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V1/3-07-2010

realizzazione Oriano Rinaldo

Buen camino ... siempre

La freccia gialla e la conchiglia

Ricorda che la miglior guida per il cammino di Santiago è seguire la flecha amarilla y la concha

www.pellegrinibelluno.it

mesetas

www.caminodesantiago.consumer.es

• • • •

Cartina di ogni tappa con profilo altimetrico e distanze Descrizione delle tappe e delle cose interessanti da vedere Ostelli lungo il percorso e n° di telefono Piccolo spazio per appunti di “Camino”

(... ma poi sarete voi a decidere se farne di più o di meno)

itinerario in 31 tappe

la via francese

Guida al “camino de Santiago”

Leòn

www.pellegrinibelluno.it

1

- a tappa

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www.pellegrinibelluno.it - il cammino di Santiago ... e oltre di Oriano Rinaldo - info@pellegrinibelluno.it

da tappa

1^ parte: St.Jean Pied de Port - Leòn

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RONCESVALLE - ZUBIRI

ZUBIRI - PAMPLONA

PAMPLONA - PUENTE LA REINA

PUENTE LA REINA - ESTELLA

ESTELLA - TORRES DEL RIO

TORRES DEL RIO - LOGROÑO

LOGROÑO - NÁJERA

NÁJERA - S.to DOMINGO DE LA CALZADA

S.to DOMINGO DE CALZADA - BELORADO

BELORADO - SAN JUAN DE ORTEGA

SAN JUAN DE ORTEGA - BURGOS

BURGOS - HONTANAS

HONTANAS - BOADILLA DEL CAMINO

BOADILLA DEL CAMINO - CARRIÓN de los CONDES

CARRIÓN de los C.- TERRADILLO de los Templarios

TERRADILLO de los Templarios-EL BURGO RANERO

EL BURGO RANERO - LEÓN

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St. JEAN - VALCARLOS - RONCISVALLE

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TOTALE >>

S. JEAN PIED DE PORT - RONCISVALLE

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tappa 25,7

25,7

67,6 91,6 113,6 142,6 162,6 188,6 209,6 231,6 255,6 284,9 316,0 344,5 369,1 395,7 426,3 463,4

20,4

24,0

22,0

29,0

20,0

26,0

21,0

22,0

24,0

29,3

31,1

28,5

24,6

26,6

30,6

37,1

463,4

47,2

21,5

27,0

Km percorsi

KM tappa

0,0

37,1

67,7

94,3

118,9

147,4

178,5

207,8

231,8

253,8

274,8

300,8

320,8

349,8

371,8

395,8

416,2

437,7

Km mancanti

1^ parte (da tappa 1 a 18) da St Jean Pied de Port - Leòn

Si può spezzare in 2 tappe

Ci si pùò fermare a Los Arcos

La via bassa

La via Alta

note

E’ noto che la maggior parte dei pellegrini non fanno il cammino per intero, chi per ragioni di tempo, chi per scelta, chi perchè pensa di farlo in più riprese. Così ho pensato di dividere la guida in due opuscoli: 1° - St. Jean Pied de Port - Leòn. 2° - Leòn - Santiago de Compostela. In questo modo ognuno stampa la parte che interessa ... chi poi il cammino lo percorrerà per intero, non deve fare altro che stampare entrambi gli opuscoli. Così facendo si riduce l’ingombro, si facilita la composizione dell’opuscolo ... e si rende il tutto più maneggevole e pratico durante il cammino.

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Il pellegrinaggio a Santiago de Compostela ebbe una rapida diffusione nel mondo cristiano, nel quadro del rifiorire della spiritualità che caratterizzò l'inizio del secondo millennio. Dante Alighieri (Vita Nova, XL, XXIV) parla di tre grandi vie di pellegrinaggio: - una diretta a Gerusalemme - i pellegrini erano detti "palmieri" (le palme d'oltremare); la palma era anche il simbolo del pellegrinaggio. - una diretta a Roma - i pellegrini erano detti "romei" (da Roma); il simbolo era la croce. - una diretta a Santiago - erano i "pellegrini" propriamente detti (il luogo più lontano, più peregrino); il simbolo era la conchiglia. Le grandi direttrici dei tre grandi pellegrinaggi del mondo cristiano erano costituite da: - un insieme di vie che, attraversando la Francia su più tracciati, confluivano a Roncesvalles e a Puente la Reina, per dirigersi a Santiago de Compostela - un altro insieme di vie che, provenendo da diverse località europee, confluiva nella Via Francigena fino a Roma; chi andava in Terrasanta proseguiva lungo l'antica via Appia fino ai porti pugliesi. Questa stessa via era utilizzata, in direzione opposta, dai pellegrini che, partiti dall'Italia diretti a Santiago, valicavano le Alpi e si immettevano nella Via Tolosana. Il pellegrinaggio verso Santiago ebbe periodi di maggiore o minore partecipazione. Fu sostenuto e promosso soprattutto dalla componente più illuminata ed evangelica della Chiesa. Nel secolo XVIII iniziò un progressivo declino. La maggior parte delle strutture di accoglienza cadde in abbandono; altre cambiarono destinazione d'uso. Una ripresa è iniziata negli anni '80. Un decisivo contributo è stato dato dalla visita del papa Giovanni Paolo II a Santiago nell'anno 1989, in concomitanza con l'incontro mondiale della gioventù: mezzo milioni di giovani convennero a Santiago da ogni parte del mondo, e fu la maggior concentrazione di pellegrini mai registrata. Da allora il flusso dei pellegrini è aumentato progressivamente e in modo inarrestabile, tanto che, nei mesi estivi, si creano spesso situazioni di eccessivo affollamento negli albergue esistenti, nonostante le strutture temporanee aggiuntive che vengono allestite dai Comuni, dalle Parrocchie, dalle Associazioni. Il 23 ottobre 1987 il Consiglio d'Europa ha dichiarato i percorsi che portano a Santiago "itinerario culturale europeo", mettendo a disposizione risorse economiche per segnalare convenientemente il cammino, ristrutturare e costruire i rifugi per alloggiare i pellegrini; nel 1993 l'UNESCO li ha dichiarati "patrimonio dell'Umanità".

taleri: tra essi principalmente i Templari (fino al loro scioglimento - secolo XIII). Molti re e personaggi noti effettuarono il pellegrinaggio: San Francesco fu uno di questi.


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Il pellegrino alla partenza si spogliava degli averi e spesso doveva vendere o ipotecare i beni per potersi finanziare il viaggio. Faceva testamento e dava disposizioni per il governo del patrimonio in sua assenza. Spesso la Chiesa interveniva attivamente in questa funzione di tutela. Questo stato particolare conferiva al pellegrino un particolare prestigio. La scelta di fare un pellegrinaggio era generalmente una libera decisione personale: - per chiedere una grazia - per adempiere ad un voto - per una ricerca religiosa personale Tuttavia in molti casi era imposto come pena dal giudice o come penitenza dal confessore per colpe o peccati di particolare gravità. Chi era ricco poteva mandare una persona a fare il pellegrinaggio per proprio conto. I pellegrini viaggiavano solitamente in gruppo, per sostentarsi e proteggersi reciprocamente: i pericoli erano rappresentati dallo stato spesso precario delle strade, dalle catastrofi naturali e soprattutto dai banditi che infestavano le strade. Lungo il percorso si sviluppò una rete di servizi per il sostentamento dei pellegrini: chiese, monasteri, alloggi, ospizi, ospedali, locande, molti dei quali ancora visibili ai nostri giorni. Lungo il cammino nacquero paesi e città, furono costruite strade, ponti. Della protezione dei pellegrini dagli assalti dei briganti si occuparono per un lungo periodo molti ordini ospi-

I penitenti religiosi realizzavano il cammino mossi da una necessità personale, sentivano un desiderio incontenibile di visitare il luogo nel quale riposavano i resti dell'Apostolo Santiago per ottenere una relazione personale con lui.

Lungo i diversi itinerari che portano a Santiago di Compostela sono transitate persone di qualsiasi indole e condizioni: pellegrini di buona fede, per condanna giudiziaria o canonica, giullari, mendicanti, vagabondi, avventurieri, profughi, banditi...

I Pellegrini

Giacomo, figlio di Zebedeo, pescatore, era uno dei 12 apostoli, come il fratello Giovanni l'Evangelista. Dopo la resurrezione di Cristo per molti anni girò la penisola iberica per compiere l'opera di evangelizzazione. Tornato in Palestina fu fatto decapitare dal re Erode Agrippa, che temeva che l'apostolo acquisisse un eccessivo potere; i suoi discepoli Attanasio e Teodoro ne raccolsero il corpo e lo trasportarono segretamente con una nave nei luoghi della predicazione. Sbarcati nei pressi di Finisterre si addentrarono in Galicia e gli diedero sepoltura.Nei secoli successivi si perse traccia del sepolcro. Nell'anno 813 l'eremita Pelayo vide, per molti giorni successivi, una pioggia di stelle cadere sopra un colle. Una notte gli apparve in sogno San Giacomo che gli svelò che il luogo delle luci indicava la sua tomba. L'abate rimosse la terra che nei secoli si era depositata e scoprì il sepolcro. Ne diede notizia al Vescovo locale Teodomiro che confermò la veridicità dell'accaduto. La notizia giunse presto al papa ed ai principali sovrani cattolici dell'epoca. Di qui iniziò il culto di Santiago (il nome è la contrazione di San Giacomo). Fu costruita una piccola chiesa sul luogo del sepolcro; ben presto sorse intorno una città che fu denominata Santiago de Compostela (da campus stellae)

La storia di Santiago de Compostela (….una delle tante versioni)

1504 mt s.l.m.. 221 ore 194 ore 1.174.243 Km 87 Km 862

La quota altimetrica più alta raggiunta (tappa n°22) a la “Cruz de ferro” Ore di marcia previste (alla media di 3,5Km/h) Ore di marcia previste (alla media di 4,0Km/h) n°di passi (media di 66cm a passo) Ultime tre tappe (da Santiago a Finisterre) Totale percorso da da S.Jean Pied-de-Port a Finisterre

http://caminodesantiago.consumer.es/albergues/ http://www.infocamino.com/ http://www.pellegrinibelluno.it http://www.pellegrinibelluno.it

Sito dove trovare informazioni aggiornate sugli albergue del camino Sito italiano per informazioni sul cammino Sito italiano dove scaricare questa guida

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Altimetria del percorso completo

http://caminodesantiago.consumer.es/

Kg

Sito della guida originale

Data arrivo a Santiago

Data partenza

Peso dello zaino

Dati Personali

19,1 km

Tappa più corta (la n°30). Arrivo a O PEDRUOZO

Kg

37,1 km

Tappa più lunga (la n°18). Arrivo a LEÓN

Peso al ritorno

25,0 km

Media km giornalieri

Kg

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Tappe previste

Peso alla partenza

775 km

Lunghezza totale “camino” da S.Jean Pied-de-Port a Santiago

... Un po’ di numeri prima di partire!

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Arco de St.Juan

Casa Marcelino Calle Elizaldea, 1 Localidad: Valcarlos Tel.: 948 790063 Fax: 948 790186 Albergue de Luzaide/Valcarlos Plaza de Santiago. Ubicado en la planta baja de las escuelas. Localidad: Valcarlos 948 79 01 89, auque es mejor llamar al teléfono del Municipio (948 79 01 17)

Usciamo da ST. Jean passando sotto la porta di St. Juan e superato il ponte sul fiume Nive proseguiamo dritti lungo la Rue d'Espagne. Quando usciamo dalle mura della cittadella, troviamo alla nostra de-

Questo è considerato il percorso alternativo per arrivare a Roncisvalle, da prendere in considerazione nel caso di brutto tempo, oppure qualora si volesse evitare la durezza del percorso "classico" Pirenaico, dovuto al forte dislivello. Se qualcuno lamenta una scarsa preparazione fisica, al fine di evitare un brusco impatto con il cammino, la tappa potrebbe essere "spezzata" in due, facendo sosta a Valcarlos. [uscita da StJean]

Albergue Itzandegia Real Colegiata de Roncesvalles Roncesvalles (Navarra) 948 760000

Hostal Maitena Direccion: C/ Elizaldea, s/n Localidad: Valcarlos telefono: 948 790210

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Albergue Le Chemin vers l'Etoile Rue d'Espagne Saint Jean Pied de Port (Francia) +33 (0)5 59 37 20 71

Albergue de los peregrinos - Valcarlos - Roncisvalle

L'Esprit du Chemin 40, rue de la Citadella Saint-Jean-Pied-de-Port +33 (0)5 59 37 24 68

Albergue de los peregrinos - St Jean Pied de Port

St. Jean - Valcarlos - Roncisvalle / km 27,0

Albergue Accueil Pelerin Rue de la Citadelle, 55 Saint Jean Pied de Port (Francia) +33 559 370 509

1/a terzo testa timbro toilette tonno torrone torta treno trota tu tuo uccello ufficio postale ufficio turistico ultimo uomo uovo uscire uscita uva velocemente venerdì verso verso il basso verso l'alto vescica viale vicino vietato vino vino bianco vino rosso voi vorrei un biglietto vostro yogourt zaino zucchero tercero cabeza sello servicio atùn trurròn pastel, tarta tren trucha tu tuyo pajaro correos oficina de turismo ultimo hombre huevo salir salida uva rapido viernes hacia abajo arriba ampolla avenida cerca prohibido vino vino blanco vino tinto vosotros quisiera un billete vuestro yogùr mochila azucar

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quartiere quarto quinto rifugio riposarsi riposarsi riso ruscello russare sabato sale salire salire salmone salsiccia fresca salsiccia rossa salsiccia stagionata salumi scendere scendere schiena scusi secco secolo secondo sempre dritto sentiero sesto settembre settimo sindaco sinistra sinistra sole spiaggia spinaci spuntino da bar stanco stazione strada strada di campagna strada di città succo di frutta suo tarjeta tenere

barrio cuarto quinto albergue descansar descansar arroz arroyo roncar sàbado sal subir subir salmon salchicha chorizo salchichon charcuterìa bajar bajar espalda perdòn seco siglo segundo todo recto senda sexto setiembre septimo alcalde izquerda izquerda sol playa espinacas tapa cansado estaciòn carretera, ruta, camino pista, carreterita calle zumo su carta di credito tenèr

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Da vedere: St.Jean Pied de Port deve il suo nome alla sua posizione strategica ai piedi dei Pirenei considerato la “porta” d’accesso per la Spagna. Fondata nel XI secolo faceva parte del regno di Navarra. Nel XVI secolo passò sotto il dominio Francese ed è parte della regione di Aquitania. Il centro storico cresciuto sulla altura intorno alla Rue de la citadelle conserva il suo aspetto di borgo medievale. Circondata da mura in pietra che ne facevano una città Chiesa di Santa Maria la Real fortificata è dominata dall’alto dal castello da dove si gode di una splendida vista panoramica. La rue de la citadelle si sviluppa da Porta de San Ja-

stra un'area a parcheggio auto. Proseguiamo dritti in salita, seguendo la direzione del chemin de St. Jaques come indicato da una tabella posta di fronte a noi sulla sinistra. Dopo un centinaio di metri arriviamo ad un bivio. Una tabella bianca fissata su un palo alla nostra sinistra indica due itinerari: il n° 1 che prosegue dritto verso la parte alta del cammino. il n° 2 che gira a destra per le chemin de Mayorga. Prendiamo il n° 2 ; direzione a DESTRA. Più avanti, si comincia a scendere fino al punto in cui la via si immette nella D-933. Da qui proseguiamo sul ciglio della statale per 1 km scarso fino a quando sulla nostra destra troviamo una deviazione in discesa che come indica un cartello bianco fissato su un palo della luce, fa proseguire il nostro cammino per vie secondarie e più tranquille verso Arneguy. Al primo paese che incontriamo al confine tra Francia Spagna in prossimità di Arneguy troviamo anche un supermercato per eventualmente rifornirci di pane, acqua o altro (percorsi 6 km). Dopo poco più di 1Km entriamo a Pekotxteta / Arneguy, da dove proseguiamo sempre per stradine secondarie verso Luzaide/Valcarlos (percorsi 11,5 km). A Valcarlos vi è un solo Albergue per pellegrini (ostello) con 24 posti gestito dal municipio. In alternativa ci sono anche due Hotel privati: l'Hostal Maitena o l’Hostal casa Marcelino dove si puo’ anche cenare. Questi hotel non praticano certo prezzi da "ostello" per pellegrini, ma come prima tappa, può andar bene e ci si abitua piano piano ad Piazzetta di Valcarlos entrare nel clima del cammino. Dopo Valcarlos si prosegue per circa 7 km sul ciglio della strada statale fino a quando incrociamo alla nostra sinistra un cartello indicatore del cammino che finalmente ci indirizza per un sentiero in mezzo la bosco e lontano dal traffico. Il cammino è segnalato con le frecce gialle, ma bisogna prestare attenzione soprattutto nel bosco dove si possono facilmente perdere di vista perché occultate dalla vegetazione stessa. Si arriva al passo di Ibañeta dove ebbe luogo nell'anno 778 una storica battaglia, quando le truppe di Carlomagno guidate da Rolando, uno dei paladini di Francia, caddero in un’imboscata tesa dai Baschi, o a seconda delle versioni, dai Saraceni. Una stele è posta a ricordo di Passo de Ibañeta - la stele di Rolando tale avvenimento. Al passo si trova anche l’aguzza chiesa di San Salvador, costruita in luogo di un antico eremo dal quale si faceva suonare una campana per guidare e dare riferimento ai pellegrini (Km 24,8). Alla tappa manca solo un sospiro e, dopo essere passati accanto al Centro di specie avicole migratorie, il nostro itinerario si interna attraverso il faggeto per giungere a Roncesvalles, caratterizzata dalla Reale Collegiata gotica (Km 27,0).


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ques a Porta de Saint Jean. La chiesa de Notre Dame du Bout du Pont con facciata gotica deve il suo nome al fatto che era una testata del ponte sul fiume Nive. Addossata alla chiesa infatti c’è la puerta de Notre dame (arco de St Jean) che da accesso alla rue de Espagna. Roncisvalle chiaro esempio di gotico francese in Spagna. La costruzione della chiesa avvenne tra il 1215 e 1221 per volontà del re navarro Sancho VII el Fuerte. Venne poi restaurata causa uno stato d’abbandono attorno al XVII secolo. Costituita da una pianta a tre navate. Nel presbiterio si erge la scultura della Virgen de Rocesvalles scolpita in leggno e placata d’argento opera del XIV secolo. Interessante anche il chiostro a pianta quadrata risalente alla prima metà del secolo XVII. La tomba del Re Sancho detto el fuerte per la sua stazza fisica. La leggenda dice infatti che la scultura posta sopra la sua tomba, sia a grandezza naturale mentre la catena faccia parte del bottino di guerra che il re vinse contro l’emiro arabo Miramamolin. La capilla de Santiago, piccola costruzione gotica del XIII secolo. Il “Silo de Carlomagno o capilla del Esiritù Santo la costruzione più antica di Roncisvalle risalente al XII secolo dove veniva data sepoltura ai pellegrini.

ore piccole ospedale osteria ottavo ottobre padre paese pane panino panna parco parlare parli italiano? partenza passaggio passo, valico pasta (dolce) patata pelle pentola peperoni per favore pesca pesce petto di pollo piastra (cottura) piatto unico piazza piedi pioggia piselli polizia pollo polpo pomodoro ponte pranzo prego primavera primo processione prosciutto prossimo può indicarmi.. può scriverlo quanto costa madrugada hospital bodega pctavo octubre padre pueblo pan bocadillo nata parque hablar hablas italiano? salida pasaye collado pastela patata, papa piel olla pimientos por favor melocoton pescado pechuga plancha plato combinado plaza pie lluvia guisantes guardia civil pollo pulpo tomate puente comida de nada primavera primer romeria jamon proximo me puede indicar puede escribir? cuanto cuesta

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lingua lombata lontano loro luce luglio lui lunedì macchina fotografica madre madrileni maggio maionese mais mancare (quanto manca?) manzo martedì marzo mela menu menu a prezzo fisso mercoledì mezzo mezzogiorno mi dispiace mi sembra … miele mio molto municipio mura cittadine nasello naso nebbia negozio neve noi nono nostro notte novembre nulla oggi olio oliva orata

lengua lomo lejos ello luz julio ed lunes camara madre gatos mayo mayonesa maiz faltar (cuanto falta?) vaca martes marzo manjana carta menu del dia miercoles medio mediodia disculpeme me parece … miel mi mucho ayuntamiento muralla merluza nariz niebla tienda nieve nosotros novenpo nuestro noche noviembre nada hoy aceite acetuina dorada Albergue Le Chemin vers l'Etoile Rue d'Espagne Saint Jean Pied de Port (Francia) +33 (0)5 59 37 20 71

Refuge Orisson A 8 kilómetros da San Juan de Pied de Port - Uhart-Cize +33 (0)5 59 49 13 03

Albergue Itzandegia Real Colegiata de Roncesvalles Roncesvalles (Navarra) 948 760000

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Descrizione La città di Saint Jean Pied de Port, chiamata in basco Donibane Garazi, è dal secolo XII la porta d'ingresso che dalla Francia porta al territorio navarrese passando per il passo di Ibañeta. La città conserva la sua architettura medievale di città fortificata. Il “camino de

Saint Jean Pied de Port è diventata ormai il punto di partenza classico del cammino francese in alternativa a Roncesvalles. Il percorso prevede il superamento dei Pirenei per il punto più alto, il colle di Lepoeder a quota 1430 metri sul livello del mare. Pertanto questa prima tappa presenta un dislivello di ben 1265 metri che aggiunti alla lunghezza di quasi 26 km ne fanno una tappa piuttosto dura. Iniziare in questo modo potrebbe essere controproducente e difficile per chi non ha un po’ di preparazione e pertanto potrebbe essere consigliato il percorso alternativo proposto nella pagina precedente della guida (1/a) che prevede il transito attraverso il fondo valle meno impegnativo oppure quanto meno spezzare la presente tappa portandosi fino al Refuge Orisson per riprendere il giorno successivo …. ma questi sono solo dei suggerimenti, poi ognuno farà come meglio crede.

Albergue Ferme Ithurburia Honto (St Michel) Honto (Francia) +33 (0)5 59 37 11 17

Albergue de los peregrinos - della tappa

L'Esprit du Chemin 40, rue de la Citadella Saint-Jean-Pied-de-Port +33 (0)5 59 37 24 68

Albergue de los peregrinos - St Jean Pied de Port

St. Jean Pied de Port - Roncisvalle / km 25,7

Albergue Accueil Pelerin Rue de la Citadelle, 55 Saint Jean Pied de Port (Francia) +33 559 370 509

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Santiago”, percorre la “rue de la cittadele”, tra edifici medievali e storici come la "Prigione dei Vescovi", da porta San Jaques fino all'Arco di San Juan che immette al pont d'Espagne sulle acque del rio Nive. Da qui, il cammino prosegue lungo la strada fino a raggiungere una tabella di legno con una conchiglia (il simbolo del cammino) ed il marchio rosso e bianco GR 65 con l'indicazione “Chemin de Saint Jacques de Compostelle”. Una dura salita ci attende e va affrontata lentamente per evitare di compromettere il resto del cammino. Si sale così su strada asfalta tra case e quartieri quali: Iruleya y Erreculus, circondati da verdi prati e dopo circa 5 km si giunge a Honto. Dopo aver oltrepassato le ultime case, la salita si attenua e prosegue con un sentiero che sale con una successione di curve a ferro di cavallo. Finito il sentiero si ritorna nuovamente sull’asfalto, passando Vergine di Biakorri accanto a una fonte e ad una tavola di orientamento. E’ un buon punto di osservazione dal quale si gode una splendida vista su Saint Jean Pied de Port e parte dell’Aquitania francese (Km 6,4). Un chilometro più in su arriva all’ostello Orisson, un’ulteriore alternativa per passare la notte. Soprattutto per il pellegrino che abbia iniziato la tappa a pomeriggio avanzato. Si continua ad avanzare per una stretta strada di montagna, in compagnia di pecore di razza Manech e di robusti cavalli insensibili ai rigori del clima. Quattro chilometri circa più avanti e a circa cento metri sulla destra si può scorgere su una altura la statua della Vergine di Biakorri, adornata di fiori, collane, croci, conchiglie ed altri oggetti offerti dai pellegrini (km 11,3). Dopo venti minuti di marcia si oltrepassa la deviazione alla nostra destra, che scendendo porterebbe fino alla località francese di Arnéguy; due chilometri più avanti finalmente, si arriva al punto chiave della ... abbandonare la strada asfaltata e continuare per il morbido prato pirenaico giornata. Sulla destra della strada c’è un cumulo di pietre che sorregono un cartello di legno con incisa l’iscrizione Roncevaux Orreaga (sarebbe Roncisvalle in francese e in Basco) A questo punto prendere a destra abbandonare la strada asfaltata e continuare per il morbido del prato pirenaico. Si passa immediatamente accanto a una croce di pietra circondata da un piccolo recinto e si sale lungo la collina fino al passo lasciando alla nostra destra un vecchio rifugio-ricovero in pietra. Mancano solo 1 Km al confine con la Spagna e giungere al valico di Bentarte, dove si trova la Fontana di Roldán, che ricorda il paladino di Carlo Magno sconfitto insieme al suo esercito, nell’anno 778 dai Baschi (Km 16,5). Poco dopo, un triplo segnale in legno ci indica, di proseguire a destra verso Roncesvalles. Attraverso un faggeto e una pista forestale più protetta si raggiunge il colle di Lepoeder, la quota massima della tappa a 1430 metri di altitudine. (Km 20,5). Qui si presentano due possibilità per proseguire, comunque ben segnalate. A sinistra la più corta (3,6 km fino a Roncesvalles), ma con la difficoltà di dover scendere per dei ripidi pendii. A destra 400 metri più lunga però più facile passando per il passo di Ibañeta. E' preferibile la più lunga e scendere quindi per la strada asfaltata. Le vedute sono grandiose e ci rivelano il Croce

fagioli farmacia fava febbraio fegato ferrovia festa fidanzata fiera figlio filetto fino a fiume formaggio freccia gialla freddo frittata fritto frutta fungo gabinetto galiziano gambe gambero gelato gennaio ginocchia giovedì giugno granaio grazie grotta hamburger hotel ieri insalata inverno io latte lavare i panni lavatoio lavatrice lei lentamente letto limone judias farmacia haba febrero hìgado ferrocaril fiesta novia feria hijo fileta hasta rio queso flecha amarilla frio tortilla frito fruta champiñon aseo gallego piernas gamba helado enero rodillas jueves junio horreo gracias cueva hamburguesa hotel, hostal ayer ensalada invierno yogùr leche lavar los paños lavadero lavadora ella despacio cama limòn

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cena centro storico cercare che ora è? chiesa chiuso ci vediamo … ciao ciliegia cipolla colazione come si chiama… come stai? confraternita conto coperta cosa spendo? costa costoletta cotto crema crocefisso agli incroci culo cuscino custode dell'albergue data davanti decimo dente dessert destra dicembre dietro dito doccia dolce domani domenica donna dormire dove è … dove trovo un … dritto essere estate estuario

cena casco antigo buscar que hora es? iglesia cerrado nos vemos … hola cereza cebolla desayuno come se llama.. que tal? cofradia cuenta colcha qué lew debo? cuesta chuleta cocido natilla cruceiro culo almohada hospitalero fecha delante decimo diente postres derecha diciembre detràs dedo ducha postre mañana domingo mujer dormir donde està … donde hay un … al frente sèr verano ria

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paesaggio della tappa di domani: boschi di faggi, Roncesvalles poi Burguete e la valle dell’Erro. Arriviamo così al passo de Ibañeta, dove si trova l’aguzza chiesa di San Salvador, costruita in ricordo di un antico eremo in cui si faceva suonare la campana per guidare i pellegrini medievali (Km 24,1) e il cippo che ricorda il paladino Orlando. Alla tappa manca solo un sospiro e, dopo essere passati accanto al Centro di specie avicole migratorie, il nostro La colleggiata di Roncisvalle itinerario si interna attraverso il faggeto per giungere a Roncesvalles, caratterizzata dalla Reale Collegiata gotica (Km 25,7). Principali difficoltà Continua ascesa da Saint Jean Pied de Port fino al Collado Lepoeder: I primi 20,5 chilometri sono una continua ascesa che esige molto sforzo. E’ d’obbligo arrivare in buono stato fisico a questa prima tappa e prendersela con molta calma. Bisogna ricordare che il Cammino di Santiago è una gara di fondo e non di velocità. Non la porta a termine il più forte bensì il più cauto. Problemi con la segnaletica?: La segnaletica è buona però questa tappa ostenta il record di persone che si perdono, soprattutto in inverno, con neve o con nebbia. D’inverno e in caso di previsione di maltempo la cosa migliore è optare per la via alternativa che sale per la strada di Valcarlos. Ricordare che quando si arriva al cumulo di pietre con la tabella Roncevaux -Orreaga (Km 15), si deve abbandonare la strada asfaltata e prendere a destra per il prato verde e la croce di pietra.


Albergue El Palo de Avellano Avenida de Roncesvalles, 16 Localidad: Zubiri Tel: 948304770 / 666 499 175 Propiedad: Privado

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Descrizione - Il cammino corre per boschi di faggi, betulle, roveri e pini caratteristici del nord navarrese. Si passano il valico di Mezkiritz e l’Alto Erro, antico luogo di banditi ed ora di nebbie e boschi, attraversando graziosi paesi come: Burguete-Auritz, antico borgo di Roncisvalle, pieno di “casoni” dove Ernest Hemingway alloggiava quando si rimetteva dalle fatiche letterarie andando a pescare nel rio Irati. Espinal-Auritzberri, fondato da Teobaldo nel 1269. Biscarreta-Gerediáin, paese del bestiame. Lintzoain, con le sue case dalle belle facciate, fino a Zubiri. L'itinerario - Dall'ostello di Roncisvalle ci si immette nella strada Nazionale N-135 e subito dopo sulla destra, parallelamente alla strada scorre il cammino. Un centinaio di metri avanti, attraverso i rami, si può notare dall'altra parte della strada, la croce di pellegrini, una croce gotica di pietra, che venne trasferita in questo luogo nel 1880 dal Priore don Francisco Polite. In prossimità di Burguete il camino ritorna sulla N-135. Qui è possibile fare colazione; ci sono un paio di bar aperti e pronti ad accogliere i pellegrini. Oltrepassata la chiesa di San Nicolàs, si gira a destra in corrispondenza di una succursale bancaria per attraversare su passerella il rio Urrobi. Si prosegue su strade bianche che attraversano estese pra... si lascia Roncisvalle terie con animali al pascolo. Prima di imboccare la valle dell'Erro si passa il paesino di Espinal con i suoi tetti di tegole rosse. Si attraversa il centro urbano per riprendere la N-135 all’altezza della moderna chiesa di San Bartolomè. Si gira a destra continuando per la strada, rasenti alle facciate bianche delle case. Proprio dopo un attraversamento pedonale svoltare a sinistra e per strade con pavimentazione diversa, si sale fino all’Alto de Mezkiritz, dove al lato della strada c’è una lapide con incisa l’immagine della Vergine di Roncisvalle (km 8,2). Porre attenzione ai segnali di indicazione del cammino (conchiglie e frecce gialle) per non finire fuori strada. Proseguire fino a Bizkarreta che un tempo era sede di tappa del cammino perchè nel XII secolo esisteva un Hospital per pellegrini. A Lindzoain

Albergue Zaldiko Puente la Rabia, 1 Localidad: Zubiri (Navarra) Tel: 609 736 420

Albergue de los peregrinos - della tappa

Roncisvalle - Zubiri / km 21,5

Albergue de Peregrinos Antiguas escuelas Localidad: Zubiri (Navarra) Tel: 628 324 186

2 arrosto aspettare auto autobus autostrada autunno avere baccalà banana banca belvedere bibita biglietto birra birra alla spina biscotto bocca bosco braccio brodo budino buonanotte buonasera buongiorno burro caccia caffè caffelatte calamaretti calamari calcio (gioco) caldo calore camera camminare capelli capisco cappella capra carciofo carne carta casale castello catena montuosa cavolo asado esperar coche bus autovia, autopista otoño haber bacalao platano banco mirador bibida billete cerveza caña galleta boca bosque brazo caldo flan buenas noches buenas tardes buenos dias mantequilla caza café café con leche chiprrones calamares futbòl caliente calor cama andar cabellos entiendo capilla cabra alcachofa ternera papel caserio castillo sierra col

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ITALIANO 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 20 30 40 50 60 70 80 90 100 1000 a che ora parte… acciuga aceto acqua addio aeroporto aglio agnello agosto albergo di lusso albero altopiano amico aperto approfittarsi aprile arancia arrivare

SPAGNOLO cero uno dos tres cuatro cinco seis siete ocho nueve diez once doce trece catorce quince dieciseis viente treinta quarenta cinquenta sesenta setenta ochenta noventa cien mil a qué ora sale… anchoa vinagre agua hasta luego, adiòs auropuero ajo cordero agosto parador arbol meseta amigo abierto aprovechar abril naranja llegar

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si comincia a salire per un ripido selciato in cemento; da quelle parti scende un piccolo ruscello al quale bisogna fare attenzione in inverno, poiché si può formare del ghiaccio. Proseguire poi su un sentiero di pietrisco fino a raggiungere l'Alto dell'Erro che paradossalmente ci si arriva camminando in leggera discesa. Si riattraversa la strada Nazionale N-135 per reimboccare il sentiero che scende ripidamente e che potrebbe diventare difficoltoso in caso di fango. Si sale di poco per arrivare alla Venta del Puerto, un’antica taverna che oggi si trova in stato di semi abbandono e usata come stalla. Poi la discesa ridiventa pronunciata. Ci sono un paio di portelli da aprire e chiudere e degli scaloni che agevolano la discesa. Tra tratti con più o meno difficoltà si arriva a Zubiri attraversando il bellisimo puente de la Rabia. Il Ponte deve il suo nome alla credenza popolare secondo la quale facendo fare agli animali tre giri sotto il pilone centrale, nelle acque del rio Arga, guarivano dalla "rabbia". Principali difficoltà - Dal momento che si attraversa varie volte la N-135 bisogna prestare attenzione come pure nell'attraversamneto di Burguete perchè non c’è il marciapiede. Percorso "rompepiernas" (spezza gambe): Dopo Espinal il terreno si indurisce, ma ci sono più discese che salite. L’ascesa fino ad Alto de Erro non comporta grosse difficoltà. Passata Lintzoain le prime rampe intimoriscono un po’ ma in seguito il percorso diventa molto più agibile. Informazioni - Nei 21,5 km che separano Roncesvalles da Zubiri, alla data, non ci sono ostelli per i pellegrini, ma a Burguete, Espinal, Bizkarreta e Lintzoain si possono trovare degli alloggi privati. Se partiamo molto presto da Roncesvalles possiamo fare colazione a Burguete. C’è un bar El puente de la Rabia a Zubiri dopo la Chiesa ed un panificio/bar/pasticceria in fondo la strada. Ad Espinal e Bizkarreta ci sono pure negozi (tienda) dove comprare da mangiare. A Zubiri c’è un bar accanto al polisportivo che serve il menù del pellegrino.


Albergue Casa Paderborn Playa de Caparroso, 6 (Tras cruzar el puente de la Magdalena a la izquierda) Pamplona. (Navarra) Tel: 660 631 656

Albergue municipal de Villava C/ Pedro de Atarrabia, 17-19, tra sera - Villava Tel: 948 11 15 77 Propiedad: Ayuntamiento Albergue de Jesús y María Calle Compañía –junto a la Catedral-. Pamplona. (Navarra) Tel: 662 570 716

Albergue Municipal para Peregrinos del Camino de Santiago Plaza San Juan s/n Huarte/Uharte Tel: 948 074329

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E' la tappa che ci porta alla prima città del "camino": Pamplona. Si riattraversa il "puente de la Rabia". Dopo 1 Km si raggiunge il bordo della strada proprio di fronte allo stabilimento di magnesite fondato nel 1945 che sfrutta i giacimenti della zona. Si percorre il perimetro della fabbria scendendo una rampa di gradoni fino a lasciare la zona industriale. Camminando su un tratto di strada asfaltata si arriva a Ilarratz e poco più avanti a Eskirotz (percorsi Km 3,7). Dopo 2Km si arriva a Larrasoaña. Il paese deve le sue origini alla fondazione nel X secolo di un monastero. Provenendo da Zubiri il percorso non attraversa il paese perchè al di là del fiume Arga, a meno che non si decida di attraversarlo percorrendo il Puente de los Bandidos. Più avanti, una breve salita porta ad Akerreta dove nella parte alta del paese si trova la chiesa de la Transfiguracion che conserva elementi medievali come la torre, il portale e la fonte battesimale (percorsi km 6,1). Dopo Akerreta si attraversa uno splendido bosco e il sentiero è interrotto più volte (5 volte) da passaggi sbarrati per la protezione degli animali al pascolo; bisogna avere l'avvertenza di aprire e soprattutto richiudere i varchi ad ogni nostro passaggio. Si arriva a Zuriain con la sua chiesa di San Millán (percorso km 9,2). Dopo un breve tratto su sulla statale N-135 puntiamo verso Irotz riattraversando il rio Arga. Lasciamo la Chiesa de San Pedro proseguiamo fino al Puente de Iturgaiz di origine romana e ripristinato nel secolo scorso. Da qui parte la pista che segue il parco fluviale del rio Arga che ci porta fino ad una zona di sosta per pik-nik con tavoli, barbeque e servizi igenici. Se seguiamo il percorso fluviale possiamo raggiungere Pam-

Albergue de la Trinidad de Arre Antiguas escuelas. Arre (Navarra) Tel: 948 332941

Albergue de los peregrinos - della tappa

Zubiri - Pamplona / km 20,4

Albergue de Larrasoaña C/ San Nicolás (Edificio Concejo) Larrasoaña (Navarra) Tel: 948 304242

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plona egualmente, mentre il percorso tradizionale ci porta a salire per un sentiero e passare quindi per le rovine del señorío de Arleta fino ad arrivare al puente del río Ulzama e la antica ermita de Trinidad de Arre (percorsi km 15,8). Attraversiamo Villava terra del famoso ciclista Miguel Indurain percorrendo la calle Mayor. Proseguendo si passano alcune rotonde fino a entrare a Burlada che si percorre lungo la Calle Mayor (percorsi km 17,2). All'altezza di un garage per auto, si gira a destra per attraversare la strada. Dopo l'incrocio, seguiamo le indicazioni del cammino sulla pavimentazione stradale per alcuni metri fino ad arrivare all'inizio del camino de Burlada o paseo de la Magdalena che ci porterà alle porte di Pamplona. Circa 1,5Km più avanti incrociamo il puente de la Magdalena e dopo averlo attraversato girando a sinistra, c'è la via che porta all'ostello Casa Paderborn mentre continuando per la destra si entra in città passando sotto la Porta di Francia e seguendo la calles del Carmen y la Navarrería. L'itinerario - Questa è una tappa breve da godere, con continui su e giù che a metà del percorso e dalla Trinidad de Arre fino alla capitale navarrese, alterna sentieri a tratti di asfalto. Principali difficoltà - si può trovare fango a secondo della zona. Nelle zone più complicate e di pendenza pronunciata si trovano scale fatte con traversine di legno, che facilitano il cammino. Bisogna fare attenzione in Zuriain, poichè il sentiero entra nella strada camminando per 700 metri sull'asfalto. Informazioni: All'entrata di Pamplona subito dopo aver attraversato il ponte de la Maddalena sulla sinistra, c'è la via che porta all'ostello Casa Paderborn.


Albergue de peregrinos de Eunate - Eunate - minimale) Stagionale: 10 posti con materassino; Contacto: Jan y Mariluz Hotel Jakue Calle Irunbidea s/n Puente La Reina (Navarra) 948 341017

Albergue Usda San Lorenzo, 6 (Junto a la Iglesia) - Obanos 676 56 09 27

Albergue Santiago Apostol Paraje El Real, pasado el puente románico tras una fuerte subida de frente Puente La Reina 948 3402 20/ 660 7012 46

Albergue Camino del Perdón Calle Mayor, 57 Uterga (Navarra) 948 344 598 / 948 344 661

Albergue de los padres Reparadores Crucifijo 1 (Seminario) Puente La Reina 948 340050

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L'uscita di Pamplona è un po' complicata per mancanza a volte delle frecce gialle dove servirebbero. Si esce seguendo le vie della famosa corsa dei tori di San Firmin fino ad arrivare a plaza Consistorial di fronte alla facciata mezzo barocca e neoclassica del palazzo del municipio costruita nel 1752. Si prosegue per Calle Mayor. Quando s'incrocia la avenida del Ejército si entra nel parco la Vuelta del Castillo che si trova a sinistra. Si percorre il parco e si esce per attraversare la avenida Sancho el Fuerte e immettersi nella calle Fuente del Hierro. Proseguire lungo la calle Fuente del Hierro che dopo aver incrociato l'Avenue de Navarra, costeggia la cittadella universitaria fino al puente de Acella sopra il río Sadar. Si esce quindi da Pamplona costeggianndo la cittadella univesitaria e ci si incammina verso Cizur Menor per affrontare l'ascensione "all'Alto del Perdon". Si passa per Zariquiegui dove si trova la vecchia chiesa di San Andrés, che conserva una sobria facciata romanica e dove ci si può rifornire d'acqua alla fontanella. Il sentiero prosegue in salita e prima di arrivare al valico si trova la "Fuente Reniega" (o fonte fuente de Gambellacos) . La leggen-

El albergue de Zariquiegui C/ San Andrés, 16 Zariquiegui 948 35 33 53 / 679 23 06 14

Albergue Familia Roncal Paseo de Lurbeltzeta Cizur Menor (Navarra) 948 18 38 85

Albergue de los peregrinos - della tappa

Pamplona - Puente la Reina / km 24,0

Albergue de Cizur Menor Encomienda Sanjuanista Cizur Menor (Navarra) 618 098 698

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proseguiamo dritti in fronte a noi lungo Avenida del Alcalde Miguel Castaño fino ad una piazza con una grande fontana. Ci teniamo sulla sinistra e procediamo avanti sempre per Avenida del Alcalde Miguel Castaño. Superata la piazza con la fontana, un centinaio di metri più avanti, troviamo alla nostra destra dopo un piccolo parco alberato, un incrocio di più strade. Passiamo dall'altra parte della stra“ a la comida ... “ da e imbocchiamo calle de Barahona. Procedendo dritti lungo questa calle incrociamo all'altezza con la Calle Prado de los Judios i resti delle mura romane. Noi comunque proseguiamo dritti nella calle de la puerta Moneda e al termine di essa giriamo a destra per calle de Escurial e arriviamo in Plaza Santa María del Camino dove si trova il monastero delle benedettine e qui termina questa nostra tappa. Una visita alla cattedrale è d'obbligo. Alla sera dalle benedettine alle 21.30 si pùò parteciLa splendida catterdale di Leòn pare alla "compieta" l'ultima preghiera delle monache prima di andare a letto.


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Potrebbe essere saggio dividere questa tappa in due parti facendo sosta a Mansillas de las Mulas (19,0 Km) e riservare la seconda parte (18,1 Km) fino a León per il giorno dopo (come proposto nella mappa). In questo modo ci stancheremo meno e avremo più tempo per ammirare le bellezze della città di León e in particolare la stupenda cattedrale gotica. La tappa è molto semplice e necessità di poca descrizione. Uscendo da El Burgo Ranero Alba sulla zona paludosa attraversiamo una zona paludosa habitat ideale per anfibi, rapaci e anatre. Ritroviamo la pista alberata e un paesaggio del tutto simile a ieri. Dopo un'ora e mezza di cammino affianchiamo alla nostra sinistra una pista di scuola di volo per aerei ultraleggeri e un km più avanti arriviamo al bivio di Villamarco (percorsi 8 km). La monotonia della linea retta del cammino è interrotta quando il tracciato devia per il sottopasso della ferrovia e poco dopo per il passaggio dell'arroyo de Valdearcos. Si giunge quindi a Reliegos che ci appare all'ultimo momento. Antico insediamento romano dove confluivano diverse strade, Reliegos è conosciuto anche per un meteorite del peso di quasi 9 kg che cadde il 28 dicembre del 1947 in piena calle Real. Entrando in paese troviamo una caratteristica "bodegas" (cantina) di mattoni e scavata nella terra, usata per la conservazione del vino e oggi recuperata sia come luogo per l'assaggio di vini, sia per incontri. Uscendo dal paese, lungo calle Real, ci ritroviamo tra le vaste estensione dei campi di cereali dai quali spuntano le grandi strutture di irriga“bodegas” zione. Da qui inizia la misurazione delle distanze in "leghe" (circa 5,6 km) una caratteristica di questi territori. Dopo aver passato un traliccio della line elettrica entriamo in un'area di "descanso" (riposo) e termina la ormai familiare pista alberata. Superiamo la statale N601 per un viadotto e attraversando un canale di irrigazione entriamo in Mansilla de las Mulas antica città murata. Sede di ben sette chiese, due conventi e tre hospitales quando era un importante centro commerciale per il grano, oggi conserva in uso solamente due chiese; Santa Maria del 1220 ma ricostruita nel XVIII secolo e la ermita de Nuestra Señora de Gracia. Il cammino passa sotto la Puerta del Castillo costruita in pietra calcarea. Percorriamo la calle de Santa María da cui spunta la torre della chiesa e la calle del Puente dove troviamo un albergue per i pellegrini e qui potremo terminare la prima parte di questa tappa da dove ripartire domani. Usciamo da Mansilla, passiamo sopra il ponte del río Esla e prendiamo una strada che si dirama a sinistra parallelamente alla statale N-601 e dopo un'ora giungiamo a Villamoros de Mansilla (percorsi 23,5 km). Dopo Villamoros arriviamo a Puente Villarente dove superiamo il río Porma sopra un lungo ponte di origine medievale. Per il 2010 è prevista la costruzione di una passerella per facilitare il transito dei pellegrini ... chi passerà vedrà! La vicinanza con la grossa città si fa sentire, per il traffico, il trambusto, la gente. Il cammino diventa molto più variabile. Dopo una salitella raggiungiamo un area coperta di sosta con due fonti d'acqua e siamo a Arcahueja (percorsi 29,5 km). Ci avviciniamo alla zona industriale dell'alto del Portillo alla porte di León. Anche qui è prevista per il 2010 una passerella per favorire il passaggio del nodo stradale della trafficatissima N-601 (... chi passerà vedrà) che ci porta a Puente Castro, quartiere periferico di León separato dalla città dal río Torío. Mansillas de las Mulas Si entra a Puente Castro lungo calle Simón Arias incrociamo la avenida de Madrid e proseguiamo a destra per calle Victoriano Martínez y plaza Tomás Mallo fino ad arrivare ad una passerella che attraversa il río Torío (sulla destra c'è il ponte di pietra del XVIII seolo). Proseguiamo dritti lungo calle del Alcalde Miguel Castaño fino ad arrivare alla grande rotatoria con una strada a doppie corsie. A partire da qui ci sono due possibilità: a sinistra dopo aver raggiunto la calle Campos Góticos troviamo l'albergue Municipal mentre proseguendo dritti verso il centro storico, andiamo all'Abergue de Santa María de Carbajal delle suore Benedettine. Il mio consiglio è di andare ad alloggiare presso le suore benedettine perchè in centro città, a 5 minuti dalla stupenda cattedrale, mentre l'albergue municipale è piuttosto periferico. Dalla Avenida de Fernández Ladreda

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da racconta che un pellegrino sfinito ed assetato, fu tentato dal diavolo che si offrì a portarlo fino ad una fonte se avesse rinnegato la sua fede. Il pellegrino resistette alla tentazione e per ricompensa gli apparve l'apostolo Santiago vestito da pellegrino che gli mostrò la fonte e gli diede da bere con la sua conchiglia (vieira). Sull'Alto del Perdon c'è il monumento al pellegrino ed un grande Parco Eolico. Una frase riportata in rilievo sul monumento, ricorda il fascino del luogo divenuto, come altri, simbolo del cammino per aver visto il passaggio di milioni di pellegrini: "Donde se cruza el camino del viento con el de las estrellas". Frase che racchiude il sogno e la magia del cammino”. Scendendo si trovano: Uterga con la sua chiesa parrocchiale gotica; Muruzábal ed il suo eremo templare di Eunate che però non sarebbe sul sentiero, ma ci si può arrivare facendo una deviazione di un paio di Km; Obanos e la storia del "Mistero di Obanos": Racconta la leggenda che a seguito di un viaggio a Santiago come pellegrina, Santa Felicia decise di rimanere come eremita in Amocain. Suo fratello Guglielmo, duca di Aquitania, contrariato davanti a suo rifiuto di ritornare alla corte la uccise. Pentito Guglielmo, tornò pellegrino a Santiago girovagando in Obanos, piangendo il suo peccato fino alla sua morte. Una stele sull'orlo dell'eremo di Arnotegui ricorda questo fatto. Ad Obanos confluisce la via Aragonese che proviene da Somport. Alla fine della “Calle Major” a Puente la Reina, c'è il famoso ponte che da il nome alla cittadina stessa, altro simbolo del cammino. Venne fatto costruire dalla regina donna Munia moglie del re Sancho el Mayor de Navarra, nell'XI secolo, per facilitare ai pellegrini l'attraversamento del fiume Arga. Principali difficoltà: L'Alto del Perdon. Una volta attraversato Pamplona, il pendio di Cizur fa capire che la tappa sarà faticosa. È una zona resa difficile dai campi, che possono essere infangati in caso di pioggia sopratutto nel piano. Fino al chilometro 10 si alternano sentieri, strade e campi; da questo punto il pellegrino si trova una forte pendenza, ma di solo 500 metri, poiché dopo si ammorbidisce. È la prima dei due strappi che si trovano in tutta l'ascensione. Dopo un chilometro si trova il secondo strappo, breve ma con la difficoltà in più data da un sentiero lastricato di pietre. Una volta superati questi punti, i due chilometri e mezzo che rimangono fino all'alto sono di salita costante e senza difficoltà. La discesa è un tantino complicata nel primo chilometro e mezzo, per la presenza di grosse pietre e molta pendenza. Il resto è tranquillo, inoltre, in questa discesa ci si può fermare a bere acqua in Uterga, a 4km dopo il valico dell'Alto del Perdon, alla fontana della quale si dice che "Da Pamplona a Ponte la Reina a Uterga la migliore fonte."


Hospital de Peregrinos Dirección: C/ La Rúa 50 Localidad: Estella (Navarra) Tel: 948 550200

Albergue de Villatuerta Dirección: Calle Mayor Localidad: Villatuerta Tel: 948 640083 Albergue de ANFAS de Estella Dirección: C/ Cordeleros 7, bajo Localidad: Estella (Navarra) Tel: 680459798 / 695895551 / 948554551

Albergue la bodega del camino Direccion: C/ Placeta 8 Localidad: Lorca (Navarra) Tel:948541162 / 948541327

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Si percorre calle Mayor, a destra troviamo la chiesa de Santiago del XIII secolo. Alla fine della via ci si trova davanti al magnifico ponte romanico sopra il fiume Arga che da il nome alla città che fu costruito per facilitare il passaggio dei pellegrini. Attraversato il ponte proseguiamo a sinistra e attraversiamo la strada nazionale per entrare in Zubiurrutia, il quartiere delle monache dove esiste il convento delle "Comendadoras del Espíritu Santo" che hanno una lunga tradizione ospitale. La via jacobea continua poi per il fondo valle su strade di terra. Si entra nella zona della Val de Mañeru e si raggiunge il villaggio che dà il nome alla valle (percorsi km 5,2). Da vedere la Iglesia parroquial de San Pedro del XVIII secolo. Si percorre ora uno stupendo territorio ricco di vigneti e che è diventato una icona classica dei pellegrini. La pista in terra battuta porta al villaggio di Cirauqui che si erge su una collina rocciosa e che conserva numerose vestigia medievali. Interessante la Iglesia de San Román di stile gotico cun un portale romaniCirauqui co del XIII secolo. Si attraversa il paese e passando sotto un porticato è possibile apporre il sello sulla Credencial. Si

Albergue parroquial S.Miguel Direccion: Mercado Viejo, 18 Localidad: Estella Tel: 948 550431 / 690081584

Albergue de Lorca Dirección: Calle Mayor, 40 Localidad: Lorca (Navarra) Teléfono: 948 54 11 90

Albergue de los peregrinos - della tappa

Puente la Reina - Estella / km 22,0

Albergue Maralotx de Cirauqui Dirección: Calle San Román, 30 Localidad: Cirauqui (Navarra) Teléfono: 678 635 208

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Albergue de los peregrinos - della tappa

El Burgo Ranero - León / km 37,1

Albergue La Torre Dirección: C/ La Torre, 1 Localidad: Arcahueja (León) Tel: 669 66 09 14 / 987 20 58 96 Email: info@alberguetorre.com albergue: Privado Albergues Juveniles En León existen tres albergues juveniles con 94, 125 y 60 plazas, Tel. rispettivamente a: 987 200 206 / 987 293 414 / 987 233 010. Dirección: Llamar al teléfono 987 20 00 06 Disponibilidad: Todoe el año

Albergue EL DELFIN VERDE Dirección: C/ carretera general, 601, nº 15 B. Localidad: Puente Villarente (pasando el puente a la derecha) Tel: 987 312 065 / 987 312 Albergue Ciudad de León Dirección: Campos Góticos, s/n (vicino alla policía local) Localidad: León Tel: 987 08 18 32/33. Fax 987 26 11 74 albergue: Municipal

Albergue San Pelayo Dirección: C/ El Romero 9 Localidad: Puente Villarente Tel: 650 918 281 / 987 312 677 Email: alberguesanpelayo@hotmail.com albergue: Privado Albergue del Monasterio de las Benedictinas (Sta María de Carvajal) Dirección: Plaza Santa María del Camino Localidad: León Tel: 987 25 28 66 / 680 64 92 89 albergue: Comunidad de Benedictinas

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Albergue El Jardín del Camino Dirección: C/ Camino de Santiago, 1 Localidad:Mansilla de las Mulas Tel: 987 31 02 32 / 600 471 597 Email: olgabrez@yahoo.es albergue: Privado

Albergue de Mansilla de las Mulas Dirección: C/ del Puente, 5 Localidad: Mansilla de las Mulas Tel: 987 31 01 38, albergue: Municipal

Albergue de Reliegos de las Matas Dirección: C/ Escuela Localidad: Reliegos (León) Tel: 987 31 78 01. Ayuntamiento SantasMartas: 987 31 41 03, 987 31 78 71 ó 987 31 78 67 albergue: Municipal

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Nota: Chi volesse percorrere il cammino verso Calzadilla de los Hermanillos deve stare attento al bivio dove il cippo segnala tale deviazione a girare appunto verso destra e attraversare il ponte sopra la autostrada A-231. Entrati a Calzada de Coto è bene informarsi sullo stato di segnatura del tracciato che non è molto evidente. Uscendo dal paese il cammino procede lungo un tracciato fino ad incrociare la ferrovia e da qui si continua attraverso macchie di arbusti, piccoli boschi in totale solitudine fino alla fattoria agroturistica di monte Valdelocajos. Ancora tre km e poi si arriva a Calzadilla de los Hermanillos dove troviamo un bar, una "tienda" (piccolo negozio di alimentari) e un albergue per los peregrinos (percorsi km 26,5). Il giorno dopo si procederà fino a Mansilla de las Mulas per riprendere il tracciato del cammino francese.

ermita de Nuestra Señora de Perales. Più avanti, dopo aver attraversato un torrente, sul lato della strada troviamo una croce che ricorda un pellegrino tedesco, Manfred Kress morto sul cammino. Si entra cosi nel paesino di Bercianos del Real Camino interessante e curioso per le case fatte con mattoni di argilla e paglia (percorsi 23km). Lungo la via del paese troviamo dei negozi di generi alimentari e un bar. Si ritorna sulla "via alberata". All'altezza del arroyo del Olmo troviamo un'area di "descanso" (riposo). La pista alberata prosegue passando sotto il viadotto dell'autostrada A-231 e quindi fino a El Burgo Ranero conclusione della nostra odierna e lunga tappa.

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esce quindi dal paese scendendo lungo una antica "calzada romana" molto suggestiva e attraversando un ponte sempre di epoca romana e successivamente ristrutturato nel XVIII secolo. Dopo un'area di sosta bisogna attraversare il ponte sopra la A-12 proseguendo ancora su tratti della antica "calzada" fino ad un altro ponte romano ad un solo arco sopra il rio "Dorrondoa" (percorsi 9,4km). Due km dopo si attraversa la A-12 passando sotto un viadotto per costeggiare la riva del fiume "Salado" chiamato così per le acque salate e già citato nell'antico Strada romana Codex Calixtinus del XII secolo (la prima guida scritta del cammino) per le sue acque "venefiche e mortali". Sopra un ponte medievale ad archi a sesto acuto si attraversa questo rio entrato nella leggenda del cammino, per salire fino a Lorca (percorsi 13,3Km). Si prosegue lungo la pista fino ad un sottopassaggio che ci permette di riattraversare la autostrada e si entra a Villatuerta (percorsi 17,8Km). Si attraversa il paese fino al ponte romanico sul rio Iranzu che divide la parte vuova dalla parte antica della cittadella. Prestare molta attenzione più avanti quando nuovamente c'è da attraversare una strada, la NA-132 che costò la vita ad una pellegrina canadese travolta da un'auto come ricorda un cippo in pietra. Scendiamo lungo un agevole sentiero fino al ponte curvo sopra il fiume Ega il cui corso ci accompagnerà fino ad arrivare ad Estella. Suggestivo è l’arrivo nella città lungo la calle de Curtidores passando davanti alla possente facciata in stile romanico/gotico della chiesa del Santo Sepolcro del XII secolo. Da vedere, la iglesia San Pedro de la Rùa in stile romanico del XII secolo con una lunga scalinata che da calles Rúa y San Nicolás sale al bel portale a dieci archi lavorati con influenze arabe e il Palacio de los reyes de Navarra con un bella facciata con archi e finestre. In una delle colonne è scolpita lo scontro tra chiesa del Santo Sepolcro Rolando e il gigante Ferragut. Oggi il palazzo è sede di mostre di pittura.


Albergue Isaac Santiago C/ San Lázaro, s/n Los Arcos (Navarra) 948 44 10 91 / 948 64 02 30 Albergue Casa Mari C/ Casas nuevas, 13 Torres del Río (Navarra) 948 64 84 09 / 699 572 950

Albergue de la Fuente Casa de Austria - Travesía del Estanco, 5 - Los Arcos (Navarra) 948 640797

Albergue Arcadi y Nines C/Taconera, 10 (hospital de peregrinos) Sansol - 618 19 75 20

Albergue Hogar Monjardín Enfrente de la iglesia en la plaza - Villamayor de Monjardín 948 53 71 36

Casa Alberdi C/ Hortal 3 Los Arcos (Navarra) 948640764

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Prima del monastero de Irache, una fonte di acqua e vino offrono il miglior antidoto contro l'insiunuoso tratto che conduce a Villamayor de Monjardín caratterizzato da coltivazioni di vigneti e ulivi. Siamo in un territorio dove le distanze tra un paese e l'altro sono notevoli e al di fuori dei centri abitati non c'è nulla; la solitudine si fa sentire. Lasciate le case di Ayegui, cittadina fusa con Estella, il pellegrino si trova alla fonte del vino installata dalle Cantine di Irache che sgorga vino in orario di ufficio. Dopo un sorso di rigore il La fuente del vino viaggiatore si trova con l'impressionante mole del Monastero di Santa María la Real de Irache. Situato alla base di Montejurra, riceveva i pellegrini quando Estella ancora non esisteva. Il monastero di Irache che consta tra gli altri edifici, di una chiesa romanica ed un chiostro plateresco, ha avuto gran importanza nella storia navarrese, quantunque la sua epoca di maggiore splendore sia iniziata nella seconda metà del secolo XI, sotto il mandato dell'abate San Veremundo che ne incrementò i possedimenti ed il suo prestigio. Oggi è disabitato. Proseguendo il cammino, più avanti si arriva ad un punto dove ci sono due opzioni

Albergue Casa Mariela Plaza P. Valeriano Ordóñez, 6 Torres del Río (Navarra) 948 64 82 51 / 948 64 84 33

Albergue parroquial Santa Cruz c/ Santa María, a la entrada del pueblo por el mismo camino Villamayor de Monjardín

Albergue Juvenil Oncineda C/Monasterio de Irache, s/ n .Antiguo instituto Ayegui tel - 948 55 50 22

Albergue de los peregrinos - della tappa

Estella - Torres del Rio / km 29,0

Albergue San Cipriano de Ayegui C/ Polideportivo, 3 Ayegui - tel. 948 55 43 11

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si butta nell'asfatlo della provinciale P-905 (siglata anche come P-973). Dopo un breve tratto di questa strada si ritorna nuovamente in "pista" su un tracciato che attraversa campi di cereali costeggiato da una fila di pioppi disposti lungo l'arroyo de San Juan y de la Huelga. A Moratinos penultimo paese della provincia di Palencia incontriamo le prime "bodegas" (cantine) scavate nella terra e le case costruite con mattoni impastati con di argilla e paglia. Spero ci sia ancora a Moratinos il simpatico tavolo preparato sopra una botte con un bel contenitore termico di caffè e biscotti, per i pellegrini. Un cartello diceva:" Prendi un sorso se vuoi, lascia un'offerta se puoi, prendi quello che ti serve se hai bisogno." Uno dei tanti bei esempi della filosofia del cammino. Sempre a Moratinos nella chiesa de Santo Tomás de Aquino del XVI secolo c'è una scultura della Vergine con Gesù bambino dello stesso periodo. Dopo 2,5 km giungiamo a San Nicolás del Real Camino, ultimo paese della provincia di Palencia. Questo piccolo borgo dove tra l'altro troviamo bar, ristorante e un albergue, è citato nella storia del cammino già a partire dal XII secolo come riporta José María Lacarra nel secondo capitolo de Las Peregrinaciones a Santiago de Compostela: "... in San Nicolas del Real Camino nel secolo XII c'era un lebrosario gestito da canonici di San Agostino ..." Usciamo da San Nicolas del Real Camino, superiamo il río Sequillo e prendiamo il percorso per i pellegrini che corre parallelo alla statale N-120. Un centinaio di metri più a nord corre l'Autostrada A-231 detta del camino de Santiago. Lungo questa via, passiamo il confine che ci porta nella provincia di León. Il cammino prosegue parallelamente alla statale N-120. Ad un certo punto ci portiamo dall'altra parte della strada e dopo aver superato il río Valderabuey sopra un ponte di pietra entriamo in un'area verde con alberi e tavoli per la sosta dove si trova la ermita de la Virgen del Puente in stile romanico/mudéjar (percorsi 10,3km). Il cammino prosegue verso la vicina Sahagún. Si evita l'attraversamento della N-120 con un sotopasso ed entriamo in città lungo la calle Ronda de Estación transitando in prosimità dell'albergue Municipal. Sahagún è la città dei santi Facundo e Primitivo, legionari romani convertiti al cristianesimo che furono martirizzati ed annegati nel fiume Cea ai tempi di Diocleziano. Nel medioevo, Sahagún era sotto l'influsso totale del monastero di San Benito, detto il Cluny spagnolo (dal notissimo monastero francese di Cluny da cui i frati clauniacensi). La dominazione del monastero sulla popolazione di Sahagùn era tale che arrivò ad imporre penitenze come la proibizione di mangiare carne, obbligando la gente a comprare il pesce dai monaci stessi che praticavano la pescicoltura. Dice la leggenda che davanti a questa imposizione la gente cominciò a gettare i maiali nel fiume per poterli pescare e mangiarli come pesce senza rompere la penitenza. Da vedere sono la Iglesia de San Lorenzo del XIII secolo, in perfetto stile mudéjar cioè con l'utilizzo del mattone anzichè della pietra di cui la zona era povera. La Iglesia de San Tirso delle stesse caratteristiche di quella di San Lorenzo e in fine l' Arco de San Benito in stile barocco del XVII secolo che sostitui una porta romanica del monstero di San Benito ormai in rovina. Percorriamo le vie Herrería e Antonio Nicolás fino all'uscita dalla città che abbandoniamo completamente con l'attraversamento del río Cea per il ponte in pietra "puente Canto" (percorsi 13,7km). Si prosegue lungo un sentiero parallelo alla Statale N-120 fino ad incrociare un cippo di pietra che segnala una direzione alternativa del cammino che porta a Calzadilla de los Hermanillos. Noi proseguiamo verso El Burgo Ranero, ma nessuno ci vieterebbe l'alternativa, anche perchè il giorno dopo le vie si ricongiungerebbero a Mansilla de las Mulas. Da questo cippo in pietra quindi, proseguiamo in direzione El Burgo Ranero su di un lungo tratto di strada appositamente strutturata per il passaggio dei pellegrini con un filare di alberi impiantati per creare un po' d'ombra che ci accompagnerà per oltre 30 km. Dopo un'ora di cammino alla nostra sinistra vediamo in una radura la


Albergue Bercianos Dirección: C/ Santa Rita, 11 Localidad: Bercianos del Real Camino Francés Tel: 987 78 40 08 albergue: Asociación del Camino de Santiago de León

Albergue de Calzada del Coto Dirección: C/ Real, s/n Localidad: Calzada del Coto Tel: 987 78 12 33 los miércoles por la mañana y jueves por la tarde albergue: Municipal

Albergue hospedería jacobea El Nogal Dirección: C/ Fray Pedro, 42 Localidad: El Burgo Ranero Tel: 627 22 93 31 albergue: Asociación Hospedería Jacobea El Nogal

Albergue de las Madres Benedictinas Dirección: Monasterio de Santa Cruz. Avenida de los Doctores Bermejo y Calderón, 8 Localidad: Sahagún Tel: 987 78 00 78 albergue: Madres Benedictinas

Albergue La Laguna Dirección: C/ La Laguna, 12 Localidad: El Burgo Ranero Tel: 987 330 094 albergue: Privado

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Abbandoniamo Terradillos de los Templarios percorrendo una pista in ghiaiosa che dopo circa 1,5km

Albergue del Burgo Ranero, Domenico Laffi Dirección: Plaza Mayor Localidad: El Burgo Ranero Tel: 987 33 00 23 / 987 33 00 47 - albergue: Asociación del Camino de Santiago de León

Albergue Viatoris Dirección: Calle Arco Travesía, 25 Localidad: Sahagun Tel: 987 780975 albergue: Particular

Albergue de Peregrinos ClunyDirección: Iglesia de la Trinidad Localidad: Sahagun (León) Tel: 987 78 21 17 / 987 78 00 01 albergue: Municipal

Albergue de los peregrinos - della tappa

Terradillos de los Templarios - El Burgo Ranero / km 30,6

Alberguería Laganares Dirección: Plaza de la iglesia Localidad: San Nicolás del Real Camino Tel: Marisa 629 181 536 / 979 18 81 42 albergue: Privado

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di tracciato: la prima proprio di fronte a noi che prosegue per un tratto boscoso e segue le piste per Montejurra e Luquin; La seconda sulla destra segue il tracciato tradizionale per Azqueta y Villamayor de Monjardín. Comunque i due tracciati si riuniscono prima di Los Arcos. Abbiamo scelto la tradizionale, che ci porta ad attraversare la N1110 e passa attraverso una strada di servizio tra il Camping Iratxe e le abitazioni (percorsi km 4). Attarverso un tunnel si accede ad una strada in mezzo a campi coltivati e più avanti La fuente del Moro procede tra alberi di querce. Il percorso interrrotto dall'attraversamento della strada, riprende fino ad Azqueta località dove vive Pablo Sanz Zudaire detto Pablito dei "bordoni" (i bastoni dei pellegrini) che fin dal 1986 costruisce e offre i bastoni fatti con il legno di nocciolo, ai pellegrini che vanno a trovarlo a casa sua (percorsi 7,4km). Proseguendo il cammino prima di entrare a Villamayor di Monjardín (percorsi 9,2km), dove si racconta ci furono battaglie di Carlomagno, si può ammirare la Fuente del Moro del secolo XIII. Si tratta di una robusta cisterna coperta con volta ad arco di stile romanico. Nella cima alta del monte si osservano i resti del castello di San Esteban del secolo X che si ergono dominando la regione. Villamayor è nota per i suoi vigneti e le cantine. Un paio di km dopo si arriva all'incrocio con la strada per Urbiola dove si trova una fontana per l'acqua. E bene rifornirsi perchè per i successivi 10km non si trovano abitazioni e altre fonti. Si arriva a Los Arcos cittadina che conserva buona parte del suo centro storico e dove esistono dei buoni albergue per pellegrini e dove volendo potremo terminare questa tappa. Interessante la chiesa de Santa Maria con un bel altare barocco. La piazza antistante la chiesa è un invito ad una pausa di riposo per affrontare l'ultimo pezzo di cammino (percorsi 21,2km). Usciamo da Los Arcos sotto la Porta de Castilla e incrociamo la strada NA-129. Si entra così nuovamente in una strada sterrata che prosegue parallela alla strada NA-1110 per 3 Km e quindi all'abitato di Sansol dove c'è un tempio barocco del XVII secolo dedicato a San Zoilo. Si arriva a Torres del Rio dove troviamo la chiesa del Santo Sepolcro a pianta ottagonale di probabile origine templare del XII secolo. La torre addossata alla chiesa un tempo serviva come faro nella notte per guidare i pellegrini. All'interno un pregevole Cristo crocifisso in legno.


Albergue parroquial de Santiago C/ Barriocepo, 8, 1º Logroño (La Rioja)

Albergue de Peregrinos Puerta del Revellín - Plaza Martínez Flamarique, 4 bajo Logroño - tel: 629 170 447

Albergue de Peregrinos de Logroño - Rua Vieja, 32 Logroño (La Rioja) 941 239 201

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Con la tappa di oggi si abbandona la regione della Navarra per entrare nel territorio della Rioja, terra del pane e del vino come venne descritta nel Codex Calixtinus del XII secolo (la prima guida scritta del cammino). Lasciato Torres de Rio il cammino incrocia la strada NA-1110 prima del santuario della Vergine del Poyo del XVI secolo con successivi rifacimenti in stile barocco attorno a XIX secolo (percorsi 2,7km). Si ritorna nuovamente verso la strada NA-1110 e si raggiunge lungo una strada secondaria BarIndicazioni del cammino gota. Da qui scendendo per una comoda pista con un dislivello di un centinaio di metri arriviamo al "baranco de Cornavara" (una sorta di avvallamento frutto dell'erosione dell'acqua). Tra le terre argillose ci sono dei rimboschimenti con pini, piante da frutto, ma soprattutto vigneti e ulivi. Il tracciato segue la strada NA-1110 e dopo un km circa di asfalto proseguiamo per Viana. Prima di entrare a Viana si riattraversa la Na-1110 e proseguendo per un breve tratto di strada bianca e la Calle del Cristo si entra a Viana lungo la via "Primo de Rivera" passando proprio davanti alla grande chiesa di Santa Maria in stile gotico del XIII secolo dove si trova sepolto Cesare Borgia (percorsi 10,5km). Usciamo da Viana e scendiamo una pista sterrata fino ad attraversare la strada NA-7220 e poco più avanti nuovamente la NA-1110. Su strade sterrate di campagna proseguiamo fino a raggiungere la Ermita de la Virgen de Cuevas (percorsi Km 13,3) dove sotto gli alberi c'è un area di sosta con tavoli e fontana per l'acqua. Avanti ancora tra campi coltivati continuia-

Albergue Parroquial de Viana Plaza de los Fueros (Junto a la iglesia de Santa María) Viana - tel: 948645037/646666738

Albergue de los peregrinos - della tappa

Torres del Rio - Logroño / km 20

Alberguería Andrés Muñoz Calle Ruinas de San Pedro, s/n Viana (Navarra) 948 64 55 30 / 609 141 798

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so. Dopo 2,5 km dall'incrocio con la strada per Bustillo, un cippo in pietra informa che di li passa una delle vie di transumanza (Cañada Real Leonesa)usate dai pastori per portare le greggi dai pascoli estivi delle terre di Leòn a quelli invernali dell'extremadura e viceversa. Finalmente dopo 4,5 km dal cippo della via della transumanza, arriviamo a Calzadilla de la Cueza che come un'oasi nel deserto da finalmente ristoro e sollievo. Qui infatti nello stesso locale troviamo bar, trattoria con possibilità quindi di dissetarsi, riposare, mangiare un boccone dopo la lunga ed estenuente, ma anche suggestiva marcia sulla "calzada romana". Dopo il meritato "decanso" (riposo), riprendiamo la via del cammino che ci porta ad imboccare la strada statale N-120. Attraversiamo il río Cueza proseguiamo lungo un "andadero" che corre parallelo sulla sinistra della della strada. Lungo la strada incrociamo Santa María de las Tiendas, un antico Hospital. Più avanti riattraversiamo nuovamente la statale N120 per entrare in Ledigos un piccolo paese con bar e albergue (percorsi km23,4). Un ultimo strappo ci porta fino a Terradillos de los Templarios paese che prende il nome dai cavalieri templari che presidiavano in questo luogo, l'ormai scomparso hospital de San Juan. Difficoltà: da Carrión de los Condes a Calzadilla de la Cueza 17 km senza alcun insediamento umano. Vari attraversamenti della statale N-120. Da vedere: - Calzadilla de la Cueva piccolo paese di 55 abitanti con numerese testimonianze di età romana come la "via Aquitania". Nella chiesa parrocchiale di San Martin si conserva una bella pala d'altare XVI secolo che proviene dall'antico monastero di Santa María de la Tiendas il cui nome (tiendas) deriva dal matello di tela che i pellegrini usavano per coprirsi. - Ledigos piccolo paese di 80 abitanti. La chiesa parrocchiale consacrata a Santiago, conserva al suo interno tre immagini differenti del santo: Matamoros, Apostolo e pellegrino. Come in altre località della zona si possono vedere le "palomars" (piccionaie) Di forma quadrata o circolare costruite in mattoni per allevare i piccioni che costituiscono una "prelibatezza" culinaria dei luoghi. - Terradillos de los Templarios nella chiesa parrocchiale di San Pedro si conserva un crocefisso del XIV secolo.


Albergue de Terradillo de los Templarios (Jaques de Molay) C/ Iglesia Terradillos de los Templarios tel: 979 88 3679 / 657 16 5011 - Privato

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Usciamo da Carrión percorrendo la calle de José Antonio e attraversando il ponte sul río Carrión giungiamo al monasterio benedictino de San Zoilo oggi hotel e centro di studio e documentazione sul cammino di Santiago con una ricca biblioteca Jacobea, aperta al pubblico. Attraversiamo la statale N-120 e prendiamo la strada per Villotilla (percorsi 2km) non trafficata e un poco abbandonata. Dopo un Km circa troviamo alla nostra destra quella che era una proprietà dell'abadía de Benevivere. Ottocento metro più avanti abbandoniamo questa strada per prendere la Vía Aquitana. Antica strada romana che univa la lontana Bordeaux ad Astorga e che qui conserva ancora parte del suo tracciato originale. Sono 11,5 km dritti sotto il sole (... se non piove e tira vento), senza possibilità di ombra e con una pavimentazione ciottolata che mette a dura prova piedi e caviglie. Prima di incrociare la strada per Bustillo a circa un ora di cammino dall'inizio della "calzada romana", in certi periodi dell'anno si può trovare un bar "improvvisato" (un container prefabbricato) ... ma meglio non fare affidamento potrebbe essere chiu-

Albergue Los Templarios A la entrada del término de Terradillos de Templarios tel: 667 25 22 79 - Privato

El Palomar C/ Ronda de Abajo Lédigo Tel: 9798836 05 / 9798836 14 - Privato

Albergue de los peregrinos - della tappa

Carrion de los Condes - Terradillos de lo Templarios / km 26,6

Albergue de peregrinos de Calzadilla - Al final detrás de la calle mayor Calzadilla de la Cueza tel:979883163 / 616 483517 - de César Acero

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mo fino ad incontrare dopo 1,5km, una tabella che indica "Observatorio El Bordón, Laguna de las Cañas". Giriamo verso destra sempre lungo strade di campagna fino ad incrociare nuovamente la strada di traffico automobilistico da attraversare con molta attenzione. Scendiamo lungo il pendio ed incontriamo il cippo che segna il confine tra la provincia della Navarra e la Rioja di cui Logroño è il capoluogo. A partire da questo punto una pista Ponte sul fiume Ebro dipinta di rosso che attraversa la zona industriale ci guida fino alla città entrando per il ponte di pietra sopra l'Ebro. Tale ponte fu costruito nell'XI secolo da Santo Domingo de la Calzada e da San Juan de Ortega ben noti per le loro opere lungo il cammino di Santiago. Nel 1884 venne completamente ristrutturato. Dopo il ponte una rotonda e alla destra per la Calle Rùa Vieja si entra in città e troviamo l'albergue de los peregrinos. Interresante da visitare il centro storico con le sue calli caratteristiche (calle Laurel, Mayor, Mercado) ricche di negozietti e ristoranti tipici. Da visitare la Cattedrale di Santa Maria la Redonda con le torri gemelle stile barocco dedicate a San Paolo e Pietro.


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La terra rossa ed i vigneti di " tempranillo e garnacha " (vini rossi), accompagnano il viandante in questa tappa. Poco dopo l'uscita da Logroño si attraversa il bel Parco di La Grajera, per iniziare una pendenza impegnativa, attenuata da una bella visione verso Logroño. Si scende fino a Navarrete costeggiando una rete metallica piena di croci poste dai pellegrini mentre la sagoma di un toro di "Osborne" dall'alto della collina ci controlla. Incrociamo l'autostrada AP-68 e poco dopo possiamo contemplare i resti dell'antico hospital de San Juan di Acre del 1185 ed arrivare quindi a Navarrete, nota per le ceramiche. Giunti alla cooperativa Vitivinicola de Sotés attraversiamo la strada per Sotés e proseguiamo lungo una strada asfaltata parallela alla A-12. Se vogliamo sostare a Ventosa prendere la deviazione e proseguire per 1,5 km circa. Circa tre chilometri prima di Nájera si trova il Poyo (collina) di Rolando una piccola elevazione che rievoca la mitica vittoria di Rolando sul gigante musulmano Ferragut. Una costruzione a cupola circolare di pietra che serviva come rifugio agli agricoltori è posta sul poyo. Racconta la leggenda: Rolando arrivò a Nájera per liberarer i cavalieri cristiani che Ferragut, gigante Siriano discendente di Golia, teneva prigionieri nel suo castello. Ferragut, era più forte di Rolando e sconfisse i migliori guerrieri di Carlo Magno. Un giorno, dalla collina (il Poyo) Rolando vide il gigante seduto il poyo di Rolando

Albergue de Peregrinos Sancho III - La Judería c/ San Marcial, 6 Nájera - tel: 941 36 11 38

Albergue de Peregrinos de Nájera/En la orilla del Río Najerilla Nájera (La Rioja) Oficina de Turismo: 941360041

Albergue San Saturnino C/ Medio Derecha, 9 Ventosa (La Rioja) 941 44 18 99 / 657 823 740

Uscendo da Logroño

Albergue Bodega Fernando J. Rodríguez C/ Conde de Garay, 25 Sotés - tel: 670 053 229

El Cántaro C/ Herrerías, 16 Navarrete (La Rioja) 941 44 11 80

Albergue de los peregrinos - della tappa

Logroño - Nájera / km 26,0

Albergue de Peregrinos de Navarrete Calle San Juan s/n Navarrete - tel:941 44 07 76

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1,8 km si costeggia il "Canal de Castilla", una grande opera di ingegneria costruita attorno al 1800 per l'irrigazione dei campi e il trasporto dei cerali su zattere trainate da buoi. Il cammino prosegue parallelo al canale per quasi 3 km fino alla chiusa in prossimita di Fromista. Lasciamo quindi il canale ed entriamo in città dove troviamo la iglesia románica de San Martín che merita proprio una visita ... se abbiamo la fortuna di trovarla aperta. Sembra un modellino tali sono la perfezione delle proprorzioni e lo stile. E 'stata costruita nel XI secolo I pilastrini sotto il patrocinio della signora Mayor de Castilla ed è composta da tre navate, 46 capitelli, una cupola ottagonale e da due torri cilindriche. Si riprende il cammino superando un paio di rotatorie della strada P-980 collocati una prima e una dopo il ponte della autostrada A-67 e prendiamo una lunga pista bianca che corre parallela alla P-980. La pista è ad uso e consumo specifico dei pellegrini come testimoniano i pilastrini con la piastrella che riproduce la conchiglia di "Santiago" gialla su sfondo blu, che posti a coppie di due a due la delimitano e impediscono alle macchine di accedervi. “La mia amica pellegrina Maria Cristina diceva che bisognava passare in mezzo ai quattro pilastrini perchè porta bene e soprattutto ci si carica dell'energia del cammino ...” Lungo questa via passiamo per Población de Campos (percorsi Km 9,2) dove si possono trovare un bar, un negozietto e anche un albergue. Prima di attraversare il río Ucieza chi desidera può Santa Maria la Blanca prendere la deviazione per Villovieco tanto per rompere la monotonia del percorso oppure continuare sulla dritta via. Attraversiamo il paese di Revenga (percorsi 12,6km) percorrendo la calle General Amor. La sommità della torre della iglesia de San Lorenzo è diventata terra di conquista delle cicogne che hanno piantato i loro grandi e incredibili nidi. All'uscita dal paese, riprendiamo l'ormai solito cammino che ci porta alla vicina Villarmentero de Campos (percorsi 14,7km. Qui troviamo un bar all'entrata del paese e un'area di sosta all'ombra di alcuni pini all'uscita. Procedendo sempre dritti come un tiralinee si arriva a Villalcázar de Sirga paese anonimo se non fosse per la mastodontica chiesa templare de Santa María la Blanca del XII secolo. Un misto tra romanico e gotico che vala la pena visitare ... se abbiamo la fortuna di trovarla aperta. Sopra il bellissimo portale d'ingresso ad arco acuto si trova una rappresentazione scolpita degli evangelisti e dei dodici apostoli. Lasciamo questo luogo e ci rituffiamo nell'andadero (via) che nel tratto finale rompe un po' la monotonia. Senza grossi trambusti arriviamo quindi a Carrión de los Condes finale di questa tappa. Sorta sugli argini del río Carrión, un tempo la citta era circondata da mura e strutturata in due quartieri separati. Sotto al portico della chiesa di Santa il portale María del Camino ai lati sopra il portone d'ingresso, quattro teste di toro, scolpite nella pietra, ricordano la liberazione dal tributo delle Cento Donzelle che i cristiani dovevano pagare annualmente ai musulmani occupanti. Carrión rimase libera di questo obbligo quando gli islamici giunti in paese per la riscossione, furono allontanati da quattro feroci tori usciti del i 4 tori della storia vicino eremo. delle 100 donzelle Note: la tappa è molto semplice e piatta, per cui non richiede dispendio di energie. La monotonia del paesaggio rotta di tanto in tanto da piccoli paesi può essere presa come un momento di pausa per prendere la carica verso le tappe successive.

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sulla porta del castello, prese una pietra rotonda che pesava più di 20 kg e gliela scagliò contro colpendolo in fronte, uccidendolo.Da allora il dosso si chiama, Podium o collina, di Rolando. Un'altra versione della leggenda dice che Rolando dopo uno scontro con Ferragut, gli conficcò un pugnale nell'ombelico, l'unico posto vulnerabile del gigante. In questo modo, le truppe di Carlo Magno poterono liberare Nájera. Il rio Najerilla chiude la città vecchia, addossata alle rocce di colore rosso e sviluppatasi intorno al monastero e la chiesa di Santa Maria la Real del 1052. L'itinerario - a partire da questo punto comincia una fase differente del camino de Santiago. Si lasciano dietro le tappe navarresi con i continui saliscendi e cominciano i tratti della Rioja più dolci ma in continua ascesa fino agli altipiani per Burgos. Principale difficoltà - riscontrate - Quando la strada attraversa Logroño, il pellegrino può trovarsi con alcuni problemi di segnaletica nei parchi della città. Basta stare attenti a questo aspetto ed eventualmente chiedere. Alto della Grajera -Due chilometri dopo essere arrivati al bel parco entrando a Najera di La Grajera, incomincia una salita di un [Nájera] chilometro e mezzo i cui primi 700 metri sono ripidi. Il percorso di questo alto si svolge tutto in asfalto. La discesa verso Navarrete non presenta nessuna difficoltà. Alto di San Antón - La salita più impegnativa di questo "alto" è lunga meno di 1 km ed è ripida per i primi 500 metri ma su strada buona ed un tratto finale di circa 200m per un sentiero pietroso e complicato. Nella discesa bisogna prestare attenzione al fondo; ci sono pietre, scale e bisogna attraversare una strada. Fino all'arrivo a Nájera conviene stare attenti a questi aspetti.


Albergue Villalcázar de SirgaPlaza del Peregrino Villalcázar de Sirga tel:979 88 80 41 - municipale Monasterio de Santa Clara Calle de Santa Clara, 1 Carrión de los Condes tel: 979 88 08 37 - Suore Clarisse

Albergue de Villarmentero de Campos C/ José Antonio, 2 Villarmentero de Campos tel: 629 178 543 - privato Albergue Espíritu Santo Plaza de San Juan, 4 Carrión de los Condes tel: 979 88 00 52 - figlie de la Caridad de San Vicente de Paul

Albergue de Población de Campos Paseo del Cementerio Población de Campos tel: 979 81 10 99 / 685 510 020/ 625 469 326 - comunale Albergue Privado de Villalcázar de Sirga Uscendo dal paese Villalcázar de Sirga tel: no - particolare

Si esce da Najera percorrendo una pista argillosa e dopo breve passiamo sopra l'arroyo de Pozuelos o Valdecañas fino a giungere nuovamente su una pista asfaltata che porta direttamente fino ad Azofra. Il paesino fin dalle origini è parte integrante del cammino come testimonia la presenza di un hospital dal 1168 e di un cimitero per pellegrini (percorsi 5,7 Km). Si attraversa Azofra lungo la Calle Mayor dove possiamo trovare la farmacia, dei negozietti per rifornirsi di cibo e alcuni bar. Conviene rifornirsi perchè la prossima località (Cirueña) dista a più di 9 km. All'uscita della cittadina percorriamo un breve tratto della LR-206 e troviamo la fuente de los Romeros. Proseguiamo verso sinistra e ci inoltriamo in quello che sarà il nostro percorso di tappa. Interessante dopo poco più di 1 km, la picota de mediados del XVI secolo (percorsi 7,2 Km) una colonna dove si legavano i condannati dalla giustizia. La picota ... [tra i campi di grano] Il paesaggio è un'esplosioni di campi di grano, vigneti di colori della natura. Lunghi tratti di terra battuta dritti attraversano le coltivazioni e al termine di uno di questi troviamo un'area di sosta, posto ideale per una pausa ristoratrice. Poco più avanti entriamo nell'area del Golf Club Cirueña un complesso residenziale alla periferia di Cirueña (percorsi 15 km) con un grande campo da golf. Attraversiamo l'abitato percorrendo la calle Barrio Bajero e dopo un breve tratto di strada entriamo in una pista sterrata nuovamente tra i campi di cereali che soavemente ci porta fino a Santo Domingo de la Calzada da dove come un faro spunta la torre barocca della stupenda Cattedrale. Si giunge al centro della città dove si trova il rinomato ostello passando per calles 12 de mayo y Mayor. 24

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Lasciamo Boadilla dando l'ultimo sguardo al lavoro di "filigrana" con cui è decorato el rolo jurisdiccional e iniziamo una delle tappe piatte e per certi versi monotone, della lunga meseta Castillana.Dopo

Albergue Parroquial de Santa María Unito alla Iglesia de Santa María Carrión de los Condes tel: 979 88 07 68 - parrocchiale

Albergue de Frómista Plaza de San Martín tel:(Carmen) 686 579 702 Frómista - municipale Albergue Estrella del CaminoAvenida del ejército español (frente al centro médico) tel: 979 810053 / 653 51 582 Frómista - Privato

Albergue de los peregrinos - della tappa Albergue Canal de Castilla C/ La Estación, s/n. A la entrada, tras pasar el túnel bajo las vías Frómista Tel: 979 81 01 93 - Privato

Casa del Santo C/ Mayor, 38 bajo Santo Domingo de la Calzada Tel: 941 343390

15 Boadilla del Camino - Carrion de los Condes / km 24,6

Albergue del Abadía Cisterciense Nuestra Sra. de la Anunciación - Calle Mayor, 29 Santo Domingo de la Calzada Tel: 941 34 05 70. Oficina de Turismo: 941341230

Albergue Virgen de Guadalupe Calle Barrio Alto, 1 Cirueña - tel: 638 92 40 69

Albergue de los peregrinos - della tappa

Nájera - S.to Domingo de la Calzada / km 21,0

Albergue Municipal de Peregrinos Azofra/Calle Las Parras, 7 Azofra. Tel: 941379049 / 619022477

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Santo Domingo de la Calzada una delle città simbolo del cam... Dove porta la tua strada ?? mino, fondata a ricordo di Santo Domingo nel 1044 che costruì un ponte sopra il rio Oja per facilitare il cammino dei pellegrini. Molto famosa la leggenda del gallo e la gallina che ricordano il famoso miracolo: Attorno al 1300, una copia marito e moglie di Colonia, in pellegrinaggio a Santiago con il loro giovane figlio poco più che adolescente, ma molto sveglio a quel che pare, presero alloggio nella locanda del paese. La figlia della locandiera si invaghì del giovane, ma questi per timore dei genitori, resistette alle sue seduzioni. La giovane allora, per vendetta, nascose nel sacco di lui un vaso d’argento e alla sua partenza, lo accusò di furto. Catturato, fu condannato a morte per impiccagione. I genitori distrutti dal dolore ma pieni di fede continuarono il loro pellegrinaggio. Di ritorno passarono per la stessa locanda dove trovarono il figlio vivo e vegeto. Questi raccontò loro che a salvarlo era stato proprio San Giacomo il quale durante l'esecuzione capitale lo sostenne per i piedi impedendo al capio di serrargli il collo. Il padre incredulo e convinto di essere stato turlupinato dal figlio desideroso solo di rimanere con la giovane locandiera, sentenziò che avrebbe prestato fede al suo racconto, solo se i due galletti arrostiti che gli erano stati serviti Il gallo di S.to Domingo per la cena, e messi in bella mostra sulla tavola imbandita, fossero tornati anch'essi in vita. Subito i galletti si alzarono, ripresero le piume e si misero a cantare. Da allora un gallo e una gallina bianchi (oggi offerti da famiglie locali e sostituiti ogni 15 giorni) sono posti in una gabbia all’interno della chiesa. Nel medioevo i pellegrini ne raccoglievano le piume cadute e le esibivano sui loro cappelli. Oggi la gabbia è in stile tardo gotico, con rete dorata, in linea con lo stile della cattedrale. Quando un pellegrino entrato in chiesa, sente il canto del gallo è considerato di buon auspicio per il resto del viaggio fino a Santiago.


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Grañón: preghiera della sera

Con questa tappa si lasciano le terre della Rioja caratterizzate dai campi di granaglie e vigneti e ci si addentra in Castiglia-Leon in direzione del capoluogo Burgos. Per buona parte del cammino si viaggia parallelamente alla strada N-120 e in tre occasioni la si incrocia: uscendo da S.to Domingo, a Redicilla del Camino e all'entrata di Belorado. Da Grañón ultimo paese della Rioja, per arrivare a Belorado si passa per Redecilla del Camino dove nella chiesa parrocchiale Virgen de la Calle si conserva una interessante pila battesimale del XII secolo, Castildelgado anticamente Villaypún, Viloria di

Albergue de peregrinos Caminante - Mayor 36 Belorado (Burgos) 656 873 927

Cuatro Cantones C/ Hipólito López Bernal , 10 Belorado (Burgos) 696 427 707 / 947 58 05 91

Refugio Parroquial de Belorado Barrio de El Corro s/n Belorado (Burgos) 947 58 00 85

Albergue privado El Corro C/ Mayor, 68 Belorado (Burgos) 670 691 173 / 947 580 683

Albergue A Santiago Camino Redoña s/n. Belorado (Burgos) 677 811 847 / 947 562 164

Albergue San Luis de Francia Carretera de Quintanilla, s/n Villamayor del Río 947 58 05 66

Refugio de peregrinos Acacio y Orietta Calle Nueva, 6 Viloria de Rioja - Burgos 947-585.220 / 679.941.123

Albergue municipal San Lázaro C/ Mayor, 24. Enfrente de la Iglesia Redecilla del Camino 947 58 02 83 / 947 58 80 78

Albergue juvenil de Carrasguedo A la salida de Grañón Grañón 941 746 000

Albergue de los peregrinos - della tappa

S.to Domingo de la Calzada - Belorado/ km 22,0

Albergue parroquial San Juan Bautista Detrás de la Iglesia Grañón

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passa la strada. Fondato da Fernando VII nel 1146, il monastero era conosciuto in tutta Europa per la bravura dei suoi monaci nel trattare la malattia del "fuego de San Antón" molto diffusa soprattutto nell'Nord Europa a causa di un fungo che alterava la segala con cui in quei paesi, veniva fatto principalmente il pane. All'epoca, ai pellegrini che transitavano da quelle parti non veniva data ospitalità per evitare il contagio e affinchè potessero proseguire il cammino, veniva dato loro solo del cibo, calato dall'alto con un verricello. I resti di questo verricello sono ancora visibili tra le impressionanti rovine del monastero. Passiamo trionfalmente sotto i maestosi archi del convento e prendiamo la strada che ci porta direttamente a Castrojeriz ultimo paese della provincia di Burgos. Di origine romana, il paese si estende a forma di mezza luna alle falde di una collina sulla cui sommita dominano i resti di un antico castello. Prima di entrare in paese, alla nostra destra troviamo la ex collegiata gotica-romana de la Virgen del Manzano interessnte da visitare. Sul portale d'ingresso sono inchiodati i ferri del cavallo bianco che, secondo la leggenda, con in groppa San Giacomo fece un grande balzo finendo sopra ad un albero di melo (manzano) nelle cui cavità venne trovata una statua della Vergine che da allora si venera nella chiesa. Si sale in paese lungo la calle Real de Oriente e troviamo la chiesa gotico-romana di Santo Domingo con una elegante facciata in stile plateresco del XVI secolo. Alla fine della salita ci troviamo nella plaza Mayor dove possiamo sostare tranquillamente sotto i portici. Interesante la trasformazione della vecchia chiesa di San Esteban in centro culturale e albergue dei pellegrini. Proseguendo per la calle ora detta Real de Poniente, si esce da Castrojeriz per iniziare la salita al Teso de Mostelares. Questa vista è diventata un'icona del cammino. La dura salita comincia un centinaio di metri dopo la traversata di un ponte di legno sul rio Odrilla. Si arriva alla sommita dopo aver percorso 1,3 km e un dislivello di 140 metri giungendo a quota 917 m.slm. Un panorama mozzafiato si apre davanti a noi sulle "Tierre de Campos" note come il "granaio della Spagna". Entriamo nella terra così descritta da Aymeric Picaud "ricca di cacciagione, di arte e storia, di tesori, oro, argento, tessuti e cavalli forti; terra di abbondanza di pane, vino, carne, pesce, latte e miele, ma priva di alberi". Una lunga pista bianca lunga 4 km ci porta dolcemente fino all'area di sosta della fuente del Piojo. Un km più avanti arriviamo alla antica chiesa di San Nicolas oggi trasformata in Albergue gestito dalla confraternita italiana di San Giacomo e nota a tutti pellegrini per la sua splendida e indimenticabile accoglienza dove alla sera si svolge il rito della lavanda dei piedi. Superato il ponte Fitero sopra il rio Pisuerga termina la provincia di Burgos ed entriamo in Palencia. Una strada di campagna che costeggia il rio Pisuerga ci porta a Itero della Vega dove troviamo la ermita de Nuestra Señora de la Piedad del XIII secolo che conserva una bella statua di Santiago Peregrino, la chiesa de San Pedro del XVI secolo e un Rollo jurisdiccional (colonna del tribunale dove venivano legati i colpevoli prima della sentenza del giudice) Attraversiamo il paese e proseguiamo per una pista fino ad un canale di irrigazione e un paio di km più avanti arriviamo a Boadilla del Camino. Una spianata verde in primavera, dorata e ocra in estate e autunno. Nella piccola piazza troviamo il Rollo jurisdiccional del XV secolo considerato il più bello e meglio conservato di Castiglia e la chiesa de Nuestra Señora de la Asunción (s. XVI-XVII) con una pila battesimale romanica e una pala rinascimentale.


Albergue de San Nicolás Situado entre Itero del Castillo e Itero de la Vega Itero del Castillo (Burgos) - Confraternitá de Santiago (IT) Albergue Putzu Calle las Bodegas 9 Boadilla del Camino Particular - - Privado

Albergue de Itero del CastilloPlaza del Ayuntamiento Itero del Castillo (Burgos) Tel: 947 37 73 57 - Municipal.

Albergue Municipal de Itero de la Vega - Plaza de la Iglesia, frente a unos columpios Itero del la Vega Tel: 979 15 18 26

En el Camino Plaza El Rollo, entrada por la casa rural - Jesús Merino Boadilla del Camino (Palencia) Tel: 979 810284 / 619 105168

Albergue de San Esteban Junto a la plaza mayor Castrojeriz (Burgos) Tel: 947 37 70 01 - Municipal

Albergue de Itero (Antiguo La Posada) - C/ Santa Ana, 3 Itero del la Vega (Palencia) Tel: 979 15 17 81 - Privato

Albergue de Boadilla del Camino / Calle escuelas Boadilla del Camino (Palencia) Tel: 979810776- Ayuntamiento

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Usciamo da Hontanas lungo calle Real per imboccare la strada BU-P-4013 che lasciamo subito per prendere sulla destra la via del cammino. Passiamo dopo circa un paio di km sotto le rovine di una torre e percorsi altri 2 km si ritorna di nuovo sulla strada. Si cammina sulla strada all'ombra di una fila di alberi e in fondo si intravedono le maestose rovine del convento de San Antón. Sotto i suoi archi

Refugio Tradicional de Castrojeriz C/ Cordón Castrojeriz (Burgos) Tel: 947 37 74 00 - Ayuntamiento de Castrojeriz

Albergue de Castrojeriz (El Camping) Calle virgen del manzano s/n tel: 947 377255 / 658 9667 43 Castrojeriz - privato

Albergue de los peregrinos - della tappa

Hontanas - Boadilla del Camino / km 28,5

Albergue de peregrinos Casa Nostra Calle Real de Oriente, 54 tel: 947 37 74 93 Castrojeriz - particolare

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Rioja dove nel 1020 naque Santo Domingo e Villamayor del Rio. All'entrata di Viallamayor troviamo un'area di sosta dove poter fare una breve pausa. Anni prima che a Santo Domingo fosse costruito il ponte sull'Oja e Sancho el Major di Navarrina facesse passare il camino de Santiago per Santo Domingo, la via jacobea passava a nord seguendo l'antica carreggiata romana che passava per Tricio, Briviesca, Najera, Hormilla, Villalobar, Herramélluri (dove stanno le rovine dell'antica città romana di Libia), Leiva e Tormantos, per addentrarsi verso Burgos fino a Belorado per la zona conosciuta come la Riojilla. A Leiva de Rio Tiròn esistevano sette eremi tutti scomparsi e che si riunificarono nell'eremo dedicato alla Vergine Pellegrina. In tutta la via Francese solo in Sahagún troviamo un'altra Vergine Pellegrina. La preziosa statua della Vergine col Bambino aggrappato alla sua mano si può ammirare all'eremo o nella chiesa parrocchiale. La leggenda racconta che la Pellegrina curò con le labbra come pregando, un piccolo bambino giacente ed immobile per il quale la madre chiedeva disperatmente aiuto. In Leiva si può contemplare anche un castello del secolo XV. L'itinerario - Questa tappa non presenta nessuna difficoltà rilevante. Continua la salita che porterà a poco a poco il pellegrino fino agli 800 metri sul livello del mare di Burgos, ed il falso piano è la tendenza generale. La strada attraversa molti paesi “riojanos”, per questo il tragitto diventa molto divertente. Inoltre, nella strada principale sono stati creati alcuni "andaderos" (piste - corsie) che facilitano il passaggio dei pellegrini e, soprattutto, proteggono la loro sicurezza.


Albergue San Antón Abad C/ Hospital, 4 (Junto al antiguo hospital de peregrinos) Villafranca Montes de Oca 947 58 21 50 - Privado

Albergue de Villafranca Montes de Oca - C/ Mayor s/n. Villafranca Montes de Oca 947 582 124 / 687 594 296 - Municipal Albergue de San Juan Ortega San Juan de Ortega (Burgos) 947 56 04 38 - Parroquia San Juan de Ortega

Albergue La Campana de Espinosa del Camino Espinosa del Camino Tel: 678 47 93 61 - Privado

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La tappa è dedicata al discepolo di Santo Domingo, San Juan de Ortega. Il percorso procede tra i Montes de Oca, zone fangose e ripide salite come l’Alto de la "Pedraja". L’Alto de la Pedraja, una volta luogo di imboscate e di banditi, rappresenta la difficoltà più impegnativa della tappa, prima di arrivare all'altipiano. Una volta usciti da Belorado attraversando il ponte sul Rio Tiron si arriva a Tosantos, dove richiama l'attenzione l'eremo rupestre di Nostra Sig.ra della Peña. Si prosegue passando per Villambistia, con un tratto di strada romana ancora conservata, quindi Espinosa del Camino con le vestigia romaniche di San Indalecio e Villafranca Montes de Oca, sosta abituale dei pellegrini per riprendere le forze ed affrontare la lunga salita che conduce al valico della Pedraja. Juan de Ortega nacque nel 1080 a Quintanaortuño, sulle rive dell'Ubierna; ordinato sacerdote lavorò a Santo Domingo nella costruzione di ponti, ospedali e chiese. Isabella la Cattolica dopo sette anni di matrimonio senza figli, andò pellegrina fino a San Juan de Ortega attratta dalla fama di San Juan come protettore contro la sterilità. Per la grazia ricevuta, la regina fece edificare la sontuosa cappella di San Nicolás di Bari. Il Miracolo della nascita conferisce a questo posto un alone mistico. L'itinerario - La tappa può dividersi in due parti quasi di uguale lunghezza. La prima parte che va da Belorado a Villafranca Montes de Oca, si sviluppa per una strada facile e tranquilla. La seconda parte è caratterizzata dal passo dell'Alto de La Pedraja. Il percorso mostra dei monti meravigliosi e la salita al passo è molto faticosa. Principali difficoltà - Alto de la Pedraja. L'ascensione comincia a Villafranca Montes de Oca con 400 metri di un sentiero molto ripido, 100 metri più dolci ed altri 600 metri duri. Dopo questo primo

Albergue de San Roque Plaza Mayor Villambistia Tel:947 58 20 44 - Ayuntamiento

Albergue de los peregrinos - della tappa

Belorado - San Juan de Ortega / km 24,0

Albergue de "San Francisco de Asís" - C/ Santa Marina próximo a la carretera de Burgos) Tosantos (Burgos) Tel: 947 58 00 85- Parroquial

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rio e si entra nella "calle de Villadiego". Dopo una rotonda alla quale proseguiamo dritti, si arriva ad un bivio con indicazioni per "Los Guindales. Vivaio forestale" (km 3) che sta sulla destra. Si prende a questo punto la calle de Benito Pérez Galdós e si prosegue dritti. Alla fine del vivaio forestale, termina anche l'asfalto e comincia una strada bianca. Cominciano le tappe delle vaste mesetas fino a Leòn, nelle quali il sole e le grandi distese saranno compagni di viaggio. Dopo l'arroyo Molinar entriamo in Villabilla con la sua chiesa dell'Assunzione del XVI secolo, primo paesino dopo Burgos. Attraversiamo il ponte sopra la tangenziale che congiunge la N-120 con la A-231 (autovia del camino) ed infine superiamo quest'ultima passando sotto un grande viadotto (Km 8,6). Attraversato il rio Arlanzón proseguiamo per Tardajos lungo una pista parallela alla strada principale. In epoca remota Tardajos era un insediamento romano. Lasciamo nuovamente l'asfalto per dirigersi a Rabé de las Calzadas (Km 12,6), che raggiungiamo dopo l'attraversamento del rio Urbel un canale lungo una cinquantina di km, stretto e di scarsa portata che però in certo occasioni può facilmente esondare e ricoprire di fango l'area tra i due paesi. Usciti da Rabé entriamo nel vivo dell'altopiano castigliano; lunghe distese piatte e solitarie, strade diritte senza rifugi ed abitati sotto un sole che picchia, soprattutto d'estate, ma soggette anche sferzate di vento e bufera in caso di pioggia. Immense distese di campi di cerali che a seconda della stagione colorano di verde o di oro il paesaggio. Tre km dopo Rabé de las Calzadas troviamo la fuente de Praotorre una area di sosta e di riposo (15,4km). Hornillos del Camino che si raggiunge scendendo il fianco di un avvallamento sul fondo del quale il paese è adagiato. Attraversando il paese e risalendo l'altro fianco dell'avvallamento si ritorna sulle grandi distese della meseta rotte qua e la dalle montagnole di pietre formate dal lavoro degli agricoltori per rendere più lavorabilie la terra. Dopo 5 km da Hornillos incontriamo una Croce di Santiago e poco più avanti l'oasi dell'Arroyo de San Bol una fonte d'acqua, fresca e abbondante immersa nell'ombra degli alberi fanno di questo luogo l'ideale per una sosta rigenerante e per dare conforto nelle fresche acque ai piedi doloranti. Ancora un'ora circa di cammino e arriviamo quindi a Hontanas che magicamente spunta passo dopo passo dal fondo dell'avvallamento in cui è accovacciata. Principali difficoltà: Tappa lunga ma piatta. 30 Km con poche zone d'ombra dove riposarsi. Fare attenzione soprattutto d'estate al caldo del sole. Portare una buona riserva d'acqua e prottegersi con creme e un copricapo a falde larghe. In caso di pioggia e vento l'unico modo per ripararsi sono un valido copri zaino, una mantellina e un buon paio di scarpe per tenere i piedi asciutti. Osservazioni: Hornillo del camino potrebbe essere un altro buon punto di sosta per la tappa. Si trovano l'Albergue e bar.


Albergue Arroyo de San Bol Arroyo de San Bol Pertenece a Iglesias (Burgos) tel: 699 04 36 04 - Municipal Albergue Santa Brígida C/ Real, 15 Hontanas tel: 609164697/628 927 317 - Privato

Albergue de Hornillos Plaza de la Iglesia Hornillos del Camino Tel: 947 47 12 20 - Municipal

Albergue de Hontanas Calle Real, nº 26 Hontanas tel: 947377436- Ayuntamiento tel: 947377021- Albergue.

Albergue Liberanos Domine Plaza Francisco Riberas, 2 Rabé de las Calzadas tel: 695 11 69 01 - Privato

Mesón Albergue El Puntido Calle La Iglesia, 6 Hontanas tel: 947 37 85 97 - Privato

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Gli ultimi passi per le vie di Burgos scorrono dietro la meravigliosa cattedrale lungo la Calle de Fernán González e si prosegue fino all'arco o porta di San Martino a ferro di cavallo stile mudéjar e pesantemente restaurata nel XX secolo. Subito dopo l'arco a sinistra scendiamo una gradinata ed entriamo nella calle Emperador che percorriamo fino ad incrociare sulla sinistra la calle Villalón che imbocchiamo e seguiamo fino ad un grande incrocio con il viale Paseo de la Isla che attraversiamo per prendere il ponte sopra il rio Arlanzón. Superato il ponte proseguiamo a destra sul marcapiede parallelo alla N-120 di Palencia lungo il viale de José María Villacián Rebollo oppure ci portiamo dall'altra parte dalla strada e camminiamo all'interno del parco per poi alla fine del parco stesso ritornare sul lato destro della medesima Avenida. Superato quindi il parco "el Paral" ed essere ritornati sulla Avenida de José María Villacián Rebollo si prosegue dritti, oltre un sottopassaggio ferrovia-

Hospital de Peregrinos Santa Marina y Santiago hiuso oc tRibera, Plaza Francisco 6 men o m Rabé de Al las Calzadas tel: 607 664 122 - Privato

Albergue de Tardajos C/ Asunción, s/n Tardajos tel: 947 45 11 89 - Municipal

Albergue de los peregrinos - della tappa

Burgos - Hontanas / km 31,1

Albergue de Villalbilla Sagrado Corazón hiuso c Villalbilla ento m o m tel: 947 Al 29 12 10 - Municipal

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tratto duro, la salita è costante, ma molto più agevole. Dopo due chilometri e mezzo dall'inizio della Pedraja, si arriva ad un pianoro in mezzo al bosco, un posto ideale per riposare e se è necessario riprendere le forze. Dopo questa sosta ci aspettano altri due chilometri e mezzo per raggiungere un monumento dedicato ai caduti della guerra civile (fucilati) e per percorrere l'ultimo tratto molto duro, formato da una una forte discesa seguita di una dura salita lunga 600 metri e terminare così l'ascesa all'Alto de la Pedraja. La discesa fino a San Juan de Ortega si fa per una strada buona, ma che a seconda delle condizioni dell'anno può avere fango.

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Albergue de Olmos de Atapuerca C/ La Iglesia tel: 947 4304 44 / 626 673 297 Olmos de Atapuerca (Burgos) Albergue Divina Pastora C/ Lain Calvo, 10 tel: 947 20 79 52 Burgos - Asociación de comerciantes

Albergue La Hutte Junto a la Iglesia tel: 947 43 03 20 Atapuerca (Burgos)

Casa de Peregrinos Emaús C/ de San Pedro de Cardeña, anexo a la parroquia de San José Obrero Burgos - Diócesi de Burgo

Centro turístico El Peregrino C/ Carretera nº 105 tel:661 58 08 82 Atapuerca (Burgos)

Albergue Municipal de BurgosC/ Fernán González, 2 tel: 947 460922 Burgos - ayuntamiento

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In questa tappa troviamo i giacimenti del pleistocene di Atapuerca che sono aperti al pubblico (con orari molto stretti). Usciti da San Juan de Ortega si arriva a Santovenia e la sua bella chiesa, più avanti entriamo a Agés con la sua caratteristica architettura tradizionale e dove le vacche girano libere per le strade. Appena entrati in Atapuerca si possono contemplare vari dolmen ed un menhir. Deviando un po' la via, si trovano i famosi giacimenti preistorici. Proseguendo sulla via del "camino", dopo aver superato il punto più alto della tappa indicato con una grande croce di legno, si trovano i paesi di Cardeñuela, Orbaneja e Villafría, dove "il Camino" si fondeva con le rotte provenienti dei Paesi Baschi. Il paesaggio molto rilassante e aperto fino a questo punto, a mano a mano ci si avvicina alla grande città cambia completamente. Entriamo nel pieno del caos delle strade e del traffico di Burgos. Molti pellegrini evitano questo lungo tratto periferico della città che si snoda tra la zona industriale e commerciale prendendo l'autobus ... uno strappo all'etica del pellegrino, ma che permette di evitare di camminare nel traffico e di recupe-

Albergue Casa Caracol Calle La Iglesia, 4 tel:947 430 413 Agés (Burgos) - Privado

Albergue San Rafael C/ Del Medio, 19 tel:947 430392 Agés (Burgos) - Ayuntamiento

Albergue de los peregrinos - della tappa

San Juan de Ortega - Burgos / km 29,3

Albergue El Pajar de Agés C/ Paralela del Medio, 12 tel:947 400629 / 699 2738 56 Agés (Burgos) - Privado

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rare tempo da dedicare alla visita della città. Siamo nelle terre del Cid e della magnifica Cattedrale di Burgos. Il centro storico è ricco di caratteristiche locande e trattorie con piatti caratteristici e saporiti come l'agnello e la zuppa castigliana. L'itinerario - Questa è una tappa di contrasti, nella quale il pellegrino si trova con posti tanto magici ed impressionanti come Atapuerca o la Cattedrale di Burgos, ed altri tanto poco significativi come le zone industriali. La cosa più raccomandabile è godere nel primo tratto della vista di Atapuerca e la sua storia, e soffrire l'asfalto nell'ultima parte della tappa con la motivazione che alla fine l'aspetta l'impressionante cattedrale di Burgos. Principali difficoltà: - A due chilometri dall'uscita di San Juan de Ortega la strada passa tra pini e con un suolo difficoltoso per il pellegrino che si vede obbligato a passare tra sterpaglia e fango ed a farsi largo tra gli alberi. Questa situazione continua per due chilometri. - Dopo avere passato Atapuerca il pellegrino si trova con una dicsreta pendenza costellata di pietre che mette in difficoltà. Questo pendio continua per due chilometri, e l'ultimo tratto è ancora più duro. La discesa prosegue con qualche problema sul fondo stradale, ma poi alla fine si trova l'asfalto fino a Burgos.

Guida al cammino di Santiago  

Versione 2010

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