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Ripristinare o riformare? Fumus verbis

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l’impressione che la loro giovane età rappresenti una specie di limbo solutorio. I danneggiamenti ad attrezzature scolastiche e ad edifici pubblici, andrebbero addebitati a coloro che se ne servono. Se trovare i colpevoli può essere complicato, si può sempre chiamare in causa la tasca dei genitori di tutti i ragazzi e allora il discorso cambierebbe immediatamente. Ogni deroga alle regole scritte e condivise da insegnanti e genitori, deve essere opportunamente perseguita. Il che non significa che i ragazzi debbano essere picchiati con le verghe, ma solo che devono essere regolarmente ripresi ad ogni infrazione commessa e soprattutto ritenuti responsabili dei danni che provocano. I ragazzi, si dice, non hanno rispetto del bene comune. Ma che rispetto possono avere di una comunità ectoplasmatica e vigliacca che li considera irresponsabili e impunibili? Quindi, solo la consapevolezza che le regole ci sono e che vengono fatte valere può consentire il sereno svolgimento delle quotidiane attività scolastiche. A questo punto si può affrontare la questione dei contenuti delle varie discipline, fondamentali nel percorso scolastico, molto di più di quanto si sia ultimamente ritenuto. I programmi sono veramente le chiavi di volta nella costruzione del percorso didattico e devono esser elaborati dai docenti e portati a conoscenza dei genitori e degli allievi. Questo ci si aspetta dai docenti: che sappiano scegliere per i ragazzi, che sappiano mettersi nella condizione migliore perché i tutti possano trarre dalla frequenza scolastica il massimo beneficio. I genitori - Il loro ruolo si è svuotato perché affidano i propri figli alle scuole di ogni ordine e grado, come se a queste sole spettasse il compito di educarli. E inoltre, mentre non riescono a riappropriarsi dei compiti che derivano dalla genitorialità, chiedono agli insegnanti di supplirli in toto, cosa che questi proprio non possono fare. Il genitore amico è un inganno che si produce e riproduce in film, storielle e racconti vari, è una sensazione universale che pare dire: essere genitori invecchia e quindi siamo amici. Il che significa tanto che ci si può parlare come si fa con i coetanei, quanto che tra genitori e figli ci si può mandare a quel paese alla pari, che si possono fare le stesse idiozie…mostruosità alla Dino Risi de I mostri. I genitori raccontano come raggirare le persone, gli ostacoli, ottenere senza sforzo, senza fatica, senza onestà. In alternativa dicono poco o niente. Non vale la questione del tempo che non c’è, perché anche il poco che c’è dovrebbe essere vissuto in un certo modo. I figli - Dovrebbero esser orgogliosi di genitori che lavorano con onestà per procurare loro il necessario per vivere, rispettarne le stanchezze e le fatiche e collaborare alla gestione familiare. Ma devono sapere che davanti hanno dei genitori, adulti che li hanno messi al mondo e si adoperano in molti modi per loro, quindi persone di cui si possono fidare e che possono essere di conforto e di supporto alla loro crescita. Genitori e insegnanti hanno il difficile compito di essere autorevoli e di insegnare che famiglia e scuola hanno ruoli complementari ma ben distinti e che ciascuno nel suo ambito ha il sacrosanto diritto di vedere rispettate le proprie regole. Qualcuno mi ha detto che probabilmente è da molto tempo che non frequento le scuole. Non è così, per amore ho ricominciato a frequentarle. Non sempre approvo quello che viene fatto ma questo fa parte delle mie opinioni personali, della mia liber-

Rivista lasalliana 1-2009  

Rivista lasalliana. Trimestrale di cultura e formazione pedagogica