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La rivista dedicata al pellet - Edizioni HYPER Anno IV N째 1 - FEBBRAIO 2014


sommario

Sommario eventi Progetto Fuoco, le proposte vincenti del mercato italiano

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qualità Qualità e metodi di controllo del cippato di legno

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case study Terme Antica Querciolaia sempre più green

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industria Impianto “chiavi in mano”

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mercato Centomila tonnellate da una segheria russa

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impianti Biocombustibili solidi mediante torrefazione

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eventi

Progetto Fuoco, le proposte vincenti del mercato italiano R

restali, partner tecnico della mostra significativamente orientata allo sviluppo del mercato letto all’interno della filiera legno-energia.

Progetto Fuoco metterà in mostra 250 tra camini e stufe accesi grazie allo speciale impianto d’aspirazione attivo in quattro padiglioni. I padiglioni 2 e 3 ospiteranno l’area PF Technologie sviluppata da AIEL, Associazione Italiana Energie Agrofo-

Il successo della rassegna veronese in un momento in cui l’economia nazionale è ben lontana dall’adeguare il passo e l’ipotesi di una ripresa resta più che altro una chimera, è la dimostrazione dell’impegno e della volontà espressi da un settore che ha puntato sull’evoluzione dell’utilizzo di apparecchiature con combustione a biomassa per il riscaldamento anche in contesti abitativi complessi. L’aspetto high-tech di stufe e camini è stato valorizzato dall’applicazione

itorna Progetto Fuoco, a Verona dal 19 al 23 febbraio. La fiera, leader mondiale del settore, con 650 espositori, il 33% esteri provenienti da 30 Paesi, registra un incremento di oltre il 20% dei partecipanti rispetto all’edizione 2012. Aumenta anche il numero dei Padiglioni impegnati, ben 6 oltre le aree esterne, mentre la superficie espositiva sale a 85.000 m².

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di soluzioni che integrano un design in grado di presentare macchine adatte a qualsiasi ambito architettonico, facili da installare e da usare. integrabili con la domotica, ecologiche e ad altissima resa, il cui impiego è reso vantaggioso anche dal sistema di incentivi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e per gli interventi nel campo dell’efficienza energetica in cui rientra il settore delle biomasse. Per l’edizione 2014 di Progetto Fuoco hanno già confermato la loro presenza un gran numero di operatori professionali, progettisti, tecnici e imprenditori attesi da tutta Europa e da diversi Paesi extra-europei a cui si sono aggiunti i rappresentanti

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eventi

di Giappone, Cina e USA, paesi divenuti sensibili all’utilizzo delle energie alternative. Si preannunciano numerosi anche i consumatori finali, interessati a stufe e camini a legna e pellet , ancora più appetibili in un momento in cui la crisi unita ai costi dei combustibili mette in difficoltà gli italiani. Nei cinque giorni di fiera, Progetto Fuoco ha programmato un ricco calendario di convegni, meeting tecnici e d’aggiornamento professionale organizzati da Piemmeti Spa con la collaborazione di AIEL, suo Partner Tecnico, Associazioni, Aziende e Università. Tra le iniziative più interessanti è da ricordare quella organizzata dal Dipartimento Tesaf – Università degli Studi di Padova - Laboratorio Analisi Bio-combustibili in collaborazione con Aiel, nell’ambito di PF Technologie che propone un laboratorio virtuale illustrato attraverso un percorso fotografico corredato da opportune didascalie, per mostrare le attività svolte in relazione alla qualità dei bio-combustibili. Nella stessa area sarà allestita una zona che ospiterà le macchine di produzione dei bio-combustibili e l’iter delle prove di laboratorio utili a dare concretamente conto della qualità dei combustibili presi in esame: cippato

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e pellet. In questo modo i visitatori avranno la dimostrazione pratica delle prove che decretano la qualità dei prodotti. E’ l’unica fiera in Europa che mette in mostra il ciclo completo del riscaldamento a legna, dalla filiera dei produttori e di commercianti ai produttori di mezzi di riscaldamento di tutti i tipi e di tutte le esigenze. Da segnalare inoltre il Workshop degli organismi di certificazione e di ispezione coinvolti nella certificazione ENplus, riservato ai rappresentati delle associazioni internazionali che si occupano di pellet, iscritte all’European Pellet Council; il seminario su Installazione e manutenzione dei piccoli generatori di calore a biomassa, aspetti tecnici e normativi, per gli addetti ai lavori di oggi (installatori, manutentori, consulenti) e di domani (studenti di scuole tecniche superiori); il Convegno Produzione di energia termica da fonti rinnovabili ed efficienza energetica: evoluzione e integrazione dei sistemi incentivanti e quello sullo Sviluppo delle biomasse commercio e logistica centri di mobilitazione sostenibile delle risorse locali biomassa legnosa; il Convegno Emissioni del riscaldamento domestico a biomasse e quello su Camini e canne fumarie: come assi-

curare la corretta installazione. Altri temi interessanti saranno affrontati nell’ambito del Seminario Pellet & co: il contributo della moderna distribuzione allo sviluppo della filiera, organizzato in collaborazione con AIEL e Largoconsumo. Nel corso del workshop su Qualità e ruolo della certificazione ENplus. Stato dell’arte e prospettive future per la produzione e il consumo di pellet in Europa, vi sarà la cerimonia di premiazione di alcune aziende italiane. Sono previsti anche la Tavola Rotonda Fumisti, il Convegno Biomasud, certificazione delle biomasse agroforestali mediterranee, un altro meeting dedicato alla Verniciatura resistente al calore, il convegno Impianti di gassificazione di biomassa in esercizio: learning by doing?’ centrato sugli impianti di cogenerazione, il Meeting internazionale spazzacamini e il Convegno Strumenti di sviluppo delle biomasse: criticità ed effetti sul mercato. La parte convegnistica terminerà con il Workshop Energia dal legno “dal bosco al camino”, come riscaldarsi correttamente con il legno, in sicurezza, nel rispetto dell’ambiente e della qualità dell’aria e con il Convegno Biomasse per il riscaldamento delle serre: facciamo il punto sulla scheda 40e.

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qualità

Qualità e metodi di controllo del cippato di legno Il cippato di legno è una biomassa di largo consumo appartenente a quella famiglia di biocombustibili legnosi in cui fanno parte il pellet ed i brichette di legno e la legna da ardere. Il suo uso è sostanzialmente distribuito tra grandi impianti termici, che nascono per produrre principalmente energia elettrica, impianti di cogenerazione e di teleriscaldamento e piccole caldaie di tipo domestico in alcuni casi associate a minireti di teleriscaldamento. Vi sono poi alcune applicazioni che prevedono l’uso del cippato di legno di buona qualità nei gassificatori. L’offerta di cippato sul mercato italiano è vasta, tuttavia, le caratteristiche qualitative variano mol-

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tissimo con riflessi sul prezzo non sempre immediati e chiari. La scelta del cippato da utilizzare nei diversi impianti dovrebbe attenersi alle specifiche del combustibile definite dal costruttore. Queste si riferiscono quasi sempre alle norme sviluppate dal CEN (European Committee for Standardization), organismo che promuove norme e specifiche tecniche a livello europeo. Il contributo italiano allo sviluppo delle norme di questo settore è dato dal CTI – Comitato Termotecnico Italiano, partecipando al gruppo di lavoro noto con il nome di CEN/TC 335 “Solid biofuels”. Il principale riferimento normativo, conosciuto da diversi anni, è il pacchetto di sei nor-

me (Tabella 1) della UNI EN 14961 “Biocombustibili solidi – Specifiche e classificazione del combustibile” con le quali vengono classificati i più diffusi biocombustibili solidi, definendone le caratteristiche mediante delle specifiche di prodotto. Il ricorso a questi documenti tecnici permette di definire ed identificare i diversi biocombustibili solidi e determinarne il livello qualitativo attraverso la misura di alcune proprietà fisiche e chimiche. La scelta dei parametri da analizzare riflette una serie di aspetti che incidono sulle performance energetiche del prodotto e su elementi di carattere tecnico ed ambientale, cioè relati-

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qualità

vi al comportamento del prodotto con l’impianto termico e con la produzione di emissioni e di ceneri di combustione. La norma di riferimento per definire il livello di qualità del cippato di legno è la UNI EN 14961- 4:2011 – Cippato di legno per uso non industriale. Il ricorso a questa norma è di utilità per una serie di soggetti del settore energetico delle biomasse. Tra questi: - gli acquirenti e venditori di biomassa e in generale, gli operatori del mercato, potendo eseguire transazione più chiare ed efficienti basandosi sulle caratteristiche del cippato; - i costruttori di impianti termici e di gestione della biomassa disponendo di una specifica di riferimento con la quale progettare e garantire i sistemi; - le autorità competenti per le autorizzazioni alla costruzione degli impianti o per l’erogazione di incentivi per il settore (un esempio di questo aspetto è dato dal DM 6 luglio 2012 e DM 28 dicembre 2012 che fanno riferimento alle classi di qualità A1 e A2 definite dalla norma). Difatti, la UNI EN 14961-4 stabilisce quattro classi di qualità (A1, A2, B1, e B2) per ciascuna delle quali vengono definite una serie di caratteristiche. In particolare, l’origine della materia prima, le proprietà dimensionali, ponderali, energetiche e chimiche, misurate sulla base di specifiche metodologie (Tabella 2). La conformità del cippato ai parametri stabiliti dalla norma garantisce prestazioni ottimali negli impianti termici in cui esso è impiegato. La norma sul cippato di legno, così come su altri biocombustibili, produce importanti effetti quando introdotta nell’ambito di un sistema di gestione della qualità di impianto o di processo, attraverso un monitoraggio programmato della biomassa utilizzata.

L’applicazione di un sistema di controllo della qualità del cippato con-

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NORMA

TITOLO

UNI EN 14961-1

Requisiti generali

UNI EN 14961-2

Pellet di legno per uso non-industriale

UNI EN 14961-3

Bricchette per uso non industriale

UNI EN 14961-4

Cippato di legno per uso non industriale

UNI EN 14961-5

Legna da ardere per uso non industriale

UNI EN 14961-6

Pellet non legnoso per uso non industriale

Tabella 1 - Elenco delle norme della UNI EN 14961 sente di disporre di informazioni e di strumenti che permettono, a chi gestisce l’impianto, di riuscire a standardizzare le caratteristiche del prodotto utilizzato. Questo sistema, che comporta un costo per le analisi di laboratorio e per il tempo speso per la sua applicazione, garantisce una migliore funzionalità dell’impianto riducendone una serie di problematiche di carattere tecnico ed ambientale. Parte dei parametri analitici utilizzati per definire la qualità della biomassa possono essere determinati da un comune laboratorio di analisi, purchè in grado di applicare i metodi previsti dalle norme tecniche del CEN. Per la determinazione di altri parametri qualitativi solo alcuni laboratori di analisi specializzati per le biomasse dispongono di apparecchiature e di adeguata esperienza per eseguire le analisi ed interpretare i risultati ottenuti. In generale, l’attività analitica comporta un costo importante ed il continuo monitoraggio della biomassa rappresenta un onere troppo elevato per alcune realtà. Il Laboratorio Biomasse (www.laboratoriobiomasse.it) dell’Università Politecnica delle Marche conosce bene questo aspetto, essendo attivo nel settore da oltre un decennio, e propone agli operatori del settore soluzioni per rendere più efficiente ed economica l’attività di controllo qualitativo della biomassa. In diversi casi i costi possono essere ridotti scegliendo un numero di parametri inferiore da analizzare ma ugualmente efficiente per raggiungere gli obiettivi qualitativi perseguiti o

per verificare alcune problematiche di impianto o di processo. Inoltre, deve migliorare la rappresentatività dei campioni inviati in laboratori, rischiando altrimenti di ottenere dei risultati di limitato valore e utilità. In alcune realtà può essere interessante introdurre semplici sistemi di archiviazione delle informazioni sulla fonte di origine della biomassa, sulla provenienza e tipo di materia prima. Questo database consente di facilitare la scelta dei campioni da analizzare riducendone le spese complessive. Una alternativa interessante, qualora vi siano adeguate condizioni logistiche ed economiche, è la realizzazione di un piccolo laboratorio presso la propria realtà operativa. Questa possibilità permette di ridurre fortemente i costi per il controllo qualitativo della biomassa e di disporre di informazioni in tempi brevi. Questo aspetto è molto importante nel caso del cippato di legno dove la misura del contenuto di umidità e di ceneri, misure relativamente semplici da effettuare da un comune operatore, permettono di esprimere un primo importante giudizio sulla biomassa. Per realizzare un laboratorio semplificato - il Laboratorio Biomasse supporta gli operatori del settore anche con queste iniziative - è sufficiente disporre di una semplice stufa termo ventilata e di una bilancia tecnica, nel caso si voglia misurare l’umidità, e di aggiungere una seconda bilancia, un piccolo macinatore ed una muffola (piccolo forno per incenerire la biomassa) per determinare anche il contenuto in ceneri. A completamento del tutto bastano pochi

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qualità

altri dispositivi economici per misurare la massa volumica del prodotto e la granulometria. Ovviamente occorre dedicare un apposito spazio e del tempo per effettuare le analisi. Tuttavia, si gode di una certa autonomia operativa per valutare la qualità della biomassa acquistata o utilizzata, ricorrendo ad un laboratorio esterno specializzato solo in casi particolari (esempio valori anomali) o per analisi più complesse da effettuare su prodotti di dubbia provenienza o da nuovi fornitori. In

proposito, la selezione dei fornitori, anche attraverso dei sopralluoghi presso i siti di approvvigionamento del cippato, rappresenta un’azione efficace per verificare l’origine della materia prima e che introdotta nell’ambito del monitoraggio della biomassa può svolgere anche un ruolo di deterrente nei confronti degli operatori e fornitori che conferiscono prodotti di scarsa qualità. Da quanto detto si ritiene che l’applicazione dei principi di controllo della qualità del cippato, riferiti A1

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B1

B2

alla UNI EN 14961-4 inserita in un sistema di qualità, generi una diversificazione della qualità di questo prodotto sul mercato, valorizzando maggiormente la biomassa di qualità e offrendo maggiori garanzie di tipo tecnico ed ambientale per gli utilizzatori. Giuseppe Toscano Laboratorio Biomasse Università Politecnica delle Marche

PARAMETRO

UNITA’

METODO DI ANALISI

Granulometria

mm

UNI EN 15149-1

Contenuto di umidità

% tq

UNI EN 14774-1, UNI EN 14774-2

Contenuto in ceneri

% s.s.

UNI EN 14775

Potere calorifico inferiore

MJ/kg tq

UNI EN 14918

Massa volumica

kg/m3 tq

UNI EN 15103

Azoto

% s.s.

---

---

UNI EN 15104

Zolfo

% s.s.

---

---

UNI EN 15289

Cloro

% s.s.

---

---

UNI EN 15289

Metalli (As, Cd, Cr, Cu, Pb, Hg, Ni, Zn)

mg/kg s.s.

---

---

UNI EN 15297

Tabella 2 - Parametri qualitativi previsti per il cippato di legno secondo la UNI EN 14961-4 s.s = su sostanza secca ; t.q. = tal quale; cella rossa = parametro con limite - Specificare il valore; cella gialla = Parametro non soggetto a limite - Specificare il valore


case study

Le Terme Aq con Siena Carbon Free 2015 per vincere la sfida green del territorio senese

Terme Antica Querciolaia sempre più green Installate due caldaie a pellet KWB per un risparmio di 85 tonnellate di C02 e di quasi 20mila euro all’anno

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erme Antica Querciolaia si conferma una delle realtà termali più green e più all’avanguardia dal punto di vista dell’efficentamento energetico. Dopo aver ricevuto dalla Provincia di Siena i due marchi di qualità, “Terre di Siena Carbon Free” e “Ospiti di valore”, lo stabilimento termale di Rapolano Terme, conferma il suo impegno per l’ambiente con l’installazione di due caldaie KWB Multifire a pellet a integrazione del sistema di riscaldamento. Si tratta di un sistema che garantisce l’apporto dei 200 kW, in funzione per 2800 ore, in sostituzione dei 200 kW a gas. Grazie all’introduzione del nuovo im-

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pianto bio-combustibile, Terme Aq ha ridotto di 85 tonnellate all’anno la quantità di Co2 immessa in atmosfera, per un risparmio che andrà ad alleggerire le spese di riscaldamento della struttura dai 17 ai 20 mila euro all’anno. La tecnologia scelta è dell’azienda KWB leader in Europa del settore che è ben presente sul territorio con oltre 100 impianti funzionanti, l’ottima elasticità dei sistemi ha prodotto una perfetta sinergia tra l’azienda KWB e lo studio di progettazione MG tecno engineering srl. Il sistema è composto da 2 caldaie Multifire da 100 Kw cad. che lavo-

rano in cascata; sono alimentate da un serbatoio di pellet interrato della capacità di 10,5 Tonn. ed il combustibile viene aspirato da due turbine KWB integrate nelle caldaie. La realizzazione dell’opera a regola d’arte è stata eseguita dal partner KWB ditta Termoidraulica Salvadori Giancarlo di Rapolano Terme. Una drastica riduzione dei consumi energetici e della quantità di Co2 che si aggiunge ai risparmi legati alla presenza nella struttura termale di un impianto solare termico, finalizzato alla produzione di acqua calda sanitaria. Grazie all’installazione di sessanta pannelli solari Terme www.pelletsnews.it


case study

Aq produce energia elettrica per circa 119 kwh, corrispondenti al 64 per cento del fabbisogno termico necessario alla struttura. L’integrazione dell’impianto alla caldaia a metano - il consumo giornaliero di acqua calda sanitaria, sulla base dell’ultima audit energetica effettuata, è di circa 50 litri - permette di fare economia di circa 148 kWht, per un risparmio annuale di oltre 6 mila euro. Importanti anche i benefici ambientali, visto che grazie all’istallazione dell’impianto, il risparmio in termini di quantità di anidride carbonica immessa nell’ambiente per produrre, nelle stesse condizioni, acqua calda sanitaria è di circa 37 Kg di Co2. “Dal 2003 - spiega il direttore generale Alessandro Fabbrini - questa struttura ha avviato un percorso di grande attenzione verso la qualità dei servizi e delle performance ambientali, accompagnando con azioni concrete il progetto “Siena Carbon Free” portato avanti dalla Provincia. Oggi l’appeal di una località è strettamente legato alla qualità ambientale. Si tratta di un valore aggiunto non solo per i risparmi economici che ne derivano, ma anche perché va incontro alla sensibilità ambientale di molta parte della nostra clientela. Per questa ragione abbiamo investito e scelto KWB che segue come noi la filosofia della tecnologia sostenibile abbinata alle risorse locali. L’efficientamento energetico e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, a partire dalle due caldaie a pellet e dai sessanta pannelli solari installati sul tetto, costituiscono una chiara testimonianza della volontà di rispettare l’ambiente. Il nostro impegno si è concretizzato anche dal punto di vista delle certificazioni ambientali, ottenendo, già dal 2003 quella Iso 14001 e quella Emas. Si tratta di investimenti strategici che arricchiscono l’attrattività e la competitività di Terme Antica Querciolaia”.

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Abbiamo incontrato il Signor Stuffer, amministratore della KWB Italia di Bolzano, durante Klimahouse e gli abbiamo rivolto alcune domande sulla KWB. Signor Stuffer, KWB è presente in Italia a Bolzano. Da quanto tempo e perchè proprio Bolzano? KWB, società austriaca leader nel settore del riscaldamento a biomasse, ha iniziato ad operare in Italia nel 1994 quando ha installato una caldaia a cippato funzionante ancora oggi perfettamente. La vicinanza con la casa madre e la lingua hanno avuto certamente un peso determinante nella scelta. Oggi sono più di 1500 le caldaie a pellet, cippato o legna installate e grazie alla tecnologia KWB l’Italia risparmia oltre 13 milioni di litri di gasolio da riscaldamento. Qual’è la gamma di prodotti disponibili per il mercato italiano? KWB significa forza (Kraft) e calore (Wärme) dalla biomassa (Biomasse) ed è sinonimo di sistemi di riscaldamento a biomassa innovativi. Dalla casa unifamiliare al condominio, attualmente in Europa 60.000 clienti si riscaldano con le caldaie KWB grazie ad un’ampia gamma di prodotti che comprende caldaie a pellet, a cippato e legna spaccata con una potenza compresa tra 8 e 300kW. I sistemi di estrazione e stoccaggio personalizzati completano l’assortimento e consentono la perfetta integrazione della caldaia a biomassa KWB con gli edifici disponibili presso il cliente. Di quale tecnologia sono dotate le vostre caldaie? Tutte le caldaie KWB sono dotate della regolazione con microprocessore Comfort 3 sviluppata internamente, che stabilisce nuovi standard riguardo al comfort di utilizzo. Tutto questo grazie ad un impegno costante nella Ricerca e Sviluppo. Già nel 2006 KWB aveva aperto il più grande e moderno centro privato di ricerca e innovazione sulla biomassa in Europa. Da allora 35 dei 205 collaboratori dell’azienda conducono ricerche e sviluppano soluzioni innovative per il riscaldamento a biomassa del futuro. Quali sono gli obiettivi per il futuro? KWB si è posta l’obiettivo di portare sul mercato ogni anno un’innovazione relativa al riscaldamento a biomassa. Per poter raggiungere questo obiettivo si investe fino al 10% del fatturato annuo in ricerca e sviluppo. In veste di partner di ricerca riconosciuto a livello internazionale lavoriamo in collaborazione con istituti prestigiosi come il Politecnico di Graz, il Fraunhofer-Institut, l’agenzia spaziale tedesca Deutsches Zentrum für Luft- und Raumfahrt e.V. (DLR) o l’Austrian Bioenergy Center.

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CERCASI INVESTITORI Importante gruppo italiano nel settore delle energie rinnovabili ricerca investitori per la realizzazione di un impianto di cogenerazione da biomasse legnose in Slovacchia

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aziende

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La macinazione industriale è Miller

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a Miller s.r.l. nata nel 2002 grazie all’esperienza maturata dal suo fondatore è a oggi una collaudata realtà specializzata nella produzione di macchinari e impianti “chiavi in mano” per la macinazione industriale in svariati settori merceologici. Il legno, cavallo di battaglia della nostra azienda porta ogni anno grandi soddisfazioni in termini di novità da inserire nella nostra produzione poiché la crescente domanda per nuovi impianti come la gassificazione e gli impianti pellet porta la MILLER S.r.l. a essere il punto di riferimento per molte aziende sia in Italia sia all’Estero. La nostra gamma è ampia e completa, dai macinatori (della serie TR) che hanno la capacità di ridurre varie tipologie di scarti come legno, plastica, cavi elettrici, carta e cartoni e altri materiali in granulometrie definite da vagli intercambiabili di varie

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misure. Dal prodotto finito si potrà così ottenere materiale calibrato da 10 a 100 mm anche partendo da materiali di grosse dimensioni. I raffinatori (della serie FRT E FRTV) sono in grado di ridurre gli scarti, precedentemente macinati e adeguatamente separati da materiali ferrosi per poi ridurre ulteriormente la granulometria in un prodotto calibrato da 2 a 15 mm. Nel settore legno per pellet, bric-

chetti nella plastica per il reinserimento nei cicli di produzione. I cippatori (della serie CI) sono macchine a rotore veloce in grado di macinare scarti di lunghezze che possono superare i sei metri come tronchi di legno, stoccate di carta ecc. e ridurre il materiale in pezzi in parte grossi secondo le esigenze. I cippatori Miller sono provvisti di nastro di carico o vibrante completamente automatico. I dosatori (della serie DOS) servono come accumulo di materiale in precedenza macinato. Sono provvisti di rastrelli idraulici che all’occorrenza dosano su nastri trasportatori la quantità di materiale sufficiente al buon funzionamento in linea di altri macinatori / raffinatori / caldaie. Recentemente abbiamo implementato la nostra gamma prodotti con un nuovo mulino a mazze (serie M) ha la capacità di ridurre varie tipologie di scarti come; legno, plastica, profili alluminio, mattoni da costruzione, lattine alluminio, schede elettriche, hard disk e altri materiali in granulometrie definite da vagli intercambiabili di varie misure. Dal prodotto finito si potrà così ottenere materiale calibrato. Non ultima per importanza, la nuova insaccatrice per pellet automatica (serie APKZ 1500.) pelletsnews

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industria

Impianto “chiavi in mano” In questo numero abbiamo il piacere di incontrare Alberto Carlesso, direttore commerciale presso l’azienda di famiglia, la Costruzioni Nazzareno srl, ditta costruttrice di impianti di produzione pellets e macchinari per il recupero di scarti industriali. Partiamo dall’inizio.

L

a Costruzioni Nazzareno è un’azienda nata nel 1988 dalla volontà del sig. Nazzareno Carlesso, che con una ventennale esperienza nel settore degli impianti di aspirazione e filtrazione, ha iniziato a progettare e costruire impianti per il recupero degli scarti di lavorazione industriale per le aziende del nostro territorio. Oggi però il core business dell’azienda sono gli impianti chiavi in mano per la produzione di pellets e sistemi di cogenerazione da biomassa. C’è una bel salto tra le due cose. Certamente, e questo infatti è sempre stato il punto di forza della nostra azienda, quello di continuare a crescere acquisendo un know-how sempre più ampio per adattarci alle richieste di un mercato che potremmo definire magmatico. Il nostro settore è sempre rimasto lo stesso, vale a dire il recupero degli scarti industriali, specialmente dell’industria del legno, ma con il tempo abbiamo sviluppato idee e progetti che permettessero di ampliare la gamma di

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soluzioni offerte. Dalle nostre officine sono uscite macchine compattatrici e macinatori, trasportatori, mulini, dosatori ed impianti sempre più complessi. Oggi avete all’attivo oltre 40 impianti completi “chiavi in mano” per la produzione di pellets in tutto il mondo, un traguardo non da poco. Questo risultato ci riempie d’orgoglio in quanto siamo stati tra i primi in Italia a credere ed investire in questo settore e ci ha permesso di acquisire una grande esperienza in questi anni. Quindi il vostro successo di oggi si può dire sia in buona parte merito della vostra storia passata. Diciamo che sicuramente, quando un cliente ci sceglie, lo fa per la nostra esperienza e soprattutto per le nostre referenze.Ma non dimentichiamo che siamo in un mondo estremamente dinamico, pieno di competitors agguerriti e validi. Risulta quindi indispensabile poter offrire sempre qualcosa in più degli altri. Per noi questo qualcosa in più

risiede nella nostra capacità di accompagnare il cliente durante tutto lo sviluppo del progetto, arrivando a fornire un impianto completo chiavi in mano che risponda e si adatti alle sue esigenze, nell’ottimo servizio di post-vendita e nell’elevato grado di automazione dei nostri impianti Quali sono nello specifico le caratteristiche che rendono la vostra azienda cosi competitiva. Riusciamo ad adattarci alle esigenze dei nostri clienti perché la quasi totalità dei macchinari che compongono l’impianto – e chiaramente nei macchinari sono inclusi anche i sistemi di carico e scarico, di trasporto e di aspirazione – vengono disegnati dal nostro ufficio tecnico e prodotti nelle nostre officine. Questo ci permette di poter adattare l’impianto alle specifiche necessità di ciascuno come fa un sarto quando cuce un vestito su misura. Il nostro efficiente servizio di post vendita, composto da tecnici con grande esperienza e disponibilità, assicura il massimo supporto ai nowww.pelletsnews.it


industria

stri clienti e permette di produrre in maniera continua. Altra caratteristica importante è l’alta automazione dei nostri impianti. Il software di gestione infatti viene impostato in base a specifiche richieste e necessità, e permette di tenere tutto sotto controllo da un pc che può essere fornito con il servizio di tele-assistenza su richiesta . Questo permette di ridurre al minimo il personale coinvolto nella produzione. Per fare tutto questo c’è bisogno però di un’azienda strutturata e flessibile. Certamente. E questo è possibile solo grazie ad un ottimo lavoro di squadra. Con la Nazzareno collaborano circa 150 persone tra impiegati, progettisti, metalmeccanici, collaboratori esterni specializzati e tecnici. Una ottima squadra che possiamo dire ormai ben rodata. In questo modo riusciamo ad essere al fianco del cliente a partire dalla progettazione fino al post vendita, rispondendo in maniera efficace e rapida alle richieste. Prima ha detto che una delle qualità della sua azienda è la capacità di adattamento ad un mercato in continua evoluzione. Come pensa si evolverà la situazione? Al giorno d’oggi bisogna sempre guardare avanti per capire in che

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direzione si muoverà il mercato anticipandone le esigenze. Viviamo in un mondo affamato di energia, che però ha preso coscienza dei limiti che ha lo sfruttamento irresponsabile di fonti energetiche non rinnovabili. Da questo punto di vista, il recupero, la trasformazione e l’ottimizzazione energetica di ciò che è un sottoprodotto costante e abbondante della nostra società quale il rifiuto, è sicuramente una valida alternativa per avere una produzione di energia costante, a basso costo, e a limitato impatto ambientale. Negli ultimi anni è diventato fondamentale per il nostro mercato riuscire ad ampliare la gamma degli ecocombustibili e per questo abbiamo pensato a soluzioni per il recupero degli scarti agricoli per la produzione di un tipo di pellets chiamato agripellets. Prendendo come esempio il caso delle potature di vite, che nel nostro paese sono uno dei sottoprodotti vegetali più abbondanti - si parla di circa 1,3 milioni di t/anno – abbiamo sviluppato una soluzione che permette di lavorare le sarmenti di vite direttamente nei vigneti per abbattere tutti quei costi che in un impianto sono maggiormente incisivi. Utilizzando un macchinario che raccoglie e trincia i sarmenti in modo che pos-

sano perdere l’umidità naturalmente e in tempi brevi e poi andando a produrre il pellets direttamente nella vigna, siamo riusciti ad ottenere un ecocombustibile che non contiene sostanze inquinanti di nessun tipo e con un potere calorifico di 4200 Kcal/ kg (con un rendimento superiore di circa il 40 per cento rispetto alla legna tradizionale). Sembra un idea interessante. Dove sarebbe possibile approfondire l’argomento? Sicuramente presso il nostro stand alla fiera Progetto Fuoco al padiglione 3 numero B18, e poi sul nostro sito internet www.nazzareno.it. Vi aspettiamo.

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il pellet nel mondo

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Il pellet MyFire® dal nord America alle case di tutta Italia

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l marchio MyFire, una start up subito affermatasi come eccellenza di questa industry, ha spiccato il volo verso la distribuzione di pellet in tutto il territorio nazionale, dopo lo sbarco in alcuni porti italiani. Il pellet MyFire®, marchio nato nel 2012 e dedicato al trading e alla distribuzione di prodotti Forestali per il riscaldamento domestico, ha contribuito anche a rendere più ecosostenibile l’Italia, con arrivi da Canada, Stati Uniti, Penisola iberica e Nord Europa grazie alla sua eccellenza qualitativa. Negli ultimi 4 mesi del 2013, infatti, sono state sbarcate diverse navi del biocombustibile MyFire® che poi è stato distribuito ai rivenditori di tutta Italia (isole comprese). E il mese di gennaio è particolarmente importante, con l’arrivo di nuove navi in particolare dagli Stati Uniti. Grazie ai solidi approvvigionamenti, a partnership di lungo termine con i maggiori produttori al mondo, alla qualità del prodotto (puro Abete bianco) e alla rete vendita capillare, il pellet MyFire® è diventato uno dei marchi leader del mercato ed è riuscito a conseguire , per primo in Italia , la prestigiosa certificazione di qualità ENPlus A1 a riconoscimento dell’alta qualità di tutta la filiera di tale biocombustibile. Il pellet MyFire® sta ridise-

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gnando i flussi di questo prodotto per il mercato Italiano, puntando principalmente alla materia prima proveniente dai boschi Nord Americani: “Siamo stati i primi a puntare sugli Stati Uniti, per quantità di materiale, capacità produttiva e solidità logistica vediamo il futuro di questo mercato spostarsi dalle produzioni del continente europeo, come tradizionalmente avveniva, a quello americano” dichiarano dall’ufficio commerciale di MyFire. Grazie al successo ottenuto, il MyFi-

re® è poi “sbarcato” anche sul mercato del Nord Italia con ricezione delle navi presso gli hub di Savona e Ravenna per consentire un approvvigionamento di prossimità e una filiera corta anche ai rivenditori del Nord. Il wood pellet MyFire® sarà esposto anche alla fiera internazionale Progetto Fuoco, che si terrà a Verona dal 19 al 23 Febbraio prossimi e alla quale partecipano diverse aziende italiane ed estere attive nella produzione degli impianti per la produzione di calore ed energia provenienti dalla legna e nella distribuzione delle attrezzature e delle materie prime impiegati a tale scopo. I wood pellet MyFire® prodotti di puro legno vergine derivante dalla trasformazione di materiali legnosi e prodotti in piccoli cilindri di 6 millimetri, sono al 100% naturali, e ad una elevata efficienza energetica uniscono una buona economicità, solitamente il risparmio è del 50% rispetto ad altre fonti di calore, e una ridottissima emissione di CO2. Il prodotto MyFire® attraverso i terminal di Gaeta, Savona e Ravenna è distribuito attraverso una piattaforma logistica robusta e flessibile, in modo da garantire l’approvvigionamento e le consegne anche durante i periodi di maggior richiesta, che vanno da ottobre a febbraio.

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7 gennaio 2014, Selma, Alabama

Zilkha, il pellet nero prende piede

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ilkha, società attiva nella produzione di pellet torrefatto, ha progettato la costruzione di un impianto di produzione di pellet torrefatto con una capacità produttiva di 275.000 tonnellate l’anno. Questo sarà il primo impianto per la produzione di pellet nero su larga scala. Il pellet torrefatto, infatti, si distingue dal pellet chiaro dal colore nero e per le fasi produttive differenti oltre che per caratteristiche di idrorepellenza. Vedi a tal proposito su questo numero l’articolo del professor Toscano. L’impianto sarà completato e pienamente operativo all’inizio del prossimo anno e sarà il più il primo grande impianto al mondo. Pulito, a bassa manutenzione, car-

possono perfettamente sostituire il carbone, che è attualmente la fonte primaria mondiale di energia. Zilkha ha aperto il suo primo impianto di produzione commerciale, con una capacità di 40.000 tonnellate all’anno, a Crockett, Texas nel 2010. burante alternativo Il pellet nero Zilkha è fatto di biomassa legnosa - compresso legno verde che viene pre-essiccato per ridurre il contenuto di umidità. Ha densità di energia superiore a quella pellets bianchi tradizionali, senza i rischi per la sicurezza, ed è impermeabile e questo permette di ridurre i costi di stoccaggio e di trasporto. Come un combustibile rinnovabile di prossima generazione, i pellets neri

Il pellet nero può sostituire senza problemi il carbone. Il carbone è la fonte energetica principale del mondo, fornendo ad esempio il 46% dell’energia negli Stati Uniti, dato che è ampiamente disponibile ed è economico. Tuttavia, la consapevolezza dei sempre maggiori rischi per la salute umana e le emissioni nocive associate alla produzione di elettricità da carbone, pone attenzione sull’uso di combustibili alternativi.

INSACCATRICE AUTOMATICA PER PELLET MODELLO PMM APKZ 1500 CARATTERISTICHE TECNICHE: - Nastro di scarico - Nastro di alimentazione - Macchina per la formazione Di sacchi misurati e la chiusura Degli stessi quando sono pieni - Dimensione dei sacchi in Polietilene - Bilancia elettronica Sincronizzata con plc - Saldatura - Potenza motore - Potenza scaldatore - Voltaggio - Pressione aria - Capacita’ macchina - Peso - Dimensioni

2m 1,8 m

450x150x700 (650)

5,5 mm 4,5 kw 1,3 kw 3x380 v 50 hz 6-8 bar 4-8 sacchi/min. 1400 kg 5000 x 2600 x 3800 mm


impianti

100° gassificatore Burkhardt installato a Santa Sofia Q

uattro anni fa, nel 2010, abbiamo fornito il nostro primo gassificatore di legna con alimentazione a pellets del tipo V3.90. Con orgoglio possiamo presentare il centesimo impianto di questo tipo e consegnato al suo nuovo proprietario in Italia. Il centesimo gassificatore di legna della ditta Burkhardt è ubicato a Santa Sofia, che si trova a circa un’ora da Rimini verso l’interno del paese. La realizzazione dell’impianto, dalla programmazione alla costruzione dell’edificio in posizione collinare fino alla consegna, è stata effettuata nell’arco di 10 settimane. I lavori sono terminati e l’impianto è stato affidato infine al nuovo proprietario. Insieme al nostro impianto cogenerativo alimentato a gas di legna, la centrale arriva ad un rendimento termico di 270 kWh. Questo è quanto basta per poter approvvigionare di calore, attraverso la rete di teleriscaldamento a corto raggio, diverse aziende industriali locali. La corren-

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te elettrica prodotta altresì dalla centrale viene ceduta, a titolo remunerativo, alla rete elettrica pubblica. L’utilizzo di pellets di legno quale combustibile rende il gassificatore di legna Burkhardt unico nel suo settore. Utilizzando questi pezzetti di legno pressati standard si possono risparmiare i costi che altrimenti sarebbero da sostenersi per la pre-

parazione, per esempio, di cippato che serve per il processo di gassificazione. Da notare anche che si evitano i costi per l’essiccamento e per le dispendiose modalità di stoccaggio. Infatti il pellet richiede minore spazio nello stoccaggio per via della compressione che riduce del 50% lo spazio necessario per immagazzinare il combustibile.

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mercato

Centomila tonnellate di pellet da una segheria russa L’

azienda forestale svedese RusForest AB ha annunciato l’inizio della produzione di pellet presso la segheria LDK-3 ad Arkhangelsk, nella regione nordoccidentale della Russia. Nel dicembre 2010, RusForest ha acquisito l’86% di LDK-3, una segheria situata nella città di Arkhangelsk, nella Russia nordoccidentale, e il 100% di Infa. Da allora RusForest ha acquisito un ulteriore 8% di LDK-3 e ora possiede il 94% della società. LDK-3 è uno delle più grandi segherie ad Arkhangelsk, con una capacità produttiva annua di 120.000 m3 di legno segato e 22.000-24.000 m3 di prodotti piallati. La posizione geografica strategica di LDK-3 permette l’approvigionamento delle materie prime per via ferroviaria, per nave (chiatte o ponte mobile) o

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per strada. RusForest ed il suo partner, AS HEKOTEK, stanno completando la costruzione delle linee produttive e l’impianto sta entrando in una fase di test-produzione. “Mi congratulo con il nostro team di progetto che ha permesso di avviare la pressa prima del previsto”, ha detto Matti Lehtipuu, CEO di RusForest. “Il lancio della produzione di pellet accelera il nostro cammino verso la redditività e ci dà una base solida per sviluppare ulteriormente le nostre attività ad Arkhangelsk, incluse le opzioni di revisione per la segheria stessa.” HEKOTEK è una società, attiva nel corso degli ultimi anni, nello sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche per l’industria della lavorazione del legno e la produzione di pellet di le-

gno. Questo ha consentito all’azienda la possibilità di dotare RusForest di un “impianto per la produzione di pellet di nuova generazione”, ha detto Lehtipuu. L’impianto è ora nella fase iniziale di sperimentazione per mettere a punto l’impianto e regolare il processo. Dopo la fase di test, l’impianto, costato 12 milioni di €, quando raggiungerà la piena capacità produttiva, cioè entro la fine di marzo, produrrà 100.000 tonnellate di pellets di derivazione da segherie. I pellet saranno esportati in Europa e permetteranno a RusForest di monetizzare i sottoprodotti della sua segheria. RusForest, prima di contemplare futuri progetti, aspetta il pieno successo della funzione di Arkhangelsk.

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ricerca

Biocombustibili solidi mediante torrefazione L

’uso delle biomasse solide come fonte energetica è spesso criticato per una serie di ragioni legate alla bassa densità energetica dei prodotti e all’impatto ambientale causato da alcuni sistemi di conversione energetica (emissioni in atmosfera di sostanze inquinanti). Queste osservazioni trovano delle ragioni specie se le biomasse considerate sono soprattutto quelle di minor pregio, quali le residuali di alcune lavorazioni di intervento forestale, del verde urbano, dell’agricoltura e del settore agroalimentare. Normalmente queste biomas-

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se contengono molta umidità e si presentano con granulometria grossolana e molto variabile, con conseguenze negative sulla densità energetica. Tale fattore migliora, solo in parte, ricorrendo alla pellettizzazione della biomassa grezza, con la quale si aumenta la massa volumica e si riduce il contenuto di umidità.

In generale, le biomasse solide presentano una costituzione chimica molto variabile composta di emicellulosa, cellulosa, lignina e di sostanze organiche varie. Tali frazioni, ciascuna delle quali ulteriormente contraddistinta da un certo grado di eterogeneità, assumono comportamenti differenti in fase di combustione. Pertanto, per essere utilizzate in modo ottimale, efficiente e con ridotto impatto ambientale necessitano di condizioni molto diverse di combustione, che gli impianti termici riescono a soddisfare solo in parte. www.pelletsnews.it


ricerca

Considerati questi aspetti, da alcuni anni sono in corso delle esperienze industriali sulle biomasse che mirano a migliorarne e standardizzarne le caratteristiche attraverso il processo di torrefazione. Sostanzialmente, si tratta di un trattamento termico, differente da quello realizzato per il caffè (tostatura), in cui la biomassa è sottoposta ad una temperatura compresa tra i 200 e 300 °C, in assenza di ossigeno e per un tempo variabile (in media tra 20 e 60 minuti). Nel corso di questo trattamento alcune componenti organiche, soprattutto le emicellulose e le lignine leggere si separano dalla parte solida per volatilizzazione, producendo un miscuglio gassoso: il gas di torrefazione. La restante parte costituisce il torrefatto, circa il 70-80% della biomassa anidra iniziale, contraddistinto da una composizione chimica molto più omogenea, più ricca in carbonio e povera in ossigeno. Queste caratteristiche, unite al basso contenuto di umidità, rendono il torrefatto un prodotto con un elevato potere calorifico ed elevata densità energetica (tabella). Inoltre, le modifiche chimiche che avvengono durante la torrefazione conferiscono alla biomassa caratteristiche di minore resistenza meccanica, rendendo il materiale più fragile e facile da macinare (minor consumo di energia), di maggiore idrofobicità e ne incrementano la stabilità nei confronti degli agenti biotici così da permetterne stoccaggi più lunghi nel tempo, impedendo il degrado biologico e la perdita di potere energetico. La letteratura propone molte tipologie di schemi di processo ed impianti di torrefazione. Essendo il trattamento energivoro, in tutte le soluzioni proposte si presta attenzione ai possibili recuperi energetici all’interno della stessa fase di produzione. Tra questi i gas di volatilizzazione che, contenendo anche il 10-15% dell’energia presente nella biomassa iniziale, possono essere impiegati come combustibile per la produzione di energia termica di processo. Negli impianti ben dimensionati questo contributo spesso è sufficiente per sostenere il

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Cippato di Pellet di legno legno Densità energetica (GJ/m3)

3-5

9 - 11

Pellet di torrefatto Carbone di legno 14 - 18

18 - 24

Schema per la torrefazione delle biomasse processo, richiede solo una limitata integrazione di gas fossile ausiliario (vedere figura). Al di là della scelta impiantisca e di processo, il risultato importante della torrefazione è la produzione di un biocombustibile con caratteristiche omogenee e standardizzate, che lo rendono di interesse sia per un utilizzo tal quale che come possibile prodotto per la co-combustione con il carbone. A seconda della tipologia di biomassa da sottoporre alla torrefazione possono cambiare le condizioni di processo, in particolare le temperature ed tempi di trattamento. Questo aspetto è oggetto del lavoro di ricerca del Laboratorio Biomasse dell’Università Politecnica delle Marche (www.laboratoriobiomasse.it) che sta portando avanti

alcune sperimentazioni sulla torrefazione di biomasse residuali dell’agricoltura e dell’agroindustria. I primi risultati di questa attività saranno a breve pubblicati su alcune riviste scientifiche del settore e serviranno per sviluppare un primo prototipo di reattore.

Giuseppe Toscano Dipartimento D3A Università Politecnica delle Marche

Quadro informativo Densità energetica: si intende l’energia contenuta nell’unità di volume di combustibile. Questo parametro viene misurato in MJ/m3 ed assume grande rilevanza soprattutto per valutare la convenienza nel trasporto e nello stoccaggio dei prodotti combustibili. Maggiore è la densità energetica di un combustibile, minori sono i costi economici, energetici ed ambientali del prodotto. Seguono in tabella alcuni valori indicativi di densità energetica di prodotti legnosi: cippato di legno, pellet di legno e torrefatto di un pellet di legno.

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il pellet eventi nel mondo

Da bosco e territorio nasce il progetto Boster I

l 2014 segna la nascita di un nuovo progetto fieristico per il settore delle filiere del legno.

Il progetto BOSTER Già dal 2002, con cadenza biennale, si tiene in provincia di Torino la manifestazione BOSTER, acronimo di Bosco e Territorio, kermesse “tutto all’aperto” dedicata ai lavori in bosco e alla valorizzazione della risorsa legno. Boster dopo poche edizioni diviene il principale evento in Italia del mondo forestale e, recentemente, da parte della Regione Piemonte ottiene la qualifica di “fiera internazionale” visto l’interesse dimostrato da aziende e pubblico. BOSTER, già nel proprio nome, bosco e territorio, rimanda al legame tra il bosco con le sue risorse ed il territorio, ovvero le comunità e le economie che a queste risorse, principalmente il legno, si legano. Punto di forza della manifestazione è l’innovativa “filosofia espositiva”. Tutti gli step delle filiere legno – energia e legno – edilizia, vengono illustrate lungo un percorso di visita arricchito da un format che prevede le dimostrazioni di macchine ed at-

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trezzature per la prima lavorazione del legno, la possibilità di vedere gli apparecchi termici a biomassa in funzione e gli esempi di tecniche costruttive con il legno. Ma la marcia in più di BOSTER è che le filiere del legno, le filiere corte, vengono presentate nel loro ambiente, nell’esatto contesto da cui queste iniziano, il bosco appunto. BOSTER è quindi una fiera che abbandona i quartieri fieristici urbani per andare verso gli utenti, professionisti od hobbisti che siano, ed incontrarli nei luoghi dove questi vivono, lavorano e sostengono le economie del legno. È da questo diverso approccio e dalle tante richieste giunte da parte di aziende e utenti che, a partire da quest’anno, BOSTER ha scelto di presentarsi al pubblico in due edizioni: Boster nord-est e Boster nord-ovest, per le regioni, italiane ed estere dell’intero arco alpino. La manifestazione BOSTER con la sua formula espositiva “outdoor”, inserisce nel reale contesto operativo macchine, attrezzature e servizi funzionali alle

filiere bosco – legno: dall’approvvigionamento alla prima lavorazione del legno a fini energetici o a fini strutturali, mettendo in evidenza i benefici della filiera corta ed il valore ambientale di questa risorsa. La manifestazione fieristica è rivolta all’utenza tecnica, professionale e hobbistica dei prodotti e servizi delle filiere del legno (legno – energia e legno – edilizia) ma anche a quanti sono interessati alle opportunità che questa risorsa offre, dal riscaldamento domestico fino alla costruzione di edifici in legno BOSTER nord – est e BOSTER nord – ovest si candidano a divenire il doppio appuntamento di riferimento per le aziende del settore che vogliono promuoversi in modo capillare e specifico per tutto il territorio dell’arco alpino e delle regioni transfrontaliere.

Per informazioni Segreteria organizzativa Paulownia Italia srl – Venezia Mestre tel. 041 958672 – fax 041 920592 web : www.fieraboster.it email : info@fieraboster.it www.pelletsnews.it


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Notizie dal mondo

Volvo utilizza la biomassa per il suo stabilimento di Braås

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olvo Group ha completato straordinariamente la realizzazione del processo di produzione di veicoli pesanti, senza emissioni nocive e senza alcun apporto che possa contribuire all’effetto serra. Alla fine di dicembre 2013, il sito di Volvo Construction Equipment a Braås, Svezia, ha completato il suo percorso per diventare un sito senza emissioni al biossido di carbonio.

È il primo impianto al mondo per la produzione di macchinari pesanti, ad essere alimentato interamente da energia rinnovabile . Il sito di 45.000 m2 specializzato nella progettazione e produzione di dumper articolati, è ora alimentato interamente da energia elettrica proveniente da eolico, biomasse e idroelettrica . La realizzazione segue le orme della struttura Volvo Truck Group a Gand, in Belgio, che ha fissato lo standard per emissioni zero nella produzione industriale già nel 2007. E proprio come Gand è diventato il primo impianto carbon neutral nel settore automotive, Braås diventa il primo nel proprio settore di veicoli pesanti.

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“Il rispetto dell’ambiente, come uno dei nostri valori fondamentali, dice tutto ciò che facciamo in Volvo”, afferma Niklas Nillroth, vice presidente del Core Value Management & Corporate Social Responsibility di Volvo CE. “Siamo estremamente orgogliosi che il Gruppo Volvo sia all’avanguardia, non solo in un settore, ma due. Il primo passo a Braås, nei confronti carbon neutrality, è iniziato nel 1999, quando Volvo ha commissionato al proprio fornitore di energia locale, Växjö Energi AB, l’installazione di un impianto di teleriscaldamento, alimentato da trucioli di legno, per fornire il riscaldamento centralizzato per i propri dipendenti e per gli abitanti della città. La città di Braås ha poi aderito a un’iniziativa del Gruppo Volvo nel 2007, che ha visto il passaggio all’elettricità verde (cioè prodotta da fonti rinnovabili). Queste prime due iniziative hanno portato il livello del sito di neutralità CO2 all’ 87% nel 2008 , con la spinta finale per raggiungere il 100 per cento iniziata due anni fa. Lo staff ha individuato come la più grande fonte di consumo di energia

fossero i bruciatori a gas di petrolio liquefatto, che sono stati utilizzati per riscaldare i forni di trattamento antiruggine a 60°. Questi sono stati sistematicamente sostituiti da settembre 2013 dal teleriscaldamento. I bruciatori nel reparto verniciatura di componenti, che raggiungono temperature di 120°, ora sono alimentati da un sistema di riscaldamento elettrico da fonti rinnovabili. Inoltre, i carrelli elevatori diesel del sito sono stati sostituiti con modelli di batteria elettrica. Nel frattempo, i locali e 1.000 dipendenti del sito di Växjö Energi AB sono riscaldati con l’impianto di teleriscaldamento, alimentato solo con biomassa , mentre in precedenza era alimentato con derivati dal petrolio, anche durante le ore di punta e la manutenzione . “Questo è un risultato straordinario, guidato dalla dedizione e la tenacia dei dipendenti di Braås “, dice Nillroth . «Ma non avremmo potuto raggiungerlo, senza la pronta disponibilità di energia pulita in Svezia e il sostegno della nostra comunità locale”.

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mercato

Sempre più pellet USA sbarca in Europa L

e esportazioni di pellet dal Nord America sono aumentate costantemente negli ultimi due anni, dopo aver più che raddoppiato dalla fine del 2011, secondo la North American Review. Le spedizioni nordamericane di pellet di legno sopra l’Atlantico hanno continuato ad aumentare anche nel secondo trimestre 2013 con volumi più del doppio rispetto a quelli dello stesso periodo 2011. Le spedizioni verso i principali consumatori in Europa , il Regno Unito , sono destinate a ridursi nel prossimo anno a causa della chiusura di un importante impianto a biomasse nel Regno Unito. I Volumi di pellet esportati dal Nord America verso l’Europa continuano a salire anche nel secondo trimestre 2013, il che dimostra una crescita costante negli ultimi due anni, secondo i dati di WRI e riportati nel North American Review ( NAWFR ). In questo arco di tempo, i volumi di pellet esportati verso l’Europa sono più che raddoppiati, passando da poco più di 500.000 tonnellate nel

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3Q/11 a oltre 1,1 milioni di tonnellate nel 2Q/13. La maggior parte dell’aumento delle esportazioni negli ultimi due anni provengono dal Sud degli Stati Uniti, mentre le esportazioni dell’altra principale regione, la British Columbia, sono cresciute ad un ritmo piuttosto modesto dall’inizio del 2011. Nel 2Q/13, i volumi pellet esportati dal Canada sono simili rispetto al trimestre precedente, il che è dovuto sostanzialmente ad impianti che già operano a pieno regime. Con una capacità aggiuntiva grazie a nuovi impianti in British Columbia, Ontario , Quebec e Nova Scotia, le esportazioni di pellet dal Canada probabilmente aumenteranno in modo significativo nel prossimo anno. Ad oggi, la quota del totale delle esportazioni dal Canada verso l’Europa rappresentano il 38% nel 2Q/13, riducendo sensibilmente la quota che era del 62 % solo due anni fa . Negli Stati Uniti del Sud, i volumi

di pellet destinati all’esportazione nel 2Q/13 sono aumentate del 16% rispetto al trimestre precedente, a poco più di 700.000 tonnellate. Nella seconda metà del 2013, i dati commerciali pellet risentiranno anche delle spedizioni supplementari provenienti da porti degli Stati Uniti Gulf Coast in Texas e Alabama, dove alcuni nuovi impianti hanno iniziato le loro operazioni commerciali. Il Regno Unito è il principale importatore di pellet proveniente dal Nord America. Tuttavia, le spedizioni di pellet dal Nord America nel Regno Unito probabilmente hanno raggiunto un picco nel 2Q/13 di quest’anno. Infatti la principale centrale elettrica a biomasse di RWE a Tilbury che utilizzava pellet per la produzione di energia elettrica, ha chiuso nel mese di agosto 2013. Le centrali elettriche che utilizzano pellet nel Regno Unito sono ancora in fase di crescita per aumentare i propri volumi nei prossimi anni, ma la crescita non potrà continuare ad un ritmo così elevato come si è visto negli ultimi due anni.

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