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Ugo Basso

diverse facoltà si presentano nelle proprie sedi o ancora organizzano presso la scuola interventi vuoi di docenti, vuoi di esperti del mercato del lavoro, vuoi ancora di testimonianze di ex alunni che stanno frequentando facoltà universitarie o corsi parauniversitari o le hanno appena concluse per averne indicazioni più confidenziali. Accanto alle iniziative specifiche messe in atto dalle scuole, che possiamo definire istituzionali, gli studenti si rivolgono ovviamente a compagni e amici più grandi, a parenti inseriti nelle professioni, e ai molteplici siti internet a loro destinati o da gruppi di altri studenti o dalle stesse università che ne fanno strumenti promozionali. Ormai anche fra le università, pubbliche e private, esiste una concorrenza che non disdegna iniziative di propaganda. Indubbiamente i giovani possono così essere informati di indirizzi di cui ignoravano del tutto l’esistenza o, al contrario, possono essere indotti a mutare scelte superficiali o giovanilmente romantiche o suggerite dall’amico/a del cuore considerando più attentamente le diverse tappe del curricolo, l’elenco degli esami previsti, o considerando sbocchi professionali meno ampi del previsto. Ma a monte di questi contatti e perché essi possano offrire indicazioni significative occorre che i ragazzi abbiano avuto nel corso dei loro studi, ma anche al di fuori della scuola, occasioni per una approfondita conoscenza di sé, delle aspirazioni profonde, di che cosa intendono fare della propria vita.

“Conosci te stesso” L’importanza della scelta mi richiama il celebre motto inciso sul tempio di Apollo a Delfi che ha ispirato la ricerca del pensiero greco: la conoscenza di sé, nei limiti entro cui è possibile, costituisce lo strumento primo di ogni scelta impegnativa. Sappiamo bene come nella vita molte evenienze siano occasionali, se non casuali; sappiamo bene quanti sogni si infrangono e quante vie si aprono inattese e non solo nel passaggio dall’adolescenza all’età matura, ma ciò non esime dal dovere di fornire aiuti in questi momenti difficili per chi li affronta. In queste tappe della crescita, anche al passaggio dalla scuola media alle superiori, è pratica diffusa anche il ricorso a test attitudinali, talvolta offerti dalle scuole stesse, a costi convenzionati o del tutto gratuiti, o richiesti a professionisti privati dalle famiglie. Non limitarsi a intuizioni e a pratiche empiriche, ma accedere a strumenti più raffinati per indagare la psicologia adolescenziale può rivelarsi prezioso strumento per individuare aspetti poco manifestati o difficoltà imprevedibili, per scoperte illuminanti nell’io individuale. Non sono tuttavia da sottovalutare alcuni rischi: dando per scontato, ma è da accertare con cura ogni volta, che chi conduce l’indagine ne abbia l’effettiva competenza, può accadere che alla scientificità dell’approccio sia attribuita un’autorevolezza che esclude da parte di chi riceve il responso ogni possibilità di errore. In tutto quello che riguarda l’uomo, in particolare nell’ambito della psiche, la certezza non è mai possibile: non intendo creare diffidenza su indagini collaudate e rivelatrici, ma suggerire di tenerne conto sempre all’interno di una visione complessiva, più empirica, ma anche più fondata sulla conoscenza della persona in tutti i suoi aspetti e in

Rivista lasalliana 1-2009  

Rivista lasalliana. Trimestrale di cultura e formazione pedagogica

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