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- La ricerca della verità è guidata dall’ insieme di valori che l’insegnante persegue e propone in forza della ‘strategicità’ del suo ruolo, ‘che in ultima istanza determina il sapere effettivamente

insegnato in classe, assegnando il tempo all’uno o all’altro contenuto, nel lavoro di aula, sia alle priorità attribuite al momento della valutazione di quel che conta ai fini del giudizio, del buon voto per la promozione o della sanzione che può concludersi con la bocciatura. Necessaria dunque, e prioritaria per una moralità professionale, la conoscenza aggiornata di contenuti e di metodi che rendano valida e fruttuosa la sua mediazione didattica

3. Una professione etica. La formulazione di un codice deontologico, tanto necessaria quanto difficile, può fondarsi su alcuni orientamenti che l’A. riassume così: capacità di discernere i va-

lori in gioco nei propri atteggiamenti e comportamenti; capacità di giustificare, presso il pubblico interessato, le proprie decisioni relative all’adozione dei giudizi di valore, di strategie e metodologie congrue in relazione con il contesto normativo, alle caratteristiche dei soggetti e degli oggetti culturali da apprendere; capacità di discernere e collegare i problemi morali che si ponessero all’interno dell’aula e dell’istituto scolastico ai grandi temi della riflessione etica che attraversano la vita sociale nel suo insieme. Enunciazioni inevitabilmente astratte, che l’A. però sostanzia di indirizzi e di contenuti. Un libro di riferimento per i professionisti della scuola.

Marco Paolantonio

Bruno ROSSI

Avere cura del cuore. L’educazione del sentire Carocci, Roma 2006. ISBN 88-430-3992-X Maria Rita CASTELLANI

Il diritto del bambino alla tenerezza

Edizioni Dehoniane, Bologna 2007. ISBN 978-88-10-51049-0 Se c’è un equilibrio che rende possibile nell’uomo la sintesi tra io e mondo, tra personale e sociale; se quello stesso equilibrio per cui la storia di un singolo determina timidamente o prepotentemente la storia di un gruppo o addirittura di un popolo; se questo equilibrio sembra insondabile, inesprimibile, a tratti forse inesistente, le pagine di Bruno Rossi sembrano invece sfogliarlo, quell’equilibrio. Sembrano situarsi tra le pieghe e gli avvallamenti antichi di tante domande che affollano il nostro tempo e che non trovano risposta. Non perché la risposta non ci sia, ma perché non si ha il coraggio di pronunciarla.

Non mancano tra queste pagine di Rossi, già autore di ricerche importanti in questa direzione (Pedagogia degli affetti, Roma-Bari 2002; L’educazione dei sentimenti, Milano 2004; Intelligenze per educare, Milano 2005, solo per citarne alcune), parole nitide contro una cultura da “tuffi al cuore e brividi intensi” (p.64), professata da cercatori di emozioni e da collezionisti di piaceri che praticano l’ “autocura” e la “solitudine esistenziale”; contro la censura praticata alle emozioni difficili da parte del mondo dell’efficienza e del management (p.67); contro la «progressiva diffusione di personalità narcisistiche» (p. 172) ed atteggiamenti di necrofilia; contro un sentire post-moderno che barcolla tra una tirannia della razionalità e la ricerca delle emozioni-choc. E non perché non siano importanti emozioni e sentimenti. Tutt’altro: sono importantissimi. Ma vanno gestiti, educati, compresi nella loro ricchezza e complessità; emozioni e sentimenti possono costituire la porta di accesso ad una società cosmopolitica e multirazziale come quella che ad oggi si sta profilando. La vita interiore va pensata e riflettuta nel suo accadere, perché non esiste l’uomo che pensa distinto dall’uomo che sente, come tutta la cultura post-cartesiana ha voluto far intendere. Rossi sancisce un emblematico “Sento, dunque sono” che confermi l’uomo come essere desiderante, per rendere evidente che «l’affettività prende significativamente parte alla definizione dell’identità della persona» (p.77). C’è e deve esserci circolarità tra vita razionale e vita emozionale, senza che l’una prevarichi sull’altra e viceversa.

Rivista lasalliana 1-2009  

Rivista lasalliana. Trimestrale di cultura e formazione pedagogica

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