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NEUE APOTHEKEN ILLUSTRIERTE SÜDTIROL

IL VOSTRO FARMACISTA INFORMA

ABC DELLA PELLE SANA – PRINCIPI ATTIVI CONSIGLI NUTRIZIONALI

RAFANO – CROCCANTE, INTENSO, PICCANTE!

10 UTILI CONSIGLI

COCCOLE PER GLI OCCHI

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Editoriale

Contenuti

Cari lettori, finalmente nell'aria si respira il profumo di primavera! Dopo un paio di belle nevicate regalateci dall'inverno, ora al mattino cinguettano già gli uccellini, il sole tramonta più tardi ed i primi fiori fanno timidamente capolino. La Natura si risveglia dopo la lunga pausa invernale. Lasciamoci sorprendere su come si svilupperanno i nuovi rapporti tra Italia ed Alto Adige e vediamo come funzionerà la «ripartenza«. Verranno sicuramente presi provvedimenti anche nell'ambito della salute, speriamo meglio pianificati e ragionati che in passato. Noi farmacisti continueremo ad essere in ogni caso al vostro fianco. In questa edizione troverete una lunga lista di temi interessanti, dall'ABC delle sostanze per la cura della pelle, ai profumi medicinali, fino alla paura del volo. Scoprirete anche come coccolare i Vostri occhi e cosa sia utile sapere in caso di otite media.

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Coccole per gli occhi

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Storia della farmacia Hygieia, 23 marzo – 30 settembre 2013

Vorrei attirare la Vostra attenzione in particolare sulla pagina 3: il 23. Marzo verrà inaugurata la mostra provinciale »Hygieia«, presso il Museo della Donna a Merano, il Museo civico di Chiusa ed il Museo della Farmacia di Bressanone. Il filo conduttore sarà l'igiene, osservato sotto diversi aspetti e da diverse angolazioni in ciascuno di questi musei. L'esposizione sarà inoltre accompagnata da numerose conferenze presso il museo di Scienze Naturali di Bolzano o negli stessi locali espositivi. Avete tempo fino al 30 di settembre per programmare la Vostra visita! Ne varrà sicuramente la pena!

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Il vostro farmacista informa Coccole per gli occhi Omeopatia per giovano mamme ABC della pelle sana - principi attivi Automisurazione? Semplice! Profumi e salute Benessere dei piedi Liberi dal bruciore di stomaco

Le 119 farmacie della provincia di Bolzano Vi augurano un buon inizio di stagione. E ogniqualvolta ne avrete bisogno, saremo sempre a Vostra disposizione!

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Test Test: Tisane medicinali

Buona lettura

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Enciclopedia delle piante officinali Le foglie della senna rimettono in moto l’intestino

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Consigli per gli anziani Otite media: così passa in fretta

Federfarma Farmacia Peer, Lana

22 Proprietà e distribuzione: Federfarma Bolzano Redazione: Dr. Stephan Peer in collaborazione con la rivista »Neue Apotheken Illustrierte« (Jutta Petersen-Lehmann, Peter Erik Felzer). Collaborazione: Dr. Michaela Falkensteiner, Dr. Michela Parduzzi, Dr. Elisabeth Peer, Dr. Stephan Peer

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LA TUA FARMACIA

Direttrice responsabile: Dr. Michaela Falkensteiner Contributi firmati non riflettono necessariamente l’opinione del giornale Grafica: SIGN Kommunikation GmbH, Frankfurt am Main, Deutschland Jürgen Grabow, Martin Kaufmann Tipografia: Fuck Druck & Verlag, Koblenz, Deutschland. Registrazione: Tribunale di Bolzano, n. 12/07 del 26.06.2007

Informazioni per diabetici Emergenza acidosi: riportare il metabolismo sui giusti binari

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Consigli nutrizionali Rafano – croccante, intenso, piccante!

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Impressione Paura di volare: panico a ciel sereno

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Svago


Storia della farmacia

HYGIEIA 23 MARZO – 30 SETTEMBRE 2013

Il Museo della donna di Merano, il Museo della Farmacia di Bressanone ed il Museo di Chiusa presenteranno con il sostegno del Museo delle scienze naturali di Bolzano, dell'archivio della regione Alto Adige e dell'ospedale di Bressanone la mostra speciale »Hygieia«. Quest'iniziativa, che avrà come filo conduttore l'igiene, inizierà contemporaneamente nei tre musei di Merano, Bressanone e Chiusa. Le conferenze che accompagneranno la mostra avranno

L’eau de Botot – colluttorio per il re di Francia

luogo nel Museo delle scienze naturali di Bolzano e, a seconda del focus, nei rispettivi luoghi d'esposizione. Il Museo della donna di Merano dedicherà la propria attenzione in particolare agli aspetti prettamente femminili e cosmetici dell'argomento, il Museo della Farmacia di Bressanone tratterà quelli medico-farmaceutici ed il Museo di Chiusa affronterà invece l'igiene urbana ed i suoi »disturbatori« come ratti e topi.

Certificato di vaccinazione contro il virus vaiolo

Solo pochi preparati farmaceutici hanno così successo da restare in uso per secoli. Nell'anno 1755 il medico francese Edme François Botot sviluppò un colluttorio per il re di Francia Luigi XV. Si tratta del prodotto per l'igiene orale più antico ancora in uso in Francia e porta il nome ‚Eau de Botot’.

»Joseph Peer, età 14 settimane, nato a Bressanone in Tirolo, è stato vaccinato dal sottoscritto in data 10 giugno 1831, con vaccino di vaiolo bovino ed ha superato regolarmente la malattia vaccina. Bressanone, 26. giugno 1831 Dr. Wassermann, medico vaccinatore«

Nel 1789 il Dr. Botot in una pubblicazione presentò il suo colluttorio, assicurando che l'utilizzo regolare di poche gocce di questo prodotto fossero sufficienti per un'igiene orale completa, rendendo superfluo lavarsi i denti. La formula originale conteneva rafano, frutti di anice, cannella ed olio essenziale di menta, veniva preparato con alcool etilico ed infine reso più raffinato con profumo di ambra. Col passare del tempo la soluzione di produzione industriale divenne di un altro colore ma i principi attivi restarono sostanzialmente gli stessi.

In allegato a questo certificato di vaccinazione, il papà del bimbo, il farmacista Anton Peer, ha descritto esattamente le reazioni alla vaccinazione: l'arrossamento della cute circostante sul braccio, la formazione di una pustola ed infine la cicatrizzazione.

Nel fondo del Museo della Farmacia si trova un contenitore da banco della prima metà del 20. Secolo con la dicitura latinizzata ‚Essentia dentifricia Bototi’‚ a dimostrazione del fatto che l'‚Eau de Botot’ era conosciuta a livello internazionale.

Solo attorno al 1900 si riuscì ad identificare il virus del vaiolo ed a migliorare, nel corso degli anni, sia il vaccino che le modalità di inoculazione in modo da contenere effetti collaterali ed intolleranze. L'attivazione di istituti statali per la vaccinazione, esami severi sulla qualità dei vaccini e misure igieniche intensive consentirono di ottenere l'ambito successo di eradicazione di un'epidemia temuta da secoli.

»Enrico blu« Nell'anno 1889 Peter Dettweiler propose per la prima volta al consigliere segreto di sanità questa attrattiva bottiglietta tascabile per chi tossiva, come contenitore per l'espettorato contagioso dei »tisici«. Solo pochi anni prima Robert Koch aveva scoperto l'agente patogeno della tubercolosi e da quel momento si cercò di prevenire il rischio di contagio attraverso misure igieniche. Chi soffriva di tubercolosi aperta doveva portare con sé una sputacchiera tascabile. La versione più signorile era rappresentata dall'Enrico blu, che Thomas Mann immortalò nel suo famoso romanzo »La montagna incantata«. Con la scoperta degli antibiotici per la cura della tubercolosi le sputacchiere passarono di moda ed il bell'Enrico blu divenne una rarità. Questa bottiglietta riuniva in maniera ideale design e funzione: l'apertura superiore più ampia e dotata di un pratico tappo a clip ed un imbuto interno evitavano la fuoriuscita del contenuto anche in caso di capovolgimento. Attraverso la piccola chiusura a vite sottostante il recipiente poteva essere facilmente svuotato ed il bel colore blu intenso del vetro mascherava il contenuto poco gradevole. LA TUA FARMACIA

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Il vostro farmacista informa

COCCOLE PER GLI OCCHI Stress, lavoro al computer, impianti di climatizzazione: i nostri occhi devono sopportare insulti di ogni tipo. E' ora di fare qualcosa di buono per loro: eccovi dieci utili consigli.

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Guardare per ore la tv o lavorare troppo a lungo al computer è una fatica per gli occhi. Il rimedio migliore per dar loro sollievo: uscire all'aria fresca e guardare rilassati verso il cielo.

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Tutti a letto!

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All'aria aperta!

I genitori raccontano ai loro bimbi che gli occhi si stancano perché l'omino della sabbia li cosparge di granelli di sabbia magica. Anche da adulti ci si stropiccia gli occhi. »Quando siamo stanchi, molte delle attività del nostro corpo rallentano«, spiega il Dr. Gerd Geerling della sezione »Occhio secco« dell'associazione tedesca degli oculisti. »Anche la ghiandola lacrimale produce meno liquido. La conseguenza è che il film lacrimale a protezione della cornea diventa troppo sottile e si »rompe«. E se gli occhi si seccano iniziano a prudere, spiega l'esperto.« Stropicciarsi gli occhi non porta però ad un vero beneficio: contro la stanchezza l'unica arma efficace è il sonno.

Lavoro al computer che richieda costante concentrazione, lunghe ore trascorse davanti alla tv o al volante ... Non c'è da stupirsi che gli occhi si stanchino. Chi fissa lo schermo o guarda fuori dall'auto sbatte le palpebre con minor frequenza. »Questo aumenta il rischio che la superficie dell'occhio si asciughi«, spiega l'esperto. L'aria secca, poi, come quella delle stanze riscaldate, spesso aggrava i sintomi. L'oculista consiglia allora una passeggiata all'aria aperta. In farmacia sono inoltre disponibili speciali colliri o gel oftalmici indicati per trattare l'occhio secco. Se il disturbo compare frequentemente, è opportuna una visita specialistica per accertare le cause del problema. > Continua a pag. 6.

»Le carote fanno bene agli occhi ... avete mai visto un coniglio con gli occhiali?«

LA TUA FARMACIA

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Il vostro farmacista informa > Continua da pag. 5.

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Sì ai baci

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Quando gli occhi giocano a nascondino!

Per alcuni vedere il mondo attra verso le lenti rosa dell'amore non è solo una metafora: hanno davvero bisogno di un aiuto per poter vedere chiaramente. Ma ora...via libera alle coccole! Rivestimenti speciali delle lenti consentono una facile pulizia dal grasso della pelle di naso e guance del partner. Innovativi sistemi anti-appannamento garantiscono la visione anche se la situazione si fa bollente.

Il lavoro al computer è faticoso per gli occhi. Di tanto in tanto è opportuno alzare lo sguardo dallo schermo e lasciarlo correre lontano. Volete ancora più relax? Copritevi gli occhi con le mani, senza premere sul bulbo oculare. Chi vuole può chiuderli. Il buio ed il calore fanno bene. Dopo due o tre minuti aprite le mani molto lentamente. In questo modo gli occhi si abitueranno di nuovo alla luce del giorno.

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Per baciare non serve più togliersi gli occhiali. Trattamenti speciali delle lenti fanno in modo che le coccole non lascino traccia.

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Acqua e via!

Agli occhiali fa bene una rinfrescatina ogni tanto. L'acqua di rubinetto e qualche goccia di detersivo per le stoviglie o speciali spray detergenti rimuovono le tracce lasciate sulle lenti da polvere, sudore e cosmetici. Evitate di usare saponi rilipidemizzanti: fanno bene alle mani ma lasciano aloni sulle lenti, difficilmente pulibili anche strofinando a lungo. Maniche, cravatte o fazzolettini di carta non devono avere niente a che fare con i vostri occhiali: possono graffiare la superficie delle lenti. Sono indicati invece panni di microfibra o un canovaccio pulito. Se non avete un rubinetto nelle vicinanze potete ricorrere ad apposite salviettine che si possono facilmente infilare in qualsiasi tasca. Alcune di queste salviette contengono sostanze che possono intaccare gli strati di rivestimento della lente. Gli ottici consigliano di scegliere un panno morbido senza componenti aggressivi, adatto anche per la pulizia delle lenti antiriflessi o trattate.


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Un massaggio rilassante

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Pulizie non soltanto in primavera!

Applicate con le punte delle dita una piccola quantità di crema per il contorno occhi, reperibile in farmacia, sotto la palpebra inferiore. Distribuitela dolcemente con il dito medio ed anulare e massaggiate la zona sotto agli occhi. Passate poi alla palpebra superiore, sempre massaggiando delicatamente con il dito medio e poi, con una leggera pressione, accarezzate la zona sotto le sopracciglia dall'angolo interno a quello esterno dell'occhio. Per finire applicate dei dischetti di cotone e rilassatevi un quarto d'ora.

La pulizia delle lenti a contatto dev'essere al primo posto soprattutto per chi le indossi durante l'attività sportiva. »Lo sport aumenta il metabolismo, anche nell'occhio. Questo porta a maggiori depositi sulle lenti«, spiega il Dr. Peter Moest, esperto di lenti a contatto di Berlino. »Accanto ad un'accurata igiene quotidiana, le lenti a contatto degli sportivi andrebbero pulite una volta in settimana con speciali liquidi per la rimozione delle proteine.«

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Questione di immagine!

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Un occhio alla tavola!

Rapper e star non possono rinunciarvi. Estate e inverno, di giorno e di notte, sempre con gli occhiali da sole. Oltre ad una questione di immagine però, indossare gli occhiali da sole protegge dai pericolosi raggi UV. Questo può evitare i danni tardivi del sole come la cataratta o la maculopatia degenerativa. Acquistate solo occhiali marchiati CE, contrassegnati dalla dicitura EN 1836:1997 sulla parte interna della stanghetta ed il simbolo UV-400. Solo questi proteggono davvero dai raggi UV.

»Le carote fanno bene agli occhi...avete mai visto un coniglio con gli occhiali?« Questa credenza popolare non va presa proprio alla lettera ma in essa si nasconde un nocciolo di verità: frutta e verdura sono ricche di molte sostanze importanti per la salute dei nostri occhi. La vitamina A gioca un ruolo fondamentale nel meccanismo visivo e nell'adattamento dell'occhio alla visione notturna. Gli acidi grassi omega-3, che si trovano nei pesci grassi come le aringhe, lo sgombro o il salmone, pare influiscano positivamente nel prevenire la cataratta e la maculopatia degenerativa. E luteina e zeaxantina hanno un effetto protettivo della retina. Grandi concentrazioni di queste sostanze si trovano in mais, spinaci, bieta, cavolo verde, prezzemolo, broccoli, lattuga, piselli, cavoletti di Bruxelles, fagiolini, carote, zucca e pomodoro. In farmacia si trovano preparati che contengono le vitamine specifiche per gli occhi.

Chiudete gli occhi e regalatevi un massaggio rilassante. Se riuscite a coinvolgere il partner in questa coccola ... tanto meglio!

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Slacciate la cravatta!

I ricercatori statunitensi hanno trovato un interessante nesso tra il glaucoma e chi indossa la cravatta: l'utilizzo di questo accessorio aumenterebbe il rischio di sviluppare la malattia. Questo è quanto è emerso da uno studio su 20 soggetti sani e 20 affetti da glaucoma. In chi indossava la cravatta la pressione intraoculare aumentava già dopo 3 minuti: molto più rapidamente che nel gruppo di controllo. I ricercatori hanno ricondotto questo risultato alla compressione della carotide che determina un innalzamento della pressione nei vasi oculari. Perciò: allentare la cravatta fa bene agli occhi. • Peter Erik Felzer

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OMEOPATIA PER GIOVANI MAMME Spossatezza, seno teso e capezzoli doloranti, cicatrizzazione difficoltosa delle ferite. Spesso le giovani mamme lamentano questo tipo di disturbi. Un aiuto per combatterli arriva dalla Natura. Per migliorare la cicatrizzazione delle ferite Bellis perennis D6 (pratolina) Bellis perennis, conosciuta anche come »l'arnica dell'ostetrica«, è un rimedio molto importante per la donna che ha affrontato il parto. Si è dimostrata efficace in caso di forti dolori all'utero e nel favorire la guarigione delle ferite dovute al parto. Quando la donna si sente “ferita dentro” e come schiacciata. I sintomi peggiorano col freddo, si alleviano col caldo. Bellis perennis promuove la guarigione del canale del parto, la rigenerazione dell'utero e la normalizzazione dei lochi. Dosaggio: 5 granuli 3 volte al dì.

Per ogni donna inizia, dopo il parto, un periodo parti colare che porta gioia ma anche qualche difficoltà. Dopo la lunga attesa per l'arrivo del piccolo si trova ad affrontare lo strapazzo della nascita e il disagio delle lesioni da parto e ad abituarsi, fisicamente ed emozionalmente, alla nuova situazione. L’equilibrio ormonale cambia bruscamente per consentire la produzione del latte per il neonato. A volte però seni e capezzoli possono non svilupparsi in maniera sufficientemente rapida alle esigenze del bambino. Non è un momento facile per la donna, che spesso si sente spossata.

Stanchezza generalizzata China D6 (corteccia di china) La corteccia di china è un valido »rimedio per la convalescenza« dopo malattie debilitanti e grave perdita di liquidi corporei. Pertanto risulta indicata anche dopo un parto difficile, quando la donna si sente spossata, priva di energie, deperita. Se si alza le gira la testa, l'appetito lascia a desiderare, è irritabile e reagisce in maniera eccessiva agli stimoli esterni. Dosaggio: 5 granuli 3 volte al dì.

Il tempo dopo il parto non è facile per la donna, che spesso si sente spossata. L’omeopatia può aiutare. 8

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Calendula D6 (calendula) Utile in caso di ferite aperte, escoriazioni, lacerazioni e tagli. Se il perineo si è lacerato durante il parto o ha subito episiotomia, la donna accusa spesso dolori molto forti, soprattutto a sedersi, camminare o ad andare in bagno. Calendula promuove la formazione di nuovo tessuto ed accelera la guarigione delle suture. Dosaggio: 5 granuli 3 volte al dì. Seni tesi e capezzoli doloranti Lac caninum D12 (latte di cagna) Talvolta i seni sono così tesi che qualsiasi movimento o lieve tocco causa dolori. Anche attaccare il neonato è penoso. Il freddo ed i piegamenti all'indietro possono attenuare i sintomi. Dosaggio: 5 granuli 2 volte al dì. Phytolacca D12 (fitolacca) In caso di stasi del latte i seni possono risultare gonfi ed induriti e al tatto si può riscontrare la presenza di noduli. Allattare è doloroso. Sui capezzoli si formano piccole lacerazioni ed ulcerazioni. Phytolacca può risultare utile a sciogliere i noduli, stimolare il flusso del latte e calmare l'infiammazione. Dosaggio: 5 granuli 2 volte al dì. Acidum nitricum D6 (acido nitrico) In caso di ragadi profonde ai capezzoli, un aiuto arriva da Acidum nitricum. Anche in altre localizzazioni corporee dove la mucosa si continua con l'epidermide, possono manifestarsi modificazioni a carattere infiammatorio, ad esempio fessurazioni agli angoli della bocca. Dosaggio: 5 granuli 3 volte al dì. PEF


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Test

TEST: TISANE MEDICINALI Cosa c'è di più bello che godersi una tazza di tisana fumante quando fuori il tempo è grigio e freddo? Molti infusi hanno anche proprietà salutistiche, ce ne sono di utili contro una moltitudine di disturbi. Quanto siete informati in proposito?

3. Quale infuso si prepara con acqua fredda in modo da non far rigonfiare troppo rapidamente gli amidi contenute nella droga? a: menta piperita b: altea c: anice verde 4. Quale pianta viene impiegata – anche sotto forma di tisana – contro infiammazioni delle mucose o tosse secca? a: lichene islandico b: lichene irlandese c: lichene indiano 5. Cos'hanno in comune il te verde ed il te nero? a: aiutano in caso di polmonite b: sono costituiti da radici sminuzzate c: si ottengono dalla stessa pianta

10 LA TUA FARMACIA

8. L'infuso di genziana contro i disturbi gastrici si ottiene dalle radici di: a: genziana blu b: genziana gialla c: genziana rossa

7. Infusi amari come l’assenzio o la centaurea stimolano l’appetito in quanto… a: … aumentano il volume dello stomaco b: … stimolano la muscolatura gastrica c: … aumentano la secrezione gastrica

9. Quale infuso viene consigliato a chi soffre di disturbi della vescica a causa del suo effetto diuretico? a: foglie di betulla b: fiori di tiglio c: corteccia di quercia

RF

1 b, 2 c, 3 b, 4 a, 5 c, 6 b, 7 c, 8 b, 9 a

2. Perché se si tratta di tisane medicinali è opportuno lasciarle in infusione coperte? a: perché restino calde b: perché diventino meno amare c: per non disperdere gli olii essenziali

6. Quale proprietà caratterizza l'infuso di zenzero? a: accelera la guarigione delle ferite b: aiuta contro la nausea c: abbassa i valori dei grassi nel sangue

Soluzioni:

1. Il te nero contiene a: cortisone b: caffeina c: coralli


Enciclopedia delle piante officinali

Le foglie della senna rimettono in moto l’intestino Nelle foglie di un arbusto, chiamato senna, sono presenti sostanze capaci di risvegliare l'intestino pigro. Ancora una volta è bene ricordare la regola: non utilizzare i purganti per tempi prolungati senza aver prima consultato un medico. Le piante medicinali vengono oggi spesso erroneamente associate all'idea di »Medicina del passato« e la loro importanza viene sminuita per l'avvento dei nuovi preparati di sintesi. L'efficacia dell'arbusto egiziano della senna (Cassia senna) è però al di sopra di qualsiasi dubbio. Foglie e frutti di questa pianta vengono impiegati da lungo tempo e con successo contro la costipazione. L'attività lassativa della droga è da ascriversi ai cosiddetti antrachinoni, presenti in elevata concentrazione nelle foglie e nei frutti. Piante come il rabarbaro, l'aloe o la frangula, anch'esse impiegate come purganti, contengono principi attivi simili. Gli antrachinoni fanno sì che dal contenuto intestinale non vengano riassorbiti né acqua né sostanze minerali, richiamando invece altri liquidi e sali nel lume intestinale. In questo modo aumenta il volume fecale e viene stimolata la peristalsi, consentendo l'evacuazione dopo circa dodici ore dall'assunzione.

Sia le foglie che i frutti della senna sono reperibili sfusi in farmacia ma in caso di costipazione si consiglia l’uso di preparati standardizzati, più facilmente dosabili. Lassativi stimolanti non dovrebbero essere utilizzati per tempi prolungati senza il parere del medico. Per i preparati a base di senna il periodo di utilizzo massimo è di una o due settimane, altrimenti il rischio è quello di perdere, attraverso le feci, eccessive quantità di minerali, soprattutto potassio. Questo può portare ad un aggravarsi della costipazione stessa e causare alterazioni del ritmo cardiaco. • RF

La senna è un arbusto comune nelle regioni tropicali e subtropicali di tutti i continenti ad eccezione dell'Europa. In particolare nelle Americhe si trovano diverse specie del genere Cassia.

LA TUA FARMACIA 11


Il vostro farmacista informa

ABC della pelle sana - principi attivi Non sapete cosa sia la »niacinamide« o cosa si nasconda dietro al termine »ceramidi«? Tranquilli, non siete soli. La lingua dei produttori di cosmetici è piena di mistero per i non addetti ai lavori. Eccovi un aiuto per riuscire ad interpretarla. 12 LA TUA FARMACIA


Alfa-idrossiacidi (Alpha hydroxy acids, AHA) A questo gruppo di principi attivi, chiamati anche acidi della frutta, appartengono ad esempio l'acido glicolico, l'acido malico o anche l'acido lattico. In basse concentrazioni sono idratanti. In concentrazioni maggiori hanno un’azione cheratolitica, aiutano cioè la rimozione delle cellule cornee superficiali ed aprono i comedoni, con effetto peeling e purificante. Dato che possono risultare irritanti per la pelle, sono indicati per pelle non troppo delicata e per pelle acneica. Olio di borragine (Borago officinalis) Questo olio vegetale, per il suo elevato contenuto in acido gamma-linolenico, è particolarmente indicato per pelle secca o atopica. Ceramidi (Sphingolipide) Rappresentano uno dei componenti della barriera cutanea e sono sostanze lipidiche di notevole importanza biologica. Sono fondamentali per il mantenimento di un corretto contenuto idrico all'interno dello strato corneo. Urea (Urea) Il fattore di idratazione naturale della pelle lega abbondantemente acqua, mantenendo elastico lo strato corneo. A concentrazioni più elevate lenisce il prurito. L'urea non causa allergie ma può irritare la pelle lesa.

Burro di karité (Butyrospermum Parkii) Si ottiene dalle noci dell'albero di karité. I preparati arricchiti con questo burro si spalmano facilmente e lasciano la pelle morbida.

Olio di jojoba (Simondsia chinensis o Buxus chinensis) Questa cera si ottiene dai frutti di un arbusto, la jojoba. Penetra facilmente nell'epidermide, senza ungere. L'olio di jojoba ha proprietà curative.

Proteine, peptidi, amminoacidi (ad esempio proteine del riso, collagene)

Questi principi attivi favoriscono la cicatrizzazione delle ferite ed hanno azione antiradicalica.

Si tratta di fattori idratanti che rendono la pelle morbida e vellutata. Possono alleviare l'effetto irritante di alcune sostanze detergenti. Sono spesso contenuti nei prodotti cosmetici per la cura della pelle e dei capelli.

Niacinammide (Vitamina B3, nicotinammide)

Vitamina A (Retinol, Retinyl Palmitate, Retinal)

Questa vitamina è particolarmente indicata per pelle sensibile o acne leggera. Attenua i rossori della pelle, rinforza la barriera cutanea e schiarisce le macchie dovute all'età.

Questa vitamina promuove il rinnovamento cellulare nello strato corneo così come la produzione di nuovo collagene. Inoltre aiuta a schiarire le macchie cutanee. La vitamina A si trova spesso nei prodotti anti-aging. Può irritare le pelli più delicate

Madecassoside (Centella asiatica)

Acidi grassi omega-3 e omega-6 (acidi grassi insaturi) Un acido grasso omega-3 è ad esempio l'acido gamma-linolenico, un omega-6 è invece l'acido linoleico. I grassi insaturi migliorano le caratteristiche della pelle sensibile o secca. Vengono impiegati anche nel trattamento della pelle atopica. Fitoestrogeni

Vitamin C (Ascorbate) La vitamina C ha un effetto antiossidante per la sua capacità di limitare gli effetti negativi dei radicali liberi, catturandoli. Può inoltre favorire la formazione di nuove molecole di collagene. Schiarisce le macchie cutanee dovute all'età. Arricchisce spesso i prodotti anti-aging.

Acidi della frutta ed olio di borragine, urea e vitamina E – sono diversi le sostanze che vengono usati in prodotti cosmetici, sia di origine naturale sia chimica.

Acido ialuronico (Hyaluronic acid) Questo acido lega le molecole d'acqua e le trattiene nel tessuto connettivo, facendo apparire la pelle tonica e soda. Applicato localmente ha un buon potere idratante. In dermatologia estetica viene impiegato come riempitivo delle rughe.

spesso nei preparati contro l’invecchiamento cutaneo.

Si tratta in questo caso di ormoni di origine vegetale. Dovrebbero migliorare le modificazioni della pelle dovute all'invecchiamento, agire contro i radicali liberi e contro la pelle secca e ruvida. Polifenoli (principi attivi derivanti da diversi frutti e piante) Catturano i radicali liberi evitando così la loro azione dannosa su cellule e tessuti. I polifenoli più conosciuti sono il resveratrolo (contenuto ad esempio nel vino rosso e nel pompelmo) e l 'epigallocatechinagallato (nel te verde). I polifenoli vengono impiegati

Vitamin E (Tocopherol, Tocopheryl Acetat) Ha un effetto antiossidante che limita i danni causati dai radicali liberi. Viene spesso associata alla vitamina C in preparati contro l'invecchiamento cutaneo. Avrebbe inoltre un effetto idratante a livello dello strato corneo trattenendo acqua. • Ursula Kindl, farmacista

LA TUA FARMACIA 13


Il vostro farmacista informa

AUTOMISURAZIONE? SEMPLICE!

Misuratori da polso o da braccio: esistono diversi tipi di apparecchio con cui misurarsi la pressione a casa. »La tua farmacia« vi dà qualche utile indicazione su come ottenere risultati attendibili. Prendete posto! Potete misurare la pressione indifferentemente su di un braccio o sull'altro. Scegliete un posto tranquillo, sedetevi e rilassatevi. Una mezz'ora prima della misurazione non mangiate più nulla ed evitate gli sforzi fisici. Prima della misurazione Liberate il braccio su cui effettuerete la misurazione da vestiti troppo stretti o spessi. Per la misurazione al polso togliete anche braccialetti ed orologi.

Misurazione al polso Tenete il polso all'altezza del cuore, non più alto né più basso. Il bracciale dev'essere posizionato correttamente sul polso. Misurazione al braccio Liberate il braccio. Posizionate il bracciale circa due dita al di sopra della piega del gomito e fissate la chiusura non troppo lassa ma neanche troppo stretta. Seduti ad un tavolo o ad una scrivania appoggiate l'avambraccio sul piano. Così il bordo inferiore del bracciale si troverà automaticamente circa all'altezza del cuore.

Potete naturalmente far misurare la pressione anche in farmacia. Una buona opportunità per confrontare i valori pressori ottenuti con le vostre misurazioni con quelli di un apparecchio professionale.

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E...via! Premete il pulsante di avvio. Il bracciale inizierá a pompare. Al termine di questa operazione l'apparecchio inizierá la misurazione. Infine mostrerá su di un display i valori di pressione e frequenza cardiaca.

Un'altra misurazione? Prima della misurazione successiva aspettate almeno due o tre minuti. In questo modo le arterie torneranno allo stato in cui si trovavano prima della misurazione. Valori contrastanti? Se i valori di pressione misurati su un braccio e sull'altro mostrano valori molto discosti, è opportuno che ne parliate con il vostro medico. Vi saprà dire se continuare a misurare su entrambe le braccia o su uno solo. • Peter Erik Felzer


TEUFELSKRAUT, BAUCHWEHBLÜML, WURMTOD LE ERBE OFFICINALI DELL’ALTO ADIGE “Se avessi bevuto la pimpinella non avresti incontrato la morte così in fretta, se avessi mangiato la valeriana l’avresti scampata standone alla lontana”. (Detto popolare altoatesino risalente ai tempi della peste)

Da sempre l’uomo cerca rimedi per proteggersi dal dolore fisico e curarsi dalle malattie nelle piante medicinali, nelle formule magiche e nei riti scaramantici. Le proprietà terapeutiche della camomilla, della salvia o della melissa sono ormai ben note, ma la medicina popolare altoatesina nasconde conoscenze ancor più vaste sulle erbe e sui tesori della medicina popolare. Qual è, per esempio, l’azione curativa di piante come il tragoselino o la verbena? O di alberi come il comunissimo cirmolo o pino cembro? E quale mitologia si cela dietro riti terapeutici millenari? È proprio di queste questioni che Arnold Achmüller, farmacista originario dell’Alto Adige, si occupa nel libro recentemente pubblicato dalla casa editrice Raetia e intitolato “Teufelskraut, Bauchwehblüml, Wurmtod – Le erbe officinali dell’Alto Adige”. In 90 schede dedicate alle piante officinali, egli racconta aneddoti divertenti, descrive la saggezza della medicina popolare e presenta le evidenze scientifiche attuali in modo facilmente comprensibile, evidenze che dimostrano come in molte applicazioni della conoscenza delle erbe locali effettivamente si celi un successo terapeutico che può essere comprovato. Le ricette raccolte in questo libro offrono l’opportunità di servirsi da sé della medicina popolare per curare piccoli malanni.

Esempi di ricette: Nella medicina popolare, le foglie dell’albero di noce trovano ampio impiego sotto forma di decotto per i più diversi disturbi della pelle come foruncoli, scabbia, crosta lattea o anche varici. La grappa ricavata da noci ancora acerbe è invece piuttosto da considerarsi per il piacere del palato.

Grappa alle noci 6 noci verdi 50 g di zucchero in zollette (“Mognzucker”) 1 stecca di cannella 1 l di buona grappa giovane oppure alcol al 40% 1 stecca di cannella oppure un baccello di vaniglia Tagliare a metà le noci, unirle alla grappa o all’alcol al 40% e lasciarle in un posto soleggiato per quattro settimane. Quindi aggiungere lo zucchero e gli altri ingredienti e lasciare riposare per una settimana. Infine filtrare e conservare la grappa ricavata in un luogo lontano dalla luce diretta.

Arnold Achmüller Teufelskraut, Bauchwehblüml, Wurmtod. Le erbe officinali dell’Alto Adige. Mitologia, medicina popolare e conoscenze scientifiche. 304 pagine; € 24,90 Ed. Raetia

In primavera, dalle gemme di pino è possibile ricavare un rimedio curativo molto conosciuto della medicina popolare. Questo sciroppo, in tedesco anche noto con il nome di “Broßsaft”, può essere impiegato contro la tosse, la raucedine e il mal di gola. Sciroppo alle gemme di pino In un vasetto di vetro stendere uno strato di gemme di pino fresche, coprire con lo zucchero e proseguire alternando gli strati. Chiudere ermeticamente il vasetto. Lasciare il tutto in frigorifero per un periodo di due o tre settimane. Quindi filtrare lo sciroppo così ottenuto e conservarlo in frigorifero. Lo sciroppo dev’essere consumato entro circa tre mesi. La vostra farmacia di fiducia è a disposizione per consigliarvi sull’applicazione e sulla conservazione delle piante officinali in modo sicuro.


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Profumi e salute Alcune piante nascondono molto più di un buon profumo. Gli olii essenziali responsabili delle loro caratteristiche organolettiche hanno dimostrato di avere anche proprietà medicinali. Ecco una panoramica sui più importanti olii essenziali, raccolti in base ai più frequenti ambiti di utilizzo.

Sintomi da raffreddamento Olio essenziale di eucalipto: i koala sembrano sapere ciò che è buono. E anche chi è raffreddato dovrebbe saper apprezzare l'olio essenziale di eucalipto. Il cineolo in esso contenuto è in grado di fluidificare le secrezioni bronchiali, in modo che possano essere espettorate più facilmente e di smuovere il muco che congestiona i seni paranasali.

Olio essenziale di mirto: un'analoga attività fluidificante e mucolitica caratterizza anche il mirtolo, principale costituente dell'olio essenziale di Myrtus communis, una delle specie di mirto. Per sfruttare l'efficacia di entrambe queste piante medicinali, cineolo e mirtolo si assumono preferibilmente sotto forma di preparati finiti. Olio essenziale di pino: ha un'azione fluidificante del muco ed antibatterica a livello della mucosa bronchiale. L'effetto viene ottenuto aggiungendo l'olio essenziale all'acqua del bagno o facendo inalazioni. Applicato sulla pelle l'olio

L'olio essenziale di menta piperita non è utile solo a stomaco ed intestino, combatte anche il mal di testa.

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hanno messo in evidenza, che accanto all'olio essenziale anche altri componenti contribuiscano all'attività terapeutica. Ad ogni modo è fondamentale un dosaggio sufficientemente elevato ottenibile nella maniera più semplice utilizzando prodotti fitoterapici acquistabili in farmacia.

Problemi gastro-intestinali Olio essenziale di anice/finocchio/cumino: i frutti di queste tre piante si trovano spesso in combinazione. I loro olii essenziali si completano al meglio. Hanno un'azione antispastica sulla muscolatura liscia del tratto gastro-intestinale ed eliminano i gas intestinali. Anche i neonati beneficiano di queste proprietà benefiche sotto forma di infusi o balsami. Olio essenziale di camomilla: una grande tra le piante medicinali è senz'altro la camomilla. La combinazione di proprietà antinfiammatorie ed antispastiche fanno della camomilla un rimedio di grande importanza nel trattamento di patologie infiammatorie dolorose nell'ambito della pelle e delle mucose. Olio essenziale di menta piperita: l'olio essenziale di menta piperita è un toccasana anche per stomaco ed intestino. Il mentolo in esso contenuto ha un effetto rilassate sulla muscolatura. Per questo motivo ha un’azione antispastica e regolarizzante sulla muscolatura contratta dell'intestino, lenisce il dolore ed elimina i fastidiosi gonfiori addominali. Oltre a ciò stimola la secrezione biliare. Le proprietà di questo olio essenziale vengono apprezzate soprattutto da chi soffre di intestino irritabile.

Relax per corpo e spirito Olio essenziale di lavanda: per via interna viene utilizzato come blando calmante in stati di agitazione e paura nell'età adulta, difficoltà ad addormentarsi ed anche nei disturbi funzionali dello stomaco. Aggiunto all'acqua del bagno fa tornare alla memoria le vacanze in Provenza ed ha un'azione eccezionalmente rilassante. Olio essenziale di rosmarino: a chi cerchi un effetto rilassante e rinvigorente, consigliamo un bagno arricchito con estratto di rosmarino. Come bagno o pediluvio l'olio essenziale di rosmarino dona nuova energia, soprattutto dopo una giornata faticosa. • Elke Wolf, farmacista

essenziale di pino stimola la circolazione, proprietà spesso fruttata in pomate per gli sportivi o nei gel antireumatici.

Soluzione del gioco di pagina 28.

Olio essenziale di menta piperita: un esempio lampante dell'efficacia dell'olio essenziale di menta piperita è il suo impiego contro il mal di testa tensivo. Un olio essenziale di menta piperita al 10% , di qualità farmaceutica, applicato su fronte e tempie si è dimostrato tanto efficace quanto l'antidolorifico paracetamolo. Olio essenziale di timo: il timo è un classico tra le piante medicinali contro le malattie da raffreddamento. I suoi principi attivi sciolgono la tosse ed hanno allo stesso tempo un'azione antispastica sulla muscolatura delle vie respiratorie. Per questo motivo il timo è un rimedio importante contro la pertosse. Nuovi studi LA TUA FARMACIA 17


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BENESSERE DEI PIEDI Cosa i piedi siano in grado di sopportare lo ha dimostrato lo scorso anno un uomo che ha corso scalzo per 5 km nella neve e nel ghiaccio. Con questa impresa Kai Martin ha stabilito un nuovo record mondiale. Anche nella vita di tutti i giorni però ai nostri piedi chiediamo molto. Eccovi un riassunto delle più comuni patologie del piede e di come curarle.

Artrosi

Come si origina: chi svolge lavori pesanti e/o è in sovrappeso, corre un maggior rischio di sviluppare artrosi della caviglia rispetto ad altri. L'artrosi compare perché la cartilagine dell'articolazione si consuma progressivamente. I sintomi: nello stadio iniziale l'articolazione del piede è irrigidita e bloccata. In seguito arrivano i dolori. Tipico in caso di artrosi è il dolore »al risveglio«: se si sta fermi per un periodo prolungato, i primi passi risultano particolarmente dolorosi ma dopo un certo »rodaggio« i sintomi tendono ad attenuarsi.

le vesciche sono in grado di assorbire liquidi, rigonfiandosi. Non bucate la vescica né tagliate la pelle sovrastante se questa è scoppiata.

Micosi

Come si sviluppa: l'infezione da parte di funghi avviene preferenzialmente in piscine, palestre e stanze d'albergo. I sintomi: si formano zone pruriginose, umide ed arrossate tra le dita dei piedi oppure si forma pelle molto asciutta e squamosa sul tallone o tutta la pianta del piede (cosiddetta micosi del mocassino).

Cosa aiuta: un'artrosi della caviglia non è curabile ma è possibile attenuare i sintomi con farmaci dall'azione antinfiammatoria ed antidolorifica sotto forma di compresse o pomate. Anche la fisioterapia può contrastare un ulteriore logoramento dell'articolazione. Perdere peso è uno degli interventi fondamentali per non aggravare il quadro patologico.

Cosa aiuta: in primo luogo è opportuno il trattamento con agenti antimicotici. Asciugare con cura gli spazi interdigitali dopo la doccia o il bagno, utilizzare gli asciugamani un'unica volta e poi lavarli ad almeno 60°C. Negli stabilimenti pubblici e negli alberghi indossare sempre le ciabatte.

Vesciche

Come si sviluppano: la causa più frequente sono scarpe che non calzano alla perfezione, al secondo posto troviamo le posture sbagliate del piede. Entrambe causano una pressione. A seconda di dov'è maggiormente localizzata questa pressione si avrà la formazione di calli sul dorso superiore delle dita oppure sulla pianta o la »cipolla« del piede.

Come si formano: pressioni e sfregamenti irritano a tal punto la pelle che lo strato più superficiale si solleva e lo spazio sottostante si riempie di liquido. Questo è il modo in cui il corpo cerca di proteggersi, poiché la vescica dovrebbe evitare ulteriori pressioni in quel punto. I sintomi: la pressione nella zona in cui si forma la vescica è molto dolorosa. La vescica può anche infiammarsi. Cosa aiuta: appositi cerotti proteggono la vescica da ulteriori pressioni. Le sostanze contenute nei cerotti per

Calli

I sintomi: dolore perché lo strato corneo ispessito arriva come un cuneo negli strati cutanei sottostanti, andando ad irritare le terminazioni nervose. Cosa aiuta: indossare scarpe della giusta misura che non premano da nessuna parte. Richiedere un controllo da parte dell'ortopedico per verificare se errori di postura del piede o delle dita rendano necessari particolari accorgimenti. Cuscinetti protettivi alleviano le pressioni. I calli possono essere eliminati con l'aiuto di cerotti cheratolitici reperibili in farmacia. Un altro metodo: ammorbidire la pelle lasciandola in ammollo in acqua calda e poi eliminare cautamente lo strato ispessito sfregandolo con una pietra pomice. Per andare sul sicuro, rivolgetevi ad un callista. • Isabel Weinert, farmacista

Tra i più comuni problemi di salute del piede troviamo vesciche, artrosi, infezioni fungine e calli. 18 LA TUA FARMACIA


Famiglia giovane

OTITE MEDIA: COSÌ PASSA IN FRETTA Un grido nella notte ... dolori pungenti e pulsanti all'orecchio strappano improvvisamente i bambini dal sonno. A questi si aggiunge spesso febbre attorno ai 39°C. Diagnosi: otite media. antinfiammatoria. Consiglio: se il bambino ha forti dolori i due farmaci possono essere somministrati alternativamente ogni quattro-sei ore. Contro il naso chiuso sono indicate gocce o spray nasali a base di acqua di mare arricchita o altre soluzioni saline specifiche. Se il bambino collabora è possibile anche fargli delle docce nasali: ne esistono per pazienti grandi e piccoli. Anche le inalazioni liberano il naso. Potete chiedere consiglio al vostro farmacista

Gli antidolorifici attenuano rapidamente i sintomi del bambino. In caso di infezioni batteriche può essere necessario l'utilizzo di antibiotici. Ciò che spinge i genitori a portare subito dal pediatra il bambino con otite media acuta è generalmente il dolore incessante. Questo è particolarmente intenso la notte perché il calore del letto accende l'infiammazione. La zona dietro al padiglione auricolare diventa sensibile alla pressione. Il liquido prodotto nell’infiammazione, che ristagna e preme sul timpano, può compromettere l'udito. Alcuni bambini sviluppano una febbre alta, soprattutto quelli con meno di quattro anni, sono irritabili e piagnucolosi. Esistono però anche quadri clinici senza questo tipo di sintomatologia. In genere l'otite è preceduta da un raffreddore che si estende poi all'orecchio medio. Se fino a pochi anni fa il trattamento d'elezione dell'otite media era l'antibiotico, oggi i medici sono più cauti nel prescriverlo. Si è visto, infatti, che nella maggior parte dei casi non si tratta di otiti batteriche e nei confronti di infezioni virali gli antibiotici non hanno alcun effetto. Inoltre un numero non trascurabile di casi di otite media si risolve spontaneamente dopo un certo tempo. Tuttavia gli antibiotici sono utili per impedire complicazioni come l'otite effusiva, gravi infiammazioni a carico delle strutture interne dell'orecchio o addirittura infiammazioni cerebrali locali. Oggi i pediatri prescrivono l'antibiotico solo se il bambino ha meno di due anni, se soffre di patologie pregresse come diabete o cardiopatie oppure se i dolori sono estremamente forti accompagnati da febbre alta ed eventualmente capogiri e nausea. In tutti gli altri casi si consiglia di aspettare, limitando il trattamento farmacologico ad antidolorifici e gocce nasali. Gli antidolorifici alleviano la pressione dolorosa nell'orecchio ed abbassano la febbre. Vengono impiegati principi attivi come l'ibuprofene ed il paracetamolo, considerando che il primo ha una maggiore azione

sull'occorrente. Solo in caso non vi sia alcun miglioramento o addirittura un peggioramento dei sintomi, il pediatra prescriverà da cinque a sette giorni di antibiotico. Anche in questo caso consiglierà l'associazione di antidolorifici e gocce nasali, dato che è stato dimostrato che l'impiego di antibiotici non ha effetto sulla durata dei dolori. • Elke Wolf, farmacista

COS'ALTRO E'UTILE SAPERE 1

Gli esperti consigliano, in caso di supposta otite media, di portare immediatamente il bambino dal pediatra.

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Molti pediatri prescrivono rimedi omeopatici singoli o complessi. Le combinazioni hanno un'azione stimolante del sistema immunitario, attività antinfiammatoria e mucolitica.

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Provate anche con un impacco di cipolla per attenuare i dolori: in primo luogo un impacco caldo-umido è di per sé benefico, inoltre l'allicina contenuta nella cipolla ha un'attività antibatterica. Attenzione però: non applicate infrarossi né borse dell'acqua calda sull'orecchio perché il calore secco in questo caso può addirittura peggiorare la situazione.

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Dopo tre-quattro settimane è opportuna una visita di controllo dal medico con test dell'udito: otiti troppo frequenti nei bambini piccoli possono portare a disturbi dell'udito.

LA TUA FARMACIA 19


20 LA TUA FARMACIA


Il vostro farmacista informa

LIBERI DAL BRUCIORE DI STOMACO Il bruciore di stomaco è una delle patologie più frequenti del tratto gastro-intestinale. Molti minimizzano il problema ma la farmacia ci viene in aiuto. Gli acidi sono indispensabili: senza il loro contributo nello stomaco non potrebbe avvenire la digestione dei cibi. Affinché gli acidi restino dove devono stare, tra stomaco ed esofago è presente un muscolo deputato ad aprire e chiudere il passaggio. In alcune persone questo muscolo è però indebolito ed il meccanismo di chiusura risulta perciò compromesso. Anche movimenti non coordinati dell'esofago o uno svuotamento gastrico disturbato possono portare a bruciori di stomaco. Risultato: gli acidi risalgono nell'esofago, irritandolo. I sintomi percepiti sono bruciore, dolori retrosternali e rigurgiti acidi. Importante da sapere: in alcune persone questo disturbo si manifesta con una costante tossetta o con una congestione nasale. Ciò che sembra così curioso, ha in realtà un nesso logico: gli acidi dello stomaco risalgono talvolta fino alla faringe, dove irritano le mucose e causano gonfiori. Le conseguenze possono essere naso chiuso, tosse e talvolta anche dispnea.

Una lesione del diaframma come causa scatenante? Spesso il diaframma gioca un ruolo determinante. Il diaframma è un sottile strato muscolare che divide tra loro torace e addome. L'esofago attraversa lo strato muscolare. Questo punto di attraversamento può lentamente allargarsi, a causa di pressioni o lassità dei tessuti: gli esperti parlano allora di lesione del diaframma. Se lo stomaco scivola attraverso quest'apertura nella cavità toracica o vi rimane strozzato, il meccanismo di chiusura può non funzionare più correttamente. Gli acidi possono perciò risalire quasi indisturbati. Solo un intervento chirurgico in questo caso può risolvere il problema.

A letto: sollevare la testiera Se il bruciore di stomaco si manifesta solo di tanto in tanto, può aiutare modificare alcune abitudini di vita. Chi sa, ad esempio, che il suo stomaco reagisce con bruciore ad alcool, nicotina, caffè o succhi di frutta, ridurrà questi fattori irritanti. Questo vale anche per cibi particolarmente dolci, grassi o piccanti. Gli acidi risalgono più facilmente quando siamo coricati. Una

INTERVENTI PRATICI

• perdere peso • evitare caffè, nicotina, succo di pomodoro, agrumi e cibi molto speziati

• evitare cibi opulenti come salami molto grassi o cibi fritti

• evitare pasti troppo abbondanti prima di andare a dormire

• mangiare lentamente e con consapevolezza • sollevare testa e parte superiore del corpo per dormire

• evitare vestiti attillati e cinture. cena anticipata e leggera risolverà questo fastidio. Oltre a questi accorgimenti è utile: ad esempio sollevare la testiera del letto con dei cuscini. Perdere peso allevia i sintomi. In farmacia c'è un lungo elenco di farmaci contro il bruciore di stomaco. I cosiddetti antiacidi neutralizzano gli acidi in eccesso. Sono i farmaci d'elezione contro il bruciore di stomaco comune. In caso di disturbi costanti sono più indicati invece i cosiddetti inibitori di pompa protonica come il pantoprazolo. Agiscono su speciali cellule dello stomaco deputate alla produzione dell'acido gastrico, inibendole. Gli inibitori di pompa protonica non sono farmaci efficaci in fase acuta. Svolgono al meglio il loro servizio se vengono assunti regolarmente una volta al giorno a digiuno. La terapia di automedicazione non dovrebbe superare i 14 giorni. Le società specializzate nelle patologie del tratto gastrointestinale consigliano un esame dell'esofago attraverso endoscopia a chi soffra di bruciore di stomaco regolarmente o più frequentemente di una volta in settimana. Con strumenti chirurgici applicati all'estremità dell'endoscopio il medico può anche prelevare campioni di tessuto. • Christina Brunner, farmacista

Anche se sembrerà strano: in molte persone il bruciore di stomaco si manifesta attraverso una tosse costante o naso chiuso. LA TUA FARMACIA 21


Informazioni per i diabetici

EMERGENZA ACIDOSI: RIPORTARE IL METABOLISMO SUI GIUSTI BINARI La chetoacidosi diabetica è un'emergenza temuta. Ancora oggi questo »deragliamento« del metabolismo può portare al decesso del paziente, o perché viene riconosciuto troppo tardi o perché l'approccio terapeutico é scorretto. »La tua farmacia« vi spiegherà come si arrivi alla chetoacidosi e come debba essere trattata. »Se veniamo chiamati per un’emergenza diabetica, nella maggior parte dei casi si tratta di stati di coscienza alterati«, dice il Dott. Carsten Brau, anestesista e medico d’urgenza. »Quasi sempre si tratta o di una grave ipoglicemia o di chetoacidosi.« Al contrario di un'ipoglicemia, che si può sviluppare nell'arco di pochi minuti, una chetoacidosi non ha un decorso così rapido. La glicemia è generalmente elevata da diversi giorni. Se a questo si aggiungono errori nella dieta, il metabolismo viene rapidamente spinto fuori rotta.

Il sangue è troppo acido

Campanelli d'allarme di una chetoacidosi in atto sono valori di glicemia oltre i 250 mg/dl, nausea, stato di coscienza alterato e dolori addominali. A questo può aggiungersi una respirazione caratteristica: il paziente inspira ed espira molto profondamente ed il fiato odora di acetone (un odore definito simile a quello dello smalto o di frutta molto matura). 22 LA TUA FARMACIA

Circa l'8% dei diabetici insulino-dipendenti va incontro ogni anno ad un episodio di chetoacidosi. La diagnosi in genere viene stabilita abbastanza rapidamente nonostante si ignori la condizione di diabete in molte delle persone in chetoacidosi per le quali viene chiamato il medico d´urgenza. Addirittura un diabete di tipo 1 in molti casi si evidenzia proprio attraverso queste gravi deviazioni del metabolismo. »Noi misuriamo di routine anche la glicemia, in caso di emergenza.«, spiega Brau. »Valori oltre i 250 mg/dl sono già fortemente indicativi, così come nausea e dolori addominali. Se a questo si aggiunge una tipica respirazione alterata con il paziente che inspira ed espira molto profondamente, la diagnosi è generalmente chiara. Ed anche il tipico odore di acetone del fiato si riconosce immediatamente, se lo si è sentito una volta.« Chetoacidosi significa che la glicemia è a livelli da capogiro, di insulina a disposizione non ce n'è praticamente più ed il corpo pertanto non può più ricavare energia dai carboidrati assunti con l'alimentazione. In una situazione simile l’organismo si adatta a bruciare grassi. Questo tipo di metabolismo causa la produzione e l’accumulo dei cosiddetti corpi chetonici. Da ciò deriva il prefisso »cheto-« nel termine medico chetoacidosi. Queste molecole vengono normalmente eliminate attraverso i reni. Se però il deficit di insulina è prolungato, si raggiungono concentrazioni molto elevate di corpi chetonici nel sangue. Questo comporta un'ipe-


racidità del sangue stesso, ovvero »acidosi«. L'acidosi è anche la causa della respirazione più profonda. Il metabolismo è sempre più deviato. E' importante riportare il più rapidamente possibile i livelli di glicemia alla normalità, risolvere l'iperacidità del corpo e riequilibrare liquidi ed elettroliti. Tutto ciò viene fatto in ospedale. »In ambulanza non abbiamo la possibilità di controllare i valori di pH, che danno un'indicazione dell'entità dell'acidosi. Oltre a ciò nei mezzi di soccorso non abbiamo a disposizione insulina. Un abbassamento troppo rapido della glicemia può essere pericoloso.«, spiega Brau. »Se la glicemia viene riportata troppo rapidamente ai valori di normalità può formarsi un edema cerebrale. Per questo motivo la priorità è quella di trasportare, il più velocemente possibile e in sicurezza, il paziente in ospedale.« In Germania circa il 3-4% dei diabetici muore per le conseguenze di una chetoacidosi. L’insorgenza di un edema cerebrale aumenta il grado di mortalità ad uno su due. La gran parte dei pazienti che arrivano in ospedale con una chetoacidosi sono fortemente disidratati. Il corpo tenta di elimina-

re quanto più zucchero e corpi chetonici possibile attraverso le urine e consuma per riuscirci molta acqua ed elettroliti. Per questo è fondamentale la reidratazione. Se la situazione non si normalizza, si può arrivare ad un blocco renale, situazione in cui la minzione è del tutto impedita. Perciò è importante tenere sotto osservazione i reni. Se necessario i pazienti devono essere rapidamente dializzati. Anche altri organi possono risultare compromessi: ad esempio attraverso la perdita di sali possono comparire alterazioni della frequenza cardiaca.

Conoscere i sintomi

Per riconoscere tempestivamente una chetoacidosi ed affrontarla nel modo corretto, i diabetici ed i loro familiari dovrebbero avere confidenza con i sintomi. »I segnali di una chetoacidosi può riconoscerli anche un profano: nausea, abbattimento, difficoltà di respiro senza sforzo fisico «, spiega Brau. Inoltre quest’alterazione del metabolismo non si instaura nell'arco di minuti. Molto spesso si manifesta in concomitanza con infezioni o situazioni di stress: condizioni

nelle quali un diabetico esperto dovrebbe misurare comunque più frequentemente la glicemia. »Una chetoacidosi mette a rischio la vita di qualunque diabetico.«, sentenzia il medico d´urgenza. Per questo consiglia anche, se la glicemia è da diverse ore oltre i 250 mg/dl, di effettuare la ricerca di chetoni nelle urine mediante strisce reattive in modo da poter agire di conseguenza o informare il proprio medico curante. »La conoscenza del diabete e della sua terapia può essere determinate nel salvare la vita del paziente, soprattutto in caso di chetoacidosi. Infine solo una buona istruzione può evitare che i diabetici incorrano in questa pericolosa situazione!« • Dr.ssa Katrin Krieft

CHETOACIDOSI: TEST RAPIDO Se dopo aver letto l‘articolo volete mettere alla prova le vostre conoscenze sulla chetoacidosi, potete rispondere alle seguenti domande: 1. Quale delle seguenti espressioni é vera in caso di chetoacidosi? a: la glicemia è molto elevata ed il sangue è troppo acido, cosa che porta ad una respirazione più profonda b: la pelle inizia a prudere ed assume una colorazione brunastra.

2. Quale strategia terapeutica viene adottata in caso di chetoacidosi?

3. Quando il rischio di chetoacidosi é particolarmente elevato?

a: somministrare zuccheri ed attendere

a: subito dopo l’iniezione di insulina

b: somministrare farmaci che inibiscano la produzione di succhi gastrici

b: in caso di infezioni o condizioni di stress c: guardando la televisione

c: in caso di chetoacidosi aumenta la secrezione nasale.

c: a livello ospedaliero, abbassare i valori di glicemia, ripristinare elettroliti e liquidi.

Soluzioni: 1 a: la glicemia è molto elevata ed il sangue è troppo acido, cosa che porta ad una respirazione più profonda 2 c: a livello ospedaliero, abbassare i valori di glicemia, ripristinare elettroliti e liquidi. 3 b: in caso di infezioni o condizioni di stress LA TUA FARMACIA 23


Consigli nutrizionali

RAFANO – CROCCANTE, INTENSO, PICCANTE! Il rafano non aggiunge solo una nota piccante ai cibi, fa bene alla salute. Nella hitlist delle verdure più amate, il rafano è solo una piccola luce: le star sono pomodori, carote, barbabietola rossa, cipolle, cetrioli, piselli e fagioli. Il rafano è posizionato da qualche parte in fondo alla lista, sotto la voce »altro«. Peccato, perché questo antico ortaggio non è solo gustoso e particolarmente salutare, ha anche una lunga storia. Gli Egizi lo usavano per acquistare forza per la costruzione delle piramidi ed anche Romani e Greci lo apprezzano da oltre 2000 anni.

Il rafano esiste in molte forme e colori Raphanus è un genere di piante che appartiene come il cavolo, i broccoli e la senape alla famiglia delle Brassicacee. Le radici del rafano sono carnose ed a fittone. Ne esistono di diverse forme, colori e dimensioni: alcuni sono sferici, altri ricordano dei coni o dei ghiaccioli. Lo spettro di colori va dal bianco al rosa, dal marrone al violetto ed al nero. La polpa della radice è però sempre bianca. Le specie più grandi provengono dalla Cina e dal Giappone: possono raggiungere una lunghezza di mezzo metro e pesare fino a due chili. A seconda del periodo di maturazione si distinguono rafani più delicati, primaverili o estivi che in frigo restano freschi per qualche giorno e prima della preparazione è sufficiente lavare o spazzolare; non è necessario togliere la buccia. Al contrario i rafani autunnali ed invernali sono decisamente più forti e si possono conservare in una cantina fresca, adagiati nella sabbia, anche fino a sei mesi. Esternamente sono in genere neri o marroni ed hanno una polpa piccante e molto consistente. Il contenuto in calorie è molto ridotto, solo 16 ogni 100 g e sono in compenso ricchi di fibre e potassio, oltre a ferro e vitamina C. Particolarmente salutari sono i senfoli o isotiocianati, responsabili del sapore piccante. Pare abbiano un 24 LA TUA FARMACIA


effetto protettivo nei confronti di alcune forme di cancro ed hanno inoltre attività antibatterica.

Rafano per la preparazione di sciroppo per la tosse La medicina popolare utilizza già da lungo tempo il rafano invernale, di colore nero, per la preparazione di uno sciroppo antitussivo: si pratica una cavità nella radice, la si riempie di zucchero, si fora la parte sottostante e si pone su di un contenitore. Dopo alcune ore lo sciroppo pronto gocciola. Le proprietà attribuitegli sarebbero mucolitiche. Il rafano proveniente dal campo è generalmente più speziato e piccante di quello nato in serra, ed i più piccoli sono in genere più teneri di quelli grandi. Fate attenzione che abbiano una buccia esterna liscia, una polpa soda e pianta fresca. Se le foglie sono appassite o ingiallite il rafano non è fresco ed è meglio non acquistarlo.

Il rafano è buono da solo o nelle insalate Generalmente il rafano arriva in tavola crudo. Grattugiato o tagliato in fettine sottili arricchisce le insalate, anche abbinato

ad erbe aromatiche, mele e cetrioli. I puristi lo preferiscono servito alla maniera tradizionale, tagliato a spirale con l'apposito coltello. Così è perfetto per una merenda con pane contadino, speck e birra. Il rafano viene sempre salato molto: questo lo rende più tenero e toglie in parte il sapore amaro. Dopo averlo salato occorre aspettare una mezz'ora. Una gustosa iniezione di vitamine è questa gustosa insalata: per quattro persone sbucciate mezzo rafano (circa 400 g), mondate un rapanello e tagliateli entrambi in fettine sottili. Tagliate un mazzolino di crescione. Disponete tutto a strati in una ciotola, salate e lasciate riposare. Nel frattempo mescolate due cucchiai di succo di limone con un vasetto di panna acida e tre cucchiaini di senape dolce. Aggiustate di sale e pepe. Mescolate con il rafano ed il rapanello. Tagliate un mazzolino di erba cipollina e mescolate il tutto. Accompagnate con pane fresco. Buon appetito! • Dorothee Hahne

Il rafano proveniente dal campo è generalmente più speziato di quello nato in serra ed i più piccoli sono in genere più teneri di quelli grandi.

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PAURA DI VOLARE: PANICO A CIEL SERENO


Impressione »Personale di bordo, tutte le porte sono chiuse.« l'aereo rulla sulla pista di decollo. Thomas K., 44 anni, manager, ha un unico scopo: vuole uscire il più rapidamente possibile dall'aereo. Si precipita oltre l'assistente di volo e cerca di scardinare la pesante porta d'ingresso dell'aereo. Sapevate che in questi casi il pilota sceglie di evitare le turbolenze per non spaventare ulteriormente i passeggeri? La situazione non é sempre così tragica come per Thomas K. però molte persone soffrono di paura di volare. »Statisticamente da un terzo alla metà dei passeggeri si sente male durante la permanenza in aereo.«, dice il Dr. Jörg Schulz, presidente della società internazionale di Medicina preventiva. I sintomi vanno dal lieve malessere fino ad attacchi d'ansia e di panico. Il Dott. Schulz conosce i motivi. »L'angusto spazio della cabina ed il numero elevato di passeggeri, restringe minacciosamente quello che è il naturale spazio individuale. Ci si sente in balia di un pilota sconosciuto, impotenti.« A questo si aggiungono le scosse dell'aereo, il sottofondo di rumori a cui non si è abituati, l'altitudine e la paura di precipitare.

Personale di volo addestrato Una hostess si prende carico di Thomas K. e con prudenza ma determinazione, lo accompagna ad uno dei posti nell'ultima fila e si siede accanto a lui. Stringe la sua mano bagnata di sudore, gli parla con calma e cerca di far tornare lentamente alla normalità la sua respirazione con degli esercizi. Evita di chiedergli come si senta, gli rivolge piuttosto domande di carattere generale: destinazione del viaggio, professione, famiglia. Passo dopo passo Thomas K. si fa coinvolgere in un discorso e questo lo distrae dalla sua paura. »Il passeggero ha paura di morire e risponde con una reazione di evitamento.«, riferisce Jürgen Horn, pilota di jet con esperienza pluriennale. Il capitano però tranquillizza: il personale di volo è addestrato a gestire questo tipo di situazioni ed informa, in caso di necessità, il copilota. »In questo caso possiamo – se la situazione si fa più difficile – evitare le turbolenze, far entrare aria fresca in cabina o modificare la temperatura.« L'interruzione del volo è necessaria solo in casi estremi. Soprattutto nei voli transatlantici questa possibilità non esiste.

I motori continueranno a funzionare? Arriverò sano e salvo a terra? Chi ha paura di volare si tormenta con questi e molti altri dubbi finché dal decollo all’atterraggio. Seminari specifici aiutano ad affrontare la paura.

Horn: »Di regola c'è un passeggero laureato in Medicina a bordo, che possa prendersi cura dei compagni di viaggio ed assisterli con un supporto psicologico e farmacologico. Nei miei oltre 30 anni di esperienza di volo, non mi è mai capitata una situazione che non potesse essere gestita con questo tipo di intervento.«

Rilassati nel volo di ritorno Secondo il Dott. Schulz esistono diverse possibilità di combattere la paura di volare. Tra queste ci sono specifici esercizi come il rilassamento muscolare progressivo secondo Jacobson, training autogeno e seminari. In queste occasioni gli esperti analizzano la paura e spiegano dettagliatamente la tecnica di volo. Schulz: »Alla fine si fa un volo di prova con un sostegno psicologico. A questo scopo si sono dimostrati efficaci nell'allontanare la paura diversi preparati vegetali.« Il farmacista saprà consigliarvi nella scelta del medicinale più indicato.  Thomas K. é riuscito, grazie all’assistenza personale degli assistenti di volo, a resistere fino all´atterraggio. L’apparecchio tocca terra, un ultimo sobbalzo, un ultimo spavento – il manager inspira profondamente. La hostess salutandolo gli consiglia di esercitarsi sugli esercizi di rilassamento che gli ha mostrato. »Così non avrà problemi per il ritorno« • Peter Erik Felzer

5 piante per rilassarsi Valeriana: utile in caso di nervosismo e disturbi dell'addormentamento. Si può trovare in farmacia sotto forma di tisana o come preparato finito. Luppolo: in genere viene associato alla birra. Come tisana o in compresse ha una funzione più mirata. Inoltre l'alcool potrebbe anche aggravare la paura di volare. Il luppolo si trova spesso in associazione con la valeriana. Lavanda: sotto forma di tisane e compresse non ha solo una funzione rilassante ma calma le paure. Molto amati sono anche i bagni alla lavanda. Melissa: i suoi principi attivi dall'aroma di limone sono molto sensibili alla luce a all'aria. Più durevoli della tisana sono le compresse. Aiutano contro nervosismo e disturbi dell'addormentamento. Passiflora: è quasi un peccato essiccare i meravigliosi fiori di questa pianta e ricavarne un estratto. Però i suoi principi attivi sono calmanti ed aiutano in caso di stati di irrequietezza.

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Svago

CACCIA ALL’ERRORE: La foto qui a sinistra é quella originale, nella riproduzione sottostante sono stati cambiati 8 piccoli particolari. Quali? Buon divertimento! La soluzione si trova a pag. 17.

Immagini in questa edizione: Copertina »Verwöhnprogramm für die Augen« SIGN-Kommunikation, Immagini ed illustrazioni SIGN-Kommunikation (p. 2, 4,5, 6, 7, 8, 10, 11, 12, 16, 18, 19, 20, 24, 25, 26), Museo della farmacia Bressanone (p. 3), ABDA (p. 14), Bauer Vital GmbH (p. 22), Oliver Selzer (p. 28)

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La Tua Farmacia 01 2013