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Orientamento in uscita

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tutte le sue manifestazioni. Le risultanze delle prove attitudinali aprono prospettive, confermano intuizioni, mettono in rilievo difficoltà, palesano condizionamenti fuorvianti per scelte ritenute motivate: ma non è opportuno affidare neppure a questi strumenti la parola definitiva per scelte tanto importanti.

Qualche suggerimento Nessuno, neppure i genitori, anzi proprio i genitori preoccupati e apprensivi deve sentirsi il complesso della manzoniana donna Prassede, convinta di conoscere meglio di loro stessi il bene dei figli fino a imporre scelte che non ne rispettano l’autonomia e che assai facilmente conducono a insuccessi esistenziali da cui può essere difficile riprendersi. Ogni educatore responsabile dovrebbe, con consapevole umiltà e non per soddisfare le proprie ambizioni, impegnare i ragazzi a costruire responsabilmente la vita a seconda delle capacità, della disponibilità alla fatica, all’attesa di un’occupazione stabile, delle possibilità economiche, che purtroppo restano un condizionamento forte, che però almeno in qualche misura si può cercare di attenuare, e anche rispetto alle scelte relative alle prospettive familiari. Tutto questo evidentemente deve rappresentare un’attenzione costante nel complesso della programmazione educativa per la scuola come nell’intera vita di famiglia per i genitori: i risultati saranno molto vari, mai del tutto prevedibili, legati al carattere e alla personalità di ciascuno, più o meno determinato, con attitudini più o meno palesi e in dirizzate, ma alcune azioni possono essere suggerite e devono essere messe in atto. Si tratta di osservazioni anche di semplice buon senso, ma da mettere a tema consapevolmente, suggerendo esempi di persone vicine o note, esempi da imitare o da cui prendere le distanze; di ragionare su esperienze conosciute di persone nelle quali i giovani hanno fiducia, di cui hanno stima. Si tratta di commentare opere letterarie o cinematografiche –anche da inserire nella programmazione curricolare-, fatti di cronaca e nel medesimo tempo far prendere atto di difficoltà, di scarsità di sbocchi professionali, di orari nel lavoro non compatibili con la vita familiare. E ancora far osservare che non sempre l’ambizione di guadagni o di successi può dare le soddisfazioni attese; che certe mete, anche sportive o artistiche, sono raggiungibili solo con sacrifici e rinunce che prevedono una determinazione di carattere particolarmente forte. Mettere ben in rilievo il rapporto fra l’andamento scolastico e le aspirazioni, cogliere fra le diverse discipline del curricolo scolastico quelle più congeniali, in cui lo studio costa meno e produce risultati migliori. La meta auspicata è che il giovane arrivi al momento della scelta avendo già costruito in sé delle prospettive, delle ipotesi con cui accostarsi alle proposte concrete di cui si diceva prima; vi si presenti alla ricerca di verifiche, di conferme o di esclusioni: la partecipazione agli incontri con le facoltà universitarie sarà selezionata e mirata e può davvero diventare interessante come verifica, come confronto fra quello che ci si figura e quello che la realtà offre. Limitarsi a passare in rassegna tutte le proposte facilmente si riduce a una perdita di tempo –quando non pretesto per evitare le lezioni scolastiche!- o addirittura accresce la confusione e favorisce scelte casuali o suggerite dall’interesse di altri, con possibilità di errore molto accresciute.

Rivista lasalliana 1-2009  

Rivista lasalliana. Trimestrale di cultura e formazione pedagogica

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