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CENOBIO rivista trimestrale di cultura

anno LXIV numero  aprile-giugno 


Fondatore Pier Riccardo Frigeri (1918-2005) Direttore responsabile Pietro Montorfani Comitato di redazione Federica Alziati Daniele Bernardi Andrea Bianchetti Daniela Persico Comitato di consulenza Sergio Albeverio Jocelyn Benoist Giuseppe Curonici Maria Antonietta Grignani Fleur Jaeggy Fabio Merlini Giancarlo Pontiggia Manuel Rossello Claudio Scarpati Redazione svizzera Via alle Cascine 32 CH - 6517 Arbedo Redazione italiana Via Liberazione 14 20083 Gaggiano (MI) Amministrazione e stampa Industria Grafica Gaggini-Bizzozero SA CH - 6933 Muzzano-Piodella tel. 0041 91 935 75 75

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SOMMARIO

alberto casadei Nuovi documenti e alcune ipotesi sulla genesi del Diario postumo

5

interventi

gian piero maragoni L’arte di fare lezione a bassa voce. Un saluto a Gennaro Savarese

13

stefano barelli De Sanctis traduttore di lirici tedeschi

19

intersezioni

andrea bianchetti Primavera è qui. Una giornata poetica «alla chiara fonte»

39

incontri

fabio pusterla Un cammino che continua tuttavia (Yari Bernasconi)

57

intervista

giuseppe curonici Dopo che la piramide di Cheope

67

inediti

Ben Lerner, Nel mondo a venire (Andrea Bianchetti)

71

interstate

F. Medaglia, La scrittura a quattro mani (F. Jermini) F. Grignola, Là dove cantava l’usignolo (O. Lurati) Z. Bauman – D. Lyon, Sesto potere (A. Franciotti) A. Martini, Distrazioni (D. Bernardi)

73 74 75 76

istantanee

dina moretti

79

illustrazioni


dina moretti – Monotipia


Recensioni

Francesca Medaglia, La scrittura a quattro mani, Lecce-Brescia, Pensa MultiMedia, 2014, pp. 332. Il volume di Francesca Medaglia, formatasi presso l’Università di Roma “La Sapienza” e attualmente collaboratrice dell’Ufficio Redazione Atti dell’Accademia dei Lincei, ha come oggetto d’indagine la prassi scrittoria a quattro mani e collettiva, i meccanismi che la regolano e le sue implicazioni storico-letterarie. La studiosa, secondo uno stringato filo logico, concatena diverse questioni: (1) le modalità in cui questa tipologia di scrittura influenza la scelta del genere letterario (rilevando la supremazia del romanzo e dei sottogeneri giallo e noir), (2) la rintracciabilità autoriale all’interno di opere scritte da soli uomini o da un uomo e una donna – abbordando persino la questione femminile all’interno del Movimento Futurista, significativamente esemplificata dal romanzo Un ventre di donna: romanzo chirurgico di Marinetti e Robert, 1919 –, (3) la collaborazione tra autori “migranti” (per esempio Ghiacciofuoco di Pariani e Lecca, 2007) e (4) la differenza tra “collettivo d’avanguardia” (Wu Ming) e “autore plurale di consumo” (Delly). Ambendo a risolvere il problema della presunta annunciata morte del concetto di autore, Medaglia, applicando ai testi letterarî un noto fenomeno linguistico, difende la tesi della “creolizzazione autoriale”, che avverrebbe allorquando due o più scrittori, scrivendo un’opera letteraria, si fondono in una nuova “figura-autore”. Ne sarebbero il miglior esempio le opere nate nell’alveo delle neo-avanguardie: sia grazie alla “spersonaliz-

zazione” autoriale ricercata dal Futurismo (in opere come Lo zar non è morto. Grande romanzo d’avventure de I Dieci, 1929), sia per la ricerca di comunicazione collettiva a livello subconscio del Surrealismo (in opere come Les champs magnetiques di Breton e Soupault, 1919, L’Immaculée Conception di Breton e Éluard, 1930 o 152 Proverbes mis au goût du jours di Éluard e Péret, 1925), la “creolizzazione” si realizzerebbe completamente. La ricercatrice determina, inoltre, quale presupposto fondamentale per l’innesco del “processo creolo”, il legame parentale o la relazione di intima amicizia che deve legare gli autori che scelgono di scrivere insieme e ipotizza la possibilità di “de-creolizzazione”, una volta scomparso uno degli autori formanti la coppia autoriale (come nel caso di Sveva Casati Modignani). Dal punto di vista metodologico, Medaglia si avvale di strumenti della critica comparata, della statistica, della ricerca quantitativa e di alcuni strumenti grafici (benché le tabelle, stampate in gradazioni di grigio, risultino di difficile lettura). Le expertises dei testi sono sufficienti e proporzionate, nonostante uno stile acerbo e vagamente ripetitivo. Nondimeno, è lodevole lo sforzo compiuto dalla ricercatrice per inquadrare in un sistema normato un argomento così vasto, difficile, e ancora tanto poco esplorato. Molto ricca è, infine, l’appendice, con interviste ad Andrea Camilleri, Carlo Lucarelli, Laura Pariani e Nicola Lecca (pp. 259-268), Tabelle statistiche (pp. 269-271) e un’articolata Bibliografia (pp. 273-328). (Fabio Jermini)

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istantanee

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Recensione su Scrittura a quattro mani  

Recensione su Scrittura a quattro mani  

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