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Marco Paolantonio

contenuti comportamentali e relazionali per rimpicciolirla esclusivamente nel settore didattico. A nostro avviso, egli s’è insediato, da pari suo, nella pedagogia del Novecento come un assertore del dato religioso a completo servizio dell’uomo, della vita umana, della personalità religiosa” (p. 226). Nelle pagine di questo saggio-testimonianza è possibile cogliere gli aspetti che caratterizzano la personalità di fr. Leone e la sua azione: passione educativa coinvolgente, originalità di metodo sostanziata di sicura preparazione professionale. Tantissime delle sue pagine sono ancora vive per la maestria di scrittura e vitali per chi intende la catechesi come tramite efficace tra una dottrina che non può mutare e quanti attendono di poterla accogliere nel linguaggio che meglio capiscono. E’ sostanzialmente il problema del metodo didattico che anche nella catechesi oscilla ciclicamente tra disciplinaristi (che pongono al centro i contenuti) e pedagogisti (che privilegiano le modalità con cui i contenuti possono essere proposti). Negli ultimi cent’anni si è così passati dal Metodo di Monaco all’attivismo, dal metodo kerigmatico a quello antropologico. Premesso che “nella trasmissione della fede, la Chiesa non ha per sé un metodo proprio né un metodo unico, bensì, alla luce della pedagogia di Dio, discerne i metodi del tempo, assume in libertà di spirito” (Direttorio generale della catechesi, 148), nell’attivismo che fr. Leone ha applicato alla catechesi si riscontrano caratteristiche che il Documento di base della Chiesa italiana (RdC 160-18,1) stabilisce come principi fondamentali: 1. fare posto all’iniziativa di Dio. E’ proprio del catechista riconoscere che nella catechesi, in quanto azione teandrica, è Dio che si rivela, che esorta, che fa crescere; 2. essere fedeli alle persone. Tutto nella catechesi deve essere visto ‘in termini di persona’: ciò che si comunica è Cristo; 3. favorire la socializzazione, come processo di apertura della vita dei singoli agli orizzonti più vasti delle esperienze comunitarie e sociali; 4. organizzare l’individualizzazione dell’apprendimento delle esperienze di fede, favorendo la differenziazione dell’insegnamento catechistico secondo le capacità e il ritmo di apprendimento di ciascuno; 5. generare attivismo, favorendo l’espressione attiva della catechesi come eccellente mezzo per apprendere e come soggetto all’annuncio della parola di Dio. Vi si riconosce tutta l’attualità della catechesi di fr. Leone.

Rivista lasalliana 1-2009  

Rivista lasalliana. Trimestrale di cultura e formazione pedagogica

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