Page 112

112

Ugo Basso

Una lezione dedicata Il giovane dovrebbe essere giunto al fatidico momento della decisione accompagnato da quanto abbiamo visto sia nel corso del tempo, sia negli ultimi mesi della scuola secondaria; meglio se ha avuto anche la possibilità di confrontarsi personalmente con qualche adulto, professionista della psicologia o anche solo umanamente maturo, che può aiutarlo nella conoscenza di sé e nell’individuare la strada su cui indirizzare la prosecuzione degli studi e la successiva attività professionale. Sarebbe opportuno che la scuola, attraverso un docente delegato dal consiglio di classe, autorevole e apprezzato dagli studenti, dedicasse una lezione specifica, un’ora o due al massimo, per esplicitare e sintetizzare le considerazioni qui presentate sul delicato argomento. Tento, per concludere, qualche esempio. • Prendere in considerazione in primo luogo la valutazione che ciascuno ha di sé relativamente agli interessi, alle aspirazioni, alla disponibilità all’impegno. • Chiedersi che cosa si vuole fare della propria vita, relativamente alla famiglia, ai cambiamenti di residenza (eventualità di lavorare all’estero), alle ambizioni. • Verificare le condizioni economiche e le possibilità di superarle con strumenti come borse di studio o necessità di lavoro, anche a tempo parziale, negli anni di università. • Studiare senza impegni di lavoro e senza eccessive distrazioni è sempre auspicabile: occorre però concretamente poterlo fare. • Non rinunciare agli ideali, alle speranze di attività utili per gli altri e neppure ai sogni, ma cercare una mediazione con sbocchi professionali praticabili: il ricatto economico da parte di chiunque, anche del coniuge, è una forte riduzione della libertà, anche se diventasse effettivo dopo molti anni. • Verificare che eventuali orientamenti non siano condizionati da situazioni esterne o da persone con forte influenza (il partner affettivo, i genitori, qualche mito di successo, ambizioni di carriera, l’impressione che costi poca fatica…). A Giulia e a tutti i suoi coetanei l’augurio di trovare aiuti efficaci, di riuscire a conoscersi e a valutare le possibili scelte con serenità e perseguirle con le soddisfazioni che hanno diritto di attendersi: neppure la scuola e la famiglia migliori possono però garantire certezze ed escludere rischi. È una consapevolezza da tenere presente, non per sentirsi impotenti, ma per aumentare prudenza e attenzione. Con ancora un’ultima nota: non rinunciare al coraggio di tornare su una scelta che si è rivelata sbagliata. In caso di insuccessi o di delusioni, verificare se si tratta di situazioni rimediabili e passeggere o di scelte davvero sbagliate: in questo caso, meglio perdere un anno e ricominciare che proseguire su una via che si è rivelata impercorribile o non appagante.

Rivista lasalliana 1-2009  

Rivista lasalliana. Trimestrale di cultura e formazione pedagogica