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Pegaso

Venerdì 12 aprile 2013

Recensioni

La vita laboriosa e travagliata di Ferdinando Fontana Recensione del libro “Uno scompigliato in Collina d’Oro” Con il suo approfondito studio 9 maggio e i provvedimenti restritdedicato a Ferdinando Fontana, Ti- tivi rivolto contro le forze di oppomoteo Morresi ha il merito di farci sizione (repubblicana, anarchica, conoscere la vita, “laboriosa e tra- socialista e cattolica) commossero vagliata”, e la vasta e multiforme l’opinione pubblica ticinese e solleproduzione di uno “scapigliato” varono un’ondata di agitazioni nelmilanese che da noi trovò la sua le file dell’emigrazione italiana preterra d’elezione. Il lettore troverà sente in Svizzera. Gli avvenimenti infatti in questo bel libro - un te- milanesi. fecero inoltre affluire un sto di piacevole lettura, presentato cospicuo numero di rifugiati politiin un’edizione assai curata - una ci nel nostro Cantone. serie di dati, di aneddoti, di fatti Ferdinando Fontana - di simpatie sull’operosa esistenza e la poliedri- repubblicane e socialiste - costretca attività di Fonto suo malgrado a tana, il quale septrasformarsi nel pe farsi strada in corso del 1898 da Biografia molti campi, dal villeggiante in esuFerdinando Fontana, giornalismo impele, manifestò in seconosciuto soprattutto gnato alla letteraguito più volte afper le sue collaborazioni tura, dalla poesia fetto e ammiraziocon Puccini, ha vissuto pure alla musica, dal ne per il Ticino e teatro all’operetta, per la Svizzera. In nel nostro Cantone e in altri ancora. particolare egli si Nato a Milano nel mostrò indulgente 1850, morto a Lugano nel 1919, nei confronti delle autorità federali Ferdinando Fontana è sicuramente che, proprio in occasione dei moti conosciuto in Italia in particolare milanesi del ’98, rivelarono poco riper le sue collaborazioni con Puc- spetto per gli ideali repubblicani e cini, le sue traduzioni di operette e democratici del nostro Paese. Coper le sue commedie in dialetto me ricorda Morresi, a Losanna, a milanese. È forse meno conosciuto Ginevra e in altre città nei giorni nel nostro Cantone - dove pure dei tumulti di Milano si formarono visse non pochi anni, dopo esservi bande di lavoratori emigrati italiagiunto come “villeggiante” -, ed è ni, pronte a dar man forte ai rivolperciò meritoria l’iniziativa da par- tosi milanesi nell’illusione che in te della Fondazione Culturale della Italia fosse scoppiata la rivoluzione Collina d’Oro di pubblicare questo sociale. Una parte di questi operai, studio, che, grazie giunti nel Ticino, il alle pazienti inda15 maggio vennero gini di Morresi, ci fermati a BellinzoImpegno fa inoltre rivivere na e, dopo esser Fontana ha dato un grande momenti - quelli stati interrogati, fucontributo culturale; tra la fine dell’Otrono caricati su un tra le sue attività, vi erano tocento e gli anni treno speciale per quelle di poeta, dialettologo, Chiasso e per ordidella prima guerra ne del Consiglio mondiale - tra i traduttore, cronista,... federale consegnapiù importanti delti alle autorità itala nostra storia. Importante fu in particolare il liane di confine. 1898, segnato in Italia dai moti A protestare contro questa consepopolari contro il carovita, che fe- gna e per quella che riteneva una ce rivivere da noi per qualche tem- violazione del diritto d’asilo fu l’anpo la stagione del primo Risorgi- ziano esponente conservatore Gioamento. Come è ben ricostruito nel- chimo Respini, il quale presentò in la ricerca di Morresi, la dura e san- quei giorni un’interpellanza al Conguinosa repressione, ordinata dal siglio di Stato e intervenne nel corso generale Bava Beccaris, delle mani- di un acceso dibattito in Gran Confestazioni scoppiate a Milano du- siglio. In quello che fu il suo ultimo rante le quattro giornate dal 6 al grande intervento parlamentare (sa-

rebbe infatti morto meno di un anno dopo) Respini volle affermare alcuni grandi principi: l’affermazione dell’italianità del Cantone, anche a dispetto di certa stampa italiana, denigratrice del popolo svizzero; l’affermazione della sovranità del Cantone di fronte alla Confederazione, da cui discendeva il diritto di poter criticare gli ordini di Berna così come le azioni del governo cantonale; l’affermazione dello “storico diritto d’asilo”, che in quelle circostanze era stato violato e calpestato. L’aver ricordato questa pagina importante ma un po’ dimenticata della nostra storia; l’aver fatto rivivere il contribuito alla nostra cultura dato dal “villeggiante” ed esule Ferdinando Fontana, e inoltre la sua intensa attività (di poeta, anche dialettale, di dialettologo, di traduttore, di librettista, di innografo, di giornalista, cronista, e uomo di teatro); l’aver infine riporta-

to alla nostra memoria la sua ammirazione per le istituzioni e la vita politica e sociale del Cantone e della Confederazione, tutti questi sono alcuni dei meriti del lavoro di Morresi. Gli altri li scoprirà il lettore, il quale nelle pagine di questo libro troverà dipanata la matassa di una vita “laboriosa e travagliata” che non mancherà di suscitare il suo interesse, la sua curiosità, la sua simpatia.

Timoteo Morresi, Uno scapigliato in Collina d’Oro: esilio e soggiorno di Ferdinando Fontana nella Svizzera italiana, Montagnola , Fondazione Culturale della Collina d’Oro, Lugano, Giampiero Casagrande editore, 2012, 285 pp., ill., “I quaderni della Collina d’Oro”, 3 Fabrizio Panzera

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