umore del suo popolo, lo lascia sfogare. Così che Roma possa sentire. Ecco qui: «Roma ladrona!»,


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LA STAMPA

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LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

Primo Piano 3

Lo scadenzario Entro 2 settimane Approvazione da parte del consiglio dei ministri della riforma costituzionale (dimezzamento numero parlamentari, Senato federale) e sua approvazione definitiva da parte del Parlamento entro quindici mesi; approvazione da parte del consiglio dei ministri del decreto legge sulle missioni militari con riduzione dei contingenti impegnati all'estero.

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Entro 30 giorni Attivazione delle procedure per l'attribuzione di ulteriori forme di autonomia alle Regioni che le abbiano richieste; approvazione misure per la riduzione delle bollette energetiche; riforma del patto di stabilità per i Comuni e per le Province; taglio dei costi della politica; finanziamento del trasporto pubblico locale; prime norme per l'abolizione delle ganasce fiscali e delle misure vessatorio di Equitalia sui cittadini.

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Le targhe per l’ufficio di Monza Cota e Calderoli con le targhe dei ministeri da «trasferire»

Entro 60 giorni Approvazione della metodologia per la definizione dei costi standard da applicarsi alle amministrazioni dello Stato.

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Entro l'estate 2011 Approvazione da parte del consiglio dei ministri della proposta di legge di riforma fiscale e sua approvazione definitiva in Parlamento entro la fine dell'anno.

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Bagno di folla Entro l'autunno 2011

L’affluenza sul «Pratone» è stata veramente massiccia

Soluzione definitiva del problema quote latte e degli aspetti contributivi di tutto il comparto agricolo.

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la sinistra”

Entro dicembre 2011 Approvazione definitiva del Codice delle autonomie.

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meno tasse e stop alla missione in Libia” prenderemo la responsabilità di mandare in malora il Paese, ma da oggi si riparte a testa bassa sul territorio, verrò a trovarvi, e se la gente mi dirà basta con Berlusconi decideremo insieme e può darsi che la Lega dica stop». E qui mette il pollice destro all’ingiù, come l’altro giorno all’uscita da Montecitorio, e questa volta non può dire che è una risposta ai giornalisti, «i soliti stronzi schiavi di Roma che scrivono falsità». Dietro il palco l’hanno visto stanco, stremato, coccolato da moglie e figli. E infine contento. Ce l’ha fatta an-

Il Quirinale ha già detto no al trasferimento dei dicasteri

che questa volta, mentre Bobo Maroni va al microfono: è Bossi che l’ha chiamato e mandato lassù, solo, quasi a voler dire che di lui si fida e tutta la Lega si dovrà fidare. Una mossa che al «Cerchio Magico», il manipolo di leghisti che si occupa del Capo, non piace. Rosi Mauro, vicepresidente del Senato, correrà pure lei sul palco, chiamata da nessuno, a urlare «La Lega è Bossi e Bossi è la Lega!». Solo che Bobo Maroni l’hanno applaudito come uno della Lega del futuro. Rosi Mauro come chi ha spento le luci del palco.

La «trota» in bici Renzo Bossi è arrivato al raduno insieme ai ciclisti padani

Parrucche

Bandane

Due militanti con sgargianti parrucche verdi. Una delle due ragazze si è anche smaltata le unghie «alla crociata»

Non poteva mancare il cane con la bandana, rigorosamente verde, al collo per sottolineare che erano tutti leghisti

e gridano. E fan di peggio. Quando il Se- re urla «ora! subito!», si levano i fischi, i natur accenna ai costi della politica ro- cori «So-li, so-li, so-li», una liberazione. mana che van tagliati, partono i fischi, Poi arrivano le ovazioni per il ministro gli «a casa!». Alcuni giovani padani in- dell’Interno, che tocca le corde giuste tonano coretti che il sindaco della capi- per questi «barbari sognanti», come li tale non apprezzerà: definisce. «Maroni «Alemanno pezzo di UN MILITANTE presidente, lo vuole m...». È la nuova Legente», lo omag«In fondo ci ha detto la ga che guarda indiegiano in coro. Lo socose che sapevamo già gnano a Palazzo Chitro. Gridano: «TorSperavo in una scossa» gi, «siamo stanchi niamo alle origini!». E arrivano i fischi dei bunga bunga di anche quando Bossi dice che se si an- Berlusconi e delle sue barzellette che dasse a elezioni «questo è un momento non portano a niente», dice Francesco favorevole per la sinistra». Ma quando Matera, da Bollate. Quando tutto fininomina Berlusconi e non esclude che la sce Bossi resta Bossi, il capo: «Ha detto Lega «dica stop», più d’uno dal parter- quel che doveva dire», dicono. Poi però,

nota Adriano Rota, 62 anni, bergamasco, «in fondo ci ha detto cose che sapevamo già». Cambia poco: «Io l’ho gridato e lo ripeto: sono per la secessione». E c’è chi si aspettava una scossa più vigorosa. «Qualcosa di più, per rispondere alla delusione della gente per le cose non fatte in questi anni», dice Matera. E certo, «mi sarebbe piaciuto un bel “Berlusconi, arrivederci e grazie” - ammette Ernesto, di Canonica d’Adda ma mi rendo conto che adesso come adesso non si può. Restiamo con questo governo, il meno peggio, stanchi però di ingoiare rospi». La cambiale, a Bossi, il suo popolo la firma ancora, quella al governo ha scadenza assai ravvicinata.

Ex sceriffo Gentilini «diserta» e va a Belluno Mancava uno degli uomini simbolo del Carrocio ieri a Pontida: per la prima volta l’ex sindaco-sceriffo Giancarlo Gentilini ha «disertato» l’adunata sul Pratone, preferendo quella triveneta degli Alpini a Belluno. Giustificazione quasi ineccepibile quella di super-Genti, essendo nota la sua fede alle penne nere (ex artigliere di montagna, con 20 mesi di naja alle spalle). Ma l’assenza a Pontida può essere anche interpretata come un ulteriore segno della presa di distanza di Gentilini dalle gerarchie partitiche della Lega Nord, che ha accusato d’essersi «allontanata dalla gente». Così Gentilini, con il cappello d’ordinanza, è sfilato a Belluno con 30mila penne nere. Io sono primo di tutto un alpino...» ha spiegato. Un messaggio a Umberto Bossi però lo ha voluto dare: «a Bossi ho detto: andiamo fuori dal Governo, in attesa di vedere se Berlusconi terrà fede agli impegni del programma elettorale presi il popolo».

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n doppio no: prima ad un decreto legge, poi ad un decreto del presidente del consiglio. Quando la presidente del Lazio Renata Polverini chiede l’intervento del Quirinale contro la richiesta della Lega di spostare i ministeri al Nord, non sa che il Colle più alto si è già fatto sentire, e più di una volta. A rivelarlo, durante il suo comizio a Pontida, è stato lo stesso leader del Carroccio: «Quando è stata l’ora di firmare Berlusconi se l’è fatta sotto», raccontava ieri Bossi mimando il gesto della fifa sotto lo sguardo ammiccante di Calderoli. Della vicenda era finora noto solo il primo tempo, ovvero il tentativo della Lega, con l’assenso del premier, di approvare per decreto legge lo spostamento di alcuni uffici ministeriali fra Monza e Milano. Non appena l’ipotesi è stata ventilata al Quirinale è risuonato un secco no: la presidenza della Repubblica ha censurato più volte l’uso della decretazione per norme che con la necessità e l’urgenza non hanno niente a che vedere. Scartata l’ipotesi del decreto, Roberto Calderoli ha provato a dribblare il niet del Quirinale con una soluzione alternativa: l’approvazione dei traslochi con un decreto del presidente del consiglio, noto ai più con l’astruso acronimo di «Dpcm». Questa volta, prima ancora degli uffici del Quirinale, con Berlusconi si è fatto sentire il sottosegretario Gianni Letta, il quale gli ha riferito la contrarietà del Quirinale anche alla [A. BA.] soluzione soft.

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LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

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PONTIDA GLI EFFETTI NEL CENTRODESTRA

“Maroni premier” Sta partendo la Diarchia Per la prima volta la folla padana non esalta soltanto il Senatùr

Personaggio GIOVANNI CERRUTI INVIATO A PONTIDA

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ha visto, eccome se l’ha visto. «Era lunghissimo, ma proprio non so chi l’abbia portato», dice Roberto Maroni. Se c’è una prima volta in questa Pontida, è la prima volta di uno striscione che dice «Maroni presidente del Consiglio». E c’erano pure i volantini fotocopiati, «Maroni presidente del Consiglio subito». Mai successo. Bossi e solo Bossi, sul prato di Pontida, non nominare un altro leghista invano. E invece, da ieri, non è più un peccato leghista. Con Maroni si può. E se la domanda, con le troppe voci sul dopo Berlusconi, era volete Tremonti o Maroni, il prato verde ha dato la sua risposta, affatto scontata. Maroni. Lui dice che non se l’aspettava, quello striscione. Ma forse si aspettava di essere chiamato da Bossi sul palco e al microfono, come è avvenuto anche con Calderoli, però per chiarimenti sulle rogne degli allevatori e delle quote latte. La chiamata di Bobo come un’investitura, vissuta tutta in chiave interna, con messaggi piuttosto chiari ai militanti e ai dirigenti della Lega. Maroni ha citato Scipio Slataper e si è rivolto ai suoi «barbari sognanti», a chi vede nel ministro dell’Interno, più che il premier di un governo che verrà, il futuro della Lega: «I nostri messaggi sono chiari e forti, chi ha orecchie per intendere ha già inteso». Sul palco, quando a Bossi si sono presentati ministri e

governatori e maggiorenti, Maroni era l’unico con giacca e cravatta (verde, s’intende). Ed era l’unico, per i leghisti arrivati sul parto, ad aver alzato la voce negli ultimi tempi, a essersi smarcato sulla guerra in Libia, all’aver protestato per le distrazioni di Berlusconi a proposito di immigrazione. Forse per questo, adesso, è il più acclamato. E dal palco ricambia, rivendicando l’identità leghista: «Noi abbiamo un grande sogno, una Padania libera e indipendente. E voglio ringraziarvi tutti, in barba ai gufi romani guardate quanti siamo, guardateci!». Nella Lega, anche se Bossi dice che queste «sono le st... dei giornalisti», sono note e per nulla misteriose le differenze tra i berlusconiani e non, tra il «Cerchio Magico» e i «Maroniani». Lui ha risposto, per quel che lo riguarda, «che i "maroniani" non esistono, al

massimo sono una sottocategoria dell’amicizia». Sarebbero tutti i leghisti che non riescono più a fingere entusiasmo per un’alleanza considerata esaurita. Quelli che, magari, avrebbero voluto che Bossi osasse di più, che non si limitasse a lasciare palco e microfono a Bobo, che aggiungesse il suo viatico, come aveva anticipato a un amico ex deputato. Maroni non si sente premier o candidato premier. Dicono che abbia ben chiara la differenza che passa tra un leghista e un primo ministro, e che la discriminante sarebbero le mediazioni, troppe per uno che la Lega l’ha fondata. Bossi, ieri, ha parlato delle prossime elezioni senza mettere una data, e nemmeno la certezza nell’alleanza con il centrodestra ora guidato dal Cavaliere. Potrebbe accadere, anche la primavera prossima,

che la Lega di Bossi e Maroni, con una nuova legge elettorale, si presenti da sola, per poi contrattare e allearsi con chi vince le elezioni nazionali. Come, in Germania, la Csu bavarese. Più che Maroni premier un Maroni leader, sempre quando e se Bossi vorrà. E se questo era messaggio per il prato, la risposta è negli applausi a Maroni. Uno che in queste settimane ha parlato di «coraggio», e l’ha invocato da Tremonti e Berlusconi. Uno che ai suoi di Pontida promette che non mollerà mai, né sulla guerra in Libia che deve finire né sull’immigrazione: «Abbiamo contro tutta la magistratura, che è a favore dei clandestini». Uno che però non si eccita per i ministeri al Nord: «Non mi occupo di queste cose...». Bossi, ieri, gli ha chiesto di trasferire a Monza pure il Viminale. Bobo ha sorriso e non ha risposto. Lui può.

Salto nel vuoto Subito dopo la fine dell’«inno nazionale padano», il ministro dell’Interno Roberto Maroni salta dal palco ma caracolla e rischia di cadere

Look istituzionale Il palco dei colonnelli leghisti. Maroni era l’unico senza camicia verde di ordinanza

MEA CULPA DI BOSSI: «ERRORE DEL GOVERNO, NEANCHE LA SINISTRA COSÌ»

Domani Equitalia sarà stoppata, basta cartelle pazze L’ira (e il mea culpa) di Bossi su Equitalia. «Il Governo di errori ne ha fatti, basta vedere Equitalia, esempio tipico di scarsa saggezza», ha detto ieri il senatur. Ha portato ad esempio le vessazioni subite dagli agricoltori. «Si sono visti sequestrare trattori, balle, mucche. Ma così non possono lavorare ed è evidente che c’è qualcosa che non funziona - ha aggiunto il leader della Lega - Dobbiamo stare vicino alla gente anche quando sono dei debitori». E dunque, «Già martedì voteremo un decreto che metta dei paletti all’azione di Equitalia». Il decreto prevede mai più car-

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telle pazze e ganasce fiscali per multe automobilistiche di 100 euro o una rata Ici di piccola entità. È la principale conseguenza di uno dei due emendamenti al decreto sviluppo presentato alle commissioni Finanze e Bilancio della Camera dai relatori, Giuseppe Marinello (Pdl) e Maurizio Fugatti (Lega), con l’assenso del governo. La proposta di modifica esclude che Equitalia e le società da essa partecipate possano effettuare attivi-

tà di accertamento, liquidazione e riscossione delle entrate tributarie dei comuni e delle società partecipate: dunque multe automobilistiche, Ici, tassa sui rifiuti eccetera. Si tratta del primo passo di quello stop alle ganasce fiscali evocato dal ministro Tremonti a maggio. Cosa resterà ad Equitalia? La riscossione dei grandi tributi per l’Agenzia delle Entrate (Irpef, Ires, Iva, ecc). E d’altra parte il presidente Attilio Befera, in audizione in Parlamento il 31 maggio, non si era stracciato le vesti per l’eventuale perdita dei Comuni come clienti.

La candidatura

Molti gli striscioni per Maroni Sul più grosso lungo una trentina di metri la scritta «Maroni presidente del Consiglio»


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LA STAMPA

LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

Primo Piano 5

Il presidente del Consiglio Le notizie dal pratone

A Pontida si è verificato quello che Bossi mi aveva detto: l’assoluta conferma che vuole proseguire Le istanze accolte

In settimana andrò in Parlamento per illustrare un programma che conterrà alcune loro richieste Il voto in Parlamento

Non c’è nessun dubbio che l’aula ci manterrà la fiducia, che dal 14 dicembre ci ha espresso molte volte Le elezioni perse

Le elezioni di medio termine hanno fatto pagare anche a noi il dazio della crisi, come altrove Il futuro dell’esecutivo

In ospedale con gli insorti libici

Retroscena

Silvio Berlusconi ha visitato gli insorti libici feriti nella guerra contro Gheddafi e curati in Italia all’ospedale Niguarda di Milano

Ma non significa che si debba interrompere il governo, bisogna proseguire semmai più incisivi

AMEDEO LA MATTINA ROMA

C’

è un passaggio nelle dichiarazioni di Berlusconi che farebbe pensare sia vera l’indiscrezione che circola con insistenza nel Pdl: ovvero che tra il premier e Bossi ci sia un patto per arrivare al 2013 (nella peggiore delle ipotesi nel 2012) quando ci sarà veramente il passo indietro di entrambi. Un passo indietro soprattutto del Cavaliere, che si sarebbe convinto: alle prossime elezioni politiche sarà un altro a portare in battaglia il centrodestra. Crescono sempre di più le chance di Maroni, anche dentro il Popolo delle libertà. Ecco il passaggio che confermerebbe questa intesa di fondo: «Si è verificato quello che Bossi mi aveva annunciato: assolutamente la conferma che la nostra alleanza non ha alternative e che c’è la volontà di proseguire la legislatura, operando scelte sulle quali c’è un accordo consolidato». Un accordo consolidato che ha nel mirino Tremonti, perché è lui, ha detto il capo del Carroccio, che deve «ingegnarsi a tagliare gli sprechi per ridurre la pressione fiscale». Il «caro Giulio», se vuole i voti della Lega, deve riscrivere il patto di stabilità strozza-Comuni e non toccare più gli artigiani, le piccole e medie imprese. Questo per Berlusconi è la conferma di un indirizzo comune e che Tremonti è solo.

E il Cavaliere è convinto: ora è Giulio che non ha più alibi Berlusconi: Bossi conferma che l’alleanza non ha alternative «Adesso Giulio non ha più alibi», ha osservato ieri il presidente del Consiglio dopo aver ascoltato Bossi in televisione. Pontida ovviamente va scremato dal folclore, dai toni roboanti che il popolo leghista vuole sentire. Del resto, ragiona il premier, «abbiamo perso voti tutti e la Lega non si può permettere di aprire le urne in queste condizioni. Ci vuole tempo per recuperare consensi e Umberto ne è consapevole. Ci vogliono interventi sul fisco e Tremonti non ha più scampo». Per la verità, chi ha sentito il ministro dell’Economia prima della partenza per Lussemburgo non ha avuto la sensazione che fosse preoccupato. Ma il punto è che dentro il Pdl si addensano nubi nerissime sulla sua testa. E non sono pochi coloro che non escludono sue dimissioni se non dovesse dare seguito alle richieste convergenti dei due leader del centrodestra. Qualcuno sostiene addirittura che lo stesso Cavaliere sia convin-

to che, con la sponda leghista, possa no preceduto Pontida in alcuni inconmettere con le spalle al muro l’inqui- tri non intercettati dai radar dei giorlino di via XX Settembre: o ci sta o nalisti. E’ una versione berlusconiana salta. Più facile a dirlo che a farlo, che smonta ogni interpretazione negaimmersi come siamo nella tempesta tiva dell’«ultimatum» di Bossi, il quale finanziaria europea, con il buco ne- in effetti ha spiegato che se oggi cadesro della Grecia e le deboli aspettati- se il governo si andrebbe subito a votave di crescita. Per re: e «questo in un non parlare poi del IL PRIMO MINISTRO momento favorevoalla sinistra». sostegno che TrePunta a concordare le monti ha incassato L’orizzonte rimane con il capo leghista il 2013 perché, amdalla Confindupersino la scelta dell’erede mette un ministro stria, e dei fucili berlusconiano, «c’è puntati sull’Italia da Bruxelles e dal- UN MINISTRO BERLUSCONIANO una debolezza reciche, paradosla agenzie di ra«Chi aveva pensato proca salmente, si trasforting. Così come è che l’asse B-B fosse ma in un elemento tutto da verificare finito si sbagliava» di forza. Chi pensa se siano vere le inche l’asse tra Berludiscrezioni di fonte Pdl secondo cui tra il Cavaliere e sconi e Bossi sia finito si sbaglia. Se il Senatùr ci sia questo patto per il Tremonti pensa di dividerli è fuori pipresente e, soprattutto, per il futuro sta. Il “verbo” di Tremonti non è più della premiership (il fatidico passo Vangelo». Un altro ministro spiega che sono molte le cose realizzabili detindietro di Berlusconi). Un patto siglato nei giorni che han- te ieri a Pontida, anche sul versante

delle missioni militari internazionali. A parte l’Afghanistan, dal quale è impossibile venirne fuori presto, sul Kosovo e il Libano è molto concreta la possibilità di ridurre drasticamente le spese. Quanto alla Libia, ci sarebbero buone speranze che entro l’estate si arrivi ad una soluzione che veda Gheddafi uscire di scena. In tutto questo non è secondario il rilancio del Pdl. Il nuovo segretario Alfano ha bisogno di tempo per rimettere in cammino un partito balcanizzato, all’interno del quale si sta però coagulando un «correntone» trasversale che punta a primarie di coalizione. Di fronte a una possibile guerra fratricida dentro il Pdl, c’è chi vede in Maroni il candidato vincente. Bisognerà vedere come e se si consoliderà il nuovo asse del futuro Alfano-Maroni. E, innanzitutto, se il governo riuscirà ad arrivare quantomeno al 2012. I due nuovi delfini hanno tutto l’interesse a guadagnare tempo e posticipare l’uscita di scena, morbida e concordata, di Berlusconi e Bossi.

tro, ora per Tremonti quel che conta «per il bene del Paese» è approvare «in fretta» la manovra triennale. Conta aver convinto lo stato maggiore leghista che a quella strada non c’è alternativa. Solo all’inizio della settimana scorsa Bossi non la pensava così: in uno degli ultimi faccia a faccia con il premier il leader leghista aveva ipotizzato lo slittamento della manovra a settembre. Poi sono arrivati due segnali preoccupanti: prima l’avvertimento della Banca centrale europea sulla necessità di «dettagliare i contenuti della manovra» quindi, ancor più grave, la minaccia di declassamento del rating sul debito italiano da parte dell’agenzia Moody’s. «Il segnale che la politica di rigore non è un’opzione, né una scelta che ci impone l’Europa delle burocrazie». Può piacere o non piacere, ma quella che vige nel mondo dei debiti sovrani è «la legge dei mercati». Mai come in queste ore il destino nostro e quello della Grecia marciano uniti: se il default greco si materializzasse, a pagarne le conseguenze sarebbero i rendimenti di tutti i titoli pubblici europei.

Dunque avanti con la manovra, come da ieri chiedono, per una volta compatti, Confindustria e la Cgil. Il fatto che il sindacato di Corso d’Italia si mostri responsabile è per Tremonti motivo di grande soddisfazione. Lui, a differenza di Sacconi e Brunetta, resta convinto che i prossimi mesi andranno affrontati dialogando anche con loro. Avanti con la manovra, un provvedimento nel quale troveranno spazio «molte delle questioni poste dagli amici leghisti». I costi della politica, ad esempio: in queste ore il ministro ricorda ai leghisti come fra i tagli dell’ultima manovra - quella della scorsa estate - fosse prevista una riduzione del 50% dei contributi ai partiti. Un taglio del quale, alla prova della maggioranza, rimase una quota simbolica del 10%. O i tagli delle auto blu citati da Bossi nel comizio: al ministero della Funzione pubblica c’è pronta una mappa di quelle in circolazione e una bozza che, sulla carta, promette di far risparmiare fino a 1,5 miliardi di euro. Del resto, per ottenere l’agognata riforma fiscale alla maggioranza non resta che ripartire da qui: tagli, tagli e ancora tagli.

Ma Tremonti sorride “Richieste ragionevoli Sono soddisfatto” il caso ALESSANDRO BARBERA ROMA

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evisione del Patto di stabilità dei Comuni: «Accolta». Allentamento delle norme più severe sulla riscossione di Equitalia: «Accolte». Presentazione della delega fiscale con la manovra: «Accolta». Ieri pomeriggio, durante il viaggio che lo portava dalla sua abi-

tazione di Pavia a Lussemburgo per il vertice straordinario sulla Grecia, Giulio Tremonti spuntava su un immaginario pezzo di carta le richieste del leader del Carroccio. «Sono ragionevolmente soddisfatto», raccontava il ministro dell’Economia. Di più: «Sono tranquillo», perché sulle questioni di fondo «la linea del governo non cambia». Certo, resta aperto il problema dei ministeri. E c’è da trovare un accordo sulle missioni militari. Né si può dire che a Tremonti siano piaciuti quegli striscioni su “Maroni premier” issati da chissà chi. Ma il timore vero era un altro: una battuta che avrebbe potuto met-

tere in discussione la tenuta della maggioranza a poche ore dal varo della manovra da quaranta miliardi. Un tracollo della maggioranza stretta fra le sue difficoltà e i «warning» dei mercati. La piazza, si sa, può trascinare chiunque, anche chi prova a guidarla dal palco. Preso dalla foga, Bossi avrebbe potuto sconfessare la sua linea di politica economica. «Oggi Tremonti rischia il posto», titolava ieri in una grande foto in prima il «Giornale». Invece, a parte qualche «Giulio fai, Giulio dài» al ministro i toni del leader leghista sono apparsi tutt’altro che ultimativi. Con la Grecia sull’orlo del bara-


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LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

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PONTIDA REAZIONI

La Polverini anti-Bossi “Intervenga Napolitano” Ma nel Pdl si cerca di minimizzare mentre insorgono le opposizioni Il governo sospira di sollievo, le opposizioni sbadigliano di noia. Non lascia a bocca aperta nessuno il discorso di Umberto Bossi sul pratone, preceduto da dichiarazioni assai minacciose, finito con il solito annuncio che prima o poi cambia tutto, se non cambia niente. L’unica che ci crede è Renata Polverini, governatore del Lazio, eletta con il centrodestra e in teoria alleata della Lega. Prima auspica «una presa di posizione di Napolitano» contro il trasferimenti dei ministeri a Monza come vorrebbe Bossi, poi annuncia di voler raccogliere le firme contro la secessione ministeriale. Iniziativa che piace al sindaco di Roma Gianni Alemanno, stesso schieramento, uguali alleati: «Il Pdl non chini la testa, siamo chiamati a un confronto duro con la Lega». Piccole beghe che stuzzicano la reazione di Francesco Rutelli di Alleanza per l’Italia: «Dopo il triste incontro di Pontida, il governo è al tutti contro tutti. Ogni partito spara improbabili pretese per dimostrare di contare in una coalizione paralizzata e impotente di fronte alla crisi economica e sociale». Al governo, dove si temeva il peggio, insistono che va

Alemanno si unisce al governatore: sì alle firme contro la secessione ministeriale tutto bene. Il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto definisce Bossi «costruttivo» e giura che Berlusconi dovrà tenere conto delle richieste da Pontida: «Il premier dovrà definire in Parlamento i termini della politica di governo». Il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli liscia l’alleato: «Bossi chiede una scossa al governo ma non stacca la spina». Il sottosegretario Daniela Santanchè fa di più: «Da Bossi utile impulso ad azioni di governo». Il ministro Rotondi dice che si va avanti: «Tralasciando colore e secessione la posizione di Bossi è corretta». Ma «colore e secessione» sono proprio le cose che non vanno giù a Francesco Storace de La Destra: «Le smargiassate leghiste abbiano una fine». E almeno su una cosa - «le smargiassate leghiste» - Storace e il centrosinistra la pensano allo stesso modo. Il giudizio più tranchant arriva da Rosy Bindi del Pd: «Le minacce di Bossi sono solo parole al vento. A Pontida abbiamo visto un leader in imbarazzo che ha arringato il suo popolo con slogan oramai vuoti e inadeguati, con promesse che non potranno essere mantenute». La presidente dei senatori del Pd Anna Fi-

nocchiaro infilza il leader della Lega con una sfilza di aggettivi: «Intervento di Bossi stanco, imbarazzato e impotente. La Lega abbaia ma non morde, fa solo propaganda». Antonio Di Pietro dell’Idv dice le stesse cose con altre parole: «Siamo al solito fumo negli occhi, manca l’arrosto però...». I commenti del Terzo Polo guardano più allo «strappo» di Bossi anche se la data di scadenza è il 2013, a fine legislatu-

ra se ci si arriva. Per Pier Ferdinando Casini dell’Udc «Bossi prende tempo». Il presidente del partito Rocco Buttiglione coglie un avvertimento nelle parole del leader della Lega: «Berlusconi si è messo nelle mani di Bossi e ora ha quello che si merita. Sulla secessione dovrebbe spiegare al Parlamento». Magari non lo farà. Ma per Italo Bocchino è solo questione di tempo. E il leader di Futuro e Libertà invoca la metafora medica:

«La conclusione della legislatura dipenderà dal momento in cui la Lega staccherà la spina. Il governo è attaccato a un respiratore artificiale». Da Ignazio Marino del Pd, che di medicina se ne intende assai, l’analisi definitiva su Umberto Bossi a Pontida: «La Lega soffre di disturbo bipolare. Invoca la secessione ma si manterrà fino al 2013 ben salda alle stesse poltrone dei palazzi contro cui afferma di voler marciare».

Il ministero dell’Economia in via XX Settembre

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FABIO POLETTI MILANO

I giudizi Sul discorso del Senatùr A parte colore e secessione, una posizione corretta che manda avanti l’alleanza Gianfranco Rotondi ministro per il Programma

E’ giusto l’appello della Polverini Abbiano fine le smargiassate leghiste Francesco Storace Segretario de La Destra

Si è arrampicato sugli specchi per non rispondere ai suoi che vogliono togliere la spina a Berlusconi Pier Ferdinando Casini Leader dell’Udc

Ha arringato il suo popolo con promesse che non potranno essere mantenute Rosy Bindi Presidente Assemblea Pd

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Antonio Di Pietro Leader dell’Idv


LA STAMPA

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Interviste Raffaele Fitto

Enrico Letta

“Confermata l’alleanza Poteva andare peggio”

“Il Pd non appoggerebbe mai un governo Maroni”

ANTONELLA RAMPINO ROMA

CARLO BERTINI ROMA

leghisti che a Pontida interrompono Bossi al grido di secessione, i sindaci padani che giurano sulla Padania, la richiesta di spostare in Lombardia quattro ministeri, e Berlusconi strapazzato come un leader pavido... Ministro Raffaele Fitto, da domani per il governo la vita sarà più dura, non crede? «Le urla dei tifosi sono quello che sono, sta ai politici fare la sintesi. Ogni giorno ha la sua pena, ma da Pontida c’è di che rilanciare l’azione di governo».

uesta è la fotografia del crepuscolo di un leader che, dopo aver contribuito a far cadere la Prima Repubblica, ora ricorda l’Andreotti del tirare a campare. Anzi questo finale doroteo di un leader che ricorre al catenaccio lo fa assomigliare più a Forlani e a Trapattoni»: per il vicesegretario del Pd Enrico Letta, «questa giornata è finita nel peggiore dei modi per gli italiani e questo governo o fa subito la manovra oppure se ne vada».

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Si accontenta che Bossi non stacchi la spina al governo?

«Ha fatto di più: ha detto che se si va a votare si regala il Paese alla sinistra...». Insomma, secondo lei poteva andare peggio...

«Beh, non è un mistero che ci si aspettassero posizioni ben più dure. E invece il messaggio alla fine è che occorre stare insieme per rilanciare il governo. Bossi ha tracciato un percorso chiaro, che seguiremo sin da martedì: revisione delle missioni internazionali, riforma fiscale e riorganizzazione della spesa pubblica in riferimento alla manovra finanziaria».

Q Politica

Il rischio di tensioni è elevato, ma non è impossibile affrontarlo. In gioco non c’è solo l’esecutivo, ma anche le prossime politiche Economia

La tenuta dei conti pubblici e gli impegni europei non possono essere messi in discussione: l’obiettivo è il pareggio di bilancio nel 2014

Disposti a tutto pur di galleggiare?

«E’ legittimo, per carità, che si dica che vogliamo galleggiare. Ma non è quello che abbiamo intenzione di fare. Io parlavo del fatto che da martedì si aprirà una seria e approfondita riflessione, in Consiglio dei ministri e tra noi del Pdl e la Lega, su quei temi. Terrei conto del fatto che la parola secessione è stata pronunciata in una manifestazione. Toni esagerati, che conosciamo, da parte di militanti leghisti. E’, certo, un loro problema organizzativo. Io sto a quel che dice Bossi». La Lega ha già pronte, oltre a una legge di Calderoli, anche le targhette dei ministeri, quattro, da trasferire in Lombardia. E poi, scusi, sta dicendo che Bossi non controlla più la Lega?

«Fino ad oggi non è stato così: Bossi parla alla sua base, con i toni di chi reagisce in un momento di difficoltà. Commettiamo un grosso errore se ci concentriamo sulle frasi a effetto». E’ d’accordo sul trasferimento dei ministeri? Per Alemanno è una boiata...

«No. E da ministro considero di avere già uffici distaccati sul territorio: sono le prefetture. Ciò detto, se la Lega vuole non ministeri ma sedi di rappresentanza in Lombardia, ne discuteremo. Ma a un eccesso non si risponde con un altro eccesso».

E’ d’accordo sul ritiro dalla Libia?

«Non sono io che devo rispondere, ma certo non possono essere messi in questione gli impegni internazionali. Non c’è dubbio che le missioni costano troppo, e che dovremo ridiscuterne. Tutti insieme, con le proposte che fa la Lega, in una riflessione complessiva». Bossi ha chiesto a Tremonti la revisione del patto di stabilità. E, a fronte di una manovra da 40 miliardi già all’esame, tagli di tasse. E’ realistico?

«Siamo sereni e seri. La tenuta dei conti pubblici e gli impegni europei non possono essere messi in discussione: l’obiettivo è il pareggio di bilancio nel 2014. Il passaggio è stretto e dovremo tenere gli obiettivi, agire sui costi della politica senza demagogia, rivedere i 40 regimi impositivi... Ci sarà un confronto, tra Lega e Pdl, e faremo la sintesi all’interno del governo. Il rapporto tra Berlusconi, Bossi e Tremonti è l’asse del governo. Il rischio di tensioni è elevato, ma non è impossibile affrontarlo. Sappiamo tutti che in gioco non c’è solo il governo, ma anche le prossime politiche. Per questo dico che a Pontida poteva andare peggio...».

Quindi le minacce del Senatùr non sono l’antipasto di una crisi.

«Da questa pagina triste emerge la completa inadeguatezza di Bossi a guidare un movimento come la Lega. Ha contribuito ad alimentare questo clima infame gonfiando le illusioni che si possano ridurre le tasse, con l’Italia sotto tiro delle istituzioni internazionali. Il secondo messaggio è: stiamo con Berlusconi ma anche lui è alla fine e quindi galleggiamo; terzo, l’avvertimento a Tremonti, basta sacrifici, certifica che l’asse si è incrinato». Il quarto messaggio sono gli striscioni su Maroni premier. Voi lo appoggereste un governo a guida leghista?

«No, assolutamente. E comunque da Pontida arriva la conferma che non ci sarà un governo Maroni, ma il tentativo di andare avanti ancora un po’. Penso che ormai bisogna andare al voto, non mi pare ci siano alternative sotto mano. Ma la cosa pesante è che questo governo ha negoziato 40 miliardi di manovra con Bruxelles e quindi o la fa o si dimette. E invece Bossi sostiene l’opposto, mentre ieri il presidente dell’Eurogruppo ha detto che dopo la Grecia c’è l’Italia. E lo ricordo perché qui è passata l’idea che noi siamo quelli usciti meglio dalla crisi...». Non è che sta lanciando un segnale anche alla sinistra che non gradisce fare manovre lacrime e sangue?

«Lo dico con nettezza anche rispetto al centrosinistra: non c’è da scherzare. Interessi di bottega e giochi tattici non hanno diritto di cittadinanza: la priorità è voltare pagina. Ci toccherà fare di nuovo la “protezione civile” come nel ’96 e nel 2006? Ci accolleremo questa responsabilità, ma andare avanti sulla linea di Bossi ci avvicina ad Atene e non alla Baviera». La battuta su Bersani e lo spadone di Giussano non aiuta il dialogo con la Lega. Dopo Pontida è tramontato il progetto di cambiare insieme la legge elettorale?

Politica

E’ il crepuscolo di un leader che, dopo aver contribuito a far cadere la prima Repubblica, ora tira a campare Economia

Non c’è da scherzare: andare avanti sulla linea delle illusioni del Carroccio ci avvicina ad Atene e non alla Baviera «Noi sfidiamo la Lega e parliamo al suo popolo, che a Gallarate ha votato per noi. Parliamo a quella base e a quelle piccole imprese prese in giro per anni. Non è tattica e ciò che manca nell’analisi di Bossi è un dato semplice: dopo tre anni di governo con Berlusconi, il Carroccio si trova nella condizione in cui il primo capoluogo di regione che il centrodestra amministra, partendo dalla Svizzera in giù, è Roma. E questo vuol dire che oggi gli interessano più i ministeri che i Comuni. Per il resto, ho sempre creduto poco che si riesca a cambiare la legge elettorale in questo Parlamento, ma se c’è la volontà di provarci noi siamo sempre lì con le nostre proposte». Un’ultima cosa: lei per mesi ha sostenuto che il Pd doveva mollare Di Pietro e ora dopo la tripletta alle urne teorizza l’attacco a tre punte. Come mai?

«La novità principale è che tutto l’elettorato ci chiede unità. Poi l’Idv, che prima puntava a sostituirci, ora gioca un ruolo da alleato e può stare in squadra come fece Di Pietro con Prodi nel 2008, quando fece la sua parte senza provocare mai crisi. E comunque, dopo tutto quello che ha detto Bossi, si avvicina ancor di più la possibilità di un’alleanza col Terzo Polo».

BENEDETTO XVI A SAN MARINO: «LA LAICITÀ SANA STA IN UNA SOCIETÀ ATTENTA ALLA VITA E ALLA FAMIGLIA»

Il Papa accusa: “Troppi giovani precari” “Edonismo e smania di potere rischiano di annullare ogni moralità” GIACOMO GALEAZZI INVIATO A SAN MARINO

Troppi giovani precari. «La laicità sana sta in una società attenta alla vita e alla famiglia. Il potere civile è autonomo e la Chiesa collabora nella difesa dei valori». Il Papa teologo sale sul Monte Titano per lanciare il monito al denaro che cancella l'etica. Nella capitale dell'off-shore mette in guardia dall'edonismo e dalla

Papa Benedetto XVI in visita a San Marino

smania di potere che ottenebrano la mente e rischiano di annullare ogni moralità. Lungo il corteo papale occhieggiano ovunque sportelli bancari. Dal paradiso fiscale «all'italiana», Benedetto XVI tuona contro «la tentazione di ritenere che la ricchezza dell'uomo non sia la fede, ma il suo potere personale e sociale, la capacità di manipolare la realtà». Il suo «blitz» era atteso da tempo. Benedetto XVI voleva visitare la più antica Repubblica del mondo, che domina dall'alto la Romagna brulicante di giovani e discoteche ma dove soffia sempre più forte il vento della secolarizzazione. Oltre ai poster che danno il benvenuto al Papa, c’è un cartello gigante: «Lo sviluppo integra-

le dell'uomo ha bisogno di Dio». Mettere da parte la fede provoca il declino della società. Joseph Ratzinger parla dalla Rocca resa opulenta da 12 banche e 60 finanziarie spuntate in così poco tempo da far ipotizzare all' Ocse un porto delle frodi: società anonime, segreto bancario, 8 miliardi di euro nascosti nei forzieri da evasori italiani. Ora che anche qui gli standard internazionali esigono trasparenza, il Pontefice invoca più etica nella finanza e ripropone l'allarme per il lavoro, rafforzando il grido d'allarme del presidente della Cei: «Il problema dell'occupazione si è accresciuto e sono giustificati i timori per il futuro». Il Papa ricorda i «giovani in crisi per la precarietà» e stigmatizza

un potere immorale che lascia in affanno e senza prospettive le nuove generazioni. «Nell'attuale fase storica e sociale - raccomanda il Papa non va dimenticata la crisi di non poche famiglie, aggravata dalla diffusa fragilità psicologica e spirituale dei coniugi». La visita a San Marino offre al Pontefice l'occasione per mettere in rapporto le difficoltà del lavoro e l'affermarsi di un potere privo di moralità. All'origine del monito papale ci sono due anni di studi del Pontificio consiglio della Giustizia e della Pace sullo «scandalo dei paradisi fiscali e delle banche off-shore, che sono tante e diffuse». A giudizio degli «sherpa» vaticani, i guasti di un sistema basato sull’idolatria del denaro e sull’egoismo oscurano la ragione e la volontà dell’uomo. In un Paese come l'Italia, in cui un giovane su quattro è senza lavoro, la Santa Sede e la Cei sollecitano un'occupazione duratura e non precaria.


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CONTI PUBBLICI LA CRISI DEL DEBITO IN EUROPA

Industriali e Cgil con Tremonti “Pieno sostegno alla manovra, nessuna alternativa al rigore del ministro” LUCA FORNOVO

L’allarme dell’agenzia Moody’s sul rating dell’Italia e il rischio bancarotta della Grecia sono riusciti a fare un mezzo miracolo: mettere d’accordo gli industriali e il sindacato della Cgil sulla manovra del governo da 40 miliardi di euro. Ieri, infatti, sia dalla Confindustria e che da Susanna Camusso, leader della Cgil, sono arrivati messaggi di pieno sostegno al piano, che sta preparando il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, per azzerare il deficit e abbassare l’elevato debito pubblico dell’Italia. Gli industriali si sono schierati piuttosto apertamente a fianco di Tremonti spiegando che «a fronte del grave deterioramento della situazione finanziaria internazionale, Confindustria ribadisce che occorre la massima coesione della maggioranza e di tutte le forze politi-

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che per dare attuazione al piano di rientro dei conti pubblici». Secondo fonti vicine a Viale dell’Astronomia, gli industriali ritengono che il rischio bancarotta della Grecia sia forte e che sia necessario un appello al senso di responsabilità. Per Confindustria, l’Italia in questo momento non si può permettere una crisi di governo e neppure si può tentennare sulla manovra come è accaduto col decreto sviluppo. Così poco prima che la Lega tornasse a tirarlo per la giacca dal palco di Pontida anche con toni molto duri, Tremonti incassa l’appoggio incondizionato degli industriali, ricordano che il suo piano «è stato approvato dal Parlamento Italiano» e anche «l’Unione Europea lo ha avvallato, con la raccomandazione che vengano corrette tempestivamente eventuali deviazioni». Un piano, evidenzia Confindustria, «che prevede inizi adesso un percorso verso il pareggio di bilancio nel

STIPENDI PUBBLICI

Blocco degli aumenti per tutti i dipendenti fino al 2014 RENDITE FINANZIARIE

Armonizzazione delle imposte al 20 per cento

Polemica LUIGI GRASSIA

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all’alto della sua esperienza di economista, di presidente della Bocconi e di ex commissario europeo al Mercato interno, Mario Monti è ipercritico sull’ipotesi di tagliare le tasse in un momento difficile come questo, e bacchetta il governo italiano anche per il «dilettantismo» con cui sta gestendo la vicenda di Bini Smaghi alla Banca centrale europea. «Abbassare tasse è desiderabile, come dappertutto», ha detto Monti nella trasmissione «In 1/2 ora» di Lucia Annunziata, ma si tratta di una soluzione «poco credibile, soprattutto in questo momento, in cui c’è la necessità di tenere i conti in ordine e non abbiamo fondi» per una tale misura. La Grecia è lì a monito e non possiamo rischiare di ridurci allo stesso modo. La carenza di fondi in Italia è strutturale e la situazione non cambierà in tempi brevi, «per due motivi: da sempre da noi c’è un debito pubblico molto elevato, e malgrado l’ottima politica del ministro Tremonti la nostra finanza pubblica è sotto i limiti di guarda. Non c’è stata una strategia per la crescita, e il bilancio pubblico si alimenta quando cresce l’economia. E questo grosso errore di strategia che è stato fatto nel non curare la crescita oramai si riverbera an-

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Occorre la massima coesione delle forze politiche per attuare il piano di rientro dal deficit

Il nostro Paese ha un debito pubblico grande ed è la ragione per cui bisogna fare la manovra

Confindustria

Susanna Camusso

La nota ufficiale di Viale Astronomia

segretario generale della Cgil

2014». E quell’«adesso» assomiglia molto a un ulteriore assist a Tremonti, che in queste ore sta cercando di accelerare i tempi per arrivare a presentare la manovra da almeno 40 miliardi prima di luglio. Che gli industriali siano dalla parte di Tremonti è testimoniato anche dalle parole di Diego Della Valle. Il patron di Tod’s ha ribadito che il ministro «ha fatto un buon lavoro fino ad oggi, tenendo in ordine i conti del Paese». La manovra toccherà molti aspetti, ma sicuramente non includerà quelle misure di sgravio fiscale tanto care al

IMMOBILI DI PROPRIETÀ STATALE

Piano di cessioni e di ottimizzazione del loro uso

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premier, Silvio Berlusconi, e appoggiate ancora sabato da Cisl e Uil, che hanno poi raccolto l’appoggio della Lega, con i ministri della Semplificazione, Roberto Calderoli, e dell’interno, Roberto Maroni. Di manovra parla anche il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, chiedendo di conciliare «la linea del rigore con la giustizia sociale» e quindi «di inserire nella manovra anche la delega per la riforma fiscale», per «imprimere una svolta nella politica economica del Paese». Ma di rigore, in modo un po’ inconsueto parla anche la

SPESA SANITARIA

Costi standard parametrati sulle Regioni virtuose

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leader della Cgil, Susanna Camusso, che si mostra d’accordo con quanto detto dagli industriali. «Il nostro Paese - sottolinea la Camusso - ha un grande debito pubblico, la ragione per cui bisogna fare la manovra è che l’Italia ha firmato un trattato internazionale assumendo un impegno e accettando le condizioni che l’Europa ha posto. La manovra è responsabilità del governo, non è certo un accidente della storia che ci capita sulla testa». La leader della Cgil è convita poi che non sia «utile per nessuno alimentare l’idea che l’Italia sia a rischio Grecia, nonostante due anni di politiche che hanno indebolito il paese». La Camusso è dell’idea che però «il vero rischio per il Paese» sia quello di avere «una maggioranza divisa e ribadisce quello che dovrebbe essere «il più importante principio ispiratore della politica economica: «Misurarsi con le disuguaglianze del Paese e cercarle di ridurle».

Le ipotesi PENSIONI NEL SETTORE PRIVATO

Le donne a riposo a 65 anni come gli uomini

4 3 R R 7 8 Monti: tagliare le tasse? Desiderabile, non credibile AGEVOLAZIONI SULLA PRIMA CASA

MINISTERI ED ENTI LOCALI

RIFORMA FISCALE

Limitazione ai redditi inferiori ai 25 mila euro annui

Nuove valutazioni di spesa superando i tagli lineari

Tre sole aliquote per l’Irpef e aumento dell’Iva

Su Bini Smaghi: “Approccio dilettantesco di Palazzo Chigi” che sul bilancio pubblico e ci impedisce una riduzione delle tasse». Le priorità sono altre: «Bisogna proseguire la linea di messa in sicurezza dei conti pubblici - ha detto Monti -. È pericoloso dire che le riforme vogliano dire abbassare le tasse. Ci sono molte riforme che in questo momento si possono fare e si devono fare, per far crescere di più l’Italia e per dare alla società italiana un assetto più equo, che non comportano la riduzione delle tasse». Un’altra vicenda, più circoscritta ma imbarazzante, è quella di Bini Smaghi, che rappresenta l’Italia nell’esecutivo della Banca centrale europea e che nelle intenzioni del governo dovrebbe lasciare docilmente il suo posto, per non sovra-rappresentare l’Italia con l’arrivo di Mario Draghi come presidente della Bce al posto di Trichet (alla scadenza del mandato). Un accordo fra Roma e Parigi prevede che la poltrona di Bini Smaghi vada a un francese. Però Bini Smaghi punta i piedi, dice che i membri della Bce, pur se designati dai governi, sono indipendenti e non possono e non devono prendere ordini. Secondo Mario Monti in questa faccenda il governo italiano ha tenuto un at-

Mario Monti

Malgrado l’ottima politica di Tremonti, la nostra finanza pubblica è sotto i limiti di guardia teggiamento «dilettantistico» e «paradossale». «Mi sembra strano che non ci sia stato un confronto preventivo con Lorenzo Bini Smaghi, prima dell’incontro fra Berlusconi e Sarkozy, perché sarebbe stato un poco dilettantesco, ma mi sembra sia questo il caso. Perché in questa situazione non si pos-

sono imporre le dimissioni. È paradossale non averci pensato prima». «Non difendo e non condanno nessuno - ha aggiunto Monti -. È comprensibile che gli altri Paesi europei considerino eccessivo avere due italiani ai vertici della Bce. Ma le decisioni spettano a Bini Smaghi e alla sua coscienza. Dico solo che è sbagliato aspettarsi giuridicamente e moralmente che dia le dimissioni se non si è parlato prima con lui di questo tema». L’economista non risparmia però una stoccata alla Francia: «È uno dei Paesi che meno avrebbero bisogno di alzare il sopracciglio, visto che c’è stato un momento in cui quattro delle cariche internazionali principali erano tutte francesi». Fra queste l’ex direttore del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, che ora rischia una condanna per stupro. Senza entrare nel merito della vicenda, Monti spende parole di apprezzamento sul suo lavoro all’Fmi: «Ha avuto comportamenti personali che verranno giudicati, ma il rilancio che ha saputo dare nella sostanza, nel morale dello staff, il significato che ha saputo dare all’azione del Fondo sono cose che non è politically correct sottolineare, ma io voglio farlo».

Rischio default Le banche inglesi via dall’Eurozona Le banche britanniche, in particolare Barclays e Standard Chartered, hanno ritirato miliardi di sterline dalla zona euro per paura di un default della Grecia, che potrebbe innescare una crisi stile Lehman con ripercussioni su altri Paesi. Lo scrive il Sunday Telegraph segnalando i movimenti di capitale in atto. Ad aprile scorso l’esposizione di Barclays Bank in Spagna era scesa a 6,4 miliardi di sterline dai 7,2 miliardi di giugno 2010, mentre quella in Italia (Paese a rischio minore rispetto ad altri, ma non del tutto sicuro) è diminuita di oltre 100 milioni di sterline. Standard Chartered, aggiunge il domenicale britannico, ha ritirato miliardi di sterline dai mercati interbancari dell’Eurozona e ha ridotto complessivamente la propria esposizione di due terzi rispetto ai valori standard.

I


2R

LA STAMPA

LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

I pacchetti L’Europa e il Fondo monetario internazionale si mobilitano per un piano di aiuti alla Grecia scadenzati in più tappe

Primo Piano 9

Aiuti alla Grecia

cifre in miliardi di euro

110

Il piano triennale di prestiti p

Paesi di Area Euro

Fondo monetario Internaz.le

80

65 45 30

50

15

15

2010 in due tranche (mag-sett)

2011-2012 III e IV tranche (gen-apr '11)*

5% 33%

30

circa rca ca

Totale dei prestiti in 3 anni

Tasso d'interesse richiesto Centimetri - LA STAMPA

*in via di assegnazione quinta tranche da 12 miliardi

“Altri 110 miliardi di aiuti” La Grecia divide l’Ue Papandreou: “Se il governo non avrà la fiducia sarà una catastrofe” MARCO ZATTERIN INVIATO A LUSSEMBURGO

La protesta Atene, la manifestazione contro i tagli del governo

«Non ci sarà un’intesa stasera», ha avvertito il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker nel mezzo della gelida domenica lussemburghese. La notte gli ha dato ragione, ha colto i ministri economici della moneta unica ancora intenti a cercare una chiave per il salvataggio bis della Grecia, un’alchimia resa difficile delle scelte politiche più che da quelle tecniche. La Germania che vuole tirare dentro i privati complica il quadro quanto gli oneri che attendono il governo di George Papandreou. Il quale, parlando a Atene, ha confermato che la trattativa per il nuovo pacchetto di Ue e Fmi riguarda un ammontare «grosso mondo uguale» a quello del 2010. Sono altri 110 miliardi per non fallire. È una sceneggiatura che promette drammi e tensioni. «Se vanno in crisi i greci - prevede il belga Didier Reynders sarà crisi per tutti, così come dopo il crac della Lehman. Nessuno sarà al riparo, nemmeno la Germania». Stamane i mercati potrebbero prenderla male, sono già orientati al ribasso e una decisione lenta

può solleticare altre smanie. Potrebbero persino trovare scontato che il nuovo ministro dell’Economia greco, Evangelos Venizelos, semini promesse di risanamento fiscale. «Rispetteremo gli obiettivi grazie agli sforzi dei nostri cittadini e all’aiuto dei partner», è stata la dichiarazione dell’euroesordio. Rincuorante, rispetto al suo premier che, parlando del voto di domani a Atene, ha invitato a scegliere fra due finali, «fiducia o catastrofe». Papandreou chiede ai suoi

Telefonata nella notte tra i ministri dell’Economia del G7 ma nessuna intesa di accettare i sacrifici, mentre l’Europa è lì che assembla il secondo «bail out» biancoazzurro. Di questo s’è discusso nel Granducato sino alle ore piccole fra i ministri economici, e oggi si continua. C’è anche John Lipski, reggente del Fmi che attende segnali. La posizione di Washington è chiara. Darà il via al pagamento della quinta tranche dei fondi per la Grecia (12 miliardi sui 110 stan-

Il capo degli Indignati “No all’austerity Subito le elezioni”

,,

una farsa. Oltretutto, ha ammesso varie volte che non può farcela da solo e invece adesso pensa di continuare a governare con quei numeri». In effetti anche con il nuovo governo continua ad avere cinque voti di scarto. Ma non la spaventa la prospettiva che il suo Paese fallisca?

Alexis Tsipras

La piazza di Atene contro il premier

Guida l’ala più intransigente dei manifestanti greci

i giovani greci sfiora il 20 per cento di consensi. Soprattutto, la scorsa settimana avrebbe potuto garantire 13 preziosi voti in Parlamento al governo Papandreou. Ma quando il premier lo ha chiamato, mercoledì, lui ha risposto «meglio le elezioni». E il nuovo esecutivo emerso dal rimpasto, secondo Tsipras, è destinato comunque a durare poco. Quanto alla crisi, «esiste solo una via d’uscita europea, non greca» al rischio fallimento per il suo Paese.

«Quella di mercoledì è stata una telefonata ridicola. Ma mi lasci dire anzitutto che per noi il nuovo piano di austerity è condannato al fallimento, perché è già fallito quello vecchio».

Intervista

TONIA MASTROBUONI INVIATA AD ATENE

Classe 1974, Alexis Tsipras è il vicepresidente della Sinistra europea e guida la coalizione Syriza che alle ultime elezioni ha preso il 5 per cento ma che tra

Cosa pensa del nuovo governo? Perché mercoledì ha rifiutato l’offerta di Papandreou di un governo di unità nazionale in cambio di un passo indietro del premier? E come risponde oggi al nuovo appello all’unità che è arrivato dal premier?

ziati un anno fa) se la strategia di austerità passerà e se l’Europa si intenderà, almeno con una scelta politica di principio, sulla ricetta per aiutare ancora Atene. Il che porta in scena i 110 miliardi di prestiti freschi freschi citati ad Atene. E la Germania. La cancelliera Merkel si è impegnata col Bundestag a non far pesare tutto il piano greco sulle casse pubbliche, prevedendo la partecipazione dei privati, cioè delle banche e dei fondi che hanno in tasca i titoli sovrani. C’è voluta una settimana per tessere una convergenza sul fatto che il riscadenziamento deve essere volontario, sennò verrebbe considerato una bancarotta, con ricadute pesanti sui tassi di rifinanziamento e sui destini dei paesi che hanno il debito più profondo rosso. La Bce ha convinto tutti a spingersi in questa direzione. O quasi. Ieri il ministro tedesco Wolfgang Schäuble è tornato a parlare di «riprofilatura pilotata», insistendo per avere una cifra da attribuire a banche e fondi. Mossa al limite del pericoloso, questa. Una fonte ha riferito che fra le ipotesi c’è quella di incentivare la partecipa-

È un po’ ingeneroso. Nel 2010 la Grecia ha messo a segno il più colossale taglio del disavanzo della storia europea.

«Dal punto di vista del popolo è stato un disastro. Ecco perché non c’erano margini per un accordo con Papandreou. All’estero forse non ci si rende bene conto di cosa è successo mercoledì: per sette ore il governo era nel panico e siamo stati senza un primo ministro. E poi ha cercato semplicemente di incollare i pezzi del suo partito. Questo continuo andirivieni è

zione dei privati con un aumento dei rendimenti, ma ci sono due caveat: sarebbe difficile dimostrare la volontarietà dell’operazione; aumenterebbero i costi, oltretutto su bond che pagano già bene. Aggiunge la spagnola Elena Salgado: «Se sarà volontaria, non pos-

Il belga Reynders: «Se c’è la bancarotta coinvolgerà tutti come il crac Lehman» siamo aspettarci il 100% delle adesioni, anche se dovrebbe esserci un numero sufficiente di adesioni». Da valutare, «se la decisione sarà autonoma per ciascuna banca oppure se dovrà esserci un passaggio a livello di autorità nazionali». I 17 dell’euroclub si sono collegati coi partner del G7 in teleconferenza per fare il punto. Al termine della consultazione tutti contavano sulla fumata bianca. Il rebus dipende dai tedeschi come dai greci. Il premier Papandreou atterra in giornata a Bruxelles in cerca di solidarietà. Ha fretta: fra soli 25 giorni potrebbe ritrovarsi senza un euro in cassa.

morandum, cioè l'austerity, con l’Europa. Deve cambiare strategia: redistribuire la ricchezza, tassare i redditi alti per aumentare gli stipendi dei poveri». Mercoledì in occasione del terzo sciopero generale dall’inizio dell’anno ci sono stati scontri molto duri ad Atene. Oggi i sindacati hanno minacciato nuovi scioperi. Lei è spesso accusato di fomentare gli elementi più violenti della piazza.

«Cominciamo col dire che con questo programma di risanamento falliremo di sicuro. E per l’Eurozona sarà la fine. Anche se tutto dovesse fila- «Ormai ci sono abituato: appena re liscio, se il piano andrà bene, nel succede qualcosa in questo Paese, 2020 avremo un debito del 340 per è sempre colpa di Tsipras. La vericento del prodotto tà è che la gente interno lordo». FALLIMENTO ASSICURATO in piazza ha fatQual è l’alterna- «Se si fa come dice il governo to la sua scelta. E ha palesementiva? nel 2020 avremo sulle spalle te respinto ogni «Chi continua a penun fardello del 340% del Pil» tentativo di prosare che questa crisi sia un problema grevocare violenco sbaglia. Non esiste una via d’usci- za. Lo hanno riportato tutti i giorta greca a questa crisi, esiste solo nali che tra le frange estremiste una via d’uscita europea. Una ri- c'erano dei poliziotti infiltrati. Nesstrutturazione del debito è inevitabi- suno può negare ormai il fatto che le. E la privatizzazione da 50 miliar- il popolo greco ha abbandonato il di non fermerà nel medio periodo la governo, ha voltato le spalle a Pacorsa del debito». pandreou e chiede giustizia sociale Infatti è accompagnata da riforme e democrazia». della pubblica amministrazione e a tagli della spesa cui vi state opponendo strenuamente.

«Sono misure che non servono a nulla. La Grecia deve rinegoziare il me-

E lei cosa suggerisce per uscire da questa impasse?

«Elezioni anticipate. È l’unico modo per restituire la voce al popolo che la chiede da tempo».


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LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011 LA STAMPA 10


LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

Primo Piano 11

U

P4 GLI INTERROGATORI

Bisignani oggi dai pm Tensione sulle carte Parte dell’inchiesta trasferita a Roma. Il nodo dei rapporti con Papa I protagonisti della vicenda

Il pm IL PM HENRY JOHN WOODCOCK È CON FRANCESCO CURCIO IL TITOLARE DELL’INCHIESTA SULLA COSIDDETTA P4

Il fulcro AL CENTRO DELL’INCHIESTA C’È IL PARLAMENTARE PDL ED EX MAGISTRATO ALFONSO PAPA

L’ombra GIANNI LETTA, BRACCIO DESTRO DI SILVIO BERLUSCONI, NON E’ INDAGATO MA E’ STATO SENTITO COME TESTIMONE

La politica PIERLUIGI CASTAGNETTI È A CAPO DELLA GIUNTA CHE DEVE DECIDERE SULL’ARRESTO DEL DEPUTATO PDL PAPA

GUIDO RUOTOLO INVIATO A NAPOLI

Quella che sta per iniziare si annuncia come una settimana di via Crucis per i Bisignani boys. Oggi si terrà l’interrogatorio di garanzia di Luigi Bisignani, per dirla con i pm, dell’«ascoltato consigliere dei vertici dirigenziali di alcune delle più importanti aziende controllate dello Stato (Eni, Poligrafico, Rai, etc) di ministri della Repubblica, di sottosegretari e altri dirigenti». Lui, Luigi Bisignani, se potesse chiederebbe il processo immediato, convinto di aver già chiarito tutto nei vari interrogatori che hanno preceduto la richiesta di custodia cautelare. Oggi, la monumentale inchiesta dei pm Woodcock e Curcio potrebbe conoscere (anche in parte) la sua discovery. Intercettazioni telefoniche, decine e decine di testimonianze eccellenti, di «vittime» degli ingranaggi della macchina criminale, secondo l’accusa, di Luigi Bisignani e Alfonso Papa. Migliaia e migliaia di pagine. Una trama di relazioni, di raccomandazioni, di minacce, di vita vissuta di una Italia che conta, anche se potrebbe non avere ricadute penali. La politica, l’impresa, il mondo della informazione (da Dagospia a giornalisti ossequiosi), gli apparati dello Stato. Che strana sensazione di déjà-vu: i meno giovani ricorderanno il clamore per la scoperta della Loggia coperta P2 di Licio Gelli, con l’elenco degli adepti e il programma dell’associazione segreta che appunto poteva contare su un esercito di uomini dei vertici delle istituzioni. Oggi siamo, saremmo di fronte a qualcosa del genere, secondo l’accusa. E’ vero, come scrive il gip nella sua ordinanza di custodia cautelare, per il momento l’esistenza della P4 non è provata, «avendo gli stessi pubblici ministeri precisato che l’ipotesi accusatoria in relazione alla violazione della legge del 1982 (legge Anselmi, ndr) "non è ancora supportata da gravi indizi di colpevolezza"». Ma questo è un problema che riguarda i giudici e gli avvocati. E naturalmente i diversi protagonisti. E per dirla con il gip, «per non ingenerare equivoci con potenziali danni per le persone estranee ai reati», nella misura cautelare sono stati depennati sia gli indagati che gli estranei alle indagini. Certo, sarà interessante leggere la telefonata tra Bisignani e l’ex direttore generale della Rai Masi, o con l’avvocato della Rai su «Annozero» e Michele Santoro. E gli altri allegati per capire perché l’ipotesi dell’accusa è quella dell’associazione segreta. Ma per il momento ci si deve accontentare della contestazione (accolta dal gip) del reato di associazione a delinquere. Bisignani, il parlamentare magistrato Alfonso Papa, e un paio di divise del disonore, si sarebbero associati allo scopo di «commettere un numero indeterminato di rea-

ti contro la pubblica amministrazione e contro l’amministrazione della giustizia». Ma nelle carte che da oggi potrebbero essere pubbliche, le conversazioni e le deposizioni di mezza Italia che conta finiranno sicuramente al centro delle attenzioni. Asciugata la richiesta dei pm dal severo gip, l’inchiesta Woodcock e Curcio si riduce soprattutto a una serie di estorsioni da parte del magistrato deputato Papa (in attesa delle prove sull’associazione massonica). Tutta la partita degli appalti, delle consulenze, infatti, è stata trasferita alla Procura di Roma. Che finora, va segnalato, non ha mai soddisfatto le aspettative del pm Woodcock. Da quando era a Potenza, il pm anglonapoletano ha visto quasi sempre le sue inchieste trasmesse nella capitale, per competenza territoriale, archiviate o molto ridimensionate. Oggi Luigi Bisignani sarà sentito dal gip Luigi Giordano. Interrogatorio di garanzia.

L’avvocato dell’indagato, Fabio Lattanzi, assicura che il suo assistito chiarirà facilmente le contestazioni sollevate, gli episodi di favoreggiamento contestati, a partire dalle notizie comunicate al sottosegretario Gianni Letta sull’inchiesta (Woodcock, ndr) che lo vedeva indagato, alle notizie coperte dal segreto d’ufficio fatte arrivare al dirente Finmeccanica Lorenzo Borgogni, attraverso l’imprenditore Anselmo Galbusera. Lo stesso gip alla fine condivide le considerazioni dei pm sulla figura di Bisignani: «Genera perplessità che una persona condannata per violazione delle norme sul finanziamento dei partiti, appropriazione indebita e corruzione, possa godere di un enorme credito da parte di appartenenti alle istituzioni e di una così fitta ragnatela di contatti». Ma proprio per questo, sostiene il gip, se il mondo di Bisignani è diverso da quello di Alfonso Papa, qual è il «programma comune tra Bisignani, Papa e gli altri»?.

L’uomo nel mirino Luigi Bisignani, uomo d’affari ora ai domiciliari

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12 Estero

LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

PEDIATRA, IMPEGNATA NELL’EDITORIA E NEI DIRITTI DELL’UOMO, AVEVA CONDIVISO L’IMPEGNO COL CELEBRE MARITO

Addio a Elena, la musa di Sacharov Icona della dissidenza sovietica, la Bonner, 88 anni, viveva a Boston dalla figlia MARINA VERNA

Elena Bonner, la vedova del dissidente russo Andrei Sacharov, è morta ieri a Boston, dove viveva da anni con la figlia Tatiana. Medico pediatra, 88 anni, è stata una delle protagoniste della lotta per i diritti dell’uomo in Unione sovietica, da sola e al fianco del marito, fisico nucleare

e premio Nobel per la Pace 1975. Era nata nel 1923 in Turkmenistan, allora Repubblica sovietica, da una famiglia di ebrei comunisti, che sarebbe stata vittima delle purghe staliniane: il padre, un dirigente del Comintern che aveva fatto la Rivoluzione, fu fucilato; la madre condannata a otto anni di gulag in quanto «moglie di un traditore».

Allo scoppio della guerra, Elena si arruola come infermiera volontaria e viene ferita due volte. Dopo la laurea lavora come pediatra e intanto comincia a scrivere ovunque, sulle riviste scientifiche come su quelle politiche. Nel 1965 sposa un compagno di studi, Ivan Semyonov, dal quale avrà due figli ma divorzierà nel 1965. Cinque anni dopo incontra An-

drej Sacharov, uno dei padri della bomba all’idrogeno sovietica, come lei attivista per i diritti umani. Il matrimonio, celebrato nel 1972 , cambia la sua vita: Elena abbandona il lavoro e si dedica a Sacharov e alla sua attività, rappresentandolo anche negli impegni ufficiali, come la cerimonia di assegnazione del premio Nobel per la pace, alla quale lui non può

partecipare perché le autorità sovietiche gli negano il visto. Nel 1980 Sacharov viene esiliato a Gorkij, una città vietata agli stranieri a 500 km da Mosca, per aver criticato l’intervento in Afghanistan. Elena è il suo unico legame con il mondo fino al 1984, quando anche lei viene processata per sovversione antisovietica e condannata all'esilio. Nel 1986

Mikhail Gorbaciov grazia entrambi. Tornano a Mosca ma tre anni dopo Sacharov muore, mentre lei continuerà a battersi e a scrivere. Spirali ha pubblicato nel 2003 il suo «Madri e figlie». Elena è ormai un’icona, e non ama essere considerata solo la vedova di Sakharov. Perché, ripete a tutti, «ho un’intera esistenza per conto mio».

Personaggio GIULIETTO CHIESA MOSCA

L’

ultima volta che la vidi fu sei anni fa, a Torino. Il Forum della Politica Mondiale aveva organizzato un grande incontro internazionale sui 20 anni della perestrojka. Mikhail Gorbaciov, che quel Forum presiedeva, aveva curato personalmente la lista degli oratori e degl’invitati, cioè di coloro che riteneva doveroso chiamare a ricordare un grande momento di cui erano stati testimoni. In qualche caso protagonisti. Voleva che ci fossero tutti, amici naturalmente, ma anche nemici, coloro che lo avevano aiutato e coloro che lo avevano tradito. Era stato proprio Gorbaciov a proporre di includere Elena Bonner tra le personalità invitate. Ne fui sorpreso perché tra Elena Georgievna e Gorbaciov non era mai corso buon sangue. Lei, anticomunista irriducibile, combattente da una vita per i diritti umani, era stata, tra gl’intellettuali filo-occidentali, nella schiera di coloro che fino all’ultimo, fino alla caduta di Gorbaciov, avevano ritenuto non sincero, non affidabile un leader che guidava il Partito Comunista dell’Unione Sovietica. Semplicemente non gli credevano, ritenevano impossibile che, da quell’apparato, anzi dal suo vertice supremo, potesse venire qualche cosa di buono.

Si ribella nel 1968

Con Andrei, 1972

Al Nobel nel 1975

L’ex nemico

Lascia il Partito Comunista russo dopo l’invasione della Cecoslovacchia

Sposa un noto dissidente, Sacharov, il fisico che ha dato la bomba all’Urss

Rappresenta Sacharov alla cerimonia di consegna del Nobel per la Pace

In esilio volontario negli Usa, incontra Michail Gorbaciov a Torino nel 2005

Carismatica Elena Bonner e Andrei Sacharov nel 1987 a Mosca di ritorno dall’esilio a Gorkij In alto Elena Bonner a Bruxelles nel 2008 per la consegna del Premio Sacharov

ISPIRATRICE

Con lei lo studioso della bomba atomica fece il salto dalla scienza alla politica Lei non gli credeva. Non gli credette nemmeno quando il nuovo segretario generale del Pcus, meno d’un anno dopo essere salito alla carica, nel 1986, scambiò con Andrei Sacharov una corrispondenza rispettosa e definitiva e lo fece tornare a Mosca dal lungo esilio in cui era stato costretto. Gorbaciov sapeva di questa inimicizia e sapeva che non sarebbe mai stata superata. Lo sapeva lui anche perché di questa inimicizia gli veniva riferito da Nikolai Kriuchkov, allora capo del Kgb e, in seguito, il vero numero uno del golpe di agosto del 1991. Spesso era stata lei, Elena Georgievna, a spingere il marito verso posizioni sempre più radicali, fino alla rottura quasi totale con quel Gorbaciov che lo aveva fatto tornare con tutti gli onori dall’esilio di Gorkij, che gli era stato comminato da Leonid Breznev per avere criticato con la massima durezza l’intervento sovietico in Afghanistan. Dopo Breznev era arrivato Jurij Andropov, poi Konstantin Cernenko e Sacharov era rimasto in quel di Gorkij (oggi Nizhnij Novgorod) senza comunicazioni con l’esterno. Era città chiusa agli stranieri e Elena Georgievna faceva la spola tra l’esilio del marito (un piccolo appartamento di tre stanze in un quartiere popolare, al primo piano) e Mosca, dove l’aspettavano i giornalisti occidentali per riferire al mondo le parole di un Sacharov che non taceva. Ma Gorbaciov guardava dall’alto di chi ha già salito i gradini della storia.

E Gorbaciov sussurrò “È molto più della sua metà” La donna minuta che diede forza al fisico critico dell’Urss «Andrei Dmitrievic non c’è più ma Elena Georgievna era molto più della sua metà, quando lui era in vita, ed è dunque giusto che ci sia a celebrare la perestrojka», disse con un sorrisetto, strizzando gli occhi come fa di solito quando è sicuro di avere ragione. La vera questione era se Elena Bonner avrebbe accettato quell’invito. A suo modo era una verifica interessante. Gorbaciov disse: «Verrà, quando avrà visto la lista degl’invitati». E, infatti, venne, e parlò. E, tra la sorpresa generale, rese, per così dire, l’onore delle armi all’ex nemico in un discorso quasi affettuoso. La ricordo, in una pausa dei lavori, in un momento che, sfortunatamente, nessuno dei fotografi e dei cineoperatori riuscì a fissare. Lei, Gorbaciov e Andrei Sharanskij. Andrei Sacharov era morto da qualche anno e Elena aveva preso in mano le redini di quella che sarebbe diventata una fondazione: il luogo della

sua memoria politica e, soprattutto, morale. Sacharov era stato un genio della fisica, a cui l’Unione Sovietica era debitrice di tutti i più importanti sviluppi della «bomba», di quella atomica, s’intende, cioè della «parità strategica» di cui proprio Leonid Breznev era divenuto il padre politico. Poteva essere represso in un solo modo, esiliandolo. Se non ci fosse stata lei sarebbero riusciti a renderlo muto. Se non ci fosse stato Gorbaciov, Andrei Sacharov non sarebbe diventato membro del Parlamento Sovietico, con un sistema elettorale così lambiccato e stravagante che sembrava fatto apposta affinché l’Accademia delle Scienze dell’Urss potesse eleggere Sacharov. Dietro di lui, attimo per attimo, a sostenerlo, a guidare i suoi incontri, a preparargli l’agenda, a suggerirgli ogni mossa, c’era Elena, alias Lusik Alikhanova. L’aveva sposato, in secon-

de nozze, nel 1972, quando lui era ancora nell’ombra politica, ma era da tempo nell’empireo della fisica mondiale. Con lei Andrei Dmitrievic fece il grande salto dalla scienza alla politica. Nel 1975 fu Elena ad andare a Oslo a ritirare per conto del marito, prigioniero della sua scienza «sovietica», il Premio Nobel per la Pace. Fu lei - questo il mio primo ricordo di Elena Bonner - ad aprirci la porta dell’appartamentino in cui vivevano, nella via Chkalova, sul Sadovoe Kolzo, non lontano dalla stazione Kurkskaja, in quello stesso giorno del suo ritorno da Gorkij. Eravamo in due. Io, allora corrispondente da Mosca per L’Unità, e con me Fiammetta Cucurnia, corrispondente della Repubblica. Eravamo andati alla stazione Jaroslavskaja, per aspettare quel treno che lo avrebbe restituito a una vita che non sarebbe più stata normale, né per lui né per nessu-

no di noi. Alla stazione c’era una folla di giornalisti di quella che avremmo visto nelle grandi occasioni degli anni successivi. Non c’era, sulla banchina, un centimetro quadrato disponibile. Le telecamere erano già diventate aggressive come cani rabbiosi. Tutti volevano una dichiarazione, ma Andrei Dmitrievic non si fermò, non disse molto, sorrideva come un bambino di fronte a un assalto che sembrava coglierlo di sorpresa. Noi - ancora adesso non so capacitarmi del colpo di fortuna, anzi dei diversi colpi di fortuna che ci capitarono quella mattina - sgattaiolammo fuori dalla calca infernale e corremmo in via Chkalova dove, qualcuno ci aveva detto, forse sarebbe andato Andrei Sacharov. Ma era una scommessa. Ufficiosamente era stato detto che non avrebbe fatto dichiarazioni. Salimmo sull’ascensore di un portone dignitoso, come quelli che spettavano a un modesto professore universitario. Con l’idea che non avremmo trovato nessuno. Invece Elena Bonner venne ad aprire. Io pensavo che, se le avessi detto che ero corrispondente di un giornale comunista, mi avrebbe sbattuto la porta in faccia. Invece non lo fece. Si spostò di lato e fece cenno di entrare. Seduto in poltrona, nella stanza attigua all’ingresso, Andrei Dmitrievic sembrava assorto. Entrammo, eravamo solo noi due, ed eravamo i primi. Così incontrai, per la prima volta, Andrei Sacharov e Elena Bonner. In casa loro.


LA STAMPA

LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

Estero 13

La storia ILARIA MARIA SALA HONG KONG

L’

estate è arrivata anche in Giappone, e quest’anno porta con sé la necessità del setsuden, ovvero dei risparmi energetici. Con la centrale di Fukushima ancora fuori gioco dopo il terremoto e lo tsunami che l’hanno colpita l’11 marzo scorso, l’intera regione del Kanto (l’area del nordest, che include Tokyo) è a corto di elettricità, e ognuno cerca idee e stratagemmi per utilizzare meno energia del solito, dato che se si oltrepassassero certi limiti, si renderanno necessari i black out a orari fissi che tutti cercano di evitare. Così, si cerca dove tagliare e risparmiare, con speciali interruttori che spengono gli elettrodomestici e gli apparecchi elettronici quando non sono in uso, luci abbassate nei negozi e per le strade, e una nuova frugalità diffusa. L’aria condizionata, naturalmente, è fra i primi lussi ad essere messi in discussione, malgrado le

Il nuovo dress code Impiegati giapponesi in abbigliamento informale dopo l’entrata in vigore delle ultime regole

Il Giappone dell’autarchia incoraggia la pennichella

VIVA LA SIESTA

Tutti a casa dopo pranzo a riposarsi, così gli uffici staccano luci e macchine NUOVA ETICHETTA

Si lavora in polo, sandali e camicia hawaiiana Addio alla vecchia cravatta

Dopo Fukushima, condizionatori spenti e camiciotti in ufficio per risparmiare

alte temperature dell’estate giapponese, e le idee che vengono messe in giro per mantenersi freschi senza ricorrere ai condizionatori riescono a far sorridere, anche in questi periodi di catastrofe. L’obiettivo è quello di tenere i termostati a 28 gradi – cioè, riuscire a non accenderli proprio per quanti più giorni possibile. Per gli impiegati, già da alcune settimane è stato compilato un nuovo codice vestiario, chiamato «Super Cool Biz», che dovrebbe consentire di stare a maggior agio malgrado l’afa estiva: si farà a meno del vestito giacca, pantaloni e cravatta per gli uomini, che sono autorizzati a recarsi in ufficio con una polo, dei sandali, o perfino una camicia hawaiiana, chiamata «camicia Aloha» in Giappone, se lo desiderassero. A Tokyo, e in molte altre città che risentono della penuria di energia elettrica, i salarymen, ovvero gli impiegati, si devono ora recare in ufficio un’ora prima, quando il clima è più fresco, per quanto una volta arrivati debbano raggiungere a piedi il loro piano, dato che la maggior parte degli ascensori sono fermi. Le finestre degli uffici vengono ora lasciate aperte, e per quanto tutto sia teso

Fukushima Il reattore 4 danneggiato

Senza cravatta Tokyo, due impiegati camminano per strada vestiti «casual»

I DATI DEGLI UTENTI DEI VIDEOGIOCHI

a limitare gli sprechi energetici, resta importante mantenere un certo decoro. Così, né le infradito (per quanto associate, nella mente di molti, proprio al Giappone) né i pantaloni corti sono ammessi, ma si può fare a meno della giacca, e soprattutto della cravatta anche quando si indossano scarpe chiuse e pantaloni. La campagna del «Super Cool Biz» è co-sponsorizzata dal gruppo di moda casual Uniqlo, che del resto ha calcolato che il nuo-

L’ALLEANZA AMMETTE: C’È STATO UN ERRORE

Rubati al sito Sega Raid Nato su Tripoli 1,29 milioni di account “Avete ucciso 9 civili” TOKYO

Il colosso giapponese dei videogame «Sega» ha confermato ieri che i dati personali di oltre 1,29 milioni di utenti registrati sono stati rubati con un attacco hacker contro il sito della filiale europea, a Londra, avvenuto giovedì scorso. Si tratta di «Sega Pass», spiega un comunicato diffuso sulla web page della società, nel quale si esclude però la possibile copiatura dei numeri della carta di credito. Le informazioni trafugate comprendono nomi, date

di nascita, indirizzi e-mail e password cifrate, che potrebbero comunque creare problemi quanto al furto di identità. «Ci scusiamo per il disagio causato ai nostri clienti», si legge ancora, mentre «è stata avviata un’inchiesta per fare luce sulle cause» e i canali usati per l’intrusione. «Daremo la massima priorità alla sicurezza», dice ancora Sega, che oltre ad aver chiuso almeno per ora il sito londinese, è diventato di fatto il secondo player mondiale dei videogiochi a finire nel mirino dei pirati informatici [S. G.] dopo la Sony.

TRIPOLI

Nove morti e diciotto feriti sono il bilancio di un raid lanciato dalla Nato sabato notte su Tripoli. L’accusa era stata mossa da Mussa Ibrahim, portavoce del regime di Gheddafi: «Caccia hanno colpito un edificio civile, provocando almeno 9 vittime fra gli abitanti». In serata è arrivata l’ammissione della Nato, che in un comunicato pubblicato sul suo sito Internet ha scritto: «L’obiettivo del raid era un deposito di missili. Sembra però che un’arma

non abbia colpito il bersaglio e che, per un malfunzionamento del sistema dei caccia, possa aver causato alcune vittime civili». Il generale Bouchard, comandante in capo di Unified Protector, ha espresso «il proprio rammarico». Ieri mattina alcuni giornalisti erano stati portati a vedere le macerie e poi condotti in ospedale, dove erano stati mostrati loro tre corpi. Per il vice ministro degli Esteri, Khaled Kaim, si è trattato di un «attacco intenzionale contro edifici civili, un altro segno della brutalità dell’Occidente». [M. VER.]

vo codice di abbigliamento potrebbe avere dei risvolti positivi sui consumi – depressi dal giorno della catastrofe – dato che per mettere al passo il proprio guardaroba i salarymen dovrebbero spendere una media di 200 euro a testa. Alcune linee ferroviarie urbane (molte di queste sono private, in Giappone, per cui è difficile imporre un regolamento valido per tutte) hanno deciso che risparmieranno energia come potranno spegnendo il condizionatore dei vagoni dall’1 alle 3, ore calde ma a basso traffico, e aprendo le finestre delle vetture. Altrove, come nella città di Gifu, il governo locale ha perfino deciso di imporre delle sieste pomeridiane per tutti, decidendo che le ore più calde possono essere rese più sopportabili se ogni impiegato le trascorre a casa sua, combattendo la spossatezza causata dal calore con una bella pennichella, da luglio a settembre. L’idea è stata battezzata «Siesta Holiday», e spera di portare a un risparmio energetico complessivo dell’11% per l’anno in corso. L’unico neo della «Siesta Holiday», però, è che le ore passate a farsi un sonnellino nel mezzo della giornata saranno sottratte ai giorni di vacanze complessivi di ogni impiegato.

OREGON, IL COMUNE FA RIPULIRE UN INTERO LAGO

La pipì di un ragazzo costa 36 mila dollari PORTLAND

L’idea di un ventunenne in vena di relax ha giocato un brutto scherzo ai contribuenti di Portland, nell’Oregon (Usa), che hanno dovuto sborsare un extra di 36 mila dollari per drenare 30 milioni di litri d’acqua inaspettatamente inquinati da «rifiuti organici». Il giovane, Joshua Seater, di Molalla, aveva urinato nel bacino idrico di Mount Tabor Park, la più importante fonte d’acqua potabile della città. Gli occhi delle telecamere di sicurezza dell’impianto lo

avevano però immortalato mentre passeggiava allegro attorno alla struttura, per poi fermarsi a fare i propri bisogni proprio lì, nel bel mezzo del laghetto artificiale. Le scuse pubbliche di Seater - «ero ubriaco ed era troppo buio» - non hanno spento le polemiche degli abitanti di Portland che, però, possono almeno stare tranquilli: l’urina, a livello chimico, è relativamente sterile, dunque il rischio per la salute è molto basso, ha spiegato un professore di tossicologia: «Pensate a quanti animali [M. DG.] fanno la stessa cosa».


14 Primo Piano

LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

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LAMPEDUSA LA JOLIE TRA I MIGRANTI

Un giorno particolare

Reportage LAURA ANELLO LAMPEDUSA

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lza le dita snelle e curate, le affonda nell’inchiostro, le imprime sulla carta. Sorride, con quel sorriso che illumina l’eterno, celebre broncio. «Sono profuga anch’io», sussurra. Pure lei, l’attrice dichiarata dal Guinnes dei Primati la più potente del mondo, adesso è schedata: Jolie Angelina. Immigrata, ultima tra i trentamila approdati negli ultimi sei mesi su questa Ellis Island siciliana. Nigeriani, pakistani, eritrei, ANGELINA JOLIE È ATTERRATA IERI A LAMPEDUSA somali, ghanesi. Molti etiopi, CON UN AEREO PRIVATO POCO PRIMA DELLE DUE come la sua piccola Zahara DEL POMERIGGIO ALLA VIGILIA DELLA GIORNATA una dei tre figli adottati con DEI RIFUGIATI CHE SI CELEBRA OGGI Brad Pitt - che somiglia ai tanti bambini sbarcati qui con le treccine e il vestito buono del viaggio. «Pensate cosa può voler dire per questa gente fuggire da un Paese e arrivare in un posto dove qualcuno gli accoglie. Sono grata agli italiani e alla gente di Lampedusa per avere tenuto i confini aperti, questo ha fatto una grande differenza», dirà più tardi chiedendo al mondo «più tolleranza», proprio nel giorno in cui il diktat di «fermare i clandestini» risuona ancora una volta co leggero, per quattro ore vimani piccole ed eleganti stantra gli ultimatum di Pontida. sita i luoghi della memoria, no accanto alle dita dei disgraLei, ambasciatrice di buo- della morte e della speranza. ziati arrivati dai villaggi e dai na volontà dell’Onu, atterra Prima, il Centro di identificacampi profughi. «Penso a minori quanto devono essere disperacon un aereo privato poco zione e di espulsione che nei Sono ospitati te queste persone per salire su prima delle due del pomerig- giorni della vergogna ha stipanell’ex base una barca e rischiare la progio alla vigilia della Giornata to anche cinquemila immigraLoran pria vita in un viaggio che non dei rifugiati che si celebra ti e che ieri ne ospitava appein attesa di ha alcun esito certo», dice. oggi. Sole da canicola, aero- na 190, anche loro divisi da un conoscere il muro: 160 profuporto preso Risale sul pulmino scuro e loro destino si dirige alla ex base Loran dod’assalto, ad UN’OCCASIONE ghi subsahariada mandare accoglierla tra ve sono custoditi - o meglio, «Il mio Paese ha avuto ni nei centri di acgli altri l’Alto rinchiusi - oltre 300 minori tanto dai milioni coglienza, trenCommissario non accompagnati, cioè raOnu per i rifu- di persone che ha accolto» ta tunisini da rigazzi che si sono imbarcati da spedire a casa. giati, Antonio soli. Alcuni in attesa di conoLì, dietro le sbarre, espriGuterres, arrivato in mattiscere il proprio destino da 54 nata con un volo di linea; me il desiderio di lasciare le giorni, senza la possibilità di Claudio Baglioni, cittadino impronte. Lo stesso gesto fatessere coinvolti in nessuna onorario e ormai ambascia- to qualche anno fa sul cemendelle attività ripetutamente tore dell’isola; il sindaco Ber- to della Walk of fame, la straproposte dalle associazioni nardino De Rubeis, appena da di Hollywood dove le celeche lavorano qui. Poi di corsa rientrato dai suoi incontri a brità lasciano imperitura mealla Porta d’Europa realizzaRoma. Giacca, pantaloni e moria delle proprie estremità. ta tre anni fa da Mimmo Palatop nero, capelli sciolti, truc- Ma qui è altra storia, e quelle dino come simbolo d’acco-

L’arrivo

Nell’ex base Loran IL MOMENTO PIÙ INTENSO DELLA VISITA DI ANGELINA JOLIE A LAMPEDUSA È STATO ALLA EX BASE LORAN, DOVE SONO RINCHIUSI OLTRE 300 MINORI NON ACCOMPAGNATI, CIOÈ RAGAZZI CHE SI SONO IMBARCATI DA SOLI PER TENTARE L’AVVENTURA DELLA TRAVERSATA ALCUNI SONO IN ATTESA DI CONOSCERE IL PROPRIO DESTINO DA OLTRE CINQUANTA GIORNI

Le impronte di Angelina: “Sono anch’io una profuga”

delle migliaia che sono annegate cercando di arrivare qui. Angelina guarda l’azzurro fino all’orizzonte, un microfono in mano, i lunghi capelli castani mossi dal vento. «Lampedusa è un’isola bellissima, è la prima volta che vengo ma penso proprio che tornerò». Agli isolani accorsi a vederla dice modesta: «Onorata di essere qui con voi». E poi risponde, schietta e diplomatica: «Sono americana e non posso parlare dell’Europa, ma venglienza nel punto più a sud go da un Paese che ha tratto dell’isola, l’estremo confine molti benefici dall’immigrad’Europa. Angela Maraventa- zione». Interviene Guterres, no, senatrice della Lega e vi- reduce da un giro su una mocesindaco, in quell’occasione tovedette della Guardia cole piazzò accanto - tra applau- stiera: «È importante che i Pasi e dissensi - una finestra esi coinvolti nell’emergenza d’alluminio con la scritta «da immigrati abbiano politiche lì entrano, da qui escono», per la migrazione e tengano i confini aperti tanto per raccontare le conLA DISPERAZIONE basandosi sotraddizioni che «Penso a come si sentono prattutto sul rispetto dei diritsi agitano in per affrontare un viaggio ti umani». Apquesto fazzoletto di terra sca- che non ha un esito certo» plausi, sorrisi, ma gli occhi sogliato dal Creano tutti per lei, l’angelo-Angetore a due passi dall’Africa. Qui, davanti a questa por- lina. Che riprende il suo jet e ta che ha perso qualche pezzo vola a Malta, a raggiungere e che mostra già la ruggine, la sul set il marito. E quando Jolie assiste alla deposizione l’aereo è appena decollato, di una corona di fiori in mare, qualcuno si chiede se non ne sistemata dai sommozzatori vogliano adottare un altro di sul relitto affondato un mese bambino, magari di quelli fa. Ne morirono tre allora, tre sbarcati qui senza famiglia.

L’attrice si fa identificare come accaduto a migliaia di clandestini

300

Improvvisamente è mancato

Nini Failla di 76 anni L’annunciano la sorella Alda con Ernesto, i nipoti Luisa, Giampaolo, Cristina, Ezio, Pippo, Antonella, Simona, Cesare, Bruno. Funerali martedì 21 giugno ore 14 nella parrocchia di San Martino Revigliasco dove si recita il Rosario lunedì 20 ore 20,30. – Moncalieri, 20 giugno 2011 Gli agenti di Moncalieri di Alleanza Toro, i dipendenti e collaboratori addolorati ricordano il grande agente

Nini Failla che ha creato e resa importante l’agenzia Toro di Moncalieri. – Moncalieri, 20 giugno 2011

“...Io, volontario non vado, se mi chiamano...” Dicevi sempre così, combattendo e andando avanti. Questa volta ti hanno chiamato e tu obbligato, hai obbedito, lasciandoci soli con un vuoto incolmabile. Grazie per l’amore che ci hai donato. E’ mancato

Giuseppe Pedone di anni 88 Lo annunciano la moglie Pina, i figli Michele con Rossella e Betti con Antonio, i nipoti Lena con Michele, Francesco con Barbara e Alessio. SS. Rosario lunedì 20 giugno ore 17,45 parrocchia S. Famiglia di Nazareth, Vallette, viale Mughetti 18. Funerali martedì 21 giugno ore 9,30 nella suddetta parrocchia. – Torino, 18 giugno 2011 O.F. Eterno Riposo - tel. 011.6680380 E’ mancata all’affetto dei suoi cari

NINI non ti scorderemo mai. Gigi e Paola. Partecipano al dolore, gli amici Nella con Enrico, Iolanda con Graziano, Rosetta con Baldassarre. Guido, Cristiana, Stefano e Francesca sono affettuosamente vicini ad Alda e nipoti per la perdita del caro NINI. I Costa piangono il grande amico NINI.

Maria Rampazzo ved. Marinello ex giornalaia Ne danno il triste annuncio la mamma, la figlia Nadia con Mauro e i piccoli Andrea ed Elena, fratelli, cognate, cognati e nipoti. Un ringraziamento alle infermiere Cure Palliative di via Spalato. Funerali martedì 21 parrocchia Assunzione di Maria Vergine, via Nizza 355. Per orari telefonare a Giubileo dalle 14 alle 18. – Torino, 19 giugno 2011 O.F. Giubileo 011.8181 - 30 Linee R.A.

190 nel Cie Sono 160 profughi subsahariani e 30 tunisini che saranno rimpatriati

Giuseppe e Laura Marchetti partecipano con cordoglio al dolore della famiglia per la prematura scomparsa della dottoressa

Enrica Pugno – Villastellone, 18 giugno 2011 Silvia, Diego e Lea con Maria Teresa e Osvaldo sono affettuosamente vicini al cugino Giovanni e alla piccola Silvia per la perdita della cara ENRICA.

E’ mancato all’affetto dei suoi cari L’annunciano: la figlia Enrica con Angelo, i nipoti Luca, Massimo, Umberto e Giacomo, la nuora, i fratelli, la sorella. Il Funerale avrà luogo martedì 21 giugno alle ore 10 nella chiesa parrocchiale di San Michele (AL). – Torino, 20 giugno 2011

E’ tornata alla Casa del Padre Giovanni, Carmen, Sarah Palmisano partecipano al dolore della famiglia Appendino per la scomparsa di ENRICA. Il Dipartimento Scienza Tecnologia del Farmaco Università Torino, partecipa al dolore del professor Giovanni Appendino. E’ mancato

Pia e Paolo Boero, Elvira Gezzi, Marise Tassorello si stringono affettuosamente a Marcella e Simone nel ricordo indimenticabile di ENRICO.

2005

20 giugno

2011

geom. Renato Cavarero Sei sempre nei nostri cuori. 1979

2011

prof. Clara De Nicolò Alfarone

Giannina Pasini Lo annunciano le tante persone a cui ha voluto bene e che le hanno voluto bene. Funerali in Torino martedì 21 corr. alle ore 9,30 nella chiesa Gesù Nazzareno, via Duchessa Jolanda. La presente è partecipazione e ringraziamento. – Balangero, 19 giugno 2011

Enrico Carbonati Lo annunciano Marcella Sartoris con Simone e parenti tutti. Funerali martedì 21 corr. ore 11 e S. Rosario oggi ore 18 nella parrocchia Maria Ausiliatrice. La presente è partecipazione e ringraziamento. – Torino, 20 giugno 2011 O.F. Domus - Torino

anniversari

Edoardo Cena

E’ mancato

rag. Franco Zanone Lo annunciano la moglie Elia, la figlia Michela con Gianfranco e Francesco, la sorella Ida, la nipote Stefania con Lino, cugini e parenti tutti. Funerali martedì 21 giugno ore 14,30 parrocchia Nostra Signora delle Vittorie. – Moncalieri, 19 giugno 2011 O.F. Sola - tel. 011.6809050

ORARIO ACCETTAZIONE NECROLOGIE ED ADESIONI Sportelli

Salone La Stampa Via Roma 80

Dal Lunedì al Venerdì 9 - 18 (apertura continua) Sabato ore 9 - 12,30 Tel. 011.6665259

Sportelli

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Dal Lunedì al Venerdì 8,30 - 21 (apertura continua) Sabato ore 8,30/12,30 - 15/21 Domenica e festivi ore 18 - 21 Tel. 011.6665258

Acquisizione telefonica adesioni (solo privati) Dal Lunedì al Venerdì 9,30/13 - 14/17 Tel. 011.6548711 Dal Lunedì al Sabato ore 17 - 20 Tel. 011.6665280 Domenica e Festivi 18 - 20 Tel. 011.6665280


LA STAMPA

LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

L’incontro con Baglioni: “Si è commossa per i morti in mare”

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Colloquio

MARINELLA VENEGONI LAMPEDUSA

B

La visita L’ATTRICE AMERICANA, AMBASCIATRICE DI BONTÀ DELL’ONU, È STATA ACCOMPAGNATA SULL’ISOLA DA ANTONIO GUTERRES, L’ALTO COMMISSARIO ONU PER I RIFUGIATI (NELLA FOTO ALLA SUA DESTRA)

La polemica

“Altri erano venuti qui solo per fare passerella” LAMPEDUSA

«Dopo tante passerelle, una visita importante». Paola La Rosa, avvocato palermitano trapiantato da anni a Lampedusa, fondatrice dell’associazione «Askàvusa» - quella che raccoglie gli oggetti lasciati nei barconi dai migranti - animatrice di battaglie sull’accoglienza, titolare di un B&B che è punto di riferimento delle organizzazioni umanitarie, usa toni di soddisfazione. «La visita di Guterres e della Jolie ha riportato al centro del dibattito i temi veri, cioè i diritti di questa gente. Gente che non dovrebbe stare qui a Lampedusa per oltre 48 ore, e non perché disturbi il turismo o l’immagine dell’isola, ma perché qui non può avere le strutture, la tutela legale, l’assistenza sanitaria, il supporto delle associazioni che bisogna garantire per legge e per rispetto della dignità umana». Negli ultimi mesi qui sono arrivati Berlusconi, il cardina-

le Angelo Bagnasco, c’è stato lo show di Claudio Baglioni, adesso la Jolie. Però per voi non è cambiato niente. «Non si possono mettere queste visite sullo stesso piano. Berlusconi è arrivato preoccupandosi di dimostrare all’opinione pubblica italiana che l’isola era stata liberata dagli immigrati come se il problema si chiudesse lì. Ha perfino scelto di anticipare la partenza perché stava per arrivare un altro barcone. Le altre visite hanno posto all’attenzione il problema molto più complesso dell’accoglienza. Ho trovato importanti le dichiarazioni di Guterres, quando ha detto che l’Europa, tutta l’Europa e non soltanto Lampedusa, devono farsi carico dei migranti. Lampedusa non deve soltanto chiedere risarcimenti, deve farsi portavoce dei diritti propri e altrui. In quest’isola, per esempio, ci sono quasi 300 immigrati minori rinchiusi dietro le sbarre [L. AN.] da due mesi».

I «divi» Angelina Jolie è stata accolta a Lampedusa, oltre che dal sindaco, anche da Claudio Baglioni, cittadino onorario dell’isola

ella, e attentissima, Angelina Jolie. Girava con il bloc-notes e prendeva appunti su tutto ciò che le raccontavano i rifugiati». Capita sempre più che artisti si trovino a soppiantare si potrebbe pensare: la denun- finitiva, se alcune condizioni le autorità elette: se Lady Ga- cia è arrivata proprio dall’Iso- verranno rispettate: «Il proga ha parlato a Roma per i di- la appena 15 giorni fa, durante blema è a Roma. Ci vuole una ritti dei gay, se Vasco Rossi una manifestazione alla quale ufficializzazione, senza rassiall’Heineken Festival di Ve- Baglioni ha partecipato con la curazioni non possiamo imnezia ha ricevuto gli operai Nazionale Cantanti per tene- provvisare la manifestazione, in lotta della Vynils di Mar- re su il morale agli isolani. e non dare il dovuto trattamenghera, non solo nella sua ve- Che mai si sono sentiti più iso- to agli ospiti». Il Governo è avste di cittadino onorario lati, con il crollo delle prenota- vertito, e d’altronde con il Gozioni per la sta- verno Claudio continua a dialoClaudio Bagliogare, per dare una mano a ni è diventato L’IMPEGNO gione estiva. ha portato alla «È stata moluna sorta di «Non la smetteva to commovente Lampedusa: ministra Prestigiacomo un rappresentandi prendere appunti la commemora- elenco di interventi ambientali te non eletto di sul suo bloc notes» zione dei morti richiesti dall’AmministrazioLampedusa: in mare, alla ne dell’isola, lo stesso Tremondopo che da dieci anni celebra «l’arte del- Porta d’Europa di Mimmo Pal- ti ha promesso uno stanzial’accoglienza» in concerto su ladino - racconta ancora Clau- mento, pur nel farraginoso mouna delle setose spiagge del- dio -. La Jolie è rimasta a lungo mento politico ed economico. E Baglioni sembra cautal’isola, ieri si è trovato accan- in silenzio». Ma si è guardata to non uno dei tanti colleghi intorno, le sarà piaciuta que- mente ottimista: «Un evento invitati in questi anni, ma la sta selvaggeria dell’isola, il suo come quello di ieri, con AngeBellezza delle bellezze, lode- mare turchese? «Sì, ha molto lina e l’Alto Commissario Onu volmente impegnata a non apprezzato il paesaggio, ne ha per i rifugiati, Antonio Gutersprecarsi in autocontempla- compreso lo spirito naturale. res, dà un riconoscimento alle Forze dell’ordipiacerle zione, ma a seguire le soffe- Deve renze del mondo in qualità di questo angolo di LA RICHIESTA ne che lavoraqui. C’è una Ambasciatrice di Bontà del- Mediterraneo, veIl cantante: «Ora no sensazione di l’Onu. L’incontro fra il Divo niva da Malta, e aspettiamo le azioni rinascita. Jolie Claudio e l’attrice più famo- là è ritornata». E dei politici» ha portato non sa è stato, spiega lui, «un pic- lei le ha parlato solo i suoi occolo incontro». Erano su pul- della sua Fondamini differenti, ma hanno zione, O’ Scià? «Le ho spiegato chi belli e il bell’ovale, ma tanscambiato qualche parola du- tutto il lavoro che abbiamo fat- ta generosità. Ora si aspettarante le visite all’ex base Lo- to sulla cultura dell’accoglien- no le azioni della politica, ci ran e al Centro di Accoglien- za. Le ho donato il nostro cap- vuole la loro presenza». I locaza: «Dove dimorano rispetti- pellino e la nostra maglietta. li però si lamentano, dicono vamente 300 e 350 persone». Se dovesse tornare, la portere- che se la Jolie fosse venuta in vacanza sarebbero stati feliAngelina, dunque, ha pre- mo sicuramente a O’ Scià». Il festival O’ Scià è stato di- ci, e dicono che qui si parla soso appunti. Ha parlato soprattutto con i bambini, i ra- chiarato estinto, dall’ultima lo di rifugiati e loro sono sengazzini che stanno lì e fatica- edizione dell’anno scorso, dal- za prenotazioni... «Tutta l’Itano a trovare una destinazio- lo stesso Baglioni che lo aveva lia è ferma. E Lampedusa non ne perché i Comuni d’Italia promosso per 10 anni. Ma la è Portofino, ha una sua belleznon sono così generosi come decisione non pare più così de- za da amare».

Primo Piano 15

MA TUTTO RESTA IMMOBILE FRANCESCO LA LICATA SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

È

toccato ieri ad Angelina Jolie, star autentica e dunque lontanissima dal sospetto di autoesaltazione, celebrare con parole sincere Lampedusa e indicarla come «Porta d’Europa» aperta e accogliente. L’ambasciatrice Onu di buona volontà ha avuto giudizi generosi sui lampedusani che ormai da anni affrontano l’emergenza umanitaria senza abbandonarsi ad isterismi e senza chiudersi nell’egoismo ottuso. Solo un paio di settimane prima Claudio Baglioni, che a Lampedusa tiene casa, attraverso la sua Fondazione aveva messo su una manifestazione per concentrare l’attenzione sui problemi dell’isola. Ha portato 33 cantautori in concerto e per tre giorni tutti insieme hanno incitato: «Lampedusa sùsiti», alzati. «Qui - commentava Baglioni - si gioca una partita bella». Già, si gioca proprio una partita: questo è certo. Una partita politica il cui esito non è prevedibile e che attira nell’isola personaggi contrastanti e non sempre vicini alle necessità degli isolani. A marzo giunse il leghista Borghezio che accompagnava Marine Le Pen, candidata all’Eliseo dell’estrema destra francese. Anche in quell’occasione il sindaco De Rubeis - come ieri con la Jolie - fece da padrone di casa. Ma le parole della Le Pen erano molto diverse e annunciavano rudemente ai migranti che per loro non ci sarebbe mai stato spazio in Europa. Ecco, quella era un’altra missione ancora. E pure la discesa del governo, l’arrivo di Berlusconi, accorso per placare le proteste dei cittadini nel momento più acuto degli sbarchi massicci. Non fu esattamente felice la promessa del premier di trasformare l’isola in un enorme campo da golf, espediente probabilmente suggerito da chi ha interessi in quel settore del tempo libero e dello sport. E così, gli ospiti illustri si succedono a ritmo sempre più frequente, ma Lampedusa rimane immobile coi suoi problemi, divisa tra il dovere della solidarietà insito nella propria origine di terra d’accoglienza e la paura del nuovo sconosciuto.


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16 Estero

LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

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GRAN BRETAGNA LA BIG SOCIETY DEI TORIES

La sfida di Cameron I servizi sociali gestiti dai cittadini I Comuni divideranno tra le famiglie i fondi che sarebbero spesi per scuola e mutua. I privati dovranno pensare per sé

il caso ANDREA MALAGUTI CORRISPONDENTE DA LONDRA

C

i siamo. È l’ora della Big Society. La promessa delle promesse, manifesto e bandiera della campagna elettorale dei Conservatori, vera ossessione di David Cameron e motivo stesso del suo ingresso nella vita pubblica. «Ci sono cose che fai perché le condizioni del Paese te lo impongono. Come la politica economica. Altre perché ci credi. Come la Big Society». Un sogno cullato e alimentato fin dalla metà degli Anni 90 al dipartimento ricerche del partito assieme a Steve

Hilton, padrino di battesimo di suo figlio Ivan, ex dirigente di Saatchi& Saatchi e suo imprescindibile collaboratore a Downing Street. Steve immagina, David realizza. Il tandem ha sempre funzionato così. Ma in questi giorni ha rischiato di sciogliersi. «David, o andiamo avanti o me ne vado». Anche per questo Cameron ha deciso di accelerare. Il documento, che si fonda sull’idea di un «personal budget» da consegnare alle famiglie, espropriando di fatto i municipi dalla possibilità di gestire i servizi di assistenza e cura, è pronto. E sta cominciando a circolare tra i ministri. Una rivoluzione epocale. Prima della presentazione ufficiale il Premier pretende l’appoggio incondizionato del governo. Non vuole rischiare un’altra brutta figura. La retromarcia sulla riforma sistema sanitario nazionale ha fatto male al suo orgoglio. E soprattutto alla sua popo-

larità. Secondo i sondaggi di YouGov il 43% degli elettori ritiene che il comportamento ondivago dell’esecutivo testimonia una perdita d’orientamento. Più brutalmente, la Gran Bretagna si domanda se la fragile coalizione sa ancora quello che fa. Per questo è arrivato il momento di giocare l’asso. Un modo per ridefinire la propria identità, dimostrando di avere coraggio. «Daremo un duro colpo alla lobby dei servizi», ha spiegato una fonte di Palazzo al «Sunday Times». Guerra agli sprechi attraverso la politica della responsabilità sociale. I test condotti in Cumbria, nella grande area di Sutton, a Londra, a Liverpool e al Berkshire Council di Windsor, hanno dato risultati confortanti. È ora di allargare l’esperimento. Quattro i punti chiave: gli anziani potranno decidere come spendere i soldi per le proprie cure, i lungodegenti sceglieranno autonomamente

le terapie dopo un consulto medico, i consigli municipali avranno la gestione diretta di parchi, librerie, campi da gioco, parcheggi e restrizioni sul traffico. Infine, i genitori di ragazzi disabili o con problemi di apprendimento potranno stabilire autonomamente le scuole cui rivolgersi. Come funziona praticamente? I council consegnano alle famiglie il denaro che sarebbe stato speso per affrontare il loro problema specifico. Ma non possono più spingerli verso strutture di assistenza individuate da loro. Sono i genitori a decidere che fare. Con margini di libertà sorprendenti. L’associazione di volontariato «In Control», coinvolta in uno dei test

a Sheffield, racconta la storia di un diciottenne con problemi di apprendimento. Invece di mandarlo in un centro comunale, i suoi genitori, con il budget a disposizione, l’hanno fatto lavorare in un orto. Un modo per integrarlo senza farlo sentire diverso. «Lui ha passato ore zappando e coltivando vegetali. Il suo stato emotivo è migliorato e anche la sua interazione con la comunità. Una parte del denaro l’ha poi utilizzata per passare dei week-end insieme agli amici. È persino andato a vedere lo Sheffield United». È andato allo stadio. Usando il suo budget terapeutico. «Molti anziani, anziché essere spediti nelle case di cura, hanno usato i

I punti-chiave

LA SCOMMESSA R

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DEL NEOLIBERISMO COMPASSIONEVOLE Famiglie MASSIMILIANO PANARARI era una volta la Terza Via. Da qualche tempo a questa parte, è la volta, invece, della Big Society, che ne ha rilevato il primato di teoria politica più in voga, riconfermando la Gran Bretagna come laboratorio postmoderno per eccellenza della battaglia delle idee, a partire dagli anni del neoliberismo thatcheriano. Al posto della Cool Britannia di Tony Blair e dei suoi spin doctor, c'è oggi una nazione percorsa da forti tensioni sociali e alle prese con pesanti tagli di bilancio, dove governa la coalizione tra conservatori e libdem rappresentata dalla coppia - sino a poco tempo fa molto glam - di David Cameron e Nick Clegg, che della visione della «Grande Società» ha fatto la propria ideologia. Anch’essa, per molti versi, postpolitica e trasversale, come lo fu pure la Third Way, impegnata a miscelare spunti e idee provenienti da tradizioni e orientamenti culturali differenti, in un’epoca nella quale le vecchie narrazioni novecentesche sono state in buona parte archiviate, e quelle nuove si fondano sostanzialmente sul bric-à-brac e sulla scelta di vision non necessariamente coerenti da prelevare dagli scaffali del supermarket postdemocratico delle idee.

C’

I suoi teorici sono personaggi come il poco più che quarantenne Phillip Blond, consigliere di Cameron con alle spalle studi di teologia, inventore del «Red toryism» (conservatorismo rosso), il parlamentare Jesse Norman (autore del libro manifesto «The Big Society. The Anatomy of New Politics», uscito l’anno scorso) e Asheem Singh, vicedirettore di ResPublica, il think tank più alla moda di questi tempi. Il «Red toryism» di Blond, alle radici dell’idea di Big Society, rappresenta l’ultima formula del neocomunitarismo anglosassone, conservatore sotto il profilo sociale ma diffidente nei confronti delle politiche neoliberali, e con una venatura compassionevole fatta discendere direttamente dal pensiero e dall’azione di Benjamin Disraeli, il famoso primo ministro tory dell’Ottocento che si prodigò per mitigare gli «animal spirits» del capitalismo in irresistibile ascesa. La «rivoluzione culturale» predicata dalla Big Society colloca tra i propri antenati anche il conservatorismo radicale del filosofo settecentesco Edmund Burke, il «Cicerone britannico», acerrimo nemico delle rivoluzioni americana e francese e alfiere di una società fondata sulle famiglie e sulla rete delle associazioni, da cui Cameron fa derivare la legittimazione intellettuale primaria del suo progetto di dimagrimento dello Stato e del

settore pubblico e di valorizzazione del ruolo civile del Terzo settore e del volontariato. Una visione che piace, molto, persino all’«Economist», il settimanale liberale e liberista per antonomasia, il quale ha visto nel mix di sussidiarietà, pluralismo e autogoverno locale propagandato dagli intellettuali cameroniani, la scommessa culturale «più audace» del momento, in grado di contrastare la riscossa (specialmente in Asia) del «Leviatano» statale. E che affascina anche, in nome delle sue contaminazioni (almeno dichiarate), alcuni settori della sinistra italiana, la maggioranza del movimento cooperativo, una rivista come «Formiche» e una parte del mondo cattolico, come mostra l’esperienza umbra raccontata dal volume «Poliarchia e bene comune» (introdotto dal vescovo di Terni Vincenzo Paglia e pubblicato da il Mulino). Ma che comincia (anche se non così paradossalmente) a incontrare crescenti resistenze in Gran Bretagna, come quella, dura e inusitata, della Chiesa anglicana, con l’arcivescovo di Canterbury Rowan Williams che, dalle colonne del settimanale di sinistra «New Statesman», giusto qualche giorno fa, ha liquidato la Big Society alla stregua di una foglia di fico per nascondere la distruzione del Welfare e il ritorno a un modello economico di tipo vittoriano.

Sono previsti budget individuali da spendere autonomamente per servizi di cura e di assistenza. L’obiettivo è rompere il monopolio delle aziende che forniscono servizi essenziali per i cittadini

Anziani Piena autonomia nella gestione dei soldi destinati alle loro cure. Accesso ai servizi offerti dai volontari, che in questo modo acquisiscono punti che a loro volta potranno spendere da anziani

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Lungodegenti Anche le persone che necessitano di lunghi ricoveri in ospedale o nelle case di ricovero potranno scegliere la terapia dopo un consulto medico. Potranno anche optare per le cure a domicilio.

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R Traffico Ai consigli comunali toccherà anche la gestione dei parcheggi e delle restrizioni al traffico locale: sono loro che, più vicini ai cittadini, possono intervenire in maniera rapida e appropriata.

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Parchi e giochi I consigli municipali prenderanno il controllo diretto dei servizi di quartiere: verde pubblico, campi da gioco, biblioteche. Anche qui il volontariato sarà fondamentale per garantire l’assistenza.

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R Bambini problematici I genitori di ragazzini con disabilità o problemi di apprendimento potranno scegliere la scuola che reputano più adatta, senza vincoli di residenza. L’obiettivo è ridurre l’invadenza della burocrazia.

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LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

Estero 17

La crociata del premier contro i cattivi padri «Chi abbandona i figli è come chi guida ubriaco» Ma molti lo criticano CORRISPONDENTE DA LONDRA

Attive Un gruppo di persone anziane fa esercizio fisico in un centro sociale. Con il «personal budget» si potrà decidere di investire la cifra a disposizione nella retta della palestra

soldi per pagarsi un infermiere nelle ore in cui i figli lavorano. Per loro è stato un sollievo indescrivibile». Un successo? «Una follia», gridano i laburisti, per i quali Cameron sarebbe soltanto un uomo che sta cercando disperatamente di dare un senso a una cosa che non ne ha. Come dimostrerebbe la chiusura di 250 «Sure Start», i centri di assistenza per l’infanzia, per mancanza di fondi. Una situazione che renderà più difficile la vita di 60 mila famiglie. Oltre a mettere sulla strada mille lavoratori. «Se i soldi non ci sono è inutile mettersi a fare filosofia su chi li gestisce». Che cos’è dunque la Big Society? Un modo violento per nascondere i

tagli e mettere in ginocchio il Paese o la miracolosa via della resurrezione, un circolo virtuoso destinato a fare emergere le energie migliori dell’isola? Gli inglesi restano in attesa come uccelli appollaiati sul filo del telefono, mentre il loro capo, stanco di trovarsi di fronte a pretese imprevedibili e crude e a caccia di un posto nella storia, dà il via alla sua rivoluzione pubblico-privata. «Niente sarà più come prima. Siete pronti a seguirmi?». È il suo strano modo per mettere una mano sulla spalla della Gran Bretagna. Per sottometterla tranquillizzandola. O magari soltanto per aggrapparsi mentre le gambe tremano.

Vergogna. Nel giorno della festa del papà, a poco meno di un anno dalla scomparsa del suo, David Cameron ha puntato il dito contro un mondo che gli pare sbagliato. Impancandosi a predicatore ottocentesco, ha scatenato un dibattito violento, scrivendo sul «Daily Telegraph» una cosa giusta ma in modo così sgangherato da farla sembrare irricevibile. «I padri che abbandonano mogli e figli dovrebbero essere trattati come chi guida ubriaco. Dovrebbero sentire il biasimo sociale pesare sulle loro teste. La Gran Bretagna è un posto genuinamente ostile a loro». Messaggio secco, consegnato alla irritabile sensibilità di un Paese in cui un matrimonio su due finisce con un divorzio. Le associazioni dei padri separati si sono ribellate. «Gli uomini? E le donne? Perché il premier non mostra un po’ più di rispetto per il dolore delle persone?». Complicato spiegare che il senso voleva essere più largo. Billy McGranaghan, dell’associazione «Casa dei padri», ha definito i commenti del premier «choccanti». Persino Erin Pizzey, vigorosa settanten-

Conservatore Il premier britannico David Cameron

ne fondatrice dell’associazione «Rifugio contro le violenze domestiche», lo ha attaccato. «È vero, ci sono padri che non hanno idea delle proprie responsabilità. Ma non si può trascurare che ci sono madri che usano i figli come ostaggi nelle cause di divorzio. E poi impediscono all’ex coniuge di vederli. Sono realtà complesse. Mi prende un profondo sconforto quando sento liquidare un problema tanto delicato in un modo così superficiale». Sono i momenti in cui l’intimità da tabernacolo della coppia lascia il posto a profili sarcastici e privi di amore, innescando liti rimaste incastrate in anni di forzati abbracci di plastica. I divorzi costano mediamente 25 mila sterline, circa 30 mila euro. «Veri e propri bagni di sangue». Nella lettera pubblicata sul Telegraph, il premier era parti-

to ricordando suo padre. «Un uomo straordinario. Che nonostante un handicap fisico mi ha insegnato l’ottimismo. E mi ha dato l’esempio. Si alzava all’alba e tornava dal lavoro quando era buio». Era un signore ricco, educato a Eton e si chiamava Ian. Lavorava con le banche. È morto d’infarto durante una vacanza in Francia, a 77 anni. «Per lui il bicchiere era mezzo pieno. È sempre stato al nostro fianco». Bene. L’ispirazione paterna gli ha dato lo stimolo per sottolineare la visione Tory della famiglia. Ed è lì che il suo discorso è cominciato a sembrare sospetto, assumendo un tono più politico che solidaristico. «Il matrimonio è la pietra angolare della società. Abbasseremo le tasse alle coppie sposate. Vogliamo dimostrare che l’impegno è un valore. E che siamo un governo amico delle famiglie». Un bonus da 150 sterline promesso già in campagna elettorale. Che i liberaldemocratici, oggi compagni di governo, bollarono come «demagogico e inutile». La laburista Yvette Cooper, ministro ombra dell’Interno, si è presentata furiosa alle telecamere di Sky. «Questo governo sta facendo di tutto per rendere più agevole la fuga dei padri dopo aver ridotto i benefici per le madri sole. Ma di che cosa parla il premier?». I padri che lasciano soli i figli fanno una cosa sbagliata. Era questo, no? Sembrava impossibile riuscire a sbagliare il tono di un’osserva[A. MALA.] zione così ovvia.


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18 Cronache

LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

ROMA, NESSUN COLLEGAMENTO CON IL BATTERIO-KILLER

Ricoverati dopo il pranzo Intossicati 50 studenti I giovani americani avevano mangiato in un parco acquatico FLAVIA AMABILE ROMA

Cinquanta studenti americani ricoverati per un’intossicazione acuta: in tanti, subito hanno pensato al misterioso batterio-killer che ha provocato morti e ricoveri in Germania e Francia. Con il passare delle ore le autorità sanitarie hanno smentito categoricamente: nessun collegamento tra le infezioni di E.coli e quello che è accaduto nel fine settimana in Italia che invece sembra un’intossicazione alimentare diversa. Ma se si esclude l’E.coli è anche vero che per il momento è ancora un mistero che cosa abbia scatenato l’intossicazione. Sabato i giovani erano diretti in Sicilia e avevano fatto una sosta per il pranzo a Hydromania, un parco acquatico alle porte di Roma, dove hanno pranzato. Nulla di impegnativo, o di particolare, a quanto sembra: pasta fredda con il tonno e cotolette di pollo surgelate. Nel corso della notte gli studenti hanno accusato sintomi da intossicazione con febbre, vomito e diarrea che hanno richiesto il ricovero negli ospedali più vicini. Sedici i ragazzi ricoverati all’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno, 10 nell’ospedale di Cava

TRAGEDIE AL MARE

Sei annegati: tra le vittime bimba di 4 anni Sei annegati ieri in Italia. A Civitanova Marche (Macerata), una bimba algerina di 4 anni è finita in mare sfuggendo al controllo del papà. In Liguria è morto Antonio Cammarano, 29 anni, poliziotto originario di Salerno, finito contro gli scogli sotto lo sguardo della fidanzata e di un’amica. In Veneto, a Bibione, le vittime sono un turista tedesco di 76 anni e un altro uomo, più giovane. In Sardegna, alla foce del fiume Coghinas è annegato un ambulante senegalese, Tapha Ndiaye, 25 anni. Nel Lazio, tra Fregene e Focene, ha perso la vita un afghano di 22 anni, colto da malore in acqua, come Sergio Colombini, 65 anni, stroncato da un infarto nel mare di Albisola, in Liguria.

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I ragazzi avevano mangiato pasta col tonno e polpette surgelate

de’ Tirreni, 10 a Battipaglia e 10 a Mercato San Severino. Dopo i primi timori i medici hanno tranquillizzato tutti: le loro condizioni non sono considerate preoccupanti. Su circa 50 trattenuti ieri notte in 4 ospedali ne rimangono ricoverati in 20 ma in condizioni definite dai sanitari buone. Le prime analisi effettuate dai medici escludono che gli

studenti possano aver contratto i differenti batteri della Germania e della Francia, tuttavia serviranno ulteriori accertamenti per fugare ogni dubbio. Il lavoro dei carabinieri del Nas si sta concentrando su ciò che gli studenti hanno mangiato ed hanno sequestrato alcuni campioni di cibo al parco acquatico. Ma la vicenda sembra ancora un mistero. Il cibo mangiato

Novità!

dagli studenti è stato consumato anche da altre 270 persone tra ospiti e staff del parco acquatico. Nessun altro, a parte i giovani americani, ha accusato finora problemi di intossicazione, come hanno spiegato i responsabili del parco acquatico in una nota. Ed hanno aggiunto un altro dettaglio: «Inoltre, da quanto abbiamo appreso, ci risulta che i ragazzi americani abbiano accusato sintomi di malessere intorno alle 23 di sabato sera, pertanto a circa 11 ore di distanza dal pasto consumato nella nostra struttura». In altre parole, o ci troviamo di fronte ad un caso collettivo di digestione lenta oppure dev’essere altrove la causa dell’intossicazione, sostengono i responsabili del parco. Né dai controlli effettuati dai carabinieri del Nas e dai tecnici della Asl, so-

Il mistero: stesso pasto per altre 270 persone ma nessuno ha avuto problemi di salute no emerse anomalie o irregolarità igienico-sanitarie nella struttura e nei cibi somministrati al suo interno. Piuttosto infastidito è anche Egidio Calvano, sindaco di Valmontone, paese che nelle prime ricostruzioni della vicenda era stato indicato come il luogo dove era avvenuta l’intossicazione. «Da questa mattina sottolinea - il nome di Valmontone è sui giornali e nei titoli dei tg regionali per una vicenda che nulla a che vedere con la nostra città. Addirittura mi è stata segnalata la presenza di troupe televisive alla ricerca del ristorante incriminato. Per fortuna è stato appurato che la nostra realtà è del tutto estranea a quanto accaduto, ma l’impatto negativo sull’opinione pubblica è stato enorme».

In breve Siena, ha 15 anni

Bocciata al liceo scompare da casa Una studentessa di 15 anni, Alessandra Falco, è scomparsa da casa, a Colle Val d’Elsa (Siena), da venerdì scorso, quando ha scoperto di essere stata bocciata al secondo anno del liceo. A comunicarle i risultati scolastici è stata una sua compagna, per telefono. Alessandra si trovava fuori casa e non è più rientrata. Per ritrovarla è stato anche creato un gruppo su Facebook.

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Viareggio, pesa 300 kg

Delfino morto sulla spiaggia Un delfino è stato trovato morto ieri sulla spiaggia libera della Lecciona, fra Viareggio e Torre del Lago. A scoprirne la carcassa sono stati alcuni turisti. L’animale, lungo 2,70 metri e di quasi 300 chili di peso, era ormai in avanzato stato di decomposizione.

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Arrestati due minorenni

In auto «speronano» i carabinieri Su un’auto rubata a Roma hanno raggiunto Porto Ercole, nel comune di Monte Argentario (Grosseto), per poter partecipare alla festa di un amico. Lungo il percorso non si sono fermati all’alt dei carabinieri a un controllo e, durante l’ inseguimento, hanno anche tentato di speronarli. I militari li hanno però bloccati: si tratta di due ragazzi di 16 e 17 anni, che sono stati arrestati per tentato omicidio.

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LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

VIBO VALENTIA, IL PARROCO FA PARTE DELL’ASSOCIAZIONE «LIBERA» DI DON CIOTTI

Il prete attacca la ‘ndrangheta La sua auto finisce in fiamme Da anni don Tonino è in prima fila contro le attività della criminalità organizzata GIULIA VELTRI CESSANITI (VIBO VALENTIA)

Napoli

È conosciuto da tutti come il «prete antimafia». Giovane, 34 anni, e da sempre impegnato nella lotta alla ‘ndrangheta, don Tonino Vattiata non sa darsi una spiegazione del perché la sua auto sia stata data alle fiamme. È parroco di Pannaconi, frazione di Cessaniti, piccolo paese in provincia di Vibo Valentia. Ieri notte la sua Opel Corsa, parcheggiata proprio fuori dalla canoni-

Studentessa sequestrata Un sms la salva Nel mirino Don Tonino Vattiata, 34 anni, è parroco di una frazione in provincia di Vibo Valentia Accanto, i resti della sua auto

«Non pensavo che arrivassero a tanto, ma proseguirò nel mio cammino» ca, è stata incendiata, distrutta dopo essere stata cosparsa di benzina. «Un chiaro atto doloso – spiega don Vattiata ancora scosso per l’accaduto – a cui però non so ricollegare un preciso movente, perché mi occupo di tante cose». È sacerdote, don Tonino, e poi referente locale dell’associazione Libera di don Ciotti, il quale proprio ieri ha strappato alla Federcalcio l’impegno a portare la Nazionale di calcio ad allenarsi su un

Era scomparsa sabato notte una 22enne di Palma Campana, nel napoletano, e la madre, dopo un sms di aiuto arrivato alla sorella, aveva presentato denuncia ai carabinieri. Ieri mattina i militari dell’Arma hanno individuato, con l’elicottero, la vettura dell’uomo che l’aveva costretta a salire sequestrandola. La vittima è stata presa con la forza. Nelle fasi concitate del rapimento l’uomo ha anche tentato di investirla per evitare che fuggisse. Alla fine, sotto la minaccia di un coltello è riuscito a portarla via. La giovane, studentessa universitaria, è riuscita a inviare un messaggio con una richiesta di aiuto alla madre. Pare che da mesi l’uomo, un trentanovenne, fosse ossessionato dal desiderio di avere una relazione con la ragazza, arrivando già in passato a minacciarla. Ora è in stato d’arresto.

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terreno confiscato alla ‘ndrangheta di Gioia Tauro. Sempre accanto alle vittime del racket – le estorsioni in Calabria sono solo uno dei tanti volti con cui le cosche si mostrano al territorio - un impegno civile conclamato in più iniziative pubbliche e nelle omelie che recita davanti ai suoi parrocchiani. Ieri, a causa dell’intimidazione subita, il parroco non ha potuto celebrare la messa della domenica: «Sono dovuto andare a fare la denuncia e

COMUNE DI GENOVA

DIREZIONE AFFARI GENERALI E GARE E CONTRATTI SETTORE GARE E CONTRATTI – Via Garibaldi 9 Genova 16124 www.comune.genova.it - ccontratti@comune.genova.it

ESTRATTO DI AVVISO DI

PROCEDURA APERTA Si rende noto che il giorno 27 LUGLIO 2011 alle ore 9:30 presso una sala del Comune di Genova avrà luogo la procedura aperta per l’assegnazione dell’appalto avente oggetto: Sistemazione della Piazza della Chiesa nell’ambito del programma di recupero urbano per il quartiere di S. Eusebio. Importo complessivo di Euro 547.131,61 comprensivo di Euro 22.404,08 per oneri per la sicurezza ed Euro 27.153,15 per opere in economia non soggetti a ribasso, tutto oltre I.V.A. I lavori rientrano nella OG3 categoria prevalente – OG01 – OG11 – OS01 – OS24 – OG06 Scorporabili. Le offerte, complete della documentazione richiesta dal bando di gara, dovranno pervenire entro e non oltre le ore 12:00 del giorno 21 LUGLIO 2011. Il bando integrale è pubblicato sulla G.U.R.I., è affisso all'Albo Pretorio del Comune ed è scaricabile dai siti www.comune.genova.it, www.serviziocontrattipubblici.it e www.appaltiliguria.it IL DIRIGENTE Dott.ssa Cinzia MARINO

AVVISI LEGALI LOMBARDIA COMUNE DI MILANO Settore Gare e Contratti Avviso di gara Codice Identificativo Gara (C.I.G.) n. 25813949B5 APPALTO N. 37/2011 Incarico di progettazione definitiva, esecutiva e coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ingegneria antincendio (richiesta parere di conformità ai VV.F.) per interventi di manutenzione straordinaria per l’ottenimento dei certificati di prevenzione incendi (C.P.I.) relativa agli immobili in carico alla D. C. Cultura. Lotto 1 - 1^ Fase - Anno 2008 - CUP B46D08000100004. Importo a base d’appalto: Euro 207.588,80 Iva esclusa; a1) Importo per la progettazione definitiva ed esecutiva: Euro 80.945,99 Iva esclusa; a2) Importo coordinamento della sicurezza in fase di progettazione: Euro 26.927,10 Iva esclusa; a3) Importo per ingegneria antincendio: Euro 81.462,30 Iva esclusa; a4) Importo per rilievi planimetrici: Euro 18.253,41 Iva esclusa. Le offerte devono pervenire al Comune di Milano Settore Gare e Contratti Ufficio Protocollo - 11° Piano, Via G.B. Pirelli n. 39 - 20124 - Milano entro e non oltre le ore 12,00 del giorno 05/09/2011. L’apertura delle offerte sarà effettuata a partire dalle ore 9,30 del giorno 06/09/2011 presso la sala appalti di Via G.B. Pirelli n. 39 Milano. I requisiti richiesti e le modalità di partecipazione sono riportati nel bando integrale di gara in pubblicazione all’Albo Pretorio dal 10/06/2011. Gli interessati possono prendere visione ed estrarre copia del bando integrale di gara e del Capitolato speciale d’appalto e degli altri documenti tecnico-amministrativi consultando il sito www.comune.milano.it/bandi/gare. Non si effettua servizio telefax. Responsabile del procedimento è l’arch. Silvia Volpi del Settore Tecnico Cultura e Beni Comunali Diversi. Tel. 02.88465966 al quale potranno essere richieste notizie di carattere tecnico. Le informazioni e chiarimenti sulla procedura d’appalto e sul presente bando potranno essere richieste al Settore Gare e Contratti - dott.ssa Lara De Filpo - Tel. 02.88453214 dal lunedì al venerdì dalle ore 9,30 alle ore 12,00. L’avviso di gara è stato inviato alla G.U.C.E. il 06/06/2011. IL DIRETTORE DI SETTORE dott.ssa M. Loda

poi ha avuto alcuni incontri alla diocesi di Vibo Valentia», spiega ancora don Vattiata, che non è nuovo a ricevere intimidazioni e invadenze della criminalità organizzata, «ma mai - tiene a precisare – così violente». Due anni fa, quando la processione pasquale dell’Affruntata di Sant’Onofrio è stata sospesa, perché i «picciotti» volevano fare i figuranti, è stato don Vattiata ad essere avvicinato da alcuni brutti ceffi, che gli sussurrano all’orecchio:

«Se ti esponi troppo, te la faremo pagare». Oggi non si fa prendere dallo sconforto, ma è un po’ impaurito e confuso: «Non me l’aspettavo, non pensavo potessero arrivare a tanto, ma non mi sento assolutamente abbattuto. Al contrario: proseguirò nel mio cammino. Stiamo vivendo – aggiunge – momenti di concitazione perché la gente è preoccupata ed ha paura». I messaggi di solidarietà non mancano: don Ciotti si è subito messo in contatto con

Cronache 19

il parroco, poche ore dopo aver appreso la notizia. Tra le prime prese di posizioni, inoltre, quella del coordinatore provinciale di Libera di Vibo Valentia, don Giuseppe Fiorillo: «Il nostro territorio – spiega - è quotidianamente violentato da attentati. Esprimo una condanna forte e severa contro un episodio che reputo vigliacco. Mi auguro che al più presto le forze dell’ordine riescano a individuare gli autori di questo gesto». L’incendio dell’auto di don Vattiata,

Due anni fa i «picciotti» lo avvicinarono: «Se ti esponi troppo te la faremo pagare» però, è solo l’ultimo di una serie di episodi intimidatori che si stanno consumando nella provincia di Vibo Valentia, territorio di «frontiera» e tra i più esposti alle brutalità della criminalità calabrese. Proprio ieri, alla vicenda di Cessaniti si è aggiunto l’incendio a Parghelia, altro centro del Vibonese, dell’auto del consigliere comunale del Pd, Giuseppe Vita. Nelle settimane scorse è stata presa di mira una serie di attività commerciali, che hanno subito numerosi danneggiamenti. Qualche giorno fa, a Nicotera è stato assassinato in un’imboscata Domenico Campisi, coinvolto in passato in inchieste sul narcotraffico e ritenuto vicino alla cosca della ‘ndrangheta dei Mancuso di Limbadi. E proprio per far fronte al diffondersi della criminalità il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, nei giorni scorsi ha disposto, per il periodo estivo, l’invito di 20 unità delle forze dell’ordine che si aggiungeranno a quelli già in servizio in tutta la provincia di Vibo Valentia.

Il Giudice del Lavoro dr. Atanasio applicato al Tribunale Ordinario di Milano – Sezione Lavoro nella causa promossa da SLC-CGIL contro ANSA Soc. Coop., avente ad oggetto la dedotta antisindacalità consistente nella violazione degli accordi sottoscritti in Fieg il 24/4/2008, ha emesso - in data 23/2/2011 - un decreto, successivamente confermato, nel quale ha così statuito: “PQM DICHIARA l’antisindacalità del comportamento tenuto dall’AGENZIA ANSA consistito: nell’avere l’Agenzia violato gli accordi nazionale e locale del 24/4/08 in cui le parti avevano fissato l’organico della sede di Milano in 6 unità e l’organico degli addetti alla ricezione della stessa sede in 5 unità; nel rifiuto di parte convenuta di procedere alla integrazione dell’organico della sede di Milano anche con l’assunzione di una nuova forza lavoro; ORDINA Ad AGENZIA ANSA – Agenzia Nazionale Stampa Associata Soc. Coop. di cessare immediatamente tale comportamento e per l’effetto di procedere immediatamente al ripristino dell’organico della sede di Milano anche mediante l’assunzione di un nuovo dipendente da collocare al servizio ricezione; DISPONE la pubblicazione del presente decreto – a cura e spese della AGENZIA ANSA – per un periodo di giorni tre, sui seguenti quotidiani: LA REPUBBLICA IL CORRIERE DELLA SERA IL SOLE 24 ORE LA STAMPA IL GIORNALE CONDANNA La AGENZIA ANSA – Agenzia Nazionale Stampa Associata Soc. Coop. a rimborsare alla SLC – CGIL le spese del presente giudizio che liquida in Euro 3.000,00.”

FONDAZIONE DEL TEATRO STABILE DI TORINO BANDO DI GARA – ESTRATTO 1. Stazione appaltante: Fondazione del Teatro Stabile di Torino – Via Rossini 12, 10123 Torino, tel. +390115169411, fax n. +390115169410, e mail: appalti@teatrostabiletorino.it. 2. Procedura di gara: Procedura aperta ex art. 55, comma 5, D.Lgs. 163/2006 per l’affidamento dei servizi di sala durante gli spettacoli, ivi compreso il servizio connesso di vendita biglietti e abbonamenti durante gli spettacoli, del servizio ordinario di vendita biglietti e abbonamenti e del servizio di custodia degli spazi, da espletarsi nei luoghi indicati nel paragrafo 4 del Disciplinare di gara e nel rispetto di quanto previsto dalle Specifiche tecniche e dallo Schema di contratto. 3. Codice CIG: 2670686FCA. 4. Documentazione: la documentazione di gara, comprendente “Disciplinare di gara” con l’Allegato A “Configurazioni”, “Schema di contratto”, “Specifiche Tecniche”, “Elenco degli spazi”, “Planimetrie degli Spazi”, “Documento Valutazione Rischi” e “Documento Unico Valutazione Rischi da Interferenze (DUVRI)” potrà essere scaricata dall’interessato presso il sito internet della Stazione Appaltante www.teatrostabiletorino.it o ritirata presso la sede della Stazione Appaltante indicata al punto 1. 5. Termine ultimo ricezione offerte: le offerte dovranno pervenire all’indirizzo indicato al punto 1, entro le ore 13.00 del giorno 01 agosto 2011, pena l’esclusione, secondo forme e modalità indicate nel Disciplinare di gara. 6. Apertura offerte: seduta pubblica ore 10.00 del 02 agosto 2011 c/o Teatro Gobetti, Sala delle Colonne, Via Rossini 8, 10123 Torino. 7. Il bando di gara integrale è stato inviato all’UPUCE in data 9 giugno 2011. Il Presidente Dott.ssa Evelina Christillin

CITTÀ DI TORINO

Procedura aperta n. 8/2011 del 13 aprile 2011 aggiudicata il 27 aprile 2011 per la fornitura di periodici italiani e stranieri per le Biblioteche civiche torinesi per il biennio 2012-2013. Comunicazione a norma dell’art. 65 del D.Lgs. n. 163/06. Sistema di aggiudicazione: art. 82 comma 2 lettera b) del D.Lgs. 163/2006. Hanno presentato offerta n. 5 (cinque) ditte. Sono risultate aggiudicatarie le ditte: Licosa Libreria Commissionaria Sansoni S.p.A. con sede in Firenze, via Duca di Calabria 1/1 con il ribasso del 7,56% per il lotto 1 ed il ribasso del 5,70% per il lotto 3; Celdes S.r.l. con sede in Roma, via Aterno 15/a con il ribasso del 6,4% per il lotto 2. Torino, 7 giugno 2011 IL DIRETTORE DEL SERVIZIO CENTRALE CONTRATTI, APPALTI ED ECONOMATO

dott.ssa Mariangela Rossato

REGIONE PIEMONTE Via Viotti 8 - 10121 Torino Tel. 011.432.5407/2279 - Fax 011.4323612 Avviso di gara a procedura aperta 1. Oggetto: Procedura aperta artt. 54, 55 comma 1, D.Lgs. 163/06 s.m.i. e art. 28 comma 2 DIR 2004/18/CE per Fornitura di veicoli destinati al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Lotto n. 1 CIG n. 2635664ABA - Lotto n. 2 CIG n. 2635691105 - Lotto n. 3 CIG n. 263571981E - Lotto n. 4 CIG n. 2635747F37. 2. Importo a base di gara (compresi oneri per la sicurezza): Euro 710.000,00 I.V.A. esclusa, oneri della sicurezza non soggetti a ribasso Euro 0,00 suddiviso in 4 lotti. CPV 34144213 3. Termine presentazione offerte: ore 12.00 del 27/7/2011 pena l’esclusione. 4. Apertura offerte: ore 10.00 del 28/7/2011. 5. Documentazione: “Bando di gara”, “Disciplinare di gara”, “Capitolati speciali di Appalto per ciascun lotto di riferimento”, “Modello offerta economica” sono consultabili ed estraibili sul sito internet www.regione.piemonte.it/bandi_gara/index.htm. 6. Bando integrale pubblicato sul B.U.R.P. n. 23 del 9/6/2011, sulla G.U.R.I., trasmesso alla G.U.U.E. in data 6/6/2011, sul sito internet www.regione.piemonte.it/bandi_gara/index.htm. IL DIRIGENTE RESPONSABILE DEL SETTORE ATTIVITÀ NEGOZIALE E CONTRATTUALE

dott. Marco Piletta Via G. Washington, 70 - 20146 MILANO Tel. 02.244.24.611 - Fax 02.244.244.90 Via Marenco, 32 - 10126 TORINO Tel. 011.666.52.11 - Fax 011.666.53.00

Resta alta la tensione a Napoli per l’invasione dei rifiuti

ALTRE PROTESTE NELLA NOTTE

Napoli, emergenza-rifiuti 24 ore di raccolta no stop ANTONIO SALVATI NAPOLI

Gli incendi di notte (35 roghi in poche ore) e le proteste di giorno. E con il caldo che aumenta il rischio infezioni è sempre più alto. Le strade di Napoli e della sua provincia restano disseminate di rifiuti. In città la situazione è fuori controllo nei Quartieri Spagnoli, in via Toledo e strade limitrofe, e nella periferia occidentale, da Fuorigrotta a Pianura. In via Pasquale Scura, che attraversa i Quartieri Spagnoli, sacchetti di immondizia sono stati sparsi durante la notte sulla carreggiata, ostruendola in due punti. Per domani l’Asia, l’azienda comunale che gestisce i rifiuti,

ha annunciato una raccolta straordinaria di 24 ore. Il problema resta sempre dove portare l’immondizia: l’individuazione di tre siti di trasferenza in provincia (due ad Acerra e uno a Caivano) e di uno a Napoli (non ancora entrato in funzione) ha scatenato le proteste. Violente, come quelle di qualche notte fa a Caivano quando i compattatori sono stati assaliti dalla folla. Civili, ma ferme, come quelle del sindaco di Acerra Tommaso Esposito che ha annunciato un presidio davanti alla sede della Provincia con i consiglieri comunali. Il sindaco di Caivano ha firmato invece un’ordinanza in cui blocca il sito di trasferenza dei rifiuti nel suo Comune.


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20 Cronache

LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

LIVORNO, L’INCIDENTE FORSE CAUSATO DALL’ABUSO DI ALCOL

Travolto e ucciso a 16 anni da un pirata della strada Fermato l’uomo che l’ha investito: “Non mi sono accorto di nulla” MARIA VITTORIA GIANNOTTI LIVORNO

Aveva solo sedici anni, Davide. Davanti a sé, un’estate piena di sole, nella sua Livorno. Ma anche una vita intera, tutta da scoprire. Da ieri, tutto questo, non ha più senso. Un automobilista lo ha travolto ed è fuggito, senza fermarsi a soccorrerlo. Lui si è accasciato a terra, ma non ha perso immediatamente conoscenza. Sembrava confuso, e non riusciva a parlare. E agli amici, che avevano sentito il botto ed erano corsi per aiutarlo, ha detto di essere stato investito da un’auto. Ha risposto alle loro domande, sempre più angosciate, annuendo con la testa. Negli occhi, il dolore, la paura e l’incredulità. Poi, ha chiuso gli occhi. E non li ha più riaperti. Per un’ora e mezzo, il medico dell’ambulanza arrivata sul posto a sirene spiegate ha tentato di rianimarlo, dandosi il cambio con i colleghi. Difficile arrendersi a quella vita così giovane che sfugge all’improvviso, in una notte d’estate, davanti alla chiesa del paese. Poi, però, l’evidenza è diventata innegabile e i medici hanno dovuto cedere: per Davide e i suoi sedici anni non c’era più niente da fare. A provocare la morte, secondo un primo esame del medico legale, sarebbe stata una profonda ferita alla testa e un grave trauma addominale. Ma solo l’autopsia, disposta dal magistrato, potrà fornire risposte definitive, fornendo particolari importanti

Il ragazzo era uscito per fare due passi Falciato mentre era sul marciapiede per ricostruire la dinamica dell’incidente. Secondo le prime, ancora frammentarie testimonianze, il ragazzino si trovava sul bordo del marciapiede al momento dell’impatto. Le ricerche dell’automobilista pirata sono cominciate subito. Un passante ha riferito ai carabinieri di aver visto una Nissan grigia allontanarsi. Ma anche alcuni degli amici della vittima hanno fornito agli investigatori impegnati nelle ricerche indicazioni preziose. Al momento dell’impatto, non erano molto distanti. Davide era con loro in piazzetta, nel centro di Collesalvetti, dove avevano trascorso la serata, immersi nelle chiacchiere interminabili degli adolescenti. Aveva detto che sarebbe andato a fare due passi e si era appena allontanato. Erano circa le quattro. Sei ore dopo, i militari hanno bussato alla porta di un muratore romeno, un quarantenne che da anni vive a Collesalvetti. La sua auto, una Nissan Primiera, è stata sequestrata per compiere accertamenti, mentre l’uomo è stato accompagnato in ospedale per essere sottoposto agli esami tossicologici e all’alcoltest. Accertamenti indispensabili quando si verifi-

La vittima Davide Viola era nato in Colombia 16 anni fa ed era stato adottato da una famiglia di Nugola

ca un incidente mortale. Il prelievo è stato effettuato intorno a mezzogiorno: la concentrazione di alcool nel sangue era di 0,32 g/l, al di sotto del limite di legge, che è 0,50 g/l. Considerando, però, che erano trascorse otto ore dal momento dell’incidente, gli investigatori ritengono che al momento dell’impatto il livello di alcol nel sangue del presunto investitore potesse essere fuorilegge. Una valutazione, questa, che spetterà al magistrato di turno. Al momento, il muratore è stato fermato per omicidio colposo e omissione di soccorso. Ai militari, l’uomo ha spiegato di non essersi accorto di aver investito una persona. «Ho

sentito un colpo – avrebbe detto – ma credevo di aver urtato un oggetto». Eppure, il sospetto che quella sensazione non fosse veritiera se, come ha poi spiegato, è tornato sul luogo dell’incidente un’ora dopo. Avrebbe voluto avvicinarsi, ha detto, ma si è spaventato alla vista di una gazzella dei carabinieri in lontananza ed ha preferito tornare a casa, dove i carabinieri lo hanno trovato. Ai carabinieri è toccato l’ingrato compito di avvertire la madre del ragazzo: la donna si è precipitata sul posto. E quando ha visto il suo Davide ha avuto un malore. Anche gli amici, tutti giovanissimi, sono disperati: quest’estate, senza Davide, sarà un lungo inverno.

La tragedia Inutili i soccorsi arrivati subito sul posto

La fidanzata su Facebook «Non ti dimenticherò, ti amerò per sempre» «Ieri mi hai chiamato: avevamo litigato e non ti ho risposto. Stamani volevo chiamarti e ecco che compare la notizia. Davide è morto». A scrivere queste parole sulla pagina Facebook di Davide Viola, il sedicenne ucciso da un pirata della strada, è la fidanzata. Sulla pagina del ragazzino si possono leggere oltre 50 messaggi degli amici,

I

il primo proprio della ragazza. In poche righe lasciate in bacheca scrive «ho passato 10 mesi bellissimi con te. Non ti dimenticherò mai, ti amerò per sempre». Sotto a una foto postata a fine maggio dal giovane, in cui si vede Davide sdraiato su una spiaggia, la ragazza scrive: «Sei bellissimo amore mio. E sarai bellissimo per sempre».

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“Protezione civile: basta con i Grandi eventi”

enelenergia.it

«Togliamo i Grandi eventi» dalla Protezione Civile: a chiederlo è lo stesso capo del Dipartimento, Franco Gabrielli. «Le realizzazioni di eventi quali i mondiali di nuoto non ci appartengono» ha precisato Gabrielli, che chiede dunque che il suo Dipartimento torni ad occuparsi delle vere emergenze. In pratica un’inversione di marcia rispetto alla gestione Bertolaso. Ma Gabrielli ha anche lanciato un vero e proprio allarme: il sistema di Protezione civile italiano rischia il collasso per mancanza di fondi e strumenti. Bisogna separare l’emergenza, la gestione dell’emergenza e la ricostruzione perché quest’ultima «viaggia su altri binari e non c’entra nulla con il sistema di Protezione civile», che è fatto da Comuni, Province, Regioni ed enti, coordinati dal dipartimento. L’inchiesta sugli appalti delle grandi opere ha però portato al decreto Milleproroghe, che ha tagliato le gambe alla Protezione civile proprio nel suo core business, l’emergenza. Perchè di fatto ogni spesa deve essere autorizzata dal ministero dell’Economia. «Oggi, a due mesi e mezzo dall’alluvione di Marche, Basilicata e Teramano, non è stata ancora scritta un’ordinanza di Protezione civile», perchè manca il concerto del ministero dell’Economia sui fondi.


LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

Società 21

I più affidabili

Golden Retriever IL GOLDEN RETRIEVER È UN CANE DI STAZZA MEDIA, A PELO LISCIO O ONDULATO COLOR CREMA O DORATO. E’ SOCIEVOLE, DOCILE, AFFIDABILE, INTELLIGENTE. QUESTO CANE HA OTTIMO OLFATTO, È ABILE PER FARGLI FARE LAVORI DI RICERCA. VIVE BENE IN APPARTAMENTO MA NON BISOGNA DIMENTICARE CHE HA BISOGNO DI MUOVERSI E CORRERE SPESSO

Cuccioli di Alaskan Malamute, un cane che gli Inuit adoperavano principalmente per trainare le slitte sulla costa Nord-Ovest dell’Alaska

il caso CARLO GRANDE

M

Il lupo da salotto Sogno innaturale senza futuro

i sono follemente innamorata di lui, lo guardo da due giorni: qualcuno sa cos’è?» Segue foto, uno splendido cane (cane?) dallo sguardo tenebroso, orecchie e muso aguzzi, occhi gialli, mantello color antracite. La donna, che ha lasciato un messaggio in un sito di cinofili, prosegue: «È uno di quegli ibridi americani? Che carattere avrà? Spero che non c’entri troppo col lupo... Da millenni ci vive accanto, quello di giorni lo guardo a bocca aperta». C’è anche la fotografia di un cuc- Omero, che fa riconoscere Ulisse solciolo con gli occhi blu: sarà autenti- tanto dal cane Argo. «Spero che il Cane Lupo di Saarloca? Con Photoshop qualsiasi ritocco è possibile, si possono inventare os non diventi mai il capriccio di uoanimali degni del «Manuale di zoolo- mini inesperti e sempliciotti – scrive qualcuno - che non gia fantastica» di Borges e GuerreL’ARCHETIPO diventi mai la cordi allevatoro. «A me piaceSimbolo di libertà nucopia ri senza scrupoli, rebbe avesse gli il lupo è perfetto che rimanga una occhi azzurri», per suscitare fascinazione razza protetta e scrive un’altra. controllata (come Gli animali come moda, come tranL’ANTIDOTO è nei Paesi fuori dei italiani), sfert. Chi, se non Esistono tante razze confini che l’avidità e la suil lupo - essere arper vivere la cinofilia perficialità di molti chetipico per ecin modo naturale Italiani, allevatori cellenza, simbolo e semplici privati, di libertà e natura selvaggia, fedele al branco e indivi- non ne faccia scempio come è stato dualista allo stesso tempo – può su- per il cane lupo cecoslovacco». Un altro, ancorato al buon senso: scitare brame, fascinazione? Cane-lupo in salotto, un lupo al «Cerco un cane, mi dispiacerebbe peguinzaglio. Che libidine. Domestico, rò se avesse anche gli istinti del lupo, ma con il frisson del selvaggio. In non tanto per i problemi che potrebtempi insicuri, arroganti, pacchia- be creare, ma piuttosto per la soffeni, si cercano protesi nell’auto, nel vestito, nel look, nell’animale aggressivo. La moda si concretizza in razze di dubbia provenienza, che vengono dall’Est. Oppure nel finlandese Tamaskan, incrocio fra Siberian Husky, Alaskan Malamute e Pastore tedesco, nel Cane lupo cecoslovacco (pastore tedesco e lupo dei Carpazi), nel Siberian Husky, cane da slitta per eccellenza usato dai nativi americani, nel regale Lupo di Saarloos (un cuoco nel 1923 fece accoppiare un Pastore tedesco con una lupa), animale diffidente, Enrico Alleva, da Presidente della che ti scruta da lontano, perché il Società italiana di Etologia e autore patto con i lupi è scritto in lui più di molti libri sul rapporto tra uomiprofondamente che verso l’uomo; ni e animali, come spiega la moda quando ti sceglie, dicono, vorrà dordei cani simil lupo? mirti accanto, consumare con te il «È un fenomeno molto interessante: cibo, ti darà fiducia, camminerà al quando ero nel comitato scientifico tuo fianco qualunque cosa succeda. del Bioparco di Roma era stupefacenAnimali splendidi, sia chiaro, te vedere i bambini sgranare gli ocproprio quello che non troviamo ne- chi davanti alla gabbia del lupo. Spesgli uomini (e nelle donne), che pro- so mi chiedono come si fa ad acquiiettiamo in una natura irreale, uto- stare un lupo o la razza più simile al pica. L’amico cane, quello che da lupo selvatico».

Pastore tedesco ORIGINARIAMENTE CANE DA PASTORE, OGGI IDEALE COME GUIDA PER I CIECHI, COME CANE ANTIVALANGA ED ANTIDROGA, OLTRE CHE COME CANE DA GUARDIA E DA COMPAGNIA, GRAZIE AL SUO OLFATTO SENSIBILE. LA RAZZA (CHIAMATA ANCHE ALSAZIANA) ERA PRESENTE IN GERMANIA GIÀ DAL XVII˚SECOLO, MA LA SELEZIONE EBBE INIZIO SOLAMENTE DOPO IL 1859

Quando la libidine di avere una “belva” d’appartamento spinge oltre i limiti: il rimedio è guardare in se stessi

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Intervista

45 milioni Sono gli animali domestici entrati a far parte dei nuclei familiari degli italiani

7 milioni i cani presenti nelle famiglie italiane. Nel tempo, l'uomo ha selezionato molte diverse razze e varietà

renza sua nel dover stare represso e rinchiuso a dover svolgere le funzioni più o meno di cane». L’antidoto, anche nei forum, esiste: «Penso che questa moda statunitense di ibridare cane e lupo sia disdicevole. Il lupo deve restare nella foresta e libero. Il cane deve stare accanto all’uomo. Volere un lupo da salotto è un capriccio egoistico. Esistono tante belle razze lupiche che possono dare l’emozione di vivere la cinofilia in modo molto naturale, selvaggio atavico. Cane lupo cecoslovacco, Saarlos ma anche Malamute, Husky, Groenlandese, Jamtound e naturalmente Laika non fanno mancare nulla a chi cerca emozioni forti. Gli ibridi li reputo accettabili come primo passo verso una sanificazione di alcune razze». La conclusione più saggia, parrebbe. Forse per trovare una belva da addomesticare (ammesso che sia possibile), da rendere alleata, basta semplicemente guardare in se stessi. www.lastampa.it/grande

Labrador ORIGINARIO DELLA GRAN BRETAGNA E DELL’ISOLA DI TERRANOVA, FA PARTE DEL GRUPPO RETRIEVER, AL QUALE APPARTENGONO ANCHE GOLDEN, FLATCOATED, CHESAPEAKE BAY, CURLY COATED E NOVA SCOTIA DUCK TOLLING. È UN CANE DA LAVORO, MA È UTILIZZATO ANCHE COME CANE DA GUARDIA E DA COMPAGNIA. E’ INTUITIVO, CORAGGIOSO, HA PELO SPESSO

Tamaskan È UNA RAZZA PROVENIENTE DALLA FINLANDIA, CREATA INCROCIANDO SIBERIAN HUSKY, ALASKAN MALAMUTE E PASTORE TEDESCO. GLI ESEMPLARI SONO ALTI DAI 60 AI 70 CM E PESANO DAI 25 AI 40 KG. È PRINCIPALMENTE UN CANE DA COMPAGNIA, MA PUÒ ANCHE ESSERE UTILIZZATO COME CANE DA SLITTA E DA SOCCORSO. IL TAMASKAN È DOTATO DI BUON OLFATTO

“Dalla tv alla sicurezza così l’animale ci fa sentire meno soli” Che cosa risponde?

«La faccenda è geneticamente ingarbugliata, ma non è impensabile che un lupo possa accoppiarsi con una femmina di cane in calore: le tracce genetiche non lo smentiscono, i feromoni sono potentissimi, quasi magnetici». Cosa cerca la gente nel cane-lupo?

«In tempi di stress, di competizione, di crisi economica, si cerca la protezione personale, una protesi all’aggressività. Oggi le persone

più competitive, quelli che magari amano le moto e le auto aggressive, poi vogliono un animale feroce accanto a sé. Ogni tanto si legge dei camorristi che scelgono tigri serpenti e coccodrilli…». Ci sono anche cause culturali?

«Sì, esaurito l’effetto Rintintin e Rusty, ora c’è l’effetto Rex: il pastore tedesco è attraente, facile da addestrare, con larghissima autonomia intellettuale: fa il vice-uomo. Tv e cinema creano un effetto “virale”».

È un bene?

«È molto auspicabile che bambini di città convivano con animali domestici non esotici. La loro mente, dal Pleistocene a oggi, ha spazio per integrare un animale che abbia un nome e biografia personale, i cartoni animati e i fumetti non bastano. Animalisti e psicologi sanno ad esempio che è meglio affrontare il primo lutto con un animale domestico, anziché con il nonno». Cosa consiglia ai patiti del cane-lupo?

«Di andarsi a vedere le liste ministeriali che elencano le razze canine pericolose: a volte si lavora geneticamente alla carlona, si incrociano cani consanguinei, creando perfino cani pazzi. Servono veterinari e allevatori seri, competenti, e bisogna stare attenti alle truffe. Senza mai dimenticare che il cane migliore è il bastardino [C. GRA.] abbandonato al canile».


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LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011 LA STAMPA 22


LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

Tendenze ANTONELLA AMAPANE INVIATA A MILANO

Società 23

Da Emporio Armani Al bando bermuda e muscoli in vista. Si sta freschi anche con pantaloni ampi e le caviglie fuori

Irriverente SCANZONATO, CON SACCA A FIORI, SCARPE CHIODATE E GLITTERATE DI PIETRE COME BORCHIE IRRIVERENTI IL GOLFISTA DI PRADA AMA LE ESAGERAZIONI ALL’AMERICANA CHE MISCHIA CON SUGGESTIONI D’ANTAN

Dettagli di stile

Effetti marmorei

Come Picasso

Royal Rock

LE VENATURE DEL MARMO FINISCONO SUI TESSUTI STROPICCIATI E LEGGERISSIMI DI EMPORIO ARMANI CON PANTALONI CHE SCOPRONO AMPIAMENTE IL MALLEOLO

ATMOSFERE INTELLETTUALI PER FERRAGAMO CHE CITA PICASSO NEGLI AMPI ABITI SOLARI PORTATI CON IL CAPPELLO SFILACCIATO DI PAGLIA E LE ESPADRILLES A SANDALO

DA SCERVINO I TESSUTI DI STAMPO INGLESE SONO ANIMATI DA SOTTILI FILI D’ACCIAIO CHE REGALANO AI CAPI UN ASPETTO SGUALCITO CHE UNISCE TRADIZIONE E INNOVAZIONE

Vadim Si chiama Vadim il nuovo mocassinodi Tod’s. Si rifà allo stile raffinato degli Anni 60

Sul green di Prada sfila il golfista eccentrico Miuccia: “Basta col design sterile, il vintage è più interessante”

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a svolta della moda secondo Miuccia Prada si gioca sul green. Eccolo il golfista eccentrico all’ennesima potenza, con scarpe borchiate e ricamate; sacche e camicie a fiori cosparse di strass, cappelli western, pantaloni sgargianti con stampe di omini in surf da memorabilia yankee. Neppure due campioni dell’esagerazione come John Daly e Bubba Watson sono mai arrivati a tanto. «Non mi piace questo sport - dice la stilista - ma mi ha sedotto la sua estetica sopra le righe. L’uomo osa negli accessori o con tenute che mai metterebbe in ufficio. Io cerco sempre vie traverse per inserire dei cambiamenti, scatenare il desiderio. L’estrosità dei golfisti americani è un pretesto che mi consente di mescolare tante storie, solo così possono nascere idee nuove. Basta con il conservatorismo». Prada come sempre canta fuori dal coro, senza pregiudizi, e non stona. Il suo irriverente maschio, fra immaginari classici e fantasie ardite, risulta addirittura chic. «Preferisco il vintage, che racconta qualcosa di noi, allo sterile design decorativo. In questo

Viaggiatore Da Trussardi tornano le valigie rigide e lo stile 80

momento ce l’ho un po’ con il design, è pieno di oggetti inutili. Molti detestano la moda che invece consente di associare, ancor più del cinema, culture e spunti di mondi diversi». E qui sta la chiave: creare capi belli, intrisi di mille suggestioni che piacciano alla gente, non cose sofisticate che comprano in tre. L’eccentrico è difficile? Tutt’altro: «L’ultima collezione donna ispirata al Sud America è una delle più copiate in assoluto». Il guardaroba maschile si evolve, perde la buccia statica dei vecchi codici, abbandona anche certe volgarità prettamente estive. Pettorali in vista e bermuda addio. Lo dice Armani, lo ribadiscono molte passerelle. Nell’Emporio il re della giacca riesce a dare leggerezza al marmo, so in Montenapo. Sì alla cura dei dettastampato e tamponato in tutte le sfu- gli: sempre pettinati e sbarbati alla mature su abiti soffio appena sgualci- perfezione. Pena l’effetto sciatto». La voglia di rilassatezza intrisa di ti. «Non c’è bisogno di sembrare una caricatura in braghe corte per stare raffinatezze è forte. Ferragamo la trafreschi», spiega lo stilista. Maschi con duce con citazioni intellettuali, immaginando un Picasso gambe storte e vene varicose ricoDA MISSONI che passeggia nel pritevi. Il massi- Rende omaggio al fondatore sole del Sud della Francia con cappelmo dell’eleganche alle Olimpiadi del 48 li di paglia sfilacciaza senza patire disegnò le tute per gli atleti ti, abiti sabbia e il caldo è mostraespadrillas con lacre le caviglie lambite da pantaloni a caDA MONCLER cetto sul tallone. Scervino invece rota con orli appeSi sfila nella palestra si diverte a scomna arrotolati, mossi di scherma e i piumini porre e ricomporre da pinces in vita. sono come corazze il classico: declina Lo stropicciato sul lino i tessuti traimpazza, ma bisogna saperlo portare. Le tre regole di dizionali inglesi come il pied de poule e Armani per non sembrare un povero il Galles e li lavora con fili di metallo e disgraziato? «Mai totalmente stazzo- rafia per restituirli con un sapore ronato. Scegliere: o la camicia o i panta- yal rock molto attuale. Dalle proprie radici ripartono i loni. No ai cotoni etnici di scarsa qualità che fanno tanto guru indiano a spas- marchi. Trussardi - disegnato dal tur-

Trolley veloce

Eric Wright disegna Italia Independent E crea una collezione di classici contemporanei Italia-Independent chiama a disegnare la sua nuova collezione Eric Wright, per anni alter ego di Karl Lagerfeld, e questi si ispira direttamente a Lapo Elkann («Mi ricorda Steve McQueen, ama le belle macchine e le belle donne»), creando giacche, maglie e pantaloni nei suoi colori preferiti - rosso, blu, giallo, azzurro - brillanti come quelli delle auto. Più le righe di «Vestivamo alla marinara». Classici sempre più contemporanei. Continua poi la collaborazione con Borsalino per i cappelli, Arfango per le calzature, Orciani per le cinture.

Valextra sui bagagli monta le ruote in speciale gomma vulcanizzata creata da Pirelli

I

co Umit Benan - sceglie come testimonial il capostipite Nicola per riscrivere con silhouette Anni 80 un guardaroba per viaggiatori che sbarcano da Limousine, Mercedes e biciclette in passerella; Angela Missoni rende omaggio al padre Ottavio ispirandosi alle tute che lui creò nel ‘48 in occasione delle Olimpiadi per la squadra italiana. Ai Giochi del prossimo anno a Londra guarda invece la Westwood, con un mare di medaglie e allori che finiscono su T-shirt e blazer. Lo sport vince anche da Moncler Gamme Bleu con gli schermidori in piumini disegnati come corazzette aperte ai lati. Il composé, tanto in voga per lei nei 50, ora piace a lui. Da Bottega Veneta stesse fantasie di quadretti sfocati per camicia, pantaloni e scarpe effetto usato. Le forme oversize imperversano da Calvin Klein su abiti dalle tinte acide di stampo digitale in nylon laserato con prese d’aria simili a post-it. Da non dimenticare.

Derby Paciotti presenta la scarpa derby in vernice sfoderata su fondo gomma con inserto e stringhe gialle

Coordinato Bottega Veneta rilancia il composé abiti e accessori con fantasie a quadri sfumati


LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011 LA STAMPA 24


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LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

Bagnasco: Fincantieri deve crescere

ECONOMIA FINANZA

«È necessario non accontentarsi di risultati immediati, è necessario progettare guardando il più possibile lontano con realismo, coraggio e fiducia». Così ieri l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, ha messo la vertenza del gruppo Fincantieri al centro della sua omelia per il mondo del lavoro.

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&

LA BANCA CENTRALE EUROPEA: L’EURO RESTA UNA MONETA STABILE

L'andamento dei prezzi in Eurolandia

“Prezzi sotto il 2 per cento” La Bce contro l’inflazione

Variazione % annua dei prezzi al consumo (indice armonizzato Ue) Italia

3,0

Area Euro

3,0 2,8

3

2

1,6 1,5

Trichet teme che i forti rincari di India e Cina contagino l’Europa

1,6

1,4

1,8 1,8 1,8 1,7 1,6 1,6

2,0 1,9 1,9 1,9

2,2 2,3 2,1

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2,7

2,1

2,8

2,7

1

LUCA FORNOVO

L’allarme inflazione, che viaggia in media vicina al 2,7%, spaventa Eurolandia, alle prese con la crisi dei debiti sovrani. E così ieri il presidente della Bance centrale europea (Bce), Jean-Claude Trichet è tornato a dichiarare guerra ai prezzi: «La Bce è determinata a mantenere un tasso d’inflazione stabile, leggermente sotto il 2%». Trichet, che ha tenuto ieri un discorso a Kiel in Germania, dopo aver ricevuto il Global

Economy Prize del Kiel Institute, ha proseguito dicendo che «in nessun momento si può essere compiacenti» anche se negli ultimi 12 anni l’inflazione in Eurolandia è stata in media dell’1,97%. Il numero uno dell’Eurotower ha ribadito che «l’euro resta una moneta stabile» ed ha sottolineato che «la Bce è una istituzione profondamen-

Personaggio PAOLA GUABELLO BIELLA

O

ggi la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, arriva a Biella per affiancare nella cerimonia di insediamento la prima presidente rosa dell’Unione industriale biellese in 150 anni di storia dell’associazione. Marilena Bolli, 56 anni, imprenditrice del meccanotessile, assumerà la carica nell’assemblea generale, che alle 17 apre le porte al pubblico, ai sindacati, agli amministratori e agli esponenti politici. Ci sarà un collegamento con Mariastella Gelmini. La Bolli si prepara ad affrontare uno dei momenti più delicati dell’economia laniera, anche se gli imprenditori sentono finalmente i primi tepori della ripresa. Sono 12.700 i disoccupati, un valore elevato se confrontato con la forza lavoro complessiva del territorio, pari a circa 85 mila persone. Le attività manifatturiere, circa 3 mila all’inizio del terzo millennio hanno perso oltre 700 aziende, un quarto degli sta-

MAG GIU LUG AGO SET OTT NOV DIC GEN FEB MAR APR MAG

2010

2011

Fonte: Istat/Eurostat

In nessun momento si può essere compiacenti con l’inflazione anche se finora è stata bassa Jean-Claude Trichet presidente della Bce

La sede della Banca centrale europea a Francoforte

Della Valle: nulla contro Geronzi «Cesare Geronzi ha deciso di dimettersi e credo vada rispettato nella sua scelta. Di personale non c’era nulla, c’era una visione completamente diversa che si è scontrata». Lo ha detto il numero uno di Tod’s, Diego Della Valle, a Sky Tg24, riferendosi allo scontro che portò alle dimissioni di Geronzi dalla pre-

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sidenza delle Generali. L’imprenditore toscano sottolinea quindi che «non è stato Della Valle da solo che ha fatto certe cose ma un gruppo di persone, tutte insieme, che in quel caso specifico hanno deciso che bisognava riportare al centro della gestione di una azienda il rispetto del management».

Industriali di Biella Una donna guida il rilancio del tessile

Marilena Bolli

bilimenti attivi, alcuni dei quali con organici considerevoli. Il territorio è in profonda trasformazione, lo tsunami della crisi mondiale ha fatto vittime nel capoluogo dei tessuti «made in Italy» e delle griffe del lusso come Zegna e Piacenza, per citare i più conosciuti e non è semplice il

compito che attende ora la prima donna dell’Unione industriale, cioè quello di indicare le nuove strategie per traghettare fuori da quel 2009, l’annus horribilis per il mondo intero, il distretto del cashmere colpito al cuore. «Ricette miracolose non ne ho - spiega Marilena Bolli ma sono convinta che potremo farcela. Il tessile non basta più, lo sappiamo bene, ma ci sono realtà che silenziosamente stanno nascendo e crescendo. Il mio obiettivo sarà quello di dare sviluppo alle piccole realtà, al turismo, ai servizi». Marilena Bolli, manager di Caipo Automazione Industriale, azienda meccanotessile di Vallemosso, ha ricoperto l’incarico di revisore dei conti in Acimit dal 1996 al 1999. È stata presidente di Fidindustria dal 2006 al 2010 costruendo l’accorpamento con Confidi Lombardia di cui è attualmente consigliere.

te indipendente». Trichet è preoccupato soprattutto del fatto che il surriscaldamento dei prezzi di Cina e India contagi in qualche modo anche il Vecchio Continente. Guardando alla Cina, a maggio la situazione non è migliorata. Secondo l’Ufficio cinese di Statistica, l’indice dei prezzi al consumo è salito del 5,5% in maggio il livello più alto da 34 mesi. I prezzi dei generi alimentari, che contano per circa un terzo del paniere nazionale, sono sa-

Centimetri - LA STAMPA

liti dell’11,7% a maggio rispetto a un anno prima, accelerando rispetto al +11,5% di aprile. Anche in India resta il problema dei prezzi alti. Il tasso d’inflazione annua sui prezzi all’ingrosso, utilizzato come misura preferenziale dell’inflazione dalla Federal Bank of India, è rimasta elevata, balzando al 9,5% a febbraio per poi scendere all’8,7% ad aprile. A spingere verso l’alto i prezzi, in un primo momento sono stati i rincari degli alimenti e delle materie prime, ma nel periodo più recente le più forti spinte inflazionistiche sono state causate dal manifatturiero. A fronte dei rincari, il pil dell’India continua ad avere il vento in poppa, con una crescita del 7,7% nel primo trimestre del 2011 su anno. Un incremento pur sempre alto, sebbene risulti inferiore al 9,2% del quarto trimestre del 2010. A trainare il prodotto interno lordo sono stati i consumi privati che con-

EUROPA ATLANTE TURISTICO PER VIAGGIARE

tinuano a registrare un’espansione robusta pari all’8,1%. Ma Mumbai è molto preoccupata per il rallentamento del settore manifatturiero, che nei giorni scorsi ha registrato dei risultati che il ministro delle Finanze Pranab Mukherjee non non ha esitato a definire «allarmanti» a fronte di una crescita del 6,9% ad aprile scorso, rispetto al 14,4% dello stesso mese del 2010. Nel novero delle economie emergenti anche il Brasile, che come India e Cina cresce a ritmi sostenuti, soffre d’inflazione. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’istituto nazionale brasiliano, il pil nel primo trimestre dell’anno è cresciuto del 4,2% su base annua. Ma anche in questo caso, secondo quanto evidenziato dalla Banca centrale europea, «si sono intensificate le spinta inflazionistiche», portando il tasso annuo al 6,6% nel primo trimestre.

Il più completo atlante illustrato in 2 volumi Gli atlanti hanno più di 1.500 fotografie spettacolari che illustrano le mete più attraenti del continente Europa Più di 100 pittogrammi sono presenti sulle carte per evidenziare siti naturali, città degne di nota, principali monumenti ed emergenze storicoartistiche, luoghi per lo sport e il tempo libero, oltre alle strade più belle, i traghetti, le ferrovie storiche

Partners - Torino

In Cina a maggio del carovita è salito al 5,5%, in India è volato dell’8,7%

0

Vol. 1: Europa Settentrionale ed Occidentale. In edicola giovedi 16 giugno a soli 9,90 euro in più Vol. 2: Europa Centrale, Meridionale e Sud Orientale. In edicola giovedì 23 giugno a soli 9,90 euro in più

Nelle edicole di PIEMONTE, LIGURIA e V. D’AOSTA www.lastampa.it - n° verde: 800011959


26

LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

FATTURATO E ORDINATIVI IN APRILE

SCAMBI ECONOMICI TRA ITALIA E GERMANIA

LO PRESENTA MERCOLEDÌ L’AD MORETTI

I dati Istat sull’industria

A Giugiaro il premio Mercurio

Il piano delle Fs fino al 2015

Oggi a Roma l’Istat diffonde i dati sul fatturato e sugli ordinativi dell’industria in aprile: atteso un segnale sulla ripresa

L’Associazione economica Italo-Tedesca con sede a Düsseldorf ha assegnato a Italdesign di Giorgetto Giugiaro (foto) la 13a edizione del Premio Mercurio

Mercoledì l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, presenta il piano industriale 2011-2015

RISPARMI UN RAPPORTO CHOC SULLA SITUAZIONE DEGLI IMPIEGATI AMERICANI

PERFORMANCE da: 14/06/2010 a: 14/06/2011

DEVIAZIONE STANDARD ANNUALIZZA

FONDI DI LIQUIDITÀ AREA EURO

Negli Usa un futuro di pensioni da fame e vecchi al lavoro

Agora Invest Sgr Spa-Cash EUR FC Fnd di Liq.Ar.EU Acomea Sgr-A1 Liquidita' EUR

3,03% 0,71% -5,12%

0,582 0,319 2,439

1,76% 0,59% -0,82%

0,631 0,591 0,901

9,79% 0,90% -6,56%

8,023 2,019 3,913

2,57% -0,28% -5,90%

2,111 1,773 5,394

7,63% 1,12% -3,63%

6,849 1,381 3,369

1,54% 0,00% -2,54%

2,201 2,671 2,054

10,40% 1,77% -8,42%

5,682 2,084 8,489

15,99% 7,48% 0,39%

9,498 7,801 9,708

6,30% 1,47% -1,98%

5,339 4,407 4,971

10,53% 1,59% -15,85%

9,308 9,720 25,984

9,50% 3,78% -0,91%

10,657 8,700 8,752

2,43% 0,64% -1,12%

3,331 2,138 2,604

7,09% 3,87% -0,09%

8,381 8,003 8,151

OBBLIGAZIONARI EUROPEI GOV. BREVE TRM Carige A.M.Sgr-B Carige Monetario Euro EUR FC Ob.EU Gov.B Trm Eurizon Capital Sgr-Eurizon Obblig.Euro Breve Termine EUR

FLESSIBILI Azimut Gestione Fondi-Azimut Trend EUR FC Flessibili NorVega Sgr-B Flessibile EUR

OBBLIGAZIONARI MISTI

“Anche a 80 anni difficile avere un assegno decente”

Symphonia Sgr-Bim Corporate Mix EUR FC Ob.Misti NorVega Sgr-Civ Forum Iulii Rendita EUR

OBBLIGAZIONARI FLESSIBILI GLAUCO MAGGI NEW YORK

Gli americani hanno una previdenza pubblica meno generosa di quella italiana, e infatti il ricorso alla pensione integrativa, aziendale o individuale, è molto più diffuso, anzi obbligato. La crisi della Borsa del 2007-2008, decurtando il valore di portafoglio dei risparmi personali che costituiscono la riserva di reddito complementare alla Social Security (l’Inps Usa), ha messo di fronte molti lavoratori a una dura scelta: mettere da parte una fetta più consistente dello stipendio, rassegnarsi a lavorare più a lungo, o fare entrambe le cose? Uno studio recentissimo sull’ «Impatto del rinvio dell’andata in pensione sulla adeguatezza del reddito dei pensionati», a cura dell’Ebri (Employee Benefit Research Institute, l’ente indipendente che monitora la previdenza integrativa),

Per migliorare le cose bisognerà risparmiare di più e ritirarsi molto più tardi ha rivelato che la terza opzione è quella raccomandabile nella stragrande maggioranza dei casi. Il solo prolungamento della carriera ben dentro i settanta o persino gli ottanta anni non arriva infatti a soddisfare la formazione di una riserva sufficiente a mantenere un treno di vita agevole, ossia comparabile a quello della stagione lavorativa. La situazione è peggiore per chi guadagna di meno, secondo Jack VanDerhei che ha cofirmato la ricerca. Quelli che hanno percepito uno stipendio medio nel corso della carriera sotto gli 11.700 dollari all’anno dovrebbero rimandare il pensionamento a quando compiono 84 anni prima che il 90% di loro possa raggiungere almeno il 50% della possibilità di permettersi di non lavorare più. La fascia tra gli 11.700 e i 31.200 dollari, per avere il 50% di chance di coprirsi le spese di base per una vecchiaia dignitosa, dovrebbe continuare ad andare in fabbrica o in ufficio fino ai 76 anni. La soglia scende a 72 anni per chi ha una media di introiti tra i 32.200 e i 72.500, e si riduce ai 65 anni per coloro che superano i 72.500 di media annua di guadagni. In sostanza, solo per questo quarto più abbiente dell’universo dei lavoratori

70

per cento

È la quota dei lavoratori americani che sanno di non risparmiare abbastanza in vista del pensionamento

Usa l’età legale prevista oggi per andare in pensione, 65 anni, è quella che offre sufficienti garanzie di un dignitoso invecchiamento. Chi è ancora in condizioni di salute e di professionalità che glielo permettono, già da un paio d’anni s’è adeguato alla nuova realtà messa in luce dall’Ebri. Infatti, nel 2009, il 17,2% delle persone oltre 65 anni era ancora al lavoro, secondo il rapporto più recente dell’Aarp Public Policy Institute (l’Aarp è l’associazione nazionale dei pensionati) sulle fonti di reddito degli anziani. Circa 14,2 milioni di vecchi, pari al 36,7% della popolazione anziana, aveva due anni fa una porzione di reddito dovuta a qualche attività lavorativa. L’esame dell’universo degli anziani che non demordono, per necessità o per scelta, offre un’altra sorpresa: tra chi

continua a rimandare il pensionamento è frequente rintracciare soggetti in cerca di un secondo lavoro. Art Koff, che ha fondato un sito dedicato ai «cervelli pensionati» (RetiredBrains.com) instancabili, ha detto a MarketWatch che «anche quegli americani più anziani che stanno ancora regolarmente lavorando, stanno guardandosi attorno per trovare vie aggiuntive per fare soldi». Gli stessi lavoratori americani sono consapevoli della inadeguatezza del loro impegno a risparmiare, o dello scarso successo delle somme messe da parte e investite finora. In un sondaggio di qualche mese fa, sempre curato dall’Ebri, il 70% circa ha ammesso di essere «molto in ritardo» o «un po’ in ritardo» rispetto al piano che si erano prefissato. Più dei due terzi, insomma, sa che dovrebbe risparmiare di più.

NorVega Sgr-B Cividale Forum Iulii Strategia EUR FC Ob.Flessibili Arca Sgr Spa-Cedola Governativo Euro Bond II EUR

OBBLIGAZIONARI EUROPEI GOV. ML TRM Anima Sgr Spa-Anima Obbligazionario Euro EUR FC Ob.EU Gov.ML Trm Acomea Sgr-A1 Euro Obbligazionario EUR

OBBLIGAZIONARI ALTRE SPECIALIZ. Prima Sgr-Y Prima Fix Emergenti EUR FC Ob.Altre Specializ. Ubi Pramerica Sgr-Obbligazioni Dollari EUR

AZIONARI EUROPA Prima Sgr-Y Prima Geo Europa PMI EUR FC Az.Europa Total Return Sgr-Pepite EUR

BILANCIATI Carige A.M.Sgr-B Carige Bilanciato Euro EUR FC Bilanciati Fondi Alleanza-Fondo Alto Bilanciato EUR

AZIONARI INTERNAZIONALI (TS) Soprarno-B Soprarno Azioni Globale EUR FC Az.Internaz.(TS) Arca Sgr Spa-AF Anfiteatro Global Equity Acc EUR

Nel Canavese parte la sfida del biotech il caso SANDRA RICCIO MILANO

A

rginare la fuga dei cervelli all’estero e finanziare e dirigere progetti di ricerca scientifica che potranno imprimere una svolta nel cammino della lotta contro il cancro e delle biotecnologie, anche con il contributo dei piccoli investitori privati. È l'obiettivo di Eporgen Venture, il primo caso tutto italiano di «seed capital» privato, vale a dire di finanziamenti per l’avvio di attività coinvolgendo investitori privati. Il progetto è nato in Piemonte per sostenere start-up di ricerca nel settore delle scienze della vita. La sfida è in corso presso il Bioindustry Park

«Silvano Fumero» di Colleretto (Torino), nel cuore del Canavese, dove nel 2005 la società è diventata operativa. Da allora la crescita è stata con l'investimento originario che è triplicato oltre quota 9 milioni di euro. Oggi Eporgen Venture supporta 11 start-up, ciascuna dedicata a un importante progetto di ricerca nell’ambito delle biotecnologie, prevalentemente in campo medicale nei settori oncologico e immunologico. Ognuna di loro è uno spi- off con università italiane, da Torino a Genova fino a Napoli. Per fare qualche esempio, Genovax, in collaborazione con l’Università di Genova, sta lavorando a forme nuove di vaccinazioni terapeutiche per la cura di alcuni tipi di cancro come quellì alla prostata e al rene. È il progetto più avanzato e ha le potenzialità per diventare in futuro la terapia principale nella lotta contro questo genere di malattie. Tra le start-up c’è poi

AZIONARI PAESI EMERGENTI Allianz G.I.I.Sgr Spa-T Azioni Paesi Emergenti EUR FC Az.Paesi Emerg. Total Return Sgr-Pepite Bric EUR

BILANCIATI OBBLIGAZIONARI Anima Sgr Spa-Visconteo EUR FC Bilanciati Obblig. Ubi Pramerica Sgr-Portafoglio Moderato EUR

AZIONARI ITALIA Ersel A.M.Sgr Spa-Fondersel Piccole&Medie Imprese EUR FC Az.Italia Bpvi Fondi-A Pacto Azionario Italia EUR

Target Heart Biotec. Si tratta di uno spin-off con l’università di Torino che sta lavorando in laboratorio a una nuova proteina scoperta, la melusina, che aiuta a curare lo scompenso cardiaco. A crederci sono stati 83 investitori privati e istituzioIL BIOINDUSTRY PARK

Ospita undici aziende innovative nel medicale con 83 finanziatori MODELLO DI BUSINESS

«Facciamo crescere le imprese sulla strada che porta al mercato» nali, tra cui Banca intermobiliare di investimenti e gestioni, che hanno rischiato i propri capitali per creare piccole aziende che operano nel settore delle scienze della vita. Ora le porte sono aperte per accogliere nuovi investitori (inclusi inve-

Il Bioindustry Park nel Canavese

stitori istituzionali) in vista dell’aumento di capitale previsto per l’autunno 2011, necessario per finanziare l’ultima fase delle sperimentazioni. «È anche un po’ una sfida degli investito-

ri e degli imprenditori locali che credono nella capacità di innovare della regione Piemonte, in un settore altamente innovativo come le biotecnologie», dice il Presidente della so-


ATA

LA STAMPA

LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

OBBLIGAZIONI AL 5% NEI PRIMI 3 ANNI

Investire in oro con BofA BofA Merrill Lynch lancia le obbligazioni «Invest Bond Tm Oro» con cedola lorda fissa al 5% nei primi 3 anni e variabile poi

L’andamento dei fondi

TUTTOSOLDI lavoro

ARTE MODERNA PROTAGONISTA NELLE ASTE INTERNAZIONALI DI FINE MESE E DEI PRIMI DI LUGLIO

Un Picasso da 13 milioni di euro

2 9 9

Da Christie’s “Nymphéas” di Monet, da Sotheby’s un Egon Schiele

1 1 1

STEFANO COSENZ

Londra torna in queste settimane a essere la capitale mondiale dell’arte antica e moderna con aste milionarie che proporranno capolavori. Dopo il record lo scorso 3 maggio da Sotheby’s a New York di 21,3 milioni di dollari per Femme lisant di Pablo Picasso, il 21 giugno, nell’asta Christie’s, sarà offerto un altro capolavoro dell’artista spagnolo appartenente anch’esso alla serie di ritratti di Marie-Thérese Walter, Jeune fille endormie del 1935, con stima 9/12 milioni di sterline (la seconda cifra supera i 13 milioni di euro). Il 21 e 22 giugno la stessa casa disperderà la leggendaria collezione proveniente dalla galleria dello svizzero Ernst Beyeler (deceduto nel 2010), uno dei maggiori collezionisti e mercanti d’arte del nostro tempo e co-fondatore nel 1970 di Art Basel. In vendita Nymphéas di Claude Monet appartenente alla sua celebrata omonima serie del 1916-19 (con stima a ri-

3 9 3

1 3 4

9 1 9

1 1 4

2 4 9

8 1 8

In vendita la terza parte della favolosa collezione Arcana di codici miniati

9 7 1

8 0 4

7 0 2

1 8 4

1 3 1

27

Centimetri-LA STAMPA

cietà Konstantinos Efthymiopoulos. «La formula è unica nel suo genere in Italia. Eporgen Venture integra infatti le finalità e le competenze del venture capital, degli incubatori e di un’azienda farmaceutica. Con questi nuovi processi si guadagna dal punto di vista di spesa per le sinergie create, ma anche per effetto delle sinergie a livello operativo perché le diverse aziende si possono aiutare tra loro». Poi c’è l'innovazione di prodotto con 21 brevetti all’attivo. «Il nostro modello consiste nel dimostrare in modo convincente che l’idea originale ha una validità biologica e poi cercare partner che possono essere aziende italiane oppure grandi gruppi farmaceutici che poi svilupperanno ulteriormente il farmaco verso studi clinici più importanti”, spiega Efthymiopoulos. Nel futuro dell’azienda ci sono i piani per un possibile sbarco in Borsa.

chiesta) e un eccezionale olio su legno di Pablo Picasso del giugno 1946, Buste de Françoise, con stima 7/10 milioni di sterline. Nella vendita di arte moderna del 22 giugno, Sotheby’s proporrà uno dei più straordinari paesaggi di Egon Schiele, proveniente dal Leopold Museum di Vienna, Häuser mit bunter Wäsche, «Vorstadt» II del 1914, con stima 22/30 milioni di sterline. Il 28 Christie’s disperderà l’eccezionale collezione di Kay Saatchi. Big Baby 1996 prima opera di Ron Mueck ha stima 0,8/1,2 milioni di sterline e una monumentale opera di Paula Rego, artista scoperta da Kay e Charles Saatchi nel 1988, dipinta subito dopo la tragica morte del marito, Looking Back del 1987, ha stima 600/800 mila sterline. Il 29 giugno è la volta di Sotheby’s che proporrà un monumentale capolavoro del 1961 di Francis Bacon, Crouching Nude, con stima 7/9 milioni di sterline. Il 5 luglio da Christie’s, nella vendita di Old Master, un capolavoro dell'inglese George Stubbs del 1765, Gimcrack on Newmarket Heath, with a Trainer, a StableLad, and a Jockey, raffigurante Gimcrack, uno dei più popolari cavalli da corsa del 18˚ secolo, ha un realizzo atteso di oltre 20 milioni di sterline. Saranno offerti anche i ritratti inglesi e gli argenti provenienti dalla residenza scozzese della famiglia Pearson, Cowdray Park: Portrait of Miss Read, later Mrs. Wil-

Questo Stubbs ha un realizzo atteso di 20 milioni di sterline

liam Villebois di Thomas Gainsborough, 18˚ secolo, ha stima 4/6 milioni di sterline. Nella stessa vendita sarà proposto un disegno di Michelangelo, l’ultimo ancora in mani private. Prevede un realizzo tra 3 e 5 milioni di sterline. Il 6 luglio è la volta di Sotheby’s che proporrà uno dei maggiori capolavori veneziani di Francesco Guardi, il monumentale Venezia, una veduta del Ponte Rialto, verso nord, dalle Fondamenta della Riva del Carbon, realizzato all' apice della sua carriera, verso

il 1760, assieme ad altre tre grandi vedute. Ha una stima intorno ai 20 milioni di sterline, mentre l’ultima delle sue grandi vedute ad apparire sul mercato è stata venduta nel 1989 da Sotheby’s per circa 10 milioni di sterline. Ancora Christie’s il 6 luglio con la terza parte della favolosa collezione Arcana di codici miniati. Infine nell’asta del 7 luglio Christie’s proporrà un capolavoro del 1626 dello scultore olandese Adrian de Vries, il bronzo Figura Mitologica che Sostiene il Globo.


tuttolavoro

28 TuttoSoldi

LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

TENDENZE DALL’OSSERVATORIO UNIONCAMERE SEGNALI DI MIGLIORAMENTO

La grande svolta Nel primo semestre 317 mila nuovi posti In testa nella corsa alle assunzioni le aziende di servizi e le regioni del Nord WALTER

PASSERINI

UNA BUSSOLA PER GLI ESAMI DI MATURITÀ

M

ercoledì 22 giugno iniziano le prove della maturità. Sono già iniziati i riti scaramantici, le ricerche affannose sui siti che millantano titoli e testi delle prove, i business dei numerosi consulenti online, l'offerta di sostanze miracolose per reggere lo stress o per raddoppiare la memoria e così via. Per quasi 500 mila ragazzi si tratta di una prova importante, che i modelli antieducativi dell'abbassamento o della riduzione degli ostacoli non riusciranno a offuscare. La maturità deve restare una tappa importante, nel rito di passaggio all’età adulta, ma non sempre è così. Ma altrettanto importante per questi giovani è la scelta successiva, che li avvicinerà all’età del lavoro. Più dei due terzi sceglieranno l’università, non sempre con consapevolezza. Uno su cinque si metterà a cercare un lavoro, altri cercheranno un corso di formazione, altri ancora si perderanno. È un passaggio delicato, nel quale è facile diventare un «drop out», una risorsa sprecata. E qui che nascono le fughe, dagli impegni, dalle fatiche, dal nostro Paese, da se stessi. Il diritto a fuggire e a sbagliare va lasciato ai nostri giovani maturandi, ma almeno evitiamo loro di diventare degli esploratori senza bussole.

www.lastampa.it/lavoriincorso

E

ppur si muove. Appaiono con segnali di miglioramento sul fronte dell’occupazione.

Assunzioni

Secondo l’indagine periodica Unioncamere-Sistema Informativo Excelsior, sono quasi 317mila le assunzioni che verranno effettuate dalle imprese italiane nei primi sei mesi dell’anno, una grossa fetta delle quali (220 mila) avranno un carattere non stagionale. Rispetto al secondo trimestre del 2010, le assunzioni totali (saldo attivo) sono in aumento di oltre 58 mila unità e quelle non stagionali di quasi 61 mila. I settori

A trainare la ripresa delle nuove entrate è soprattutto il settore dei servizi nel suo complesso (220 mila le assunzioni totali previste, di cui oltre 135 mila a carattere non stagionale). situazione a macchie di leopardo: all’incremento delle entrate nella logistica, nei servizi alle imprese e nell’informatica si contrappone infatti una flessione nel commercio al dettaglio e nel turismo. Sono invece in risalita le assunzioni nell’industria in senso stretto (escluse le costruzioni), che prevede di assumere entro fine giugno 52 mila dipendenti, 43 mila dei quali con contratto di lavoro non stagionale. Nelle costruzioni sono previste 42 mila nuove assunzioni, di cui 38 mila non stagionali. Rispetto ai saldi, le assunzioni in più nell’industria sono 33 mila, di cui 13 mila nelle costruzioni. Nord e Sud

Una positiva novità è che stanno riprendendo vigore le assunzioni a Sud: sono poco meno di 100 mila quelle previste nel secondo trimestre 2011, di

La storia

N

onostante le prime fughe da Facebook negli Stati Uniti, le aziende italiane sono sempre più social: quasi una su due trova nuovi clienti attraverso attività di business social networking. Nel 2011 l’aumento di aziende che utilizzano i social media supererà il 10%. Cresce inoltre anche l'uso dei social media per la gestione dei dipendenti. L’emorragia del più noto social di 6 milioni di unità negli Stati Uniti, ma anche in Canada e nel Regno Unito, è ampiamente compensata dall'aumento di affiliati nel resto del mondo (+ 1,7% nel mondo) e molti Paesi, soprattutto emergenti, sono nella fase della prima scoperta. In Italia il desiderio di social non è diminuito, anzi per la sola Facebook è cresciuto da 11 a 20 milioni di utenti. E cresce il suo uso

cui 65 mila non stagionali, con un saldo di 18.580 in più rispetto al 2010. Dal punto di vista della dinamica, però, è l’area del Nord Ovest che mette a segno l'incremento maggiore rispetto allo scorso anno: le 78 mila entrate, infatti, sono quasi 20 mila in più rispetto a giugno 2010. Risultati positivi anche nel Nord Est (con quasi 83 mila entrate, poco meno di 15 mila in più del 2010) e nel Centro (con 58 mila assunzioni, 5.100 in più dell’anno scorso). Le piccole imprese

Ad assumere di più sono e saranno soprattutto le piccole e piccolissime imprese. Le realtà con meno di 10 dipendenti, che rappresentano il 95% delle imprese italiane, riescono a mettere a segno 152 mila le assunzioni (33 mila in più rispetto al 2010), 111mila delle quali sono a carattere non stagionale. Si tratta della metà della torta delle 317 mila assunzioni previste. Elevata, inoltre, resta la richiesta proveniente dalle imprese che vanno dai 10 ai 49 dipendenti (quasi 67 mila le assunzioni, 37 mila delle quali non stagionali) e da quelle comprese tra i 50 e i 499 dipendenti con 48 mila nuove assunzioni, di cui 33 mila non stagionali. Nelle aziende con oltre 500 dipendenti sono quasi 50 mila le entrate previste, di cui 38 mila non stagionali.

Chi crea più occupazione ASSUNZIONI PREVISTE NEL 2011 (II TRIMESTRE) Assunzioni previste TOTALE

di cui non stagionali

NORD-OVEST

Industria TOTALE

316.800

219.500

Verso l’estate

NORD-EST

Nel periodo luglio-settembre, secondo l’agenzia internazionale Manpower, ci sarà una leggera flessione delle assunzioni. A creare nuovi posti di lavoro saranno soprattutto turismo, finanza, immobiliare, ristorazione e ospitalità. A soffrire di più saranno trasporti, comunicazioni, commercio, soprattutto al dettaglio, e industria manifatturiera.

96.960 960

84.040 84

CENTRO

219.840 135.460 Fonte: UNIONCAMEREMINISTERO DEL LAVORO, SISTEMA INFORMATIVO EXCELSIOR, 2011

Servizi

Le aziende italiane diventano sempre più “social” Una su due trova clienti e gestisce il personale in Rete da parte delle aziende. Secondo quando rilevato da una ricerca globale condotta da Regus, leader mondiale di soluzioni per gli spazi di lavoro, su oltre 17 mila manager e imprenditori di 80 Paesi, lo scorso anno si è registrato un forte aumento del numero di aziende italiane che utilizzano social network, blog, microblog e forum per conquistare nuovi clienti. Nel 2010 il 38% delle aziende italiane era riuscito ad acquisire nuovi clienti grazie a questa attività. Un anno dopo questa cifra è arrivata al 48%. A livello globale, vi è stato un aumento del 7% del numero di

Ripartizione territoriale

aziende che hanno acquisito nuovi clienti tramite i social network. Il 52% delle aziende mondiali e il 53% di quelle italiane utilizza siti quali Twitter e Weibo per mantenere, restare in contatto e informare i clienti esistenti. In Italia, il 42% delle aziende incoraggia i propri dipendenti a iscriversi a social network quali Linkedin, Xing e Viadeo, rispetto al 53% del dato mondiale. Due quinti (39%) delle aziende nel mondo e un terzo in Italia (33%) dedicano fino al 20% del proprio budget di marketing alle attività di social networking aziendale. Il social

SUD E ISOLE

networking è passato dall'essere un piacevole passatempo a una vera necessità: la maggioranza delle aziende italiane (72%) e internazionali (74%) concorda sul fatto che senza l'attività sui social media le strategie di marketing non avrebbero successo. Ciononostante, le aziende italiane (59%) e mondiali (61%) sottolineano anche l'esigenza di un equilibrio tra gli strumenti di marketing, confermando la convinzione che senza la combinazione di tecniche tradizionali e digitali, le campagne di marketing non sarebbero efficaci. «Nel riemergere dalla crisi, le aziende stanno riconsiderando sempre di più le pratiche lavorative precedenti alla recessione», segnala Mauro Mordini, Direttore Regus Italia, «scegliendo strategie più flessibili e competitive. Dalla gestione della catena dei fornitori alle pratiche lavorative più snelle, al cloud computing, al maggiore utilizzo delle comunicazioni video e alle forme di lavoro mobili, nessuna area dell’attività lavorativa viene trascurata. La rapida crescita dei social media come strumento aziendale fa parte di questa trasformazione»». Insomma, le aziende si modernizzano e utilizzano questo nuovo canale per aumentare la fedeltà e il coinvolgimento di clienti [W. P.] e dipendenti.


LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

TuttoSoldi 29

STRUMENTI ASILI NIDO, TELELAVORO, PART TIME E BANCHE DELLE ORE AL FEMMINILE

Un tesoretto per conciliare ! il tempo delle lavoratrici Finanziamento di 15 milioni a imprese “amiche delle donne” MILANO

Forse la montagna ha partorito un topolino, ma è già qualcosa. Dopo lo scandalo dei 4 miliardi promessi per i prossimi dieci anni a favore del lavoro femminile, che sono invece stati scippati dalla spesa pubblica mentre sarebbero dovuti entrare in un fondo dedicato alla conciliazione, ora arriva più o meno tempestivamente un finanziamento piccolo piccolo

lazione a quanto previsto dalla legge 53 del 2000 (articolo 9, come modificato dall'articolo 38 della legge 69 del giugno 2009), da destinare a politiche di supporto alla conciliazione tra vita e lavoro. La dote di 15 milioni potrà così essere dedicata a creare esperienze di buone prassi e a realizzare progetti innovativi, per favorire strumenti di flessibilità nelle aziende e una pluralità di

Una goccia nel mare rispetto ai 4 miliardi che erano stati promessi all’inizio ma concreto. I risparmi dovuti all'allungamento dell'età lavorativa delle dipendenti del pubblico impiego andranno invece a coprire altre voci di spesa: fondi per la ricerca, missioni internazionali di pace, ammortizzatori sociali e così via.

orari di lavoro. Si tratta di aziende che intendano realizzare azioni positive a favore dei dipendenti, per favorire la conciliazione della vita professionale con la vita familiare (work life balance), introducendo nelle organizzazioni nuove modalità operative e una gestione dei tempi e degli orari attraverso servizi capaci di offrire all'azienda il bollino blu e l’etichetta di «family friendly company». In questo campo, gli strumenti di flessibilità più richiesti dalle aziende, anche di piccole e medie dimensioni, sono solitamente il part time (e la sua reversibilità), il telelavoro, le banche delle ore, l’orario flessibile, i turni flessibili, l'orario concentrato.

Non sarà la promessa dell'isola del tesoro per le donne e la famiglia, ma un semplice tesoretto il finanziamento di 15 milioni di euro, messo a disposizione dal Dipartimento delle Politiche per la famiglia, in re-

Progetti

autonomi, i liberi professionisti e gli stessi datori di lavoro che, per esigenze legate alla maternità o alla presenza di figli, abbiano necessità di essere supportati o sostituiti da collaboratori. Finanziamenti

Autonomi

L'altra tipologia di destinatari della misura sono i lavoratori servizi a favore del lavoro femminile e della famiglia. Aziende

Tesoretto

scadenza dei progetti da presentare con procedura telematica è stabilita per il 13 luglio, anche se è prevista una seconda scadenza per il 2011, che è quella del 28 ottobre. Le modalità per la domanda telematica si trovano al sito www.conciliazione.politichefamiglia.it.

A beneficiare di queste risorse saranno due tipi di destinatari. Innanzitutto le aziende interessate a politiche di conciliazione per le proprie dipendenti, che manifestano una netta preferenza per azioni finalizzate a rendere più flessibili gli

L’ammontare principale dei 15 milioni andrà alle aziende che vogliano introdurre o migliorare politiche di conciliazione, alle quali potrà andare un finanziamento massimo di 500mila euro. A liberi professionisti e lavoratori autonomi potrà andare un finanziamento massimo di 35 mila euro. Scadenze

Per ottenere i finanziamenti, che verranno erogati in anticipo con fideiussione per il 40% e il restante 60% a saldo, la

Centimetri - LA STAMPA

77.750 61.340 82.720 53.850 58.130 40.010 98.200 64.300

Per le tipologie dei progetti bisognerà ricorrere alla definizione delle necessità e a un po' di fantasia. Vi saranno così progetti legati agli orari o ai servizi innovativi: per esempio, asili nido, ludoteche, baby parking, servizi di navette di trasporto, baby sitting, assistenza anziani o disabili. Potranno esserci progetti plurimi e articolati oppure basati su un'unica grande misura. E' chiaro che per la definizione dei progetti sarà necessario e consigliabile coinvolgere i dipendenti con strumenti di ascolto e di sondaggio delle principali esigenze. Dati

Dal 2007 al 2009 sono stati finanziati 421 progetti, per un importo totale di 25 milioni di euro. I destinatari coinvolti sono stati circa 8 mila, di cui l’80 per cento donne e il 20% [W. P.] uomini.

Le occasioni Tree Group

Fisco

Assolombarda

Nell’immobiliare 650 opportunità

L’Agenzia Entrate cerca 220 assistenti

Cinque idee in cerca di sponsor

È vero che ci sono molte case vuote, ma il settore è di nuovo in crescita. Per questo Tree Group, che riunisce i noti marchi del settore Gabetti franchising, Grimaldi e Professionecasa, è alla ricerca di 650 nuovi agenti immobiliari per le prossime aperture. Per le singole ricerche è possibile andare al sito collettivo www.treere.it, da cui si può entrare direttamente nelle opportunità dei tre marchi.

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Il bando è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 27 maggio numero 42. La scadenza delle domande è il 27 giugno del 2011. L’offerta segue le procedure del concorso pubblico. La selezione riguarda 220 unità per il profilo di assistente, per attività amministrativo-tributarie da destinare ai centri operativi (Cop) e ai centri di assistenza multicanale (Cam). Informazioni al sito: www.agenziaentrate. gov.it, Concorsi pubblici.

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Ultimi 10 giorni per partecipare all’iniziativa «Dall’idea all’impresa», promossa dal Gruppo Giovani Imprenditori di Assolombarda, Consiglio Notarile di Milano, Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano, Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo e Bic La Fucina. Verranno sostenuti gratuitamente per il primo anno di attività cinque progetti imprenditoriali innovativi guidati da giovani di età compresa tra 18 e 40 an-

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ni. Per avere maggiori informazioni e ulteriori dettagli è possibile consultare il sito Internet all’indirizzo: www.giovaniimprenditori.it.

Incubatore H-Farm

Altri 5 progetti da finanziare L’incubatore H-Farm, nato per supportare giovani idee innovative nel campo di internet e del digitale, ha aperto la finestra di 90 giorni per finanziare altri cinque progetti, preferibilmente nel campo del medicale, biososte-

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nibilità, pagamenti on line e giochi sociali. Ai cinque progetti che saranno selezionati verrà offerto un finanziamento di tre mesi. La scadenza è fissata per fine agosto 2011. Per informazioni e iscrizioni: www.h-farmventures.com. Sinora H-farm ha investito 10 milioni in 26 start up, creando oltre 200 posti di lavoro. Per il prossimo quinquennio sono previsti investimenti per altri 10 milioni di euro. Le offerte di assunzione e i corsi di formazione vanno segnalati a tuttolavoro@lastampa.it.


LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011 LA STAMPA 30


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LA STAMPA

Made in Italy

LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

La storia MARCO SODANO TORINO

TuttoSoldi 31

Radiografia del gruppo I ricavi

I numeri chiave

Il giro d'affari per area geografica

In milioni di euro

Europa e Africa

404,5 304,1

Nord America

Centro e Sud America 1˚ Trimestre 2010 (%)

23

Asia e Oceania 1˚ Trimestre 2011 (%)

244,6

le società del gruppo con presenza in Europa, Stati Uniti, centro e Sud America ed Asia

azienda è nata nel dopoguerra per studiare la realizzazione delle centrali nucleari. Eppure Carlo Rosa, amministratore delegato di Diasorin, non è minimamente preoccupato dall’esito del referendum che ha escluso l’atomo come fonte energetica in Italia. Prima dei dibattiti, prima dei referendum (il primo e il secondo), la società aveva già cambiato missione. All’epoca ci lavorava il padre di Rosa, Umberto: quando fu accantonato il programma nucleare gli scienziati capirono che i loro studi potevano essere indirizzati altrove. Cominciarono a marcare le proteine con lo iodio, a costruire valvole cardiache e i primi pacemaker. Elettronica e tecnologia nucleare: già allora la società era all’avanguardia, e già allora si intuì che la diagnostica medica era un settore sul quale si poteva puntare per diventare grandi. A dispetto di Roche, di Siemens, di Abbott e di Johnson&Johnson. Come dire a dispetto degli americani: negli Anni Sessanta poteva sembrare un sogno vanaglorioso. Eppure in quegli anni si mettono le basi per un vero e proprio colosso della diagnostica: apparecchiature per analisi mediche e kit per esami clinici, di cui Diasorin oggi ha il 7 per cento del mercato mondiale (che di suo vale 7 miliardi di dollari l’anno). L’azienda era nata come joint-venture tra Fiat e Montecatini, e negli Anni 90 davvero sembrava un’operazione azzardata destinata a tramontare. Diagnostica e apparecchi medici non erano il core business di Fiat, che decise di uscire dal settore, subentrarono gli americani di American Standard. Che dopo qualche anno erano decisi a cedere tutto. In quel momento Carlo Rosa si gioca il tutto per tutto. Lavorava in Diasorin

Vitamine e genetica Il rilancio di Diasorin

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Sfida i colossi nella diagnostica e nella medicina molecolare L’ad Rosa: dopo Usa e Cina puntiamo sui mercati emergenti

L’

per cento del mercato mondiale

È LA QUOTA DI DIASORIN SU UN FATTURATO GLOBALE DELLE APPARECCHIATURE PER LE ANALISI MEDICHE E DEI KIT PER GLI ESAMI CLINICI CHE DI SUO VALE SETTE MILIARDI DI DOLLARI OGNI ANNO

negli Stati Uniti dal ’91, chiede di comperare con un gruppo di dirigenti, sostenuti da Snia e Interbanca. Nel novembre 2000, ottenuto il via libera all’acquisto, la rinascita di Diasorin si incrocia in modo doloroso con l’alluvione. La sede di Saluggia (in provincia di Vercelli) finisce sott’acqua, Rosa non si arrende e rinvia di qualche giorno il perfezionamento dell’acquisto. Toccato il fondo, la storia di Diasorin è una corsa che passa da 90 a quasi 500 milioni di fatturato, che cresce di acquisizione in acquisizione ed è diventata oggi una multinazionale che non teme i giganti. E che nel 2005 ha individuato, tra le prime, la strada giusta per crescere: i Paesi emergenti e le acquisizioni. «In Cina» racconta Rosa «abbiamo avuto il coraggio di entrare in joint-venture, preoccupandoci più di entrare in un mercato potenzialmente enorme che di tenere a tutti i costi il controllo assoluto. Il Paese sta costruendo un nuovo modello di sanità, sta crescendo a una velocità impensabile in Occidente: saper lavorare con loro era più importante di qualunque altra cosa, perché è chiaro che la diagnostica ha uno sviluppo enorme in una realtà come quella. Il mercato cresce, ma noi andiamo molto più veloci». Discorso analogo per il Brasile, un altro gigante che cresce di gran carriera e sta costruendo un sistema sanitario moderno. Sopravvivere accanto a colossi come Abbott e Siemens, spiega Rosa, non è stato facile. Serviva la ricetta giusta. «Faccio un esempio: la mappatura del genoma è stata un passo fondamentale. Roche aveva una tecnologia sua, ma la faceva pagare a peso d’oro. Noi ne abbiamo trovata una alternativa in Giappone e abbiamo siglato un’intesa

202,3 120

90

7,4 6,2

36,7 49,7

2000

2003

2007

2008

2009

9,3 8,5

34,6 47,6

1.500

2010

i dipendenti, di cui 110 ricercatori

Le sedi principali Gran Bretagna

Germania

Dartford test per l'Hiv

Francoforte oncologia e marcatori cardiaci

Stati Uniti

80 i distributori indipendenti, presenti in oltre 60 Paesi

Italia

Stillwater endocrinologia

Saluggia (Vc) test sull'infettività

Irlanda Sudafrica

Dublino patologie materno-fetali

Kyalami test per l'Hiv

100 milioni di euro gli investimenti negli ultimi sette anni Centimetri - LA STAMPA

Le tappe

1968 La nascita di Diasorin Il suo debutto è come divisione di Sorin Biomedica Spa

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1969-1999 La crescita Diasorin accresco e consolida il knowhow nelle biotecnologie, sviluppa un portafoglio prodotti e compie acquisizioni all’estero, in particolare negli Usa

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2000-2004 Il cambio di pelle Dopo il management buyout (2000) Diasorin acquisisce Byk Sangtec da Altana

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Innovativa Diasorin ha vinto il premio Mediobanca 2011 per le aziende innovative Qui sopra il numero uno dell’azienda, Carlo Rosa

2005-2006 Messico, Israele e Cina Diasorin rafforza la presenza commerciale attraverso l’apertura di filiali in Messico, Israele e Cina

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19 luglio 2007 Il debutto in Borsa I

Diasorin è quotata nel segmento Star

2007-2009 Diagnostica molecolare Diasorin investe nella diagnostica molecolare e sigla un accordo di licenza con Eiken Chemical e rafforza la propria leadership di specialista della diagnostica in vitro acquisendo il gruppo irlandese Biotrin. Apre varie filiali in Europa e in Canada

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2010 Australia e banche del sangue Diasorin apre una filiale commerciale diretta in Australia, ed entra nel mercato delle banche sangue acquisendo la linea di prodotti Murex®

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per una licenza che rende i nostri test to. Stiamo costruendo quella che considemolto meno costosi di quelli di Roche». riamo la seconda gamba della società, i In altri casi Diasorin acquista diretta- nuovi prodotti arriveranno già l’anno mente altre imprese: nel 2008, con l'ac- prossimo». quisizione di Biotrin, leader mondiale nei I dati finanziari permettono di guardatest per le patologie mare al futuro con ottimiterno-fetali, il gruppo ha LA SVOLTA DEL 2000 smo: «Ho fiducia nel ragaperto una nuova frondei target I dirigenti decidono giungimento tiera estremamente effidi esercizio - continua di comprarla sostenuti Rosa -. Il primo trimeciente e redditizia. da Snia e Interbanca stre è stato ottimo dal Un modello di crescita che non si può fermapunto di vista della redre. Il gruppo intende I PAESI EMERGENTI ditività. Considerando portare i Paesi emergenil nostro è un busiLa crescita del mercato che ti oltre il 30 per cento ness senza grandi imsfiora il 40% all’anno pennate o grandi cadudei ricavi, anche con contro il 4% in Italia te, il trend ci fa sperare nuove acquisizioni: «Ci guardiamo sempre inbene». E domani? Cina e torno - spiega Rosa - con un’attenzione Brasile. Chiude Rosa: «La domanda di particolare al settore della medicina mo- test diagnostici negli emergenti cresce lecolare». del 30-40 per cento l’anno, mentre in ItaNei prossimi 5-10 anni è attesa una lia a titolo di paragone non cresce più del crescita «enorme di questo tipo di merca- 4 per cento».


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TuttoSoldi 33

LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

La posta di Maggi A CURA DI GLAUCO MAGGI GLAUCO.MAGGI@MAILBOX.LASTAMPA.IT COORDINAMENTO DI AGNESE VIGNA AGNESE.VIGNA@LASTAMPA.IT

Le lettere vanno spedite alla redazione di tuttosoldi in via Marenco, 32

Festività e accredito dei dividendi Si basa sul calendario Target: nel 2011 sono festivi, oltre ai sabati e alle domeniche, i giorni 22 e 25 aprile e il 26 dicembre Qual è la procedura per l'accredito in c/c bancario dei dividendi azionari con stacco 18/04/2011 e pagamento il 21/04/2011? Essendo 17 miliardi di euro distribuiti ai sottoscrittori la questione valuta in conto un giorno dopo oppure alcuni giorni in più può determinare qualche differenza sensibile. Io ho contestato alla Intesa San Paolo l’accredito con valuta 24 aprile, perché secondo me la stacco del 18 e il pagamento del 21 deve avere valuta 22. So che le transazioni di Borsa perfezionate vengono accreditate/addebitate dopo tre giorni dall'eseguito esclusi i festivi e quelli di chiusura Borsa. Secondo me l'operazione dividendi è oltretutto un pagamento tramite bonifico, e l'istituto non era chiuso il 22.

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Luigi Bordino

Intesa Sanpaolo, ci comunica il suo ufficio stampa a nostra richiesta, determina la valuta di accredito dei dividendi in base al calendario utilizzato anche da Borsa Italiana per i regolamenti. E' il cosiddetto calendario TARGET (Trans-european Automated Real-time Gross settlement Express Transfer), per il quale venerdì 22 aprile 2011 (venerdì Santo) e lunedì 25 aprile 2011 (lunedì dell'Angelo) sono giorni festivi. Nel caso del lettore la data di accredito è venuta dunque a coincidere con il primo giorno operativo successivo al 22 aprile, ovvero il 26 aprile. Nel 2011, per il calendario TARGET sono festivi, oltre ai sabati e alle domeniche, i giorni 22 e 25 aprile e il 26 dicembre,

ma sono operativi i giorni 6 gennaio, 2 giugno, 15 agosto, 1 novembre e 8 dicembre, che in Italia sono viceversa festivi. I pagamenti dei dividendi non si possono considerare dei bonifici, poiché esulano dall’ambito di applicazione della normativa sui servizi di pagamento (cfr. art. 2 comma 2 lett. i del D. lgs. n. 11/2010).

I problemi con Monte Paschi Desidero segnalare un comportamento poco chiaro di Monte Paschi che ha provocato a mio padre una consistente perdita. Nel luglio 2010 ricevevo procura da papà per operare sul suo conto, ma i,l promotore finanziario non ha spedito il documento alla sede e, nonostante ripetuti solleciti, solo ad ottobre ho potuto avere conferma dell'atto ed esaminare quanto esistente in portafoglio. Ho notato con grande sorpresa che, nonostante papà fosse anziano, gli erano stati suggeriti investimenti ad alto rischio sui quali perdeva oltre 40.000 euro. Non gli era stato precisato che le operazioni erano inadeguate ed inappropriate ai sensi della Mifid, non gli erano state fornite informazioni sufficienti sui titoli sottoscritti. Chiesti i documenti in base ai quali il promotore aveva operato, ho notato che il questionario Mifid era stato corretto senza alcuna firma di papà. La banca sostiene che tutto è in regola, ma non mi sembra che sia così.

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Lettera firmata

La questione appare sicuramente meritevole di approfondimento con l'aiuto di un con-

sulente finanziario in grado di colloquiare con la banca in termini tecnici. Potrebbe avviare subito una procedura di conciliazione (oggi obbligatoria per poter avviare un'eventuale azione legale) avvalendosi dei servizi del Conciliatore bancario (www.conciliatorebancario.it ), della Consob (www. consob.it) o della Camera di commercio (www.to.camcom. it/mediazione ).

Capienza detrazione 55% Nel 2009 ho cambiato gli infissi di casa a me intestata, ai fini della detrazione del 55% Dall'l 1 gennaio dello stesso anno la banca per la quale lavoravo mi ha posto in prepensiona-

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mento 54 mesi prima della pensione, la mia dichiarazione dei redditi presenta quindi zero alla voce tasse pagate; il Caaf mi dice che non riuscirò più a recuperare il 55% di risparmio fiscale previsto nel quinquennio successivo ai lavori; è la verità? Giampiero Evoldi Mantova

Anche un pensionato è tassato sui redditi, per quanto alla fonte, e su queste imposte si può applicare la detrazione, tuttavia forse nel suo caso non è così, perché Lei è ancora in attesa di percepire la pensione. Confermiamo che è ben possibile che la detrazione non si possa godere, in tutto o in parte, per mancata "capienza" dell' imposizione fiscale. .

Sbarra per auto E' intenzione del condominio installare una sbarra per impedire l' ingresso a chi non ne ha diritto. Come devono essere ripartite le spese? Tra i Condomini c' è chi vuole la ripartizione pro-capite, e chi invece vorrebbe secondo i millesimi.

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Riccardo Pescetto

In mancanza di disposizione del regolamento condominia-

BRUNO BENELLI

Entro giovedì 30 giugno gli invalidi civili e i titolari di assegno/pensione sociale devono dichiarare all’Inps alcune particolari situazioni. La dichiarazione va fatta agli intermediari riconosciuti (vale a dire: centri di assistenza fiscale, professionisti quali consulenti del lavoro, avvocati, ecc). Costoro ricevono la dichiarazione e provvedo-

Paolo Molinaroli Roma

Si. Non conta il sistema di tassazione Irpef ma l'esistenza del reddito. Per cui mamma dovrà continuare a riscuotere la pensione in misura ridotta.

Per togliere i "buchi"

Inps più Enpals Ho accumulato 802 settimane Inps e dal 16 gennaio 1989 sono ininterrottamente iscritto a Enpals. Quando mi spetta la pensione? Sono nato l'11 febbraio 1952.

Trasmetto il mio estratto conto e chiedo se è conveniente fare versamenti volontari per togliere i pregressi buchi contributivi. A quanto ammonterebbe la somma annua da versare?

Alfredo Vuillermoz

Riccardo Pedini

Con la finestra di marzo 2013. Deve attendere febbraio 2012 per compiere l'età minima di 60 anni e poi l'apertura della finestra che arriva un anno dopo.

Non è possibile coprire i vuoti contributivi che risalgono al periodo agosto 1984 - aprile 1989. I versamenti volontari valgono solo per il futuro e devono essere chiesti mentre si è senza lavoro. Al massimo si può coprire un periodo anteriore di sei mesi alla domanda.

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Pensione e cedolare secca Mia madre ha la pensione di riversibilità decurtata sensibilmente perché ha redditi da canoni di locazione che superano la franchigia di 18 mila eu-

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Hanno collaborato: GIANLUIGI DE MARCHI BRUNO BENELLI SILVIO REZZONICO, presidente Confappi

Animali che vivono in condominio Secondo la Cassazione (Sentenza numero 3705 del 15/12/2011) il divieto, contenuto in un regolamento contrattuale, di tenere animali nelle abitazioni private e nelle parti comuni costituisce una clausola di natura contrattuale che pone una servitù reciproca tra i condòmini. Peraltro questa norma può essere modificata solo all’unanimità atteso che è inibito all’assemblea decidere a maggioranza . In relazione al regolamento contrattuale nonostante sussista, tra i più, la convinzione che non sia modificabile che con l’unanimità dei consensi, in realtà la Cassazione (da ultimo, si può consultare la Sentenza numero 17694/07) è orientata nel senso che solo le clausole di natura contrattuale

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(contenenti divieti, limiti, oneri reali, obbligazioni propter rem e diritti reali) necessitino dell’unanimità mentre per le altre clausole relative a materie contenute nell’articolo 1138 c.c. (decoro, norme sull’amministrazione, uso delle parti comuni ecc.) sia sufficiente la maggioranza qualificata ancorché le clausole stesse siano contenute in regolamento di origine contrattuale. In particolare, sono da considerarsi clausole di natura contrattuale tutte quelle che pongano dei limiti all’uso delle unità immobiliari esclusive o pongano divieti all’uso delle parti comuni, ciò in quanto è inibito all’assemblea porre dei divieti ai condomini anche sulle parti comuni poiché l’assemblea può solo disciplinare l’uso, per un mi-

Invalidi, dichiarazioni entro il 30 no a trasmetterla telematicamente all'Istituto di previdenza. È necessario che ogni interessato si presenti con la lettera Inps nella quale è inserito il codice a barre, che verrà usato per la identificazione del soggetto e per la trasmissione delle informazioni. E' possibile però presentare direttamente via internet all’Inps le informazioni richieste. Ma in questo caso occorre avere il Pin, cioè il codice segreto personale richiesto in precedenza all’Inps. Con il Pin ci si collega al sito www.inps.it e poi alla sezione «servizi al cittadino». Vediamo la situazione per ogni singola categoria. Invalidi civili parziali con assegno mensile. Chi ha meno di

ro. Con il nuovo sistema di tassazione fissa le locazioni continuano a fare cumulo ai fini della pensione?

IL QUESITO

SPORTELLO PREVIDENZA I CONTROLLI INPS SULLE INDENNITÀ DEI DISABILI

Si possono fare tramite i Caf, i professionisti o via Internet

le contrattuale, è in mancanza di una decisione a maggioranza dei presenti e dei millesimi che applichi in maniera compatibile il coma 2 dell'articolo 1123 del codice civile (che potrebbe essere ad appartamento servito), c'è da ritenere che la spartizione della spesa debba avvenire solo tra i condomini che si servono della sbarra in proporzione ai relativi millesimi riparametrati

Una scadenza per gli invalidi

65 anni deve dichiarare se continua non lavorare. In caso contrario devono indicare il reddito imponibile ricavato dall'attività (da lavoro dipendente, da lavoro autonomo, da parasubordinato ecc) nel 2010 e quello presunto per il 2011. Inabili totali con accompagno. Devono dichiarare se sono ricoverati a titolo gratuito presso qualche istituto. Se c’è gratuita ovviamente gli uffici tolgono l’indennità di accompagnamento. Invalidi minorenni con indennità di frequenza. Anche in questo caso lo studente minorenne deve dichiarare se è stato o meno ricoverato in qualche istituto o ente, pubblico o privato che sia. In caso di ricovero vanno indicati i giorni ef-

gliore godimento, ma non impedirlo. E’ da rilevare, inoltre, che la clausola di natura contrattuale pone limiti anche nei confronti del conduttore, il quale è tenuto ad uniformarsi al regolamento ed il locatore che non agisca nei confronti dell’inquilino che violi la norma ne risponde di fronte al condominio (Cassazione numero 11383/06) che può ottenere il risarcimento del danno nei confronti del condòmino-locatore. Rimane tuttavia la difficoltà pratica di fare rispettare una siffatta norma regolamentare, mediante l’allontanamento degli animali domestici che vivono nell’appartamento. PAOLO GATTO Presidente Nazionale Alac

fettivi nel corso dell’anno. Disabili intellettivi e psichici. Sono esentati da qualsiasi dichiarazione. La famiglia deve presentare in sostituzione un certificato medico che indichi la patologia. Pensionati sociali. Per non perdere l’assegno Inps la persona deve dichiarare di avere residenza continuativa e stabile in Italia.

secondo caso specificando l’importo della retta versato.

I disabili psichici sono esentati: basta che la famiglia presenti il certificato medico

La pensione sarà calcolata con il metodo retributivo. Se cessa di lavorare non potrà più pagare i contributi da artigiano. Potrà versare i volontari che hanno all’incirca lo stesso costo di quelli obbligatori da lavoro.

Titolari di assegno sociale. Devono dichiarare: 1) di continuare ad avere residenza continuativa e stabile in Italia o se invece soggiornano all’estero e in questo caso indicare i relativi periodi; 2) di essere o non essere ricoverati in istituto (pubblico, privato, in convenzione) con retta a carico di altri o a carico proprio; in questo

Nato in settembre 1956, partita Iva dal 1998, in precedenza ho più di 18 anni di contributi come dipendente. Nel caso venisse meno il lavoro posso continuare a versare i contributi da artigiano? Oppure i contributi volontari? C.F.

Nato il 29 giugno 1950, assunto in ospedale il 1˚ ottobre 1975, posso andare in pensione con la fine di quest’anno? Francesco

Anche subito. La sua finestra si è aperta con il 1˚ aprile 2011, per cui sta a lei scegliere la decorrenza della pensione.


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34 Lettere e Commenti

LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

LA STAMPA MARIO

LETTERE AL DIRETTORE

CALABRESI

Caso Bini Smaghi, manuale Cencelli delle nazionalità a realtà spesso supera la fantasia e le logiche e le alchimie che stanno dietro le nomine degli incarichi europei lo dimostrano. È curioso che per collocare il validissimo Draghi al vertice della Banca centrale europea, l’Italia debba rinunciare a un altro economista di valore come il dottor Bini Smaghi, che ricopre dal 2005 l’incarico di membro del comitato esecutivo della Bce con competenza e professionalità, per lasciare il suo posto e riequilibrare il comitato con un economista francese. Forse, Draghi e Bini Smaghi, insieme alla Bce, aiuterebbero l’Italia e penalizzerebbero la Francia? Caro direttore, sicuramente prevarrà il senso di responsabilità dell’economista italiano, ma come speriamo di far crescere il nostro spirito europeista, se prevale ancora, nella logica politica, il nazionalismo da operetta?

La situazione che si è creata alla Banca centrale europea è l’ennesimo sintomo di un’Unione che non riesce a guardare oltre le appartenenze nazionali e che si sfinisce nell’applicare una sorta di manuale Cencelli. Il problema è che con due italiani la composizione del direttivo della Bce sarebbe fortemente sbilanciato sul Sud Europa, e questo in tempi di decisioni complicate riguardanti Paesi mediterranei (a partire dalla Grecia) c’è bisogno di avere una maggiore unanimità tra Paesi. Purtroppo di fronte alle nazionalità non si riesce a guardare al valore degli uomini e alle loro capacità, così entra in campo la necessità dei premier di far vedere che il loro Paese conta ed è rappresentato. Sarkozy ha avuto il coraggio di dirlo pubblicamente, abbandonando ogni remora e imbarazzo (che un tempo un presidente avrebbe avuto di fronte a questioni di nomine) perché sa che vive in tempi in cui per molti elettori queste cose contano. Bini Smaghi non potrà resistere a lungo, anche se da nessuna parte è scritto che deve abbandonare il suo posto, ma l’Italia dovrebbe essere in grado di compensarlo offrendogli un posto all’altezza del suo ruolo.

ANDREA SILLIONI BOLSENA (VT)

www.lastampa.it/lettere

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Pontida/1 Dov’era costei?

Pontida/4 Maroni secessionista?

Pontida. Perché non aggiungere che si trova in provincia di Bergamo? Mi sembra un’informazione dovuta, e non credo che gli ascoltatori Tv si offenderebbero. Anzi, sono convinto che ringrazierebbero.

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P2-P4, l’Italia flirta con gli avventurieri

Maroni a Pontida ha detto: Noi abbiamo un grande sogno, una Padania libera e indipendente. Con tutto il rispetto per la libertà di opinione un Ministro degli Interni, vista la delicatezza dell’incarico che ricopre non dovrebbe potersi permettere di arringare a favore di un secessionismo all’interno del paese in cui opera. Un paese a cui deve garantire sicurezza e non fomentare un’insurrezione con delle irrealtà come questi ultimi deliri onirici, espressi a Pontida.

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GIANFRANCO MORTONI

Pontida/2 Annunci deludenti La montagna ha partorito il topolino. Chi si aspettava dal prato di Pontida una proposta seria dal partito che si vanta di rappresentare la parte operosa della nazione in contrasto con i meridionali e i comunisti si è dovuto accontentare di qualche annuncio che anche se attuato risulterebbe meno efficace di una aspirina contro la leucemia. Spostare qualche ministero a Milano e Monza (???), la riduzione degli sprechi (???) e delle auto blu, l’abbassamento delle tasse (che novità) e allo stesso tempo la riduzione degli accertamenti fiscali su aziende agricole che evadono. In altre parole, il nulla in salsa verde

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ANTONELLO CONTE

Pontida/3 Maroni ostile a Berlusconi Non condivido gli apprezzamenti da più parti rivolti a Roberto Maroni, spesso indicato come nuovo leader della Lega o, addirittura, come futuro presidente del Consiglio. Sono del tutto immeritati, intanto perché è il responsabile numero uno degli sbarchi di Lampedusa. E poi è malcelatamente ostile a Berlusconi, per il semplice motivo che è invidioso del suo carisma e delle sue capacità politiche.

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Dal libro di Corrado Stajano «Un eroe borghese» pubblicato nel 1991 su Giorgio Ambrosoli, ucciso da un sicario di Sindona: «La (liquidazione della) Società Finanziaria Italiana è un microcosmo che gli sarà utile … anche per la lezione imparata sugli uomini e sulle cose, il potere, il guadagno, il successo, la spregiudicatezza, gli affari e la morale». Siamo sempre qui, è il nostro paese immutato, stessi problemi e stesso microcosmo. Ma siamo forse noi, geneticamente programmati per osannare ogni avventuriero che per gli affari suoi ci mette nel sacco?

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FRANCESCO MANGASCIÀ

Sono forse le nostre leggi o il nostro modo di seguirle, interpretarle, elasticizzarle? E’ la Giustizia che non riesce a rendere la legge veramente uguale per tutti?

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iecimila romani, su 170 mila cittadini di Roma, chiedono con una petizione l’annessione della città al Regno d’Italia. Giovedì 20 giugno 1861 la richiesta viene presentata a Vittorio Emanuele II da una delegazione guidata dal Duca Cesarini Sforza e da Augusto Lorenzini. Portano a Torino la voce di «53 esponenti del clero; 50 del patriziato romano; 536 fra professori, istitutori e professionisti; 674 possidenti; 1049 professori di belle arti, 576 militari e impiegati; 627 studenti; 1576 negozianti ed industriali; 4438 artieri». I latori del documento aggiungono che si è «tenuto anche nota di 2000 illetterati che avrebbero voluto firmare e di 4000 mila emigrati romani». Il sovrano così risponde: «Spero che i vostri voti saranno ben presto compiuti. Fu sempre mio pensiero di fare dell’Italia una nazione una; perciò Roma ci è necessaria. Siamo prossimi alla meta; la vittoria che devesi riportare è interamente morale, non lasciatevi spaventare dalle contrarie apparenze. In quanto a Venezia, la questione è più seria. Ma voi sapete quale è la mia politica, e nel caso di una guerra, io conto sulla Nazione italiana per fare un supremo sforzo». Intanto alla Camera ha inizio la discussione del progetto di legge proposto da Garibaldi per armare la nazione in caso di necessità. Sono ore delicate. All’alba, a Spilamberto, in provincia di Modena, è deflagrata una polveriera. Si teme un sabotaggio austriaco.

GIOVANNI BERTEI LA SPEZIA

c.

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LA STAMPA, VIA GIORDANO BRUNO 84, TORINO LITOSUD SRL, VIA CARLO PESENTI 130, ROMA ETIS 2000, 8a STRADA, CATANIA, ZONA INDUSTRIALE MPA PRINTING, VIALE RISORGIMENTO 12, SENAGO (MILANO) ’ L UNIONE EDITORIALE SPA, VIA OMODEO, ELMAS (CAGLIARI) © 2011 EDITRICE LA STAMPA S.P.A. REG. TRIB. DI TORINO N. 26 14/5/1948 CERTIFICATO ADS 7040 DEL 21/12/2010. LA TIRATURA DI DOMENICA 19 GIUGNO 2011 È STATA DI 462.621 COPIE

L’editoriale dei lettori

Sacrifici, si impari dalle famiglie Il ridimensionamento del Parlamento e un piccolo sacrificio ai compensi degli Onorevoli, l’eliminazione dei molti poco onorevoli fino ad un totale europeo, sarebbe un bel colpo d’immagine e porterebbe a un risparmio notevole. Un bel risultato da usare per le urgenze, come si deve fare da troppi anni in tutte le famiglie italiane.

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Accadeva il 20 giugno 1861 Precisazioni dall’Eni

MAURIZIO LUPO

DIRETTORE RESPONSABILE MARIO CALABRESI VICEDIRETTORI MASSIMO GRAMELLINI, CESARE MARTINETTI VITTORIO SABADIN, LUCA UBALDESCHI REDATTORI CAPO CENTRALI FLAVIO CORAZZA, MARCO BARDAZZI LAURA CARASSAI

ANGELO UMANA

L.C. TORINO

DIECIMILA ROMANI: ITALIA!

Quotidiano fondato nel 1867 m

In relazione alle notizie apparse su La Stampa nell’ambito di un indagine della Procura di Napoli, Eni precisa. La gestione delle attività di approvvigionamento di beni e servizi per Eni e per le società controllate avviene nel pieno rispetto della normativa nazionale e comunitaria vigente. Gli investimenti in comunicazione sono funzionali alle attività di business che la società realizza nel mondo. Il Gruppo Ilte è stato fornitore del Gruppo Eni nel totale rispetto delle procedure aziendali, allineate alle best practice internazionali. Per quanto riguarda la vicenda relativa alla signora Ludmila Spornyk, Eni precisa che è stata assunta nel pieno rispetto delle procedure aziendali . Questioni attinenti la vita privata della signora non sono di competenza di Eni. Eni confida nell’operato della magistratura e nella correttezza dei propri comportamenti .

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GIANNI DI GIOVANNI ENI –SENIOR VICE PRESIDENT EXTERNAL COMMUNICATION

yearly. Periodicals postage paid at L.I.C. New York and address mailing offices. Send address changes to La Stampa c/o speedimpex Usa inc.- 3502 48th avenue - L.I.C. NY 11101-2421. SERVIZIO ABBONAMENTI Abbonamento postale annuale 6 giorni: €290. Per sottoscrivere l’abbonamento inoltrare la richiesta tramite Fax al numero 011 5627958; tramite Posta indirizzando a: La Stampa, via Roma 80, 10121 Torino; per telefono: 011.56381; indicando: Cognome, Nome, Indirizzo, Cap, Telefono. Forme di pagamento: c. c. postale 950105; bonifico bancario sul conto n. 12601 Istituto Bancario S. Paolo; Carta di Credito telefonando al numero 011-56.381 oppure collegandosi al sito www.lastampashop.it; presso gli sportelli del Salone La Stampa, via Roma 80, Torino. INFORMAZIONI Ufficio abbonamenti tel. 011 56381; fax 011 5627958. E-mail abbonamenti@lastampa.it

LEZIONE REFERENDUM Uno strumento che era stato reso inutile si è finalmente rivitalizzato. Occorre però impegnarsi perché in futuro sia più rispettato, anche nel centrosinistra

ALDO PENNA

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on il raggiungimento del quorum la gente si è riappropriata di uno strumento che era stato reso inutile. Berlusconi e Bossi sono gli sconfitti, hanno scommesso sull’astensione, ma sono stati clamorosamente smentiti. Nel 1991 il referendum sulla preferenza unica segnò l’inizio della fine della prima repubblica. Venti anni dopo la parabola berlusconiana sta accelerando la sua fase discendente e lo splash down è imminente. Ma inaspettatamente c’è un compagno di rovina. Quella Lega ritenuta forte e inossidabile ha perso la sintonia con il suo elettorato, il declino è iniziato e i suoi avversari possono affrettarlo. I leader del centronistra che in questi anni sono stati sonoramente sconfitti da Berlusconi, che hanno permesso l’immonda legge elettorale del 2005 quei leader non possono guidare la rinascita del paese. Occorrono strumenti di coinvolgimento e partecipazione che non devono attivarsi solo se si è perdenti e ritirare quando ci si ritiene vincitori. Veltroni e i suoi epigoni tirano fuori la solita arroganza. Il popolo del centrosinistra, i dirigenti avveduti del Pd devono farli smettere. Infine una raccomandazione. Gli avversari del referendum nei decenni scorsi hanno imparato a sommarsi all’astensionismo fisiologico rendendo inefficace la volontà popolare. Dopo Fukushima e il terrore nucleare, la partecipazione ha avuto un sussulto. Ma l’istituto su cui è stata edificata la Repubblica non può vivere della notorietà dei disastri e della voglia di liberarsi di Berlusconi. Il centrosinistra e il centrodestra leale con lo spirito repubblicano, devono impegnarsi in una riforma semplice e virtuosa, risparmiando centinaia di milioni: abbinare sempre i referendum alle amministrative. Affermarlo ora per non dimenticarsene domani. 55 anni, impiegato, Palermo

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LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

Illustrazione di Dariush Radpour

Lettere e Commenti 35

DISPERSO IN LIBIA IL GENERALE SARKOZY CESARE MARTINETTI SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

P FEDERICO GEREMICCA SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

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a quando in attesa dell’arrivo di Bossi il segretario della forte Lega di Bergamo chiama sul palco «i templari del bel fiume Serio» - e loro sul palco ci salgono davvero - allora il dubbio svanisce, e si può dire con certezza che da queste parti qualcosa non va: o almeno non va più. E non va più perché il folklore va bene quando adorna e rappresenta - come è stato fino a ieri - una linea corsara, furba e spesso fin troppo aspra; ma quando quella linea non c’è più, quando l’affanno è evidente e il Capo non ha una rotta da indicare alla sua gente, allora non resta che il folklore: e di folklore anche una forza come la Lega, ben radicata nelle valli di quassù, lentamente può morire. Forse è questo, al di là degli ultimatum veri o presunti spediti all’indirizzo di Silvio Berlusconi, il messaggio che arriva da Pontida: il vecchio Carroccio è nei guai, fermo e incerto sulla via da imboccare perché scosso e stupito - forse perfino più del Pdl - dal doppio capitombolo elezioni-referendum. La battuta d’arresto ha lasciato cicatrici profonde in un partito non abituato alla sconfitta: e la reazione, a cominciare dal gran raduno di ieri, non sembra affatto all’altezza dei problemi che ha di fronte. E’ come se, gira e rigira, la Lega avesse esaurito la propria spinta propulsiva, fosse d’improvviso a corto d’argomenti e a nulla servisse anzi - riproporre gli stessi con più enfasi e più durezza. E’ un problema non da poco perché al di là delle tattiche su quando e come votare - riguarda il futuro stesso del movimento. Ed è un problema - alla luce di quel che si è visto e sentito ieri a Pontida, tra bandieroni e facce dipinte di verde che la Lega farebbe bene ad affrontare. Dovrà chiedersi, per esempio, quale ulteriore forza espansiva può avere un movimento che chiede la fine dei bombardamenti in Libia non perché lì continuino a morire donne e bambini, ma perché costano troppo e poi finisce che arrivano nuovi immigrati a Ponte di Legno o a Gallarate. O che ha individuato l’approdo della Grande Guerra a Roma ladrona nella richiesta che almeno qualche ministero,

Il terzo occhio si è riaperto MARCO BELPOLITI

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Minima

inanzi al celebre quadro della pinacoteca i turisti giapponesi stanno tutti con le mani alzate; impugnano il cellulare, o smartphone, e inquadrano. La medesima scena si ripete alla festa di fine d'anno della italianissima scuola materna; mentre i bambini stanno cantando in coro, mamme e papà inquadrano con il visore teso sopra le loro teste. Sembra che stiano usando il terzo occhio, l'occhio frontale di Shiva, che poi corrisponde nella simbologia indiana al fuoco: la messa a fuoco. In effetti, la macchina digitale che si trova nel cellulare, con cui ora tutti scattano fotografie, o

LA SPINTA PROPULSIVA È FINITA anche di serie B, venga trasferito al Nord. Si può crescere ancora con slogan e obiettivi così? Forse nelle valli. O lungo le sponde di fiumi custoditi dai templari... Ma già se si guarda a Milano, moderna capitale del Nord, occorrerebbe interrogarsi sul perché alle ultime elezioni solo un cittadino su 10 ha deciso di votare Lega. Quella della modernità - modernità di linea, di organizzazione e di idee e proposte per il Paese - è un’altra questione che ieri a Pontida è saltata agli occhi in maniera ineludibile. Sembra paradossale dirlo della Lega che al suo irrompere sulla scena modernizzò non poco in quanto a temi (quello della sicurezza nelle città, per dirne uno) e perfino in quanto a proposte istituzionali (il federalismo): ma ieri il folklore e il richiamo all’identità, utilizzati per supplire all’assenza di linea, sono apparsi d’improvviso vecchi, inattuali e quasi figli di un’altra epoca. Tra un supermercato e un nuovo grande parcheggio, la modernità sta letteralmente (e simbolicamente) mangiandosi il pratone di Pontida: e a fronte dei tanti cambiamenti, la Lega risponde riscoprendo la secessione (tema degli esordi), l’identità padana e inasprendo la lotta ai clandestini (triplicato il tempo di internamento nei Cie). Difficile andar lontano, così. E difficile anche - se non in virtù dei meri numeri mettere davvero spalle al muro l’amiconemico Berlusconi. Se serviva una controprova di quanto fosse ormai logorato il rapporto tra la Lega e il premier, ieri la folla di Pontida una gran folla, come solo nei momenti di grandi vittorie o di grandi difficoltà - l’ha fornita. Fischi ogni volta che veniva cita-

to il suo nome, grandi striscioni per invocare «Maroni premier». Bossi ha definito la leadership di Berlusconi alle prossime elezioni «non scontata»: ma si è dovuto fermare lì, avendo chiaro che una parola in più lo avrebbe spinto in un vicolo al momento del tutto cieco. Il punto è che la base leghista - antiberlusconiana per ragioni quasi antropologiche e caricata per anni a pallettoni fatti di slogan duri e modi spicci - digerisce sempre peggio certe prudenze (obbligate) del Gran Capo. E’ a Berlusconi, alle sue ossessioni giudiziarie e ai suoi bunga bunga che vengono infatti attribuite le sconfitte dolorose non solo di Milano ma di Comunisimbolo nell’iconografia leghista, da Gallarate a Desio, fino a Novara. A fronte di questo, la prudenza dei capi è sempre meno accettata, e molti non nascondono di avercela anche con chi, nella Lega, si sarebbe «romanizzato»... Un’immagine, ieri, ha colpito molti dei cronisti accorsi a Pontida. E’ accaduto quando, poco prima dell’arrivo di Bossi sul palco, volontari del servizio d’ordine leghista hanno sequestrato e poi minuziosamente sbrindellato un lungo striscione bianco con delle frasi vergate in nero: «Datevi un taglio. Abolite le Province e dimezzate il numero dei parlamentari. Ce lo avevate promesso». Una contestazione figlia dei furori del passato, certo; e frutto, magari, di quelle compatibilità politiche che nessun capo leghista, nelle valli, ha mai spiegato ai militanti della base e ai templari che vigilano sul fiume Serio... Un problema, anche questo. E a giudicare da certi umori, nemmeno semplicissimo da affrontare.

fanno riprese, è un oggetto luminoso, a colori, più colorato della stessa realtà circostante, e che lampeggia sopra le teste di tutti. Somiglia a un altro occhio, un occhio in più. Con l'introduzione dei nuovi sistemi di fotografia elettronica, e la loro inclusione nel cellulare, è cambiato lo statuto stesso della fotografia. Non più foto, bensì immagini. Questo non è solo un fatto concettuale; dal punto di vista materico, la foto non è più l'effetto della luce che s'imprime per via fisica e chimica sulla pellicola, ma diventa un processo elettronico, fisicamente smaterializzato. Ce lo ricorda Qentin Bajac in un recente libro: Dopo la fotografia. Dall'immagine analogica alla rivoluzione digitale (Contrasto). Inoltre, con la rivoluzione digitale è mutata anche la fruizione delle immagini.

Il terzo occhio dei turisti curiosi, o dei genitori ansiosi, ha il potere di rimandare a un altro momento la visione. Quasi nessuno guarda più in macchina, mentre riprende o scatta; la visione avviene dopo, a casa o per strada. Si guarda cosa si è visto; o meglio: cosa ha visto la macchina, il terzo occhio. Quentin Bajac si chiede se la fotografia racconti ancora la realtà, e risponde che ha perduto la sua autorevolezza: non è più legata alla verità. La realtà dell'immagine appare più reale del reale stesso. Il terzo occhio del visore introduce un aspetto che prima non era così esplicito: raccontare una storia. Rimandare la visione significa riceverla in forma narrata, in un tempo successivo, dal medium stesso: intorno alla microcamera del cellulare, un piccolo televisore, ci si raduna come intorno al fuoco dell'accampamento, e lei, la macchina, silenziosamente racconta. La storia è costruita dall'oggetto stesso, e noi ne siamo gli attori-spettatori. Il terzo occhio di Shiva si è riaperto.

iù ravvicinata e più modesta, anche la campagna contro Gheddafi era cominciata con un proclama: «Accompagniamo la Libia verso un nuovo avvenire...». Sono passati novanta giorni e non si è detto una parola. Sul sito dell’Eliseo (www.elysee.fr) campeggia tuttora una grande foto del vecchio De Gaulle. E del «generale» Sarkozy non c’è traccia. Eppure il presidente francese s’era lanciato da tempo in un forcing diplomatico irresistibile. Mentre i «Mirages» da giorni scaldavano i motori nella base di Solenzara (alta Corsica), fin dal 24 febbraio la Francia aveva chiesto una riunione urgente al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, quello stesso giorno monsieur le président ne aveva parlato al telefono con Obama, tre giorni dopo con il premier inglese Cameron e subito dopo con il presidente Ue Van Rompuy. Il Consiglio europeo si riuniva finalmente l’11 marzo, il 17 il consiglio di sicurezza dell’Onu approvava la risoluzione n. 1973 in difesa della popolazione civile libica. Il 18 marzo Sarkozy è finalmente in condizione di indirizzare un «messaggio molto chiaro» al colonnello Gheddafi parlando a nome di Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e con il sostegno dell’emiro del Qatar: «Siamo pronti ad usare tutti i mezzi necessari, in particolare militari, per bloccare l’azione criminale e assassina del governo libico contro il proprio popolo... È nostro dovere intervenire». Cominciano i raid aerei. Il 22 Sarkozy fa un blitz a Solenzara per congratularsi con i piloti impegnati negli attacchi che, dichiara, «hanno già permesso di limitare il numero di vittime civili». Poi chiama Obama al telefono per «fare il punto». Il 24 il presidente francese comunica al Consiglio europeo che gli Emirati Arabi si sono uniti alla coalizione. Il 28 marzo, riuniti in videoconferenza, Sarkozy, Cameron, Obama e una riluttante Angela Merkel si esprimono a favore della «transizione politica» in Libia. Intanto la Francia è il primo Paese a riconoscere il governo «ribelle» di Bengasi: il ministro degli Esteri Alain Juppé lo annuncia al suo primo manifestarsi dalla piazza cairota di Tahrir e il «presidente» Jalil viene ricevuto con una certo solennità all’Eliseo. Sono passati, appunto, tre mesi e il dossier libico è praticamente scomparso dai radar dei media francesi: nulla di nuovo sul sito dell’Eliseo, silenzio sulle operazioni militari, il generale francese Abrial dal comando della Nato dice che se i combattimenti continuano si rischia di rimanere a corto di mezzi, eppure i giornali ne riportano appena la notizia. Nessuna polemica, nemmeno dall’opposizione, perché vige la regola «repubblicana» secondo cui la politica estera non è quasi mai oggetto di contesa tra i partiti. L’unica vera querelle, secondo un rito tanto caro ai parigini, è stata culturale: l’interventista pentito Claude Lanzmann (il grandissimo regista di Shoah e tuttora direttore della rivista di Sartre Les Temps Modernes) contro l’interventista convinto Bernard-Henri Lévy, ispiratore di Sarkozy. Eppure anche i socialisti hanno approvato. Nessun dibattito in Parlamento. L’ultima audizione di Juppé all’Assemblée è del 4 maggio: «Gheddafi deve andarsene...», ha detto il superministro degli Esteri. Ma Gheddafi è sempre là. Com’è accaduto che l’astuto Sarkò rischia di impantanarsi in una nuova guerra d’Algeria? «Atavismo bonapartista», risponde Edwi Plenel, ex direttore della redazione di Le Monde ora alla guida del quotidiano online Mediapart (www.madiapart.fr), grintosissimo giornale di opposizione. Ma c’è qualcosa di più: calcolo politico, tentazione neocoloniale e naturalmente business. La Francia è stata colta impreparata dalle rivolte arabe, il ministro degli Esteri Michèle Alliot-Marie ha dovuto dimettersi per la sua vicinanza al tiranno tunisino Ben Ali, il primo ministro François Fillon ha rischiato la stessa fine per la prossimità con il regime di Mubarak. Lo stesso Sarkozy ha lasciato la sua firma (che Chirac aveva invece rifiutato) sul libro d’oro degli ospiti del colonnello Gheddafi a Bab Azizia: «Sono felice d’essere qui a parlare del futuro». Erano solo due anni fa e in quel «futuro» c’era Total, Alstom e Areva, petrolio, trasporti e un reattore atomico per dissalare l’acqua del mare. Ma Wikileaks ha rivelato un dispaccio con la delusione dei diplomatici francesi sul finire del 2010: «Questi parlano parlano ma non comprano mai niente». In questo contesto le rivoluzioni arabe offrono all’Eliseo il modo di rientrare nella partita mediterranea, sfuggita all’ambizione sarkozista affermata all’inizio della presidenza di rilanciare il ruolo francese sul Maghreb. Il tam tam delle rivolte di Tunisi e del Cairo consente anche alla Francia di indossare l’abito che le si addice di difensore perenne di diritti umani dei giovani arabi, strizzando insieme l’occhio alle sue banlieues inquiete. Un calcolo sbagliato? Vedremo. Liberatosi dall’incubo di dover affrontare Strauss-Kahn tra un anno alle presidenziali, si trova a fare i conti con il fantasma di Gheddafi. E per ora, rimesso nell’armadio il képi blanc, il generale Sarkò deve cedere le insegne all’unico vero generale transitato per l’Eliseo: De Gaulle.


LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011 LA STAMPA 36


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LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

Le Langhe di Cavour

CULTURA SPETTACOLI

«Le Langhe di Camillo Cavour. Dai feudi all’Italia unita» è il titolo della mostra aperta fino al 13 novembre al Palazzo «G. Morra» di Alba, in occasione del centocinquantenario dell’Unità. Attraverso un percorso di oltre duecento tra opere d’arte e documenti storici, la rassegna mette in luce lo stretto rapporto tra il conte di Cavour e il territorio delle Langhe, dove trascorse i suoi anni giovanili.

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Intervista

A Riad Donne saudite fanno acquisti in un grande magazzino nella capitale Riad Nel Paese la monarchia crea artificialmente lavoro e consenso con i proventi del petrolio Ognuno dei 120 mila studenti all’estero riceve dal governo 1800 sterline al mese, più del salario minimo europeo

FRANCESCA PACI

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i sono le donne, certo. Ma secondo la saudita Madawi al Rasheed, docente di teologia e studi religiosi al King’s College di Londra, la differenza tra il suo Paese e il resto del Maghreb e del Medio Oriente oltrepassa la questione femminile e la immunizza in qualche modo dall’attuale vento di rivolta. Al Rasheed, che oggi interviene a Venezia alla Fondazione Oasis diretta dal cardinale Scola, esclude un cambiamento in tempi brevi.

«Alcune donne hanno guidato a Riad, Jedda, nell’Est del Paese e per ora sembra che nessuna sia stata arrestata. Buono. Alla fine riusciranno a ottenere la patente, ma voglio chiarire che non si tratta di un movimento di massa e che il problema è politico anziché religioso. L’Arabia Saudita non ha elezioni democratiche, non ha trasparenza, le carceri sono piene di detenuti di coscienza, il re è anziano e la successione è un inquietante punto interrogativo, ma chi lo denuncia? Allo sbocciare della primavera araba un gruppo di riformisti sauditi ha chiesto tre volte alla famiglia reale una svolta costituzionale senza avere risposta. Eppure all’estero si parla solo delle donne al volante. Temo che sia un tema comodo al regime per distogliere l’attenzione da altro».

Arabia Saudita, il Paese delle rivolte impossibili Parla Madawi al Rasheed, dopo la protesta delle donne al volante: “Il re può comprare il consenso col petrolio, barattando la democrazia con le prebende”

book finisci in prigione e ci resti dai 10 giorni ai 10 anni. All’inizio del 2011, nel pieno del risveglio arabo, il governo ha arrestato 160 persone in un solo mese. Comunque i riformisti non chiedono la fine della monarchia ma un cambiamento in senso costituzioHa citato la monarchia costituzio- nale, rispettano il re, e se la prendono nale, quella annunciata venerdì con il ministro dell’Interno, il princidal re del Marocco. Potrebbe acca- pe Nayef, responsabile della sicurezza. La possibilità che essendo terzo in dere anche in Arabia Saudita? «Siamo molto diversi. In Marocco linea di successione Nayef possa un c’è una società civile, partiti politici, giorno salire al trono fa paura. D’alsindacati, la gente è libera di orga- tra parte chi chiede il cambio di reginizzarsi. E nel XX secolo la popola- me dura poco: il neonato Salafi Islamic Ummah Party zione si è più volte confrontata I RIFORMISTI che ci ha provato già 5 dei suoi con la monarchia. «Hanno chiesto tre volte ha fondatori in cella». In Arabia Saudita una svolta costituzionale non esiste nulla di Il consenso di Senza avere risposta» simile, anche percui sembra goché c’è il petrolio dere «artificiale il re può assorbimente» il re sauNESSUN CAMBIAMENTO re la protesta dita tra la classe «Benessere e repressione comprando il conmedia ricorda la senso e barattan- o libertà? Bisogna decidere Siria. È così? Ma non accadrà presto» «La differenza è ando la democrazia con le prebende». cora il petrolio. AnI sauditi vogliono davvero la de- che in Siria la classe media ha appromocrazia o, come ritiene qualcu- fittato delle riforme economiche del regime e ora fa quadrato, ma da noi il no, restano troppo conservatori? «Il Paese è conservatore, certo. Ma re tiene in pugno un intero popolo il punto è che il regime paga. Molti con la burocrazia e il settore pubbliricevono benefici, per questo non co. Il solo ministero dell’Interno ha ambiscono alla trasparenza. Anche 800 mila dipendenti, pensare il resto. i gruppi religiosi radicali approfitta- In questo modo la monarchia crea arno della munificenza del re per in- tificialmente lavoro e consenso. Uffigrassare la loro burocrazia, hanno cialmente la disoccupazione è all’11%, un rapporto medievale con la Coro- ma chi se ne cura? Ognuno dei 120 mina. Questa è la vera ragione del di- la studenti sauditi all’estero riceve sinteresse per il cambiamento». dal governo 1800 sterline al mese: perché mai dovrebbe protestare, a Chi sono i riformisti sauditi? «Un ridotto gruppo di professioni- Londra o quando torna nella patria sti, intellettuali e accademici che dove può vivere bene?». non ha grande influenza anche perNon c’è dunque alcuna possibilità ché non dispone degli strumenti codi cambiamento nel suo Paese? municativi dei religiosi. In Arabia «I sauditi devono decidere se acconSaudita se scrivi di riforme su Face- tentarsi del ticket benessere-repres-

sione o ambire alla libertà. Non credo che succederà molto nel breve termine, nessuna rivoluzione. Il problema si porrà alla scomparsa di questa generazione di reali, il futuro è incerto. Qualcuno di loro, come il principe Talal, parla ogni tanto dell’urgenza di un parlamento regolarmente eletto, ma per ora è tutto fermo». Che peso hanno i nuovi media, così vitali per la primavera araba?

«Sono strumenti di collegamento importantissimi ma da soli non fanno la rivoluzione, servono le persone. In Egitto oltre a piazza Tahrir c’erano i

lavoratori in sciopero a Suez. L’Arabia Saudita invece ha 2,3 milioni di iscritti a Facebook e migliaia di loro sostengono la protesta delle donne al volante, ma alla fine in piazza c’erano solo 50 automobiliste. I nuovi media vanno presi con le pinze: possono avere un ruolo catartico facendoti sentire che stai facendo chissà cosa, mentre sei solo seduto alla tua scrivania». Come vede il suo Paese nel 2020?

«È difficile. Ci sono tante carte sul tavolo, la politica saudita non è nazionale ma tribale. C’è il tema del Bahrein, c’è la comunità sciita molto attiva ma

Incontro a Venezia «Medio Oriente verso dove?»

repressa, c’è Al Qaeda che per ora è stata respinta in Yemen ma è tutt’altro che morta. Infine ci sono gli islamisti a cui per ora il regime fa comodo, ma poi chissà: se fossero loro a convocare una manifestazione, l’adesione sarebbe diversa. Al momento tutti hanno interesse allo status quo anche per paura dell’intervento straniero: se oggi l’America lascia perdere la Siria perché non minaccia direttamente Israele, resterebbe a guardare nel caso di una rivoluzione nella terra del petrolio? Questo è già un deterrente sufficiente alla rivolta».

La Stampa e National Geographic presentano Storica la più bella e prestigiosa rivista di storia IN QUESTO NUMERO: - Madre, mogli,

amanti e concubine

Madawi al Rasheed (foto) è tra i partecipanti all’incontro organizzato dalla rete internazionale Oasis sul tema «Medio Oriente verso dove?», in programma da oggi a mercoledì a Venezia, isola di San Servolo. Interverranno tra gli altri il card. Angelo Scola, direttore della Fondazione Oasis, Olivier Roy, Malika Zeghal, Hoda Nehmé, mons. Lahham, il card. Antonios Neguib, Amr Elshobaki, Vittorio Emanuele Parsi.

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Le donne di Alessandro Magno - Si apre la via delle Indie Vasco da Gama conquista l’Est - La persecuzione dello scienziato Il processo di Galileo - I personaggi più popolari di Roma Gladiatori, la violenza e il coraggio - L’imperatrice tra guerre e riforme Maria Teresa d’Austria

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Iniziamo dalle donne. Qual è il bilancio di questo venerdì della rabbia sui generis, in cui le donne saudite si sono messe al volante per protestare contro la rigidità dell’unico Paese al mondo che impedisce loro di guidare? Sembra che la polizia abbia chiuso un occhio.

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In questo numero: Creò una Monarchia e instaurò un periodo di pace Augusto Principe dell’Impero Il ritrovamento della città siriana di 5000 anni fa “Così ho scoperto Ebla” L’impero sconfinato degli Asburgo Carlo V, ultimo Re Cavaliere


LA STAMPA

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LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

INAUGURAZIONI

FOTOGRAFIA

PERSONALI

Cerone alla Gnam di Roma

Le icone di Erwitt a Merano

Spoleto, le zucche della Severi

Si apre venerdì alla Galleria Nazionale d’arte moderna la mostra «Giacinto Cerone 1957-2004» che ripercorre la breve carriera dell’artista lucano

Si apre il 24 giugno alla Kunst Meran/o Arte La mostra «Elliott Erwitt - Icons» che propone 40 tra le immagini più famose del fotografo

Si apre sabato a Palazzo Racani Arroni di Spoleto «Daniela Severi. Fenomenologia delle zucche» curata da Sgarbi per il Festival dei Due Mondi

Torino

ROCCO MOLITERNI INVIATO A BASILEA

La bandiera della Pugno con le donne di Barriera GUIDO CURTO TORINO

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erde, gialla, rossa, azzurra e bianca. Come una gigantesca bandiera multicolore, s’avviluppa nel vento lo stendardo di 44 metri quadrati realizzato dall’artista torinese Laura Pugno (classe 1975) come Esito di uno spaesamento, per il progetto Barriera Mobile due. Siamo a Torino, in piazza Foroni, slargo di tre vie in un popoloso quartiere periferico. Qui, sopra un affollatissimo mercato garrisce quell’insolita bandiera che riprende i colori di altre quattro opere su tela esposte non lontano, all’interno di un vasto loft, sede dell’Associazione Barriera. Il progetto nasce tre anni fa, quando un gruppo di appassionati d’arte contemporanea decidono di condivide-

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ino al ’900 gli artisti usavano più o meno gli stessi (relativamente) pochi materiali poi venne Duchamp con i suoi ready made e gli oggetti di uso comune diventarono opere. Nel secondo dopoguerra Land Art e Arte Povera lanceranno pietra, terra, vetro e neon, prima di lasciare spazio da un lato a un’arte sempre più tecnologica, dove video, chip e computer sono padroni, e dall’altro a un’arte «relazionale» che si fa anche distribuendo cibo. Ma all’inizio del secondo millennio quali materiali usano gli artisti? Per rispondere alla domanda un’ottima occasione è Art Basel 42, la fiera (ha chiuso ieri i battenti), dove convivono le ricerche del ’900 con quelle più recenti. Ecco allora una piccola «officina», non esaustiva, con opere viste sia in Art Unlimited, la sezione dove le installazioni fanno capire nuove (e vecchie) tendenze, sia negli stand delle gallerie.

ART BASEL 2011

Pane, schiuma e cera ricetta dell’arte di oggi La più importante fiera internazionale offre l’occasione per una ricognizione sui materiali usati dagli artisti contemporanei

Acqua

La sparge - su un pavimento dove sembra morire un grande calamaro di ceramica ricoperta di ferro e rame - il peruviano David Zing Yi in Architeuthis, un’opera che fa i conti con i miti degli animali fantastici. Cera

re uno spazio dove trovarsi e dove conservare le opere delle loro collezioni. Scelgono i locali di un’ex officina nel cuore di Barriera di Milano, quartiere torinese emblematico perché prima accolse l’immigrazione meridionale e veneta degli Anni 50 e ora accoglie quella extracomunitaria e in particolare maghrebina. Da qui l’idea dei soci di Barriera di non limitarsi ad essere ospiti del quartiere, ma d’interagire attivamente e artisticamente la realtà circostante. Così quest’anno l’associazione ha coinvolto cinque donne che vivono nel quartiere: una marocchina, una signora del Perù, due ragazze del Mali e un’italiana nata in Etiopia. A loro è stata commissionata la realizzazione di quattro «arazzi» dove in forma di patchwork sono raffigurati soggetti tipici dell’integrazione tra la loro Terra e Torino. Le due ragazze del Mali, ad esempio, hanno cucito sulla tela bianca un ippopotamo, una giraffa, una lunga strada nera serpeggiante che porta fino alla casa dove loro vivono qui in Barriera. La signora italo etiope, Erika Mattarella, ha decorato la sua tovaglia con le immagini dell’Africa, della Sicilia, dove la sua famiglia ha origine, e al centro campeggia la scritta Fiat, emblema di una Torino dove il benessere nasce dall’industrializzazione. BARRIERA MOBILE 2 TORINO, ASSOCIAZIONE BARRIERA FINO AL 31 LUGLIO 2011

Di questo materiale è l’enorme disco rosso di Push-Pull, l’installazione di Anish Kapoor da Minini. La cera è di «moda» anche alla Biennale di Venezia, basti pensare alla maxi candela di Urs Fischer che riproduceva (a questo punto sarà quasi del tutto squagliata) in scala 1 a 1 il Ratto delle Sabine del Giambologna. Cartongesso

È quello delle macerie di un edificio (fa parte anch’esso del lavoro) che Etienne Chambaud appende in un gigantesco mobile nella sua installazione The Encored Separation. Cemento

Lo fornisce una betoniera perfettamente funzionante al polacco Robert Kusmirowski che realizza The Malevich Square, una performance ispirata al maestro del suprematismo russo. Caramello & cioccolata

Schiuma Allora & Calzadilla

Sono diventati la cifra stilistica di Vik Muniz, l’artista brasiliano, presente in più gallerie. Li utilizza per riprodurre capolavori dell’arte del passato che poi fotografa.

Sopra: una bilancia galleggia su una schiuma polimerica nell’installazione di Jennifer Allora & Guillermo Calzadilla intitolata Scale of Justice Carried by Shore Foam

Carbone

Si chiama Black dome l’installazione dell’inglese David Nash formata da alcuni tronchi di quercia carbonizzati. Filigrana

O carta filigranata. È quella dei 180 francobolli, che riproducono altrettanti capolavori di arte erotica, dell’installazione Stamps with Paintings di Hans Peter Feldmann. Gomma

Grande rispolvero di copertoni d’auto o di camion. Li usa il norvergese Gardar Eide Einarsson per costruire Barricade, una barricata inframmez-

Acqua David Zing Yi In Architeutis l’artista peruviano sparge acqua su un pavimento dove sembra morire un grande calamaro di ceramica ricoperta di ferro e rame

zata di canne di bambù (ma queste sono di resina). E anche la giamaicana Nari Ward li ricopre di oggetti colorati nella sua giostra The CarouSoul . Legno

È uno dei materiali più vecchi della storia dell’arte. Ma Tho-


LA STAMPA

LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

SCULTURA

ARTE

D’après Canova a Carrara Sabato 25 giugno a Palazzo Binelli di Carrara si inaugura la mostra «D’après Canova. L’800 a Carrara. L'Accademia e i suoi maestri».

KUNSTMUSEUM Neon Flavin Uno dei maestri Anni 70 dell’uso artistico del neon fu l’americano Dan Flavin, di cui la Galleria Cooper propone Untitled (To Barry, Mike, Chuck and Leonard) del 1973.

Da Daumier a Degas rivoluzioni della grafica MARCO VALLORA BASILEA

B

Gomma Einarsson Sopra: il norvergese Gardar Eide Einarsson in Barricade, costruisce una barricata di copertoni inframmezzata di canne di bambù (ma queste sono di resina). Lo presenta ad Art Unlimited la galleria Staerk di Copenaghen

mas Shutte lo usa per fare piccole bare nella sua installazione (è del 1992) Untitled, o per sagomare piccoli uomini. Entrambi i lavori sono da Tucci Russo

uon mezzanino non mente. Se il piano nobile del Kunstmuseum di Basilea è stregato dalla presenza del gotico svizzero Konrad Witz, il mezzanino, da sempre riservato alla grafica, non si smentisce (la collezione del Museo fa quasi concorrenza all'Albertina). È molto intelligente, questa mostra dal titolo un po’ vago «Da Daumier a Degas» (in realtà s’arriva sino a Cézanne e Vuillard). Perché, senza troppo suggerirlo didatticamente, sceglie opere esemplari ed eccentriche, evidenti comunque, che ti fanno capire come in un momento di rivoluzione scomoda (con la diffusione della fotografia e l’arrivo di nuove tecniche) l’uso diverso delle materie, nella grafica, ancor più che nella pittura (il legno, lo zinco, il rame, la vernice molle, lo zucchero, la seta) aiuti gli artisti a enucleare la propria poetica. Impensabile, un Odilon Redon (con i suoi fantasmi nero-alchemico e l’onirismo d’un inchiostro dilavato su pietra litografica repellente, che simula lo sfumato fumoso del carboncino) senza l’uso di certi ritrovati «tipografici». Ma anche senza la presenza d’influenze stravaganti e feconde, come quella di Bresdin, l’iperrealista che ricorda un po' Ensor, che non a caso lo ammirava, o di Braquemond, l’eccentrico dello sguardo, amato anche da Baudelaire, che tengono a battesimo il suo simbolismo, notturno ed appartato. La vera grande novità dell’epoca (oltre al recupero dell’antica tecnica della xilografia

Clownesse di T. Lautrec, 1896

Sciapode, 1892 di O. Redon

lignea, trascurata dai tempi di Dürer e di Grünewald, con uno scavo morbido e quasi morboso della pelle del legno, che annuncia le asperità sommarie dell’espressionismo, vedi qui soprattutto il Gauguin, scappato dalle grinfie di Van Gogh, di La Formica e la Cicala. La Fontaine riletto in chiave esotica) è la scoperta folgorante della litografia, intorno al 1800. Una rivoluzione (per l’arte) pari quasi a quella

cui lavoro Joecar Blue (del 1968) è una proiezione di luce blu nell’angolo di una stanza. Jason Rhoades sospende (in un lavoro del 2004) scritte in neon in una sorta di foresta luminosa.

Neon

Uno dei maestri Anni 70 del loro utilizzo artistico fu Dan Flavin, di cui si vede Untitled (To Barry, Mike, Chuck and Leonard) del 1973. Concettualmente vicino a Flavin è James Turrell, il

Sono quelle dei tamburi della grande batteria che fu di Alighiero Boetti e che oggi è un’installazione da Marco Noire.

Appesi a fili di nylon sono gli elementi dell’istallazione Hanging Piece del sudafricano Kendell Geers. È un lavoro del 1993 riproposto oggi da Continua.

DA DAUMIER A DEGAS. BASILEA. KUNSTMUSEUM. FINO AL 17 LUGLIO.

Uccelli Pane

Su un tavolo rotondo ci sono filoni di pane, ciascuno diviso da un coltello su un piccolo cumulo di sale. È Stranieri l’opera che il rumeno Mircea Cantor espone da Magazzino. Verrebbe da dire che esemplifica il verso di Dante «Tu proverai sì come sa di sale lo pane altrui». In realtà parla di accoglienza in positivo: tagliare il pane per lo straniero e donargli del sale è una tradizione rumena.

Mattoni

della fotografia e del cinema (e lo sa Delacroix, che potrà così velocemente illustrare i suoi adorati Goethe e Shakespeare). Una tecnica inventata in realtà per la tipografia giornalistica e caricaturale, rapida e semplificata, che molti artisti (come Toulouse Lautrec e Daumier) faranno presto loro, sperimentando e moltiplicando miriadi d’immagini-flash, con la stessa celerità con cui il caffeinico Balzac macinava pagine (geniali) per i suoi fuilletons sotto-pagati. Anche Daumier, con quel segno sbavato si rivela geniale. E come Offenbach, degrada la mitologia dell'Olimpo in una mitologia del quotidiano. Un Narciso macilento e goffo, in mutande «ama riflettersi nell'acqua ed ammirare la propria immagine». «Come tutti noi» aggiunge feroce Daumier. Mentre Lautrec, per le sue affiches, fa un uso molto moderno e sbarazzino della nuova invenzione della quadricromia, potenziando il valore del vuoto, del monocromo, della sovrimpressione sfasata dei colori (ed influenzando assai pure Picasso). Rispondono all’appello quasi tutti i nomi del Pantheon francese, che abitualmente non accostiamo all’idea della grafica, salvo che nel disegno: da Corot (con i suoi schizzi al bulino, soltanto accennati) a Millet, da Degas a Manet, con il formidabile omaggio al Corvo di Poe. Perfino lo sfuggente Carrière, Fantin-Latour, folgorato sulla strada di Bayreuth, con il suo mistico 'frottage' wagneriano, ed Hugo che usa le tracce dell’incisione per simulate i rovesci d'un diluvio cosmico.

ca nella grande installazione di Jennifer Allora & Guillermo Calzadilla (firmano anche il padiglione Usa a Venezia) che irride alla giustizia americana. E «fabbrica» schiuma anche The Cloud, la poetica macchina per creare le nuvole dell’architetto inglese Asif Khan che ha vinto il concorso di Art Basel Design.

Marmo

Non tramonta mai. Quello bianco è usato per una singolare mappa di Manhattan, quello rosa serve a Louise Bourgeois per scolpire un orecchio.

Pelli

39

Mattoni Geers Mattoni da edilizia appesi a fili di nylon sono gli elementi dell’istallazione Hanging Piece del sudafricano Kendell Geers. È un lavoro del 1993 riproposto oggi da Continua.

Uccellini (tassidermizzati) con le ali spiegate vengono usati da Henrik Hakansson in Swarm, una sorta di mobile, da Franco Noero. Non si può non pensare a Others, l’opera storica di Cattelan riproposta a Venezia, con «i piccioni che stanno a guardare». Zuppa

Plexiglass

Tra due lastre di plexiglass sono racchiuse le quattro pellicole di Vera Lutter che riproducono altrettante immagini viste da una Clock Tower di Brooklyn.

must del contemporaneo. Qui vengono sospesi in un mobile dall’inglese Cerith Wyn Evans, in Constellation (I call your image to mind). Schiuma

Specchi

Da Pistoletto in poi sono un

Una bilancia della giustizia galleggia su una schiuma polimeri-

È quella che l’artista Rirkrit Tiravanjia prepara su una colorata batteria da cucina (Who’s afraid of red, yellow and green si chiama ed è anch’essa un’opera) e distribuisce ai visitatori nella sua perfomance nello stand della galleria Tonson di Bangkok.

Roma

Caravaggio e Lotto per la Vanitas del Cardinale FIORELLA MINERVINO ROMA

I

l «connaisseur», figura ricorrente nella cultura della Roma del ‘600, è mirabilmente incarnato nel Cardinal Benedetto Pamphilj (1653-1730) appassionato di musica, mecenate e collezionista d'arte. Il Cardinale raccolse importanti dipinti (come tutta la famiglia Doria Pamphilj) e sculture, oggetti decorativi, libri. Predilesse il memento mori caro al '600, ossia la Vanitas che ora è il filo conduttore della mostra sulla collezione Doria Pamphilj (promossa dall’omonima Società, presieduta dalla principessa Gesine Pogson Doria Pamphilj) ideata da Massimiliano Floridi, per le cure di Francesca Romana Sinagra, con 40 dipinti suddivisi in 4 sezioni. Dapprima la pittura di genere. Ecco allora le nature

morte squadernare la cacciagione come Monsù Aurora, il fiammingo a Roma Johannes Hermans, oppure vassoi di ostriche, uva, mele, vasi di tulipani anche già spezzati, sulle tavole imbandite di Jan van Kessel il Giovane, dalla bottega di Jacopo Bassano per la parabola del ricco Epulone. A dominare sono i Santi, nell'iconografia della Maddalena, peccatrice pentita venerata nel '600, e del San Girolamo. Basterebbe la struggente Maddalena penitente che il giovane Caravaggio dipinge nel 1596-97 a fare di questa una visita obbligata. Sono lacrime calde (riemerse dal recente restauro) a sgorgare dagli occhi della Maria Maddelena in veste d’eremita secondo Mattia Preti, mentre fissa un teschio la giovanetta di Domenico Fetti, e ancora, piange desolata Maria di Magdala assegnata a Scuola di Annibale Carracci. Se per Jusepe de Ribera, lo Spagnoletto, San Girolamo è un vecchio emaciato, Lorenzo Lotto crea un capolavoro: il santo ignudo è simile a Cristo, ma inginocchiato davanti alla croce minuscola, con il leone nel prezioso paesaggio di fondo. Suggestiva la versione attribuita al Guercino. Fulgidi i ritratti, con un altro impareggiabile Lotto in possibile melanconico autoritratto a 37 anni. Segue l’omaggio al Cardinale con l’elegante tela Dedalo e Icaro di Ludovico Lana. VANITAS, LOTTO, CARAVAGGIO, GUERCINO NELLA COLLEZIONE DORIA PAMPHILJ ROMA, PALAZZO DORIA PAMPHILJ FINO AL 25 SETTEMBRE


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40 Spettacoli

LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

Il film della settimana GIANNI RONDOLINO

Venere nera un’eroina dell’identità razziale el 2002 le spoglie di una donna nera, Saartjie Baartman, tornarono nella terra, il Sudafrica, dove era nata più di due secoli prima. Era stata una giovane schiava costretta a trasferirsi prima a Londra poi a Parigi per esibirsi come “Venere ottentotta” e in seguito prostituirsi. La sua vita fu breve e solitaria: morì all’età di venticinque anni. Su questo personaggio storico, che il popolo sudafricano volle interpretare come un’eroina che difese la propria identità razziale, Abdellatif Kechiche, il regista tunisino autore di Cous Cous, ha costruito un film, Venere nera, che lo interpreta con grande sottigliezza psicologica, oltre a tratteggiare con abilità l’ambiente londinese e parigino in cui si svolse la vicenda. Si parte da Parigi, dove il corpo sezionato di Saartjie viene commentato da un noto anatomista, per risalire a Londra, nel locale popolare in cui la giovane donna si esibisce quasi fosse un animale, quindi si ritorna a Parigi, in un ambiente più raffinato che vede la Venere nera al centro dei giochi erotici. Sono tre ampi capitoli narrativi e spettacolari che si susseguono all’interno di una rappresentazione storica nella quale non soltanto Saartjie è ovviamente il personaggio centrale, ma ne costituisce la chiave di lettura. E’ lei, col suo atteggiamento sostanzialmente estraneo al mondo che la circonda, a suggerire un’interpretazione critica di quella che era la società europea di quegli anni. E’ lei, comportandosi come se vivesse altrove, a sottolineare il razzismo di fondo che caratterizza il comportamento tanto degli inglesi quanto dei francesi. E’ lei a fornire un’immagine femminile profondamente umana e inquietante. Da un lato Kechiche, col suo stile rigoroso, riesce a concentrare l’attenzione dello spettatore su ciò che accade e su come reagisce passivamente la protagonista; dall’altro Yahima Torres, al suo primo film come attrice, costruisce il suo personaggio a poco a poco, rimanendo apparentemente sempre uguale a se stessa, ma in realtà approfondendo progressivamente il suo modo di agire. Parla pochissimo, non conosce né l’inglese né il francese, non si esprime con la bocca, ma piuttosto con gli occhi e soprattutto col silenzio. E’ questo silenzio a dare al film una dimensione drammatica e alla fine tragica, che sottolinea da un lato la sostanziale negatività di una società, come quella occidentale, che non sa (o non sapeva) cogliere né apprezzare le differenze di razza e di cultura; dall’altro la forza morale dell’individuo che non si sottomette agli altri, pur subendone la violenza, e riesce a mantenere inalterato il proprio essere.

N

Ryan Reynolds, 35 anni, in una scena di Green Lantern dove possiede un anello dai poteri magici

Reynolds, supereroe con un sogno: un piatto di lasagne

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Nel film “Green Lantern” da un fumetto Anni ’40 I suoi ruoli

Intervista

LORENZO SORIA LOS ANGELES

«Ricatto d’amore» origine risale al I Assistente di una cinica di1940, quando un dirigente editoriale (Sandra Bulsegnatore di fumetlock), i due danno vita a un’imti chiamato Martin probabile coppia che ne combiNodell restò folgonerà di tutti i colori. rato da un macchinista della metropolitana di New York che agitava una lanterna verde per ta tensione Buried - Sepolto. Ma ha segnalare che c’era il via libera. fatto notizia anche per essere staIn quel momento nacque Green to il marito di Scarlett Johansson. Lantern, una striscia che aveva Ryan, conosceva già «Green come protagonista Hal Jordan, Lantern»? Ci sarà un seguito? un pilota spericolato che si ri- «Non posso professare di essetrova in mano un anello che re un esperto di fumetti, sapevo «trasforma i pensieri in realtà» che c’era di mezzo un tipo che e che viene reclutato, unico riceve un anello fantastico da umano, a far parte del corpo su- un alieno. Quanto ai seguiti dipersegreto della Lanterna Ver- penderà da come vanno le cose, de, chiamato a proteggere non ma di solito si immagina una trisolo la terra ma logia e ci sono l’intero cosmo. MITO DEL PASSATO già delle storie Negli anni il numero «Cary Grant il mio per ‘60 Green Landue e per il tre tern avrebbe do- modello, faceva di tutto della serie». senza porsi problemi» vuto essere un Se avesse dei film, protagonisuperpoteri, sti Paul Newcome li useL’EX JOHANSSON man ed Elizarebbe? «Ho sofferto, ma «Ho ambizioni beth Taylor. Il progetto saltò e il divorzio con Scarlett modeste, mi acè stato amichevole» contenterei di un nel ‘96 Hal Jordan venne uccibuon piatto di laso. Ma nel 2004 la DC Comics sagne. Certo un supereroe può ha pensato bene di riesumarlo e fare ogni cosa e questo è il seadesso la striscia è finalmente greto della loro attrazione sul un film, appena uscito negli Usa pubblico: in fondo vorremmo e tra i più attesi quest’estate in tutti che ci fosse qualcuno che Italia. E chi è Jordan? Ryan Rey- arriva e che ci salva e che ci dinolds, un canadese che ha ina- fende per avere un mondo più nellato una parte in X-Man le ori- giusto. Il mito di Superman, gini: Wolverine, e il ruolo da pro- che cos’altro è?». tagonista sia nella commedia roTra i suoi desideri ci sarà anmantica Ricatto d’amore con che quello di non venire identiSandra Bullock sia nel film ad alficato solo come un eroe di

L’

«Buried - Sepolto» Diretto da Rodrigo Cortés, il film è interamente girato in una bara: Ryan è sepolto vivo, armato soltanto di matita, un accendino e un cellulare.

I

film di azione...

«Cerco di diversificare, di lavorare con i registi migliori e in storie in cui credo. Ho girato in Sud Africa un thriller con Denzel Washington. Tra poco uscirà una mia commedia con Jason Bateman. Gli attori che considero il mio modello sono quelli come Cary Grant e James Stewart, che facevano di tutto senza porsi troppi problemi. Erano anche tempi in cui si investiva nella relazione con gli attori, adesso è tutto istantaneo. Chi è il prossimo? Ammiro molto anche Sandra (Bullock, ndr.) e spero di tornare a lavorare assieme a lei, anzi abbiamo già un mezzo progetto». Ha divorziato da soli sei mesi, dopo il breve matrimonio con Scarlett Johansson. Come si sente?

«Ho uno zio che quando ha divorziato è stato come se avesse vinto la lotteria, ma a parte lui non conosco nessuno che passa attraverso questa esperienza senza provare del dolore. Non ho invitato i giornali al mio matrimonio, non li ho invitati al mio divorzio, certe cose devono restare private. Diciamo che con Scarlett abbiamo avuto un divorzio molto amichevole. E che ora sto bene, grazie».

«Venere nera» di Abdellatif Kechiche

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LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

Spettacoli 41 Hanno detto

Personaggio PIERO NEGRI

Ricoverato da qualche giorno per un ictus, è morto in Florida Clarence Clemons, 69 anni, il sassofonista di Bruce Springsteen.

La sua vita, il suo ricordo

a bambino, a Natal’amore per lui vivranno le, un Natale imper sempre nella storia precisato dei primi anni Cinquanche grazie a lui ta, suo padre gli abbiamo raccontato regalò un sassofono. Lui gli aveva chiesto un trenino eletBruce Springsteen trico. Da ragazzo, un incidente d’auto lo costrinse a chiudere con il football e a dedicarsi alla La celebre foto di copertina dell’album Born To Run, che fece di Bruce Springsteen una star mondiale musica. Clarence Clemons, che era molto religioso, vedeva in tutto ciò i segni della benevolenza di Dio: «Ci sono due modi per suonare il sax: puoi trasmettere energia oppure malinconia. Io lo suono per far felice la gente, è la mia natura». Anche la storia della sera in cui incontrò Bruce Springsteen è avvolta in una nube di leggenda (ma quando la raccontava, lui diceva: «Sono battista, io non mento mai»). Bruce suonava in un locale del New Jersey: era una notte di tempesta, popolare quasi quanto lui. che sul palco. Era il collante, Ermanno Labianca, che ha vi- l’unico nero in un gruppo di e quando Clarence entrò la tormenta fece volare via la porta sto Springsteen suonare dal vi- bianchi, perlopiù di origine itad’ingresso. Il suo metro e 93 e i vo duecento volte e che a Sprin- liana. Nel 2008 è mancato il tasuoi 113 chili riempivano lo spa- gsteen ha dedicato diversi libri, stierista Danny Federici, ma è stato a Buffalo, ora è diverso, ora è finita». zio vuoto. «Mi C’è una foto che tutti quelli piacerebbe suoLA LEGGENDA il 22 novembre che amano Springsteen e la sua nare con te», 2009, all’ultima I due si incontrarono tappa dell’ultimo musica hanno in mente, quando disse. «Tu puoi fare tutto ciò in una notte di tempesta tour del Boss si parla di Clemons. È la copertiE fu E Street Band con il suo grup- na di Born To Run, l’album del che vuoi», gli rispose l’altro. po: «Ho assistito 1975 che rese Springsteen una Era il 1972, e con l’aggiunta a un concerto fantastico e solo star mondiale. Chitarra elettridecisiva del sassofono di Cle- ora capisco perché: era l’ultimo ca e giubbotto di pelle nera, colui mons quella sera di tempesta concerto della E Street Band. che verrà chiamato il Boss si sonacque la E Street Band, che Senza Clemons il gruppo non stiene a un uomo di cui vediamo ha accompagnato al successo esiste più, e non solo perché lui solo la schiena. Poi, quando il diSpringsteen e che è diventata era il musicista più in vista, an- sco si apre, si scopre che la schie- Clarence Clemons ha contribuito all’album più recente di Lady Gaga

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Con Big Man se ne va l’anima nera di Springsteen

Clarence Clemons muore a 69 anni: suonava con il Boss dal 1972

Ogni mio pensiero va a Clarence, un uomo che ha portato la musica con sé e che la musica ha portato fino a qui Bono degli U2

na appartiene a Clarence Clemons. E si capisce subito che non è un caso: Clemons è Big Man, come tutti impareranno a chiamarlo, l’amico che ti difende e protegge quando serve, ma è anche la musica nera, il jazz e il rhythm and blues con cui è cresciuto, una delle radici principali del suono della E Street Band. Di questo parla Springsteen quando dice, nel comunicato ufficiale diffuso alla notizia della morte di Clemons: «Con Clarence accanto, siamo stati in grado di raccontare una storia molto più profonda di quella contenuta nella nostra musica». E questo è ciò che tanti altri musicisti (anche Lady Gaga, che l’ha voluto nel suo album più recente) hanno cercato da lui nel corso degli anni. Era malato da tempo, da almeno dieci anni salire le scale era per lui una tortura, alla fine se l’è portato via un ictus. Ha avuto cinque mogli e quattro figli, e non ha mai perso il buon umore: «Dio non ti dà mai più dolore di quanto tu possa sopportare», diceva.


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42 Spettacoli

LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

Una scena già vista

Gualazzi: “Vi farò innamorare del jazz”

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Amy Winehouse che barcolla ubriaca è una scena del 2008 ma si è ripetuta anche sabato a Belgrado Speriamo non si replichi per l’unica data italiana a Lucca il 16 luglio

Il pianista marchigiano: per il mio swing penso a Dean Martin

Colloquio

BRUNO RUFFILLI TORINO

R

aphael Gualazzi è all’aeroporto di Berlino, al telefono la sua voce si perde tra rombi di aerei e annunci di arrivi e partenze. «L’Eurovision mi ha portato fortuna, adesso sono impegnato in una serie di passaggi in radio e tv per promuovere il disco, che è da qualche settimana in classifica», racconta. E poi arriverà il tour in Germania, a ottobre; intanto passerà l’estate tra festival jazz e concerti in Italia (a Torino suonerà per il Venaria Real Festival il 22 giugno, il 24 sarà a Roma al Parco della Musica). Per il ventinovenne musicista marchigiano il secondo posto al festival della canzone europea ha aperto le porte di un successo più ampio di quello sanremese, dove pure è arrivato primo tra le nuove proposte. Il brano era lo stesso, Follia d'Amore, però in versione bilingue. «Come i grandi del jazz e dello swing - osserva - che cantavano in italiano e inglese, da Dean Martin a Frank Sinatra. Le mie canzoni devono potersi adattare a

Raphael Gualazzi, 29 anni

tutte le lingue, mi piacerebbe anzi conoscerne altre». Due dischi all’attivo (il primo, Love Outside the Window nel 2005, il secondo, Reality and Fantasy quest’anno), Gualazzi definisce la sua musica come «una fusione tra la tradizione melodica italiana e lo “stride piano”, senza nessuna pretesa filologica». Dagli anni Trenta americani a Domenico Modugno, insomma, con una buona dose d’ironia e un occhio a illustri divulgatori, come Sergio Caputo o Paolo Conte. Qual è il segreto per

portare il jazz al grande pubblico? «Abbattere i cliché: il jazz esprime libertà, non si ferma mai, si alimenta sempre delle novità che prende dal rock e dalla musica popolare. In fondo fino al 1950 le grandi orchestre jazz facevano ballare tutti, quello era il pop di allora». Anche Gualazzi sa far ballare, anzi proprio grazie a un remix ha raggiunto i club di mezza Europa: il deejay francese Gilles Peterson ha inserito il suo Reality and Fantasy in una compilation assai fortunata («Ho registrato in un piccolissimo studio con una tastiera giocattolo e qualche giorno dopo il brano era in tutte le classifiche»). E poi gli spot (Fiat) e i film (Manuale d’Amore 3): una strategia per portare la sua musica al pubblico più ampio possibile? «Il mio lavoro è scrivere, suonare il piano e cantare e ho sempre cercato di farlo con la massima serietà, il resto riguarda i discografici, è un altro mestiere». Nello specifico, a farlo è Caterina Caselli, che ha messo sotto contratto Gualazzi nel 2009, subito dopo averlo scoperto: per la sua Sugar è l’ultimo di una serie di artisti di successo, da Elisa a Bocelli, passando per i Negramaro. E, tra una cover e uno standard jazz, il giovane musicista sta già pensando al terzo album: «Mi porto dietro un piccolo pianoforte elettrico in tutti gli alberghi dove vado e compongo fino a notte fonda». Alcune delle prossime date: 21 giugno Treviso 22 giugno (Torino), 24 giugno Roma 27 giugno Udine, 28 giugno Milano 2 Luglio Rimini. 4 luglio Sarzana

Winehouse ubriaca e il concerto è un flop In ventimila a inizio tour Belgrado, fischi dai fan per il calvario della cantante che non riusciva a cantare BELGRADO

Ahi, ci risiamo. Apertura del tour europeo (che arriverà a Lucca, per una unica data italiana, il 16 luglio prossimo). La scena avviene a Belgrado, parco Kalemegdan, ai piedi di un’antica fortezza. Amy Winehouse è arrivata così palesemente ubriaca, che la serata si è trasformata in un calvario, per lei e per i ventimila fans che l’hanno fischiata e contestata. Una fedele testimonianza arriva da You Tube, dove si contempla la povera ragazza (per fortuna nuovamente in carne) ascoltare passivamente la band che suona, con l’aria desolata e imbarazzata, davanti al microfono, mentre in fondo un musicista sghignazza. Aveva scordato

completamente le parole, e tentava poi di ritornare in gioco solo con un patetico «Oh Yeah»» nel finale. Sono rimaste senza un testo e un’interpretazione, se non vaghi borbottii, pezzi come Love is a Losing Game, Valerie, Back to Black. A un certo punto, Amy ha buttato a terra nervosamente il microfono, in segno d’impotenza. I ventimila avevano pagato 40 euro per vedere lo show. Non è bastato che la direzione dell’albergo avesse come sempre dato l’ordine di rimuovere gli alcolici dal frigobar della sua camera: la stessa disposizione la seguirà comunque nelle dodici prossime date del tour, che continuerà stasera ad Istanbul. E resta sempre da vedere se il tour medesimo potrà continuare, con tali premesse. Amy si era fatta ricoverare qualche settimana fa, per una prudenziale cura anti alcol e droga, nella solita clinica che ha frequentato ultimamente: a una data segreta a Londra, prima della partenza per Belgrado, era apparsa del tutto sobria e in forma fantastica, avevano rivelato i presenti. [S. N.]


LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

Programmi tv

I programmi settimanali completi delle principali tv satellitari, del digitale terrestre e delle radio su: www.lastampa.it/programmi

Rai 1

Rai 2

Rai 3

Canale 5

6.00 Euronews 6.10 Aspettando Unomattina Estate 6.30 Tg 1 6.45 Unomattina Estate 9.55 Appuntamento al cinema 10.00 Tg 1 10.45 Un ciclone in convento Serie 11.30 Don Matteo 5 Serie 13.30 Telegiornale 14.00 Tg 1 Economia Attualità 14.10 Verdetto finale Attualità 15.00 La nave dei sogni Serie 16.55 Tg Parlamento Attualità 17.00 Tg 1 17.10 Le sorelle McLeod Serie 17.55 Il commissario Rex Telefilm 18.50 Reazione a catena Gioco 20.00 Telegiornale 20.30 Da da da

6.00 Indietro tutta Varietà 7.00 Protestantesimo 7.30 Cartoon Flakes 10.35 Tg 2 10.45 Tg 2 Dossier Attualità 11.25 Il nostro amico Charly TF 12.05 La nostra amica Robbie TF 13.00 Tg 2 Giorno 13.30 Tg 2 Costume e Società 13.50 Tg2 Medicina 33 Rubrica di attualità medica 14.00 Ghost Whisperer TF 14.50 Army Wives Serie 15.35 Top Secret Telefilm 16.20 Las Vegas Telefilm 17.05 One Tree Hill Telefilm 17.45 Tg 2 Flash L.I.S. 17.50 Rai Tg Sport Sport 18.15 Tg 2 18.45 Cold Case Telefilm 19.35 Senza traccia Telefilm 20.30 Tg 2 20.30

8.00 La Storia siamo noi 9.10 Agorà Attualità 10.00 Agorà - Brontolo 11.00 Apprescindere Attualità 12.00 Tg 3 Rai Sport Notizie 12.25 Le storie - Diario Italiano 13.00 Condominio Terra 13.10 Julia Soap Opera 14.00 Tg Regione. Meteo 14.20 Tg 3. Meteo 3 14.50 Figu Magazine 15.00 Tg3 Lis 15.05 Wind at my back Telefilm 15.50 ... E venne il giorno della vendetta Film (dramm., 1964) ★★ 17.45 Geo magazine 2011 19.00 Tg 3. Tg Regione. Meteo 20.00 Blob Videoframmenti 20.15 Sabrina, vita da strega TF 20.35 Un posto al sole Soap Opera

6.00 Tg 5 Prima pagina Attualità Rullo di notizie della durata di cinque minuti circa 7.55 Traffico 7.57 Meteo 5 8.00 Tg 5 Mattina 8.40 L’amore a tredici anni Film-tv 11.00 Forum Attualità 13.00 Tg 5. Meteo 5 13.40 Beautiful Soap Opera 14.10 CentoVetrine Soap Opera 14.45 Clinica tra i monti: Caduta dalle nuvole Film-tv 16.30 Pomeriggio cinque Attualità 18.50 Chi vuol essere milionario? Gioco 20.00 Tg 5. Meteo 5 20.30 Paperissima sprint

21.20 Una voce per Padre Pio

21.05 Squadra Speciale Cobra 11

ATTUALITÀ. Massimo Giletti e

TELEFILM. Con Erdogan Atalay e

Sonia Grey conducono in diretta da Pietrelcina uno speciale tra parole di pace e musica d’amore

Tom Beck. Cinque colleghi di una società di giochi per computer vengono uccisi. Semir e Ben indagano

23.30 Porta a Porta Estate 0.35 Tg 1 - Notte. Che tempo fa 1.10 Appuntamento al cinema 1.15 Sottovoce Attualità 1.45 Rewind - Visioni private 2.15 Il gatto, il topo, la paura e l’amore Film

CINEMA & TV

GIANNI RONDOLINO

D

omani alle 21,05 su Rai 5 Broken Flowers, film americano del 2005 diretto da Jim Jarmush, con Bill Murray, Julie Delpy, Jessica Lange, Sharon Stone. Come sempre Jarmush riesce a realizzare un film che esce dagli schemi consueti del cinema hollywoodiano senza per questo proporsi come alternativo o «rivoluzionario». Anzi, il suo stile lineare e tranquillo, il suo modo semplice di vedere e rappresentare la realtà, la sua abilità nel tratteggiare il carattere dei personaggi affidandosi ad attori che recitano con semplicità, costituiscono l’elemento fondamentale del suo cinema. Questa volta al centro del racconto c’è il ricco e benestante Don Johnston, il quale, avendo ricevuto una lettera anonima che gli dice che ha un figlio di cui non sapeva nulla, decide di rintracciarlo ricontattando le quattro donne con cui aveva avuto rapporti. Di qui il suo viaggio nel tempo e nello spazio, e soprattutto i suoi incontri e il suo sguardo indagatore e ironico, che Bill Murray tratteggia con sorprendente abilità. Ed è questo sguardo, che è anche lo sguardo di Jarmush, a trasformare una vicenda non particolarmente coinvolgente in un racconto psicologicamente sottile e di grande fascino spettacolare, che si dipana lungo un tragitto narrativo che ci tocca nel profondo.

21.55 Lasko Telefilm 22.45 Supernatural Telefilm 23.30 Tg 2 23.45 Happy Town Telefilm 1.05 Tg Parlamento Attualità 1.15 Sorgente di vita 1.45 The Nine Telefilm

21.10 Tamarreide

Nuovo appuntamento con il programma condotto da Mario Calabresi. Questa sera si parla di italiani che hanno saputo reagire alle avversità della vita

FILM-TV. Con Enrico Brignano, Serena Autieri. Mentre Picone, ricoverato in ospedale, è sollevato dall’incarico, l’ispettore Forti viene promosso commissario capo

REALITY SHOW. Altra puntata con Fiammetta Cicogna che segue l’avventura di otto ragazzi provenienti da tutta Italia, in viaggio per le strade della nostra Penisola

23.20 Tg3 Linea notte. Tg regione 23.55 Sfide Sport 0.45 Appuntamento al cinema 0.50 Fuori Orario. Cose (mai) viste Solo cinema d’autore

23.30 Indovina chi sposa mia figlia Film (comm., 2009) con Lino Banfi, Christian Ulmen. Regia di Neele Leana Vollmar ★★ 1.30 Tg 5 Notte. Meteo 5 2.00 Paperissima sprint

Raisport 1

Rai Storia

16.55 Memoria Raisport Sport 17.30 Atletica Leggera: Scalata al Castello Sport 18.00 21ª Coppa del Mondo di Beach Ultimate Fresbee Sport 18.30 Tiro a Segno: Coppa del Mondo Carabina 10m Uomini Sport 19.00 Beach Volley Marathon Sport 19.30 Rubrica: Legapro Sport 20.00 Memoria Raisport Sport 20.20 Basket: Campionato Europeo Femminle Rep. Ceca - Bielorussia Sport 22.30 Kickboxing: Petrosian vs. Stevelmann Sport 23.50 Notiziario TG Sport Sport

16.00 Dixit Stelle: Tognazzi, l’ugoista 2ª parte 17.00 Mille papaveri rossi Hitler e Mussolini: gli anni degli incontri 18.00 ReSelection 19.30 Res Gestae fatti 19.40 Primo Piano - Teorema Senghor 20.00 Cult Book 2010/2011 Frontiere 20.25 Res Gestae personaggi 20.55 Res Spettacolo & Informazione 21.00 Dixit 150 Anni: Storia d’Italia: Dall’Unità d’Italia alla I Guerra Mondiale 23.00 Res .d.

Rai 4 10.30 Code Geass Cartoni animati 11.00 Doctor Who Serie 11.50 Star Trek Classica Serie 12.40 Invisible Man Serie 13.25 Watch Over Me Serie 14.15 Flashpoint Serie 15.00 Sanctuary Serie 15.45 Streghe Serie 16.30 Invisible Man Serie 17.15 Being Erica Serie 18.00 Star Trek Classica Serie 18.45 Doctor WhoSerie 19.30 Sanctuary Serie 20.20 Flashpoint Serie 21.10 Timecop - Indagine dal futuro Film 22.50 Underbelly Serie 0.20 Uomini spietati Film 2.00 Sanctuary Serie

9.30 Il mio amico Huck 10.00 Tom & Jerry Cartoni 10.10 Zig & Sharko Cartoni 10.25 Ninì Telenovela 11.25 Una mamma per amica Telefilm 12.25 Studio Aperto. Meteo 13.00 Studio Sport 13.40 Detective Conan Cartoni 14.10 I Simpson Cartoni 15.00 E alla fine arriva mamma Telefilm 15.30 Gossip Girl Serie 16.20 O.C. - Orange County TF 17.10 Hannah Montana Telefilm 17.35 Jonas L.A. Telefilm 18.05 Love Bugs Serie 18.30 Studio Aperto. Meteo 19.00 Studio Sport 19.25 C.S.I. Miami Telefilm 20.20 The Mentalist Telefilm

21.10 Fratelli detective

Rai Movie 7.30 Pianura rossa Film 9.05 Danton Film 11.20 Wanted Film 13.05 Totò diabolicus Film 14.45 Appuntamento al buio Film 16.20 La legione dei dannati Film 17.55 Cambio di indirizzo Film 19.25 Mani di fata Film 21.00 Ecco noi per esempio Film 22.55 Clerks - Commessi Film 0.30 Che resti tra noi Film 2.00 Pianura rossa Film 3.40 Sesso e volentieri Film 5.25 Seguimi in silenzio Film

Italia 1

21.05 Hotel Patria ATTUALITÀ.

Sportitalia 6.00 Si News Sport 7.00 Calcio - Replica Sport 8.45 Sommario News Si24 Sport 9.00 Calcio - Replica Sport 10.45 Sommario News Si24 Sport 11.00 Calcio - Replica Sport 20.45 Sommario News Si24 Sport 21.00 Calciomercato Diretta Sport 24.00 Prima Ora - 1°passaggio Sport 0.45 Sommario News Si24 Sport 1.00 Calciomercato - Replica Sport

Spettacoli 43

Iris 8.52 Casa Vianello Telefilm 9.16 Due sul pianerottolo Film 11.12 La sceriffa Film 12.59 Parole Crociate Gioco 13.27 L’amante Del Prete - 1 Parte Film 15.04 I due carabinieri Film 17.12 Note di Cinema 17.20 Pronti a tutto Film 19.09 Ti Racconto Un Libro 19.29 The unit Telefilm 20.17 Boston Legal Telefilm 21.07 Sud Film 22.46 Contrabbandieri di Santa Lucia Film 0.31 Il Corpo Film 2.02 Canterbury N. 2 Nuove Storie D’amore Del ‘300 Film

23.00 Scary Movie - Senza paura, senza vergogna... Senza cervello Film (comm., 2000) con Jon Abrahams, Rick Ducommun, Carmen Electra, Shannon Elizabeth

Rete 4 6.00 Giornalisti Telefilm 7.20 Vita da strega Telefilm 7.50 Miami Vice Telefilm 8.40 Nikita Telefilm 9.55 Giudice Amy Telefilm 10.50 Ricette di famiglia 11.20 Benessere - Il ritratto della salute Magazine 11.30 Tg4 - Telegiornale 12.00 Carabinieri Telefilm 13.00 Distretto di polizia Telefilm 13.50 Il tribunale di Forum Attualità 15.10 Finalmente arriva Kalle Telefilm 16.15 Sentieri Soap Opera 16.45 L’amore e la guerra Miniserie 18.55 Tg4 - Telegiornale 19.35 Tempesta d’amore SO 20.30 Renegade Telefilm

21.10 Benessere Il ritratto della salute ATTUALITÀ. Emanuela Folliero

conduce una nuova puntata del programma dedicato alla salute. Ad affiancarla in studio il dottor Claudio Cricelli 23.15 Rivelazioni - Sesso è potere Film (dramm., 1995) con Michael Douglas, Demi Moore. Regia di Barry Levinson ★★ 1.40 Tg 4 Night News

La 7 6.00 Tg La7. Meteo. Oroscopo. Traffico 6.55 Movie Flash 7.00 Omnibus Magazine 7.30 Tg La7 9.45 Coffee Break Attualità 10.30 (ah)iPiroso Attualità 11.25 Chicago Hope Telefilm 12.30 Mac Gyver Sport 13.30 Tg La7 13.55 Il segno di Zorro Film (avv., 1940) ★★★ 15.50 Chiamata d’emergenza Telefilm 16.20 Movie Flash 16.25 Jag – Avvocati in divisa Telefilm 18.25 Cuochi e fiamme Gioco 19.30 G’ Day Attualità Conduce Geppi Cucciari 20.00 Tg La7 20.30 Otto e Mezzo Attualità

21.10 L’infedele ATTUALITÀ. Nuovo appunta-

mento con l’analisi politica e culturale di Gad Lerner, che affronta i principali argomenti del giorno e questioni di politica 23.45 Tg La7 23.55 Movie Flash 24.00 La vita segreta delle donne Documentari 1.00 N.Y.P.D Blue Telefilm 2.05 Otto e Mezzo Attualità 2.45 G’ Day Attualità

Dal satellite 16.15 Il tesoro dei templari Il ritorno al passato Tre adolescenti decidono di partire alla ricerca di un tesoro nascosto nel Medioevo SKY FAMILY 17.15 Pomodori verdi fritti alla fermata del treno Nostalgie, sentimenti, storie di donne nel profondo sud degli Stati Uniti SKY PASSION 17.20 Il collezionista di ossa Un detective che ha perso l’uso di gambe e braccia deve fermare un serial killer. Con D. Washington SKY HITS 17.25 Il Paradiso all’improvviso Leonardo Pieraccioni, effettista teatral-cinematografico, conosce Angie Cepeda SKY CINEMA 1 17.30 Largo Winch Largo è un giovane uomo adottato da un ricco benefattore durante l’infanzia SKY MAX 19.00 Il collezionista Quando sua nipote Naomi scompare, il detective Morgan Freeman indaga SKY CLASSICS 19.20 Una notte al museo 2 La fuga Ben Stiller non è più guardiano del Museo di Storia Naturale, ma imprenditore SKY HITS Mister vendetta Vigilia di Natale. Un misterioso straniero confessa di avere ucciso sei persone SKY MAX

19.25 Please Give Kate compra oggetti vintage di persone morte e li rivende nel suo negozio SKY CINEMA 1

Joy+1, Mya+1,Steel+1 ripetono la programmazione Joi, Mya, e Steel posticipati di un’ora

JOI

MYA

STEEL

P. CALCIO

P. CINEMA

S. UNIVERSAL

13.30 Sherlock Holmes Film 15.38 Una bionda per papà Telefilm 16.04 Monk Telefilm 16.52 The Event Telefilm 18.31 West wing Tutti gli uomini del Presidente Telefilm 19.20 Er-Medici In Prima Linea Telefilm 20.08 Royal Pains Telefilm 21.00 Fuori Controllo Film 22.57 Linea D’ombra

13.40 My Name Is Sarah Film 15.17 Una mamma per amica TF 17.00 Be my baby Film 18.32 Il Trailer Della Mia Vita Cortometraggio 18.54 La complicata vita di Christine TF 19.24 Dirty Sexy Money Telefilm 21.00 Gossip Girl Telefilm 21.53 Pretty Little Liars Telefilm 22.47 Quel Mostro Di Suocero Film 0.29 Nip’n Tuck TF

13.10 It Crowd TF 13.40 Mike & Molly Telefilm 14.05 *! My Dad Says Telefilm 14.35 The War At Home Telefilm 15.30 Smallville Telefilm 16.20 Baywatch Telefilm 17.10 The War At Home Telefilm 18.05 R.I.S. 5 Delitti Imperfetti Telefilm 20.05 Baywatch Telefilm 21.00 Fringe Telefilm 22.40 Being Human Telefilm

13.14 Hi - Lites Serie A Sport 14.00 All Sport News 14.30 Champions League: Milan - Real Madrid 16.21 Calcio Serie A: Roma Fiorentina 18.12 Hi - Lites Serie A Sport 18.39 Champions League: Roma - Bayern Monaco Sport 20.30 All Sport News 21.00 Hi - Lites Serie A Sport 22.30 Calcio Mercato 24.00 All Sport News Notiziario

12.16 Wing Commander Attacco Alla Terra Film 14.03 Wolfman Film 15.52 Questione di cuore Film 17.43 Happy Family Film 19.24 Il richiamo della foresta Film 21.00 Alla ricerca dell’isola di Nim Film 22.44 Aiuto Vampiro Film 0.39 Vampires Film 2.32 Rag. Arturo De Fanti, Bancario Precario Film

13.35 I non protagonisti: La dicurezza degli oggetti Patricia Clarkson Varietà 13.43 La sicurezza degli oggetti Film 16.00 Due padri di troppo Film 17.45 Focus: Apollo 13 17.55 Apollo 13 Film 21.00 Splendore nell’erba Film 23.24 Bugsy Film 1.45 Inside The Actors Studio: Halle Barry

I film Georgia O’Keeffe Vita e opere si rispecchiano in questo racconto sulla vita della pittrice SKY PASSION

19.35 Senti chi parla 2 John Travolta regala a Mickey una sorellina. Ma il piccolo non gradisce SKY FAMILY 21.00 Mimzy - Il segreto dell’universo Due fratellini trovano casualmente degli oggetti misteriosi SKY FAMILY Café express Il disoccupato Nino Manfredi si inventa un servizio bar clandestino sul treno SKY CLASSICS

Two Much - Uno di troppo Antonio Banderas, pieno di debiti, sposa la ricca Melanie Griffith SKY PASSION Maximum Risk Van Damme indaga su un fratello gemello defunto di cui ignorava l’esistenza SKY MAX Attacco alla costa di ferro Una nave inglese carica di esplosivo parte per distruggere base navale tedesca MGM 21.10 Pelham 1-2-3: Ostaggi in metropolitana Denzel Washington è coinvolto nel dirottamento di un treno. Con John Travolta SKY HITS Brooklyn’s Finest A Brooklyn i poliziotti non sono tutti dei santi

22.45 Fantastic Mr. Fox Alcuni contadini affamati sono stanchi di dividere i loro polli con una volpe SKY FAMILY

... e l’uomo creò Satana Il difensore Spencer Tracy nel processo contro un professore di biologia SKY CLASSICS JCVD - Nessuna giustizia Jean-Claude Van Damme interpreta Jean-Claude Van Damme SKY MAX 23.05 Obsessed Lei dice che si amavano. Lui, al contrario, dice che non si sono mai toccati SKY HITS

Vento di passioni Tre fratelli, figli di un ex militare, affrontano la vita in modi diversi SKY PASSION

22.30 Dead Man Walking Condannato a morte Sean Penn, condannato a morte, riceve la visita di Susan Sarandon MGM

23.35 Jerry Maguire Dopo aver scoperto velleità idealistiche, il procuratore Cruise perde il posto SKY CINEMA 1 0.15 The Longshots - Una squadra molto speciale Storia vera di Jasmine Plummer, prima donna a giocare al football americano SKY FAMILY 0.25 Impatto criminale Guerra infinita tra criminali. Uno dei due è un boss della mafia russa SKY MAX 0.35 Orwell 1984 La Terra è sotto il regime dell’Ingsoc che controlla le mosse di ogni cittadino MGM 0.55 Anamorph Stan Aubray viene richiamato nella sezione omicidi della polizia SKY HITS

Intrattenimento

Sport

SKY CINEMA 1

21.00 N.C.I.S. Los Angeles FOX CRIME

Grey’s Anatomy FOX LIFE

The Glades FOX Profiler - Intuizioni mortali JIMMY 21.50 White Collar FOX Profiler - Intuizioni mortali JIMMY 21.55 Criminal Minds FOX CRIME

Off the Map FOX LIFE 22.45 The Chicago Code FOX 22.50 Criminal Minds: Suspect Behaviour FOX CRIME

23.35 American Dad FOX 23.40 Incinta per caso FOX LIFE

23.45 N.C.I.S. Anthology FOX CRIME

The Listener FOX

20.20 Basket: Campionato Europeo Femminle Rep. Ceca - Bielorussia RAISPORT SAT

20.45 Magazine: Watts EUROSPORT 1

20.55 Magazine: All Sports EUROSPORT 1

21.00 Wrestling: Pro Wrestling EUROSPORT 1 Automobilismo: IndyCar SKY SPORT 2 Rubrica: Serie A Remix - Speciale Bari SKY SPORT 1

21.30 Magazine: All Sports EUROSPORT 1

21.35 Wrestling: Pro Wrestling EUROSPORT 1 22.00 Calcio: Serie A 2010/11 SKY SPORT 1 22.30 Calcio: Coppa del Mondo U17 EUROSPORT


.

44

LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

SPORTLUNEDÌ La panchina fantasma

Retroscena MARCO ANSALDO TORINO

André Villas Boas

Sinisa Mihajlovic

Fabio Capello

Gian Piero Gasperini

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

Inter che ne ha costituito la «crème» nel dopo Calciopoli ne rappresenta anche in questo caso l’eccellenza. In meno di una settimana se ne sono andati il brasiliano Leonardo, attratto dalle scrivanie parigine, si è defilato l’argentino Bielsa e Villas Boas, attraverso il proprio agente, Carlos Gonçalves, ha definito «notizia senza senso» l’accostamento ai nerazzurri, manco l’avesse cercato il bar Nino per un torneo di calcetto. Non crediamo che il pro-

L’

I NUOVI ELDORADO

Centimetri - LA STAMPA

ENNESIMA FUMATA NERA PER IL NUOVO ALLENATORE: FALLITA LA SPEDIZIONE IN PORTOGALLO

CaosInter Moratti: “Non pago 15 milioni per Villas Boas”. Contatti con Capello TIZIANA CAIRATI STEFANO MANCINI

Se Sinisa Mihajlovic diventerà il futuro allenatore dell’Inter, dovrà rimangiarsi la promessa di fedeltà ai viola pronunciata sabato sera. Se resterà a Firenze, deluderà innanzitutto i tifosi che ieri hanno appeso uno striscione sui cancelli dello stadio: «Moratti portacelo via!». Una trattativa peggiore sarebbe stato difficile intavo-

Non sarà facile liberare il ct dell’Inghilterra E oggi Gasperini aspetta una chiamata larla: il tecnico serbo è stato contattato giovedì, poi lasciato in sospeso mentre gli emissari dell’Inter battevano tutte le altre strade più appetibili (e complicate). Da Bielsa è arrivato un «no, grazie», da André Villas Boas un «verrei da voi, però sapete quanto vi costa». Ecco, l’estremo tentativo con lo Special two del Porto si è arenato sul prezzo. «Ha una

penale che certamente non andremo a pagare», taglia corto Moratti. Farà felice Gigi Simoni, ex tecnico nerazzurro, che si stava indignando: «Pagare quindici milioni per Villas Boas sarebbe vergognoso. Sarà pur bravo, però...». Il presidente dell’Inter poi ha smentito i contatti con Mihajlovic: «Non ho disturbato gli allenatori di altre squadre». E allora avanti con la farsa. Mentre il tecnico serbo rimane per ora legato alla Fiorentina sognando una chiamata risolutiva da Milano, risalgono le quotazioni di due tecnici italiani. Il primo è il commissario tecnico dell’Inghilterra Fabio Capello. La Federcalcio inglese l’ha vincolato sino all’Europeo 2012, ma non ci sono ostacoli insuperabili per rompere il contratto e dall’entourage dell’ex allenatore del Milan arrivano aperture. L’inconveniente: Moratti per il futuro pensa a Guardiola, mentre Capello di sicuro non si accontenterà di un accordo annuale. La controindicazione: in un’intervista recente, il tecnico friulano ha benedetto l’ultimo scudetto rossonero, auto-

C’è sempre un favorito, ma finché non metti a posto le cose la scelta può ancora cambiare

complicata scelta di un tecnico degli anni recenti. «C’è sempre un favorito - così il presidente - ma finché non metti a posto le cose la scelta può cambiare, sono mille i fattori che determinano una decisione. Non è che dovessi decidere durante il weekend - ha aggiunto - abbiamo dato notizie per fare capire i nostri indirizzi. Per il momento va bene così». Insomma, c’è tempo per fare una scelta ragionevole e

Mihajlovic in stand-by Il patron nerazzurro: «Non ho ancora disturbato altri club...»

Massimo Moratti PRESIDENTE DELL’INTER

maticamente declassando quelli dei «cugini». L’ultima opzione credibile si chiama Gasperini: ex Genoa, libero subito, attende per oggi una chiamata dai dirigenti interisti. Fin troppo facile. Le ultime parole di Moratti non aiutano a far luce sulla più

su misura per la società, sembra tranquillizzare Moratti. «L’Inter è stata presa in contropiede da Leonardo. Adesso, volendo un allenatore di un certo peso, è difficile venirne a capo perché sono tutti accasati - è l’interpretazione di Sandro Mazzola -. La panchina dell’Inter, però, fa gola. Lo troveranno». Nei giorni scorsi, al nome di Gasperini era stato aggiunto quello di

Delio Rossi. «Tutti allenatori di fascia A», certifica il presidente nerazzurro per evitare di offendere chi è stato contattato per ultimo. Sembrano tramontare le altre ipotesi recenti, sebbene il coup de théatre sia sempre possibile quando è Moratti a decidere. Gus Hiddink è legato in prima battuta alla nazionale turca e in seconda, se proprio dovesse rescindere il rapporto di lavoro o mantenerlo part time, al Chelsea di Abramovich. Circola il nome di Spalletti, però il problema è sempre lo stesso: i russi di Gazprom, per quanto soci in affari di Moratti, non lo lascerebbero andare via per un tozzo di pane. In questo tourbillon di candidature, è spuntata a sorpresa anche quella di Gianfranco Zola. «La voce è attendibile - sostiene il suo procuratore Fulvio Marruocco -. Gianfranco è lusingato e direbbe certamente di si». Almeno lui. Decisive saranno le prossime 48 ore: Capello è il sogno, Mihajlovic e Gasperini le alternative più semplici. Ma molto meno glamour.

Tecnici e campioni danno la precedenza a Spagna e Inghilterra blema stia nell’Inter. O almeno che non stia soltanto lì. C’è in generale una sottostima degli stranieri per ciò che rappresenta il calcio italiano. Quando un nostro club si muove per ingaggiare un tecnico o un giocatore lo fa a perdere se appena esiste concorrenza all’estero. È sempre di ieri la notizia che Sanchez, che era la prima scelta della Juventus e su cui puntava fortissimo l’Inter, ha lasciato l’Italia che lo ha svezzato. Andrà al Barcellona e fin qui non c’è niente di strano, perché quale calciatore oggi non sceglierebbe la più prestigiosa e stimolante vetrina del mondo? Tuttavia nelle preferenze del cileno le società italiane

,,

Intervista

MASSIMILIANO NEROZZI

F

abio Cannavaro, da un anno emigrato deluxe a Dubai, le manca l’Italia?

«L’Italia Nazionale da matti. Tutto, dall’autista allo chef. Faccio pure fatica a vederla alla tv, e mi viene sempre da cantare l’inno». IL PARADISO A DUBAI

«L’Italia mi manca ma sto pensando di far crescere qui i miei figli» E l’Italia Nazione?

«Molto anche quella, è il mio Paese. Anche se quando ci torno, a Milano, a Roma, a Napoli, penso sempre che faremo fatica a sistemare le cose e a ripartire. Siamo un Paese vecchio».


LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

Capolavoro Pozzo: Granada in Liga

Oggi in Tv

Dopo i preliminari di Champions League conquistati con l’Udinese, Gianpaolo Pozzo ha completato la sua stagione perfetta con la promozione nella Liga del Granada spagnolo, di cui è azionista di maggioranza col figlio Gino dal luglio 2009. Gli andalusi mancavano dalla A iberica da 35 anni e allineano ben 11 giocatori dell’Udinese come Geijo, capocannoniere con 24 gol

12,15 Tg3 sport Raitre 13,00 Studio sport Italia 1 14,00 Tennis. Wimbledon Sky Sport 2-3 17,50 Tg2 sport Raidue 18,30 Tiro a segno. Coppa mondo Rai Sport 1 19,00 Studio sport Italia 1 19,30 Calcio. Lega Pro Rai Sport 1

20,00 Sportitalia 24 news Sportitalia 20,20 Basket. R. Ceca-Bielorussia fem. Rai Sp. 1 21,00 Solo calcio Sportitalia 22,00 Calcio. U17: Germania-Ecuador Eurosport 22,00 Calcio. U17: Brasile-Danimarca Eurosp. 2 22,00 Speciale calciomercato Sky Sport 1 23,00 Calcio. Argentina-Albania Sky Sport 1 23,30 Atletica. Iaaf magazine Sportitalia 2 23,55 Sfide. Vialli e Mancini Raitre

12

Il mercato dei rifiuti conferma la crisi L’Italia non piace più

45

Il campionato finito a maggio è stato il primo in cui Alexis Sanchez è andato in doppia cifra: 12 gol in 31 partite. Nelle due stagioni precedenti, con i friulani aveva segnato soltanto 3 e 5 reti, giocando sempre 32 match nel 2008/9 e 2009/10

Gol nell’Udinese nel 2010/2011

Via anche Sanchez: non siamo concorrenziali venivano dietro ad almeno un cartone o poco più. Insomma, fino a dieci anni paio di inglesi. Spagna e Inghilterra sban- fa, e anche meno, eravamo il cano nei sogni dei vip. Mou- Paradiso terrestre. Ora si rinho stava ancora in corsa muove chi non può farne a meper il triplete con l’Inter che no. I migliori sudamericani già pensava al Real Madrid prendono altre strade: da sei perché lo intrigava di più. Vil- mesi si parla di Ganso, talento las Boas è stato coerente nel ri- del San Paolo come dell’oggetfiutarsi a tutti, però si dice che to di un nuovo derby di mercal’abbia fatto per non bruciarsi to tra Inter e Milan. Non l’hanla possibilità di andare tra un no ancora preso e adesso pare anno al Chelsea o all’Arsenal o che il giovanotto preferisca seal Manchester United, se Fer- guire Leonardo al Psg insieme guson finalmente si farà da ad altri connazionali. Inglesi, parte. Tra i fuoriclasse non se spagnoli e persino i francesi e i tedeschi ci ne sente uno che nell’ipotesi di un L’ECCEZIONE ROMANA schifano, e lo trasferimento dia Luis Enrique ha detto fanno anche gli italiani emicredito all’Italia. sì ai giallorossi grati: Pepito Quando si è parlato di Cristia- ma è una scommessa Rossi sarebbe già qui da un no Ronaldo al Milan, l’effetto è staIL CASO ANCELOTTI pezzo se non atteso to più comico di Anziché legarsi avesse la chiamata di una barzelletta all’Inter o alla Roma Guardiola, che del presidente del resta fermo un anno forse adesso Consiglio, quando non arriverà invece Lippi ha rivelato che Ferguson non sa- più, Ancelotti resta disoccuparebbe stato contrario a ripren- to piuttosto che legarsi all’Indersi l’ex pupillo portoghese ter e alla Roma (che ha preso se ne è discusso per due gior- un tecnico straniero, Luis Enni. Moratti disse in altri tempi rique, strombazzato come un che Messi provava simpatia genio ma finora sconosciuto). per l’Inter, aprendo spiragli La Juve è diventata la scelta suggestivi: se lo fa oggi gli ser- di riservissima, ha bussato a vono un calmante, benché l’In- cento porte e delle più importer sia il club campione del tanti non se ne è aperta una. mondo in carica mentre allora L’Inter, oltre alla surreale queaveva sul petto lo scudetto di stione dell’allenatore, ha in ca-

sa due uomini, Maicon ed Eto’o, che se li tiene deve farlo con la forza. Il Milan stesso, pur sfruttando un ventennio di sfolgorante internazionalità, ha piazzato alcuni colpi ma sente dire da Thiago Silva, un’invenzione rossonera, che se lo chiamassero da Barcellona sarebbe contento. Magari è una questione di soldi e di prospettive offerte da club più ricchi dei nostri. Però l’immagine si è offuscata. Il Bel Paese è di nuovo un formaggio.

Il cileno al Barça: fatta Un affare da 40 milioni Il primo gran colpo del mercato è servito: Alexis Sanchez passa dall’Udinese al Barcellona. Accordo trovato, firme da apporre al più tardi domani, quando il cileno, lasciato il ritiro della sua Nazionale, volerà in Catalogna per chiudere la vicenda. Il compenso per i friulani tocca i 40 milioni, fra cash, bonus e il valore di un giocatore (Jeffren) in probabile comproprietà. Battute, dunque, le offerte di Inter, Juventus e dei due Manchester; accontentato il volere del «Niño Maravilla» che non ha mai nascosto, in caso di addio a Udine, la sua preferenza per i blaugrana campioni d’Europa con i quali firmerà un quadriennale da 3 milioni per stagione. Guardiola aggiunge così un altro piccoletto terribile alla micidiale compagnia dei vari Messi, Villa, Pedro, Xavi e Iniesta. Difficile, a questo punto, che il Barça prenda anche Giuseppe Rossi dal Villarreal. Lo conferma Andrea Pastorello, agente dell’azzurro: «Se è vero che il Barça ha 45 milioni per il mercato e li spende quasi tutti per Sanchez, non ci sono soldi per Rossi».

I

Nazionale di 22 anni Alexis Sanchez è nato a Tocopilla (Cile) il 19 dicembre 1988. L’Udinese lo ha prelevato nel 2006 dal Cobreloa per poi girarlo in prestito prima al Colo Colo e poi al River Plate. È tornato bianconero nel 2008 Con il Cile ha già giocato 32 partite e segnato 11 reti

Cannavaro: “Rassegnatevi ora va di moda l’estero” “A forza di scandali la nostra immagine peggiora” Arabo Fabio Cannavaro, 37 anni, è passato nell’estate scorsa dalla Juventus all’Al-Ahli del Dubai Quando abitava a Madrid, casa Real, disse: «Mai porterò i figli allo stadio, in Italia». Conferma?

«Sì. Il fatto è che quando stai all’estero ti rendi conto di tante cose. E di quale sia l’immagine dell’Italia, purtroppo». L’ultima cartolina è l’inchiesta sul Calcioscommesse: che ne pensa?

«Che a volte i mezzi d’informazione forse esagerano, e sbattono la gente in prima pagina, ma che comunque è un’altra pessima pubblicità: per il nostro calcio e per l’Italia». Dove farà crescere i suoi bambini?

«Qui, ci sto seriamente pensando. Zero criminalità, zero droga. E poi Christian, Marti-

na e Andrea già hanno imparato l’inglese». Il capitano dell’Italia Mondiale anti-italiano?

«Macché, non scherziamo. In Italia ci sono nato, è il Paese che amo, e dove voglio vivere, con la mia famiglia. Sennò mica ci avrei già comprato casa. Ma, detto che sono un privilegiato, qui a Dubai è un paradiso: casa sulla spiaggia e, come dicevo, zero pericoli per i figli piccoli. Per questo sto pensando di restarci qualche anno». Paiono in fuga anche gli assi del pallone: perché?

«Non lo so, a volte è questione di mode. E ora Liga e Premier vanno di più: hanno pure altri capitali da investire». L’Inter aveva scelto Bielsa e

Villas-Boas: non sappiamo neppure più allenare?

Uno alla società?

«Di avere pazienza, appunto, «Ma no, è che lo straniero tira perché per ricostruire le grandi più». di squadre ci vuole tempo. Guardate il Real Madrid: ha inLei chi prenderebbe? «Fossi un tifoso dell’Inter vor- vestito somme pazzesche eppurei Walter Zenga, uno che rap- re non è bastato per vincere Lipresenta la storia ga o Chamdel club. E che è CONSIGLI ALLE EX pions League». bravo». Sanchez o «Tifassi per l’Inter Conte è l’uomo giusto per la Juve?

chiamerei Zenga. La Juve prenda Ribery»

«Penso di sì. Conosco Antonio da quando eravamo in Nazionale, e so la grinta che ha. A patto che la società non cambi idea dopo sei mesi e faccia retromarcia, come accadde con Ciro (Ferrara, ndr)». Un consiglio a Conte?

«Essere se stesso, sempre».

Aguero?

«Ribery. O uno come lui: la Juve ha bisogno di campioni già affermati». Vucinic?

«Grande giocatore, come ha dimostrato negli ultimi anni». Che ha pensato quando criticavano Buffon?

«Mi sono messo a ridere. Però, nel calcio, succede. Gigi era

tornato da un’operazione seria, e sembrava che qualsiasi cosa fosse colpa sua, o di Chiellini. Come lo scorso anno succedeva a me». Buffon e Chiellini li terrebbe?

«Non solo li terrei, ma nella mia squadra giocherebbero sempre». L’Italia di Prandelli strapperà in anticipo il biglietto per Euro 2012: sorpreso?

«No, anche perché le qualificazioni sono molto diverse dalla fase finale di un Mondiale. In fondo anche noi ci qualificammo al Sudafrica con due partite d’anticipo. Però ora mi sembra che ci sia più tranquillità: si guarda più al gioco e meno alle cavolate. Forse perché Lippi non dava la formazione alla vigilia» (sorride). Pensa che Balotelli smetterà mai di combinare guai?

«Spero di sì. E poi diciamo la verità: tutti prendiamo le multe, ma quando succede a lui, finisce sempre in prima pagina. Fa notizia». Meglio Giuseppe Rossi?

«Ma mi sembra siano quattro anni che giochi e segni in Europa, e ora lo vuole il Barcellona. Eppure era stato a Parma: anche questa è l’Italia».


T1 T2 SV IM

LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011 LA STAMPA 46


LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

Oggi

Incontro con la Lazio per Lichtsteiner

Partenza della campagna abbonamenti nel nuovo stadio (per i premium member e i vecchi abbonati) fino al 9 luglio Da domani

La settimana bianconera

Incontri con Gino Pozzo per Inler e con gli agenti di Sergio Aguero Traemercoledì il fine

Cda straordinario per la definizione del Piano industriale e l’aumento Giovedì di capitale

Entro venerdì

Sport 47

Definizione delle comproprietà (tra cui Almiron, Lanzafame, Ekdal e Palladino) ed esercizio dei diritti di riscatto (Quagliarella, Matri, Pepe e Motta)

settimana

Centimetri - LA STAMPA

Retroscena MASSIMILIANO NEROZZI TORINO

E

Stadio, investimenti e mercato Sette giorni da nuova Juve

dificato «lo stadio che cambia il calcio», motto della campagna abbonamenti che s’apre domani, la Juve cercherà ora nuova residenza bianconera, di metterci dentro una squa- lo stadio, con l’avvio della camdra in grado di cambiare il pagna abbonamenti. La prima campionato. Per il necessa- fase (di prelazione) durerà fino rio shopping, si aspetta il cda al 9 luglio, e sarà riservata ai straordinario di giovedì, che premium member, tra cui i approverà il nuovo piano in- vecchi abbonati. Dal 13 al 31 ludustriale per le prossime glio, invece, chiunque potrà quattro stagioni, e relativo sottoscrivere una tessera. In aumento di capitale, cui si so- attesa di buoni piedi e faccia no dedicati i due ad, Aldo da copertina, e Sergio Aguero riassume bene Mazzia e Beppe Marotta. Il SHOPPING entrambe le cola Juve punprimo curando Il cda voterà il piano se, ta forte sul nuola parte finanziaria, il secon- industriale: stimati 70 vo stadio, e suldo tracciando- milioni per gli acquisti l’orgoglio gobbo, come disse ne le esigenze sportive. La ci- COLLOQUIO DECISIVO Andrea Agnelli. per fra verrà svelaStamattina a Roma Dev’essere questo che il pota a consiglio avvenuto, ma Marotta vedrà Lotito ster più grande per Lichtsteiner per annunciare al di là dell’imla campagna porto dell’aumento, è ipotizzabile che per per l’affitto dei posti è stato apil mercato verranno stanziati piccicato in casa dei nemici, Insui settanta milioni di euro. ter e Milan: 60 metri di lunAl netto degli incassi dalle ghezza e 384 metri quadri alla eventuali cessioni. stazione centrale di Milano. L’agenda della settimana Già piazzato oltre il 75% dei prevede anche colloqui per premium seats, quelli più cogli acquisti, da Lichtsteiner stosi, la società bianconera è fi(oggi) ad Aguero (verso il fi- duciosa anche per il resto delne settimana), il riscatto dei l’impianto, anche se molto digiocatori arrivati un anno fa penderà dall’assemblaggio delin prestito, Quagliarella, Ma- la squadra, come succede tri, Pepe e Motta, e la risolu- ovunque. Curiosità e fascino zione delle comproprietà. Da del nuovo stadio potrebbero domani, poi, saranno virtual- compensare la mancanza delle mente aperte le porte della notti Champions, ma poi biso-

Domani al via gli abbonamenti, giovedì l’aumento di capitale. Aspettando Aguero gnerà allestire sul prato un gruppo competitivo. E che qualche sogno lo autorizzi. Sulla costruzione della squadra dovranno allora essere bravi e furbi Marotta e Paratici, braccio destro dell’ad, perché le risorse non saranno infinite. A fronte dell’aumento di capitale ci sarà infatti un rosso di bilancio di oltre 50 milioni e da rinsaldare le fondamenta di un piano quadriennale. In pra-

tica, non è che l’intera somma finirà dritta sul mercato, anzi. A una prima stima, rigorosamente non ufficiale, la Juve dovrebbe destinare alla ristrutturazione circa settanta milioni. Tra i 25 e i 30 per il grande colpo, Aguero per esempio, poco più di una trentina per i riscatti, e il resto per le altre operazioni. Visto che la prima sarà l’acquisto di Stephan Lichtsteiner, tra i 9 e 10 milioni, tutti gli

altri innesti dovranno arrivare con il baratto. O essere autofinanziati per la maggior parte del prezzo, con gli incassi delle vendite. In fondo, la lista dei partenti sarebbe piuttosto lunga, in tutti i settori del campo: da Grosso a Felipe Melo, per non dire dell’attacco che fu, Iaquinta e Amauri. Sul piano degli scambi si lavorerà soprattutto per arrivare a Mirko Vucinic, perché i venti milioni

In breve

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Giro della Svizzera

Beffato Cunego Ultima tappa del giro di Svizzera fatale per Damiano Cunego. Il veronese ha ceduto il primato nella cronometro finale di 32,1 chilometri. La classifica generale dunque ha premiato lo statunitense Levi Leipheimer, 37 anni, che ha scavalcato di appena 4 secondi Cunego. La cronometro è andata a Fabian Cancellara.

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Ho passato le giornate, ovviamente dentro casa, a cercare di capire. Soprattutto leggendo l’ordinanza: me la sono praticamente studiata a memoria per capire cosa c’entrassi. Per capire il perché e il per come».

Calcio: nuovo tecnico I

CALCIOSCOMMESSE, INTERVISTA AL TG1

«Mi sono visto rovinato 30 anni di carriera. Ero abituato a rimanere sui giornali così tanto tempo per le imprese calcistiche, non sicuramente per cose così». Lo ha detto Beppe Signori al Tg1, sul suo coinvolgimento nella vicenda del calcioscommesse. «Penso che chi mi conosce bene sappia come sono - ha detto l’ex bomber - come mi sono sempre comportato. Quello che mi ha fatto più male sono state le bugie, le falsità, le cose scritte non vere. Ora sto un po’ meglio, sono un po’ più tranquillo, un po’ più sereno, anche se è stata dura.

chiesti dalla Roma al momento sforano il budget juventino. Con il cambio dell’usato si cercherà di convincere anche il Real Madrid a mollare Lass Diarra e prendersi Felipe Melo: che piace a José Mourinho, dall’estate scorsa, ma che non è ancora stato scritto nei piani della società merengue. Magari s’è sparsa la voce che, dopo un paio d’anni, molti compagni non lo sopportano più.

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. W

48 Sport

LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

La nuova Bwin Il rilancio granata

Gli acquisti «Un portiere, due difensori, tre centrocampisti e due esterni: in attacco invece siamo già attrezzati»

Il Novara «Grandi meriti. Detto questo, le ultime due stagioni non valgono 55 anni in cui non era in A e a volte neppure in B»

“La mia proposta a Bianchi: resta e vienici incontro” Cairo: “Difficile tenerlo a certe condizioni però lui sa che importanza avrebbe al Toro”

,,

lui una terza stagione in serie B sarebbe un grande sacrificio, forse insostenibile, però sarei felicissimo che ci venisse incontro e restasse. L’uomo e il giocatore non sono mai stati in discussione»

Intervista

E perchè dovrebbe farlo?

MARCO ANSALDO TORINO

P

residente Cairo, è una sensazione sbagliata o il mercato del Toro ristagna?

«Non mi sembra. In giro non vedo grandi affari e sono tra i pochi che hanno concluso un acquisto con soldi veri, il milione e 200 mila euro spesi per tutto Ebagua».

Ci sta ripensando anche su Ogbonna, che era incedibile?

«Non gli ho parlato prima delle vacanze e lo farò al più presto. L’esperienza mi ha insegnato che è inutile avere gioca-

«Leggo che ci mancano 15 o 20 giocatori. Se fosse vero, le darei ragione ma la realtà è diversa: un portiere, due difensori, tre centrocampisti e due esterni, sono queste le nostre necessità. Mi pare che si arrivi a otto». Più le punte.

Bianchi non è più un partente garantito?

«Gli lancio un messaggio: mi è difficile tenerlo alle stesse condizioni e capisco che per

SPAZIO AFFARI

Teme che la convocazione in Nazionale lo abbia cambiato?

«Ho cinque club di A, anche importanti, che me lo chiedo- «Non lo so, voglio sincerarno, più qualcuno mene. Altriall’estero. So che OGBONNA menti, davanpuò suonare straa un’offerta «Voglio assicurarmi ti na l’idea che acmagari più imche sia motivato portante che cetti la mia proposta di fronte a come era a gennaio» a gennaio docerte offerte pevrei valutare rò lui sa quale importanza il da farsi». avrebbe qui». Suona come una minaccia.

Capirà, con tutto quello che vi serve.

«In attacco siamo attrezzati per la B. Ebagua ha segnato 12 gol in 24 partite a Varese, ha tecnica e potenza, sarà un inserimento importante. E bisogna vedere come finirà con Bianchi e Antenucci».

tori forti ma poco convinti e motivati: a gennaio rifiutai per lui una decina di milioni perché gli vedevo una gran voglia di restare, voglio assicurarmi che sia rimasta la stessa».

«Sono tra i pochi che hanno concluso un acquisto con soldi veri, 1 milione e 200 mila euro per Ebagua»

«Questa settimana si decide per lui, come per Malonga con il Cesena e Iunco con il Verona e confido che ci si accordi per tutti e tre. La valutazione di 1 milione e 700 mila euro per la metà di Antenucci mi pare alta però con il Catania ci sono tali rapporti che se ne può ancora discutere. Comunque non avrei paura di andare alle buste, è un po’ come giocare a poker ma talvolta se ne esce con una sorpresa piacevole». Perderlo sarebbe un guaio. Anche perchè le hanno già soffiato Lazarevic e Destro, che il Genoa ha mandato al Padova.

«Ci interessavano però bisogna valutare le condizioni dei prestiti: non credo ad esempio che si sia fissato il riscatto». Si è convertito all’idea di Ventura: d’ora in poi pochi

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za di Ventura, un tecnico che fa crescere i giovani, invoglierà qualche grande club a mandarci i suoi»

Prima lei parlava di Antenucci: sembrava una conferma risolta, adesso da Catania giungono segnali più inquietanti. Arriverete alle buste?

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Ancora i prestiti. Possibile che il Toro non possa comprare i giocatori e farli innamorare della maglia senza che si sentano sempre di passaggio?

«La valutazione del Catania per Antenucci mi pare alta ma non temo le buste. È come giocare a poker» prestiti e con un riscatto certo?

«E’ la linea sulla quale lavorare. Puntiamo su gente giovane ma non di primissimo pelo e che abbia un riscatto ragionevole. Ce lo possiamo permettere: con società che hanno a contratto 70 o 80 giocatori l’offerta supera di molto la richiesta. In più credo che la presen-

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«In questo caso c’è molta leggenda. Se prende la formazione che quest’anno ha giocato di più vedrà che c’erano al massimo tre o quattro prestiti: devo citarle le squadre di serie A, anche importanti, che ne avevano più di noi? Prestiti e fine contratto: ormai è una formula inevitabile per tutti, in questo calcio malato di debiti. Sa io cosa aspetto? Il fairplay finanziario. Allora si vedrà dove starà il Toro che non deve niente alle banche perché il suo presidente da due anni ci mette un milione al mese e dove staranno gli altri che vivono su plusvalenze destinate a finire». Insomma lei tifa per Platini?

«Se lui è il paladino di questa battaglia, allora sì».

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«Aspetto il fairplay finanziario: allora si vedrà dove starà il Toro che non deve niente alle banche» Nell’attesa vedrà la Juve giocare il derby piemontese con il Novara e non con voi. Siete la terza forza in Regione.

«Non esageriamo. Il Novara ha grandissimi meriti per la promozione ma per stabilire una gerarchia non credo che le ultime due stagioni valgano per i 55 anni in cui non era

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LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

Tensioni a Salerno Mandorlini aggredito nel tunnel degli spogliatoi e poi in sala stampa: ferito un addetto al campo

Sport 49

Roma ko La terza realtà della Capitale ha fallito la scalata. Un giocatore campano colpito da una bottiglietta lanciata da un ultrà

Verona ultima arrivata nel campionato grandi firme Nei playoff i veneti hanno eliminato la Salernitana. Promossa anche la Juve Stabia La rivincita Prima della trionfale cavalcata veronese l’allenatore Andrea Mandorlini (qui festeggiato dai suoi giocatori), 50 anni, era emigrato in Romania dove l’anno scorso aveva guidato il Cluj

Retroscena GUGLIELMO BUCCHERI ROMA

B

in A e a volte neppure in B mentre il Toro ci stava da protagonista». Intanto come pensa di vivere Cairo con una tifoseria che ha perso la fiducia in lui e lo considera quasi un nemico?

«Sarò chiarissimo. Avevo annunciato che me ne sarei andato e l’avrei fatto ma nessuno si è proposto, se non quel Proto che mi risulta volesse LINEA VERDE

«Ventura fa crescere i giovani: qualche big ci manderà i suoi» prendere anche il Bari e poi si è ritirato quando glielo avrebbero lasciato gratis. L’unica soluzione era non iscrivere la squadra ai campionati con quello che segue. Perciò anche chi mi contesta mi deve sopportare e sostenere la squadra: se non altro perché se andremo in serie A aumentano le possibilità che arrivi qualcuno e che chi non mi vuole si liberi di me».

ottigliette e duelli faccia a faccia fino a un tentativo di aggressione. Le ultime truppe a conquistare un posto per la prossima avventura in serie B sono il Verona a Salerno (finale a nervi tesi con incidenti fra gli ultras e un addetto al campo finito in ospedale) e la Juve Di ribaltone riuscito, inveStabia al Flaminio di Roma ce, si deve parlare alla luce del (sui titoli di coda da cancella- verdetto di Roma. In campo al re il tutti contro tutti). Flaminio c’era una squadra, In attesa di decodificare le l’Atletico, terza forza della Camosse della procura sportiva pitale e con l’obiettivo di coal lavoro sul calcio scommes- minciare dalla serie B a dar sose, ecco come l’organigram- stanza al progetto della giovama della cadetteria prende la ne proprietà. Risultato? Fa fesua forma. L’ultimo colpo in sta Castellammare di Stabia, ordine di tempo è, dunque, una promozione che arriva a quello veronese 60 anni esatti perchè i gialloblù COME NEL 2006/07 dall’ultima volriatterrano in B e non senza Allora c’erano Juve, ta dopo ben quattensioni: il giotro stagioni e, so- Napoli e Genoa: oggi catore campaToro, Samp e Bari no Fabbro è prattutto, dopo aver avuto più di stato colpito a un piede addiritDUE INCOGNITE un occhio da tura dentro alla bottiglietAtalanta e Siena una ex C2. Il Verona ta ed è finito al rischiano un ritorno pronto soccorsoffre, trattiene forzato dalla A so. «La nostra il fiato e, alla fine, stappa lo spu- così il presimante davanti a una Salerni- dente della neopromossa Juve tana sul punto di annullare il Stabia - è una città che vive di doppio svantaggio dell’anda- tanti problemi: ho visto persota quando, al Bentegodi, finì ne anziane piangere, la mia sotto per 2 a 0 (ieri i campani gioia è qualla di aver fatto felisi sono fermati dopo il vantag- ci per un giorno 70 mila abitangio). L’architetto della caval- ti». A Castellammare infatti è cata vincente degli scaligeri è forte l’identificazione con FinMandorlini, tecnico costretto cantieri e proprio il nome della ad emigrare fino in Romania fabbrica è scritto sulle maglie e, al rientro in Italia, subito a dei giocatori. segno. E proprio Mandorlini, La B si mette in motto, peal fischio finale, sarebbe stato sante e ricca di incroci come oggetto di un’aggressione nel non accadeva dalla stagione in bel mezzo di scene da saloon cui la serie cadetta fu nobilitanel tunnel degli spogliatoi e ta dalla presenza di Juve, Napoaddirittura in sala stampa. li e Genoa. Rispetto ad un anno

CONTOsuIBL

Salgono a cinque le squadre del Sud AlbinoLeffe

Brescia

(Bergamo)

18.097 4.880

ABITANTI

193.879

Albino

Verona

Leffe

263.964 Varese Vicenza

81.583

115.927 Sampdoria

Padova

(Genova)

214.601

607.906

Cittadella

Torino

(Padova)

907.653

20.025

Empoli

LE CURIOSITÀ

184.822

Il Veneto (4 club) meglio di Lombardia e Toscana Gubbio novità umbra

(Modena)

41.290 Livorno Bari

161.131 320.475 Grosseto

Ascoli

82.284

51.168 Pescara

Gubbio

123.062

31.616 Juve Stabia

Crotone Cr

(Castellamare di Stabia)

60.010

66.929

Reggina

Nocerina

(Reggio Calabria)

(Nocera Inferiore) Centimetri - LA STAMPA

QUATTRO MILIONI

È il numero dei potenziali spettatori delle città che partecipano al torneo

Modena

Sassuolo

47.637

46.540

fa escono Bergamo, Siena e Novara, promosse in A, e Frosinone, Trieste, Portogruaro e Piacenza, sprofondate in Lega Pro Prima Divisione. Ad arricchire la B di storia e, soprattutto, tifosi ci pensano realtà come Bari, Brescia, la Genova sampdoriana e il già citato Verona. Ma ad impreziosire la serie cadetta è anche la curiosità per l’en-

186.547

trata in scena di tifoserie appassionate come quelle delle due squadre campane (Nocerina e Juve Stabia) o al debutto come quella del Gubbio. Il Sud acquista peso perchè diventano cinque le società presenti e peso acquista il numero di supporter che seguiranno le quarantadue tappe di campionato. Se la stagione cominciata nell’estate del 2006 poteva contare su 5 milioni di potenziali spettatori interessati, la prossima vedrà coinvolte città complessivamente di poco meno di 4 milioni di abitanti.

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T1 T2 CN NO AL

LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011 LA STAMPA 50


LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

4-1

Sempre e solo Siena Cinque scudetti di fila come la mitica Milano

Gara cinque di Siena-Cantù è stata decisiva per lo scudetto. La Mps (nella foto Tomas Ress in schiacciata) ha chiuso la serie perdendo una sola partita, la terza

Basket: in gara 5 Cantù cede allo scadere (63-61) Per la Mps è la conferma di un dominio assoluto una piccola cittadina la Capitale del basket italiano. Siena oggi è una realtà difficilmente avvicinabile, da ogni punto di vista. E le altre? Se la Mens Sana è stata imFRANCESCO CAROTTI peccabile nel sapersi incuneare in SIENA un momento di vuoto di potere della nostra pallacanestro e creare da lì un impero, dall'altra parte ccola nella storia, co- nessuna delle rivali è stata in grame la gloriosa Bor- do di contrastarla o quantomeno letti Milano che nel di porsi come alternativa credibi1954 scrisse il suo le. Non quella "Rometta" che oggi nome per la quinta fatica a sopravvivere e lotta per alvolta consecutiva nell'Albo lestire una squadra, in una sadica d'Oro del campionato. Così co- involuzione da cui ormai non esce me questa Montepaschi Siena, più. Né tantomeno la Milano degli che da un lustro ormai non ha ri- investimenti folli e poco mirati, vali nella palla a spicchi del Bel che dopo anni di noviziato oggi Paese. Vince, domina, comanda tenta di rialzare la testa affidandoe lascia solo briciole agli avver- si a un numero uno come coach sari. O forse nemmeno quelle. Sergio Scariolo. Ci ha provato invece Cantù, il Sulla panchina in quella Olimgioiellino brianpia c'era il compianto Cesare Ru- LA BORLETTI NEL 1954 zolo messo su cura e peribini, oggi la sua Da allora nessuna con zia dal duo Trineredità l'ha raccolaltra squadra aveva chieri-Arrigoni, ta Simone Pianifatto pokerissimo a ridare interesgiani, tecnico che se al nostro da quando è diventato capo-allenatoMODELLO PERFETTO basket.Neèuscire ha centrato solo Ma presto i campioni ta una serie finale avvincente e successi: 5 scudetpotrebbero perdere tatticamente inti in fila, 3 Coppe il tecnico Pianigiani teressante, uno Italia e 3 Superspot di livello per Coppe, con una percentuale di successi del la pallacanestro, con partite "vere" 91,3% (191 su 209), smentendo enon monologhiaun'unicadirezioda buon contradaiolo della Lupa ne, anche se poi il risultato ha prel'antico proverbio latino «nemo miato ancora Siena. L'armata brianzola del poliglotta coach milaprofeta in patria». Questi numeri dipingono al nese è arrivata fino in fondo, delimeglio l'ultimo lustro cestistico ziando i palati con un gioco che ha italiano, colorato solo di bianco colpito e messo in difficoltà anche i e verde. Un dominio, questo del- campioni. Ma loro, si sa, di armi ne la Mps, che ha radici profonde e hanno. Coach Pianigiani, il ct della si fonda su un lavoro e un’atten- Nazionale, ha saputo costruire un zione capillare per ogni partico- sistema che ha avuto il merito di lare, dentro e fuori dal campo. Il rinnovarsi di anno in anno, fondanpresidente Minucci è stato bra- dosi ogni volta su protagonisti divissimo a non lasciare nulla al versi. Da McIntyre e Sato ad Haircaso, costruendo una macchina ston e McCalebb (mvp della finale), perfetta, sul parquet e nei tavoli passando per i soliti Stonerook, delle decisioni, facendo così di Kaukenas,LavrinoviceZisis.

La storia

E

Personaggio GUGLIELMO BUCCHERI ROMA

I

l salto fuori dall’acqua dice tutto così come il doppio pugno sul petto. Re Magno è tornato ed ora che il cronometro lo incorona (49’’27 il tempo sui 100 sl ieri al Settecolli), il due volte campione del mondo non ha intenzione di nascondersi. «A me - spiega Magnini - piace parlare con i fatti, non a parole. Mi piace anche stare sotto i riflettori: non mi sentivo così bene da quando preparavo i trionfi mondiali di Montreal e Melbourne di sei e quattro anni fa. Ad un mese dall’appuntamento iridato di Shanghai i miei tempi sono in linea con quelli di chi sta pensando di vincere il titolo mondiale 2011...». Magnini racconta le proprie sensazioni tutto d’un fiato come non accadeva da almeno un paio di anni. Intor-

Sport 51

25

Titoli

L’albo d’oro 1996 Stefanel Milano finalista Teamsystem Bologna

3 1

1997 Benetton Treviso Teamsystem Bologna

3 2

1998 Kinder Bologna Teamsystem Bologna

3 2

1999 Roosters Varese Benetton Treviso

3 0

2000 Paf Bologna Benetton Treviso

3 1

2001 Kinder Bologna Paf Bologna

3 0

2002 Benetton Treviso Skipper Bologna

3 0

2003 Benetton Treviso Skipper Bologna

3 1

2004 Montepaschi Siena Skipper Bologna

3 0

2005 Climamio Bologna Armani Jeans Milano

3 1

2006 Benetton Treviso Climamio Bologna

3 1

2007 Montepaschi Siena VidiVici Bologna

3 0

2008 Montepaschi Siena Lottomatica Roma

4 1

2009 Montepaschi Siena Armani Jeans Milano

4 0

2010 Montepaschi Siena Armani Jeans Milano

4 0

2011 Montepaschi Siena 4 Bennet Cantù 1

Per l’Olimpia Milano,poi VirtusBologna (15)Varese(10) AssiMilano(6) Triestina, Treviso,Siena (5)

In Eurolega In questa stagione Siena ha vinto anche Coppa Italia, Supercoppa ed è stata 3ª in Eurolega

I quaranta minuti che separavano Siena dallo scudetto non sono stati una passeggiata per la Montepaschi. La Bennet non ha fatto la vittima sacrificale, tanto che alla fine il tabellone recitava 63-61, con un non fischio sull'ultima azione (Ress e Lavrinovic su Marconato) che ha fatto arrab-

biare la panchina brianzola. Cantù è partita forte, i biancoverdi erano contratti e la banda di Trinchieri ne ha approfittato iniziando con un perentorio 0-10. Da lì, dopo il primo canestro di Zisis (il migliore ieri sera) arrivato dopo 6 minuti e mezzo, è stata una lotta vera, con la Bennet che

Legadue: 2-2 tra Venezia e Casale Nella finale promozione di Legadue, la Umana Venezia ha sfruttato il fattore campo in gara 4 e respinto la Fastweb Casale 68-62, portandosi in situazione di parità: 2-2. Il verdetto promozione in serie A è dunque rimandato alla quinta decisiva partita in programma giovedì 23 alle 20,45 sul campo del club casalese (diretta tv RaiSport1).

I

AndreaMazzon,coach di Venezia

non voleva saperne di arrendersi e Siena che litigava col canestro ma riusciva a restare a galla. Dopo l'intervallo è uscita dallo spogliatoio una Mps più convinta, che ha alzato il livello di aggressività pur trovando di fronte una Cantù mai doma e ha messo il naso avanti, mantenendo il vantaggio fino alla fine, tagliando per prima l'ennesimo traguardo, malgrado una tripla fallita da Markoishvili a pochi secondi dal 40’ che avrebbe potuto sancire il sorpasso in extremis. Il futuro dei biancoverdi? Si parla di una possibile partenza di Simone Pianigiani, che potrebbe cercare nuovi stimoli all'estero. Ma c’è da giurare che la Mens Sana proverà a riscrivere la storia anche l'anno prossimo. A meno che Cantù e soprattutto la Milano di Scariolo non riescano a invertire questa tendenza. Difficile, almeno per il momento.

Nuoto, al Sette Colli Magnini torna sul trono “Ero finito nell’angolo” no a lui, richieste di autografi e foto e pacche sulle spalle. «Vivo per il calore della gente, di un pubblico che non mi ha mai abbandonato anche quando ho avuto sfortuna - racconta Magnini -. Penso al morbillo, al piede rotto, alle false partenze, ma ora...». Ora il suo mondo è tornato alla normalità, o meglio, agli allenamenti che Magnini definisce da «cerchietto rosso», a mille all’ora. Dalla testa del ventinovenne pesarese è come se fossero spariti i cattivi pensieri. «Per tre stagioni ero rimasto al centro dell’interesse di tutti e non solo in Italia, poi per qualcuno sono finito all’angolo. Ecco, la mia nuova giovinezza parte da qui: voglio riprendermi i miei spazi, le

mie attenzioni. Magnini c’è ancora, parto per Shanghai da outsider ma, visti i miei tempi, sono sicuro che gli altri mi prenderanno molto sul serio». L’affondo di Re Magno non ha obiettivi perché «non ho in testa alcuna rivincita». Nelle sue bracciate c’è orgoglio e voglia di stupire. «I più giovani sorride - mi prendono in giro indicandomi qualche capello bianco. Adesso quei capelli bianchi che in realtà non ci sono li avranno visti da dietro: in acqua mi diverto, credo di poterlo fare ancora per qualche tempo. Qua, a Roma, sento un coinvolgimento particolare e in gara l’ho fatto vedere...». La rinascita del campione pesarese sembra non avere confini. La prima risposta è

Re Magno Il due volte iridato ha vinto la sfida con i giovani azzurri Dotto e Orsi

per i media. «All’angolo ero finito anche per molti di voi, ma - così Magnini - in fondo era giusto anche se mi faceva rabbia...». Poi, tocca ai rivali, ai quali lancia la sfida nascondendosi dietro ad una battuta. «Se vinco a Shanghai faccio il giro della piscina mondiale senza costume....», ride Re Magno. L’umore del due volte campione iridato sui 100 sl è al massimo del livello. Magnini non scende dal blocco numero quattro, vuole sentire l’urlo del suo popolo. Al Foro Italico è lui la stella al ma-

schile ed ora che il cronometro è fermo sul 49’’27 c’è spazio per i sogni. «Il podio a Shanghai? Nella mia testa c’è un tempo di 48’’50, poi si vedrà...», precisa l’idolo del Settecolli. Sulla sua testa, intanto, piovono pennarelli e cuffie da autografare. Ha riconquistato l’attenzione dei media. «Io parlo con i fatti, non a parole...», ripete. Chissà se le virate romane avranno convinto anche gli avversari che Re Magno è tornato. La prova del nove, fra un mese, in Cina per il podio mondiale.

Super Fede nei 200 Il Trofeo Settecolli di Roma si è concluso con Federica Pellegrini ancora sotto i riflettori con il tempo di 1’56’’85 sui 200 sl. «Una nuova bella vittoria, qui a Roma sono andata meglio del previsto», così Fede. Nell’ultimo giorno di gara ha stupito il diciassettenne Gregorio Paltrinieri che si è aggiudicato i 1500 sl con il tempo di 15’04’’90.

I


. 2R

52 Sport

LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

Dalle 14 diretta tv su Sky Sport

l’americamo Michael Russell. Subito dopo avrà l’onore del centrale Francesca Schiavone, che deve guardarsi dall’australiana Dokic, a seguire Murray. Gli italiani in campo oggi, in totale saranno dieci: quattro delle sette donne e cinque dei sei azzurri presenti in tabellone, compreso Simone Bolelli ripescato come «lucky loser» e fortunato nel trovare l’austriaco Fischer. Peggio è andata a Flavio Cipolla, qualificato, sorteggiato con Del Potro. Andre-

Dieci azzurri sull’erba londinese Schiavone parte contro la Dokic Oggi alle 13 (le 14 italiane, diretta tv integrale su Sky Sport con 6 canali dedicati, in 3D sul canale 209) come da tradizione il defending champion Rafa Nadal inaugurerà il Centre Court di Wimbledon per questa

125esima edizione dei Championships. Il n.1 del mondo, che per restare tale dovrà vincere il torneo (sarebbe la terza volta) e sperare che Novak Djokovic non arrivi in finale, incontrerà

Intervista STEFANO SEMERARO LONDRA

Il re degli Anni 90 e il torneo al via oggi

Numero 7 del mondo Francesca Schiavone 30 anni

AUTOBIOGRAFIA

LA FONDAZIONE

«Vengo da Las Vegas una città dove se pensi una cosa, la puoi fare E a me è sempre riuscito bene bluffare»

«Oggi ho 650 ragazzi nella mia scuola, ma ce ne sono migliaia in attesa: ne perdiamo ancora troppi»

as Seppi, fresco vincitore a Eastbourne, giocherà domani contro lo spagnolo Montanes. I principali match di oggi. Centre Court: Nadal-Russel, Schiavone-Dokic, Murray- Gimeno Traver. N.1: ZvonarevaRiske, Volandri-Berdych, Roddick-Beck. N.2: V.WilliamsAmanmuradova. Gli altri italiani: Starace-Wawrinka, Bolelli-Fischer, Fognini-Raonic, Vinci-Dushevina, Errani-Kanepi, Cipolla-Del Potro, Pironkova-Giorgi.

A

Wimbledon nel ‘92 si prese il primo Slam, a Parigi nel ‘99 chiuse il giro dei quattro «majors» («fu come scalare l’Everest») e si fidanzò con la vincitrice del torneo femminile, Steffi Graf, che oggi è sua moglie e la madre dei suoi due figli. L’Europa per Agassi è una questione di cuore, sempre. Ci è tornato per assistere a un torneo fra 16 giovani speranze organizzato da Longines, il marchio di cui è testimonial e che collabora alla sua fondazione per l’educazione ai bambini. «Cambiare la vita delle persone è un grande dono», dice a 41 anni, con gli occhi spalancati, da vecchio fanciullo che sul campo e fuori le ha viste tutte. «Nessun risultato sportivo ti dà la stessa sensazione». Agassi, lei di sensazioni ne ha provate e fatte provare tante. Oggi direbbe ancora che «l’immagine è tutto», nello sport?

«Lo sport ha bisogno di rivalità, e nel tennis le abbiamo. A me non interessa vedere come una persona si atteggia, ma come è. Conosco Nadal, è un ottimo ragazzo, onesto, come Federer. Djokovic ha personalità, è se stesso. Nel tennis non abbiamo bisogno di gente con problemi». Abbiamo bisogno di divertimento...

«Be’, io mi sono divertito a vedere Federer-Djokovic a Parigi…». Scommetterebbe su Federer a Wimbledon a 29 anni? Lei a 33 era n.1.

«Difficile scommettere contro. Se avesse vinto con Nadal a Parigi lo avrei dato favorito, ma arrivare in finale gli ha dato fiducia. A 29 anni ha consumato il suo corpo un terzo di quanto avessi fatto io alla sua età, può dare ancora tanto». Nadal chiede troppo al suo fisico?

«È un lottatore incredibile. Io se mi accorgevo di essere sotto in uno scambio lasciavo perdere, mi risparmiavo per il punto successivo. Nadal no, fa violenza al suo corpo. Adesso ha 25 anni, è in salute. Ma in un giorno può cambiare tutto». Wilander sostiene che Djokovic è un mix fra lei e Connors, ma si muove meglio di tutti e due. È d’accordo?

«Ehi, Novak si muove meglio anche di Mats! Anzi: Djokovic si muove meglio di chiunque nella storia del tennis. Solo Nadal sulla terra gli si avvicina. Ma quest’anno Nole è impressionante». Anche più veloce di lei?

«Io non ero neanche il più veloce della mia generazione: Chang e Sampras mi battevano. Il mio forte era picchiare la pallina, quello sì».

“In casa mia vince Steffi a Wimbledon Federer” Agassi: “Odiavo il tennis, ora capisco che mi ha dato una famiglia” ri il meglio. Io ingaggiai Darren Cahill: avevo visto cosa era riuscito a fare con Lleyton Hewitt, uno che non sbaglia mai una scelta e sa attaccare appena possibile. Lleyton non ha tanta potenza, ma la sfrutta al massimo: Murray deve fare lo stesso».

Parliamo di Murray, il ragazzo che «deve» vincere Wimbledon. Ce SU NADAL la farà? A Parigi «Se ero sotto mi risparmiavo è arrivato in seper il punto successivo. Rafa mifinale.

Suo padre da bambino la costringeva a colpire 2500 palline al giorno. Si è mai sentito abusato?

«Ma a Wimbledon no, fa violenza al suo corpo» sarà un’altra cosa, dovrà lottare contro i propri fanta- «No, perché mi amava, era orgoglioso smi e la pressione di una nazione. di me. Però abbiamo una concezione diPerò al suo posto, con il tennis che è versa del successo. Lui non voleva che capace di esprimere, io mi sentirei pensassi, era convinto di avere tutte le male a non avere vinto uno Slam». risposte. E ancora lo è». Cosa gli manca?

«Un allenatore che sappia tirargli fuo-

Che cosa ha dato e che cosa ha ricevuto dal tennis? Nella sua biografia

«Open» ha scritto di averlo odiato.

«Sono passato dall’odiare il tennis a capire che il tennis mi ha dato la mia vita: mia moglie, la fondazione, il tempo di crescere i figli. Oggi posso guardare una partita e godermela. Spero di aver lasciato un tennis migliore». Anche Steffi ha avuto un rapporto non facile con il padre, guarda caso oggi vi occupate entrambi di infanzia a rischio…

«Steffi si occupa dei bambini nei Paesi tormentati dalla guerra: Kosovo, Eritrea, io dell’educazione dei bambini in generale». Era un ribelle. Oggi si sente un educatore?

«Mi sento uno che facilita le cose a chi educa. Da un anno e mezzo lavoro con Canyon Capital, una società da 20 milioni di dollari che si occupa di aiutare chi

opera nell’istruzione. Nei prossimi 3-4 anni costruiremo 65 scuole (Charter School) in America, 40 mila posti per ragazzi che non hanno un’alternativa per la loro educazione. Oggi ho 650 ragazzi nella mia scuola, ma ce ne sono migliaia in attesa: ne perdiamo ancora troppi». Che tipo era l’Agassi tennista che portava il parrucchino in campo?

ma è un’avventura». Sia onesto: c’è una cosa che fa meglio di sua moglie?

«Dipende dai punti di vista: il mio o quello di Steffi? Di certo non gioco meglio di lei. No, Steffi mi batte in tutto. Sceglie anche un sacco di cose per me, e ha SUL PADRE sempre ragione».

«Non voleva che pensassi, era convinto di avere tutte le risposte. E lo è ancora»

«Vivevo come in un vortice, non avevo il controllo di ciò che mi accadeva. Vengo da Las Vegas, una città dove se pensi una cosa, la puoi fare. Per me era così: quando perdevo la fiducia, bluffavo. E mi stupivo di come il bluff mi riuscisse bene». E l’Agassi 41enne?

«La mia vita è più programmata,

Cosa le manca del tennis?

«La gente, le amicizie».

Era una star: non soffre a non essere più al centro dell’attenzione?

«Il momento del ritiro non è mai facile. Ma lontano dai riflettori si vive molto, molto meglio». Domande & Risposte IN ULTIMA PAGINA


LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011 LA STAMPA 53

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LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011 LA STAMPA 54

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Oggi alle 10, con Brunetta, Rossi e Marcegaglia

IN BREVE

Industria: motore della crescita n Via Fanti, oggi, nelle sale del Centro Congressi a partire dalle ore 10, avrà luogo l’Assemblea Generale degli Associati, uno degli appuntamenti di maggior rilievo dell’Associazione degli industriali torinesi. Sarà presente tutta la business community locale, i vertici dell’industria e della finanza, accanto ad esponenti di primo piano delle Istituzioni, della politica, ma anche del mondo della cultura, degli Atenei, delle associazioni. Rappresentano un elemento di richiamo non solo gli importanti oratori che animeranno l’incontro, ma anche gli irrisolti problemi legati ad una crescita che permane troppo lenta e contribuisce a farci scivolare in basso fra le economie industrializzate. Di questi temi e del ruolo giocato da Torino e dalla sua industria ne parleranno, insieme a Gianfranco Carbonato, i vertici delle tre Istituzioni locali, insieme a Salvatore Rossi, Segretario Generale della Banca d’Italia, il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta e la Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia che concluderà i lavori dell’Assemblea. Sebbene le imprese, soprattutto nel nostro territorio, investano in manufacturing puntando su innovazione e nuovi mercati, c’è la sensazione che sia sempre più necessaria un’azione di politica economica e industriale mirata a sostegno della crescita della nostra economia. Non vi è dubbio che esistano pesanti vincoli di bilancio e che non sia possibile allentare il rigore, senza il quale la nostra credibilità finanziaria risulterebbe irrimediabilmente compromessa. Tuttavia, agendo in modo selettivo e comprimendo le spese non

I

REACH In streaming

www.ui.torino.it

Emma Marcegaglia Presidente Confindustria

L’imprenditore si racconta Mercoledì 22 giugno alle ore 17.30 presso il Centro Congressi, si conclude il ciclo “L’imprenditore si racconta”. Ospiti dell’appuntamento saranno Michele Appendino, Presidente e AD Solar Ventures, Giovanni Stella, VicePresidente e AD Telecom Italia Media e Daniel John Winteler, Presidente e AD del Gruppo Alpitour, che dialogheranno con Francesco Antonioli, Sole 24 Ore Nord Ovest. Le tessere d’ingresso, gratuite possono essere ritirate presso il Centro Congressi oppure scaricate dal sito www.centrocongressiunioneindustriale.it.

Gianfranco Carbonato Presidente Unione Industriale Torino

Renato Brunetta

Territorio e imprese

Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione

produttive, è possibile – e doveroso - reperire risorse per far ripartire il Paese. L’export, che pure è un traino importante, da solo non basta; determina una crescita a macchia di leopardo e nel complesso insufficiente a sostenere il rilancio complessivo

A partire dal 30 novembre scorso, prima scadenza di registrazione REACH, sono iniziate a circolare le Schede di sicurezza corredate degli Scenari di Esposizione, nuovo strumento che regola l’impiego delle sostanze chimiche, con il quale si devono confrontare le imprese europee. L’Unione Industriale propone giovedì 30 giugno una giornata formativa che ha l’obiettivo di fornire gli elementi base per la comprensione e l’applicazione delle prescrizioni REACH in merito agli scenari, con esempi tratti dall’esperienza applicativa. Il corso è destinato ai Referenti REACH e Responsabili del Servizio Protezione e Prevenzione di aziende produttrici, importatrici, formulatrici ed utilizzatrici di sostanze chimiche. Nel corso della giornata, coordinata dal Servizio Energia Ambiente, saranno esaminati i quesiti sottoposti dalle aziende.

della nostra economia. L’industria ha dimostrato, anche nella recente crisi, il suo ruolo centrale, sia in termini di tenuta e di radicamento territoriale, sia di motore di sviluppo in grado di generare e produrre nuova ricchezza. Si tratta, quindi, di convogliare risorse là ove il loro impiego è maggiormente redditizio, ma anche di assumere

decisioni – come quelle sulla TAV – che rendano l’ambiente economico efficiente. Occorre alimentare un clima favorevole al fare impresa, sviluppando rapporti sinergici con il sindacato, con il sistema bancario, con il mondo universitario e della ricerca, dando vita ad un modello locale, a rete, in grado di gestire la modernità insieme alla crescita.

Oggi pomeriggio, dalle ore 15.00 alle 18.00, presso Torino Incontra si terrà il convegno “Fra territorio e globalizzazione. Imprese e filiere d’imprese a Torino” durante il quale sarà presentato la ricerca che Torino Nord Ovest ha svolto a partire dagli ultimi mesi del 2010 considerando dieci casi di imprese attive nell’area torinese. Scopo dell’indagine è valutarne il radicamento sul territorio da un punto di vista della capacità di trasformare i rapporti di subfornitura in vere e proprie partnership locali. Intervengono, tra gli altri, Guido Bolatto, Segretario CCIAA, Ida Vana, Assessore alle Attività produttive Provincia di Torino, Tom Dealessandri, Vicesindaco ed Enzo Lavolta, Assessore all’Innovazione e allo sviluppo della Città di Torino.

AIDP Piemonte 23 Giugno ore 9.30 al Lingotto

Cina: nuove opportunità di business Giovedì 23 giugno, presso la sala Londra del Lingotto dalle ore 9.30, l’Unione Industriale di Torino organizza un seminario di presentazione delle opportunità economiche e commerciali offerte dalla Provincia dello Hunan, in concomitanza con la visita torinese del Governatore di Hunan Xu Shousheng e di una nutrita delegazioni di 70 funzionari tra rappresentanti delle imprese e delle amministrazioni locali. Sito nel Sud Est della Cina, lo Hunan ha una popolazione superiore a quella italiana e sta sviluppando un mercato domestico dalle enormi potenzialità. E’ tradizionalmente noto come “Terra del riso e del pesce”, ricca di materie prime, metalli e minerali non ferrosi che

hanno permesso l’insediamento di alcuni importanti gruppi industriali (automobilistici, siderurgici, metallurgici) di livello nazionale, che stanno attirando l’attenzione delle aziende italiane. In particolare, l’industria dell’automobile e il suo indotto stanno crescendo rapidamente, favoriti da una massiccia politica di investimenti pubblici e da un sistema di trasporti, infrastrutture e logistica all’avanguardia. Nella provincia sono altresì insediati numerosi laboratori universitari che si occupano di ricerca tecnologica e ingegneristica, che portano lo Hunan ad altissimi livelli di eccellenza. Gli indirizzi di investimento aperti a livello

internazionale spaziano dai settori dell’automotive e dei trasporti, alle infrastrutture, alle energie rinnovabili, all’alimentare e alle tecnologie più avanzate. Giovedì l’incontro tra le delegazioni sarà presieduto dal Presidente dell’Unione Industriale Gianfranco Carbonato con il Governatore dello Hunan. Particolare attenzione sarà riservata al nuovo stabilimento nato dalla joint venture FIAT- Guangzhou Automobile Corporation (GAC), che sarà costruito nel capoluogo Changsha. Le aziende interessate possono aderire all’iniziativa entro martedì 21 giugno. Per informazioni ed adesioni: Servizio Estero, tel. 0115718296.

Il Gruppo Piemonte dell’Associazione Italiana per la direzione del personale (AIDP) ha proceduto al rinnovo delle cariche sociali per il triennio 2011-2013. Il nuovo consiglio di AIDP Piemonte risulta così composto: Presidente Massimo Giuliberti, Vice Presidenti Gigi Guarise, Roberto Mattio, Carlamaria Tiburtini, Consiglieri Giancarlo Beck, Rossella Barsotti, Silvana Candeloro, Sandro Ghittino, Alberto Grattagliano, Roberto Marzano, Emanuela Panero, Paolo Zangrillo, Past President Michelangelo Rissone, Consiglieri Nazionali Ermete Bossina, Gustavo Bracco, Marco Gusella, Giuliano Viani. Per informazioni: tel. 011.57182602; e-mail: aidp@ui.torino.it

L’arte del comando Skillab propone un corso che vuole fornire metodologie e tecniche atti ad incrementare l’efficacia dell’azione di gestione e orientamento dei collaboratori verso i risultati aziendali prefissati. Rivolto ai capi del personale e manager delle risorse umane, si svolgerà il venerdì 8 e 15 luglio, dalle ore 9.00 alle 17.00. Per info: Skillab, tel. 011.5718549, e-mail: bollati@skillab.it


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CELEBRA NOSIGLIA

Stasera la processione per la festa della Consolata Oggi la festa della Consolata, patrona della Città, culminerà alle 20,30 con la solenne processione guidata dall’arcivescovo monsignor Cesare Nosiglia. Migliaia di fedeli percorreranno via della Consolata, piazza Albarello, le vie Ber-

IL TEMPO IN CITTÀ Oggi

Ieri

Un anno fa

LA STAMPA

MIN (˚C)

16

16.5

12.5

MAX

LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

27

27.2

20.0

All’interno

tola, San Francesco d’Assisi, Milano (sosta davanti al Palazzo Civico e saluto del sindaco Fassino), Porta Palazzo, piazza Emanuele Filiberto, via Giulio, piazza della Consolata. Per tutto il giorno nel santuario si succedono le messe. Alle 9.30 cele-

La processione nel giugno 2010

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bra il vescovo ausiliare monsignor Guido Fiandino, alle 11 l’arcivescovo. Alle 16 la messa è dedicata ai Missionari e alle Suore Missionarie della Consolata. Alle 17 vespro solenne, alle 18,15 celebra monsignor Piero Delbosco, provicario generale. La messa delle 23 è presieduta da don Franco Lotto, rettore di Maria Ausiliatrice. La processione sarà in diretta streaming su www.laconsolata.tv e su Telesubalpina (16 e 272 della numerazione del telecomando).

TORINO

Via Marenco 32, 10126 Torino, tel. 011 6568111 fax 011 6639003, e-mail cronaca@lastampa.it f specchiotempi@lastampa.it f quartieri@lastampa.it IL VOLTO DELL’ATENEO DOPO GLI ACCORPAMENTI VOLUTI DALLA RIFORMA GELMINI

Come cambia l’Università La rivoluzione del 2012 Oggi il test Invalsi alle Medie La prova più temuta dai ragazzi Italiano e matematica in forma di quiz

La riforma Gelmini prende corpo - tra poche settimane scade il termine per la presentazione del piano di riordino - e l’Università di Torino si appresta a cambiare volto per sempre. Le novità entreranno in vigore nel

I

2012, ma molte decisioni sono in dirittura d’arrivo. Le più importanti riguardano i dipartimenti, che secondo la nuova legge avranno il compito di gestire gli insegnamenti. A Torino saranno più che dimezzati rispetto agli attuali 55, accor-

pati in unità più grandi (con un minimo di 40 docenti ciascuna): il numero finale sarà 25, al massimo 27. I dipartimenti apparterranno a loro volta a sei grandi «scuole», che sostituiranno le facoltà corrispondendo grosso modo

a macro-aree disciplinari: scuola umanistica, scuola medica e via dicendo. Entusiasta il rettore Ezio Pelizzetti: «La riforma ci avvicina al modello anglosassone, tra 15 anni vedremo i risultati». Tortello ALLE PAGINE 56 E 57

CENTOMILA SPETTATORI PER LA SFILATA DI IERI

Maria Teresa Martinengo A PAGINA 57

I Bersaglieri: “Torino, che accoglienza”

TASSE

«Ganasce fiscali» Mai più sequestri per piccoli debiti Andrea Rossi A PAGINA 58

IN VIA PO

Aggredita una famiglia del Bangladesh Massimo Numa A PAGINA 60

LE STORIE

Cinquant’anni dietro al bancone Elena Lisa A PAGINA 61

LA STORIA

A Pecetto non ci sono i coccodrilli PAOLO ACCOSSATO

C

i sono storie che chiedono di essere raccontate, e la vicenda di Liaqat Kasemi è una di queste. Una storia in cui l’esigenza naturale della vita si lega a quello sport ancora sano, lontano anni luce da scommesse, scommettitori e figuranti vari che ammorbano il mondo del calcio. Una storia che è giusto iniziare a narrare dalla fine. Liaqat è afghano, ha ventidue anni, da tre è in Italia e lavora al Pecetto di patron Pino Abelardo come manutentore dei campi di strada Busello. Ieri è stato uno dei protagonisti della «Giornata delle stelle pecettesi», la grande festa che annualmente la società collinare organizza per riunire gli atleti di tutte le discipline della polisportiva e che quest’anno ha celebrato anche il passaggio in Promozione della prima squadra. In serata si è svolto un match amichevole tra i figli dei campioni del passato (tra cui Cereser, Cuccureddu, Rosato, Francini) e una selezione afghana formata da ragazzi fuggiti dal loro Paese che hanno trovato casa nel Torinese. È finita 1-1, ma per una volta il risultato contava poco. Tra gli afghani c’era pure Liaqat che è sceso in campo al fianco di Enaiatollah Akbari, il protagonista del fortunato romanzo di Fabio Geda «Nel mare ci sono i coccodrilli».

Elisabetta Graziani e Alessandro Mondo A PAGINA 59

CONTINUA A PAGINA 58

La bici impossibile GIUSEPPE SALVAGGIULO

A

Next Opening Rivoli www.danpol.it

l momento gli operatori sono momentaneamente occupati». la risposta del call center che pare scritta da Nino Frassica è il colpo del ko. E dire che questo bike sharing l’avevi sposato, perdonando i primi disagi. Però, dopo un anno, su 116 stazioni previste solo 60 attive. Dopo le 11 di sera, stazioni sature e non sai dove depositare la bici. Tessere smagnetizzate, pedali che saltano, freni allentati, telai ammaccati, catene scatenate, cestini sbullonati, sellini che ballano come Don Lurio. Chiami e richiami,

vorresti supplicare di spiegarti perché da due giorni avvicini la tessera ma il beeep segnala un errore, ti aggrappi disperato alle bici che non si staccano, arrivi a Porta Susa e non ne trovi, e così in corso Vinzaglio. Stremato ne vedi una in corso Vittorio, fantozzianamente urli «E’ mia!» e la strappi a un altro malcapitato, sferri il primo colpo di pedale ma ti accorgi che la ruota è storta. Vorresti. Poi, quando al quinto tentativo l’operatrice risponde «un momento, devo riavviare il computer» e stai per esplodere, dopo un attimo di esitazione ti guardi attorno, riattacchi e pensi: non è un Paese per bike sharing.

Next Opening Rivoli www.danpol.it


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56 Cronaca di Torino

LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

U

ISTRUZIONE L’EFFETTO GELMINI

Così la riforma cambierà l’Università Dimezzati i dipartimenti, si parte nel 2012 Le facoltà sostituite da sei grandi “scuole”

Il via dal 2012/13, tra parentesi l'accorpamento degli attuali MATEMATICA Matematica

SCIENZA DEL FARMACO

FISICA Fisica generale

Scienza e tecnologia del farmaco

Fisica sperimentale

il caso LETIZIA TORTELLO

P

iù efficienza con meno risorse, è la rivoluzione delle università. Mancano poche settimane alla scadenza del termine entro cui presentare il piano di riordino degli atenei previsto dalla riforma Gelmini e Torino, come tutti i maxi poli universitari d’Italia, vive giorni di caos burocratico. Indaffarata a sforbiciare i corsi per i prossimi anni accademici e a estinguere le facoltà, così come vuole il ministro. Grandi manovre e molti equilibrismi, per tenere insieme un puzzle complesso chiamato Università degli Studi, che nel 2012-2013 avrà un volto completamente diverso da oggi. La legge prevede che gli insegnamenti siano gestiti in futuro dai «dipartimenti», comprendenti al loro interno un minimo di 40 docenti. Questo vincolo rappresenta un colpo mortale per le medio-piccole realtà dipartimentali, tenute in vita oggi da 12 o 13 docenti, che spariranno o perderanno la loro specificità, per confluire in strutture più grandi e dalle denominazioni più generali. Dei 55 dipartimenti at-

scuola giuridica e di scienza politica (concentrate all’ex Italgas), scuola di scienze naturali, veterinaria, scuola economica (ai Poveri Vecchi). Queste ultime saranno strutture leggere che risolveranno le questioni pratiche, tipo l’organizzazione delle aule e degli spazi. Una dieta accademica che mira al risparmio. Prima di tutto del personale amministrativo. Ma nella rivoluzione degli accorpa«Se prevale la logica menti, l’Università, conservadei tagli è un danno trice per eccellenza, vive giorni di lotte intestine tra i dipartiper la cultura: così per accaparrarsi un ruosi perdono molti corsi menti lo di prestigio nel nuovo e più piccoli ma specifici» snello impianto. Così si è scatenato un vero e proprio «calcioLorenzo Massobrio mercato» dei docenti (cortegpreside della facoltà giati come non mai), necessadi Lettere rio per restare in vita. Spesso con la promessa che un cambio di casacca e di afferenza potuali, a Torino, ne resteranno trebbe aprire nuove prospettimeno della metà: 25, al massi- ve di ricerca. mo 27 (il disegno è ancora in diPrendiamo ad esempio il scussione). Saranno responsa- Dams e Scienze dell’Educaziobili della didattica e dei corsi, ne, che fino a oggi facevano pocompresa la gestione dei docen- lo a sé. Il primo sparirà, assorti e della ricerca scientifica. Un bito completamente dalla gapotere più consilassia di Studi stente dell’attuaLOTTE INTESTINE Umanistici, il le e in lizza ci so- Si scatena il «mercato» nuovo nome denno molti aspirantro al quale sadei professori, contesi ranno radunati ti al ruolo di dida chi non vuol sparire gli attuali Letterettore. I dipartimenre, Lettere Clasti apparterranno a loro volta a siche, Filologia, Discipline Ansei grandi «scuole», sul model- tropologiche, Orientalistica, lo statunitense, che prenderan- forse Beni Culturali (anche se no il posto delle facoltà, corri- parte degli storici dell’arte sta spondendo grosso modo a ma- pensando a un apparentamencro-aree disciplinari: scuola to con Storia) e una possibile umanistica, scuola medica, nuova Sis per futuri insegnan-

INFORMATICA

Fisica teorica

Informatica

CHIMICA Chimica IFM Chimica generale e organica

SCIENZE DELLA VITA E BIOLOGIA DEI SISTEMI

SCIENZE DELLA TERRA

Biologia animale e dell'uomo

Scienze mineralogiche e petrologiche

Biologia vegetale

Scienze della terra

Chimica analitica

25

le unità rimaste Dagli attuali 55 dipartimenti nel 2012 si passerà a 25 o al massimo 27: dovranno gestire gli insegnamenti

40

il minimo di docenti Ciascun dipartimento dovrà comprendere almeno 40 professori: i più piccoli, da 12-13 docenti, spariranno

ti. Il secondo farà gruppo con centi, insoddisfatti, vorrebbeFilosofia, ma già si accende lo ro cavalcare la situazione per scontro, perché nessuno dei fare il salto tanto atteso di didue accetta di comparire per partimento e anche di carrieultimo nella denominazione del ra, soprattutto nel caso dei giodipartimento. Storia e Lingue vani ricercatori. Un approdo alresistono sulle posizioni per fa- lettante per loro è Scienze delre area autonoma. E Geogra- l’Educazione, anche se Medicifia? Addio. Dissolta con i suoi na, per ovvie ragioni di familiadocenti in molti rivoli. Così rità disciplinare, fa da seduttiScienze delle Religioni. vo contraltare. Ma un’emorraEconomia gia interna tropmanterrà due diGLI ADDII po grave potrebpartimenti forti Dal Dams a Geografia be mettere addie compatti, Giuririttura a rischio Ecco gli indirizzi la sopravvivensprudenza uno, che saranno assorbiti za del diparticome Scienze Politiche. «Delle mento. due facoltà di Medicina sarebNon parliamo poi di tutte be opportuno ne nascesse una quelle realtà interdipartimensola - spiega il Rettore Pelizzet- tali, per cui il cambiamento ti -. Veterinaria farà a sé, per- comporta una ridefinizione ché ha una tradizione antica da dell’identità. È il caso di Sociovalorizzare». Lo stesso vale logia o di Scienze della Comuper Agraria, Farmacia e Mate- nicazione. Dove andranno i lomatica, Chimica e Fisica. Ma è ro professori? Lo si saprà a Psicologia che si consuma il quando le forbici della rifordilemma più grande. Molti do- ma entreranno in azione.

AVVISO A PAGAMENTO

DEDICATO A TUTTI I CLIENTI DELL’EDICOLA DI C.SO VINZAGLIO 11/C e venditrice di questo quoDa lettrice de “La Stampa” sono passata ad esser Voi. con tidiano, lo stesso che oggi uso per comunicare e e alquanto sofferta: vendeMi sono trovata ad operare una scelta non facil re la mia attività. o, ho preso esclusivamente Una decisione che, dopo solo due anni d’esercizi con la testa, ma, purtroppo, non con il cuore. mente gratificata ed arricDal rapporto costruito con Voi ne esco profonda chita personalmente. sig. Barbone, il mio primo Vi ringrazio tutti indistintamente, a partire dal to, sempre di corsa prima cliente del mattino, sino a quello dell’ultimo minu della chiusura. semplici ma non per questo A Voi tutti un caloroso “grazie”, persone insostituibili, la mia piccola meno importanti, fondamentali per me e sfogliando riviste e scegliengrande clientela che scandiva le mie giornate do sorpresine per i più piccini.

con i quali ho condiviso queAbbraccio anche tutti i colleghi commercianti e la “mia città” era solo sta meravigliosa esperienza, prima della qual engo. Oggi anche Torino ha il Orenburg, nella lontana Russia, da cui prov di uno degli ultimi libri in suo posto d’onore nel mio cuore e penso al titolo e Torino”. Ecco, io ne ho uno vendita nella mia edicola: “50 motivi per amar in più, e siete Voi!!! per il mio futuro, ma se la Esco di scena amaramente e con molte incertezze be? vita fosse fatta solo di certezze, che vita sareb a e a Voi tutti di affrontare Non mi rimane quindi che augurare a me stess la vita inevitabilmente porta con la necessaria serenità l’imponderabile che con sé.

Con affetto, la vostra ex edicolante

G. Rybak


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LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

Cronaca di Torino 57

Settimana di esami Oggi i test Invalsi Mercoledì la Maturità Nei licei Curie, Umberto I e Spinelli debutta il diploma che apre le porte degli atenei francesi

Retroscena SCIENZE AGRARIE

MARIA TERESA MARTINENGO

MEDICINA

Valorizzazione e protezione delle risorse agroforestali

Anatomia, farmacologia e medicina legale

Economia e ingegneria agraria, forestale e ambientale Agronomia, selvicoltura e gestione territorio

Neuroscienze

Fisiopatologia clinica

L

CHIRURGIA

Medicina ed oncologia sperimentale

Scienze biomediche ed oncologia umana

Medicina interna

Discipline ginecologiche e ostetriche

Genetica, biologia e biochimica

Discipline medico chirurgiche

Scienze zootecniche Colture arboree

NEUROSCIENZE

I «quiz» che fanno paura

Centimetri - LA STAMPA

«Ora più vicini agli Usa I benefici? Fra 15 anni»

5

Al timone dal 2004

domande a

Ezio Pelizzetti, 67 anni, rettore dell’università di Torino dal novembre del 2004 e confermato per il quadriennio 2008-2012

Ezio Pelizzetti rettore

Ezio Pelizzetti, rettore dell’Università di Torino, questa rivoluzione migliorerà la qualità dell’offerta formativa?

«Sono convinto di sì. La legge è una grande opportunità e l’Università ha solo da guadagnarci. Prima di tutto perché si riorganizzano i docenti per aree tematiche e anche il personale tecnico-amministrativo. Ci avviciniamo sempre più al modello anglosassone, tra 15 anni vedremo i buoni risultati». I critici della riforma dicono che è stata dettata da ragioni economiche. Unico scopo, i tagli. Condivide?

Scienze Gastronomiche, il Politecnico, addirittura Aosta. Dobbiamo far crescere sempre più la nostra capacità di attrarre studenti stranieri, oggi il 7% su 67 mila. Torino deve diventare davvero la città universitaria del Nord Ovest».

«Agli atenei mancano risorse, ma non credo che sia questo il motivo alla base delle scelte. Il Quando sarà operativo il nuoriordino delle favo piano? coltà era necesI GEMELLAGGI «Credo a ottobre sario. Da 20 anper l’anno «Li stiamo studiando 2012, ni non si metteaccademico va mano allo Torino deve diventare 2012-2013. Nel Statuto. Mi au- polo del Nord Ovest» prossimo mese guro che la crealo presenteremo zione di pochi diLA RIFORMA a Roma, o forse partimenti, au- «Non è soltanto tagli: chiederemo 3 metonomi nella disi di proroga». dattica, duri al- da vent’anni nessuno Un altro dei toccava lo Statuto» trettanto». punti più diNon era più opportuno un accorpamento tra atenei, ad esempio con il vicino Piemonte Orientale, piuttosto che un maquillage interno delle facoltà?

«Stiamo pensando a un gemellaggio o una federazione con Vercelli, ma anche con

scussi è il futuro dei giovani ricercatori. La legge Gelmini li penalizza?

«La situazione dei concorsi è bloccata, per questo la legge deve essere applicata al più presto. Ci tengo a dire che a Torino i ricercatori sono cresciuti del 19% dal 2004 e rappresentano il [L. TOR.] 45% dei docenti».

a settimana del 2011 a maggiore intensità di esami inizia oggi con la prova Invalsi di matematica e italiano per i ragazzi delle medie, 18.900 nella provincia. Sicuramente, i test dell’Istituto di valutazione nazionale sono i più temuti tra le prove, sentiti dai ragazzi «estranei» alla didattica dei propri insegnanti, quelli che più potranno incidere negativamente sul voto finale. Due ore e mezzo il tempo concesso, più un intervallo di 15 minuti. E domani cominciano gli orali. Alle superiori stamane enDue ore e mezzo di tempo per l’unica prova «nazionale» tra nel vivo, con la riunione uguale per tutti, degli esami di licenza media preliminare, il lavoro delle commissioni dell’esame di to - spiega il preside Tommaso i plichi che sono stati consegnaStato. In provincia di Torino De Luca, che da alcuni anni ne ti alle forze dell’ordine. Da comi candidati sono 15.733, fa parte - con l’obiettivo di ri- missariati e caserme approde14.935 interni e 798 sono gli solvere tutti i possibili proble- ranno nelle scuole mercoledì e esterni che hanno affrontato mi con consigli e indicazioni giovedì all’alba. il pre-esame di ammissione. preliminari. Gli ispettori in serNessuna novità «per tutti», Nel pomeriggio all’Itis Pinin- vizio, infatti, sono un “asso nel- dunque, nella Maturità 2011. farina di Moncalieri è previ- la manica” da calare solo in ca- Ma una, interessante, c’è almesto l’incontro di tutti i presi- so di estrema necessità». In at- no per alcune decine di studendenti con il direttore dell’Uffi- tesa che il concorso arrivi a ti. In tre istituti torinesi (e in poconclusione, in che decine a livello nazionale), cio Scolastico Territoriale UN POOL DI ESPERTI Piemonte sono Curie di Grugliasco, Internaziosolo Al- nale Spinelli ed Europeo UmAlessandro MiAnche quest’anno rimasti fonso Lupo e Sil- berto I, decolla l’esame con literno e con la sarà a disposizione vana Mosca. «task force» doppia validità italiana e frandelle commissioni La macchina cese. L’EsaBac consente agli alorganizzata organizzativa lievi al di qua e al di là delle Alpi con dirigenti scolastici di lunga esperien- della Maturità prevede poi, nei di conseguire simultaneamenza ed ispettori per supporta- giorni della vigilia, la distribu- te due diplomi l’Esame di Stato re le commissioni di fronte zione e la custodia delle tracce italiano e il Baccalauréat franad impreviste difficoltà o per d’esame, italiano per tutti e le cese. Proprio in vista di questo meglio interpretare la nor- seconde prove differenziate debutto, mercoledì mattina il mativa. Oggi saranno anche (matematica, come sempre, al- direttore generale dell’Istruzionote le necessità in fatto di lo scientifico, latino al classico, ne in Piemonte, Francesco De sostituzioni di presidenti e/o all’Istituto tecnico commercia- Sanctis, sarà all’Umberto I di le Economia aziendale, Costru- via Bligny per dire un simbolicommissari. «Il gruppo di supporto zioni dai geometri). Sabato i co «in bocca al lupo» ai candiquest’anno è stato potenzia- provveditorati hanno ricevuto dati di tutte le scuole.

La protesta «Troppi tagli al personale» La fine delle lezioni apre i ragionamenti sul prossimo anno scolastico che, con la terza ondata di tagli, è visto con timore da dirigenti, insegnanti e famiglie. Domani, in Consiglio regionale, si discuterà - su richiesta del consigliere Pentenero e degli altri consiglieri Pd delle risorse che la Regione dovrebbe destinare alle scuole in gravissima crisi di personale. Sempre domani alle 11 i genitori dell’Istituto comprensivo Manzoni di San Salvario consegneranno al Provveditorato una raccolta di firme per chiedere più per insegnanti e personale Ata. «La riduzione di organico - dicono - ha eliminato il tempo pieno classico, annullato le compresenze, ridotto il progetto di intercultura».

I


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LA STAMPA

58 Cronaca di Torino

il caso

LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

Preavvisi fermi auto

ANDREA ROSSI

COSAP C

TTARSU

30.118 3

FFattii

(13.183.141 €)

Riscossi

149

Andamento riscossione volontaria e coattiva

CIMP C

295 2

308 3

237.000

(230.849 €)

(282.358 €)

Ici

146

(81.683 €) (149.166 €)

119

(in migliaia di euro)

189

160.000

Da riscuotere

T

155.000 Tarsu (rifiuti)

38.720 (30.481.296 €)

Settimo Torinese

Investe la figlia

(imposta immobili)

(64.013 €) (218.344 €)

roppe ganasce fi9.401 20.717 scali. Ci dev’essere (3.338.192 €) (9.844.948 €) un limite». Il limite Giulio Tremonti, ministro dell’EcoCODICE STRADA C nomia, ha deciso di fissarlo a 2 mila euro. Sotto quella soglia 60.793 6 (37.628.182 €) Equitalia non potrà più disporIICI re fermi amministrativi, ma po165 1 trà solo inviare solleciti di paga22.073 (230.849 €) mento, almeno così prevede il (7.146.886 €) decreto sviluppo che le camere 64 101 (81.683 €) (139.656€) devono convertire. A Torino il Pdl ha colto la palla al balzo ed è andato a spulciare la convenzione che il Comune ha con SoCentimetri - LA STAMPA ris, la società di riscossione di Palazzo Civico, scoprendo che in città il fermo dell’auto scatta per importi superiori ai cento euro. Una miseria, per il capogruppo Andrea Tronzano. Uno dei primi provvedimenti destinati a essere discussi in Consiglio comunale riguarda proprio Soris. Il Pdl chiede di adeguare il limite a quello stabilito per Equitalia. «Nella proposta di riduzione di alcune tasse locali che sottoporremo al sindaco chiediamo che si riveda il capitolato di servizio tra città e Soris con misure cautelari a fa- posta finirà sul tavolo dell’asses- cassare cifre enormi. Non procevore dei cittadini». I parametri sore al Bilancio. Gianguido Pas- dere al fermo fino a 2 mila euro del contratto possono essere soni sembra possibilista: «Alza- significherebbe lasciare a quasi modificati dal Consiglio comu- re la soglia? Perché no, se ne può tutti i torinesi la possibilità di nale, il Comune può impartire discutere». Però fissa paletti pre- non pagare senza subire consecisi, perché il limi- guenze». Il rischio da evitare, sedirettive e richiedere interIL CAPOGRUPPO te dei cento euro condo il Comune, è trasformare fissato una misura che dia respiro ai citventi specifici. Tronzano: «Il governo èconstato una logica tadini in una sorta di «liberi tutL’opposizione vorrebbe forza- ha elevato a 2 mila euro precisa: rendere ti». Ecco perché la proposta di il limite per Equitalia» massimo il fatto- spostare la soglia a 2 mila euro re le tappe, more deterrente, in verrà respinta, ma su un incredificare i parametri della società di riscossio- un Comune che ha assoluta ne- mento più lieve - magari a 2-300 ne entro fine ottobre e farli di- cessità di non disperdere risor- euro - si può discutere, come ventare operativi dall’anno se. «A differenza di Equitalia, conferma anche il capogruppo che riscuote le imposte erariali e del Pd Stefano Lo Russo, «a conprossimo. Tra qualche giorno la pro- i contributi, Soris non deve in- dizione che non si riveli una sa-

In breve

101.000 Cosap (passi carrai)

16.000

Cimp (iniziative pubblicitarie)

8.200 11.530 7.500

Una donna ha fatto scendere la figlia dall’auto prima di parcheggiare nel garage di una palazzina in via Fornaci, a Settimo, ma non si è accorta che la bambina di 3 anni e mezzo era sgusciata dietro. Nella manovra, la piccola è stata spinta contro il muro e la gamba destra è rimasta incastrata tra paraurti e parete del box. Ha una frattura alla gamba e contusioni al torace.

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San Giovanni

Ecco i treni speciali Treni speciali da mezzanotte alle 5 del mattino collegheranno Torino con i Comuni limitrofi per la festa di San Giovanni, venerdì 24 giugno. Coinvolti i collegamenti con Chivasso, Cuneo, Asti, Susa, Pinerolo, Germagnano (Torino-Ceres) e Settimo-Rivarolo (canavesana). Sarà ampliato il servizio notturno Nightbuster.

I

3.700 2005

Cosap

4.700

(commercianti)

2007

2010

“Mai più ganasce fiscali per un debito di 100 euro” Il Pdl: alzare la soglia oltre la quale Soris procede al fermo dell’auto natoria per i furbetti e tuteli i cit- Insomma, si viaggia sempre ben tadini onesti». al di sopra dei 100 euro, segno A fine 2010 Soris aveva in che forse un’operazione di allegcorso quasi 92 mila procedure di gerimento verso quei cittadini fermo, per un importo comples- che devono pagare importi più sivo di 51,5 milioni lievi è possibile. Il di euro. Il grosso L’ASSESSORE PASSONI Pdl vorrebbe anriguarda la Tarsu oltre: la pro«Il ritocco è possibile dare (l’imposta sui riposta vincolerebfiuti) e le multe. purché non si vanifichi be Soris a disporl’effetto deterrenza» re pignoramenti Le somme da riscuotere non soimmobiliari sono poi così blande: per la Tarsu pra i 50 mila euro (anziché gli 8 l’importo medio delle cartelle mila attuali) e degli autoveicoli esattoriali è 4.400 euro; per l’Ici oltre i 5 mila (contro gli attuali 1300 mentre per gli altri tributi mille). Ed escluderebbe dalle gasi oscilla tra i 600 e i 900 euro. nasce chi usa l’auto per lavoro.

Farmacie

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LA «GIORNATA DELLE STELLE»

PAOLO ACCOSSATO SEGUE DA PAGINA 55

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n quelle pagine il giovane profugo racconta la sua incredibile avventura: «Con Enaiatollah - esordisce Liaqat - e con il gruppo dei giovani afghani rifugiati a Torino giochiamo a pallone ogni settimana a San Mauro. Per risentirci un po’ a casa e perché il calcio ci restituisce un sorriso». C’è chi studia, chi lavora come Liaqat, chi è ancora in comunità, ma tutti hanno alle spalle un’atroce esperienza di morte: «I taleban - dice Liaqat hanno ammazzato mio papà quando ero piccolo e sono fuggito a piedi per non fare la stessa fine: io sono di Ghazni, a Sud di Kabul, e quando sono rientrato dopo qualche mese non ho più trovato la mia famiglia. A questo punto senza più alcun affetto ho deciso di lasciare il mio Paese». L’italiano ancora incerto tradisce l’emozione del ricordo: «Sono scappato di notte e dopo parecchi giorni di cammino sono arrivato in Pakistan. Da lì ho provato a passare il confine con l’Iran». A quel punto la carovana viene fermata dalle guardie e le parole di Liaqat diventano dolore: «Ci hanno fatto inginocchiare e si sono piazzati alle nostre spalle: eravamo una decina ed hanno cominciato a spararci

Ti premia.

Con il presidente Liaqat Kasemi, a sinistra, 22 anni, in Italia dal 2008, abbraccia il presidentedel Pecetto Pino Abelardo

alla testa partendo dall’estremità della fila. Per ogni ragazzo ucciso ne risparmiavano uno e quando è arrivato il mio turno sono passati oltre. Io ho dunque avuto la fortuna di essere graziato, ma ho visto cadere al mio fianco inermi ragazzi della mia età. Da lì, dopo un’odissea, sono passato in Turchia, Grecia e sono arrivato a Torino». Sono trascorsi tre anni e Liaqat ha perso i contatti con la famiglia rimasta in Afghanistan: «Non so che fine abbiano fatto mamma, fratello e sorella: le comunicazioni

sono difficilissime, tornare è impossibile e non conosco più nessuno». A Torino intanto il giovane afghano ha incontrato Abelardo che lo ha voluto con sé: «Liaqat è ormai una delle anime del Pecetto - dice il patron -. Da noi si occupa un po’ di tutto ed è il nostro primo tifoso. L’ho voluto in società perché lo sport deve unire e dare a tutti un’opportunità di integrazione attraverso il lavoro. E questa partita è stata un bel segnale di speranza».

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LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

Cronaca di Torino 59

In centomila per i bersaglieri Tre ore di applausi sotto il sole per il gruppo storico arrivato a Torino dal Canada, i reduci di Zara, Pola e Fiume, le truppe in Libano e Somalia. C’era anche il generale Sturchio, 102 anni, insignito della Croce di ferro da Rommel ALESSANDRO MONDO

nella loro essenzialità. Presenti, tra le autorità, Antonio SaitTre ore sotto il sole, senza ta, il vicesindaco Dealessandri, perdersi una fanfara. Giovani l’assessore Porchietto, la senae meno giovani, mogli e mari- trice Magda Negri. ti, con o senza bimbi al seguiUna settantina di fanfare to: nessun segno di impazien- provenienti dall’Italia e non soza o scatti di insofferenza. Ec- lo hanno fatto risuonare le loro cole lì le 100 mila persone che note per ogni dove: persino nelieri mattina, stando alle sti- le stazioni del metrò, pieno alme, hanno applaudito i circa l’inverosimile. Applausi per il 30 mila bersaglieri mentre gruppo storico dal Canada. Apsfilavano da piazza Vittorio a plausi per i reduci di Zara, Pola piazza Cln. E chissà che un e Fiume, nomi che fanno ancora giorno qualcuvibrare corde no non riesca a ACCOGLIENZA profonde. Apdecifrare le per i mili«Siamo stupiti plausi cause di una tari reduci dal Lidel calore bano e dalla Sopartecipazione trovato in città» malia. Ma anche che finora ha lasciato sbigottiper il generale ti gli stessi radunisti. Sturchio, 102 anni portati con Perchè se è vero che nor- fierezza, insignito della Croce di malmente i raduni militari ca- ferro da Rommel. talizzano grosse percentuali In occasione del raduno è di pubblico, è altrettanto vero stato decorata con la medaglia che Torino - città con una lun- d’oro al valor dell’Esercito la ga tradizione militare e am- bandiera del 18˚ reggimento: il pie caserme a delimitarne i primo a entrare a Nassiriya, in corsi - reagisce con un supple- Iraq. Sempre ieri, è stato premento di curiosità e parteci- sentato il nuovo basco nero pazione. Chiedete ai granatie- del Corpo che da oggi sostituiri, agli alpini e ai cavalleggeri, rà il «fez» cremisi. Non il capche la sfilata se la sono già la- pello piumato: quello, per forsciata alle spalle. Domenica tuna, resterà. scorsa non si capacitavano nemmeno gli avieri. Ieri è stato Giuseppe Valotto, capo di stato maggiore dell’Esercito, a ribadire il concetto: «Questa città dimostra di avere un “ di più”». «Presenza eccezionale», rilancia il generale Ennio Betti, responsabile dell’Associazione nazionale Bersaglieri per il Settentrione. Per la gioia e l’orgoglio In quel «di più» si riassudi una folla accorsa me l’abbraccio che Torino ha per ammirarli e applaudirli riservato anche ai bersaglieri, pieni di orgoglio mentre sfilavano a passo di corsa con i grandi tricolori tenuti per i quattro capi, le medaglie conquistate in teatri di guerra vicini e lontani, le divise moderne e storiche perfettamente stirate. Insieme a loro, le compagne di una vita: dalle vecchie Gip lustrate a puntiMedaglia d’oro alla bandiera no alle «carriole», le biciclet- del 18˚reggimento: il primo a te pieghevoli straordinarie entrare a Nassiriya, in Iraq

Settanta fanfare mobilitate Da piazza Vittorio a piazza Cln - lungo via Po, piazza Castello e piazza San Carlo - una settantina di fanfare provenienti dall’Italia e non solo hanno fatto risuonare le loro note per ogni dove: persino nelle stazioni del metrò, pieno all’inverosimile

30

mila alla sfilata

18˚

reggimento «I valorosi»

Da tutto il mondo

Le «carriole» in parata

Ieri i radunisti si sono ritrovati nel cuore di Torino da tutta Italia e da diversi Paesi del mondo: compreso il Canada

E’ il nome con cui i bersaglieri chiamano affettuosamente le loro vecchie biciclette pieghevoli, robuste ed essenziali

“Una festa degna dei 150 anni ma perché i negozi sono chiusi?” ELISABETTA GRAZIANI

Solleone e saracinesche abbassate per i bersaglieri. Torino ha accolto le 30 mila teste piumate sotto il cielo azzurro. Ma i negozi, anche in via Roma, quasi tutti chiusi, a eccezione di qualche vetrina in franchising e della libreria della «Stampa». Dettaglio che non ha mancato di suscitare qualche polemica tra i 100 mila spettatori. Un gruppetto di veterani dei raduni borbotta: «Ma a Milano non era mica tutto chiuso», fa lei delusa. E, di rimando, lui: «Ma Milano è Milano», taglia corto. Poi su per via Roma. Più dello shopping mancato, per fortuna, hanno potuto il clima di festa e il caldo estivo. Nonni con le coccarde tri-

colore sul petto, bambini con il «fez» dei giovani bersaglieri in testa, stretti per mano ai genitori. Alle 10 gli spettatori, con grande senso civico, si erano già disposti in file ordinate ai lati del percorso, da piazza Vittorio a piazza Cln. Mezz’ora dopo sono esplosi gli applausi all’arrivo della prima fanfara targata Orcenico. Un’emozione lunga quasi quattro ore, fino all'ammaibandiera in piazza Castello. Dopo, per tutti, pausa caffè negli storici bar torinesi. Tre euro per una tazzina al tavolino in piazza San Carlo. Sei, l'aperitivo con stuzzichini. Tra la folla, macchina fotografica alla mano, era difficile frenare l’entusiasmo. «Sono qui per vivere fino in fondo l'emozione dei 150 anni d'Italia. Non sto perdendo un'occa-

Rosanna Mattiotto

Maria Josella Migliorin

Marco Bettini

Alessandro Irene

«Sono qui per vivere l’emozione dei 150 anni»

«Mi aspettavo più simboli deibersaglieri nellevetrine»

«Voglio fare «Sono un reduce il bersagliere di Cefalonia. come mio E' un onore nonno» essere qui»

sione», dice in prima fila Rosanna Mattiotto, «torinese doc», specifica, mentre un refolo di vento le scompiglia il tricolore tra i capelli. Alcuni bersaglieri che sfileranno per ultimi approfittano per «fare un giro» in centro. «Torino è cam-

biata - dice Gianni Fiorentino, di Magenta -. Al raduno di quindici anni fa faceva più freddo e c'era meno gente. Oggi si respira l'aria di festa per i 150 anni». E che la festa riuscisse era chiaro in metropolitana fin dal mattino: affollata

come per il raduno degli Alpini dalle prime ore di domenica. «Arrivo da Collegno - dice Marinella Galfano -. Dopo due fermate, non c'era più posto a sedere». Lo stesso sui treni, specialmente da Milano: «In piedi da Santhià», sorride la signora Bruna Franca. Qualche piccola protesta, però, c’è. «Ci volevano le transenne - dice una ragazza -. Non si capisce bene dove stare». E la bersagliera Maria Josella Migliorin del comitato organizzatore del prossimo raduno, il 60˚, a Latina: «Mi aspettavo più simboli del corpo in giro per la città, soprattutto sulle vetrine». Mischiati tra gli spettatori molti veterani, come Mario Righi di Modena, classe '19, «con quattro anni di Jugoslavia sul groppone», e Alessandro Irene, 93 anni, presidente della sezione di Melfi: «Sono un reduce di Cefalonia. È un onore per me essere qui». E qualche futura leva. «Da grande voglio fare il bersagliere come mio nonno», non ha dubbi Marco Bettini, tredici anni di Padova. Chissà se cambierà idea quando gli spiegheranno che dovrà rinunciare agli orecchini.

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60 Cronaca di Torino

LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

VIA PO UN GRUPPO DI GIOVANI VOLEVA RAPINARE UN AMBULANTE, FERITE ANCHE MOGLIE E FIGLIA DI 11 ANNI

Aggredita sotto i portici una famiglia del Bangladesh I testimoni: «Erano ubriachi la rapina sembrava solo un pretesto»

SUMMER VILLAGE

Tre interventi della polizia la prima sera

MASSIMO NUMA

E’ stata un’apertura di stagione con svariati episodi di cronaca nera quella del «Summer Village» del Lingotto. Il primo intervento della polizia risale alle 3 e mezza, quando F. B., 24 anni, ha chiamato il «113» per segnalare che era stato picchiato e rapinato (celulare e 100 euro) da un gruppo di coetanei italiani. Mezz’ora dopo, un giovane di 26 anni è stato agrgedito da un gruppo di 10 peruviani ubriachi, che gli hanno spaccato una bottiglia in testa. Alle 4 e mezza, una rissa. In carcere sono finiti Quaidihibi El Mahhidi, 19 anni, marocchino, e Jossian Noel Gomez Taveras, di 23, dominicano.

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Aggrediscono in gruppo una famigliola di cittadini del Bangladesh. E’ accaduto l’altra notte, vittime padre, madre e figlia di 11 anni, in via Po, all’altezza del 31. Una decina di ragazzini, quasi tutti minori, italiani, hanno circondato l’uomo, Abdul Gazi, 36 anni. Mentre due cercavano di distrarlo chiedendo informazioni su braccialetti e anelli, gli altri tentavano di rubare i soldi custoditi in una cassetta. Abdul Gazi ha reagito ed stato picchiato. La moglie e la figlia volevano difenderlo e sono state a loro volta aggredite dal gruppo di ragazzi. L’uomo riusciva a far intervenire il 113, le pattuglie del commissariato Centro e Borgo Po, subito bloccavano due minorenni, che si erano allontanati di pochi metri; poi, dopo, venivano individuati altri protagonisti. La famiglia del Bangladesh è stata poi soccorsa dalla polizia e accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale Mauriziano. Sotto choc ma tutti con ferite lievi. «Appena si sono accorti che non ero rassegnato a farmi portare via l’incasso, si sono inferociti. Mi solo volati addosso, in gruppo, mia moglie e la mia bimba mi hanno difeso, loro si sono accaniti anche contro le donne».I testimoni confermano la testimonianza dell’ambulante. «Sembravano

Giovanissimi e italiani I portici di via Po dove è avvenuta l’aggressione ai danni dell’ambulante che ha tentato di reagire alla rapina

«Appena si sono accorti che non avevo intenzione di consegnare l’incasso si sono inferociti. Hanno colpito anche la mia bambina» Abdul Gazi ambulante

ubriachi o drogati - hanno detto agli agenti - la rapina sembrava solo un pretesto, forse volevano animare una serata un po’ noiosa, un modo per divertirsi a danmo di chi è più debole». Un anno fa, un episodio analogo, sempre sotto i portii di via Po. La vittima di un’aggressione di gruppo di nuovo un ambulante del Bangladesh, Repon M., 33 anni, arrivato cinque anni fa dal Bangladesh, picchiato di fronte al banchetto dove vendeva collane e braccialetti sotto i portici, nel tratto tra via Delle

Rosine e via San Massimo. Fu preso a pugni e anche colpito alla testa con un bastone. Episodi fotocopia. Spiega il vicequestore Gian Luigi Brocca, del commissariato Centro: «Siamo intervenuti in pochi minuti, subito dopo la segnalazione alla centrale. I minorenni erano ancora nei dintorni, non si sono forse nemmeno resi conto di cosa è accaduto». Tutti e due denunciati a piede libero e affidati ai genitori. Sono incensurati, studenti, senza precedenti di polizia.

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Specchio dei tempi m

«La Rai pretende il canone anche per i computer dello studio medico» «Piove dentro al nuovissimo Museo dell’Automobile» - «Arretrati Inps, erano solo promesse?» - «Caos sportivo al Ruffini: pagano i Bersaglieri» m

Un lettore scrive:

«Sono un medico di famiglia che affitta una stanza in uno studio con altri colleghi. L’altro giorno è arrivato un incaricato della Rai a diffidarci e a imporci che dobbiamo pagare il canone perché nella sala d'attesa dove i malati attendono il loro turno di visita c'è un monitor su cui scorrono notizie riguardanti gli orari, i giorni di ferie dei singoli medici. Insomma tutto ciò che può interessare ai pazienti. Inoltre, ha aggiunto, possediamo per il nostro lavoro dei computer. «La sua motivazione per questa gabella (legge 246 del 1938) è che quei monitor "potrebbero" essere adattati con una antenna e un modem a ricevere i programmi televisivi. «Trovo pazzesca una interpretazione così al limite, perché se si incomincia col "potrebbero" qualunque ente potrebbe chiedere soldi al cittadino solo nell'eventualità di un qualcosa di immaginabile ma non reale, senza

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dare un servizio in cambio. E allora i milioni di computer sparsi in ogni ufficio statale e privato devono pagare tutti il canone Rai?». PAOLO PROFUMI

Un lettore scrive:

«Siamo andati a visitare il Museo dell'automobile. Molto interessante e bella ambientazione. Purtroppo sul piazzale di accesso c'era una grande pozzanghera, in una sala era presente un secchio per raccogliere le gocce che scendevano dal soffitto. E ancora uscendo per le scale centrali ho notato che la pendenza di molti scalini è sbagliata dato che si formano pozzanghere alla base degli scalini stessi. Soliti lavori mal fatti da imprese frettolose, ma perché i controllori non se ne accorgono mai?».

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PIERO CERALE

Un lettore scrive:

«Dalla sede Inps di Torino - senza che avessi mai chiesto nulla o mi fossi lamentato per qualcosa - il 20 maggio dello scorso anno, mi è arrivata,

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graditissima, una lettera in cui annunciavano che sulla mia pensione (numero 1205 2873 cat.Vo) avevo maturato arretrati pari a 18.021 euro lordi che mi sarebbero stati pagati successivamente. «Felice per questa bella ed inaspettata comunicazione ho cominciato ad attendere. Ma oramai è trascorso un anno e non solo non ho ricevuto nulla, ma non sono riuscito ad avere altre notizie in merito. «Ora mi sorge un dubbio: erano soltanto promesse non mantenute o forse riceverò qualcosa?. Ma quando e come? Perché illudere chi non si aspettava nulla e poi far calare un impenetrabile e snervante silenzio?». SEGUE LA FIRMA

Un lettore scrive:

«Volevo far assistere la mia bambina al saggio ginnico dei bersaglieri alle 17 di sabato allo stadio Ruffini. Ma che sorpresa: le due fanfare erano schierate in posizione defilata perché, cosa incredibile, in campo sono entrate

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due squadre di calcio. «Il tutto è stato veramente imbarazzante: l'organizzazione è stata (credo) obbligata ad utilizzare gli spazi di tempo lasciati liberi (intervallo tra primo e secondo tempo) di una partita di calcio del Palio dei Borghi della città. « Chiedo scusa a nome dei torinesi ai numerosi bersaglieri e ai loro familiari giunti da tutta Italia. Ho sentito sulle tribune che si chiedevano se a Torino c'è a disposizione un solo campo da calcio. «Poi, partita interrotta dopo cinque minuti per far atterrare paracadutisti, poi ripresa. Cose da organizzazione della sagra della salsiccia di un paesino in montagna. Dopo più di 1 ora me ne sono andato senza aver visto praticamente nulla dei Bersaglieri». GIOVANNI CHIAPPERO

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LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

Cronaca di Torino 61

ASSEGNATI IERI I RICONOSCIMENTI AI «MAESTRI DEL COMMERCIO»

Tutta una vita dietro al bancone Premiati i più longevi commercianti torinesi Coppa (Ascom): senza negozi non c’è vita «Dove non c'è commercio, non c’è vita. Senza negozi si riduce di molto la vivibilità dei nostri quartieri, delle nostre città e dei nostri paesi. Alzare, ogni giorno, le serrande delle nostre botteghe non è un semplice gesto vissuto in modo banale. La serranda alzata giorno dopo giorno, pur a costo di enormi sacrifici, è sempre luce viva che si accende su un angolo di città. Spesso anche un gesto di coraggio...». Maria Luisa Coppa, presidente dell’ Ascom,

ha salutato così i 118 «maestri del commercio» premiati ieri mattina a Torino Incontra. Trentuno di loro hanno ricevuto l’«aquila di diamante», il premio che Ascom-Confcommercio assegna a chi ha superato il mezzo secolo di attività. Ad altri 33, al lavoro da oltre 40 anni, è stata consegnata l’«aquila d’oro». I restanti 54 si sono guadagnati l’«aquila d’argento» per essere stati 25 anni dietro a un bancone. Ognuno di loro ha una grande storia da raccontare, ne abbiamo scelte tre.

In trentuno lavorano da mezzo secolo I premi dell’Ascom-Confocommercio sono stati consegnati ieri a Torino Incontra. Erano presenti il presidente nazionale «50&Più - Fenacom», Giorgio Re, la presidente dell’Ascom Maria Luisa Coppa e gli assessori William Casoni, Ida Vana e Giuliana Tedesco

La gastronomia

Gli apparecchi acustici

La drogheria

“Regalavo un bacio a tutte le clienti”

“Ho visto cambiare il mondo dei sordi”

“Ho assunto io la prima straniera”

«I tempi cambiano e cambia la sordità». Parola di Maria Teresa Nervo che nel ’54, a Torino, la- Maria Teresa vorava come dipendente in un negozio che apNervo plicava apparecchi acustici, e ora è proprietaProprietaria ria di 18 centri in Piemonte. «Non avevo una lidi 18 centri ra. La Maico, l’azienda leader nel settore, mi ofdi prodotti frì l’opportunità di aprire un negozio. E io ho per audiolesi accettato. Come garanzia a loro bastava la mia intraprendenza». La signora Nervo ha 78 anni e ancora oggi va al lavoro in via Magenta. «Quello che mi piace – spiega – è l’evoluzione. Sono cambiati gli apparecchi, ma anche i tipi di sordità. Anni fa, sentire il 30 per cento in meno rispetto al normale non era considerato un deficit. Adesso è un grave problema». Tra i suoi clienti ci sono molti manager cinquantenni «che partecipano a riunioni, spesso in lingua straniera. Questa è la vera trasformazione nel mio campo: servirsi di un apparecchio acustico [E. LIS.] è diventato un po’ come portare gli occhiali».

«Nella mia drogheria, a Barriera di Milano, ho fatto lavorare la prima extracomunitaria di ToAlfonso rino». Erano gli Anni 60 quando Alfonso ComerComerro ro assunse una tunisina poco prima di buttarsi Ha iniziato nel business dei supermercati - oggi gestisce un da droghiere Crai in via Vanchiglia - mentre la ragazza, rilevaOggi ha un ta la drogheria, la tenne fino alla pensione: «So- supermercato no orgoglioso - dice lui - vuol dire che i miei insegnamenti le sono serviti. Stare nel commercio non è facile, ci sono tanti sacrifici da fare». E in 55 anni Comerro ne ha fatti parecchi: «Difficile essere spensierati - spiega - bisogna stare al passo, seguire i gusti del consumatore». Che non è più disposto a sprecare, vuole risparmiare e sembra aver abbandonato la moda degli iper. «Per questo - aggiunge Comerro - non capisco chi pensa di far aprire in centro grandi supermercati. I nostri quartieri, con le loro vie lunghe, sono già centri commerciali naturali fatti di piccole [E. LIS.] botteghe. Cosa si aspetta a valorizzarle?».

ELENA LISA

Giancarlo Quaranta

«Salutavo con un bacio sulla guancia tutte le mie clienti, e mia moglie, ridendo, diceva che ero un Titolare di una juke boxe». Perché per Giancarlo Quaranta, 53 dei gastronomia suoi 71 anni passati a vendere formaggi - prima in in via Giordano val Susa e poi dietro un bancone nella gastronomia Bruno in via Giordano Bruno - il commercio è anche questo: creare un contatto che includa rispetto e fiducia. Aveva diciotto anni quando ha ereditato il mestiere dal padre: «Non l’ho mai vissuto come una forzatura. Vendere era il lavoro giusto per me, per questo in cinquant’anni non ho vissuto una crisi, non ho mai sentito il bisogno di mollare tutto». Nemmeno davanti alle recessioni economiche? «Ne ricordo due piuttosto forti – dice - la prima negli Anni 70, e l’altra è quella che stiamo ancora vivendo. La mia ricetta è stata quella di mantenere alto il livello dei prodotti adeguando i prezzi, ma senza caricarli all’inverosimile.L’unica arma che paga nel commercioè la serietà».

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LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011 LA STAMPA 62


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LA STAMPA

I film

LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

ALFIERI piazza Solferino 4, tel. 01156.23.800. Prezzi: € 5,00 int.; € 4,50 rid. Riposo Solferino 1 o=P Riposo Solferino 2 o=P AMBROSIO CINECAFÈ corso Vittorio 52, tel. 011540.068. Prezzi: € 7,50 int. dal secondo spettacolo; € 5,50 int. primo spettacolo, Aiace, militari, under 18, universitari; € 4,00 over 60 (da Lunedì a Sabato pomeriggio). Abbonamento: 5 ingressi € 22,00, 10 ingressi € 40,00 o=P© Chiuso Sala 1 Chiuso Sala 2 o=P© Chiuso Sala 3 o=© ARLECCHINO corso Sommeiller 22, tel. 01158.17.190. Prezzi: € 7,50 int. dal secondo spettacolo; € 5,50 int. primo spettacolo, Aiace, militari, under 18, universitari; € 4,00 over 60 (da Lunedì a Sabato pomeriggio); si accettano abbonamenti AGIS. Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 8,00; Abbonamento: 5 ingressi € 22,00, 10 ingressi € 40,00 Chiuso Sala 1 o=P© o=P© Chiuso Sala 2 CENTRALE ARTHOUSE via Carlo Alberto 27, tel. 011540.110. Prezzi: € 7,00 int.; € 5,00 militari, universitari, Aiace; € 4,00 over 60, under 18; € 4,00 primo spettacolo = Il pezzo mancante 16.00-17.30-19.0020.30-21.45 CITYPLEX MASSAUA piazza Massaua 9, tel. 01177.40.461. Prezzi: € 5,50 int.; € 4,00 over 60; abbonamento Agis accettato. Proiezioni in 3D: € 10,00 int., € 8,00 rid. Libera uscita V.M. 14 17.30-20.10-22.30 o=P Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare o = P 18.30-21.30 L’ultimo dei templari o=P 17.40-20.00-22.30 o=P X-Men: l’inizio 17.30-20.00-22.30 I guardiani del destino 17.30-20.10-22.30 o=P DUE GIARDINI ARTHOUSE via Monfalcone 62, tel. 01132.72.214. Prezzi: € 7,50 int.; € 5,00 universitari, militari, Aiace; € 4,00 primo spettacolo; € 4,00 over 60, under 18 o=P I guardiani del destino Sala Nirvana 16.10-18.15-20.20-22.20 Venere Nera V.M. 14 Sala Ombrerosse o = P 16.00-18.45-21.30 ELISEO p.zza Sabotino, tel. 01144.75.241. Prezzi: € 7,00 int.; € 4,50 under 18, universitari, militari, Aiace; € 4,00 over 60; € 4,00 primo spettacolo = Le donne del 6° piano Eliseo Grande 15.30-17.50-20.00-22.10 =P The Tree of Life Eliseo Blu 16.00-19.00-21.40 =P Il pezzo mancante Eliseo Rosso 15.30-17.10-18.5020.30-22.10 EMPIRE piazza Vittorio Veneto 5, tel. 01119.504.083. Prezzi: € 7,00 int.; € 5,00 universitari e minori 18; € 4,50 Aiace; € 3,50 anziani =P© Mià e il Migù 17.00 =P© Bronson 18.30-20.30-22.30 F.LLI MARX ARTHOUSE corso Belgio 53, tel. 01181.21.410. Prezzi: € 7,50 int.; € 5,00 universitari, militari, Aiace; € 4,00 primo spettacolo; € 4,00 over 60, under 18 o=P Le donne del 6° piano Sala Groucho 16.10-18.10-20.20-22.20 o=P Il ragazzo con la bicicletta Sala Chico 16.15 Corpo celeste Sala Chico 18.10-20.10-22.10 o=P o=P The Hunter - Il cacciatore Sala Harpo 16.15-18.15-20.15-22.15

GREENWICH VILLAGE via Po 30, tel. 01183.90.123. Prezzi: € 7,50 int. dal secondo spettacolo; € 5,00 int. primo spettacolo.; € 5,00 Aiace, militari, under 18, universitari; € 4,00 over 60 (da Lunedì a Sabato pomeriggio); si accettano abbonamenti AGIS. Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 8,00; Abbonamento: 5 ingressi € 22,00, 10 ingressi € 40,00 o=P© Chiuso Sala 1 o=P© Chiuso Sala 2 o=P© Chiuso Sala 3 IDEAL - CITYPLEX corso Beccaria 4, tel. 01152.14.316. Prezzi: € 5,50 int.; € 4,00 over 65 fino alle 17.55; € 54,00 Idealcinecard 12; Abb. Agis accettato; Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 8,00 o=P© L’ultimo dei templari Sala 1 16.00-18.10-20.20-22.30 I guardiani del destino Sala 2 15.30-17.50-20.10-22.30 o=P© o=P© X-Men: l’inizio Sala 3 15.00-17.30-20.00-22.30 o=P© Priest 3D V.M. 14 Sala 4 16.30-18.30-20.30-22.30 Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare 3D o=P© Sala 5 15.00-17.45 o=P© Una notte da leoni 2 Sala 5 20.30-22.30 LUX galleria San Federico, tel. 01156.28.907. Prezzi: € 7,50 int. dal secondo spettacolo; € 5,00 int. primo spettacolo.; € 5,00 Aiace, militari, under 18, universitari; € 4,00 over 60 (da Lunedì a Sabato pomeriggio). Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 8,00; si accettano abbonamenti AGIS. Abbonamento: 5 ingressi € 22,00, 10 ingressi € 40,00 Chiuso Sala 1 o=P Chiuso Sala 2 o=P Chiuso Sala 3 o=P MASSIMO via Verdi 18, tel. 01181.38.574. Prezzi Massimo 1 e 2: € 7,00 int.; € 5,00 rid., Aiace, stud. univ.; € 3,50 over 60. Massimo 3: € 5,50 int.; € 4,00 rid., Aiace; € 3,00 over 60 =P© The Tree of Life Massimo 1 15.30-18.30-21.15 =P© London Boulevard Massimo 2 16.00-18.10-20.20-22.30 =P© Vixen! VO Massimo 3 16.30 (sott.it.) =P© Supervixens VO Massimo 3 18.00 (sott.it.) Beneath the Valley of the Ultra-Vixens VO =P© Massimo 3 20.30 (sott.it.) NAZIONALE via Pomba 7, tel. 01181.24.173. Prezzi: € 7,00 int.; € 4,50 under 18, universitari, militari, Aiace; € 4,00 over 60; € 4,00 primo spettacolo = Le donne del 6° piano Nazionale 1 15.30-17.40-19.50-22.00 = Il ragazzo con la bicicletta Nazionale 2 16.00-18.00-20.00-22.00 REPOSI via XX Settembre 15, tel. 011531.400. Prezzi: € 7,50 int. serale; € 5,50 int. pomeridiano; € 4,00 anziani; € 27,00 abb. 6 ingressi; € 51,00 abb. 12 ingressi; abb. Arthouse accettato. Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 8,00 Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare 3D Reposi 1 o=P© 15.30-18.30-21.30 L’ultimo dei templari Reposi 2 o=P© 15.30-17.50-20.10-22.30 o=P© Sala riservata Reposi 3 o=© X-Men: l’inizio Reposi 4 15.00-17.30-20.00 Una notte da leoni 2 Reposi 4 o=© 22.30 o=© London Boulevard Reposi 5 15.30-17.50-20.10-22.30 Libera uscita V.M. 14 Reposi 6 15.30-17.50-20.10-22.30 o= o= I guardiani del destino Reposi 7 15.15-17.40-20.00-22.30

Spettacoli Cronaca 63

ROMANO galleria Subalpina, tel. 01156.20.145. Prezzi: € 7,00 int.; € 4,50 under 18, universitari, militari, Aiace; € 4,00 over 60; € 4,00 primo spettacolo =P Venere Nera V.M. 14 Sala 1 15.30-18.30-21.30 =P Habemus Papam Sala 2 15.30-17.40-20.00-22.10 =P The Housemaid V.M. 14 Sala 3 16.00-18.00 =P Tutti per uno Sala 3 20.00-22.00 THE SPACE CINEMA TORINO - PARCO DORA salita Michelangelo Garove 24, tel. 892111. Prezzi: € 6,00; € 4,00 over 60; € 4,50 Under 25 card o=P Una notte da leoni 2 Sala 1 17.20-19.50-22.20 X-Men: l’inizio Sala 2 15.45-18.45-21.45 o=P o=P L’ultimo dei templari Sala 3 17.35-20.00-22.30 Libera uscita V.M. 14 Sala 4 17.40-20.10-22.40 o=P o=P Paul Sala 5 16.00-18.30 X-Men: l’inizio Sala 5 21.00 o=P o=P I guardiani del destino Sala 6 17.10-19.40-22.10 Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare 3D o=P Sala 7 16.10-19.10-22.10 ESP - Fenomeni paranormali o=P Sala 8 17.40-20.20-22.50 UCI CINEMAS LINGOTTO via Nizza 262, tel. 01166.77.856. Prezzi: € 6,30 int.; € 5,80 bimbi fino a 8 anni; € 6,00 over 65; € 8,00 notturno. Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 9,00, acquisto occhiali 3D € 1,00 o=P Libera uscita V.M. 14 15.00-17.30-20.05-22.35 o=P Paul 14.45-17.20-19.50-22.20 o=P ESP - Fenomeni paranormali 15.25-17.45-20.10-22.35 o=P X-Men: l’inizio 16.30-19.30-22.30 o=P Priest 3D V.M. 14 15.15-17.35-20.10-22.25 o=P L’ultimo dei templari 14.50-17.20-20.00-22.35 o=P I guardiani del destino 14.40-17.15-19.45-22.15 o=P Una notte da leoni 2 15.00-17.30-20.05-22.35 o=P Rio 14.15 Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare 3D o = P 16.30-19.30-22.30 o=P 6 giorni sulla terra 15.10-17.35-20.00-22.25 Garfield il supergatto 15.25 o=P o=P London Boulevard 17.30-20.00-22.25

Cinema: Torino e altre visioni AGNELLI via P. Sarpi 111/a, tel. 01131.61.429. La fine è il mio inizio 21.00 CINE TEATRO BARETTI via Baretti 4, tel. 011655.187. Otello CINE CARDINAL MASSAIA via Sospello 32, tel. 011257.881. Riposo CUORE via Nizza 56, tel. 01166.87.668. Riposo ESEDRA via Bagetti 30, tel. 01143.37.474. Riposo MONTEROSA via Brandizzo 65, tel. 01123.04.153. Chiusura estiva VALDOCCO via Salerno 12, tel. 01152.24.279. Riposo

Cinema aperti: Area Metropolitana e Provincia BEINASCO

POLITEAMA 0125641.571.

THE SPACE CINEMA BEINASCO - LE FORNACI via G. Falcone, tel. 892.111. Prezzi: € 6,00 int.; € 5,00 over 65. Proiezioni 3D: € 11 intero dal lun. al ven. dopo le ore 18, sab. e dom. tutto il giorno, € 9 rid. dal lun. al ven. prima delle ore 18, ragazzi fino 10 anni, anziani sopra i 60 anni Una notte da leoni 2 Sala 1 17.00-19.30-22.00 X-Men: l’inizio Sala 2 19.40-22.30 London Boulevard Sala 2 17.20 Priest 3D V.M. 14 Sala 3 18.10-20.15-22.20-23.05 Paul Sala 4 17.10-19.30 ESP - Fenomeni paranormali Sala 4 21.45 L’ultimo dei templari Sala 5 17.30-20.00-22.15 X-Men: l’inizio Sala 6 18.45-21.30 Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare 3D Sala 7 18.55-21.50 Libera uscita V.M. 14 Sala 8 17.20-19.45-22.15 I guardiani del destino Sala 9 18.30-21.00

L’ultimo dei templari

CHIERI SPLENDOR 01194.21.601. The Tree of Life

©

21.15

MULTISALA 0121393.905. 21.30

Libera uscita V.M. 14 Italia 200 I guardiani del destino Italia 500

21.00 21.00

22.00

RITZ 0121374.957. X-Men: l’inizio

21.00

CASTELLO DI IVREA 012548.516. Habemus Papam

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SAN MAURO TORINESE GOBETTI via dei Martiri della Libertà 17, tel. 01182.22.192. Libera uscita V.M. 14 oP 21.10

Priest 3D V.M. 14

o=P

Libera uscita V.M. 14

o=P

15.00-17.25-19.50-22.15

SETTIMO TORINESE

L’ultimo dei templari

o=P

15.45-18.00-20.20-22.35

I guardiani del destino

o=P

15.25-17.45-20.05-22.25

6 giorni sulla terra

o=P

15.30-17.50-20.10-22.30

X-Men: l’inizio

o=P

15.20-18.30-21.30

X-Men: l’inizio

o=P

16.20-19.30-22.40

PETRARCA via Petrarca 7, tel. 01180.07.050. X-Men: l’inizio Sala 1 I guardiani del destino Sala 2 ESP - Fenomeni paranormali Sala 3

London Boulevard

o=P

15.20-17.40-20.00-22.20

Garfield il supergatto

o=P

14.40

The Tree of Life

14.00-16.05-18.1020.15-22.20

o=P

16.40-19.40-22.40

Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare 3D o = P

16.25-19.30-22.35

Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare o = P

15.20-18.25-21.30

Paul

o=P

15.20-17.45-20.05-22.25

CHIVASSO

Una notte da leoni 2

o=P

14.40-17.00-19.20-21.40

MODERNO 01191.72.901. ESP - Fenomeni paranormali

ESP - Fenomeni paranormali

o=P

14.00-16.10-18.20-

21.00

POLITEAMA 01191.01.433. L’ultimo dei templari

21.10

20.30-22.40 Fast & Furious 5

o=P

16.25-19.25-22.20

PIANEZZA

21.30 21.20 21.10

VALPERGA AMBRA 0124617.122. Priest 3D V.M. 14 Uno X-Men: l’inizio Due

© ©

21.30 21.30

VENARIA SUPERCINEMA 01145.94.406. I guardiani del destino Una notte da leoni 2 X-Men: l’inizio Priest 3D V.M. 14

o=P© o=P© o=P© o=P©

20.00-22.30 22.30 20.00 20.00-22.30

LUMIERE 01196.82.088.

COLLEGNO

X-Men: l’inizio

17.30-20.30

Libera uscita V.M. 14

17.30-20.30-22.30

Priest 3D V.M. 14

23.00

CUORGNÈ

L’ultimo dei templari

20.40-22.30

MARGHERITA 0124657.523. L’ultimo dei templari

Garfield il supergatto

17.30-19.00

I guardiani del destino

17.30-20.30-22.30

UNIPLEX LUCE 01141.55.521. Una notte da leoni 2

20.45-22.30

=

21.30

IVREA

PINEROLO

BOARO 0125641.480. Priest 3D V.M. 14

HOLLYWOOD 0121201.142. 20.30-22.30

50

L’ultimo dei templari

21.30

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T1 T2

LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011 LA STAMPA 64


. 2R

T1 T2

LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

La Canottieri Casale salva in A2 femminile

Tennis, Sporting ko a Roma e a Cagliari

Salva la Canottieri Casale in A2 di tennis femminile. Dopo il 3-1 a Foggia, le monferrine nel ritorno hanno vinto i singoli con Vierin eSmirnova, perdendo con Mecca, ma i 2 punti bastavano. Non si è giocato il doppio.

Pesante sconfitta per il Circolo della Stampa Sporting nei playout di serie B. A Roma i torinesi hanno perso con i Canottieri per 5-1, mentre l’andata erano riusciti a vincere per 4-2. Battute 3-0 anche le ragazze, in serie C a Cagliari.

65

SPORT PIEMONTE

BASKET EPILOGO AMARO DI GARA 4: ORA LE DUE SQUADRE SONO SUL 2-2 NELLA SERIE

Fastweb fallisce il primo match-ball Cade a Venezia ed è costretta alla bella: la promozione in A si decide giovedì a Casale Umana Venezia Fastweb Casale

68 62

Le pagelle dei rossoblù

UMANA VENEZIA: Meini 5, Harris 4, Ma-

estello, Slay 12, Clark Keydren 22, Causin, Allegretti 12, Jovanovic non entrato, Di Giuliomaria 3, Bryan 10, Lechtaler, Ceron non entrato. Coach Mazzon.

Pierich 6 Gentile 5 INGENUO. Dopo gli sfracelli di gara 3 forza troppe conclusioni e gestisce male palloni importanti nel terzo e nel quarto periodo. Un miracolo nel finale con palla recuperata e tripla non gli vale la sufficienza.

FASTWEB CASALE MONFERRATO: Hick-

man 13, Gentile 4, Ferrero, Nnamaka, Malaventura 11, Pierich 3, Chiotti 11, Masciadri non entrato, Taylor 15, Fantoni 5. Coach Crespi.

TENACE. Il capitano combatte sempre con generosità. Mette qualche buon tiro, peccato che due falli consecutivi nel terzo periodo lo costringano al riposo in panchina. Nel finale appare un po’ stanco.

Fantoni 5,5

Hickman 5

MASSIMO DELFINO VENEZIA

La Fastweb si vede ricacciare in gola da Venezia l’urlo della promozione alla serie A di basket, al termine di una brutta gara 4 in cui la Reyer gioca con più intensità e sorprende i rossoblù sul loro terreno preferito, cioè sotto le plance. Finisce 68-62 per i lagunari, la serie è ora in perfetta parità sul 2-2 e tutto di deciderà giovedì nella bella al PalaFerraris. Primo quarto da minibasket, con errori in fila su ambo i fronti e una propensione eccessiva di entrambe le squadre a provare il tiro dai 6,75. Risultato: percentuali disastrose e punteggio ai minimi storici: 12-12. Meini apre il secondo periodo con due azioni di contropiede, ma all’iniziale 6-0 di Venezia si contrappone il break di 9-0 della Fastweb, che sembra in controllo. Impressione errata, perché Clark si ricorda di essere tiratore micidiale e riporta avanti i suoi: 26-25 all’intervallo. Un buon Chiotti dà speranze ai monferrini dopo il riposo, ma Hickman non è in serata e gli errori al tiro non si contano. A sorpresa, Mazzon estrae dal cilindro l’og-

PREOCCUPANTE. L’«mvp» si è preso un’altra serata di vacanza. Non incide e affretta i tiri, soffre ancora la marcatura di Meini e pasticcia nel possesso palla, lasciando scorrere il cronometro prima di iniziare uno schema efficace.

Taylor 7,5 PROVATO. Cinque punti, una sofferenza continua con Bryan che fenomeno non è. Il pivot livornese sta mancando alla Fastweb in questa serie finale. L’auspicio è di rivederlo al top giovedì.

Chiotti 7,5

I tre stranieri Davide Chiotti, Ricky Hickman e Donell Taylor in azione nella partita persa dalla Fastweb

getto misterioso Bryan, che a rimbalzo si fa sentire e dà filo da torcere a un non brillantissimo Fantoni. Anche Slay è tosto, quindi Venezia si gudagna tante seconde opportunità che nelle precedenti partite non

Retroscena CASALE

A

sente e qualche suo fallo manda in lunetta un avversario implacabile dalla linea della carità.

lle 20,45 è ancora chiaro in piazza Mazzini, dove il Comune ha allestito il maxischermo per consentire ai tifosi casalesi di assistere alla quarta sfida fra la Reyer e la Fastweb. Qualche riflesso del sole che sta tramontando impedisce persino di avere una visuale ideale, ma sarà questione di minuti e poi i supporters dei rossoblù (poche centinaia in realtà, perché tantissimi hanno seguito Fantoni e compagni a Venezia e altri, per scaramanzia, hanno preferito rinchiudersi in casa e soffrire in solitudine) possono seguire ogni istante del match. Non c’è un tifo da stadio o da palazzetto, si contano sulle dita di una mano anche le bandiere e gli altri

aveva avuto. Si resta comunque in equilibrio al 30’ (44-42), ma in avvio di quarta frazione, dopo un illusorio 45-44 per gli ospiti, arriva il break degli orogranata a cui Casale non sa replicare. La Reyer prende un

margine di 6-7 punti che gestisce anche in un convulso finale. Il fallo antisportivo a Hickman chiude i giochi e Venezia prevale 68-62. Per la serie A, se ne riparlerà giovedì sera a Casale.

ESAGERATO. Attacca il canestro, è infallibile ai liberi, gioca bene il pick & roll con Chiotti, fa tantissime cose utili e purtroppo deve uscire per cinque falli quando la Fastweb avrebbe bisogno di lui.

Malaventura 6 SCOLASTICO. Non eccelle ma il suo lo fa sempre con dedizione e puntualità. Una sua tripla restituisce un filo di speranza nel finale, però non basta. Con Allegretti fatica: il miss-match si

Delusione al maxischermo “Ma festeggeremo in casa” In piazza Mazzini i tifosi sfilano via: “Una brutta partita” vessilli. Dopo le delusioni degli anni passati, la gente preferisce aspettare ad esultare e non vuole essere di nuovo «scottata». Prime fasi bruttine, con tanti errori su entrambi i fronti, e prime perplessità dei tifosi juniorini. «Non è facile come venerdì, questi non mollano mai» è il commento di un signore di mezza età. «Li facciamo sfiancare per metà gara, poi li colpiamo nella ripresa» gli fa eco un amico più ottimista, che aggiunge: «Abbiamo una panchina migliore e più freschezza atletica, loro hanno giocato 5 partite in semifinale contro Veroli, noi soltanto tre con Barcellona e a giugno

Alle 20,45 E’ ancora chiaro quando comincia Reyer-Fastweb e il tifo rossoblù s’acceende ma il match riserverà un’amarezza [FOTO CASTELLANA]

GIGANTE. Undici punti, un «totem» in mezzo all’area. Meglio di così non potrebbe giocare, peccato che la sua prestazione sia vanificata dal risultato negativo.

Nnamaka 5 FREDDO. Lo svedese non s’accende nel catino del Taliercio e firma una «virgola» davvero sorprendente, ma in negativo. Difende bene, in attacco però non trova mai la retìna.

Ferrero 5,5 COMPARSA. In campo soltanto per una manciata di minuti, non riesce a entrare in ritmo.

80 minuti in meno sulle gambe e nella testa sono importanti». Si va avanti sul filo dell’equilibrio, quando Taylor e Pierich colpiscono da tre (ma sarà la loro unica tripla) c’è un boato, poi però si intuisce che dall’altra parte Clark fa sul serio e che Venezia trova risorse inaspettate in Allegretti e Bryan, due comprimari improvvisamente diventati decisivi. Nel quarto periodo i lagunari alDAVANTI ALLA TV SENZA VESSILLI

Forse per scaramanzia la gente era composta e aveva lasciato a casa le sciarpe e le bandiere lungano e in piazza Mazzini si fa largo la delusione: «E’ finita, 7 punti da recuperare sono tanti in un mtch a punteggio così basso» dice un ex giocatore dilettante. Avrà ragione, al 40’ vince Venezia e la gente sfila via un po’ mogia: «Pazienza, questa è andata male ma la festa è solo rimandata. Vinceremo giovedì al PalaFerraris e poi faremo cortei fino a notte inoltrata».


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66 Piemonte Sport

LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

“Il sogno continua Ora fermerò Ibra”

Intervista

DAVIDE BORETTI NOVARA

Lisuzzo: “Resto a Novara per difendere la serie A”

ono un inguaribile romantico. Molti a trent’anni cominciano a pensare ai soldi, per me vengono prima i sentimenti e la passione. E ora c’è Novara nel mio cuore». Schietto e sincero, come è nel suo stile: Andrea Lisuzzo non si nasconde dietro alle frasi fatte e ai «potrebbe». Il centrale azzurro spazza via ogni dubbio. Semi-sconosciuto a inizio stagione, è salito alla ribalta a suon di tackle e gol evitati, diventando leader della difesa e idolo dei tifosi. Su di lui hanno posato gli occhi tanti osservatori, all’ex ds Pasquale Sensibile non dispiacerebbe portarlo alla Sampdoria: Lisuzzo però resta fedele.

re le ferite. La stagione è stata lunga, pesante e ha lasciato qualche problema muscolare. Voglio arrivare al top alla ripresa: sono meticoloso e per marcare certa gente in serie A bisogna essere al cento per cento».

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Ibrahimovic, Eto’o, Matri, Cavani: chi teme di più?

«Se valgono quaranta volte più di me un motivo ci sarà. Sono però solo curioso di affrontarli dal vivo: in tivù sembrano così veloci, ma sarà vero? Per ora li ho sfidati soltanto alla playstation». Non dica che le gambe non tremano pensando alla serie A.

«La parola paura la uso poco: non fa parte del mio vocabolario. Sono puntiglioso e professionista: affronterò quest’esperienza come facevo in C2, con la stessa grinta e agonismo. Sono convito dei miei pregi e conosco i miei limiti: non mi vedrete mai dribblare in area, piuttosto spazzare via la palla. Mi pagano per questo ed è il motivo per cui piaccio ai tifosi».

Solo Novara quindi?

«Ho un contratto ancora per due anni. Un accordo per me è come un matrimonio: con il Novara non vedo perché dovremmo divorziare». Intanto si gode le vacanze?

«Veramente non mi sono mai fermato. Un giorno di festeggiamenti e poi sono partito per Andria, il paese di mia moglie, in un centro per cura-

Non è che non vi state rendendo conto di quanto avete fatto? Il centrale siciliano Andrea Lisuzzo, 30 anni, è al Novara dal 2009

«Domenica allo stadio Piola

A TRESTINA RECUPERA DUE GOL, MANCA IL TERZO, SUBISCE IL 3-2

Il Lascaris “ripescherà” la D Trestina Lascaris

3 2

TRESTINA: N. Ceccagnoli, Grilli , Ferri,

Guazzolini, Picchirilli (29' st Belardinelli), Dini, Morvidoni, A. Ceccagnoli, Antonelli (21' st Vinagli), Procelli, Mancini. All.: Turchi. LASCARIS: Asinelli, Cedro, Bo, Lovre-

glio, Mandes, Lavalle, (32' st Dobrojan), Ughetto, Boraso (22' st Bobbio) D'Onofrio (14' st Longo), Cavazzi, Rizzo. All.: Trabucco. ARBITRO: Montanari di Ancona. RETI: 26' Antonelli, 31' Dini, 35' Gavaz-

zi; st 11' Rizzo, 48' Ceccagnoli. NOTE: espulsi al 31' st Longo e al 32' st

D'Onofrio dalla panchina. Ammoniti: Lovreglio, Ughetto, Antonelli, Grilli. Spettatori 1000 ( 50 da Pianezza).

PAOLO ACCOSSATO

Il Lascaris si ferma veramente ad un passo dalla promozione diretta in serie D. In Umbria nel ritorno della finale playoff di Eccellenza, l’undici di Luca Trabucco al termine di una partita ricca di gol e di emozioni perde 3-2 contro il Trestina ma fino al 93’ accarezza il sogno della storica promozione dato che una rete avrebbe dato (dopo l’1-2 dell’andata) il lasciapassare ai bianconeri. La D comunque non è del tutto svanita perché il Lascaris è secondo dietro al Frascati nella graduatoria nazionale dei ripescaggi.

I bianconeri sanno che non è loro sufficiente una vittoria per 1-0 e schierano la stessa formazione dell’andata eccezion fatta per gli squalificati Gelfi e Bellacozza sostituiti da Lovreglio e Bobbio. Al 26’ è però il Trestina a passare per merito soprattutto di Procelli che è caparbio ad incunearsi in area e a costringere per due volte Asinelli all’intervento. Poi il numero dieci umbro appoggia ad Antonelli che dall’altezza del dischetto segna l’1-0. Il Lascaris è stordito e cinque minuti dopo il capitolo promozione sembra definitivamente chiuso: Antonelli va via sulla corsia sinistra e met-

L’allenatore Luca Trabucco

dopo la vittoria con il Padova non abbiamo compreso appieno l’impresa. Solo a una settimana di distanza stiamo capendo l’importanza di quanto ottenuto». Dieci mesi fa esordiva in serie B, ora la massima serie: il tutto dopo una lunga gavetta nella periferia del calcio tra C1 e C2: come mai è arrivato così tardi al grande salto?

«In Italia si guarda troppo all’estero: il nome esotico fa vendere e attrae. In realtà ci sono tanti talenti nelle categorie minori che andrebbero solo scovati. Il Novara ne ha messi in mostra diversi: da Cristian Bertani, a Carlalberto Ludi e Filippo Porcari. Ma non è l’unica società: penso alla Reggina che in semifinale con noi schierava titolare in attacco Alessio Campagnacci che solo due anni fa era a Giulianova in Seconda divisione. Sono convinto che alla fine questo lavoro paga davvero». Insomma qualcosa sta cambiando?

«Sul modello del Barcellona che sta vincendo tutto con i propri ragazzi anche in Italia si sta di nuovo investendo sul settore giovanile: era ora». E’ il beniamino dei tifosi che la chiamano sindaco: come è nato questo soprannome?

«Francamente non lo so, ma mi piace. Anche perché ho dato una mia interpretazione alla cosa». Quale?

«Il primo cittadino è la persona che deve difendere la città e io faccio lo stesso in campo. Difendo un compagno in difficoltà, intervengo se vedo qualche sopruso».

te la palla sul secondo palo con intervento vincente (come all’andata) di Dini. Il Lascaris però non muore mai e al 35’ trova il 2-1 con il suo uomo più talentuoso: Cavazzi controlla una palla al limite e con un destro sotto l’incrocio gela i padroni di casa che già festeggiavano. Nella ripresa dopo una palla salvata sulla linea da Lovreglio, Rizzo rinfocola le ambizioni con una straordinaria azione personale del numero dieci che fa fuori due avversari e di sinistro calcia sotto la traversa. L’undici di Trabucco spinge ma l’espulsione ingenua di Longo ad un quarto d’ora dalla fine riduce le speranze che si chiudono definitivamente al 48’ con il semplice tocco in contropiede di Ceccagnoli con gli ospiti tutti sbilanciati in attacco alla ricerca disperata del gol.

TORINO TERZO TURNO

Al Palio dei Quartieri il Nizza già qualificato Ultima giornata di qualificazione al Palio dei Quartieri di Torino, dopo due turni all’insegna dell’equilibrio. Solo il Nizza Millefonti è a punteggio pieno ed è matematicamente qualificato ai quarti di finale a cui sono promosse le prime due squadre di ogni girone. Di contro il Santa Rita e il San Donato (2 sconfitte) sono le uniche tra le sedici compagini ancora a quota 0. Nel gruppo A il Mirafiori Nord ha battuto il San Paolo 3-2 mentre tra Barriera di Milano e Crocetta è finita 0-0. Nel B: Cellamaro e Malvicino hanno dato il successo (2-1) del Centro sul Pozzostrada; il Mirafiori Sud a valanga (3-0) sul Madonna di Campagna. Girone C delineato: il Nizza Millefonti dell'eterno bomber Pisasale (45 anni) ha battuto il Regio Parco per 2-1 con doppietta di Frigerio; il Borgo Po non ha lasciato scampo (5-0) al San Donato. Infine il D: 2-1 (D'Auria e Mammola a tempo scaduto) del Barca Bertolla sul Santa Rita; 1-1 in Lingotto-Cenisia. Da oggi a giovedì ( ore 20,15 e 21,30) il terzo e decisivo turno sui campi di Cit Turin (lunedì e mercoledì) e Cenisia (marte[P. ACC.] dì e giovedì).

Patron Trabucco «Peccato, eravamo vicini all’impresa» C'è un misto di rabbia e orgoglio nelle parole di patron Francesco Trabucco a fine partita: «Peccato, i ragazzi hanno fatto una gran partita: passare dal 2-0 al 2-2 è stata un'impresa straordinaria e solo per un niente non abbiamo completato la rimonta. Un grazie alla squadra che era partita per fare un campionato tranquillo ed è arrivata seconda, alle semifinali di Coppa e a un passo dalla promozione diretta in D. Ora faremo domanda di ripescaggio: non possiamo certo perdere l'occasione storica». [P. ACC.]

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LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

In breve

CICLISMO CAMPIONATO REGIONALE ALLIEVI

Torta allo sprint dopo la fuga a Castel Boglione Il talento di Centallo coglie l’attimo sui colli astigiani Nella volata a 4 precede un ossolano e due torinesi

Calcio

Allievi, a J Stars non basta il pari Nelle finali nazionali di Chianciano gli Allievi della J Stars di Torino dopo il ko con il Ficantieri, ieri hanno pareggiato 1-1 con i campani del Materdei (gol di Bellino) e sono stati estromessi.

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Tennis

Marlon Van Ingen all’Open Orbassano Si concluderà mercoledì sui campi del V&V il terzo Open Città di Orbassano. Il tabellone si sta allineando ai quarti: Pompeo-Gramaglia e Van Ingen-Marino sono gli accoppiamenti già definiti. Poi, il vincente tra Poggi e Marangoni troverà Giraudo. L'ultimo testa a testa sarà tra Marlon Van Ingen e il giocatore che uscirà dal quadro che vede la sfida tra Bertino e Gai, quindi tra il vincitore della stessa e Gramaglia.

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Golf

In 150 al Memorial Andrea Pininfarina Centocinquanta giocatori hanno disputato sul percorso Blu del Circolo Golf Torino il 3˚ Memorial Andrea Pininfarina, gara su 18 buche Stableford organizzata in collaborazione con la Camera di Commercio di Torino per ricordare l’industriale tragicamente scomparso nel 2008. Nelle categorie Netto si sono imposti l’ex calciatore Massimo Mauro (1ª categoria, punti 40), Emilio De Giorgis (2ª, p.38), Nicola Gregorio Durante (3ª, p. 40). Il 1˚ Lordo è stato appannaggio di Pier Andrea Fea (p. 33), al quale è andato anche il Challenge Memorial Pininfarina. Vittorie poi di Dolores Lageard (1˚ Signore, p. 38) Roberto Daghero (1˚ Seniores, p. 37), Gilberto Nebbia di Riolo Terme (1˚ ASC, p.37). A Michele Petino (Villa Carolina) il “nearest to the pin” alla bandiera della buca 8.

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Piemonte Sport 67

MOUNTAIN BIKE A BIELLA

“Trials sotto le stelle” laurea spagnoli, belgi tedeschi e svizzeri Spettacolare prova Elite con l’iberico Comas che batte due connazionali Trials sotto le stelle, sabato notte a Biella e quelle che hanno calamitato l’interesse del pubblico sono state le «star» che si sono contese il titolo di campione europeo Elite 20 pollici nel gran finale dei Campionati continentali, organizzati dal Biella Bike Festival nel centro cittadino. Un pubblico numeroso e un tifo d’eccezione accoglieva gli otto fuoriclasse in lizza per il titolo continentale. Lo show si apriva con un’inaspettata serie di errori del 7 volte campione europeo Benito Ros Charral, il quale chiudeva con due abbandoni le prime due zone affrontate. Arrivato alla ter-

za zona, però, il «campeon» ritrovava il suo abituale smalto e infilava due percorsi con una penalità e le successive due con zero errori. Molto buono era il primo giro di Daniel Comas Riera, autore di un primo lap con 8 penalità. In particolare era la quarta zona, allestita con dei tronchi, a creare problemi a tutti gli atleti, e solo Benito Ros Charral, riusciva a chiudere con una sola penalità. Vuoi i troppi errori, vuoi la maggior precisione dimostrata da Daniel Comas Riera, era quest’ultimo ad uscire dalla finale con il titolo in tasca, con un punteggio di 15 penalità, due in meno dell’iridato Ros Charral. Bronzo per l’altro spagnolo Abel Mustieles Garcia. In precedenza si erano laureati campioni il bega Kenny Belaey nella categoria 26 pollici; i tedeschi Robin Fix (26’’) e Raphael Pils (20’’), mentre il titolo europeo femminile finiva sulla maglia della svizzera [M. PER.] Karin Moor.

IPPICA

Nuoto Il vittorio arrivo di Mirko Torta al traguardo di Castel Boglione, tra i vigneti astigiani FRANCO BOCCA CASTEL BOGLIONE

Era già accaduto un anno fa a Rivara. Si è ripetuto quest'anno a Castel Boglione. Nella prova unica di campionato piemontese Allievi tutti gli avversari marcano a vista Mattia Viel, il plurivittorioso della categoria, e il titolo finisce puntualmente sulle spalle di un suo compagno di squadra del Madonna di CampagnaCerone. Dodici mesi fa toccò a Matteo Pepino, quest'anno l'alloro è andato con pieno me-

I favoriti della vigilia si marcano e lasciano partire il gruppetto che va fino all’arrivo rito a Mirko Torta, 16 anni, cuneese di Centallo, che in località Gianola, a metà strada tra Nizza e Acqui, ha conquistato la vittoria più importante della sua ancor giovane carriera. Torta, che domenica scorsa si era già imposto nella gara di Rescaldina (Milano), ha regolato nettamente allo sprint i tre compagni di fuga con i quali aveva caratterizzato buona parte della gara. Sui gradini più bassi del podio sono saliti due promettenti atleti del primo anno, l'ossolano Simone Rostellato e il rivolese Federico Burchio, mentre al quarto posto si è classificato il pinerolese Luca Busuito,

fratello minore di Davide, che domenica scorsa ad Armeno aveva conquistato il titolo regionale Juniores. L'azione decisiva è stata promossa all'inizio del secondo dei cinque giri in programma da Rostellato, presto raggiunto da Torta, Tornabene, Burchio e Busuito. Mentre i principali favoriti della vigilia, e cioè Mattia Viel, Filippo Ganna e Carlo Franco, restavano in gruppo a controllarsi a vicenda, i fuggitivi aumentavano progressivamente il loro vantaggio e poi restavano in quattro a causa della dolorosa caduta, fortunatamente senza gravi conseguenze, che al termine del terzo giro ha costretto al ritiro lo sfortunato Tornabene. La situazione non è più cambiata fino all'arrivo, dove Torta, dopo aver rintuzzato alcuni scatti del vivace Busuito, coglieva a mani alte la seconda affermazione stagione. Ordine d'arrivo: 1˚ Mirko Torta (Madonna di CampagnaCerone), km 66,6 in 1h49'32'', media 36,482; 2˚ Simone Rostellato (Pedale Ossolano); 3˚ Federico Burchio (Rostese); 4˚ Luca Busuito (Esperia Piasco); 5˚ Filippo Ganna (Pedale Ossolano) a 2'19''; 6˚ Davide Ostorero (Rostese) a 2'45''; 7˚ Nicolò Testa (Esperia Piasco); 8˚ Carlo Franco (Rostese) a 2'57''; 9˚ Matteo Pepino (Madonna di Campagna-Cerone); 10˚ Fabio Lala (Novarese-Italia Vacanze).

Boggiatto d’argento nei 200 rana a Roma Chiara Boggiatto, 25 anni, d'argento, nei 200 rana, al Trofeo Settecolli di Roma. La nuotatrice di Moncalieri, ormai trapianta in Toscana, ha fermato il cronometro sul 2'28"38, due secondi e mezzo in più rispetto al suo primato personale in vasca lunga. Oro alla danese Rikke Moller Pedersen (2'26"20).

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ESORDIENTI

Rossetto e Pellis s’aggiudicano il Trofeo Gattico Stefano Rossetto (Rostese) e Davide Pellis (Pedale Chierese) sono i vincitori del 1˚ Trofeo Comune di Gattico (No) per Esordienti, svoltosi nella frazione di Maggiate. Nella classe 1998 si è registrato l’en plein della Rostese, che ha piazzato alle spalle di Rossetto il neocampione regionale Luca Maritano, mentre sul terzo gradino del podio è salito Manuel Incardona del Pedale Chierese. Completavano il sestetto in fuga Giosuè Mattio (Vigor), Lorenzo Zoppis e Marco Omarini, entrambi della Nuova Orizzonti Polisportiva Invorio. Nella volata a ranghi compatti che ha costituito l’epilogo della gara degli Esordienti del secondo anno, Pellis si è imposto su Davide Finatti (Galliatese), Federico Golino (AlbaàBra-Langhe-Roero), Stefano Staltari (Pedale Acquese) e Alberto Baratella (Sanmaurese). [F. BOC. ]

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Golf

Terragni vince Open Feudo d’Asti Cristiano Terragni ha conquistato l’Open del Feudo di Asti, inserito nel calendario Alps Tour e seconda tappa del Pilsner Urquell Pro Tour, circuito di gare nazionali. Il vincitore, 20 anni, milanese, ha intascato un assegno di 5 mila 800 euro (40 mila euro di montepremi) concludendo con 194 colpi (64 68 62), 16 sotto il par, sbaragliando la concorrenza con un parziale di 62, frutto di otto birdie al termine di un giro impeccabile. Terragni ha superato di 2 colpi dopo un acceso duello il francese Julien Foret . Terzo l’altro transalpino Xavier Poncelet (198), mentre un altro protagonista della giornata è stato il genovese Nicolò Ravano, quarto con 199 (65 68 66) alla pari con lo spagnolo Jaime Camargo e con il francese Edwin Thomann.

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Guzzinati fa doppietta a Vinovo Guzzinati è stato il protagonista di Vinovo con la doppietta su Mercurio Spin e Maestà di Casei. Libeccio Grif quinto in Svezia con Smorgon. Risultati: 1) Consolato del Perù, Nuvolari del Casei, Colombino; 2) La Blanquirroja, Ombra Jack, Besana; 3) Pizco, Nestore Day, Mollo S.; 4) Centoper, Mercurio Spin, Guzzinati; 5) Fiesta Latina, Flingan Fra, Demuru; 6) Perù, Maestà di Casei, Guzzinati; 7) Lima, l'Idole, Wisniewski; 8) Machupichu, Ottone Rosai Kyu, Mollo S.

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PALLAVOLO AD ACQUI TERME

Poker delle piemontesi nel “Summer Volley” Sfiorato l’en plein dalle squadre piemontesi nel «Summer Volley 2011», la kermesse di pallavolo giovanile che ha radunato ad Acqui Terme un centinaio di compagini ripartite in cinque categorie. Il torneo ha avuto anche valenza internazionale per la partecipazione delle Nazionali di Svizzera e Israele e di formazioni di club francesi, romene e della Repubblica Ceca. Sono stati però i sestetti italiani, in particolare quelli regionali, a farla da padrone. Nell’Under 13 femminile si è imposta la squadra di Alba, in finale sulle padrone di casa del Valnegri Acqui. Terzo il Playvolley Asti, davanti al Grosseto. Nell’Under 16, l’unico titolo sfuggito

al Piemonte è andato al river Volley Piacenza, davanti all’Aurora Venaria. Finalina al Grosseto, medaglia «di legno» all’Acqui. La terza categoria femminile, cioè l’Under 18, è stata appannaggio del Green Volley Vercelli che, dopo aver compiuto l’impresa in semifinale sulla Nazionale svizzera al terzo set, ha disposto con disinvoltura del Prato in finale. Fra i maschi, podio tutto torinese nell’Under 16, con Più Volley Chieri sul gradino più alto, Sant’Anna Pescatori e Arti & Mestieri al fianco e l’As Novi Ligure in quarta posizione. Nell’Under 20, infine, l’Hasta Asti l’ha spuntata sul Più Volley, terza piazza per la Brebanca Cuneo davanti al[R. AL.] l’Arti & Mestieri.


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LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

PALLAPUGNO A LA CANALESE CAPOLISTA SI ARRENDE NEL BIG-MATCH

Giribaldi batte Campagno Levratto domina Corino La Castagnolese di Amoretti si arrende solo nel finale a Danna ALDO SCAVINO CASTAGNOLE LANZE

La terza giornata di ritorno del campionato di serie A di pallapugno ha proiettato da solo al secondo posto della classifica Oscar Giribaldi che, nel suo sferisterio di San Benedetto Belbo gremito di pubblico, ha sconfitto il leader Bruno Campagno per 11-6. Per il canalese, che rimane comunque in testa alla classifica anche se il suo vantaggio si è ridotto ad un solo punto, si è trattato della seconda sconfitta della stagione, dopo quella di Villanova Mondovì contro il campione d’Italia Danna. La partita di San Benedetto è sempre stata saldamente nelle mani dei padroni di casa che sono andati al riposo sul 7-3 e poi hanno chiuso sull’11-6 dopo aver concesso ai rivali una parvenza di rimonta. «Tutta la squadra ha giocato veramente bene - ha detto il dt langarolo Aldo Araspi - e Campagno si è subito trovato in difficoltà. Era un successo importante per noi anche per lanciare un messaggio per il futuro: vincere a San Benedetto sarà un’impresa difficile per tutti». Ha abbandonato il sodalizio con Giribaldi, con cui divideva la seconda piazza, il cuneese Roberto Corino che è stato sconfitto a Vignale Monferrato da Matteo Levratto per 11-3. Punteggio pesantissimo per gli ospiti che non sono mai riusciti ad entrare in gioco. «La partenza di Levratto ci ha sorpresi - ha detto il dt cuneese Domenico Raimondo -. Ci siamo trovati in svantaggio per 4-0 quasi senza accorgercene, conquistando in tutto solo due «quindici». Corino non ha giocato male, ma Levratto e Dotta, pochissimo fallosi, ci hanno sovrastato. Levratto, in particolare, ha battuto palloni molto lunghi e difficilissimi da ricacciare». Con questo successo il monferrino è salito da solo al quinto posto in classifica; grande bagarre invece sulla sesta piazza, l’ultima utile per i play off, dove scalpitano Galliano, Raviola e Vacchetto. Ieri il terzo turno di ritorno si è chiuso a Castagnole Lanze dove il «tricolore» Paolo Danna, tenendo fede al pronostico della

Rivali Nella foto di Silvia Muratore Corino e Levratto (maglia amaranto) prima della sfida di Vignale

Alberto Botteon ha trascinato il Carpeneto al successo

TAMBURELLO NEL BIG MATCH COL MEDOLE

Il Carpeneto rimonta e poi vince al tie-break 8 con super Botteon

I giochi

Sono quelli conquistati ieri in casa da Davide Amoretti (Castagnolese) con Danna

vigilia, ha battuto Davide Amoretti per 8-11 e ha agganciato Corino al terzo posto a quota 10. La partita è stata più combattuta del previsto: Amoretti ha retto bene il confronto con il più titolato rivale anche a se, a gioco lungo, è stato costretto alla resa. Danna è andato in vantaggio per 1-4, ma all’intervallo Amoretti si era rifatto sotto (4-6). Ancora lotta dopo la pau-

sa (5-7, 6-9, 8-10), poi chiusura vittoriosa dei monregalesi.

Vacchetto 7, Orizio e Giordano 5, Amoretti e Rosso 1.

Risultati (terza di ritorno):

Prossimo turno: domani, alle

Rosso-Raviola 4-11, Giribaldi-Campagno 11-6, Amoretti-Danna 8-11, Levratto-Corino 11-3, VacchettoGalliano11-6, Giordano-Orizio9-11.

21, a Cuneo, Corino-Rosso e a Dogliani, Galliano-Levratto; mercoledì, alle 21, a San Biagio Mondovì, Raviola-Giordano, ad Imperia Orizio-Amoretti e a Canale, Campagno-Vacchetto; giovedì, alle 21, a Villanova Mondovì, Danna-Giribaldi.

Classifica: Campagno 12, Giribaldi 11, Corino e Danna 10, Levratto 8, Galliano, Raviola e

Baseball, Ibl e serie A federale

Novara ko con Bologna, male anche la Juve 98 Altre tre battute d’arresto per l’Elettra Energia Novara nel campionato di Ibl, arrivato alla seconda di ritorno. I biancoblù di Jay Palma sono usciti sconfitti dal confronto casalingo che li opponeva alla Fortitudo Bologna, capolista e vicecampione d’Italia. Dopo aver perso 4-1 la gara di venerdì, lo United Novara ha visto rinviata la seconda gara di sabato per un nubifragio che si è abbattuto su Novara allagando il «Provini». Si è così giocato in serata con i felsinei a prevalere 11-0. Ieri mattina c’è stata la terza gara

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con il successo bolognese 11-1 (alla settima ripresa per manifesta). Il nove di Nanni però ha faticato per due terzi dell'incontro prima di venir lanciata dal grande slam di Clemente. All'Elettra Novara non è bastato un buon Morese. Classifica: Bologna e San Marino 778 (21-6); Parma 593 (16-11); Nettuno e Rimini 556 (15-12); Grosseto 481 (13-14); Knights 185 (5-22); Novara 074 (2-25). In serie A federale, la Juve98 è andata incontro a una doppia battuta d'arresto che rischia di comprometterne pesan-

temente la corsa al secondo posto che qualifica ai playoff: i bianconeri di coach Bluffi sono stati infatti battuti 17-6 e 15-4 sul campo di Ponte di Piave, formazione non di vertice che ha mostrato invece tutto il meglio di sé chiudendo entrambi i match per manifesta superiorità all'ottavo e al settimo inning. Torino - che non ha potuto schierare Di Taddeo sul monte di lancio - ha a questo punto un bilancio di 13 vinte e 10 perse e non potrà più permettersi alcun passo falso se vorrà ancora lottare per il vertice. [M. P. - D. LAT.]

GIANFRANCO MOGLIOTTI

Callianetto vola anche in trasferta, Cremolino allontana i playout, Carpeneto infiamma la tifoseria. Ieri si è giocata la quinta di ritorno della massima serie del tamburello italiano. I campioni d’Italia astigiani non si sono fatti distrarre dai «rumors» di mercato, che da qualche giorno coinvolgono la squadra: il 13-5 di Cavriana (Mn), arrivato in meno di due ore, ne è stato la conferma. Stefania Mogliotti, tecnico in uscita dei biancorosi ha prima mandato in campo il quintetto base (Manuel Beltrami, Yohann Pierron, Samuel Valle, Giorgio Cavagna e Stefano Previtali), e una volta messo al sicuro il punteggio (7-2), ha sostituito il fondocampista francese (anche lui con Valle, tra i non confermati per la prossima stagione) per Saverio Bottero. Nel trampolino successivo è toccato alla prima linea dei terzini cambiare volto con l’ingresso di Gianluca Mignani e Massimo Savio.Al termine BeppeTirone, ds Callianetto ha detto: «Tutti hanno dimostrato la loro grande professionalità, non facendosi distrarre dalle voci di partenze e arrivi. Sul mercato ci stiamo muovendo». A Fumane (Vr), il Cremolino ha giocato un match di grande combattività conil tecnico FabioViotti che ha mandato in campo i titolari: Luca Merlone, Christian Valle, Ivan Briola, Andrea Di Mare e

Stefano Cozza. Sotto 6-3 dopo un’ora, gli alessandrini hanno preso in mano la conduzione del gioco,prima avvicinandoi padroni di casa (5-7), per poi scavalcarli nel cambio successivo (8-7). Una volta in vantaggio, Cremolino ha continuato sul suo passo (10-8), fino a chiudere il tredicesimo punto (a 8) allo scadere delle treore. Nel big match della domenica a Carpeneto, i padroni di casa hanno i battuto 8-4 (tie break) i mantovani del Medole. Tre ore di sfida caldissima, con risultato sempre in bilico. Sul 12-11 (40-0) per i mantovani, colpo d’ala del

Callianetto non si fa distrarre dalle voci di mercato e resta solo Cremolino, bel colpo Carpeneto: pari 12 e tie break. Vittoria e standing ovation per un ispirato Alberto Botteon. Con lui: Andrea Petroselli, Riccardo Dellavalle,Alessio e Daniele Basso. Altre gare di ieri: Mezzolombardo-Travagliato 13-1, Sommacampagna-Solferino 13-1, Malavicina-Monte6-13. Classifica: Callianetto 45, Sommacampagna40, Medole 35, Mezzolombardo36, Carpeneto 34, Solferino24, Malavicina19, Monte 17, Cremolino 16, Cavriana 11, Travagliato 8, Fumane 2. Sabato si gioca il derby piemontese Callianetto-Carpeneto.Cremolino, domenica,ospita il Malavicina.

BOCCE AGLI ASSOLUTI INDIVIDUALI

Poker di ori dei piemontesi ANTONELLA LAURENTI

Seconda tornata di campionati Italiani e seconda messe di medaglie per il Piemonte. Dagli Assoluti Individuali (sei tornei: quattro maschili e due femminili) sono arrivati quattro ori, cinque argenti e altrettanti bronzi. Si sono laureati campioni italiani Carlo Ballabene (Brb Ivrea, nuovamente sul gradino più alto del podio a una settimana di distanza dal titolo a coppie) nella categoria A, Paolo Bergero (Cavourese) nella categoria C, Giulio Davì (Ponte Masino) nella categoria D e Paola Mandola (Forti Sani Fossano, bronzo a coppie sette giorni prima) nella catego-

ria F/ab. L'argento è stato vinto da Fabrizio Deregibus (Brb Ivrea, già secondo a coppie domenica 12 giugno) nella categoria A, Enzo Granaglia (Rosta, il figlio del mitico "Bertu") nella categoria B, Gabriele Grosa (Pianezza) nella categoria C, Angelo Bicocca (Cavorettese) nella categoria D e Micol Perotto (Rosta) nella categoria F/ab. Infine, medaglia di bronzo per Paolo Carrera (La Perosina) nella categoria A, Alessandro Allemandi (Auxilium Saluzzo) nella categoria C, Stefano Marangon (Piatto Sport Biella) nella categoria D, Adriana Bolzon (Virtus Brandizzo) nella categoria F/ab e Liliana Cavaglià (Sis Torino) nella categoria F/cd.

Categoria A: a Novara il secondo bronzo è stato vinto da Guido Ducourtil (Nitri Aosta). Cat. B: a Piobesi (Torino) tra i "cadetti" ha dominato la Liguria grazie al primo posto di Mattia Mana (Valdese Savo-

Ballabene, Bergero Davì e Paola Mandola i neo Tricolori. Altri 5 argenti e 5 bronzi na) e ai due terzi posti di Maurizio Ginocchio e Daniele Basso (entrambi Calvarese Genova). Cat. C: a Canale d'Alba si è verificato un fatto curioso (e spiacevole) nella semifinale tra Alessandro Allemandi e

Gabriele Grosa. Per un errore di valutazione Allemandi ha "dato partita" all'avversario stringendogli la mano. Non era così: Grosa aveva raggiunto quota 12 punti e non 13. Accortosi dell'errore Allemandi ha scagliato lontano la bacchetta ed è stato ammonito. Grosa, pesantemente tacciato di "antisportività" dal pubblico (tanto che è dovuto intervenire il vicepresidente della Fib di Cuneo per riportare la calma), ha deciso di giocare la finale con gli auricolari. La seconda medaglia di bronzo è stata vinta da Aldo Capurro (Città di Lavagna). Categoria D: a Ronchi dei Legionari (Gorizia) il secondo bronzo è stato appannaggio di

Paolo Bergero (Tricolore di C) con Gabriele Grosa e Alessandro Allemandi

Luciano Cella (Città di Lavagna, argento sette giorni prima nel torneo a coppie). Cat. F/ab: ad Arnasco (Savona) è salita sul gradino più basso del podio l'esperta Cristina Oddone (Assunta Genova). Cat. F/cd: a Garlenda (Savona) si è

imposta la calabrese Paola Perrone (Pizzo Vibo Valentia); argento per Greta Krstic (Litorale Marina di Carrara, terza la domenica precedente nella prova a coppie) e secondo bronzo per Sonja Lazar (Ponzianina Trieste).


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Distribuito in Piemonte, Liguria (esclusa SP) e Valle d’Aosta; nel Resto d’Italia chiedendo all’edicolante il “Servizio M-DIS”.

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Il tempo

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Inizio settimana con sole e caldo moderato

Arriva la quiete dopo i nubifragi Poca neve sui ghiacciai alpini LUCA MERCALLI

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ei giorni intorno al Solstizio d’Estate, che quest’anno cadrà alle 19.17 di domani, martedì 21 giugno, l’anticiclone atlantico garantirà un po’ di tranquillità atmosferica. Sole e caldo in aumento su tutta Italia, con temperature diurne prossime a 30 gradi, localmente superiori, in bassa Valpadana e nelle pianure interne del Centro-Sud. Sulle zone alpine e pedemontane del Nord la quiete sarà rotta tra mercoledì sera e giovedì, quando al transito di un fronte nuvoloso da Ovest dovrebbero riattivarsi rovesci e temporali sparsi, mentre altrove proseguirà il tempo soleggiato e asciutto. Anche nei giorni scorsi non sono mancati nubifragi intensi e localizzati. Martedì 14 giugno furiosi tempora-

li hanno colpito Toscana e Lazio: raffiche vicine a 100 chilometri orari hanno sradicato alberi a Castel del Bosco, nel Pisano, e forti scrosci hanno colpito anche i quartieri settentrionali di Roma accumulando una trentina di millimetri d’acqua. La sera di giovedì 16 una tempesta di pioggia e vento ha abbattuto decine di alberi presso il Parco del Valentino a Torino, città che per tre settimane è stata sferzata da acquazzoni quasi quotidiani: sul quartiere di Borgo Po da inizio mese sono caduti 317 millimetri di pioggia, quantità tripla rispetto alla norma mensile, che colloca questo giugno tra i più piovosi dall’inizio delle misure nel 1802, sebbene con notevoli differenze tra una zona e l’altra della città. In tarda serata di giovedì la vigorosa cella temporalesca si è poi mossa verso Est ro-

vesciando ben 66 millimetri d’acqua su Buttigliera d’Asti (www.arpa.piemonte.it), il cui centro è rimasto allagato per l’esondazione di rii minori. Nonostante nella prima metà di giugno ripetute nevicate abbiano imbiancato i ghiacciai delle Alpi, l’estate 2011 inizia sotto il segno dello scarso innevamento in alta montagna. Martedì 14 giugno le misure condotte dalla Società meteorologica italiana sul ghiacciaio Ciardoney, Gran Paradiso, con la collaborazione di Iren Energia (www.irenenergia.it) e Csp (www.csp.it), hanno evidenziato spessori nevosi compresi tra 220 e 280 centimetri attorno a quota 3000 metri, pari a circa la metà dell’alimentazione nevosa normale, elemento che - qualora dovesse combinarsi con forti calori estivi - porterebbe a nuovi evidenti regressi glaciali.


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MERCANTILE», «LA GAZZETTA DEL LUNEDI’», «L’INFORMAZIONE IL DOMANI». PREZZI ESTERO: AUSTRIA, FRANCIA, MONACO P., GERMANIA, GRECIA, PORTOGALLO, SPAGNA € 1,85; IRLANDA € 2; SLOVENIA € 1,34; C. TICINO FRS. 2,70; SVIZZERA FRANCESE FRS. 2,80; SVIZZERA TEDESCA FRS. 2,80; UK GBP 1,40.

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LA STAMPA LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

TENNIS

Come è cambiato Wimbledon?

D mande

A CURA DI STEFANO SEMERARO

Oggi a Londra iniziano The Championships. Perché Wimbledon è ancora il torneo più importante?

PREZZI TANDEM, NELLE AREE DI DIFFUSIONE INDICATE SUL GIORNALE LOCALE; € 1 CON «LA VOCE DI MANTOVA», «PRIMO PIANO MOLISE», «CRONACA DI CREMONA», «CRONACA DI PIACENZA»; € 1,20 CON «LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO», «IL CORRIERE DI ROMAGNA», «L’INFORMAZIONE DI REGGIO», «L’INFORMAZIONE DI PARMA», «L’INFORMAZIONE DI MODENA», «IL CORRIERE

Perché è il più antico. Il più prestigioso dei cosidetti quattro “Slam”, l’unico che ancora si gioca sull’erba, la superficie su cui nel 1873 nacque lo Sphairistikè, il gioco reinventato da Walter Clopton Wingfield sulla base dell’antico jeu de paume. La prima edizione, solo maschile, si tenne nel 1877 e vinse Spencer Gore, le donne furono ammesse nel 1884. Questa è la 125esima edizione.

Dove si gioca? Nel circolo più tradizionale e esclusivo del mondo: l’All England Lawn Tennis and Croquet Club, i cui colori sono “purple and green”, viola e verde. Dal 1922 il torneo si disputa nell’attuale impianto di Church Road, inaugurato da Giorgio V, che negli ultimi 15 anni è stato ampiamente e felicemente ristrutturato. La modifica principale riguarda il tetto retrattile che dal 2009 copre il Centre Court e consente di giocare anche in caso di pioggia.

Quanto guadagna chi alza la coppa di Wimbledon? I vincitori 1,1 milioni di sterline (1,24 in euro), il premio più alto nel tennis. Chi perde al primo turno 11.500 sterline (13 mila euro). Non male se si pensa che nel 1968 il vincitore del maschile ne intascava 2000 e la vincitrice appena 500.

Ma l’erba è ancora una superficie diffusa nel tennis moderno? No, un tempo ben tre dei quattro Slam si giocavano sul verde, oggi l’erba resiste solo grazie a Wimbledon. Il Roland Garros si è sempre disputato sulla terra battuta, gli Us Open, nati nel 1884, nel 1976 passarono alla terra verde e dal 1978 al cemento, gli Australian Open (prima edizione nel 1905) dall’88 si giocano su superfici sintetiche. Oltre a Wimbledon, oggi l’erba è la superficie di appena 5 tornei maschili e 3 femminili del circuito mondiale. Inoltre l’erba non è più quella di un tempo.

Sono cambiati i campi? Sì, perché da quando l’evoluzione del tennis ha favorito il cemento gli specialisti del “servizio & volée” sono quasi scomparsi e per attirare i regolaristi - soprattutto gli spagnoli - dal 1995 si è deciso di aumentare l’altezza dell’erba da 6 a 8 millimetri, rendendo il rimbalzo meno sfuggente. Ogni anno per la semina viene impiegata una tonnellata di semi di segale. In precedenza era mischiata a un 75 per cento di festuca rubra, ma il “The Sport Turf Research Institute” dello Yorkshire, che da 75 anni monitorizza Church Road, ha dimostrato che la segale da sola resiste meglio alla violenza del tennis contemporaneo.

Questo spiega i due titoli vinti a Wimbledon da uno specialista della terra battuta come Rafael Nadal? In parte sì, ma va dato anche credito allo spagnolo, che ha saputo adattar-

si benissimo all’erba, migliorando servizio e volée. L’erba è una superficie che si sposa bene alla grande mobilità di Nadal e affatica meno del cemento le sue delicate articolazioni.

I favoriti quest’anno? Sempre Federer e Nadal? Roger e Rafa hanno monopolizzato Wimbledon a partire dal 2003. In pole position restano loro, e Federer ha una motivazione extra: vincendo arriverebbe a 7 titoli a Wimbledon, eguagliando il record di Pete Sampras. A insidiarli c’è il numero 2 del mondo Novak Djokovic, autore di

uno straordinario inizio di stagione con 43 partite vinte di seguito: gli basterebbe arrivare in finale per scavalcare matematicamente Nadal e diventare n. 1. E poi l’enfant du pays, lo scozzese Andy Murray, n. 4, che non era mai arrivato così in forma allo Slam di casa. Però alla Gran Bretagna manca un vincitore maschile dai tempi di Fred Perry, nel 1936. Mica facile, per lui.

Nel femminile le sorelle Williams possono rivincere? Sì, sull’erba il servizio e la potenza fisica possono essere ancora decisive.

Ad aiutarle è anche il momento non esaltante del tennis femminile, la cui n. 1, la danese Caroline Wozniacki, non ancora mai vinto uno Slam.

Il tennis italiano ha ottenuto i più grandi successi sulla terra battuta. A Wimbledon come ce la siamo cavata? Dopo Parigi, è lo Slam in cui ci siamo comportati meglio: una semifinale persa da Nicola Pietrangeli con Rod Laver nel 1960, poi quattro quarti di finale maschili - il primo nel 1922 con De Morpurgo, Pietran-

geli nel ‘55, Panatta nel ‘79 e Sanguinetti nel 2008 - e quattro femminili: Lucia Valerio nel 1932, Golarsa nel 1989, Farina nel 2003 e Francesca Schiavone nel 2009.

Quest’anno che speranze abbiamo? I successi di sabato scorso di Andreas Seppi e Roberta Vinci, i primi sull’erba del nostro tennis, ci fanno sperare. Le nostre chance, però, sono affidate soprattutto a Francesca Schiavone. L’erba non è la sua superficie ideale, ma la Leonessa è abituata a smentire ogni pronostico.

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* IlSenatùraPontidadàl’ultimatumsufisco,Libia,ministerialNord Lussemburgo,l’Eurogruppolavoraaun’intesa Ilministroerailsolo ingiaccaecravatta...