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EDITORIALE

Grazie a tutti...

Sono le 8.30 di mercoledì 9 Marzo 2011, finalmente in agenzia arriva la telefonata che stavamo aspettando con ansia da giorni; le copie di Pegaso Magazine sono arrivate a Livorno. Alessandro il titolare della SDS, l’azienda che ci consegna le copie da Firenze, ci chiama e ci conferma che i bancali contenenti le prime 15.000 copie, sono nel suo magazzino e che possiamo andarle a prendere per iniziare la distribuzione. L’adrenalina scorre come un fiume impetuoso nelle vene e le nostre mani tremano. Ci siamo! L’ansia di vedere il frutto di 5 mesi di duro lavoro è fortissima, ma altrettanto forte è la paura, che il risultato non sia all’altezza delle nostre aspettative. Arriviamo al magazzino alle 8.55 l’amico Gabriele Gigliotti, titolare dell’agenzia che si occupa della distribuzione, è già li che ci aspetta. La grande porta di metallo scorrevole si apre dinanzi a noi,entriamo. Dentro la luce è minima, ma quella poca che proviene dall’esterno punta proprio sui nostri bancali. Pian piano ci avviciniamo, lei è li, immobile, incredibile, meravigliosa e abbagliante. La bellissima modella bionda in copertina, spicca come un raggio di sole tra le nuvole scure dopo una tempesta. Con Gabriele ci guardiamo, increduli ma consapevoli che l’obiettivo era stato raggiunto. Prendiamo le prime copie tra le mani e le sfogliamo, la sensazione di soddisfazione che scorre dalla testa al cuore è magnifica ! Dopo circa una mezz’ora di estasi e dopo sette,otto sigarette, tipo: la fine di un appagante rapporto sessuale, mi riprendo. In ufficio tutti i nostri ragazzi fremono e voglio fare “godere” anche loro. Carico circa 700 copie nel bagagliaio della mia auto e parto: direzione agenzia. Quando arrivo, sono li fuori che mi aspettano e quando apro il bagagliaio i loro occhi si illuminano. Abbiamo fatto centro il Magazine è spettacolare...

Grazie a tutti quelli che hanno collaborato e hanno creduto con noi nel progetto, grazie a chi ha creduto in noi a scatola chiusa : gli sponsor, le aziende e gli amici,riponendo in noi la loro fiducia. In questo secondo numero, abbiamo cercato di migliorare i tanti piccoli e grandi difetti e/o le dimenticanze, che però ci stanno, in tanto frenetico e intenso lavoro. Ora non ci resta che cercare di non deludere chi investe insieme a noi in questo strumento di comunicazione innovativo per la città. Non dimenticando di seguire anche chi ci ha rivolto critiche costruttive. Grazie a tutti Marco Gammanossi

“I sogni non svaniscono, finché le persone non li abbandonano” (Phantom F. Harlock)

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PERSONAGGI & TENDENZE

13 L’opera prima di Anna Campani

COSTUME

14 Io, turista per un giorno 31 Semplicemente Grace 61 E il Cantuccio diventò “Arcipelago di Monti” 61 Il Professor Lumini, i suoi ragazzi e i loro cappelli

MESTIERI

16 Il barman acrobatico

VIAGGI

20 L’isola che c’è

MODA

STORIE DI SUCCESSO

42 Massimiliano Allegri

STORIA DI COPERTINA

50 L’estate è alle porte

54 Arrivo io! 55 Zoe e l’ombra che ride

ITALY

26 Il bello del Made in Italy

BIOLOGICO

27 Il pane biologico e tradizionale 29 Il panificio Piè di Ponte di Lari

MEDICINA

35 Seno perfetto: mito o realtà?

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SPORT

41 Fitness low cost 46 Speciale: Livorno capitale della scherma

BAMBINI

23 Colori fluo 25 Beach Style

MADE

BENESSERE

37 La corretta alimentazione 39 La tanto amata tintarella 53 Aspen Populus tremula

TECNOLOGIA

57 IPad2 mania

ARTE

63 L’eredità di Fattori e Puccini

MISTERO

64 Apocalisse 2012 67 Tra realtà e mistero: Bianca Maria Aloisia


Free Press Anno 1 - n° 1 In attesa di registrazione presso il tribunale di Livorno DIRETTORE RESPONSABILE

Fabio Buffolino

DIRETTORE EDITORIALE

Marco Gammanossi

GESTIONE EDITORIALE A CURA DI:

Just 4 Elite Group Srl LAYOUT GRAFICO

Enrico Costalli

GRAFICA E IMPAGINAZIONE

Alessio Angeli - www.abuelo.it PROGETTO E IDEA CREATIVA

Pegaso Eventi e Comunicazione Livorno Tel. 0586 887017 - Fax 0586 210166 email: info@pegaso-eventi.com HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO

Simona Battini Anna Campani Riccardo Campopiano Mark Fortune Francesco Balestri Gabriele Centelli Martina Capodicasa Camilla Carli Giacomo Bisà Cristina Carenza STAMPA

SHOPPING

Nuova Cesat Coop Via Buozzi, 21/23 50145 Firenze

68 Pegaso accessori

DISTRIBUZIONE

MUSICA

Gigliotti Pubblicità s.a.s P.zza Grande, 4 - Livorno Tel. 0586 892500 - Fax 0586 892321 Email: info@gigliottipubblicita.it www.gigliottipubblicita.it

71 Modà 72 Sinfonico Honolulu

HOT

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÀ

74 Dieci buoni motivi per fare l’amore

Pegaso Eventi e Comunicazione Tel. 0586 887017 Fax 0586 210166 Email: info@pegaso-eventi.com www.pegaso-eventi.com

MOTORI

77 Le novità dal mondo delle quattro ruote 78 Le due ruote una passione da inseguire

TIRATURA: 15.000 copie www.pegasomagazine.com

ARREDAMENTO

83 La sala da bagno 85 Giardino da abitare

FIORI & FANTASIA

87 Matrimonio & Co.

IMMOBILIARE

95 L’opinione

CUCINA

97 Double chocolate chip Cookies

Extra

12 Pegaso Point 88 Eventi 90 Libri 92 Cinema 93 Strambanotizia 98 Oroscopo 18 - 40 - 58 - 80 - 89 Pubbliredazionali

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La distribuzione di Pegaso Magazine è capillare e tocca i luoghi di principale interesse e aggregazione della città Oltre alla distribuzione pianificata, qui potete trovare i punti fissi “PEGASO POINT”

Dove trovare Pegaso Magazine a Livorno • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • •

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NH GRAND HOTEL PALAZZO Viale Italia,195 C. COMM. FONTI DEL CORALLO Via G.Graziani,6 ASTRAGALO Baia del Quercetano,1 Castiglioncello ERBORISTERIE BENETTI Via Giovanni Marradi,205 KAWAPLANET CONC. UFF. KAWASAKI Via Mondolfi,192 CONC.UFFICIALE FORD BLUBAY Via Enriques,40 AUTOSALONE QUATTRO RUOTE Via Mastacchi,212 OTTICA BENEDO’ Via Marradi,42-44 IMPRESA E PROFESSIONE Via Nardini,9 AICA ACAM P.zza Damiano Chiesa,44/45 CERRAI PAVIMENTI Via Sacco e Vanzetti,3/A PINI KARTEL Via Diaz,16 MONDO STYLE ITALIA Via Pian di Rota,1 AG. IMMOB. PROFESSIONE CASA Via Calzabigi,20 AB TENDAGGI Borgo Cappuccini,25 CENTRO FIGURELLA Via Diaz,7 UN FILO TIRA L’ALTRO Via Provinciale PIsana,134 FEFFO ‘N’ Soda Scali Novi lena, “Giù alle alle cantine” PARQUET LIVORNO Via dei Pelaghi,104 HAIR & BEAUTY STORE Via Pio A. Del Corona,10 POLI SPORT Via Marradi,94/100 PARADISO DEI BAMBINI Via Poggiali,11 GIOIELLERIA JERRY & TOSI Via Marradi,117 LUCA FRANGIONE HAIR & MAKE UP P.zza Ognissanti, 6 BASSA PRESSIONE Corso Amedeo,47 PERFORMANCE Via Maggi,80 TATTO STUDIO KINA INK Via Cecconi,63 LE MERAVIGLIE DI ALICE Via Roma,340 TABACCHERIA DONNINI Via Donnini,72 ENOTECA FORTE SAN PIETRO P.zza dei Domenicani,2 CHAMPAGNERIA SANTA ELISABETTA P.zza Attias FRESCO IN CITTA’ Via Corsica,59

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GIO’ ABBIGLIAMENTO DONNA Via Marradi,155/c CANTINE NARDI Via Cambini,6 M&M JEWELS Via Mayer,58 DECIMO PORTO Piazza Mazzini,11 BAR COLAZIONE DA TIFFANY Via Marradi,59 BAR MILLE MIGLIA Corso Amedeo,5 CAFFE’ RICASOLI Via Ricasoli,105 BAR IL FOLLETTO SINCE 1985 P.zza Cavour,37 CAFFE’ MORI Via Grande,237 BAR CAMPARI Via Piave,1 BAR TORRICELLI Via Grande,83 BARACCHINA ALPE Viale Italia BARACCHINA BIANCA Viale Italia BARACCHINA ROSSA Viale Italia BAR GYMNASIUM Viale I. Nievo BAR TRAMEZZINO Viale I. Nievo

Dove trovare Pegaso Magazine in Provincia • • • •

VICRI Via Mazzini, 2 Cecina PORTO TURISTICO Cala de’ Medici Rosignano ASTRAGALO Baia del Quercetano,1 Castiglioncello T PRISMA Consulenze Aziendali e Formazione Via della Repubblica,11

Dove trovare Pegaso Magazine a Pisa •

MY BEAUTY CLINIC Via Volpe,78 Ospedaletto

Se vuoi diventare anche tu PEGASO POINT contattaci info@pegaso-eventi.com


Trailer, l’opera prima di Anna Campani “Il cinema è un sogno ad occhi aperti...... ma quanto costa sognare?”, si chiede questo la giovane Caly Evans, giornalista cinematografica americana. Una ragazza che da sempre combatte per realizzare i suoi sogni. «Caly ha un pò di me, ho cercato di descrivere attraverso di lei il mio carattere, i miei difetti e i miei pregi » ci racconta Anna Campani, 27 anni scrittrice esordiente di Livorno alle prese con la pubblicazione del suo primo romanzo dal titolo “Trailer”, uscito nelle principali librerie di Livorno il 22 aprile e disponibile per la vendita anche sul sito della casa editrice www.arduinosacco.it. Anna ha iniziato a scrivere all’età di diciotto anni, quando per la prima volta si è affacciata alla sua grande passione: il giornalismo, passione che spera un giorno possa diventare a tutti gli effetti il suo lavoro. Oltre a essere collaboratrice del nostro Pegaso Magazine, scrive per il quotidiano on-line www.quilivorno.it e per i giornali ufficiali del Livorno Calcio.

Intervista all’autrice Che emozione è vedere il tuo romanzo nelle librerie? «Non ci sono parole per descrivere quello che si prova, per me scrivere è tutto e dopo tanto sacrificio sono felice di vedere un progetto a cui tengo molto essersi realizzato. Quasi non ci credo quando in giro vedo il mio libro, naturalmente spero sempre che qualcuno possa comprarlo ma sopratutto emozionarsi nel leggerlo. » Per la prima volta hai scoperto il mondo dell’editoria «Mi reputo molto fortunata ad aver incontrato un editore come Arduino Sacco, una persona molto seria e rispettosa, nell’editoria non è facile trovare un casa editrice che creda veramente in quello che fai e ti aiuti a farlo, purtroppo noi scrittori esordienti siamo continuamente esposti a prese di giro e truffe da editori a pagamento che si fingono persone corrette»

Com’è nata l’idea di scrivere un romanzo? «Diciamo che è il romanzo che è venuto a cercare me, io spesso avevo tentato di scrivere qualcosa ma non avevo mai trovato l’ispirazione giusta, poi una notte ho sognato interamente la trama del mio libro e la mattina dopo non ci ho pensato un attimo a riportalo su carta, “Trailer” è nato così, in tre mesi» Hai qualche scrittore in particolare a cui ti ispiri? «Sinceramente non lo so, può darsi che sia influenzata da quello che leggo, ma quando scrivo lo faccio di getto senza seguire logiche particolari. Ci sono comunque degli scrittori che amo particolarmente primo tra tutti Nick Hornby che ha scritto il mio libro preferito “Febbre a 90’”. Mi piace molto anche Fabio Volo e Alessandro D’Avenia. Inoltre non posso non nominare J.K Rowling e Roberto Saviano»

La trama “Caly è una giovane giornalista cinematografica, una ragazza forte, determinata. Questa è la sua storia, le sue avventure, i suoi pensieri, alla ricerca del suo sogno. Le delusioni, le emozioni e i suoi incontri, due in particolare destinati a cambiare lei e la sua vita. L’amore, i sentimenti, i tradimenti davanti alle luci di quelle telecamere che tanto disprezza ma dal quale non riesce a fuggire. Blake e Robert due ragazzi che spera siano capaci di recitare soltanto davanti ai ciak dei registi e non dietro essi.”

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Io, turista per un giorno Livorno, non solo porta a mare della Toscana ma anche una città da scoprire e da vivere che non mancherà di affascinarvi e di stupirvi... di Camilla Carli

Vivace e ben collegata, rivela tutta la sua originalità passeggiando per le sue vie che possono serbare testimonianza di tre culti diversi. Lasciandosi tentare dai suoi piatti tipici - il cacciucco, le triglie alla livornese e il celebre ponce al rhum - in cui si ritrova tutta la vita di un crocevia del Mediterraneo, gustandosi una gita in battello lungo i Fossi Medicei seguendo l’antico perimetro pentagonale, costeggiando le cinquecentesche fortificazioni dal caratteristico colore rosato, per addentrarsi

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poi nella suggestiva atmosfera del quartiere della Venezia Nuova, costruito sull’acqua. Per questo motivo, in questo numero di Pegaso Magazine, abbiamo pensato di improvvisarci “turisti per un giorno” nella bella città labronica. E ci permettiamo di dare qualche consiglio mirato al turista 20enne, al turista 40enne e a quello 60enne. Il 20enne che visita Livorno, con un gruppo di amici o in coppia, potrà contare su affittacamere, B&B, campeggi per una vacanza adatta alle proprie “tasche” ed

esigenze. Potrà puntare sull’aspetto tipico livornese, il mare: la costa livornese si stende in tutta la sua bellezza, con un’acqua cristallina nella quale non resisterete ad immergervi. Una visita nelle località di Castiglioncello, Quercianella, Cecina, Rosignano, Vada sarà l’ideale per una cenetta in tipici ristoranti e per un po’ di vita notturna. Immancabile per il divertimento e ottime cene è il tipico quartiere della Venezia e il lungomare che è affollato nelle notti estive. E non scordiamoci dello shopping: un centro città


“Una gita in battello lungo i Fossi Medicei seguendo l’antico perimetro pentagonale” Nella foto, una veduta della Fortezza Vecchia dal Porto

molto rivalutato negli ultimi tempi vi darà la possibilità di fare degli ottimi acquisti! Il turista 40enne che visita Livorno con la famiglia, magari con bambini di piccolamedia età, potrà contare su agriturismi, hotel da 1 a 5 stelle e su strutture particolarmente adatte ad ospitare famiglie con bambini. Anche il turista “in famiglia” potrà sfruttare la bella costa livornese per una magnifica tintarella oppure visitare anche gli stabilimenti balneari che sono la passione dei più piccoli, con piscine e

scivoli, stile mini “acquapark”. E perchè no una bella visita al nuovissimo Acquario di Livorno? Con un percorso espositivo rinnovato con una nuova veste e molte novità di specie e animali ospitati nelle vasch e per i più piccoli, una simpatica mascotte! Sempre per la gioia dei bambini, in poco tempo (se dotati di un mezzo o con il treno) è possibile raggiungere la località di Donoratico dov’è c’è il parco divertimenti “Il cavallino matto”, per trascorrere una giornata all’insegna del gioco e dello svago.

Per la sera una visita nei quartieri tipici della città o forse i bambini si stancano troppo? Per la gioia di mamma e papà ci sono 2 strutture della catena Mc’ Donalds: i bambini giocano e i genitori finalmente si rilassano. Il turista 60enne che visita Livorno, magari con una gita organizzata, potrà concedersi una visita in totale relax e tranquillità. Tanti i monumenti, musei e parchi da visitare: dalle chiese e vari luoghi di fede, al santuario di Montenero, ville e parchi pubblici. Il lungomare si presta al turista di tutte le età con le tante spiagge e stabilimenti attrezzati. Al turista 60enne per la sera consigliamo un assaggio dei buonissimi piatti tipici della cucina livornese nei ristoranti più famosi della città, un buon ponce alla livornese e poi una passeggiata al chiaro di luna costeggiando il mare, con l’immancabile visita alla Terrazza Mascagni, alla Rotonda e alle due Fortezze. Per concludere un bel giro dei Fossi Medicei in battello, per conoscere la storia di Livorno vista “dall’acqua” con un tour guidato indimenticabile. Ma c’è anche qualcosa che accomuna tutti: lo sport. Livorno negli ultimi anni si è attrezzata in grande per gli amanti delle attività sportive, c’è veramente l’imbarazzo della scelta. Windsurf, vela, surf da onda, canoa, trekking, bicicletta, diving, escursione snorkeling e tanto altro ancora. Un’occasione in più per conoscere e apprezzare la bella città labronica, cogliendone le molte opportunità, è la “Livornocard”: si tratta di una carta di servizi turistici che viene proposta nelle due versioni da 1 e 3 giorni, rispettivamente al costo di € 3,00 e € 5,00 e che comprende mezzi pubblici ATL urbani ed extraurbani, ingresso gratuito in alcuni musei e teatri, una riduzione per il tour in battello nei Fossi Medicei e una riduzione negli esercizi commerciali convenzionati. Per approfondire tutto questo e scoprire molto altro ancora potete visitare il sito www.comune.livorno.it/portaleturismo/. Vi aspettiamo!

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Il barman acrobatico

Mezza città dorme, l’altra sta per svegliarsi. Chi ama vivere la notte conosce questa figura meglio delle altre. di Anna Campani

Luci, profumi e bottiglie che compiono in area psichedeliche acrobazie. Quante volte ci siamo fermati nei discopub e nelle discoteche ad ammirare le evoluzioni dei barman durante la preparazione dei cocktail?. Molti lo chiamano lavoro, per altri è un vero e proprio stile di vita, una passione, un’arte ci vien quasi da azzardare. Sono soprattutto i ragazzi dai 20 ai 35 anni che si avvicinano a questo affascinante mestiere. Lavorare la notte, soprattutto nei locali è sempre stata l’attrattiva di molti, immergersi

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nella musica creando una danza con i bicchieri in mano, tra ghiaccio e gin. Questo è un lavoro che a prima vista può sembrare semplice, ma in realtà la preparazione per raggiungere un certo livello è senza dubbio grande. Qui non stiamo parlando di preparare un caffè al bar, stiamo parlando di rendere piacevole e divertente l’attesa del proprio drink oppure rendere magico un momento che molti considerano superfluo. La pratica sul campo è la miglior cosa, ma presentarsi di fronte a una folla desiderosa

di alcol non è un’ esperienza facile, ecco perchè frequentare preventivamente dei corsi, insegna a come comportarsi con i clienti e a fare, perchè no, colpo sulla gente magari esibendosi in qualche acrobazia del bartending flair. Questo tipo di figura può anche esser chiamato barman acrobatico, o meglio il bar tender che è colui che si adatta alle esigenze della vita quotidiana del cliente.Colui che svolge questo mestiere non rappresenta solo se stesso ma soprattutto il posto dove lavora. I bartenders sono una


categoria di barman, specializzati nello show, che usano la tecnica americana “BARTENDING”. Si fondono in questa tecnica psicologia di vendita, accoglienza ovvero intrattenimento della clientela e velocità di esecuzione, organizzazione e tecniche di lavoro. Il bartender funge da catalizzatore: mette a proprio agio il cliente, lo rende partecipe, facilita le amicizie tra il pubblico in una atmosfera particolarmente allegra. Gli interventi e le “cure” sui clienti danno come risultati grossi incrementi di consumazioni, nuova clientela e prestigio al locale. Merito di questi risultati è dovuto in gran parte allo stile “FLAIR” del BARTENDING. Qualsiasi bartender che oggi tiene due o più bottiglie in una sola mano attua il “Flair” (in inglese letteralmente “fiuto, attitudine, inventiva”). Flair è semplicemente efficienza, resa del movimento con un pizzico di estro. In tutta Italia vengono tenuti corsi base e di specializzazione per questa tipologia di mestiere. Un lavoro che come abbiamo già accennato ti permette di essere a stretto contatto con la clientela e di sfoggiare le doti (che non tutti possiedono) di artista dei Cocktail. Per informazioni Espresso Academy presso la sede della Mokaflor s.r.l. Via delle Torri, 55 - 50142 Firenze Tel. +39 055 7321718 Fax +39 055 7321719 e-mail: info@espressoacademy.it

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Stress ossidativo

Il nuovo test per conoscerlo e anticipare le malattie degenerative a cura di T Prisma

Che cos’è lo stress ossidativo ? Lo stress ossidativo è quella condizione per cui le nostre cellule vengono aggredite dai radicali liberi i quali si legano a proteine, grassi modificandone le funzioni. Il nostro organismo si difende dallo stress ossidativo grazie ai suoi fedeli guardiani ossia gli antiossidanti i quali però vengono meno sotto un carico eccessivo di stress aprendo le porte alle malattie e all’invecchiamento spesso anche precoce. Sarebbe consigliabile che ognuno conoscesse il suo stato ossidativo in condizioni di buona salute, poiché esso è subordinato al metabolismo basale e alla dieta alimentare. Ciò permette ai controlli successivi di poter apprezzare variazioni che pur non sconfinando molto dagli intervalli di riferimento possono essere prognostiche di stress ossidativi I settori che hanno la possibilità di monitorare i Radicali Liberi sono i Medici specializzati in: ginecologia, dermatologia, cardiologia, angiologia, oncologia, pneumologia, medicina sportiva, neonatologia, ma anche; • Beauty Farms • Centri di estetica • Centri termali • Centri di dietetica • Centri antistress-disintossicanti • Centri di ossigeno-ozono terapia • Centri antitabacco • Centri anti-invecchiamento • Centri per l’obesità • Centri per trattamento dei capelli • Società sportive • Palestre • Fitness Centers • Farmacie

Come riconoscere lo stress ossidativo? Se si verificano due o più delle condizioni seguenti: • Invecchiamento della pelle: rughe • Malattie infiammatorie a carico dell’intestino e dell’apparato urinario • Malattie cardiovascolari • Mal di gola ricorrente • Gastrite ricorrente • Stanchezza e affaticamento quasi cronica • Perdita di memoria e deficit d’attenzione • Prime avvisaglie di Alzheimer e Parkinson   L’Istituto Universitario di Ricerca Scientifica Santa Rita è l’unico in Toscana ad effettuare il TEST che permette di valutare accuratamente la capacità ossidativa del plasma. Grazie al Free Radical Analytical System possiamo ottenere il giudizio globale sulla situazione attuale in rapporto allo stress ossidativo (con la relativa spiegazione), il profilo di rischio per lo stress ossidativo, una serie di suggerimenti generali (ovvero in rapporto a condizioni fisiologiche, allo stile di vita, a potenziali stressogeni esogeni, a fattori iatrogeni, ad altri eventuali fattori), le indicazioni e le posologie di eventuali trattamenti farmacologici e/o antiossidanti, eventuali indagini strumentali e di laboratorio suggerite per l’approfondimento etiopatogenetico del caso, la data del successivo controllo. E’ un esame semplice che si effettua prelevando una goccia di sangue con lo stik ed è accessibile a tutti

L’Istituto Universitario di Ricerca Scientifica Santa Rita è un ente no profit, costituito nel 2008 da un gruppo di ricercatori e professionisti dei settori medico-sanitario, psico-sociale ed economico-giuridico ed ha sede a Castiglioncello (LI), in via dei Cipressi 56. L’istituto è iscritto all’Anagrafe Nazionale delle Ricerche (decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca n° 59939YRS) ed è autorizzato a fare ricerca scientifica, organizzare corsi e ad accedere, dietro presentazione di specifici progetti, ai fondi statali ed europei per organizzare ed erogare la formazione e la ricerca. L’Istituto ha ottenuto anche l’accreditamento presso il Ministero della Sanità come provider per l’organizzazione di eventi e di corsi di formazione E.C.M. ( Educazione Continua in Medicina). L’Istituto Universitario Santa Rita ha instaurato rapporti di collaborazione con varie Università Italiane ed Europee, in particolare con l’Università di Urbino, Sezione di Chimica Clinica Dipartimento di Scienze Biomolecolari per la ricerca e la prevenzione sullo stress ossidativo. Gli interessati per l’effettuazione del TEST sullo stress ossidativo possono telefonare dalle ore: 09.30 -12.00 / 14.30 – 16.30 dal lunedi al venerdi al numero 0586-760901.

ISTITUTO UNIVERSITARIO SANTA RITA Castiglioncello (LI ) – Via dei Cipressi n° 56, Tel. +39. 0586.76.09.01 – www.unisantarita.org e-mail: direzione@unisantarita.org |19


L’isola che c’è Divertimento, emozioni, sospiri e respiri in un’isola tutta da scoprire

di Martina Capodicasa Eccoci cari lettori il viaggio continua... Questa volta vi porterò in un posto per me magico, si trova molto vicino a noi, nell’amata e stupenda Italia. Fin dalla prima volta che le mie havaianas toccarono terra capì che avrei lasciato lì un pezzo di cuore, di ricordi divertenti (che mi viene da ridere ancora a pensarci) emozionanti, sospiri e respiri che solo quella terra ti può regalare. Sardegna, Costa Smeralda località Li Cuncheddi Capo Ceraso.

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Piccolo paradiso in stile laguna blu, incastonato nell’allure e nel glamour della Costa Smeralda. Alba e tramonto, gli scenari tra i più belli che i miei occhi abbiano mai visto. Terrazza sul golfo, lo sguardo si perde nell’azzurro cristallino che solo il mare di Sardegna ti può regalare. I tramonti con navi all’orizzonte, il vento sempre presente sull’isola che scompiglia i capelli bagnati dopo un’intensa giornata di mare, sorseggiando una Corona fresca, silenzio e lì capisci di essere in pace con il mondo, senza noie e problemi della vita di tutti i giorni. La Sardegna è una terra che veramente può accontentare tutti i gusti e tutti i target di età. La mattina ti svegli e hai solo l’imbarazzo della scelta per trascorrere un pomeriggio al mare; calette, spiagge ed escursioni. Capo Coda Cavallo, nome dato dalla forma dell’insenatura che ha questa deliziosa caletta. Mare stupendo, sabbia

fine, come panorama l’isola di Tavolara che è possibile circumnavigare con gommoni presi in affitto. Piccola spiaggia , imparagonabile per il relax, Tiki-tiki beach, pochi metri di spiaggia, lettini immersi nella battigia a pelo d’acqua, piccolo chiosco di legno dove i simpatici gestori allietano gli ospiti con una piacevole musica di sotto fondo durante la giornata, una vera delizia. Se invece avete voglia di passare un giorno un pò più movimentato, il posto che fa per voi è sicuramente il Golfo di Marinella (limitrofo a Porto Rotondo). Piccoli stabilimenti uno vicino a all’atro tutti con uno stile alla moda, chic ma diversi nei servizi offerti. Qui c’è la possibilità di passare inizialmente una bella giornata di mare crogiolandosi al sole, dalle 17.30 in poi si aprono le danze; dj, musica con le hit del momento si diffondono per tutto il Golfo. Mojito, birra fresca e champagne; ballando con pareo e pamela a piedi nudi sulla spiaggia. Nel Golfo di Marinella si trova anche l’esclusivo Fiat Playa. Piscina, long bar, ristorante e deliziosa spiaggia con ombrelloni in paglia, sceslong con asciugamani brandizzati dotati di creme solari; ma il particolare divertente è senza dubbio la presenza nella struttura e sul tetto


dell’ingresso dello stabilimento delle 500 Fiat di tutti i colori. Questo è soltanto un piccolo assaggio del pomeriggio, dalle 18.00 in poi la Costa Smeralda cambia faccia. Dal sole, silenzio mare e relax , inizia la movida notturna. Cielo stellato (che sole le isole ti possono offrire) e tanto divertimento. Per le viuzze di Porto Rotondo e Porto Cervo villeggianti abbronzati vestiti con colori sgargianti e alla moda passeggiano facendo tappa nelle migliori boutique e sorseggiando i primi aperitivi nei locali più cool e caratteristici. Molto carina ed alternativa come location per gustare un ottimo aperitivo è sicuramente l’ Ambra Day a San Teodoro. Prato tagliato all’inglese, ulivi e grandi cuscini dove potersi comodamente adagiare, vi aspettano per, poter con sottofondi musicali, degustare squisiti cocktail. Finito l’ aperitivo e dopo un’ ottima cena a base di pesce inizia il divertimento notturno. C’è veramente l’imbarazzo della scelta, sempre a San Teodoro caratterizzata da arredi eleganti minimal c’è la discoteca “La Luna”, locale veramente fuori dai generis è il “Bal Harbour”. Questo locale prende il nome da un quartiere di Miami, quando ti trovi li sembra di essere proprio in una villa della

città della Florida. Palme, struttura bianca con immense vetrate, mega piscina adornata da giochi di luce. Inoltre in mezzo alla piscina c’è una piattaforma dove è possibile fare una cena indimenticabile, immersi in un atmosfera magica, gustando un ottima carne brasiliana chiamata churrascheria. La movida prosegue spostandosi verso porto Rotondo al “Country Club” immerso nel verde e nelle rocce, Porto Cervo “Sottovento” (disco-ristorante), “Sopravento” (disco bar), il famosissimo “Billionaire” di Flavio Briatore dove è possibile gustare una squisita cena sia al grill bordo piscina (più economico) o al ristorante del rinomato Cipriani. Imperdibile anche lo storico locale music club z di Umberto Smaila, dove lo stesso anima le serate con le canzoni più famose degli anni ‘60-‘70 a Portu Quatu. Se vi trovate in terra sarda non potete non andare a fare una cena in un agriturismo del posto. Ottimi antipasti e il famigerato maialino sardo. Che mangiate al chiaro di luna! Tutto naturalmente annaffiato da un ottimo vino di produzione propria, dopo una scorpacciata del genere immancabile un buon mirto per digerire. Be che dire, tante volte ci affanniamo con

la mente e i soldi per andare a trascorrere le nostre vacanze estive chissà dove, ma non ci accorgiamo che abbiamo a casa nostra delle perle ineguagliabili, con posti e scenari che ci possono offrire di tutto e di più per trascorrere vacanze indimenticabili. Buon viaggio e buon divertimento... E ricordate la Sardegna funziona!

Il locale “Bal Harbour” di San Teodoro (Olbia Tempio). Nelle altre foto, delle belle immagini del mare che bagna questa località.

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Colori fluo L’estate 2011 all’insegna dei colori più eclettici. Ecco come abbinarli di Cristina Carenza

Con l’arrivo della primavera c’è il risveglio dei sensi e anche dei colori; giallo limone, fucsia, blu cobalto e arancio invaderanno i nostri armadi e non solo, perché la moda fluo è estendibile agli accessori, al trucco e allo smalto. Questi nuovi colori daranno nuova luce ai nostri volti, infondendo in noi buon umore e fiducia nella vita. Osare con colori squillanti, pieni ed intensi da mixare tra di loro, in modo contrastante come labbra fucsia e pelle effetto nude e azzardare con abbinamenti come denim sbiadito e fantasie animalier, riporterà agli sfarzi lo stile anni Ottanta, tutto ciò molto apprezzato dalle case di moda più conservatrici come Prada e Burberry. Per l’abbigliamento la fa da padrone il rosa caprifoglio, un mix tra rosso e rosa, accostato ad accessori verde lime e leggins giallo cedro. Dopo un inverno rigido e grigio, fatto di cappotti neri e pellicce entriamo in una vitaminica estate fatta di fantasie

tropicali, colori acrilici e bianchi ottici. Per il trucco i colori must have sono le nuance fucsia, rosso magenta e arancio, con sopracciglia ben definite e fard rosa applicato in diagonale, mentre per lo smalto le unghie verranno laccate con oro, argento e tropicale. Da non dimenticare a casa gli orologi in silicone dai colori sgargianti come quelli proposti da Swatch, Morellato e Michael Kors, da portare anche più di uno, al nostro polso abbinati a dei grossi bracciali di legno. Per un total look fluo scegliete un pezzo unico come un minidress a cui abbinare accessori in tinta o in nero, mentre per un look anni Ottanta pantalone skinny, t-shirt oversize e giacca colorata, il tutto condito con bracciali, scarpe, orecchini e borse dai colori disparati. L’imperativo è riporre le regole di accostamento cromatico che si usa abitualmente. Questa è la stagione dei colori vitaminici, puri, vibranti, da mixare come su una tela.

Top mix fluo:

Bianco abbagliante - oro - turchese Rosa caprifoglio - azzurro Rosso corallo - rosa - viola Arancio chimico - fucsia Blue cobalto - rosso Verde smeraldo - giallo Corda - denim - tropicale Fucsia - animalier Giallo cedro - bluette Verde - arancio - fucsia - anice

Via Marradi, 115/117 - Livorno Tel. 0586 810462 |23


Abbigliamento e costumi Uomo - donna bambino 0-12 Via P. Pisana, 134 - LIVORNO - Tel. e Fax 0586 409843


Beach Style Il costume da bagno è da sempre l’indumento che ci accompagna nelle nostre giornate al mare. Nonostante ogni anno sembra ripetersi la stessa metodologia di scelta e di stile, l’occhio attento al cambiamento della moda, nota quasi sempre delle piccole varianti. di Francesco Balestri

Il must-have della donna è quasi sempre il bikini e su questo non ci piove, anche se molte di loro spesso scelgono il costume intero. Bikini dunque, ma cos’è che vedremo quest’estate sulle nostre spiagge? Per quanto riguarda i colori avremo una vera e propria distinzione. Da una parte ci saranno colori sgargianti tendenti al fluo in tinta unita, dall’altra tonalità più sobrie e meno accentuate con fantasie più creative. Gli anni precedenti sono stati quelli del bikini a triangolino e del micro costume che metteva in evidenza forme e curve per il piacere degli uomini e per l’invidia delle donne. Sul modo di indossare questo triangolino e questo mini costume si è dibattuto in spiaggia, e tutt’ora si continua a farlo, se sia o meno qualcosa da poter presentare pubblicamente senza offendere il pudore di qualcuno. Un costume deve si essere comodo, ma anche “contenitivo” e rispondere a delle caratteristiche che si accordano con il corpo di chi lo indossa. Se quindi ci sentiamo in dovere di dire che il costume è di chi lo possiede, potremmo dire anche che la vista è di chi guarda, quindi è sempre bene tenere conto del decoro e stare entro certi limiti! L’innovazione sarà affidata agli inserti del costume. Vere e proprie decorazioni da spiaggia, come pizzi, perle di diversa dimensione, anelli, borchie e anche piccole catene come le divise dei gendarmi. Non c’è però innovazione che non preceda

una vera e propria rivoluzione e un “ritorno alle origini”. La novità porta il nome di trikini! Non sapete che cosa sia? Vi è mai capitato di vedere delle antiche foto di vostra madre o vostra zia al mare che indossava quel costume intero che però lasciava scoperte alcune parti del corpo in modo molto creativo e sexy? Perfetto, quello è un trikini! Nello specifico è un bikini unito ad uno shorts, top o pereo. Le colorazioni variano dai colori accesi a quelle meno impegnative, ma ciò che rende questo costume una delle cose più fashion di questa stagione sono sempre le decorazioni. Chi non vorrebbe quindi somigliare ad un’affascinante donna di fine anni ’60? E’ il caso di dire che ne vedremo delle belle! E l’uomo? La moda mare maschile sembra aver abbandonato la fantasia floreale Hawaiiana del bermuda in favore di uno stile un po’ più elegante. Tornano di moda gli slip a tinta unita tanto cari a i nostri genitori! Che ci sia una misteriosa unione con la moda femminile anni ’60? Forse. Già gli anni passati ci sono state delle piccole avvisaglie e in spiaggia capitava di vedere qualcuno con fotonici slip, adesso si ha la consacrazione. E come abbiamo visto nelle sfilate della primavera-estate di Dolce e Gabbana vedremo ancora costumi e piccoli shorts in tinte vivaci dai bordi in colori più vivaci che risaltano col sole e l’abbronzatura. Pronti per viaggio sulla macchina del tempo?


Il bello del Made in Italy

In questa nostra piccola rubrica non vogliamo certo annoiarvi ma darvi consigli utili, per cui cercherò di essere chiara e concisa.

di Valentina Muscillo - Parquet Livorno

Spesso non ci si rende conto di quanto sia importante la scelta del parquet. Non si tratta certo di un pavimento qualsiasi, basta pensare che si tratta di una materia viva, per questo cercheremo di orientarvi verso una giusta scelta. Per prima cosa chi vuole fare un investimento del genere non deve guardare al prezzo ma, alla qualità, per questo noi puntiamo sul 100% made in Italy e su prodotti certificati e garantiti. Il nostro punto di forza è la trasparenza verso la nostra clientela. Insomma volete mettere il parquet nella vostra casa? Ecco i miei consigli. Per prima cosa non documentatevi su internet! Spesso vi sono informazioni contrastanti che potrebbero mettervi in confusione. Rivolgetevi a chi conosce il parquet, rivolgetevi ad un parquettista! Orientate la vostra scelta su un prodotto di qualità. Credetemi nel tempo sarete contenti di aver speso un po’ di più, perché vi troverete ai vostri piedi un prodotto che vi soddisfa! Scelto il rivenditore di fiducia fatevi aiutare nella scelta del parquet : per una casa luminosa si possono consigliare anche essenze scure viceversa in case poco luminose è bene mettere

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un’essenza chiara che dia risalto all’appartamento. Stesso discorso per lo spazio, una plancia può stare benissimo in un ampio salone dove la sua grandezza è messa in evidenza, mentre in un piccolo spazio si consiglia il listoncino. Le cose da scegliere sono ancora tante come la finitura (verniciato o oliato) la scelta (se più o meno mossa). Non scegliete mai un parquet prefinito con meno di 4 mm di legno nobile! Una volta scelto il vostro parquet è importantissimo chiedere garanzie e certificazioni. Chiedete sempre che il materiale sia libero da Formaldeide e da solventi, abbia certificazione ignifuga, sia garantito dalla casa madre. Mi raccomando non fatevi ingannare dalle certificazioni Ce! Il prodotto certificato Ce è valido solo quando è seguito da un numero con il quale voi potrete risalire al percorso del legno. Per questo è bene puntare sul made in Italy. Un’altra cosa importante. Impariamo a rispettare l’ambiente! Chiedi al tuo

rivenditore materiale che proviene da foreste controllate ed attente ad un disboscamento corretto. Alcuni marchi che vi danno garanzia di quanto detto sono: Fsc, Pefc , Ce (se indicato come sopradetto). Prima dell’acquisto richiedete un sopralluogo. Il parquettista può aiutarvi a comprendere e a verificare se la vostra scelta è idonea al vostro appartamento. Spero vivamente che questi piccoli passi possono esservi utili, sembrano scontati ma sono decisivi . Nel rispetto di quanto detto, se interessati, vi presentiamo presso il nostro showroom “D.R. Lovewood” il vero made in Belluno Dolomites ed altre soluzioni per il vostro appartamento. Vi auguro un buon proseguimento di lettura e ricordate italiano è bello!


IL PANE BIOLOGICO E TRADIZIONALE

mangiare sano e proteggere l’ambiente Oggi vogliamo parlare del pane. Il pane è uno degli alimenti più diffusi e consumati, in Italia come nel mondo è l’alimento tradizionalmente alla base della nostra alimentazione. Il pane che oggi mangiamo è molto diverso da quello che mangiavano i nostri nonni. Un tempo infatti il pane era molto più ricco di componenti oleose e proteiche e di vitamine. Queste sostanze rappresentavano anche le parti più facilmente deteriorabili per questo, tradizionalmente si preferiva conservare il frumento in grani e macinarlo man mano. Con la tecnologia industriale per consentire la conservazione delle farine per tempi molto più lunghi, si separano le frazioni e quelle più instabili vengono vendute in maniera molto remunerativa ad esempio all’indutsria cosmetica. Anche la molitura incide sulla qualità delle farine e quindi del pane. Mentre il sistema tradizionale a pietra permetteva di amalgamare la parte amidacea con quella lipidica contenuta nel germe, dando un prodotto finale ricco di enzimi e vitamine, oggi nei mulini industriali il germe di grano viene eliminato insieme alla crusca. Si perdono anche perchè soprattutto nella parte esterna del chicco sali minerali e vitamine. Poichè Il pane prodotto dalle farine così ottenute sarebbe insipido e privo di nutrienti pregiati, di fatto costituito solo da amidi impoveriti, è necessaria l’aggiunta di grassi vegetali, grassi animali, ecc. per raggiungere livelli accettabili di caratteristiche organolettiche. Anche il grano che coltiviamo adesso non è più quello dei nostri nonni ma è stato selezionato per adattarsi meglio alle esigenze dell’industria e di tecniche di coltivazione più intensive e redditizie. Da tempo in Toscana si promuove il recupero

di varietà antiche del territorio e della filiera corta. Il progetto „Rururbal“ è un progetto di cooperazione transnazionale europea, al quale partecipa la Provincia di Siena per la valorizzazione, commercializzazione, promozione e consumo delle risorse agroalimentari locali. Una delle iniziative del progetto ha riguardato proprio il pane a lievitazione naturale fatto con farine ottenute da grani coltivati localmente con tecniche di agricoltura biologica e macinati a pietra. Riportiamo qui di seguito le risposte date dai tecnici coinvolti su tre importanti aspetti della panificazione: Perché macinato a pietra? I profili nutrizionali del pane si diversificano in relazione alla farina con cui viene prodotto in ragione del differente sfruttamento della cariosside durante il processo di macinazione. Il valore nutritivo del pane dipende dunque, anche dal grado di macinazione della farina adoperata. Nel chicco di grano macinato a pietra le sostanze componenti, i tegumenti esterni (crusca), l’endosperma (mandorla amilifera) e il germe (embrione), sono mescolate insieme lentamente e a bassa temperatura (36°-40°C). La crusca può quindi essere separata ottenendo una farina semi integrale (Tipo 2), ricca di vitamine B ed E, note per le proprietà antiossidanti e gli enzimi utili alla digestione, e priva dell’effetto negativo dell’acido fitico contenuto generalmente nella crusca. Con un grano perfettamente sano è possibile ottenere, grazie alla macinazione a pietra, una farina di ottima qualità e digeribilità. Perché lievitato con pasta acida? L’uso della pasta acida in sostituzione al lievito di birra nella fase di lievitazione dell’impasto, permette una degradazione lenta e completa delle proteine del glutine.

Un pane fatto con farine ottenute da antiche varietà di cereali e lievitate con pasta acida, nutre perché è costituito da proteine già trasformate e non sensibilizza l’organismo alle tossine prodotte dalle proteine ancora intatte (reazioni di tipo allergico, intolleranze, dermatiti, etc.). Perché le vecchie varietà sono più adatte alla lievitazione naturale? Le vecchie varietà di cereali sono state selezionate lungo i secoli in base alle loro caratteristiche agronomiche e di adattamento ai vari ambienti di coltivazione. Nei grani di queste varietà, che contengono più amido e meno proteine, i microrganismi della pasta acida (Saccaromiceti e batteri lattici) sono in grado di rendere completamente digeribili tutte le componenti della farina, presenti in proporzioni maggiormente equilibrate rispetto alle esigenze del nostro organismo. Oltre a caratterizzare odore e sapore del pane, i microrganismi della pasta acida proteggono l’impasto da successive contaminazioni, da muffe, agenti filanti o altri difetti che possono interessare il pane, garantendone una maggiore conservabilità. A Fresco in città, l’iniziativa che raccoglie una vasta rete di aziende agricole biologiche toscane è possibile acquistare pane fatto secondo queste tecniche tradizionali così come acquistare farine e cereali e anche pasta di grani antichi toscani. Fresco in città organizza ogni mese visite nelle diverse aziende , in questo modo è possibile tornare alle „origini“ del cibo che mangiamo e parlare con chi ogni giorno lo produce. Un’informazione sicuramente preziosa per la nostra salute e quella die nostri figli! A Livorno Fresco in città è in via Corsica 59. (tel. 0586 811162)

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Il panificio

Il Panificio Piè di Ponte si trova al pianterreno di una vecchia casa, recentemente ristrutturata, nel centro di Casciana Alta, una frazione sulle colline di Lari, in provincia di Pisa, a pochi chilometri da Casciana Terme. Da anni lavora con passione per produrre un pane sano come una volta. Leggiamo direttamente dalle parole di Andrea Casalini la storia e l’esperienza di Piè di Ponte

Il nostro è un piccolo panificio in cui lavoriamo il mio figlio e io. Abbiamo due vecchie impastatrici, una più grande che usiamo per l’impasto di farina ‘bianca’ e una più piccola che utilizziamo per l’ ‘integrale’, per l’impasto, per le schiacciate e per i pochi chili che di volta in volta dobbiamo preparare (farina di grano duro, di kamut, impasto con le noci, con i semi di girasole, ecc.).
A parte il frigorifero, questi sono gli unici attrezzi che utilizziamo, a parte, ovviamente, i piani su cui facciamo le forme manualmente, le tavole e i teli su cui le mettiamo a lievitare, il carrello su cui mettiamo le tavole, le varie pale per infornare e togliere dal forno e il forno stesso, a legna, vecchio di un centinaio di anni e anche abbastanza rovinato.
 Il nostro metodo di produzione Per tutti i nostri prodotti usiamo soltanto la ‘pasta madre’, o ‘pasta acida’, che dir si voglia. Quella che abbiamo attualmente l’abbiamo fatta ex novo un paio di anni fa semplicemente mescolando farina e acqua, rimpastandola con altra farina per un paio di volte ogni due o tre giorni. Circa una volta alla settimana, quando, tolta quella che ci serve per fare il pane, ne rimane poca, la

Piè di Ponte di Lari

impastiamo di nuovo con farina ed acqua, senza aggiungere nient’altro, e la mettiamo subito in frigorifero.
La usiamo per l’impasto ‘bianco’, per quello integrale e per tutti i piccoli impasti, di kamut, di grano duro, di farro, che di volta in volta ci ordinano.
Una parte dell’impasto bianco lo usiamo per le schiacciate e le pizze, mescolandolo con olio e sale.
Con l’eccezione della farina di kamut, di farro e della semola di grano duro, compriamo la farina esclusivamente da un’azienda agricola di Villamagna, vicino a Volterra. Proviene da grano biologico ed è macinata a pietra nell’azienda stessa con un nuovissimo mulino, professionale, che consente di recuperare fino al 70% del germe del chicco. E’ una farina tipo 1-2, perciò più che bianca è semintegrale. In generale il pane integrale è, rispetto a quello bianco, un pò meno calorico, più ricco di fibra (ne ha circa il doppio rispetto al pane di tipo 00), contiene più sostanze protettive comprese alcune vitamine (come quelle del gruppo B ) e minerali, quali ferro e calcio.

cipolle, con patate, con olive, pizza (solo pomodoro , capperi e, solo su richiesta, aglio). Dal 2009 abbiamo aderito a Fresco in città, il negozio di filiera corta di una rete di aziende biologiche toscane. A livorno il negozio si trova in via Corsica,59. Secondo un calendario settimanale prestabilito ogni giorno arrivano prodotti freschi da diverse aziende del territorio. I giorni nei quali consegnamo il pane e le schiacciate sono il lunedì, il mercoledì e il venerdì. E’ possibile anche fare ordinazioni negli orari d’apertura del negozio (dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 19.30, il sabato solo la mattina) anche telefonicamente (tel. 0586 811162) o passare direttamente a vedere di quali prodotti c’è disponibilità.

I nostri prodotti Pane bianco (in realtà semintegrale), pane integrale, pane con noci, con olive, con semi di girasole e/o di sesamo e/o di lino, con uvetta, pane di kamut (bianco o integrale), di farro (bianco o integrale), pane di grano duro, schiacciata, schiacciata con

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Semplicemente

Grace

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di Martina Capodicasa


G

race Kelly. Di lei si è detto e scritto tutto, ma di una cosa sola si può essere certi, Grace è stata e lo è tutt’oggi un simbolo di eleganza per un’ intera generazione. Ha rappresentato una bellezza composta e prorompente al tempo stesso, fragile ma anche una donna che ha cambiato la storia del Principato di Monaco imprimendo la sua figura e personalità nel firmamento delle divine della storia. Grace Patricia Kelly nata a Philadelphia il 12 novembre del 1929, terza di quattro figli, il padre John Brendan Kelly industriale ricco e di successo , vincitore di una medaglia d’oro alle olimpiadi nella specialità del canotaggio, e di Margaret Majer modella famosa di origini tedesca. Gracilina, timida, e riservata Grace è completamente l’opposto dei fratelli, atletici e robusti amanti dello sport. Grace trascorre un’infanzia e un’adolescenza serena e tranquilla da tipica ragazza agiata americana, coltivando però il sogno di diventare attrice. Dopo essersi diplomata, contro l’opposizione della famiglia nel ‘ 47 si trasferisce a New York per intraprendere il suo sogno, frequentando l’America Academy of Dramatic Arts. Fin da subito riuscì a spiccare nella grande mela e nell’ ambiente della moda e del teatro. Ebbe delle esperienze su alcune delle riviste di moda femminili tra le più importanti, inoltre girò dei ruoli significativi in alcune serie tv e in alcune rappresentazioni teatrali . Grace inizia così ad insinuarsi positivamente nell’immaginario sia femminile che maschile. Il suo vantaggio risiedeva nel fatto di avere un immagine, una personalità ed una fisicità esattamente contraria a quelli imperanti per il tempo (donne formose e giunoniche). Il suo debutto cinematografico avvenne nel 1951 con una breve parte in un film drammatico, ma il vero successo l’ottenne un anno dopo aggiudicandosi il ruolo da protagonista nel leggendario western “Mezzogiorno di fuoco” del regista Fred Zinneman. Dopo questo grande successo la casa cinematografica MGM la mette sotto contratto facendole girare molti film importanti come “Mogambo” con Clark Gable e Ava Gardner. Questa pellicola le consacra una fama internazionale, procurandole una nomination all’Oscar come migliore attrice protagonista. Ma l’Oscar come migliore attrice protagonista , arriverà soltanto qualche anno dopo con l’interpretazione nel dramma sentimentale

“ La ragazza di campagna”. Ma il regista che più fra tutti riuscì a carpire e tirar fuori la gelida sensualità e l’ardente erotismo presenti in Grace fu Alfred Hitchcock , che seppe valorizzare a pieno il suo talento , e la consegnò all’immaginario collettivo, dirigendola nel “Delitto perfetto” e poi la “Finestra sul cortile” , entrambi film di grande successo. Il maestro del brivido coniò per lei l’ossimoro “ di ghiaccio bollente ” a sottolineare la grande carica di sensualità che emanava dallo schermo, la sua aristocratica bellezza.

Un amore da fiaba, un amore tra un Principe e una futura Principessa

Il Principe Ranieri di Monaco per l’epoca rappresentava uno scapolo d’oro, infatti dopo una lunga relazione con l’attrice Pascal non riusciva più a provare interesse per alcuna donna , non trovava quel quid in più, quell’imprinting per accompagnarsi e creare una famiglia con altre. Gli fu anche presentata da Aristotele Onassis Marylin Monroe, come papabile compagna, ma la conoscenza non si tramutò in niente di più. Però il giovane Ranieri se non avesse avuto alcun erede avrebbe dovuto cedere il Principato di Monaco alla Francia. L’ incontro con Grace Kelly avvenne nel maggio del 1955, quando la star del cinema fu invitata come ospite d’onore al festival del cinema di Cannes. Durante un servizio fotografico al palazzo dei principi di Monaco Ranieri ebbe la possibilità di incontrare la sua futura moglie. Da quel giorno i due iniziarono a conoscersi e frequentarsi sempre più assiduamente, passeggiate nel giardino reale, per il piccolo zoo, cene romantiche fino all’incontro con i genitori della futura sposa. Il fidanzamento fu annunciato ufficialmente il 5 gennaio del 1956. Il 18 aprile del 1956 venne celebrato il matrimonio con rito civile, che si svolse nella sala del trono del palazzo di Monaco alla presenza dei soli parenti e amici più stretti, mentre la popolazione che attendeva fuori fu accolta in un secondo momento nei giardini reali dove gustò una fetta di torta nuziale per celebrare le nozze del principe. Il giorno seguente, il 19 aprile fu officiato il rito religioso nella cattedrale di San Nicola, secondo un rigore ed uno stile assolutamente formale e religioso. Al matrimonio furono presenti più di mille invitati tra personalità e celebrità. Fra gli invitati illustri Cary Grant, David Niven, Gloria Swason , Aristotele Onassis, Ava Gardner e l’Aga Kan. La

cerimonia durò tre ore e venne filmata e diffusa dalla MGM , vista da tre milioni di telespettatori in tutto il mondo. Da questo giorno in poi Grace divenne per tutto il mondo la Principessa Grace di Monaco. Un modello da imitare per le ragazze americane e non solo degli anni ‘50, la sua vita divenne per i rotocalchi storia da raccontare giorno dopo giorno. Il Principe e la Principessa dopo il matrimonio si concessero una splendida luna di miele lontani per mesi da occhi indiscreti. Una crociera nei mari del mediterraneo a bordo dello yacht di proprietà del sovrano, il Deo Juvante II. Dopo le nozze come era naturale immaginare Grace Kelly abbandonò le scene del cinema hollywoodiano, per dedicarsi a pieno e totalmente al ruolo di sovrana del principato e di moglie, nonché nel ruolo di madre. Infatti nel ‘57 Grace diede alla luce la prima principessa del principato : Carolina Luisa Margherita. L’anno dopo nacque il tanto atteso erede al trono maschio , Alberto Luigi Pietro , marchese di Baux e principe regnante , conosciuto dai più come Alberto II di Monaco . Infine nel 1965 , fu partorita l’ultimogenita Stefania Maria Elisabetta. Grace cercò sempre di far crescere i propri figli come ragazzi normali, anche se dovette combattere con giornalisti e con il temperamento ribelle dei suoi figli. Come ad esempio Carolina che conduceva una vita mondana molto intensa e i rotocalchi di tutto il mondo avevano incominciato ad interessarsi a lei e ai dei suoi amori. Come ad esempio nel ‘78 quando sposò con un matrimonio lampo Philippe Junot di cui si era innamorata; matrimonio che non durò a lungo. Grace durante la sua reggenza contribuì a numerose iniziative, innovative sia dal punto di vista economico che da quello sociale. Fu sempre in prima linea sul fronte della beneficenza. Presidente della Croce Rossa, dove restaurò la tradizione del Ballo delle Rose attirando così nel principato le più grandi stelle di Hollywood e i protagonisti più in vista del momento ; evento molto importante ancora oggi, di rilevanza mondiale che coinvolge i personaggi del jet set , portato avanti negli anni dai figli e dai nipoti della principessa. Ma la favola incantata purtroppo non durò a lungo. La mattina del 13 settembre 1982, la Principessa rimase vittima di un incidente stradale con la sua Rover mentre si trovava sulla Route de la Turbie nel comune di Cap d’Ail, poco lontano dal Principato di Monaco.

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Helen Rose dell’ultimo film che interpretò, “Alta società”. La Rose elaborò un abito indossato nella pellicola , riuscì a creare uno dei più bei vestiti nuziali mai realizzati nella storia. La stilista , coadiuvata da 35 sarte, usò ben 24 metri di taffetà di seta e altrettanti di gros de longre di seta. Ad abbellire il tutto un meraviglioso pizzo che copriva pudicamente le spalle e la scollatura di Grace. L’abito di Grace ha ispirato anche la stilista Sarah Burton per Alexander Mc Queen, per il disegno e la realizzazione dell’ abito nuziale di Kate Middleton, per le nozze con il principe William avvenute il 29aprile scorso, molto rassomigliante nella forma e negli ornamenti a quello della principessa Grace. Dopo le nozze l’abito fu donato dalla sposa al museo d’ arte di Philadelphia. Lo studio della MGM, nella persona di Sidney Guilaroff, si occupò anche dell’acconciatura della sposa. L’acconciatura era tutta atta per sorreggere una tiara senza tempo.

Moda , glamour , allure Nell’incidente riportò due emorragie cerebrali: la prima lieve, mentre la seconda più grave. Morì il giorno successivo, all’età di 52 anni, senza mai aver ripreso conoscenza. La figlia Stephanie, che si trovava in auto con lei, riportò solo lievi ferite. Quello sfortunato giorno alla guida dell’auto vi era la Principessa, diversamente dalla solita abitudine di farsi accompagnare dall’autista. Ciò è dovuto al fatto che Grace Kelly, la sera seguente, avrebbe dovuto presenziare a un ricevimento, pertanto aveva fatto stirare un abito dalla governante e, per far sì che non si sciupasse, l’aveva fatto adagiare sui sedili posteriori; così facendo non vi era posto per l’autista e lei e la figlia presero posto nell’auto da sole. Una tragedia indescrivibile ed ingiusta che colpì profondamente non solo il Principato ma il mondo intero. Cala così il sipario sull’ineguagliabile divina Grace Kelly.

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Pillole chic Anello di fidanzamento

L’anello che il Principe regalò a Grace per suggellare il loro fidanzamento, fu ordinato da quest’ultimo presso la gioielleria Cartier. L’anello era composta da un diamante di 10, 47 carati ( taglio smeraldo ) incastonato tra due diamanti più piccoli taglio baguette, su una montatura interamente di platino. La futura principessa era talmente entusiasta del suo gioiello che decise di portarlo anche durante le riprese del suo ultimo film che girò “Alta società”.

Abito nunziale

Tutti i più gradi stilisti dell’epoca avevano sperato di poter vestire Grace Kelly per il suo matrimonio, ma alla fine fu la casa di produzione cinematografica MGM Studios che ebbe la meglio. L’attrice indosso infatti un abito realizzato dalla stilista di scena

Grace Kelly non fu mai dimenticata, sia per il suo luminoso passato d’attrice, sia la sua storia personale molto simile a quella rappresentata nelle fiabe. Essa è tutt’ora presente nell’immaginario collettivo per la sua inconfondibile grazia, charme e discrezione. Proprio per la sua inconfondibile eleganza e gusto nell’abbigliamento, una tra le più grandi case di moda al mondo Hermes gli ha dedicato una borsa: la “Kelly di Hermes”. Nel 1958 la rivista americana “Life” fotografò la principessa Grace con un modello molto grande di borsa di Hermes che la principessa era solita portare per coprire le rotondità della gravidanza di Carolina. Grace possedeva una dozzina di questi modelli di borse in molti colori diversi. Appena la foto uscì fece il giro del mondo e come era naturale immaginare fece subito tendenza, tutte le donne più chic iniziarono la corsa per avere questo modello di Hermes. Solo 21 anni dopo il modello di borsa fu rivisitato e fu chiamato “Kelly di Hermes”, in onore appunto della principessa Grace


Seno perfetto: mito o realtà? Quali sono le caratteristiche che deve possedere “il seno” per essere davvero bello? Quali sono i canoni che lo fanno avvicinare di più alla perfezione? E’ realmente possibile dare delle risposte definitive a queste domande che continuano da anni a imperversare nel settore della chirurgia estetica?

a cura del Dott. Cristiano Biagi Ci sono talmente tante variabili nel concetto di bellezza, che mammelle di forme e dimensioni diversissime possono essere considerate belle oppure brutte in rapporto al tipo fisico ( e quindi razza, corporatura, etc.) e addirittura in rapporto alla personalità di chi le porta. La bellezza e’sopratutto armonia e non ha nulla a che fare con le esagerazioni delle mode e con appariscenti forzature, che possono tutt’al piu’ avere il solo scopo di attrarre l’attenzione , ma certo non quello di creare un insieme ben proporzionato. La chirurgia estetica mammaria ha quindi l’obiettivo di ristabilire un armonia corporea perduta o mai posseduta, evitando ogni esagerazione. Gli strumenti che ci permettono di rimodellare l’aspetto delle mammelle sono sostanzialmente due: le protesi mammarie e i cosi detti riempitivi (grasso ed acido ialuronico). La mastoplastica additiva rappresenta la soluzione terapeutica migliore nel caso di mammelle piccole. Infatti quando si voglia aumentare il volume mammario la protesi e’ la soluzione migliore e, soprattutto, quella definitiva. Attraverso micro incisioni cutanee collocate in sedi per nulla o poco visibili, come il bordo areolare, il solco mammario e l’ascella, introduciamo le protesi mammarie; le protesi moderne offrono la massima garanzia in termini di durata e resistenza. La naturalezza del risultato dipende sopratutto da due fattori: la scelta della protesi e la scelta della tecnica chirurgica migliore per la singola paziente.

Le protesi mammarie in uso in chirurgia estetica sono di due tipi : rotonde, più adatte alle pazienti,normalmente piu’ giovani, che desiderino un risultato più “esuberante” livello del decollete’; anatomiche, ovvero “a goccia”, quindi protesi che mostrano una forma molto simile alla mammella femminile. Queste ultime sono le protesi di prima scelta nelle pazienti che hanno avuto gravidanze e/o allattamenti , dove si ricerca un risultato più naturale ed un effetto di lieve sollevamento della ghiandola. La tecnica di impianto delle protesi viene scelta in base alla corporatura della paziente: l’obiettivo e’ ottenere un risultato dove l’impianto “non si veda”. Questo viene raggiunto creando una tasca retro muscolare, ovvero dietro al muscolo grande pettorale, dove collocare la protesi mammaria. Si chiama tecnica “dual plane”, ed e’ la tecnica di mastoplastica additiva che preferisco nella stagrande maggioranza dei casi. Utilizzando questa tecnica la protesi verra’ coperta in alto dal muscolo grande pettorale, in basso e lateralmente dalla ghiandola mammaria. Soltanto nelle pazienti “più formose”, e comunque con un adeguato spessore ghiandolare e cutaneo, e’ possibile collocare la protesi in una sede più superficiale, cioè subito davanti il muscolo pettorale, senza correre il rischio di renderle visibili. L’intervento di mastoplastica additiva ha una durata di circa un ora e viene praticato in sedazione profonda; la paziente ritorna alle normali attività in pochi giorni.

Il Dott. Cristiano Biagi e la Dott.ssa Chiara Santerini di My Beauty Clinic - Sito internet: www.mybeautyclinic.it

Di norma non applico punti di sutura esterni ma un speciale colla biologica, evitando quindi il fastidio della rimozione dei punti. Se parliamo invece di trattamenti “minori” di rimodellamento mammario, bisogna ricordare due procedure: l’acido ialuronico ed il trapianto di tessuto adiposo. L’utilizzo di acido ialuronico (Macrolane) ha lo scopo di rimodellare la forma delle mammelle, incrementandone leggermente anche il volume. Si tratta di microiniezioni praticate in anestesia locale di un filler, l’acido ialuronico in forma macromolecolare, ben conosciuto per il trattamento delle rughe del volto. Si può decidere a seconda delle aspettative della paziente quanto prodotto utilizzare. Il trattamento viene praticato in pochi minuti e consente un immediato ritorno alle normali attività. La durata dell’effetto del macrofiller e’di circa 12-16 mesi. Il trapianto di grasso o lipofilling consiste nel prelievo attraverso microcannule di una variabile quantità di tessuto adiposo, di norma dall’addome; nella sua preparazione mediante centrifugazione o filtraggio; infine nel trasferimento del grasso così preparato a livello delle aree di interesse, come appunto le mammelle. Il grasso così trapiantato attecchisce in una percentuale variabile tra il 70 % e l’80%. La tecnica ha con gli anni subito notevoli miglioramenti e rappresenta un ottima scelta nel caso si desideri rimodellare sopratutto il polo superiore delle mammelle.

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La corretta alimentazione a cura di Mirco Paggini

La cultura contemporanea è sempre più sensibile alla stretta relazione che lega salute e stili di vita e considera l’alimentazione come uno degli anelli più importanti vedendo la dieta come insieme di regole sociali prima ancora che scientifiche.

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a dieta intesa come sistemi di principi con cui l’uomo cerca di regolare il suo rapporto personale con il cibo, è diventata nello stesso tempo fattore positivo e promozionale di salute, ma anche fonte di disagio e di malessere. In questo senso si pone tra i paradossi tipici del nostro tempo, perché da un lato svolge un ruolo importante come complemento irrinunciabile nella terapia di molte malattie, dall’altro è causa di possibili patologie. Quello che appare innegabile è il rapporto dell’uomo e della donna con il proprio corpo e la consapevolezza che la dieta rappresenti la condizione essenziale per raggiungere un livello ottimale di equilibrio. Da quando allo star bene si è andato progressivamente sostituendo il sentirsi bene, la dieta è diventata un punto chiave per il proprio benessere, indicatore efficace di una corporeità sana, che cerca un consenso sociale anche per le sue performance estetiche. Quando questo non accade e alteriamo la percezione della propria corporeità, andiamo incontro ai disturbi della condotta alimentare, per i quali il decalogo dietetico resta un vero e proprio organizzatore della condotta. E’ per questo che la dieta è investita di una importanza assoluta, come se si trattasse di un vero e proprio oggetto transizionale e stupisce vedere l’assoluta frequenza di fallimenti a cui vanno incontro le diete. Da quelle scientificamente fondate a quelle più creative, da quelle con carattere persecutorio a quelle che assumono un aspetto quasi seduttivo. C’è spesso nel paziente un atteggiamento del dubbio sistematico che oscilla dall’oggetto dieta a se stessi; in altri termini successi e insuccessi sono legati più al soggetto che non all’oggetto e chi se non il professionista può creare una vera e propria

alleanza terapeutica, dieto-terapeutica. Sono tre i termini della questione: il soggetto, con il suo stile di vita, la sua cultura personale, fatta di giudizi e di pregiudizi; la dieta come una sorta di oggetto misterioso, nei confronti del quale si creano delle aspettative magiche, come se bastasse averla scritta e consegnata per ottenere i risultati sperati; e infine la relazione tra soggetto ed oggetto, che a sua volta è

influenzata da una serie di condizionamenti interni ed esterni che la sottopongono a dinamiche conflittuali non di poco conto. La conclusione di tutto ciò è di rivolgersi sempre ad un professionista del settore prima di intraprendere un percorso alimentare; il medico che prescrive la giusta dietoterapia, il Biologo-nutrizionista e il dietista che elaborano i piani dietetici per i pazienti monitorandoli costantemente e consigliandoli per la migliore personalizzazione. Nel campo dell’alimentazione sportiva, che è davvero complessa per tutte le situazioni che si vengono a creare, diventa necessario alimentarsi ottimamente ed essere consigliati da professionisti del settore nel campo dell’alimentazione. Per un successo è lo staff che conta!

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Programma Estate

249 euro


La tanto amata tintarella Acquistare un abbronzante è indispensabile prima di recarsi in vacanza o semplicemente prima di partire per un week-end all’insegna di un bagno di sole di Simona Battini

Pensiamo a quante tipologie di creme abbronzanti si possono trovare in farmacia, in un negozio di prodotti sanitari, in erboristeria e anche al supermercato, come scegliere il prodotto giusto per la nostra pelle? Riconoscersi in un fototipo ci aiuta ad evitare noiose scottature, di seguito i fototipi più ricorrenti per la guida alla scelta. Il fototipo si determina in base al colore della carnagione, dei capelli e degli occhi.

I soggetti fototipo 1: carnagione molto chiara, spesso con lentiggini, capelli biondi o rossi e occhi chiari. Attenzione all’esposizione ai raggi solari, la mancanza quasi totale di melanina provoca generalmente un eritema evidente a ogni esposizione al sole non protetta, con conseguente abbronzatura molto tenue o inesistente. Queste persone devono ricorrere a prodotti solari con filtri elevati (SPF 3560) o addirittura a schermo totale. Devono stare attenti i soggetti con fototipo 2: carnagione chiara, capelli biondo scuro o castano chiaro. Nei primi giorni in cui si prende il sole è raccomandato un fattore di protezione totale su viso e zone delicate e filtri non inferiori a 25-30 SPF per il corpo, dopo possono essere usate protezioni più ridotte, da 15 SPF a 20 SPF. I soggetti con fototipo 3: carnagione abbastanza scura, capelli castani e fototipo 4: carnagione olivastra, occhi e capelli neri sono in effetti i veri beneficiari della tintarella. Anche questi soggetti però devono usare un fattore di protezione. I fototipi 3, da 20 SPF a 25 SPF, sul viso e corpo per i primi due giorni, passando poi a 10 SPF nei successivi. I fototipi 4 possono limitarsi all’uso di creme a fattore di protezione da 8 SPF a 15 SPF nei primi giorni, per poi arrivare a 4 SPF. Per i bambini e per i giovani sotto i 15 anni si consiglia un livello di attenzione paragonabile a quello per il fototipo 1. Dovete prestare attenzione anche se vi mettete sotto l’ombrellone i raggi solari passano nell’ordine del 30%, quindi è utile proteggersi anche in questo caso. Altro suggerimento è quello di evitare l’esposizione al sole durante le ore più calde della giornata. Oltre a rischiare molto di più sulla pelle, si corre il rischio di prendere un bel colpo di calore!

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Polisport, la storia e non solo di Martina Capodicasa Il negozio Polisport fu fondato a Livorno nel 1969 nella sede storica di via Mastacchi dal Signor Stasi Giovanni e da sua moglie Ottavina, che ne scelsero il nome per rappresentare la polivalenza dello sport. Il Signor Stasi in origine era un barbiere, appassionato di sport e proprio per questo si dilettava nel comprare capi d’abbigliamento e accessori per rivenderli ai clienti del suo

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salone. Da qui l’esigenza di lasciare la sua prima professione e dedicarsi completamente al mondo sportivo aprendo un negozio tutto suo. L’attività è stata poi affidata ai figli Lazzaro, detto Zaro e Tiziano portandola avanti con notevole successo, supportati dai buoni consigli e dall’esperienza del padre. Il successo dell’attività di Polisport è racchiusa sia nella professionalità dei titolari che nella

qualità del materiale presente in negozio, ma soprattutto il loro segreto sta nel fatto che l’attività commerciale è sempre stata gestita in seno alla famiglia, tramandata da padre in figlio passandosi i segreti del mestiere e al tempo stesso cercando di stare al passo con i tempi. Ora l’attività è in mano ad Andrea, Gianluca, Diego e Veronica, figli di Zaro e Tiziano, che dal 2001 hanno aperto un nuovo punto vendita in via Marradi. Di recente l’attività si è spostata di qualche metro, sempre in via Marradi, in un fondo decisamente più spazioso dove è possibile trovare un numero maggiore di articoli sportivi delle migliori marche a prezzi assolutamente competitivi nel settore, come ad esempio i costumi Turbo o Speedo, must dell’estate. Inoltre lo staff di Polisport porta avanti due ambiziosi progetti sia durante l’estate che durante il periodo invernale. Nel periodo estivo vengono organizzate dallo staff week-end in montagna (out-door) dove i partecipanti, solitamente i clienti del negozio possono svolgere delle attività che spaziano dal trekking, al rafting fino ad arrivare alla nuova disciplina nordic-walking. Naturalmente per svolgere tutte queste attività la famiglia Stasi può fornire attraverso il suo punto vendita il materiale adatto e il necessario per fare le attività suddette. Durante l’inverno lo sky team Polisport organizza delle uscite di “sky test” ovvero testare lo sci, oltre alle consuete settimane bianche nelle località Abetone, Cimone, Cervinia e in Trentino Alto Adige. Altra punta di diamante della famiglia Stasi, è rappresentata dal laboratorio in via Provinciale Pisana dove viene svolta la riparazione, il noleggio e la preparazione dello sci alla gara, grazie all’utilizzo della “Winter-steiger”, prima macchina in Europa per una particolare lavorazione dello sci. Trovare tutte queste peculiari attività, materiale, affidabilità e professionalità nel campo dello sport all’interno di un attività commerciale al giorno d’oggi, con il sopravvento ormai dei famigerati franchising, è un grande valore aggiunto per il servizio offerto ai clienti.


MAX Allegri Talento, professionalità, sacrificio e determinazione: ecco la sua ricetta micidiale. di Marco Gammanossi

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l percorso che prende la vita, a volte ha davvero dell’incredibile. Forse, neppure Massimiliano, si sarebbe mai immaginato un futuro con una delle squadre più blasonate d’Europa. Nato a Livorno l’11 Agosto del 1967, Massimiliano Allegri inizia la sua carriera da calciatore nel ruolo di centrocampista, nella stagione 1984-85 nel Cuoiopelli in Interregionale. Dopo tre stagioni con il Livorno, passa al Pisa, dove l’11 Giugno 1989 esordisce in serie A, guarda caso, proprio nella partita contro il Milan. Sarà stato un segno? Chi lo può dire. Il fatto è che a Massimiliano, di certo, nessuno gli ha regalato niente. Nella sua scalata al successo, le sue doti di allenatore in campo, si facevano già sentire. Nel 1991 passa al Pescara di Galeone, con cui conquista la promozione in serie A. Nella stagione successiva gioca ancora con la maglia biancoazzura realizzando 12 reti con 31 presenze. Successivamente Perugia, Padova, Napoli, Pescara e Pistoiese. Massimiliano chiude la sua bella carriera da calciatore nell’Aglianese, nella stagione 2001-2003, con all’attivo 374 partite giocate e 56 reti, non male direi. Ma di mollare con il calcio, Massimiliano non ne vuol sentire parlare, ed è proprio con l’Aglianase in C2, che l’anno dopo, si conquista la sua prima panchina nella stagione 2003-2004. Seguono Spal e Grosseto, con il quale subisce il secondo esonero dopo la nona giornata, per lasciare il posto ad Antonello Cuccureddu.

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Di certo per Massimiliano gli inizi da allenatore non sono stati in discesa. Questo a conferma che nulla, gli è piovuto dal cielo. Ma lui non molla e da buon “Leone Labronico”, lotta con tutto se stesso guardando avanti. Nel 2007 viene chiamato ad allenare il Sassuolo in C1. Ed è qui, che il suo Talento esplode con orgoglio e determinazione, centrando una magnifica e indimenticabile stagione. Guida la squadra Emiliana, a una storica promozione in serie B e conquista anche la vittoria della Supercoppa di serie C1. Queste vittorie accendono i riflettori sul giovane allenatore che viene anche insignito dell’importantissimo premio “Panchina d’oro” come migliore tecnico della Lega Pro Prima Divisione. Grazie a questa splendida stagione al giovane tecnico livornese, viene proposto un contratto annuale,per la panchina del Cagliari che Massimiliano firma il 29 Maggio del 2008. La prima stagione in serie A, non inizia troppo bene, 5 sconfitte cosecutive. La squadra Sarda, si ritrova all’ultimo posto, ma Il Presidente Cellino, confida nelle capacità di Allegri e non sbaglia. Massimiliano tira fuori le unghie e si rimbocca le maniche, conducendo come un gladiatore la squadra Rossoblù ad una scalata inesorabile, che la posiziona a fine campionato al settimo posto. Le vittorie più significative le mette a segno contro la Lazio a Roma 1-4, 1-0 contro il Siena in casa, 2-3 contro la Juventus a Torino e un bel pareggio contro l’ Inter a


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Milano. Nel 2010 Massimiliano riceve di nuovo il premio “La Panchina d’oro” per la seconda volta, come miglior tecnico di serie A, relativo alla stagione 2008-2009. Non c’è che dire il “Ragazzo Labronico” è diventato un uomo di successo. A lui di certo il talento non manca e lo tira fuori quando serve. Massimiliano ce lo ha dimostrandolo con i fatti. Sacrificio, professionalità e determinazione, nel lavoro pagano sempre, come dargli torto. Il nome di Massimiliano Allegri comincia a venir fuori sempre più spesso, fino a che agli inizi dell’estate del 2010 i quotidiani sportivi nazionali e non solo, cominciano ad accostarlo a società importati tra cui il Milan, la Juventus e la Fiorentina. Il 25 giugno del 2010, appare un comunicato ufficiale sul sito del Milan. Massimiliano Allegri è il nuovo tecnico della squadra Rossonera. La notizia dell’ingaggio fino al 30 giugno 2012, conferma le qualità e la caparbietà del Livornese. L’evento lascia la sua famiglia senza fiato. E’ fatta! Massimiliano è nell’olimpo, allenerà una delle squadre più blasonate del calcio mondiale. Al canale “Milan Channel”, Allegri nel corso dell’intervista dirà: «Allenare il Milan rappresenta per me un punto di arrivo importantissimo della mia carriera. Faccio parte di una delle società più forti del mondo». Certo che guidare il Milan è stata,ed è, una grande prova, oltre che una bella occasione per Massimiliano,nella quale ha potuto fare un esperienza impareggiabile e affinare le sue doti già spiccate. Il confronto con una società e un management di grandi professionisti, abituati ai massimi livelli, gli ha sicuramente dato modo di crescere sia come uomo, che come professionista. E credetemi (che di risorse umane un po’ me ne intendo, nda) per gestire e relazionarsi con uno spogliatoio composto di “mostri” del calibro di Cassano, Gattuso, Pirlo, Robinho, Nesta, Ibrahimovic, Inzaghi, Seedorf e gli altri, ci vogliono, palle grandi come una casa e un fortissimo carisma. Evidentemente Massimiliano visto come sono andate le cose, è ben dotato di entrambe. Il nostro augurio è che lui possa confermare e superare come ha fatto fino ad oggi, i suoi obiettivi futuri. Io sono sicuro che non ci deluderà e siamo orgogliosi e fieri di avere un “livornese Doc” al top del calcio mondiale. Se è vero che c’è un destino che guida i nostri passi nella vita, auguro a Massimiliano che lo conduca verso ciò che più desidera.

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Massimiliano Allegri, classe 1967, prima di intraprendere la carriera da allenatore ha giocato in molte squadre italiane, tra cui la sua diretta avversaria per questa stagione: il Napoli (1997/1998)


Livorno, capitale della scherma Dal 26 al 29 maggio i campionati assoluti nella nostra città

Quando il presidente della Federazione Italiana Scherma Giorgio Scarso, al termine degli ultimi Campionati Italiani di Siracusa, consegnò il gonfalone degli Assoluti di Scherma 2011 in mano al presidente Bichisecchi il commento fu soltanto uno: “Scegliamo Livorno perché la scherma è Livorno. In questa città non c’è bisogno di spiegare l’importanza di questo sport”. Una frase che racchiude una verità incontrovertibile. La città dei Quattro Mori è stata ed è patria delle più importanti lame del mondo. Ed ecco che la storia si fonde con il presente. Dal 26 al 29 maggio infatti, si terranno a Livorno i Campionati Italiani Assoluti di Scherma 2011. All’interno della splendida struttura del PalaLivorno scenderanno in pedana tutti i migliori schermidori

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nazionali. Aldo Montano, Andrea Baldini, Valentina Vezzali, Matteo Tagliariol, Luigi Tarantino e tutti gli altri atleti italiani delle 3 armi stanno attualmente primeggiando in Coppa del Mondo ed hanno già ipotecato il ticket per confrontarsi sotto i riflettori della struttura di Porta a Terra. Organizzata dal Circolo Scherma Fides Livorno con il contributo del Comune di Livorno e della Federazione Italiana Scherma, la manifestazione ospiterà, in contemporanea, anche lo svolgimento dei Campionati Italiani di Scherma in carrozzina di cui esponente sarà Beatrice Vio, ragazza che non si è mai arresa davanti, alle salite che la vita le ha posto davanti e ha fatto commuovere con la sua grinta e la sua determinazione già tutta Italia nella splendida cornice siciliana della passata

Andrea Baldini, 26 anni, uno dei protagonisti delle gare che si svolgono nella sua città natale. In questa foto mentre schiva un attacco del connazionale Salvatore Sanzo. edizione di questi Assoluti. Il programma dei Campionati, di per sé è l’evento schermistico più importante a livello nazionale e sarà arricchito da una serie di eventi e attività che consentiranno al pubblico e agli appassionati di scoprire le bellezze e il fascino della città di Livorno. Un’occasione unica quindi per trascorrere un fine settimana all’insegna dello sport, ma anche della cultura, del gusto e del divertimento in una città solare e accogliente che ha dato i natali a tanti tra i più prestigiosi schermidori italiani di tutti i tempi. Per maggiori informazioni visitate il sito della manifestazione all’indirizzo: www.assolutischerma2011.it


Le star livornesi in pedana Fioretto Andrea Baldini (Livorno, 19 dicembre 1985. Società: C.S. Aeronautica Militare. Maestro Paolo Paoletti) Nel suo palamares vanta 3 medaglie d’oro ai Mondiali, 4 argenti e 1 bronzo. Sono invece 7 i titoli europei vinti e 3 bronzi conquistati. L’ultimo metallo messo al collo di un certo prestigio è quello di Antalya nel 2009 quando torna ad essere il numero uno al mondo dopo l’esclusione forzata dalle Olimpiadi di Pechino del 2008 a causa di un torbida vicenda legata a un presunto uso di un medicinale nella “lista nera”. Tommaso Lari (Livorno, 5 dicembre 1990. Società Fiamme Oro) Tra i suoi migliori risultati vanta un primo posto nel ranking di Coppa del Mondo Giovani 2008-2009, un quarto posto agli Assoluti del 2007, e una medaglia d’argento ad Hammamet nel 2006 ai giochi del Mediterraneo. Nella stessa edizione vinse anche un bronzo a squadre. Oro anche al Gran Premio Giovanissimi del 2004 nella categoria Allievi. Edoardo Luperi (Livorno, 11 Settembre 1993. Società Fiamme Oro) Una delle migliori promesse della scherma italiana, vanta la medaglia d’oro olimpica ai Giochi Olimpici della Gioventù del 2010 a Singapore. Alessandro Paroli (Firenze, 16 agosto 1989. Società: Fides Livorno) Lorenzo Nista (Livorno, 21 gennaio 1993. Società: Circolo Scherma Livorno)

Olga Rachele Calissi (Pisa, 23 Marzo 1992. Società: Gruppo Scherma Fiamme Gialle) Beatrice Monaco (Livorno, 23 gennaio 1992. Società: Gruppo Scherma Fiamme Gialle) Spada Virginia Di Franco (Livorno, 11 agosto 1983. Società: G.S. Fiamme Azzurre) Sciabola Aldo Montano (Livorno, 18 Novembre 1978. Società: C.S. Roma) Aldo Montano incarna lo spirito livornese. Passione, grinta, tecnica, tenacia, fisicità. Alle sue spalle una famiglia che ha fatto la storia della scherma mondiale. Lui, l’Aldo Nazionale, o come lo chiamano a Livorno “Aldino”, non ha bisogno di presentazioni. La sua vittoria più bella è senza dubbio quella di Atene 2004, riportando a Livorno la medaglia più preziosa. A Pechino nel 2008 sale nuovamente alla ribalta grazie a un bronzo conquistato con la squadra mentre in campo individuale non riesce a ripetersi e totalizza una decima posizione. Oro ai Giochi del Mediterraneo di Almeria del 2005, terzo nel circuito di Coppa del Mondo nella stagione 2008-2009. E’ lui il campione italiano in carica. E’ lui l’uomo da battere. Marco Ciari (Livorno, 31 luglio 1983. Società: Fiamme Oro) Tommaso Saviozzi (Livorno, 19 giugno 1992. Società: Fides Livorno)

Ilaria Bianco (Pisa, 29 maggio 1980. Società: C.S. Aereonautica Militare) Pisana di nascita ma livornese d’adozione. L’allieva del maestro del Fides Nicola “Abracadabra” Zanotti è la campionessa in carica. Irene Vecchi (Livorno, 10 giugno 1989. Società: Gruppo Scherma Fiamme Gialle) Ecco un’altra scommessa vinta dal Maestro Nicola Zanotti del Fides. Campionessa italiana Cadetti nel 2006 e campionessa Europea Under 23 nel 2003, si presenta ai nastri di partenza di questa edizione degli Assoluti con l’obiettivo di migliorare il suo record personale individuale del quinto posto ottenuto nel 2008. Alessandra Lucchino (Lamezia Terme, 1 aprile 1984. Società C.S. Aeronautica Militare) Benedetta Baldini (Livorno, 15 maggio 1993. Società Fides Livorno)

Nella foto in alto il campione italiano uscente, Aldo Montano. Il livornese vanta 5 titoli individuale e 3 a squadre solo per i campionati italiani assoluti e sarà sicuramente l’uomo da battere. A sinistra il PalaLivorno, teatro delle gare.

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Eventi e Attività collaterali alla manifestazione

Gli Assoluti di Livorno non saranno solo uno spettacolo prettamente sportivo. Un’intera città si muoverà, e si sta già muovendo, affinché questo grande evento rimanga nella storia. Oltre alle migliori lame del mondo che si incroceranno sulle pedane allestite al PalaLivorno dal 26 al 29 maggio ci sarà un vero e proprio evento nell’evento costituito da show, manifestazioni, mostre, conferenze stampa e esibizioni spettacolari. Andiamo a vedere nel particolare come la città di Livorno si animerà per dar vita a questi Assoluti 2011. All’interno del PalaLivorno, nei giorni del Campionato Assoluto, verrà poi allestita anche una pedana-gioco per i bambini. Uno spazio creato apposta per i più piccoli che potranno così cimentarsi in mini-tornei giornalieri con premi per tutti i partecipanti. Tutta la città sarà comunque coinvolta grazie alla partnership in prima linea del Comune di Livorno e delle istituzioni cittadine. La città sarà così svelata ai tantissimi ospiti grazie a eventi turistici creati ad hoc per l’occasione che mireranno a portare per mano gli stranieri alla scoperta delle bellezze di Livorno. Saranno a disposizione guide turistiche per un tour della Fortezza Vecchia e Nuova, verranno organizzati giri in battello alla scoperta dei canali, tour attraverso i luoghi tipici di Livorno come la Terrazza Mascagni, l’Accademia Navale (partner della manifestazione) e gite all’interno dei musei cittadini come il Museo Civico Fattori. Saranno inoltre allestite navette o autobus di linea per collegare il centro cittadino con il luogo della gara e gli Assoluti di Scherma verranno menzionati all’interno degli Itinerari del Gusto. Il coinvolgimento della città vedrà il suo momento culminante nello

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spostamento delle semifinali e delle finali in programma per giovedì 26 maggio all’interno del Teatro Goldoni che, sede della prima importante accademia di scherma cittadina nel lontano 1865, torna finalmente ad ospitare un evento schermistico di livello nazionale. Ma non finisce qui. Ci sarà all’interno del PalaLivorno un vero e proprio Museo della Scherma Livornese dove totem trifacciali raffigureranno i personaggi e i momenti salienti della storia schermistica livornese. Nella galleria delle lame labroniche verrà distribuito un piccolo volume “Spadaccini Amaranto” che racconterà i momenti più belli e significativi degli atleti labronici che hanno portato in alto il nome di Livorno grazie ai successi ottenuti con stoccate messe a segno e medaglie vinte. Gli Assoluti 2011 verranno inoltre illustrati dai disegni degli alunni delle scuole primarie livornesi grazie alla “Mostra di disegni della Scherma”. Sempre per i gli allievi delle scuole cittadine è in programma, per i giorni delle gare, il piccolo gioco “Caccia all’autografo”, in cui i piccoli appassionati livornesi dovranno correre dietro ai campioni della scherma italiani per strappare loro l’ambito e sognato trofeo: una firma da conservare per tutta la vita. Nell’ambito degli eventi legati all’avvicinamento di questi Assoluti anche

uno spettacolo teatrale sulla vita e sulle imprese di Angelo Tremamondo (di e con Alberto Bona) in programma il 25 e 27 maggio, alle ore 21,00, presso il Teatro La Goldonetta. Il progetto artistico che verrà realizzato grazie al Maestro Mario Menicagli con la regia di Gianpaolo Zennaro, sarà poi completato dalla realizzazione di una rassegna cinematografica su questo nobile e splendido sport con una proiezione presso il cinema Kino Dessè di 4 film (uno per ogni sera degli Assoluti) sul tema Cappa e Spada. Sarà inoltre allestita una mostra fotografica a cura di Augusto Bizzi, fotografo ufficiale della Federazione Italiana Scherma dove gli atleti livornesi saranno ripresi in ambientazioni e situazioni cittadine di vita quotidiana. A conclusione dell’offerta che questi Assoluti portano con sé anche uno spettacolo di beneficenza, in programma il 28 maggio alle 21 al PalaLivorno, con il comico Paolo Migone a favore dell’Associazione Art4sport la cui testimonial principale sarà Bebe Vio. Per maggiori informazioni sugli eventi consultare il sito www.assolutischerma2011.it


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L’estate è alle porte Dopo un inverno all’insegna del freddo e della neve siamo pronti ad accogliere a braccia aperte l’arrivo dell’estate di Francesco Balestri

Quali sono le prime cose che ci saltano alla mente non appena abbiamo sentore del cambio di stagione? Ma è ovvio, il sole, il mare e naturalmente il costume da bagno! Quest’indumento strettamente estivo e multicolore funge da campanello d’allarme un po’ per tutti quanti, in particolare per le fanciulle che subito pensano con aria di sfida o timore alla famosa prova bikini. Si tratta, in breve, di una normalissima prova costume dove il nostro personale giudizio deve dare un risultato esteticamente gradevole. Questo processo, apparentemente innocuo e inutile, mette in moto tutta una serie di parametri da dover soddisfare e fa scaturire dubbi e perplessità anche a tutte quelle ragazze che normalmente, durante il periodo invernale, neanche ci pensano. Perché viene fatta la prova? Per piacersi e per piacere. Nonostante il nostro sia un tipo di società che ci sta abituando a mettere “a nudo” tutto quanto, quando a dover essere messi a nudo siamo noi tutto ci spaventa e improvvisamente sentiamo addosso gli occhi di tutti. E’ per questo che durante la prova costume ci sentiamo in obbligo di essere perfetti. Facendo un rapido giro per

negozi, prendendo un caffè al bar, oppure scambiando due chiacchiere con l’amica del cuore, è d’obbligo la frase “devo mettermi a dieta dopo tutto quello che mi sono mangiata per le feste!” oppure “devo iscrivermi in palestra sennò quest’estate chi ci entra in quel bikini!”. Chiacchiere normalissime, ma strettamente legate all’accettazione personale. Sono innumerevoli i rimedi che è possibile mettere in atto per perdere peso, e non è sbagliato tenere d’occhio la propria forma fisica, quello che però lascia sconcertati è quando a perdere peso sono proprio quelle ragazze che non ne avrebbero bisogno. Il fatto di piacersi nel proprio corpo e nella propria forma fisica è cosa normalissima ma sempre più spesso rimaniamo insoddisfatti. Pur non volendo troviamo sempre qualcosa che non va. Le ragazze in genere cominciano col buttare un occhio alle ultime tendenze, ai colori che andranno di moda in estate al fine di poter meglio abbinare quel bel bikini che hanno comprato per l’occasione. Successivamente, fusi insieme bikini e mini abito, l’occhio cade sulle forme e come queste fanno risaltare quei colori. Per la stessa soggettività con cui ci si considera

belli e in forma, è possibile considerarsi non all’altezza della prova, vedendo imperfezioni in ogni dove. Semplice: ormai ci siamo abituati a sentirci perennemente giudicati. Pensiamo sempre che non appena arrivati in spiaggia tutti quanti siano pronti a farci le “lastre”, a sogghignare dietro un giornale o dare un colpo di gomito al vicino di sdraio che sta prendendo il sole, commentando il nostro corpo. Rendersi presentabili, specialmente in un contesto pubblico, è buona cosa, ma è giusto anche avere la libertà di essere quello che siamo quando e dove vogliamo. Ogni volta che ci sorge il dubbio di essere brutti o di poter offendere gli altri presentandoci in pubblico per come siamo in realtà dobbiamo sempre tenere presente che “gli altri siamo noi”, tutti possono trovarsi nella stessa situazione. Dando corda a paranoie inutili dimostriamo di non avere abbastanza a cuore la nostra persona. Solo dimenticandoci per un po’ l’esteriorità (e quindi la bellezza, il trucco, i capelli appena fatti ecc.) e concentrandoci di più su quello che portiamo dentro saremo in grado risultare davvero “belli”. Stravincendo a priori la temutissima prova bikini.

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I fiori di Bach

Aspen Populus tremula (Pioppo) di Anna Campani

Secondo appuntamento con Pegaso Magazine alla scoperta dei principi benefici e curativi dei Fiori di Bach, quello che prenderemo in considerazione in questo numero è il fiore chiamato Aspen. Questo fiore è particolarmente indicato per coloro che soffrono di paura per l’ignoto e angoscia e gli aspetti benefici sono quelli di donare sicurezza, capacità di farsi valere e protezione. Aspen è il rimedio ideale per chi vive paure irrazionali causate da ipersensibilità e può essere assunto per contrastare sensazioni negative di diversa fattura e di diversa tipologia. Un rimedio che è stato definito “filtro e protettore astrale”, in quanto è come se eliminasse delle interferenze, sconosciute e invisibili, ma non per questo meno fastidiose, aiutando ad essere più presenti e lucidi nella vita quotidiana. Aspen serve a chi è tormentato da paure vaghe e indefinibili. Non sono, del resto, pure e semplici fantasie: si tratta in realtà di un’ipersensibilità nei confronti degli aspetti spirituali della vita, delle “forze” più o meno positive che di fatto esistono. Ecco perchè i bambini, più aperti di noi ai fenomeni non razionali, hanno più spesso bisogno di Aspen. Comportamenti frequenti nelle persone in stato Aspen, sono la tendenza a essere nervose e sovraeccitate, lo sguardo spalancato e a volte allucinato, la paura a rimanere sole soprattutto al buio, la tendenza a compiere rituali e seguire superstizioni. Possono inoltre aver bisogno di Aspen i bambi-

ni che soffrono di incubi o sonnambulismo, quelli che hanno paura del buio e di altre cose inspiegabili, quelli che non vogliono stare soli o hanno disperato bisogno di rituali rassicuranti. Aspen è il fiore del nostro conosciutissimo pioppo, pianta che trema appena spira un alito di vento, come se si spaventasse. Nell’antichità si credeva che i pioppi fossero piantati di fronte all’ingresso del regno dei morti, da qui si è creata quell’associazione tra il fiore di Bach Aspen e l’ignoto, l’invisibile. Dalle parole testuali di E. Bach:”Vaghe paure sconosciute per le quali non ci sono spiegazioni o giustificazioni. Ancora, il paziente può essere terrorizzato da qualcosa di terribile che sta per accadergli, ma non sa cosa. Queste vaghe e inspiegabili paure possono perseguitarlo di notte o di giorno. Questi malati sono spesso timorosi di raccontare ad altri i loro problemi.”


Arrivo io e tutto cambia! E’ sì, chi l’avrebbe mai detto, sono stato concepito. Mamma e Papà hanno fatto proprio un bel lavoro forse nemmeno loro immaginavano di riuscirci. Ormai è fatta. Sono qui nella pancia di mamma e la sensazione è molto gradevole. Sono piccolino come un girino, ma mi sento grande come un elefante. Qui è tutto per me, gioco e sguazzo in questa linfa calda che mi avvolge e mi fa sentire al sicuro. Non posso fare altro che mangiare e dormire, ma vi pare poco?!? Ogni giorno, sento che mi sto trasformando, in che cosa non lo so neanche io, ma sono sicuro che sarò bello anzi bellissimo. Io non ho cognizione di cosa sono, ma mi sento bene e vado avanti nel mio percorso. Ci sono dei giorni in cui sento tanti suoni e rumori, che non riconosco e certe volte mi spaventano. Quello che sento sempre con piacere è il suono della mamma, quel dolce e profondo ticchettio del suo cuore, che mi dice che tutto va bene e che spesso, molto spesso, mi fa da ninnananna. “Buongiorno signori” ! Ma di chi è questa voce, non la riconosco, mamma risponde “buongiorno a lei dottore”. Mi sento un pò agitato non so cosa stia succedendo e sento agitarsi anche la mamma. Certe volte ho una strana influenza su di lei. Dopo un pò sento la voce anche di un altra persona, è calda e mi trasmette sicurezza. Forse è papà. Poi la mamma piange, ma non sta male, lo sento, lo capisco. Era la prima ecografia, tutto è ok. Il mio cuoricino è forte e deciso. La mia avventura qua dentro, durerà circa 266 giorni qui il tempo non scorre veloce ma è piacevole. Certe volte sento la mamma che parla, il suono della sua voce è la cosa più bella che

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conosco, mi fa stare bene, sembra di sentire una carezza che mi avvolge e mi stringe allo stesso tempo, che magnifica sensazione. Una sera mamma e papà sento che parlano dolcemente, si vogliono bene e si raccontano di come si sono conosciuti, era la prima volta che lo sentivo. Li amo. Ma tutto non fila sempre liscio, specie i primi tempi qualche volta sentivo lei che si agitava, non stava bene e correva forte, poi si fermava di colpo e il suo corpo si contraeva e mi provocava un pò di fastidio, stava vomitando. Ora non succede più, il tempo è passato, siamo circa a tre mesi dal mio concepimento e io cresco in fretta. Ogni giorno mi domando come saranno i lori volti e cerco di immaginarli, credo che anche loro lo facciano. Mamma è sicuramente bellissima lo so. Lo so dalla sua voce, come potrebbe non essere altrimenti. Ora riesco anche a sentirmi, mi metto in bocca qualcosa in continuazione credo sia il mio pollicino. Certe volte ho anche il singhiozzo, cavolo. Sembra non finire mai, questo non mi piace. Una sera sento che ridono e piangono insieme, che stava succedendo? Lei aveva scritto sulla pancia “Ciao Babbo” lui si era commosso e aveva stretto lei in una abbraccio forte forte, che potevo sentire anch’io: che meraviglia.Tutte le sere lei mi racconta una favola e io la ascolto con piacere,voglio vederla. Anche papà tutti i giorni mi saluta prima di andare a lavorare e mi chiama “bimbo nella pancia”. La sera si avvicina da un bacio al pancione di mamma e mi racconta la sua giornata, io non capisco molto di ciò che dice,ma lo ascolto volentieri,anche se spesso mi addormento subito, cavolo quanto parla papà.

Loro sono magnifici, ma a volte mi toccano con insistenza, sento mamma che dice: qui c’è il piede, lo senti? No questa è la testa, la senti, ora si muove, senti senti, io non capisco cosa vogliono ma mi pare che parlino di me, forse mi vogliono toccare e lo fanno. Credo siano carezze, amo le loro le carezze. Tutto stava andando bene, finche un giorno, mi sono davvero spaventato. Vedo una strana luce che viene verso di me, è forte e accecante mi ha fatto spaventare davvero, poi ho capito, era papà e mamma che volevano giocare con me, dopo mi sono divertito un mondo a fare “Il gioco della luce sulla pancia”. Adesso siamo all’ottavo mese e io non riesco quasi più a muovermi e ho una fame incredibile. Vorrei tanto uscire da qui, ma anche no. Sono combattuto, ho paura e insieme desiderio di vedere i miei genitori e il mio vero mondo, quello che dovrò affrontare tra poco. Ormai ci siamo quasi. Un giorno davvero non ne potevo più ed ho iniziato a dare calci fortissimi, la mamma penso abbia capito, il tempo della mia uscita era vicino. Infatti da lì a poco sono uscito. E’ stato fantasmagorico e anche un bel po’ doloroso, sentivo lei che gemeva e io che più spingevo più la mamma gemeva, ma alla fine tutto è andato per il verso giusto e sono nato. All’inizio piangevo anch’io, poi mi sono calmato, mi hanno sdraiato sulla pancia di mamma e ho sentito il suo profumo e il suo calore, ed è stato inebriante. Ho sentito anche la mano di papà che mi toccava, io gli ho stretto la mia intorno al suo pollice. Adesso non ho più paura, loro sono sempre accanto a me e mi proteggeranno per sempre.


Zoe e l’ombra che ride

paradiso dei bambini

di Anna Campani

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oe era una bambina dalle lunghe trecce rosse, il naso a patata e gli occhi azzurri, azzurri. Una sera i suoi gentiori uscirono per andare a una cena di lavoro e lei rimase in casa con la baby sitter. La piccola aveva da sempre paura del buio e quando un tuono fece saltare la corrente, saltò giù dal lettino e si precipitò in salotto dove la baby sitter stava guardando la Tv, ormai spenta. Zoe tremando disse: “Non mi piace quando non c’è la luce”. Clara la sua tata gli accarezzò dolcemente i capelli e gli disse che presto i suoi occhi si sarebbero abiutati all’oscurità e lei avrebbe visto con chiarezza ciò che la circondava. Zoe allora cominciò a sbattare gli occhi sperando da un momento all’altro di essere rassicurata da quello che appariva intorno a lei. Ad un tratto però dietro alle scale che portavano alla stanza dei suoi genitori vide una piccola ombra saltellante che rideva, i denti erano così bianchi che luccicavano, si vedeva chiaramente la forma di un cappello a punta e gli occhi erano due fili sottili che si allungavano insieme al sorriso. Zoe non si spaventò da quella vista, e decise senza dire niente a Clara di seguire la figura che intanto la chiamava con un gesto della mano. Zoe con passo leggero salì tutti gli scalini e si trovò in camera dei gentiori dove l’ombra fatata ballava sul materasso, Zoe sorrise e senza pensarci due volte saltò sul letto e ballo con lei, chiuse gli occhi e quasi senti le mani delicate dell’’ombra che la toccavano. Ad un certo punto mentre la nostra piccola

dai capelli rossi si divertiva a voleteggiare un tuono scosse la casa e la luce tornò. Zoe si ritrovò da sola nella stanza, si guardò intorno ma dell’ombra misteriosa non c’era più traccia, l’aveva portata via il buio, dove lei si nascondeva aspettando che un tuono togliesse di nuovo la luce per poter giocare con i bambini in grado di vederla. Zoe da quel giorno, tanto si era divertita che smise si avere paura del buio e cominciò ad apprezzare gli strani disegni che l’oscurità faceva, aspettò per molto tempo che il giorno andando via la luce vedesse tornare la sua ombra amica ma non la rivide mai più.

Via Gaetano Poggiali, 11 Livorno Tel. 0586 898342

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iPad 2 mania

In poco più di due mesi di vita, l’iPad 2 ha già conquistato tutti e le liste di prenotazione sembrano davvero non finire mai. di Riccardo Campopiano

Apple tenta di mantenere il suo predominio sul segmento dei tablet con un dispositivo che è più leggero e più potente del precedente e che ha anche qualche funzionalità in più (le video/fotocamere) e qualche nuovo accessorio stile Apple. La decisione di creare una versione migliore rispetto al primo iPad è stata presa grazie al successo ottenuto da questo straordinario accessorio. Sia negli Usa che in Italia se ne vedono a migliaia, segno che l’azienda informatica statunitense ha centrato il bersaglio ancora una volta. Per la nuova versione e, come detto in apertura, le parole d’ordine sono: più sottile, più veloce, più leggero, Facetime e smart cover, anche se la maggiore velocità è sicuramente la caratteristica che si sente di più. L’uso di un processore a doppio core, l’aumento di memoria (da 256 a 512 Mb) e altre modifiche hardware lo rendono molto più reattivo. Per quanto riguarda il peso, l’iPad 2 si differenzia dal primo soltanto per 79 grammi. Una differenza che forse a molti non dirà niente, ma chi lo ha provato assicura che il tablet ora risulta più maneggevole. Il nuovo iPad raccoglie le forme curve che Apple ha sperimentato con l’iPhone 3G, con l’iPod Touch e con i computer. Abbassare l’altezza dei lati di un terzo ha reso il dispositivo anche molto più compatto: facendo un po’ di pressione sulla custodia di alluminio, come quando si gioca, non si sentono scricchiolii come sull’iPad 1 e tambureggiando un po’ con le dita sull’alluminio non viene fuori suono di spazi vuoti.

Non si deve commettere l’errore tuttavia di pensare di usare il tablet come una macchina fotografica vista la qualità degli scatti che risulta mediocre come mediocre è quella dei video che vengono girati. La risoluzione delle foto scattate dalla fotocamera posteriore è di appena 960×720 (vale a dire 0,69 Megapixel), mentre quella delle foto scattate dalla fotocamera anteriore è di 640×480 (0,3 Megapixel). La videocamera è invece ideale per Facetime, la tecnologia di videochiamate su WiFi disponibile per iPhone, iPod Touch e Mac. Già, ma cos’è il Facetime? Da un box laterale è possibile scegliere tra i contatti salvati sull’iPad quello con cui si vuole avviare una videochiamata e “toccare” il suo indirizzo di posta elettronica. La domanda potrebbe sorgere spontanea: ma quanto mi dura la batteria? Apple ha assicurato prestazioni a dir poco straordinarie: 10 ore e più di autonomia e più di un mese di standby. È però probabile che in futuro, con l’uscita di applicazioni che faranno uso intensivo dell’intera potenza dei processori, l’iPad 2 dovrà cedere qualche minuto di autonomia. Una delle novità più importanti riguarda il connettore AV digitale. Chi ha la fortuna di disporre di una televisione ad alta definizione con connettore Hdmi dovrebbe prendere in seria considerazione l’acquisto di questo accessorio che consente di collegare l’iPad 2 ad un televisore e di trasmettere sullo schermo la stessa identica immagine che si vede sul tablet. La connessione Hdmi è veloce e si può giocare su iPad e seguire il

gioco sulla Tv (pensiamo ai tanti giochi di corse di automobili), vedere un film, inviare foto, riprodurre presentazioni e così via. Una seconda uscita dell’accessorio consente anche di mantenere in carica l’iPad. E il prezzo? La Apple ha confermato che la versione con solo Wi-fi sarà scontata di 20 euro rispetto a quanto annunciato. L’azienda comunque non abbandona la filosofia del convertire il dollaro in euro e questa regola è stata confermata per le versioni del tablet con modulo 3G: la 16 GB giungerà sul mercato al prezzo di 599 euro, la versione 32 GB avrà prezzo pari a 599 euro, mentre la versione da 64 Gb avrà prezzo pari a 799 euro. Per quanto riguarda la versione priva di modulo 3G, invece: 479 euro (invece di 499 euro) per la versione da 16GB, 579 euro (invece di 599 euro) per la versione da 32 GB e 679 euro (invece di 699 euro) per la versione da 64GB. Ultimo, ma non per importanza, è la protezione che la Apple ha pensato per il suo nuovo giocattolino. Si tratta di una cover intelligente in grado di proteggere lo schermo del tablet grazie ad un’apposita imbottitura e ad una serie di magneti che tengono la protezione attaccata al profilo del device. Il tutto è incarnato in un pannello colorato delle dimensioni del tablet, diviso in 4 fasce che consentono al device di piegarsi e di adattarsi a due formati: aperto o chiuso. Le due posizioni e l’attacco al tablet sono garantiti da un semplice aggancio magnetico che permette di fissare o rimuovere la cover con rapidità.

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Ristoranti • Locali • Shopping Storia • Arte • Cultura

La storia, il cuore di Livorno info 340.8397308


Venezia in Blu 18 giugno 2011 Notte Blu - Livorno

Fotografie, pitture, installazioni immaginifiche e tanto blu..! Artisti, vivai, composizioni floreali e antiquariato. Queste sono solo alcune delle tante idee che verranno proposte durante “Venezia in Blu”, manifestazione polivalente che si svolgerà il 18 giugno a Livorno nel contesto della Notte Blu, l’iniziativa promossa da Comune di Livorno e Provincia di Livorno che nasce con l’intento di celebrare il mare, i suoi colori, e con essi le bandiere blu che l’Unione Europea assegna alle spiagge del territorio provinciale livornese. “Venezia in Blu”, organizzata dalla neonata Associazione “Venezia”, in collaborazione con la Circoscrizione 2, inizierà il pomeriggio di sabato 18 giugno, giorno in cui i temi della rinascita e della natura la faranno da padroni, con lo scopo di vitalizzare tramite stand di fiorai, antiquari, vivai e jam sessions di musica itinerante, lo storico quartiere Venezia, isola cittadina contornata da viuzze, piazzette e locali-palafitte. I muri del quartiere prenderanno forma e sostanza tramite proiezioni e filmati, mentre fotografie e pitture trasformeranno le strade in percorsi artistici tinti di blu, aventi come tema il mare in tutte le sue increspature; concerti di musica blues saranno i protagonisti della sera. L’Associazione “Venezia”, costituitasi da poco grazie alla sola iniziativa degli esercenti della zona, si è posta sin dal principio l’obiettivo di valorizzare il quartiere “Venezia”, antico cuore di Livorno, ed accrescere le attività culturali, grazie a musica, spettacoli ed eventi artistici.

Progetto Grafico L’AltroVerso Anna Laura Bachini

(Luisa Bellopede)


E il Cantuccio diventò “Arcipelago di Monti”

Livorno che cambia a cura di Impresa e Professione Tanti sono stati i cambiamenti e le importanti ristrutturazioni di palazzi, ville e quartieri che ha visto, in quest’ultimo decennio, la città di Livorno. Tanti sono i progetti futuri e le attuali nuove costruzioni concentrate soprattutto in alcune aree della città e i suoi dintorni. Ci sono anche alcuni recuperi di antiche ville ridotte nel tempo quasi a ruderi. Uno di questi importanti recuperi, è un edificio situato sulla salita verso il Santuario di Montenero chiamato da molti “Il Cantuccio”. Questa villa, che è stata una famosa discoteca e prima ancora un ristorante, dopo la sua chiusura, è stata abbandonata a se stessa per molti anni fino a quando è stata acquisita dalla ditta livornese Impresa e Professione srl. Società che costruisce e gestisce in prima persona immobili di pregio civili e turistici, con un’esperienza che viene da lontano. Nell’intervento di recupero della villa è stato preferito suddividere gli spazi in pochi ed esclusivi appartamenti di lusso, contornati da un rigoglioso parco ombreggiato e curato. La progettazione ha tenuto conto della splendida posizione che domina il litorale

toscano con una vista mozzafiato da sud a nord e che ha ispirato il nuovo nome di questo bella dimora: “Arcipelago di Monti”. Il recupero, oltre a rispettare la natura dei luoghi, ha integrato la villa nel verde, esaltando gli scorci sul mare (vedi le foto), prestando tutte le attenzioni alle esigenze che i futuri proprietari degli appartamenti avranno in un posto così esclusivo, tranquillo ma allo stesso tempo fornito di tutti i comfort che la tecnica edilizia e domotica moderna offre. Il visitatore potrà ammirare tra le caratteristiche particolari della villa ’’Arcipelago di Monti” splendide terrazze sul verde e sul mare tra cui una enorme di oltre 400mq. con vasca idromassaggio e ringhiere stile liberty forgiate a mano da esperti artigiani, che richiamano e omaggiano quelle più famose delle Terme del Corallo. La villa sarà inaugurata entro la prossima estate, dando modo di apprezzare il risultato finale di un rigoroso lavoro di equipe con la collaborazione di professionisti sempre aggiornati sulle tecniche di costruzione e di progettazione, di operai specializzati e di bravissimi artigiani. Essa sarà fornita di tre ingressi, uno carrabile, uno di servizio e uno molto importante incastonato tra alti muri in pietra che non lasciano vedere nulla fino a quando aprendosi nell’ingresso, immettono l’ospite su uno scenografico lunghissimo ponte pedonale a tre metri di altezza, proteso verso il mare e che sembra finire in acqua, ma che in realtà percorre a una certa distanza tutta

la lunghezza della villa e serve da ingresso pedonale agli appartamenti, lasciando spazio e privacy alle proprietà. Ogni appartamento è un piccolo gioiello, indipendente dagli altri, tagliati con grandi o piccole metrature e ovviamente, tutti hanno una o più terrazze private, posti auto e garage. Inoltre nonostante che la zona tra Montenero ed Antignano stia cambiando velocemente con la costruzione di tanti nuovi edifici, ”Arcipelago di Monti” pur essendo vicino al centro abitato, non risente della nuova pressione edilizia mantenendo la sua unicità. La ristrutturazione di questo edificio è stata fatta con la passione e la consapevolezza dovuta ad un immobile unico nel suo genere per la posizione dominante e la visibilità dello stesso da tutto il lungomare di Antignano e quindi anche sentendo l’affetto dei molti livornesi che per anni hanno frequentato questo posto serbando bei ricordi. Informazioni e vendite: cell. 3355916801 Impresaeprofessione.net

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Il Professor Lumini, i suoi ragazzi e i loro cappelli Togliersi il cappello davanti ai potenti conquistando simpatia e favori di Martina Capodicasa

E’ da questo importante concetto che si sviluppa e si snoda l’ambizioso progetto “ Tanto di Capello” del Professor Paolo Lumini, insegnante di educazione artistica delle scuole medie “ Galilei” di Palazzi ( Cecina ) insieme ai suoi simpatici e lungimiranti alunni. I ragazzi delle classi prime , seconde, terze delle sezioni H -I- L del Galilei, guidati passo- passo dal professore hanno creato nel loro bizzarro laboratorio scolastico, una moltitudine di strambi , bizzarri e graziosi capelli, utilizzando i materiali più svariati, come : stoffa, cartone, paglia , bottoni, nastri e chi più ne a più ne metta. Il Professore ha costruito un percorso formativo e sociale

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che coinvolge la scuola, i commercianti cecinesi, il Comune e i cittadini, educando in questo modo i ragazzi a stare all’interno della società. I 350 capelli realizzati dai ragazzi hanno sfilato con in capo a quest’ultimi , durante la manifestazione che si è tenuta sabato 2 aprile nella zona pedonale del Comune di Cecina, dove hanno partecipato oltre agli alunni varie associazioni. Inoltre, attraverso uno spot lanciato alla radio, i cittadini sono stati invitati a scendere in piazza ad intervenire, all’evento indossando un proprio capello. Tutti i presenti durante la sfilata hanno fatto l’importante gesto , CHAPO’, che ognuno ha interpretato a suo modo ovvero dandoli

un significato personale e soggettivo, come il rispetto per se, per gli altri, in segno di amicizia , di riverenza o anche di simpatia verso altre persone. Nei giorni seguenti all’evento i capelli sono stati esposti nelle vetrine della maggior parte dei negozi del centro di Cecina, creando cosi un legame duraturo con l’esterno. Inoltre le creazioni dei ragazzi potranno essere acquistate ad un prezzo simbolico ed il ricavato, come altre iniziative passate curate e seguite da Paolo Lumini, andranno in beneficenza ad associazioni sempre diverse. Altro progetto importante svoltosi nel mese di dicembre è stata la realizzazione di una cartolina di auguri per le feste natalizie. In questo progetto anche la concessionaria Ford BluBay attraverso il titolare Antonio Carito, sempre in prima linea nei i progetti sociali, ha apportato il suo contributo sostenendo con dei fondi tale progetto. Il ricavato della vendita è stato consegnato alla squadra della Fiorentina che a sua volta ha donato i fondi all’associazione umanitaria “Save the Children” . Inoltre la concessionaria Ford BluBay ha stanziato dei fondi per sostenere la stampa di un quaderno interattivo che documenterà attraverso fotografie e grafica realizzata dai ragazzi della scuola superiore di Cecina Marco Polo, tutti i lavori fatti dai ragazzi della scuola media Galilei. Il quaderno interattivo darà vita così ad una collana che sarà esposta e resa disponibile al pubblico presso la biblioteca comunale di Cecina, e verrà donata a tutti i ragazzi di terza media alla fine dell’anno scolastico, come ricordo del percorso sociale fatto negli anni insieme ai compagni e al Professor Lumini.


L’eredità di Fattori e Puccini Il Gruppo Labronico tra le due guerre eArtisti del Gruppo Labronico nella Livorno del Secondo Dopoguerra in collaborazione con la Direzione Editoriale della rivista “Arte a Livorno...e oltre confine” Un grande evento espositivo a cura di Vincenzo Farinella e Gianni Schiavon, per festeggiare i 90 anni della nascita dello storico sodalizio livornese. Dal 14 maggio al 3 luglio 2011 – Museo Civico Giovanni Fattori -Granai di Villa Mimbelli - Livorno Il Gruppo Labronico è stato fondato a Livorno il 15 luglio del 1920 da un gruppo di pittori e scultori reduci dall’esperienza del Caffè Bardi, il mitico caffè dove, a partire dal 1909, si erano riuniti i giovani artisti della città, desiderosi, nel rispetto dell’eredità fattoriana, di proporre un deciso rinnovamento del linguaggio figurativo, secondo la strada suggerita dal grande Mario Puccini, scomparso proprio nel 1920. Il Gruppo Labronico ha costituito, per tutti gli anni Venti ed oltre, un’associazione capace di dominare la vita culturale livornese; riunendo tutta una serie di artisti caratterizzati da linguaggi molto diversificati (come Renato Natali, Gino Romiti, Giovanni March, Plinio Nomellini), ma unificati dal desiderio di confrontarsi con la realtà, nella prospettiva tracciata dalla gloriosa tradizione della macchia toscana, e di rifiutare le vie più avventurose percorse dalle avanguardie dei primi anni del Novecento (in linea così con quelle tendenze di “ritorno all’ordine” che dominarono non solo in Italia, ma anche in Europa, il clima culturale del primo dopoguerra), il Gruppo riuscì, attraverso l’organizzazione di

un’importante serie di mostre – ben 18 esposizioni collettive, tra il 1920 e il 1932 – a sostenere e a diffondere la conoscenza della scuola figurativa fiorita a Livorno, non solo in Toscana, ma anche in una prospettiva nazionale: basti ricordare le partecipazioni alle Esposizioni degli Amatori e Cultori di Roma (nel 1922 e nel 1927) e le tre mostre milanesi presso la prestigiosa Galleria Pesaro. L’esposizione, organizzata presso i Granai di Villa Mimbelli dal 14 maggio al 3 luglio 2011, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmi e dal Gruppo Labronico (che nel 2010 ha festeggiato il suo novantesimo anniversario), con la compartecipazione del Comune di Livorno, sarà aperta da una sala dove due capolavori degli ultimi anni di Fattori si confronteranno con una sceltissima antologia di opere di Mario Puccini e con un omaggio agli artisti fondatori del Gruppo; nelle sale successive del primo piano dei Granai si susseguirà l’esposizione centrata sugli “anni eroici” (quelli che vanno dal 1920 al primo scioglimento nel 1932), dove tutti i protagonisti di questa associazione artistica saranno rappresentati mediante una selezione di opere mirata a riassumere i diversi percorsi figurativi sfociati poi nell’esperienza collettiva del Gruppo Labronico (come nel caso di Plinio Nomellini, capace di partire da un linguaggio ancora fattoriano, di aderire alle mode europee del divisionismo e del simbolismo, per poi sfociare in quel suo tipico e virtuosistico linguaggio cromatico di esaltato vitalismo); la sala conclusiva sarà infine

dedicata ad uno dei protagonisti non solo del Gruppo Labronico, ma dell’intera cultura figurativa livornese del Novecento, e cioè Renato Natali, rappresentato attraverso una scelta dei suoi maggiori capolavori (e da una vera e propria sorpresa: la clamorosa Marcia su Roma del 1923-24). Nella grande sala a piano terra dei Granai di Villa Mimbelli sarà quindi possibile ripercorrere le vicende del Gruppo nel Secondo Dopoguerra, dal 1946, quando, all’indomani del conflitto mondiale che aveva tragicamente colpito anche la città di Livorno, si decise di ridare vita alla gloriosa associazione labronica, fino agli anni Sessanta: anni in cui il Gruppo Labronico, pur non più al centro incontrastato della vita culturale livornese, fu ancora in grado di catalizzare le energie di molti artisti, sia dei “grandi vecchi” impegnati nella conservazione di una tradizione illustre, sia dei giovani orientati verso un deciso rinnovamento del linguaggio e dei contenuti. L’evento espositivo è promosso dal Comune di Livorno, dalla Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno e dal Gruppo Labronico, con il Patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Livorno e dell’Accademia Navale di Livorno e vede il contributo della Camera di Commercio di Livorno e dell’Associazione “Amici dei Musei e dei monumenti livornesi”.

Sito internet: www.artealivorno.it E-mail: artealivorno@hotmail.com Tel.338 4885066

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Apocalisse

La fine del mondo e’ davvero alle porte o si tratta solo di un’altra bufala? di Mark Fortune

Uragani, tsunami, terremoti, tempeste solari, inversione dei poli magnetici terrestri, impatti con pianeti e meteoriti. Questo è lo scenario apocalittico che ci aspetta per festeggiare l’ultimo capodanno della terra? Tutto nasce dalla profezia che collegherebbe la fine di uno dei due cicli del calendario Maya (b’ak’tun) alla fine del mondo, o almeno alla fine di come lo conosciamo. Secondo i principali documenti storici dei Maya, in particolare nel calendario il Lungo computo, sarebbe il quarto in ordine di tempo poiché gli dei avrebbero distrutto le tre precedenti creazioni in quanto ritenute fallimentari. La terza creazione fu distrutta al termine del 13º b’ak’tun,data che combacerebbe con la fine del 2012. Questa circostanza, insieme ad

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un riferimento epigrafico sul Monumento 6 di Tortuguero è alla base del fenomeno New Age che associa un evento di significativa discontinuità storica alla data della fine del mondo. La Profezia del 21 dicembre 2012, questa è la data a cui verrebbe associato la fine del calendario maya, si basa su due diverse interpretazioni, dalle quali sono stati formulati due diversi scenari. Il primo, quello catastrofico, l’altro basato sulla completa trasformazione spirituale degli esseri umani. Pace globale,mai più guerre e soprusi e la consapevolezza dell’essere parte di un mondo che ha bisogno di tutte le nostre attenzioni per mantenersi tale. Insomma una coscienza globale cosmica allargata, dove l’individuo non conta, ma in cui è il “tutto” a fare la

differenza. Entrambi li scenari sarebbero comunque apocalittici, tenendo conto del duplice significato del termine. Devastazione totale o nuova rivelazione? Cosa bisogna aspettarci per quella data? Nessuno lo sa. Anzi a dire il vero, come si prolificano centinaia di siti web, libri, video e film che descrivono i cataclismi e gli scenari disastrosi dandoli per certi alla fine del 2012; in opposizione troviamo anche chi invece ci rassicura. Una serie di importanti ricercatori facenti parte della comunità scientifica insieme ad alcuni illustri studiosi della civiltà Maya ci tranquillizzano. Affermano, nella “Profezia Maya” e nella sua interpretazione (o meglio nella lettura del calendario) che non vi è descritto niente di così apocalittico. Certo


2012 che gli ultimi avvenimenti che stanno colpendo il pianeta, a cominciare dai vari terremoti e tsunami verificatosi di recente, potrebbero farci avallare la prima teoria, quella catastrofica, preannunciandoci che qualcosa è già cominciato. Molti gli eventi devastanti, come quelli che hanno colpito il Giappone lo scorso marzo,il terremoto in Abruzzo del 6 marzo 2006 o il devastante tsunami di Sumatra, che sconvolse tutto l’oceano indiano il 26 dicembre del 2004. Migliaia di vittime, che nulla hanno potuto contro la forza devastante della natura, sono eventi che di certo non vorremmo mai rivedere, ma che sono la realtà di ciò che sta accadendo nel pianeta. Forse è proprio per questo che siamo facilmente

impressionabili e portati a credere che tutto ciò possa essere il futuro che ci aspetta per il 21 dicembre 2012 e che forma in molti, la convinzione di ciò. L’impotenza e la paura che proviamo guardando le immagini di queste catastrofi, rendono irreale, ma allo stesso tempo molto credibile, un evento di proporzioni planetarie, che cancellerebbe ogni forma di vita o quasi sul nostro pianeta. Nulla di più catastrofico si potrebbe immaginare. Chi non ha visto il film “2012”? La terra trema, le strade si spaccano, i vulcani eruttano, i mari sommergono le montagne, non vi sembrano immagini già viste? Ma chi può essere sicuro di ciò che accadrà? Di certo non noi. Anzi, noi proprio non ci crediamo, anzi a dire il vero pensiamo, che

di profezie che hanno previsto la fine del mondo ne abbiamo già viste tante. Alla fine degli anni novanta c’era la credenza che nel 2000 ci sarebbe stata la fine del mondo, come già era successo per l’anno 1000, poi fu la volta del Millennium Bag, ecc. A noi piacerebbe di più pensare,che possa veramente avvenire una evoluzione epocale. La consapevolezza che siamo davvero parte di un “Tutto” . E’ su questo che dobbiamo lavorare. La terra non ci appartiene, anzi forse siamo noi che apparteniamo alla Terra, facciamo parte tutti di un qualcosa, che deve essere preservato e non usato. Di certo andando avanti in questo modo saremo noi ad auto-distruggerci. Forse nel 2050 o forse nel 2100. Chi lo sa?

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Tra realtà e mistero

Il respiro e la leggenda di Bianca Maria Aloisia, morta per amore di Anna Campani

“Se abbiamo bisogno di leggende, che queste leggende abbiano almeno l’emblema della verità!”. Se c’è qualcosa che da sempre attira l’attenzione della gente queste sono le leggende. Misteri irrisolti o risolti di antichi presagi di sventura o fortuna, scaramanzie che si tramandano di generazioni in generazione. Storie che assumono con il tempo risvolti velati di magia. Poco si sa di quanto ci sia di vero, ma allo stesso tempo poco sappiamo di quello che è stato inventato e perché. Per spaventare i bambini nelle notti di luna piena? Per allontanare i curiosi dalle mura di case all’apparenza disabitate? Le leggende e il mistero esistono da sempre, come esiste da sempre la storia che proponiamo a voi lettori oggi, tra magia e mistero e sogno e realtà torniamo indietro nel tempo, quando Bianca Maria Aloisia, figlia di Jacopo (Giacomo) Malaspina ed Oliva Grimaldi, s’innamorò. La ragazza, bellissima, aveva perso la testa per un giovane stalliere che voleva sposare contro ogni regola. I genitori rimasero scandalizzati e sorpresi di questo amore “proibito” che avrebbe messo a repentaglio il buon nome della famiglia, di origini nobili, era impensabile a quel tempo vedere la propria figlia sposare un comune stalliere senza titolo di nobilita. La minacciarono di rinchiuderla nelle segrete del castello e di

offrirli solo pane e acqua. La giovane spinta da una passione e da un amore sfrenato decise di non demordere e non si lasciò intimorire da quelle minacce. Vista la testardaggine della figlia i genitori decisero di allontanare lo stalliere dal paese e di rinchiudere la figlia in convento. Nonostante questo Bianca non smise mai di sognare un futuro con il giovane e si rifiutò categoricamente di prendere i voti. I genitori esasperati dal comportamento della figlia decisero di riportala al castello. Neanche in questo caso riuscirono mai a farle cambiare idea tanto che arrivavano per evitare scandali a murarla viva in una cella, insieme a un cane che simboleggiava fedeltà e a un cinghiale emblema della ribellione. Naturalmente non c’è bisogno di sottolineare la terribile fine che fece la giovane. A confermare l’autenticità della storia, accadde che nei recenti scavi effettuati durante i lavori di consolidamento, furono trovati resti di ossa appartenute molto probabilmente ad una fanciulla e a due animali. Una scoperta che solo a leggerla mette sicuramente i brividi. Questa tragedia del passato sembra abbia lasciato strascichi nell’età moderna, sembra infatti che lo spirito della giovane giri ancora per il castello nelle forme di una ragazza con lunghi capelli posati sulla schiena. Affascinati ed attratti

da questi racconti, esperti ed appassionati dell’occulto, hanno effettuato, una serie di esperimenti, tutti filmati. Inquietante come in uno di questi si è poi visto, chiaramente, una figura scura, dalle sembianze umane, attraversare la stanza da muro a muro, come fosse sospinta dal vento. Pare, inoltre, che nella macchia di umidità nella sala del trono si riconoscano varie figure avvolte in un’aura chiara. Si distinguono una macchia bianca (Bianca Maria) una macchia nera che la avvolge, molto somigliante alle fattezze di un cane con un collarino più chiaro, una macchia molto grande e chiara sulla destra raffigurante un cinghiale e infine un volto umano, proprio sotto al collare del cane, nel quale si scorgono occhi, naso, bocca, mento e corona (il re, padre di Bianca Maria). Le storie di fantasmi che però aleggiano in questo castello misterioso non finiscono qui ve ne sono altre che nel tempo hanno preso forma. Il letto che respira nel quale si dice sia morto il marchese Ippolito, ucciso dai figli con un veleno. Dal momento della sua morte, le lenzuola del letto sono sopraelevate e se toccate con leggerezza si riesce a sentire una sorta di flusso d’aria che sembra essere a tutti gli effetti un respiro. Inoltre da ciascuno dei pomelli del letto si dice che si sentono i battiti del cuore del marchese: gli ultimi 3 battiti dell’aritmia cardiaca che portò l’uomo alla morte.

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MARRADI XXVIII


Modà La storia e le emozioni di un gruppo che sta diventando la colonna sonora di un’intera generazione. di Anna Campani

“Ora vi racconto una storia che, farete fatica a credere….perchè parla di una principessa e di un cavaliere che….”Questa non è la storia di un cartone Disney ma la loro storia quella dei Modà. Una favola che gli ha visti partire dal niente per arrivare sul podio del palco di Sanremo. Incontrarsi per caso dopo aver intrapreso diverse esperienze musicali e creare un progetto destinato al successo. La stessa passione per il pop - rock che si fonde per dare adito a canzoni e ritmi adesso cantati dai tantissimi fans sparsi per l’Italia. La forza di questo gruppo è da subito il Live, infatti “Kekko” Silvestre e compagni si concentrano su questo. Nel 2004 arriva per loro il primo contratto discografico e l’uscita del loro primo singolo “Ti amo veramente” seguito da “Dimmi che non hai paura”. Due canzoni che danno il via all’uscita del primo album di inediti che prende il titolo dal primo singolo e riscuote subito un ampio consenso di critica e vendite. Nel 2005 partecipano per la prima volta a Sanremo nella sezione giovani con la canzone : “Riesci a innamorarmi”. Fondamentale per il gruppo è internet, il solo sito ogni giorno registra tantissime visite, col-

laborando alla crescita e alla conoscenza della band. Nell’agosto dello stesso anno partecipano alla Giornata Mondiale della Gioventù 2005, tenutasi a Colonia, dove suonano i loro brani di fronte ad un vastissimo pubblico e colgono l’occasione per presentare il brano Nuvole di rock. Nel 2008 esce il nuovo album dal suono più rock del precedente dal titolo “Sala d’Attesa”. Ne segue un tour che vedrà il gruppo cantare su più di 50 palchi sparsi per l’Italia, tra cui l’Alcatraz di Milano dove viene registrato il sold-out. Nell’estate del 2009 pubblicano “Timida” con l’etichetta discografica Baraonda. Nel 2010 passano all’etichetta “Ultrasuoni” ottenendo il vero primo successo radiofonico “Sono già solo”, 40 settimane ai vertici delle classifiche e disco di platino. Premiati ai Wind Music Awards (Italia1) come rivelazione dell’anno e ancora un riconoscimento ai Venice Music Awards (Rai2) come band rivelazione dell’anno. Nel mese di febbraio la band ha partecipato al Festival di Sanremo, classificatosi secondi con il brano “Arriverà” feat.Emma, hanno ricevuto soltanto l’8% in meno del vincitore Vecchioni. Il cantante “Kekko” ha scritto inoltre

dei bellissimi brani per altri interpreti come “Urlo e non mi senti” cantata da Alessandra Amoroso e “Io son per te l’amore” e “Per sempre” per Emma. Un gruppo che non ha paura di urlare all’Italia che sta dalla parte dei romantici, in una delle canzoni più amate del nuovo album (di cui è anche il titolo) “Viva i romantici”. Per comprendere la personalità di questa band e del suo cantante basta riportate le parole di Kekko in merito a una delle canzoni “Tappeto di fragole”: “Visionaria”, come fosse un insieme di quadri: una persona che vive un momento di “ubriacatura”, di stanchezza per le tante cose successe in un particolare periodo della sua vita; questa persona osserva tutto quello che gli succede intorno e ad immaginare di poter volare e sentirsi più libero, di staccarsi dalla realtà per buttarsi in un sogno che lo fa sentire più leggero. Negli anni non c’è stato un cambiamento nella loro musica, è arrivata però la fortuna, la loro evoluzione sono stati i fan e la loro tenacia e quella di trovare una casa discografica che credesse in loro. Questa è stata la loro evoluzione, ci hanno sempre creduto e non si sono mai arresi.

I Modà: Francesco “Kekko” Silvestre (voce), Enrico Zapparoli (chitarra acustica), Diego Arrigoni (chitarra elettrica), Stefano Forcella (basso) e Claudio Dirani (batteria). |71


Sinfonico Honolulu

Un’ orchestra tutta livornese. Sette ukulele, un basso e voce per reinterpretare i più grandi successi del rock di tutti i tempi intervista di Gabriele Centelli

“Chi ha avuto la fortuna di vederli e ascoltarli dal vivo sta ancora lì a sognare la magia di uno spettacolo d’eccezione che accende l’anima e scalda il cuore. Meravigliose vibrazioni che colpiscono, entusiasmano e che inevitabilmente lasciano il segno. Questo è in poche parole il Sinfonico Honolulu, un’orchestra tutta livornese che reinterpreta i più grandi successi del rock di tutti i tempi grazie ad un fantastico set di 7 ukulele, un basso acustico e voce. Un’invenzione strepitosa, un caleidoscopio musicale che cattura e incanta ogni spettatore. Il sound rivisto e corretto dei migliori pezzi del rock internazionale che ne scaturisce, infatti, risulta totalmente nuovo sia all’orecchio degli esperti che della gente comune. E’ avvolgente e guizzante, dolce e soprattutto puro.” Queste sono le parole del giornalista Enrico Paradisi, ufficio stampa dell’insolita band nata all’inizio del 2010 che già sta facendo innamorare musicisti e discografici italiani. L’idea nasce da Filippo Cevenini che, dopo il folgorante incontro con lo strumento hawaiano, decide di tirar su un progetto serio coinvolgendo musicisti dall’indiscusso talento ed inizia a lavorare con Emanuele Voliani (già basso dei Bad Love Experience e che rimarrà coi Sinfonico per tutto il 2010) e poi via via vengono reclutati tutti i componenti che ad oggi compongono la formazione (insieme naturalmente a Cevenini): Daniele Catalucci, bassista dei Virginiana Miller, Steve Sperguenzie, voce leader dell’orchestra, Alessandro Rossini, Giovanni Guarneri, Francesco Damiani, Luca Carotenuto e Gianluca Milanese. Facendo quattro chiacchiere con la band, è venuta fuori tutta la loro spumeggiante verve:

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PROSSIMI CONCERTI I Sinfonico Honolulu si esibiranno il 21 maggio al Festival Acustico di Sarzana ed il 12 luglio al Festival Onda su Onda di San Vincenzo.

La rielaborazione dei grandi successi del rock suppongo che sia molto divertente e capace di attirare l’attenzione di un vasto pubblico. Pensate un giorno di scrivere anche qualcosa di inedito? C’è in cantiere la registrazione di un album? Filippo Cevenini: La rielaborazione, l’orchestrazione e l’uso di uno strumento di sonorita’ nuova e particolare come l’ukulele produce un effetto accattivante in termini di attenzione e ascolto del pubblico, lo cattura e provoca grande coinvolgimento. Il pubblico ha la sensazione che il pezzo che ascolta, nonostante sia una canzone conosciuta, sia qualcosa di

nuovo, fresco e originale. Anche per questo motivo attualmente non siamo molto interessati a scrivere pezzi nostri... Stiamo realizzando un album, totalmente live per scelta, registrato durante il concerto al TeatroC del 5 marzo 2011. La registrazione é stata curata da Alessandro Rossini che, oltre ad essere uno del Sinfonico, é il nostro uomo di fiducia quando si tratta di audio in studio o live. Come arrangiate le canzoni con il celebre strumento hawaiano? Mi spiego meglio.. da dove inizia l’arrangiamento di una canzone con sette ukulele ed un basso? C’è


I “Sinfonico Honolulu” sono Daniele Catalucci (basso), Steve Sperguenzie (voce), Filippo Cevenini, Alessandro Rossini, Giovanni Guarneri, Francesco Damiani, Luca Carotenuto, Gianluca Milanese e Emanuele Voliani che ha lasciato la band ad inizio anno. Nelle foto il loro concerto che si è tenuto al TeatroC.

un linea ben precisa da seguire? Daniele Catalucci: L’arrangiamento di un pezzo comincia lontano dalla nostra sala prove e dai nostri strumenti. Abbiamo appunto coniato il termine “ukulelizzabile”, parola con la quale chiamiamo una canzone indicata riproponibile nella nostra chiave. Capita magari di ascoltare alla radio il frammento di una canzone alla quale non arriveresti mai durante una normale scelta di canzoni e, tutto d’un tratto, senti una frase di archi o di synth terribilmente anni ‘80 e te la immagini risuonata da più ukuleli armonizzati. Di primo impatto sorridi, ma poi ti rendi conto che con una formazione del

genere ti puoi permettere qualsiasi bizzarria. E’ un po’ come se fosse sempre carnevale. Poi ci mettiamo a studiare tutte le singole parti e le varie fasi dell’interpretazione, suddividendoci gli arrangiamenti ed infine le parti vocali, con la prima voce, il coro principale, ed altre duetre voci che sostengono l’armonizzazione nei momenti in cui c’è più bisogno. D: Ancora una volta Livorno si conferma epicentro musicale di grande qualità dalle spiccate doti comunicative. Voi che ne pensate della “scena labronica” fra i musicisti, le band, i locali e la gente?

Steve Sperguenzie: Ci sono molte band, ma come in qualsiasi altra città dove il lavoro scarseggia e dove si cerca uno sfogo, una via d’uscita liberatoria contro il sistema. Da sempre la musica è protesta e dimostrazione di riluttanza al capitalismo e all’establishment, ma il problema è che a Livorno la cultura non interessa affatto ed i giovani se la spassano grazie ai social-network. I locali son pochi e troppo spesso non adatti al live, non c’è simbiosi e ricettività tra amministrazione, investitori e piccoli imprenditori. La voglia di suonare rimane, per forza di cose, terribilmente soffocata.

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buoni motivi per fare l’amore Fare l’amore è scientificamente dimostrato, apporta molteplici benefici. Il parere di sessuologi e psicologi è che il sesso non è utile solo a migliorare la propria condizione psicologica ma lo è anche per la salute fisica.



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Libera dallo stress
 Ricercatori scozzesi hanno scoperto che fare spesso del sesso, riduce la pressione sanguigna e diminuisce lo stress. Allo studio hanno preso parte 24 donne e 22 uomini a cui è stata monitorata l’attività sessuale. Quelli di loro, che avevano più frequentemente rapporti sessuali avevano una migliore risposta di fronte allo stress, rispetto a quelli che lo facevano meno.

5 6 felici.


La fiducia sale
 Migliorare la fiducia in se stessi perché le persone si sentono più appagate e

Rilascio di ossitocina
 Sesso e orgasmi aumentano i livelli di ossitocina nell’organismo. L’ossitocina aumenta i sentimenti di affetto o amore e le persone acquistano più fiducia in se stessi e risultano più attive.

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Migliora e fortifica il sistema immunitario Fare sesso regolarmente uno o due volte a settimana rilascia nell’organismo immunoglobulina A, che protegge l’organismo da influenza e da altre infezioni.

 Brucia le calorie
 Il sesso per 30 minuti ti permette di bruciare circa 85 calorie. Sembrerebbero poche, ma provate a pensare alla somma se fatto per più volte.

 Cuore sano
 Alcuni ricercatori hanno scoperto che chi ha regolarmente rapporti sessuali almeno due volte a settimana ha minore insorgenza di problemi cardiaci rispetto a chi fa l’amore meno di una volta al mese.

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Aiuta a dormire meglio L’ossitocina, ormone che viene prodotto durante l’orgasmo, facilita e migliora la qualità del sonno. Chiunque lo può constatare, un buon sonno rende il corpo più sano e più in forma. Avete bisogno di altri buoni motivi? E allora, che state aspettando...

Riduzione dei dolori
 Oltre ad aumentare i livelli di ossitocina, aumentano anche quelli delle endorfine, sostanze che aiutano a ridurre il dolore, in particolare nei casi di mal di testa.
 Meno rischi di cancro della prostata
 E’ provato che eiaculare regolarmente per gli uomini, riduca il rischio di cancro alla prostata.


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Rafforza i muscoli pelvici
 Per le donne, il sesso è come fare gli esercizi di Kegel. Entrambi possono migliorare la muscolatura pelvica.



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Le novità dal mondo delle quattro ruote Moltissimi i modelli che le diverse case automobilistiche hanno lanciato o si apprestano a lanciare sul mercato per venire incontro alle esigenze sempre più svariate dei clienti che molto spesso considerano la macchina come una vera e propria seconda casa. di Riccardo Campopiano

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e ad aprile l’Audi aveva proposto la tanto attesa A6, ora è la volta della A1 Cabrio considerato il vero e proprio asso nella manica della casa tedesca. La vera e propria rivoluzione è rappresentata dalla versione “open air”, con il tetto in tela, ideale per le giornate afose d’estate per sentire l’aria direttamente sulla faccia. L’Audi ha espresso la volontà di voler vendere entro il 2015 un milione e mezzo di vetture all’anno: la A1 Cabrio quindi rappresenta un ottimo punto di partenza per il raggiungimento di questo traguardo. La Ford comunque non starà certamente a guardare e ha già in mente quale sarà la sua arma vincente: la Focus SW. La vettura ha fatto il suo debutto pubblicitario negli Stati Uniti il primo marzo mentre in Italia questo è avvenuto soltanto verso la metà del mese mentre il lancio sul mercato è previsto verso la metà di maggio. La versione station wagon sarà dotata di diversi sistemi tecnologici come il parcheggio semiautomatico o il monitoraggio della segnaletica orizzontale e dei segnali stradali, giusto per citare qualche esempio. Naturalmente il tutto è stato pensato per rendere sempre più sicura la guida e per far sentire l’autista a proprio agio. Nel 2012 in Europa la Ford Focus SW sarà dotata anche di sistema Sync ad interfaccia MyFord Touch che garantisce una facilità di accesso alle informazioni e alle impostazioni del veicolo. E la Mercedes? Non sta certamente a guardare, anzi rilancia con la nuovissima Classe C Coupè, grande protagonista al Salone di Ginevra dove ha raccolto soltanto consensi. La vettura propone al pubblico tratti eleganti e regolari ed una forma armonica e razionale e sarà equipaggiata con il motore 2,1 litri diesel, quattro cilindri in linea, da 170 cavalli. Il colore scelto per presentare la nuova automobile è stato il nero opaco in modo da mettere in risalto la carrozzeria per aumentare la dinamicità della vettura anche se il punto di forza della Mercedes Classe C Coupè sarà il cambio automatico a 7 marce 7G-Tronic con propulsori a 4 cilindri che sono più compatti e leggeri, unico nel suo genere e quindi assolutamente da non perdere. Chiusura con la Porsche che ha confermato l’uscita della Panamera

Ibrida, versione ecologica della coupé a quattro porte della gamma, capace di toccare i 100 km/h in soltanto sei secondi mentre la velocità massima sarà di 270 km/h. La potenza complessiva sarà di 380 cavalli. La vettura potrà essere guidata anche in modalità elettrica anche se soltanto per 20 chilometri e con un’andatura massima di 85 chilometri orari (in modalità zero emissions).

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Le due ruote una passione da inseguire Le nuove nate in casa Honda, Aprilia e Suzuki di Riccardo Campopiano

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a Honda si dimostra ancora una volta come una delle aziende motociclistiche più attive di quest’anno. Dopo aver già lanciato molti nuovi modelli sul mercato, ora è la volta del classico pezzo da 90, ovvero il Crossrunner. La base non poteva essere che l’indimenticata VFR800 anche se la posizione e soprattutto il look sono totalmente diversi. Il manubrio infatti è più alto e più

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lungo e quindi più vicino al busto del conducente. Questo modello è stato sviluppato con pneumatici Pirelli Scorpion Trail: abbastanza efficace l’ingresso in curva, l’appoggio e la stabilità sono ottimi in modo da poter godere la moto al massimo. Per quanto riguarda le sospensioni invece sono quelle della VFR800: forcella tradizionale, non regolabile, con cartuccia idraulica interna; mono regolabile in estensione e nel precarico della molla, vincolato a un’articolazione più lunga per aumentare la luce a terra. L’obiettivo dell’azienda giapponese è quello di arrivare a vendere almeno 700 modelli della nuovissima Crossrunner anche se, viste le molte domande d’acquisto, non è da escludere che si arrivi a toccare addirittura quota 1000. L’Aprilia tuttavia non resta certo a guardare e risponde con l’affascinante Tuono V4R, vera e propria chicca dell’azienda veneta. Superati con risultati sorprendenti i test, è pronta per far impazzire tutti gli appassionati delle due ruote. La nuova moto, nata da una costola della mirabile RSV4, può raggiungere i 270km/h e regala un’emozione di guida da guinness dei record. A rendere ancora più speciale questo mezzo, ci pensa anche il sistema Aprilia Power Ride Control (Aprc) offerto come optional. Il sistema consente la piena gestione dell’aspetto dinamico della moto come già visto sulla RSV4 e ingloba il l’Aprilia Traction Control (Atc) che si calibra autonomamente su diversi tipi di pneumatico e regolabile in corsa, senza chiudere il gas. Non poteva mancare neanche l’Aprilia Launch Control (Alc) il sistema di asservimento alla partenza per esclusivo uso pista, regolabile su 3 livelli che consente partenze dal fermo al massimo della potenza con la centralina che modula l’erogazione mentre il pilota mantiene l’acceleratore alla massima apertura. L’ultima tecnologia inglobata nel sistema è infine quella dell’Aprilia Quick Shift (Aqs), ossia il cambio elettronico, per cambiate rapidissime senza chiudere il gas e senza usare la frizione. Chiusura con la Suzuki che presenta l’accattivante Gsr 750, la nuova naked che affianca la già fortunata versione 600 cc. Il telaio è stato completamente ridisegnato per assicurare una maggiore maneggevolezza mentre il peso resta quasi invariato. Al primo impatto la Suzuki pare sbilanciata per l’uso sportivo, ma alla prova dei fatti si trova invece molto equilibrata. La guida è intuitiva e rotonda, non scende in piega troppo rapidamente né occorre sforzarla nei cambi di direzione, e sul veloce, anche con il fondo sconnesso, non perde mai la coerenza. Questo è dovuto a un insieme di cose: alla rigidità del telaio, all’ottimo lavoro delle coperture - le Bridgestone BT-016, di taglio sportivo-stradale - e alla taratura delle sospensioni, sportiva ma non eccessivamente rigida.


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La sala da bagno Ogni angolo della casa riflette la personalità di chi la vive. E non poteva certo restare fuori il bagno. Sempre di più sta aumentando la tendenza di personalizzare e curare nel particolare ogni minimo dettaglio. di Camilla Carli

In questo articolo abbiamo deciso di approfondire sull’arredobagno, scoprendo le tendenze più in auge per questo 2011. La sala da bagno si fa sempre più versatile e accattivante. Dalla rubinetteria, ai sanitari, ai mobili che la arredano, le più attuali tendenze sono dettate dal mondo della moda. Si sperimenta su materiali e cromie, sostituendo il minimalismo e le tonalità sobrie di un tempo con decori macro, con colori sgargianti e con bagliori metallici, per proporre un ambiente lussuoso e inedito. Ogni anno i designer di interni studiano sulle tendenze che andranno più di moda per i vari complementi d’arredo. Quest’anno per il bagno sono queste tre: colorazione in varie sfumature di verde, combinate con elementi naturali come bambù e pietre; piani di quarzo che richiamano gli ambienti delle spa e degli alberghi; il lavabo appoggiato sul piano, che imita i vecchi catini di una volta utilizzato un linguaggio contemporaneo e minimale. Quando si tratta poi di scegliere gli accessori la fantasia si accende di colori e di nuove forme; spesso è il cliente stesso che si mette alla ricerca di oggetti particolari ma anche competitivi ad un buon prezzo. Tra le varie mode del momento, esiste anche una certa tendenza fai-da-te, ovvero, ad introdurre nel bagno un mix di componenti ed accessori che spesso non corrispondo a dei veri coordinati, ma ad oggetti singoli, acquistati anche separatamente che piacciono e soddisfano anche il piacere della vista oltre alla comodità dell’uso stesso. Gli accessori in metallo sono però quelli che ritroviamo nella maggior parte delle case, insieme ai classici in ceramica perchè ci piacciono le tradizioni, le origini del bagno, la consuetudine dei gesti, delle abitudini, ma ritroviamo anche veri oggetti in design capaci di rendere l’ambiente del bagno più accogliente e funzionale. Un altro materiale

di tendenza che riempie gli ambienti di molte case è l’ottone galvanizzato abbinato ad elementi in plexiglass, vetro extrachiaro acidato. Per gli amanti della tradizione, tutto ancora è possibile, e nulla è stato spazzato via dalla moda o dalla tendenza, è possibile infatti riscoprire ancora oggetti in ottone con finitura cromo e oro chiaro che abbinano sia come portasapone che come “svuotatasche”, portasalviette che diventano poggia abiti, specchi con mensole a terrazzo, e completano la serie porta asciugamani, porta scopino e rotolo. Un altro oggetto che lascia spazio alla modernità è la nuova espressione del concetto di lampada e di porta-salviette, le quali diventano un oggetto unico, irresistibile, si tratta di colonne luminose portasalviette, oggetti versatili, dove la luce è situata all’interno della colonna portante e ne illumina l’intera struttura. Altra caratteristica è che gli oggetti bagno non vanno coperti ma scoperti e riscoperti, come i tubi riscaldanti che fungono da portasalviette. Altro elemento innovativo e decorativo, lo specchio che funge da quadro, nelle più svariate forme geometriche rifinite nelle varie fantasie, dai materiali insoliti che vanno dalle lamiere scatolari di acciaio verniciato e superfici in legno e textures trattate come una pelle. Anche il colore ritorna in bagno, colori vivi, caldi, accessi come l’amaranto, il lampone, il rosso passione: è il colore della vita che entra in bagno. L’arredamento del bagno può sembrare un’operazione più semplice rispetto alle altre stanza di una casa. Invece, anche se le dimensioni sono quasi sempre contenute, il bagno va arredato con cura e secondo uno stile ben preciso, in linea con quello del resto della casa e in cui quei pochi elementi che andranno inseriti dovranno essere scelti con ancor maggior cura.

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Giardino da abitare Come rendere unico il vostro spazio esterno di Camilla Carli

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opo esserci occupati, nel numero 0 di Pegaso Magazine, dell’arredamento di interni e della scelta delle tende, in questo numero vi diamo qualche consiglio e le ultime tendenze per l’arredamento da esterno. Basta accendere la tv per vedere le splendide ville dei più famosi attori, cantanti e personaggi dello spettacolo: la villa di Brad Pitt, quella di George Clooney... E allora la domanda che ci dobbiamo fare è questa: cosa rende un qualunque spazio esterno bello e degno di ammirazione e, perché no, invidia da parte di chi lo osserva? Molto importante sicuramente è la cura

del verde, che con pochi consigli pratici reperibili su internet si può mantenere in vigore, ma, senza dubbio, la parte più importante è l’arredamento. Rendere unici il proprio giardino, la propria terrazza, con uno sforzo minimo ed un piccolo investimento si può. Ovviamente, possedere una villa come quella dei succitati attori hollywodiani non è da tutti, ma, qualcosina si può fare. Certo la crisi non ha arrestato il processo evolutivo delle tendenze dell’ arredo outdoor che continua ad allettare i fanatici del benessere all’aria aperta, resort, piscine. Ormai da anni si punta all’ utilizzo di materiali tecnologici, per lo più sintetici, come il rattan sintetico, PVC, polimeri plastici, ma anche alluminio e acciaio inox, che offrono innumerevoli vantaggi dal punto di vista pratico, estetico e funzionale. Il legno è “out”, per dirlo con un’espressione tipica del linguaggio giovanile, ma per gli amanti del classico in rete ci sono ottime proposte. Questo propongono gli operatori del settore, per un mercato di nicchia dove i particolari fanno la differenza. Il 2011 porta nell’arredamento di esterni colori chiari come il rattan sintetico bianco, gazebi con strutture in alluminio dotati di affascinanti teli laterali all’insegna della privacy, lettini prendisole comodi, ergonomici e dalle forme tondeggianti: il tutto rigorosamente in materiali sintetici. Le vecchie “panchine” lasciano spazio a comodi

lettoni dove trascorrere ore di benessere e relax magari all’ombra di comode coperture incorporate. Dal 31 Marzo al 4 Aprile si è tenuta a Lecce, la seconda edizione del Salone dell’Arredamento degli spazi esterni, “Externa”: 5 giorni totalmente dedicati all’outdoor, con espositori che hanno proposto a visitatori e curiosi le migliori occasioni di marchi nazionali e internazionali e tutte le novità di un settore in continua crescita. Per la seconda volta, “Externa” è stata una vetrina che si è proposta come punto d’incontro e contatto tra rivenditori, produttori e privati. I prezzi? Variano da molto alti, se si prendono in considerazione prodotti di marchi prestigiosi, a molto accessibili, se si sceglie la concorrenza del “no-brand” che spesso propone mobili da giardino della stessa qualità con ottimi design a prezzi ridotti ad 1/4. Sul web poi, le occasioni fioccano se si guarda ai numerosi siti che offrono prodotti qualitativamente ottimi, design ricercati a prezzi davvero molto accessibili. Avere un giardino “vip” oggi non è difficile grazie alla vasta offerta del mercato. Certo, bisogna stare attenti alla qualità ed avere gusto nelle scelte. Rivolgersi al canale di vendita giusto, ricercare gli stili più in voga, selezionare solo le aziende più affidabili e con esperienza nel settore sono i segreti per un giardino da fare invidia a Brad, George & Co!

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Matrimoni & Co. a cura di Susanna e Selene Vaccaro

L’usanza di ornare la sposa con fiori proviene dal mondo arabo e risale a un tempo antichissimo. Il giorno delle nozze, la donna soleva adornare i capelli e le vesti con piccoli e profumatissimi fiori bianchi; i fiori d’arancio. Da sempre simbolo di fertilità,

Un solo giorno per una festa indimenticabile. Un matrimonio senza fiore è come un giorno senza sole. Con il loro splendore, i fiori testimoniano la gioia e la bellezza di una giornata irripetibile. In chiesa, in municipio, tra le mani della sposa, sui tavoli del banchetto, nelle decorazioni dell’auto, ovunque i fiori si uniscono festosi ai riti nuziali.

“A volte basta un attimo per dimenticare una vita, molte volte però, non basta una vita per dimenticare un attimo.” Rivolgersi ai professionisti del settore preserva dalle delusioni e soddisfa tutte le aspettative.

questi fiori d’agrumi, diffusissimi in tutto il bacino mediterraneo, rappresentavano, per la sposa, l’auspicio di una prole numerosa. Mentre in Italia la decorazione floreale ha un ruolo fondamentale, in altri Paesi sono piante ed erbe ad assumere questa valenza. In Svezia e in Danimarca, per esempio, gli sposi usano riempirsi le tasche di erbe profumatissime, come menta o rosmarino, per attirare la fortuna. Nella cultura indiana, il fratello del fidanzato lancia petali di rosa sulla coppia per proteggerla dagli spiriti maligni. In Grecia, infine, durante il matrimonio, la sposa porta un ramo d’edera per evocare un amore senza fine. In ogni angolo del mondo, quindi, semplici o elaborate composizioni vegetali accompagnano gli sposi all’altare, come in una competizione, per augurare loro un futuro “tutto rose e fiori”

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Eventi

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7 Festa degli Aquiloni di San Miniato - Pisa Domenica 15 Maggio Sul prato antistante la Torre di Federico II° sin dal mattino si levano in volo decine di aquiloni, con i maestri aquilonari di San Miniato che portano in cielo gli aquiloni costruiti secondo la vecchia tradizione toscana

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In/Canti & Banchi a Castelfiorentino - Firenze Dal 19 Maggio In/Canti & Banchi è il festival che apre la stagione del teatro di strada in Italia. A breve il programma 2011

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Terra Futura 2011 a Firenze 3 Venerdì 20 Maggio Mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale che propone anche un programma culturale fitto, fra seminari, dibattiti e convegni con esperti e testimoni

Il Bianco e l'Azzurro: festa medievale a S.Quirico D'Orcia - Siena Sabato 21 Maggio Gara del Campionato italiano fra gli arcieri storici, cucina medievale e il più grande trabucco del III millennio. Poi sbandieratori, giocolieri e artigiani, nella kermesse del Quartiere di Canneti

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Florence Design Week 2011 Dal 24 Maggio Design e ingegno si incontrano così a Firenze, nella kermesse 2011, a Maggio nel cuore della città

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GenioGioco a Vinci - Firenze Sabato 28 e Domenica 29 Maggio Nei due giorni tutti gli spazi cittadini saranno chiusi al traffico e messi a disposizione per lo svolgimento di attività ludiche e di apprendimento in cui i più piccoli, al fianco anche degli adulti, potranno divertirsi giocando e imparando

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8° Festa del Fiore a Orbetello - Grosseto Sabato 11 Giugno Il Parco delle Crociere si trasformerà in un giardino fiorito dove trascorrere un weekend da sogno per gli appassionati di piante e fiori, da quelli della tradizione a quelli meno noti, insoliti, curiosi e vari

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Europlà a San Giovanni Valdarno - Arezzo Dal 24 Giugno Festa internazionale del teatro comico, di strada e di figura

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Elisa in concerto al Teatro Verdi di Firenze Martedì 17 e Mercoledì 18 Maggio Due spettacoli diversi per un unico tour: così Elisa torna ad esibirsi dal vivo sui palcoscenici delle principali città italiane

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Massimo Ranieri in concerto al Teatro Verdi di Firenze Venerdì 20 Maggio Porterà in scena l'ormai celebre spettacolo "Canto perché non so nuotare... da quarant'anni!"

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Gianna Nannini in concerto al Mandela Forum di Firenze Venerdì 27, sabato 28 e domenica 29 Maggio La cantautrice in Toscana con il suo "Io e te Tour"

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Lucca Summer Festival 2011 Dal 1 Luglio Anche quest'anno, il programma offre quasi un mese di grandissimi concerti: Guccini, Zucchero, Arcade Fire, Bacharach, Mario Biondi, Joe Cocker & B.B.King, Elton John, Amy Winehouse, Ben Harper, James Blunt e Jamiroquai

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Pistoia Blues 2011 Dall’8 Luglio Ospiti d'eccezione per la 3 giorni del festival, giunto alla 32a edizione: Skunk Anansie, Robben Ford, The Doors (Ray Manzarek and Robby Krieger) e Lou Reed

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Bolgheri Melody 2011 a Bolgheri - Livorno Dall’8 Luglio Patria dei grandi vini italiani e di etichette preziose e ricercate come diamanti, torna dall'8 luglio il Festival di musica, teatro e danza ospitato nella grande Arena all'aperto Mondiali di Danza e di Danza Sportiva 2011 a Castiglioncello 15 Dal 25 Maggio Un doppio mondiale e un festival dedicato a ballerini e ballerine diversamente abili per un evento che ospiterà oltre 2000 atleti da più di 30 paesi del mondo Campionati Italiani Assoluti di Scherma a Livorno 16 Dal 25 Maggio All’interno della splendida struttura del PalaLivorno scenderanno in pedana tutti i migliori schermidori nazionali, Aldo Montano, Andrea Baldini, Valentina Vezzali, Matteo Tagliariol e tanti altri (tre pagine di speciale da pagina 46)

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L’estate arriva in anticipo a Castiglioncello Dal 7 maggio l’apertura estiva dell’Astragalo

Con l’arrivo della bella stagione e aspettando l’estate si è risvegliato l’Astragalo, il locale di Castiglioncello affacciato sulla Baia del Quercetano. Per questo scorcio di stagione, il noto locale di Castiglioncello frequentato da personaggi famosi del mondo dello spettacolo e dello sport, era aperto con il suo “look invernale” ma da Sabato 7 Maggio data dell’ inaugurazione estiva del disco–club, l’Astragalo si presenterà con il suo nuovo “look estivo” con tutte le sue terrazze aperte, l ‘ angolo wine–bar, le 2 situazioni musicali curate in pista centrale da Giacomino dj e Giancarlo Ducceschi e dalla vocalist Medusa, mentre nella seconda pista la musica a 360° di Sandro Mancini e Cristiano Matto. Molte sono le novità e le riconferme per quest’estate. Tra le novità sicuramente l‘aperitivo tutte le sere in terrazza in collaborazione con Martini e Rossi, dalle 18.30 fino alle 21.30 e la nuova serata di apertura del disco–club, non più il martedì ma il mercoledì insieme al sabato sera che è oramai diventato punto di ritrovo di nottambuli che arrivano da tutta la

toscana. Una gradita novità è anche il ritorno a Castiglioncello di Neno Vinciguerra, conosciutissimo musicista e cantante di piano bar che animerà la notte del mercoledì fino ad una certa ora per poi lasciare spazio alla musica dance di Charlie Dee. Tra le riconferme sicuramente da menzionare il sapiente Maitre e direttore del ristorante Astragalo, aperto tutte le sere escluso il lunedì, Daniele Pasquinelli, la collaborazione per la disco con lo staff viola e la conduzione musicale sempre nella mani di Giacomino dj.

ASTRAGALO Disco-club-Aperitivi-Ristorante-Winebar-Livemusic Baia del Quercetano, 1 - Castiglioncello (LI) Tel. 0586.759065 Il ristorante è aperto tutte le sere, escluso il lunedì www.astragalo.it

Gli appuntamenti dell’estate Sabato 7 Maggio inaugurazione estiva, sabato 21 Maggio Gold Party, mercoledì 25 Maggio apertura del nuovo mercoledì notte, sabato 18 Giugno Compleanno Astragalo e mercoledì 29 Giugno presentazione Bolgheri Melody.

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Scelti per voi: LIBRI

a cura di Anna Campani

MI PIACI DA MORIRE AUTORE Federica Bosco EDITORE Newton Compton PAG. 192 PREZZO 8,90€

Inseguire i propri sogni e trasferirsi a New York con la speranza di scrivere e pubblicare il romanzo al quale lavora da tempo. La protagonista Monica è incasinata da un lavoro che non gli piace e una situazione sentimentale alquanto complicata il tutto condito dall’età che avanza e dai molti dubbi sul futuro. Poi incontra Edgar un affascinante editore inglese, che sembra essere per lei l’uomo giusto. Un intreccio di situazioni paradossali che rendono questo romanzo simpatico e frizzante.

L’UOMO CHE NON voleva AMARE AUTORE Federico Moccia EDITORE Rizzoli PAG. 414 PREZZO 14,50€

Finalmente Federico Moccia, scrittore best seller tra i giovanissimi decide di esplorare il mondo degli adulti con questo suo ultimo lavoro. Il protagonista questa volta è Tancredi affascinante e ricco uomo di successo, con una piccola pecca: il passato che lo tormenta e lo rende incapace di amare. Un giorno incontra lei, Sofia una donna sposata per il quale perde la testa. Lei per amore ha fatto un voto e lui cercherà in tutti i modi di farla sua.

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NERO DI LUNA

AUTORE Marco Vichi EDITORE Guanda PAG. 248 PREZZO 8,50€

Emilio decide di scrivere il suo nuovo romanzo in un piccolo rurale paesino in provincia di Firenze. Pensa che sarà l’ambiente ideale per trovare la tranquillità che cerca, ma non sempre le cose sono come appaiono. Si troverà infatti immischiato in eventi incredibili, voci sopranaturali, case stregate, nella notte vede una figura aggirarsi furtiva per i campi, una figura dalle sembianze di una bestia. Un romanzo che tiene il lettore in una suspense continuativa, una storia dai risvolti impensabili.


Scelti per voi: FILM

a cura di Anna Campani

Pirati dei Caraibi

Oltre i confini del mare DATA DI USCITA: 18/05/2011 REGIA: Rob Marshall GENERE: Fantasy, avventura

Torna il pirata più amato di tutti i tempi. Jack Sparrow. Questa volta il nostro svitato pirata dovrà vedersela con qualcosa di molto più arduo di una ciurma di pirati che vogliono ucciderlo: una donna dal suo passato. Non è sicuro che si tratti di amore, o se lei sia una spietata imbrogliona intenzionata a usarlo per trovare la leggendaria Fontana dell’Eterna Giovinezza. Tanto che questa “dolce” fanciulla, lo costringerà a salire sulla nave del leggendario pirata Barbanera.

BEASTLY

X-Men: First Class

Bello, Ricco, tanto da non comprendere dove si nasconde la vera bellezza. Un giorno Kyle, commette il terribile errore di umiliare in pubblico una sua compagna di scuola, che si rivelerà una strega. Per vendicarsi Kendra scaglia contro il giovane un incantesimo che lo trasformerà in un essere orribile, costretto a isolarsi dal mondo esterno Kyle ha una sola speranza per tornare quello di un tempo, far si che qualcuna lo ami per quello che è. La sua domanda però è una sola: Chi potrebbe amare una bestia?

Nessuno si è chiesto in questi anni di film dedicati, come sia iniziato tutto? Charles Xavier e Erik Lensherr sono due giovani amici che improvvisamente si rendono conto di avere dei poteri soprannaturali. I due cominciano a lavorare assieme, con altri mutanti, per combattere la più grande minaccia che il mondo abbia mai affrontato; a causa di un dissidio però i due amici diventano acerrimi rivali, tanto che diventeranno il Professor X e Magneto. La lotta è appena iniziata.

DATA DI USCITA: 11/05/2011 REGIA: Daniel Barnz GENERE: Horror, fantasy, romantico

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DATA DI USCITA: 03/06/2011 REGIA: Matthew Vaughn GENERE: Azione, avventura


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L’opinione di Andrea Giovannetti* Questa mia rubrica la voglio meritatamente dedicare ai miei collaboratori, ho chiesto loro di trasferirmi i loro pensieri in merito al lavoro che svolgono. Leggendo capirete quanti lati un imprenditore deve captare, non è importante solo il denaro, le motivazioni e l’intraprendenza, oggi, sono il motore e devono essere il motore dei giovani. Viviamo in un’era nella quale si è pagati e lo sarà sempre di più, per la qualità del lavoro non più per la quantità, è giunta l’ora di rompere gli schemi retrogradi. Chiaro che in questa importante fase di cambiamento ancora è difficile per un giovane confrontarsi con imprenditori preparati e consapevoli che l’opportunità data deve essere basata su reali guadagni, oggi troppi imprenditori sfruttano a loro-pro” l’occasione” iniettando al giovane “opportunità” basate sul nulla finalizzando il rapporto ad una semplice “forza lavoro”! Oggi più che mai dobbiamo saper scrutare e valutare a fondo le potenzialità dei collaboratori e non perdere mai di vista la saggezza e il vigore, in modo di svilupparle e far scoprire nuove porte . Questo è un dovere nei confronti dei giovani... Nonostante tutte le difficoltà! * Titolare dell’agenzia Professione Casa - Livorno Mare

Scrivere alle dieci di sera quello che penso di questo lavoro è una cosa un po’ particolare. Soprattutto dopo una giornata dove è successo tutto quello che poteva succedere in una giornata tipo: dalla classica ricerca del mattino, all’appuntamento sfizioso del pomeriggio e dagli inconvenienti che sono all’ordine del giorno. In questi primi dieci giorni sono stato costellato di sensazioni molto contrastanti tra loro; l’eccitazione dei primi giorni e la voglia di fare e di imparare sono stati sostituiti dai primi dubbi nell’affermarsi in questo campo, vedendo l’ampia concorrenza che ci circonda. I momenti di soddisfazione sono poi tornati con i primi appuntamenti sostanziosi o quanto meno realistici (una giovane coppia in cerca di un affitto) oppure un cliente intenzionato ad un investimento. Ci sono stati e ci sono ancora momenti di imbarazzo per cose che non sai fare o che non sai dire, ai clienti ai colleghi (ma in questo mi destreggio piuttosto bene... il teatro insegna!). Penso, però, che questi primi giorni siano

comunque una fase di rodaggio, e solo dopo aver digerito tutti i meccanismi si inizi a carburare (bello sforzo di parole direte...). Purtroppo ancora oggi non riesco a rispondere alla domanda: “Come ti vedi a 30 anni?”. Non riesco a rispondere perché non ho la certezza di come un lavoro con provvigione potrà fruirmi negli anni; ho già 2 anni di esperienza nel commerciale, anche se in settori completamente diversi (bancario e assicurativo), però conosco i rischi e so che la passione non basta, purtroppo (o per fortuna) nella vita ci vuole il fattore c! Rileggendo quanto scritto nell’ultimo paragrafo, mi rendo conto che la certezza oggigiorno non ce l’avrò neanche con un lavoro con stipendio, a meno che non sia un lavoro statale! Viviamo in un periodo nel quale penso si possa affermare la figura del self-made men, ovvero la legge della giungla, vince il più forte. Ma chi è il più forte oggi? E’ proprio colui che si allontana dagli stereotipi della società e con solo i suoi mezzi e con le sue capacità riesce a prendersi

il suo posto nella hall-of-fame del business. Più scrivo e meno mi riconosco in questo modello, sono molto più favorevole nell’essere se stessi e nell’affermazione dell’individuo. In tutta la Storia conosciuta i più grandi si sono distinti per la loro unicità e la loro capacità di essere leader di un sistema totalmente rivoluzionato nel loro volere. La letteratura francese, in particolare Maupassant, Flaubert, Baudelaire, ci insegnano anche però che colui che dedica la sua vita al lavoro, ad essere l’unico, il più grande, finisce col rimanere solo. Vale una vita fatta di successi, di fama, di soddisfazione economica, e poi tornare a casa da solo e non poter condividere la gloria con nessuno? Janis Joplin diceva: “Ogni volta che faccio un concerto, faccio sesso con migliaia di persone, ma poi torno a casa e mi sento sola”. Don’t hide yourself in regret, just love yourself and you’re set......’Cause you were born this way. Marco

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Villa Cademario

Lugano (Svizzera) Trattasi di una splendida residenza, di grande impatto architettonico, molto rappresentativa e collocata in un’area suggestiva privilegiata di Cademario, a ridosso della selva boschiva e fronteggiante la splendida città di Lugano. I suoi spazi sono stati tutti concepiti quasi componessero una grande terrazza protesa a 180° sul paesaggio e verso la splendida vista del lago; in effetti, da ogni punto della Villa, è possibile ammirare la città, il lago, le montagne e i paesi limitrofi. Realizzata su un terreno edificabile di mq 1.200, la Villa dispone anche della servitù d’utilizzo di un’area semi-boschiva antistante, di superficie mq 1.800, destinabile a spazio per il relax nella natura o la coltivazione di frutta selvatica. Info c/o nostro ufficio.

Via Calzabigi n.20 Tel. Fax 0586260856 ag.livornomare@professionecasa.it www.professionecasa.it

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Double chocolate chip

Cookies

INGREDIENTI: dosi per circa 36 cookies: 160 gr di burro 150 gr di zucchero semolato 200 gr di zucchero di canna 2 uova 200 gr di farina 100 gr di fiocchi d’avena tritati finemente 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio 1 cucchiaino di sale 130 gr di cioccolato amaro 200 gr di cioccolato bianco

Pensate che fare biscotti sia una cosa lunga e complicata? Lo pensavo anche io, ma mi sono ricreduta… In un giorno d’estate per ingannare il tempo insieme alle mie due compagne di blog Giovanna (white chocolate) e Laura (milk chocolate) abbiamo provato a fare i nostri primi cookies e con nostra sorpresa abbiamo scoperto che non solo è facile e veloce, ma il risultato è 1000 volte migliore dei biscotti in commercio. Croccanti, saporiti, ma soprattutto fatti con amore! Per onorare il nostro nome questa volta i nostri cookies contengono due tipi di cioccolata, bianca e fondente.

PROCEDIMENTO: Montate insieme il burro e gli zuccheri finchè il composto non diventa chiaro e spumoso. Aggiungete le uova, una a una, fino a che sono ben amalgamate al tutto. In un recipiente separato unite gli ingredienti secchi (farina, avena, sale e bicarbonato) e poi uniteli al composto di uova e burro. Sciogliete il cioccolato amaro a bagno maria e quando è liquido unite anche questo al tutto, insieme al cioccolato bianco tritato e ridotto in piccole pepite. Date al composto la forma di un salsicciotto, avvolgetelo nella pellicola trasparente e lasciatelo riposare in frigorifero per circa un’ora.

Passata un’ora riprendete l’impasto e aiutandovi con un coltello tagliatelo a fette ottenendo i vostri cookies, che disporrete su carta da forno molto distanziati l’uno dall’altro (gonfieranno in cottura). Infornate in forno caldo a 180° per circa 1015 minuti. Toglieteli dal forno e lasciateli raffreddare. Appena sfornati saranno ancora morbidi ma una volta freddi saranno super croccanti! Perfetti da gustare a colazione con un bel bicchiere di latte freddo o con quello che preferite! Marzia (dark chocolate)

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maggio-giugno duemilaundici

Dovete stare attenti dal 19 al 20 Maggio, avrete un diavolo per capello. Un senso di autocritica vi spinge a polemizzare su ogni cosa; la perfezione nei sentimenti non esiste ricordatevelo! La vostra anima è vittima di passioni d’amore, ma vi piacciono i tipi difficili. A Giugno con l’arrivo della bella stagione vi aspetta un incontro; che sia quello giusto.

Ottime stelle! I primi giorni di maggio avrete una carica eccezionale, da sfruttare appieno. Inizia una stagione strong, vivrete un’estate di grandi passioni! Il Vostro segno ideale? Con Cancro e Pesci avrete una marcia in più. Desiderate maggiori certezze, perciò cercherete di trovare un amore sincero. Chi vi sta vicino è avvisato.

Ancora molta forza, ancora molto fascino: lo dimostreranno le giornate de 21 e 22 Giugno, le migliori se volete proporvi con chi vi piace veramente! Se davvero amate quella persona non fatevi fermare da eventuali imbarazzi telefonici ed impegnatevi ad agire. Nel corso del mese di Maggio sarete più tenaci e battaglieri.

Le stelle sono dalla vostra parte. Sarà sorprendente la facilità con cui saprete muovervi in mezzo a tanti impegni e a nuove responsabilità. Questa è la stagione buona per i sentimenti! Restare senza proposte d’amore in questo periodo dell’anno è impossibile. Nella giornate del 18 e 19 Giugno fatevi avanti se vi piace qualcuno.

Avreste bisogno di divertirvi un po’. Arrivano proposte interessanti da parte degli amici. L’attesa di un rimborso economico in ritardo non rende perfettamente serena la vita affettiva. A volte siete troppo orgogliosi per chiedere scusa, provateci! State attenti se avete a che fare con Toro e Scorpione, segni che non digerisci facilmente.

Ora ritroverete un po’ di serenità, ma forse state pensando ad una separazione o ad un litigio avvenuto ultimamente. I pianeti in questo periodo vi daranno un aiuto per instaurare nuovi contatti in amore e per allargare la vostra cerchia di amici. Il secondo week-end di Giugno può portare qualche sorpresa e rendervi più determinati nelle scelte.

Ora vi sembra tutto stancante e di non vivere alla grande: mancano gli stimoli. Non crearti problemi inutili il primo sabato e domenica di Giugno potrai recuperare un sentimento ed accettare un invito piacevole. Se possibile pensate a divertirvi e a scaricare il nervosismo accumulato nella settimana precedente

Oroscopo incredibile! Chissà se proprio in questo periodo non arrivi una bella notizia o un amore mozzafiato. Cercate però di non impelagarvi con persone già legate o magari troppo lontane da voi: siete specialisti nella complicazione d’amore. Simpatie e antipatie in arrivo assieme a nuovi contatti.

Tra Maggio e Giugno avrete La situazione è conflittuale vipiù energia. Sono mesi legati vrete momenti di incertezza soinsieme da un filo di ottimismo prattutto tra il 20 e 22 di Maggio. e per questo saprete tessere Attenzione in amore avrea vostro favore le situazioni te il dente avvelenato. che vi si presenteranno. Sarà più difficile trovaBuone prospettive in tutti re accordo e comprensione. i settori della vostra vita. Qualche incertezza da Corsoche Amedeo, 125 - Livorno Peccato però in amore superare in amicizia: forripenserete ancora Contatti: a quella se ti ha tradito qualcurelazione che tanto vi ha fatto no che non credevate. email: tattoolifestyle@libero.it soffrire…. Recupererete in fretta.

Il mese di Maggio potrebbe arrivare qualche agevolazione, magari qualche soldo in più per togliervi qualche capriccio, fare acquisti per migliorare il vostri look! Un viaggio può rasserenarvi... Vivete una situazione un po’ movimentata. Possibili colpi di fulmine possono portare adrenalina nella vostra vita.

E’ un oroscopo ottimo, sopratutto per il mese di Giugno. Potrà rinascere un amore e potrete sentirvi più forti e motivati. Se siete alla conquista di qualcuno, questo periodo vi regalerà molte occasioni per riuscire nel vostro intento. Fortuna in arrivo. Ottimi rapporti con Cancro, Scorpione e Toro.

“Tattoo Life Style”

FB: Tattoolifestyle Livorno

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