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arcireport s e t t i m a n a l e

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d e l l ’ A r c i

anno VIII - n. 29 7 settembre 2010

www.arci.it report@arci.it

Il dovere di provarci

Vita e libertà per Sakineh

+ Domani riapre il Parlamento, ma l’autunno politico è iniziato già da un pezzo e sarà caldissimo, dopo questa folle estate in cui la politica italiana ha dato il peggio di sé, nello stile e nel merito dei suoi messaggi. In un clima cupo, da declino dell’impero, assistiamo alla resa dei conti di una maggioranza fino a ieri solidissima e oggi implosa per effetto della crisi morale, vittima della propria ingordigia più che dei meriti delle opposizioni. Volano gli stracci nel Pdl: palate di fango e dossier su commissione contro i nemici interni; le elezioni minacciate come arma di ricatto senza il minimo rispetto delle regole costituzionali; vendette e ritorsioni che non risparmiano le cariche istituzionali, ignorando gli appelli del Capo dello Stato a tenerle fuori dal gioco al massacro. Hanno trasformato il governo nella bottega dei loro affari e costretto il Parlamento a lavorare a tempo pieno per i loro interessi. Sono ancora queste le priorità su cui vorrebbero ricompattare una maggioranza che non c’è più: la giustizia (ma è solo l’esigenza di garantire comunque uno scudo giudiziario al capo); il federalismo leghista, tanto sbandierato quanto evanescente nella sua concreta attuazione; la sicurezza delle crociate contro rom e immigrati, perché le elezioni si avvicinano e bisogna pur dare alla gente un nemico con cui rifarsela. Niente per fronteggiare la crisi economica e il disagio sociale che sono le vere priorità del Paese. Il Ministero per lo sviluppo è vacante da mesi, proprio mentre la nostra industria affronta una drammatica crisi occupazionale e le relazioni sindacali si deteriorano fino al punto di incrinare i diritti costituzionali. Dobbiamo liberarci di una cricca di potere inetta e irresponsabile che per salvare se stessa sta portando il Paese allo sfascio. Siamo al capolinea di una stagione politica. Non sappiamo quanto durerà, ma il declino del berlusconismo è inevitabile. Non sarà indolore perché prima di andarsene proveranno anche ad avvelenare i pozzi. Per le opposizioni è arrivato il momento di un deciso cambio di marcia. Il ritardo da recuperare è tanto e non è il momento di dividersi sulle alchimie delle formule, ma di guardare al merito dei problemi che la destra non sa risolvere, avanzando proposte concrete al Paese col coinvolgimento di tutte le energie disponibili, in Parlamento e nella società. Hanno il dovere di provarci, superando una buona volta l’irresistibile tentazione di guardare solo il proprio ombelico.

Iniziative in tutto il mondo per salvare la vita di Sakineh Mohammadi-Ashtiani. Arcitcolo a pagina 3

Ucciso un amministratore onesto l brutale assassinio di Angelo Vassallo, Sindaco di Pollica-Acciaroli, ci riporta alla memoria Renata Fonte, amministratrice locale di Nardò, in provincia di Lecce, uccisa per essersi battuta contro la speculazione edilizia e lo scempio dello splendido parco di Porto Selvaggio, alla quale, proprio nei giorni scorsi, è stata dedicata la Summer school internazionale sulla legalità svoltasi a Otranto. Ancora non sono noti i motivi precisi dell’omicidio, ma il profilo del Sindaco e dell’uomo sembra abbastanza chiaro, caratterizzato dall’impegno ambientalista e attento a promuovere la cultura della legalità. Un amministratore capace e onesto, come ci dicono i primi resoconti della stampa, così lontano dall’idea oggi prevalentemente diffusa nella società che disegna il politico come persona lontana dai bisogni reali dei cittadini. Ecco, con la morte di Vassallo scopriamo

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ESPULSIONI ROM I PAGINA 2 Articoli di Migreurop e di Arcisolidarietà Onlus

(ve ne era bisogno?) che “non sono tutti uguali” e che il rapporto fra criminalità e politica è complesso oltre che perverso, ma non va inquadrato nella casella scomposta del qualunquismo. Non è casuale che i campi di lavoro sui beni confiscati organizzati dall’Arci a Corleone siano stati dedicati al rapporto fra mafia e politica ed alla figura di Piersanti Mattarella, presidente della Regione Sicilia assassinato dalla mafia. Il filo rosso, e purtroppo oggi di sangue, è in un sacrificio che con retorica si direbbe ‘non deve essere vano’ ma che non avrebbe mai dovuto verificarsi. Ce lo siamo detti discutendo a Milano dell’organizzazione di un seminario sulla trasparenza amministrativa con gli amici di Avviso Pubblico. Lo dedicheremo ad Angelo Vassallo e alla speranza che altri amministratori facciano camminare le sue idee.

SBILANCIAMOCI! I PAGINA 8 Articolo di Mattia Palazzi sul Forum di Cernobbio


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migranti

Rimpatri forzati per i rom vittime della politica xenofoba del governo francese Ospitiamo un contributo della Rete Migreurop sulle espulsioni di rom in Francia on il pretesto degli episodi di violenza verificatisi in Francia in luglio, «per fronteggiare i problemi creati da alcuni Rom e nomadi» il Presidente Sarkozy ha deciso l’espulsione di tutti gli abitanti degli accampamenti che si trovano in una situazione di irregolarità. Attraverso dichiarazioni reiterate e ampiamente riprese dai media, il governo francese ha rafforzato una confusione già diffusa tra due categorie di popolazione distinte ma ugualmente stigmatizzate, quella delle ‘gens du voyages’ che nella maggior parte dei casi sono di nazionalità francese, e alcuni ‘Rom’ che provengono invece dalla Bulgaria e soprattutto dalla

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CLANDESTINO DAY Torna anche nel 2010 il Clandestino day, manifestazione contro il razzismo proposta da Carta che lo scorso anno ha coinvolto 500 organizzazioni in 60 città. Appuntamento al 24 settembre. Per adesioni: carta@carta.org

Romania. I Rom dell’Europa centrale vengono ancora una volta accusati di essere illegali, clandestini, mentre dovrebbero invece beneficiare della libertà di circolazione garantita ai cittadini dell’Unione europea, nonostante la Francia mantenga ancora queste persone in una condizione ‘transitoria’. Migreurop è allarmata dall’amalgama di stereotipi che le più alte cariche dello Stato francese alimentano ai danni di uomini e donne che sono già ampiamente vittime di discriminazione. Seguendo le orme del governo italiano, e malgrado le vive reazioni che ci sono state all’estero e in Francia (persino dentro lo stesso partito del Presidente), le autorità francesi hanno proceduto al rimpatrio di 850 Rom nel mese di agosto. «Non siamo tenuti ad accogliere in Francia tutti i Rom della Romania e della Bulgaria», ha detto il Ministro dell’Interno in un’intervista al quotidiano Le Monde. Di fatto, l’evacuazione forzata dai campi, e l’ingiunzione di tornare nei propri paesi, fatta a tutti senza alcun riguardo per le situazioni personali o familiari di ciascuno, sono state giustificate con

Una rete europea di rom per battere le politiche di discriminazione Sabato 4 settembre a Roma, in piazza Campo de’ Fiori, l’Arci ha preso parte alla manifestazione per la difesa dei diritti delle comunità rom e sinte. Il sit-in è stato organizzato dal coordinamento nazionale antidiscriminazione Sa Phrala – Ogni persona è tuo fratello, in gemellaggio con la mobilitazione che si è svolta a Parigi e in altre 130 città della Francia contro le politiche adottate dal governo Sarkozy. All’iniziativa italiana hanno aderito numerose associazioni, partiti politici e sindacati per sostenere e dare voce alle istanze di un popolo che da troppo tempo ormai si trova al centro di continue discriminazioni. È noto, infatti, come nel corso degli ultimi anni le popolazioni rom e sinte stiano subendo violenti attacchi e siano vittime di provvedimenti che nulla hanno a che vedere con l’integrazione. Le politiche messe in atto dall’amministrazione Alemanno a Roma, il contestato piano Nomadi, le dichiarazioni xenofobe avanzate da una parte della destra italiana, peraltro a meri fini elettorali, hanno alimentato un clima di odio che si sta diffondendo a macchia d’olio nella società civile. Un germe che sta contaminando ogni pos-

sibilità di convivenza, non soltanto tra la popolazione italiana e le comunità rom, ma anche all’interno delle stesse comunità dove gli effetti di una politica mistificatoria, di separazione e contraria alla creazione di un legame sociale tra le persone, stanno minando la base dei più elementari principi della convivenza civile e della rappresentanza democratica. Lo dimostrano i tentativi di sabotaggio contro l’iniziativa effettuati da alcuni rappresentanti rom all’interno dei campi della capitale. Tuttavia, la mobilitazione di sabato, per quanto organizzata in tempi molto ristretti, ha visto una buona partecipazione sia di rom, provenienti da diverse parti del Paese, che di cittadini italiani ed ha messo in evidenza che la creazione di una rete di rom europei può rappresentare l’antidoto contro le politiche della separazione e delle discriminazioni messe in atto dai singoli governi. Rivendicare insieme gli stessi diritti, anche a distanza di centinaia di chilometri, e combattere uniti le medesime forme di razzismo sono le azioni che tracciano il cammino per un futuro nuovo di convivenza e appartenenza plurale. Info: solidarietalazio@arci.it

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questa supposta condizione comune di ‘Rom’. Questi rinvii, che contro ogni evidenza sono stati definiti umanitari e volontari, sono contrari al principio che vieta le espulsioni collettive. Quali indicazioni sono state fornite alla polizia affinché potesse distinguere un rumeno ‘Rom’ da un altro rumeno? Fortunatamente né la legge francese né i testi dell’Unione prevedono un segno di riconoscimento sui loro abiti. Come può un membro del Governo definire impunemente degli stranieri come indesiderabili sulla base della loro appartenenza etnica? L’origine delle persone non può essere alla base di alcuna politica pubblica, né può essere il pretesto per derogare al principio dell’eguaglianza di trattamento. L’uso in senso dispregiativo dell’appellativo ‘Rom’ annuncia una nuova escalation nella politica del risentimento. Migreurop è allarmata da qualsiasi strumentalizzazione di ogni forma di appartenenza etnica da parte del diritto europeo col rischio - anche se il pretesto è quello di proteggerle - di stigmatizzare intere popolazioni come colpevoli di esistere, come sembra stia attualmente accadendo con i rom in molti paesi europei.

Anche Maroni chiede norme più severe Non bastava la politica dei respingimenti con le sue migliaia di vittime extracomunitarie, colpevoli di ricercare una speranza lontano da destini segnati da guerre e torture. Non bastava applaudire i recenti provvedimenti di espulsione dei rom firmati da Sarkozy in Francia. Maroni voleva e vuole di più. Il senso delle sue proposte, che ha condiviso con i suoi corrispettivi di Canada, Belgio, Germania, Grecia, Gran Bretagna e Francia nella riunione convocata dal ministro francese dell’immigrazione Eric Besson, può essere sintetizzato in una domanda: perchè dovremmo anche giustificarci quando decidiamo di espellere cittadini comunitari? Maroni ha ricordato come, secondo la legge, un soggiorno oltre il limite dei tre mesi in un Paese comunitario debba essere in qualche modo punito: per questo chiede che vengano previste delle sanzioni da applicare che permettano «l’espulsione». È chiaro che la libertà di circolazione, l’azzeramento delle nazionalità e l’abbattimento delle frontiere su cui l’Unione Europea è nata risulterebbero compromesse. Ma questo non è un problema suo: lui in fondo un’Europa unita neanche la voleva.


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internazionali

I primi soldati americani lasciano l’Iraq, ma non c’è ancora un’idea chiara su come uscire dalla guerra Un contributo di Emanuele Giordana, giornalista, tra i fondatori di Lettera 22 a esempio, che comanda le truppe Usa e Nato in Afghanistan e che spalleggiato nella polemica da altri generali ha detto che il 2011 non è una data ‘scolpita nella pietra’. C'è una logica in tutto ciò: chiedere a un militare quando i suoi soldati saranno ‘pronti’ è come chiedere al capo dei vigili del fuoco se i suoi uomini possano smettere di esercitarsi a spegnere gli incendi. Non sono i generali che devono dare date. I generali possono indicare tendenze, esprimere un parere, formulare ipotesi. Ma se sta a loro, non esiste mai un momento buono per chiudere la partita. Nemmeno se volessero, in cuor loro, farlo. Nessun militare si ritira dal campo di battaglia se qualcuno non glielo ordina. E se poi dovesse succedere qualcosa? Qualcosa succede sempre ma sono questi i rischi che la politica deve affrontare. È la politica e solo la politica, sostenuta dalla volontà popolare, che deve decidere le date e che deve mantenere fermo il calendario. Può darsi che l'esercito iracheno non sia pronto sino al 2020 e che quello afgano non lo sia nel 2011 o nel 2014. Ma ‘pronti’ per fare cosa? Continuare la guerra o assistere la pace? Se la politica non dà risposte (e le date sono solo una parte della risposta), il vuoto che si crea viene occupato, dopo e durante un conflitto (a volte anche prima), dalla voce dei militari. Che per mestiere, convinzione, mandato non vi diranno mai che è il momento di mettere il fucile a Dopo la partenza dell'ultima brigata da combattimento, riposo. Questo è appunto un compito in Iraq sono rimasti 50mila soldati americani con fundella politica. E se Obama ha avuto zioni di addestramento e di assistenza. Entro la fine del un coraggio è stato quello, almeno, di 2011 anche questi torneranno a casa. Obama ha così indicare una data di inizio ritiro e metdichiarato la fine della guerra. terla in pratica. Poco. Molto poco. Un conflitto che solo agli Stati Uniti è costato 4.427 L'Iraq resta un Paese instabile e morti e oltre 34mila feriti e mutilati. E poi ci sono i vetel'Afghanistan è un Paese in guerra. rani: una media di 950 tentati suicidi al mese tra coloro Ma almeno c'è un inizio della fine. che sono tornati dal fronte. Anche l'Italia e gli altri Paesi Che andrà riempito di contenuti che che hanno partecipato hanno pagato il loro tributo di per adesso latitano (soprattutto in vittime. Per gli iracheni, poi, i numeri assumono dimenAfghanistan). Ed è il vero grande sioni esorbitanti: secondo i dati dell'Iraq Body Count si dilemma della fase due. Ma per parla di 106mila civili morti ammazzati, con l'apice quanto nebuloso sia il futuro, per subito dopo l'impiccagione di Saddam Hussein; il 23% quanto incerto e gravido di tutti i prodella popolazione vive al di sotto della soglia di poverblemi che la guerra ha indotto e cautà, solo un quarto della popolazione residente fuori sato, almeno c'è un inizio. E può Baghdad riceve acqua potabile e la percentuale scendarsi che tocchi anche a noi cittadini de nelle aree rurali del paese. Il premio Nobel Stiglitz indicare un percorso un po' più artiparla di 3mila miliardi di dollari spesi. I risultati raggiuncolato per uscire dall'abisso della ti più evidenti sono la debolezza del governo in carica guerra. Nell'assenza totale della polie l'incertezza per il futuro. La domanda, a distanza di tica che, oltre alle date non sa che sette anni e mezzo, resta sempre la stessa: a chi è serpesci prendere, tocca anche a ognuvita davvero l'occupazione dell'Iraq? no di noi, se ci sentiamo parte attiva

a partenza dei primi soldati americani dall'Iraq è un segnale. In un certo senso soltanto un segnale. Nel Paese rimangono 50mila soldati statunitensi e a mezza bocca si dice che non se ne andranno tanto presto. Una prospettiva rafforzata dall'affermazione del capo di Stato maggiore, generale Babaker B., secondo il quale l'esercito iracheno non sarà pronto prima del 2020. Quindi... Che un generale iracheno, cresciuto alla scuola militare americana durante l'occupazione seguita alla guerra del 2003, chieda ai marine di rimanere per altri nove anni non significa che il Paese desideri la stessa cosa. È soltanto la logica conseguenza dei cloni che la guerra produce e riproduce, dove può, all'infinito. La guerra lascia sempre un terreno contaminato che è compito della politica bonificare. Lo stesso discorso vale per l'Afghanistan. Il presidente Barak Obama ha ripetuto che anche per il Paese di Karzai c'è una data di inizio ritiro, ossia luglio 2011. Ancor prima del capo di Stato maggiore afgano, che non si è espresso, Obama aveva da rintuzzare i suoi di soldati: il generale David Petraeus,

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Un bilancio dall’Iraq I numeri di una mattanza

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Salviamo la vita di Sakineh In tutto il mondo proseguono le iniziative per salvare Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana condannata alla lapidazione per adulterio e concorso nell’omicidio del marito. L’esecuzione è stata temporaneamente sospesa ma il figlio è convinto che presto la sentenza verrà eseguita. Un appello alle autorità iraniane perché mettano fine a queste punizioni barbare è stato lanciato da un gruppo di intellettuali francesi. Pubblicato da diverse testate europee, ha raccolto decine di migliaia di firme. Anche in Italia si sono mossi associazioni, esponenti del mondo della politica, della cultura, dello sport, dello spettacolo, della musica. Con l’iniziativa Fiori e non pietre si sono mobilitate intellettuali arabe e iraniane, convinte che «non si può tacere quando i diritti fondamentali vengono negati alle donne, a cominciare da quello alla vita». La lapidazione non è praticata solo in Iran. È infatti prevista anche in altri paesi con cui l’Occidente mantiene ottimi rapporti di amicizia, o in regioni di paesi (per esempio in zone dell’Afghanistan sotto controllo talebano). In Arabia Saudita, negli Emirati Arabi Uniti, in Pakistan, Sudan, Nigeria, Yemen, Bangladesh, Somalia è tuttora in vigore. La condanna riguarda soprattutto le donne, spesso per il diverso trattamento che subiscono davanti alla legge nonostante la normativa internazionale sul giusto processo. Ma ci sono paesi che nemmeno sono provvisti di un vero codice penale, né di un sistema giudiziario regolamentato. In Arabia Saudita, per esempio, gli imputati non hanno diritto a un avvocato, i processi sono segreti e si basano su confessioni estorte per lo più sotto tortura. In Iran, invece, la lapidazione è regolata da due articoli del codice penale: «la donna dev’essere seppellita sino al seno. Le pietre con cui colpirla alla testa devono essere né troppo grandi, perché la ucciderebbero subito, né troppo piccole». La morte dev’essere la più lenta e crudele possibile.

della società civile, spremere le meningi. Non basta osservare i marine che salgono sull'elicottero e mettersi l'anima in pace. Quella è solo la certificazione che la prima data del calendario è stata rispettata. Poi viene il dopo. E non spetta al generale Babaker prefigurare come sarà.


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Un successo per l’Arci la stagione estiva dei campi di lavoro e conoscenza all’estero

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interessato di dirigenti e anche attivisti di circoli. Lo conferma l’impegno forte del Comitato della Valle di Susa, che ha coinvolto studenti, giovani soci, enti locali nella costruzione di un gruppo organizzato che partecipasse al campo in Palestina. Le richieste diffuse del tessuto associativo Arci rispetto al maggiore coinvolgimento del nostro volontariato nelle attività che svolgiamo in progetti di cooperazione internazionale hanno aperto una riflessione tra le persone impegnate nella progettazione e nella gestione (cooperanti, personale della struttura, volontarie e volontari in servizio civile all’estero, nostri partner): i campi di lavoro e conoscenza devono, in qualche modo, avere uno sviluppo differenziato nell’offerta e impegnare di più operatrici e operatori e dirigenti dell’Arcs in un calendario più fitto e più ‘ricco’ di proposte. Ci sono arrivate, dall’Italia e dai Paesi dove operiamo, richieste e proposte più complesse, come per esempio Summer School, abbinamenti a viaggi di turismo solidale, partecipazione o promozione di campi con altre associazioni e ong europee e internazionali.

Con una gamma più ampia di offerte e anche una maggiore volontà e disponibilità a costruire insieme nuove ipotesi di volontariato all’estero, fidelizzate anche ad azioni di ‘sostegno a distanza’ di attività progettuali per i gruppi di interesse o provenienti da medesime città, è possibile promuovere e/o rafforzare la cooperazione tra comunità, con un protagonismo vero del mondo Arci, dai territori al nazionale. Questo percorso, obbligato per fare il vero ‘salto di qualità’, ha anche bisogno di un investimento associativo nella formazione condivisa e qualificata sui temi della cooperazione e anche della mobilità internazionale non più rimandabile. Info: stilli@arci.it

BOTTEGONE (PT) L’8 settembre presso il circolo Arci la giornata sarà dedicata ai bambini di Chernobyl con giochi e raccolta materiale. A seguire il pranzo della solidarietà

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nche quest’anno la stagione estiva dei campi di lavoro e conoscenza proposta dall’Arci (15 luglio-30 agosto) è stata un successo. In un mese e mezzo abbiamo organizzato la presenza e le attività solidali di 35 volontarie e 20 volontari: in Brasile con i Sem Terra, in Libano nei campi profughi palestinesi, in Rwanda con donne e bambini vittime delle violenze etniche, in Bosnia e in Colombia con i giovani dei movimenti per i diritti umani e per l’ecosostenibilità ambientale. L’età media registrata è 30 anni, con un ‘picco’ di presenze tra gli over 30, ma anche con un partecipante al campo in Palestina di 17 anni. Va sottolineata la positiva ‘ripresa’ di partecipazione di nostre socie e nostri soci, ben 28. Quest’ultimo dato è tanto più importante perché temevamo che la scelta degli ultimi due anni di far passare comunicazioni e pubblicizzare soprattutto via sito (e da quest’anno anche attraverso facebook) favorisse candidature più esterne all’Arci. Invece, i contatti con alcuni comitati nella fase di prima informazione e preselezione hanno indicato da subito un coinvolgimento responsabile e

L’esperienza in Palestina, una terra sempre più martoriata e divisa Dal 24 luglio al 3 agosto si è svolto il campo di lavoro e conoscenza dell'Arci in Palestina. Il programma del viaggio è stato ricco di incontri, appuntamenti, visite. Il gruppo era costituito da 20 ragazzi e ragazze di un' età compresa tra i 16 e i 38 anni provenienti soprattutto dal Nord Italia, e un'ampia delegazione dal Comune di Collegno che nella primavera scorsa ha promosso un bando per i giovani under 25 per partecipare al campo promosso dall'Arci. Nei 10 giorni di attività abbiamo partecipato al campo OPGHAI (Occupied Palestine and Syrian Golan Heights Advocacy Initiative) a Beit Sahour vicino Betlemme. Abbiamo condiviso questa esperienza con altri 400 giovani provenienti da varie città e villaggi della Palestina, tanti i momenti di confronto sulla realtà che si vive ogni giorno in una terra sempre più martoriata e divisa. La visita a Hebron è stata particolarmente toccante. La città infatti è divisa in due da un muro che costringe la popolazione ad essere separata per chilometri tra la parte est e quella ovest della città (vedere foto). Passiamo tra i vicoli dei negozi e vediamo

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sopra le nostre teste una rete metallica colma di oggetti lanciati dalle case dei coloni sovrastanti. In questa città forse uno degli episodi più spiacevoli: infatti all'entrata della Sinagoga veniamo respinti dai soldati che ci negano anche l'accesso alla Moschea, siamo ritenuti pericolosi visto il materiale che abbiamo con noi che promuove le associazioni palestinesi. Sempre a Hebron incontriamo un partner storico dell'Arci, DCI (Defence for children) con cui abbiamo a lungo parlato della condizione dei giovani e dei bambini palestinesi. A Gerusalemme oltre che poter visitare con non poca emozione la Moschea di AlAqsa, abbiamo l'opportunità di fare un giro tra gli insediamenti con alcuni attivisti di ICHAD, associazione che si oppone alla demolizione selvaggia delle abitazioni palestinesi. L'ultimo giorno lo passiamo a Tel Aviv, e quella spiaggia piena di ragazzi che giocano a racchettoni in maniera quasi frenetica ci catapulta in una realtà completamente diversa: una rapida visita nella bellissima città vecchia di Jaffa conclude questo viaggio pieno e ricco di emozioni. Info: roversi@arci.it


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lavoro

Diritti, democrazia, legalità, lavoro, contratto: il 16 ottobre la Fiom scende in piazza Ospitiamo un contributo di Francesca Re David, segretaria nazionale Fiom tamazione è all’ordine del giorno da tempo. Diritti, democrazia, legalità, lavoro, contratto: sono queste 5 parole la base della manifestazione nazionale indetta dalla Fiom per il 16 ottobre e aperta a coloro che sentono l’urgenza di rispondere a chi sta utilizzando la crisi per rigettare la società in un passato in cui vale solo la legge del più forte. Una regressione materiale, civile, culturale, in cui le disparità e gli egoismi crescono senza limiti e la finanza decide sulle condizioni di vita. Va respinta la logica per cui si è tutti precari, per tutta la vita, perché il lavoro è solo un costo e non invece un valore per contribuire al miglioramento sociale. Bisogna rafforzare i legami di solidarietà rivendicando pari diritti e dignità per tutte e tutti, al di là dell’azienda o servizio in cui si lavora, della nazionalità, del tipo di rapporto di lavoro. Va interrotta la deriva del finto efficientismo che considera la democrazia una perdita di tempo per chi ha il compito di decidere. Senza democrazia c’è l’imposizione autoritaria del comando e l’imbarbarimento dei rapporti sociali. Perciò ci opponiamo all’attacco al diritto di sciopero garantito dalla Costituzione e avanziamo una proposta di legge su rappresentanza e rappresentatività delle organizzazioni sindacali nei luoghi di lavoro. Troppe leggi in questi anni sono state fatte per garantire privilegi ai potenti e per opprimere i più ricattabili, a partire dai migranti. La legalità deve essere certezza di parità di diritti, per liberare lo stato, l’economia, i servizi pubblici, i beni Cresce in Italia il lavoro sommerso. comuni dal peso insopportabile della Secondo uno studio della Confartigianato gli irregolari, connivenza fra interessi mafiosi e criper lo più impegnati in attività artigianali, sono quasi minali con affari e finanza. Il riconosci650mila. Un esercito di fantasmi sconosciuti all’Inps, al mento del valore sociale ed economifisco, senza tutele e contratti di lavoro. co del lavoro è alla base del rispetto Tutti insieme producono circa il 17% del Pil, oltre 250 della dignità della persona; il diritto al miliardi di euro, e crescono con la crisi. Il fenomeno è lavoro è l’elemento che unifica e ribalda sempre più alto nelle regioni del sud, dove incide ta il paradigma della concorrenza fra per il 18,3% sul totale della forza lavoro, a fronte di una poveri per rivendicare giustizia sociamedia nazionale calcolata in 11,8%. Il primato dell’irrele. Senza il contratto collettivo i rapgolarità va alla Calabria, dove un lavoratore su tre è porti di lavoro diventano di tipo comirregolare, ma sono ben piazzati in classifica anche merciale, il lavoro si vende come un Sicilia, Puglia, Campania e Molise. qualsiasi oggetto materiale in una Una piaga sociale, perché si tratta di lavoratori privi di relazione fra il singolo lavoratore e chi qualsiasi diritto, ma anche un danno serio alle casse lo assume. dello Stato, visti i mancati introiti fiscali. La contrattazione prevede confronto Secondo gli analisti economici, la situazione è destinafra parti a pari dignità, conflitto e ta a peggiorare nei prossimi mesi, dato che le previmediazione sociale. Per questo la sioni sull’occupazione in area euro sono tutt’altro che difesa del contratto collettivo è diriottimistiche. Molti di coloro che perderanno il lavoro mente per salvaguardare i diritti, la andranno a infoltire la schiera degli invisibili. democrazia, la legalità, il lavoro.

uando Marchionne, per mantenere le produzioni in Italia, ha imposto a Pomigliano un accordo che ignora il contratto nazionale, la legislazione sul lavoro e la Costituzione in nome della totale libertà d’impresa, in tantissimi si sono affannati a spiegare alla Fiom che era un caso eccezionale e che serviva senso di responsabilità. Accantonando qualsiasi giudizio sulla legittimità di mettere ‘eccezionalmente’ a rischio la salute di 5mila lavoratori in catena di montaggio peggiorando pesantemente le loro condizioni, e abdicare come organizzazioni sindacali al compito di contrattare il modo migliore per tenere insieme le esigenze produttive con i diritti, era del tutto chiaro che la Fiat stava mettendo in pratica un nuovo modello di relazioni sociali, confermato dai licenziamenti di Melfi. Ci hanno pensato il ministro Sacconi e la presidente di Confindustria a togliere ogni dubbio: trattare il lavoro solo come strumento di produttività senza nessun rispetto per le persone è il modello generale su cui riformare il diritto del lavoro cancellando lo Statuto dei lavoratori e annullare la contrattazione con l’introduzione generalizzata delle deroghe che annienta il contratto collettivo. Per quanto riguarda la Costituzione poi, già la sua rot-

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Con la crisi cresce il lavoro nero

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A Sud non lavora un giovane su tre I dati Istat recentemente pubblicati dipingono, all'inizio di questo autunno e della nuova stagione politica, un quadro a tinte fosche. Un giovane su quattro è senza lavoro, nel meridione d'Italia questo dato peggiora a uno su tre. Il tasso di disoccupazione giovanile è infatti pari al 26,8%, con una riduzione di 0,6 punti rispetto al mese precedente e un aumento di 1,1 punti rispetto a luglio 2009. Nel conto non vengono calcolati gli inoccupati, quelli che un lavoro non l´hanno mai avuto e che magari si accontentano di occupazioni al nero, mentre continua a crescere il numero degli inattivi (coloro che hanno rinunciato a cercare lavoro). Nei prossimi mesi i dati complessivi del nostro mercato del lavoro saranno passibili di ulteriore peggioramento: tra licenziamenti già avvenuti e potenziali sono a rischio circa 600mila posti nelle aziende, nella scuola, nella pubblica amministrazione. Non c'è bisogno di essere degli esperti del settore per poter avanzare delle severissime preoccupazioni, come peraltro espresse dal Capo dello Stato, dai sindacati e da diversi esponenti delle forze politiche dell'opposizione. Questo si colloca in un clima culturale che spesso descrive le giovani generazioni con giudizi sommari e ipocriti senza l'elaborazione di un vero e proprio stato di emergenza della condizione giovanile nel nostro Paese. Se poi a ciò uniamo le innumerevoli proteste che vengono dal mondo dove i giovani vengono formati, scuola e università, non possiamo non esprimere che un giudizio duro nei confronti dell'incapacità del Governo di affrontare con la dovuta serietà un problema che rischia di mettere una grave ipoteca sul futuro delle giovani generazioni e sulla ripresa del Paese. Info: uda@arci.it

La Fiom ha deciso la manifestazione del 16 ottobre come momento fondamentale di un percorso che costruisca e sostenga un punto di vista alternativo. La partecipazione, l’interlocuzione con associazioni e movimenti per allargare una intelligenza collettiva e mettere a confronto pratiche e idee sono fondamentali per sconfiggere chi vuole ridurre le persone a merce e rimettere al centro dell’interesse generale i diritti dentro e fuori i luoghi di lavoro.


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Va avanti la battaglia per la ripubblicizzazione dei servizi idrici: a Firenze il prossimo appuntamento opo la straordinaria raccolta firme per i referendum per l'acqua pubblica che lo scorso luglio ha consentito di depositare oltre un milione e quattrocentomila firme presso la Corte di Cassazione, la battaglia per la ripubblicizzazione dei servizi idrici va avanti. Il primo appuntamento dopo le vacanze è quello del 18 e 19 settembre a Firenze. Tutte le realtà che si sono adoperate per la raccolta firme e tutte quelle che lavorano sul tema dell'acqua si incontreranno nel capoluogo toscano (presso il circolo Arci di Via San Bartolo a Cintoia) per fare il punto sulla situazione e per pensare insieme ai prossimi passi da fare, con particolare interesse ai referendum della primavera 2011 e alle tante ver-

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MORES (SS) Nel piccolo comune sardo dalla fine di agosto sono messe a disposizione di ogni famiglia 6 bottiglie al giorno di acqua purificata (per chi la desidera anche gassata) proveniente dall’acquedotto comunale

tenze territoriali che gli enti locali stanno promuovendo in tutta Italia. Nella mattinata di sabato 18 settembre, davanti all'assemblea plenaria, ci sarà l'accoglienza e il saluto di Oscar Olivera, leader boliviano della lotta per il diritto all'acqua. Nel pomeriggio verranno formati quattro gruppi di lavoro per facilitare l'approfondimento e la discussione. I gruppi, attualmente in fase di organizzazione, riguarderanno: le vertenze territoriali; il funzionamento della campagna referendaria; le nostre proposte di gestione del servizio idrico; il tema acqua-ambientemondo. Nella giornata di domenica i moderatori dei vari gruppi daranno conto all'assemblea plenaria delle istanze emerse e, nel pomeriggio, verrà redatto un documento conclusivo. Molto probabilmente da Firenze uscirà rinforzata la richiesta di una immediata moratoria sull'assegnazione dei servizi idrici, soprattutto alla luce del grandioso successo della campagna di raccolta firme. Come dicevamo, i referendum per la ripubblicizzazione dei servizi idrici si svolgeranno nella prossima primavera. In molti si chiedono quali siano le prossime tappe burocratiche dell'iter referendario. La prima

In Belgio il Festival della Permacultura per un modo di vivere ecocompatibile Autogestione, ottime idee e buone pratiche. Per tre giorni 800 persone di tutte le età in un grande prato belga hanno vissuto, imparato, scambiato, costruito, mangiato, lavato mettendo in pratica idee e tecniche che sarebbero alla portata anche dei più poveri al mondo e fermerebbero il caos climatico e la crisi idrica. Livello quasi zero di emissioni, consumo di acqua, inquinamento: è quanto avvenuto al Festival della Permacultura Living and taking care of life (Vivere e prendersi cura della vita) nella regione vallona, a Nethen, villaggio rurale non esente dalla circolazione di fuoristrada e circondato da boschi, pascoli, campi di orzo, orti. Permacultura deriva da Permanent culture (cultura permanente) e si definisce come «la progettazione e la conservazione consapevole ed etica di ecosistemi produttivi che hanno la diversità, la stabilità e la flessibilità degli ecosistemi naturali». Buone idee e pratiche da copiare e generalizzare quanto più possibile. Da copiare lo stile di vita indirizzato dalla ‘logistica’ che trenta volontari attivi nel movimento della permacultura belga hanno predisposto con cura. Da copiare i

numerosi laboratori per imparare un'autoproduzione che aiuti la fuoriuscita dal modello estrattivo, fossile e iniquo. Da copiare i seminari e le conferenze di permacultura: foreste di frutti, organizzazione degli ecosistemi per il clima, permacultura in città, rinverdire il deserto. Da copiare la gratuità degli scambi di conoscenze e perfino di oggetti e beni, salvo i 30 euro per l'ingresso per i tre giorni, e un'offerta libera e facoltativa per i pasti. E da copiare l'autogestione, che i promotori hanno più volte definito «la parola chiave per la riuscita dell'incontro: la capacità di un gruppo di funzionare senza coordinamento né gerarchia; il che richiede responsabilità, coscienza del proprio ruolo e disponibilità ai compiti comuni». L'assunzione creativa di responsabilità nella gestione dell'acqua, dell'energia, degli elementi e del lavoro è la chiave per un futuro ecologico ed equo. Molte le idee pratiche per l'indipendenza e l'autogestione dell'energia, da quella umana a quella solare, eolica e comunque rinnovabile e semplice. Insomma, benvenuti in un futuro per tutti.

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tappa è la verifica delle firme da parte della Corte di Cassazione, che ha tempo fino al 31 ottobre per dichiarare valide almeno cinquecentomila firme per quesito. Successivamente, la palla passa alla Corte Costituzionale che, entro il 10 febbraio 2011, si dovrà esprimere su «quali tra le richieste siano ammesse e quali respinte, perché contrarie al disposto del secondo comma dell'articolo 75 della Costituzione». A questo punto, avuta notifica della sentenza della Corte Costituzionale, il Presidente della Repubblica, su delibera del Consiglio dei Ministri, dovrà fissare una data per lo svolgimento del referendum in una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno. Quella che ci aspetta è dunque una lunga marcia di avvicinamento a quella che potrebbe essere una data simbolo per la democrazia nel nostro paese, una data che riconsegnerà nelle mani del pubblico la gestione dei servizi idrici, una data che riporterà nelle mani dei cittadini la possibilità di scegliere sulle sorti di un bene che non può essere in mano a chi vuole solo specularci sopra. Info: www.acquabenecomune.org

Verso l’Assemblea dei Movimenti Il 4 settembre si è riunito a Roma il Coordinamento nazionale dei Movimenti per l'acqua, con l'obiettivo di strutturare l'Assemblea nazionale che si terrà a Firenze il 18 e 19 settembre. L'assemblea sarà il momento in cui si definiranno le strategie e le linee guida della campagna referendaria che vedrà impegnati i movimenti sino allo svolgimento dei tre referendum. Le sessioni di lavoro saranno incentrate sulle mobilitazioni e iniziative da mettere in campo al fine di raggiungere il successo referendario, a partire dall'importanza delle vertenze territoriali e dal quadro d'insieme che tiene conto della situazione a livello ambientale e internazionale, sul funzionamento della campagna di autofinanziamento e di quella di comunicazione, sulla proposta di nuovi modelli di gestione pubblica e partecipata. È stata condivisa la necessità di uscire dall'assemblea con un appello in cui si delinei il percorso che s'intende intraprendere, che passa in primis per una richiesta forte di moratoria e una mobilitazione nazionale a suo supporto da tenersi tra fine novembre e inizio dicembre.


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legalità

A Milano il primo incontro dei partner del progetto della Carovana Antimafie internazionale per mobilitare le coscienze delle persone. Promotori sono l’Arci nazionale in collaborazione con Arci Bari, Arci Livorno, Arci Lombardia, Arci Sicilia. Partner italiani sono, ad oggi, Saveria Antiochia Omicron, Centro d’iniziativa europea, Avviso Pubblico. Partner stranieri sono Festival Transmediterranee di Grasse (Francia), Oco (Svizzera), Centro Crystal, Centro Giovanile (Albania), Centro Abrasevic (Bosnia), Associazione Odisej (Bosnia), CDIE (Bulgaria), Fokus (Serbia), Student Cultural Center e Radovi u Toku (Serbia). La Carovana farà tappa in Francia, Svizzera, Bosnia, Serbia, Bulgaria, Albania. Alla sua conclusione, è previsto un incontro a Bruxelles con la Commissione Europea.

i è tenuto il 7 settembre a Milano, presso il circolo Arci Corvetto, il primo incontro dei partner del progetto European Caravan for legality, che ha come obiettivo quello di far conoscere, a livello europeo, le esperienze sviluppate dall’Arci e da altre associazioni italiane nel settore della lotta alla mafia e alla criminalità organizzata, dai campi di lavoro sui beni confiscati ai seminari formativi sull’educazione alla legalità. «Amiamo viaggiare, vedere, scoprire, per questo abbiamo iniziato un viaggio appassionante e pericoloso, difficile ma entusiasmante, un viaggio verso ipotesi nuove di esistenza, un viaggio che possa dare alle idee, alle parole, ai gesti, libertà». Con queste parole partiva nel 1994 la prima Carovana Antimafia promossa dall'Arci Sicilia, due anni dopo le stragi Borsellino e Falcone, che avevano scosso le coscienze e creato un forte fronte antimafia. Nel corso degli anni la Carovana Antimafie é passata da evento regionale a iniziativa che coinvolge tutto il territorio nazionale, portando in ogni città una riflessione per raccogliere idee, indicare percorsi e suggerire proposte per un rinnovato impegno antimafia. La

Carovana è un itinerario che ha come obiettivo non solo contrastare mafia, poteri criminali e attività illegali, ma anche contribuire a creare più giustizia e maggiore legalità per difendere e garantire anche chi è schiacciato dalle tante ingiustizie e sopraffazioni. La Carovana mobilita la politica del fare: il riutilizzo a fine sociale dei beni confiscati, la vendita dei prodotti delle cooperative che gestiscono molti di questi beni, l’educazione alla legalità nelle giovani generazioni, il sostegno alle vittime di usura, estorsione, pizzo, la lotta alla corruzione, la certificazione di legalità per le imprese, la trasparenza nella gestione della cosa pubblica, la partecipazione attiva dei cittadini, la difesa dello stato di diritto, l’applicazione piena e totale della Costituzione Italiana e della Carta Universale dei Diritti dell’uomo. Già nel 2005 la Carovana Antimafie si apriva a un respiro internazionale, con tappe fuori dall’Italia. Oggi, grazie al progetto finanziato dall’Unione Europea, l’obiettivo è quello di dare un contributo alla costruzione di una rete europea per mettere in comune esperienze e prassi, metodi di lavoro e di intervento e per elaborare strategie comuni

A Otranto si è conclusa OLE

Le esperienze di volontariato dei giovani sui campi della legalità dell’Arci

Legalità e contrasto sociale alla criminalità organizzata a livello globale. Su questi temi si è svolto ad Otranto dal 29 agosto al 4 settembre OLE (Otranto Legality Experience), il Forum internazionale per i giovani, organizzato dal network FLARE, dedicato al tema delle economie illegali, della criminalità organizzata e della globalizzazione finanziaria. Era presente anche una delegazione dell’Arci, che ha riportato la propria esperienza sul tema del contrasto alle mafie. Oltre 170 partecipanti da 30 paesi, 86 relatori, tre dibattiti pubblici con una grande affluenza di pubblico. I relatori si sono avvicendati nelle aule del forum con seminari e workshop di altissimo livello qualitativo: rappresentanti delle istituzioni europee, ricercatori, esponenti della società civile e giornalisti hanno regalato ai partecipanti un’opportunità di crescita culturale e professionale. A ribadire la volontà di rafforzare l’offerta didattica, nel 2011 il Forum diventerà una Summer School legalmente riconosciuta, con crediti formativi validi a livello universitario, e potrà contare su una solida partnership con gli atenei della regione. Info: www.ole2010.org

I campi della legalità non vanno in vacanza. Anzi, l’estate può considerarsi di sicuro la stagione migliore per consentire ai giovani volontari, spesso minorenni, di partecipare e mettersi alla prova in un’esperienza di volontariato, certo, ma soprattutto di conoscenza e approfondimento sui temi della lotta alla mafia. Testimonianze forti sono quelle che i ragazzi hanno la possibilità di ascoltare, nei momenti di riposo dal lavoro sui campi, dalla sistemazione dei vigneti alla raccolta dei pomodori alla mietitura del grano. Ad esempio, «l’incontro con i reduci della Piana degli Albanesi, testimoni dell’eccidio di Portella della Ginestra del 1 Maggio 1947, è stato profondo: mi ha fatto conoscere una pagina di storia che non conoscevo prima, o comunque di cui ignoravo molti aspetti al di là del ‘sentito dire’ e mi ha permesso di conoscere un punto di vista diverso su un episodio che dovrebbe entrare nella memoria comune di tutti gli italiani», racconta nel ‘diario di bordo’ uno dei volontari. Proprio i diari quotidiani sono una sentita e anche divertente testimonianza di quanto accade durante i campi di lavoro, delle difficoltà,

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Ancora 11 posti disponibili per partecipare al campo di studio e lavoro sulle terre confiscate che si tiene dal 10 al 24 settembre Info: 320/5593377

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della fatica e dei rapporti che si intrecciano, perchè a scriverli, a turno, sono proprio i partecipanti. Giovani provenienti da tutta Italia, di tante associazioni diverse, dallo Spi Cgil all’Agesci, alcuni che ritornano, con entusiasmo, da anni, pronti ad affrontare la sveglia che suona alle 6 del mattino, il viaggio spesso lungo per raggiungere il posto del campo, oppure le difficoltà di adattarsi ad un’esperienza per molti aspetti nuova: «Come in ogni palestra non mancano le difficoltà, farsi le ossa richiede sempre dolore ed adattamento, però poi i risultati si vedono. L’esperienza qui ha avuto molti risvolti interessanti: per la prima volta ho vendemmiato e mi è piaciuto molto, soprattutto perché a farlo non ero solo, ma con tanti ragazzi e ragazze che hanno reso l’esperienza molto divertente» continua il volontario. Ancora per circa due mesi (per il 2010) i volontari potranno recarsi sui campi di lavoro organizzati dall’Arci. Corleone e Canicattì sono le mete ancora disponibili per i mesi di settembre e ottobre; si potrà lavorare alla raccolta di pomodori, alla vendemmia e alla sistemazione dei terreni.


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welfare

Il 4 settembre ‘Sbilanciamoci!’ a Cernobbio per uscire dalla crisi con un’altra economia scire dalla crisi con un’altra economia è stato non solo lo slogan dell’edizione 2010 di Sbilanciamoci! ma soprattutto il cuore del ragionamento su cui si sono concentrate le proposte della campagna e le riflessioni dei rappresentanti associativi ed accademici che si sono confrontati. Il dibattito si è focalizzato sui caratteri e sugli effetti della crisi che stiamo attraversando. La disoccupazione nell’area Euro è arrivata a superare il 10% per cento e in Italia, come segnala l’ Istat, il 25% dei giovani è disoccupato. Cala il Pil e la distribuzione del reddito presenta gravi disuguaglianze, tanto che l’Italia si colloca al sesto posto tra i paesi Ocse per la più elevata differenza tra poveri e ricchi. L’uscita dalla crisi richiederebbe insieme a misure straordinarie – sin qui insufficienti o sbagliate - per sostenere la produttività e il potere d’acquisto delle famiglie, un ripensamento profondo delle politiche macro economiche e sociali del nostro Paese e dell’Europa. Le proposte della campagna Sbilanciamoci

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hanno innanzitutto un pregio: non propongono di finanziare la crescita con nuovo indebitamento pubblico, ma allocando diversamente gli investimenti previsti dal governo (per esempio bloccando l’acquisto degli F35 e producendo, per la stessa spesa, pannelli fotovoltaici). Si è trattato di un appuntamento cui l’Arci deve continuare a prestare attenzione, ma che va insieme rafforzato. C’è infatti il rischio che riduca la sua forza comunicativa e la capacità di essere ‘snodo’ di una vasta rete di soggetti associativi e non, impegnati nel proporre una idea - forza diversa, capace di prospettare e suggerire una nuova capacità di investimento strategico negli asset del Paese e insieme di sostenere un nuovo protagonismo sociale e politico dei soggetti di terzo settore nelle politiche pubbliche. In una fase storico-politica nella quale da una parte si discute di federalismo e parallelamente si bloccano gli investimenti locali non rivedendo il patto di stabilità, tagliando solo ai Comuni oltre 1,5 miliardi di euro nel 2011 e 2,5 miliardi nel 2012, diviene strategico pensare come Sbilanciamoci!

Le dieci controproposte della Campagna per cominciare a costruire un’alternativa Il 4 settembre a Cernobbio si è svolto il consueto forum di Sbilanciamoci!, la rete di organizzazioni che ormai da anni si ostina a voler dimostrare, con rigore scientifico e dati alla mano, che un’altra politica economica è possibile. Alla manovra tutta tagli e sacrifici di Tremonti, Sbilanciamoci! contrappone un piano con 10 proposte concrete, indicando come garantirne la copertura finanziaria. Una contromanovra da 30 miliardi di euro per sostenere la coesione sociale e la domanda interna, rilanciare un’economia fondata sull’innovazione e le produzioni sostenibili, sul capitale umano e su quelle piccole opere che rappresentano l’infrastrutturazione di base del paese. Insomma, dieci proposte per cominciare a costruire un’alternativa. Le prime cinque misure indicano come reperire i 30 miliardi necessari: tassare al 5 per mille i patrimoni sopra i 5 milioni di euro e armonizzare in senso progressivo il prelievo fiscale; annullare l’acquisto di 131 cacciabombardieri F35 e ridurre l’organico delle forze armate da 190.000 a 120.000 unità; introdurre nella pubblica amministra-

zione il software open source; cancellare il ponte sullo Stretto e le altre grandi opere inutili; mettere all’asta le frequenze del digitale terrestre oggi monopolizzate dai grandi gruppi televisivi. Con queste risorse si potrebbero finanziarie le altre cinque proposte: protezione sociale per i lavoratori precari e disoccupati; investimenti in energie pulite e mobilità sostenibile; investimenti in istruzione, università e ricerca; investimenti sulle piccole infrastrutture diffuse (acqua, viabilità locale, ferrovie, sicurezza idrogeologica); investimenti nella green economy, nell’agricoltura biologica, filiera corta, distretti di prossimità. Alla base di questo lavoro c’è la scommessa sulla possibilità di usare la spesa pubblica per rinnovare e valorizzare il nostro welfare, fatto a pezzi dalle politiche del governo, innescando una crescita che punti non sulla quantità ma sulla qualità della vita economica e sociale. La crisi quindi come occasione di un radicale cambiamento, una prospettiva che purtroppo le scelte di chi ci governa allontana sempre più.

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può divenire anche il ‘luogo’ nel quale confrontarsi con la dimensione politico-amministrativa dei territori. Al tempo stesso è possibile ed auspicabile rafforzare nella elaborazione e nella proposta il rapporto con i soggetti di Terzo Settore, sostenendo anche in tal modo l’idea di corpi intermedi non solo prestatori di servizi ma portatori e promotori di politiche per la coesione sociale nelle comunità. Infine un invito a provare a fare sintesi, o meglio sinergia, ragionando su come non frammentare l’ impegno in troppi appuntamenti che invece possono stare insieme ed acquisire una forza comunicativa maggiore. Queste proposte vogliono segnalare l’importanza di continuare ad esserci e la possibilità di offrire a Sbilanciamoci! un originale contributo dell’ Arci. Un ringraziamento alle compagne e compagni dell’Arci di Como, che insieme ad altre organizzazioni comasche, a Lunaria e a Sbilanciamoci! hanno sostenuto parte del carico organizzativo della due giorni di confronto. Info: palazzi@arci.it

Nuovi tagli per una scuola alla deriva «Se c’è una cosa che può aiutarci ad uscire dalla crisi economica che ci attanaglia, questa è l’istruzione» - ecco, in sintesi, il pensiero di Angel Gurria, Segretario Generale dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). L’Organizzazione ha appena presentato il suo ultimo rapporto sull’istruzione e l’Italia ne esce decisamente a pezzi. La spesa del nostro Paese in questo settore è pari al 4,5% del Pil, contro una media del 5,7%. Penultimi in classifica, solo la Slovacchia fa peggio di noi. La maggior parte dei soldi spesi è assorbita dagli stipendi che, nonostante questo, restano comunque tra i più bassi di tutta l’area. Anche la formazione degli studenti è particolarmente lacunosa soprattutto in materie come matematica, scienze e nella comprensione dei testi. Eppure il tempo complessivo trascorso dai ragazzi sui banchi supera di gran lunga la media: 8000 ore di scuola contro una media Ocse di 6777. Il governo annuncia nuovi tagli di risorse e di personale: quale futuro aspettarsi per le nuove generazioni? Info: www.oecd.org


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cultura

Il governo taglia la cultura: gli investimenti non raggiungono lo 0,3% del prodotto interno lordo Ospitiamo un contributo di Emilia De Biasi, parlamentare Pd, componente della Commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera la cultura e il turismo è amplissima e la possibilità di reperire finanziamenti da un rapporto virtuoso con i privati, integrativo e non sostitutivo, esiste. Non si capisce la ratio dello svuotamento del Ministero, con poche direzioni e un aumento del personale, che deriva dall’abolizione di alcuni enti come l’Eti. Il governo dice che si devono eliminare gli sprechi, ma non spiega perchè procede tagliando ovunque in modo indiscriminato. Si tagliano del 50% il paesaggio e l’arte contemporanea, il che significa la deregolamentazione. È uno spreco enorme! Dopodiché il ministro Bondi, nella sua relazione sulla manovra e sui risultati ottenuti dal suo ministero, dichiara che bisogna liberare la cultura dall’abbraccio soffocante dello Stato. Ma dall’abbraccio soffocante dello Stato, ammesso che ci sia, semmai ci si libera allargando il sistema dei finanziamenti ai soggetti della Repubblica, senonchè regioni e comuni, depauperati dalla manovra, non possono permettersi ulteriori ambiti di finanziamento. Tanto più che la legge sul federalismo fiscale non contempla la cultura tra le funzioni fondamentali; la Carta delle autonomie la contempla, ma ne rimanda l’attuazione fra sette anni. Restano i privati, ma quando si possono immettere, come nel caso delle È nuova la location del concerto: la banchina San fondazioni lirico sinfoniche, non ci Domenico di Molfetta. Per il resto, tutto nella tradizione sono incentivi fiscali coerenti che ne per una delle manifestazioni storiche molfettesi, Aritmia consentano l’intervento integrativo. mediterranea - rumori di pace, giunta quest’anno alla Emma Marcegaglia ha proposto la prisua VIII edizione. Il tema di quest'anno è un imperativo: vatizzazione dei musei. Ma la privatizShare it!, in italiano “Condividi”, di certo non un impezazione è cosa molto diversa dal raprativo categorico, piuttosto una esortazione, una sveporto pubblico-privato ed è cosa assai glia generale che gli organizzatori del circolo Il cavallo diversa da un rapporto integrativo e di Troia si propongono di dare al pubblico. La condivivirtuoso delle risorse private attraversione è il punto chiave dello sviluppo individuale, perso una coerente defiscalizzazione. ché alla base del confronto di idee e pensieri sia in Finché questo governo continuerà a ambito artistico, sia nella vita comune. La musica ed considerare la defiscalizzazione come ogni forma di creatività giovanile sono gli ingredienti una mancata entrata i contributi privaprincipali dell’evento. Tre gli spazi di condivisione fonti non entreranno, e intanto non si sa damentali pensati per questa manifestazione: il primo è su quali risorse i soggetti della cultura lo spazio del divertimento, il 16 settembre presso il cirpossano contare per sopravvivere! colo Arci 37 di Giovinazzo, con un’inaugurazione musiSono settori produttivi. Solo nello cale. Il secondo spazio è quello della riflessione e della spettacolo vi sono più di 250mila lavocondivisione di idee, con un incontro sul tema Cultura ratori: non si producono eventi effimee condivisione, una riflessione sugli spazi, i tempi e i ri, ma cultura stabile e diffusa. I finanmodi della cultura moderna. L'incontro si terrà presso la ziamenti relativi alla riforma quadro Fabbrica San Domenico a Molfetta il 17 settembre. dello spettacolo dal vivo, su cui Bondi Ultimo spazio, quello fondamentale della musica, il 18 si è impegnato, non ci sono. Dall’inizio settembre con un live imperdibile di Max Posix, Big della legislatura, il Fus è passato da Charlie, Fratelli Calafuria e Sikitikis. 550 a poco più di 300 milioni previsti Info: www.arcicavalloditroia.it per il 2011, per finanziare il cinema, la

a crisi avrebbe potuto significare un’occasione per ammodernare il Paese. Invece la manovra economica del governo ha puntato sul contenimento della spesa pubblica, senza delineare una prospettiva di crescita. Anziché valorizzare la società della conoscenza, la manovra umilia l’università, taglia gli enti di ricerca e gli istituti culturali. Calano drasticamente gli investimenti nella cultura. Il nostro Paese scende al di sotto dello 0,3% del prodotto interno lordo per la spesa in cultura, a fronte di Paesi europei che investono almeno l’1%. Siamo alla vergogna, non solo perché l’Italia possiede il 52% del patrimonio artistico mondiale, e altri Paesi, con molto meno, fanno molto di più, ma anche perché la cultura è un volano non soltanto di crescita civile e umana, che già di per sé basterebbe a giustificare un forte intervento pubblico. Ma osserviamo i bilanci: per ogni euro speso nella cultura, ne ritornano sette. La possibilità di sinergie tra

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Tutto pronto a Molfetta per Aritmia Mediterranea

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Tanti Festival Arci nonostante i tagli L’estate sta finendo e i Festival estivi di musica e arte varia dell’Arci hanno chiuso i battenti. Non tutti per fortuna. Nelle prossime due settimane si svolgeranno anche Festival molto interessanti come Aritmia Mediterranea a Molfetta e il Wrong Festival a Firenze. Anche quest’anno abbiamo cercato di capire qual è la tendenza delle rassegne estive organizzate da circoli e comitati dell’Arci. Com’era prevedibile visti i tagli ai contributi (già normalmente micragnosi) degli enti locali, il numero dei Festival è sicuramente diminuito di un buon 30%. Molti hanno scelto di rischiare il tutto per tutto e hanno realizzato i festival senza nessun paracadute. Spesso ridimensionando la ‘notorietà’ degli artisti e puntando con energia a gruppi emergenti del proprio territorio. Se qualche rivista di settore avesse la curiosità di indagare più a fondo i problemi legati agli spazi della musica intervistando i ‘coraggiosi’ che ancora ci mettono passione nell’organizzare eventi musicali, scoprirebbero che le cose peggiorano di giorno in giorno. Con effetti negativi sulla promozione della musica, sugli artisti, sui territori e le comunità dove i festival rappresentano momenti di socialità, svago e crescita culturale. Ma tutto questo interesse a qualcuno nell’Italia della ‘cultura alla Bondi’? Info: testini@arci.it

prosa, la musica, le fondazioni lirico sinfoniche, la danza, lo spettacolo viaggiante, i circhi. Il disegno vero è la privatizzazione della cultura. Ma i privati reggeranno la gestione e il personale? O sarà lo Stato a prendere su di sé il personale e lasciare la gestione ai privati? La privatizzazione della cultura significa fondamentalmente questo: chi potrà ce la farà, chi non potrà chiuderà. Infine, l’editoria, i tagli alla libertà d’informazione. Erano stati presi impegni precisi per le televisioni e le radio locali, la stampa all’estero, i giornali dei consumatori. Di questo impegno non c’è traccia. Non c’è traccia del diritto soggettivo. Il nuovo regolamento non è ancora applicato. La riforma per l’editoria è rimasta un annuncio. E quando non vi è la possibilità di informare e di essere informati si arriva ad un punto limite per la democrazia. Diamoci da fare.


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Uno sguardo del cinema sulla scuola: sei film da proiettare nella rete dei circoli Ucca troupe, in questo senso, è quella di emulare i loro interlocutori tentando di vedere in quei bambini l'essenzialità del loro essere individui con una loro unicità. L’ultima opera proposta è Youngstown. Un’altra volta, un’altra onda, di Manuela Costa e Maurizio 'gibo' Gibertini. Si tratta di un documentario che cerca di ricostruire la genesi e l’evoluzione dell’Onda, quel movimento studentesco, ma non solo, che circa due anni fa scese in piazza a manifestare il proprio dissenso verso lo smantellamento del sistema educativo del nostro paese con il celebre slogan «Noi la crisi non la paghiamo!». Buona visione. Info: www.ucca.it

ome conferma il rapporto dell’Ocse, grazie ai tagli del ministro Gelmini la scuola italiana sta attraversando una crisi senza precedenti. Centinaia di migliaia gli insegnati che rischiano il posto di lavoro, classi affollatissime, studenti con necessità particolari che restano senza sostegno, bassa presenza di ragazzi stranieri, gravi atti di intimidazione e razzismo. Da questo quadro apocalittico l’Ucca ha voluto suggerire uno sguardo da un punto di vista particolare: quello del cinema. Per questo mette a disposizione dei circoli della rete alcuni film sul tema, con i quali è possibile introdurre il dibattito e stimolare la discussione, sotto diversi aspetti, all’interno dei circoli. Il primo titolo è Non tacere, per la regia di Fabio Grimaldi. Si tratta di un documentario sugli allievi della scuola fondata nel ‘68 da Don Roberto Sardelli tra i baraccati dell'Acquedotto Felice a Roma. L’opera vanta diversi premi come miglior documentario, tra cui quello alla XVI edizione dell'Arcipelago Film Festival. Il secondo film è Signori professori di Maura Delpero: tre esperienze differenti che raccontano il mondo della scuola dalla

parte dei professori tra aspettative e realizzazione, vocazione e frustrazione, passione e smarrimento. Miglior documentario Italiana.Doc della 26esima edizione del Torino Film Festival. Il terzo e il quarto lavoro sono entrambi per la regia di Claudio Giovannesi. Il primo è Welcome Bucarest: la storia di Alin, adolescente rumeno, alla ricerca dell’integrazione attraverso i numerosi conflitti quotidiani con i suoi compagni di classe, con i professori, con l'Italia e con la sua nuova identità di straniero. Menzione speciale Premio Venti Città al Bellaria Film Festival e menzione speciale al Salina Doc Festival. L’altro è Fratelli d’Italia: anche in questo caso il tema di fondo riguarda i rapporti interculturali nel contesto scolastico dal punto di vista di tre adolescenti di origine straniera, in un complesso di Ostia, alla periferia di Roma. Il quinto titolo messo a disposizione dei circoli è La classe dei gialli, regia di Daniele Gaglianone. Il film narra un giorno della vita di un gruppo di bambini - che si comportano naturalmente da bambini - in un luogo dove essi spendono gran parte della loro vita. L'intenzione della

Le proposte Ucca da settembre

Il 30 ottobre scade il termine per partecipare al concorso Obiettivi sul lavoro

Una rassegna itinerante, un concorso per audiovisivi, coordinamenti regionali e progetti con le scuole: sono queste le principali iniziative che l’Ucca metterà in campo da settembre fino alla fine dell’anno. Torna Obiettivi sul lavoro, concorso sul tema del lavoro precario organizzato da alcuni anni insieme a Nidil Cgil, Fice e Arci. Il bando scade il 30 ottobre. Già sperimentata nel 2009, torna la rassegna itinerante L’Italia che non si vede, che attraverso una selezione di 15 film, documentari e non, vuole raccontare l’Italia che nessuno racconta e mostrare un cinema che troppo poco vediamo nelle sale. I circoli possono aderire programmando 4 film da ottobre a dicembre 2010, Ucca mette a disposizione materiali e contatti con autori per eventuali presentazioni. Dopo il corso di formazione per operatori culturali che intervengono nelle scuole, è emersa la volontà di programmare iniziative coordinate di promozione del cinema nella scuola. Saranno individuati due o tre film di particolare valore didattico per organizzare presentazioni nei circoli.

Tantissimi sono in Italia (come nel resto del mondo ) i concorsi cinematografici e audiovisivi sugli argomenti più vari, anche molto interessanti, a cui in tanti partecipano. Quando - cinque anni fa - l'Arci, l'Ucca e il Nidil Cgil hanno promosso il concorso Obiettivi sul lavoro, si auguravano di dare ai giovani filmmaker un'opportunità specifica per raccontare il loro rapporto con il lavoro, l'affannosa ricerca di un'occupazione che per loro non c'è, le loro delusioni, le loro rabbie, ma anche le loro aspirazioni e le loro speranze. Una caratteristica significativa fin dall'inizio dell'iniziativa è consistita nell'impegno dei promotori anche a far conoscere e a diffondere i film che partecipavano al concorso in tutta la estesa rete dei circoli dell'Arci, dell'Ucca e delle sedi sindacali per dare la maggiore visibilità possibile a opere che in genere il pubblico italiano non vede, e quindi per indurre a riflettere su una realtà drammatica troppo spesso oscurata. Nel corso di questi anni le proiezioni sono state tantissime, non solo nei circoli, nelle sedi sindacali, ma anche nelle scuole e in tutte quelle situazioni dove è stato possibile organizzarle.

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Presentato alla Mostra del cinema Il sangue verde di Andrea Segre, che ricostruisce gli eventi e le violenze avvenute a Rosarno nel gennaio 2010 attraverso il racconto di sette migranti africani

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Bisogna aggiungere che - con notevole impegno - i film vincitori del concorso sono stati distribuiti gratuitamente, circostanza questa che ha facilitato una grande diffusione. Quest'anno il bando è stato emanato - con un certo ritardo - a giugno e la scadenza per la presentazione dei film è fissata improrogabilmente per il 30 ottobre. Il 24 novembre ci sarà la premiazione, nella sala cinema Franco Bruno messa a disposizione dalla Fice (a Roma, in via di Villa Patrizi). Presso la segreteria del concorso, nella sede nazionale dell'Ucca, stanno già arrivando i film che si intende far partecipare al concorso. I circoli del cinema dell'Arci, soprattutto in questo periodo, contrassegnato dalla più grave crisi economica del dopoguerra, continuano a impegnarsi nella diffusione del bando, affinché la partecipazione dei giovani filmmaker sia sempre più ampia e sempre più grande sia il contributo attraverso le loro opere alla consapevolezza di una condizione giovanile veramente invivibile. Il bando e i relativi allegati sono pubblicati sul sito dell'Ucca (www.ucca.it) e del Nidil Cigl (www.nidilcgil.it).


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Lampedusa: le istituzioni locali contro il progetto del Museo dei migranti voluto dalle associazioni ibbie, Corani, lettere, vestiti, libri, oggetti di ogni genere, ma anche pezzi di barca: tutti elementi che raccontano un pezzo di storia dei migranti che da anni sbarcano a Lampedusa. Pezzi di vita che testimoniano la sofferenza e allo stesso tempo la speranza per il viaggio intrapreso, viaggio affrontato in condizioni difficili, quasi impensabili per noi, spesso finito in tragedia per molti di loro. Piccole testimonianze che le associazioni di Lampedusa - oltre all’Arci, ci sono Legambiente e Alternativa Giovani - avevano deciso di raccogliere e mettere insieme per esporle in un museo, che potesse diventare anche un centro studi sull’immigrazione in cui mantenere questa memo-

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SESTO FIORENTINO (FI) Resterà aperta dall’11 al 18 settembre la mostra collettiva di pittura presso il circolo Arci Rinascita. Si può visitare tutti i giorni dalle 16 alle 19 e dalle 21 alle 23

ria, in considerazione del ruolo che quest’isola riveste per la sua posizione geografica al centro del Mediterraneo. Diversa però la scelta delle istituzioni locali, che intendono portare avanti il progetto di demolizione delle barche, come spiega il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis: «Le imbarcazioni dei migranti rinvenute nell’isola - e attualmente depositate accanto alla discarica comunale - saranno presto prelevate da una ditta specializzata che, dopo averle trasferite fuori dall’isola, provvederà al loro smantellamento». Il sindaco promette che «un paio di barche saranno salvate ed esposte come monumento ai caduti». Troppo poco però secondo le associazioni: «Da quasi un anno abbiamo avanzato la richiesta per l’acquisizione di alcune barche - spiega Giacomo Sferlazzo del circolo Arci Askavusa - perché riteniamo sia preciso dovere dei protagonisti di questo tempo e di questo fenomeno tramandare alle future generazioni il racconto di fatti epocali di cui Lampedusa è stata ed è una tappa fondamentale. Abbiamo recuperato gli oggetti e individuato il posto in cui si

potrebbe creare il museo, ma se le cose non cambiano, le barche saranno mandate al macero. A meno che il Tribunale di Agrigento non permetta il dissequestro». Il progetto si colloca nell’ambito delle numerose attività culturali e di sensibilizzazione messe in campo negli ultimi tempi dalle associazioni promotrici sui temi dell’immigrazione e sul ruolo dell’isola di Lampedusa, al fine di esaltarne la funzione di ‘luogo di speranza’ e di riuscire anche a promuovere l’idea di un turismo responsabile, che renda consapevoli i turisti che, soprattutto in estate, continuano a visitare l’isola: «Non penso che il fenomeno dell’immigrazione allontani i turisti, questo piuttosto lo pensano gli albergatori - continua Sferlazzo - si può fare turismo anche affrontando i flussi migratori, anzi, la nascita del museo contribuirebbe in tal senso a rendere le persone più consapevoli di questo aspetto. Inoltre, la possibilità di realizzare un centro studi sarebbe un punto di attrazione al di fuori del periodo estivo, consentendo lo studio del fenomeno agli studenti delle scuole, a universitari, a studiosi, ma anche agli stessi immigrati».

Notizie Brevi Nasce Lavorincorsi SAN NICANDRO GARGANICO (FG) - Arci Lavorincorsi è il nome del circolo nato a San Nicandro garganico con lo scopo di valorizzare il territorio, sia sul fronte culturale che turistico. Corsi in diverse discipline artistiche, ma anche attività di consulenza culturale per conto di altre associazioni o enti che vogliano ideare rassegne cinematografiche o teatrali, festival o concerti sono alcune delle proposte del circolo. Info: www.arcilavorincorsi.it

Giovani al cinema FERRARA - L’Arci di Ferrara aderisce all’iniziativa di Fice Emilia Romagna, inaugurando una nuova politica dei prezzi per i giovani al cinema: il giovedì sera presso alcune sale del cinema Apollo e il venerdì presso la Sala Boldini, il prezzo del biglietto per i giovani fino a 30 anni è fissato a 3 euro. Info: www.arciferrara.org

Concerti all’Arci Tom MANTOVA - Un fine settimana ricco di appuntamenti presso l’Arci Tom. A

partire dalle 22, il 10 settembre si esibiscono Pazi Mine, formazione nata dalla collaborazione tra Sara Ardizzoni alle chitarre e voce, Mirco Gargioni alla batteria e Joe Lally, bassista e una delle menti della storica band dei Fugazi. L’11 settembre è la volta dei Karl Marx was a broker, gruppo di Losanna dalle sonorità acide ed electro pop, e Mighty Mike, con un dj set a base di disco house, electro funk e dub. Info: www.live-arcimantova.it

I nuovi corsi di formazione VERONA - Terminata con successo la prima sessione annuale di corsi formativi, il circolo L’isola che c’è presenta il programma autunnale di formazione culturale dove, accanto al consueto progetto di cultura enogastronomica Presi per la gola, si aggiungono corsi di taglio e cucito, giardinaggio, fotografia e astrologia. I corsi inizieranno il 30 settembre e proseguiranno fino al 6 dicembre. La scadenza delle iscrizioni è per il 15 settembre. Sul sito programmi e dettagli di ogni corso. Info: www.arci.verona.it

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Corsi per migranti CATANIA - L’Arci di Catania cerca persone interessate a far parte del gruppo di insegnanti volontari per condurre corsi di alfabetizzazione alla lingua italiana per migranti. I corsi si inseriscono nell'insieme di iniziative e attività che l'Arci Catania promuove per il rispetto dei diritti dei migranti per combattere il razzismo e le discriminazioni. I due cicli di corsi si terranno il primo da ottobre 2010 a febbraio 2011, il secondo ciclo da febbraio a giugno 2011. I volontari selezionati seguiranno un corso di formazione residenziale che si svolgerà a ottobre a Castiglione di Sicilia. Iscrizioni entro il 29 settembre. Info: catania@arci.it

Teatro per amore MODENA - È iniziata il 4 settembre la XV edizione della rassegna di teatro amatoriale organizzata da Arci Modena ed Ert (Emilia Romagna teatro): 19 gruppi teatrali di Modena e provincia si esibiranno sui palchi del Teatro delle passioni, Teatro dei segni e Teatro La tenda. Il 9 settembre sarà rappresentato Quand Meme -

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Nonostante tutto, dramma epistolare in lingua italiana e francese. Il 10 settembre Benito Cereno, tratto dall’omonimo racconto lungo di Herman Melville; l’11 settembre Il matrimonio. Gli spettacoli iniziano alle 21. Info: www.arcimodena.org

Si balla il tango argentino TORINO - Per chi volesse soddisfare la propria curiosità sul tango argentino, il Caffè Basaglia offre la possibilità a tutti i soci Arci di mettersi alla prova per una serata con una maestra di tango e dj al Basaglia e alla Maison Musique, che darà i primi rudimenti sul tango e sui movimenti base. Appuntamento l’8 settembre alle 21. Info: info@caffebasaglia.org

Cantagrillo sotto le stelle SERRAVALLE PISTOIESE (PT) Prosegue fino al 12 settembre Cantagrillo sotto le stelle, la prima festa del circolo Arci Cantagrillo. Musica, ballo e gare sportive, ma anche ristorazione e divertimenti di ogni tipo. Info: www.losnodo.net


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A Padova per una settimana il Festival AmbientAzioni. Modi di coltivare cambiamenti

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striali che avvengono in Italia, ricordandoci gli enormi profitti che questi generano a favore di grandi settori della malavita. Un altro evento è proposto dal Teatro della Cooperativa con la messa in scena di Che bio ce la mandi buona!, uno spettacolo di cabaret di Diego Parasole e Riccardo Piferi, dedicato a una serie di interrogativi legati all'ambiente e all'ecologia: perché continuiamo a bere l'acqua minerale? Perché il packaging dei prodotti di largo consumo è così esasperato? Perché lo smaltimento dei rifiuti non funziona? Perché siamo così consumisti da arrivare a buttare prodotti ancora funzionanti? Perché sprechiamo energia? Ma soprattutto, quali sono le possibili soluzioni? Il circolo Carichi sospesi, invece, presenta Come difendersi dagli ambientalisti, un reading tratto dall'omonimo testo di Tullio Berlenghi. Dai rifiuti all'energia, dalla moderna urbanistica al problema dell'acqua, dalla mobilità sostenibile al turismo responsabile per arrivare agli stili di vita quotidiana, al tempo libero, alle abitudini alimentari: lo spettacolo mette in evidenza le incongruenze, le dicerie e i falsi miti. Per i film, di parti-

colare interesse la proiezione di The age of stupid per la regia di Franny Armstrong, con Pete Postlethwaite. Siamo nel 2055 e la domanda che il protagonista si pone, e pone a noi che lo guardiamo con una trentina d'anni d'anticipo è «Perché non ci siamo salvati quando ne avevamo l'occasione?»: uno sguardo sul problema climatico dal futuro, per invitare ad agire oggi. Per tutta la durata del festival sarà presente un ‘angolo del baratto’ in cui scambiare abiti, oggetti, libri e dischi. Tutto l'evento è un progetto ‘amico dell'ambiente’: usa carta certificata per i volantini, stoviglie biodegradabili, prodotti del territorio, promuove la raccolta differenziata e il consumo di acqua in brocca. È importante dare il buon esempio.

ROSOLINI (SR) Si svolgerà nello scenario della cava di Croce Santa, sabato 11 settembre a partire dalle 20, l’evento Sikula reggae festival...per una notte! promosso, tra gli altri, dal circolo Arci La locomotiva

notizieflash

a martedì 7 a sabato 11 settembre Padova ospiterà la quinta edizione del festival AmbientAzioni. Modi di coltivare cambiamenti. La cornice è quella dei Giardini sospesi, al Bastione santa Croce in via Marghera 44. L'appuntamento è un'occasione per fare il punto della situazione sullo stato delle politiche ambientali del nostro Paese, per parlare di soluzioni che riguardino la sostenibilità e i consumi ecocompatibili. Il linguaggio è quello tipico dell'arte: spettacoli teatrali, film, cortometraggi, incontri con associazioni locali. Ambiente, rifiuti, ecomafie, utilizzo responsabile delle risorse, agricoltura biologica, biodiversità, globalizzazione sono le parole d'ordine. L'iniziativa è promossa dall'Arci e dal Comune di Padova, con il contributo della Camera di Commercio e di Coop Adriatica e la collaborazione del Consiglio di quartiere 4 e del circolo Carichi sospesi. Tanti gli eventi in cartellone. Tra questi troviamo lo spettacolo teatrale Asso di monnezza: i traffici illeciti di rifiuti, con cui Ulderico Pesce, autore e protagonista, racconta i traffici illeciti dei rifiuti urbani e indu-

A Iglesias i laboratori Grande affluenza di pubblico al Rieti Blues Festival del circolo Underground di ‘singletudine’ Una città poco accogliente non solo per il turista, ma anche per chi ci abita ma è ‘fuori dal giro’ perchè ci vive da poco o sta attraversando fasi particolari della propria vita: è a partire da questa riflessione che è nato il progetto dei laboratori di ‘singletudine’, organizzati dall’Arci Iglesias in collaborazione con lo psicologo Lello Agus. L’idea di partenza è stata quella di creare un cuscino intorno alle diverse forme di isolamento: «Non è un gruppo di autoaiuto spiega una delle partecipanti - sono semplici incontri in cui ognuno racconta le esperienze di ogni giorno». Anche le associazioni spesso si sentono ‘single’: «I gruppi dice Pietro Tocco presidente dell’Arci Iglesias - nel contesto della città sono isolati: ci sono difficoltà a interagire sia con gli enti che con altre associazioni». Gli incontri, che si tengono da metà luglio presso l’ex mattatoio, sono riusciti a rivelare anche le solitudini più pericolose, quelle dei giovani: «Li vedi passeggiare come automi solo il venerdì sera d’estate, d’inverno stanno chiusi in un pub. È a questa rassegnazione che si deve reagire». Info: arciiglesias@hotmail.it

Anche quest'anno, il 2, 3 e 4 settembre il chiostro di San Francesco di Rieti è stato teatro di un evento che sorprese due anni fa, e che confermò l'intuizione del team del circolo Arci Underground che volle sperimentare, a Rieti, questa nobile e coraggiosa forma d'arte e di rivolta. Nato all'interno della rassegna estiva Inkiostrarci, successivamente è cresciuto, facendo registrare un'affluenza di pubblico di circa 1.500 persone, attratte dalla bravura e dai cuori di artisti del panorama musicale blues italiano. Oggi, il Rieti Blues Festival è entrato di fatto nei circuiti dei festival blues nazionali,

senza timore di essere da meno, in fatto di qualità della proposta artistica, organizzazione, accoglienza e quello che più è importante, affluenza di pubblico ed atmosfera blues. Quest'anno tutto ciò si è realizzato ancora una volta, si sono succeduti gruppi come i Cappotto e cammello, i Davide Citrolo e i Blues Trail Duo, il quartetto di Roma Onorati Coffee Maker blues band, i Red Mount Trio, i Serpente nero trio e i Blues Vibration Trio. Prima però c'è stato Aspettando il blues, una serata di anteprima dedicata alle nuove generazioni di artisti del territorio reatino.

A Cremona il mercatino dei libri usati 23: tante sono le edizioni di una iniziativa fondata sull'impegno volontario dei giovani attivisti, della quale negli anni hanno potuto fruire migliaia di studenti, studenti-lavoratori, precari e disoccupati, giovani e migranti della provincia di Cremona. Torna anche nel 2010 il mercatino popolare dei libri scolastici usati, esempio di cittadinanza attiva, partecipazione civile ed impegno sociale, una bella "tradizione"

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popolare, testimonianza del radicamento di una volontà solidale nel mondo giovanile cremonese. Fino al 21 settembre, ogni giorno dalle 16 alle 19 presso il centro sociale culturale Luogocomune di via Speciano. Durante e dopo il mercatino saranno promosse inoltre attività di informazione e documentazione, incontri, animazioni, cineforum, concerti. Info: cremona@arci.it


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società

Genova punisce le prostitute e i clienti. Il Movimento consumatori offre consulenza legale di Ivaneo Sandei, presidente Movimento Consumatori Genova al 25 settembre 2010 anche a Genova andrà in vigore un provvedimento contro la prostituzione. Questo provvedimento ‘risolutore’ consiste nel multare con 200 euro «la donna colta in chiaro atteggiamento adescatore e l’uomo che chiaramente la contatta per contrattare la tariffa», il tutto condito con valutazioni sull’abbigliamento e sul luogo del misfatto (ad esempio stazionare davanti ai portoni con sedie…). Pronte e sacrosante sono state le reazioni contrarie. Tra i primi, anche questa volta, Don Gallo con la sua associazione per il recupero di queste giovani ragazze. Anche noi come Movimento Consumatori siamo intervenuti nel dibattito mettendo a disposizione, provocatoriamente ma non troppo, la nostra consulenza legale a chi vuole fare ricorso, in primo luogo le prostitute, ovvero i soggetti più deboli. Vorremmo, in questo modo, contribuire a sollevare una questione morale, culturale e politica in città. Probabilmente è vero che negli ultimi tempi vi è stato un incremento della prostituzione in diverse parti della città, ed è

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altrettanto vero che questo riguarda i luoghi in cui ‘la più antica professione del mondo’ ha radici antiche che vanno oltre la bocca di rosa cantata dal nostro De André. Ebbene, oggi la questione diventa non più sopportabile. Ci chiediamo: può una giunta di centro sinistra risolvere forme di disagio con provvedimenti punitivi verso gli stessi portatori di quel disagio? Abbiamo fatto il possibile per prevenire il dilagare di questo fenomeno? Una cosa che ci ha colpito è la continua sottolineatura, da parte dell’assessore/sceriffo alla sicurezza, al decoro cittadino, come se i quartieri in questione fossero degradati per la presenza di queste signorine e non per anni di cattiva amministrazione e per la mancanza cronica di un progetto organico di sviluppo e, di conseguenza, di un dibattito pubblico come quelli di alcuni decenni or sono che coinvolgevano l’intera città e la partecipazione non era un miraggio. Un'altra cosa sorprendente è scoprire che il Comune di Genova ha chiuso il numero verde dedicato alle ragazze di strada per chiedere aiuto ad uscire da quella insop-

portabile condizione per scoprire, udite udite, che con i proventi delle multe si potrebbe riattivarlo…Infine, cosa anch'essa sbalorditiva, c'è l’intervento di una giovane militante di un partito della maggioranza secondo cui il provvedimento è giusto perché dobbiamo dare priorità allo sviluppo del turismo. Le persone di cui stiamo parlando sono cittadini che, come tutti gli altri, meritano più rispetto e hanno bisogno di amministratori con idee chiare che non seguano sempre la pancia delle cose: ogni tanto occorre usare il cervello. La nostra Sindaco e l’Assessore competente rifiutano sdegnosamente l’etichetta di sceriffi e di moralizzatori da bar sport, ma amministrare esclusivamente ed in solitudine con provvedimenti punitivi nei confronti del disagio vuol dire non amministrare con equilibrio.

Hanno collaborato a questo numero Alessandro Cobianchi, Emilia De Biasi, Silvia De Silvestri, Luca Faenzi, Emanuele Giordana, Piero Pacchioli, Francesca Paiella, Mattia Palazzi, Giorgia Prosperi, Francesca Re David, Alessia Rogai, Valentina Roversi, Ivaneo Sandei, Paola Scarnati, Silvia Stilli, Franco Uda, Francesco Verdolino In redazione Andreina Albano, Paolo Beni, Martina Castagnini, Maria Ortensia Ferrara, Carlo Testini

I ritardi per l'attuazione del Fondo di solidarietà per le famiglie e l'insufficienza dei 20 milioni di euro di dotazione hanno creato grossi danni. L'assenza di un regolamento genera confusione e sovrapposizioni con il Piano Famiglie. I due strumenti hanno caratteristiche diverse: da una parte con il Fondo c'è l'opportunità di non pagare gli interessi per 18 mesi, dall'altra con il Piano Famiglie non essendo previsto un limite al numero dei nuclei familari che potranno usufruirne, si allarga moltissimo la richiesta degli interessati. Movimento Consumatori, Federconsumatori e Adusbef chiedono regole che razionalizzino l'utilizzo delle risorse disponibili.

Cani abbandonati. Più tutela per gli animali e per chi li adotta Sono state molte le segnalazioni di cittadini che, dopo aver trovato e raccolto cani abbandonati, si sono visti rifiutare dal canile comunale l'accoglienza per questi animali a causa della carenza di posti e di personale. Tenendo conto dei problemi che affrontano quotidianamente queste struttu-

re MC di Roma ha chiesto alle autorità competenti maggiore tutela sia per chi trova gli animali e non ha la possibilità di adottarli, sia per gli animali stessi, al fine di non far desistere i cittadini a prestare soccorso evitando l'aggravarsi di una situazione di emergenza molto sentita nel periodo estivo.

Trasporto pubblico locale nel Lazio. Gli utenti lo ‘rimandano a settembre’ Resi noti i risultati dell'indagine realizzata da Movimento Difesa del Cittadino Lazio (MDC Lazio) e MC di Roma nell'ambito del progetto Alla fermata del cittadino circa la qualità del servizio di trasporto pubblico locale. Dai dati raccolti il punto di forza delle aziende di TPL è il personale che nell'80% dei casi risulta disponibile e professionale nel fornire le informazioni al pubblico. Gli impegni meno rispettati dalle aziende riguardano la puntualità delle corse (59%), il comfort del viaggio e dell'attesa del mezzo. Le critiche maggiori si sono avute per il servizio offerto ai disabili che nel 52% dei casi ha difficoltà a spostarsi con i mezzi pubblici perché sprovvisti di pianale ribassato e piattaforma di ancoraggio funzionante.

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Direttore responsabile Emanuele Patti Direttore editoriale Paolo Beni

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Rubricadelmovimentoconsumatori

Mutui. Fondo di solidarietà e Piano famiglie

Impaginazione e grafica Claudia Ranzani Progetto grafico Sectio - Roma Cristina Addonizio Editore Associazione Arci Redazione Roma, via dei Monti di Pietralata n.16 Registrazione Tribunale di Roma n. 13/2005 del 24 gennaio 2005 il Blog http://arcireport.splinder.com/

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