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Anno XX - numero 5- FREE PRESS

MAGGIO 2014

FOND A TO D A CARMEL O PITROLINO FONDA DA CARMELO

ARS

Figli e figliocci... ecco la casta dei privilegiati

NICOLOSI

GRAVINA

E’ guerra per la piscina della discordia

Parco Fasano, l’isola che non c’è!

Nunzio Condorelli Caff a pag. 3

Noemi Russo a pag. 5

Manuela Tarso a pag. 6

Il 25 maggio si torna alle urne , ma l’astensionismo potrebbe fare brutti scherzi

I catanesi sono chiamati al voto per rinnovare il parlamento europeo e cinque amministrazioni comunali. Per alcune nuove compagini c’è la prova dettata dallo sbarramento al 4% che potrebbe vanificare ogni sforzo in chiave europea. Segue a pagina 8-9

LA FILIERA DEI SEMAFORI

Zona commerciale di Misterbianco

Chi fornisce i gadget, quanto costano e cosa si guadagna

La Beirut bombardata Mentre gli imprenditori locali affondano, i cinesi vedono la loro oasi nel deserto

Simone Olivellia pagina 11

INTER VIST A ESCL USIV A A MORENO INTERVIST VISTA ESCLUSIV USIVA

Stecca approda nel capoluogo etneo «Amo la Sicilia ed il suo popolo» Giusi Percipalle e Simone Olivelli a pag. 7

Carmelo Petrino a pagina 5

Lucio Di Mauro a pagina 15


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CATANIA PR OVINCIA PRO

La mappa del reddito comune per comune. Il sondaggio si basa sulle denuncie dei redditi Irpef del 2012

I ricchi alle falde dell’Etna Ecco in quali comuni vivono Un Italia delle disuguaglianze, una Sicilia che annega nella povertà, questa mappa interattiva creata elaborando i dati messi a disposizione dal Ministero dell’Economia, mostra la distribuzione del reddito procapite sul territorio nazionale, tendendo conto i dati delle denun-

si.

cie dei redditi Irpef 2012 e considerando il reddito da lavoro dipendente e di quello autonomo. Nord ricco, Sud sempre più povero. Le differenze sono evidenti non solo fra nord e sud ma anche all’interno dei Comuni stes-

Attenzionando la mappa si notano i redditi procapite annuali inferiori alla media nazionale che si attesta intorno alle 20.000 euro all’anno. Scendendo giù dalle nostre parti, San Gregorio, Tremestieri Etneo,

Sant’Agata Li Battiati ed Aci Castello, sono i Comuni alle falde dell’etna più ricchi dell’isola, uniche zone colorate in verde in un isola da profondo rosso. La stessa città di Catania tocca i 19.000 euro di reddito procapite senza superarli, ma i comuni più poveri nella provincia catanese sono Mazzarrone, San Cono, Licodia Eubea e Mineo che scendono al di sotto delle 10.000 euro. Colorate in giallo raggiungono la soglia minima del reddito medio nazionale: Messina, Siracusa, Palermo, Enna, Caltanissettta e Agrigento, per il resto gli altri 300 comuni

siciliani rimangono ampiamente sotto la media. Più si scende verso sud più il quadro dell’Italia vista per intera è sconfortante. E’ necessario precisare che si parla di reddito dichiarato, quindi i risultati delle elaborazioni sono ovviamente viziati dall’evasione fiscale non contemplata ne facilmente stimabile. A realizzare la mappa, traducendo in grafica i dati sulle denuncie dei redditi Irpef 2012 è stato l’analista di dati ed ingegnere informatico Franco Morelli di origine emiliane.

Alle porte la stagione balneare, a tu per tu con il dott. Giuseppe Ragusa presidente del sindacato balneari

Destagionalizzazione, unica“spiaggia”per salvare il litorale etneo

messaggio elettorale

La città di Catania è dotata per natura di un litorale straordinario tanto che i catanesi sono sempre attratti dal loro mare e adesso non aspettano altro che potersi godere una nuova, indimenticabile, stagione balneare, divisa tra la sabbia della Plaja e la Scogliera, nei vari stabilimenti che ormai sono diventati dei veri e propri villaggi turistici ed offrono svariati servizi, dall’apertura alla chiusura. Ma i venti di crisi che soffiano imetuosi, le ristrettezze economiche, i continui sacrifici ed i tagli nel già risicato bilancio familiare, vedono il catanese interrogarsi e tormentarsi col dubbio amletico “Ci sono stati aumenti quest’anno nel costo delle cabine e nei servizi? Su tale quesito e su tanti altri aspetti riguardanti la nuova stagione balneare abbiamo sentito il presidente provinciale del Sib, il sindacato che riunisce i balneari di Catania, Giuseppe Ragusa. “La stagione balneare inizierà quest’anno - spiega il presidente Giu-

seppe Ragusa - il 30 maggio e si concluderà il 14 settembre, almeno per gli stabilimenti della Plaja, mentre alla Scogliera si aprirà una settimana dopo in quanto le cabine sono costruite sulle palizzate e le strutture potrebbero subire, quindi, dei danni. Anche in questa stagione continueremo come stabilimenti balneari la nostra funzione sociale, ovvero far rilassare i catanesi, far dimenticare loro i problemi, lo stress, dopo un lungo inverno, offrendo un’estate di mare e di assoluto relax, tra mille svaghi e divertimenti. In un momento particolare per ogni famiglia e gruppo, consapevoli della crisi evidente e che colpisce tutti, continueremo ad offrire i nostri servizi senza aumentare i prezzi, mantenendo delle tariffe bloccate ormai da sei anni, con sforzi immani, nonostante i mille e più balzelli che dobbiamo versare. I nostri problemi, però, come gestori degli stabilimenti tra Plaja e Scogliera, continuano ad essere sempre gli stessi, nonostante se ne parla da almeno mezzo secolo. Quali sono le problematiche che affliggono, oggi come ieri, chi gestisce gli stabilimenti? “Come ogni anno dobbiamo affrontare situazioni che si ripetono puntualmente da mezzo secolo, per esempio il problema dei canali che non vengono chiusi o non ven-

gono portate le acque reflue al depuratore per cui si deve fare di tutto in modo che le analisi propedeutiche alla balneazione siano positive. Altrimenti verrebbe compromessa la balneazione. Fra gli altri problemi che si trascinano ormai da cinquant’anni ricordo quello dell’illuminazione del secondo tratto di viale Kennedy, che è completamente inesistente ed ogni anno si cerca, dopo conferenze di servizi di tamponare, ma è un problema di difficile soluzione. Da sottolineare che d’inverno la zona non illuminata di viale Kennedy è frequentatissima dai giovani che si recano nelle numerose discoteche presenti nella zona e quindi i pericoli e gli incidenti sono parecchi. Da citare anche la mancanza di cassonetti per la raccolta differenziata e il ritiro senza continuità, l’assenza di vie di fuga e, nonostante l’impegno delle Forze dell’Ordine, sempre disponibili e presenti, i continui furti di ferro, tra ringhiere e grate, che lasciano delle voragini per le strade. Nella zona del Lungomare e della Scogliera i problemi sono diversi, anche lì pochi parcheggi e tanti giovani che fanno jogging e famiglie che vogliono respirare un po’ di aria marina, tra mille problematiche. Stiamo dialogando bene con l’Amministrazione e con l’assessore comunale all’Urbanistica Salvo Di Salvo, ma purtroppo poi ci blocca la burocrazia, i tempi si allungano, intanto la stagione balneare si conclude ed i problemi vengono rimandati all’anno succes-

sivo”. Cosa bisogna fare nel litorale catanese per far decollare finalmente il turismo? “La Plaja, la Scogliera, il nostro fantastico litorale, non si possono racchiudere in soli quattro mesi di stagione (maggio-settembre) ma devono vivere per tutto l’anno sfruttando così

mercio, nonché con la politica e le istituzioni. La destagionalizzazione è un imperativo che Catania deve affrontare per rendere il turismo un vero asse prioritario dello sviluppo economico. Destagionalizzare significa creare i presupposti per una “maturazione” del comparto e dei servizi offerti con ovvie ricadute e benefici per l’intero settore. Ar-

vo l’ammortamento dei costi di una struttura”. Qual è al momento la situazione con la Regione Sicilia per quanto riguarda la gestione dei litorali, il rinnovo delle concessioni e la questione sull’aumento dei canoni demaniali del 600%? “Catania per la gestione dei

Per la questione delle deroghe concesse ai Comuni dalla Regione nella redazione dei piani di utilizzo del demanio marittimo, si è proceduto a seconda delle morfologie delle coste e territoriali. Non è previsto il rinnovo automatico delle concessioni, ma l’attivazione di una procedura per bandi a partire dal

le bellezze naturali delle nostre coste. Bisogna suscitare l’attenzione da parte dei turisti stranieri, ma anche del turismo locale. Il sindacato balneari della provincia di Catania è stato sempre orientato per la destagionalizzazione dell’utilizzo delle spiagge, specialmente per sopperire al forte calo dell’utenza tradizionale che si è verificato nelle ultime stagioni, colpite dalla crisi economica. Per raggiungere l`obiettivo occorre fare sistema anche con le altre categorie che si occupano di turismo e di com-

ricchire l’offerta tipica spiaggiamare con una serie di servizi complementari da svolgere durante tutto l`arco dell’anno: attività sportive, l’elioterapia, la fruizione ricreativa, l’escursionismo, le cavalcate in spiaggia, l’enogastronomia, i percorsi benessere, sono alcune delle proposte avanzate dal sindacato dei balneari per puntare ad una stagione più lunga all`insegna della qualità. Infine non è pensabile che un operatore del settore turistico scarichi esclusivamente nell’arco del breve periodo esti-

litorali ha potuto dormire sonni tranquilli grazie al Patto territoriale che nel 2001 ha permesso la riorganizzazione della Plaia. Si tratta di un piano particolareggiato della gestione delle coste redatto con la partecipazione del Comune di Catania, Provincia e dei gestori dei lidi, un documento che venne poi avallato dalla Regione e adoperato come esempio virtuoso. Si avviò un processo di decementificazione e riqualificazione che ha poi cambiato il look alla spiaggia.

2015. Con la Regione è ancora pendente un ricorso sull’aumento del suolo demaniale che ha fatto aumentare al 600% la quota richiesta dalla Regione agli esercenti. Comunque, ripeto, nonostante la crisi, il nostro comparto cerca sempre di migliorarsi, vuole collaborare con enti ed istituzioni e continua ad occupare tantissime persone negli stabilimenti che non smettono mai di aumentare i servizi e di migliorare la qualità”. Maurizio Giordano


DALLA REGIONE SICILIANA

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Il presidente Giovanni Ardizzone

Nunzio Condorelli Caff

È notizia che al tipico siciliano non fa né caldo né freddo: la Sicilia è sempre più vicina al baratro economico! Spostando i fattori il risultato non cambia: i soldi sono quelli e solo quelli, solo in riduzione. Il dilemma è: dove tagliare? Dilemma per i cittadini ovviamente, dato che le voci da cui attingere sono molto chiare per i nostri governanti: sanità, cultura, istruzione, servizi ai cittadini, etc,. etc. Oggi, per la serie “Clientelismo e riciclati” raccontiamo una voce di spesa tutta basata sul clientelismo, l’opacità e il particolarismo, in barba e alla faccia del buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione. UN PO’ DI STORIA La voce di spesa oggi indagata consiste in un elenco creato con decreto presidente Ars n. 471/ 2009, in pieno lombardismo e clientelismo acuto, quando ancora si diceva che la crisi in Italia non sarebbe arrivata e che “i bar e ristoranti sono tutti pieni…”, con lo scopo di dare sostegno a tante piccole attività che non potevano trovare posto fra i capitolati nel bilancio regionale. La ratio assolutamente generale ed opaca pare fin dall’inizio creata per offrire un “contentino” ad elettori, amici di partito, sacche di voci e vari, come del resto si verifica, soprattutto in tempi di elevati

sprechi. Oggi, in tempi di revisione della spesa e vacche scheletriche, e col rischio di responsabilità penale e amministrativa, diviene un sistema “legale” per far uscire contributi destinati a coprire interessi particolari, talvolta di pietas, come i contributi a indigenti, talaltra una poco giustificata dazione verso serbatoi di voto come comunità, associazioni onlus e la chiesa, soprattutto: quindi le più variegate richieste presentate non potendosi far rientrare per deficit di interesse nelle voci di spesa dei relativi Dipartimenti. L’allora presidente dell’Ars Francesco Cascio (intervistato da “Il Sud”) con riferimento alla famigerata tabella H si auspicava che al suo interno si “lascino solo quelle voci che non sono urgenti ed indispensabili per la regione e su quelle incidere al fine di poterla cancellare definitivamente”. Neanche a dire che nel 2009 era lui il presidente dell’Ars…. Nel novembre 2012, dopo le dimissioni di Lombardo per i suoi non indifferenti problemi con la giustizia, arriva il riformatore Crocetta, il quale riduce notevolmente le dotazioni e introduce il sistema delle manifestazioni di interesse, lasciando indenne il sistema della “dotazione presidenziale”, ossia specifiche somme, in più, di cui è dotata la presidenza dell’Ars che,

non si comprende bene a quale titolo, vengono date a scelta del presidente a vari enti e associazioni, su un non chiaro criterio di scelta o di somma. Ci si riferisce a tutte quelle spese definibili come beneficienze ma che incorporano anche favori e prebende ad enti amici o di comodo soprattutto a fini elettorali. Aria nuova, ma vecchie maniere: viene riadattato il precedente “Regolamento speciale per la concessione di contributi per iniziative culturali” approvato dal Consiglio di presidenza dell’Ars nel dicembre 2009 e reso esecutivo con decreto del suo Presidente pochi giorni dopo. Dalla lettura del vecchio (come del nuovo 2014) regolamento, il presidente dell’Ars diviene un Santo don Rodrigo che sceglie a chi “concedere” e ne “determina l’ammontare del contributo” “a suo insindacabile giudizio”, un elargitore che distribuisce qua e là piccole prebende e contributi, destinate agli umili sudditi. Solo che i soldi sono dei contribuenti siciliani e, per certo, una maggiore chiarezza sui criteri scelti per i finanziamenti non danneggerebbero la nobile causa. I NUMERI A farla da padrona in queste elargizioni si piazzano le attività religiose o parareligiose come feste popolari e dei santi patroni, ma non si disdegnano manifestazioni para-

sportive come i numerosi raduni di auto e moto d’epoca, o conferenze varie: al numero due in lista la confraternita San Francesco di Paola di Messina che per onorare il proprio santo ha ottenuto ben 4.000 euro (stessa somma del 2013); l’associazione la flagellazione di Trapani ha ottenuto la corposa somma di 10.000 euro per la venerazione della sacra colonna della flagellazione di Cristo; 2.000 euro alla basilica santuario Maria SS della Catena di Riesi per la Pasqua 2014; se per la processione del Venerdì Santo vengono concessi all’arcidiocesi di Palermo 1.500 euro, alla congregazione dell SS Crocifisso della parrocchia S Maria di Monserrato di Palermo ne arrivano altri 1.000 euro per la manifestazione del giovedì e venerdì santo; perché 1.000 euro alla parrocchia S. Maria degli Angeli di Partanna Mondello per la passione di Gesù Cristo, mentre invece ne arrivano 2.000 all’arciconfraternita Santa Maria la Nova di Scicli per la settimana santa e festa di Pasqua? Si potrebbe pensare che la differenza la possa fare “a puttata”…; doppio esborso per la 56° festa di primavera a San Martino delle Scale: 1.500 alla Pro Loco e addirittura 2.000 euro alla confraternita del crocifisso, che riceve un premio maggiore rispetto allo stesso ente pubblico!; per un gemellaggio con la confraternita del venerdì santo, la confraternita Maria SS delle Grazie ai Pirriaturi ottiene 1.000 euro; € 7.000 al Comune di Catel-

termini per la festa di Santa CroceSagra del Tataratà; ben 5.000 euro al Comune di Sinagra per la religiosità dei Nebrodi tra partecipazione, tradizione e arte; 3.000 euro per il restauro del battistero della parrocchia basilica Maria SS Annunziata di Comiso; per la manifestazione per la settimana santa l’associazione Pro Loco Hippana di Prizzi ottiene ben 3.000 euro, mentre invece il Comune di Barrafranca per la stessa festività ne spunta solo 1.500 (perché?); 5.000 euro alla fondazione della deputazione cappella di Santa Lucia di Siracusa per la festa che si terra il prossimo dicembre (2014) di Santa Lucia; SOTTO LA LENTE I C OMUNI CO AI PIEDI DEL VULCANO Il Comune di Pedara, governato da Anthony Barbagallo (che è pure deputato regionale), ottiene ben 10.000 euro per la rassegna “l’arte scenica a Pedara”; la società italiana di otorinolaringologia e chirurgia cervico-facciale policlinico di Catania ottiene altrettanti 10.000 euro per il 101° congresso nazionale; 2.500 euro all’A.S. eventi sportivi e non solo per “un goal per la solidarietà”; 2.000 euro al Comune di Riposto per la maratona Blu Jonio e altrettanti al Comune di Ragalna per “Etna in auto; 1.450 alla pro Loco Biancavilla per la conferenza-dibattito il talento nello sport; 1.500 euro alla Foncanesa di Catania per il XVIII concer-

to di beneficenza. Qual è il ruolo e la ratio di queste elargizioni? Perché queste manifestazioni, alcune meritevoli altre apparentemente clientelari, trovano una approvazione economica solo fra i placet del presidente dell’Ars? Quali sono le regole che sottendono alla quantificazione delle somme e la scelta degli enti, associazioni beneficiarie? Perché non far rientrare ogni spesa utile nel proprio capitolato? Domande al vento, che richiederebbero una precisa risposta degli organi in dubbio di parzialità. E per finire (solo per mancanza di spazio) nella lunga elencazione delle sessantuno contribuzioni, per oltre 200.000 euro sborsati a neanche sei mesi del corrente anno, non si può non rimembrare le 2.000 euro all’Azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania per il X Corso “Invecchiamento cerebrale e demenze” nel 2013, nella speranza che trovino una cura per la lunga demenza di alcuni siciliani (per fortuna non tutti) che nonostante le fregature e le promesse mai mantenute, la oppressione alla libertà e alla dignità soprattutto, continuano a favorire e riciclare coloro che hanno ridotto alla presente elemosina la tanto amata Isola Trinacria del Mediterraneo, da secoli in vendita al più “sperto” offerente.


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Il Comune sborsa quasi 2.000 euro al mese per le utenze del liceo artistico: non dovrebbero spettare alla Provincia?

Battiati ed il mistero dell’«Emilio Greco». Chi paga?

“Sei anni di spese senza un perché”. È questa la pesante accusa lanciata dal giovane consigliere comunale di Sant’Agata Li Battiati, Sergio Di Benedetto. Il riferimento va al liceo artistico “Emilio Greco”, per il quale dal 2008 il Comune paga le utenze di luce, gas e telefono nonostante gli istituti superiori siano di

competenza della Provincia. A riguardo, Di Benedetto nelle scorse settimane ha presentato un’interrogazione urgente al sindaco Carmelo Galati ed al presidente del consiglio comunale Salvatore Mavilla. “Nel 2008 - ci dice Di Benedetto - la giunta comunale di Sant’Agata Li Battiati si è impegnata a prepara-

re tutti gli atti propedeutici a stilare un contratto di locazione ad uso gratuito dell’immobile. Tuttavia, allo stato attuale, tra le carpette presenti nessun contratto risulta essere stato sottoscritto né dall’amministrazione comunale né da quella provinciale. A ciò va aggiunto che da allora il Comune continua a pagare le bollette delle varie utenze, ecco perchè ci troviamo davanti a un vero e proprio mistero. Si parla di spending review, da tutte le parti si sente dire che gli enti locali sono con l’acqua alla gola, mentre a Sant’Agata Li Battiati ci si permette di spendere circa 2.000 euro al mese per una struttura – la scuola superiore – che dovrebbe essere di competenza provinciale. Mi sembra tutto strano – incalza il consigliere comunale - specie se consideriamo che la percentuale di cittadini di Sant’Agata Li Battiati iscritti in quella scuola è veramente

bassa. Fra l’altro, l’istituto rispetto al 2008, quando la sede centrale di via Crociferi versava in condizioni di precarietà ed agibilità, oggi gode di nuovi spazi: non vedo proprio perché debba continuare a esistere una sezione distaccata nel nostro Comune. L’unica che non grava sulle no-

Il consigliere Sergio Di Benedetto punta il dito contro l’amministrazione e presenta un interrogazione in consiglio comunale stre casse è quella della manutenzione a carico dell’ente provinciale. Sono stato sempre fra i banchi della maggioranza non me ne pento – continua al taccuino del nostro giornale - ciò non significa però che

io mi debba tappare gli occhi e la bocca. L’amministrazione ha bisogno di una scossa, la nostra cittadinanza merita molta più attenzione. È diventato impossibile andare in giro per Sant’Agata Li Battiati ed essere criticati perché si tiene la stampella a questa amministrazione. Se si sbaglia è giusto bacchettare, a prescindere dal colore politico. Come gestirebbe questa situazione? I locali della scuola potrebbero essere adibiti ad altre destinazioni, si pensi per esempio agli uffici della Polizia Municipale, visto che c’è da anni un progetto per costruire un nuovo comando. Non si potrebbe utilizzare la struttura per queste necessità? Mi viene da pensare, alla scelta presa qualche tempo fa, di aprire un solo pomeriggio gli uffici della casa comunale con l’intento di risparmiare sugli stipendi dei dipendenti. Che

senso ha farlo – dando un disservizio alla cittadinanza – se poi si pagano spese che non ci spettano? Carmelo Petrino

Parco Fasano di Gravina ...l’isola che non c’è! L’attacco di Rosario Condorelli: “relitti per bambini non usufruibili” Fasano, quartiere di Gravina e nodo centrale per i tanti problemi che interessano il paese etneo. “Degrado più assoluto” così commenta Rosario Condorelli, consigliere comunale di opposizione, in riferimento a questo quartiere. “I problemi sono tanti – commenta - basti pensare al Parco Fasano, fiore all’occhiello, per tanti anni, del nostro Comune, luogo frequentato negli anni scorsi ma che, or-

mai, viene sempre meno considerato, quasi dimenticato, al

contrario, di altri parchi che vengono frequentati perchè

preferiti ad esso e che sicuramente offrono migliori servizi. Parco Fasano è, purtroppo dotato di un impianto d’illuminazione inesistente: il 50% dei pali sono rotti, l’altro 50% non accende, probabilmente, per problemi legati a cortocircuiti”. Altro tasto dolente è il problema della messa in sicurez-

za dei giochi del suddetto Parco “già attenzionato e più volte denunciato. Lo stato di pericolo è stato tolto - continua Condorelli - ma quel che adesso è possibile scorgere è la presenza, purtroppo, solo di relitti assolutamente non usufruibili. “Più volte abbiamo proposto la creazione di uno spazio

dedicato agli animali, sarebbe utile - prosegue - anche e non solo, per risolvere il problema degli escrementi degli animali”. “Altro problema, non poco rilevante, è quello del semaforo all’incrocio tra via Aldo Moro e via Giuseppe Simili. Il semaforo è in perenne stato di guasto. Non si capisce quale

sia il problema – continua rammaricato Rosario Condorelli il guasto continua da sei mesi ed è causa di gravi e frequenti incidenti”. La speranza - conclude - è quella, che questa amministrazione sia in grado una volta per tutte di dare i giusti servizi mirando semplicemente al bene del cittadino”. Noemi Russo

Mascalucia, il consigliere dei grillini Agata Montesanto contro i costi della politica

Il Movimento 5 Stelle: «Regolamentare le commissioni». Il presidente D’Urso: «detrarre i gettoni nel caso di assenze»

messaggio elettorale

A Mascalucia irrompe la querelle commissioni consiliari. Il Movimento 5 Stelle, rappresentato in consiglio dalla portavoce Agata Montesanto, nelle ultime settimane ha proposto di rivedere il regolamento che disciplina le commissioni con l’obiettivo di aumentare la trasparenza e,

soprattutto, assicurare un risparmio per le casse comunali. Quando si parla di costi della politica, quello delle commissioni è un argomento scottante: a Mascalucia ogni gettone di presenza è pari a 54 euro lordi, con l’unica limitazione di non poter superare mensilmente la soglia di un

terzo dell’indennità spettante al sindaco. “La spesa che grava sui cittadini – dichiara l’esponente del M5S – si aggira intorno ai 300 mila euro annui. A determinare questo esborso sono soprattutto le commissioni consiliari e la mancata regolamentazione del gettone di presenza, nonché le somme che il comune per legge corrisponde alle aziende private presso cui lavorano i consiglieri comunali”. La convinzione di Montesanto è che le spese potrebbero essere notevolmente ridotte: “Partecipo da nove mesi alle convocazioni

della mia commissione – continua la consigliera – e posso assicurare che il lavoro che svolgiamo potrebbe essere programmato in modo da pesare meno sul bilancio. Riuscire ad abbassare questa somma sarebbe un gesto etico”. Gli emendamenti proposti da Montesanto, oltre alla diminuzione del numero di convocazioni, mirano all’apertura al pubblico delle commissioni e a impedire che si possa percepire il gettone di presenza nel caso in cui la durata della riunione sia troppo breve. La proposta, però, per il momen-

to sembra essere stata messa da parte: “Gli emendamenti – spiega ancora Montesanto – sono arrivati in consiglio il 14 Aprile, ma non sono stati discussi e a maggioranza è stato deciso di rinviare il tutto ‘a data da destinarsi’. Considerati certi precedenti – conclude la portavoce del Movimento 5 Stelle – non vogliamo credere che ‘approfondire’ in politichese voglia dire rinviare a oltranza questioni scomode”. Interpellato sulla vicenda, il presidente del consiglio comunale di Mascalucia, Alfio D’Urso, assicura

che “non c’è alcuna volontà di non discutere gli emendamenti proposti” e, sui tempi che bisognerà attendere prima che il confronto torni in aula, aggiunge: “Ritengo che entro la fine di maggio potranno essere esaminati”. Sulla questione rimborsi, D’Urso ritiene che “la legge regionale che disciplina i gettoni di presenza andrebbe rivista. Io opterei per l’introduzione di un’indennità per i consiglieri, con la possibilità di detrarre i gettoni nel caso di eventuali assenze”. Simone Olivelli


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Nicolosi, la vicenda della struttura chiusa al pubblico si combatte a colpi di manifesto

Borzì - Moschetto: scontro per la piscina della discordia

E’ tumulto negli ultimi mesi al Comune di Nicolosi, i contrasti che si combattono con le armi dei manifesti affissi per tutto il centro abitato imperversano anche attraverso il web raccogliendo consensi e commenti espressi dagli utenti del social network più diffuso: Facebook.

La battaglia mediatica riguarda l’annosa questione della piscina comunale, al centro del diverbio il primo cittadino Nino Borzì e il Dott. Salvatore Moschetto, già sindaco (come egli stesso si firma nei manifesti). La struttura sportiva, dal 4 ottobre 2010 “Stadio del Nuoto”, immersa nel verde dei Monti Rossi offre al suo interno una vasca al coperto a sei corsie, una minivasca adatta ai bambini e una piscina all’aperto per la fruizione durante la stagione estiva. Le vicende riguardanti la piscina comunale conservano i tratti di una storia che non sembra avere una fine

imminente. Dopo una chiusura ventennale per ragioni economico-finanziarie, burocratiche e gestionali viene riaperta al pubblico nel 2010. Nonostante la cospicua affluenza e l’eccellente messa in opera, lo scorso agosto a poco meno di tre anni dall’inaugurazione, l’ingresso allo “Stadio del Nuoto” si chiude per insolvenza del mutuo da parte del gestore nei confronti del Credito Sportivo. A mesi di distanza dalla cessazione dell’attività la “questione piscina” è stata risollevata dal Dott. Moschetto il quale, servendosi di un manifesto pubblico lancia forti accuse su eventuali errori e mancanze da

Corsaro: “è spendere bene che genera il benessere, non il risparmio”

Bilancio economico: gli adempimenti burocratici spaventano San Gregorio

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ttimizzare i costi, garantendo un’ef ficiente ed oculata gestione del bi lancio. Queste le parole del sindaco Carmelo Corsaro, sul bilancio economico del paese, ad un anno quasi dall’insediamento della nuova Amministrazione. Per il primo cittadino, infatti “non è il risparmio sulla spesa che genera benessere, bensì lo spendere bene”. Ci confrontiamo – ha continuato – con un bilancio privo di assistenzialismo statale e regionale, dunque ritengo che un buon amministratore si vede nei momenti di difficoltà. Una delle cose di cui vado fiero ad esempio è il pre e post scuola, dove sono stati tagliati 67.000 euro, prendendone 40.000 da spartire per le scuole, al fine di dare loro autonomia ed efficienza, sgravando l’Amministrazione di gravosi e complicati incarichi”. A preoccupare però il primo cittadino sangregorese sono “gli adempimenti burocratici, perché a fronte delle delibere del bilancio ci sono una serie di allegati propedeutici che ap-

pesantiscono e ritardano la messa in atto delle idee”. Uno dei primi e impellenti obiettivi della nuova Amministrazione, come ha tenuto a precisare Carmelo Corsaro, è rappresentato dalla sicurezza delle strade, “con la costruzione di rotonde, dossi e parcheggi che possano favorire la viabilità e al contempo dare maggiore sicurezza ad un comune come il nostro che ogni giorno viene oltrepassato da migliaia e migliaia di macchine”. Altro obiettivo è modernizzare e ottimizzare l’impianto di illuminazione. Come sostenuto diversi giorni fa dal vicesindaco e assessore all’illuminazione pubblica Ivan Albo, infatti, c’è in progetto la trasformazione energetica dell’intero territorio comunale, seguendo i sistemi di illuminotecnica più avanzati. Concludiamo con le parole del primo cittadino, secondo il quale “per fare tutto ciò non si può risparmiare, bisogna spendere, ma con efficienza ed oculatezza!”. Francesco Patti

parte dell’attuale amministrazione comunale. Il sindaco Nino Borzì, risponde difendendo il proprio operato e imputando colpe ai suoi predecessori. Alla diatriba prendono, intanto, le distanze i gruppi politici: “Per Nicolosi”, “Nicolosi nel cuore” e “Il Futuro di Nicolosi” chiedono unanimi di trovare una rapida soluzione per il bene dei cittadini nicolositi. Al tal proposito, la nostra redazione ha chiesto degli interventi chiarificatori alle due parti in disputa. Raggiunto telefonicamente il dott.re Salvatore Moschetto, ringraziando per il lavoro svolto dal nostro giornale nel territorio etneo, preferisce comunque non rilasciare alcuna dichiarazione, mentre il sin-

daco Nino Borzì preferisce fare il punto della situazione. “Nel 2006 - spiega il primo cittadino - con l’approvazione del Consiglio Comunale viene concessa la fideussione garantendo il pagamento delle rate al Credito Sportivo qualora si fosse verificata l’inadempienza da parte del gestore. Sebbene continua - siano stati eseguiti numerosi lavori di ristrutturazione, il mutuo non è stato pagato; ad oggi il Comune di Nicolosi si ritrova con un’importante struttura sportiva chiusa, l’ennesimo mutuo a carico e il conseguente aumento delle spese amministrative. Frattanto, sono state indette due

gare d’appalto per la gestione della piscina comunale, la terza è prevista per fine maggio p.v. Ritengo insensata – incalza Borzì - la polemica del dott. Moschetto, sempre all’interno dei manifesti, che fa riferimento all’arredamento e alla ristrutturazione della stanza del sindaco, poiché, si tratta di spese previste dalla precedente amministrazione comprendenti la ristrutturazione dell’intero immobile comunale”. In ultimo, Il sindaco annuncia l’uscita di un prossimo manifesto nel quale inviterà il dott. Moschetto ad un confronto aperto per spiegare le differenti ragioni di fronte la cittadinanza. Manuela Tarso

Tremestieri. L’iniziativa punta al contrasto del fenomeno randagismo

200 euro di contributo per chi adotta un cane

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in dalla fine della pri mavera, finanze per mettendo, ci si prepara per le vacanze estive; si stabiliscono date per le ferie, in famiglia si discutono luoghi per possibili viaggi. La felicità regna sovrana quando tutto è stato pianificato, ma di una cosa molti si sono dimenticati? Dell’amico più fedele, quell’amico giocherellone che ci ha fatto trascorrere tutto l’inverno: il nostro amato cane. Ed allora, all’ultimo momento, non si sa dove collocarlo ed allora che si fa? Lo si porta in un terreno abbandonato, in una strada deserta e lo si abbandona, compiendo un atto vile, indecoroso ed ipocrita ma soprattutto contravvenendo all’articolo 727 del c.p. che punisce

chi abbandona animali domestici. Sulla scia di San Giovanni La Punta, che nei giorni scorsi ha approvato un incentivo di 500 euro per chi adotta un cane, un gruppo di consiglieri comunali di Tremestieri ha affrontato con molta sensibilità l’argomento ed hanno redatto un interessante progetto “Il migliore amico dell’uomo” che sarà portato in consiglio comunale entro il mese di maggio proprio per prevenire il grave fenomeno del randagismo. E’ prevista infatti l’adozione dei cani vaganti nel territorio di Tremestieri anche tramite un incentivo economico: questo contributo stabilito fino ad un massimo di 200 euro verrà erogato all’adottante a titolo di rimborso spese per la salute del cane. E’ stata previ-

sta anche l’adozione a distanza dei cani ricoverati presso il canile convenzionato. La somma di 200 euro potrà essere erogata anche attraverso l’esenzione o la riduzione della tassa sui rifiuti. Il Comune controllerà periodicamente, attraverso personale qualificato, il corretto mantenimento degli animali ed istituirà la “giornata degli amici animali abbandonati ed in cerca di casa” nella quale tutti coloro che hanno adottato un cane in via definitiva o a distanza saranno annualmente invitati per rice-

vere un ringraziamento pubblico da parte dell’amministrazione comunale e saranno organizzate iniziative per promuovere e valorizzare l’amicizia con l’amico a quattro zampe. Ora il problema è concretizzare quanto scritto, nel più breve tempo possibile e risolvere il problema che di giorno in giorno si fa sempre più pressante. Lucia de Lutiis

Viaggio all’Oasi della Divina Provvidenza di Pedara. Il volontario Riccardo Rossi si racconta

Da giornalista ad una vita spesa per i più bisognosi etiope. Una malattia le blocca metà corpo, metà emisfero celebrale ed ha praticamente perso l’uso della parola, solo poche parole, lei che lavorava presso l’Università degli studi di Catania e conosceva bene tre lingue. Al numero 34, c’è la casa famiglia che ospita persone che per vari motivi sono rimaste sole, ci sono persone che provengono dalla strada e, anche, chi a causa di un incidente è costretto a cambiare la propria vita e che ritrova qui l’aiuto per il reinserimento sociale. A tal proposito, c’è il forte desiderio di aprire un’altra struttura che si occupi proprio di questo. Nella casa di Lentini, vengono accolti ragazzi agli arresti domiciliari e ragazzi provenienti dalla Romania. Abbiamo un collegamento diretto con questa terra, andiamo lì circa 2/3 volte l’anno”. Ricevete aiuti economici da parte delle istituzioni pubbliche?

“No, per scelta. Il responsabile ha deciso di vivere come le prime comunità cristiane mettendo tutto in comune e chi può aiuta, in maniera del tutto volontaristica. Riceviamo cibo, vestiti e quando i Comuni vogliono darci aiuti in denaro noi diciamo loro di pagarci una bolletta, comprarci del cibo. Viviamo di Provvidenza” Com’è iniziato il tuo percorso all’interno della casa famiglia? “Ero un giornalista affermato, una vita in ascesa ma in cambio di cosa? Scrivevo menzogne, solo quello che piaceva a loro, ai potenti. A lungo ho gestito Uffici stampa di politici, istituzioni, associazioni molto note. Ho seguito i Verdi, il presidente della commissione agricoltura alla Camera dei deputati, un Ministero, ho fatto basi giornalistiche per servizi alla vita in Diretta alla Rai. Insomma, ero

un giornalista in carriera e non avevo nemmeno trent’anni. Un giorno, ero davanti alla televisione e sentii le parole di Giovanni Paolo II, che, esortava noi giornalisti a non essere complici della cattiva informazione. Io di quel meccanismo facevo parte, ero responsabile. Fu nel viaggio in Romania che conobbi Giuseppe, il ragazzo missionario e fondatore della casa famiglia. Proprio in quei giorni, salvò la vita di un bambino romeno di strada. Oggi, quel bambino è diventato un uomo ed è padre. Quel gesto mi scosse, ne fui testimone e tornai in Italia. Decisi che avrei dato una svolta alla mia vita e alla mia professione. Cominciarono i problemi, fui messo da parte e denigrato. Nel contempo, ebbi un grande dolore familiare e cacciato dai luoghi in cui lavoravo caddi in una profonda depressione. Mollai il mondo tante

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la comunione alle persone in difficoltà e ,negli incontri con loro, avveniva in Giuseppe un cambiamento interiore, fin quando si fece forte in lui, il desiderio di riunire in una casa tutte le persone sole. Laureatosi in teologia e diventato professore di Religione, lasciò poco dopo l’incarico per dedicarsi a tempo pieno alla sua vocazione”. Quanto oggi si è espansa l’opera iniziata da Giuseppe? “Oggi, l’opera è diventata estremamente grande: Tre sono le case “Oasi della Divina Provvidenza” infatti, ci sono due case famiglia a Pedara ed una a Lentini. La casa ospita per la maggior parte, persone con problemi mentali e fisici. I primi, spesso, costituiscono le braccia e le gambe di chi ha problemi fisici e i secondi aiutano chi ha problemi psichici. Una stretta collaborazione tra mente e corpo che aiuta entrambe le tipologie di persone. Aster, ad esempio è una donna

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L’Oasi della Divina Provvidenza sita alle pendici dell’Etna, nel paese di Pedara , è una grande casa famiglia che ospita tutti coloro i quali erano rimasti soli vivendo, nella maggior parte dei casi, momenti di grande difficoltà. “Dalla fine un nuovo inizio” è l’obiettivo che si prefigge la casa famiglia, guidata da volontari che hanno cambiato la propria vita mettendosi al servizio dei più bisognosi. Tra questi, Riccardo Rossi, giornalista che, convertitosi alla causa sociale dedica la sua vita a donare amore e gioia al prossimo ed è uno dei responsabili della Casa famiglia sita a Pedara. Quando e come nasce quest’opera di aiuto verso le persone bisognose? “L’opera è nata tanti anni fa dall’idea di Giuseppe che, ancora minorenne, era ministro straordinario per l’ Eucarestia. Andava in giro a portare

volte ipocrita e vuoto della stampa e dopo un periodo travagliato decisi di trasferirmi in Sicilia. Fui accolto all’ Oasi della Divina Provvidenza del ragazzo missionario catanese che avevo conosciuto in Romania.Oggi sono le braccia e le gambe per alcuni disabili, li lavo, li vesto. Faccio file negli uffici pubblici, mi occupo dell’accoglienza , di servire a tavola, di aiutare chi non ce la fa nei lavori pesanti. Per sei anni non ho più scritto, poi, con un’intuizione del mio amico missionario, ho ripreso a scrivere. Oggi, racconto storie di speranza e di coraggio,racconto “buone notizie” . Ho due giornali, uno a Palermo “La Speranza” solo in edizione cartacea e il notiziario della Missione Speranza e Carità. Ho una rubrica di buone notizie, scrivo recensioni e articoli. Ho anche uno spazio su Radio Kolbe. Noemi Russo


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HINTERLAND

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Mentre gli imprenditori locali affondano, i cinesi vedono la loro oasi nel deserto

Zona commerciale di Misterbianco, la Beirut bombardata L’appello di Confcommercio all’Amministrazione comunale «sia più presente» Le continue chiusure degli esercizi commerciali, anche di quelli radicati da tempo, nella zona commerciale di Misterbianco, rappresentano un fenomeno che spaventa i commercianti e che deve far riflettere il paese. Le vendite continuano a calare, i costi degli affitti dei locali ad aumentare e la concorrenza non locale ad essere spietata. A soffrirne di più sono i piccoli imprenditori, per i quali mantenere in vita la loro tanto sudata attività comincia a diventare un lusso a cui, ad un certo punto, sono costretti a rinunciare. Fino a dieci anni fa la zona commerciale di Misterbianco contava oltre 700 imprese commerciali. Oggi quella visione è una mera illusione. Tutto ciò a scapito degli oltre centinaia di lavoratori che si sono visti sottrarre il proprio posto di lavoro. La zona commerciale di Misterbianco era negli anni passati, prima della “carica” dei grossi centri commer-

ciali dislocati in ogni angolo della città, un’importante risorsa per lo sviluppo economico di tutto il territorio. Oggi un’area che potenzialmente potrebbe essere una piccola oasi racchiusa all’interno del nostro paese, giace trascurata ed abbandonata. Vani gli interventi delle amministrazioni comunali che si sono succedute in questo decennio, nel realizzare una serie di interventi strutturali per riqualificarne e renderne più funzionale l’assetto viario e per renderla più accessibile agli utenti. Anche l’impegno della Confcommercio di Misterbianco non è stato indifferente: “Lo scorso mese – racconta Gaetano Musumeci, vicepresidente della Confcommercio di Misterbianco – abbiamo organizzato un forum per discutere di questo tema. Per l’occasione, abbiamo riunito i commercianti della zona, mentre l’amministrazione ha partecipato

nella figura dell’assessore alle Attività produttive Orazio Panepinto”. Il forum, nonostante sia servito per fare il punto della situazione e far presente, ha lasciato nei commercianti un pò di rammarico: “Il riferimento – spiega Musumeci – va alla mancata presenza del sindaco Antonino Di Guardo. I partecipanti, vista la delicata situazione economica del territorio, erano certi che avrebbero potuto interloquire anche con il primo cittadino, ma così non è stato e ci si chiede perché” . La crisi fa paura – sostengono i cittadini - ma sembra non parlare cinese. I cinesi, infatti, al contrario dei nostri concittadini, nella zona commerciale vedono la loro oasi nel deserto.

Sono ormai decine gli store, grandi e piccoli, sorti a Misterbianco, proprio lì dove negli anni addietro nacquero i grandi centri commerciali come Auchan, Metro, Brico, Scaringi, etc. che per anni sono stati “pane” per migliaia di operai, oggi cassintegrati, disoccupati e fondamentalmente disperati: “La crescita dei negozi cinesi – sostiene il vicepresidente di Confcommercio Misterbianco – è senz’altro un altro fattore che incide in maniera negativa. Spesso i prodotti venduti non rispettano le norme previste dall’Unione Europea. Se a venderli fossero dei commercianti locali sicuramente in breve tempo incorrerebbero nelle opportune sanzioni previste dalla

legge, mentre spesso ciò non avviene in questi store, i cui gestori operano in un contesto molto meno controllato”. La crisi della zona commerciale sembra non vedere alcuno spiraglio, anche se Musumeci è certo di ciò che andrebbe fatto: “Posto che questa crisi ha un’origine certamente nazionale, è anche vero che l’amministrazione dovrebbe ritornare a occuparsi di questa zona con una manutenzione ordinaria. Oggi – conclude il vicepresidente di Confcommercio – le aiuole sono completamente abbandonate e spesso anche l’illuminazione pubblica viene inter-

rotta”. Punta il dito contro la speculazione degli ultimi anni, invece, un noto imprenditore della zona: “Personalmente – dichiara J.R. – ritengo che un grosso peso in questa crisi ce l’abbiano avuta i centri commerciali sorti come funghi nella provincia di Catania. Vantiamo un record, probabilmente a livello europeo, che non fa invidia a nessuno. L’apertura di questi centri non ha fatto altro che peggiorare un contesto economico già di per sé provato da fatto nazionali e sovranazionali”. Giusy Percipalle e Simone Olivelli

San Giovanni La Punta, una donna laureata lancia un sos tramite il nostro giornale

“Aiutatemi”, il grido disperato di una mamma disoccupata

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Sulle pagine del nostro giornale raccogliamo il grido di aiuto inviato, tramite mail, da Lucia Ercolano,una mamma puntese di quarantatrè anni che non riesce più a provvedere ai bisogni dei due figli perché ormai da tempo senza un lavoro. Certo è una storia dei nostri giorni ma non per

questo deve lasciarci nella più totale indifferenza. Ogni giorno leggiamo sui giornali storie di povertà e disperazione dovute alla profonda crisi abbattutasi ormai da anni sul nostro paese. Ma rassegnarsi a tutto ciò significa avere già perso. Bisogna invece reagire e cercare una soluzione attraverso le istituzioni. Ed è proprio quello che chiede Lucia attraverso la sua accorata mail, un aiuto per continuare ad andare avanti con dignità, per riprendere la sua vita in mano e ridare serenità ai suoi due figli. Laureanda in lingue, Lucia

si sposa e nasce la sua prima figlia. Pertanto rinuncia momentaneamente a completare i suoi studi per fare la mamma a tempo pieno. Dopo poco tempo nasce il secondo figlio e gli impegni aumentano. Nonostante ciò Lucia comincia a lavorare nell’ambito dell’insegnamento presso scuole private. Ma nel frattempo il suo matrimonio finisce e per lei inizia il calvario. Gli alimenti dell’ex marito sono insufficienti per pagare l’affitto della casa e mantenere i suoi due figli ma lei non si arrende e cerca lavori di ogni ge-

nere: animatrice, hostess, dog sitter. Nel frattempo la crisi incalza e diventa sempre più difficile trovare un lavoro che sia duraturo e continuativo. Così

per Lucia diventa impossibile provvedere ai suoi due bambini. E cerca un aiuto nelle istituzioni. Anche qui riceve delle rassicurazioni e dei lavori a termine che però non le risolvono di certo i problemi. Intanto i giorni passano e la disperazione di Lucia aumenta. Anche se la famiglia di origine le sta vicino non può continuare a sostenerla economicamente per un periodo così lungo e così Lucia tenta di nuovo di chiedere aiuto alle istituzioni. Le parlano di un bando per un finanziamento a giovani imprenditori ma Lucia ha già superato la soglia dei quaranta e per il mercato del lavoro a

quarant’anni si è già troppo “vecchi”. Così si iscrive nella lista di attesa per i cantieri di lavoro, con la speranza di poter rientrare nella graduatoria e di avere i requisiti richiesti. Ma i giorni passano tutti uguali, in attesa di una telefonata che non arriva. Perché il mondo del lavoro, per una donna quarantatreenne con due figli a carico può rappresentare solo un miraggio. Ma proprio in un momento di sconforto, quando il tempo per pensare é tanto e le idee si affollano nella testa senza tregua che Lucia decide a mettere per iscritto la sua disperazione, quasi alla ricerca di un ultimo disperato tentativo di essere ascoltata. E il nostro giornale ha voluto darle un’opportunità:

quella di pubblicare la sua lettera nella speranza di sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica affinché questa richiesta di aiuto venga ascoltata. Perché la sua disperazione, che purtroppo è anche quella di tante altre persone che si trovano nelle stesse condizioni risulti costruttiva. Lucia come tanti altri non vuole arrendersi e lasciarsi andare ma vuole lottare per ottenere quello che è un diritto sacrosanto che la stessa costituzione ci garantisce e cioè il diritto al lavoro! L’unico strumento per un futuro sereno e dignitoso per se e per i suoi bambini. Chiunque volesse aiutare Lucia può inviare una mail alla redazione del nostro giornale. Agata Amantia


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Acireale Sette i candidati a sindaco e tanta voglia di “civismo”

Michele Di Re

Marcello Monaco

Roberto Barbagallo

Seby Leonardi

Michele Alì

Salvo Raciti

Mario Di Prima

SISTEMA PROPORZIONALE. Sette candidati alla carica di Sindaco, venti liste a sostegno e 598 candidati al Consiglio comunale. Dopo dieci anni cala il sipario per l’amministrazione guidata da Nino Garozzo, sui cui risultati, come al solito, si sprecano commenti positivi e negativi. Michele Di Re, 57enne imprenditore, su di lui sono confluite cinque liste: Trenta per Acireale (il movimento civico di cui Di Re è espressione), Forza Italia (che ad Acireale fa riferimento al-

l’on. Catanoso), Acireale Civica (che si dice sia ispirata dal Sindaco uscente Garozzo e nelle cui fila vi sono ben tre assessori, Giuseppe Calì, Nives Leonardi e Nino Sorace), Grande Acireale e Progetto Acireale (area di riferimento l’on. Basile). Di Re ha indicato come assessori in prima battuta Giovanni Di Fede, Vera Pulvirenti e l’assessore in carica Giuseppe Calì. Dopo Di Re, un altro candidato che si può definire di centrodestra e che comunque proviene da quelle fila (è stato

capogruppo al Consiglio comunale per il Pdl) è Marcello Monaco, 48enne imprenditore, dottore in Scienze Politiche, sostenuto da due liste, Partecipazione Popolare – Cattolici Democratici per Acireale e movimento civico Pro Acireale. Designati assessori Alessandro Battiato, Giulio Pugliatti e l’ex consigliere Rosario Bottino. Altro candidato è Roberto Barbagallo, il consigliere comunale più votato nelle passate elezioni, designato alla carica dopo le primarie svolto-

si lo scorso dicembre organizzate dal movimento CanbiAmo Acireale e sostenute dall’on. D’Agostino. Il 38enne ingegnere di Aci Platani potrà contare sull’appoggio di quattro liste: Popolari per Acireale, Acireale Futura, I Democratici per Acireale e CambiAmo Acireale. Assessori designati sono gli altri candidati alle primarie e cioè come Vice sindaco Nando Ardita, Francesco Fichera e Adele D’Anna. Per il centrosinistra il candidato sindaco Sebi Leonardi, 49 enne “figlio d’arte” (suo

padre, l’avv. Rosario, è stato sindaco due volte negli anni ’70), già Vice del Sindaco Agostino Pennisi nelle breve esperienza amministrativa di quest’ultimo. Ben sei le liste a sostegno: Articolo 4, Lista Primavera, Rinascita di Acireale, Partito Democratico, Acideale e Il Megafono. Come assessori Leonardi ha designato Venera Ardita, Giuseppe Cicala, Santo Primavera e Giovanni Raciti. Di sinistra è Michele Alì, 33enne ingegnere, candidatosi dopo che il Pd acese, malgra-

do una sua consistente ala interna, non ha voluto sostenere le primarie. A sostenere Alì la lista Acireale Bene comune; sono stati designati tutti i componenti della Giunta, se eletti: Maria Continella Vice Sindaco, e poi Florinda D’Anna, Sonia Abbotto, Marco Trovato, Enzo Dato e Gianfranco Caudullo. Dopo l’exploit regionale con l’elezione a Sala d’Ercole di Angela Foti, scende in campo anche il Movimento 5 Stelle con Salvo Raciti, 57enne impiegato all’IPAB, laureato in

Scienze Politiche. Raciti ha nominato assessori in prima battuta Claudio Di Pasquale detto “Il Grillo”, Luca Lo Presti e Angela D’Anna. Altro candidato Mario Di Prima, 47enne avvocato, bancario e giornalista pubblicista, sostenuto da una lista, Acireale al Centro, che possiamo definire l’unica realmente civica, perché espressione di professionisti e uomini della società civile. Assessori sono Giuseppe Giordano, Carlo Zimbone e Fabio Saglimbene. Rodolfo Puglisi

Aci Castello «Briscola in cinque» per la fascia di primo cittadino SISTEMA PROPORZIONALE. Per le prossime elezioni amministrative, i candidati alla poltrona di sindaco sotto il castello Normanno sono cinque, per un totale di tredici liste: Filippo Drago, Maurizio Marino, Mario Sangilles, Leda Adamo e Carmencita Santagati. Con riferimento alla composizione del consiglio comunale, i candidati sono 253, per appena 20 seggi.Nell’area del centro destra campeggia l’ uscente Filippo Drago, sostenuto da sei liste ( Forza Italia, Nuovo Centro Destra e 4 liste civiche: “Il paese che vogliamo”, “Progetto Acicastello”, “Grande Acicastello” e “Movimento Civico”) che ha presentato come vice sindaco l’ex presidente del consiglio comunale Salvo Danubio ed assessori Ezia Carbone, Francesco Scuderi ed Enrico Privitera.

Maurizio Marino e Mario Sangilles, invece, corrono entrambi per il centro sinistra, in mancanza di un accordo sul candidato unico. Marino scelto dal “Partito Democratico” , avrà l’appoggio della lista “CSA Cambiamento”, mentre Sangilles è sostenuto da “L’altra Aci”, che riproduce a livello locale ciò che “L’Altra Europa” con Tsipras sta compiendo in concomitanza con le elezioni del Parlamento dell’ Unione Europea, riunendo le maggiori forze della sinistra radicale tra cui spiccano “Rifondazione Comunista”, “SEL” e “Azione Civile”. Per la formazione della giunta , mentre Francesco Marino punta su Toni Guarnera come

Filippo Drago

Maurizio Marino

vice e Rita Cacciola, Mario Sangilles indica Gino Crimi, Luciano Carini e Amalia Zampaglione. Lista unica per Leda Adamo del “Movimento Cinque stelle”, che ha indicato per la giunta Valentina Spampinato, Gianluca Proto, Orazio Caval-

Mario Sangilles

laro e Giovanni Grasso, e come si prevedeva,correrà da sola. Carmencita Santagati, invece, sarà espressione de “Il Megafono” e due liste civiche: “Insieme per Acicastello” e “Acicastello Futura” : ha indicato Silvio Di Napoli come assessore,

Leda Adamo

confermando Franco La Rosa quale suo vice.Adesso, con la volontà manifestata da tutti i concorrenti di tenersi alla larga da modelli di governo e strategie elettorali ormai stantì e presentando programmi innovativi ed alternativi, ci si avvia alla seconda fase, non

Carmencita Santagati

meno estenuante della prima, che riguarda soprattutto i confronti con gli elettori delle quattro frazioni che il 25 maggio dovranno esprimere le proprie preferenze: Aci Castello, Aci Trezza, Cannizzaro e Ficarazzi. Orietta Musumeci

Motta Sant’Anastasia Addio quote rose: sette uomini in corsa

Angelo Giuffrida

Anastasio Carrà

Daniele Capuana

Danilo Festa

Giovanni Carlo Amato

Concetto Roccasalva

Salvatore Scuderi

SISTEMA MISTO. Motori accesi anche nel Comune di Motta Sant’Anastasia in vista delle elezioni amministrative del prossimo 25 maggio. Sette i candidati per una sola poltrona a primo cittadino.

A riproporsi il sindaco uscente Angelo Ercole Giuffrida che corre con il sostegno di Forza Italia, Primavera, Il Bene in Comune, assessore designati: Antonio Pappalardo e Salvatore Cuscunà.

Il presidente uscente del civico concesso Anastasio Carrà che conta dell’appoggio di Articolo 4, Il Sole ed il Quadrifoglio, assessore designati: Maria Distefano e Antonio Bellia. Ha scendere in campo con

sei liste è il mottese Daniele Capuana sostenuto da sei liste: Scelta Giovane, Il Megafono, Big Bang Renzi, Innova Piano Tavola con Motta, Motta nel Cuore e Rivoluzione mottese, assessori designati: Antonella Di Mauro

e Antonella di Giovanni, mentre il giovane candidato sindaco Danilo Festa è in corsa con la lista LiberaMotta, assessore designati: Sara Tornabene ed Emiliano Zappalà. A rappresentare i grillini

del Movimento 5 Stelle Giovanni Carlo Amato, assessori designati: Salvatore Scuderi e Daniela Greco, mentre il candidato sindaco Concetto Roccasalva corre con Autonomia Mottese ed Insieme per Motta, asses-

sori designati: Loretta Puglisi e Nicola Caruso. Salvatore Maria Scuderi conta del sostegno della lista “Viva Motta”, i suoi assessori designati: Giuseppe Zappalà e Giuseppa Ventimiglia.

Ragalna Chi sarà il successore di Castro? Zafferana Russo sfida se stesso

Salvatore Chisari

Vittorio Carone

Roberto Fonte

SISTEMA MAGGIORITARIO. Anche il paesino di Ragalna, (4.000 abitanti circa) si prepara alla prossima competizione elettorale. Il risultato finale che uscirà dalle urne segnerà per Ragalna o l’apertura di una nuova fase

amministrativa o la continuità dell’attuale amministrazione comunale. Nel paese alle falde dell’etna, saranno tre uomini i candidati alla corsa di primo cittadino, ognuno di essi con una lista di appartenenza e per un totale di 42 candidati al consiglio co-

munale. A contendersi la poltrona più scottante Salvatore Chisari, già candidato nella precedente tornata elettorale del 2009, si presenta quest’anno con “Cresce Ragalna”, lista civica, ex Mpa e società civile, i suoi assessori designati saranno, Lu-

cia Salladino e Roberto Di Bella. Vittorio Carone, volto già conosciuto tra i banchi della politica di Ragalna, e che rappresenta in qualche modo la continuità dell’attuale amministrazione, è appoggiato dalla lista civica “Ragalna Protagonista” che conta l’appoggio di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Articolo 4 ed il Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano. Carone ha designato come assessori, Maria Rita Vitaliti e Antonietta Nicolosi. Novità di quest’anno, la candidatura di Roberto Fonte candidato sindaco del Movimento Cinque Stelle. Gli assessori designati di Fonte sono Mirella Magrì e Benedetto Bruno.

La lista del sindaco uscente Alfio Russo resta ufficialmente l’unica in campo: lo sfidante escluso, Alfio Barbagallo con la lista “Zafferana nel Cuore” dopo aver presentato ricorso al Tar nei giorni scorsi s’è visto confermato che «la lista corredata da firme non autenticate equivale giuridicamente a una lista priva di firme e va esclusa dalla competizione elettorale. I ricorrenti hanno presentato presso gli uffici comunali solo un elenco di candidature al Consiglio comunale corredato da 83 nominativi e relative firme dei promotori senza autenticazione a opera di un pubblico ufficiale abilitato. L’autenticazione delle firme si traduce nella certificazione della loro provenienza e del possesso di certi requisiti e non va effettuata in un momento successivo all’apposizione delle firme, in assenza dei sottoscrittori». Da aggiungersi a questo l’improvviso ritiro, prima dell’ufficializzazione delle liste di Giuseppe Licciardello, uno dei possibili sfidanti.

Insomma nel paesino alle falde dell’Etna si è creata una situazione inverosimile, a dir poco pirandelliana. In sintesi il s i n d a c o uscente Alfio Russo e la sua Alfio Russo lista “Zafferana in Comune” resta ufficialmente l’unica in campo. Russo per essere riconfermato dovrà ottenere un numero di voti validi non inferiore al 50% dei votanti iscritti nelle liste elettorali del Comune. Se questo quorum non verrà raggiunto l’elezione sarà nulla e sul Comune penderà la spada di Damocle del commissariamento.


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ACESE

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Alla conquista dell’Europa: tutti contro tutti Alla conquista dell’Europa. Tutti contro tutti. Una sorta di “crociata” per conquistare la “salvezza” dove tutti, partiti e partitini, si sentono, giustamente, protagonisti ma col rischio di… implodere. Già, perché all’interno degli stessi regnano anime diverse e contrastanti. Un vero e proprio rompicapo! Mai così importanti queste Europee con la crisi politica ed economica che attanaglia tutti i settori, perché si decideranno non solo i rapporti di forza all’interno del parlamento italiano e siciliano, ma anche, indirettamente, il profilo politico del successore di Barroso alla guida della Commissione.

I due principali partiti, i conservatori del PPE (Partito Popolare Europeo) ed i riformisti della S&D (Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici), stanno affilando le armi a livello continentale, ma devono fare i conti con i nervosismi e le lacerazioni delle due maggiori forze politiche italiane: ex Pdl e Pd. Devono fare i conti con i partiti anti-euro che crescono anche in Italia. La Lega, il Movimento 5 Stelle… in prima linea. Che potrebbero sistemarsi sotto l’ombrello “populisti euroscettici”, dove ci sono diversità non secondarie. Alcuni esprimono sentimenti nazisti, razzisti, antisemiti. Anche violenti. Anche se

Marine Le Pen dalla Francia, ad esempio, vanta di aver ripulito il Fn dagli eccessi dell’epoca del padre Jean-Marie, un pò come fece Gianfranco Fini quando prese in mano l’Msi. Riusciranno a formare un gruppo compatto a Strasburgo? E che nome daranno alla nuova formazione? Per costituire un gruppo politico è necessario un minimo di 25 europarlamentari e un minimo di sette Paesi rappresentati. Bisognerà dunque vedere se il politico olandese Geert Wilders e Marine Le Pen, magari con la Lega, saranno in grado di costruire una piattaforma comune, coinvolgere altri, e formare un raggruppamento antiEuropa. Grillo con il Movimento 5 Stelle, per esempio, si è già chiamato fuori da alleanze “pericolose” e a tutt’oggi non risulta

aver deciso come comportarsi una volta eletti a Strasburgo una ventina (o quasi) di deputati. L’unica certezza è che il prossimo europarlamento avrà un’opposizione euroscettica più forte e aggressiva. Chi vincerà le elezioni tra Ppe e Pse (Partito socialista europeo) potrà nominare per la prima volta il presidente della Commissione europea e i due candidati sono il lussemburghese JeanClaude Juncker per il primo e il tedesco Martin Schulz per il secondo. Con entrambi Angela Merkel non avrà nulla da temere: uno lo ha scelto lei, l’altro fa parte del suo alleato di governo Spd (Partito Socialdemocratico di Germania). Ovviamente in Sicilia la situazione rispecchia quella nazionale. Un buon piazzamento secondo le previsioni dei sondaggisti dovrebbe avere il Movimento 5 Stelle. Il Pd proverà a giocare sulla novità Renzi. Forza

Italia potrebbe ottenere un discreto successo. Non dimentichiamo che Berlusconi in Sicilia è sempre Berlusconi. Anche se la competizione con il Nuovo Centro Destra del siciliano Angelino Alfano mette benzina vivace nello schieramento forzista. Ma non dimentichiamo che all’interno del Ncd, dove troviamo il catanese uscente Giovanni La Via in contrapposizione all’ex fratello di partito Salvo Pogliese, c’è un pò di Udc che si schiera con nomi “forti” come quello del deputato etneo Giovanni Pistorio. Nella sinistra siciliana outsider la giornalista, ex direttore del Tg di Antenna Sicilia, Michela Giuffrida (che potrebbe, però, raccogliere tutte le “terze” preferenze del Pd). Lo scontro interno fra renziani e cuperliani, infatti, potrebbe indurre sia gli uni che gli altri a votare Giuffrida in quota con Articolo 4 di Nino Leanza, come terza preferenza invece di votare per un candidato della corrente avversa ed essendo obbligati a esprimere almeno una preferenza femminile). Qui la capolista è Caterina Chinnici, figlia del

magistrato Rocco Chinnici che potrebbe raccogliere parecchi voti di opinione. Fra i più quotati anche il trecastagnese Giovanni Barbagallo, per lunghi anni parlamentare regionale ed attualmente primo cittadino del Comune di Trecastagni. I pronostici? Le informazioni relative ai risultati delle indagini sulle intenzioni di voto degli elettori, contenute

Comunicazioni impone infatti il divieto di diffusione e pubblicazione di sondaggi sui mezzi di comunicazione nei 15 giorni pre-elettorali. E’ fatta salva la permanenza sul sito dei risultati dei sondaggi già resi pubblici nel periodo precedente a quello del divieto. Di certo è che a poco più di due

nel sito web e nella specifica sezione di archivio del Barometro Politico, sono sospese e non aggiornate. Tutto ciò che si sa è anteriore al 10 maggio 2014. L’Autorità per le Garanzie nelle

parti l’astensione dovrebbe restare più contenuta in cinque Comuni ai piedi dell’etna, grazie al traino delle Amministrative. Ai posteri l’aurdua sentenza!!!

settimane all’appuntamento elettorale il consenso appare ancora fluido ed instabile. Appena il 61% degli elettori appare propenso a recarsi alle urne. Dalle nostre

Carmelo Di Mauro

V Circoscrizione, liste e candidati per l’ Italia insulare fonte: Ufficio elettorale circoscrizionale, Corte di Appello di Palermo

FRATELLI D’ITALIA - AN Meloni Giorgia Deidda Salvatore detto Sasso Pappalardo Sandro Bonelli Sabina Chiara Luigia Galluzzo Giuseppe detto Pino Rizzo Francesco detto Ciccio Testoni Simone

“L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS” Spinelli Barbara Ledda Maria Elena detta Ledda Elena Cicero Mario Foti Alfio Leto Antonietta detta Antonella Lobina Simona Mazzeo Antonio Nassis Olga detta Onassis

NCD-UDC La Via Giovanni Pistorio Giovanni Cascio Francesco Calia Maddalena Germanà Antonino Salvatore detto Nino Marinello Giuseppe Francesco Maria Scarpa Angela Valenti Patrizia

MOVIMENTO CINQUE STELLE Corrao Ignazio Di Prima Antonella Marini Nicola Moi Giulia Saija Maria Sobbrio Paola Suriano Simona Zanotto Antonio

PARTITO DEMOCRATICO Chinnici Caterina Soru Renato Fiandaca Giovanni Giuffrida Michela Barbagallo Giovanni Zambuto Marco Stancheris Michela Arena Tiziana Dee

SCEL TA EUR OPEA SCELT EUROPEA CON GUY VERHOFST AD T ADT VERHOFSTAD Busia Anna Maria Rossi Vittorina Attaguile Francesco Baiamonte Rosa Maria Caterina Carboni Mario Di Mario Alberto Ricciardi Filippo Vasques Luciano Maria Carlo

EUROPEE 2014 IN PILLOLE

ITALIA DEI VALORI Messina Ignazio Uggias Giommaria Azara Michele Alessi Antonino Brusca Rosalinda Caracausi Paolo Cascone Gianfranco Zonca Maria Pia

FEDERAZIONE DEI VERDI – GREEN ITALIA Granata Benedetto detto Fabio Feo Filangeri Beatrice Pusceddu Maria Cristina De Simone Marialuisa Di Liberto Pietro Sanfilippo Simona Guarnaccia Paolo Ferrante Francesco

LEGA NORD Salvini Matteo Donato Francesca Droise Carmelina Maraventano Angela Mazzeo Antonio Morle’ Mauro Valenti Mirko De Francesco Ferdinando

IO CAMBIO - MAIE Vannoni Davide Cappelli Pietro D’Antuoni Agostino Alessandri Angelo Marchetto Simonetta Chiatroni Madrigali Laura Sandrin Maria Cristina Riccelli Maria

FORZA ITALIA Miccichè Giovanni detto Gianfranco Iacolino Salvatore Chiavacci Antonella Cicu Salvatore Citino Ylenia Maria Leontini Innocenzo Pogliese Salvatore Domenico Antonio detto Salvo Reitano Francesca

Il 25 maggio si vota dalle 7 alle 23 per eleggere i rappresentanti italiani al parlamento europeo. Il voto non si svolgerà nello stesso giorno in tutti i paesi dell’Ue, ma le schede saranno scrutinate e i risultati resi noti in contemporanea la sera del 25, quando le urne saranno chiuse ovunque. L’Italia elegge 73 eurodeputati, così spartiti tra le cinque circoscrizioni: - Italia nord occidentale (Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia): 20 seggi. - Italia nord orientale (Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna): 14 seggi - Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche, Lazio): 14 seggi - Italia meridionale (Campania, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria): 17 seggi. - Italia insulare (Sicilia, Sardegna): 8 seggi.


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La filiera dei semafori: chi fornisce i gadget, quanto costano e cosa si guadagna? Un pacchetto di fazzoletti si acquista in media a 35 centesimi. E le marche? I titolari rispondono così... “Dove vai? Qui ci sono io, da un anno e mezzo sto qui”. Janesh, ventottenne del Bangladesh, difende così il proprio posto di lavoro dalla sfrontatezza di Ludmila, quarantacinquenne polacca che vorrebbe condividere con lui il semaforo e ricavare qualche spicciolo. Nessuna merce da vendere, soltanto un bicchiere di plastica e tanta speranza che però, se i finestrini non si ab-

bassano, si trasforma in maledizioni. Janesh invece no, lui vuole guadagnarsi da vivere e per farlo offre fazzoletti agli automobilisti in attesa. La solita merce, quella che si trova a ogni semaforo di ogni grande città. Perché in questo particolare tipo di mercato, di segmentato c’è solo il destino. “Sono arrivato in Italia tre anni fa. All’inizio facevo le pulizie, ora soltanto una volta a settimana; gli altri giorni prendo il treno e vengo qui”. La vita di Janesh è simile a quella di tanti altri extracomunitari. Sveglia presto, dodici ore di lavoro e qualche decina di euro in tasca quando va bene: “Quanto guadagno? Poco. A volte dieci euro, altre quindici, se va bene venti. Mai di più”. Gli chiedo cosa ne fa dei soldi, se rimangono tutti a lui o se invece una parte deve cederla a chi gli permette di rimanere lì senza avere fastidi. Janesh mi guarda, ha capito la domanda ma poi fa affidamento al suo italiano zoppicante: “I soldi? Mando alla famiglia, pago l’affitto e mangio”. Ritento con parole diverse: “Vorrei sapere se tutto quello che guadagni è tuo o se invece una par-

te va a chi ti fa lavorare”. Ma è inutile, continua a guardarsi le scarpe e ripete “casa, mangiare, scusa”. L’imbarazzo è evidente, la paura pure. Ma per poco. Dopo un caffè che vorrebbe offrirmi a tutti i costi, Janesh si scioglie e inizia a parla spontaneamente del suo lavoro. I fazzoletti li compra in un deposito gestito da nigeriani, che a sua volta si riforniscono lontano, forse a Napoli. Una confezione da otto pacchetti gli costa trentacinque centesimi per poi rivenderla a cinquanta, a volte sessanta, altre “io regalo”. Ciò che invece non cambia mai è la marca dei fazzoletti: Finosoft. Presenti sul mercato degli ambulanti da molti anni, i Finosoft attirano anche la curiosità dei collezionisti per un motivo ben preciso: si trovano soltanto ai semafori. Ma chi li produce? È possibile che un’azienda abbia come riferimento il mercato nero? Cercando sul web, si scopre che il marchio è stato in qualche modo legato alla holding tedesca Betz. Con sede nella cittadina di Buchholz, venticinque chilometri a sud di Am-

burgo, la Betz Holding ha in Pantos il ramo di società specializzato nei prodotti cartari. Che i Finosoft abbiano avuto un qualche legame con la Germania lo si deduce peraltro anche dalle confezioni su cui è riportata la scritta “Taschentücher samtweich” (fazzoletti vellutati, ndr). A rappresentare la Betz Holding in Italia è la Bml Mediterranea, società con sede legale a Lucca. Contattato telefonicamente, l’amministratore Giorgio Garibaldi tiene innanzitutto a chiarire che “la nostra filiale si occupa soltanto del settore dei prodotti alimentari, nulla a che vedere con i fazzoletti o altri prodotti in carta”. Dei Finosoft, però, ne ha sentito parlare: “Già qualche anno fa – dichiara Garibaldi – mi è stata segnalata la presenza di questi fazzoletti nelle bancarelle dei venditori ambulanti. Tuttavia, tanti sono gli elementi che dimostrano l’assenza di responsabilità della Betz Holding in questa vicenda”. L’ad di Bml Mediterranea spiega che la Betz è una holding commerciale che si occupa di “fare da intermediario” tra produttori e grande

distribuzione, senza intervenire direttamente nella realizzazione dei prodotti. Un altro elemento che spiegherebbe l’estraneità della holding sarebbe rappresentato dalle scritte in tedesco: “Si tratta di un errore madornale, la legge impone che le descrizioni siano nella lingua del mercato di riferimento”. A detta di Garibaldi, quindi, Finosoft in un recente passato ha fatto parte del ventaglio di marchi gestiti da Pantos, mentre oggi la commercializzazione dei fazzoletti sarebbe gestita da altri. Ma allora chi ci sta oggi dietro Finosoft? “Le possibilità – conclude l’amministratore – potrebbero essere tante. Qualcuno potrebbe essersi procurato un cliché di stampa usato in passato per continuare a confezionare i fazzoletti clandestinamente, venendo meno a tutti i controlli di qualità previsti dalla legge”. Problemi che andrebbero risolti – risalendo a chi gestisce questo mercato – ma che non riguardano Janesh, perché “io mai allergia o raffreddore”. Simone Olivelli

Il Boschetto della Playa fra interessi speculativi, poca cura e tanto fascino fici vari insistenti nel parco sono oggi abbandonate, vandalizzate e degradate perché i “geniali” progettisti non avevano pensato che in quel punto preciso più basso rispetto al resto e chiuso dal muretto di confine, quando piove un pò diviene un pantano profondo e impraticabile…. La parte nord del parco è limitata dalla presenza del maneggio per i cavalli delle forze dell’ordine.

Nunzio Condorelli Caff

Da solo costituisce il 20% del poco verde pubblico insistente nella città di Catania. È grande 282.900 mq, pieno di flora mediterranea, ma anche piante alloctone come acacie, eucalipti e palmizi: è il Boschetto della Playa. L’ingresso è un pò nascosto da un mega hotel, la cui architettura pacchiana pseudo arabeggiante in cemento armato stride con la mediocre palizzata del parco. Appena si entra, c’è una zona gioco a destra e un laghetto a sinistra che in una Catania poco avvezza all’acqua pare il piccolo Trasimeno. Nella pozza d’acqua con l’ossigenante fontana nuotano le tante tartarughe tropicali che, comprate dai genitori ai pargoli quand’erano belline e grandi come monetine, sono state, dopo qualche anno, abbandonate nella pozza, proponendo la dura convivenza con le specie locali e di adatta-

mento col territorio. È una piccola macchia di quello che fino alla fine degli anni ‘60 era un immenso bosco rivitalizzato durante il Ventennio per bonificare la originaria palude che si spingeva a perdita d’occhio fino alla Provincia di Siracusa per oltre 18 km, alti pini che si specchiavano nell’acqua di mare, un panorama idilliaco che oggi può ritrovarsi in qualche piccolo tratto di mare siciliano come nella prossimità di Capo Bianco, la bellissima punta a mare in mezzo all’area archeologica

di Eraclea Minoa. Poi è arrivata la mano nera: si è costruito il viale Kennedy dimenticando quell’alito di artificiale naturalezza e sono iniziate le “privatizzazioni” del demanio con lidi chiusi da alte mura che impediscono di vedere il mare e di capire che è lì a pochi passi…. Seppur fuori mano dal centro, è una piacevole zona verde, molto amata e frequentata dai catanesi, soprattutto per le attività sportive e per fingersi un po’ campagnoli ed escursionisti.

Non è in stato di abbandono ma sicuramente sconta un isolamento che miscelato all’inciviltà di alcuni fruitori rende umiliante al romantico passeggiatore trovarsi con cartelli divelti arrugginiti, cestini della spazzatura rotti col contenuto sparso qual e là; le sensuali radici affioranti dei pini diventano un ferma spazzatura, i confini delle bellissime radure di rovi, nascondiglio di tantissimi animali, diventano sacche ove il vento fa accumulare tanta tanta tanta spazzatura di plastiche e cartacce che l’incivile scambia per raccoglitore nature di monnezza. Le casette del custode e uf-

Secondo le norme generali, non derogabili in difetto,

sancite nel decreto interministeriale del 2 aprile 1.968 n. 1.444, la sua sola metratura del Boschetto soddisferebbe

e la sua superficie non dovrebbe calcolarsi come parco urbano. Frequentare il Boschetto è

una popolazione di 18.860 persone (15 mq/abitante di parchi pubblici urbani). Peccato che in quella zona praticamente non vi sono abitanti e tutti i fruitori devono ivi recarsi con mezzi propri (auto soprattutto ma numerosi sono i ciclisti): quindi dovrebbe chiamarsi parco extraurbano

un ridotto spazio di naturalezza in mezzo al cemento e ai casermoni, brezzato con l’aria pungente del mare: è come entrare in un piccolo eden verde che fa immaginare come sarebbe potuta essere (o come potrebbe essere) oggi tutta l’intera zona della Playa: un paradiso.


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Aci Catena. Villa comunale nel degrado e rivoluzione ambientale con un piccolo giallo...

L’assessore Grasso replica: «nessuna cambiale elettorale» A18, svincolo di Mascali: addio sogno P Un’illusione durata dieci anni, poi la delusione. Oramai è ufficiale: i cittadini di Mascali dovranno accantonare il sogno di vedere realizzato lo svincolo autostradale Mascali – Giarre Nord. All’origine di tutto ci sarebbe la cattiva gestione dell’intero affare. Correva il 2004 quando il Comune diede inizio alle procedure per avviare il progetto dello svincolo; nel 2006, lo studio di fattibilità venne trasmesso alla Provincia, la quale dal suo canto aveva inserito la realizzazione dello svincolo all’interno del proprio Piano di sviluppo socio-economico. Costo dell’opera18 mln di euro. Il passo successivo – nel 2007 – fu l’inserimento del progetto svincolo nel Piano regolatore generale; mossa che risultò inutile in seguito alla bocciatura dello stesso Prg da parte della Regione. Il capitolo successivo di questa saga arrivò quattro anni dopo, quando il Cipe approvò un finanziamento di 18 milioni di euro alla Regione, che delega il Consorzio autostradale siciliane (Cas) per la gestione della messa in atto del progetto. L’anno seguente il Cas però, non avvia le procedure per indire la gara d’appalto. Il tempo,

nel frattempo, continuava a scorrere fino a che nel marzo dell’anno scorso una delibera stabiliva che le opere finanziate dovevano essere date in appalto entro la fine del 2013, pena la perdita dei fondi. E infatti così è stato. Ma oggi c’è chi vuole vederci chiaro in questa vicenda e nel paese c’è già chi accenna alla possibilità di rifarsi legalmente nei confronti dei responsabili di questa storia. Si parla di class action – imprenditori, commercianti e semplici cittadini – che sarebbero stati danneggiati dalla dismissione del progetto. Tra chi ha preso una posizione c’è il movimento civico “La nostra Mascali” che tramite il proprio coordinatore, Giovanni Pellizzeri, ha fatto sapere: “È la conferma tangibile di come la politica negli ultimi anni abbia creato solo false aspettative”. Per l’esponente del movimento civico, però, quella dello svincolo autostradale potrebbe non essere l’unica occasione persa: “In tema di grandi finanziamenti – conclude Pellizzeri – si rischia di perderne anche un altro: quello del Cipe di 23 milioni di euro per la realizzazione della rete fognaria e della condotta sottomarina collegata al depuratore consortile di Sant’Anna”.

arlare di ambiente ad Aci Catena, un co mune che in questi decenni di certo non è spiccato per progettazione degli spazi urbani, cura del verde e comportamenti virtuosi da parte degli stessi abitanti, potrebbe apparire un tentativo vano di riportare il discorso politico su tematiche che da altre parti – si pensi alle vicine Aci Bonaccorsi e Zafferana Etnea – sono diventate cuore pulsante della attività amministrativa. Ma non è così, o perlomeno la speranza è che non lo sia, in quanto la riqualificazione del territorio – oggi più che mai – è una scelta obbligatoria, se non ci si vuole ritrovare un domani non troppo lontano a un punto di non ritorno. Tuttavia, ancor’oggi la parola sostenibilità sembra ancora una chimera nel comune catenoto. Facendo una passeggiata per la villa comunale, situata in pieno centro storico, ci si accorge come l’incuria caratterizzi parte di quello che, a conti fatti e al netto delle aiuole abbandonate, è uno dei pochissimi polmoni verdi della città.

“Sì, è vero, la parte bassa della villa comunale – dichiara l’assessore all’ambiente Giovanni Grasso – è in cattive condizioni, con sporcizia che periodicamente si ripresenta e strutture sportive inagibili”. Per Grasso, una delle principali difficoltà sta nella penuria di personale: “Abbiamo solo tre giardinieri in un territorio molto vasto – aggiunge l’assessore –. Ciò ci impedisce di fare una manutenzione ordinaria delle aree verdi. Tuttavia, parlando della villa comunale, conto di poter inserire nel prossimo bilancio delle somme da utilizzare per una riqualificazione totale della parte bassa”. Tra le novità adottate dalla giunta guidata da Ascenzio Maesano ci sono le Guardie ambientali del Centro Italia. L’associazione di volontari con sede a Marsala ha trovato impiego ad Aci Catena: “Il loro compito – dice Grasso – è quello di monitorare il territorio per quanto riguarda il comportamento dei cittadini nel conferimento dei rifiuti e nell’evitare la formazione di micro discariche. Siamo contenti, per adesso, del lavoro che stanno com-

piendo a fronte di un rimborso esiguo”. Rimborso che nello specifico è di 1.940 euro mensili per un impegno di dodici ore al dì per trenta giorni mensili. L’affidamento del servizio all’associazione ha fatto storcere il naso a molte persone, per via del fatto che il referente delle Guardie Ambientali a Catania è stato candidato nel 2012 nelle fila della coalizione che sosteneva l’attuale sindaco. Ma l’assessore non vuol sentir parlare di cambiale elettorale: “Nego assolutamente che la decisione sia stata presa come forma di riconoscimento nei confronti di una persona che sostenne la candidatura di Maesano. È vero – specifica Grasso – che i primi due mesi ci siamo affidati direttamente alla disponibilità di questa associazione per ovviare alle urgenze che il territorio presentava, ma poi abbiamo indetto una gara aperta a tutti. Furono due le associazioni a partecipare: le Guardie ambientali e i carabinieri, e la miglior offerta venne dai primi”. Due mesi fa, in un’intervista pubblicata da Paesi Etnei

Oggi, il primo cittadino di Aci Catena ha assicurato la realizzazione entro la fine del 2014 della prima isola ecologica. L’assessore all’ambiente evita di fissare un termine preciso, ma non nega l’importanza del progetto: “È il mio obiettivo principale – ribadisce Grasso –. Le posso dire che siamo uno dei primi comuni ad aver presentato il piano per la costituzione dell’Aro. Il progetto che è al vaglio dell’Urega (Ufficio regionale per l’espletamento di gare per l’appalto di lavori pubblici, ndr) è incentrato sulla raccolta porta a porta. In contemporanea, abbiamo in mente di dare vita all’isola ecologica che, situata in zona San Nicolò, avrà l’obiettivo di incentivare i cittadini a conferire direttamente nel sito i rifiuti differenziati”. Un auspicio quello dell’assessore che va condiviso, nella speranza che ad Aci Catena – dove la raccolta differenziata è ancora prevista soltanto su una porzione del territorio e sta al 14% – la politica possa dare il la a un cambiamento fondamentale per il futuro della città. Simone Olivelli

Aci Sant’Antonio. L’infuocato dibattito degli ultimi mesi ha accresciuto la disaffezione verso la politica

Gli effetti del dissesto continuano a far male Il dissesto economico del Comune, dichiarato, è bene ricordarlo, ormai cinque mesi fa, continua a produrre effetti. Forse più di quanti se ne aspettavano i diretti interessati. Il primo effetto, lo abbiamo raccontato nei mesi scorsi, è quello di aver ricompattato un centrodestra che, dopo le elezioni dell’anno scorso, si era letteralmente fran-

tumato producendo ben quattro candidati a

sindaco e un ex sindaco sconfessato da molti dei suoi stessi sostenitori. Questo panorama, che ha dato vita all’elezione di Santo Caruso a

sindaco di Aci Sant’ Antonio con i voti decisivi di una buona parte di quel centrodestra che fu maggioranza di governo con Cutuli (ci riferiamo agli ex Mpa), è parso ricomporsi in parte quando si è trovato l’obiettivo comune del dissesto economico che è stato egualmente contrastato, seppur con punti di vista personali, da tutto il centrodestra. Le polemiche, come abbiamo raccontato, sono via via aumentate negli ultimi mesi anche a fronte delle ultime novità del paese del Casalotto che ha visto, nell’ordine: il blocco del servizio di tesoreria del Comune (poi prorogato temporaneamente), lo stop agli stipendi degli impiegati comunali con conseguente sciopero (circostanza mai registrata nell’hinterland almeno negli ultimi quindici anni), l’indizione di una gara per tale servizio di tesoreria in

cui si rinviene una sola lettera con questo contenuto: “Hai voluto il dissesto e ora ti meriti questo...” con chiari disegni fallici a corredo, quindi un buontempone affigge il cartello “vendesi” al portone del Municipio... Insomma non ci si è fatti mancare nulla. Se tutto ciò non bastasse ad aumentare il carico ci ha pensato il dibattito in piazza organizzato per confrontare le due visioni (“si al dissesto” o “no al dissesto”) rappresentate dal sindaco in carica Santo Caruso e dall’ex sindaco Pippo Cutuli con contributi forniti da consiglieri comunali, assessori e politici in carica ed ex. Cosa pensate possa succedere quando un argomento tanto importante e sul quale si giocano i destini politici delle parti in causa viene, fisicamente, portato in piazza? È praticamente ovvio (in realtà non dovrebbe esserlo) che i toni si alzi-

no immediatamente, parte l’insulto, la presa in giro, poi lo spintone, le urla e chissà cos’altro. Ancora una volta la classe politica dirigente si è dimostrata assolutamente non in grado di comprendere le modalità in cui un tema così delicato avrebbe dovuto essere trattato: sarebbe servito uno studio televisivo o la redazione di un giornale, comunque un ambiente neutro come non può esserlo la piazza centrale del paese, per evitare che un confronto si trasformasse in uno scontro senza quartiere tra opposte fazioni. Il dibattito non ha chiarito nulla ai cittadini che, probabilmente, sono tornati a casa ancora più disgustati da una politica che ha fornito l’ennesima dimostrazione di non riuscire a comprendere le complessità della modernità.


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Da Amici alla vetta delle classifiche. “Stecca” approda nel capoluogo etneo

Moreno in esclusiva: «amo la Sicilia ed il suo popolo» Genitori sull’orlo di una crisi di nervi, macchine parcheggiate in mezzo alla strada, centinaia di “under 20” a cantare a squarciagola… arriva nel capoluogo etneo, Moreno, Moreno Donadoni (ma il cognome sparisce nella bocca di tutti). Il cantante ha fatto molto parlare di se, in quanto primo rapper a partecipare e a vincere, l’ultima edizione del talent ”Amici” di Maria De Filippi. E che quest’anno è addirittura nel cast del talent, come coach per la squadra bianca. Hai firmato autografi e ti sei prestato agli scatti dei giovani fan… ma anche con le mamme... “Già, credo di piacere anche alle mamme perché hanno avuto modo

di conoscermi in tv - afferma sorridendo - I genitori sono contenti di portare i loro figli ai concerti anche perché nell’ultimo cd ho fatto un passo importante avvicinandomi a cantanti adulti come Fiorella Mannoia o Alex Britti. Il disco è stato partorito in uno studio e non in un talent come l’ultimo album “Stecca”. Qui c’è un altro tipo di preparazione e sono riuscito a parlare anche del m i o passato, della

mia vita”. Potevano raggiungere il cantante solo quelli che avevano in mano una copia del suo disco. Tantissime ragazzine (e anche qualche ragazzo, a onor del vero) che hanno faticato non poco per avvicinarsi al loro idolo. Dopo aver vendu-

to circa 180.000 copie del suo vecchio album “Stecca”, il rapper “metà genovese e metà del sud”, ritorna con il nuovo lavoro “Incredibile”, che contiene 15 nuovi inediti. “Ho scelto il titolo Incredibile – rivela Moreno - perchè io scompongo la parola in due parti “In”, ossia qualcosa di nuovo, e “Credibile” qualcosa che possa essere considerato affidabile e quasi garantito”. Nell’album citi il giudice Giovanni Falcone... “Si, è stato volutamente. La Sicilia è una terra alla quale sono molto legato: mia mamma è palermitana.” Hai mai pensato ad un nome d’arte? “No. Con un nome d’arte

non mi sentirei a mio agio. C’è un aneddoto particolare che mi spinge a non cambiarlo: prima di nascere i miei genitori scrissero una serie di bigliettini con nomi particolari e venne estratto Moreno, per cui mi tengo il nome che mi ha riservato la sorte.” Moreno, nonostante un periodo vissuto costantemente sulla cresta dell’onda, con il doppio disco di platino conquistato con “Stecca”, conserva ancora l’umiltà e il rispetto dovuti all’avversario Miguel Bosè, e a tutti i componenti della squadra blu. Il passaggio da concorrente a coach, il rapper lo percepisce “come una crescita. Un piccolo passo in più verso la gente”. “Sicuramente non ho alle spalle

i milioni di dischi venduti come Miguel Bosè, ma posso sicuramente trasmettere la mia esperienza fatta da concorrente e suggerire il modo giusto di vincere ad Amici”. Quali sono le reazioni alla sua partecipazione ad ”Amici” che ti hanno più sorpreso? “Chi è contro i talent dice che andare in Tv è una scorciatoia. Ma forse non sa che ci sono degli step prima di vincere un programma”. Il giovane rapper parla anche della sua collaborazione con Fiorella Mannoia nella canzone ‘Sempre Sarai’: “Il singolo è stato partorito alla fine, è il 14° brano e mi ha dato la convenzione di poter chiamare il disco “Incredibile”. Lucio Di Mauro

Mister Sapuppo: “la nostra promozione ha sconfitto gli scettici. Futuro roseo”

Calcio “Città di Valverde”, giovani guerrieri a sostegno di una maglia Il progetto si chiama “Città di Valverde” e pone degli obiettivi importanti a lungo termine. La squadra è supportata un pubblico caloroso, conta circa 300 tifosi a partita seduti sugli spalti che animano lo stadio “Pippo di Bella”. Per molti si tratta di un progetto ambizioso gestito direttamente dalla società calcistica del Presidente Armando Sapuppo. Armando Sapuppo è un uomo d’esperienza, poiché è stato il Presidente della storica squadra “Massiminana”, se-

guita successivamente da Ignazio Sapuppo. L’altra parte della famiglia decide successivamente di sposare il progetto “Città di Valverde”. La svolta arriva nel 2013, quando la squadra fa il salto di qualità. Il 2014 è stato un anno epico per il Valverde, dopo 17 anni ritorna in Promozione. Si tratta di un traguardo realizzabile grazie all’apporto e al carisma di alcuni dirigenti. Dietro le quinte c’è stato tutto un lavoro, nonché, il dispendio di energie. A Valverde si respira

aria di bramosia, il desiderio è sempre stato quello di dar vita al vero calcio, più che altro l’idea di regalare un sogno concreto agli abitanti del quartiere. Soltanto nell’estate del 2013 questo è possibile. Si pongono degli obiettivi, l’amministrazione crede al progetto “Citta di Valverde” e s’intraprende un percorso univoco con il presidente Armando Sapuppo. Alcuni dirigenti reclutati dal Presidente Armando Sapuppo si trasferiscono da Catania a Valverde, nasce

l’idea del progetto. L’idea di coltivare questo progetto calcistico nasce da una passione per il calcio e l’attaccamento al paese, lo dichiara il Presidente Armando Sapuppo :« Io sono nato a Catania, ma abito a Valverde da 15 anni, mi è sempre piaciuto fare calcio a Valverde, anche perché il paese non è un dormitorio, ma è un paese che ha i propri valori. Ho pensato di fare calcio a Valverde» . Fino a qualche anno fa, questa cittadina locale non disponeva di un buon calcio,

perlomeno, sebbene la squadra avesse intrapreso dei risultati importanti, non ha mai fatto il salto di qualità, perciò nasce un sodalizio con l’amministrazione locale. Dice il Presidente Armando Sapuppo:« Abbiamo creduto in questo progetto, mi hanno messo a disposizione tutto quello che c’era da mettere a disposizione. All’inizio, anche se si è del luogo c’è sempre

uno scetticismo tale. Ho promesso al Sindaco d’Agata, nonché all’assessore Luigi Torrisi e Gaetano Spina che potevo e volevo fare due promozioni in tre anni».Sebbene il Valverde possa rallegrarsi della promozione, i calciatori possono godere delle vacanze estive. Ci sono dei giovani promettenti come Ferlito e Barbagallo, ma già si pensa al futuro con delle nuove aspirazioni. Forse è

un’impresa ardua credere in qualcosa in più, ma per realizzare questi progetti, oltre alla vicinanza della comunità locale, c’è bisogno di un completo sostegno della popolazione. Tra l’altro, questa cittadina locale ha delle ottime potenzialità, non è una periferia di provincia, ma una città dai propri valori e che conta circa 8.000 abitanti. Attilio Muscuso

La XX edizione in memoria della nobildonna Antonietta Labisi

Il Premio Livatino-Saetta simbolo dell’impegno sociale e antimafia

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Successo all’istituto circondariale di Bicocca, per la XX edizione del Memorial Servo di Dio “Rosario Livatino-Antonino Saetta”. Il Premio Internazionale all’impegno sociale – organizzato dall’omonimo comitato spontaneo Antimafie di Riposto - assegna ogni anno riconoscimenti a quanti spendono la propria vita per l’affermazione dei valori della legalità, lotta alla mafia e alla criminalità organizzata e del diritto a un’informazione libera. «Un omaggio a chi non c’è più, a quegli eroi che, come i due magistrati uccisi dalla mafia (Antonino Saetta, assassinato insieme al figlio nel 1988, e Rosario Livatino freddato nel 1990), hanno sacrificato se stessi per radicare nella società la

cultura della giustizia e che continuano a vivere idealmente in quanti sono animati da un desiderio di rivalsa contro qualunque forma di criminalità organizzata - ha affermato in apertura Attilio Cavallaro, presidente del comitato organizzatore della manifestazione - bisogna essere ottimisti perché il bene trionferà e la legalità vincerà la sua battaglia». La 20esima edizione del premio ha onorato la memoria di Antonietta Labisi, la nobildonna che spese la sua vita in favore dei deboli e degli emarginati, fondando nel 1953 un’associazione dedicata alla venerabile Lucia Mangano, per risollevare le sorti socio-economiche di San Cristoforo, sostenendo con l’aiuto

Mangano, realtà d’eccellenza per l’accoglienza e il recupero dei diversamente abili. Lunga la lista dei premiati, tra questi: il capo della Direzione Investigativa il sindaco di Antimafia di Roma Corleone Arturo De Felice. Leoluchina Savona Tra i premiati anche e il sindaco di il capo della Polizia Sant'Alfio Giuseppe di Stato AlessanNicotra dro Pansa, il cui riconoscimento è delle sue dame e nella totale indiffe- stato ritirato dal questore di Catania renza dell’allora classe politica oltre Salvatore Longo, i questori di Si68mila famiglie disagiate, recupe- racusa Mario Caggegi, di Ragusa rando bambini e ragazzi altrimenti Giuseppe Gammino, di Messina destinati a entrare nelle maglie della Giuseppe Cucchiara. malavita e della criminalità organizRiconoscimento anche per il dizata e fondando nel 1956 l’Istituto rettore del consorzio Polieco Claumedico psico-pedagogico Lucia dia Salvestrini, minacciata per il

suo lavoro di contrasto al traffico illecito dei rifiuti. Un premio anche all’impegno nella lotta alla mafia del sindaco di Corleone Leoluchina Savona che si è dichiarata ferrea nella volontà di cancellare quella nomea che associa il suo comune alla mafia e incorruttibile, anche a costo di non essere più rieletta, perché la dignità personale vale più di una poltrona da sindaco». Riconoscimenti a Patrizia Todisco, gip di Taranto impegnata nelle indagini per il processo Ilva; e al pubblico ministero di Reggio Calabria Sara Ombra, premiata per il suo impegno nell’affermazione della legalità in un territorio logorato dalla ‘ndrangheta. Onorificenze anche al sostituto procuratore della Repubblica di Enna Augusto Francesco Rio, e all’avvocato Carla Parano, già direttore scientifico del-

l’Osservatorio Permanente sulla criminalità organizzata che ha sottolineato «l’importanza della parola “nefesh”: l’anima attiva, l’affitto che paghiamo per stare su questa terra di cui questo premio è testimonianza e ricordo». Tra i premiati anche giornalisti che hanno con la loro penna contribuito ad affermare i principi della legalità e della giustizia: Ugo Tomaselli e Carmelo Di Mauro del quotidiano La Sicilia, Antonio Attino del Corriere del Mezzogiorno, Antonio Lo Conte, direttore del Quotidiano Italiano-Bari, e la redazione di Basilicata 24. Insignito del premio Livatino-Saetta anche Giovanni Virgilio, il giovane regista catanese del cortometraggio “Damiano” proiettato in apertura della manifestazione, in concorso al David di Donatello. Tiziana Campo


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Maggio 2014 - Paesi Etnei Oggi  

Paesi Etnei Oggi N. 4 di maggio 2014

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