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Anno I

Numero 1

Testata registrata presso il Tribunale di Roma N° 312/2011 del 27/10/2011

15 Novembre 2011

Periodico del Circolo del Partito Democratico del Versante Prenestino, relativo ai quartieri: San Vittorino, Giardini di Corcolle, Corcolle Est, Fosso San Giuliano 1 e 2, Valle Castiglione, Osa, Castelverde, Villaggio Prenestino, Lunghezza, Lunghezzina 2, Colle Monfortani e Colle Prenestino.

"Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformate in azioni" "Mahatma" Gandhi

In nome del popolo italiano Ricostruire partendo da Piazza San Giovanni. Proprio da questa piazza simbolo di lotte per diritti e democrazia, piazza ancora ferita per le violenze di pochi giorni fa, a testimoniare che i luoghi storici d’Italia appartengono al popolo e alle sue battaglie, a dispetto tanto dei violenti quanto dalle disposizioni dal sapore nostalgico del Sindaco Alemanno. Ricostruire partendo da questa gente: dai volti di chi ci ha creduto ed è qua ancora una volta, da chi non teme di innalzare una bandiera, da chi fa della Costituzione il suo vessillo. E quanti gli articoli della nostra bella Carta a campeggiare in ordine sparso sugli striscioni che adornano la piazza: da questi articoli che richiamano diritti e conquiste (il lavoro, la giustizia, l’uguaglianza, la pace, la libertà, …), da rivendicare ancor più in tempo di crisi, bisogna far ripartire la ricostruzione dell’Italia. Il nostro Paese, come dopo il fascismo, è costellato di macerie morali e materiali: disuguaglianze sociali ed economiche indecenti e una crisi finanziaria pagata da pensionati, dipendenti e precari di ogni settore lavorativo. Il PD, tutt’altro che ondivago e incerto, ha le idee ben chiare sulla ricostruzione (pur nella disponibilità a partecipare, se necessario, ad una fase transitoria riformatrice). E la ricostruzione, come Bersani ricorda dal palco, passa proprio dal lavoro (che quello stabile costi un po’ di meno e quello precario un po’ di più, tanto per cominciare); dalla condivisione con l’Europa intera (e auspicalmente liberata da queste destre che la stanno azzoppando) di una politica economica più equa nella redistribuzione della ricchezza e più ferma nel riconoscimento e nell’estensione dei diritti; da uno sguardo diverso verso il Mediterraneo, finora solo palcoscenico di tragedie umane, in futuro volano di sviluppo economico e culturale dei paesi che ne vengono lambiti. Nessuna favola, nessuna bacchetta magica, perché quando B. se ne andrà, non porterà con sé tutte le difficoltà e le disgrazie. Anzi le lascerà a tutti noi, e ce ne lascerà in misura sempre maggiore con il prolungarsi della sua permanenza al Governo d’Italia. Nessuna favola, dunque, ma solo verità e impegno da parte dell’unica forza che può dare una speranza al Paese. Valeria Sipari

DISCARICA DI CORCOLLE: VICINO AI CITTADINI SEMPRE

05 Novembre 2011 - Manifestazione Nazionale del Partito Democratico - Piazza San Giovanni, Roma

Se c’è una cosa certa sulla vicenda della discarica di Corcolle-SanVittorino, questa è la posizione del PD e in special modo quella del Circolo Versante Prenestino. Non solo sulla posizione presa in merito ai rifiuti (no alla discariche, sì alla differenziata porta a porta) ma soprattutto in merito alle modalità con le quali abbiamo condiviso con le realtà locali questa battaglia. Credo sinceramente che la nostra indisponibilità agli inciuci e insieme la nostra apertura alle istanze che ci vengono sottoposte dalla società civile, ci rendano poco graditi a chi vorrebbe inserirci nel calderone del “siete tutti uguali”. Con noi questa logica non funziona. Non funziona perché il problema dei rifiuti, nello specifico, già ci preoccupava in tempi non sospetti: proprio per questo già lo scorso settembre una delegazione del Circolo aveva accompagnato il consigliere comunale Athos De Luca in una visita all’impianto di Rocca Cencia per un sopralluogo informativo, cominciato poi a lavorare su proposte e indicazioni da fornire ai cittadini e alla pub-

blica amministrazione. Non funziona perché durante la pulizia del Fosso dell’Osa organizzata dall’associazione “Svalicando montagne e non solo”, benché decidemmo di non apparire come partito, c’erano tanti militanti del Circolo accanto alle associazioni e ai cittadini. Non funziona perché è stato il Circolo Versante Prenestino, con la presenza del consigliere comunale Dario Nanni, a organizzare la manifestazione al Parco Borghesiana, per chiederne l’apertura e sollevandone la questione durante il Consiglio straordinario del Municipio tenutosi a Castelverde. Non funziona perché durante il Consiglio straordinario di Corcolle sul polo artigianale di via di Lunghezzina è stato il Circolo Versante Prenestino, in accordo con i consiglieri PD del Municipio VIII, a sostenere la necessità dell’apertura di un tavolo di confronto con tutte le realtà interessate dal polo, con i commercianti locali e con i cittadini, per valutare le reali esigenze del nostro versante ed evitare l’ennesima speculazione edilizia. Segue a pag 4

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Il gap digitale, nuova disuguaglianza Ricorda che… a proposito dell’informatizzazione, il PD propone di:  garantire il diritto all’accesso al digitale a tutti i cittadini, promuovendo l’inclusione sociale delle fasce di popolazione più deboli, consentendo l’accesso a tutti i cittadini e le imprese, indipendentemente dall’ubicazione geografica e a costi accessibili, e a tutti i contenuti veicolati in rete, senza forme di censura o discriminazione;  investire sulle reti per assicurare a tutti i cittadini un’offerta digitale adeguata e competitiva con gli altri paesi europei, obiettivo ambizioso che va perseguito rilanciando gli investimenti anti digital-divide; definendo una via italiana per le Ngn; liberando una parte dello spettro radio ormai indispensabile allo sviluppo delle reti mobili con il vincolo di investire una parte significativa dei proventi della liberalizzazione in investimenti nell’innovazione e nel digitale; favorendo le iniziative degli enti locali; ragionando su un’integrazione tra investimenti pubblici e piani di investimento privati presentati non solo dai maggiori operatori nazionali ma anche da operatori di medie dimensioni;  accelerare la digitalizzazione della PA e delle imprese e coordinare gli investimenti e i progetti di nuovi servizi, in modo da consentire il rapido sviluppo della domanda di servizi digitali che potrà fungere da volano anche per gli investimenti nelle infrastrutture. La sfida riguarda innanzitutto la digitalizzazione delle piccole imprese che da sola può dare una scossa alla produttività dell’intero sistema;  aggiornare il quadro normativo e regolatorio per salvaguardare la libertà e la neutralità della Rete, semplificare il sistema e accrescere la competitività delle imprese, e nel contempo promuovere lo sviluppo di un mercato legale e garantire la privacy degli utenti.

Perché non provare a combattere la crisi anche investendo nelle potenzialità di sviluppo delle nuove tecnologie? E perché non farlo pensando anche alla banda larga? L’Italia sotto questo punto di vista si trova a rincorrere i suoi partner europei: la Finlandia, per esempio, uno dei paesi più all’avanguardia dal punto di vista dell’innovazione tecnologica, porterà la fibra ottica a 100 megabyte in tutte le case entro il 2015. Questo vuol dire investire nel futuro! L'obiettivo proposto e presentato dal Partito Democratico rimane sempre quello di garantire a tutti gli italiani un accesso a banda larga di almeno 2 megabyte entro il 2011: ma il pensiero dell’attuale governo va in direzione contraria, se non nelle parole almeno nei fatti, dal momento che gli 800 milioni di euro promessi

dai ministri Brunetta e Scajola a inizio legislatura sono stati bloccati. Al suo stesso interno il nostro Paese vede luoghi tutto sommato sufficientemente serviti ad altri praticamente scollegati dal resto del mondo: ne sanno qualcosa alcuni dei quartieri di questo versante, tra cui Colle Prenestino, Colle Monfortani e Corcolle, non ancora raggiunti dall’ADSL. Come il Presidente della Provincia di Roma Zingaretti ha dichiarato più volte, per colpa del “divario digitale” sta nascendo "una nuova forma di disuguaglianza": per queste ragioni è richiesto al Governo italiano di riconoscere il diritto all'accesso a internet in banda larga come servizio universale.

Danilo Proietti

Una scuola per tutti: le proposte del PD VIII Municipio Lo scorso 14 ottobre si è tenuta la seconda Conferenza sulla scuola organizzata dalla segreteria PD dell’ VIII municipio guidata da Andrea Sgrulletti, alla presenza di tutti i dirigenti locali del Partito responsabili del settore scuola. Nell’incontro è stata presentata agli intervenuti una possibile risposta, elaborata dalla segreteria politica con il contributo dei circoli, alle esigenze e ai problemi avanzati da presidi e docenti, lavoratori, insegnati e studenti delle scuole del nostro municipio. Tutte le proposte sono state elaborate a partire dall’individuazione di temi centrali e dal loro impatto sull’assetto scolastico dei nostri quartieri: l’età relativamente giovane della popolazione, la presenza massiccia di minori non italiani, l’elevato tasso di abbandono scolastico. Da qui la necessità di lavorare nella direzione di una maggior offerta sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, di elaborare politiche che combattano il fenomeno della dispersione scolastica (come un servizio permanente di “accompagno” per contrastare il fenomeno della dispersione, insieme alla ripianificazione di un servizio di trasporto pubblico destinato in particolar modo agli studenti, o l’avvio di processi di confronto tra le scuole secondarie e le aziende del territorio, per favorire il contatto degli studenti con il mondo del lavoro) e che siano in grado di sostenere il processo di integrazione dei figli di genitori stranieri. Attenzione particolare è emersa nei confronti delle strutture scolastiche destinate ai più piccoli: le famiglie che popolano questo municipio stanno infatti cambiando. Per semplice desiderio o per necessità economiche, entrambi i genitori spesso hanno un lavoro, e l’offerta formativa del territorio deve essere in grado di rispondere in modo adeguato. Ad oggi circa la metà dei bambini del municipio non è rientrata nelle graduatorie degli asili nido: piuttosto che sostenere l’abbassamento del rapporto educatrici/bambini e metriquadri/bambini proposto da questo Governo, il PD propone

piuttosto sull’incremento delle strutture, anche attraverso la collaborazione con cooperative sociali, e sul potenziamento del servizio offerto, allineando tempi e modalità di apertura delle strutture alle esigenze dei genitori. Stessa attenzione è stata posta nei confronti della scuola primaria e media inferiore (sulla quale è sembrato caldo il tema della garanzia di sicurezza, sostenibilità e accessibilità delle strutture). Altra questione affrontata è stata quella dell’istruzione superiore: considerando che nel Municipio sono presenti solo quattro istituti superiori (l’ITAS E. Sere, l’ex ITC S. Pertini, il polo liceale E. Amaldi e l’Istituto Professionale G. Falcone), a fronte di un’alta percentuale di popolazione in età scolastica e delle potenzialità di un territorio tanto vasto, l’offerta si mostra davvero scarsa. Obiettivo dell’Amministrazione dovrebbe essere dunque quello di favorire la nascita di istituti in altre realtà del territorio municipale, che consentano anche un legame più naturale con la seconda università romana, vero volano per rilanciare anche economicamente questi territori. Particolare attenzione è stata posta nei confronti della situazione dell’istituto superiore di Castelverde, ultimato ma ancora inutilizzabile anche a causa della mancanza delle infrastrutture (tra le quali spicca la mancanza di un piano di viabilità) destinate a servire il potenziale bacino di utenti, nella convinzione che l’apertura di un istituto superiore, e l’uso di altri edifici scolastici ancora senza destinazione, saranno cardini dello sviluppo e della riqualificazione territoriale del Versante Prenestino.

Enza Spada È aperto il TESSERAMENTO al PD presso il CIRCOLO PD Versante Prenestino Via Massa di San Giuliano 337 Castelverde - Roma


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Aumenta la bolletta dell’AMA ...mentre la differenziata è ferma al 20% Per molti romani nel 2011 la raccolta differenziata resterà un miraggio, a fronte invece di un concreto aumento del 12% della bolletta relativa ai rifiuti, che si concretizzerà nel secondo semestre del prossimo anno. Nell’ambito delle poche certezze in tema di rifiuti a Roma, si può registrare negli ultimi tre anni un aumento complessivo della tariffa dell’ordine del 21%. Un dato che risulta ancora più indigesto se si fa riferimento ai miseri risultati ottenuti nella raccolta differenziata dal duo Alemanno-Panzironi (ex amministratore delegato dell’Ama), attestatasi poco oltre il 20%, ben lontano da quanto previsto dalle normative nazionali e dallo stesso piano regionale. Tutti i cittadini, in particolar modo quelli dei quartieri periferici, possono rendersi conto di come questi aumenti tariffari non incidano né sulla qualità del servizio di raccolta né sulla pulizia di strade e degli stessi cassonetti.

Eppure Roma era partita con il piede giusto: già nel gennaio del 2003 la giunta di centrosinistra fu una delle prime in Italia ad abolire la vecchia Tarsu, la tassa sui rifiuti solidi urbani che, avendo una natura prettamente tributaria, teneva conto di costi fissi determinati di anno in anno dal Comune. La nuova tariffa, la Tari, gestita direttamente dall’Ama, fu introdotta per uniformarsi al decreto Ronchi del 1997, che prevedeva per le amministrazioni locali il graduale passaggio alle tariffe allo scopo di incentivare i comportamenti virtuosi dei cittadini in tema di rifiuti e in particolare di minore produzione e di raccolta differenziata. La Tari si compone infatti di due quote: una parte fissa, che tiene conto dei costi che servono a coprire il servizio di raccolta, e una parte variabile, legata alla quantità di rifiuti effettivamente prodotta. Quest’ultimo fu l’elemento di novità e anche di equità, perché andava a

introdurre il principio che “chi inquina paga”: se oggi partisse un piano serio di riduzione, riciclo, raccolta differenziata dei rifiuti, la tariffa sarebbe destinata a diminuire progressivamente nel tempo, così come già avviene in molti comuni virtuosi. Passo successivo per Roma sarebbe il passaggio da una tariffa metrica, basata cioè anche sui metri quadri dell’abitazione, alla cosiddetta tariffa puntuale, calcolata cioè in base ai rifiuti effettivamente prodotti. Allo stato attuale un ragionamento simile si colloca nella categoria della fantascienza. Nell’attesa, i cittadini pagano di anno in anno i debiti accumulati dalla cattiva gestione della municipalizzata, coinvolta nel vergognoso scandalo “parentopoli”, e dall’incapacità dell’amministrazione di programmare politiche cittadine efficienti ed economicamente virtuose. Irene Silvestri

Rifiuti, uno sporco affare Mancano due mesi alla chiusura di Malagrotta, la più grande discarica d’Europa che da oltre trent’anni, di proroga in proroga, smaltisce più di quattromila tonnellate di immondizia prodotte nella Capitale. Ora la sua dismissione e la scelta dei due siti provvisori, tra i quali quello di Corcolle, preoccupa la cittadinanza residente. Le preoccupazioni riguardano le modalità e le conseguenze di questa scelta, che poco hanno a che fare con la cosiddetta sindrome di Nimby (cioè quell’atteggiamento che consiste nel riconoscere la necessità di un’opera, ma contemporaneamente dichiararla indesiderabile “nel proprio giardino”). Perché la scelta di Corcolle, nonostante il sito sia interessato da vincoli archeologici specifici (Villa Adriana a poche centinaia di metri, palazzo Barberini e una necropoli) e veda la presenza di una falda acquifera che attraverso il sito arriva fino a Capannelle? E ancora, è stato tenuto in considerazione il rischio esondazione (la zona è classificata R4)? Non mancano dubbi sulla qualità dei rifiuti che andranno a finire nella nuova discarica, e il mistero non è meno fitto per quel che riguarda la proprietà dell’area. L’emergenza rifiuti, decretata nel lontano 1999, con l’estensione nel 2001 (sotto la Giunta Storace) della gestione commissariale all’intera regione Lazio, oggi risulta più critica di dodici anni fa. Il dato più indicativo del fallimento di quelle politiche che dovevano portare a realizzare un ciclo basato sulla gestione integrata è rappresentato dal livello medio di raccolta differenziata, che nella Capitale si attesta su un valore estremamente

basso (tra il 16 e il 19%, a fronte dell’obiettivo del 50% fissato per legge). Se consideriamo, inoltre, che ogni cittadino romano in un anno produce in media 650 kg di rifiuti e che l’immondizia cresce molto più del prodotto interno lordo, è ovvio che, con questo modello di società che produce più rifiuti che benessere, ci siano grossi interessi economici. Con qualche stranezza, come l’esistenza di un unico soggetto privato nella gestione dello smaltimento dei rifiuti, libero di deciderne costi e modalità. Infatti l’AMA, l’azienda municipalizzata capitolina, ha una delle tariffe più alte d’Italia perché investita solo dell’aspetto più oneroso del ciclo dei

rifiuti, ossia quello della raccolta e della pulizia della città, e completamente estromessa da quello invece più renumerativo, o comunque meno oneroso, ossia lo smaltimento, gestito invece da un soggetto privato. Quali sono i motivi che impediscono un cambio di rotta: logistici, politici, economici? Certo è che i cittadini di questo versante hanno preso coscienza che quando è l’economia a governare, lo Stato ha più difficoltà a garantire la sicurezza dei processi: da qui i loro dubbi e il nostro interesse per la questione. Che approfondiremo…

Daniela Ferdinandi

La protesta arriva in Campidoglio Ebbene sì, dopo le prime due manifestazioni a Corcolle, il Movimento No alle discariche è riuscito ad ottenere un incontro con il Sindaco di Roma. E in quell’occasione c’eravamo anche noi del Partito Democratico, a sostenere una battaglia che condividiamo da sempre. Riteniamo infatti che “No alle discariche, si alla differenziata” sia il presupposto di partenza per qualsiasi Partito si candidi a governare il nostro Paese e nello specifico una delle città più importanti del mondo come Roma, e ne voglia tentare di risolvere l’annoso problema dello smaltimento dei rifiuti. Per questo continueremo a sostenere tutte le iniziative che avranno questo obiettivo, come abbiamo fatto fin’ora, nel rispetto dei ruoli e delle realtà associative che le organizzeranno, senza smettere di dire la nostra, così come abbiamo fatto in

Campidoglio, con la mozione presentata dall’On. Nanni la cui discussione in aula è stata negata dalla maggioranza. Ci piace però sottolineare un aspetto: quello della coesione che si è creata intorno a questa battaglia tra i tanti comitati, consorzi e associazioni che vi aderiscono. Un esempio da seguire, soprattutto per chi fa politica, perché in questi “tristi e bui momenti per l’Italia” c’è veramente bisogno che l’amore e l’attaccamento al nostro Paese superino gli interessi dei singoli Partiti e delle singole personalità politiche. Concetto totalmente estraneo al centro-destra: la Polverini e Alemanno continuano infatti a fingere di litigare, mentre il giorno dell’apertura della discarica di Corcolle-SanVittorino è sempre più vicino. Cpt. Harlock


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Circolo

Il G20, l’Italia e gli Indignados Il Gruppo dei 20 (o G20) è un forum dei ministri delle finanze e dei governatori della banche centrali dei paesi più industrializzati. In questa istituzione, ruolo centrale è quello del Fondo Monetario Internazionale, una sorta di società di «certificazione» che non deve «monitorare» ma prendere atto dei progressi delle riforme degli sati membri al fine di una stabilità finanziaria, bancaria ed economica dei Paesi membri. Proprio in relazione a questo punto, è bene ricordare la situazione in cui si trova il Governo italiano: con una maggioranza sempre più esigua costretta ad approvare in brevissimo tempo tutte le riforme chieste dall'Europa. E questo perché lo Stato italiano ha un debito pubblico (ossia la differenza tra entrate e uscite dello Stato) troppo alto, e quindi rischioso, per il quale negli ultimi anni si è fatto poco o niente. Nonostante la sostanziale resa italiana al monitoraggio del FMI, il nostro Primo Ministro continua a spargere ottimismo, lodando il livello di esportazioni e il sistema

bancario, la propensione al risparmio e all’investimento, e riducendo il problema della fiducia dei mercati alla questione di “un antico pregiudizio nei confronti dell’Italia”. Il summit internazionale di Cannes, però, ha portato alla luce anche l’altra risposta ai problemi economici e finanziari mondiali: la contestazione del movimento degli “Indigandos”, di coloro, cioè, che contrastano le leve economiche e monetarie del G20, che accusano altresì di ave indebitato con le logiche speculative della finanza globale i bilanci di molti stati, e di aver letteralmente impoverito i Paesi in via di sviluppo. Sono quelle stesse persone che poche settimane fa hanno manifestato nel centro storico di Roma (a prescindere dai violenti scontri, unici ad avere meritato, a quanto pare, adeguata copertura mediatica): bambini e anziani, donne e uomini, giovani e invalidi, contro le logiche della gestione finanziaria italiana e mondiale.

Andrea Palermo

Atac: se la colpa non è solo di chi guida col cellulare La professionalità, la cortesia e la simpatia, sono sempre state doti che non mancavano tra gli autisti Atac, un vanto per il Comune di Roma da quando è nata l’Azienda. Ma da qualche tempo a questa parte il rapporto tra i cittadini e la storica categoria si è incrinato. Probabilmente una buona fetta di responsabilità è da imputare al decadimento del servizio negli ultimi tre anni. Le vetture vecchie con guasti in linea in continuo aumento e la conseguenza di milioni di km l’anno in meno, non fanno bene allo spirito dei passeggeri costretti ad aspettare il bus per venti, trenta minuti, per viaggiare poi come su carri bestiame. Come non fanno bene i tagli del Governo al trasporto, che impediscono, da parte dei Comuni, una programmazione per il futuro del servizio. È in questa situazione già precaria che s’inserisce lo sport tecnologico del momento: riprendere con il telefonino le “malefatte” degli autisti dei mezzi pubblici: chi ferma l’autobus in doppia fila per un prelievo al bancomat, chi imperturbabile effettua l’intera corsa parlando al cellulare o chi di cellulari ne ha due, e guida con i gomiti. Comportamenti davvero “singolari” che nessuno può pensare di difendere: mettono a rischio l’incolumità dei passeggeri e infrangono il codice della strada, quindi vanno puniti. Ma temiamo che questa improvvisa attenzione sui dipendenti nasconda l’intento di far ricadere le responsabilità del malfunzionamento di un’Azienda pubblica sui lavoratori che, sentendosi troppo tutelati, non farebbero il loro dovere: meglio privatizzare. La situazione dell’Atac non lascia dubbi sulla necessità di ripristinare al più presto il rispetto delle regole. Ma perché questo vale per i dipendenti e non per i dirigenti? Sono migliaia i lavoratori che svolgono la loro mansione ogni giorno in ma-

Il PD in Consiglio Comunale ha dato il suo contributo per salvare il trasporto pubblico di Roma Capitale e la sua Azienda e la strada che intende percorrere è chiara: revisione e riorganizzazione della rete, rilancio dei corridoi della mobilità, rispetto del codice degli appalti, internalizzazione delle manutenzioni, assunzione di autisti e operai. niera impeccabile: privatizzare per rendere il lavoro mal retribuito e precario non è certo la soluzione del momento per risolvere la critica situazione del Trasporto Pubblico Locale a Roma. Claudio Calderan

Circolo Periodico del Circolo PD Versante Prenestino

direzione, redazione, amministrazione Via Massa di San Giuliano 337 Roma 00132 DIRETTORE RESPONSABILE Valeria Sipari SEGRETARIA DI REDAZIONE Daniela Ferdinandi GRAFICO Danilo Proietti COLLABORATORI Irene Silvestri, Claudio Calderan, Enza Spada, Andrea Palermo, Sergio De Marchis.

EMAIL : versanteprenestino@yahoo.it FACEBOOK : pd.versanteprenestino TWITTER: PDVerPrenestino YOU TUBE : PDVersantePrenestino ISSUU: pdversanteprenestino STAMPA: FDP STAMPA di Danilo Petrolati

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Non funziona perché c’eravamo noi in piazza a promuovere il referendum contro il nucleare, con un’assemblea partecipata anche dall’europarlamentare David Sassoli, e c’eravamo noi a raccogliere le firme per il referendum contro il porcellum durante la Festa dell’Unità. E non funziona soprattutto perché sulla vicenda della discarica di Corcolle - San Vittorino, responsabilmente in accordo con il Segretario romano Miccoli, il coordinatore municipale Sgrulletti e i consiglieri municipali Scorzoni, Cremonesi, Contartese e Grasso ci siamo preoccupati di invitare, appena saputo della scelta del Prefetto, tutte le espressioni associative del nostro territorio (Comitati di Quartiere, Consorzi e associazioni) per organizzare, come cittadini prima che come Partito, una risposta immediata alla scelta della Polverini e di Alemanno. E questo facendo, come Partito, non uno ma tanti passi indietro, al solo fine di riuscire a coinvolgere il maggior numero possibile di persone nel giro delle poche ore a disposizione. E fortunatamente la risposta c’è stata. Nelle due manifestazioni indette dal “Movimento no alle discariche”, un movimento apartitico e indipendente dal Partito, sono scese in piazza centinaia di cittadini per dire no alle discariche dando così una risposta immediata che ha avuto forte risonanza sia sui quotidiani che nei telegiornali. E vi pare poco? Vi pare poco che in tempi dove ognuno sgomita per avere il suo minuto di celebrità ci sia un Partito che si preoccupa di convocare tutte le realtà locali e poi, con dignità e senza proclami, non pretende nulla e accetta addirittura di non mostrare le proprie bandiere? Noi l’abbiamo fatto, perché prima di tutto, prima che il Partito, prima che le prime pagine sui giornali, amiamo il nostro territorio e questo ci basta. Ecco perchè con noi il giochetto del criticare e basta non funziona. E siamo felici che tanti cittadini stiano comprendendo e apprezzando il nostro impegno e la nostra costante presenza sul territorio. Riccardo Pulcinelli

"Il pericolo della libertà antica era che gli uomini, attenti unicamente ad assicurarsi la partecipazione al potere sociale, vendessero a troppo poco prezzo i diritti e le soddisfazioni individuali. Il pericolo della libertà moderna è che, assorti nel godimento della nostra indipendenza privata e nel perseguire i nostri interessi privati, rinunciamo troppo facilmente al nostro diritto di partecipare al potere politico" Benjamin Constant de Rebeque (1767-1830)

Circolo NOVEMBRE 2011  

Periodico del Circolo del Partito Democratico del Versante Prenestino, relativo ai quartieri: San Vittorino, Giardini di Corcolle, Corcolle...

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