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Gennaio 2011 - nr. 03

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editoriale 01/2011 l 2011: come ogni anno si fanno avanti 365 giorni pieni di aspettative, dai quali tutti attendono qualcosa di nuovo, qualcosa che farà cambiare un, in questo caso, 2010 forse non brillante. Alcune delle persone che si incontrano, che si apprezzano e che si amano nell’anno passato, in qualche modo ci fanno attendere un nuovo anno pieno di gioia e svuotato di alcune di loro. In realtà la maggior parte dei nostri sentimenti non cambia, possono passare mesi o addirittura anni. L’affetto e l’amore che si sono provati e che di punto in bianco si sono presentati nella nostra vita non può cambiare e non può attendere. Non si può aspettare che il cielo ci mandi qualche dritta, non si può aspettare che qualcuno si faccia avanti, dobbiamo renderci conto che il paradiso e l’inferno ce lo creiamo noi, dobbiamo prendere le redini di ciò che abbiamo e affrontare qualsiasi prova ci venga imposta, bella o brutta che sia, giusta o sbagliata. Se la vita ce la presenta davanti c’è un motivo ben preciso, anche se non lo capiamo. Solo l’essere vicini a qualcuno che non si accorge, o l’essere lontani da qualcuno che ci crede al suo fianco. L’importante è che siano scelte che la tua anima non può rinfacciarti. Il mondo è saturo di persone, idee e scelte che non comprendiamo. Essere liberi di crearsi il proprio destino non è poi così male, nonostante tutto. Arthur Schopenhauer, a suo tempo, disse “Chi non ama la solitudine, non ama neppure la libertà. Perché solo quando si è soli si è liberi” io non ci credo perché la nostra vita e il nostro modo di essere non può fare a meno dei sentimenti che ci fanno sentire vivi tutti i giorni. Vi auguro il 2011 che vi aspettate, vi auguro un anno pieno delle vostre scelte e delle persone che vorrete avere accanto, vi auguro l’anno che io mi aspetto. Vi lascio con l’augurio di fare sempre la scelta giusta. Giusta per voi!

Enrico Violetto marketing development

indice Gennaio 2011

01

EVELYN ABBIGLIAMENTO

15

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02

MAXÌ

06/07 VIAGGI - VACANZE AI TROPICI

04

ANDRIOLLO TRASLOCHI

09

05

BAGARRE

12/13 ANIMALI - IL CAVALLO

08

STOCCHERO MAURO

08

TIBERIO FIORERIA

10

RIVE

11

LIO’ OCCHIALI

14

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14

BARETTO

CONSIGLI D’AMORE DI SERENA

Numero 3 / Anno 1° Editore SG Comunicazione 35010 Trebaseleghe (PD) Via Martiri della Libertà, 66 Autorizzazione del Tribunale di Padova n°1817 del 30 Settembre 2002 Direttore responsabile SG Comunicazione Grafica e impaginazione SG Comunicazione Printed in Italy © PeopleMag. Tutti i diritti riservati È vietata la riproduzione anche parziale di foto, marchi e testi. PeopleMag non è responsabile per la qualità, provenienza o veridicità delle inserzioni pubblicate.

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4 gennaio 2011


5 gennaio 2011


vacanze ai tropici & altre mete Per chi sogna di assaporare di nuovo per qualche giorno il calore e la luce inebriante del sole anche in gennaio, non vi è altra soluzione che programmare un viaggio nei Paesi della fascia tropicale o nell’emisfero Sud dove, appunto, adesso sta per iniziare la stagione estiva. Non è saggio però scegliere la meta a caso sul planisfero perchè potreste cadere dalla padella alla brace. PAESI TROPICALI DELL’EMISFERO NORD paesi tropicali dell’emisfero Nord sono i più sicuri. Qui infatti, a parte le solite eccezioni, il bimestre dicembre-gennaio coincide di solito con la stagione meno piovosa. E anche le temperature sono gradevoli quasi ovunque, soprattutto per merito del refrigerio apportato dagli Alisei, venti moderati che provengono da nord-est e che soffiano incessantemente tutto l’anno tra i 30 gradi di latitudine e l’Equatore. In questa fascia equatoriale sono comprese molte celebri mete del turismo mondiale: America centrale (Costarica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua, Messico); California meridionale; Florida; Is. Cayman; Grandi Antille (Bahamas, Cuba, Giamaica, Haiti, Repubblica Dominicana, Portorico); Piccole Antille con le Is. Vergini (Culebra, St. Thomas, St. John, St. Croix, Anegada, Virgin Gorda, Tortola), le Is. Sottovento (Anguilla, St. Martin, Saba, St. Barthélemy, St. Kitts, Nevis, Barbuda, Antigua, Monteserrat), le Is. Sopravvento (Is. Grenadine, Grenada), le Antille francesi (Guadeloupe, Desirade, Les Saintes, Dominica, Martinica), le Antille olandesi (Curaçao, Aruba, Bonaire); Barbados; Trinidad-Tobago; Is. Canarie; Is. Capo Verde; Nord Africa (Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto); Arabia (Bahrain, Emirati, Oman, Yemen); Kenya; India; Is. Maldive; Sud-est asiatico (Thailandia, Hong Kong, Malesia, Singapore, Filippine); Micronesia (Is. Marianne, Is. Caroline, Is. Marshall); Polinesia settentrionale con le Is. Hawaii (Big Island, Maui, Oahu, Kauai ) e le Is. Kiribati.

6 gennaio 2011

Nelle isole montuose gli Alisei portano piogge abbondanti, anche in dicembregennaio, nel versante sopravvento ossia nel settore nord-orientale della regione. È questo il caso, ad es., della Giamaica dove a Port Antonio, città posta appunto nel lato nord-est dell’isola, cadono in dicembre ben 330 mm di pioggia, mentre nella capitale Kingston, ubicata nel versante sottovento, piovono appena 30 mm. Analoga anomalia si riscontra a Portorico. Ma la differenza più vistosa si osserva nelle Is. Hawaii dove nel versante orientale cadono in dicembre 200-300 mm, mentre nel versante opposto piovono appena 20-30 mm. E se a Lahaina, città sul lato ovest dell’Isola Haui, non piove quasi mai, l’interno della regione è invece uno dei più piovosi del mondo (circa 15.000 mm in un anno!). Tra i paesi sopra elencati ve ne sono alcuni, invece, che sono molto caldi o molto piovosi anche in dicembre-gennaio, perché troppo vicini all’Equatore (Aruba, Bonaire, Antille francesi, Is. Sopravvento, Malesia, Singapore). Altri invece, nonostante cadano nella fascia tropicale, hanno un inverno relativamente freddo. È il caso del Nord Africa, frequentemente raggiunto dai venti freddi provenienti dal Nord Atlantico. PAESI TROPICALI DELL’EMISFERO SUD Alla larga dai Paesi tropicali dell’emisfero Sud. In dicembre-gennaio quasi tutti i Paesi di questa regione sono troppo caldi e molto piovosi. Cadono in questa fascia del pianeta molti nomi prestigiosi: Brasile (ad eccezione della regione costiera tra Aracaju

e Fortaleza); Madagascar; Is. Seychelles; Is. Mauritius; Indonesia (Sumatra, Borneo, Giava, Bali, Nuova Guinea, Is. Sonda, Is. Molucche); Australia settentrionale; Melanesia (Is. Salomone, Is. Ebridi, Is. Figi); Nuova Caledonia; Polinesia meridionale con le Is. Cook (Rarotonga, Aitutaki), Is. Samoa, Is. Tonga, Is.Tuvalu, e le isole della Polinesia Francese. È bene anche tener presente che nella fascia tropicale dell’emisfero Sud gli Alisei soffiano da sud-est cosicché, nelle isole montuose, risultano particolarmente piovosi i versanti orientali. Tipico esempio, le coste orientali dell’Australia. Ma vi è anche un altro motivo per stare alla larga da alcuni di questi Paesi in dicembre-gennaio. Infatti mentre gli uragani imperversano nei Caraibi solo da maggio a novembre, qui, invece, sono abbastanza frequenti, proprio in dicembre-gennaio, i temibili tifoni - gli uragani della fascia tropicale dell’emisfero sud - i quali flagellano l’area compresa tra il Nord-est dell’Australia e le Isole Cook e tra il Nord-ovest dell’Australia e le Isole Mauritius-Madagascar. FASCIA TEMPERATA DELL’EMISFERO SUD Clima gradevole nella fascia temperata dell’emisfero Sud. In dicembre-gennaio nell’emisfero Sud cade il culmine della stagione estiva e pertanto si può gustare il tepore del sole - per di più senza il rischio di scottature - anche in quei Paesi che cadono tra i 30 e i 45 gradi di latitudine sud. Sono compresi in questa fascia mete turistiche altrettanto famose: Cile, Perù, Argentina, Sud Africa, Australia meridionale, Nuova Zelanda. Ma anche qui può capitare di incappare in piogge abbondanti nei versanti esposti ai venti dominanti del luogo. È questo il caso della Nuova Zelanda il cui lato occidentale, a differenza di quello orientale, è molto piovoso. Nel Sud Africa invece è molto piovoso il versante rivolto verso l’Oceano Indiano. Inoltre, nelle aree montuose, come, ad es. l’Altopiano delle Ande, la massima piovosità si raggiunge proprio in estate, così come avviene del resto anche sulle nostre regioni alpine.


METE RACCOMANDATE Le rotte da seguire per vivere il meglio del mese. Dalla fauna selvatica del Chobe National Park in Botswana all’euforia di Tallinn, sarà un gennaio pieno di incontri memorabili. BOTSWANA Il culmine dell’inverno è un periodo perfetto per visitare il Botswana. Le giornate sono piacevoli e gli animali non si allontanano mai troppo dalle pozze d’acqua, aspetto che rende ancora più appagante il tuo safari fotografico. Il consiglio è puntare dritto sul Chobe National Park: questo parco ricopre una superficie di 11.000 kmq e ospita una fauna selvatica più abbondante rispetto agli altri. MONTI DELL’ATLANTE La catena montuosa più alta dell’Africa settentrionale è un paradiso per gli appassionati del trekking e dell’avventuroso scenario montano. L’Alto Atlante attraversa il Marocco in diagonale, dalla costa atlantica a est di Agadir fino all’Algeria settentrionale. Da queste parti si può fare escursionismo tutto l’anno, ma i mesi invernali offrono la possibilità di sfoderare corde e ramponi: un’esperienza non molto consueta in Africa. NORVEGIA Anche i freddolosi sono pronti a cedere al richiamo di uno degli spettacoli più suggestivi di Madre Natura: parliamo dell’aurora boreale che a gennaio si manifesta con piacevole frequenza nei cieli della Norvegia. Uno dei posti migliori per avvistare le luci del nord è Tromsø, un centro che abbonda di attività culturali, artisti di strada, vita all’aperto (a dispetto del freddo), e birrifici (il Mack è il nostro preferito).

ESTONIA Tallinn, la sua città più affascinante e carica di storia, ha appena iniziato il suo anno da Capitale della Cultura in Europa, quindi sarebbe un peccato non renderle omaggio. Il calendario degli eventi è talmente ricco da scaldare a dovere le notti nordiche. Potresti cominciare con il Campionato mondiale di sculture di fuoco: di sicuro non avresti freddo alle mani. CUBA Dal punto di vista meteorologico Cuba a Gennaio è una meta perfetta, poche nubi, sole caldo e clima secco, le temperature sono comprese tra i 20 e 27 gradi e ci sono tutti gli ingredienti perfetti per una vacanza spensierata e serena. L’isola offre interessanti spunti culturali, come il vecchio centro de L’Avana (Havana), la bella Santiago de Cuba, Trinidad ed è l’isola della musica e del ballo con concerti e spettacoli che testimoniano dell’indole gioiosa e festosa del popolo cubano. E poi c’è il mare straordinario dei cayos, l’ambiente affascinante de l’Isla de la Juventud, zone turistiche molto in auge come Varadero, Cayo Largo e Cayo Coco. ZANZIBAR Zanzibar a gennaio raggiunge il massimo del caldo: le temperature superano i 30-33 gradi e rimangano elevate anche durante la notte, insomma si respira un clima decisamente estivo. Tanto caldo che viene però mitigato dai rovesci pomeridiani e serali che al tramonto offrono spettacoli di nuvole colorate davvero indimenticabili.Da visitare la città di Stone Town, con le case fatte di pietra corallina e gli infissi di lrgno intagliato, ed ovviamente le splendide spiagge che fanno la gioia degli appassionati di snorkeling e delle immersioni subacquee.

CAPOVERDE Le isole tropicali di Caboverde sono raggiungibili con un volo di circa 6 ore. Il periodo di gennaio è sicuramente interessante per quanto riguarda il clima. Pochi tengono presente che Capo Verde d’estate si riempie di nuvole, il mare caldo produce tanta umidità, mentre in inverno il cielo si mantiene più aperto e le temperature rimangono comunque gradevoli ideali per una vacanza di mare. Qui è il regno del vento e lo sanno bene gli appassionati di windsurf che numerosi accorrono sulle isole dell’arcipelago. Le isole da scegliere sono numerose, le maggiormente sviluppate dal punto di vista turistico sono Sal e Boavista, magnifiche anche per i loro paesaggi desertici che incontrano il mare, mentre ci sono isole molto apre e montuose come Fogo, dove domina un grande vulcano, l’isola di Santiago, Maio e a nord Santo Antao, Santa Luzia e Sao Nicolau anch’esse con montagne e paesaggi affascinanti che si uniscono ad un popolo molto legato alla musica e dall’ospitalità entusiasmante. ISOLE CANARIE Il clima delle Canarie a Gennaio si presenta secco e ventilato, specie nei versanti meridionali delle isole. I versanti settentrionali delle isole più montuose, Tenerife, Gran Canaria, La Palma e La Gomera possono risentire degli alisei che addensano nubi e umidità che s’alternano al sole, ma che in fondo regalano la bella vegetazione che ammanta di verde i loro versanti. Tenerife offre grande vaietà di sistemazioni, specialmente a Playa de Los Americas e Puerto la Cruz. Consigliabili poi le escursioni al Teide, il vulcano più grande d’Europa. Gran Canaria pffre una grande vrietà di paesaggi, con campi di dune, foreste, spiagge e tratti di costa rocciosi molto aspri e selvaggi. Playa del Ingles, Playa de Las Canteras a Las Palmas sono le località più famose dell’Isola. 7 gennaio 2011


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consigli d’amore di Serena cuore

Cara Serena, sono Alice, ho 16 anni e ti scrivo perché desidererei qualche tuo consiglio riguardo al mio piccolo problema. Da tempo il mio ragazzo e le mie amiche mi dicono che sono cambiata ma io non riesco a rendermi conto in cosa sbaglio. Mi ripetono che una volta certi comportamenti non li assumevo o che certe cose le evitavo. Ho provato a rifletterci sopra, ho provato a fare cose divertenti o battute proprio come una volta ma non riesco veramente a capire in cosa sbaglio. Magari è solo un periodo per me e dopo tutto torna alla normalità però non voglio di certo perdere i miei amici e meno ancora il mio ragazzo. Mi sento in una situazione di gran disagio che non so come affrontare, non posso sfogarmi con nessuno perché ovviamente le mie amiche non mi ascoltano. Che devo fare??Grazie mille, un bacio!!! Cara Alice, posso immaginare in che situazione ti trovi. Allora facciamo il punto della situazione… Ciò che vogliono il tuo ragazzo e le tue amiche è che tutto torni come prima, l’unica cosa che puoi fare tu è farti spiegare il motivo per la quale continuano a ribadire il concetto che tu sia cambiata e magari pian piano puoi capire dove sbagli. Prova a riflettere ulteriormente sui tuoi comportamenti e fare il possibile per correggerli e andare d’ accordo. Devi riprendere il controllo di te stessa, parlane con il tuo fidanzato e con le tue amiche e stai tranquilla, vedrai che se veramente ti vogliono bene di certo non ti lasceranno mai sola. Guarda il lato positivo, dagli errori si impara sempre qualcosa e poi sei ancora giovane, puoi sempre migliorare. Alice sii sempre te stessa. Un bacio, Serena. Ciao Serena, sono Jessica e ho 23 anni e sono fidanzata con Marco da uno, gli voglio molto bene però da un po’ di tempo sono confusa. Ti spiego il perché… Ho conosciuto un ragazzo di nome L. a una festa dove c’era anche Marco, ho scherzato con entrambi, mi sono divertita e ho ballato. Il giorno dopo questo L. mi ha contattato e da lì è cominciato tutto. Sono entrambi dei bravi ragazzi, forse L. non lo conosco molto bene ancora, però vorrei fare la sua conoscenza più a fondo. Non mi sento più sicura di me stessa, non so chi mi piace di più e di conseguenza non mi sento all’altezza, in questo momento, di decidere che fare. Ho paura di deludere Marco, non so che fare… Serena vorrei un tuo consiglio. Un bacio.

Cara Jessica, qui l’unica che deve scegliere sei tu. Conosci meglio L., parla con lui, scopri che tipo di persona è alla fine però, sappi che Marco è ancora il tuo ragazzo quindi, nel caso non ti piacesse più non vale la pena di starci insieme perché poi quello che ci rimette è lui. Non si sta insieme a una persona per l’aspetto fisico, per i vestiti che porta o la situazione economica bisogna valutare anche il carattere e la fiducia che si ha in lui e di certo uno dei due ti piacerà di più. Prova a non vedere Marco per un paio di giorni se vedi che ti manca vuol dire che ti piace ancora, per quanto riguarda L. devi solo conoscerlo meglio. Un bacio da Serena. Cara Serena, sono Marta e ho 41 anni, da 10 sono sposata con Fernando e abbiamo un figlio di 7 anni. Da 5 mesi il nostro rapporto è cambiato radicalmente, siamo molto staccati, non parliamo molto insieme e quando capita è per litigare e a letto nemmeno ci guardiamo. Abbiamo deciso di separarci, di andare a vivere in due case diverse, pensiamo che la nostra storia insieme non abbia più senso però la paura di entrambi è il nostro bambino. Ha un carattere molto debole e non sappiamo come potrebbe reagire alla nostra decisione. Gli vogliamo molto bene ma abbiamo paura, non sappiamo quale sia la cosa migliore per lui. Serena aspetto una tua risposta. Marta. Cara Marta, tralasciamo per un attimo tuo figlio. Quale è la cosa migliore per te e tuo marito?? Se veramente non vi amate più non vale la pena che stiate insieme. Per quanto riguarda tuo figlio sappi che ogni volta che litigate per lui è una fitta al cuore, non è bello vedere due genitori che continuamente alzano la voce e che per colpa di questi disguidi magari non danno neanche attenzioni al figlio. Lui ha bisogno di sentirsi amato e protetto e ciò penso che possa avvenire anche se voi non abitate più nella stessa casa. Un po’ sta con la madre, un po’ con il padre, dividete il tempo in modo equo, facendo sì che stia con entrambi e non fategli mancare l’affetto da parte vostra visto che, essendo che ha un carattere debole, penso sia la cosa che più gli occorre. Se comincia a fare domande sul perché dei vostri cambiamenti spiegategli come stanno le cose, non capirà molto bene adesso ma quando crescerà, saprà anche lui valutare la vostra scelta. Un bacio Serena.

9 gennaio 2011


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il cavallo spagnolo

l Rejoneo è la corrida a cavallo che si disputa soprattutto in Spagna, in Portogallo e nelle antiche arene (alcune sono di epoca romana) del sud della Francia, come ad esempio quelle di Nimes, Ares e Le S. Marie de la Mere, dove la tradizione iberica è riuscita a mettere solide radici. Il rejoneador - ovvero il torero in sella - il

cavallo e il toro fanno tutto da soli, non hanno bisogno di assistenti o difensori. La loro è una danza difficile senza coreografo, un concerto senza direttore d’orchestra. Che ad avere la peggio sia il più delle volte il toro è scontato, fa parte del gioco tragico che a sua volta appartiene a una tradizione iberica articolata e al tempo stesso ferrea, indistruttibile nonostante gli sforzi e i boicottaggi (vani) degli animalisti. Così è. É un po’ come da noi la storia del Palio di Siena; non si riesce a ritoccare, figuriamoci abolirlo. Quel che ci interessa, e che in realtà interessa molti aficionados della corrida in sella, non è tanto la sorte comunque di segno negativo del toro quanto l’azione del cavallo, il suo addestramento, la sua origine.

Combattere nell’arena sembra essere prerogativa dei soggetti di ceppo iberico, soprattutto andalusi. Molti sono gli allevamenti spagnoli che allevano cavalli unicamente a questo scopo e quindi alle prerogative fisiche (morfologia, andature brillanti) si devono aggiungere evidenti doti caratteriali che sono sostanzialmente obbedienza e coraggio. Obbedienza per poter rispondere alla perfezione agli ordini del cavaliere, ordini che vengono dati esclusivamente con le gambe e con il peso del corpo. É dunque logico immaginare quanto sia impegnativo, lungo e paziente l’addestramento di un cavallo da corrida, che molte volte deve la sua vita semplicemente a una schivata ben fatta, a un passo laterale eseguito all’ultimo momento, prima che la locomotiva-toro lo travolga, a uno scatto da far invidia al migliore dei quarter horse. Indubbiamente determinante sono il coraggio e la consapevolezza del ruolo. Il cavallo da corrida sa che lavoro sta facendo, sa che il suo è pericoloso ma al tempo stesso è attratto dalla sfida, e mai pensa di volgere le spalle a quel “nemico” di otto quintali che gli corre incontro per travolgerlo. Abbiamo visto soggetti da rejoneo eccitati dalla presenza del toro, e andargli incontro senza nessun intervento da parte del cavaliere, contro la legge del buon senso e anche contro quella legge naturale che vuole il cavallo in fuga di fronte a una situazione di pericolo. Non mancano nemmeno esempi di soggetti che, orecchie indietro e collo arcuato, cercano di mordere il toro. Ma “un cavallo che non ha paura è pericoloso come quello che non ne ha” dicono gli esperti. Queste doti nel cavallo iberico sono ormai naturali, trasmesse geneticamente e sviluppate da una abitudine e da un perfetto addestramento, fatto solo da rigorosi professionisti che sono rejoneadores in attività o “in pensione” ma che conoscono tutto non solo sul cavallo ma, per forza, anche sul toro”.

Dedicato ad un grande Maestro d’arte ecquestre e d’alta scuola spagnola Dresseur. Roberto Corrias Y Pintor mi ha trasmesso la passione, la cultura e lo stile di come gestire questa meravigliosa razza di cavalli nelle loro svariate figure e disipline.

12 gennaio 2011


Il cavallo segue un addestramento classico da dressage, sotto la sella inglese. Poi effettua un allenamento specifico secondo le inclinazioni che avrà avuto modo di dimostrare. Infatti ogni torero in sella ha a disposizione per ogni combattimento almeno tre soggetti diversi. Quello da Paseo, ovvero da parata, che non sfida il toro ma serve a fare parate e ingressi trionfali, ad enfatizzare gesti, costumi, atmosfere, atteggiamenti. Sono cavalli indubbiamente armoniosi, perfettamente addestrati al dressage, al piaffè e al passage e a tutte le altre “arie” previste dall’Alta Scuola classica e spagnola. C’è poi il cavallo che il cavaliere usa per piazzare le baderillas lunghe, e quello che usa per le banderillas corte (che dunque si deve avvicinare di più alle corna del toro). A volte, ma non sempre, c’è anche un soggetto che offre maggior spettacolo con i movimenti e le schivate e che viene montato solo per l’atto finale. Questi ultimi soggetti sono forse meno preparati in dressage ma sono sicuramente più scattanti, più disposti a partire al galoppo da fermi e a fare spin, pirouette o altri movimenti che richiedano grande agilità: Agilità e forza muscolare che servono soprattutto a salvare la pelle. Se il toro ha la sorte già segnata dall’uomo, a volte il cavallo ha la sorte disegnata dal toro; perché i rischi che corre sono comunque molti, nonostante al suo forzato “nemico” siano state smussate le corna. C’è chi, per rendere più spettacolare e drammatico l’incontro ha proposto agli organizzatori delle corride a cavallo di tenere intatte le corna del toro, che sono aguzze come punte di lancia. Ma i cavalieri si sono sempre opposti; preferiscono rischiare ancor di più la propria incolumità personale ma non certo quella dei loro cavalli coraggiosi, selezionati nel tempo e addestrati per anni ad avvicinarsi il più possibile a quelle due lance taglienti e scattanti piantate su un collo muscoloso e solido come una quercia. A casa, in allevamento, il cavallo viene addestrato tutti i giorni, senza nemmeno un piccolo periodo di riposo, perché mai deve dimenticare gli esercizi e i rischi. Non si usa certo il toro in fase di addestramento, un pò perché non sempre si hanno a disposizione tutti i protagonisti (ovvero i tori) e poi perché questo, frequentando troppo il cavallo in arena in fase di preparazione, si abitua troppo ai personaggi del combattimento, diventando meno aggressivo e più socievole. Alcuni dicono che il toro, vedendo troppo a lungo i movimenti del

Denio Mazzochin - al piaffè

Denio Mazzochin - addestramento di attacco singolo

Marina Mazzochin - trotto raccolto

cavallo in fase di preparazione, riesce in qualche modo a studiarli e a memorizzarli, e quindi a ricordarseli e ad anticipare pericolosamente le mosse in arena. Così, fraternizzato con il futuro nemico, Nelle foto il cavallo MORTERO Proprietario Andrea Mazzochin

Per info Denio Mazzochin tel. 338 2069218

addestrato alla perfezione alle figure di dressage, il cavallo da corrida viene addestrato con il toro finto, ovvero una struttura “cornuta” e montata su ruote leggere che viene manovrata come una carriola da un aiutante a piedi, che ripete così tutte le mosse, gli scarti, gli attacchi. Ma anche l’uomo a piedi ama il cavallo e non il toro. 13 gennaio 2011


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15 gennaio 2011

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