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Il personaggio

La cultura

Gli spettacoli

Warren Buffett il ricco che ama pagare le tasse

Sesso, droga e glamour noi ragazzi del loft di Berlino

La rivincita di Precious la star della lacrima

VITTORIO ZUCCONI

BENEDETTA TOBAGI

NATALIA ASPESI

Fondatore Eugenio Scalfari 1 2

www.repubblica.it

Anno 35 - Numero 277

1,00 in Italia

Direttore Ezio Mauro CON “R.E.M. SPECIAL COLLECTION” 10,90

mar 23 nov 2010

martedì 23 novembre 2010

SEDE: 00147 ROMA, VIA CRISTOFORO COLOMBO, 90 - TEL. 06/49821, FAX 06/49822923. SPED. ABB. POST., ART. 1, LEGGE 46/04 DEL 27 FEBBRAIO 2004 - ROMA. CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÀ: A. MANZONI & C. MILANO - VIA NERVESA, 21 - TEL. 02/574941. PREZZI DI VENDITA ALL'ESTERO: AUSTRIA, BELGIO, FRANCIA, GERMANIA, GRECIA, IRLANDA, LUSSEMBURGO, MALTA, MONACO P., OLANDA, PORTOGALLO, SLOVENIA, SPAGNA € 2,00; CANADA $1; CROAZIA KN 15; DANIMARCA KR 18; EGITTO EP 16,50; FINLANDIA € 2,50; MAROCCO MDH 24; NORVEGIA KR 20; POLONIA PLN 12,10; REGNO UNITO LST 1,50; REPUBBLICA CECA CZK 61; SLOVACCHIA SKK 80/€ 2,66; SVEZIA KR 18; SVIZZERA FR 3,00 (CON D O IL VENERDÌ FR 3,30); TUNISIA TD 3,50; TURCHIA YTL 4; UNGHERIA FT 495; U.S.A $ 1

Città e provincia sommerse da 10 mila tonnellate di spazzatura, è allarme sanitario. Mafia, elenco di Maroni a “Vieni via con me”

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Rifiuti, la denuncia della Ue

Se l’Italia diventa un Paese di figli unici

“A Napoli è come due anni fa”. Il Colle: mai ricevuto il decreto del governo NAPOLI — «L’emergenza immondizia a Napoli è la stessa di due anni fa». Lo dicono gli ispettori della Ue in visita nel capoluogo campano. E il Quirinale rileva: «Mai ricevuto il decreto rifiuti». E in città è allarme sanitario per le 3000 tonnellate di spazzatura in strada. Ieri il ministro Maroni ospite di Vieni via con me. SERVIZI DA PAGINA 2 A PAGINA 9

Casini: “Voteremo la sfiducia”

Guerra sul simbolo tra i finiani e Berlusconi

Il racconto

ROMA — Tra finiani e Berlusconi è guerra sul simbolo del Pdl: per il Fli il premier non può usarlo perché appartiene anche a Fini. Casini: «Voteremo la sfiducia» SERVIZI ALLE PAGINE 10 E 11

Raccolta differenziata ai tempi dei Borboni ROBERTO SAVIANO L MONTE più alto d’Europa è il Monte Bianco: 4810 metri. Il più alto del mondo è l’Everest, con i suoi 8848 metri. Ma se noi immaginassimo una montagna fatta con i rifiuti illegali supererebbe la somma dei due: qualcuno ha calcolato che avrebbe una base di tre ettari e sarebbe alta più di 15mila metri. Quest’immensa mole è una preziosa fonte di reddito per la criminalità organizzata. SEGUE A PAGINA 6

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La polemica

Dalla Dc al Pdl il marchio che divide

Il piano di aiuti non basta, calano le Borse

FILIPPO CECCARELLI ORTOCIRCUITI simbolici e simboli che fanno cortocircuito. Anche se poi, ridotti al grado zero della loro potenza evocativa, varrà la pena di considerarli per quello che sono realmente: marchi, loghi, contrassegni, materiali da sala congressuale o da scheda elettorale. Pdl, Fli, Berlusconi presidente, oppure Fini, in entrambi i casi con lettere enormi: stessa concezione visiva, comunque, e iper-leaderistica; stesse formule da prodotto commerciale, tra l’olio per automobili e il supermarket; stesse vaghe denominazioni, mai che manchi la parola «libertà»; stessi colori acidi, con prevalenza del blu. SEGUE A PAGINA 10

MARIA NOVELLA DE LUCA CHIARA SARACENO

Irlanda in crisi paura sui mercati

C

LONDRA — La crisi economica irlandese fa tremare le Borse europee che chiudono tutte in calo. Scende anche l’euro: il cambio con il dollaro vale 1,36. E si teme il contagio ad altri paesi, a cominciare dal Portogallo. Il governo di Dublino è isolato e prepara una stangata da 15 miliardi di euro per risanare il bilancio statale. BONANNI, FRANCESCHINI E OCCORSIO ALLE PAGINE 12 E 13

Una via di Napoli sommersa dai rifiuti

La storia

PECHINO AI Junnian ha i capelli biondi, il naso aquilino e gli occhi verdi. Vive a Liqian, un villaggio al margine del deserto nella contea di Yongchang, nel Gansu. È un cinese, ma ha l’aspetto da europeo. I compaesani lo chiamano “Cesare”, lo prendono in giro e sono convinti che discenda da un’antica famiglia romana. SEGUE A PAGINA 25

C

Tragedia a Phnom Penh 339 vittime alla festa religiosa NADOTTI A PAGINA 21

Il caso

Quei legionari romani che abitavano in Cina dal nostro corrispondente GIAMPAOLO VISETTI

La folla si è accalcata su un ponte

A Milano idea per Natale la scuola fa da baby-sitter

Chiuso il Reichstag

Terrorismo Berlino blindata

A PAGINA 18

FRANCO VANNI MILANO AMBINI in classe durante le vacanze di Natale, aspettando che mamma torni dall’ufficio. È l’iniziativa di cinque scuole elementari milanesi, che vanno incontro a quei genitori che lavorano mentre gli altri sono in ferie. Le lezioni saranno sospese, anche perché le maestre le vacanze le fanno. SEGUE A PAGINA 24

B

N BAMBINO per due genitori e quattro nonni. Cioè uno per sei. Più un paio di zii. Aggiungiamo se va bene due o tre cugini. Fine. Ecco l’Italia del figlio unico, delle “famiglie verticali”, quelle del formato a tre, mamma, papà e un bambino solo, la maggioranza ormai, lo conferma l’Istat, il sorpasso c’è stato, le coppie con un figlio e basta sono il 46,5% contro il 43,0% delle famiglie con due figli, e il 10,5% di quelle (rare) dove i fratelli sono tre o anche di più. È questa l’ultima rivoluzione demografica italiana, annunciata da tempo ma oggi diventata realtà, la famiglia cortissima con il bambino singolo, prima generazione di ragazzini senza fratelli. Una metamorfosi di massa, dove il ritratto classico del figlio unico si polverizza e moltiplica per migliaia di figli unici, che in qualche modo poi diventano, anche, fratelli. Studi recentissimi dimostrano che nel mondo ammalato di sovrapopolazione non è poi così male essere figli unici, anzi. I numeri però sembrano invece quelli di una sconfitta, perché chi decide di fare famiglia nell’80% dei casi afferma di volere “due o più figli” e invece poi ci si ferma ad uno soltanto, e l’avanzata del modello “monobambino” sembra inarrestabile. ALLE PAGINE 51, 52 E 53

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la Repubblica MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010

LO SCANDALO RIFIUTI CRONACA

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L’emergenza

Rifiuti, le accuse dell’Europa “In due anni non è cambiato nulla” Gli ispettori Ue a Napoli. I medici: “Allarme epidemie” ANGOLO VIA TOLEDO, 2008 OTTAVIO LUCARELLI NAPOLI — Restano bloccati nelle casse di Bruxelles i cinquecento milioni di euro destinati all’Italia per il ciclo dei rifiuti. Gli ispettori dell’Unione europea in missione a Napoli, aggirandosi in mezzo a diecimila tonnellate di rifiuti tra città e provincia, prendono atto che la situazione è «uguale a due anni fa» e sottolineano che «nulla è cambiato nella non gestione in Campania».

Bruxelles: nuova gestione o niente fondi. Il cardinale Sepe: “Situazione scandalosa” Così Pia Bucella, responsabile della direzione Ambiente e capo degli ispettori Ue, fotografa la crisi: «Per sbloccare i fondi c’è bisogno di una nuova gestione concretamente impiantata. Non basterà avere un disegno sulla carta, ma vogliamo la certezza che il progetto sia attuato sul territorio. Oggi abbiamo solo rifiuti nelle strade e manca ancora un piano di trattamento e gestione della differenziata». Totalmente negativa la prima verifica dopo la condanna all’Italia decisa dalla Corte di giustizia europea il 4 marzo scorso. Una procedura di infrazione aperta dall’esecutivo Ue nel 2007 con il deferimento alla Corte di Lussemburgo che a marzo ha firmato la sentenza perché «l’Italia non ha adottato tutte le misure necessarie allo smaltimento dei rifiuti in Campania mettendo in pericolo la salute, recando pregiudizio all’ambiente e venendo meno agli obblighi della direttiva comunitaria sui rifiuti». A marzo l’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso rispose che «tutto quello per cui l’Italia è stata condannata è già risolto». Ancora oggi l’assessore regionale Giovanni Romano ribatte che «nonostante la crisi, la

situazione è diversa rispetto a due anni fa». Ma il disastro è sotto i riflettori nonostante in serata, nel corso del sopralluogo al termovalorizzatore di Acerra, gli ispettori abbiano preso atto che da gennaio a oggi l’impianto ha bruciato 460 mila tonnellate. In serata, aprendo la nuova sessione dei “dialoghi con la città”, anche il cardinale Crescenzio Sepe ha sferzato le istituzioni: «L’emergenza è l’unica cosa che a Napoli non manca mai.

Napoli sembra vivere di emergenze. È scandalosamente attuale il rinnovarsi della crisi rifiuti che incombe come una maledizione sul nostro territorio». Mancanza di lavoro, illegalità, violenza, degrado ambientale, complessa e ricorrente crisi nella gestione dei rifiuti con la conseguente mancata tutela della salute di noi cittadini. Questa la “lista” dei problemi che attanagliano Napoli nelle parole di Sepe. La scorsa settimana la com-

I rilievi

missione parlamentare sulle ecomafie ha sottolineato il rischio di un disastro ambientale. E ora l’allarme è rilanciato dai medici della Società italiana di igiene: «Occorre un intervento immediato perché la salute è in pericolo per la grande quantità di immondizia nelle strade». Contro i rischi di epidemie scende in campo anche l’Ordine rispolverando i “medici sentinella”. Diecimila tonnellate nelle strade di città e provincia con un

incremento di seicento tonnellate al giorno. Restano aperte le trattative con la Toscana e l’Emilia e il sindaco Rosa Russo Iervolino mette sotto accusa lo «scarso senso civico» contenuto nel “no” della Lombardia ad accogliere l’immondizia di Napoli facendo arrabbiare il leghista Daniele Belotti, assessore con delega ai rifiuti: «La Iervolino farebbe bene ad appellarsi al senso civico dei propri cittadini». © RIPRODUZIONE RISERVATA

ELLEKAPPA

ANGOLO VIA TOLEDO, OGGI

LE STRADE SPORCHE LA DIFFERENZIATA Gli ispettori dell’Unione europea hanno trovato diecimila tonnellate di rifiuti nelle strade di Napoli e provincia

L’intervista

In Campania, denunciano gli ispettori dell’Unione europea, non c’è una rete integrata per la raccolta differenziata

REPUBBLICA.IT Sul nostro sito i video e le immagini sulla nuova emergenza rifiuti in Campania

L’INCENERITORE L’impianto di Acerra ha smaltito da gennaio 460 mila tonnellate ed entro fine anno non raggiungerà le 600 mila previste

Il presidente della provincia di Napoli Cesaro: “Io indagato? Non ho mai ricevuto un avviso di garanzia”

“Siamo in trincea, dalla Carfagna attacchi ingiusti”

NAPOLI — «Qui siamo in trincea, immersi in una crisi rifiuti molto seria, alle prese con la distesa di tonnellate di immondizia e c’è qualcuno che pontifica? Che fa la lista dei buoni e dei cattivi del Pdl?». Luigi Cesaro, 49 anni, presidente della Provincia di Napoli e coordinatore cittadino del Pdl, è l’altra gamba su cui si regge il sistema di potere campano, l’alter ego del leader Nicola Cosentino, tornato sotto il fuoco amico. Sorriso impermeabile, Cesaro resiste alle inchieste, alle ironie sui suoi stra-

falcioni, persino al soprannome quasi istituzionale “Giggino ‘a purpetta”. Presidente Cesaro, il “qualcuno” che l’ha fatta arrabbiare è il ministro Mara Carfagna. Perché non entra nel merito? «No, io non faccio polemiche con nessuno. Cerco di svolgere al meglio il mio ruolo e lo dimostrano i fatti. Decine di riunioni al giorno, da mesi, con sindaci, Protezione Civile, Regione, Comune di Napoli per provare a dare risposta a questo grave problema». Sui poteri relativi alla realizzazio-

COORDINATORE Luigi Cesaro è anche coordinatore Pdl a Napoli

ne dei termovalorizzatori, la Carfagna pone un problema di legalità e parla di faida tra bande. I capi “banda” sareste lei, Cosentino e Cirielli? «Per questa volta non rispondo a volgari e insinuanti provocazioni sulla querelle scatenata dal ministro Carfagna. e penso di querelare Vendola che ha parlato di “problema di criminalità”». I suoi legali hanno un superlavoro. Lei risulta indagato... «Un’altra assurdità. Io non ho mai ricevuto un avviso di garanzia. E vor-

rei parlare della trasparenza dei miei atti». Sui termovalorizzatori? «Ogni provvedimento adottato dalla mia giunta per quanto riguarda il termovalorizzatore di Napoli Est è cristallino, ed è stato fatto di comune accordo con la Regione e il Comune. Come si vede, non mi interessa avere più stellette di altri o l’ultima parola. Mi basta confrontarmi, stare nelle regole». (co.sa.) © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica

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PER SAPERNE DI PIÙ http://ec.europa.eu/environment/index_en.htm www.comune.napoli.it

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2008 Napoli due anni fa Nelle foto qui a fianco, le vie del centro di Napoli nei giorni del collasso della raccolta nel 2008. Si tratta di immagini che hanno fatto il giro del mondo comparendo sulle prime pagine di tutti i giornali

SANTA TERESA DEGLI SCALZI, 2008

SANT’ANNA DEI LOMBARDI, 2008

VIA DEL CARRETTO, 2008

2010 Napoli oggi Qui accanto, le immagini delle stesse vie di Napoli negli ultimi giorni. Come si può vedere chiaramente i cumuli di immondizia per le strade del capoluogo sono tornati agli stessi livelli

SANTA TERESA DEGLI SCALZI, OGGI

Il caso

VIA DEL CARRETTO, OGGI

La città schiacciata dalla “monnezza” ecco le immagini del fallimento

CONCHITA SANNINO NAPOLI — Indietro tutta, verso il fallimento più clamoroso. Gli scorci di Napoli lo raccontano senza filtri, come sempre con le sue ferite. Ma, ancora una volta, è un territorio vastissimo e senza voce, l’intera provincia a soffocare sotto la stessa coltre. Le strade che costeggiano il centro antico o quelle che portano al Museo dell’eccellenza archeologica, via Toledo come Santa Teresa degli Scalzi, come i paesoni di Giugliano o San Giorgio, o le stradine che

SANT’ANNA DEI LOMBARDI, OGGI

I numeri

si alimentano i trasversalismi sui territori. Ma c’è una differenza sostanziale che rende le 10mila tonnellate di oggi — domani saranno 12mila, abbandonate sulle strade di Napoli e della sua vasta provincia — più opprimenti delle analoghe montagne di quei giorni. Ed è

la mancanza di un piano B, anzi l’ostruzione di una prospettiva in cui qualcuno credeva. A cominciare dal governatore Caldoro. L’assoluta insufficienza di impianti con i quali rispondere all’accumulo degli arretrati è il nemico con cui stanno facendo i conti, nel-

le ultime drammatiche ore, non solo Caldoro, il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino, e i primi cittadini di almeno cinquanta comuni tra costa e hinterland, tra i più segnati dal disastro. L’unica speranza? «I viaggi all’estero, di nuovo», scuote la testa uno di loro, sull’orlo del di-

1 TERMOVALORIZZATORE

Secondo il piano del 2008 dovevano entrare in funzione 4 inceneritori: 3 sono rimasti sulla carta

sastro. Era il 21 maggio 2008 quando il premier battezzava a Napoli il nuovo esecutivo, promettendo «Vita nuova per Napoli». Cosa doveva cambiare? Il numero dei termovalorizzatori, rimasti a quota uno, mentre dovevano diventare quattro. Il numero delle discariche: aumentate solo di due unità, ed ormai prossime alla saturazione, vedi Chiaiano (Napoli) e cava Sari (Terzigno). E anche il livello della raccolta differenziata: che nella sola città di Napoli è passata

Diecimila tonnellate in tutta la provincia. Il flop di discariche e termovalorizzatori promessi dal governo

finiscono agli Scavi di Ercolano. Tutto sepolto da nuova lava: immondizia. La Campania, entrata ufficialmente nella crisi d’inverno dei rifiuti, all’alba dell’anno diciassettesimo della sua emergenza, allerta gli osservatori sanitari e torna sullo stesso piano inclinato del 2008. Come allora, c’è aria di crisi al governo e faide politiche intestine che complicano l’evoluzione della crisi, perché è anche all’ombra dei miasmi materiali che si moltiplicano quelli dei Palazzi, mentre fuori crescono i comitati dei “no” e

7 DISCARICHE

Dall’elenco delle dieci previste dal governo due anni fa ne sono state cancellate tre

19% DIFFERENZIATA

“Deve arrivare al 50%”, disse il governo. Dopo la crescita del 2009 è tornata a calare

N  - T, V G  D 

in media dal 13 al 19 per cento (Roma è al 20) ma doveva raggiungere a quest’ora il 35, poi il 50. Due anni e mezzo fa, si decise di incarnare «lo Stato che fa lo Stato» e si stabilì, nero su bianco, di aprire le 5 discariche in più e di affiancare al termovalorizzatore di Acerra — che è stato attivato, ma non è mai entrato a pieno regime — altri tre. Tutti da avviare ancora, sulla carta. In più, il 28 ottobre scorso, Berlusconi torna in Prefettura a Napoli e deve smentire se stesso, promettendo che cancellerà le discariche previste nel decreto del maggio 2008: cava Vitiello, Andretta e Serre. Non fosse bastato il colpo d’occhio sulla devastazione in corso, ecco lo sguardo implacabile degli ispettori dell’Unione europea. «Come due anni fa». Il gioco infinito. © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010

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LO SCANDALO RIFIUTI POLITICA INTERNA

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PER SAPERNE DI PIÙ www.quirinale.it www.governo.it

Il Quirinale

“Mai ricevuto il decreto sui rifiuti” Napolitano: mi riservo di valutarlo. Fli: nessuno sconto agli affaristi UMBERTO ROSSO ROMA — Un decreto-fantasma mai arrivato al Colle, che ha fatto arrabbiare il presidente della Repubblica. Ha aspettato per quattro giorni il dl sull’emergenza-rifiuti annunciato giovedì scorso da Berlusconi, ma invano. Ieri mattina perciò Giorgio Napolitano ha detto basta, e ha denunciato pubblicamente di non aver mai avuto quel testo: «Non l’ho ricevuto nè prima né dopo il Consiglio dei ministri del 18 novembre scorso, e quindi non l’ho potuto esaminare». Uno schiaffo al governo, che fa scoppiare il caso: ma che fine ha fatto il provvedimento, sbandierato come soluzione di pronto intervento, mentre Napoli agonizza tra i rifiuti? Solo a quel punto, dopo le dure parole del capo dello Stato, e la polemica politica che ne segue, ecco che in serata si materializza “qualcosa”: agli uffici del Quirinale arriva da Palazzo Chigi, ma solo via mail, un “appunto” che riassume il provvedimento in questione. Non siamo ancora nemmeno alla bozza, si tratta di uno schema di massima, segno evidentemente della paralisi dovuta allo scontro interno sulla gestione dell’emergenza rifiuti. Insomma sul Colle non arriva il “cartone” (come si chiama in gergo) con il testo ufficiale, in mo-

L’appello alle forze politiche: “Serve serietà e non concitazioni fuorvianti” do che Napolitano possa valutare se sussistano o meno i requisiti di necessità e urgenza, per controfirmare il provvedimento. Il caso dunque resta aperto, lo sgarbo istituzionale pure, e il presidente della Repubblica non può che ribadire: soltanto quando gli sarà trasmesso il testo finale potrà dire di sì o di no al dl. Una presa di distanze che, a ben vedere, non riguarda semplicemente il rispetto dei passaggi formali. Perchè non si tratta semplicemente di scortesia istituzionale quando sono in gioco le sorti di una regione intera. Negli stessi giorni in cui il governo non forniva notizie ufficiali, al Colle leggono sui quotidiani una valanga di soffiate, anticipazioni, annunci e dietrofront sulla futura gestione dei termovalorizzatori, contesi fra Governatore della Campania Caldoro, comuni e province. Polemiche feroci. Il ministro Carfagna, che presenta le dimissioni, contro i coordinatore pdl Cosentino. Un braccio di ferro che evidentemente scatena la corsa alla riscrittura e paralizza l’iter del decreto. Il tutto mentre la città sprofonda nei rifiuti e piombano gli ispettori della Ue ad annunciare la condanna dell’Europa per la vergogna di Napoli. Troppo. Napolitano non aspetta un minuto di più, e affida dunque i suoi malumori ad una nota ufficiale. La presidenza della Repubblica non ha ricevuto il testo del decreto legge sulla raccolta dei rifiuti e la realizzazione di termovalorizzatori in Campania, «che sarebbe stato definito dal governo». Il capo dello Stato pertanto «si riserva ogni valutazione sui contenuti quando gli verrà trasmesso». Come a

preannunciare la massima attenzione, dopo tante polemiche devastanti, nell’esame del decreto. Uno scontro («non faremo sconti agli affaristi», promette Italo Bocchino, capogruppo del Fli) che non va nella direzione di quello «spirito di condivisione» sui

problemi del paese che Napolitano ha evocato anche ieri. Al gotha dell’imprenditoria ricevuto al Quirinale (una delegazione dell’Assonime, guidata dal presidente Luigi Abete, fra gli altri anche Carlo De Benedetti e John Elkann), spiega che per superare

l’emergenza serve un clima «di serietà e razionalità, senza concitazioni fuorvianti». Bene perciò la priorità accordata alla Finanziaria rispetto alla crisi politica, il che però - sembra voler replicare Napolitano ad alcune osservazioni non vuol dire approvare comun-

que la manovra a scatola chiusa. «Spirito di condivisione non significa necessariamente approdare alle stesse proposte, ma capacità di individuare i problemi, le sfide che sono e saranno davanti al Paese nei prossimi anni».

Le tappe

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TERMOVALORIZZATORI Venerdì, al termine del Consiglio dei ministri, Palazzo Chigi ha annunciato il varo di un decreto legge sui termovalorizzatori

COMMISSARIO Al centro del decreto i poteri sugli impianti per trattare i rifiuti: al presidente della Regione Campania il ruolo di commissario

NO DELLE PROVINCE Le Province coinvolte nell’emergenza-rifiuti si sono sentite esautorate. È scattato un braccio di ferro che ha congelato il decreto

Il retroscena

Tensione tra Palazzo Chigi e il ministero dell’Economia. Dubbi di Tremonti sui fondi da sbloccare

Berlusconi teme lo scontro con il Colle “Ci avvisa che potrebbe non firmare” CARMELO LOPAPA ROMA — Gliela leggono ad Arcore, la nota appena sfornata dal Quirinale. E la sensazione netta del presidente del Consiglio Berlusconi è subito quella di un monito ben più severo del semplice richiamo sul ritardo. «Ci sta avvisando che, se cambiamo il testo del decreto rifiuti riaffidando alle Province i poteri sulla realizzazione dei tre termovalorizzatori in Campania, il Colle non firma» è il timore che un Cavaliere preoccupato confessa a coordinatori e ministri Pdl che lo sentono in giornata. Ora tutto si complica, agli occhi del premier. I cumuli di spazzatura che si moltiplicano a

Gianni Letta prova a tranquillizzare il Quirinale spedendo uno “schema informale” del dl Napoli gli danno l’impressione che il fiore all’occhiello del «governo del fare» si stia trasformando nel peggiore dei «boomerang». Nasce da questi timori, e dalla fretta di lanciare un segnale comunque, l’invio alla presidenza della Repubblica dell’appunto che in serata, via mail, recapita al Quirinale poco più che una sintesi stringata di quel che il decreto

I personaggi LETTA

BOCCHINO

Il sottosegretario ha consigliato l’invio almeno della bozza del decreto al Colle e ha chiamato la Carfagna

I finiani hanno minacciato, per bocca del capogruppo, che non voteranno il decreto rifiuti se sarà modificato

contiene. O meglio, che dovrebbe contenere. Perché del decreto, quello definitivo, non vi è ancora traccia. E così, la pezza di Palazzo Chigi ben presto si rivela peggiore del buco. Finisce con l’accentuare l’irritazione del Quirinale, già spiazzato dall’impossibilità di esaminare un testo pur approvato cinque giorni prima. Ma ancor più preoccupato per uno scontro politico deflagrato su un’emergenza, quella della «sua» Campania, che sprofonda giorno dopo giorno. Il presidente Napolitano, neanche a dirlo, la sta seguendo con attenzione e preoccupazione. Tanto più che ora il braccio di ferro aperto in seno al Pdl dopo il Consiglio dei ministri lampo di giovedì e culminato nelle dimissioni annunciate dal ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna, incide non solo su una questione di massima urgenza, come quella sui rifiuti a Napoli appunto, ma anche sulla questione mo-

rale. Perché in gioco c’è anche la trasparenza e il rischio infiltrazioni su un mega appalto da oltre 150 milioni di euro legato alla realizzazione dei tre nuovi termovalorizzatori in quelle terre. Ecco perché il monito del Colle è risuona-

Il presidente del consiglio ora ha paura che il caso Napoli si trasformi in un boomerang

IL CAPO DELLO STATO Giorgio Napolitano non ha ancora visto il decreto sui rifiuti al centro del caso Carfagna

to come un indiretto esercizio della moral suasion che gli è propria sui contenuti, oltre che un richiamo sul ritardo. Il decreto approvato prevedeva il commissariamento e l’affidamento della gestione alla Regione, sottraendola alle Province (guidate a Napoli e Salerno da Cesaro e Cirielli, uomini del coordinatore pdl Cosentino). Poi, l’in-

tervento dell’ex sottosegretario e dei suoi uomini era riuscito a frenare il premier e imporre una retromarcia. Dopo la doccia fredda del Quirinale, la presidenza del Consiglio ha preferito limitarsi ieri sera all’appunto piuttosto che restare inerte. Un segnale andava dato, ha consigliato il plenipotenziario Gianni Letta. Lo stesso sottosegretario nel tardo pomeriggio ha poi telefonato a Mara Carfagna, promettendo che una soluzione, in qualche modo, sarà trovata sul nodo da lei posto. E la soluzione passerebbe attraverso la conferma del commissariamento, affidato alla Regione Campania, temperato però dall’affiancamento dei presidenti di Provincia nella gestione. Salomonica soluzione. La verità è che, stretto tra le pressioni della cordata Cosentino, le minacce di dimissioni della Carfagna e quelle di un voto contrario in aula al provvedimento da parte del finiano Bocchino, il Cavaliere preferisce prendere ancora tempo. Tanto più che a frenare il via libera del testo definitivo sarebbe intervenuto anche il ministero dell’Economia. Il dicastero di Giulio Tremonti avrebbe avanzato a sua volta perplessità sul reperimento dei fondi necessari all’utilizzo del personale precario dei Consorzi campani che curano la raccolta rifiuti. Sta di fatto che il decreto, nella sua stesura definitiva, resta un mistero. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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POLITICA INTERNA E TELEVISIONE

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La polemica I PROTAGONISTI Fazio legge “la lista dei desideri impossibili”; Luca Zingaretti cita Camilleri (“con la cultura si mangia”); cumuli d’immondizia in Campania

“Napoli pattumiera del nord la camorra guadagna 20 miliardi” Saviano: Berlusconi ha detto 7 volte che l’emergenza era finita ROBERTO SAVIANO

BONSAI GIAPPONE-ITALIA

(segue dalla prima pagina)

Q

UESTO spiega perché in Campania la storia dell’immondizia lasciata a marcire per strada è, purtroppo, una storia infinita. Gli ispettori europei sono arrivati a Napoli e ci hanno detto quello che i napoletani sapevano già: e cioè che nulla è cambiato rispetto a due anni fa. In realtà è peggio. L’emergenza dura dal 1994. È moltissimo tempo. Vuol dire che un ragazzo che oggi ha 16 anni è cresciuto con l’idea che i sacchetti di plastica abbandonati sui marciapiedi sono la normalità, come lo è il caldo d’estate e il freddo d’inverno. I cassonetti regolarmente svuotati, invece, sono un’eccezione. In questa terra la raccolta differenziata è un sogno. Tranne che in piccole isole felici, non viene fatta mai. Quella non differenziata dovrebbe essere — per legge — al massimo il 35%. Qui arriviamo

Problemi dal ’94. Un’incapacità pagata 780 milioni l’anno, 8 miliardi in 10 anni all’84%. E pensare che erano stati per primi i Borbone a lanciare la diversificazione dei rifiuti. Sembra incredibile, ma così recita un editto di Ferdinando II: “Gli abitanti devono tenere pulita la strada davanti alla casa usando l’avvertenza di ammonticchiarsi le immondezze al lato delle rispettive abitazioni e di separarne tutt’i frantumi di cristallo o di vetro che si troveranno riponendoli in un cumulo a parte”. Quello che i Borbone sapevano, le giunte di centrosinistra e di centrodestra, i commissari straordinari, da Rastrelli, a Bassolino, da Bertolaso a De Gennaro, non hanno più saputo. Tutti hanno provato a risolvere il problema, ma nessuno ci è riuscito. A Napoli sembra impossibile ciò che riesce a Milano, Bologna e Genova perché la regione è prigioniera di un gigantesco circolo vizioso. Il ciclo è basato sull’occupazione del territorio: si mettono i rifiuti in una discarica, la discarica si riempie, viene chiusa o sequestrata per versamenti di materiali tossici, i camion si fermano, si cerca l’ennesima discarica, la popolazione protesta, la spazzatura resta a terra e spesso viene addirittura bruciata, con pericoli serissimi per la salute. I clan pagavano 50 euro per ogni cumulo di immondizia messo al rogo. Si è tentato di risolvere il problema con gli inceneritori, che do-

I Borbone

E pensare che erano stati per primi i Borbone a lanciare la diversificazione dei rifiuti

SEBASTIANO MESSINA REPUBBLICA RADIO TV

n Giappone, il ministro della Giustizia, Minoru Yanagida, è stato costretto alle dimissioni dopo aver banalizzato il suo rapporto con i parlamentari. «Per rispondere alle loro domande — aveva detto — basta ricordarsi due frasi: “Mi astengo dal commentare su casi specifici”, e “Sto affrontando la questione in modo appropriato in base alla legge e ai fatti”». In Italia, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, è invece finito sui giornali per aver detto che «se la Cassazione confermerà la sua condanna, probabilmente Dell’Utri dovrà andare in galera». Qualcuno ha commentato: anche questa è una banalità, lo dice la legge. Eppure nessuno ha chiesto le dimissioni del ministro. E c’è un motivo. L’astuto Maroni non è stato tassativo. Ricordandosi di vivere a Berlusconia, ha aggiunto un avverbio che lo sottrae all’accusa di ovvietà: «Probabilmente».

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Massimo Giannini intervista il presidente del Copasir, Massimo D'Alema. Alle 19.15 su Repubblica tv

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vrebbero per legge produrre energia, ma per funzionare al meglio devono essere alimentati da ecoballe che nascono dalla raccolta differenziata, in cui l’umido è eliminato. Non è così, naturalmente, e la Campania è invasa dalle ecoballe, che ne hanno addirittura modificato la geografia e che sono potenziali bombe ecologiche. Ci vorranno 56 anni per smaltirle tutte. Sempre che sia possibile. Tutta questa incapacità è costata ai cittadini 780 milioni di euro all’anno, in emolumenti, consulenze, affitti degli immobili: circa 8 miliardi di euro in 10 anni, quasi una finanziaria. Tutti hanno perso, ma qualcuno ha guadagnato, e parecchio. Nel 2009 le ecomafie hanno fatturato oltre 20 miliardi di euro: un quarto dell’intero fatturato della criminalità organizzata.

Il caso

ANTIPAILLETTES Su Le Monde l’elogio di “Vieni via con me”, definita “trasmissione antipaillettes” capace di catturare 10 milioni di spettatori. “Due ore e mezzo - scrive il quotidiano francese - di parole rispettate e ascoltabili”

Il grande business dei clan è quello dei rifiuti tossici: hanno trasformato la Campania nel secchio dell’immondizia delle imprese del Nord. (La monnezza di Napoli è la monnezza di tutta l’Italia. Ricordiamocelo, ogni volta che il Nord chiude le porte come se fosse un problema del Sud). Smaltire un rifiuto speciale costa moltissimo, fino a 62 centesimi al chilo, i

clan sono capaci di offrire un prezzo di 9/10 centesimi. Un risparmio dell’80 per cento che mette a tacere la coscienza di tanti imprenditori. Il trucco è nella bolla di accompagnamento che viene falsificata, per cui il rifiuto come per magia non è più tossico, o nel miscelare i veleni ai rifiuti ordinari, in modo da diluirne la concentrazione tossica. Il meccanismo è tal-

mente malato che a volte il composto viene trasformato in fertilizzante: così la malavita incassa i soldi due volte con lo stesso veleno. Decine di inchieste giudiziarie testimoniano l’avvelenamento delle terre del Sud. Ne elenco alcune: nel 2003 si scopre che ogni settimana 40 Tir ricolmi di rifiuti sversano cadmio, zinco, scarto di vernici, fanghi da depuratori, plastiche varie, arsenico e piombo nel napoletano e nel casertano; nel 2006 la Procura di Santa Maria Capua Vetere accerta che tra Villa Literno, Castelvolturno e San Tammaro, vengono scaricati i toner delle stampanti d’ufficio della Toscana e della Lombardia. Il terreno è pieno di cromo esavalente. L’inchiesta “Eldorado” del 2003 ferma un traffico illecito di rifiuti

Il Pdl attacca la società della moglie di Bocchino. I finiani: dimenticano che Endemol è del premier

Rai, scoppia la guerra delle mozioni ANTONIO FRASCHILLA ROMA — Guerra di mozioni sulla Rai, con Fli e le opposizioni che alla Camera chiedono maggiore pluralismo e il Pdl che per tutta risposta al Senato punta il dito contro «le società di produzione riconducibili a parenti di deputati». Il riferimento dei berlusconiani è alla «Goodtime» di Gabriella Buontempo, moglie del falco finiano Italo Bocchino. La risposta dei futuristi è ironica: «Forse dimenticano che la principale produttrice per la Rai è la Endemol di Berlusconi». Ieri alla Camera è iniziata la discussione sulle mozioni di Fli e di Pd, Udc, Idv, che chiedono pluralismo nella tele-

FINIANO Benedetto Della Vedova

visione pubblica. Mozioni che sono diventate subito un banco di prova della tenuta del governo, con gli uomini del presidente Gianfranco Fini pronti a votare con il centrosinistra. Sul fronte opposto non sono rimasti a guardare. Il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, e il suo vice Gaetano Quagliariello, hanno presentato una sorta di contro mozione: «In Rai a causa dell’egemonia della sinistra il pluralismo non si è realizzato, solo un deciso intervento di protesta del Pdl, a esempio, ha consentito la proiezione del film di Andrzey Wajda “Katyn”», si legge nel testo. Poi l’affondo a Bocchino: «La Rai garantisca trasparenza evitando monopoli di pro-

duttori riconducibili a esponenti eletti in Parlamento». La risposta dei finiani arriva attraverso il magazine di Benedetto Della Vedova, Liberamente.it: «Abbiamo qualche idea dei parenti a cui alludono, forse non sanno però a chi fa riferimento la Endemol, la più importante società di produzione esterna in Rai: a Berlusconi. Ci opporremo a chi, per odio involontario contro il premier, sogna di spegnere “Vieni via con me” o “Che tempo che fa”». Della Vedova poi aggiunge: «Dobbiamo prendere atto che con il governo di centrodestra la Rai si sta balcanizzando». © RIPRODUZIONE RISERVATA

pericolosi, che da Sud sono spediti in Lombardia per essere “miscelati” con terre di spazzatura delle strade milanesi e altri materiali, per passare poi come rifiuti non pericolosi smaltiti in una discarica pugliese. La Procura di Napoli ordina nel 2007 il sequestro di 5 aziende del Nord per traffico illecito di residui di lavorazioni siderurgiche. Così il sottosuolo della bella, dolce, fertile Campania è diventato un fango nauseabondo e pericoloso: a Giugliano della Campania,, ci sono 590 mila tonnellate di fanghi e liquami contenenti amianto e tricloruro di etilene; a Pianura tra il 1988 e il 1991 sono stati sversati i seguenti rifiuti provenienti dall’Acna di Cengio: 1 miliardo e 300 milioni di metri cubi di fanghi; 300 mila metri cubi di sali sodici; 250 mila tonnellate di fanghi velenosi a base di cianuro; 3 milioni e mezzo di metri cubi di peci nocive contenti diossine, ammine, composti organici derivanti dall’ammoniaca e contenenti azoto; nelle campagne di Acerra tra il 1995-2004 sono stati nascosti 1 milione di tonnellate di fanghi industriali provenienti da Porto Marghera e 300 mila tonnellate di solventi clorurati. E questo solo per citare alcuni esempi. Non c’è da meravigliarsi se l’agricoltura è crollata a picco, se i frutti spuntano malati, se le terre diventano infertili. Soprattutto non c’è da meravigliarsi se aumentano malattie e tumori. È quello che succede, nel silenzio generale. Il cancro, in Campania, non è una sventura, una tragedia ineliminabile, ma il frutto di una scelta sciagurata dell’imprenditoria criminale. Le malattie legate alla presenza di rifiuti tossici sono una piaga si-


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Il personaggio

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Maroni e l’elenco dei colpi alle mafie “Lega offesa, nessun arresto tra i nostri” Il ministro: si stringe il cerchio attorno a Messina Denaro

LIANA MILELLA ROMA — Arriva all’ultimo momento, pochi minuti alle nove. Il ministro dell’Interno Roberto Maroni entra soddisfatto negli studi Rai di via Mecenate a Milano dove sta per partire la terza puntata di Vieni via con me, talk show di Fabio Fazio e Roberto Saviano. Una settimana fa lo scrittore aveva parlato del potere della ‘ndrangheta al Nord che «interloquisce anche con la Lega». Adesso Maroni gli replica in diretta: «È un’affermazione ingiusta e offensiva, smentita dalle recenti operazioni fatte contro la ‘ndrangheta che hanno portato anche all’arresto di esponenti politici, ma non della Lega». Aveva chiesto subito la replica. Gliel’avevano negata. Lui ha insistito. Sette giorni dopo eccolo qua a elencare come «si combattono le mafie». Come, dal suo punto di vista, «in questi due anni le ha combattute questo governo». «Con l’arresto di tanti latitanti, cui ne mancano solo due Messina Denaro e Setola». Ad accoglierlo c’è Loris Mazzetti, capo struttura di Raitre. Restano in strada i giornalisti, per loro nessuna dichiarazione del-

Le tappe MAFIE

LEGA

PROTESTA

MEDIAZIONE

Lunedì scorso Saviano ha parlato delle infiltrazioni delle mafie al Nord

Saviano ha detto tra l’altro che “la ‘ndrangheta interloquisce con la Lega”

Maroni e la Lega hanno contestato Saviano. Il ministro ha invocato il diritto di replica

Maroni ha ottenuto di intervenire dopo la mediazione di Ruffini, direttore di Rai Tre

la criminalità organizzata al cuore del suo patrimonio economico. Sequestriamo e confischiamo patrimoni immensi per restituirli alla comunità degli onesti». I numeri: «35mila beni per 18 mi-

liardi di euro». Prosegue: «La mafia si combatte contrastando il suo insediamento territoriale». L’ultimo affondo: «Si lotta la mafia cambiando le regole della spesa pubblica. L’aveva intuito Gae-

tano Salvemini. Il federalismo è l’unica via per risolvere la questione meridionale. Date all’Italia una costituzione federale». Maroni lascia lo studio dopo pochi minuti. Vieni via con me prosegue. C’è la sorella di Cucchi. Luigi Manconi che recita i dati drammatici delle carceri. L’immigrato che stava sulla gru di Brescia («Ho avuto la forza per sopportare freddo e fame. E la fede in Dio perché solo lui ha il potere di aiutare»). Si ride con Corrado Guzzanti («Niente diritto di replica» previene Fazio). Dirompente: «Maroni vuole lottare contro l’islam togliendo il velo alle donne, Berlusconi le mutande». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il “desiderio impossibile” di Fazio: la tv parli di politica e la politica non si occupi di tv

lenziosa, difficile da monitorare ma assolutamente evidente. Una ricerca del 2008 dell’Istituto superiore di Sanità nelle province di Napoli e Caserta certifica un aumento della mortalità per tumore del polmone, fegato, stomaco, rene e vescica e di malformazioni congenite. Questi sono più numerosi vicino ai siti di smaltimento illegale. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità parla di un aumento vertiginoso delle patologie di cancro in questa zona: la percentuale è più alta del 12% rispetto alla media nazionale.

La Campania è invasa dalle ecoballe. Ci vorranno 56 anni per smaltirle tutte Ecco, questo è lo stato in cui 16 anni di impotenza dello Stato e di potere criminale hanno ridotto la Campania. Eppure la fine dell’emergenza è stata annunciata per ben sette volte dal nostro capo del governo: era già risolta nel luglio di due anni fa. Dopo decenni di crisi dei rifiuti, di napoletani identificati con la spazzatura, della perdita di ogni speranza di veder cambiare la propria città, mi viene in mente Eduardo che recitava: è cos ’e niente. Ci siamo abituati a dire sempre è cos ‘e niente. Ci levano il diritto della vita, ci tolgono l’aria, e è cos ’e niente”. Temo che a forza di sentircelo dire rischiamo di diventare anche noi cose ‘e niente. Il testo è una sintesi del monologo trasmesso a “Vieni via con me” © RIPRODUZIONE RISERVATA

l’esponente leghista, né tantomeno il permesso di seguire la trasmissione in diretta. Maroni entra, va in camerino, dopo pochi secondi i due conduttori vanno a trovarlo. Incontro «sereno e tranquillo, senza tensioni» dirà chi stata fuori dalla porta. Ritocco di fondotinta e cipria, Maroni aspetta un’ora per andare in diretta, dopo lo stacco della pubblicità. Prima Saviano parla a lungo dei rifiuti di Napoli. Il registra Gabriele Salvatore legge le promesse disattese di Berlusconi ai napoletani. Fazio fa l’elenco dei «desideri impossibili», come quello di «un Balotelli che possa giocare senza che i cori nazisti gli rompano le balle» o di «una tv che si occupi della politica senza che la politica si occupi della tv». O che «nessun giornale faccia mai più una raccolta di firme contro Saviano, che non è un partito, ma molto di più, è una persona». Applausi, ritmati. Zingaretti e Fabio leggono «i vantaggi» scritti da Carlo Freccero. Il commissario Montalbano canta Vieni via con me di Paolo Conte. «It’s wonderful...». Applausi, per Fazio. Sono le 22. Immagini e audio della bomba di piazza della Loggia a Brescia. Del ’74. Strage impunita nel 2010. Manlio Milani, presidente dell’associazione delle vittime, legge l’elenco degli otto morti, la moglie compresa. Le lancette segnano le 22 e 03. Fazio introduce Maroni. Monologo all’insegna dello slogan «ecco come si combattono le mafie». «Le mafie si combattono dando la caccia ai superlatitanti. L’ultimo che abbiamo catturato è stato Iovine. Prima Strangio e Raccuglia. Sono solo alcuni dei boss messi al carcere duro. Mancano Michele Zagaria e Matteo Messina Denaro, ma il cerchio si stringe attorno a loro». Ancora: «Da oltre due anni colpiamo

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Carfagna, media Letta. Lei: fatti, o vado via La Mussolini minaccia: non voterò la fiducia se la ministra non mi chiede scusa GIOVANNA CASADIO ROMA — Ci ha provato Gianni Letta in una lunga telefonata con Mara Carfagna a riportare ordine nel caos. Ma la ministra è sempre decisa a lasciare l’incarico, il posto di deputata e il partito se non ci saranno «fatti concreti». Ovvero la testa di Nicola Cosentino, il ricambio del Pdl campano ormai «comitato d’affari», una gestione

ministra per le Pari Opportunità che insulta le donne». La ministra non sembra pentita di quel “vajassa”. Con Letta hanno parlato dei rifiuti e del decreto sullo smaltimento (ancora non chiuso) che le pressioni di Cosentino e soci vorrebbero cambiare assegnando ai presidenti delle Province di Napoli e Salerno, Luigi Cesaro e Edmondo Cirielli la competenza. Mentre la Carfagna,

come le opposizioni, insiste perché la gestione dei termovalorizzatori sia del governatore Caldoro. La partita si muove tra politica, camorra e incarichi. Mussolini aveva insinuato il passaggio di Carfagna nelle file di Fli, al seguito di Italo Bocchino. Cirielli il 17 novembre ha inviato una lettera a tutti i deputati del Pdl: «Cari colleghi, mentre l’Udc e i finiani preparano l’assalto più ignobile al

nostro leader e presidente, Silvio Berlusconi, il ministro del Pdl, Mara Carfagna a Salerno prepara una coalizione con Udc e finiani contro il suo partito. Solo una considerazione: vergogna!». E per rincarare la dose, sempre Cirielli ieri ha difeso Cosentino («Una persona corretta, moderata, altro che l’arroganza e la prepotenza tipica dei camorristi»); consiglia alla Carfagna di «tacere per gratitu-

dine, perché deve tutto al premier»; la accusa di avere voluto «piazzare uomini suoi in giunta che però non erano in grado». Anche Cesaro rivendica la trasparenza dei propri atti e minaccia querela a chi gli dà del colluso. Un clima da resa dei conti non nuovo nel partito di Berlusconi: l’elezione di Caldoro a governatore della Campania fu accompagnata dalla creazione di falsi dossier.

Carfagna vedrà Berlusconi nei prossimi giorni. Giura: «Non mi sento più sola». È rinfrancata dai riconoscimenti avuti, da Frattini, da Gelmini e soprattutto da Ignazio La Russa che ha ammesso: «Un problema legato a Cosentino esiste». La difende Lupi: «Basta attaccarla». Riceve centinaia di messaggi di sostegno su Facebook e l’appoggio dell’opposizione. Casini, il leader Udc: «Fa una

Lunga telefonata del sottosegretario: “Non dimetterti né dal governo né dalla Camera”

Sul web ondata di messaggi di sostegno alla titolare delle Pari opportunità

trasparente dei rifiuti in Campania. Però ad alzare il livello della turbolenza nel Pdl ci pensa Alessandra Mussolini. La nipote del Duce, deputata del Pdl, non è disposta a ingoiare quell’insulto in napoletano («Vajassa») che la Carfagna le ha rivolto in un’intervista. «Voglio pubbliche scuse dice Mussolini - se no non voto la fiducia il 14. Avevo posto una questione politica alla Carfagna, ho avuto in risposta un insulto e non voto per un governo dove c’è una

battaglia giusta». Luxuria si schiera pro Carfagna: «Io attendo da 4 anni le scuse della Mussolini». Il segretario Cgil, Susanna Camusso: «Si ascoltino le ragioni politiche della Carfagna». Il rischio è che la si butti in baruffa tra donne - lei e la Mussolini - obiettivamente «un livello di scontro non eccellente», afferma Emma Bonino, leader radicale che ieri sera in tv da Saviano ha letto l’elenco sul “corpo delle donne”.

Il caso

LA LETTERA DI CIRIELLI In una lettera ai parlamentari pdl, Edmondo Cirielli, presidente della Provincia di Salerno, accusa la Carfagna: “Prepara un’alleanza con con Udc e Fli. Vergogna!”

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Braccio di ferro tra Pari opportunità e Comuni

Ora Mara incalza la Lega “Via le ordinanze razziste delle giunte nel Bresciano” DAL NOSTRO INVIATO PAOLO BERIZZI BRESCIA — All’inizio erano casi isolati. Adesso è diventato un braccio di ferro. Da una parte i sindaci — soprattutto leghisti, ma anche Pdl — della provincia di Brescia e le loro ordinanze creative contro gli immigrati (una decina quelle denunciate finora). Dall’altra il ministero delle Pari opportunità. Che attraverso il suo ufficio anti-discriminazioni razziali (Unar), dopo essere intervenuto ripetutamente per stoppare l’offensiva delle amministrazioni contro la residenza e l’ospitalità straniera, adesso dice basta. Che il vaso è colmo l’Unar lo scrive in una lettera inviata al primo cittadino leghista di Bassano Bresciano, ultimo capitolo del botta e risposta sui diritti degli immigrati. Dopo avere rilevato la «discriminazione» contenuta nell’ennesima ordinanza irrituale finita sotto la sua lente d’ingrandimento (la n°406 del 12 gennaio 2010, la materia è la solita: «modalità di iscrizione nell’anagrafe della popolazione residente»), l’ufficio del ministero guidato da Mara Carfagna invoca ora un intervento deciso. Che metta fine alle provocazioni dei sindaci “lumbard” e alla deriva delle sperimentazioni in atto nel “laboratorio Brescia”. «Visto il ripetersi di comportamenti simili da parte dei primi cittadini di molte realtà comunali — è scritto in una missiva partita da Largo Chigi — si chiede che si trovino adeguati mezzi attraverso i ministeri competen-

CAMPAGNA DEL PD Tre manifesti anti-Lega del Pd saranno affissi in Veneto e Lombardia: riguardano le quote latte, la “cricca” e lo scudo fiscale

ti e le associazioni a cui gli enti territoriali fanno riferimento, al fine di approfondire e dibattere in termini giuridici il tema dei poteri degli stessi sindaci». In sostanza, è il messaggio, ordinanze subdole e prove muscolari nei confronti degli immigrati, da ora in poi non devono più essere tollerate. La storia va avanti da mesi. E non è un caso, forse, che lo “sce-

DIMISSIONI Il ministro Mara Carfagna ha annunciato che si dimetterà da ministro e da parlamentare dopo aver votato la fiducia

riffato” leghista abbia attecchito in una provincia il cui capoluogo, Brescia, recentemente è balzato agli onori delle cronache per alcuni provvedimenti singolari messi in pista dalla giunta a guida Pdl-Lega: prima i guanti igienici sugli autobus frequentati dagli immigrati. Poi l’invio — per ora solo in fase sperimentale — di vigili urbani armati sulle stesse linee dei mezzi pubblici. Nel solco

dei soli delle Alpi di Adro, e prima ancora dei bonus bebè solo agli italiani e dell’operazione White Christmas di Coccaglio (via gli stranieri irregolari entro il Natale scorso), molti amministratori bresciani si sono messi in scia: hanno iniziato un’opera di regolamentazione — di fatto una deregolamentazione — il cui obiettivo è quello di mettere i bastoni tra le ruote agli stranieri. Da Roc-

Le ordinanze GUANTI SUI BUS Offerti dal Comune bresciano guanti bianchi igienici a chi sale sui bus delle linee più frequentate dagli immigrati

VIGILI ARMATI

Il caso

Lettera di minacce a Bindi e D’Alema Napolitano: basta intimidazioni

MINACCIATI Rosy Bindi, presidente Pd, e Massimo D’Alema, presidente del Copasir

ROMA — Una lettera di minacce indirizzate alla presidente del Pd, Rosy Bindi, e al presidente del Copasir, Massimo D’Alema, è arrivata ieri mattina alla sede dell’Ansa di Bari. «Rosy Bindi e D’Alema ne hanno per poco» questo il testo scritto a mano su un foglio e firmato “Nuclei Rossi Armati”. Messaggi da solidarietà ai due dirigenti del Pd sono arrivati da tutto il mondo politico. E anche il capo dello Stato Giorgio Napolitano ha espresso «ferma condanna di ogni forma di intimidazione politica e preoccupazione per il diffondersi di tale fenomeno».

Il Comune ha intenzione di piazzare vigili urbani armati sugli autobus di linea più utilizzati dagli stranieri che vivono in città

CONTROLLI IGIENICI Diversi sindaci della provincia di Brescia hanno avviato controlli igienici nelle abitazioni private degli immigrati

cafranca a Castelmella, da Bassano a Calcinato, da Chiari a Verolanuova fino a Gavardo, le giunte del Carroccio (e di liste del centrodestra) hanno preso ad applicare lo stesso schema in materia di iscrizione anagrafica, residenza, ospitalità e verifica delle condizioni igienico sanitarie abitative. In pratica: l’intero pacchetto che riguarda i cittadini stranieri che vivono o vorrebbero vivere in paese. Ecco, per disincentivarne la residenza i sindaci lumbard hanno elaborato norme accessorie: tetti minimi di reddito (5mila euro), contratti a tempo indeterminato, schedature degli appartamenti che ospitano immigrati, obbligo di fornire dati precisi su chiunque vi trascorra anche solo un giorno. Partite le segnalazioni, l’Unar è sempre intervenuto tempestivamente. In cinque casi (gli ultimi sono Bassano e Gavardo) oltre agli ispettori della Carfagna è intervenuta anche la prefettura: e i firmatari delle ordinanze sono stati invitati a fare marcia indietro. A far da cane da guardia, mobilitando prefettura e ministero, ci ha pensato spesso la Cgil. «Queste ordinanze hanno una regia precisa — ragiona Damiano Galletti, segretario della Camera del lavoro di Brescia — mirano a togliere diritti inviolabili agli immigrati. I sindaci oltretutto non hanno l’autorità per imporre questi vincoli. È la legge dello Stato che comanda. Per fortuna il ministero delle Pari opportunità se ne è accorto». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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IL GOVERNO ALLA PROVA POLITICA INTERNA

MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010

■ 10 FINI

BONINO

D’ALEMA

CICCHITTO

Per il presidente della Camera “gli italiani si sentono insicuri e non hanno bisogno di spot, vanno invece rassicurati”

La leader dei radicali esclude qualsiasi trattativa sul governo: “C’è solo un’apertura al dialogo”

Secondo il dirigente del Pd “il dopo Berlusconi sarà una sorta di dopoguerra con il Paese da ricostruire”

Il capogruppo Pdl alla Camera definisce “inutile” la polemica sul simbolo: “Fli vuole solo ricattare la maggioranza”

Hanno detto

Fli e Berlusconi alla guerra del simbolo “È una comproprietà”. “No, è nostro” Pdl e Lega: niente armistizio con Casini. Il leader Udc: voto la sfiducia ROMA — Come in tutti i divorzi politici che si rispettino, scatta anche la guerra del simbolo. Italo Bocchino alza la palla: «Il nome e il logo del Pdl sono in comproprietà con Fini e Berlusconi non potrà usarli in caso di elezioni». Il capogruppo di Fli alla Camera si riferisce all’ipotesi di una nuova formazione politica che il premier avrebbe in mente di creare. Nome e simboli inediti. Bocchino però avverte: «La formula “vero centrodestra” è stata depositata da noi all’ufficio brevetti di Roma». La guerra è fatta di colpi bassi , feroci punture di spillo. Sandro Bondi la interpreta proprio così attaccando: «Bocchino fa delle provocazioni da lite condominiale». Ma nella sede del Pdl vengono spulciate le carte, consultati gli avvocati. Alla fine la “sentenza”: «L’agenzia della Unione europea sui marchi conferma la no-

Il caso

(segue dalla prima pagina)

FILIPPO CECCARELLI TESSE linee e ombreggiature che trovano il loro degno coronamento nell’immancabile nastro tricolore, a sua volta mutuato da quel fortunatissimo rotolone di carta igienica che svolazzava dotato di autonoma spinta propulsiva. Giù le mani dal mio simbolo! Con disarmante regolarità s’impongono all’attenzione le scaramucce sulla più controversa titolarità. Ieri i finiani, carte alla mano, hanno messo in discussione quella del Pdl rivangando presunti atti costitutivi ed elenchi di pretesi intestatari; ma appena un mese fa si è venuto a sapere che zitti zitti e quatti quatti, due sconosciuti operatori aderenti alla Dc del sottosegretario Pino Pizza, che in materia di emblemi dispone di una certa praticaccia, avevano depositato all’Ufficio Brevetti lo stemma prematuro di Futuro e libertà; e, visto che c’erano, si erano impossessati anche dell’ipotetico appellativo che a quel tempo le cronache attribuivano all’eventuale «Partito della Nazione» di Casini. Fattosi d’oro nel 2008 con il glorioso scudo crociato, e per questo in rapporti di mutua e sperimentata gratitudine con il

S

La tesi del Pdl...

...e quella di Fli

REGISTRATO

LISTA

COMPROPRIETÀ

STATUTO

I berlusconiani sostengono che il marchio “Pdl” è registrato a Bruxelles a nome di Berlusconi

Il sindaco di Terzigno sostiene di aver registrato il nome “Pdl” per la sua lista alle comunali

Il finiano Bocchino sostiene che il simbolo è in comproprietà tra Fini e Berlusconi

Lo statuto del Pdl recita che solo “il presidente e il vice in accordo possono gestire il simbolo”

stra posizione. Il titolare del simbolo è Berlusconi». Forse si arriverà alle carte bollate, com’è successo in passato. È quello che teme Fabrizio Cicchitto stupito da una «polemica senza senso». Bocchino rilancia: «Conta l’atto notarile, non la Ue. Berlusconi non può usare quel nome, che è in comproprietà, fino al 2014». A sorpresa spunta il sindaco di Terzigno Domenico Auricchio: «Il simbolo è mio e il titolare è solo il premier». Ma sono

schermaglie di prova in vista del 14 dicembre, giorno della doppia fiducia. Fli mette nel conto anche un voto contro la riforma Gelmini sull’università se non verranno accettati i suoi emendamenti. «Berlusconi può uscirne solo aprendo una nuova stagione altrimenti sarà sfiduciato», dice Bocchino. Pier Ferdinando Casini scioglie il mistero dopo le sue parole di domenica su un possibile armistizio. «Siamo un partito di opposizione e il 14 voteremo la

sfiducia», annuncia il leader centrista. Del resto la risposta di Pdl e Lega alla sua iniziativa era stata negativa. Gianfranco Fini critica il governo da un altro versante. Al convegno sulla sicurezza, organizzato dal Forum giustizia del Pd con Andrea Orlando, Marco Minniti e Emanuele Fiano, il presidente della Camera avverte: «La percezione di insicurezza negli italiani rimane. E la lotta alla criminalità presuppone risposte articolate senza ricorrere agli spot».

Ma nel suk incrociato dei marchi rubati pure Fini rischia lo scippo Cavaliere, Pizza ha tuttavia preso le distanze dall’appropriazione non si sa quanto indebitamente eseguita dai suoi seguaci. E quindi li ha sospesi dalla sua micro-Dc, sia pure in via provvisoria, o cautelare, perciò rinviando la questione al verdetto dei probiviri. Non si ha qui il cuore di sapere come è poi finita con l’evanescente tribunale del partitino, il

sospetto è che non sia ancora finita, ed è quasi un eufemismo perché questo genere di dispute di norma proseguono per anni e anni tra rinvii, diffide, pronunciamenti e ricorsi, pure d’urgenza, fino a vivere di vita propria, non di rado ben al di là delle motivazioni che le hanno originate. Ma nel frattempo, come si nota, il processo di attorcigliamento verso il basso sta imboccando

strade anche piuttosto bizzarre, oltre che lastricate di cattive intenzioni. Per cui il sospetto è che così come ieri alcuni specialisti vicini al mondo berlusconiano erano in qualche modo riusciti a fare un simbolico e preventivo dispetto ai finiani, oggi questi ultimi hanno risposto emblematicamente rendendo la pariglia ai pronti squatter del Cavaliere. Là dove, tra i due eventi, si può

ALESSANDRA LONGO BELPAESE LA MEMORIA CENSURATA

al 1971 in poi, una mano tuttora ignota censurò le memorie di Alcide Cervi («I miei sette figli»), un racconto raccolto da Renato Nicolai nel 1955, in stretta collaborazione con l’allora Commissione stampa e propaganda del Pci. Nelle edizioni degli Anni Settanta sparì dal testo la parola «comunisti» sostituita da «democratici», e furono eliminate intere frasi. Via i riferimenti a Stalin, via l’entusiasmo di «papà Cervi» per il modello sovietico. Perché? Forse per «allinearsi» alla nuova strategia di comunicazione del partito. Così scrive Luciano Casali nell’introduzione all’edizione originale pubblicata da Einaudi che sarà presentata alla Provincia di Roma giovedì prossimo, 25 novembre, esattamente 67 anni dall’arresto dei fratelli Cervi. Inutile dire che nell’ultima versione riaffiorano i «comunisti».

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PIZZA E LA DC Pino Pizza con alle spalle il simbolo dello scudocrociato. Lite infinita sull’uso della sigla della Dc

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Il centrosinistra evoca scenari apocalittici per il dopo Berlusconi. «Sarà una sorta di dopoguerra per il Paese - è l’opinione di Massimo D’Alema -. Il bilancio del decennio berlusconiano è catastrofico. Noi saremo chiamati a compiti di ricostruzione». Si avverte chiaramente il richiamo al Cln anti-Cavaliere su cui dovrebbe poggiare il governo di transizione. Oggi Pier Luigi Bersani incontrerà Marco Pannella. I radicali, la scorsa settimana, avevano annunciato l’apertura di un dialogo con il Pdl, proprio alla vigilia del voto sulla fiducia. Emma Bonino chiarisce: «Non abbiamo avviato nessuna trattativa per i voti dei 6 deputati radicali alla Camera. La crisi del governo mi pare manifesta. Ma sono contenta che la nostra iniziativa abbia smosso l’inerzia del Pd». (g.d.m.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Dispute storiche

SCUDOCROCIATO Il simbolo della Dc dopo la rottura del Ppi va a Buttiglione, il nome a Bianco

FALCE E MARTELLO Nel 1991 quando scompare il Pci liti furibonde tra il neonato Pds e Rifondazione

GAROFANO Morto Craxi il nome Psi e il garofano sono contesi da Nencini, Zavattieri e Bobo Craxi

notare come l’usurpazione reciproca e incrociata, lo scippo simmetrico e scambievole nonché l’inganno capriccioso a somma zero costituiscono l’unica stralunata risorsa narrativa; ma in fondo anche una rimarchevole testimonianza di come l’odierna politica possa diventare vittima del suo stesso vuoto espressivo, oltre che programmatico e ideale. È sintomatico in effetti come l’odierno ceto politico e di governo si agiti tanto per quegli sgorbi tipografici che non hanno storia né più scaldano il cuore se non ai professionisti, ai collezionisti, ai predoni e ai copioni di marchi. Inutile dire che un tempo non era così, e che il vecchio armamentario di scudi crociati, falci e martello, fiamme tricolori e alla fine anche garofani, forse, comunque faceva leva e traeva energia dalle componenti prerazionali, emotive e inconsce del vincolo politico e delle stesse appartenenze ai partiti che li mettevano sulle bandiere e in casi estremi anche nella bara dei militanti e dei leader, per l’ultimo viaggio. Le aspre e anche buffe contese sull’eredità di tali utensili occupano gli anni 90, con grandi introiti per una classe di avvocati espertissimi, e in parte si concludono al cospetto di un paesaggio simbolico che a tratti


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MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010

Il retroscena

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Il Cavaliere è convinto di poter ottenere la fiducia il 14 dicembre: “Altrimenti ci sono le elezioni”

Forza Italia, la nostalgia del premier “Cambio il nome, pronti a votare” ALBERTO D’ARGENIO ROMA — La parola d’ordine è una: accelerare sul nuovo partito. Sono settimane che Silvio Berlusconi pensa alla rottamazione del Pdl - un logo sempre meno amato - per tornare all’antico, a un soggetto politico in stile Forza Italia. E ora che i finiani minacciano il ricorso alla magistratura per impedire al Cavaliere l’uso del simbolo dopo la cacciata del co-fondatore Fini, agli occhi del premier il timore della trappola giudiziaria è diventato una certezza. «Non possiamo lasciare spazio alle ritorsioni legali dei vari Bocchino e Granata», diceva ieri Berlusconi ai suoi. La paura è quella di una battaglia legale che blocchi il partito in cam-

SFIDUCIA Il leader Udc Pierferdinando Casini

sembra ricalcare un immaginario infantile si direbbe nutrito da cartoni animati: alberi, foglie, margherite, soli che ridono, arcobaleni, guerrieri con spadoni, bimbi che fanno il girotondo, asinelli, orsetti, gabbiani. Ma quella fase sembra superata e ormai da anni si va per simboli come all’Ikea. Un giorno Veltroni dice verde, e il Pd si fa verde, poi arriva Bersani e dice che magari si potrebbe anche cambiare, forse ritorna l’ulivo,

La curiosità A CHI SI RIFERIVA? Berlusconi che si tocca con l’indice la tempia come per dire “quello là è matto”. Il gesto, colto al vertice di Lisbona, ha concluso uno scambio di battute con il romeno Basescu, il quale prima aveva parlato con Sarkozy. Resta il giallo: a chi si riferiva il premier italiano?

pagna elettorale o, ancora peggio, di una serie di ricorsi ai vari Tar per mettere in discussione l’esito delle elezioni anticipate. Che per il premier rimangono un’opzione concreta. Per ora va

avanti la caccia ai voti alla Camera (gli ultimi avvicinati dai talent scout del Cavaliere sono due deputati del Pd, uno eletto in Piemonte e uno in Lombardia) per arrivare al 15 dicembre in una

«posizione di forza» e decidere poi se provare ad andare avanti o chiedere al Capo dello Stato le elezioni. Con o senza nuovo partito. «Io la fiducia la avrò - ripete ai suoi fedelissimi - altrimenti si

va a votare. E solo se avrò la maggioranza, tratterò con Casini. Fino ad allora, non se ne parla». Intanto la nostalgia del premier verso Forza Italia cresce, e quelle che erano idee ora sono diventate una certezza: «Dobbiamo tornare a quel modello, un partito giovane e leggero sulla falsa riga dei Tea Party americani». I tempi per disegnare il postpredellino sono stretti, visto che Berlusconi non spera più di tanto in un accordo con l’Udc. Già a marzo, magari il 27, giorno del primo trionfo elettorale del 1994. E la nascita di un nuovo partito gli darebbe anche l’occasione per fare piazza pulita dell’attuale dirigenza del Pdl passando ad un coordinatore unico che sostituisca l’ormai logoro triumvirato. La Russa, ad esempio, da molti pidiellini è visto come il primo responsabile della rottura con Fini. Verdini è inseguito dalle inchieste giudiziarie e Bondi è sotto scacco per il crollo della casa dei gladiatori di Pompei. Eppure un uomo di governo molto vicino al premier non nasconde i problemi che il lancio di un nuovo partito comporterebbe: «A Forza Italia non possiamo tornare, sarebbe un problema per gli elettori e la classe dirigente proveniente da An. E poi i tempi sono stretti e

Il nuovo marchio sarebbe l’occasione per sostituire pure i coordinatori Bondi, La Russa e Verdini

un germoglietto, forse no perché c’è chi non vuole. E intanto Fini si mette lì dentro, enorme, nel cerchio; e Casini pure, poi si toglie, ma l’altroieri era già ritornato con caratteri rosso fuoco; e Berlusconi vuole dare un altro sogno e allora anche lui sta per cambiare; ma non c’è nulla più che venga dal basso, che sarebbe anche un po’ la realtà. E l’arbitrio della meccanica e della liturgia post-simbolica indossa i sacri, intoccabili paramenti del marketing emozionale.

la scelta di un nuovo simbolo e il suo lancio non si fanno in cinque minuti». Ma sul marketing, il Cavaliere ha diverse carte da giocare. E avverte di poter chiudere l’operazione «in poche settimane». Sul binario parallelo vanno avanti i preparativi per il D-day del 14 dicembre. Un peso massimo della Lega confida che Bossi e Berlusconi «sono certi di prendere la fiducia». Anche se il rischio è quella di avere numeri risicati. «Con quelli non potremmo governare», confida un esponente di governo del Pdl. Eppure una speranza c’è. La scommessa del premier è quella di un «rovesciamento psicologico di chi credeva di aver vinto e invece si trova sotto e torna da noi che siamo di nuovo in una posizione di forza». Strategia che spiega uno dei leader della Lega: «Per noi si deve votare. Se poi Berlusconi decide di andare avanti non esiste farlo con l’Udc. Al massimo abbiamo in cantiere una strategia che ci permetterà se non di recuperare Fini per lo meno di portare dalla nostra parte molti dei suoi, per spaccargli i gruppi con una serie di proposte per rilanciare il Paese, tanto nel pubblico quanto nel privato».

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Attorno ai simboli di partito, dagli anni 90, si sono sviluppate querelle e cause giudiziarie


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LA CRISI DELL’ECONOMIA ECONOMIA

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Irlanda, il governo isolato stangata fiscale e poi elezioni Moody’s abbasserà il rating. Euro e mercati giù DAL NOSTRO CORRISPONDENTE ENRICO FRANCESCHINI LONDRA — L’accordo per salvare il paese dai debiti sarà l’ultima decisione presa dal governo di Dublino. «Dopo l’approvazione del budget e l’accordo sul prestito con Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale, chiederò la dissoluzione del Parlamento e andremo a votare», annuncia alle sette di sera il primo ministro irlandese Brian Cowen. Una decisione che appariva scontata da giorni, ma che diventa inevitabile quando ieri mattina i Verdi, alleati di Fianna Fail, il partito di centro di Cowen, nella coalizione di governo, domandano elezioni anticipate. E’ la stessa richiesta di giornali, sindacati, opposizione. Ma mentre l’opposizione vorrebbe andare alle urne subito, a dicembre, i Verdi suggeriscono gennaio ed è evidentemente la data che anche il premier ha in mente. «Per ora non mi dimetto», dice il primo ministro, davanti a giornalisti e telecamere. «Servire l’interesse nazionale è più importante degli interessi di parte», continua, osservando che in questo momento l’interesse nazionale è concludere i negoziati per il salvataggio delle banche con l’aiuto

Al via una maxi manovra da 15 miliardi di euro tra tagli alla spesa e nuove imposte della comunità internazionale e approvare il nuovo budget per ridurre il deficit. «Ci sarà tempo per dare la parola agli elettori, affinché indichino chi dovrà continuare su questa strada», conclude Cowen. «Ma perdere tempo ora, con una crisi politica, non sarebbe nell’interesse del Paese». Bisognerà vedere se il Paese è disposto a dargli un altro mese o due di tempo. La rabbia che covava da giorni è esplosa ieri nelle strade, con cortei di protesta attorno al parlamento e alla sede del governo: nessuna violenza grave, ma spintoni e incidenti tra dimostranti e polizia, in un clima plumbeo. Gli irlandesi si sentono umiliati dalla «perdita di sovranità», condizione necessaria per ottenere il prestito di circa 90 miliardi di euro, da restituire in tre anni, con cui sanare i debiti delle banche e dello stato. In cambio di quella montagna di soldi, il governo ha concordato con gli inviati della Ue e del Fmi un piano di austerità per 15 miliardi di euro di ulteriori tagli alla spesa pubblica e aumenti fiscali: un sacrificio enorme imposto a una popolazione di appena 4 milioni e mezzo di abitanti, già colpita duramente dalla recessione, dall’indebitamento privato, dai tagli precedenti. Giuste o meno che siano tali misure, l’opinione pubblica non accetta di essere la sola a pagare: perciò appare certo che, quando si voterà, Cowen e la sua coalizione perderanno il potere. L’incertezza politica in Irlanda, insieme ai timori di un «contagio» che metta in ginocchio anche il Portogallo e perfino la Spagna, si riflettono nella reazione dei mercati. Ci si aspettava un lunedì di risalita, dopo la notizia dell’accordo per il maxi-salvataggio irlandese annunciato domenica sera: invece tutte le Borse hanno perso terreno e l’euro

IL PREMIER Il primo ministro irlandese Brian Cowen

ha chiuso al ribasso, a quota 1,36 nel cambio col dollaro. Il segno di un’instabilità permanente, che non accenna a passare e dunque preoccupa non solo i paesi più piccoli finora colpiti dal tracollo, ma tutta l’eurozona. Oltretutto l’accordo di Dublino non è ancora definito. Oggi si dovrebbero conoscere i dettagli della manovra finanziaria, ma ci vorranno ancora alcuni giorni per stabilire l’esatto ammontare degli aiuti. Chi si è già impegnato ufficialmente è la Gran Bretagna, che promette di offrire all’Irlanda un prestito bilaterale di 8 miliardi di euro, da aggiungere al pacchetto stanziato dal fondo

di stabilizzazione della Ue. «E’ nel nostro interesse nazionale che le banche irlandesi si riprendano», affermava ieri davanti al parlamento di Westminster il ministro delle Finanze britannico George Osborne, definendo l’Irlanda «un amico in condizioni di bisogno». Il Regno Unito ha troppi investimenti nelle banche di Dublino per poter permettere che falliscano. Ma a non tutti gli irlandesi, memori della lunga dominazione britannica, fa piacere sentirsi chiamare «amico bisognoso» dall’ex-colonizzatore. Un’altra umiliazione, per l’Isola di Smeraldo che non brilla più. © RIPRODUZIONE RISERVATA

I giornali

BANCHE, BASTA COCCOLE Il quotidiano parla di una situazione umiliante: “Le banche vanno cambiate e non certo coccolate”

COME E’ POSSIBILE? “La Dichiarazione di dipendenza” è il titolo del quotidiano: “Come siamo arrivati a tanto?”

PAGARE GLI STIPENDI Spazio al ministro Lenihan: “Essenziale che gli stipendi siano pagati senza interruzioni”

L’intervista

“Scenari infausti se non si frena la fuga dei depositi dalle banche”

Il premio Nobel Spence “Ultima lezione per l’Europa non ci sarà una prossima volta” EUGENIO OCCORSIO ROMA — «La crisi irlandese è gravissima e se non si riesce a fermare la caccia dei depositanti ai loro conti bancari si apriranno scenari davvero infausti, perché man mano che si accentua la corsa alle banche si riduce la fiducia nei governi, sia nazionali che comunitario». Michael Spence, premio Nobel 2001 per l’economia, una lunga carriera accademica sia in Europa che in America e oggi docente alla New York University, non usa mezze misure: «Questa lezione dev’essere davvero l’ultima: l’Unione Europea, o almeno l’Eurozona, deve diventare un gruppo molto più coeso, solido e in grado di attuare politiche fiscali e monetarie unitarie. Non ci saranno prove d’appello». Trichet ha detto che non è la crisi dell’euro ma della finanza... «Ha ragione tecnicamente. Ma politicamente rischia di saltare l’intera costruzione europea. Crisi dopo crisi, il fronte si allarga, la fiducia crolla, la pazienza dei membri più forti viene meno. Cos’altro deve accadere per convincere i paesi europei a creare un forte governo unitario, in grado di imporre tasse, di varare provvedimenti anche infrastrutturali validi per tutti, di attivare i controlli sulle banche, insomma di fare insieme in modo cogente quello che i paesi fanno separati, spesso

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Le tasse

Giusto tassare i cittadini Se invece si incoraggiano le imprese ad andarsene si rischia di aggravare ulteriormente la situazione

male come si vede?» Ma i vincoli di Maastricht che ruolo hanno avuto? «Proprio Francia e Germania hanno dato l’esempio che così stringenti non erano. Comunque vanno rivisti rendendoli più flessibili e insieme più imperativi con ferrei meccanismi di controllo: è la direzione in cui si cerca di andare, ma quello che si è fatto finora rimane allo stadio teorico. Il discorso è sempre lo stesso: se c’è l’euro, e quindi non c’è più la possibilità di risolvere con svalutazioni competitive le singole crisi, occorre che i paesi rinuncino a fette ulteriori della propria sovranità».

IL NOBEL Michael Spence, ha ricevuto il Nobel per l’Economia nel 2001

Non va in direzione opposta la decisione di Dublino di tenere le tasse sulle imprese sotto la media? «Su questo occorre riflettere attentamente: è dura per i cittadini, ma se si incoraggiano le aziende ad andarsene si rischia di aggravare ulteriormente la situazione». Nel rischio-contagio che si respira, l’Italia è esposta? «Realisticamente oggi i problemi riguardano Irlanda, Spagna e Portogallo. L’Italia può considerarsi ragionevolmente tranquilla per tre motivi: 1) l’allungamento del debito procede bene; 2)non a caso pagate un’infinità di tasse da anni; 3) i debiti pubblici sono alti ma quelli privati bassi, e quindi in caso d’emergenza il settore privato può soccorrere quello pubblico. Ecco, qui sta la differenza sostanziale con i tre casi a rischio che citavo». Anche Obama ha detto di seguire con trepidazione la crisi irlandese... «Perché può aggravare le tensioni accese con il quantitative easing, una misura che risolve solo in minima parte il problema dei debiti interni, non è garantito che porterà la liquidità ed essere investita nei settori in crisi a partire dalla case, aggrava le tensioni con il resto del mondo, compresi i paesi emergenti, che incasseranno solo più disoccupazione e inflazione». © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica

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ANDREA BONANNI

SINDACATI MOBILITATI Alta tensione a Dublino contro i tagli allo stato sociale ed al settore pubblico

BRUXELLES— La decisione dell'Irlanda di fare appello al Fondo di stabilizzazione europeo e l'immediata risposta positiva dei ministri della Ue potrebbero non bastare a calmare l'agitazione sui mercati. Ieri le borse sono andate in negativo, con i titoli bancari a trascinare la caduta, e anche i bond dei Paesi più esposti non hanno registrato il miglioramento che sarebbe stato lecito attendersi. La notizia che il governo di Dublino si dimetterà dopo l’approvazione del bilancio non ha certo contribuito a tranquillizzare gli animi. Ancora una volta, ieri, si è assistito ad una netta divaricazione tra le parole dei politici e delle istituzioni, tutti più o meno compiaciuti della celerità con cui l’Europa è intervenuta, e i comportamenti dei mercati, che mantengono un atteggiamento a dir poco sospettoso. Il governatore della Banca Centrale, Jean-Claude Trichet, intervenendo davanti al Parlamento europeo, ha detto che «il governo irlandese ha preso la decisione giusta» rivolgendosi al Fondo per aiuto, e si è compiaciuto per «l’immediata risposta della comunità internazionale». Trichet era stato il primo, se non l’unico, a criticare apertamente la richiesta tedesca di chiamare i privati e le banche a sopportare una parte dell’onere di eventuali default dei debiti sovrani europei, prevedendo che questo avrebbe destabilizzato i mercati. Ora però si dimostra relativamente ottimista. Il commissario europeo alle Fi-

PER SAPERNE DI PIÙ ec.europa.eu/index_it. www.imf.org

Eurolandia, rischio contagio Rehn: “Spegnere l’incendio prima che bruci la foresta Ue” Lisbona: noi non abbiamo bisogno di aiuti La stampa estera

ORA TORNARE ALLA CRESCITA

CONSENSO GIU’, SI VOTA

TASSE BASSE, SCANDALOSO

Il giornale inglese sottolinea: soltanto il ritorno alla crescita può fermare il contagio verso Spagna e Portogallo

Il consenso del premier Cowen è crollato dal 18% di luglio all’11 di novembre Inevitabile il ritorno al voto

Il quotidiano tedesco: prima l’Irlanda ci ruba le imprese e il lavoro con le sue tasse basse, poi tocca a noi salvarla

nanze, Olli Rehn ha definito la decisione di concedere il prestito all’Irlanda «un passo avanti determinante per conservare la stabilità finanziaria in Europa». Tuttavia l’effetto psicologico di rassicurazione che il Fondo avrebbe dovuto avere sembra essere svanito nel momento stesso in cui è stato chiamato ad intervenire. Ed ora la paura di tutti è che il varo dei finanziamenti a Dublino non basti a fermare il contagio. Lo stesso Rehn ha ammesso: «Siamo come pompieri chiamati a spegnere più incendi. Gli aiuti vanno bene ma

Trichet: “Dublino ha preso la giusta decisione” ma l’effetto sui mercati è stato minimo La Germania insiste perché il fondo di aiuto ai Paesi in difficoltà diventi permanente

bisogna darli finché si è in tempo. Occorre quindi spegnere l’incendio irlandese prima che si propaghi a tutta la foresta europea». Il primo a intervenire per cercare di fermare la reazione a catena è stato comprensibilmente il premier portoghese, Jose Socrates, il cui Paese è il prossimo nella lista degli anelli deboli della catena europea e già paga un prezzo elevato in termine di spread degli interessi sui suoi buoni del Tesoro. «Il Portogallo non ha bisogno di nessun aiuto — ha dichiarato ieri — credo che siamo stati penalizzati dalla

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mancanza di fiducia verso l’Irlanda. Quello di cui abbiamo bisogno è fare il necessario per approvare il bilancio e continuare nello sforzo di risanamento». Il Portogallo, contrariamente all’Irlanda e alla Spagna, non è stato particolarmente colpito dalla bolla speculativa immobiliare e le sue banche non hanno sofferto in modo particolare. Ma il governo stenta a riportare sotto controllo il deficit pubblico, che nel 2009 era al 9,3 per cento e che quest’anno dovrebbe scendere al 7,3 per cento. Anche la ministra degli esteri spagnola, Trinidad Jimenez, si affrettata a ricordare che Madrid «sta raggiungendo tutti gli obiettivi» di risanamento delle finanze pubbliche e si è compiaciuta del via libera al salvataggio dell’Irlanda che «dimostra come la solidarietà europea funziona». Ma, dietro questo sbarramento di dichiarazioni ottimistiche, i responsabili europei si rendono conto che quanto è stato fatto finora probabilmente ancora non basta. Tomas Mirow, presidente della Bers, la Banca europea per la Ricostruzione e lo sviluppo, ha dichiarato che l’Unione monetaria esige una integrazione ancora maggiore: «Dubito che sui tempi lunghi ci possa essere una unione monetaria senza meccanismi di trasferimento verso i Paesi in difficoltà». E il segretario di stato tedesco agli affari esteri, Werner Hoyer ha insistito perché «già al vertice europeo di dicembre si avviino i negoziati per un meccanismo permanente di stabilizzazione in Europa». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA PROTESTA DELLO SPETTACOLO ATTUALITÀ

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ARIANNA FINOS MARIELLA TANZARELLA ROMA — Fermi i set di Habemus papam di Nanni Moretti e Natale in Sudafrica con Christian De sica, Manuale d’amore 3 e Un medico in famiglia 7. Chiuso il sipario sulle prove alla Scala e sbarrato il Piccolo Teatro di Milano. Adesioni dal Carlo Felice di Genova, dal Petruzzelli di Bari, dal Regio di Torino, all’Opera di Roma, a Cinecittà. Meno adesioni nelle sale cinematografiche delle città italiane. Ieri, per tutto il giorno, si sono spenti i riflettori sui palcoscenici, per accendere un faro sulla più grave crisi dello Spettacolo italiano. Uno sciopero generale contro i tagli del governo a risorse e occupazione che ha coinvolto attori, registi, musicisti, maestranze, con la benedizione di esercenti, produttori e distributori. Dopo l’occupazione del “tappeto rosso” al Festival del cinema di Roma, ieri la protesta è diventata sciopero generale di categoria, indetto dalle principali sigle sindacali. Una manifestazione di grande impatto, anche se, rispetto a set e teatri, il fronte delle sale cinematografiche non ha dato

La Scala dà soldi

Siamo un’industria

Noi diamo fastidio

La Scala riceve dallo Stato 37 milioni di euro e ne paga 39 milioni in tasse

Non siamo pochi privilegiati ma 250mila lavoratori di un’industria

Diamo fastidio a un governo che non vuole che la gente pensi, solo che consumi

STÉPHANE LISSNER

MASSIMO GHINI

ETTORE SCOLA

Sovrintendente

attore

regista

Lo spettacolo si ferma “Dovete ascoltarci o si rischia la rivolta” Bondi: problemi reali. Ma pochi i cinema chiusi buoni segnali di adesione. Il ministro della cultura Sandro Bondi, che molti vorrebbero dimissionario, ha detto di comprendere le proteste che «nonostante certe strumentalizzazioni politiche pongono problemi reali». L’iniziativa principale, e più riuscita, è stata a Roma, alla multisala Adriano. Tra le duemila persone accorse, Ettore Scola, Paolo Sorrentino, Ennio Fantastichini, Massimo Ghini, Giulio

Scarpati, Giorgio Tirabassi, Valerio Mastandrea, Marco Tullio Giordana, Giovanni Veronesi. Non tutti rappresentanti sinda-

Ieri lo sciopero del settore: proteste da Milano a Bari. Fermi i set. Scarsa adesione nelle sale

cali o iscritti. Qualche fischio, anzi, ha accolto gli interventi dei sindacati. «Ci aspettavamo proposte concrete, ci siamo trovati davanti a troppi proclami generici», dice Lorenzo D’Amico di 100Autori, l’associazione che ha dato il via alle proteste. «Il sindacato deve capire che il mercato dell’audiovisivo è tra i più evoluti, non può essere affrontato con logiche contrattuali ferme agli anni ’70», sottolinea lo sceneggiatore An-

drea Purgatori. Al di là delle divisioni interne, è comune il fronte contro un governo che, per Mimmo Calopresti, «è alla resta dei conti, se nega il rinnovo alle agevolazioni fiscali, tax credit e tax shelter, rischia la rivolta». Polemico Angelo Barbagallo, vicepresidente dell’Anica: «Il ministro Brunetta ancora oggi ha detto che il mondo dello spettacolo non fa parte della cultura. Forse è quasi più importante non

far dire queste cose al ministro che rinnovare il tax credit». Dice il regista del DivoPaolo Sorrentino: «Keynes, un intellettuale che dovrebbe essere caro a questo governo, diceva: "Non c'è niente di male nello sbagliarsi di tanto in tanto, specialmente se ti scoprono subito". Ecco, non ci sarebbe proprio nulla di male se ci dicessero che si sono sbagliati a debilitare la cultura. Anche perché l'unica immagine che resta di una


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L’unica immagine che resta di un Paese nel tempo è solo ed esclusivamente la sua forza culturale

MARCO BELLOCCHIO

regista

FINANZIAMENTI RIDOTTI ALL’OSSO L’Italia è il paese che più ha usato la mannaia nei confronti del mondo dello Spettacolo

A Roma durante l’assemblea qualche fischio per i sindacati: “Datate le rivendicazioni”

mo parassiti. Non solo. Un Paese che non ha la possibilità di dare cultura ai cittadini è un Paese malato. Alla vigilia delle celebrazioni per i 150 anni, è paradossale che l’Italia non rispetti quei valori che la rendono unica» . Poco prima, il direttore del Piccolo Teatro, Sergio Escobar aveva definito vergognoso l'atteggiamento di uno Stato che considera "una seccatura" la Costituzione e uno dei suoi articoli fondanti, l’articolo 9

a gravità del momento per il mondo dello Spettacolo si vede anche da questo: la straordinaria unità nella disuguaglianza che si è creata tra le varie categorie dello spettacolo, tra persone che guadagnano milioni di euro e quelle che vivono con buoni settimanali, o che sono disoccupate. Produttori, registi, attori, maestranze. In passato le categorie si spezzettavano, l’ideologia contrapponeva le classi. Ora, non più e quest’unità raggiunta è preziosa. Al governo non abbiamo mai chiesto elemosine, ma che ci riconoscesse diritti semplici: non siamo accattoni. Restituiamo più denaro di quello che riceviamo. Rinnovare le agevolazioni fiscali, per esempio, misure di tax credit e tax shelter, significa vedersi re- Ci sono film che stituita una ricchezza moltiplica- rischiano di sparire ta, è un dato economico incontrovertibile. E sono misure che senza soldi e sono fanno sì che anche imprenditori, quelli più critici che non sono i classici cinemato- verso la società grafari, possano trovare interessante investire nel cinema. D’altra parte un reintegro del fondo è necessario. È vero, assistiamo a una crisi generalizzata, ma nel nostro settore è già stato molto tagliato in passato. E anche i governi di centrosinistra, dai quali ci aspettavamo di più, hanno deluso. Oggi però siamo arrivati al limite della sopravvivenza. È importante che l’opinione pubblica realizzi che il cinema non è fatto di pochi noti, celebrità televisive: quell’immagine di privilegiati parassiti che Brunetta e altri esponenti del governo tentano di accreditare agli occhi dell’opinione pubblica. Il nostro è un settore che dà lavoro a 250 mila persone, più dei dipendenti della Fiat, che rischiano di ritrovarsi in mezzo a una strada. Io attraverso il mio cinema ricerco l’originalità. In questo caso, invece, voglio ripetere concetti normali e fondamentali. Il successo dello sciopero di ieri è stato una grande manifestazione di forza e, poiché in certe battaglie i rapporti di forza sono sempre fondamentali, ci dice che forse qualcosa nostro favore si potrà modificare.

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PAOLO SORRENTINO

Stéphane Lissner inedito si è presentato alla Camera del Lavoro al convegno della Cgil, su "La cultura bene comune". Il sovrintendente della Scala ha tenuto un intervento accorato sulla situazione del suo teatro e della cultura in generale. «I privati possono migliorare la situazione, ma mai sostituirsi allo Stato. Nel 2009 la Scala ha ricevuto dallo Stato come contributi 37 milioni di euro e ne ha pagati 39 di tasse. Non sia-

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È UNA BATTAGLIA GIUSTA IN NOME DELLA CULTURA

La forza del paese

paese nel tempo è solo ed esclusivamente la sua forza culturale». Adesioni compatte e illustri anche a Milano, dove uno

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che parla di cultura: «È un linguaggio volgare». Ha poi ricordato che rispetto al 1985 la somma destinata al Fus si è ridotta a un terzo, cosa che «cancella il dirittodovere dei gestori di assumersi la responsabilità del loro lavoro». Mentre Toni Servillo ha ricordato il rischio che molti teatri chiudano, ha sollecitato lo Stato a fare la sua parte. E avverte: «Il rischio è che molti teatri chiudano». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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L’AMERICA DI OBAMA MONDO

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L’ultima tentazione liberal “Barack non si ricandidi” Il Washington Post: governi, niente campagna elettorale DAL NOSTRO CORRISPONDENTE FEDERICO RAMPINI NEW YORK — Fino a qualche tempo fa era un obiettivo galvanizzante per la destra. Mitch McConnell, capogruppo repubblicano al Senato, lo aveva detto all’indomani della vittoria elettorale, in modo brutale: «Il nostro obiettivo più importante è che il Presidente Obama faccia un mandato solo». I sondaggi alimentano questa speranza. Secondo il Quinnipiac Poll, «il 49% degli americani pensa che il presidente non meriti un secondo mandato, solo il 43% vuole vederlo rieletto nel 2012». Di questo tema si è impadronito improvvisamente uno storico giornale liberal, rovesciandolo in maniera inaspettata. Sul Washington Post, gli editorialisti Douglas Schoen e Patrick Caddell hanno lanciato una “bomba” nel dibattito interno al partito democratico. La loro proposta: Barack Obama dichiari al più presto che non si ripresenterà nel 2012, e il grande sacrificio lo renderà più forte. Il quotidiano avverte: «Se il presidente si avvia verso la campagna elettorale, abbiamo la certezza che il governo sarà paralizzato per due anni». E’ quel che minacciano i repubblicani: gridlock, blocco totale. Sono convinti che a loro conviene essere “il partito del no”, usare la loro fresca maggioranza alla Camera per bocciare ogni iniziativa del presidente. «L’America — prosegue il Washington Post —non può permettersi la paralisi. Se invece annuncia che sarà presidente per un solo mandato, Obama può realizzare la promes-

Il presidente non sarebbe più un bersaglio da abbattere per i repubblicani sa della sua campagna del 2008: può disintossicarci da una politica polarizzata, può mettere fine al risentimento, alle lacerazioni che hanno indebolito la nostra identità nazionale e il senso di uno scopo comune». Il precedente evocato è Lyndon Johnson, un altro presidente democratico impantanato in una escalation militare. Dopo che la sua popolarità era crollata per la guerra del Vietnam, Johnson ritirò la candidatura per un secondo mandato nel ‘68. Anche per Obama una considerazione è legata alla guerra: non essere candidato nel 2012 gli consentirebbe di affrontare senza calcoli elettorali la decisione sul da farsi in Afghanistan. Ma per il Washington Post prevale un altro vantaggio. Liberato dall’immagine del futuro candidato, Obama non sarebbe più il bersaglio da abbattere per i repubblicani. Le sue offerte di accordi bi-partisan con la destra riceverebbero un’accoglienza meno ostile. La sua Amministrazione - magari integrata con esponenti repubblicani dopo un rimpasto - potrebbe finalmente affrontare le grandi emergenze: tagliare il deficit pubblico, rilanciare la crescita e l’occupazione. L’idea del mandato unico è rafforzata dalle conclusioni della commissione bipartisan che su incarico dello stesso Obama ha appena consegnato le sue conclusioni sul risanamento dei conti pubblici.

LA STAMPA

IL SONDAGGIO

TROPPE SMENTITE

Il 15 novembre il Washington Post spara: per essere un grande presidente Obama non deve ricandidarsi

Secondo l’istituto Quinnipiac, per 49 americani su 100 (contro 43) Obama non merita un secondo mandato

Per ben due volte, l’ultima al rientro da Lisbona, la Clinton è costretta a ribadire che non intende candidarsi

Le ricette sono drastiche: vanno dai tagli alle prestazioni sanitarie per gli anziani (Medicare) alla riduzione delle pensioni. Non basta: per riportare il deficit sono controllo bisogna introdurre una tassa federale sui consumi (equivalente dell’Iva europea) e aboli-

re sgravi fiscali popolarissimi come la deducibilità degli interessi passivi sui mutui. Tutte riforme impossibili nell’attuale clima politico di totale contrapposizione. Se invece Obama annuncia il nobile gesto del ritiro nell’interesse del paese, da qui al 2012 il suo

IN DIFFICOLTÀ Il presidente Usa con il segretario di Stato Hillary Clinton. Per Obama sondaggi ancora negativi

diventa l’equivalente di un “governo tecnico”, che può invocare scelte di unità nazionale dettate dall’emergenza. A dare credibilità a questo scenario, durante il vertice della Nato a Lisbona il tema del “mandato unico” era ben più dibattuto dello scudo anti-

Israele

missili tra la stampa al seguito del presidente e lo staff della Casa Bianca. E appena tornata da Lisbona, Hillary Clinton si è precipitata a smentire alla Cbs che si sarebbe candidata nel 2012: il suo nome infatti è il primo della lista, se Obama dovesse rinunciare.

Ora però sono i repubblicani a tacere. Loro hanno un sospetto: che il grande gesto della rinuncia sia solo una mossa tattica, per attirarli nella trappola della cooperazione. E poi beffarli con un altro colpo di scena fra due anni. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Gerusalemme Est e alture del Golan Sì al referendum

Congresso Nazionale Forense Genova 25 • 27 novembre 2010

L’avvocatura italiana al servizio dei cittadini Giovedì 25 novembre 09.00 Apertura dei Lavori STEFANO SAVI Presidente Ordine di Genova Benjamin Netanyahu

GERUSALEMME —Il parlamento israeliano, la Knesset, ha approvato una legge che impone di indire un referendum nazionale prima di qualsivoglia ipotesi di ritiro dalle Alture del Golan (territorio siriano occupato nel 1967, al termine della Guerra dei Sei Giorni, ed annesso nel 1981) e da Gerusalemme Est, che l’Anp vuole far diventare la capitale del futuro Stato. La decisione di ieri mette a rischio i colloqui di pace tra il premier israeliano Netanyahu e il presidente dell’Anp Abu Mazen. La Knesset era stata convocata ieri per votare l’introduzione in Israele della pratica del referendum popolare nel caso che in futuro sia approvato un ritiro da aree dove è stata estesa la legge israeliana, come Gerusalemme est e le alture del Golan. La legge sul referendum è stata elaborata da un deputato del Likud, Yariv Levin, mentre un altro deputato del Likud, Ophir Akunis, è impegnato nell'elaborazione di un'altra bozza di legge secondo la quale sarebbe necessario sottoporre a un referendum popolare anche futuri accordi di pace con i palestinesi.

Saluti delle Autorità 11.00 Relazioni di Apertura GUIDO ALPA Presidente del Consiglio Nazionale Forense

MAURIZIO DE TILLA Presidente dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura

MARCO UBERTINI Presidente della Cassa di Previdenza e Assistenza Forense

14.30 “Le istanze e le prospettive dell’Avvocatura”

> il sistema della mediazione-conciliazione > l’Ordinamento forense, la formazione e la specializzazione

Interventi di GIOVANNI MARIA FLICK STEFANO RODOTÀ MADS ANDENAS GABRIELA CARINA KNAUL DE ALBUQUERQUE E SILVA 17.30 “Gli effetti della crisi economica sulla attività forense” Intervento di VICTOR UCKMAR

14.30 Rapporto Censis sulle Donne nell’Avvocatura Rapporto dell’Osservatorio sui Giovani nell’Avvocatura

18.00 Lo “Sportello Giustizia per Tutti”, un esperimento del COA di Napoli

15.30 “Il processo telematico al servizio dei cittadini: un’opportunità per l’Avvocatura”

Venerdì 26 novembre

Sabato 27 novembre

09.00

09.00 Cassa Forense: il nuovo welfare a seguire Elezioni delegati O.U.A. e votazione delle mozioni

INTERVENTI E DIBATTITO

16.00

> la giustizia civile, la giustizia amministrativa, la giustizia penale, la giustizia tributaria

ROTONDA “I diritti umani e il ruolo sociale dell’Avvocatura” ALARICO MARIANI MARINI

Venerdì 26 novembre 21.00 Palazzo Tursi - via Garibaldi Incontro con la città e saluto della Sindaco Marta Vincenzi

TAVOLA

CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE

ORDINE DEGLI AVVOCATI DI GENOVA

CON IL PATROCINIO DI

Camera dei Deputati

Sede del Congresso: m/n Costa Concordia - Stazione Marittima, Genova

REGIONE LIGURIA

PROVINCIA DI GENOVA

COMUNE DI GENOVA

www.xxxcongressoforense.it


la Repubblica MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010

L’ALLARME TERRORISMO MONDO

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Terrorismo, Reichstag vietato ai turisti Berlino presidiata da migliaia di agenti, sospese le visite alla cupola del Parlamento DAL NOSTRO CORRISPONDENTE ANDREA TARQUINI BERLINO — Il Reichstag con la sua grande cupola vetrata, mèta prediletta dei turisti di tutto il mondo, è chiuso al pubblico, transennato, e presidiato all’esterno da decine di agenti con giubbotto antiproiettile e mitra in pugno. Nei luoghi più affollati di Berlino, da Potsdamer Platz alla Porta di Brandeburgo, le pattuglie a piedi e in auto di agenti speciali si mischiano visibili alla folla. Nel metrò, avvisi con gli altoparlanti e sui pannelli luminosi chiedono di segnalare qualsiasi bagaglio abbandonato o altri oggetti o persone sospette. A Jena, tranquilla città turingiana, una scuola è stata evacuata per un falso allarme bomba. A un mese da Natale, la Germania vive blindata: l’allarme terrorismo è entrato nel quotidiano. La chiusura del Reichstag, lo storico edificio che ospita il Parlamento, è stata annunciata a sorpresa ieri mattina. Sabato scorso, il settimanale Der Spiegel aveva annunciato che il terrorismo integralista vi preparava un assalto armato per fare una strage. Secondo il governo, il pericolo di attacchi terroristici di Al Qaeda o di organizzazioni a lei legate è più alto che mai. Ieri mattina, sotto la pioggia, i

I servizi segreti, allarmati da soffiate di informatori e da messaggi dell’intelligence di paesi alleati, parlano di un “gruppo di fuoco” di almeno sei terroristi pronto a entrare in azione per un attentato in grande stile. Due di questi terroristi sarebbero già in Germania. Le notizie dell’allarme vengono ripetute a ogni notiziario radio e tv come un mini-bollettino di guerra, e la gente si sta abituando a vivere in città, ad andare al lavoro, a passeggiare per shopping per le feste o tra i mercatini di Natale sotto gli occhi degli agenti armati. A Jena, la telefonata anonima di un giovane ha creato ore di panico. «C’è una bomba nella scuola

La Nato

“Per i bimbi Kabul è meglio di Londra” KABUL — Dal settembre 2008 all'agosto 2010 quasi duemila bambini sono stati uccisi in Afghanistan a causa della guerra. E un rapporto dell'Unicef del novembre 2009 definiva il Paese come «il posto più pericoloso al mondo per nascere, con il più alto tasso di mortalità infantile». Eppure, secondo il principale inviato civile della Nato a Kabul Mark Sedwill, nella capitale afgana la vita per i bambini è più sicura che nelle grandi città occidentali come Londra, New York o Glasgow. Parole avventate dette alla Bbc: «Qui a Kabul e in altre grandi città, in realtà, ci sono pochissime di queste bombe. I bambini sono probabilmente più sicuri qui di quanto lo sarebbero a Londra, New York o Glasgow». Immediata la reazione sdegnata delle organizzazioni umanitarie.

MASSIMA ALLERTA

Secondo i servizi un gruppo di fuoco di almeno sei persone è pronto a entrare in azione

Poliziotti osservano la cupola del Reichstag a Berlino dopo le minacce di Al Qaeda

gruppi di turisti che come ogni giorno si sono recati al Reichstag hanno trovato la sorpresa. Le visite sono sospese fino a nuovo ordine, l’edificio è chiuso al pubblico, avvertivano in tedesco e in inglese i cartelli affissi sulle transenne che isolano l’edificio. Decine di agenti armati circondano il palazzo e la grande Platz der Republik, lo spiazzo-giardino su cui si affac-

ciano il Reichstag stesso e la Cancelleria. Possono entrare solo i parlamentari (il cui lavoro prosegue, ma tra severissime misure di sicurezza), gli ospiti che hanno prenotato un tavolo al ristorante all’ultimo piano, e le piccole comitive di visitatori registrati presso i gruppi parlamentari. L’allarme antiterrorismo è preso estremamente sul serio. Le for-

ze di sicurezza presidiano le fermate della metropolitana sotterranea, della S-Bahn (metropolitana sopraelevata veloce), le stazioni ferroviarie, gli aeroporti, le grandi piazze. Almeno mille persone, sospettate di fiancheggiamento, sono state poste sotto stretta sorveglianza: 130 di loro sono ritenute altamente pericolose e capaci di atti di violenza gravi.

Grete Unrein», ha detto lo sconosciuto. 550 tra studenti e professori sono stati evacuati in fretta e furia, poi non è stato trovato nessun ordigno. Il ministro dell’Interno, Thomas de Maizière, ha lanciato un urgente appello a non cadere nell’odio e nel sospetto «verso i milioni di musulmani pacifici e onesti che vivono tra noi». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LE REGOLE

L’ECCEZIONE

Se i body scanner rilevano qualcosa di sospetto nei vestiti o sul corpo di un viaggiatore, quest’ultimo deve sottoporsi alla perquisizione manuale. Molti passeggeri denunciano questa pratica come “intrusiva”

Finora solo l’1 per cento dei viaggiatori ha rifiutato di sottoporsi ai nuovi body scanner: quelli che hanno detto “no” sono stati perquisiti a mano (foto, controlli all’aeroporto di Denver) secondo i metodi tradizionali

ARTURO ZAMPAGLIONE NEW YORK — Alla vigilia di Thanksgiving milioni di americani si stanno mettendo in viaggio per celebrare la festa del ringraziamento assieme ai parenti (e mangiare l’onnipresente tacchino). Si sa già che domani negli aeroporti degli States sarà la giornata più trafficata dell’anno. Ma questa volta — oltre ai ritardi, all’overbooking, alle cancellazioni dei voli e agli altri mali di sempre del trasporto aereo — i viaggiatori dovranno fare i conti con i nuovi controlli di sicurezza imposti dal governo. E le polemiche sulle lunghe code all’imbarco, sulla privacy e soprattutto sulle perquisizioni che sembrano palpeggiamenti sono diventate così violente che lo stesso Barack Obama è stato costretto a scendere in campo. «Devo confessare che da quando sono presidente non devo più sottostare ai controlli», ha premesso Obama durante una conferenza stampa a Lisbona, facendo sorridere i presenti. «Ma dobbiamo proteggere la sicurezza degli americani e gli esperti di anti-terrorismo ci confermano che le procedure adottate sono quelle giuste».

“Americani, lasciatevi controllare” Obama difende raggi X e perquisizioni Proteste negli aeroporti, il presidente costretto a intervenire costo di 100mila dollari ognuna solo in 70 scali sui 450 degli Stati Uniti. E le perquisizioni — secondo i critici — si trasformano spesso in veri e propri palpeggiamenti. I giornali hanno riferito di episodi sconcertanti: agenti del Tsa avrebbero persino messo le mani sul seno di una suora o tra le gambe di un ragazzino. E ad accentuare il fastidio è anche la mentalità

REPUBBLICA.IT Il video dell’incontro-lite tra Basescu, Sarkozy e Berlusconi Come dire: Washington non ha alcuna intenzione di cambiare strada, anche se John Pistole, responsabile del Tsa (Transportation security administration), l’ente che veglia sulla sicurezza dei trasporti, promette che nel futuro si cercherà di rendere i controlli «meno invasivi possibile». I nemici sono sempre i terroristi di Al Qaeda. E agli scettici, Obama e Pistole ricordano che non è passato neanche un anno da quando un attentatore nigeriano cercò di far saltare un aereo in arrivo a Detroit con dell’esplosivo nascosto nelle mutande. Come evitare un rischio simile? Introdotte il primo novembre senza troppa pubblicità (per non aiutare eventuali terroristi), le nuove misure si basano da un lato su apparecchiature modernissime per “spogliare” virtualmente il passeggero che si imbarca, dall’altro su perquisizioni rigorose di chi desta sospetti o si rifiuta di passare sotto i raggi X. Entrambe le procedure sono oggetto di critiche (oltre che delle battute dei comici televisivi). I difensori della privacy, sia a destra che a sinistra, contestano l’uso di macchine troppo rivelatrici delle parti anatomiche, anche se per il momento sono state introdotte al

La Casa Bianca: “Gli esperti confermano che le procedure sono quelle giuste”

“Anch’io se potessi eviterei controlli del genere”, ha detto il segretario di Stato Clinton

puritana, che rende più problematico ogni contatto fisico. «Anch’io, se potessi, eviterei controlli del genere», ha ammesso il segretario di stato Hillary Clinton, ricordando però che è un piccolo prezzo da pagare per la sicurezza aerea, specie dopo che il ramo yemenita di Al Qaeda ha teorizzato l’offensiva dei «mille taglietti», cioè di piccoli attentati a

catena per «dissanguare» gli Stati Uniti. L’80 per cento degli americani annuisce ed è pronto — assicurano i sondaggi — ad avere pazienza all’aeroporto in cambio di una maggiore serenità durante il volo. Ma c’è anche un 15 per cento di irriducibili che sono contrari al nuovo corso, che definiscono «umiliante» e «inutile». E proprio da questi viene la proposta di boicottare i super-raggi X in modo da costringere gli addetti aeroportuali a perquisire tutti i passeggeri ad uno ad uno, mandando così in tilt l’intenso traffico per il giovedì di Thanksgiving. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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MONDO

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Le coppie celebri

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GIAMPIERO MARTINOTTI PARIGI — Le donne ministro sono spesso belle, ma non seducono i giornalisti; mentre i ministri sono spesso brutti e seducono le giornaliste, in particolare quelle televisive. Tra le numerose “eccezioni francesi” ce n’è una di cui si parla poco, rappresentata dalle coppie giornaliste-politici, che sollevano sospetti sui rapporti tra media e potere e finiscono quasi sempre con le donne che sacrificano la loro carriera. Mai che vengano chieste le dimissioni di un ministro perché la moglie presenta un telegiornale: in genere, si chiede il contrario, e ormai le direzioni delle tv anticipano tutti e trasferiscono le giornaliste che hanno una storia sentimentale con un politico. L’ultima in ordine di tempo è Audrey Pulvar: il suo compagno, Arnaud Montebourg, si è candidato alle primarie socialiste e i-Télé, la rete “all news” per cui lei lavora, ha immediatamente sospeso la sua trasmissione. Non è la prima volta e non sarà nemmeno l’ultima, perché i casi sono tanti: Dominique Strauss-Kahn, direttore dell’Fmi e possibile rivale di Sarkozy per l’Eliseo, ha sposato in terze

PER SAPERNE DI PIÙ www.itele.fr www.lecanardenchaine.fr

STRAUSS-KAHN

HOLLANDE

BORLOO

Popolarissima, la giornalista Anne Sinclair lasciò il video nel ’97 quando il compagno, attuale numero uno dell’Fmi, divenne ministro delle Finanze

È legato a una giornalista televisiva, Valérie Trierweiler, anche l’ex segretario del Ps francese François Hollande

La relazione con l'ex ministro dell'Ambiente ha costretto la giornalista Béatrice Schoenberg a lasciare la conduzione del tg di France 2

L’attrazione fatale del potere falcia le giornaliste francesi Belle e in carriera si innamorano di ministri: fatte fuori COPPIA MISTA L’ex ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner è legato alla direttrice di France 24 Christine Ockrent

nozze Anne Sinclair, per molti anni la più popolare giornalista televisiva. La quale ha lasciato il piccolo schermo nel 1997, quando il marito diventò numero due del governo Jospin. Anche Bernard Kouchner ha una moglie giornalista televisiva, Christine Ockrent, che però non ha mai voluto sacrificarsi del tutto: nel 2007 quando il partner è entrato al governo ha lasciato una trasmissione politica. Ma poi ha accettato la nomina ad amministratore delegato della società che gestisce radio e tv pubbliche per l’estero suscitando più di una polemica, visto che il marito guidava la diplomazia transalpina. La lista è lunga, le polemiche antiche: nel ‘92, Mitterrand fu intervistato in tv da cinque giornalisti, fra cui proprio la Sinclair e la Ockrent, i

Ai giornalisti maschi invece le donne ministro sembrano apparire un po’ di serie B cui mariti erano all’epoca membri del governo socialista. Da allora le cose sono cambiate, le giornaliste si sacrificano, come ha fatto tre anni fa Béatrice Schönberg, moglie del ministro Jean-Louis Borloo, e come dovrà forse fare Valérie Trierweiler, compagna di François Hollande, che per lei ha lasciato Ségolène Royal ma non le sue ambizioni politiche. Il numero di coppie e la loro celebrità suscita sempre una certa diffidenza nel pubblico,

che vede nell’amore giornaliste-politici il riflesso di una connivenza più generale fra le due categorie. Ma ancor più interessante è cercare di capire perché i giornalisti non seducono le donne politiche. Didier Hassoux, del Canard enchainé, ha una risposta tagliente e probabilmente fondata: «Nella mente maschilista dei giornalisti politici una donna non è al cuore del sistema politico, salvo qualche caso notevole. Una ministra è un sottoministro, un burattino nelle mani di qualcuno più potente. Non sono interessanti professionalmente e quindi nemmeno sessualmente». È il potere, insomma, a scatenare l’attrazione fatale. E in politica, almeno per ora, lo detengono gli uomini. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Cambogia, ressa mortale sul ponte centinaia di donne morte schiacciate Tragedia durante la festa dell’acqua sul fiume Mekong CRISTINA NADOTTI

Lech Walesa

LA FESTA celebrava il fiume che dà la vita, una fatalità l’ha tramutata in una trappola mortale per centinaia di persone. Sono almeno 339 le vittime, tra cui 240 donne, e altrettanti i feriti, nel panico scatenato da un incidente a Phnom Penh, capitale della Cambogia, durante la tradizionale Festa dell’Acqua sul fiume Mekong. Ieri mattina, mentre la gente attraversava un ponticello che collega Diamond

“Io e altri Nobel a Oslo per Liu” LECH Walesa, fondatore di Solidarnosc, si dice «pronto a rappresentare Liu Xiaobo alla cerimonia di consegna del Nobel per la pace a Oslo, insieme ad altri Nobel come lui, per «attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sul rispetto dei diritti umani». Fredda è stata la risposta del Comitato di Oslo: «Il premio deve essere consegnato al legittimo vincitore o a un parente».

REPUBBLICA.IT La tragedia in Cambogia: immagini e video della strage a Phnom Penh La calca durante la festa dell’Acqua a Phnom Penh Island alla città, in uno dei momenti culminanti delle celebrazioni, qualcosa ha d’improvviso spinto la folla a correre all’impazzata. Alcuni testimoni, citati dalle agenzie di stampa, parlano di «una scarica elettrica» che ha percorso il ponte, altri di «una decina di persone svenute d’improvviso». Qualcosa ha di certo terrorizzato le migliaia di persone che si accalcavano in

Il caso

quel momento sulla stretta passerella sull’acqua, di ritorno dall’isoletta dove avevano assistito a un concerto e alle regate. La folla, presa dal panico, ha calpestato chi cadeva a terra e spinto giù dal ponte chi aveva la sfortuna di trovarsi sui bordi. La maggior parte delle vittime è morta affogata, secondo i primi soccorsi i corpi sono stati allineati sulle rive del Tonle Sap

mentre le ambulanze correvano a sirene spiegate per la città e di fronte agli ospedali si raccoglievano centinaia di persone in cerca di informazioni su parenti di cui non avevano notizie. A Phnom Penh erano arrivati nei giorni scorsi due milioni di visitatori per assistere alla maggiore festa cambogiana, che dura tre giorni e celebra il Mekong, fiume dal quale vengono cibo e

concime per la terra. Il premier Hun Sen ha dichiarato che le cause della tragedia sono ancora da accertare e l’ha definita «la peggiore della storia del Paese, dopo gli eccidi perpetrati dal regime di Pol Pot». La Farnesina ha fatto sapere che sono in corso le ricerche per stabilire se alla Festa dell’Acqua assistevano cittadini italiani. © RIPRODUZIONE RISERVATA

In 40 istituti privati si insegna la legge islamica. Il governo: niente spazio per queste materie

“Così si tagliano le mani ai ladri” bufera sulle scuole saudite a Londra DAL NOSTRO CORRISPONDENTE ENRICO FRANCESCHINI

FURTI

OMOSSESSUALI

INFEDELI

I libri di testo delle scuole che insegnano la Sharia per chi ruba auspicano il taglio delle mani e dei piedi

Per i gay la pena prevista dai libri che insegnano la Sharia è quella di morte ma non c’è consenso su come applicarla

Chi non crede in Allah, come i “riprovevoli” ebrei, è destinato a bruciare in eterno tra le fiamme infernali

LONDRA — La punizione giusta per un uomo che ruba? Tagliargli mani e piedi. E per gli omosessuali? La morte, da impartire tramite lapidazione, bruciando il colpevole nel fuoco o gettandolo giù da un dirupo. Sono due degli insegnamenti che vengono dati in ol-

I punti

Tra i banchi lezioni di antisemitismo e Sharia: “I gay devono essere lapidati”

do di non avere alcun legame con le scuole in questione, né di sostenerle finanziariamente. Ma una scuola nell’ovest di Londra, dove la Bbc ha ottenuto i libri di testo con i precetti della Sharia, risulta di proprietà del governo saudita. E il direttore del Saudi Students’Schools and Club, la rete di istituti

tre 40 scuole e club di dopo-scuola in Gran Bretagna, frequentati da un totale di circa 5 mila bambini. Si tratta di istituti scolastici sauditi, ovviamente privati, in cui viene insegnata la Sharia, la legge islamica, come una normale materia di studio e di esame. Lo ha scoperto Panorama, un settimanale televisivo d’inchiesta della Bbc, le cui rivelazioni hanno fatto sobbalzare il governo. «Non dovrebbe esserci spazio per lezioni di questo genere nel nostro paese», ha dichiarato il ministro dell’Istruzione, Michael Gove, dando ordine ai suoi ispettori di compiere un’indagine di controllo nelle scuole citate dal servizio della tivù e ai suoi collaboratori di riesaminare le norme per scuole e club scolastici privati. Le scuole individuate dal programma sembrano seguire, secondo la Bbc, il curriculum ufficiale dell’Arabia Saudita. Il governo di Riad ha subito reagito dichiaran-

privati al centro della vicenda, dipende dall’Istituto di Cultura Saudita, che fa parte dell’ambasciata dell’Arabia Saudita a Londra. Uno dei libri di testo citati dal programma chiede agli alunni di enumerare le “riprovevoli” qualità degli ebrei. Un altro, per bambini più piccoli, chiede loro che

Pakistan

Libertà più vicina per Asia Bibi un ministro: “È innocente, va graziata” ISLAMABAD — Asia Bibi è innocente. Il verdetto sulla cristiana condannata a morte in Pakistan è contenuto in un rapporto di Shahbaz Bhatti, ministro per le minoranze, consegnato al presidente Alì Zardari. L’incubo sembra finito: il giornale evangelico americano Christian Post ha annunciato la liberazione della donna, ma le fonti ufficiali non confermano, così come il ministro degli Esteri Frattini. Secondo l’agenzia Fides la ragazza sarebbe stata violentata dai suoi aguzzini, prima di essere rinchiusa in carcere. Sarebbe stata la stessa Asia Bibi a raccontarlo al governatore del Punjab, Salman Taseer, che due giorni fa l’ha visitata in carcere.

Un’immagine di Asia Bibi

cosa succede se una persona che muore non è un seguace dell’Islam, e la risposta data dal libro è: «Finisce tra le fiamme dell’inferno». Un altro testo ancora descrive le varie punizioni per l’omosessualità: atto che in ogni caso, afferma il libro, merita la morte, ma con divergenze di opinione su come amministrarla, se attraverso la lapidazione, gettando il colpevole nel fuoco o spingendolo giù da un dirupo. In un libro per 14enni viene spiegata la punizione prevista dalla Sharia per il furto, con un diagramma dettagliato su come vanno amputati mani e piedi a un ladro. L’ambasciata saudita replica che questi materiali vengono spesso citati «fuori dal contesto». Ma tre anni fa un’altra inchiesta della Bbc appurò che alcune scuole saudite di Londra usavano testi con termini offensivi nei confronti di ebrei e cristiani. Nella recente puntata di Panorama è anche emerso che alcune scuole saudite inglesi hanno dei siti Internet in cui si afferma: “I nostri bambini sono esposti a una cultura che si oppone a tutto quello che predica l’Islam. Dobbiamo difenderli dalle forze del male». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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CRONACA

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I punti

L’ARRESTO

I RAPPORTI

GLI APPALTI

L’8 luglio scorso Lorenzo Cola viene Arrestato con l’accusa di riciclaggio. Al centro dell’indagine la Digint, società per “creare fondi neri”

Lorenzo Cola è consulente economico di Pierfrancesco Guarguaglini, ad e presidente di Finmeccanica

L’inchiesta decollata dall’affare Digint si allarga presto agli appalti di Finmeccanica. Tra questi quelli legati all’Enav l’ente di assistenza al volo

PER SAPERNE DI PIÙ www.finmeccanica.it www.enav.it

Finmeccanica, fondi neri inchiesta interna di Enav Prime conferme su irregolarità negli appalti. Cola torna a parlare CARLO BONINI ROMA — La Procura della Repubblica non lo molla. E Lorenzo Cola, il facilitatore nella manica dei Servizi dal passato e il presente politicamente nero, non si ferma più. Nel carcere di Rebibbia, a distanza di sole 48 ore dal suo ultimo interrogatorio di venerdì, mentre il titolo Finmeccanica, investito da pessimi presagi giudiziari, lascia in Borsa il 4,81 per cento, il consulente di Finmeccanica, detenuto dal luglio scorso perché accusato del riciclaggio di 8 milioni e 300 mila euro dell’affare “Digint”, torna a rispondere per oltre cinque ore alle domande del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e del sostituto Rodolfo Sabelli. A ripercorrere i passaggi cruciali della sua parabola di mediatore d’oro. Dai giorni in cui, da presidente della “Cogim”, trafficava in prefabbricati destinati alle missioni di pace all’estero (Iraq, Afghanistan, Bosnia), a quelli di uomo della provvidenza nella stanza dei bottoni

basata sul nulla, che non fa male soltanto ai 78 mila dipendenti e fornitori del gruppo Finmeccanica, ma all’Italia intera». Senza sapere, forse, che, ora, Enav, comincia al contrario a riconoscere che, nella catena di appalti e subappalti riconosciuti a “Selex”, attraverso cui sono stati gonfiati i

costi e si sono creati i presupposti di fatturazioni fittizie o peggio inesistenti, qualcosa non ha funzionato. Fonti dell’Ente di controllo dell’aviazione civile, riferiscono infatti dell’imminente chiusura di un audit interno, avviato circa un anno fa, che ha individuato in

Punta Raisi, l’aeroporto di Palermo

Technosky (società controllata di Enav) l’anello debole del sistema di appalti affidati a Finmeccanica. «L’audit — aggiungono le stesse fonti — ha scoperto irregolarità procedurali e amministrative, almeno fino al luglio del 2010 quando, non a caso, l’intero management di vertice di Techno-

sky è stato sostituito per iniziativa di Enav. A cominciare dall’amministratore delegato Antonio Iozzino». Ebbene, quelle irregolarità — a stare ancora alla ricostruzione che ne fa oggi Enav — avrebbero riguardato proprio le modalità con cui Technosky acquisiva in subappalto i lavori che

Selex si aggiudicava da Enav e i termini con cui, a sua volta, li girava a società che da Selex venivano «imposte». A cominciare dalla «Arctrade», la srl con sede a Roma di soli 30 dipendenti arrivata a fatturare 24 milioni di euro nel 2009, amministrata da Marco Iannilli, commercialista e spicciafaccende di Lorenzo Cola e oggi testimone chiave dell’inchiesta della Procura. Technosky — secondo l’audit — arriva infatti a riconoscere ad “Arctrade” compensi per lavori mai cominciati e talvolta neppure fatturati. Il tempo, a questo punto breve, dirà se al vertice di Enav — il presidente Luigi Martini (già interrogato due volte in Procura) e l’amministratore delegato Guido Pugliesi, entrambi indagati — sarà sufficiente un audit e l’indicazione di un cattivo management (Technosky) per evitare di essere travolti dall’inchiesta e spiegare in un colpo solo le anomalie del rapporto con Selex-Finmeccanica. Un fatto è certo: il pm Paolo Ielo tornerà a sentire nei prossimi

Lorenzo Cola

Pierfrancesco Guarguaglini

“Il Gruppo ribadisce di non aver mai costituito fondi neri né in Italia né all'estero”

A Piazza Affari ieri il titolo del colosso italiano della difesa ha perso il 4,81 per cento

di piazza Monte Grappa. In un confronto (il quarto da quando è cominciata la sua “collaborazione”) che per altro promette di non essere l’ultimo. Soprattutto se, di qui ai prossimi giorni, la Procura dovesse trovare riscontri documentali e testimoniali alle nuove e numerose circostanze che Cola ha indicato. E che, in questo momento, collocano il fuoco dell’inchiesta sui fondi neri di Finmeccanica nella ricostruzione del “Sistema” di “relazioni” e “interessi” che, negli ultimi cinque anni, ha visto Enav aggiudicare all’azienda guidata da Pier Francesco Guarguaglini appalti per 700 milioni di euro attraverso la controllata “Selex” di Marina Grossi, di cui Cola è stato nel tempo assai più di un consulente, quasi un amministratore di fatto. Guarguaglini, con un comunicato dell’azienda prima e quindi con un’intervista al Tg1, nel «ribadire che non c’è nessun fondo nero» e che «nessuna società del gruppo ha operato a questo scopo», sceglie una linea di difesa che, senza nulla aggiungere nel merito, liquida l’intero affaire come «una campagna diffamatoria

giorni Marco Iannilli, amministratore di “Arctrade” proprio sugli appalti Enav. A cominciare da quelli per la ristrutturazione dell’aeroporto di Palermo (per il quale Enav cominciò a pagare prima ancora dello stanziamento dei fondi del Cipe). Per proseguire con quello, sin qui annunciato, per la realizzazione del sistema sperimentale per la rilevazione del wind-shear a Punta Raisi. Vicenda annosa, che in questi mesi è tornata a dividere la Sicilia e a mobilitare gli abitanti dell’Isola delle Femmine (dove il dispositivo dovrebbe essere installato). E in cui, ora, emerge una curiosa circostanza. L’8 marzo di quest’anno, infatti, mentre ogni decisione sul futuro del dispositivo era congelata da pareri difformi di tribunali amministrativi e commissioni regionali, la statunitense Lockheed Martin annunciava «per conto di Enav» l’acquisizione da parte di una società italiana del “wind trace doppler lidar system”, il dispositivo sperimentale per il controllo del windshear. E quale società? La “Arctrade” di Iannilli e Cola. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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CRONACA ■ 23

“Sabrina ha ucciso Sarah per gelosia” Il riesame: ecco il movente. Il diario della vittima: sono legata a un ragazzo, piace anche a mia cugina DAL NOSTRO INVIATO GIULIANO FOSCHINI TARANTO — “Ciao mi chiamo Sarah, in questo periodo sono molto legata ad 1 ragazzo che ha 27 anni, io ne ho solo 15 ma lui è dolcissimo con me e mi coccola sempre, si chiama Ivano, e lui piace anche a mia cugina Sabrina (…)”. Era il 27 luglio quando Sarah Scazzi si raccontava, come si stesse mandando un sms, nel suo diario segreto. Non sapeva di raccontare quello che secondo i giudici del Riesame è il movente del suo omicidio: la gelosia di sua cugina nei confronti di Ivano. “Sarah era una sorta di sorella minore di Sabrina ma questo contesto di normalità è mutato allorchè Sarah da bambina da coccolare era diventata una rivale da controllare” scrivono i giudici Massimo De Michele, Alessandro de Tomasi e Benedetto Ruberto nelle 54 pagine di motivazioni con le quali ieri hanno spiegato il perché Sabrina Misseri deve rimanere in carcere. I giudici sostengono che a carico della Misseri ci siano tutti gli elementi della carcerazione preventiva: “Sabrina è un’assassina” che ha agito d'impeto, anche se non è da escludere la preterintenzionalità dicono i giudici. Che sostengono che la ragazza sia in grado in inquinare le indagini (con le pressioni ai testimoni, le false piste offerte agli investigatori “ha offerto un abile e scaltro depistaggio”), di fuggire ma anche e soprattutto di uccidere ancora. Ma soprattutto i giudici non hanno alcun dubbio

Secondo i giudici ha agito d’impeto, può inquinare le indagini, fuggire e assassinare ancora che Sabrina abbia ucciso sua cugina Sarah con le modalità raccontate dal padre Michele nel suo ultimo interrogatorio. I giudici parlano di “riscontri esterni” alle dichiarazioni di Misseri che arrivano dal racconto di Mariangela e degli altri amici, dai tabulati telefonici e dai racconti della stessa Cosima e di sua sorella Concetta. Tutti piccoli elementi che portano, secondo i giudici, Sabrina ad aver ucciso Sarah tra le “14:28:26 (orario in cui la Scazzi ha inviato lo squillo di conferma) e le 14:35:37” quando Sabrina risponde a un messaggio dell’amica Cimino che ha ricevuto alle 14:31 e 44 secondi. I giudici ritengono inoltre solidissimo il movente, e cioè la gelosia per Ivano. Movente che viene supportato anche in questo caso dai racconti dei testimoni ma soprattutto dal diario della stessa Sarah, che Sabrina aveva tenuto nascosto agli inquirenti per alcuni giorni. Proprio il giorno dell’omicidio Sarah scriveva: “Oggi ho avuto il dolce risveglio con il trapano, ieri sera poi sono uscita un po’ con Sabrina e la sua amica Mariangela, siamo andate in birreria x una red bull veloce, poi siamo tornate a casa e Sabrina come al solito si è arrabbiata xk dice ke quando c’è Ivano sto smp con lui, e ti credo almeno lui mi coccola a differenza sua, potexi avere 1 fidanzato così! Mah, vabbè tanto ci sono abituata…”. Il Riesame ritiene inoltre Michele Misseri assolutamente credibile. E bolla i cambi di versione come la tribolazione di un padre che cerca di salvare la figlia. “E’ stato un istinto di genitore – scrive il giudice Di Michele - che lo ha determinato ad assumere que-

Le motivazioni

La rivalità

Il depistaggio

L’istinto

Sarah era una sorta di sorella minore di Sabrina, ma questa normalità è mutata allorché da bimba da coccolare diventa una rivale

Sabrina ha offerto un’abile e scaltra azione di depistaggio fin dai primi minuti successivi al delitto

Michele, con un istinto di genitore, ha assunto quel comportamento spontaneo e non concordato con la figlia

sto primo comportamento spontaneo e non concordato neanche con la figlia Sabrina: tenere indenne la giovane figlia e, contemporaneamente, consentire il ritrovamento e una degna sepoltura della nipote”. Infine, il ruolo di Cosima: i giudici sottolineano come la donna

abbia mentito su quanto accaduto il 26 agosto. “La donna ha sempre negato di essere in casa la mattina, affermando di essere andata a lavorare nei campi e di essere rientrata per l’ora di pranzo. Invece alle 12,18 risulta abbia versato due assegni bancari sul proprio conto corrente”. Cosima, nella

tarda serata di ieri, è stata ascoltata nuovamente con la figlia Valentina: dopo aver incontrato Michele in carcere ha chiesto di essere sentite dai carabinieri. Sostiene che l’uomo abbia nuovamente ritrattato il ruolo di Sabrina accollandosi tutta la responsabilità. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sabrina Misseri, accusata dell’omicidio della cugina Sarah

Terracina

Accoltella la ex, ci aveva già provato un anno fa ed era stato liberato IRENE DE ARCANGELIS TERRACINA (LATINA) — Uccide a sua ex ragazza con dieci coltellate. Proprio come aveva cercato di fare undici mesi fa. Anche allora dieci fendenti e poi il provvidenziale intervento di un passante che aveva salvato la vita alla giovane. Domenica sera non c’era invece nessuno in casa di Luigi Faccetti, a Terracina. Nessuno che potesse salvare dai colpi e dalla morte la venticinquenne napoletana Emiliana Femiano. Poche ore dopo Faccetti viene arrestato, si delinea una storia di malagiustizia. Perché l’assassino, nonostante la prima, violenta aggressione e la recente condanna in primo grado a otto anni di carcere per il tentato omicidio di Emiliana, era a casa sua. Agli arresti domiciliari. «Non chiediamo vendetta — dicono ora i familiari della giovane donna uccisa — ma denunciamo l’incoscienza dei giudici che dopo appena cinque mesi di carcere hanno rimandato a casa una persona così pericolosa». Il 20 dicembre 2009 Faccetti aveva aspettato Emiliana sotto casa, in via Cosenz a Napoli. Voleva punirla per aver interrotto la relazione con

Roma

Cafasso non fu omicidio Testini ai domiciliari per l’inchiesta trans ROMA — Il Gip del Tribunale di Roma ha concesso gli arresti domiciliari a Nicola Testini, il maresciallo dei carabinieri arrestato per la morte del pusher Gianguerino Cafasso. Per il giudice viene a cadere l’accusa di omicidio volontario premeditato «per mancanza di indizi». Per il gip Renato Laviola, Cafasso sarebbe morto a causa dell’aritmia cardiaca di cui soffriva e non per la droga che gli sarebbe stata ceduta da Testini. Per Testini, coinvolto anche nel presunto ricatto all’ex presidente della Regione, Piero Marrazzo, restano in piedi le accuse di cessione di sostanze stupefacenti a Cafasso e rapina nei confronti di Marrazzo e per questo il gip ha disposto i domiciliari. «Il giudice ha riconosciuto che la morte di Cafasso è avvenuta per le sue precarie condizioni di salute», ha spiegato l’avvocato Valerio Spigarelli, legale di Testini. Il provvedimento del gip sarà impugnato dalla Procura di Roma.

Increduli e stravolti Carol, Gioia, Emanuela, Renato, Barbara, Massimo, Cristina, Marinella e Marula si uniscono all’immenso dolore di Lando, Mario e Massimiliano per la scomparsa della moglie e mamma

Lucia Buzzanca ricordandone lo spirito sempre attento e generoso nei confronti della famiglia e degli amici. Roma, 23 novembre 2010 Il Direttore e i colleghi del Dipartimento di Medicina Interna e Specialità Mediche, i colleghi e il personale tutto del Dipartimento di Scienze Cliniche partecipano commossi al dolore dei familiari per la scomparsa della Dott.ssa

Gabriella Camelo Roma, 23 novembre 2010 Francesco, Stefania e Vladimiro De Vito ricordano con affetto

Giorgio Braga loro indimenticabile cognato e zio. Roma, 23 novembre 2010 24-10-2010 24-11-2010 TRIGESIMO

Lucilla Mazzanti Pantanella Una santa messa sarà celebrata il 24 novembre 2010, alle ore 19, nella chiesa del Preziosissimo Sangue in via Flaminia Vecchia 732. Roma, 23 novembre 2010 Nel settimo anniversario la famiglia ricorda con immutato grandissimo dolore la prematura scomparsa di

Dino Vaiano con una messa in suffragio che si celebrerà nella chiesa di S. Nicola di Bari, via dei Prefetti 34, oggi 23 novembre alle ore 18.30. Roma, 23 novembre 2010 23-11-2000 23-11-2010 10 ANNI

Carla Capponi Medaglia d’oro al valor Militare Ciao mamma, compagna Carla: per te “ogni essere vivente, ogni fatto o persona nascondono un mistero che va indagato”. Oggi il Profitto nega ogni dignità avvolgendoci nell’ignoranza e nella paura del vivere quotidiano, polverizzando ogni indagine, mistero, lotta... Grazie per averci offerto, insieme agli altri Partigiani, la “Costituzione Repubblicana e Democratica”. Roma, 23 novembre 2010

Emiliana Femiano

lui dopo oltre un anno e mezzo. La colpì con dieci coltellate, Emiliana si salvò grazie all’aiuto di un passante. Tre giorni dopo Faccetti si costituì. Il Riesame gli negò poi gli arresti domiciliari perché «personalità violenta e senza capacità di autocontrollo», come pure l’istanza venne rigettata dal gip nel marzo successivo. A luglio però la seconda istanza ottiene il risultato voluto da Faccetti. Arresti domiciliari a Terracina, lontano da Napoli e da Emiliana. Domenica sera la ragazza esce con alcune amiche. Ancora non è stato chiarito come sia finita a casa di Faccetti, dove il giovane l’aggredisce e, questa volta, la uccide. Quindi fugge, raggiunge Giugliano (Napoli) e si fa medicare una ferita a una mano in ospedale. «È stata una rapina», dice. Poco dopo i carabinieri sfondano la porta di casa a Terracina. Trovano il corpo senza vita della giovane. Faccetti viene arrestato, fermati due parenti complici della sua fuga. Mentre i legali della famiglia di Emiliana chiedono spiegazioni su quegli arresti domiciliari nonostante la violenza della prima aggressione. © RIPRODUZIONE RISERVATA

23-11-2000 23-11-2010 A dieci anni dalla scomparsa la figlia Marta ricorda

Lucia Sollazzo Bargis con immutato amore ed infinita nostalgia. Torino, 23 novembre 2010 Ci ha serenamente lasciato la Prof. Iolanda Martini Ved. Bonafè Lo annunciano i figli, le nuore e i nipoti. La Santa Messa sarà celebrata nella chiesa di San Benedetto di via Indipendenza 64 mercoledì 24 novembre alle ore 9.30. Bologna, 23 novembre 2010 O.F. Armaroli Tarozzi tel. 051/432193

ANNIVERSARIO A un anno dalla scomparsa ricordano con immutato affetto

Franco Gamberini la moglie, i figli, i genitori, tutti i suoi cari. Bologna, 23 novembre 2010 Il Rettore, il Direttore Amministrativo, la Dirigente Moscatelli e tutto il personale dell’Università degli Studi della Tuscia si stringono al Pro Rettore, Prof. Giuseppe Nascetti, per la dolorosa e improvvisa scomparsa del fratello

Gianfranco Nascetti Viterbo, 23 novembre 2010 23-11-2009

23-11-2010

Lidia Ester Delli Rocili ved. Leteo Da nuovi cieli, da nuove terre forte come sempre il tuo amore. Tua Tiziana. In sua memoria due messe verranno celebrate alle ore 18.00 del 23 novembre, a Roma, nelle chiese di S. Marcello al Corso, via del Corso n.5, e di S. Claudio, a P.zza San Silvestro. Colonnella, 23 novembre 2010

Il caso

È la moglie di un imprenditore. Il giovane sperona l’auto dei rapitori

Donna sequestrata in Sardegna il figlio insegue i banditi e la libera OLBIA – Una donna sequestrata da due banditi è stata liberata dal figlio che si è lanciato all’inseguimento dei rapinatori, costringendoli ad abbandonare l’ostaggio dopo aver speronato la loro auto. I sequestratori, due fratelli Giacinto e Pierpaolo Costa, sono stati arrestati dai carabinieri in un casolare. Il sequestro è avvenuto alle 19.40 a Budoni, località turistica della provincia di Olbia-Tempio. La donna Marcella Pau, di 49 anni, moglie di Antonio Braccu, titolare di diverse agenzie funebri e consigliere provinciale del centrodestra, è stata assalita dai due banditi mentre scendeva dalla sua auto, nella frazione di Maiorca. La scena è stata notata dal figlio Emanuel che non ha esitato a lanciarsi contro i banditi, che però sono riusciti a caricare l’ostaggio nell’auto e a scomparire nel buio. Il giovane si è lanciato all’inseguimento con un’altra vettura. Rapidamente è riuscito a raggiungere i sequestratori e per due volte ha tentato di speronare la loro auto. Al terzo tentativo è riuscito a mandare la macchina fuori strada. I banditi a questo punto hanno preferito abbandonare l’ostaggio e si sono dileguati nella campagna. È stato lo stesso giovane a dare l’allarme alle forze dell’ordine. In poco tempo tutta la zona è stata circondata e in un casolare sono stati trovati i due rapitori che si sono subito arresi. Antonio Braccu, infatti, pur essendo titolare di alcune avviate agenzie di pompe funebri non è considerato un obiettivo interessante per un sequestro a scopo di estorsione. Le indagini collegano questo episodio ad altre intimidazioni di cui l’impresario è stato fatto oggetto. (giuseppe porcu) © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010

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ATTUALITÀ

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PER SAPERNE DI PIÙ www.milano.istruzione.lombardia.it www.coopilsicomoro.com

Scuole aperte a Natale così le città aiutano i genitori che lavorano Parte Milano. Esperienze a Cagliari e Torino (segue dalla prima pagina)

FRANCO VANNI RAGAZZINI giocheranno e faranno i compiti, seguiti da educatori di cooperative esterne. «Molti genitori non possono permettersi le vacanze e lavorano per arrotondare, oppure vanno in ferie in altri periodi dell’anno. È una nuova esigenza e li vogliamo aiutare», dice Giovanni Del Bene, preside dell’elementare Cadorna, dove 60 dei 500 iscritti saranno a scuola dal 27 dicem-

I

bre al 7 gennaio, giorni di festa esclusi. Dalle 8.30 alle 18 potranno fare sport e disegnare in gruppo. Il prezzo: 12 euro al giorno, quanto chiede una baby sitter per un’ora e mezza. Il periodo di apertura varia da scuola a scuola, fino al caso dell’elementare di via Massaua dove si faranno giochi e compiti dal 22 dicembre al 10 gennaio. Le famiglie pagheranno 15 euro al giorno, con sconti per chi ha più figli o un basso reddito. Varia anche l’entusiasmo con cui i genitori accolgono all’iniziativa: se alla ele-

mentare di via Salerno, periferica, gli alunni che staranno a scuola sono un centinaio, in via Zuara, più centrale, sono una ventina. Sull’esempio milanese, il Comune di Firenze valuta ora la possibilità di offrire il servizio in tutti gli istituti. «Andare incontro alle famiglie è importante — dice l’assessore all’Istruzione, Rosa Maria di Giorgi — cercheremo di capire quale sia la richiesta». Il punto debole dell’esperimento lombardo, nato dalla creatività dei presidi e approvato dal provveditorato, è il fatto che la società co-

“Sono iniziative bellissime che aiutano i ragazzini a stare insieme senza lezioni” munale che serve le mense scolastiche va in vacanza. E le scuole per il pranzo si arrangiano, facendo portare i panini da casa, e si risparmia, o affidandosi a catering, da 5 o 6 euro al giorno. Se quella milanese è la prima

iniziativa diffusa, esempi di aperture scolastiche “fuori orario” esistevano già. A Torino l’asilo della onlus Il Mondo di Joele, convenzionato con il Comune, ogni sabato accoglie dalle 20 a mezzanotte 15 bambini sotto i sei anni. Così, spendendo 20 euro in più, mamma e papà possono andare al cinema. A Cagliari dal 2006 la cooperativa Il Sicomoro organizza attività nelle scuole durante le ferie. «Lavoriamo con l’istituto Pirri Due — dice Stefania Russo, il presidente — i ragazzini, sostituendo le lezioni con il gioco,

vedono la classe sotto una luce diversa». Per lo psichiatra dell’infanzia Gustavo Pietropolli Charmet, «sono iniziative bellissime, che aiutano i ragazzini a scoprire una scuola senza voti, prove e ansia. In una società in cui si lavora troppo, simili progetti sono il futuro, anche per sottrarre i bimbi alla solitudine della tv». Domenico Pantaleo, segretario di Flc Cgil, mette in guardia: «L’idea è buona, ma le scuole devono vigilare sulla serietà delle cooperative a cui sono affidati i bambini». © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010

(segue dalla prima pagina)

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GIAMPAOLO VISETTI

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L TEST del Dna ha stabilito che il 58% dei suoi geni sono occidentali. Nella regione è una celebrità. Mangia con i soldi di chi, con un vago sgomento, paga per vederlo. Luo Ying è la copia di un gladiatore del Colosseo e per tutti è “Luoma”, il romano. Un’azienda di Shanghai, dopo averlo visto in tv, lo ha assunto come «uomo immagine» per trattare con i clienti del Mediterraneo. Il villaggio dimenticato dell’Asia dove i cinesi hanno la faccia da romani sta diventando famo-

Biondi e con geni europei, proverebbero le relazioni fra Roma e Pechino so e potrebbe custodire un segreto. Proprio qui, lungo le tracce cancellate della Via della Seta, si sarebbe persa una legione di 6mila soldati romani, guidati dal primogenito del generale Marco Crasso. Era il 53 avanti Cristo e per la storia quei legionari, sfuggiti alla guerra contro i Parti, sono misteriosamente scomparsi. I discendenti delle milizie di Crasso, decapitato dagli antenati dei persiani nei territori dell’attuale Iran, si sarebbero stabiliti tra Tibet e Turkestan, oggi Qinghai, per evitare di essere eliminati dai guerrieri cinesi dell’imperatore Wu, dinastia Han. Furono i primi, involontariamente, a collegare Oriente e Occidente, travolgendo le convinzioni geografiche dell’epoca. Per antropologi e archeologi sarebbe la conferma di una scoperta rivoluzionaria: proverebbe che i due imperi più potenti dell’umanità, il romano e quello cinese, non si limitarono a sfiorarsi grazie al commercio, ma entrarono direttamente in contatto. I libri di storia oggi raccontano che prima di Marco Polo, nel tredicesimo secolo, solo una visita di diplomatici di Roma, nel 166 dopo Cristo, riuscì a raggiun-

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ATTUALITÀ

PER SAPERNE DI PIÙ www.lzu.edu.cn/notice/English/Introduction.htm www.chinadaily.com.cn/

Rovine romane in Cina mistero sulla Via della seta Pechino riscopre la leggenda dei legionari perduti gere Pechino. Gli studiosi dell’università di Lanzhou sono certi che presto i testi dovranno essere riscritti. Nel corso di una campagna di scavi hanno riportato alla luce a Liqian i resti di un’antica fortificazione. Ha forma e sistema costruttivo uguali alle strutture di difesa seminate dai

romani in Europa, Asia e Africa. Identica anche la canalizzazione dell’acqua. Un gruppo di antropologi ha scoperto che gli abitanti del villaggio, che non hanno mai viaggiato al di fuori della regione, adora i tori e organizza giochi simili alla tauromachia. Un esame genetico ha sta-

L’intervista

bilito che alcune famiglie sono inspiegabilmente di origine caucasica, elemento che induce gli esperti a concludere che discendono dai legionari perduti dell’esercito di Crasso. La leggenda sta appassionando la Cina ed è sulle prime pagine dei giornali. Archeologi e antropologi italiani

e cinesi, riuniti nel nuovo Centro di studi italiani dell’Università di Lanzhou, in primavera amplieranno così gli scavi fino a ripercorrere verso ovest i 7mila chilometri della Via della Seta. «Contiamo di dimostrare — dice Yuan Honggeng, direttore del Centro — che le relazioni tra i due più

CASSA NAZIONALE DI PREVIDENZA E ASSISTENZA A FAVORE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI

“Più romanzo che realtà mancano prove scientifiche” «SEMBRA più un romanzo, che il resoconto di una scoperta scientifica». L’entusiasmo degli studiosi cinesi non convince Maurizio Bettini, classicista, curatore della serie “Mithologica” per Einaudi. Se dalle fortificazioni scoperte a Liqian venissero reperti attendili, si dovrebbe davvero riscrivere la storia? «Le fortificazioni non hanno tipologie fisse, non mi stupisce che rovine in Cina possano ricordare costruzioni di altre civiltà. Non c’è alcun dubbio che tra l’impero romano e la Cina ci fossero contatti e commerci e retrodatarne l’inizio sarebbe interessante, ma non rivoluzionario. Per parlare di ritrovamenti di importanza storica indiscutibile bisognerebbe rinvenire le tipiche insegne con l’aquila, oppure monete e armi tipiche degli eserciti romani. Senza prove di questo tipo, la storia della legione perduta è soltanto una leggenda che viene riproposta in forme diverse di tanto in tanto». Perché dunque i cinesi si stanno appassionando agli annunci dell’università di Lanzhou? «Non sono i soli. Viviamo nell’era della globalizzazione, molti storici sono affascinati dall’idea di poterla retrodatare, e dimostrare che le idee del presente non sono una novità. Tali entusiasmi vengono dalla proiezione della nostra civiltà in quelle che ci hanno preceduto» (c.nad.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL PRESIDENTE (Dott. Walter Anedda)

ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Direzione Affari Contrattuali e Patrimoniali Estratto Esito Gara procedura negoziata GE 8784/2010. Pubblicato su G.U.R.I. V serie speciale n. 128 - 05/11/2010 e sul sito www.ac.infn.it/ Fornitura di due criogeneratori da 4kW ciascuno per l’esperimento ICARUS presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso. Giustificazione: ex art. 57 co. 2 lett. b) e 3 lett. b) del D.Lgs. n. 163/06 e s.m.i. Offerte ricevute: 1. Aggiudicatario: STIRLING CRYOGENICS BV Science Park Eindhoven 5003 EB Son (Netherlands). Importo appalto: Euro 395.100,00 (esclusa IVA). Avviso inviato a Ufficio Pubblicazioni UE: 26/10/2010. IL DIRETTORE Dr. Dolores Federici

straordinari imperi della storia vanno anticipate di parecchi secoli». La cinesizzazione delle milizie scomparse solleva però anche scetticismo. «Il Dna europeo degli abitanti di Yongchang — dice Yang Gongle, storico dell’Università Normale di Pechino — non prova l’origine romana». Speranze e dubbi degli accademici non scoraggiano però l’entusiasmo popolare: i sosia dei legionari sono star di tv e giornali. © RIPRODUZIONE RISERVATA

E.S.T.A.V. SUD-EST (Azienda USL7 di Siena; Azienda USL8 di Arezzo; Azienda USL9 di Grosseto, Azienda Ospedaliera Universitaria Senese;) Piazza Carlo Rosselli, 24 - 53100 SIENA

AVVISO DI GARA La Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Dottori Commercialisti, con Sede in Via della Purificazione n. 31 - 00187 Roma, intende avviare un progetto di archiviazione in formato digitale del patrimonio documentale (c.d. rasterizzazione massiva) che oggi risiede negli archivi della CNPADC, in uno con la compilazione dei relativi indici e servizio di deposito provvisorio della documentazione. Luogo di esecuzione: Italia. Criterio di aggiudicazione: offerta economicamente più vantaggiosa. CIG: 056861431D. Durata del contratto: 180 giorni naturali e continui dalla stipula del contratto. Valore stimato: Euro 634.400,00 (seicentotrentaquattromilaquattrocento/00), oltre I.V.A. Punti di contatto: Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza a favore dei Dottori Commercialisti – Sig. Giovanni Giuliani – giuliani.g@cnpadc.it - fax n. 06/4820322. Responsabile del procedimento: Sig. Giovanni Giuliani. Le offerte devono pervenire entro e non oltre le ore 12:00 del giorno 11 gennaio 2011 con le modalità di cui al bando di gara ed al capitolato tecnico disponibili sul profilo del committente www.cnpadc.it. Il Bando di gara è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea n. 2010/S 220-337127 del 12/11/2010 e sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 5° Serie Speciale, n. 135 del 22/11/2010.

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AVVISO ESITO GARA Si rende noto che con Deliberazione n. 1611 del 13/10/2010 è stata aggiudicata, secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, la procedura aperta per l’affidamento biennale del servizio litotripsia mobile per l'AUSL 8 e l'AUSL 9, per il periodo 2010-2012, alla ditta Alliance Medical – Div. Lithomobile, di Milano, per l'importo complessivo di € 300.800,00 (IVA esclusa). Alla gara hanno partecipato quattro concorrenti. Il Direttore Generale: Dr. Francesco Izzo

COMUNE DI PIACENZA Settore Risorse - Servizio Acquisti e Gare Il Comune di Piacenza indice procedura aperta per lavori di riqualificazione e ampliamento asse stradale Via Caorsana-Via Diete di Roncaglia - II^ lotto - II^ stralcio. Importo a base d'asta Euro 1.426.092,97= I.V.A. esclusa di categoria prevalente OG3-class. IV per € 1.258.592,97. La gara viene esperita con il criterio del prezzo più basso determinato mediante offerta a prezzi unitari, ai sensi dell'art. 82 comma 2/b del D.Lgs. 163/2006. L'offerta deve pervenire entro il termine perentorio delle ore 12,00 del giorno 22/12/2010. Per la presentazione delle offerte si deve fare riferimento esclusivamente al bando integrale e al disciplinare di gara a disposizione presso il suddetto servizio e pubblicato sul sito internet www.comune.piacenza.it. Il Responsabile Unico del Procedimento Ing. Giovanni Carini g.23.11.10

SERVIZIO SANITARIO REGIONE TOSCANA

Ente per i Servizi Tecnico Amministrativi di Area Vasta

Sede legale: Via Matteucci Galleria G.B. Gerace 14 - 56124 Pisa

ESTRATTO BANDO DI GARA

L’Estav N/O indice la seguente gara con procedura aperta fornitura biennale di IMPIANTI COCLEARI per l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana per un importo totale presunto di € 1.900.000,00 + IVA. Le offerte per la gara dovranno pervenire entro le ore 12.00 del giorno 20.12.2010 c/o ESTAV N/O - Dipartimento Acquisti - S.O.P. di Pisa - Ufficio Protocollo Via Matteucci (Galleria G.B. Gerace n. 14) - 56124 Pisa. - Il bando integrale di gara è stato spedito in data 08.11.2010 alla G.U.U.E. - Il Disciplinare di gara ed i relativi allegati sono reperibili sul sito internet: www.estav-nordovest.toscana.it, sez. Bandi di gara, menù Presidi medico chirurgici “Impianti cocleari”. - Per ulteriori informazioni: e-mail: m.cioppi@estav-nordovest.toscana.it, Tel. 050-959648/651 oppure e-mail: m.iacovelli@estav-nordovest.toscana.it Il Direttore D.A. (Dr. Paolo Gennaro Torrico)


la Repubblica MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010

ECONOMIA FINANZA&MERCATI

■ 26 Ieri FTSE MIB ....................20372,20 FTSE IT ALL.................21015,13 FTSE IT STAR ..............11020,41 FTSE IT MID ................23466,48 COMIT ...........................1045,22 FUTURE.......................20366

(-1,93%) (-1,73%) (-0,41%) (-0,58%) (-0,79%) (-1,68%)

I migliori

Principali titoli del Mercato azionario

FTSE MIB Var.% Bulgari....................................................1,59 Exor........................................................1,49 Fiat.........................................................0,74 Lottomatica ............................................0,57 RCS Mediagroup....................................-0,19

Titolo A2A.............................................1,071 Ansaldo Sts .................................9,350 Atlantia .....................................15,650 Autogrill ......................................9,930 Azimut ........................................6,870 Banca Generali ............................9,020 Banco Popolare ...........................3,245 Bca Pop.Milano ...........................2,855 Bulgari ........................................7,330 Buzzi Unicem ..............................7,660 Campari ......................................4,605 Cir...............................................1,494 Enel ............................................3,908 Eni ............................................16,190

I peggiori Mediolanum ..........................................-4,96 Prysmian...............................................-4,91 Finmeccanica........................................-4,81 Mediobanca ..........................................-4,11 UBI Banca .............................................-3,68

Pr. Rif € -2,01 -0,74 -2,61 -0,40 -2,97 -1,42 -2,92 -2,48 1,59 -1,23 -0,81 -2,80 -3,34 -0,61

Exor ..........................................21,850 Fiat ...........................................13,650 Finmeccanica..............................8,710 Fondiaria-Sai ..............................6,325 Generali ....................................14,950 Geox ...........................................3,475 Impregilo.....................................2,080 Intesa Sanpaolo...........................2,240 Italcementi..................................5,775 Lottomatica...............................10,620 Luxottica...................................20,420 Mediaset.....................................4,525 Mediobanca ................................7,110 Mediolanum................................3,210 Monte Paschi Si...........................0,898 Parmalat .....................................1,957

1,49 0,74 -4,81 -3,51 -2,10 -1,91 -1,42 -2,71 -1,79 0,57 -0,68 -2,37 -4,11 -4,96 -1,54 -1,16

Pirelli & C.....................................6,060 Prysmian ..................................12,400 RCS Mediagroup .........................1,064 Saipem .....................................32,050 Snam Gas....................................3,790 STMicroelectr..............................6,695 Telecom IT ..................................1,011 Tenaris .....................................15,940 Terna ..........................................3,275 UBI Banca ...................................6,930 UBI w 09-11 ................................0,007 Unicredit .....................................1,661 Unipol .........................................0,501 W Mediobanca 11........................0,020

-0,49 -4,91 -0,19 -1,11 -0,20 -0,81 -0,98 -2,27 -3,46 -3,68 -2,41 -2,43 -7,14

Marcegaglia: il federalismo parta subito “Comincino le Regioni già pronte, aspettare le altre sarebbe un suicidio” BARBARA ARDÙ ROMA — Un federalismo a due velocità. Emma Marcegaglia è convinta sia arrivato il momento di attuarlo. Le Regioni che ne hanno «la possibilità e la capacità è giusto che partano prima», dice il presidente di Confindustria parlando agli stati generali dell’associazione a Cernobbio. «Stare fermi ad aspettare chi è indietro — aggiunge — è una politica suicida per tutti». Un sasso lanciato nello stagno dell’economia, con un occhio rivolto alla politica. Che convince qualcuno, suscita critiche e solleva dubbi. «Il modello che abbiamo scelto noi — commenta Calderoli, ministro leghista per la Semplificazione — entrerà in vigore per tutte le Regioni nello stesso momento». È «il federalismo fiscale», che non cammina a due velocità. Forse, ragiona il ministro con l’Ansa, Marcegaglia pensava a «quello previsto dal terzo comma dell’articolo 116 della Costituzione», che dà autonomia alle Regioni su alcune questioni. E richieste in tal senso sono già arrivate da Piemonte, Lombardia e

Camusso (Cgil) “Una riforma a due velocità va contro la nostra logica solidale” Veneto. Alle parole della Marceglaglia, senza se e senza ma, plaudono invece sia il presidente del Piemonte Cota, che il capogruppo della Lega alla Camera, Reguzzoni («parole sante»). Ma Cota avverte: solo questo governo può portarlo a casa. Gli risponde Mantini (Udc): sono la «Lega e i tagli di Tremonti ad aver ucciso il federalismo». Ma come motiva, Marcegaglia, la sua posizione? «In un Paese come l’Italia — dichiara il numero uno di Confindustria — non possiamo pensare a una soluzione uguale per tutti». Il perché è presto detto: «Non si può aspettare chi è troppo indietro. Chi va avanti si trascina anche gli altri e se i più forti vanno avanti è anche a vantaggio delle Regioni del Mezzogiorno». Attendere che siano tutti pronti al via, secondo Marcegaglia, implica un rischio e non da poco: «Se applichiamo il federalismo nel 2013 o nel 2014, forse non ci saranno più le aziende per le quali applicarlo». E la prima pronta al traguardo «è la Lombardia». Parole che suonano come musica alle orecchie degli industriali. Critiche arrivano da Cgil e Ugl. Per Susanna Camusso, segretario generale del sindacato di Corso d’Italia, «un federalismo a due velocità sarebbe la negazione di quello solidale». Ma il leader della

Cgil avanza anche il sospetto che il federalismo venga usato «come arma di dialettica politica», visti gli ultimi pesanti tagli a Regioni e Enti locali contenuti sia nella Finanziaria che nella Manovra. L’uscita del numero uno degli industriali non piace nemmeno all’Ugl, perché con partenze a due scaglioni si finirebbe per «dividere

ulteriormente l’Italia» con il risultato di creare «cittadini di serie A e serie B». In Parlamento intanto si va avanti. Al provvedimento che riguarda i Comuni (e che prevede anche la cedolare secca sugli affitti al 20%), la Commissione bicamerale dovrebbe dare l’ok entro Natale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Le reazioni LA CGIL

LA LEGA

L’UDC

Camusso: “No fermo ad un avvio a due velocità”

Cota: “Norme federali per avere meno tasse”

Mantini: “Idea uccisa dai tagli di Tremonti, non da noi”

Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia

La polemica

Primi firmatari contro i tagli: Emergency, Libera e Greenpeace. Il Pd: la promessa di Lupi è senza fondamento

Cinque per mille, appello di 50 associazioni ROMA — Cinquanta associazioni, Ong, rappresentanti del terzo settore e del mondo cattolico hanno inviato al Parlamento un appello a «non toccare il 5 per mille». Tra i firmatari Emergency, Libera, Gruppo Abele, Greenpeace, Cini, Save the Children, Medici senza Frontiere, Wwf, Amnesty, Unicef,

Mani Tese, Lega lotta contro i tumori. Le associazioni chiedono ai presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini, «la rimozione del tetto da 100 milioni al 5 per mille, previsto nella legge di Stabilità che verrà discussa nei prossimi giorni in Senato». Intanto, scoppiano le polemi-

che dopo l’intervista, sulle colonne di Repubblica, del vice presidente della Camera Maurizio Lupi, che si è schierato con decisione a favore del 5 per mille: le risorse pari a 300 milioni di euro, «saranno trovate a qualunque costo», ha spiegato Lupi, anche se a farne le spese saranno i fondi destinati al-

le tv locali. Ma dall’opposizione arrivano reazioni molto dure contro il vice presidente della Camera. Per Cecilia Carmassi, responsabile Terzo settore del Pd, «è decisamente tardiva e poco credibile la promessa di Maurizio Lupi di far qualcosa. Ma dov’era lui mentre denunciavamo il taglio e per-

Da febbraio a Brescia la mostra dell’anno!

Maurizio Lupi

Motorini, elettrodomestici, Internet esauriti tutti i fondi degli incentivi

Chiedono la rimozione del tetto da 100 milioni previsto nella legge di Stabilità

ROMA — Sono ormai esauriti gli incentivi che il ministero dello Sviluppo ha offerto dal 3 novembre. In meno di un mese sono stati distribuiti i 97 milioni del fondo cui si erano aggiunti 10,6 milioni non utilizzati in primavera. Buona parte dei soldi è stata assorbita da consumi “imprenditoriali”: il 58,43% è andato alle macchine movimento terra e agricole, il 22,76% alla nautica. Per gli elettrodomestici, invece, solo il 3,88% e per i motocicli il 4,71%. Da aprile ad oggi, la politica di incentivi ha permesso l’acquisto di 13 mila macchine agricole (spesa 76 milioni). Nautica: 2.900 motori fuoribordo per 2,4 milioni e 303 contributi a stampi per scafi da diporto (valore 37,5 milioni). Motocicli: 33 mila (16 milioni); cucine: 85.500 (60 milioni). E ancora: 530 mila i contributi per la banda larga (26 milioni). Venduti infine 500 mila elettrodomestici (41 milioni) e 3.610 immobili ad alta efficienza per 20 milioni.

garanzia e controllo sulle telecomunicazioni, spiega: «È importante che il governo recuperi le risorse. Ma non è possibile che lo faccia a danno delle tv locali e delle migliaia di giovani che lavorano con passione». Dall’interno del centrodestra arriva, infine, la presa di posizione di Adolfo Urso, coordinatore di Futuro e Libertà. Urso sul suo blog richiama l’appello di Fini a favore del 5 per mille, condivide «l’appello delle associazioni» e promette: «Ci impegneremo affinché le risorse siano trovate». (lu.ci.)

Il caso

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ché non è intervenuto alla Camera?». Nel contempo alcuni senatori del Pd, (Emanuela Baio, Giuliano Barbolini, Cinzia Maria Fontana e Daniele Bosone) invitano il maggioranza e governo ad approvare «il disegno di legge trasversale, firmato da 96 senatori, che giace in commissione Finanze al Senato». Contro il vice presidente della Camera si schiera anche Roberto Rao, capogruppo dell’Udc in commissione di Vigilanza Rai: «Non si può colpire un altro settore indifeso, alimentando una inutile guerra tra poveri, visto che le tv locali rappresentano il comparto più debole della comunicazione». E Francesco Soro, presidente del Coordinamento nazionale dei Corecom, gli organi regionali di

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BORSE EUROPEE Paese/Indice 22-11 Amsterdam (Aex) ..................342,42 Bruxelles-Bel 20 .................2643,35 Francoforte (Xet Dax)...........6822,05 FTSE Eurotrack 100 ............2285,43 Londra (FTSE 100)...............5680,83 Madrid Ibex35.....................9996,40 Oslo Top 25...........................373,59 Parigi (Cac 40) ....................3818,89 Vienna (Atx) ........................2724,12 Zurigo (SMI) ........................6532,64

Var.% -0,63 -0,81 -0,31 -0,84 -0,91 -2,68 -0,22 -1,07 -0,30 -0,88

BORSE INTERNAZIONALI

EURIBOR

Paese/Indice 22-11 DJ Stoxx Euro........................272,51 Hong Kong HS...................23524,02 Johannesburg ..................29648,39 New York (S&P 500) ............1197,87 New York (DJ Ind.).............11178,65 Nasdaq Comp. ....................2532,02 Singapore ST ......................3190,92 Sydney (All Ords).................4731,77 Tokio (Nikkei)....................10115,19

SCADENZA 1 mese

Var.% -1,04 -0,35 +0,32 -0,16 -0,22 +0,55 -0,20 +0,30 +0,93

la Repubblica

ORO E MONETE AUREE TASSO 360 0,8160

TASSO 365 0,8273

CORONA DK...............................7,4561 CORONA N.................................8,2070 CORONA S.................................9,3855 DOLLARO AUS ...........................1,3817 DOLLARO CDN...........................1,3865 DOLLARO USA ...........................1,3647 FRANCO CH ...............................1,3505 STERLINA UK.............................0,8549 YEN J ....................................113,9700

+0,009 +0,085 -0,096 -0,619 -0,659 -0,197 -0,750 -0,035 -0,105

VALUTE

22 NOVEMBRE Oro Milano (Euro/gr.) Oro Londra (usd/oncia) Argento Milano (Euro/kg.) Platino Milano (Euro/gr.) Palladio Milano (Euro/gr.) 22 NOVEMBRE Sterlina (v.c) Sterlina (n.c) Sterlina (post.74) Krugerrand Marengo Italiano

MATTINO

SERA

32,06 1.357,50 -

32,25 1.356,50 676,31 40,87 17,27

DENARO

LETTERA

218,62 218,62 218,62 929,62 171,72

249,29 249,29 249,29 1.027,75 192,12

MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010

■ 27

Il dossier ROBERTO PETRINI ROMA — Sale il senso etico degli italiani nei confronti delle tasse? A vedere i dati dell’ultimo sondaggio commissionato dalla Confesercenti all’Ipso si direbbe di sì. Solo il 19 per cento dei nostri connazionali, due su dieci, «assolve» chi «si ingegna» ad evadere o eludere il fisco anche se lo fa di fronte ad una pressione fiscale alta e «nella misura che ritiene giusta». Un dato che conferma come il problema dell’evasione sia sempre meno tollerato dai nostri connazionali con una sensibilità che è in crescita negli ultimi due anni: l’indagine riferisce infatti che nel gennaio nel 2009 i «tolleranti» erano il 28 per cento e nel maggio scorso il 20 per cento. Senza dimenticare che la maggioranza degli intervistati è decisamente contraria ad ogni tipo di giustificazione dell’elusione e dell’evasione: sono il 79 per cento (più un 2 per cento di agnostici). Ma il fenomeno merita di es-

Evasione, italiani meno tolleranti la giustificano solo due su dieci una sopraffazione nei tuoi confronti e allora ti ingegni a trovare sistemi elusivi o addirittura evasivi, ma in sintonia con il tuo intimo sentimento di moralità». Gli italiani la pensano diversamente? Sì, ma le difficoltà economiche inducono i nostri connazionali ad essere più morbidi nel giudizio nei confronti di chi evade. Sempre secondo l’indagine la crisi e le condizioni disagiate provoca-

no cedimenti della barriera etica, seppure limitati a «qualche tassa», cioè alla piccola evasione. Alla domanda «a volte è accettabile pensare ai problemi economici personali e non pagare qualche tassa?», il 23 per cento degli italiani risponde sì. Questo in media, ma se si vanno a vedere le risposte per categorie ci si accorge che le casalinghe, che devono far quadrare il bilancio, per il 35 per cento giustificano l’evasione e lo stesso fa il 30 per cento dei disoccupati e cassintegrati. Sopra la media tuttavia si collocano anche imprenditori e liberi professionisti che, se l’azienda non va, per il 26 per cento tollerano l’evasione. Tuttavia anche di fronte alla crisi la maggioranza non ritiene giusto evadere: così la pensa il 76 per cento. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Rimboccati le maniche! Le scatole sono più pesanti in inverno.

35%

Sale? L’ascensore di questo famoso centro commerciale è il primo di tutta l’Inghilterra.

CASALINGHE

Sono in testa tra le categorie che la assolvono di più

sere scandagliato, se non altro perché l’evasione in Italia raggiunge vette altissime: nell’insieme sfuggono al fisco 200 miliardi, dunque manca all’appello ogni anno un gettito pari a circa 100 miliardi. Senza contare che la domanda del sondaggio riecheggia una affermazione, ormai passata alla storia, del presidente del Consiglio Berlusconi, resa per la prima volta l’11 novembre del 2004 alla festa della Guardia di Finanza: «Se lo Stato ti chiede più di un terzo di quanto guadagni disse in quella occasione - c’è

In questa casa di moda meglio stare attenti ai pollici. Gli aghi sono sempre in agguato.

La proposta

Il presidente Luigi Abete alle celebrazioni per i 100 anni dell’Associazione

Assonime: “Fisco da cambiare più tasse sulle rendite finanziarie” LUISA GRION

PRESIDENTE Luigi Abete, presidente di Assonime e di Bnl Bnp Paribas

ROMA — Il sistema fiscale «è ormai gravemente squilibrato e incapace di sostenere l’investimento e la crescita» ha detto Luigi Abete, presidente di Assonime, durante le celebrazioni per i 100 anni dell’Associazione. «Occorre riconsiderare il rapporto tra imposte dirette e indirette, spostando il carico tributario dai redditi all'Iva». Bisogna «intervenire sulle rendite finanziarie e sul mancato utilizzo dei patrimoni», ha precisato. «Il reddito da lavoro e da capitale d'impresa sopporta oggi un peso molto maggiore rispetto alle rendite, occorre portare la tassazione di tutte le attività finanziarie attorno al 18-20%, come già avviene in molta parte d'Europa». Abete propone, tra l'altro, di «rendere permanente e senza limiti quantitativi la tassazione separata ad aliquota secca del 10% per il salario di produttività negoziato a livello aziendale». E, sottolinea, sarebbe opportuno anche «introdurre una tassazione ordinaria minima sui patrimoni non produttivi». L’idea dell’ Assonime è che dalla crisi non si esce senza una riforma fiscale e una modernizzazione della finanza. «Servono poche regole semplici, applicate con convinzione e vigilate con rigore». E serve anche un rapporto chiaro e più trasparente con i contribuenti perché «negli ultimi anni troppe modifiche del sistema fiscale si sono susseguite, ma il sistema è divenuto più complicato e l'evasione ha raggiunto livelli impressionanti». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Strade a imbuto. Non è una bella cosa quando guidi un furgone XXL.

Lo sapevate che il Triangolo d’Oro in realtà è un rettangolo?

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la Repubblica MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010

IMPRESE

&MERCATI

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Credit Suisse lancia il salvagente a Ligresti La banca svizzera garantirà gli aumenti di capitale di Premafin e FonSai per 470 milioni VITTORIA PULEDDA MILANO — I Ligresti tentano di chiudere l’aumento di capitale di Premafin, salvaguardando l’accordo con Groupama e nello stesso tempo cercando di far digerire l’operazione al mercato. Ieri la famiglia ha aggiunto un nuovo tassello con la discesa in campo del Credit Suisse, che ha garantito per ora da solo, in seguito probabilmente almeno insieme a Unicredit, che sta “vagliando” la cosa - la sottoscrizione dell’eventuale inoptato dell’aumento di capitale. Inoltre, la banca svizzera fa parte del consorzio di garanzia (anche qui, per ora in solitudine) anche del successivo aumento di capitale di Fondiaria, per il quale Premafin si è impegnata a sottoscrivere almeno 100 milioni. Ma andiamo per gradi. Ieri il cda di Premafin ha approvato i nuovi termini dell’accordo per ricapitalizzare la holding. E’ rimasto fermo il valore complessivo dell’aumento di capitale, pari a 225,7 milioni, così come sono rimaste uguali le quote - post aumento - che avranno Groupama (il 17,1%) e i Ligresti (34,2%). Cambia invece, e di molto, il prezzo dell’aumento di capitale, che verrà fissato in prossimità della partenza dell’operazione (e che

La famiglia azionista: “Schema più semplice” Ma il rischio di Opa ora è più alto sarà comunque a sconto, mentre nella versione precedente era stato fissato a 1,1 euro, cioè a premio). Entro quella data verrà anche stabilito il numero di nuove azioni emesse e il rapporto di opzione. L’altra cosa che cambia è la “composizione” del prezzo che i francesi pagheranno ai Ligresti: complessivamente Groupama verserà lo stesso importo pattuito, 145,7 milioni, di cui una parte per sottoscrivere le nuove azioni e una parte per pagare alla famiglia i diritti sul medesimo aumento. Qual è la ripartizione? Questo si vedrà quando si conosceranno i termini del nuovo aumento, ma è già stato fissato fin da ora che 30 milioni per la vendita dei diritti andranno ai Ligresti e le cifre eccedenti saranno impiegate per sottoscrivere a loro volta una parte di aumento di capitale; insomma, per non scendere al di sotto del 34,2% post aumento. Ora il prossimo passaggio sarà la convocazione di un’assemblea straordinaria che elimini il valore nominale dell’azione; ragionevolmente, entro febbraio. Negli stessi tempi verrà approvato dall’assemblea di Fonsai l’aumento di capitale fino ad un massimo di 460 milioni, il cui prezzo per azione verrà fissato in relazione alle «condizioni di mercato al momento dell'offerta». I due aumenti dovrebbero concludersi nel primo semestre del 2011. «Abbiamo ritenuto, alla luce della perdurante instabilità dei mercati, di fissare solo condizioni tecniche diverse che ci permettano di chiudere l'operazione in tempi ragionevolmente brevi», ha dichiarato con soddi-

sfazione Giulia Ligresti, presidente di Premafin. In realtà c’è ancora un altro passaggio, propedeutico alla doppia operazione, e non secondario: l’esclusione dell’obbligo di Opa da parte dei francesi. Ma ora, vista la differenza di prezzo pagato dai fran-

cesi per ottenere il 17% di Premafin e quello che pagherà il mercato, è ancora un po’ più difficile rispetto a prima pensare che tra Groupama e i Ligresti non ci sia concerto o quantomeno una unità d’intenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Editoria

LA SVOLTA A un mese dagli annunci, l’ingresso dei francesi in Premafin fa passi avanti

Murdoch e Jobs: un quotidiano solo su iPad ROMA — The Daily, il primo quotidiano a pagamento per iPad realizzato da Apple e della News Corp di Rupert Murdoch, sarebbe pronto per l’edizione beta già a dicembre, mentre il lancio definitivo è previsto a gennaio. Le due società hanno investito nella testata 30 milioni di dollari assumendo 100 giornalisti. Il costo degli abbonamenti (acquistabili solo su iTunes) sarà inferiore al dollaro per una settimana o 4,25 dollari per un mese

L’operazione

Il gruppo Weather, che controlla anche Wind, perde un pezzo di attività ma conferma l’impegno con i russi di Vimpelcom a finalizzare la fusione

Sawiris cede la Tunisiana al Qatar per 1,2 miliardi MILANO — Il magnate egiziano Naguib Sawiris vende un altro pezzo del suo impero telefonico per ridurre i debiti. Ieri la sua Orascom, in trattative per convolare a nozze con la russa Vimpelcom, ha annunciato la cessione del suo 50 per cento di Tunisiana (la società che raggruppa le sue attività tunisine) ai soci del Qatar. Per questa quota Orascom incasserà 1,2 miliardi di dollari, vale a dire 6,7 volte il margine lordo 2009. Secondo gli analisti il prezzo spuntato da Sawiris per uno dei gioielli delle sue partecipazioni è comunque interessante e superiore rispetto al multiplo di

6,2 volte a cui lo scorso 4 ottobre il magnate egiziano s’è impegnato a cedere Orascom e le attività italiane di Wind ai russi. Proprio in vista delle nozze con il gruppo moscovita, il terzo operatore ita-

liano dei cellulari ha appena rifinanziato con le banche oltre due terzi dei suoi debiti: Wind ha ottenuto il via libera dai suoi creditori su 6,6 miliardi di euro di debiti, rispetto ai 9 miliardi di passi-

Regione Siciliana Assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari

PRESIDENTE Naguib Sawiris, a capo della catena Weather-Wind

AFFARI IN PIAZZA POLLI DA SPENNARE

GIOVANNI PONS

Q

uando c’è di mezzo la famiglia Ligresti il piccolo azionista è trattato come un pollo da spennare e l’operazione annunciata ieri sera conferma l’insano principio. Groupama pagherà infatti un enorme premio di maggioranza solo alla famiglia Ligresti acquistando da questa i diritti dell’aumento a un prezzo fisso e garantito. E consentendo loro di rimanere al 34% senza tirar fuori soldi dai forzieri. I piccoli azionisti, bontà loro, dovranno invece sottostare agli umori del mercato e vedere dove si attesterà la quotazione dei diritti prima di decidere se conviene seguire l’operazione. La contropartita francese di tutto ciò? Probabilmente Jean Azema ha calcolato che così facendo il valore di Fonsai e Premafin rischia DI diminuire e per questa via rendere meno onerosa la presa del controllo pieno sul gruppo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

ESTRATTO DI AVVISO DI CONSULTAZIONE PUBBLICA Banda larga nelle aree rurali. Progetto di intervento pubblico nell’ambito del PSR Sicilia 2007-2013 Regime d’aiuto N. 646/2009 approvato con Decisione della Commissione Europea C (2010) 2956 del 30/04/2010 L’Assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari della Regione Siciliana, nell’ambito della misura 321/B del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) Sicilia 2007-2013, intende realizzare degli interventi pubblici mirati all’abbattimento del divario digitale nelle aree rurali più deboli della Sicilia. A tal fine, indice una consultazione pubblica per individuare le aree in cui realizzare gli interventi, attraverso la verifica e l’aggiornamento dell’attuale elenco delle aree rurali “bianche” nei territori classificati come “C “e “D” nell’ambito del PSR, e per rilevare ed acquisire l’interesse degli operatori di telecomunicazioni a fornire, in tali aree, il servizio a banda larga ai potenziali utenti finali. La documentazione informativa dovrà essere inviata in busta chiusa, entro le ore 13,00 del giorno 09/12/2010, al seguente indirizzo: Regione Siciliana - Assessorato Risorse Agricole e Alimentari Viale Regione Siciliana, 2771 - 90145 PALERMO Sulla busta dovrà essere espressamente riportata la seguente dizione: “Consultazione pubblica, Banda larga nelle aree rurali, PSR Sicilia 2007-2013 - Misura 321/B, Regime d’aiuto n. 646/2009”. L’avviso integrale e i relativi allegati sono consultabili presso i seguenti siti Internet: www.regione.sicilia.it/Agricolturaeforeste www.psrsicilia.it www.comunicazioni.it www.infratelitalia.it www.politicheagricole.it www.reterurale.it www.euroinfosicilia.it L’AUTORITA’ DI GESTIONE DEL PSR Rosaria Barresi

vità che complessivamente fanno capo alla società operativa e ai veicoli che la controllano. Tuttavia affinché il matrimonio tra la Weather di Sawiris e i russi venga celebrato, resta da sciogliere il nodo dell’Algeria. Ora che Wind ha ottenuto l’ok dai creditori e che il Qatar ha risolto al governo tunisino l’imbarazzo di dover trattare con i russi, manca ancora il via libera delle autorità algerine per sbloccare l’integrazione con Vimpelcom. Djezzy è infatti il fiore all’occhiello di tutta Orascom, e insieme al gruppo telefonico tunisino che è stato ceduto al Qatar, una delle poche realtà capaci di pagare un dividendo al gruppo egiziano, su cui a giugno gravavano 4,6 miliardi di dollari di passività. Se quindi alla fine il governo locale decidesse di nazionalizzare il primo operatore di Algeri pagando un prezzo irrisorio per Djezzy, buona parte del valore di Orascom andrebbe in fumo e per Vimpelcom sarebbe difficile portare a termine l’operazione alle stesse condizioni annunciate lo scorso 4 ottobre. Il gruppo russo aveva valutato l’impero di Sawiris 21 miliardi di dollari, tra contanti (1,8 miliardi), debito (15,4 miliardi) e azioni proprie (4,8 miliardi di dollari). In base a questi accordi, Vimpelcom ha infatti promesso a Sawiris azioni pari al 21% del capitale della società che nascerà dalla fusione e 1,8 miliardi di dollari in contanti per rilevare il 100% di Wind e il 50% di Orascom in mano al magnate egiziano. (s.b.) © RIPRODUZIONE RISERVATA


LA PSICHIATRIA Sentire le voci: l’importanza del dialogo nei casi di allucinazione uditiva LE LETTERE Ronzii, crescita dei capelli, mal di schiena, prolasso mitralico, denti: gli esperti rispondono

CRO IN ULTIMA

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MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010/NUMERO 683

“Sono più sani ma anche più soli” Dieci anni di Rapporto Censis GIUSEPPE ROMA

All’interno

La prevenzione

Anziani d’Italia

Toxoplasmosi e donne incinte le false accuse al gatto di casa DEL BELLO

La ricerca

Malattie rare, sette ricerche di terapia genica targate Telethon SALMI

La medicina

Epilessia nuovi farmaci per convivere con le crisi LENZO, SALMI, VIOLA

L’alimentazione

Probiotici e functional food se l’integratore è davvero utile EGIDI

ILLUSTRAZIONE DI COPERTINA DI NEIL WEBB/CORBIS

Informazione Pubblicitaria

In Farmacia

Perdere Peso? Tutto sulla Pillola Auto-Rigonfiante che Sazia lo stomaco LONDRA - È iniziata in questi va assunta come complemento giorni la commercializzazione di una pillola che dà vita a un aiuto in più per perdere peso. La capsula, una volta ingerita, assorbendo i liquidi gastrici si auto-rigonfia adattandosi temporaneamente alla cavità del lume dello stomaco, assumendo la forma e le dimensioni di una palla da tennis: da qui la definizione di “palloncino saziante” ad azione reversibile di durata temporanea. L’idrogel intragastrico si degrada seguendo il normale percorso alimentare, per poi essere eliminato naturalmente. La pillola di gomma naturale ad azione Bulking Agent (Agente Riempitore), denominata Dimagenina®,

coadiuvante della dieta ipocalorica in associazione a un’adeguata attività fisica e a un sano stile di vita, potendo contribuire, in virtù della perdita di peso corporeo ottenuta, a migliorare sia il normale stato di buona salute che il proprio aspetto estetico. Dimagenina® è già disponibile o prenotabile in tutte le farmacie italiane, per soddisfare le numerose richieste, formulato secondo le diverse entità di sovrappeso: lieve, moderato o forte, da assumere con il consiglio del farmacista. Leggere attentamente le avvertenze e le istruzioni d'uso. Dimagenina®

GUGLIELMO PEPE NOI & VOI UNA RISORSA A COSTO ZERO

S

i può vivere più a lungo. L’Italia lo sa, perché il nostro tasso di invecchiamento è in crescita costante, al secondo posto nel mondo (dopo il Giappone, dove però si è scoperto che alcuni dati sui loro ultracentenari sono stati «taroccati»). Ma se aumentano gli anni di vita, come sarà quella fase dell’esistenza trascorsa sotto il segno della pensione (per chi ce l’ha)? Repubblica-Salute si è posta la domanda all’inizio del nuovo Millennio e oggi (e domani), con il decimo convegno dedicato alla Terza Età (che anticipiamo in piccola parte), tenterà di dare una risposta a tutto campo. Sarà un gran consulto tra esperti, realtà economiche, associazioni, cittadini. Dal rapporto realizzato con il Censis, risulta che nel decennio qualcosa è cambiato tra gli over 65: sono meno passivi rispetto al passato. Tuttavia potrebbero dare molto di più. E vorrebbero avere di più da chi guida il Paese, visto che tra gli intervistati otto su dieci bocciano le politiche del governo verso gli anziani. Noi siamo convinti che chi è in pensione rappresenta una ricchezza. Altri dovrebbero raccogliere il messaggio e trasformarlo in energie positive: per l’Italia sarebbe una risorsa a costo zero. g.pepe@repubblica.it © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010

SALUTE IN PRIMO PIANO

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Da oggi a Roma il convegno sulla Terza età di La Repubblica-Salute

Nel Rapporto che sarà presentato dal Censis il confronto su dieci anni di ricerche. Il vero momento di svolta riguarda soprattutto gli over75: “Meno preoccupati per le malattie invalidanti, eppure vivono peggio”

Per saperne di più

La giornata UDITO E PREVENZIONE VISITE GRATUITE Un over 60 su 4 e uno su due over 80 ha problemi di udito Domani, 24 novembre, in occasione della Giornata nazionale Airs (associazione ricerca sulla sordità) per la lotta alla sordità, molti ospedali offriranno una visita gratuita dell’udito Info 800066763 www.associazioneairs.it

Lo studio OCCHIO SULLE EMOZIONI NELLE ASL DI 6 REGIONI A Milano, sabato 27 novembre, saranno diffusi i risultati della ricerca “Salute e benessere dell’anziano” , il più ampio studio sugli anziani che ha coinvolto 500.000 over 65 Per la prima volta sono stati analizzati aspetti personali, emozioni e relazioni, che incidono su disabilità e ospedalizzazione. L’iniziativa è promossa dalla Sigg, Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, e dalla fondazione Sanofi-Aventis in 6 Asl di Lombardia, Piemonte, Toscana, Lazio, Campania e Puglia

Il convegno LA SANITÀ IN CIFRE DI FEDERANZIANI Un convegno organizzato dal Centro studi Federanziani Sic “Sanità in cifre”, dal Ceis di Tor Vergata (Roma) e dall’Università Cattolica affronterà il tema “linee strategiche per una nuova politica sanitaria” e sarà l’occasione per presentare il compendio 2009 “Sic, Sanità in cifre”. Appuntamento il 25 novembre a Roma, ore 9,30 Lungotevere Ripa,1 Informazioni www.federanziani.it

IL SONDAGGIO L’indagine pubblicata in queste pagine è stata realizzata da Format Srl per Salute - La Repubblica Campione (n) casuale proporzionale, rappresentativo della popolazione italiana di età superiore ai 60 anni, stratificato in funzione della residenza dei rispondenti: (Italia Nord Ovest, Italia Nord Est, Italia Centro, Italia Sud / Isole), genere (maschi, femmine) e classe di età (60/64 anni, 65/69 anni, 70/74 anni, 75/79 anni, 80 anni ed oltre) . Metodo CATI: 1500 contatti effettuati; rifiuti/sostituzioni: 1732 (53,5%) . Livello di fiducia 95%, probabilità d’errore +/-2,6%. Periodo: Ottobre 2010. Documentazione completa su www.agcom.it

Anziani Sportivi e attenti alla salute ma più isolati dalla società GIUSEPPE ROMA *

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l decennio che volge al termine offre l’occasione per effettuare un bilancio sulla condizione degli anziani, reso possibile dai Rapporti Censis - La Repubblica-Saluterealizzati in questi anni, a cadenza continua. Le nostre ipotesi iniziali di trattare la Terza Età come una risorsa sociale e non come un peso, hanno smontato molti luoghi comuni e lanciato originali interpretazioni centrate sul concetto di “longevità attiva”, nostra definizione entrata ormai nell’uso comune. Dal punto di vista strettamente quantitativo, dal 2002 al 2010, sono aumentati tutti i segmenti della Terza Età: gli ultrasessantenni del 12,7%, gli ultra sessantacinquenni del 14,6%, gli ultra novantenni dell’11,8%, i centenari più che raddoppiati da 6mila a 15mila. PRENDERSI CURA DI SÉ FA BENE ALLA SALUTE - In questi anni è cresciuta l’autonomia della popolazione anziana, che oggi per l’85,2% si dichiara in grado di fare tutto da solo (era il 76,6% nel 2002), mentre si è dimezzata la quota dei non autosufficienti, pari all’1,5%. In particolare, si è spostata in avanti l’insorgenza di patologie fortemente invalidanti: la non autosufficienza si manifesta dopo i 70 anni e rag-

giunge il valore del 4,3% dagli 80 anni in su. Più in generale, le condizioni di salute per la Terza Età peggiorano molto procedendo dal Nord verso il Sud, a causa di molteplici fattori: stili di vita, organizzazione sanitaria, presidi territoriali e, forse, una diversa percezione personale della malattia. Alla soglia dei 75anni avviene l’inversione di tendenza, con la maggior parte degli ultrasessantenni che passa da un buono stato di salute, a una condizione insoddisfacente. Un contributo decisivo al miglioramento delle condizione di salute viene dagli stili di vita che nell’ultimo decennio hanno subìto una vera e propria rivoluzione: si sono raddoppiati gli anziani che camminano o fanno attività sportiva, come pure quelli che presta-

no notevole attenzione alla qualità “biologica” del cibo e alla salubrità della dieta quotidiana. Fondamentale è l’allenamento continuo delle facoltà intellettive, che interessa il 51% degli anziani senza distinzione di sesso, mentre gli uomini fanno relativamente più attenzione agli aspetti fisici (movimento, dieta). Per le donne, invece, l’esercizio fisico è organizzato attraverso la frequentazione di palestre e piscine, curando comunque anche il lato estetico e quello psichico-meditativo . UNA VITA DIFFICILE, NONOSTANTE TUTTO - In questi anni abbiamo descritto la Terza Età come una generazione aperta, solidale, capace di proiettarsi nel futuro, di organizzare la propria vita senza pesare sugli altri, de-

siderosa di relazioni familiari e amicali, per superare le inevitabili fragilità che accompagnano il procedere degli anni, prime fra tutte le paure e la solitudine. Eppure, gli anziani non riescono a “bucare” nell’opinione pubblica, nella considerazione istituzionale; hanno difficoltà a trasformare la loro oggettiva buona reputazione in un capitale a disposizione delle altre generazioni. Non meraviglia, quindi, se richiesti di valutare come è cambiata la propria condizione di vita negli ultimi dieci anni abbia prevalso un giudizio di stazionarietà che vira verso il peggioramento, soprattutto al Sud, dove il 42,6% denuncia di stare peggio oggi. UN SOLCO GENERAZIONALE DA COLMARE - La crisi per molti versi è stata avvertita in modo profondo dagli anziani e non solo per ragioni economiche. È come se si fosse incrinato il di per sé complicato rapporto con le fasce di età più giovani. In dieci anni si è aperta una voragine, una distanza con le persone di altra generazione, giudicate più distanti anche rispetto a quelle di un’altra etnia o ceto sociale. Questo vale persino nel rapporto con i figli. Quanto alle preoccupazioni più diffuse per il futuro, infatti, chi ammette cattive relazioni con i figli passa dal 3% al


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PER SAPERNE DI PIÙ www.censis.it www.inrca.it

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IL PROGRAMMA DUE GIORNI TRA RICERCHE POLITICA SANITARIA E TESTAMENTO BIOLOGICO

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15,2%, un salto secondo solo alla paura della morte, ma superiore a quella di perdere una persona cara. Significativa è la rilevante riduzione di coloro che risultano preoccupati per il sopraggiungere di una malattia invalidante (17,7% nel 2010 rispetto al 2002), segno evidente che cure e intervento sanitario hanno ottenuto risultati percepiti positivamente – persino troppo – dagli anziani. Nel mondo degli anziani gli anni della crisi hanno approfondito i complessi legami economici e di assistenza che legano le famiglie italiane. La Terza Età è sempre più “cerniera distributiva” rispetto alla rete familiare, sia in senso attivo che passivo e subisce, quindi, un processo di polarizzazione sociale: crescono sia gli anziani che aiutano i figli (dal 32% al 48%) e, nell’altro senso, anche quelli che vengono aiutati da figli e parenti (dal 25% al 47%). In conclusione, la generazione anziana è risorsa sociale fondamentale, ma attenzione a non logorarla mutando il contesto entro cui vive, perché si rischia di intaccare quella longevità attiva di cui l’Italia va giustamente orgogliosa.

I apre oggi a Roma (ore 9,30, complesso monumentale Borgo Santo Spirito, Borgo Santo Spirito 1) la decima edizione del convegno “Terza età, un mondo da scoprire, una risorsa da valorizzare”, organizzato da La RepubblicaSalute in collaborazione con Comunicando Eventi. Sarà Guglielmo Pepe, editorialista di Repubblica-Salute, ad aprire i lavori, come ad ogni edizione, quindi il saluto del vicedirettore di Repubblica, Massimo Giannini. Nella prima mattinata saranno presenti Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, Sergio Dompè, presidente Farmindustria, Annarosa Racca, presidente Federfarma, Stefania Salmaso, direttore Centro epidemiologia. Toccherà a Giuseppe Roma illustrare il decimo Rapporto (Le sfide della longevità) CensisSalute/La Repubblica (in queste pagine riportato in sintesi). Sul testamento biologico, prima della pausa si confronteranno Beppino Englaro, padre di Eluana, e Fulvio De Nigris, direttore della “Casa dei Risvegli” di Bologna. Nello spazio apposito sono previsti check up e stand di varie società sponsor. Nel pomeriggio (dalle 14,30) vi saranno interventi specifici su oculistica (Matteo Piovella), malnutrizione (Maurizio Muscaritoli), apparato respiratorio (Cesare Saltini), influenza (Paolo Castiglia), reumatismi (Carlomaurizio Montecucco), benessere mentale (Paolo Girardi), igiene orale (Salvatore Rampulla), integratori (Menotti Calvani). Domani (ore 9,30) aprirà sempre Giuseppe Roma con la seconda parte del Rapporto e quindi parleranno la ricercatrice Adriana Albini (“Perché le donne vivono di più”), l’immunologo Claudio Franceschi (genetica), Manuela Stranges (demografia), Flancesco Florenzano (Università popolare), Michele Mangano (Auser), Andrea Pezzi (Unisalute). Il ministro della Salute Ferruccio Fazio farà sentire la “voce del governo” e poi Loredana Lipperini chiuderà la mattinata parlando del suo libro “Non è un paese per vecchie”. Nel pomeriggio dopo Fiammetta Fabris (servizi e non autosufficienza), Vitalba Paesano e Ascanio Polimeni (strategie di invecchiamento) si chiuderà su sessualità ed età della vita, dialogo tra la sessuologa Roberta Giommi e la dermatologa Norma Cameli, condotto da Elvira Naselli di Salute. Info: 0668210854 www.terzaeta.comunicandoeventi.it © RIPRODUZIONE RISERVATA

* Direttore Censis © RIPRODUZIONE RISERVATA

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SALUTE LA PREVENZIONE

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Toxoplasmosi Veterinari contro ginecologi: “Consigliano a donne

In libreria

Psicologia STRATEGIE EFFICACI PER DOLORI DELL’ANIMA Metodo pratico alla soluzione dei “dolori dell’anima” per se stessi e gli altri (ma solo se le vostre intenzioni sono sincere e buone), best seller scritto da una psicoterapeuta inglese, che fu aiutata dalla figlia PRONTO SOCCORSO EMOTIVO

Gael Lindenfield 292 pagine 10 euro Edizioni Tea

Benessere TERME, PROFUMI SAUNE E PISCINE Mappa e storia delle fonti naturali del benessere in Europa, dalle terme e dieta italiane ai profumi di Provenza alle piscine ungheresi, al trekking austriaco fino alla sauna finlandese LE FONTI DEL BENESSERE IN EUROPA

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incinte di allontanare gli animali domestici Ma è un allarmismo ingiustificato”. Ecco perché

Il gatto “untore”? Paura da sfatare GIUSEPPE DEL BELLO onne incinte e toxoplasmosi, in nome della sicurezza il micio di casa rischia di dover fare fagotto. Non è così. Nelle ultime settimane centinaia di future mamme, temendo l’infezione da toxoplasma gondii, (patologia che potrebbe minacciare lo sviluppo del feto) si stanno rivolgendo al veterinario. Da Nord a Sud e con lo stesso dubbio, spesso alimentato da scarsa informazione: «Ho un gatto (o un cane) che mi consigliano di allontanare, perché potrebbe trasmettermi la toxoplasmosi». «I ginecologi fanno allarmismo ingiustificato», avverte Imma Della Valle, veterinario a Napoli, «molte donne quando arrivano in ambulatorio, vogliono sapere come funziona la trasmissione della malattia che, vale la pena ricordarlo, avviene per via oro-fecale attraverso il gatto, la carne cruda e le verdure non lavate. E per contagiarsi dal gatto bisogna che la bocca dell’uomo venga a contatto con i suoi escrementi. È infrequente, ma può accadere. Ma per evi-

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tare rischi, basterebbe sottoporre le donne incinte al controllo degli anticorpi contro la toxoplasmosi: se non sono presenti vuol dire che anche l’animale di casa è sano». Paola Gagliano è veterinario a Roma: «Ogni giorno è la solita storia, col ginecologo che raccomanda di disfarsi del gatto. E ogni volta spiego che con gli animali di famiglia il pericolo è quasi inesistente, poi scarico da internet gli approfondimenti e, se non basta, chiedo il numero di telefono del ginecologo. Per fortuna, finora, solo una dura di comprendonio ha dato via il gatto. Pensi, ho anche protestato con la Rai che nella fiction Il medico in famiglia ha fatto passare il fuorviante messaggio del “gatto untore”». Ma anche i cani rischiano la defenestrazione. «Per ammalarsi», continua Della Valle, «è necessario mangiare la carne del cane, e per di più cruda. Infatti, come l’umano, il cane è l’ospite intermedio del

IL PARASSITA

A causare la zoonosi è il toxoplasma gondii: compie il suo ciclo dentro le cellule

GLI OSPITI

Uomo e cane sono ospiti intermedi: non eliminano il parassita in ambiente esterno

LA DIAGNOSI

La malattia è spesso asintomatica: per gli anticorpi si esegue il Toxo-test

LA CAUSA

Tra le principali fonti di infezioni nelle gravide c’è la carne cruda o poco cotta

LA PERCENTUALE Il 50% delle persone nel mondo è stata a contatto col toxoplasma gondii

parassita, mentre il gatto, ospite definitivo, può trasmettere l’infezione attraverso le feci. Ma può succedere anche con un’insalata mal lavata o salumi». «Il toxoplasma gondii può essere embriotossico se contratto durante i primi tre mesi di gravidanza ma, dopo, il rischio è minimo», aggiunge da Milano Roberto Rosenthal, «e lo specialista non dovrebbe fare terrorismo, mica un gatto o un cane si buttano come stracci. I paletti ci sono, basta sottoporre il gatto al test e, se positivo, è sufficiente prestare attenzione alle feci». Ginecologi poco informati e donne troppo apprensive. Rosetta Papa, responsabile del dipartimento Materno-infantile della Asl Napoli 1: «Abbiamo istituito un corso sulla toxoplasmosi perché la gravida abbia le nozioni giuste sulla relazione con gli animali domestici. E poi, analogo corso è stato allestito per gli operatori. Per esempio, si impara che anche la carne può essere mangiata cruda, purché lasciata due giorni in freezer, indispensabili a sterilizzarla». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SALUTE LA MEDICINA

PER SAPERNE DI PIÙ www.iss.it www.salute.gov.it

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Morbillo In Italia molte differenze tra regione e regione:

in Veneto copertura del 95% in Calabria sotto il 60%. “Nessun allarme, ma meglio prevenire”

Flash

UN USO CORRETTO DEGLI ANTIBIOTICI L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) in collaborazione con Istituto superiore di Sanità e ministero della Salute promuove per il terzo anno consecutivo la Campagna “Antibiotici, difendi la tua difesa Usali con cautela”, per informare sui rischi che l’uso inappropriato di questi farmaci comporta. Gli italiani (soprattutto al Sud) ne prendono troppi, quando non serve e li usano male Tra i paesi europei l’Italia è quello con il consumo più alto, il più alto tasso di antibioticoresistenza (per alcuni germi patogeni al 100%), un numero consistente di reazioni avverse (nel 2009, 1.643 con 118 morti), e un eccesso di spesa evitabile pari a 413 milioni di euro (mp. s)

La ricerca SINDROME DI RETT UN CENTRO A MILANO È nato a Milano il San Raffaele Rett Research Center, laboratorio dedicato allo studio della sindrome di Rett, malattia genetica rara che si sviluppa dopo i sei mesi di vita e rappresenta la seconda causa di grave ritardo mentale femminile dopo la sindrome di Down. Il centro milanese è diretto da Nicoletta Landsberger, associato di Biologia Molecolare presso l’Università dell’Insubria Informazioni www.prorett.org tel.038666252 (a. marg.)

Ancora pochi i vaccinati sottovalutata la malattia TINA SIMONIELLO

L’

obiettivo di eliminare il morbillo in Europa entro il 2010 non è stato raggiunto. L’Organizzazione mondiale della sanità si pone adesso come traguardo il 2015. La necessità di sradicare la malattia è dovuta alle sue complicanze, che

possono essere gravi (polmoniti, broncopolmoniti), molto gravi (encefaliti, panencefalite sclerosante) e persino mortali. Evento per fortuna abbastanza raro (1 caso su 1000 malati). In Bulgaria, nella comunità Rom, nel 2010 si sono registrati 24 mila casi e 24 vittime. Nel 2002 in Campania 35 mila casi e tre bambini morti. Esiste da anni il vaccino triva-

TI SVEGLI DI NOTTE? NON RIESCI A DORMIRE? Seredial™ Melatonina Ultra: usalo sotto la lingua, ti aiuta a ritrovare il sonno naturale. Rapidamente. Seredial™ Melatonina Ultra è un’emulsione finissima in spray, a base di melatonina pura al 99%. La somministrazione sublinguale permette un assorbimento rapido, aiutando a prendere sonno ed a ristabilire il corretto ritmo sonno-veglia.

La prevenzione ALCOL, TASSO ZERO PER I NEOPATENTATI Nuova edizione della campagna “O Bevi O guidi”, firmata da AssoBirra e Unasca (autoscuole), che vuole raggiungere tutti i giovani interessati dalle nuove norme del Codice della strada (tasso alcolemico “zero” alla guida per chi ha meno di 21 anni o ha ottenuto la patente da meno di 3 anni)

lente antimorbillo-rosolia-parotite, che non costa più di una decina di euro, ma nel nostro paese la copertura vaccinale è del 78 per cento per la prima dose (che si somministra intorno ai 12 mesi) e al 53.9 per la seconda (raccomandata dalle linee guida internazionali). Che cosa non funziona? «Il problema è organizzativo — dice Walter Ricciardi, direttore dell’i-

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ASSUMERE SOLTANTO A LETTO.

stituto di Igiene della Cattolica di Roma — abbiamo regioni virtuose, come il Veneto, dove la copertura supera il 95% (percentuale necessaria per eliminare la malattia, ndr), e regioni dove è sotto il 60, come la Calabria. I ministri della Salute degli ultimi anni hanno supportato il Piano Morbillo, la responsabilità è soprattutto delle regioni». Ma l’Italia non è sola. Nel 2008 il 93% dei casi di morbillo europei erano registrati, oltre che da noi, in Austria, Francia, Germania, Spagna, Svizzera, Regno Unito, paesi che non difettano certo di organizzazione. «In Europa i più colpiti sono i paesi ricchi centrooccidentali, dove in media muoiono di morbillo una decina di bambini l’anno — spiega Pierluigi Lopalco, responsabile sezione malattie prevenibili da vaccini dell’Ecdc (centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) di Stoccolma — e se si escludono comunità tipicamente non vaccinate, come i Rom, la middle-class è la più colpita. Parliamo di persone che, per ideologia o paura degli effetti collaterali, rifiutano le vaccinazioni». Naturalmente, rispetto all’era prevaccinale, la situazione è net-

In crescita l’età dei soggetti colpiti con sintomi e decorsi più problematici tamente migliorata e il trend del morbillo non è in crescita. «L’effetto positivo del vaccino trivalente è evidente — continua Lopalco — ma c’è uno zoccolo duro di non vaccinati. E poiché il virus del morbillo è molto contagioso se i non vaccinati sono più del 5% la malattia continua a circolare provocando epidemie». Le cui vittime — peraltro — non sono solo bambini: «Stiamo assistendo a uno spostamento in avanti dell’età — sottolinea Silvia Declich, direttore dell’Epidemiologia delle malattie infettive dell’Iss — nel 2004 avevamo l’80 per cento dei casi nella fascia 0-14 anni, nel 2008 ne abbiamo contati 35 su 100. Nello stesso periodo, nella fascia 15-25, la percentuale è passata dal 10 al 35. Questo spostamento in avanti è tipico di coperture vaccinali subottimali, e comporta complicanze più frequenti, sintomi e decorso più problematici». © RIPRODUZIONE RISERVATA

INFOGRAFICA PAULA SIMONETTI

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SALUTE LA MEDICINA

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PER SAPERNE DI PIÙ home.americanheart.org/portal/scientificsessions/ss www.sicardiologia.it

Cuore Contrordine dal congresso dei cardiologi americani: smentiti gli effetti protettivi in caso di recidiva, secondo gli studi Per saperne di più

I centri CON BABY HEART TROVI L’ECCELENZA Si chiama Baby Heart e si pone l’obiettivo di identificare e certificare i criteri di eccellenza dei centri di cardiochirurgia pediatrica. Presentato al Congresso della Società di Chirurgia Cardiaca, ci si è basati, per i criteri, su otto centri pediatrici. Ogni anno nascono circa 4500 bambini con una cardiopatia congenita: 3500 subiscono un intervento (irma d’aria)

Aritmie gravi, contrordine sugli omega3

La campagna

MARIA RITA MONTEBELLI

SECONDO INFARTO RISCHI SOTTOVALUTATI

CHICAGO a medicina va avanti non solo a forza di nuove indicazioni, ma anche di contrordini. E il mega-congresso dei cardiologi dell’American Heart Associationappena concluso a Chicago ne è un chiaro esempio. Il progresso della terapia è fatto anche di passi indietro, preziosi almeno quanto le scoperte “positive”. Nella pratica clinica di tutti i giorni infatti vengono utilizzati farmaci o proposti interventi la cui efficacia non sempre è stata comprovata da studi scien-

Sono 130 mila l’anno le persone vittime di un infarto in Italia: la campagna “Il Valore della Vita” promossa dall’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (Anmco) e dalla Fondazione “Per il tuo cuore” e supporto di Astra Zeneca prevede spot, filmato, mostra fotografica, iniziative nelle scuole. Chi ha un secondo evento (60%) ha un rischio di mortalità tre volte maggiore www.ilvaloredellavita.it (al. mar.)

L

tifici. Può succedere dunque che quando quella procedura viene sottoposta al vaglio di uno studio “dedicato” ne scaturisca un risultato “negativo”; si scopre cioè che l’efficacia di un certo farmaco o procedura non è diversa da quella del placebo. Lo studio P-om3 ad esempio ha dimostrato che la pratica ormai invalsa da alcuni anni di somministrare i grassi omega3 nel tentativo di proteggere i pazienti dalle recidive di fibrillazione atriale non ha assolutamente alcun motivo di proseguire: omega-3 e placebo danno lo stesso risultato. Anche la somministrazione

SETTECENTOMILA Sono gli italiani colpiti da fibrillazione atriale, l’aritmia più frequente caratterizzata dalla forte irregolarità del battito cardiaco, nei due atri

DUE EPISODI Se in un paziente vengono riscontrati due o più episodi la fibrillazione atriale si definisce ricorrente e catalogata in base alla durata

SINTOMI

di N-acetilcisteina, per anni ritenuta d’aiuto nel proteggere i reni dai possibili danni del mezzo di contrasto iodato, utilizzato per la Tac ed altre indagini radiologiche, è una pratica che dovrà essere abbandonata. Lo studio Act, finanziato dal ministero della Salute brasiliano, ha dimostrato che l’unica cosa che conta per proteggere il paziente dalla nefropatia da mezzo di contrasto è l’idratazione; l’N-acetilcisteina la si può tranquillamente mettere da parte, perché almeno per questa indicazione, è del tutto inutile. Ancora un contrordine viene dallo studio Ascend, riguar-

La fibrillazione atriale può anche essere asintomatica In genere i sintomi sono: palpitazioni, dolore toracico, dispnea, affaticamento

dante l’uso della nesiriditide (un farmaco che dilata i vasi e facilita l’eliminazione del sodio con le urine) nei pazienti con scompenso cardiaco acuto. Lo studio ha dimostrato che questo farmaco non ha alcun effetto sulla dispnea (la fame d’aria drammatica di questi pazienti per l’accumulo di liquidi nei loro polmoni), né tantomeno sulla mortalità e sulla necessità di nuovi ricove-

Accu-Chek Mobile: l’autocontrollo senza striscia.

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ri per lo stesso motivo. A fare un bel buco nell’acqua è stato anche lo studio Closure I che riguarda la pratica di “chiudere” con un sistema a doppio ombrellino il forame ovale pervio (un difetto congenito rappresentato da un “buco” nella parete che divide le due camere atriali), nel tentativo di prevenire così una possibile causa di ictus. Lo studio ha dimostrato che questa metodica è inutile, perché non apporta alcun beneficio rispetto alla terapia antiaggregante e anticoagulante, e quindi può essere messa da parte per questa indicazione. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SALUTE LA RICERCA

PER SAPERNE DI PIÙ www.telethon.it www.gsk.it

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Malattie rare La terapia genica alla svolta clinica in sette patologie, tra cui l’Ada-Scid

che costringe i piccoli pazienti a vivere in un ambiente asettico Avviate le sperimentazioni. La prima cura in commercio tra meno di due anni

LA SCHEDA

TELETHON

TRATTAMENTI

NUMERI

TALASSEMIA

Ha finanziato, dal 1990, 2261 progetti per un totale di 323 milioni di euro. Grazie alla maratona tv ha sostenuto 1421 ricercatori

Meno del 10% dei pazienti che ha una malattia rara nel mondo viene trattato e non sempre adeguatamente

6-8mila le malattie rare che colpiscono in Europa oltre 30 milioni di persone e 25 milioni negli Stati Uniti

Delle 7 patologie che potrebbero essere trattate con terapia genica la talassemia è la più diffusa: 300 mila nuovi nati l’anno, 7mila in Italia

Ada-Scid

Un nuovo virus per il gene malato

LA MALATTIA DEI “BIMBI BOLLA”

MARIAPAOLA SALMI

Per saperne di più

Immunodeficienza dovuta alla mancanza di un enzima essenziale per la maturazione dei linfociti che difendono l’organismo dagli agenti esterni

Wiskott-Aldrich DEFICIT DI LINFOCITI CHE COLPISCE I MASCHI Deficit immunitario dei linfociti alterati a causa di una proteina coinvolta nel funzionamento del citoscheletro. Colpisce in prevalenza i maschi

Metacromatica LA LEUCODISTROFIA KILLER DELLA MIELINA Causata dalla mancanza di un enzima che permette il riciclo dei sulfatidi, sostanze che si accumulano nel cervello e distruggono la mielina che riveste le cellule nervose Ne esistono quattro forme

Beta talassemia COLPISCE IL SANGUE È TRA LE PIÙ DIFFUSE Ereditaria, è dovuta a un difetto nella produzione di beta-globina, la proteina del sangue che trasporta l’ossigeno ai tessuti

Krabbe CONDANNA A MORTE ENTRO I TRE ANNI Leucodistrofia globoide: causata dalla mancanza dell’enzima galattocerebrosidasi che induce perdita progressiva di mielina e comparsa nei vasi sanguigni cerebrali di formazioni globoidi Porta a morte nei primi tre anni

Hurler MUCOPOLISACCARIDOSI LA PIÙ GRAVE DELLE TRE Dovuta al difetto dell’enzima alfa-L-iduronidasi responsabile dello smaltimento dei glicosaminoglicani. Tre varianti, la più grave è la sindrome di Hurler

Granulomatosi GLOBULI BIANCHI INCAPACI DI DIFENDERCI Malattia del sistema immunitario caratterizzata dall’incapacità dei globuli bianchi, “spazzini” dell’organismo, di uccidere alcuni tipi di microbi. Individuati 4 diversi geni coinvolti (mp. s.)

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a terapia genica diventa realtà. La prima cura, quella messa a punto al

San Raffaele (Hsr-Tiget) di Milano per sconfiggere l’Ada-Scid, la malattia genetica rara che costringe i piccoli pazienti a vivere in ambiente completamente

asettico, sarà in commercio tra meno di due anni. Si tratta di una cura molto speciale che potrà essere praticata solo in particolari centri, ma disponibile per tutti i

pazienti. A questa ne seguiranno altre, almeno per sei malattie rare, tra 5/6 anni. La sfida alle malattie genetiche vede alleati per la prima volta Telethon, Hsr-Tiget e

la multinazionale del farmaco GlaxoSmithKline. I tempi: per la leucodistrofia metacromatica e la sindrome di Wiskott-Aldrich sono già partite le sperimentazioni su due pazienti; per la talassemia la fase preclinica è molto avanzata tra due anni si passerà all’uomo; sono in fase preclinica la leucodistrofia globoide, la mucopolisaccaridosi 1 e la granulomatosi cronica. Il principio è semplice: si porta informazione nuova e sana dentro la cellula; la modalità di cura è complessa: si tratta di un autotrapianto di cellule staminali emopoietiche dentro le quali è stato inserito un virus modificato che traghetta la copia sana del gene malato. «Non si tratta di modificare il gene malato che è un pezzo di Dna che non produce nulla di efficace, quanto piuttosto di inserire la sua copia funzionante in grado di produrre la proteina specifica per una certa funzione — spiega Giuliana Ferrari, coordinatore Aera di ricerca Hsr-Tiget, — i vettori migliori sono proprio i virus (del tipo retrovirus quello utilizzato per Ada-Shid, lentivirus per le altre malattie), efficienti per portare dentro la cellula il gene». La scommessa è di replicare su altre malattie.

Alleati per la prima volta Telethon, Hsr-Tiget e la multinazionale GlaxoSmithKline «Non sono molte le aziende sensibili a questo tema ma GlaxoSmithKline è tra queste per scelta e tradizione, siamo convinti che se si scopre un trattamento potenzialmente essenziale questo va sviluppato e dato ai pazienti anche se non presenta particolari prospettive commerciali e le normative sui farmaci orfani hanno contribuito molto in tal senso — a parlare è Luc Debruyne, presidente e amministratore delegato di GSK Italia — questa volta non dobbiamo perfezionare, registrare e distribuire un farmaco o un vaccino ma un insieme di tecnologie molto complesse e strettamente integrate». GSK contribuirà con un primo investimento di 10 milioni di euro e si occuperà del percorso produttivo, regolatorio e commerciale della terapia per l’Ada-Shid, successivi investimenti per le altre sei malattie arriveranno con i progressi della ricerca. «Siamo un gruppo leader nel settore della terapia genica, abbiamo messo a punto in anni di lavoro tecniche di eccellenza», sottolinea Luigi Naldini direttore del S. Raffaele/Telethon. Ottimista e soddisfatta Francesca Pasinelli, direttore della Fondazione Telethon. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SALUTE LA MEDICINA

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Trentamila nuovi malati ogni anno. Ma è in atto una vera rivoluzione

nella diagnosi e nella cura di questa patologia tanto diffusa quanto stigmatizzata. Secondo gli esperti si può pensare anche ad un’opzione chirurgica “se il focolaio è ben identificato”

Per saperne di più

Il congresso NEUROLOGIA, ICTUS E DEMENZE IN AUMENTO In Italia aumentano le malattie neurologiche, con un carico enorme di sofferenza per il paziente e per la sua famiglia e con un impegno economico sempre più elevato per il Sistema Sanitario. Ogni anno si registrano, infatti, 30.000 nuovi casi di epilessia, 6.000 di Parkinson e circa 200.000 di ictus cerebrale. Sono dati emersi dal 41° congresso della Sin, la Società italiana di neurologia, che si è svolto a Catania e che richiamano l’attenzione sulla necessità di un’organizzazione in rete per assicurare un intervento rapido ai pazienti in fase acuta e garantire i malati cronici. «Per interpretare l’aumento di alcune patologie neurologiche - spiega Maria Grazia Marciani, ordinario di Neurofisiopatologia, università Tor Vergata di Roma quali l’epilessia, il Parkinson, le demenze, malattie importanti non solo sul piano medico scientifico ma anche sociosanitario, dobbiamo tenere presente essenzialmente tre fattori con peso decrescente: l’invecchiamento della popolazione, il suo aumento e, infine, il progresso nella diagnosi e nella terapia». Per quanto concerne l’epilessia si ha una prevalenza dello 0,51% e un’incidenza che varia da 50 a 120 casi per anno su 100.000 abitanti. La sua distribuzione nell’arco della vita presenta una distribuzione “bimodale” con 2 picchi, uno dalla nascita all’adolescenza e un secondo nell’anziano. Le cause più frequenti di epilessia possono essere legate a patologie neurologiche primitive quali i traumi cranici, l’ictus, le malformazioni vascolari, le lesioni occupanti spazio (tumori), le meningiti, le encefaliti, e patologie sistemiche quali ad esempio l’ipoglicemia o l’ipocalcemia, ovvero disturbi metabolici o squilibri elettrolitici. Queste ultime sono più frequenti nell’anziano in cui si verificano situazioni di comorbilità. Dal congresso è venuto anche un invito a porre attenzione all’abuso dei neurofarmaci. I consumi eccessivi, infatti, determinano effetti come i comportamenti ossessivocompulsivi o gli stati psicotici. «Sia la ricerca sulla causa e la riabilitazione delle malattie, sia la ricerca su nuovi farmaci conclude Antonio Federico, presidente della SIN e ordinario all’Università di Siena — sono in evoluzione e l’Italia, nonostante i tagli, sta producendo ricerche di livello internazionale». (tiziana lenzo) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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na parola che in tempi non troppo remoti faceva paura. Poco conosciuta nonostante sia una delle malattie neurologiche più diffuse, coi suoi oltre 500 mila pazienti a cui ogni anno se ne aggiungono altri 30 mila. E spesso stigmatizzata e nascosta. «Niente di più sbagliato — dice Ettore Beghi presidente della Lice, la Lega italiana contro l’epilessia — oggi l’epilessia può essere curata talmente bene da consentire al paziente una vita del tutto normale». Nel complesso panorama delle epilessie (se ne contano diverse decine di forme) è in atto una vera rivoluzione. Di tale portata da spingere la Lega internazionale a mettere mano all’intera classificazione della patologia. «Una rivoluzione necessaria della quale si avvantaggerà la ricerca — spiega Fabio Minicucci responsabile del Centro per l’epilessia dell’ospedale San Raffaele di Milano — le altre due linee d’interesse riguardano diagnosi e cure: la prima si basa ancora sul dato clinico e sull’elettroencefalogramma, utilissimo anche se sono cambiate le tecniche di registrazione. Cresciuto il ruolo dell’imaging con la risonanza magnetica che dice se bisogna intraprendere altri tipi di trattamenti. Sul fronte terapie, ai quasi venti farmaci oggi disponibili, cresciuti dagli appena cinque-sei che erano disponibili venticinque anni fa, se ne aggiungeranno

Epilessia Imaging e nuovi farmaci la vita può essere normale presto almeno altri tre». La speranza è che con i nuovi farmaci si possa ridurre quel 25% di pazienti con crisi resistenti ai farmaci. Il futuro ipotizza per questi pazienti una scelta chirurgica a condizione che il focolaio epilettico sia ben identificato, che sia unico e che una volta aggredito dal bisturi non lasci deficit. La ricerca invece deve ancora scoprire che cosa capita ai neuroni prima e durante la crisi. «I filoni di indagine sono due, capire i meccanismi che generano nella corteccia cerebrale la scarica anomala che è alla base della crisi e capire i processi biologici che trasformano la normale attività del neurone in patologica — racconta Giuliano Avanzini, primario emerito dell’Istituto Besta di Milano — diversi modelli sperimentali mostrano che le connessioni e i fasci nervosi nel corso del processo che porta all’epilessia si “riarrangiano”, alcuni degenerano altri diventano aberranti; altra cosa che accade nel periodo che precede la stabilizzazione dell’epilessia è l’attivazione di certe molecole dell’infiammazione che potrebbero avere un ruolo epilettogeno». Forse un giorno non lontano si potrà addirittura agire direttamente sul focolaio epilettico, in una sorta di prevenzione secondaria, in grado di bloccare la stabilizzazione della malattia epilettica. (maria paola salmi) © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL LIBRO PER CHI SOFFRE DI CONVULSIONI IL TEMPO È FERMO IERI COME OGGI DOMINANO PAURE E PREGIUDIZI

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VIVERE CON L’EPILESSIA D’Amico, Cipulli Giancristofaro 234 pagg. 28 euro Franco Angeli

ivere con l’Epilessia, di Rita D’Amico, Mafalda Cipulli e Lia Giancristofaro, spiega, attraverso una approfondita ricerca storico-sociale, come questa patologia sia ancora oggi avvolta da pregiudizi pericolosi e come questi processi di stigmatizzazione continuino a danneggiare le identità personali dei malati, la qualità della vita e le loro relazioni interpersonali. Per vivere una vita normale, il malato di epilessia deve prendere consapevolezza della malattia e affidarsi alle cure farmacologiche, in grado oggi di controllare la patologia fino alla guarigione, come bene illustrano le ultime scoperte dell’Istituto Mario Negri e dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e più in particolare quelle della ricercatrice Annamaria Vezzani, vincitrice del premio internazionale: Epilepsy Research Recognition Award-Basic Science Investigator, assegnato dall’American Epilepsy Society. (caterina viola) © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica

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MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010

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Dal 25 al 27 novembre 70 centri in Italia aperti ai cittadini Lo slogan della Giornata nazionale: “Cambia ritmo, informati”

Attività fisica e sociale le cure anti-Parkinson C

INFOGRAFICA PAULA SIMONETTI

ambia ritmo, informati: il Parkinson si può curare. È chiaro e semplice il messaggio della seconda Giornata nazionale 2010 che si celebra sabato 27 novembre con un info point a Roma (Galleria Sordi, 25-26-27 novembre) e l’apertura ai cittadini di oltre 70 centri Parkinson sul territorio nazionale. L’attività fisica e i farmaci, iniziati prima possibile, tengono a bada la malattia e permettono ai pazienti di condurre una vita normale almeno per i primi dieci-quindici anni dalla diagnosi. «Abbiamo scelto di promuovere quest’anno la conoscenza di una delle malattie del sisteSono duecentomila ma nervoso i malati, seimila più i nuovi casi ogni anno centrale diffuse — dice Ma i parenti coinvolti Ubaldo Bonuccelli, ordisono un milione nario di neurologia all’Università di Pisa e presidente Limpe — infatti, sebbene in Italia siano circa 200 mila i parkinsoniani e 6 mila l’anno i nuovi casi, in realtà quasi un milione di persone sono coinvolte nella lunga storia di questa malattia che erroneamente si pensa tipica dell’anziano mentre esordisce nel 10 per cento dei casi in età giovanile, attorno ai 40 anni se non prima». Il Parkinson è insidioso, lento, all’inizio può non essere riconosciuto. «La malattia comporta la degenerazione di cel-

lule nervose delle aree della sostanza nera e dei gangli della base, le zone del cervello che programmano e gestiscono l’esecuzione dei movimenti, la conseguenza è una mancanza di dopamina, quella sostanza con funzioni di neurotrasmettitore che mette in relazione i due sistemi — spiega Paolo Martinelli, presidente dell’Associazione italiana disordini del movimento e della malattia di Parkinson — d’altra parte la ricerca è molto attiva sia sul fronte dei deficit molecolari sia su quello degli errori genetici; la cura, mai standard, deve essere “cucita” addosso al paziente in base all’età, alla personalità e all’attività lavorativa». Il movimento ha un ruolo chiave. Accedere alla riabilitazione non è facile. Nelle prime fasi di malattia i clinici raccomandano lunghe camminate (2-3 chilometri al giorno), tanto nuoto (l’acqua agisce da stimolatore sensoriale migliorando la programmazione motoria a livello cerebrale), bicicletta. In fase avanzata è indispensabile l’attività fisica assistita o di gruppo per rieducare l’equilibrio e la marcia (si previene il fenomeno del “congelamento” che può provocare cadute e risponde poco ai farmaci), per allenare la fonazione e la deglutizione. È opportuno invece stimolare sempre le funzioni cognitive e relazionali con attività ludico-sociali di vario tipo. (mp. s.) © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010

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SALUTE LA PSICHIATRIA

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Allucinazioni Amichevoli o minacciose, temporanee o totalizzanti: non sempre significano

malattia mentale. Alcune strategie per affrontarle in un percorso terapeutico Flash

E il ruolo dei gruppi di auto-aiuto in un convegno della Rete a Milano

La ricerca MEDICO DELL’ANNO ROBERTO CINGOLANI Ha fatto fare i primi passi al cervello artificiale: Roberto Cingolani, pioniere in Italia nel campo delle nanotecnologie applicate alla medicina e direttore scientifico all’Istituto di tecnologia di Genova è il vincitore del premio “Grande Ippocrate 2010 per il ricercatore medico dell’anno”, promosso da Unamsi e Novartis La matrice di neuroni ordinata su un circuito bidimensionale, dice Cingolani, «sa già fare alcune semplici operazioni, comandare un piccolo robot» (a. cap.)

Il giornalismo A GUGLIELMO PEPE IL PREMIO SUL DIABETE Il 25 novembre alla Camera dei Deputati sarà assegnato il premio giornalistico “Luci e ombre sul diabete in età evolutiva” a Guglielmo Pepe editorialista di La Repubblica Salute, Marzia Roncacci e Franco Di Mare (Rai) Il Changing Diabetes Award (Nova Nordisk) alle parlamentari E. Baio e F. Martini

LA SCHEDA

LA DIFFUSIONE

NEI BIMBI

LE ALLUCINAZIONI

LA DURATA

I RISCHI

Secondo recenti ricerche “udire voci” è un sintomo presente nel 5-8% della popolazione

Su 3870 bambini olandesi di 7 e 8 anni allucinazioni uditive nel 9% dei casi

Su 2232 bambini inglesi di 12 anni sintomi psicotici (in gran parte allucinazioni) nel 6%

La maggior parte (75-90%) di queste allucinazioni è transitoria e scompare

Problemi sociali e nello sviluppo, uso di droghe possono portare a veri disturbi psicotici

FRANCESCO CRO * entire “le voci” è un’esperienza più comune di quanto si possa pensare, e non è necessariamente un sintomo di malattia mentale. Il problema è il rapporto tra la persona e le sue “voci”: queste possono essere amichevoli o minacciose, e possono assorbire completamente l’attenzione dell’individuo. Con adeguate strategie, però, l’uditore di voci può recuperare la padronanza di sé e trasformarle in interlocutori con cui è anche possibile dialogare. Se ne è parlato recentemente nell’inconto della Rete italiana degli uditori di voci, a Milano. Non è necessaria la scomparsa completa del sintomo per riconquistare un soddisfacente livello di benessere: si può anche arrivare a sentire solo le voci positive, o a sentirle tutte ma con un senso di

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“Sento delle voci” parlarne fa bene maggior controllo della situazione. Per conseguire questi obiettivi possono essere impiegate strategie semplici, come ascoltare la musica con la cuffia per mettere a tacere le voci spiacevoli, o più complesse, come cercare di individuare e gestire gli stati emotivi associati alle diverse voci. Un supporto fondamentale può essere fornito dai gruppi di auto-mutuo aiuto: parlare delle proprie voci con chi non ha avuto esperienze

simili, anche se si tratta di una persona cara, può essere, infatti, molto difficile. Confidarsi con lo psichiatra può essere problematico: molti professionisti della salute mentale tendono, infatti, a considerare automaticamente le voci il sintomo di una grave malattia mentale, e sembrano interessati solo a stabilire se siano presenti o meno, per poi intervenire con i farmaci adatti. È invece di fondamentale importanza scoprire, in-

sieme con l’uditore di voci, quali e quante sono le voci che sente quotidianamente; in quali momenti della giornata o in quali condizioni psicofisiche si manifestano; con quale tono gli si rivolgono e di cosa gli parlano; se provengono dall’esterno o dall’interno del suo corpo; che emozioni gli provocano e cosa lo spingono a fare; quale spiegazione egli si dà di questa insolita esperienza, che mette in crisi tutte le certezze possedute pri-

ma, e che lo spinge a dubitare dei propri sensi o, in alternativa, a sviluppare teorie esplicative lontane dalla realtà, come la convinzione di essere collegato ad apparecchi ricetrasmittenti o in comunicazione con entità aliene o superiori. Per Rufus May, psicologo del Centre for Citizenship and Community Mental Health di Bradford (Regno Unito), ex uditore di voci con diagnosi di schizofrenia, «dare voce alle voci», affrontarle e dialogare con esse, interrogandosi sul loro significato simbolico e sul messaggio che possono dare al paziente e a chi condivide con lui il percorso terapeutico, può essere di vitale importanza per ridare un senso alla propria esperienza, ritrovare la sicurezza in se stessi e rientrare in contatto con gli altri. * Psichiatra, Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura, Viterbo © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010

SALUTE IL BENESSERE

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Da vent’anni gli integratori salutisti sono un business. Sempre più sotto osservazione i loro benefici sono da valutare. Per potersi districare, suggeriscono gli esperti, bisogna cominciare dalle etichette: “Devono specificare ceppo e quantità contenuta per dose Mentre la quantità di cellule vive deve essere quella minima alla data di scadenza” LEI & LUI

ROBERTA GIOMMI *

SE IL SESSO DIVENTA AGGRESSIONE

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estazione nelle relazioni affettive e nel sesso. La paura emerge nella consultazione individuale e di coppia, come sensazione di inadeguatezza accompagnata dalla dipendenza dalle persone che proteggono. La rabbia si lega più spesso ai processi separativi, all’impotenza che nasce dal non poter ricomporre i legami, nelle situazione di esclusione. L’obiettivo di essere accettati e amati può essere cercato con la rabbia. Esiste una confusione tra modelli di comportamento: i bambini e gli adolescenti, per esempio, usano videogiochi molto aggressivi e mostrano invece inerzia rispetto alle aggressioni. Per esempio il 41% dei soggetti che assistono ad un episodio di bullismo sono contrari a quello che sta accadendo, ma restano inermi. O la violenza sessuale, costante in una fase storica in cui il sesso può iniziare presto ed è facile fare esperienze. In realtà la violenza sessuale nasce dal desiderio di sopraffazione e non dall’istinto sessuale. Come combatterlo? Nell’educazione sessuale lavoriamo molto su autostima, inviolabilità del corpo, mediazione tra stili maschili e femminili, orientamenti sessuali, per avere una maggiore competenza decisionale, un buon dominio sulla realtà circostante, la cui carenza crea paura, rabbia, inerzia e angoscia. La consultazione sessuologica individuale, in particolare quella di coppia, lavora molto sull’amicizia, sulla risoluzione del conflitto emotivo, sulla restituzione della responsabilità personale nella risoluzione del problema. Il sintomo si cura prima leggendone il significato, cosa protegge e cosa ostacola, attraverso la crisi di panico o l’aggressività; si lavora poi sulla comprensione della paura e della rabbia, guidando alla risoluzione delle cause consce e inconsce, per creare attraverso l’accompagnamento terapeutico, la soluzione del sintomo. * www.irf-sessuologia.org © RIPRODUZIONE RISERVATA

Probiotici Microrganismi salva-intestino Utili oppure no? ISABELLA EGIDI

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ono arrivati in Italia oltre vent’anni fa e dal quel momento hanno invaso gli scaffali dei supermercati. Stiamo parlando del functionalfood, termine che comprende probiotici, prebiotici ma anche prodotti arricchiti con fitosteroli, betaglucani e quant’altro. «In Italia si contano più di 8.000 integratori e alimenti funzionali: un italiano su tre ne fa regolarmente uso decretando un trend caratterizzato da una crescita continua e pressoché costante», ha dichiarato — in occasione del recente Nuce International — Cesare Sirtori, presidente di Sinut, la Società italiana di nutraceutica. «A livello di prodotto finito attualmente il mercato mondiale vale oltre 500 miliardi di euro, contro i circa 600 miliardi dei farmaci». Con questo scenario positivo convivono tuttavia alcune problematiche da risolvere, legate principalmente agli aspetti regolatori del mercato, quali ad esempio i criteri per la valutazione dei claim da parte dell’Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare). Ma quali sono le loro caratteristiche? Quali benefici apporta-

LA SCHEDA

ACIDOPHILUS Si tratta di un lactobacillus che attenua la stitichezza e riduce la presenza degli enzimi fecali che causano gonfiore

CASEI IMMUNITAS

L’effetto più documentato è quello del trattamento della diarrea. È anche possibile controllare il colesterolo nel sangue no? In linea teorica, all’organismo dovrebbe bastare un’alimentazione equilibrata e un corretto stile di vita per mantenersi in salute. Terapie antibiotiche, comportamenti scorretti, stress, stipsi, infezioni e malanni vari possono mandare in tilt il sistema, soprattutto quello intestinale: in questi casi i functionalfood possono rivelarsi utili. Cominciamo dai probiotici che vengono aggiunti agli alimenti. Si tratta in sintesi di microrganismi vitali — dello stesso tipo di quelli «buoni» che abitano il nostro intestino — in grado di apportare benefici attraverso un riequilibrio della microflora intestinale. Per essere definiti tali i probiotici devono avere un’alta tolleranza e nell’assenza di nocività e tossicità. La crescita e l’attività dei probiotici è stimolata da alimenti non digeribili, i cosiddetti prebiotici. Bisogna sottolineare tuttavia che le funzioni po-

È un lactobacillus molto resistente, aiuta a riequilibrare la flora naturale e stimola il sistema immunitario

GG

LCI

È un lactobaclllus utile nel trattamento della diarrea virale acuta e della diarrea batterica nei neonati. Stabilizza la permeabilità intestinale

Anche questo lactobacillus produce un aumento degli anticorpi e promuove l’equilibrio della microflora del nostro intestino

sitive di pre e probiotici dipendono, spiega Lorenzo Morelli dell’Università Cattolica del S. Cuore di Piacenza, «da una serie di proprietà cliniche e proprietà tecniche tra cui spiccano: il ceppo, la quantità, la qualità e la possibilità che hanno di arrivare vivi e vitali nell’intestino. Per ottenere benefici sarebbe opportuno osservare attentamente le etichette dei prodotti, che devono

specificare il ceppo e la quantità contenuta per dose o per grammo». Inoltre la quantità di cellule vive (almeno un miliardo) indicata deve essere quella minima alla data di scadenza. Ma quali sono gli effetti dei probiotici? «Il più documentato», continua Morelli, «è quello della prevenzione e/o trattamento della diarrea da Clostridium difficile (dopo trattamento antibiotico), da Ro-

tavirus (nei bambini), da chemioterapici e da diarrea del viaggiatore». Di recente un panel di esperti ha elaborato un Position Paper, sotto il coordinamento scientifico di Nfi (Nutrition Foundation of Italy), riguardante ulteriori effetti dei probiotici: trattamento della sindrome da intestino irritabile, prevenzione delle infezioni e patologie virali stagionali (raffreddori, influen-


la Repubblica

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MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010

Identikit del consumatore: vincono le donne

VERO O FALSO INTESTINO I probiotici sono microrganismi uguali a quelli che popolano l’intestino umano Vero FERMENTI LATTICI Tutti i fermenti lattici sono probiotici Falso Gli unici fermenti lattici probiotici sono alcune specie di lattobacilli e di bifidobatteri

EFFICACIA I probiotici non hanno tutti la stessa efficacia Vero L’azione dei probiotici è “ceppo e dose dipendente” I vari ceppi di probiotici esercitano azioni differenti PREBIOTICI Probiotici e prebiotici sono la stessa cosa Falso I prebiotici non contengono fermenti vivi, ma alcune sostanze in grado di favorire lo sviluppo dei batteri intestinali DURATA Basta assumere per pochi giorni i probiotici per avere effetti positivi Falso L’assunzione va protratta per almeno due settimane ASSUNZIONE È meglio assumerli a digiuno Vero In linea di massima vanno assunto a stomaco vuoto, perché risentono meno degli effetti distruttivi dei succhi gastrici

CASEI SHIROTA

CASEI INFANTIS

Un lactobacillus efficace nel bilanciare la microflora e nella prevenzione dei disturbi dell'intestino Stimola la produzione di anticorpi

Questo lactobaillus, come segnala lo stesso nome (infantis), risulta utile in quei casi di stipsi pediatrica

ze). «In progress», conclude Morelli, «c’è il supporto immunitario nelle vaccinazioni». E i functionalfood arricchiti con i fitosteroli? È stato confermato che è possibile contribuire al controllo dei livelli di colesterolo nel sangue, oltre che con un’opportuna attività fisica, anche con interventi di natura dietetica. In particolare, se i livelli di colesterolo eccedono di poco la

soglia di 200 mg/dL (o il valore appropriato per il profilo di rischio), la riduzione della colesterolemia si può ottenere con un’alimentazione adeguata. L’integrazione di prodotti che contengono fitosteroli potenzia questo effetto, riducendo il colesterolo totale e Ldl di un ulteriore 10% senza effetti significativi sulla colesterolemia Hdl e sulla trigliceridemia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

PER SAPERNE DI PIÙ www.sinut.it www.inran.it

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La ricerca: “Il fastidio diminuisce del 70%”

Functionalfood, Ceppo anti-forfora ecco chi lo usa nella nuova pillola D

omanda e offerta di functionalfood negli ultimi anni sono aumentate in maniere esponenziale. Le tipologie in commercio sono variegate: minidrink, prodotti a base latte, granulati, ecc. Farmaceutiche e multinazionali nel settore (Danone, Nestlè, Unilever, Yakult ecc.) stanno investendo e lo stesso le aziende italiane (Granarolo con il marchio Yomo, Parmalat ecc.). «La nostra azienda», spiega Arianna Rolandi, responsabile relazioni esterne Yakult Italia, «ha iniziato a distribuire il prodotto in Italia (ipermercati e supermercati) solo nel 2007 ed ora è il terzo brand a valori nel mercato dei probiotici da bere; il mercato dei probiotici nel 2010 nonostante la crisi, resta un mercato dinamico. Il consumatore-tipo? Prevalentemente donna, tra i 25 e i 54 anni, di cultura medio alta, abitante nei centri urbani del nord e del centro. Buona la quota di over 50 sensibili al salutismo». Ma quali sono le nuove frontiere dei functionalfood? «La nascita di un prodotto», afferma Joao Andorinha, direttore ricerca e sviluppo Danone Italia, «parte dall’identificazione di un bisogno, in questi casi carenza nutrizionale o disagio di salute. L’alimento non guarisce ma rappresenta una supplementazione che aiuta. Si eseguono studi sulla biodisponibilità, in vitro, ex vivo e clinici senza però perdere di vista il gusto e il piacere del prodotto stesso». (i. e.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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olpisce il 60% degli uomini italiani e il 39% delle donne, ma risparmia bambini e anziani. Stiamo parlando della forfora, l’ultimo disturbo in ordine di tempo ad essere entrato nel raggio di azione dei probiotici. Ciò grazie ad integratore alimentare da assumere per via orale, a base di Lactobacillus paracasei ST11, ceppo isolato da Nestlé nel 1993. Frutto di una joint venture tra la multinazionale dell’alimentazione e L’Oreal, il prodotto, commercializzato con il marchio Inneov, sembra in grado di diminuire la forfora in modo consistente. Uno studio clinico condotto da Pascal Reygane, direttore del Centre de Santé Saboraud dell’ospedale Saint Louis di Parigi, ha infatti rilevato che, dopo due mesi di trattamento, la forfora diminuisce di circa il 70%. Gli eritemi invece di circa il 60%. «La forfora» spiega Norma Cameli, «responsabile della dermatologia estetica del San Gallicano di Roma «è conseguenza di vari fattori. Importante è quello della Malassezia furfur, un fungo normalmente presente sul cuoio capelluto che può causare un eccesso di sebo, producendo sostanze che causano infiammazioni. È inoltre favorita dagli stress emotivi, dai fattori climatici (si manifesta particolarmente in inverno), da una dieta inappropriata, ed è più frequente in soggetti dal sistema immunitario indebolito». ( i. e.) © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010

SALUTE LETTERE & RUBRICHE

Il medico risponde

lettera firmata e-mail

Ho 55 anni, la scorsa primavera ho avvertito un senso di occlusione e ronzio all’orecchio destro seguito da vertigini e nausea. A distanza di giorni qualche capogiro. Mi è stata diagnosticata una vasculopatia cocleare transitoria in lenta risoluzione con prescrizione di Vertiserc. L’esame audiometrico e l’ecodoppler dei tronchi sovraortici sono normali. Dal 2007 ho uno stent nella coronaria centrale e assumo vari farmaci (...). C’è una relazione tra la vasculopatia cocleare ed l’occlusione della coronaria?

■ DOTT. GIANMAURO PELLICCIA

Dirig. medico U.o.c. Otorinolaringoiatria Az. osped. San Giovanni Addolorata, Roma

La cardioaspirina può avere un effetto ototossico, ma nel suo caso il problema è, più probabilmente, soprattutto vascolare. I fattori che hanno agito a livello del circolo coronarico potrebbero infatti aver agito anche nei vasi sanguigni dell’orecchio interno, sede delle cellule vestibolari ed uditive. Queste ultime, in particolare, sono tra le cellule del corpo umano più sensibili all’anossia, cioè alla mancanza di ossigeno causata da un’alterazione del circolo cocleare. Per quanto riguarda la terapia, consiste nel controllo dei fattori di rischio cardiovascolare endogeni (ipertensione, diabete, ipercolesterolemia, ecc) e esogeni (fumo, stress, ecc); tale approccio mira soprattutto ad impedire un’aggravarsi dei sintomi, piuttosto che a risolvere gli stessi.

■ Dermatologia Come posso rallentare la crescita dei capelli? Mas e-mail

Sono calvo da anni, e rado i capelli della zona occipitale e laterale per uniformare esteticamente l’aspetto della mia testa. Naturalmente l’uniformità ha qualche limite perché anche a rasatura avvenuta si nota la differenza e inoltre la ricrescita è molto rapida. Vi sono prodotti affidabili che rallentino la

ricrescita o tecniche per eliminare i capelli dove ancora crescono?

■ PROF.SSA ANTONELLA TOSTI Clinica Dermatologica, Università di Bologna

L’unico prodotto che determina un assottigliamento dei capelli e quindi può aiutarla a rendere meno evidente la differenza fra le regioni affette e non affette dall’alopecia androgenetica è l’eflornitina topica. Si tratta di una crema che deve essere applicata 2 volte al giorno ed è attualmente in commercio per il trattamento dell’irsutismo, cioè dell’eccesso di peli. I risultati sono graduali e reversibili alla sospensione del trattamento. Le sconsiglio assolutamente soluzioni definitive quali il laser, in quanto l’obiettivo che si deve prefiggere è quello di assottigliare i capelli e non di distruggerli.

■ Ortopedia Ho artrosi e mal di schiena che fare contro il dolore? Alessia e-mail

Ho 35 anni e da sempre, per una lordosi lombare, soffro di mal di schiena e spesso mi blocco. Ultimamente questo dolore è salito verso l’alto accentuandosi nei movimenti di torsione. La radiografia ha evidenziato un iniziale smussamento a carattere artrosico a livello del tratto dorsale e lombare e una dismetria tra gli arti inferiori. Di questo smussamento a carattere artrosico devo preoccuparmi? Cos’è l’immagine calcifica?

■ DOTT. NORBERTO CONFALONIERI Primario Ortopedico Ist. Clinici di Perfez. CTO, Milano

Un dolore lombare, con un grado di artrosi modesto, non deve preoccupare. La sofferenza delle cartilagini di rivestimento e dei capi ossei delle articolazioni sarà la patologia più frequente, nel campo ortopedico, dei prossimi anni. L’aumento dell’età media di sopravvivenza, della traumatologia sportiva e dell’attività fisica in genere, accompagnati da una maggior richiesta di benessere funzionale, ci porterà a curare sempre di più le patologie legate all’artrosi delle articolazioni in genere. La terapia cardine dell’artrosi è basata su: calore e movimento in scarico; tutte le forme di calore endogeno o esogeno e la fisioterapia specifica

per l’articolazione interessata, oltre agli antinfiammatori, assunti saltuariamente. Non esistono prodotti rivoluzionari attualmente sul mercato con valenza scientifica provata. Detto questo, però, non bisogna confondere quello che è artrosi da altre patologie che possono avere gli stessi sintomi. Nel caso specifico, mi orienterei verso uno studio posturale. Il referto radiografico mostra uno squilibrio biomeccanico vertebrale che andrebbe indagato. Consiglierei un esame baropodometrico e stabilometrico per lo studio di postura e deambulazione. Una volta evidenziato il deficit posturale, cercherei la correzione con plantari su misura, visita e trattamento posturale per rimettere in asse, per quanto possibile, la colonna. Qualora tutto questo non portasse beneficio, consiglierei una Rmn del tratto lombare, per escludere tutta la patologia discale. In ogni modo, lascerei perdere il problema artrosico. In questo caso, sembra più un effetto del deficit posturale la vera causa del dolore. L’immagine calcifica non ha significato clinico.

■ Cardiologia Ho un prolasso mitralico utile prendere il farmaco? lettera firmata e-mail

Ho 64 anni e con un ecocardioramma mi è stato individuato un prolasso della valvola mitralico con buona funzione contrattile. Fino ad allora non avevo avuto alcun disturbo cardiaco, mentre dopo ho iniziato ad avvertire ripetutamente il battito cardiaco in gola, a volte sull’alto addome, accompagnato da un senso di ansia interna. Un recente elettrocardiogramma è risultato nella norma. Il medico di base mi ha consigliato il tenormin ma sono dubbiosa se iniziare questa terapia.

■ PROF. DANIELE BRACCHETTI

Cardiologo, libero docente Pat. medica Univ. di Bologna

L’insufficienza valvolare mitralica con prolasso è un problema da molto tempo noto ai cardiologi ed è diagnosticabile sulla base del rilievo di un caratteristico soffio. L’introduzione dell’ecocardiografia ha permesso di precisare le caratteristiche di quest’affezione. Il prolasso della valvola mitrale consiste in un

MANDATE LE VOSTRE DOMANDE A: salute@repubblica.it la Repubblica Salute, via C. Colombo 90, 00147 Roma

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CAMICI & PIGIAMI PAOLO CORNAGLIA FERRARIS

LA TERAPIA INTENSIVA VISTA DA MEDICI E INFERMIERI

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A CURA DI ELVIRA NASELLI

■ Otorinolaringoiatria L’occlusione alla carotide legata ai ronzii che sento?

particolare movimento della valvola che tende a rigonfiarsi estroflettendosi verso l’atrio sinistro (prolasso) in concomitanza della sua chiusura: questa alterazione si associa a un caratteristico reperto ecocardiografico. Quando il prolasso è più significativo, la chiusura della valvola avviene in modo incompleto con anomalo passaggio di sangue al ventricolo sinistro all’atrio (insufficienza mitralica). Ci sono vari livelli di espressione della malattia; negli ultimi anni il problema si è ridimensionato poiché si è visto che nella maggior parte dei casi il prolasso ha un significato benigno. Vanno considerati con attenzione solo quei casi nei quali sia presente un’evidente insufficienza della valvola associata ad alterazioni della morfologia dei lembi valvolari. In questi casi il controllo deve essere più rigoroso e può essere utile l’assunzione di antibiotici in caso di procedure invasive (cure dentali, etc). Il prolasso, anche se lieve, è talora associato a sintomi di ansia, dolori toracici, e più spesso al “batticuore”, che può essere in rapporto ad aritmie. Ma è bene ribadire che nella maggior parte dei casi questi rilievi hanno carattere di totale benignità. In effetti la prescrizione di un farmaco beta-bloccante come il Tenormin, assunto a basse dosi, può essere utile. Segnalo inoltre che questi prodotti possono essere talora efficaci nella cefalea, segnalata dalla lettrice.

■ Odontoiatria Quando bisogna effettuare il primo controllo ai denti? lettera firmata e-mail

A quale età si deve effettuare il primo controllo odontoiatrico?

■ PROF. MARCO BALDONI

direttore Clinica Odontoiatrica università Milano Bicocca

È consigliabile portare un bambino dal dentista per la prima volta verso i 4/5 anni perché è molto importante che il piccolo inizi a prendere confidenza con lo studio odontoiatrico, gli operatori (assistenti, igienisti ed odontoiatra), gli strumenti più semplici, come specchietto e aspirasaliva. In maniera giocosa verranno spiegate le prime norme di igiene orale e affrontate anche le piccole ansie.

confini del giorno(Giuseppe Naretto, Sestante Ed) è un libro che narra cosa ci sia nella mente di infermieri e me di ci della terapia intensiva. In Occidente è lì che si muore, con un tubo in trachea, un monitor dai fili colorati e una fredda luce che non si spegne mai. Personaggi più veri di quelli incontrati davvero dall’autore non raccontano eroi, ma giornate ordinarie, durante le quali qualcuno decide chi vive o chi muore, senza nemmeno sapere chi sia il malato. Una professoressa tornata alla vita, insegna al proprio anestesista cose di cui nemmeno s’era accorto; uno zio fa capire cosa significhi interculturalità. E ci si trova a riflettere sulle ragioni di chi non ha voce e aspetta qualche parola da parte di chi indossa un camice. Non sono eroi, ma gli somigliano: persone che offrono molte energie e tempo perché qualcuno abbia una chance in più di sopravvivere. Tra essi un medico in carriera, che tiene in vita, seppure attaccata al respiratore, la propria professione di “curante”. Un clinico che si fa carico di altri: persone, non corpi. camici.pigiami@gmail.com © RIPRODUZIONE RISERVATA

A TAVOLA EUGENIO DEL TOMA

PIÙ ECORESPONSABILI PURE IN CAMPO ALIMENTARE

L’

Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica ha celebrato i suoi 60 anni di vita nel Palazzo Reale di Napoli, con un congresso sul tema “Energia e Salute”. Sono stati affrontati i tradizionali temi su prevenzione e dietoterapia, nutrienti e patologie croniche. In sintonia col titolo è stata dedicata una Sessione alla “Disarmonia energetica, uomo, ambiente e salute”. In sintesi, sembra proprio che il gesto quotidiano del mangiare dovrà trasformarsi in un atto consapevole di responsabilità globale, per economizzare le scelte alimentari, ridurre gli sprechi e l’emissione mondiale di gas serra dovuta, almeno per un terzo, all’attività agricola e in particolare ai grandi allevamenti di bovini. Servono linee di sviluppo più economiche e meno impegnative per le risorse del pianeta (l’acqua in primo luogo), una sorta di “nutrietica” dove il consumo di carne dovrà essere limitato a un paio di porzioni settimanali, in favore di verdure e frutta ma anche di cereali e legumi in una filiera corta all’insegna di stagionalità e produzioni locali. edeltoma@gmail.com © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’ERBA VOGLIO ROBERTO SUOZZI

DALLA MEDICINA CINESE DUE PIANTE ANTITUMORE

I

l cancro al seno, nel suo trattamento farmacologico e radioterapico, è accompagnato da diverse complicanze. A esempio: affaticamento, ansietà, sintomi menopausali, nausea, linfedema e dermatiti, scarso adattamento psicologico e riduzione della qualità di vita. Alcuni ricercatori cinesi dell’Università di Hong Kong segnalano un significativo miglioramento somministrando, sotto forma di una compressa al dì, per sei mesi, gli estratti di due piante tradizionalmente usate dalla medicina popolare cinese. Si tratta dello yunzhi, un fungo (coriolus versicolor) e del danshen (salviae miltiorrhiza); due erbe utilizzate per la prevenzione del cancro. Lo studio multicentrico, condotto su 82 pazienti, è stato pubblicato sul Journal of Patient Preference and Adherence ha dimostrato un netto miglioramento nella fatica, sonno, appetito, funzioni intestinali e umore. Effetti collaterali: secchezza delle fauci e mal di gola. Bisogna tener conto delle interazioni farmacologiche e degli effetti avversi tra le diverse piante. rmsuozzi@mclink.it © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010

Global market

La casa a Parigi piace agli stranieri e i prezzi volano SARA BENNEWITZ MILANO — Un anno dopo la rottura delle trattative Prysmian torna all’attacco dell’olandese Draka. Ma in questi mesi tante cose sono cambiate nel settore dei cavi, dove la competizione si fa sempre più agguerrita. Giorni fa la francese Nexans aveva corteggiato il gruppo che fa capo alla famiglia Fentener (48,5% del capitale) offrendo 15 euro per azione, quindi Prysmian è stata costretta ad accelerare la sua offerta e a mettere sul piatto 17,2 euro in azioni e contanti (1,3 miliardi di euro debiti compresi), per evitare che Draka finisse in mano al suo peggiore rivale europeo. Il gruppo olandese è assistito da Jp Morgan, la famiglia Fentener da Lazard, mentre Prysmian ha come advisor Banca Leonardo, Mediobanca e Goldman Sachs. Detto questo, ieri mentre i vertici delle due aziende stavano annunciando alla comunità finanziaria i loro progetti indu-

@

IMPRESE&MERCATI PARIGI — Il mercato immobiliare parigino esplode e nessuno sembra minimamente preoccuparsene. Non si parla di bolle, né di possibili crolli: passata l’effimera stasi di fine 2008, il mattone è tornato ad essere uno degli investimenti favoriti. E la cosa non sorprende: secondo un sondaggio, due terzi dei francesi non vogliono saperne di investire in Borsa, considerata troppo rischiosa per i loro risparmi. Ma se i prezzi sono relativamente alti nelle grandi città di provincia, nella capitale sono assolutamente folli. Due motivi spiegano questo movimento. Il primo è la strutturale carenza di alloggi, con una richiesta sempre superiore alla domanda. Il secondo è congiunturale: gli acquisti degli stranieri, che smaniano per avere un pied-à-

terre sulle rive della Senna, spingono i prezzi alle stelle. Nel 2009, i non residenti sono stati protagonisti dell’8 per cento delle transazioni, ma questa cifra sale al 20 per cento in alcuni quartieri: Saint-Germain-des-Près, il Marais, certe strade di Montmartre o del quartiere Latino. E

FLASH

L’accordo di sviluppo con Pdvsa nel blocco Junín 5 dell’Orinoco aumenterà di molto la produzione venezuelana di Eni: investiremo 7 miliardi di dollari e il paese diventerà un nostro cardine Paolo Scaroni, ad Eni

PER SAPERNE DI PIÙ www.prysmian.com www.draka.com

i primi acquirenti stranieri sono gli italiani, che hanno superato perfino i cittadini statunitensi, relegati in seconda posizione. E a quanto pare nessuno esita a sborsare 10, 12 o 13 mila euro al metro quadro pur di farsi un monolocale in cui passerà pochi giorni all’anno. Gli acquisti dei non residenti alimentano una speculazione che non sembra conoscere soste. In un anno, secondo la statistiche notarili pubblicate a fine ottobre, i prezzi nella capitale sono aumentati del 9,8 per cento. La media sfiora i 7 mila euro al metro quadro, ma le richieste astronomiche, tra i 10 e i 15 mila euro, sono ormai moneta corrente nei quartieri più richiesti. Giampiero Martinotti © RIPRODUZIONE RISERVATA

Prysmian va alla conquista di Draka ma un colosso cinese offre di più striali, dalla Cina è arrivata una nuova offerta su Draka a 20,5 euro per azione, il 19% in più rispetto alla proposta di Prysmian. L’offerta lanciata dall’immobiliare Tianjin Xinmao

L’ad del gruppo milanese Battista “Non rilanceremo, per noi il prezzo è già adeguato” ha di buono il fatto che quanto meno dovrebbe scoraggiare Nexans da fare ulteriori rilanci rispetto a Prysmian. In ogni caso il management e gli azionisti di Draka che avevano già dato il

Sempre più agguerrita la concorrenza nel settore dei cavi

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loro via libera al matrimonio italo-olandese, ora dovranno valutare anche la consistenza economica della nuova proposta. Se però l’aspetto economico va tutto a favore dell’offerta di Tianjin Xinmao, sotto il profilo industriale e della governance la proposta di Prysmian è più interessante. I soci olandesi avranno infatti diritto a nominare due loro esponenti nel cda e avranno circa il 15% del capitale del nuovo gruppo che nascerà dall’integrazione. «E’ la combinazione più logica nel nostro settore - ha commentato l’ad di Prysmian Valerio Battista - dato che l’opportunità di creazione di valore è significativa e la copertura geografica e la gamma di prodotti

risultano altamente complementari». Prysmian stima di ricavare insieme a Draka 100 milioni di sinergie sui costi per il prossimo triennio, mentre le spese legate all’operazione saranno 170 milioni. «Riteniamo che l’offerta di Prysmian dia una valutazione adeguata - ha ribadito anche l’ad di Draka Frank Dorjee - e che sia la migliore integrazione che si possa fare nel settore dei cavi». Ma non di solo industria vive il mercato dei capitali, e anche il crollo delle quotazioni di Prysmian (che ieri ha perso il 4,9% a 12,4 euro) rende l’offerta in contanti dei cinesi ancor più vantaggiosa. Battista ha poi ribadito che il gruppo italiano ha già fatto il massimo, e «non rilancerà» oltre i 17,2 euro in cash e azioni. Per lo stesso motivo nel settembre 2009 Prysmian alla fine si era tirata indietro dal lanciare un’offerta solo in carta che allora valutava Draka il 24% in meno rispetto ad oggi (vale a dire 13 euro per azione). © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica

IMPRESE&MERCATI

MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010

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www.finanza.repubblica.it in tempo reale quotazioni di Borsa, commenti e notizie TITOLO A A.S. Roma A2A Acea Acegas-Aps Acotel Group Acque Potabili Acsm-Agam AdF-Aerop.Firenze Aedes Aeffe Aicon Alerion Amplifon Ansaldo Sts Antichi Pell Apulia Pront Arena Arkimedica Ascopiave Astaldi Atlantia Autogrill Autostrada To-Mi Autostrade Mer. Azimut B B&C Speakers Banca Generali Banca Ifis Basicnet Bastogi BB Biotech Bca Carige Bca Carige r Bca Finnat Bca Intermobiliare Bca P.Etruria e Lazio Bca P.Milano Bca P.Spoleto Bca Profilo Bco Desio-Brianza Bco Desio-Brianza rnc Bco Popolare Bco Santander Bco Sardegna rnc Bee Team Beghelli Benetton Group Beni Stabili Best Union Co. Bialetti Industrie Biancamano Biesse Bioera Boero Bart. Bolzoni Bon.Ferraresi Borgosesia Borgosesia rnc Brembo Brioschi Bulgari Buone Società Buongiorno Buzzi Unicem Buzzi Unicem rnc C Cad It Cairo Comm. Caleffi Caltagirone Caltagirone Ed. Cam-Fin Campari Cape Live Carraro Cattolica As CDC Cell Therap Cembre Cementir Hold Cent. Latte Torino Ceram. Ricchetti CHL CIA Ciccolella Cir Class Editori Cobra Cofide Cogeme Set Conafi Prestito’ Cred. Artigiano Cred. Bergamasco Cred. Emiliano Cred. Valtellinese Crespi Csp D D’Amico Dada

Rif € ieri

ieri

Var % inizio anno

1,194 1,071 8,690 4,080 39,000 1,547 1,073 10,640 0,190 0,427 0,225 0,496 3,828 9,350 0,505 0,392 0,028 0,462 1,570 4,803 15,650 9,930 9,890 21,990 6,870

0,76 -2,01 0,40 -0,12 -0,51 -3,25 0,75 -4,40 -1,50 -2,29 -1,36 -0,60 1,66 -0,74 0,80 0,51 0,73 -2,53 -0,70 -0,21 -2,61 -0,40 0,10 -1,08 -2,97

38,76 -27,09 15,87 0,43 -45,43 -19,22 -0,28 -25,54 -13,64 -16,60 -28,97 2,94 26,42 -15,83 -35,63 -7,66 -25,20 -35,79 3,56 -21,85 -11,03 11,70 -6,70 37,44 -29,85

0,550 0,967 7,169 3,573 36,409 0,680 0,624 10,864 0,098 0,285 0,163 0,264 0,764 7,447 0,438 0,273 0,015 0,385 1,441 2,608 9,109 3,196 3,794 8,249 3,085

1,304 1,476 10,415 5,285 73,757 2,446 1,354 17,300 0,407 0,732 0,439 0,636 4,207 12,835 2,954 0,542 0,079 1,130 1,700 6,932 18,055 10,453 11,489 24,278 9,816

161 3367 1850 222 164 56 83 99 140 46 24 217 834 1123 23 91 35 40 370 476 9417 2533 868 96 992

3,350 9,020 5,185 2,785 1,530 46,030 1,550 2,665 0,496 4,170 3,215 2,855 3,658 0,430 3,770 3,688 3,245 8,165 9,190 0,365 0,603 4,925 0,680 1,437 0,355 1,355 4,942 1,012 20,300 2,150 29,700 1,306 1,497 8,280 0,148 7,330 0,409 1,129 7,660 4,643

-2,62 -1,42 -2,17 0,54 -0,78 1,50 -2,15 -1,20 -0,80 -0,18 -1,08 -2,48 -0,61 -0,58 -1,05 -0,94 -2,92 -3,54 0,55 -2,14 -0,66 0,46 -1,31 -0,48 0,42 -1,15 0,47 -1,00 -5,16 1,22 0,89 1,59 -2,74 -1,23 -1,28

34,00 13,65 -6,28 41,37 -30,30 -11,07 -17,15 -10,05 -18,29 29,91 -19,57 -44,29 -23,48 -36,75 -11,45 -10,61 -38,54 -30,86 -11,89 -26,11 -12,61 -21,58 14,29 -1,71 -28,67 -8,45 -10,30 -38,29 1,50 48,79 -14,78 -4,32 10,72 58,32 -32,91 24,77 1,49 -4,81 -33,39 -38,02

1,934 1,868 3,917 1,047 1,411 38,084 1,484 1,951 0,358 2,129 2,806 2,784 3,656 0,214 3,580 3,602 1,848 4,066 7,866 0,324 0,343 4,562 0,373 1,062 0,173 1,166 2,888 1,010 18,000 1,244 22,617 0,881 1,012 2,169 0,147 2,835 0,272 0,496 6,870 3,849

3,753 9,627 6,393 3,302 3,622 51,981 2,789 3,385 0,735 4,321 5,691 5,818 5,607 0,818 4,924 4,781 6,916 12,059 11,278 0,809 0,819 7,723 0,745 1,968 0,896 1,819 7,072 3,800 24,100 2,153 43,631 1,524 1,526 8,257 0,278 7,901 0,730 1,506 13,312 7,782

37 1007 279 169 27 2531 465 182 652 242 1194 109 292 448 48 2098 60 25 121 900 1299 13 27 46 135 9 88 56 166 90 1 551 116 2197 4 121 1276 191

4,110 2,547 1,090 1,860 1,679 0,380 4,605 0,190 3,033 18,160 1,766 0,284 6,020 2,130 2,397 0,243 0,137 0,293 0,653 1,494 0,430 1,459 0,615 0,406 1,027 1,253 22,090 4,720 3,197 0,145 1,060

0,49 -1,26 -0,37 -1,59 2,38 -1,04 -0,81 -15,97 -0,41 -1,04 -1,83 0,53 1,01 -0,93 4,24 1,38 5,07 -0,51 -2,39 -2,80 -1,04 5,34 -2,29 -1,15 0,32 1,80 -1,20 -1,62 -0,21 -0,19

-26,61 -15,92 2,83 -24,08 -4,22 21,41 25,91 -42,25 31,85 -23,12 -15,10 -64,16 27,00 -36,04 -0,93 -48,42 -26,31 -2,33 -32,38 -20,06 -36,76 -27,14 -7,87 -57,76 -14,42 -32,01 -3,96 -14,34 -43,61 -31,14 40,21

3,669 1,396 0,912 1,852 1,400 0,109 1,964 0,201 2,190 12,495 0,666 0,039 2,594 1,729 1,513 0,241 0,075 0,197 0,583 0,662 0,429 0,888 0,316 0,400 0,752 1,252 18,685 1,728 3,221 0,140 0,556

6,709 3,157 1,278 2,893 2,372 0,430 4,650 0,500 3,211 25,595 2,497 1,330 6,083 3,830 2,855 1,008 0,324 0,387 1,436 1,929 0,851 2,816 0,790 1,330 1,364 2,311 28,231 5,714 7,221 0,396 1,223

36 199 14 223 205 257 2695 10 139 982 21 101 338 24 20 21 27 120 1197 45 32 439 25 47 356 1358 1583 759 8 35

1,016 5,390

-0,39 -4,43

-7,38 -7,47

0,992 3,231

1,426 7,954

151 89

2009- 2010 min € max €

IL PUNTO

Cap. in mil. di €

In calo Mediaset e Finmeccanica In controtendenza Bulgari ed Exor

Damiani Danieli Danieli rnc Datalogic De’Longhi Dea Capital Diasorin Digital Bros Dmail Group DMT E Edison Edison r EEMS El.En. Elica Emak Enel Enel Green Pw Enervit Engineering Eni Erg Erg Renew Ergy Capital Esprinet Eurotech Eutelia Exor Exor priv Exor risp Exprivia F Falck Renewables Fastweb Fiat Fiat prv Fiat rnc Fidia Fiera Milano Finarte C.Aste Finmeccanica FNM Fondiaria-Sai Fondiaria-Sai rnc Fullsix G Gabetti Pro.Sol. Gas Plus Gefran Gemina Gemina rnc Generali Geox Gewiss Granitifiandre Greenvision Gruppo Coin Gruppo Ed.L’Espresso Gruppo Minerali M. H Hera I I Grandi Viaggi IGD Il Sole 24 Ore Ima Immsi Impregilo Impregilo rnc

MILANO — Partenza in netto per le Borse europee sui timori per il debito pubblico irlandese, nonostante l’annuncio del piano di salvataggio. Piazza Affari, appesantita dalle banche, si è rivelato il listino peggiore del Vecchio Continente (Ftse Mib -1,93%). Tra le blue chip malissimo Finmeccanica (-4,81%) e Prysmian (-4,91%): la prima sulle notizie dell'inchiesta sui fondi neri, che la società è tornata a smentire, la seconda per l'Opas su Draka e l'ipotesi di un rilancio dopo l'entrata in scena dei cinesi. Male anche i finanziari: Ubi (-3,68%), Banco Popolare (-2,92%) e Intesa Sanpaolo (2,71%). Non cessa il brutto momento di Mediaset (-2,37%) sempre per i timori per il futuro del governo Berlusconi mentre si muovono in controtendenza Bulgari (+1,59%) ed Exor (+1,49%) con Fiat (+0,74%), queste ultime in linea col settore auto in Europa.

ieri

Var % inizio anno

0,887 21,170 11,370 5,855 4,870 1,220 32,880 1,300 2,850 13,040

2,31 -0,59 1,41 -3,33 -0,81 -2,26 0,26 -

-16,00 14,99 18,31 43,33 52,43 -3,94 31,00 -43,72 -45,35 -19,95

0,717 5,700 3,688 2,995 1,063 0,834 13,197 1,234 2,867 2,073

1,306 21,318 11,430 5,875 4,872 1,674 34,582 2,891 6,285 17,524

74 871 462 343 728 379 1832 18 22 146

0,846 1,252 1,400 13,250 1,455 4,210 3,908 1,600 1,261 20,750 16,190 9,580 0,665 0,428 5,700 1,900 0,215 21,850 17,800 17,940 1,041

-1,34 -1,03 -0,71 -0,23 -0,95 -1,86 -3,34 0,24 -0,61 -1,64 -0,45 1,90 -1,89 -2,46 1,49 2,24 4,30 -1,42

-21,08 -5,44 12,36 10,32 -25,00 18,93 -4,17 -12,43 -25,17 -10,55 -3,67 -1,41 -11,31 -39,43 -34,31 -38,75 57,88 132,98 77,80 -15,37

0,686 1,081 0,490 9,359 0,513 2,964 2,942 1,553 1,102 12,450 12,311 8,583 0,635 0,288 3,213 1,534 0,100 5,408 3,198 3,770 0,741

1,217 1,566 1,787 15,849 2,118 4,535 4,347 1,611 1,600 27,807 18,634 12,012 1,024 1,162 9,840 3,496 0,690 21,828 17,847 17,832 1,410

4411 139 61 63 92 118 36968 7994 22 259 65063 1448 63 41 302 67 14 3498 1371 164 54

2,388 17,920 13,650 9,525 9,545 3,065 4,410 0,105 8,710 0,498 6,325 3,902 1,114

8,52 0,11 0,74 0,58 0,58 -2,47 1,15 -4,81 -0,99 -3,51 0,32 -

8,52 -7,87 30,12 54,00 47,98 -33,08 -2,65 -48,66 -22,30 -15,81 -43,43 -50,76 -8,31

1,912 10,772 3,437 1,918 2,468 2,805 3,432 0,104 7,788 0,394 6,391 3,877 1,057

4,293 22,068 13,682 9,575 9,576 6,072 5,670 0,364 12,721 0,626 15,603 9,802 1,970

159 1427 14944 989 765 16 187 5 5076 125 796 165 12

0,353 4,395 3,643 0,491 1,030 14,950 3,475 3,987 2,828 5,900 7,670 1,927 4,290

-2,62 -1,24 -1,55 -1,80 -1,81 -2,10 -1,91 1,46 -3,50 -2,48 -1,03 -0,21 -

-45,10 -28,54 64,26 -15,20 -38,32 -21,02 -28,17 45,13 -20,24 -5,07 70,07 -17,21 -9,64

0,313 4,454 2,028 0,212 0,297 9,947 3,501 2,075 1,936 4,295 1,493 0,580 3,166

1,450 7,648 3,723 0,707 2,836 19,635 6,664 4,342 4,003 22,656 7,788 2,428 7,600

31 200 53 729 4 23454 908 470 105 35 1082 796 26

1,456

0,14

-10,12

1,124

1,768

1627

0,851 1,380 1,305 14,000 0,847 2,080 7,690

-0,23 -1,00 0,38 -1,48 -1,91 -1,42 -

-13,78 -13,43 -32,07 8,61 -17,79 -9,53

0,736 0,813 1,289 11,941 0,499 1,711 5,244

1,078 1,604 2,528 15,149 1,008 3,131 10,349

38 427 57 478 293 837 12

Rif € ieri

TITOLO

Rif € ieri

ieri

Var % inizio anno

3,420 3,400 1,869 6,060 5,790 9,305 0,516 0,870 8,755 6,340 0,972 0,440 0,846 0,755 6,760 12,400

2,40 1,27 2,69 -0,49 1,67 -4,02 2,89 -1,14 -0,11 -0,86 -0,82 0,23 -0,76 -1,63 0,75 -4,91

-20,74 14,48 63,23 33,53 20,90 -20,81 14,43 3,63 -16,86 -12,91 -2,31 1,03 -19,27 -27,13 -14,43 -2,05

3,185 1,635 0,621 1,529 1,876 9,011 0,289 0,389 5,938 5,000 0,847 0,294 0,801 0,691 5,291 6,074

5,870 5,516 1,936 6,317 6,100 14,977 0,542 0,957 11,380 7,604 2,361 1,657 1,406 1,063 9,676 15,762

51 101 94 2878 70 11 67 122 2231 1952 30 371 349 106 58 2281

0,250 0,046 0,168 0,908 1,064 0,746 2,040 7,045 17,430 0,369 0,251 1,352

-0,08 -2,13 -0,30 -0,22 -0,19 -0,80 -0,12 -2,90 1,10 -3,28 -2,73

0,56 -54,97 -38,93 -3,92 -16,81 -3,81 -10,53 33,43 9,42 -16,25 -41,49 7,47

0,124 0,045 0,117 0,707 0,499 0,442 1,825 3,742 12,439 0,204 0,113 0,355

0,285 0,394 0,326 1,200 1,560 0,865 2,756 7,259 17,800 0,615 0,572 2,289

94 21 45 29 779 22 92 1472 163 59 70 16

22,500 0,400 6,635 5,000 12,670 32,050 31,500 1,392 10,000 7,245 0,602 0,113 0,771 6,140 0,299 6,810 2,523 3,790 0,099 1,425 2,380 4,805 0,091 1,642 0,554 166,700 6,695

-2,17 0,50 -0,60 -0,60 1,04 -1,11 -2,32 0,62 -1,23 -4,01 2,33 -1,38 5,43 -0,20 0,21 0,47 -1,09 -0,79 -0,45 -0,81

36,03 -15,25 8,77 -8,00 58,45 30,55 31,14 -37,86 -5,39 22,49 -12,69 -31,13 -29,91 17,62 1,79 -15,42 9,78 -18,52 11,21 20,05 -26,79 25,34 -72,04 12,81 3,32

7,464 0,382 4,274 3,387 3,965 10,783 14,850 1,332 7,515 2,810 0,402 0,114 0,294 3,093 0,297 3,166 1,710 2,957 0,081 0,674 0,682 2,688 0,061 0,366 0,531 3,412 3,029

24,259 0,756 9,795 7,669 12,874 33,136 33,210 2,860 11,024 8,028 0,754 1,131 1,750 6,069 0,299 7,476 3,506 3,882 0,237 1,932 2,491 4,984 0,215 1,758 7,776 177,000 7,982

260 36 98 37 721 14245 5 1327 99 397 83 220 1 98 8 1550 289 13573 14 55 276 436 38 773 46 -

1,369 1,133 1,011 0,250 0,325 0,837 15,940 3,275 3,590 0,622 0,090 75,990 1,462 9,030 5,445

-0,80 14,90 -0,98 -1,58 2,69 -0,53 -2,27 -3,46 -1,64 -1,11 -2,60 1,43 -0,07 -2,11 1,21

13,03 -9,35 -6,91 -37,64 -33,21 8,14 3,37 9,99 88,06 10,98 -46,90 48,23 17,71 -21,89 -18,12

0,824 0,681 0,780 0,169 0,300 0,610 6,128 2,254 1,023 0,568 0,090 24,694 0,728 4,374 5,137

1,414 1,763 1,253 0,732 0,853 0,900 17,411 3,383 4,863 0,698 1,488 75,788 1,487 13,152 8,830

183 2 13590 361 2 5064 6609 101 66 168 2320 45 580 14

6,930 0,506 1,661 2,078 0,501 0,383

-3,68 -1,17 -2,41 -2,92 -2,43 -2,79

-32,32 -46,52 -27,21 -24,53 -41,52 -30,98

5,867 0,383 0,605 0,954 0,506 0,342

11,340 1,195 2,644 3,310 1,078 0,794

4487 81 32470 51 1069 504

4,120 0,138 1,290 3,763 3,683

-0,18 -0,73 0,89

-7,21 -7,86 -20,58 -4,60

1,941 0,105 1,255 3,435 3,040

4,604 0,343 1,660 5,127 4,813

43 20 39 165 245

7,585 0,065

-2,07 -2,69

33,30 -64,50

4,658 0,065

8,046 0,750

395 5

4,888 0,465 0,495

-0,26 -1,06 -0,20

23,73 3,79 -14,36

3,213 0,389 0,466

5,024 0,660 2,000

390 11 2

TITOLO

2009- 2010 min € max €

Cap. in mil. di €

TITOLO Indesit Indesit rnc Industria e Inn Intek Intek r Interpump Intesa Sanpaolo Intesa Sanpaolo rnc Invest e Sviluppo Irce Iren Isagro IT WAY Italcementi Italcementi rnc Italmobiliare Italmobiliare rnc IW Bank J Juventus FC K K.R.Energy Kerself Kinexia KME Group KME Group rnc L La Doria Landi Renzo Lazio Lottomatica Luxottica M Maire Tecnimont Management e C. Marcolin Mariella Burani FG MARR Mediacontech Mediaset Mediobanca Mediolanum Meridiana Fly Meridie Mid Industry Cap Milano Ass. Milano Ass. rnc Mirato Mittel MolMed Mondadori Mondo HE Mondo Tv Monrif Monte Paschi Si. Montefibre Montefibre rnc Monti Ascensori Mutuionline N Nice Noemalife Novare O Olidata P Panariagroup Parmalat Piaggio

ieri

Var % inizio anno

-0,56 0,82 2,05 -0,51 -2,71 -1,86 -0,83 0,21 -0,83 0,67 2,45 -1,79 0,77 -1,31 -0,69 -0,21

11,18 -11,63 10,14 -14,12 11,13 33,97 -29,23 -22,07 -58,37 -8,74 -2,52 -13,22 -18,61 -40,86 -37,21 -26,24 -30,90 -5,49

Rif € ieri 8,900 6,800 2,470 0,399 0,714 4,880 2,240 1,849 0,012 1,420 1,198 3,020 2,930 5,775 3,265 23,390 15,900 1,860

2009- 2010 min € max € 1,630 1,950 1,345 0,239 0,499 1,805 1,380 0,929 0,012 1,299 0,629 2,346 2,791 5,626 3,178 19,137 12,727 1,370

Cap. in mil. di €

10,303 9,309 2,634 0,636 1,054 5,023 3,196 2,489 0,045 1,857 1,517 4,311 5,220 11,181 6,081 38,148 25,091 2,240

1015 3 56 51 4 479 26787 1742 14 40 1419 53 13 1032 344 524 262 137

0,917

0,77

1,49

0,649

1,068

184

0,061 2,192 1,945 0,335 0,587

-3,18 -9,31 1,04 0,60 -1,01

-59,39 -74,67 -11,49 -1,66 -2,38

0,049 2,309 1,400 0,261 0,435

0,297 10,123 2,881 0,485 0,711

61 40 41 148 25

1,767 2,947 0,880 10,620 20,420

3,27 -1,59 -7,47 0,57 -0,68

-18,00 -15,60 156,93 -25,00 11,34

0,915 2,196 0,275 10,322 9,571

2,974 3,962 1,478 18,010 21,790

55 334 60 1830 9518

3,192 0,190 3,460 2,523 7,805 2,550 4,525 7,110 3,210 0,049 0,299 10,000 1,153 1,272 3,145 0,350 2,518 0,137 5,595 0,400 0,898 0,142 0,303 0,730 5,265

0,55 0,73 0,19 -0,97 -2,37 -4,11 -4,96 9,48 -8,84 -0,99 -2,04 -1,01 -1,10 -1,41 -0,30 1,26 -5,33 -1,96 -1,54 2,08 -0,66 -3,05 0,96

28,34 33,33 129,29 31,07 -22,73 -22,05 -15,16 -28,11 -55,57 -50,00 -34,64 -43,41 -43,09 -22,54 -71,57 -21,82 -18,41 -24,60 -11,11 -27,50 0,35 18,63 -48,74 -6,15

0,996 0,056 1,013 1,810 4,562 1,736 3,057 4,531 2,060 0,039 0,299 9,827 1,118 1,226 2,429 0,353 2,185 0,110 2,740 0,396 0,791 0,119 0,135 0,747 2,740

3,386 0,201 3,550 10,125 7,950 3,588 6,487 9,675 4,938 0,168 0,980 16,000 2,779 2,732 4,136 1,472 3,740 0,393 9,895 0,495 1,579 0,230 0,521 2,211 5,970

1033 90 216 75 519 46 5338 6169 2391 67 15 37 652 39 225 75 655 3 25 60 4962 18 8 10 205

2,845 6,440 1,190

0,18 0,31 -

-5,17 17,30 3,48

1,575 4,970 0,992

3,462 6,840 1,700

328 28 16

0,560

-2,78

12,22

0,213

0,931

19

1,620 1,957 2,447

1,25 -1,16 0,41

-13,23 -1,66 21,77

1,194 1,138 0,913

2,314 2,139 2,682

73 3400 915

Pierrel Pininfarina Piquadro Pirelli & C. Pirelli & C. rnc Poligr. S.Faustino Poligrafici Editoriale Poltrona Frau Pop.Emilia Romagna Pop.Sondrio Pramac Prelios Premafin Finanziaria Premuda Prima Industrie Prysmian R R. De Medici R. Ginori 1735 Ratti RCF RCS Mediagroup RCS Mediagroup risp RDB Recordati Reply Retelit Risanamento Rosss S Sabaf S.p.a. Sadi Saes Saes rnc Safilo Group Saipem Saipem risp Saras Sat Save Screen Service BT Seat PG Seat PG r Servizi Italia Seteco International SIAS Snai Snam Gas Snia Socotherm Sogefi Sol Sopaf Sorin Stefanel Stefanel risp STMicroelectr. T Tamburi TAS Telecom IT Telecom IT Media Telecom IT Media rnc Telecom IT rnc Tenaris Terna TerniEnergia Tesmec Tiscali Tod’s Toscana Fin Trevi Fin.Ind. TXT e-solution U UBI Banca Uni Land Unicredit Unicredit risp Unipol Unipol pr V Valsoia Viaggi Ventaglio Vianini Industria Vianini Lavori Vittoria Ass. Y Yoox Yorkville Bhn Z Zignago Vetro Zucchi Zucchi rnc

2009- 2010 min € max €

Cap. in mil. di €

FONDI COMUNI APERTI - SICAV ITALIANI E LUSSEMBURGHESI DEL 19 NOVEMBRE 2010 TITOLI

Val. € oggi

Val. € ieri

Diff.% 12 mesi

tel.800-893989 AcomeA America .......................11,250 AcomeA Bilanciato .......................3,626 AcomeA Eurobbligazionario ......12,751 AcomeA Europa .........................10,468 AcomeA Fdf Pacifico ....................3,460 AcomeA Fdf Paesi Emergenti.......6,416 AcomeA Globale...........................8,286 AcomeA Italia .............................16,744 AcomeA Linea Aggressiva............3,620 AcomeA Linea Dinamica ..............4,523 AcomeA Linea Prudente...............5,020 AcomeA Liquidità.......................11,509 AcomeA Obblig. Corporate ..........6,656 AcomeA Obblig. Internazion.........8,045 AcomeA Performance................17,485

11,251 3,636 12,756 10,512 3,468 6,413 8,305 16,768 3,613 4,520 5,023 11,511 6,658 8,052 17,490

12,91 8,79 -0,18 5,97 11,29 24,63 10,26 -5,22 7,45 7,59 6,60 -0,29 3,34 5,25 3,46

tel.800-255783 ANM Americhe .............................8,964 ANM Anima America ....................4,139 ANM Anima Asia ...........................6,276 ANM Anima Convertibile ..............6,289 ANM Anima Emerging Mkts.......10,645 ANM Anima Europa ......................4,313 ANM Anima Fondattivo ..............14,135 ANM Anima Fondimpiego..........20,283 ANM Anima Fondo Tranding......13,180 ANM Anima Liquidità ....................6,638 ANM Anima Obbl.Euro .................7,162 ANM CapitalePiù Comp.Az. .........4,784 ANM CapitalePiù Comp.Bil.15 .....5,350 ANM CapitalePiù Comp.Bil.30 .....5,135 ANM CapitalePiù Comp.Obb. ......5,492 ANM Corporate Bond...................7,485 ANM Emerging Mkts Bond...........6,482

8,978 4,143 6,278 6,297 10,661 4,320 14,145 20,315 13,192 6,638 7,160 4,797 5,355 5,143 5,494 7,491 6,487

17,59 11,80 14,95 1,29 23,97 14,04 9,01 5,03 13,81 0,71 1,49 10,41 3,24 4,05 1,95 4,31 11,01

Val. € ieri

Diff.% 12 mesi

ANM Emerging Mkts Equity..........7,500 ANM Euroland ..............................4,547 ANM Europa...............................13,353 ANM Europe Bond........................7,644 ANM Flessibile ..............................2,900 ANM Fondo Liquidità....................7,608 ANM Iniziativa Europa ..................7,230 ANM Internazionale....................12,758 ANM Italia ...................................15,278 ANM Managers&Co. Comp.30 ....5,433 ANM Managers&Co. Comp.50 ....5,180 ANM Managers&Co. Comp.70 ....4,631 ANM Managers&Co. Comp.90 ....4,233 ANM Mix .......................................5,717 ANM Monetario..........................12,130 ANM Obiettivo Rendimento .........5,897 ANM Pacifico ................................5,012 ANM Pianeta.................................9,923 ANM Premium-Protetto................6,575 ANM Risparmio ............................7,787 ANM Sforzesco ..........................10,180 ANM Tesoreria-Imprese ...............6,905 ANM Valore Globale...................20,033 ANM Visconteo ..........................35,499

7,520 4,554 13,419 7,648 2,909 7,608 7,243 12,787 15,319 5,440 5,189 4,641 4,242 5,722 12,131 5,899 5,025 9,937 6,577 7,789 10,191 6,906 20,111 35,544

20,37 4,82 9,62 3,89 6,07 0,38 15,42 10,55 -1,93 7,75 9,33 14,35 15,72 0,79 0,23 3,09 17,54 9,83 1,31 1,70 5,51 0,36 13,56 6,09

tel.02-88981 Azimut Bil. ..................................23,520 Azimut Garanzia .........................12,284 Azimut Reddito Euro ..................15,587 Azimut Reddito Usa......................5,856 Azimut Scudo ...............................7,659 Azimut Solidity ..............................7,889 Azimut Str. Trend ..........................5,164 Azimut Trend ..............................19,755 Azimut Trend America ..................9,131 Azimut Trend Europa..................12,080 Azimut Trend Italia......................15,234 Azimut Trend Pacifico...................6,497 Azimut Trend Tassi .......................8,896 Formula 1 - Alpha Plus 20 .............6,374 Formula 1 Conservative................6,408

23,550 12,282 15,568 5,873 7,646 7,879 5,170 19,819 9,135 12,157 15,271 6,513 8,886 6,378 6,410

0,38 -0,31 -0,97 7,83 2,56 0,57 5,62 10,14 13,44 1,47 -2,39 13,43 -1,20 -2,07 -1,73

TITOLI

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Val. € ieri

Diff.% 12 mesi

6,847 6,632 6,553

-0,36 -1,09 -0,08

tel.02-88101 EC Focus Cap Pro 12/14 ..............5,049 5,040 Eurizon Az. Asia Nuove Economie11,277 11,300 Eurizon Az. Finanza ....................17,250 17,390 Eurizon Az. Int. Etico .....................5,817 5,832 Eurizon Az. Salute e Amb. ..........14,740 14,796 Eurizon Az. Tecn.Avanz ................3,983 4,000 Eurizon Az.ALto Dividendo Euro 25,797 25,857 Eurizon Az.EnMatPrime................9,336 9,357 Eurizon Az.EuropaMult.................5,787 5,784 Eurizon Az.Italia 130/30..............16,614 16,667 Eurizon Az.MondoMult .................3,422 3,419 Eurizon Az.PMI Amer. ................21,243 21,239 Eurizon Az.PMI Europa.................8,735 8,756 Eurizon Az.PMI Italia .....................4,576 4,586 Eurizon Bilan.Euro Multimanager36,165 36,222 Eurizon DiversEtico.......................7,959 7,967 Eurizon F. Az.America...................8,701 8,713 Eurizon F. Az.Euro ......................13,715 13,749 Eurizon F. Az.Europa ....................8,453 8,495 Eurizon F. Az.Internazionali...........7,415 7,431 Eurizon F. Az.Italia ......................11,882 11,918 Eurizon F. Az.Pacifico ...................4,042 4,047 Eurizon F. Az.Paesi Emer..............9,565 9,588 Eurizon F. Garantito 03/13 ............5,132 5,130 Eurizon F. Garantito 06/12 ............5,112 5,111 Eurizon F. Garantito 09/12 ............5,088 5,087 Eurizon F. Garantito 12/12 ............5,100 5,098 Eurizon F. Garantito 2sem06 ........5,236 5,237 Eurizon F. Garantito 2tri07 ............5,111 5,112 Eurizon F. Garantito 3tri07 ............4,942 4,942 Eurizon F. Garantito 4tri07 ............5,192 5,191 Eurizon F. Garantito Isem06 .........5,284 5,287 Eurizon F. Garantito Itri07 .............5,149 5,151 Eurizon F. Ob. Cedola...................6,111 6,112 Eurizon F. Ob. Emergenti ...........11,749 11,749 Eurizon F. Ob. Euro.....................14,019 13,997

0,98 22,35 2,83 10,27 9,93 14,39 1,29 10,41 9,52 -1,92 15,45 31,23 19,46 -2,22 5,55 1,97 15,17 3,75 8,44 12,88 -1,40 16,72 20,50 0,12 0,10 0,14 0,24 -0,10 0,08 -2,64 0,48 0,59 -0,02 0,87 8,65 0,12

TITOLI

Val. € oggi

Formula 1 High Risk......................6,841 Formula 1 Low Risk ......................6,632 Formula 1 Risk ..............................6,547

TITOLI

Val. € oggi

Eurizon F. Ob. Euro B/T..............15,075 Eurizon F. Ob. Euro Corp. .............5,692 Eurizon F. Ob. Euro HY .................7,548 Eurizon F. Profilo Din.....................5,396 Eurizon F. Profilo Moder. ..............5,398 Eurizon F. Profilo Prud. .................5,470 Eurizon F. Rend.Ass 2anni............5,252 Eurizon F. Rend.Ass 3anni............5,495 Eurizon F. Rend.Ass 5anni............4,925 Eurizon F. Tesor.Dollaro.............12,171 Eurizon F. Tesor.Dollaro $ ..........16,627 Eurizon F. Tesoreria Euro A...........7,653 Eurizon Focus Tesor Eu B ............7,704 Eurizon Liquidità A .......................7,268 Eurizon Liquidità B .......................7,452 Eurizon Ob. Internaz. ....................8,586 Eurizon Obb. Euro Corp. BreveT. .7,557 Eurizon Obblig. Etico ....................5,484 Eurizon Obiettivo Rend.to.............8,130 Eurizon Rendita ............................5,990 Eurizon Soluzione 10 ....................6,885 Eurizon Soluzione 40 ....................6,169 Eurizon Soluzione 60..................24,217 Eurizon Team 1 .............................6,000 Eurizon Team 1 Cl G .....................6,000 Eurizon Team 2 .............................5,698 Eurizon Team 2 Cl G .....................5,696 Eurizon Team 3 .............................4,802 Eurizon Team 3 Cl G .....................4,831 Eurizon Team 4 .............................4,078 Eurizon Team 4 Cl G .....................4,107 Eurizon Team 5 .............................3,954 Eurizon Team 5 Cl G .....................3,983 Intesa CC Prot.Dinamica ..............5,728 Passadore Monetario ...................7,095 Teodorico Monetario ....................7,439 Unibanca Azionario Europa..........6,219 Unibanca Monetario .....................5,708 Unibanca Obbligazionario Euro....5,793

tel.800-546961

Val. € ieri

Diff.% 12 mesi

15,063 5,694 7,548 5,395 5,396 5,470 5,250 5,493 4,937 12,216 16,617 7,651 7,702 7,266 7,450 8,593 7,559 5,481 8,142 5,989 6,885 6,168 24,213 6,000 6,000 5,695 5,693 4,798 4,827 4,081 4,110 3,961 3,990 5,731 7,092 7,435 6,260 5,705 5,786

-1,16 3,40 10,89 9,01 4,41 0,89 0,77 0,70 1,23 6,98 6,91 0,04 0,30 -0,41 -0,16 6,55 1,79 2,97 1,46 0,29 -0,23 4,17 5,53 0,52 0,52 1,88 1,84 4,05 4,50 7,23 7,74 9,35 9,88 1,49 -0,55 -0,39 9,49 -0,52 -0,09

Val. € ieri

Diff.% 12 mesi

Fideuram Bilanciato ...................12,491 Fideuram Italia............................21,903 Fideuram Liquidità .....................16,819 Fideuram Moneta.......................14,609 Fideuram Rendimento..................9,282 FMS - Absolute Return .................9,315 FMS - Eq.Glob.Resources .........11,341 FMS - Equity Asia..........................8,994 FMS - Equity Europe.....................9,223 FMS - Equity Gl Em Mkt .............13,396 FMS - Equity New World ............17,303 FMS - Equity Usa ..........................8,189

12,531 21,973 16,818 14,608 9,264 9,307 11,337 9,034 9,216 13,408 17,431 8,182

-0,75 -0,44 -0,06 0,00 0,32 12,70 18,17 10,03 23,70 20,81 16,37

tel.800-551-552 Pioneer Az. Crescita ..................12,897 Pioneer Az Area Pacifico...............3,716 Pioneer Az Valore Eur Dis..............6,900 Pioneer Az. Am. ............................6,936 Pioneer Az. Europa.....................14,789 Pioneer Az. Paesi Em. ................11,575 Pioneer Liquidita’ Euro..................5,071 Pioneer Monet. Euro ..................13,185 Pioneer O.Euro C.Et. Dis...............4,857 Pioneer Obb. Euro Dis ..................6,633 Pioneer Obb. Paesi E. Dis...........10,265 Pioneer Obb. Più Dis.....................8,336 Pioneer Target Controllo...............5,419 Pioneer Target Equilibrio ..............5,450 Pioneer Target Sviluppo.............22,809

12,909 3,710 6,939 6,937 14,858 11,568 5,071 13,185 4,858 6,633 10,283 8,347 5,419 5,450 22,822

-2,15 9,75 7,49 14,27 4,96 18,86 0,24 0,63 4,85 3,53 18,34 5,34 2,32 4,35 3,03

tel.800-614614 Bim Az. Small Cap Italia ................6,884 Bim Azionario Europa ...................9,869 Bim Azionario Globale ..................3,954 Bim Azionario Italia .......................6,729 Bim Azionario Usa ........................6,024

6,905 9,924 3,967 6,744 6,010

-3,33 3,97 6,26 -6,20 13,17

TITOLI

Val. € oggi

TITOLI

Val. € oggi

Bim Bilanciato ............................22,205 Bim Corporate Mix........................5,557 Bim Flessibile................................3,829 Bim Obblig. Breve Term................6,538 Bim Obblig. Globale......................5,932 Bim Obbligazionario Euro.............6,930 Symphonia MS Adagio.................5,938 Symphonia MS America...............3,962 Symphonia MS Asia .....................5,389 Symphonia MS Europa.................5,590 Symphonia MS Largo...................5,749 Symphonia MS P. Emer. ............13,619 Symphonia MS Vivace..................5,283 Symphonia SC Asia Flessibile ......6,342 Symphonia SC Az. Euro ...............5,642 Symphonia SC Az. Internaz. .........6,517 Symphonia SC Az. Italia .............10,412 Symphonia SC Az. Italia SmallCap3,574 Symphonia SC Bil. Equil. Italia......5,349 Symphonia SC Bond Flessibile ....5,210 Symphonia SC Fortissimo............2,714 Symphonia SC Italia Flessibile......4,900 Symphonia SC Monetario ............7,438 Symphonia SC Obblig. Area Eur...9,567 Symphonia SC Patrim.Glob.Redd.7,090 Symphonia SC Patrim.Globale.....5,166 Synergia Az. Europa .....................6,170 Synergia Az. Globale ....................6,216 Synergia Az. Italia..........................5,690 Synergia Az. Sm.Cap It. ................5,508 Synergia Azionario Usa.................6,290 Synergia Bilanciato 15 ..................5,305 Synergia Bilanciato 30 ..................5,494 Synergia Bilanciato 50 ..................5,707 Synergia Monetario ......................5,014 Synergia Obbl Corporate..............5,443 Synergia Obbl. Euro BT ................5,059 Synergia Obbl. Euro MT................5,207 Synergia Tesoreria........................5,048 Synergia Total Return ...................5,257

Val. € ieri

Diff.% 12 mesi

22,216 5,557 3,836 6,538 5,939 6,931 5,938 3,963 5,398 5,576 5,741 13,622 5,271 6,348 5,664 6,531 10,440 3,584 5,354 5,210 2,722 4,900 7,438 9,568 7,092 5,175 6,201 6,230 5,703 5,523 6,281 5,312 5,507 5,729 5,014 5,443 5,059 5,207 5,048 5,261

2,91 2,68 -2,67 0,49 6,59 2,35 4,69 14,54 19,60 9,16 8,12 25,54 13,03 16,71 1,31 9,02 -8,00 -3,67 -1,47 3,62 10,01 -3,16 0,32 3,35 0,74 3,40 4,29 8,16 -7,97 -5,23 9,07 1,65 2,23 2,87 -0,28 2,49 0,36 2,20 0,02 1,02


la Repubblica MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010

LETTERE,COMMENTI&IDEE

■ 48

IL NOBEL DELLA PACE A LIU L’EUTANASIA CHE DIVIDE LE COSCIENZE E IL DIALOGO CON LA CINA

aro Augias, il quotidiano Avvenire e altri media chiedono che «quando si parla di dolce morte si lasci la parola anche ai malati, e familiari, che scelgono la vita». I sofferenti che chiedono la dolce morte — e coloro che li sostengono — non chiedono la morte ma la liberazione dalla sofferenza, così come chi rifiuta questa soluzione non chiede in effetti la vita, ma si proclama pronto ad accettare quella sofferenza. Se chiediamo ad uno dei primi cosa pensi dei secondi avremo giudizi improntati al massimo rispetto per quella scelta. Quale risposta danno i secondi? Che per loro quella scelta è un errore. Ma chi può proclamare di voler imporre comunque quella sofferenza? I malati che scelgono per convinzione di voler restare in vita si limiteranno a sostenere le loro ragioni? Oppure pretenderanno che altri soffrano anche se determinati a non volerlo? Una cosa è certa: sano o malato, chi difende la possibilità di scegliere, difende una libertà di scelta, non l’obbligo di voler morire. Chi invece sostiene di voler difendere la vita, non difende in effetti la vita, ma l’obbligo al dolore. Giovanni Moschini giovanni. moschini4@tin. it

C

TIMOTHY GARTON ASH a giuria del Nobel ha fatto la scelta giusta premiando quest’anno Liu Xiaobo. La furibonda reazione del governo cinese è però dimostrazione di quanto sarà difficile scegliere bene in un mondo sempre più post-occidentale. Liu Xiaobo merita assolutamente questo riconoscimento, accanto a Andrei Sakharov, Aung San Suu Kyi e Nelson Mandela. Da più di vent’anni si è adoperato sistematicamente a favore del cambiamento non violento in Cina, sempre in direzione di un maggior rispetto dei diritti umani, dello stato di diritto e della democrazia. Ha pagato il suo impegno pacifico con anni di carcere e di persecuzioni. A differenza dell’ultimo Nobel per la pace, Barack Obama, premiato per le intenzioni, Liu ottiene il premio per il suo operato. Il governo cinese ha tentato in tutti i modi di impedirlo. I suoi rappresentanti hanno minacciato direttamente la giuria, minando i rapporti tra Cina e Norvegia con l’unico probabile risultato di confermare quei bastian contrario dei norvegesi nella loro decisione. Le autorità cinesi definiscono il premio una «porcheria», hanno vietato di darne notizia sui media nazionali soggetti a censura, costretto agli arresti domiciliari la moglie di Liu, fermato altri intellettuali critici del regime, annullato i negoziati sulle esportazioni ittiche provenienti dalla Norvegia – e senza dubbio stanno decidendo, ai massimi livelli i prossimi passi. Intanto nelle capitali occidentali molti si chiedono in sordina se davvero il Nobel a Liu sia stata una scelta giusta. Alcune di queste perplessità sono importanti e devono essere affrontate, ma bisogna sbarazzarsi immediatamente di una tesi ipocrita e fuorviante, ossia che premiando un dissidente non si aiutano i dissidenti. Così si sono giustificati, ad esempio, i politici occidentali che hanno rifiutato di incontrare Sakharov, Lech Walesa o Vaclav Havel. Spetta ai dissidenti decidere cosa sia bene per loro. Finora tutto fa pensare che i dissidenti cinesi siano entusiasti del premio, anche se significherà, molto presumibilmente, un giro di vite nei loro confronti. Liu e i suoi compagni sono una piccolissima minoranza dei cinesi. Gran parte dei loro compatrioti hanno accettato il patto proposto dal partito comunista dalla fine degli anni ’70, e più specificamente dopo il 1989: una straordinaria libertà economica, considerevole libertà sociale, culturale e addirittura intellettuale purché non si sfidino i pilastri politici fondamentali del partito-Stato. Sotto questo profilo non si può paragonare Liu a Mandela o Suu Kyi, leader di movimenti di massa di oppressi. Bisogna riconoscere, come fa il comitato per il Nobel nella motivazione dell’assegnazione del premio a Liu, che centinaia di milioni di persone sono state sottratte alla povertà grazie al capitalismo autoritario in versione ibrida vigente in Cina che sta dando frutti invidiati da molte nazioni. A differenza della Birmania o del Sudafrica dell’apartheid lo Stato cinese gode di un notevole sostegno da parte dei cittadini. Semplicemente non possiamo sapere che giudizio daranno di Liu i suoi compatrioti tra, diciamo, vent’anni. Sembra impensabile che la situazione si ribalti come a suo tempo in Cecoslovacchia, dove un isolato dissidente di nome Vaclav Havel ad un tratto si trovò eletto alla presidenza. Liu presidente? Sicuramente no. È più plausibile che Liu diventi un simbolo, il parametro del leader riformista coraggioso. Come la telefonata di Mikhail Gorbaciov che annullava la condanna all’esilio al Nobel Sakharov segnò un punto di svolta nella storia dell’Unione sovietica, c’è da chiedersi se una telefonata al Nobel Liu da parte del prossimo leader cinese, o di quello dopo ancora, potrebbe segnare una nuova tappa nel processo di modernizzazione politica della Cina. La terribile reazione dello Stato-partito cinese, oltraggiato, è indizio dell’insicurezza del regime e della sua incapacità, ancora fondamentalmente di stampo leninista, di tollerare qualunque fonte autonoma di autorità sociale e politica – si tratti di Liu e del suo piccolo gruppo, del Falun Gong o del Dalai Lama. È inoltre sintomo di un profondo e più ampio senso di umiliazione nazionale, inflitta dall’Occidente. I cinesi sarebbero felicissimi di ottenere riconoscimento internazionale attraverso un premio Nobel. Ma chi sono i Nobel cinesi, o comunque legati alla Cina? Gao Xingjian, romanziere emigrato in Francia, ora cittadino francese; il Dalai Lama; e ora Liu Xiaobo. Tre schiaffi in pieno viso. La motivazione del Nobel cita i diritti umani «universali». Carta 08 fa riferimento ai «valori universali». Ma i leader cinesi leggono: «valori occidentali» e non vedono altro che il desiderio post-imperiale ma tuttora imperialista dell’Occidente di imporli in Cina. Nei prossimi dieci anni a mio parere sono tre i possibili approcci da parte del vecchio Occidente: capitolare, sposare la tesi di Huntington, oppure avviare un dialogo reale sui valori universali. Capitolare equivarrebbe a piegarsi al ricatto cinese, ad esempio, non ricevere più il Dalai Lama. La tesi di Huntington cui mi riferisco è l’invito ad evitare lo «scontro di civiltà», in sintesi, seguire una strategia di non ingerenza. Con il crescere della Cina come potenza probabilmente andrà a finire così. Ma è decisamente troppo presto per abbandonare la speranza di arrivare a capire meglio quali siano i valori davvero universali, non semplicemente occidentali. In questo dialogo dobbiamo essere pronti ad ascoltare, non solo a parlare. Non possiamo comportarci come se l’Occidente avesse in tasca tutte le soluzioni, valide per tutti, per sempre, un presupposto che diventa sempre meno plausibile. Se, invece di chiudersi a riccio, la Cina fosse disponibile ad impegnarsi in un dibattito sul tema dei valori universali, sostenendo le sue posizioni anche in forma aggressiva, ne saremmo ben lieti. Le alternative sono più probabili, ma peggiori. Traduzione di Emilia Benghi

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CORRADO AUGIAS c.augias@repubblica.it

l ministro Giovanardi, prendendo la parola in un programma Tv, ha affrontato il grave problema di accelerare la morte certa ed inevitabile di un neonato affetto da malattia inguaribile ed in preda a dolori insopportabili, con questo irresponsabile candore: «Finché c’è vita c’è speranza». Sia chiaro che qui si discute di un tema delicatissimo che nessuno può sottovalutare. In forza della stessa delicatezza però nessuno può mettervi bocca al di fuori del diretto interessato, responsabile della propria esistenza e della sua eventuale fine. Miriam della Croce (miriamdellacroce@tiscali.it) mi scrive: «Su La Stampa del 19 novembre un lettore ha dichiarato: “Segnalo a Saviano che l’eutanasia non celebra la vita, ma uccide la speranza, al pari della camorra”. Che l’eutanasia non celebri la vita è un’ovvietà. Saviano

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Spegnete la tv leggete i libri Andrea Rugani Roma NON ho infatti saputo trattenermi, durante l'ennesima puntata de "L'Arena" incentrata sull’ormai noto “caso Scazzi", dal manifestare il mio personale disgusto diretto ai responsabili di quel programma che, con una mai sperimentata sfrontatezza mediatica, si ostinano a propinarci di domenica in domenica il solito scandalo, nella salsa che più piace a loro. Il problema dunque, oltre che evidentemente culturale, è soprattutto politico: il distinguo tra Rai e Mediaset (un tempo incentrato proprio sulla qualità dell'offerta), oggi non c'è più. Non vedo differenza tra la Marcuzzi del Grande fratello e il Giletti di Avetrana. Non sarà dunque che la cultura berlusconiana (legittimo tratto caratteristico di Mediaset, azienda privata) ha invaso anche il servizio pubblico adeguando tutto al medesimo standard? Vorrei dunque rivolgermi ai milioni di abbonati Rai: spegnete la tv e leggetevi un buon libro.

Fatemi fare l’elogio della bici Roberto Petracco Casarsa INSEGNO geografia in una scuola superiore a cinque chilometri da casa e vado al lavoro in bicicletta: col bel tempo e anche con la pioggia. I ragazzi a volte mi rimprove-

rano: «Prof, piove, è venuto in bicicletta? Guardi che se fa così si ammalerà!». Non lo dico ai miei ragazzi, ma la bicicletta è anche pericolosa: ogni mattina lotto con le macchine che devono passare costi quel che costi. Ma la bicicletta è così bella. Perché in questo Paese è così difficile vivere sottovoce?

Quel poliziotto solo a Quarto Oggiaro Mariella Fucci Milano DOMENICA pomeriggio ero andata al commissariato del mio

L’AMACA

però stava celebrando non la vita ma la libertà. E perché l’eutanasia ucciderebbe la speranza al pari della camorra? Quale speranza, quella già negata al malato che invoca la fine delle sue inutili sofferenze?». In questa discussione che un altro ministro, Sacconi, ha riacceso con la sua odiosa circolare ai Comuni sul testamento biologico, si confrontano due posizioni difformi: l’esercizio della libertà contro l’imposizione di un’ideologia. Nessuno può impedirmi di togliermi la vita se ritenessi di farlo. Eserciterei una mia facoltà insopprimibile. La stessa facoltà devo poterla esercitare — presa ogni possibile cautela contro gesti criminali — per via testamentaria come per ogni mio altro bene. Che io voglia o no, e che continui a volere, è lì la sola questione di rilievo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

quartiere, Quarto Oggiaro, per delle importanti comunicazioni. Trovando il cancello chiuso ho citofonato e un giovanissimo poliziotto si è affacciato per dirmi che, essendo rimasto solo, sarebbe stato meglio che tornassi l’indomani. Non ho potuto fare a meno di pensare che mentre in Comune qualcuno strepita e punta i piedi per una torre di luce, in piazza Duomo, corredata da festoni, nel Commissariato del mio quartiere era rimasto un solo giovanissimo poliziotto a rimandare indietro i residenti che suonavano il campanello (naturalmente, per comprensibile prudenza, senza aprire, ma parlando da dietro le sbarre).

MICHELE SERRA

assistenza a chi giace nel lungo sonno del coma non è mai abbastanza. Ci sono persone e associazioni (come la Casa dei Risvegli Luca De Nigris di Bologna: visitate il sito Internet) che presidiano con passione e amore questo confine tra luce e buio, spesso con fondi pubblici largamente insufficienti. Hanno però il vantaggio oggettivo di operare senza ostacoli giuridici e senza alcuna ostilità di tipo etico: nessuna legge, e ovviamente nessuna etica, impedisce a chi lo desidera di rimanere in vita a oltranza. Non così accade a chi, con altrettanta determinazione, preferisce l'interruzione delle cure a una vita a suo giudizio invivibile e invissuta. Al calvario legale (caso Englaro, caso Welby) si aggiunge il discredito etico da parte di chi pretende che il diritto benedica solo le sue scelte, e maledica quelle altrui. La disparità di condizioni tra le due scelte, nel nostro Paese, è evidente. Così evidente che dispiace non venga colta. I tanti che, specie nel mondo cattolico, protestano vibratamente perché una trasmissione della Rai (“Vieniviaconme”) ha osato raccontare nuovamente la storia di Welby, la storia degli Englaro, non si rendono conto di protestare dall'alto di una libertà riconosciuta contro chi uguale libertà non ha. Forti che protestano contro deboli: non è neanche molto sportivo.

L’

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Il 5 per mille e il volontariato Patricia Calabi Roma NEL 1493 Ramòn Pané, frate etnografo al seguito di Cristoforo Colombo, scriveva: «Non avevo carta abbastanza e non potei scrivere». Si lamentava di non poter svolgere, per mancanza di considerazione economica da parte di Colombo, il suo compito di ricerca culturale. Non mancarono, invece, ed erano ingenti, gli investimenti nel settore delle armi. Ho pensato spesso a quel frate dopo i tagli alla cultura. Ed ecco ora che si taglia sul 5 per mille che sostiene il volontariato.

Gli utili delle Fs e le nostre utilità Maria Antonia Modolo Perugia LEGGO che l’utile delle Ferrovie dello Stato per il 2010 è di 70 milioni. Alta velocità e treni con grandi servizi. Ma l’utile per il cittadino? Potrà mai essere valutato? Sono ottantenne, mi piacerebbe ancora viaggiare in treno che è più comodo. Ma per me che cammino con il bastone è molto difficile salire e scendere dai treni. Non lo è in Francia o a Londra. Perché con gli utili non si dedica attenzione alle stazioni e si allineano i vagoni al livello dei marciapiedi, come è per le metropolitane?

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la Repubblica

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MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010

PER SAPERNE DI PIÙ http://testamentobiologico.ilcannocchiale.it http://limes.espresso.repubblica.it

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LA COSTITUZIONE, SCUDO DEL BIOTESTAMENTO UMBERTO VERONESI egli ultimi tre giorni chi, come me, sostiene da sempre il pensiero laico e la sua libertà nel nostro Paese, ha ricevuto due annunci in contrasto stridente fra loro. Da un lato, una buona notizia: il Papa giustifica l’uso del preservativo come atto di responsabilità verso la vita propria e altrui, in quanto strumento utile per frenare l’Aids. Dall’altro, una cattiva: tre ministri del governo firmano una circolare che rende illegittimi i registri per le dichiarazioni anticipate di trattamento — o testamento biologico — che della responsabilità della vita sono un’espressione adottata dalla maggior parte dei Paesi civili avanzati e non osteggiata dalle religioni. Possibile, ci siamo chiesti in molti, che nel nostro Paese

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la Chiesa sorpassi a sinistra il governo in tema di libertà di pensiero? Certo, va detto che questo Papa, uomo di cultura straordinaria, ha compiuto un passo avanti intellettuale molto coraggioso, che gli ha fatto guadagnare anche il plauso meritato dell’Onu. Benedetto XVI ha dimostrato infatti come il rispetto dei diritti umani, e prima di tutto il diritto alla salute e alla vita, possono incrinare la rigidità dei dogmi. Già dieci anni fa io stesso ho avuto un dibattito con il cardinal Ruini sull’obbligo per il cattolico di non usare il preservativo, anche se il partner è malato di Aids. Ma fu difficile arrivare allora a una posizione comune sulla tutela della propria salute e della propria vita.

Tuttavia, se è facile comprendere la difficoltà di un vescovo ad accettare il principio di responsabilità della vita

(che si oppone concettualmente al principio della sua sacralità, in quanto dono e proprietà di Dio), non è altret-

tanto facile capire la facilità con cui tre rappresentanti del governo dichiarino illegittimo uno strumento che esprime il diritto all’autodeterminazione, riconosciuto dalla nostra Costituzione. Il testamento biologico non è altro che l’estensione del consenso informato alle cure, che è un diritto riconosciuto dalla Convenzione di Oviedo, a cui il nostro Paese aderisce, e che applica l’articolo 31 della Costituzione italiana: nessun trattamento può essere imposto per legge. In nessuno ospedale oggi qualcuno mi può tagliare una gamba contro la mia volontà, e allo stesso modo nessuno mi può cacciare un ago in una vena o infilarmi un sondino nel naso se io non do il mio

consenso a farlo. Tutti accettiamo questo principio costituzionale, da cui ci sentiamo tutelati come individui. Se però questo principio è accettato e gradito nel caso in cui io possa esprimere di persona la mia volontà, non c’è ragione logica per cui non debba essere accettato nel caso in cui, per sopravvenuta incapacità di intendere e di volere, io non possa più dar voce al mio pensiero e al mio volere. Quindi, il biotestamento ha di per sé un valore giuridico e una legge che lo regoli sarebbe auspicabile come segno di civiltà, ma non è necessaria. Piuttosto che una legge anticostituzionale, è meglio nessuna legge. Chi ha preparato il proprio testamento biologico, come me, è protetto dalla Costituzione italiana.

LE MILLE FACCE DEL PORTOGALLO

CARO SILVIO, ESCI CON ONORE

LUCIO CARACCIOLO

PIERO OTTONE

l Portogallo non è il portogallo. La P maiuscola esprime la Repubblica Portoghese, coda atlantica del Vecchio Continente. Nemmeno 11 milioni di abitanti per 92 mila chilometri quadrati, il paese più povero dell’Europa occidentale, con l’economia in stallo e casse pubbliche semivuote, a rischio bancarotta. Non una Lusitania Felix. Con portogallo — p minuscola e stile corsivo a marcarne l’informalità — battezziamo invece la policroma eredità geoculturale del primo e ultimo impero marittimo d’Occidente. Prototipo rinascimentale delle moderne “economie-mondo”, di matrice lusitana ma capace di innescare, impattando con terre, storie, mentalità esotiche, sintesi meticce di lunga durata. La peculiarità della parabola imperiale scaturita sei secoli fa da LiLIMES sbona e approdata La versione integrale è su sulle sponde di tre “Limes” oggi in edicola continenti — da cui il Portogallo finì di fuggire solo nel 1975 — sta proprio nella creazione di ibride identità portoghesi che ben prima della decolonizzazione formale tenderanno a prescindere dalla metropoli. Il portogallo si configura come arcipelago di portogalli connessi anzitutto dalla lingua, sempre più anche dall’economia. Meno di uno Stato, più di uno stato d’animo: un insieme post-imperiale allo stato gassoso. (…) È questo portogalload apparirci grande, almeno in potenza. Quanto al Portogallo, immerso nella crisi più nera da quando

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perse gli ultimi possedimenti africani, snobbato dall’Europa, comincia forse ad apprezzare il vantaggio di essere stato madrepatria di popoli e paesi in frenetica crescita, come questo Brasile d’inizio millennio. (...) Se il Brasile è incontestabilmente il leader della Lusosfera — ossia dell’insieme dei paesi lusofoni emerso dopo il tramonto dell’impero di Lisbona — il Portogallo ne è il (not so) brilliant second. Con qualche rimpianto per il Regno Unito di Portogallo, Brasile e Algarve, effimero prodotto (1815-1822, più tre anni di coabitazione formale) della traslatio imperiiconseguente all’invasione napoleonica della madrepatria. Se Giovanni VI non fosse rientrato nel 1821 a Lisbona, lasciando al figlio Dom Pedro la titolarità del Brasile, indipendente dall’anno successivo, si sarebbe prodotta una curiosa inversione dei ruoli: Rio capitale di un immenso impero euro-americano, con Lisbona suo capoluogo veterocontinentale. Una potenza transoceanica che avrebbe configurato la partizione del Nuovo Mondo fra le sfere d’influenza degli Stati Uniti d’America e del Regno Unito di Portogallo, Brasile e Algarve, passibile di elevazione a Impero Transoceanico d’Occidente. Qualcosa di simile potrebbe peraltro cristallizzarsi nel corso di questo secolo, con il Brasile, capofila della Lusosfera, a esercitare la sua egemonia a sud del Canale di Panamá, gli Stati Uniti ridotti nello spazio Nafta, e i Caraibi come area di frizione — come preannunciano le schermaglie fra Washington e Brasilia in occasione del non solo umanitario soccorso alle vittime del terremoto di Haiti. E Lisbona? Scherzando ma non troppo, un diplomatico portoghese osservava con un collega brasiliano: “Pensate, se ci riuniamo voi entrate nell’Unione Europea!”. L’espressione non entusiasta dell’interlocutore gli suggeriva una conclusione meno irrealistica: “Hai ragione, ci conviene entrare nella Repubblica Federativa del Brasile”. Meglio il ventisettesimo Stato del Brasile che il ventottesimo nell’Ue? © RIPRODUZIONE RISERVATA

o scritto attraverso il tempo, sul tema Berlusconi, qualche articolo che poteva anche sembrare una lettera aperta, giustificata dal fatto che ci siamo conosciuti tanti anni fa, in un passato così lontano che io, per modesta che fosse la mia posizione, mi trovavo qualche gradino sopra di lui. Poi ho smesso. Le mie considerazioni cadevano nel vuoto: non era il caso di insistere. Ma adesso, in queste giornate da crepuscolo degli dei, giornate affannose e drammatiche, sento di nuovo il bisogno di invitare il personaggio, il caro Silvio come lo chiamavo, ad alcune riflessioni. Gli si chiede da varie parti, con maggiore o minor grazia, di farsi da parte: di dare le dimissioni. Lui finora, sia pure in modo non ufficiale, ha risposto di no. E io gli chiedo: che vantaggi ti riprometti, caro Silvio, se rimani al tuo posto? Che tu possa compiere la grande impresa, garantire il rinnovamento dell’Italia, la rivoluzione liberale, o anche che tu possa garantire, più semplicemente, il buon governo, è ovviamente impossibile. È inimmaginabile, ormai. L’impresa non è riuscita negli anni scorsi, quando il vento era favorevole. Come potrebbe riuscire adesso, mentre tutti parlano, connazionali e stranieri, di naufragio, di crepuscolo degli dei, di 25 luglio, di 8 settembre, e mentre i seguaci, a uno a uno, prendono precauzioni, si mettono in salvo? Quei pochi editorialisti e politologi che ancora esortano Berlusconi a fare oggi quel che non ha fatto in tre lustri lo dicono (a mio parere) senza crederci: qualcuno semplicemente per pavidità, per proteggersi da un colpo di coda, nel caso che il capo resista. Salvare l’Italia in un’atmosfera da armageddon? Non scherziamo! Se dunque Silvio Berlusconi conferma che intende rimanere a Palazzo Chigi fino all’ultimo respiro, l’immagine che egli offre al paese non è, non può essere, quella di un eroe che si sacrifica, magnanimo, per l’in-

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teresse nazionale; bensì di un personaggio spaurito che, giunto alla fine della carriera, giunto al capolinea, rimane abbarbicato al potere per ambizione o, peggio, per timore del dopo. Quanto diversa sarà l’immagine, se Berlusconi dirà: me ne vado. Dicono in tanti che lui è entrato nell’agone politico per fare i suoi affari, per proteggere le aziende, per sfuggire ai magistrati? Forse è così: io stesso ho pensato e penso che sia così. Ma le dimissioni, adesso, sarebbero una clamorosa smentita alle accuse; per lo meno, un segno di resipiscenza. E può credere, il caro Silvio, che la mia argomentazione è totalmente disinteressata. Non ho proprio niente da spartire con coloro che, sgombrato il campo, si faranno avanti: non so neanche chi saranno. Sono tuttavia convinto, come sono convinti tanti onesti italiani in buona fede e tanti osservatori stranieri, che l’uscita di scena da parte di Silvio Berlusconi sia il primo passo, il passo indispensabile, per uscire dall’attuale marasma. Probabilmente lo pensa anche lui, ormai. Che cosa succederà dopo, non lo so. Ma rifiuto di credere che non vi siano in Italia persone in grado di assumere la guida della politica nazionale. Lo stesso Berlusconi potrà partecipare alle scelte. Rimane, me ne rendo conto, un problema: le azioni giudiziarie. Silvio Berlusconi teme i processi. Come presidente del Consiglio è stato in grado di pilotare finora le tante leggi ad personam che lo hanno protetto. E domani? L’esodo più bello sarebbe quello di un ex presidente che si presenta, come un cittadino qualsiasi, alle udienze, che risponde ai magistrati e dimostra la sua innocenza: se è vero, come lui dice, che le azioni giudiziarie sono manovre politiche per liberarsi di lui, le dimissioni sarebbero la rimozione del movente. Ma comunque vada, non sarà ormai qualche misero lodo Alfano, se lui rimarrà in carica, a trarlo d’impiccio. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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La cultura

Gli spettacoli

Alan Bennet racconta la vita degli anziani

I successi di Pino Daniele con Mina e Battiato

ENRICO FRANCESCHINI

CARLO MORETTI

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In Italia è il trionfo della famiglia cortissima. Lo ha sancito l’Istat. Ecco come è nata l’ultima rivoluzione demografica nel nostro Paese

MARIA NOVELLA DE LUCA

N Il sorpasso del figliounico

CHIARA SARACENO

n bambino per due genitori più quattro nonni. Cioè uno per sei. Solo in una folla di adulti. Aggiungiamo se va bene un paio di zii e due o tre cugini. Fine. Ecco l’Italia del figlio unico, delle “famiglie verticali”, quelle del formato a tre, mamma, papà e un bambino solo, la maggioranza ormai, lo conferma l’Istat, il sorpasso c’è stato, le coppie con un figlio e basta sono il 46,5% contro il 43,0% delle famiglie con due figli, e il 10,5% di quelle (rare) dove i fratelli sono tre o anche di più. È questa l’ultima rivoluzione demografica italiana, annunciata e temuta da tempo ma oggi diventata realtà, la famiglia cortissima con il bambino singolo, prima generazione di ragazzini senza fratelli, costretta a inventarsi reti sociali e parentele del tutto nuove. Una metamorfosi di massa, dove il ritratto classico del figlio unico si polverizza e moltiplica per migliaia di figli unici, che in qualche modo poi diventano, anche, fratelli. SEGUE NELLE PAGINE SUCCESSIVE

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on vi è perfetta coincidenza tra numero di famiglie in cui è presente un solo figlio e numero di coppie che hanno avuto solo un figlio. La rarefazione delle nascite, unitamente all’allungamento dell’intervallo tra l’una e l’altra, fa sì che, così come aumenta il numero delle coppie che per lunghe fasi della vita non hanno ancora, o non più, un figlio che vive con loro, aumenti anche il numero di quelle che per un periodo più o meno lungo ha presso di sé un solo figlio, anche se ne ha avuti, o ne avrà, più di uno. Se è vero che aumentano i figli unici, infatti, ancora oggi buona parte dei figli ha almeno un fratello/sorella. Tuttavia, soprattutto al Nord, l’esperienza del figlio unico è ormai diffusa da tempo. Inoltre, l’allungamento dell’intervallo tra le nascite fa sì che questa esperienza sia sperimentata per un numero di anni significativo anche da una parte di primi figli, prima che arrivi loro un fratello o una sorella. SEGUE NELLE PAGINE SUCCESSIVE

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MARTEDÌ

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L’UNICORNO DISPERSO A MANHATTAN

I 10 aeroporti con la vista più bella

La titanica è il fiore del secolo

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Penn Station il cuore di New York compie cent’anni Tecno

Immagini iPad

Ritocco Apple L’iPad diventa multitasking

Scozia, la festa della schiuma all’università

Il sondaggio LA CRISI DELL’INTER: DI CHI È LA COLPA

FEDERICO RAMPINI

i imbattiamo tutti in quelle tristi foto incollate sui tronchi degli alberi nei giardini pubblici. Immagini di cani o gatti smarriti, esposte dai proprietari nella speranza che qualcuno ritrovi il caro animale. In tutta Manhattan 2.000 manifesti offrono una ricompensa a chi fornisce notizie sull’unicorno smarrito. A Central Park, nel metrò, campeggiano le foto dello splendido cavallo bianco col corno in fronte. La portano in giro perfino i rangers, la polizia a cavallo. Sotto la foto del mitico destriero c’è un numero verde a cui telefonare, e l’indirizzo del sito www.missingunicorn.com. La proprietaria, Camomile (sic) Hixon, ha già ricevuto 350 telefonate da Manhattan. Altre 3.200 chiamate da 46 Stati Usa e 32 paesi stranieri. Domande, dubbi, segnalazioni, avvistamenti. La Hixon è felice del successo. Pittrice d’avanguardia, era in cerca di una nuova idea «per stupire e divertire i miei concittadini». Dopotutto la leggenda dell’unicorno sopravvive da 2.500 anni. Perché non dovrebbe apparirne uno a Central Park, dove si son viste cose ben più strane? Qualcuno ha già affisso una foto dell’unicorno ritrovato. È stato fotografato a letto con George Clooney.

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la Repubblica

L’INCHIESTA R2CRONACA

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Zoom

FRANK SINATRA

EDOARDO SANGUINETI

“The voice”, nato nel 1915 nel New Jersey, è figlio unico di una famiglia italo-americana

Figlio di una coppia ligure, il poeta italiano del Gruppo 63 è morto a maggio, a 80 anni

Mamma, papà e il loro bambino I nuclei con figli unici ormai sono il 46,5% e superano quelli con una prole numerosa. Un fenomeno che in Italia è più marcato rispetto agli altri Paesi europei. È il trionfo della famiglia cortissima

Crescere senza fratelli (segue dalla copertina)

MARIA NOVELLA DE LUCA tudi recentissimi dimostrano che nel mondo ammalato di sovrappopolazione non è poi così male essere “unici”, anzi. I numeri però sembrano invece i numeri di una sconfitta, perché chi decide di fare famiglia nell’80% dei casi afferma di volere “due o più figli” e invece poi ci si ferma a uno soltanto, e l’avanzata del modello “mono-bambino” sembra inarrestabile. In un intreccio dove, dicono demografi e sociologi, la mancanza di welfare e di servizi «si uniscono a una cultura dove al figlio si deve dare il più possibile, anche in termini materiali, e dunque farne due può diventare impossibile». Ma dietro l’esercito dei figli unici, fenomeno crescente anche in altre zone della Ue, dalla Spagna alla Grecia, dalla Germania all’Austria, per Letizia Mencarini, professore associato di Demografia all’univer-

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sità di Torino, « c’è anche il tempo troppo lungo che passa dalla nascita del primo figlio alla decisione di metterne al mondo un altro, che poi magari non arriva più...». «È la vera peculiarità delle coppie italiane: aspettare anni per replicare una maternità, iniziata magari già oltre i 30 o i 35. Ma dietro ci sono ragioni forti e sostanziali — chiarisce Mencarini — perché in Italia la legge sulla maternità è seria e protettiva, ma poi la conciliazione non esiste, i numeri delle donne che non riescono più a rientrare nel mondo del lavoro dopo la nascita del primo figlio sono ancora altissimi, e quindi prima di fare il secondo ci si pensa bene». Non solo però. «Nel nostro paese — continua Mencarini — se da una parte cresce la domanda di asili nido, di scuole materne, è ancora forte la cultura per cui è meglio che almeno fino a tre anni i bimbi restino a casa con la mamma e con la nonna... Basta girare sui blog delle neo-mamme per rendersene conto. Senza pensare al-

l’investimento economico su questi bambini, che devono avere le stanze più accessoriate e i corredi più belli. Vincoli vecchi e nuovi che rendono già enormemente impegnativo mettere al mondo un figlio, figuriamoci due». «E forse — conclude Letizia Mencarini — se i padri collaborassero un po’ di più in casa magari sarebbe più facile avere qualche figlio in più». Le statistiche però dicono che più cresce il numero dei figli, più si è a rischio povertà. Tanto che nel milione e mezzo di italiani che vivono secondo l’Istat in condizioni di “grave indigenza”, senza nemmeno il denaro per mangiare a sufficienza, circa il 30% è costituito dalle famiglie numerose, oltre i tre figli, considerati la massima soglia sopportabile per una famiglia media. Adele è una mamma-blogger che nel suo sito ha descritto giorno dopo giorno l’attesa, poi la nascita, e poi l’entrata nel mondo del suo primogenito Andrea, tre anni il mese scorso, felicemente inserito al primo anno di scuola

di materna. «Sono tornata a lavorare quando Andrea aveva dodici mesi, sono impiegata in una piccola azienda privata, mio marito insegna alle scuole medie... Lavoriamo a Milano, ma viviamo fuori, a 50 chilometri. Possiamo contare, ma non a tempo pieno, su due nonne, più una baby sitter due giorni a settimana. Già così, tra il mutuo della casa, la benzina, i costi generali, arriviamo al-

Ecco il mondo del mono-bimbo Una rivoluzione demografica annunciata la fine del mese con le risorse al limite. Vorrei fortemente un secondo bambino, ma ho già 38 anni, se mi allontano dall’azienda rischio di perdere il posto, e continuiamo a rimandare. Andrea resterà figlio unico? Forse. Però mi sembra sereno e io faccio i salti mortali per fargli incontrare al-

tri bambini. Sento che per adesso è tutto quello che posso dare». Il problema però è la distanza tra i figli reali e i figli desiderati. «È per questo — aggiunge Ivo Colozzi, ordinario di Sociologia all’università di Bologna — che la famiglia italiana non è libera. Non è libera cioè di fare i bambini che vorrebbe. E non è soltanto una questione di servizi, che pure aiutano ma non bastano. Bisogna agire sul fisco, renderlo più lieve, altrimenti sarà ben difficile invertire la tendenza. I genitori si pongono il problema di quanto potranno sostenere i figli nel futuro, sanno magari di avere sufficienti risorse per uno soltanto, per farlo studiare, mandarlo all’università, avviarlo nel difficilissimo mondo del lavoro. E per questo si fermano». Certo dietro il “sorpasso” del figlio unico, c’è anche la maternità che viene rimandata, «ma soprattutto — osserva Colozzi — la mancanza storica di politiche per la famiglia. Basta guardare la Francia, oggi in testa ai Paesi europei come tasso di natalità: lì erano arri-

vati ai minimi storici di fecondità, come nel nostro Paese, ma con delle politiche giuste hanno ribaltato la situazione. Mi sembra però difficile oggi, con le risorse a zero, invertire in Italia l’inevitabile avanzata dei figli unici». Ma come si cresce senza fratelli? E che adulti saranno questi bimbi che non dividono la loro stanzetta con nessuno, cuore, centro e anima di genitori, nonni e zii tutti protesi unicamente verso di loro? Viziati, capricciosi, o invece diversi, nuovi, capaci di creare reti di amicizie autonome? Anna Oliverio Ferraris, ordinario di Psicologia dello sviluppo all’università La Sapienza di Roma, non nasconde la sua nostalgia per un’infanzia divisa tra fratelli e sorelle, prima palestra di vita per un bambino, costretto sì a conquistarsi spazi e giochi, ma poi di certo più forte. «Il rischio dei bambini unici è la solitudine da una parte, e l’essere al centro del mondo dall’altra. Su di loro si riversano montagne di attenzioni, di affetto, ma anche di aspet-

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la Repubblica

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ELVIS PRESLEY

AL PACINO

LEONARDO DI CAPRIO

Il re del rock è rimasto figlio unico: Jessie, suo fratello gemello, è morto alla nascita

L’attore del Bronx, 70 anni: “Essendo figlio unico, per me competere è stato difficile”

Nato a Los Angeles, l’attore è il turbolento figlio unico di madre tedesca e papà italiano

Il commento

In aumento anche la rarefazione delle nascite, con primogeniti per molto tempo soli

Spesso non hanno amici aiutiamoli a socializzare CHIARA SARACENO (segue dalla copertina)

Q SOCIOLOGA Chiara Saraceno (Centro di ricerca sociale di Berlino)

tative, di troppi adulti. E nel futuro per questi figli unici non sarà facile diventare autonomi, svincolarsi dalla famiglia, senza contare che saranno loro, da soli, a dover sostenere il peso dei genitori che invecchiano». Il dato nuovo però è che oggi i figli unici sono sempre di più. «E quindi troveranno il modo di ricreare attraverso gli amici quello che un tempo si faceva con i fratelli. Qui però conta molto il ruolo delle mamme e dei papà — afferma Oliverio Ferraris — quanto si sforzano di farli socializzare, tra la scuola, lo sport, le attività, una casa aperta ai coetanei. Perché una cosa è certa: i bambini vogliono dei compagni di giochi. Non è un caso che spesso a 3 o 4 anni comincino a chiedere ai genitori “quando mi dai un fratellino o una sorellina?”». Con la consapevolezza però che nel mondo mono-bambino non avere fratelli è ormai una realtà comune, a differenza di 15 o 20 anni fa, quando essere “uno” non era, ancora, la norma. «Una cosa che spesso ho consigliato ai genitori

Anna Oliverio Ferraris: le coppie si fermano a uno perché vogliono dargli il massimo di figli unici è stata quella di comportarsi come se di figli ne avessero due o tre: ossia con naturalezza, anche con severità, cercando di non viziare e soffocare questi bambini. Ma nello stesso tempo penso che nonostante tutti i problemi oggettivi si potrebbe rischiare un po’ di più nel fare i figli. I bambini — dice con un po’ di ironia Anna Oliverio Ferraris — non hanno bisogno di così tanti oggetti, spesso le coppie si fermano a uno soltanto perché vogliono dargli il massimo. E se invece il dono più grande fosse un fratello, rinunciando magari a qualcosa?». © RIPRODUZIONE RISERVATA

uella del figlio unico è una condizione che incide profondamente sul modo in cui si vive come figli e in cui si diventa grandi. Come tutti i primi figli, i figli unici sono oggetto delle ansie e dell’inesperienza dei neo-genitori. Ma, in quanto unici, sono anche oggetto di aspettative e investimenti emotivi che non possono condividere con altri. Certo, spesso, proprio per questo, c’è il rischio che diventino piccoli tiranni viziati. Ma anche quello che, man mano che crescono, si sentano schiacciati dal peso di questa concentrazione di aspettative e attenzione, che talvolta non riguarda solo i genitori, ma anche nonni e zii. Soprattutto, a differenza di chi ha fratelli o sorelle, non sperimentano nella routine della vita familiare la diversificazione delle posizioni, capacità, ruoli, legati all’età e non solo alla generazione. Non ci sono fratelli/sorelle — e talvolta neppure cugini — più piccoli o più grandi con cui confrontarsi e con i quali imparare a diventare grandi, oltre a condividere con loro attenzione e affetto di genitori e nonni, facendo i conti con, ed elaborando, gelosia e invidia. La crescita per i figli unici è un percorso solitario, protetto dalla competizione sulla attenzione e gli investimenti dei genitori da parte di fratelli/sorelle, ma anche potenzialmente privo di confronti e mediazioni. I bambini sono diventati rari non solo per gli adulti, ma anche per loro stessi. È una mancanza che sentono istintivamente anche i bambini, quando esprimono il desiderio di avere un fratellino/sorellina: un compagno, diverso, ma anche simile nella co-

mune posizione di figlio/a. Non voglio con questo sostenere che la condizione di figlio unico sia da compiangere o da considerare a rischio. Piuttosto segnalare che la sua diffusione non riguarda solo la demografia, ma un profondo mutamento nelle configurazioni relazionali ed emotive famigliari e soprattutto nell’esperienza di essere figli lungo tutto il corso della vita, rispetto al quale occorre che la società, e non solo gli individui e le famiglie, si attrezzino culturalmente e organizzativamente. Due esempi per tutti, uno riferito all’età infantile e l’altro all’età matura. Proprio la rarefazione dei bambini entro la rete famigliare rende indispensabili luoghi di socialità in cui i bambini possano confrontarsi tra loro, imparare gli uni dagli altri e allentare il peso della propria unicità. Ciò vale non solo per organismi come gli scout o simili, ma anche per nidi, scuole dell’infanzia, scuole elementari e medie, che vanno pensati non solo come luoghi di cura per i piccoli e di istruzione verticale per i più grandicelli, ma, appunto, come luoghi di socialità tra pari. Per quanto riguarda l’età matura, già ora, a causa della riduzione delle nascite, un numero ridotto di figli si trova a fronteggiare le domande di cura di un numero crescente di anziani fragili. Quando il figlio è unico, la situazione può diventare insostenibile e con conseguenze negative sia per la figlia/o che per i genitori. Il semplice affidamento alla famiglia della responsabilità in questo campo, come avviene in Italia, appare del tutto cieco rispetto a questi dati demografici, rischiando di provocare sia sovraccarichi iniqui che deficit di cura. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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IL CASO R2MONDO

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Il ritrovamento di un epistolario dal suo rifugio in Egitto riapre i dubbi sulla sorte del “medico” di Mauthausen e giovedì, a pochi mesi dal processo, è morto Samuel Kuntz, accusato degli stermini nel lager di Belzec NAZISTA

Le tappe

Alcune foto (e i file delle indagini) di Aribert Heim, il “Dottor Morte” di Mauthausen

DOPOGUERRA

AL CAIRO

A Mauthausen Heim faceva esperimenti sugli internati asportando organi sani o iniettando veleni

Fino al ’62 rimase in Germania sotto falsa identità. Fuggì prima di essere scoperto

Si trasferì al Cairo dove nel ’92 sarebbe morto. Ma il suo corpo non è mai stato trovato

Mistero sulle lettere il Dottor Morte Heim potrebbe essere vivo

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE ANDREA TARQUINI BERLINO O CHIAMAVANO “il Dottor Morte”, pronunciavano il suo nome con terrore. Il dottor Aribert Heim compì spietati esperimenti criminali sui deportati nel lager di Mauthausen, poi riuscì a sopravvivere al nazismo che aveva servito fedele e ai processi degli alleati. Anche se 95enne, potrebbe essere ancora vivo. Le sue lettere segrete dal nascondiglio in Egitto alla famiglia rimasta in Europa, a un medico ebreo, Robert Braun, e a politici tedeschi, pubblicate da El Paìs, riaprono il dubbio sulla sua sorte. E con il mistero sul destino di Aribert Heim riemerge uno dei capitoli più atroci del Terzo Reich. «Heim fu in Egitto almeno fino all’inizio degli anni Novanta, io non posso dichiararlo morto finché non ne ho la certezza scientifica, quindi per me il caso non è chiuso», dice al telefono da Gerusalemme il dottor Efraim Zuroff, l’erede di Simon Wiesenthal, direttore appunto del Centro Wiesenthal per la caccia ai criminali nazisti ancora a pie-

ESPERIMENTI

L

de libero. La caccia ai nazisti di Zuroff è sempre più una corsa contro il tempo: ieri un altro dei suoi ricercati, Samuel Kunz, ex guardia del lager di Belzec, è morto in libertà in Germania qualche mese prima del processo contro di lui per crimini contro l’umanità. Ancora a piede libero sono altri super-ricercati, dall’ungherese collaborazionista Sandor Kepiro al croato, ex guardiano di lager, Milivoj Asner. Ma Aribert Heim, nella lista del centro Wiesenthal, è una delle figure più mostruose. «Caro dottor Braun», scrisse negli anni ’80 il “Dottor Morte” al medico ebreo, «lei capisce che

le accuse contro di me sono assurde, opera delle fantasie di fanatici. Io non avrei mai potuto compiere crimini così mostruo-

Sarebbe stato dato per morto nel 1992 Ma il Centro Wiesenthal lo cerca ancora si contro pazienti o prigionieri, il giuramento d’Ippocrate me lo avrebbe impedito. Fui volontario nelle SS, ma non sono un criminale né un mostro». Dall’Egit-

to Heim inviò lettere anche a Lothar Spaeth, cavallo di razza della Cdu, per rivendicare la sua innocenza, dipingendosi come «vittima di fanatici sionisti». Le testimonianze dei sopravvissuti all’inferno di Mauthausen narrano altro: ad alcuni prigionieri, Heim aprì il ventre senza anestesia strappando loro il fegato, ad altri estrasse a vivo il cuore o altri organi. Altri ancora furono narcotizzati in parte da lui, poi aperti sul tavolo operatorio, per ricevere un’iniezione letale di benzene nei muscoli cardiaci. Lui studiava tempi e decorso della loro morte, conservò come fermacarte i crani di alcu-

ni giovani prigionieri ebrei finiti nella sua famigerata “sala operatoria”. Almeno trecento deportati morirono sotto i suoi ferri. Dopo la disfatta nazista, Heim trascorse due anni prigioniero degli americani. Ma, come fecero anche Mengele, il principale responsabile dell’uso dei deportati come cavie, e l’ingegnere dell’Olocausto Adolf Eichmann, anche lui riuscì a spacciarsi per un militare come tanti altri e fu rilasciato. Solo nel 1962 alcuni testimoni lo identificarono, e lui finì nel mirino della giustizia. Fuggì in America Latina, poi in Egitto. Le sue lettere segrete sono un eccezionale documento

del suo continuo tentativo di trovare, dal rifugio al Cairo, presunte prove a sua discolpa. «Cara Gerda», scriveva alla sorella Hertak, chiamandola in codice come faceva con tutti i destinatari, «mettiti in contatto con la famiglia Thyssen perché ti confermino che nell’estate del ‘42 vissi da loro, alcune settimane o due o tre mesi, non ricordo». Dall’Egitto, si mostrava anche spavaldo, lui che aveva stroncato tante vite: «La lotta per la vita va presa come uno sport, succeda quel che succeda, si vive una volta sola, mai dimenticare l’umorismo». © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010

@

IL PERSONAGGIO R2MONDO

PER SAPERNE DI PIÙ http://www.huffingtonpost.com www.warrentbuffet.com

■ 55

A 80 anni ha il terzo patrimonio al mondo Ma sfida l’ortodossia del capitalismo Usa Le tappe GLI STUDI

GLI INVESTIMENTI

IL PATRIMONIO

Classe 1930, figlio di un agente di borsa di Omaha, nel Nebraska, Buffet si laurea alla Columbia Business School

Si dedica sin da giovanissimo agli investimenti. Nel 1962 acquista le azioni della camiceria Berkshire Hathaway

Oggi “l’oracolo di Omaha”, come è soprannominato, possiede 52 miliardi di dollari ed è il terzo uomo più ricco al mondo

Buffett

Il ricco che ama le tasse “Voglio pagarne di più” VITTORIO ZUCCONI ereno ormai nei suoi 80 anni e nei suoi 52 miliardi di dollari, Warren Buffet, il terzo uomo più ricco del mondo sente una fitta di rimorso e scopre di avere sempre pagato troppo poche tasse. Non di averle evase o eluse, attenzione. Mai il fisco americano, l’IRS, è riuscito a trovare, per quanto sforzi abbia fatto, il più piccolo errore nelle 64 mila pagine della sua dichiarazione annuale, ma di essere stato troppo coccolato da un codice che gioca al Robin Hood alla rovescia e fa pagare molto a chi ha poco e poco ha chi a molto. «Ma vi pare giusto che io paghi meno della mia segretaria o della donna delle pulizia?» ha detto lo scorso week-end a una cena per altri ricchi coccolati. «Meno», significa naturalmente meno in proporzione al reddito, perchè l’assegno da sette milioni di dollari che lui staccherà per la Tesoreria federale sono un po’ più di quello che Dolores delle pulizie, o Suzie l’assistente, verseranno al fisco. È la sperequazione dell’aliquota il dato che scandalizza «l’Oracolo di Omaha», come hanno ribattezzato a Wall Street l’uomo

S

tanti incassa il 24% del reddito nazionale, massimo storico. Come Bill Gates, il signore di Microsoft, anche Buffet, che si fa

pagare da ricchi devoti asiatici, cinesi e giapponesi soprattutto, 250 mila dollari per pranzare con lui (soldi che devolve tutti in benefi-

cenza) sposa la teoria dell’economista John Kenneth Galbraith che invitava i ricchi a essere più generosi, Non per bontà d’animo, ma

perchè, ripeteva cinicamente l’economista harvardiano, «io ricco dormo più tranquillo se so che attorno al mio castello tutti hanno

da mangiare e un tetto sotto il quale ripararsi». «Il codice fiscale — ha ripetuto Buffet — è un grottesco colabrodo dal quale chi ha molti soldi può legittimamente far filtrare miliardi, mentre chi non ha fondazioni, trust fund, scudi fiscali, paga fino all’ultimo cent. Una minuscola sovrattassa del 5% sulle coppie con un imponibile di 400 mila dollari l’anno permetterebbe di finanziare programmi, senza che il reddito spendibile dei ricchi diminuisse sensibilmente». Sfiora addirittura l’eresia quando loda l’esecrato governo di Washington «per la rapidità e l’efficacia con la quale ha risposto al crack di Wall Street» Questa è precisamente la filosofia politica che è costata a Barack Obama la legnata elettorale del 2 novembre scorso, che ha attizzato il fuoco sotto il «tè» dei movimenti anti fiscali e ha fatto gridare allo «stalinismo» i più fuori di testa, dunque non ha alcuna probabilità di uscire dai saloni dell’albergo nel quale predicava. Buffet, che ha incassato almeno 5 miliardi di dollari per il suo fondo «Berkshire Hathaway» (dal nome della camicieria industriale che fu il suo primo investimento importante) dopo il collasso borsistico del 2008 ramazzando i titoli delle

“Ma vi pare giusto che io paghi al fisco il 17% sul reddito e la mia segretaria il 30%?”

Negli Stati Uniti l’1% degli abitanti incassa il 24% del reddito nazionale, un vero record

che dal suo ufficio in Nebraska tra oceani di pannocchie, scuote le Borse con una parola. «Ma vi sembra giusto che io paghi il 17% di tasse sui 46 milioni che guadagnerò in questo 2010 mentre la mia segretaria dovrà pagare al fisco il 30% dei suoi 60 mila?» ha detto a una cena di mlionari contriti che avevano versato 4.500 dollari a coperto per l’onore di sentirsi trattare da arpagoni miopi. Ma con quel portafoglio, e con mezzo secolo di ineguagliati trionfi finanziari, il vecchio ragazzo che alle elementari comperava le lattine di Coca Cola per 25 cents e le rivendeva agli assetati per 30 mentre i compagni le scolavano, può dire ciò che vuole. Può permettersi di sfidare l’ortodossia del pensiero miliardario che deve gemere sotto il giogo dello Stato esoso e sostenere, cercando di restare serio, che ridurre le aliquote ai ricchi, o non mettere imposte patrimoniali, aiuti i meno fortunati. Una teoria, detta del «trickle down», dello sgocciolamento verso il basso, che le cifre sulla distribuzione della ricchezza in America smentiscono da quando divenne dogma negli anni ‘80, visto che oggi l’1 per cento degli abi-

banche e delle finanziarie come la Goldman Sachs o la Morgan Stanley puntando proprio sull’azione del governo, può sembrare il classico libertino che da vecchio lascia donativi al convento delle novizie che ha insidiato da giovane. Ma la sua è astuzia, non carità. È la storia del figlio di un piccolo agente di borsa nel Nebraska che cominciò la propria vita famigliare affittando un bilocale nella noiosa Omaho che, racconta, «divideva con una moglie bellissima e una gigantesca famiglia di topi bruttissimi» e dunque ha visto e vissuto entrambe le facce del sogno americano. Con un titolo di studio preso alla Columbia di New York, dopo essere stato respinto da Harvard, i primi 4.500 dollari guadagnati distribuendo giornali sono divenuti i 52 miliardi di oggi sempre applicando lo stesso principio: «Non guardo i libri contabili, ma le persone. È la gente che fa la fortuna o la disgrazia delle aziende, non il prodotto. Io investo in uomini e donne». Nel 2008 investì tutto quello che la legge sul finanziamento elettorale consente a un individuo, 5 mila dollari, su Obama. Che questa volta l’Oracolo abbia sbagliato profezia? © RIPRODUZIONE RISERVATA


MINISTERO DELLA DIFESA SEGRETARIATO GENERALE DELLA DIFESA E DIREZIONE NAZIONALE DEGLI ARMAMENTI IV REPARTO (ex TELEDIFE) COMUNICAZIONE Questo Reparto ha in programma di procedere, mediante Procedura Negoziata con la Ditta Selex Sistemi Integrati S.p.A., con sede legale in Via Tiburtina, km 12,400 - 00131 Roma, alla stipula di un contratto per l’adeguamento e l’ammodernamento del “Sistema Infologistico della Marina Militare Italiana”. Informazioni possono essere richieste al Ministero della Difesa - Segretariato Generale e Direzione Nazionale degli Armamenti - VI Reparto (ex TELEDIFE) 1^ Divisione (dell’ex TELEDIFE) - Viale dell’Università, 4 - 00186 Roma, al numero telefonico 06.4986.6081, dalle ore 09.00 alle ore 12.00 dal Lunedì al Venerdì, entro e non oltre 30 (trenta) giorno dalla data di pubblicazione della presente comunicazione. IL DIRETTORE DEL VI REPARTO (Dirig. Gen. Ing. Tommaso GUASTAMACCHIA)

FONDAZIONE PER LA RICERCA E LA CURA DEI TUMORI “TOMMASO CAMPANELLA” CAMPUS UNIVERSITARIO Viale Europa – Località Germaneto 88100 CATANZARO ESTRATTO AVVISO DI GARA Questa Amministrazione con decreto n. 295 del 20.10.2010 ha indetto procedura concorsuale per via telematica per “Servizi Assicurativi” per un importo triennale di Euro 1.200.000,00. Il relativo bando è stato inviato alla G.U.U.E. in data 09.11.2010 e pubblicato sulla G.U.R.I., del 12.11.2010 n. 131. Le offerte di gara devono pervenire al gestore del sistema telematico CSAMed di Cremona sul sito www.albofornitori.it con le modalità in esso descritto. f.to Il Presidente del C.D.A.

Prof. Paola Falzea

COMUNE DI BOSCOREALE

Società Gestione Impianti Nucleari per Azioni ESTRATTO ESITO DI GARA

Provincia di Napoli IV Unità di Staff Ufficio gare Piazza Pace - Partita Iva 82008410639 Tel. 081/8574268, fax 081/8574231 AVVISO ESITO DI GARA

Si rende noto che la SO.G.I.N. - Società Gestione Impianti Nucleari per azioni, con sede in Roma in Via Torino n. 6 ha aggiudicato gara ai sensi del D.Lgs. 163/2006 e s.m.i. avente per oggetto: Fornitura di energia elettrica per il biennio 2011-2012 (GARA n. C0168F10). RIFERIMENTI: bando GUUE 2010/S 130-199525 del 08.07.2010 e GURI n. 79, 5° Serie Speciale, del 12.07.2010). PROCEDURA DI AGGIUDICAZIONE: Ristretta ai sensi del D.Lgs. 163/2006 – Parte III – Settori Speciali. CRITERIO DI AGGIUDICAZIONE: prezzo più basso. DATA DI AGGIUDICAZIONE DELL’APPALTO: 8.11.2010. AGGIUDICATARIO: GALA SpA. L’avviso integrale è disponibile sul sito www.sogin.it.

Si rende noto che, a seguito della gara di procedura aperta, espletata ai sensi dell’art. 3, comma 37 e art. 55, comma 5, del D.lgs. n. 163/2006, col criterio di aggiudicazione del massimo ribasso, con determina del settore LL.PP. n. 256 del 7/09/2010 il servizio, di durata di mesi quattro, di conferimento della frazione organica umida, proveniente dalla raccolta differenziata dei rifiuti urbani, è stato aggiudicato alla ditta Tortora Guido s.r.l., con sede in San Giorgio alla Via Crocinola, per un importo contrattuale di Euro 181.062,63 comprensivo di oneri di sicurezza oltre iva. 198.196,18 comprensivo di oneri di sicurezza, oltre iva.

Industrial Policy (Andrea di Fazio)

IL CAPO SETTORE LLPP geom. Sergio de Prisco

ENTE ACQUE DELLA SARDEGNA Via Mameli 88 – tel. 070/6021209 – FAX 070\670758

ESTRATTO AVVISO DI GARA PROCEDURA APERTA APPALTO INTEGRATO

Direzione Acquisti Acquisti Rotabili e Vendita Beni e Servizi Extratraffico Trenitalia S.p.A. Direzione Acquisti Acquisti Rotabili e Vendita Beni e Servizi Extratraffico. www.trenitalia.it (URL): www.gare.trenitalia.it sezione Vendite

vendita di batterie al piombo e nichel-cadmio industriali esauste prodotte dagli impianti Trenitalia.

Questo Ente deve appaltare la progettazione esecutiva e l’esecuzione dell’intervento denominato “Lavori di mantenimento in servizio delle centrali idroelettriche di Uvini e Santu Miali”, CIG 055937178B - CUP I72C10000060006, mediante procedura aperta per appalto integrato con il criterio di aggiudicazione del prezzo più basso, mediante ribasso sull’importo a base di gara, al netto degli oneri di sicurezza, ai sensi dell’art. 82, comma 2, lett. b) prima parte del D. Lgs 163/2006, testo vigente e art. 18 L.R. 5/07, previa verifica delle offerte che dovessero risultare anomale ai sensi dell’art. 86 del D.Lgs 163/2006. L’importo complessivo a corpo dell’appalto è di Euro 21.788.356,56 + iva di cui Euro 21.037.853,71 + iva (Euro 20.889.456,48 per lavori ed Euro 148.397,23 per oneri di progettazione + iva) soggetti a ribasso + Euro 750.502,85 + iva, per oneri riguardanti la sicurezza non soggetti a ribasso. La categoria prevalente è la OG9. È prevista come categoria scorporabile la OG1. Possono partecipare alla gara le concorrenti: iscritte all'ARA (Albo Regionale Appaltatori) o in possesso dell’attestazione SOA o che si avvalgono dei requisiti di capacità economica, finanziaria, tecnica e professionale di un altro soggetto secondo le modalità indicate nel bando di gara. I documenti di qualificazione dovranno essere adeguati, per categoria e classifica, agli importi della gara. Scadenza termine presentazione offerte: ore 12,00 del 17.01.2011 (termine perentorio); apertura buste ore 10,00 del 18.01.2011. Le concorrenti che intendono partecipare alla gara dovranno far pervenire, all'ENAS - Via Mameli, 88 - 09123 Cagliari - entro il termine su indicato e con le modalità indicate nel bando e nel disciplinare di gara ad esso allegato, il plico sigillato, contenente l'offerta e la documentazione richiesta, a pena di nullità, nello stesso bando e disciplinare di gara. Il bando e disciplinare di gara, e i relativi allegati potranno essere richiesti, dalle ore 8,00 alle ore 13,00 di tutti i giorni feriali, escluso il sabato, presso l'ENAS, Via Mameli 88 - 09123 CAGLIARI (Servizio Appalti e Contratti - tel. 0706021201). Il bando di gara e i suoi allegati saranno inoltre disponibili sui siti www.regione.sardegna.it e www.enas.sardegna.it. Eventuali comunicazioni, modifiche e\o integrazioni inerenti la gara saranno rese note con le stesse modalità di pubblicazione dell’avviso di gara (quotidiani L’Unione Sarda, La Nuova Sardegna, La Repubblica e Il Sole 24 Ore), nonché mediante pubblicazione presso la GUUE, la GURI, presso, l'Albo dell'Ente e presso i siti internet della Regione e dell’ENAS. Data di trasmissione bando all’Unione europea 10.11.2010. IL DIRETTORE DEL SERVIZIO APPALTI E CONTRATTI Dott.ssa Silvia Gaspa

Possono presentare offerta le imprese in possesso delle autorizzazioni/iscrizioni dettagliate nel Bando di Gara, nel Disciplinare di Gara e nei documenti ad essi allegati per i codici CER 16 06 01 – 16 06 02 – 16 06 06 – 20 01 34. È obbligatorio effettuare i sopralluoghi negli impianti di Trenitalia rintracciabili nei documenti allegati al Disciplinare di Gara.

Ente per i Servizi Tecnico-Amministrativi di Area Vasta (AOU Careggi – AOU Meyer – Ausl 11 Empoli – Ausl 10 Firenze – Ausl 4 Prato – Ausl 3 Pistoia)

BANDO DI GARA PER ESTRATTO Si rende noto che nei termini di legge sarà esperita dall’ESTAV Centro una procedura aperta ai sensi del D.Lgs. n.163/2006 per la fornitura triennale di carta a modulo continuo e etichette destinate alle aziende sanitarie dell’Area Vasta Centro e all’ESTAV stesso per un valore complessivo presunto di € 738.346,20 (compreso estensione del 50%) IVA esclusa. Le offerte, redatte con le modalità previste dal Bando di Gara, inviato alla GUCE il giorno 08/11/2010 dovranno pervenire entro il termine perentorio del giorno 21/12/2010 al seguente indirizzo: http://negotia.datamanagement.it/estav-centro. Gli atti di gara possono essere visionati sul sito internet: http://negotia.datamanagement.it/estav-centro. Per ulteriori informazioni rivolgersi a: responsabile del procedimento sig. Ivo Ferretti ivo.ferretti@estav-centro.toscana.it tel.0573 352741/32 fax 0573 352700. Il Direttore Generale Dr.ssa Monica Piovi

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELLA TUSCIA Via S. Maria in Gradi n. 4 - 01100 Viterbo Tel. 0761/357981 Fax 0761/357996 Internet www.unitus.it

AVVISO DI PUBBLICAZIONE BANDO DI GARA È pubblicato sulla G.U.R.I. - V serie speciale - Contratti ed appalti - n. 135 del 22.11.2010, il bando integrale per l’appalto (procedura aperta) relativo al servizio di vigilanza degli immobili sede dell’Università di durata annuale con possibilità di proroga di anno in anno fino ad un massimo di anni 3. Le offerte corredate dai documenti indicati nel Bando e nel Disciplinare di gara, dovranno pervenire entro le ore 13,00 del 27.12.2010. I documenti di gara sono reperibili sul sito internet dell’Ateneo http://www.unitus.it - sezione gare di appalto e contratti. Il bando di gara è stato inviato alla G.U.U.E. in data 12.11.2010; l’avviso di correzione è stato inviato alla G.U.E.E. in data 15.11.2010. IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO Arch. Loriana Vittori

Direzione Acquisti Acquisti Rotabili e Vendita Beni e Servizi Extratraffico

Offerta con prezzo più alto. Il presente avviso di gara viene pubblicato sul profilo di committente www.gare.trenitalia.it (sezione vendite), dove, annesso allavviso medesimo, sono disponibili i modelli di Dichiarazione da allegare alla domanda di partecipazione. Roma, lì 19.11.2010

AZIENDA TERRITORIALE PER L’EDILIZIA RESIDENZIALE DELLA PROVINCIA DI TRIESTE ESTRATTO BANDO DI GARA Si comunica che l'Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale della Provincia di Trieste, con sede in Trieste, P.zza Foraggi n. 6, cap. 34139, tel. (040) 39991 - telefax (040) 390885, indice una procedura aperta ai sensi D.Lgs. 163/06, con il criterio del prezzo più basso per i lavori del PROG. ATER 680: Comprensorio AdP Santa Maria Maddalena – Comparto 1 – Trieste – Costruzione di 22 alloggi di edilizia sovvenzionata con relativi parcheggi di pertinenza - CIG 056975832C – importo contributo per i partecipanti Euro 70,00 - CUP E99C10000000000. Importi a base di gara IVA esclusa: Euro 2.399.502,67 di cui Euro 2.319.502,67 per lavori a corpo ed Euro 80.000,00 per oneri della sicurezza non soggetti a ribasso - Categoria prevalente oneri inclusi: OG1 Euro 612.063,52 - Cat. Scorp. oneri inclusi: OS3 Euro 169.780,77 - OS6 Euro 302.843,20 - OS7 Euro 288.322,02 - OS8 Euro 267.579,51 - OS21 Euro 343.988,67 - OS28 Euro 246.061,39 - OS30 Euro 168.863,59. Le imprese interessate potranno presentare l’offerta entro le ore 11.00 del giorno 21/12/2010 con le modalità indicate nel bando di gara che potrà essere ritirato presso la sede dell'Azienda durante le ore d'ufficio o sarà reperibile sul sito internet www.ater.trieste.it sezione Servizi all’utenza – Professionisti ed Aziende. Trieste, lì 18/11/2010 F.to IL DIRETTORE (avv. Giorgio Ceria)

COMUNE DI PONTEDERA Provincia di Pisa Tel. 0587-299111 - Fax 0587-53292 ESTRATTO BANDO DI GARA

L’Amministrazione comunale di Pontedera indice, mediante procedura aperta, svolta con modalità telematica, con il criterio di cui all’art. 82 comma 3 del D.Lgs. 163/2006, mediante offerta a prezzi unitari, la seguente gara di appalto: 1) “Lavori di estensione della rete fognaria In località Santa Lucia e La Borra”. - Importo a base di gara € 649.905,31 oltre a € 77.619,51 per oneri di sicurezza - Categ. Prevalente 0G6, class. III - CIG 0547685BF2. - Scadenza offerte: ore 9,00 del 21.12.2010. - Apertura offerte: ore 9,00 del 22.12.2010. - Le offerte corredate dei documenti richiesti nel bando integrale e nel disciplinare di gara, dovranno pervenire, a pena di esclusione, in formato elettronico sul sistema di acquisti telematici dei Comuni dell’Unione Valdera al seguente indirizzo web: www.negozia.datamanagement.it/unione-valdera, entro il suddetto termine. - Bando integrale è pubblicato all’Albo Pretorio e sul sito del Comune: www.comune.pontedera.pi.it/bandi, e della regione toscana/appalti/SITAT, e per estratto sulla GURI n. 133 del 17.11.2010 Pontedera, lì 23.11.2010 Il Dirigente LL.PP. (Arch. Massimo Parrini)

COMUNE DI CAPANNORI P.zza A. Moro 1 – 55012 Capannori (Lu)

Esito n. 2 procedure aperte: “Affidamento di due servizi educativi prima infanzia: Nido d’infanzia a frequenza corta antimeridiana e Centro gioco educativo pomeridiano” – Aggiudicazione Euro 76.545,00 escluso iva (ribasso 5,50%) – Partecipanti 6 Escluse 1 – Aggiudicataria: Cooperativa Sociale C.RE.A. con sede in Viareggio (Lu) P.iva 00985350461. “Affidamento del servizio educativo prima infanzia Nido d’infanzia Sebastiano Galli” – Aggiudicazione Euro 125.261,64 escluso iva (ribasso 5,50%) – Partecipanti 6 Escluse 1 – Aggiudicataria Consorzio di Cooperative Sociali So & Co con sede in Lucca P.iva 01748240460. Il Responsabile Area Legale e Gare Dott. Eugenio D’Urso

Trenitalia S.p.A. Direzione Acquisti Acquisti Rotabili e Vendita Beni e Servizi Extratraffico. www.trenitalia.it (URL): www.gare.trenitalia.it sezione Vendite

Il Responsabile Daniela Chiappini

- vendita olii esausti prodotti dalle attività industriali di Trenitalia. Possono presentare offerta le imprese in possesso delle autorizzazioni/iscrizioni dettagliate nel Bando di Gara, nel Disciplinare di Gara e nei documenti ad essi allegati per i codici CER 13 01 10 – 13 02 05 – 13 02 08. È obbligatorio effettuare i sopralluoghi negli impianti di Trenitalia rintracciabili nei documenti allegati al Disciplinare di Gara.

MAGISTE REAL ESTATE S.P.A. IN C.P. N. 20/06 LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE DEI BENI INVITO A OFFRIRE

Offerta con prezzo più alto. Il presente avviso di gara viene pubblicato sul profilo di committente www.gare.trenitalia.it (sezione vendite), dove, annesso allavviso medesimo, sono disponibili i modelli di Dichiarazione da allegare alla domanda di partecipazione. Roma, lì 19.10.2010

La Liquidazione Giudiziale dei beni ceduti ai creditori con il concordato preventivo della Magiste Real Estate S.p.A. n. 20/06, COMUNICA CHE – è stata revocata la procedura competitiva dell’8 novembre limitatamente all’immobile sito in Roma, Via Duccio di Buoninsegna n. 67/73; – è indetta nuova procedura competitiva per l’immobile sito in Roma, Via Duccio di Buoninsegna n. 67/73 al prezzo base di euro 2.945.160,00; – entro le ore 18.00 del 27 dicembre 2010 possono pervenire in busta chiusa offerte irrevocabili per l’acquisto dell’immobile descritto, presso il Notaio Silvia Teodora Masucci, Via Giovanni Pierluigi Da Palestrina n. 19, 00193 Roma (tel. 06369989 – fax 0636085790), a mezzo raccomandata a r. o consegnate a mano. L’offerta dovrà essere accompagnata da cauzione pari al 10% del prezzo offerto a mezzo assegni circolari non trasferibili intestati a “Magiste Real Estate S.p.A in c.p.” o a mezzo fideiussione bancaria a prima richiesta. Non saranno prese in considerazione offerte che non risultino pari o migliorative rispetto al prezzo base di vendita indicato.

Il Responsabile Daniela Chiappini ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Direzione Affari Contrattuali e Patrimoniali Estratto Esito Gara procedura ristretta GE 8659/2010. Pubblicato su G.U.R.I. V serie speciale n. 128 - 05/11/2010 e sul sito www.ac.infn.it/ Fornitura di prodotti e tecnologie chimiche, e servizi di assistenza tecnica per applicazione norme ambientali e prevenzione incendi dei Laboratori Nazionali di Legnaro, per la durata di tre anni. Criterio aggiudicazione: offerta economicamente più vantaggiosa. Offerte ricevute: 1. Aggiudicatario: LIMES S.r.L. Via Feltrino Nord, 40 31044 Biadene di Montebelluna (TV). Importo appalto: Euro 486.000,00 (esclusa IVA). Avviso inviato a Ufficio Pubblicazioni UE: 06/10/2010. IL DIRETTORE Dr. Dolores Federici

Prezzo base (esclusa IVA e costi acquisizione)

Roma, Via Duccio di Buoninsegna n. 67/73

Euro 2.945.160,00

Le buste saranno aperte presso lo studio del notaio incaricato alle ore 10.00 del giorno 28 dicembre 2010. In caso di presentazione di più offerte si procederà a gara informale considerando quale base d’asta l’offerta più alta. Il regolamento di procedura competitiva, il modello di proposta irrevocabile di acquisto e ulteriori informazioni potranno essere acquisite dal sito www.liquidazionegiudizialemre.it o richieste alla liquidazione giudiziale: tel. 06.80691348 - fax: 06.8074426 – e-mail: liquidazionegiudizialemre@gmail.com Le informazioni e i dati acquisiti in virtù della procedura saranno trattati in conformità alla vigente normativa sulla privacy. I LIQUIDATORI GIUDIZIALI Prof. Salvatore Sarcone

Dott. Francesco Rossi

E S I TO D I G AR A

Immobile:

Avv. Vincenzo Mascolo

SERVIZIO SANITARIO REGIONE TOSCANA

FORNITURA SERVIZI PER LO SVILUPPO, EVOLUZIONE E GESTIONE DEL SISTEMA DI CONSERVAZIONE DOCUMENTALE DEL POLO ARCHIVISTICO REGIONALE (PARER) Ente Appaltante: INTERCENT-ER - Agenzia regionale per lo sviluppo dei mercati telematici - Regione Emilia-Romagna - Viale Aldo Moro n. 38 – 40127 Bologna – Tel. 051/5273082 - Fax 051/5273084 - e-mail: intercenter@regione.emilia-romagna.it; sito internet http://www.intercent.it. Oggetto della gara: Procedura aperta per la fornitura di servizi per lo sviluppo, evoluzione e gestione del sistema di conservazione documentale del Polo archivistico regionale (PARER). Data di aggiudicazione: 8 ottobre 2010. Aggiudicatario: costituendo RTI Engineering Ingegneria Informatica S.p.A. di Roma (mandataria) e HSPI S.p.A. di Bologna (mandante). Importo di aggiudicazione: Euro 750.000,00 IVA esclusa. L’esito integrale è pubblicato su GURI – V serie speciale - n. 134 del 19/11/2010. Il Direttore di Intercent-ER: (Dott.ssa Anna Fiorenza)


la Repubblica

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LA SCIENZA R2MONDO

MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010

PER SAPERNE DI PIÙ royalsociety.org www.guardian.co.uk

Per secoli la Royal Society ha escluso le studiose Adesso un libro racconta le invenzioni al femminile

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I casi CAROLINE HERSCHEL Astronoma e matematica, a fine ’700 fu la prima donna a scoprire una cometa

Dall’astronomia alla matematica Londra riscopre le donne scienziate

ADA LOVELACE Figlia di Lord Byron, fu autrice di un algoritmo considerato il primo programma per computer

MARIE CURIE

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE ENRICO FRANCESCHINI LONDRA ondata nel 1660 per discutere le idee del filosofo Francis Bacon, la Royal Society non è solo l’accademia delle scienze inglese e una delle confraternite di scienziati più antiche e prestigiose del mondo: è anche, e soprattutto, il simbolo della scienza intesa come progresso umano, come costante avanzamento della società in cui viviamo. Ma c’è un campo in

F

In età vittoriana i colleghi uomini facevano di tutto per sminuirne il valore cui l’illustre istituto londinese è avanzato poco, tardi e male per gran parte della sua storia: quello della parità dei sessi. La lista dei suoi cervelloni, da Isaac Newton in poi, è un elenco maschile, come se fossero stati soltanto gli uomini a scrivere la storia delle scoperte e della sperimentazione. Solo nel 1945, in effetti, la Royal Society ha emendato le proprie norme ammettendo le donne fra i soci (prima fece un’eccezione per la regina Vittoria, nominata membro onorario). E perfino oggi, nelle celebrazioni per il 350esimo an-

niversario della sua fondazione, fra i tanti seminari, mostre e pubblicazioni che hanno festeggiato l’evento, risaltava una vistosa assenza: quella delle scienziate, sebbene ora nelle sue file ce ne siano sessanta su 1200 membri, tra cui l’italiana Rita Levi Montalcini. Non si tratta di semplice dimenticanza o indifferenza. Uno storico inglese, Richard Holmes, il primo a ottenere libero accesso agli archivi della Royal Society, ha portato alla luce una politica di deliberata discriminazione nei confronti delle donne e di occultamento del loro ruolo. C’erano anche delle scienziate, studiose di matematica, astronomia, botanica e altre discipline, nell’era del grande progresso scientifico: ma i loro colleghi uomini, a dispetto dell’ambiente illuminato dell’accademia delle scienze, facevano di tutto per sminuirne il valore e tenerle nascoste. Giunge dunque come atto riparatore il libro di Holmes, The lost women of Victorian science (Le donne dimenticate della scienza vittoriana), pubblicato in questi giorni in Gran Bretagna. Nell’Inghilterra vittoriana, il concetto di donne impegnate nella ricerca scientifica veniva regolarmente ridicolizzato, scrive l’autore. Un famoso studioso del tempo, il naturalista Thomas Henry Huxley, soprannominato “il bulldog di Darwin”, così scriveva nel 1860 a un collega geologo: «I cinque sesti delle donne si fermano allo stato evolutivo del-

le bambole, degradando qualsiasi cosa in cui si intrufolano». Gli unici settori in cui veniva tollerata la loro presenza erano la geologia e la botanica, sebbene quest’ultima fosse giudicata dai puritani moralmente pericolosa, a causa dell’esame degli apparati sessuali delle piante. Molti scienziati, ha appurato Holmes frugando negli archivi, condividevano il luogo comune secondo cui il cervello femminile sarebbe “fisiologicamente inadatto” al lavoro scientifico, alle procedure di laboratorio, alla matematica. In realtà era adatto, eccome. Da Caroline Herschel, l’astronoma scopritrice di comete, ad Ada Lovelace, la matematica autrice dell’algoritmo poi considerato il primo “programma per computer”, da Anna Barbauld, la chimica che notando le reazioni ai test di laboratorio scrisse il primo trattato sui diritti degli animali, a

Nonostante i due premi Nobel (per la fisica e la chimica) nel 1911 fu respinta dall’Académie des Sciences

ROSALIND FRANKLIN Fu la vera scopritrice della morfologia del Dna, ma il merito andò tutto a Crick e a Watson

Jane Marcet, autrice dei primi manuali scolastici per popolarizzare la chimica e la botanica, da Mary Sommerville, che coniò il temine “scienziato”, a Margaret Cavendish, autrice del primo racconto di fantascienza, le donne diedero un contributo fondamentale allo sviluppo della scienza, afferma il libro-

denuncia dello storico. Un contributo riassumibile nelle parole dell’astronoma Maria Mitchell: «Anche la scienza ha bisogno di immaginazione. In essa non c’è solo matematica e logica, ma pure bellezza e poesia». Un uomo, da solo, non ci sarebbe mai arrivato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’intervista

“Ci hanno sempre discriminato ma le cose possono cambiare” ALESSANDRA ROTA ROMA ide l’astrofisica Margherita Hack alla domanda: secondo lei le donne scienziate sono state discriminate nei confronti degli uomini? «Il razzismo culturale è di antica data, e la Royal Society of London non è altro che una delle tante istituzioni scientifiche che per secoli ha tenuto fuori le signore. Che hanno sempre lavorato per il successo dei maschi». Per esempio? «Lise Meitner, discriminata prima per il sesso e poi per la razza. Era già una fisica famosa nel 1906 a Berlino ma doveva lavorare in uno scantinato perché alle donne non era concesso l’ingresso ai laboratori. Con il chimico Otto Hahn scoprì il meccanismo della fissione nucleare, ma il merito fu soprattutto di Lise. Solo che non le venne mai riconosciuto, a prescindere dal suo essere ebrea. Hahn prese il Nobel nel’44, lei abbandonò la ricerca scientifica. Voglio citare anche il caso di Jocelyn Bell Burnell che scoprì la prima pulsar ma il Nobel lo hanno dato al suo capo Antony Hewish nel 1974, che non l’ha nemmeno nominata». Che succede oggi? «Siamo ancora indietro, le ricercatrici sono il 50 per cento, ma i rettori donna non arrivano al 10 per cento. Però adesso dipende da noi: gli strumenti per combattere la supremazia maschile ci sono».

R ASTROFISICA Margherita Hack ha diretto l’Osservatorio astronomico di Trieste

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Margherita Hack: nel passato ci sono tanti esempi, adesso dipende da noi

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JOCELYN BELL Scoprì la prima pulsar con Antony Hewish, ma il Nobel per la fisica (nel 1974) fu assegnato soltanto a lui


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CULTURA

MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010

Si chiama “Roadkill” e in Germania è stato un successo, tra copie vendute e accuse di plagio. Ora il libro della giovane Helene Hegemann esce in Italia. È il ritratto di una generazione a cui manca lo stile Bret Easton Ellis

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NOI RAGAZZI DEL LOFT DI

BERLINO

SESSO, DROGA E GLAMOUR: IL BESTSELLER TEDESCO DI UNA ADOLESCENTE BENEDETTA TOBAGI oadkill” sono gli animali spiaccicati dalle macchine sull’autostrada e chi si sente inutile, rifiutato. «Scrivi come un animale asfaltato», dice il fratellastro Edmond a Mifti, l’adolescente voce narrante di questo perturbante romanzo d’esordio (Einaudi Stile Libero, traduzione di Isabella Amico Di Meane, pagg. 210, euro 17,50) scritto dalla 17enne tedesca Helene Hegemann, figlia di un noto drammaturgo, che in Germania ha scalato le classifiche vendendo mezzo milione di copie e diventando un caso. Mifti, 16 anni, è figlia della Berlino radical-chic ricca, colta, modaiola. Abita coi fratelli nel Mitte, il centro storico, oggi fulcro della vita mondana della capitale, sfondo di giorni fumosi tra divani e youtube e notti di

“R

L’obiettivo è quello di sfuggire alla noia e al vuoto stordendosi E gli adulti preferiscono non vedere feste tra sesso estremo e droghe chimiche. Dagli antieroi di Meno di zero fino a Luminaldella Santacroce, cambiano le droghe e le griffes, ma sembra l’ennesimo libro-scandalo «cattivo, forte e un po’ gratuito» (come Aldo Nove sintetizzò ironicamente il pulp) per raccontare un disagio giovanile sempre più incomprensibile. Perché allora un successo simile? Naturale, ma fuorviante, l’accostamento con i ragazzi dello zoo di Berlino. La denuncia sociale latita, non resta nemmeno la disperazione: è tutto cool, fico. La tv è onnipresente e in esergo al primo capitolo troviamo il motto di PRO7, noto canale tedesco per giovanissimi: We love to entertain you, ci piace divertirvi. Proprio col tono di chi vuole intrattenere, Mifti-Hegemann ci cala in un girone infernale “brillantini-sporcizia-paillettes” senza tempo, senza orizzonte, senza adulti (i pochi che compaiono sono immaturi, inetti, grotteschi o perversi). Unico obiettivo: stordirsi per sfuggire alla noia e al vuoto. O a qualcosa di molto peggio: Mifti è segnata da terribili abusi, fisici e psicologici, da parte di una madre alcolizzata e psicopatica, morta quando aveva 13 anni. Ma la sua disperazione profonda, la rabbia, le abitudini autodistruttive, i deliri, si perdono nel rumore di fondo delle “situazioni da

dance floor”: è solo un fenomeno diverso, nuovo, suscita curiosità. È freak, dunque: cool. Da principio può irritare, questo io narrante intelligente ma pretenzioso, che smuove la pietà e poi vira verso il sarcasmo e si affanna per scioccare a ogni costo. Poi subentra l’impressione di ascoltare una personalità borderline: seduttiva e insopportabile, fragilissima e crudele. Il dolore che comunica è a tratti insopportabile. Le descrizioni fredde e depersonalizzate di rapporti sessuali al limite dello stupro come di semplici baci risultano strazianti: restituiscono il senso del corpo dei soggetti abusati. Ma a un passo dal collasso emotivo o dal delirio, Mifti spezza la tensione con un’osservazione futile e dissacrante, spesso sull’aspetto fisico o sulla moda, cui la protagonista riserva un’attenzione degna dell’American Psycho Patrick Bateman (l’autrice dà il meglio di sé in certi scambi fulminanti a metà tra lo snuff movie e le didascalie di Vogue). Sulla giostra infernale del cool niente importa, non si sente nulla, non importa nulla a nessuno. Le emozioni sono anestetizzate, l’ironia atroce è specchio della confusione morale in cui galleggiano Mifti e chi la circonda. L’orrore e il tragico non sono più tali nello sguardo indifferente di una tribù

SUL “VENERDÌ” Sul prossimo numero del “Venerdì” intervista alla Hegemann (nella foto grande) su “Roadkill” (Einaudi Stile Libero)

I precedenti CHRISTIANE F. “Noi ragazzi dello zoo di Berlino”, uscito nel ’79, raccontava gli adolescenti tedeschi alle prese con droga e prostituzione attraverso la voce di una di loro

“AMERICAN PSYCHO” Sesso, droga e giovani yuppie nel romanzo del 1991 di Bret Easton Ellis con protagonista Patrick Bateman, torturatore e omicida

di spettatori narcisi e annoiati. Resta solo il cool. Il romanzo monta materiali eterogenei (email, sms, dialoghi) con mediazione letteraria ridotta e scarti veloci e incongrui come lo zapping televisivo, la realtà si mescola a visioni imbevute dell’estetica dei videogame: ne risulta una sorta di diario d’immediatezza sconcertante. Il pregio della scrittura sta soprattutto nella ricchezza di immagini e invenzioni linguistiche. Ma la trama è esile, come l’evoluzione del personaggio. La giovanissima Hegemann non governa bene il magma del disagio psichico. Non rende l’esperienza abissale della psicosi come Sarah Kane; manca la glaciale padronanza dello stile e della struttura di Bret Easton Ellis. Ma la dimensione psicopatologica è essenziale. Mifti urla di dolore dal fondo un’“età di psicopatia”. Lei e i coetanei sono il prodotto di una società perversa, di cui la madre-carnefice pare una metafora estrema. Il titolo originale, Axolotl roadkill, è illuminante. La bestiola “asfaltata” è una delle creature più bizzarre del regno animale, una salamandra dei laghi messicani che anziché temprarsi nel fuoco passa tutta la vita allo stadio di larva, che Mifti porta in giro in un sacchettino di plastica invece dei pesci rossi. L’axolotl è il totem di un mondo di eterni adolescenti in cui

Il caso

IL ROMANZO DI TIM BURTON DA CONTINUARE SU TWITTER ROMA — «Stainboy, per la sua evidente abilità, fu chiamato a investigare sulla misteriosa sostanza brillante sul pavimento della galleria». Inizia così il racconto che Tim Burton chiama a completare il popolo del web battezzando un nuovo modo di fare letteratura. Per l’occasione il regista-scrittore ha rispolverato Stainboy, un personaggio che aveva creato una decina di anni fa per una serie di piccole storie animate. L’incipit è stato postato dal regista-scrittore su Twitter, e al sito di messaggi veloci dovranno essere mandati i possibili seguiti che ciascuno vorrà proporre. Ogni seguito non dovrà essere più lungo di 127 battute. Fra tutti i messaggi che arriveranno lo stesso Burton sceglierà quelli che andranno a proseguire la narrazione e appariranno sulla pagina di Twitter dedicata al racconto. Ci sarà tempo fino al 6 dicembre per completare il primo tweet-book. Aldo Lastella © RIPRODUZIONE RISERVATA

i ragazzini veri e propri sono vittime predestinate che marciscono prima di crescere. Gli adulti hanno plasmato l’inferno di Mifti, ma sfuggono ogni responsabilità. Non vogliono guardarli, questi figli “mostruosi”, specchio del loro fallimento; non ne sopportano lo sguardo. Nelle parole della madre: «nel tuo ghigno vedo il peccato, voglio vederti sparire, non sei più una bambina ma un’immagine del diavolo. Sei uno schifo che si può cancellare soltanto con il silenzio». Il romanzo è stato osannato come “a sensation”. Dietro il clamoroso successo di pubblico, come nel romanzo, si spalanca la voragine del cool: quanti sentono il dolore e hanno gli strumenti per decodificarlo, e quanti, invece,

È un libro figlio della società dello spettacolo: che omogeneizza tutto all’intrattenimento l’hanno letto come l’ultima provocazione? Prevale la denuncia o il voyeurismo? Quanti lettori somigliano ai conoscenti di Mifti, attratti con curiosità quasi pedopornografica dalla ragazzina che scrive senza pudore di droghe e sesso hardcore? Mifti viene invitata a sparire mentre a Hegemann è offerto il centro del palcoscenico: ma sembrano due facce della stessa medaglia. La società dello spettacolo è capace di omogeneizzare tutto all’intrattenimento. Nel dare voce a un’adolescente che denuncia, la usa e la cannibalizza. Anche se Hegemann appare ben avviata sulla strada della cooptazione entro il sistema perverso contro cui Mifti urla disperata. Il romanzo è stato al centro di una caso clamoroso di plagio (l’edizione italiana riporta in un’ampia appendice le frasi copiate con indicazione della fonte). Scoperta, si è difesa con spregiudicatezza, presentandosi come l’esponente di una generazione d’autori nuova che lavora sulla mescolanza di materiali diversi e invocando l’autenticità contro l’originalità (del vecchio sistema, però, non rigetta i diritti d’autore): cannibalismo letterario, insomma. Questo romanzo, unitamente al caso che ha scatenato, è una finestra spalancata sul baratro. © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010

CULTURA R2CULTURA

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“Italia”, l’ultimo romanzo di Marco Lodoli che ha per protagonista una governante

Ecco l’autobiografia dello scrittore inglese dal titolo “Una vita come le altre”

LA VIRTÙ DOMESTICA DI OSSERVARE IL MONDO

Alan

LOREDANA LIPPERINI egli angeli di Wim Wenders osservavano gli umani dalle chiese di Charlottenburg, quelli di Marco Lodoli si mescolano a loro. Sono angeli umili, in grembiule celeste. Angeli che vigilano sugli uomini e le donne addormentati e che si alzano alle prime luci dell’alba per ascoltare il suono della casa e renderla accogliente e viva per chi la abita. Nel romanzo Italia (Einaudi, pagg.104, euro 15), la protagonista reca il nome — niente affatto casuale — del titolo. Poco sappiamo di lei, se non che è stata allevata per vent’anni in un Istituto che ha le sembianze, e i corridoi, e le sale, di un orfanotrofio, ma che si intuisce essere qualcosa di diverso. Perché ogni ragazza che esce da quel luogo è destinata a servire e accudire una famiglia, fino alla fine. A Italia toccano in sorte i Marziali. Sono cinque: un padre che ha fatto parte della Repubblica Sociale Italiana, fa l’ingegnere e tenta un’infelice sortita politica e una madre spaventata che non esce quasi mai di casa e trascorre i pomeriggi cercando risposte nei solitari. I tre figli crescono sognanIL LIBRO “Italia” do: l’utopia di Marianna è l’amore, di Marco che si consumerà in una raffica di Lodoli storie brevi e infelici, quella di Tan(Einaudi credi è la rabbia, quella di Giovanni pagg. 106 è l’arte. Non ci sono altri: i Marziali euro 15) vivono chiusi dentro il proprio abbraccio, lasciando che il mondo scorra senza toccarli, finché è possibile. E non lo è, non a lungo. Quando Italia entra in famiglia, il paese è quello che esce dagli anni Sessanta: nei salotti ci sono le bomboniere nica, la signora scopre i tranquillanti. d’argento e in televisione c’è Tribu- Italia non può salvare nessuno: all’Ina politica. Ma il tempo rotola via in stituto le hanno insegnato a intervenire poco, o meglio ancora niente. “Bisogna lasciar scorrere la vita, che sa dove andare, come stagnare, come Il suo sguardo accompagna un rifluire”, le han detto: può solo osserPaese che esce dagli anni Sessanta vare, cercare di confortare i suoi cari ed entra in quelli di piombo dalle delusioni, dalla vecchiaia, nella E la sua filosofia è quella di chi morte. Quando i due genitori sono stati sepolti, e i figli sono ormai altrosa di non poter salvare nessuno ve, Italia può tornare nel luogo in cui è stata istruita, e ricevere un altro foun soffio, e mentre Italia cucina e sti- glio con un indirizzo scritto a matita ra, un giudice viene ucciso proprio e il nome di una nuova famiglia, risotto la bella casa dei Marziali, Ma- pensando con nostalgia a “quella rianna rimane incinta, Tancredi fre- strana ingiustizia che è la vita umaquenta gruppi di estrema destra, na”. Giovanni pubblica un libro a pagaE nostalgia è il sentimento che tramento, e il peso del fallimento pela in ogni pagina del romanzo: schiaccia silenziosamente la fami- Lodoli ha il merito di affrontare il teglia. “Ogni insuccesso è una vergo- ma della famiglia, ultimamente gna di cui si è totalmente responsa- esploratissimo dagli scrittori, evibili”, riflette il padre, cercando erro- tando autocompiacimenti e deliri in quell’educazione che avrebbe neando solo per accenni la vicenda dovuto garantire “un futuro in pri- storica che fa da sfondo. Quel che gli ma classe”. è caro, infatti, è il racconto dell’ineInvece, sarà un futuro molto meno luttabilità con cui l’esistenza corre e radioso: Marianna si sposa con un sfiorisce. Di qui, la necessità di ractossicodipendente, Tancredi è co- contarla senza sbavature, e con rara stretto a lasciare il paese, Giovanni fa pietà. scena muta in un’intervista radiofo© RIPRODUZIONE RISERVATA

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BENNETT “Racconto la mia famiglia vorrei che tutti ascoltassero le storie degli anziani”

ENRICO FRANCESCHINI LONDRA lan Bennett, lei oggi è considerato il più fine scrittore umorista inglese, eppure questo suo ultimo libro, Una vita come le altre, non racconta una storia particolarmente allegra, o sbaglio? «Be’, è la storia della mia famiglia, una storia a volte malinconica ma per molti aspetti comica. A me veniva anche da ridere, ricordandola e scrivendola». Però, rovesciando quella celebre commedia sentimentale inglese di alcuni anni or sono, avrebbe anche potuto intitolarla Quattro funerali e un matrimonio. «Ah, questo sì che sarebbe stato un titolo divertente! Non ci avevo pensato, sa? Eppure in effetti è proprio così: racconta il matrimonio dei miei genitori, ma anche i loro funerali e quelli di due mie care zie. Ora, un funerale può non sembrare l’argomento più adatto a una vena umoristica. E tuttavia Evelyn Waugh, nel Caro estinto, ha dimostrato che è possibile». Il suo scopo in questo caso era IL LIBRO “Una vita far ridere, far piangere, o tutte e come due le cose? le altre” di «Era ricordare una piccola viAlan Bennett cenda, la mia e quella della mia (Adelphi famiglia, che forse può avere un traduzione di significato per i lettori che si ricoMariagrazia noscono nella vita familiare degli Gini anni Cinquanta e Sessanta, e per pagg. 208 i più giovani che, non conosceneuro 17) dola, possono esserne incuriositi». Un critico inglese ha scritto che è un libro contro i mali della “Non rimpiango vecchiaia. gli anni ’50, pieni «In parte, ma non è un libro contro la vecchiaia. Casomai di tabù, ma sarebbe contro l’atteggiamento discrimi- bello tornare alla natorio che sorge spesso verso i Venezia del 1957” più anziani. Mio padre morì relativamente giovane e in fretta. Mia madre invece si è spenta poco a un carattere istrionico, buffo, acpoco, con una lenta malattia, che cattivante. Valeva la pena ascolne ha minato gradualmente lo tarla, e questo dovrebbe valere stato mentale. Però, finché le è per tutti gli anziani. Lo dico, natufunzionato il cervello, anche ralmente, perché adesso sono quando di anni ne aveva tanti, era anziano anch’io, e vorrei essere

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ascoltato, specie dai giovani». Trova che gli anziani non ricevano sufficiente rispetto, nella società odierna? «Dipende: qui abbiamo una regina 84enne e un principe consorte che ha quasi 90 anni, nessuno si sognerebbe di non rispettarli, almeno in pubblico. Ma ci sono paesi in cui, secondo me, gli anziani sono trattati con più amore che in Inghilterra: per esempio in Italia. Forse perché da voi è anco-

Il direttore Irina Bukova: ora andranno i nostri ispettori e Roma deve prendere dei provvedimenti

POMPEI, L’ACCUSA DELL’UNESCO “COLPA DELLE AUTORITÀ ITALIANE” ANAIS GINORI ROMA uello che è successo a Pompei rappresenta per tutti una tragedia». Il direttore generale dell’Unesco, Irina Bokova, arriva nella capitale per una serie di incontri istituzionali ma la prima cosa che deve affrontare è il crollo della Casa dei Gladiatori. L’Unesco, annuncia, interverrà per garantire la tutela del sito archeologico, classificato dal 1997 come Patrimonio mondiale dell’Umanità. «La responsabilità ricade in primo luogo sulle autorità italiane», ammette senza mezze misure l’ex ambasciatrice bulgara, 58 anni, eletta un anno fa, dopo un’aspra battaglia diplomatica, alla guida dell’organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura. «Ma noi non vogliamo chiamarci fuori. Abbiamo

«Q

proposto al governo massima collaborazione: spenderemo su Pompei le nostre energie migliori». Dopo le polemiche, è tempo di agire. Già nei prossimi giorni, gli esperti dell’Unesco saranno in Campania. Non soltanto per constatare i danni alla Casa dei Gladiatori ma per verificare eventuali rischi per altri reperti. Gli ispettori hanno infatti il compito di stilare un raffronto con le condizioni documentate tredici anni fa, segnalando quindi casi di degrado nella zona archeologica. «È una ricognizione al quale seguirà un rapporto», precisa Giovanni Puglisi, presidente della Commissione italiana dell’Unesco. Sulla base di questa nuova indagine, il Comitato dell’organismo potrà valutare se inserire o meno Pompei nella famigerata lista rossa dei siti patrimonio dell’umanità in pericolo, cosa finora mai avvenuta in Italia. Il nostro paese detiene il più alto numero di siti ri-


la Repubblica

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MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010

“I miei genitori non sognavano di finire in prima pagina: erano contenti di quel che avevano”

PER SAPERNE DI PIÙ www.adelphi.it www.einaudi.it

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L’anticipazione/Un brano dell’autore dedicato alla passione per alcuni oggetti

COME RIBELLARSI AL GUSTO ORDINARIO ALAN BENNETT

Alan Bennett in un disegno di Tullio Pericoli

diviso, pur avendo un fratello maggiore. Forse solo in quel momento diventi davvero adulto». Lei ci tornerebbe volentieri negli anni Cinquanta? «Direi di no. Erano anni carichi di pregiudizi e tabù. Però non mi dispiacerebbe tornare alla Venezia del 1957, quando ci andai per la prima volta: era meravigliosa, ancora poco invasa di turisti, silenziosa e magica». E del presente cosa dice? Era un laburista molto critico verso Blair, per la guerra in Iraq. Che pensa del suo successore David Cameron? «È presto per giudicarlo, governa da sei mesi. Però dietro i suoi bei discorsi sulla Grande Società solidaristica intravedo il vecchio progetto dei Tories di smantellare il welfare state». Si dice che Cameron abbia riportato in auge le buone maniere: dice sempre “thank you” e “please”, a differenza di Gordon Brown che urlava e insultava tutti. «Tendo a dubitare di un ritorno delle buone maniere. In tempi grami si diventa tutti più sgarbati. E della gentilezza dei politici, il cui mestiere spesso è fregare il prossimo, non mi fiderei troppo. Per me, buone maniere significa mettersi nei panni degli altri, ossia rispettare il punto di vista, le esigenze, i problemi altrui. Non conosco molti politici, o non politici, che lo facciano». Chi ha buone maniere, allora,

“Ci sono Paesi che trattano la vecchiaia con più amore rispetto all’Inghilterra”

ra forte il senso della famiglia, mentre la nostra società si è da tempo americanizzata e ognuno è lasciato a cavarsela da solo». Un altro critico inglese nota che questo suo libro esalta la dignità delle vite anonime, delle esistenze di poco conto. «I miei genitori erano persone così. Non pensavano di valere molto, ma non se ne dolevano. Non avevano grandi aspettative. Non sarebbero mai voluti finire

in prima pagina. Oggi si pensa che, se uno non ha 15 minuti di fama, magari in tivù, è come se non esistesse. Se c’è un aspetto di cui essere nostalgici, riguardo al passato, è questa capacità di essere contenti anche restando ai margini, senza bisogno di dare nell’occhio». Questo è anche un libro sulla perdita dei genitori. Uno scrittore e grande giornalista italiano, Giorgio Bocca, ha scritto: quando muore tua madre, capisci che il più vecchio sei tu. «È una sensazione che ho con-

nella società d’oggi? Mica i giornalisti, per caso? «La Bbc, perlomeno nei notiziari, è un modello di educazione e rispetto delle opinioni altrui. Per trovare gente così beneducata, fuori dal video, bisogna andare in provincia oppure venire a Primrose Hill, il mio quartiere londinese, in cui tutti si conoscono, gli sconosciuti salutano con un “good morning” e i ragazzini aiutano le vecchiette ad attraversare la strada. Ha l’atmosfera di un villaggio, non di una capitale, e ci sto bene per questo». © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL CROLLO La Casa dei Gladiatori crollata agli scavi di Pompei lo scorso 6 novembre

conosciuti dall’organizzazione. «Capisco la difficoltà della tutela per un patrimonio ricco come il vostro — commenta Bokova — e penso anche che lo Stato dovrebbe appoggiarsi di più al settore privato per quanto concerne la gestione e la promozione dei siti». Un eventuale pronunciamento del Comitato dell’Unesco, che denunci l’incuria nel sito archeologico, non è comunque atteso a breve. La priorità, infatti, è collaborare con le autorità italiane per evitare

nuovi danni. L’organismo Onu ha proposto di fornire i suoi mezzi e la sua esperienza per scongiurare il peggio. «Pompei forse non rischia ancora di finire in questa lista di siti in pericolo — cerca di tranquillizzare Bokova — ma è chiaro che l’Italia deve dimostrare di voler prendere provvedimenti immediati». Il direttore generale dell’Unesco, che ieri ha incontrato anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha lanciato un allarme sui tagli alla cultura in Europa e che toccano fortemente anche l’Italia. «Purtroppo la crisi economica sta penalizzando i fondi pubblici per questo settore», ha commentato Bokova. «Bisogna cambiare prospettiva. Non parlare più di spesa, ma di investimenti in un’industria che può essere produttiva tanto quanto le altre. Promuovere la cultura è un modo di garantire lo sviluppo e la modernizzazione del vostro paese». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Anticipiamo un brano dal nuovo libro di Bennett, “Una vita come le altre” (Adelphi, traduzione di Mariagrazia Gini) a nostra famiglia non era migliore o peggiore di quelle del vicinato, eppure per molti aspetti, banali ma non per questo meno importanti, non riuscivamo mai a essere come gli altri. D’altra parte, un’eventuale foto del matrimonio dei miei sarebbe probabilmente finita vittima del precoce interesse di mamma per l’antiquariato. Oggetti come il portafrutta di vetro, i sottopiatti di sughero e il calendario con la data scritta su due cubetti di legno furono gradualmente epurati. Erano spesso regali di nozze, ma negli anni Quaranta furono relegati uno dopo l’altro in soffitta e sostituiti dalle prime acquisizioni sperimentali di mia madre dai rigattieri: un candeliere d’ottone comperato a Ripon per 8 scellini e 6 penny; un fermaporta di vetro verde; una brocca di ceramica a lustro, sbeccata. A mamma va dato atto di non essersi tuffata sulla statuina di dama con cane o, peggio, sul bimbetto col grembiule pieno di ciliegie che spesso la affiancava. Lei dichiarò senza esitazioni che quei due oggetti erano «ordinari» e oggi rimarrebbe mortificata se li vedesse sulle bancarelle, ricercati quanto le ceramiche a lustro e i candelieri. L’interesse di mia madre per i vecchi objets trouvés era genuino, ma per lei fare quegli acquisti significava anche rivendicare un suo diritto alla raffinatezza. Difficile dire da dove venisse questo suo bisogno: forse dalle riviste femminili, e soprattutto dalla rubrica di Beverley Nichols su «Woman’s Own». Ma era in LA FOTOGRAFIA parte un fatto istintivo, se non innato. Per Alan Bennett (sulla destra) esempio lei sapeva, senza averlo letto da nes- con i suoi genitori, “tra le calendule suna parte, che la nostra vecchia cucina era nel giardino di nonna, Gilpin Place, più bella, che aveva più «carattere» dei focola- 1947” (la foto è tratta dal libro ri piastrellati che tutti consideravano il massi- “Una vita come le altre”) mo della sciccheria. Sapeva che il vaso d’ottone dove riponevamo i ferri da camino era più statuine di dame con cane, bambini con cilieelegante del cavaliere di ceramica che faceva gie e innumerevoli altri ammennicoli per la cala guardia ai caminetti dei vicini, brandendo sa e la persona. Il contrario di «ordinario» non è «insolito», pinze e attizzatoio. Oggi la sua fede negli oggetti che simboleg- anzi sicuramente ostentare qualcosa di insogiavano una vita migliore mi sembra dispera- lito rientra nell’essere ordinari: vedi per esemta e anche commovente. Non potrebbe essere pio la chioma biondo platino e la pelliccia di definita un hobby, perché non fu mai abba- leopardo di Miss Fairey, la commessa della farstanza sistematica, anche se quando setaccio macia di Armley Moor Top, oppure, vent’anni i mobili di casa a volte mi imbatto ancora in dopo, la Jaguar bianca con cui i genitori di Russell Harty1 venivano a trovarlo a Oxford. uno dei tanti quadernetti che iniziava. Quindi lo sfoggio (di qualsiasi cosa) e lo sciaEcco vaporosi disegni di spalliere di sedie «Sheraton» o «Hepplewhite», elenchi di mar- lacquo indiscriminato di denaro erano ordichi di ceramiche copiati dai libri della biblio- nari, ma anche la mancanza totale di ambizioteca, alcune pagine vuote e un altro elenco, ni o il vivere nel degrado pur sprecando soldi «Musiche che mi piacciono»: la Polonaise di nel gioco e nell’alcol. Un cane poteva essere ordinario – un barChopin in La maggiore, la Sinfonia italiana di Mendelssohn, The Dream of Olwen, tutto pie- boncino tutto scolpito –, ma un gatto raramente; colori come il rosso (su una casa) e il no di errori di ortografia. Adesso che vanno in onda tanti programmi violetto (praticamente ovunque). «Che tende dedicati alle «cose di una volta» e i classici più ordinarie» osservava spesso mamma dal piaorecchiabili fanno da sottofondo alle chiac- no superiore di un autobus; dovevano sempre chiere di DJ che non sanno neanche pronun- andare di sopra perché papà fumava, senza ciare il nome dei compositori, queste aspira- contare che quella era la tribuna da dove comzioni di una signora piccolo borghese passe- mentare a ruota libera la scena sociale. «Tenrebbero inosservate. Invece nella Leeds del de arancioni! Dio mio, non le vorrei nemmeno 1946 erano innovative, se non eccentriche, soprattutto perché poco intonate al nostro stile di vita. In fondo abitavamo sopra una macel- “Dal fermaporte di vetro leria, in una casa dove il salotto dava diretta- alla brocca, mia madre mente in strada e dove le piccole trouvaille di mamma affogavano periodicamente nel feto- vedeva nelle “cose” re del grasso lavorato in cantina. I suoi acqui- un modo per rivendicare sti non valevano granché: le statuine Stafford- il diritto alla raffinatezza” shire erano rigorosamente crepate, la sedia «Sheraton» una copia fatta il giorno prima e la statuina Rockingham dell’uomo col turbante se mi pagassero. E guarda quello lì col cappote la pipa aveva una mano mozza (mamma gli to di cammello. Sembra un allibratore». I caaveva messo un’improbabile protesi, una spe- pelli erano zona di pericolo: se papà se li tacie di manopola di plastilina). gliava troppo corti era «veramente ordinario »; Eppure i suoi pezzi d’antiquariato, toccanti e che dire dei caffè, specialmente quelli dove nella loro inadeguatezza, non erano un tenta- facevano molta roba fritta ma non servivano i tivo di ascesa sociale. Lei avrebbe detto che le toasted teacakes. Oggi le tute di acetato finipiacevano le «cose vecchie» perché erano «di rebbero sicuramente sotto la mannaia di mia classe», ma in realtà non pensava alle classi. madre, o anche il bere una lattina camminanNel suo vocabolario, «di classe» era solo l’op- do per strada. E se dovessimo dire che cosa c’è posto di «ordinario». Era questo il nocciolo che non va in Inghilterra da vent’anni a questa della questione: la vera, unica idea che guida- parte, be’... è che è diventata più «ordinaria». va il comportamento dei miei genitori e defiQueste attente valutazioni i miei genitori le niva il loro posto nel mondo era quella di non facevano sempre in privato. Erano troppo inessere (o non essere considerati) ordinari. sicuri per credere che le loro opinioni fossero «Ordinario» non è facile da definire. Nella degne di essere diffuse o semplicemente consua accezione più semplice significa comune, divise con qualcuno, figuriamoci poi accettavolgare, ma può anche implicare un disprezzo te. Questa prudenza contribuiva a rafforzare più sottile e diversificato, o comunque nella l’idea che noi eravamo una famiglia sui genenostra famiglia lo implicava. «Ordinarie» era- ris; diversa, per così dire. Vivaci e persino no le cose più disparate: i tatuaggi, le porte di- chiassosi al sicuro fra le mura di casa, fuori dal pinte di rosso, i guanti gialli, i cardigan coi pro- loro territorio mamma e papà erano ritrosi, fafili a contrasto, tutte voci di una lista nera che cilmente intimiditi. andava dalle pellicce di leopardo finte ai capelli tinti (di biondo), dai pantaloni casual ai © 2009 Forelake ltd. mobili bar, passando per le già menzionate © 2010 Adelphi Edizioni S.p.a. Milano

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la Repubblica

SPETTACOLI

MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010

&TELEVISIONE

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Arriva dopo due anni dal Sundance Festival e uno dall’uscita americana il super premiato film di Lee Daniels sulla ragazza nera, obesa, ignorante e abusata dal padre che si riscatta grazie alla scuola DA OSCAR Gabourney Sidibe è Precious nel film di Lee Daniels, premiato con due Oscar, per sceneggiatura e attrice non protagonista

Storia di una NATALIA ASPESI l riparo dal non essere del tutto simili a Precious, ci si può lasciare andare ai lacrimoni serenamente, dalla prima all’ultima scena del film che fa sembrare ultrafortunati tutti gli altri adolescenti cineletterari perseguitati dalla sorte matrigna. A sedici anni Precious, la protagonista del film (e del libro), intitolati col suo nome, è: nerissima, bruttissima, obesa, superando i 170 chili; da quando aveva 3 anni il padre ne ha abusato, da lui a 12 anni ha avuto una bimba con la sindrome di Down e adesso è nuovamente incinta; è analfabeta, vive con una madre sempre distesa a fumare che la chiama “cicciona culona puttana troia” perché colpevole di essere stata stuprata quasi infante dal suo uomo: vivono di un sussidio di povertà in un antro buio con gatti dove il televisore è sempre acceso (guardano anche “La ciociara” (e al posto di Sophia Loren lei immagina sua madre che continua ad insultarla); mammina, mami, le tira addosso qualsiasi cosa (una pentola in testa mentre sta partorendo sul pavimento, più tardi un enorme televisore, però mancandola), la obbliga a mangiare untissimi e spaventosi piedini di maiale, che al solo vederli sfrigolare sullo schermo fanno venire la nausea, e le proibisce di perdere tempo a scuola; i coetanei la scherniscono e la buttano a terra e quando finalmente dall’horror pieno di orchi e streghe si entra nella fiaba, con tutte le fatine buone e generose che si commuovono, e quando pur restando grassissima e bruttissima e nerissima riesce nel miracolo di imparare a leggere e scrivere e nel tripudio di conoscere l’alfabeto immagina un avvenire radioso per sé e per i suoi due amatissimi piccini, e finalmente noi spettatrici (spettato-

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rivincita

Precious, la star della lacrima ri più impazienti) ci asciughiamo la furtiva lacrima e ci lasciamo andare alla nostra bontà gratis, zac!!, la malasorte ricompare più matrigna che mai. Il babbo muore di Aids e lei, accidenti, risulta sieropositiva! Per quanto singhiozzare sia tuttora un grande ma purtroppo sempre più raro richiamo cinematografico, c’è stata molta titubanza a distribuire in Italia il film del produttore e regista nero e gay Lee Daniels: sono in-

Mo’nique è la mamma di Precious da evitare

fatti passati quasi due anni dalla presentazione al Sundance Film Festival, uno dalla distribuzione negli Usa, con valanghe di premi ovunque, compresi due Oscar alla miglior attrice non protagonista, Mo’nique, e alla miglior sceneggiatura non originale, a Geoffrey Fletcher. Forse alla pur coraggiosa Fandango pareva insopportabile l’eccesso di desolazione umana, di spazzatura (meno di Napoli però), nelle untuo-

se strade di Harlem, di cattiveria e di bruttezza; malgrado la presenza di divi musicali quali Lenny Kravitz (infermiere buono), e Mariah Carey (psicologa buona), più la bravissima Mo’nique, attrice superpremiata fuori taglia (mamma orca), più Paola Patton (insegnante bella brava e buona e quindi lesbica): e naturalmente la giovane esordiente Gabourey Sidibe, che pur meno perseguitata dalla sorte (mamma cantan-

te, babbo fuori casa, studi universitari, attrice di teatro), della star della sfiga Precious, pesa certamente molto più di un quintale. Del babbo stupratore nel film si intravedono solamente una cintura che si slaccia, una pancia pelosa nera e sudata, e un letto che sprofonda. Terrorizzante. Il romanzo “Push”, da noi intitolato “Precious” (editore Fandango, pagg. 174, euro 16, traduzione di Massimo Bocchiola che ha ricreato in italiano l’originale scrittura da illetterata) uscì negli Stati Uniti nel 1996, ai tempi di Clinton, e la sua autrice, Sapphire era già all’ora una venerata poetessa nera oggi sessantenne, membro della rumorosa United Lesbian of Color e del gruppo chic della Slam Poetry. La storia di redenzione spezzata di Precious è ambientata nel 1987, ai tempi di Reagan, è diventata film nel momento di massimo trionfo di Obama, esce in Italia dopo l’offensiva anti-Obama del Tea Party. Si sa che gli intellettuali afroamericani hanno criticato il film per l’eccesso di stereotipi che gravano ancora sulla comunità nera, ma gli orrori che racconta non hanno colore. Sono anche bianchi la miseria, l’abbandono, la bruttezza, l’incesto, la degradazione, l’obesità, la crudeltà, l’ignoranza, l’emarginazione, la malattia. Non ha colore infatti, la terribile confessione finale della mamma orca, una Mo’nique meravigliosa nel suo sciagurato turbante e collo di pelo, che con voce monotona rievoca tutta la sua disperazione, non l’orrore per quello che l’uomo nel suo letto faceva alla figlia ancora col Pamper, ma la sua gelosia furibonda: “Io volevo il mio uomo per me. Che faceva il sesso con me e non con la mia figlia”. Se ancora ci è rimasta una lacrima, la si piange anche per lei, crudelissima vittima di tutte le miserie umane.

si può perdere

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si può vedere da vedere da non mancare indimenticabile

da vedere

PRECIOUS Regia di Lee Daniels. Con Mo’nique, Gabourey Sidibe


Il record

A Bologna

Hollywood

“Benvenuti al sud”, incasso di 30 milioni

Matheuz e la Mozart, musica nel carcere

Schwarzenegger punta a “Terminator 5”

Benvenuti al sud si avvicina ai 30 milioni di incassi e diventa il film italiano più ricco dall’avvento dell’euro nel 2002.

La musica come impegno sociale: l’orchestra Mozart, auspice Claudio Abbado ha suonato nel carcere di Bologna con Diego Matheuz.

Schwarzenegger potrebbe tornare al cinema con “Terminator 5”. Il suo mandato politico terminerà a gennaio.

Barenboim: sfida tecnologica per il genio di Wagner Il maestro aprirà la Scala con “La Valchiria” PAOLA ZONCA MILANO avalli proiettati sullo schermo nella scena delle valchirie all’inizio del terzo atto, ombre alte oltre otto metri che accompagnano le figure degli dei per sottolineare la loro distanza (e superiorità) dagli umani, il globo lunare che si trasforma seguendo gli eventi: c’è un uso della tecnologia non fine a se stesso, ma al servizio dell’idea wagneriana di arte totale, che si insinua nel selvaggio regno delle vergini guerriere e nella capanna dove si incontrano Siegmund e Sieglinde per riconoscersi quali fratello e sorella ed amarsi contro il volere divino. È un’idea di spettacolo che lega la musica e la parte visiva quella che domina Die Walküre, opera attesa il 7 dicembre per inaugurare la stagione della Scala, con l’ormai consueta anteprima per i giovani il 4. Di fronte a una platea di studenti e appassionati, il direttore d’orchestra Daniel Barenboim e

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REPUBBLICA.IT Con XL: esce il libro sugli Iron Maiden: scarica un capitolo

piutezza» per Barenboim, che dirigerà un cast prestigioso formato, tra l’altro, da Waltraud Meier (Sieglinde), Simon O’ Neill (Siegmund), John Tomlinson (Hunding), Nina Stemme (Brünnhilde) e Vitalj Kowaliov (Wotan). Della Valchiria sono state date le più disparate letture, da quella politica a quella ipertecnologica. «La grandezza di Wagner sta nel combinare elementi che sono difficilmente conciliabili» spiega

Il personaggio

WAGNER Una scena di prova di “Die Walküre” l’opera wagneriana che inaugura la stagione della Scala; al centro, Daniel Barenboim

Barenboim «Abbiamo visto spettacoli naturalistici e spettacoli altamente simbolici. Ma la difficoltà di tradurre il genio del compositore sulla scena è che c’è bisogno di entrambi. Musicalmente è un genio: calcola perfettamente il suono della sillaba con il suono della nota, conosce la matematica delle dinamiche. È complesso, non complicato. Se avesse avuto una macelleria, avrebbe fatto ottimi hamburger, mettendo insieme carni diverse nelle giuste percentuali». Se nel Rheingold le materie ricorrenti erano acqua e metallo, qui sono legno e fuoco, «i simboli di natura e cultura che Wagner aspirava a mettere in relazione», fa notare Cassiers. Un tema molto attuale, dice Barenboim con una punta di pessimismo: «L’Europa non ha saputo unirsi e la sua cultura rischia di perdersi». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Esce oggi “Boogie boogie man”, un album-raccolta con duetti e due inediti

Pino Daniele: “I miei successi con Mina, Biondi e Battiato”

“Qui si parla di natura e cultura elementi che l’Europa non sa conciliare” il regista belga Guy Cassiers ne hanno parlato all’Università Cattolica. E subito il maestro, guardando verso l’uditorio, non si è lasciato sfuggire la battuta: «L’anno scorso per la Carmen erano di più». Chissà se Milano si scoprirà wagneriana con l’opera che manca dal teatro dal 1994. Dramma che ha al centro «una famiglia disastrata» — simbolo di quella borghesia del XIX secolo che Wagner criticava — e una guerra tra generazioni secondo Cassiers, che lo scorso anno ha firmato il mastodontico allestimento del Rheingold, primo tassello della Tetralogia, e che metterà in scena anche Siegfried (2012) e Götterdämmerung (2013, bicentenario della nascita del compositore). Opera che, unica del Ring, «può essere ascoltata da sola, senza lasciarti un senso di incom-

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CARLO MORETTI ROMA ario Biondi, Mina e Franco Battiato alle prese con il dialetto napoletano e con tre delle più belle canzoni di Pino Daniele, “Je so pazzo”, “Napule è” e “Chi tene ’o mare”. E poi il rapper J Ax che interviene su “Yes I know my way”, tanto da trasformarla, tra scratch e cut up, in “Siente fa’ accussi”. Sono i sorprendenti duetti contenuti in Boogie boogie man, il nuovo album del musicista partenopeo, in uscita oggi: non esattamente un album di duetti, ma nemmeno soltanto una raccolta, anche se contiene alcuni dei suoi maggiori successi accanto a due inediti, “It’s a beautiful day” e il brano che dà il titolo al cd, «ispirato alla musica degli anni Settanta, che mi ha

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CHITARRISTA Pino Daniele è uno dei migliori chitarristi italiani. In alto, la copertina del cd “Boogie Boogie Man”

dato tanto e mi ha spinto a lavorare tra il blues e la melodia napoletana», spiega il musicista. Il fatto è che Pino Daniele, che un anno fa aveva annunciato l’uscita di un disco acustico dopo il precedente Electric Jam, si è preso invece il tempo per un divertissement, una ricognizione nel suo splendido repertorio per condividerlo con alcuni artisti a lui legati da amicizia e stima. Compresa la band di qualità che lo accompagna, con Mel Collins al sax, Omar Hakim alla batteria, Rachel Z al piano, Matthew Garrison al basso e Gianluca Podio alle tastiere. Sonorità suggerite anche dalla recente partecipazione al “Crossroads guitar festival” organizzato a Chicago da Eric Clapton, dove Daniele era l’unico invitato tra i chitarristi italiani: «Mi sembrava di vivere in un sogno, sullo stesso palco con ZZ Top e Al-

lman Brothers» dice Daniele, «c’erano tutti i più grandi chitarristi del mondo e mi hanno detto che nessun italiano era mai stato invitato. Un grande onore». A proposito dei duetti di Boogie boogie man, Daniele spiega che «non volevo i duetti per vendere il disco, mi interessava l’incontro di voci e Mina, Mario Biondi e Battiato hanno voci particolarissime che unite alla mia hanno dato vita a un suono unico, quello che volevo». Da napoletano che ha sempre a cuore le sorti della sua terra, Daniele apprezza il lavoro di Saviano per la divulgazione e l’allarme sui temi della camorra. Ma poi, chiosa con una frase infelice, «io sono nato lì e penso che Saviano non dev’essere così pericoloso, altrimenti sarebbe già stato tolto di mezzo, come Falcone e Borsellino». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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R2PROGRAMMI

MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010

PER SAPERNE DI PIÙ www.raiuno.rai.it/ tv.repubblica.it

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CANAL GRANDE DI ANTONIO DIPOLLINA LA FAVOLA SENZA PRETESE DEI NONNI BANFI E TOFFOLO

ACQUISTI SOTTO L’ALBERO “Le tredicesime ferme da un anno fa”: con Francesco Daveri, Mauro Bussoni, Giancarlo Fina, Vittoria Puledda. Interviene Jaime D’Alessandro. ORE 20.10 RAI 1

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09.15 Io ti salverò - di A. Hitchcock Sky Cinema Classics 10.35 Io, Don Giovanni - di C. Saura Sky Cinema 1 HD 10.50 Il coraggio di cambiare-di M. Mulhern Sky Cinema Family HD 11.20 Ulisse - di M. Camerini Sky Cinema Italia 12.15 Il boss e la matricola - di A. Bergman Sky Cinema Mania 13.00 The Twilight Saga: New Moon di C. Weitz Sky Cinema 1 HD 13.35 Braddock: Missing in Action III di A. Norris Sky Cinema Max HD 14.15 Vincere insieme - di S. Herek

6.30 7.00 7.30 8.00 9.00 9.05 11.00 11.10 12.00 12.25 12.45 13.10 14.00 14.20 14.50 15.00 15.05 15.50 16.00 17.40 18.10 19.00 19.30 20.00 20.10 20.35 21.05 23.15 0.00 1.00 1.10 1.40

Lino Banfi torna con “Tutti i padri di Maria”

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CANALE 5

Il caffè di Corradino Mineo Tgr Buongiorno Italia Tgr Buongiorno Regione Rai 150 anni - La Storia siamo noi Figu Album di persone notevoli Agorà Apprescindere Tg3 Minuti Tg3 - Rai Sport Notizie Meteo3 Tg3 Fuori Tg Le storie - Diario italiano Julia - Tf Tg Regione Tg Regione Meteo Tg3 Meteo3 Tgr Leonardo Tg3 L.I.S. La strada per Avonlea - Tf Tg3 GT Ragazzi Cose dell’altro Geo Geo & Geo Meteo3 Tg3 Tg Regione Tg Regione Meteo Blob Seconda chance - Tf Un posto al sole - Soap Ballarò - conduce Giovanni Floris 90° Minuto Champions Tg 3 Linea notte Meteo3 Appuntamento al cinema Gap Prima della prima

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cinema mattina

con il sodale Lino Toffolo, nell’antico trucco di accoppiare nord e sud. La vicenda è favolistica e con qualche mezza morale, la bimba che nessuno vuole e ha molti possibili padri e nonni simboleggia il risultato di qualche sfacelo morale della modernità. In realtà, a guardarla tecnicamente, sembra un passo indietro rispetto al precedente Scusate il disturbo, con la stessa coppia in azione in uno script di più ampio respiro, più accurato e ricco in scrittura e altro.

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6.10 Quark Atlante. Immagini dal pianeta 6.30 Tg1 Previsioni sulla viabilità / CCISS Viaggiare informati 6.45 Unomattina. All’interno: 7.00 / 8.00 / 9.00 Tg1; all’interno Che tempo fa; 7.30 Tg1 L.I.S. / 7.35 Tg Parlamento / Tg1 Focus 9.30 Tg1 - Flash 10.00 Verdetto finale 10.50 Appuntamento al cinema Che tempo fa 11.00 Tg1 11.05 Occhio alla spesa 12.00 La prova del cuoco 13.30 Telegiornale 14.00 Tg1 Economia Tg1 Focus 14.10 Bontà loro 14.40 Se... a casa di Paola 16.10 La vita in diretta. All’interno 16.50 Tg Parlamento; 17.00 Tg1; 17.10 Che tempo fa 18.50 L’eredità - Con Carlo Conti 20.00 Telegiornale 20.30 Soliti ignoti 21.10 Tutti i padri di Maria (2a e ultima parte) Tg1 60 Secondi 23.10 Porta a Porta 0.45 Tg1 Notte / Tg1 Focus 1.15 Che tempo fa 1.20 Appuntamento al cinema 1.25 Sottovoce 1.55 Scrittori per un anno 2.25 Nuda proprietà vendesi 4.05 Dieci storie di bambini

SATELLITE

É SEMPRE lì, non se n’è mai andato. È il pubblico normale della tv, quello che probabilmente assiste con un minimo di sconcerto agli exploit della tv marziana di Fazio&Saviano – i quali richiamano molta gente che tratta da anni il tv come un oggetto da cui difendersi. È il pubblico che si affolla per vedere in azione Lino Banfi su Raiuno, in una superclassica commedia girata senza pretesa alcuna. Tutti i padri di Maria (stasera la seconda e ultima puntata), regia di Luca Manfredi, vede Banfi in scena

DIGITALE TERRESTRE

Oggi

LA SETTE

5.15 Tg4 Night News 5.35 Peste e Corna 5.40 Agente Speciale Sue Thomas - Tf 6.25 Media Shopping 6.55 Charlie’s Angels - Tf 7.55 Starsky e Hutch - Tf 8.50 Hunter - Tf 10.15 Carabinieri - Tf 11.30 Tg4. All’interno: Meteo 12.00 Vie d’Italia notizie sul traffico 12.05 Wolff un poliziotto a Berlino 12.55 Detective in corsia - Tf 13.50 Il Tribunale di Forum - Anteprima 14.05 Sessione pomeridiana: Il Tribunale di Forum 15.10 Hamburg Distretto 21 - Tf 16.15 Sentieri 16.35 Film: L’albero degli impiccati - di D. Daves, con G. Cooper, M. Schell 18.55 Tg4. All’interno: Meteo 19.35 Tempesta d’amore 20.30 Walker Texas Ranger - Tf 21.10 Lie to me “Serial killer”, “Sotto assedio” - Tf 23.10 Bones - Tf 0.05 I Bellissimi di R4 0.10 Film: Amnesia - di G. Salvatores, con D. Abatantuono, S. Rubini 2.20 Tg4 Night News 2.45 Film: Cuori solitari - di F. Giraldi, con U. Tognazzi, S. Berger 4.50 Media Shopping 5.05 Peste e corna 5.10 Come eravamo

DEEJAY TV

6.00 Tg La7 meteo oroscopo traffico 7.00 Omnibus. All'interno alle ore 07.30 Tg La7 9.55 (ah)iPiroso. Conduce Antonello Piroso 10.50 Movie Flash 10.55 Otto e mezzo. Conduce Lilli Gruber (r) 11.30 Movie Flash 11.35 Ultime dal cielo - Tf 12.30 Life. Conducono T. Panella e A. Sommajuolo 13.30 Tg La7 13.55 Film: Cinque settimane in pallone - di Irwin Allen, con Red Buttons, Barbara Eden 15.55 Movie Flash 16.00 Atlantide - Storie di uomini e di mondi. 18.00 Adventure Inc “In trappola” 19.00 The District - Tf 20.00 Tg La7 20.30 Otto e mezzo - conduce L. Gruber 21.10 Film: I cannoni di Lavarone - di Jack Lee Thompson, con Gregory Peck, Anthony Quinn 0.05 Tg La7 0.15 Victor Victoria 1.30 Prossima fermata 1.45 Movie Flash 1.50 La 25a ora - Il cinema espanso 3.50 Otto e mezzo (r) 4.30 Star Trek - Tf

15.00 15.55 16.00 17.00 18.00 18.30 19.30 19.35 19.50 20.30 21.00 22.00 23.30 0.00

The Flow Deejay Tg Dvj Pop Rock Deejay Rock Deejay - Before & After Deejay News Beat Deejay Tg Shuffolato Pop-App Nientology il peggio di.. Pop-App Deejay Chiama Italia - Edizione Serale Odd Job Jack Havana Film Project

MTV 10.00 12.00 13.00 13.05 13.30 14.00 14.05 15.00 15.05 16.00 17.00 19.00 19.05 19.30 20.00 21.00 22.00 23.00 0.00

Only Hits Top 50 Mtv News The Hills Teen Cribs Mtv News Jersey Shore Mtv News The City My Trl Video Only Hits Mtv News Sex with... Mom and Dad Speciale Mtv News The City 10 cose che odio di te Teen Mom Loveline Speciale Mtv News

RAI

■ 06.25 06.30 06.45 07.10 07.55 08.40 09.25 10.10 10.55 11.40 13.10 13.55 14.45 15.35 16.25 17.10 18.00 18.45 19.30 20.20 21.10 22.40 0.20 2.00 2.45 4.55 5.30

RAI 4 Maddecheaò La situazione comica Sfondamento dei cielo - Cartoni Beverly Hills 90210 - Tf Melrose Place - Serie Tv High School Team - Serie Tv Angel - Serie Tv Primeval Eureka -Tf Film: Alibi per una notte - di Roswell - Tf Streghe- Tf Lost - Serie Tv Alias - Tf High School Team II - Serie Tv Streghe- Serie Tv Eureka - Serie Tv Primeval - Tf Alias - Serie Tv Lost - Serie Tv Film: Yamakasi - I nuovi samurai di A. Zeitoun, con C. Belle Dinh, W. Belle Film: The Blade - di T. Hark, con V. Zhao, M. Chan, Tsuiyu Su Film: Man Thing - La natura del terrore - di B. Leonard, con M. Le Nevez, R. Taylor, J. Thompson Alias - Serie Tv Star Trek - Tf Angel - Serie Tv Battlestar Galactica- Serie Tv

■ 6.30 7.25 8.20 9.20 10.20 12.10 13.10 14.10 15.10 17.00 18.00 19.00 20.00 21.00 22.45 0.30 2.10 3.50

■ 7.55 9.35 10.55 12.50 14.50 16.25

PREMIUM Incantesimo 8 Capri 2 - Serie tv Un medico in famiglia - Serie Tv Vento di Ponente Uno di noi - Tf Incantesimo 8 - Soap Un medico in famiglia - Serie Tv Capri 2 - Serie tv La Squadra 2- Tf Vento di Ponente - Tf Capri 2 - Serie tv Incantesimo 8 - Soap Un medico in famiglia - Serie Tv Terapia d'Urgenza - Tf Crimini - Tf Terapia d’urgenza - Tf Crimini - Tf Vento di Ponente - Tf

con C. Bigagli, S. Dionisi, S. Masciarelli 17.55 Film: Il giorno più bello - di M. Cappelli, V. Placido, F. Troiano 19.25 Film: Il colonnello Buttiglione diventa generale - di M. Guerrini, con M. Marenco, V. Crocitti 21.00 Film: The Clan - di e con C. De Sica, P. Conticini, S. Torkia 22.35 Film: L’aria salata - di A. Angelini, con G. Pasotti, M. Cescon, G. Colangeli 0.00 Film: Istinto animale - di D. Argento, con M. Loaf, L. Baker, E. Ewusie 1.00 Flaiano: il meglio è passato, Documentario 1.55 Film: Bonnie e Clyde all’italiana - di Steno, con P. Villaggio, O. Muti, J. Sorel

11.15 12.15 13.00 14.00 15.00 Film: Totò a Parigi - di C. 16.45 Mastrocinque, con Toto, S. Koscina 17.30 Film: Giovane e innocente - di A. 18.15 Hitchcock, con N. Pilbeam, D. De 19.30 Marney, P.Marmont 20.30 Film: L’amore giovane - di E. Hawke, 20.45 con M. Webber, D. Ross, A. Clarke 21.00 Film: Un genio due compari un pollo 22.00 - di D. Damiani, con T. Hill, Miou Miou 23.15 Film: Ballando a Lughnasa- di Pat O’ 0.00 Connor, con M. Streep, M. Gambon 2.15 3.15 Film: Mille bolle blu - di L. Pompucci,

MOVIE

EXTRA Canzonissima 1974 La Superstoria Off - La TV che... meglio di no Che tempo che fa della domenica Porta a Porta Extra Factor Backstage: I Promessi Sposi L’almanacco del Gene Gnocco Che tempo che fa del sabato Piloti Blob Memorie dal bianco e nero Sfide La Superstoria Vieni via con me Che tempo che fa del sabato Extra Factor

MEDIASET PREMIUM Giudice Amy Fox Life Star Trek Fox Retro I Simpson Fox HD Shark - Giustizia a tutti i costi Fox Crime HD N.Y.P.D. - New York Police Department FX Futurama Fox HD Dharma e Greg Fox Life Il Tenente Colombo (1968-1978) Fox Retro American Dad Fox HD N.C.I.S. - Unità anticrimine Fox Crime HD The Dead Zone FX La Tata Fox Life I Simpson Fox HD Una famiglia a dieta Fox Life 'Til Death Fox HD Law & Order - I due volti della giustizia Fox Crime HD X-Files FX Il mio amico Arnold Fox Retro The Cleveland Show Fox HD The Dr. Oz Show Fox Life

13.30 13.30 13.40 13.40 14.00 14.00 14.05 14.15 14.25 14.30 14.35 14.50 15.00 15.10 15.15 15.30 15.30 15.45 15.50 16.30 16.40 16.40 16.50 17.20 17.30

I Simpson Fox HD I Jefferson Fox Retro C.S.I. Miami Fox Crime HD Frasier FX I Simpson Fox HD Happy Days Fox Retro Jarod - Il camaleonte FX Grey's Anatomy Fox Life I Simpson Fox HD Starsky & Hutch Fox Retro C.S.I. Miami Fox Crime HD La vita secondo Jim Fox HD The Dead Zone FX Alla fine dell'estate Fox Life Tutto in famiglia Fox HD L'ispettore Barnaby Fox Crime HD Hazzard Fox Retro 90210 Fox HD The Unit FX Love Boat Fox Retro The O.C. Fox HD Duro a morire FX Una famiglia a dieta Fox Life The Guardian Fox Crime HD T.J. Hooker Fox Retro

17.30 Jarod - Il camaleonte FX 17.35 I Simpson Fox HD 17.40 Desperate Housewives - I segreti di Wisteria Lane Fox Life 18.00 Modern Family Fox HD 18.15 Shark - Giustizia a tutti i costi Fox Crime HD 18.20 X-Files FX 18.30 Scrubs Fox HD 18.30 Il Tenente Colombo (1968-1978) Fox Retro 18.40 Dharma e Greg Fox Life 19.00 Tutto in famiglia Fox HD 19.05 Grey's Anatomy Fox Life 19.10 N.C.I.S. - Unità anticrimine Fox Crime HD 19.15 The Unit FX 19.25 La vita secondo Jim Fox HD 19.50 I Simpson Fox HD 19.55 Happy Days Fox Retro 20.00 Cold Case - Delitti irrisolti Fox Life 20.05 Law & Order - I due volti della giustizia Fox Crime HD 20.05 Duro a morire FX 20.20 The Cleveland Show Fox HD

20.25 I Jefferson Fox Retro 20.45 I Simpson Fox HD 21.00 N.C.I.S. - Unità anticrimine Fox Crime HD 21.00 Bones Fox Life 21.00 Ellery Queen Fox Retro 21.00 Fino all'ultimo round FX 21.10 La vita segreta di una teenager americana Fox HD 21.55 N.C.I.S. - Unità anticrimine Fox Crime HD 21.55 Bones Fox Life 21.55 Vite spezzate FX 22.00 Glee Fox HD 22.00 Ellery Queen Fox Retro 22.45 Medium Fox Life 22.50 C.S.I. Miami Fox Crime HD 22.50 24 FX 23.00 Glee Fox HD 23.00 I Jefferson Fox Retro 23.30 Happy Days Fox Retro 23.40 Sex and the City Fox Life 23.45 N.C.I.S. - Unità anticrimine Fox Crime HD 23.45 Sons of Anarchy FX

cinema

10.55 Sbirri - di R. Burchielli Premium Cinema 11.15 Per chi suona la campana di S. Wood Studio Universal 12.20 What a Women Want - di N. Meyers Premium Cinema Emotion 12.25 Alexander - di O. Stone Premium Cinema Energy 13.55 Fine di una storia - di N. Jordan Studio Universal 14.50 Romanzo criminale - di M. Placido Premium Cinema 15.30 La tempesta perfetta - di W. Petersen Studio Universal 16.30 Il colore viola - di S. Spielberg Premium Cinema Emotion 17.00 Rambo 2 - La vendetta di G. Cosmatos Premium Cinema Energy 17.25 Lo spazio bianco - di F. Comencini Premium Cinema 19.15 Commediasexi - di A. D’Alatri

Premium Cinema 19.10 Delitto perfetto - di A. Davis Premium Cinema Emotion 21.00 The Strangers - di B. Bertino Premium Cinema Energy 21.00 Fortapasc - di M. Risi Premium Cinema Emotion 21.00 Parnassus - L’uomo che voleva ingannare il Diavolo - di T. Gilliamk Premium Cinema 21.00 Big Night - di C. Scott Studio Universal 22.35 Dal tramonto all’alba 2 di R. Rodriguez Premium Cinema Energy 22.55 Cosmonauta - di S. Nicchiarelli Premium Cinema Emotion 23.10 Un amore all’improvviso di R. Schwentke Premium Cinema 23.30 Pulp Fiction - di Q. Tarantino Studio Universal

IRIS 15.20 Film: Ninì Tirabusciò la donna che inventò la mossa - di Marcello Fondato con Monica Vitti, Peppino De Filippo, Lino Banfi 17.15 Note d’arte 17.20 Tre minuti con Media Shopping 17.30 Film: Il tempo di decidere - di Joseph Ruben, con Vince Vaughn, Anne Heche, Joaquin Phoenix, David Conrad 19.20 Anica Flash 19.25 Shark - Tf 20.15 Law & Order: Unità Speciale - Tf 21.00 Tgcom 21.05 Film: Angel Heart - Ascensore per l’inferno - di Alan Parker con R. De Niro, Charles Gordone, Mickey Rourke 23.00 Film: 2001: Odissea nello spazio - di Stanley Kubrick, con William Silvester, , Keir Dullea, Gary Lockwood 1.30 Anica Flash

intrattenimento

09.00 09.20 10.05 11.10 11.25 12.30 13.30 14.05 14.25 15.10 16.25 16.35 16.50 18.20 18.30 19.25 20.15 20.15 21.00 21.00 21.00 23.05 23.35

Packed to the Rafters - Tf Joi Distretto di polizia 5 - Steel Una mamma per amica - Tf Mya The Commitments - Film Steel Una bionda per papà Joi Friends Mya The Event - Tf Joi Haven - Tf Steel Una mamma per amica - Mya The Middle - Tf Joi Il Cavaliere oscuro - Film Joi Fringe - Tf Steel Una ricetta per due - Tvm Mya Distretto di polizia 5 Steel Quel mostro di suocero - Tvm Mya Packed to the Rafters- Tf Joi Gossip Girl - Tf Mya Law & Order: Unità speciale - Tf Joy The Event - Tf Joi Coco Avant Chanel - Tvm Mya 36 - Quai des Orfevres - Film Steel The Closer - Tf Mya Dr. House - Tf Joi

CIELO 13.00 13.30 14.30 15.00 16.00 16.30 17.30 18.00 18.30 19.00 20.00 21.00 22.00 22.30 23.00

Ricette di Laura Ravaioli Hell's Kitchen Strega per amore Boston Public La mia vita con Derek The Listener Italia's Next Top Model 3 - Daily Cash Taxi Sei più bravo di un ragazzino di 5a? Cielo TG24 sera Hell's Kitchen Boris Modern Family Dharma e Greg Two Guys and a Girl


la Repubblica

SPORT

MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010

■ 66

Verdetti

Stasera via alla due giorni di Champions: i rossoneri e i giallorossi cercano le vittorie decisive per la qualificazione. Domani tocca ai nerazzurri in piena crisi: battere il Twente è l’unica chance rimasta al tecnico per salvare la panchina

Il giudice è l’Europa Benitez si gioca tutto DUE giorni di verdetti in arrivo dall’Europa. Per Milan e Roma, che aprono stasera (ore 20.45) contro Auxerre e Bayern la quinta giornata dei gironi di Champions con la possibilità di conquistare la qualificazione per gli ottavi di finale; ma soprattutto per Rafa Benitez, che domani a San Siro deve inseguire una vittoria contro gli olandesi del Twente per non chiudere in anticipo la sua avventura sulla panchina dell’Inter, reduce da due sconfitte consecutive in campionato (nel derby e contro il Chievo). Negli altri gironi già qualificato Ancelotti con il suo Chelsea.

Gruppo E

Gruppo F

Gruppo G

Gruppo H

Roma-Bayern

Spartak M.-Marsiglia

Auxerre-Milan

Partizan B.-Shakhtar

Basilea-Cluj

Chelsea-Zilina

Ajax-Real Madrid

Braga-Arsenal

classifica

Pt G V N P Gf Gs

classifica

Pt G V N P Gf Gs

classifica

classifica

Pt G V N P Gf Gs

Bayern

12 4 4 0 0 11 3

Chelsea

12 4 4 0 0 12 2

Real Madrid 10 4 3 1 0 7 2

Arsenal

9 4 3 0 1 15 4

Roma

6 4 2 0 2 6 5

Spartak M. 6 4 2 0 2 5 6

Milan

5 4 1 2 1 5 5

Shakhtar

9 4 3 0 1 7 6

Basilea

3 4 1 0 3 7 8

Marsiglia

6 4 2 0 2 8 3

Ajax

4 4 1 1 2 4 6

Braga

6 4 2 0 2 3 9

Cluj

3 4 1 0 3 5 10

Zilina

0 4 0 0 4 1 15

Auxerre

3 4 1 0 3 3 6

Partizan B. 0 4 0 0 4 1 7

Milan SE VINCE Il Milan agli ottavi se vince in Francia e se il Real Madrid batte l’Ajax. Se l’Ajax non perde, tutto rinviato all’8 dicembre

SE NON VINCE In caso di pari o di sconfitta in Francia, ottavi ancora possibili ma più difficili da raggiungere, e legati agli altri risultati

Dinho fuori ad Auxerre “Si impegni”

2 IN FRANCIA

Vittorie Milan: nel ‘95 con il Psg in Coppa Campioni e Strasburgo in Coppa Uefa

DAL NOSTRO INVIATO ENRICO CURRÒ AUXERRE n una Borgogna gelida e piovosa che fa molto giallo di Maigret, Allegri prova a chiudere il giallo di Ronaldinho, nottambulo e Lucignolo di Pato e Robinho: «Ronnie sta lavorando per riconquistarsi il posto. Non sta creando nessun problema conto molto su di lui in questa stagione». Pare dunque implicito che il pupillo di Berlusconi, titolare l’ultima volta una ventina di giorni fa con il Real Madrid, comincerà anche stasera in panchina, lasciando spazio alla coppia Robinho-Ibra, con l’indispensabile svedese ormai costretto alla spossatezza per non essersi mai potuto prendere un attimo di riposo. Sarà ancora il Milan dei tre mediani Gattuso-Am-

I

3 PRECEDENTE

Nell’Uefa ‘85 ad Auxerre sconfitta per 3-1: segnò Virdis

Pt G V N P Gf Gs

brosini — Flamini: il francese idolo della serata non ha perso occasione per pungere Leonardo («con lui non c’era dialogo»). Non è neanche partito l’infortunato Pirlo, sempre fermo per una noia muscolare che preoccupa Allegri: «A volte certi fastidi sembrano lievi e invece si rivelano più gravi». Il Milan con questa formula ha già ottenuto il visto in campionato con quattro vittorie consecutive. Adesso lo cerca in Europa nella partita più delicata: solo in caso di vittoria e di concomitante sconfitta dell’Ajax con il Real Madrid, si schiuderebbero le porte degli ottavi, altrimenti ci sarà da tribolare fino al duello dell’8 dicembre a San Siro con l’Ajax. Allegri non si aspetta regali da Mourinho, però un avvertimento glielo lancia: «Nel Dna del Real c’è la voglia di vincere sempre, ma dobbiamo fare risultato qui, perché il nostro destino resti nelle nostre mani». L’esame avviene proprio contro la squadra dei mediani per definizione, l’umile Auxerre che ha per leader appunto un mediano (Pedretti) e che è stato capace di battere qui l’Ajax, mantenendo vive le proprie speranze di qualificarsi almeno per l’Europa League. Il Chievo d’Europa, nella bolgia dell’Abbé Deschamps (il cui terreno è per fortuna migliore di quello del Meazza) è spesso travolgente: lo ha imparato lo Zenit di Spalletti, eliminato nei preliminari. A settembre a San Siro la squadra di Fernandez si lasciò battere dal Milan, ma Allegri non si fida: «Sono cresciuti molto». Fernandez, successore del più longevo allenatore d’Europa (Roux ha mantenuto per quarantun’anni questa panchina, fino alla pensione del 2005) cova una speranziella: «Non abbiamo niente da perdere. Il Milan è più forte senza Ronaldinho». Infatti il più temuto è Ibra, devastante in Campionato. «Da lui mi aspetto ancora di più», dice Allegri, ed è chiaro che allude alla Champions, dove per il momento l’uomo decisivo del Milan non ha ancora fatto la differenza. © RIPRODUZIONE RISERVATA © RIPRODUZIONE RISERVATA

Roma SE VINCE La Roma agli ottavi se batte il Bayern e Basilea-Cluj finisce pari. Senza pari in Svizzera tutto è rinviato alle gare dell’8/12

SE NON VINCE Ottavi non compromessi e ancora a portata di mano in caso di vittoria Cluj sul Basilea: basterebbe poi un pari in Romania

La rivincita col Bayern dubbio Totti ALESSANDRO DI MARIA ROMA lashback doloroso: la Roma in Baviera perde 2-0, dopo il 5-1 di Cagliari. C’è Totti che lancia frecciate a Ranieri, accusandolo di essere troppo catenacciaro. La squadra giallorossa non gira, non va. Il presente è sereno e con più ottimismo dentro di sé: la Roma ritrova il Bayern un paio di mesi più tardi, ma la situazione si è a dir poco capovolta. La squadra gira. In campionato non perde da sette gare, i giocatori hanno ritrovato forma, coraggio e morale: «Sono proprio curioso di vedere i miei ragazzi contro il Bayern che conosciamo» taglia corto Claudio Ranieri, con la sua Roma che ha la possibilità di qualificarsi già stasera per gli ottavi

F


Rummenigge

La tragedia

“Meno partite nazionali o denunciamo la Fifa”

Nba, bimbo muore cadendo dalla tribuna dei Lakers

BERLINO — La minaccia di Kalle: «Basta con la concessione gratuita dei giocatori alle nazionali: o troviamo un accordo o ricorreremo alla Corte di giustizia europea e la Fifa dovrà raccomandarsi a Dio». Questa la dura presa di posizione del presidente del Bayern Rummenigge (foto) a seguito dei continui infortuni che i calciatori riportano negli impegni fuori dai club.

LOS ANGELES — E’ morto in ospedale. Stava scattando foto dall’ultimo livello dei box ultralusso: ha perso l’equilibrio ed è precipitato per 15 metri. La tragedia, il bimbo aveva 3 anni, si è consumata allo Staple Center, dove giocano i L.A. Lakers (nella foto Kobe Bryant), alla fine del match contro i Golden State Warriors.

■ 67

Inter I mille tormenti di Moratti spera ancora in un miracolo Rafa via con un nuovo ko, ma il n.1 ha paura di cambiare ANDREA SORRENTINO MILANO iorni di tormento. Moratti ha perso la fiducia in Benitez, non la speranza che tutto cambi. Benitez ha perso la speranza di entrare nel cuore degli interisti, non la fiducia in se stesso. I tifosi hanno smarrito fiducia e speranza, prevale il pessimismo, irrompono le dietrologie, il passato non è mai sembrato così bello. In definitiva ci si arrovella, macerandosi nell’attesa dell’ordalìa di domani, Inter-Twente. La prova suprema: se Rafa vince è innocente, se perde è colpevole e arderà sul rogo. Colpevole ma non certo l’unico, e lo sanno tutti all’Inter, da Moratti in giù. Qualcuno finora ha processato i signori giocatori? Tranne Eto’o, Lucio e Samuel, ce ne fosse stato uno all’altezza di sé, del suo passato, della sua presunta forza. Però si sa come vanno le cose nel calciomondo, cambiare gli allenatori a volte serve a scuotere truppe recalcitranti, a togliere alibi. Ecco perché Massimo Moratti non ha voglia di esonerare Benitez (per una questione di costi e di programmi tecnici, da rivoluzionare) ma lo farà, se costretto dall’ennesimo risultato negativo di questo novembre horror: due pareggi e tre sconfitte tra Champions e campionato, mentre la squadra nelle ultime 9 di A ha segnato la miseria di 6 gol. Risultati troppo negativi per essere sottovalutati, mentre sullo sfondo si staglia il Mondiale per club, obiettivo dell’anno. Moratti è seccato, seccatissimo, infuriato: «Il giorno dopo una sconfitta è

Le possibili alternative

G

ROMA BAYERN

AUXERRE MILAN Sorin Hengbart Grichting Coulibaly Dudka Oliech Pedretti Ndinga Birsa Contout Sammaritano

1 2 4 6 5 14 17 29 9 18 15

32 20 13 33 19 8 23 16 10 11 70

Abbiati Abate Nesta T. Silva Zambrotta Gattuso Ambrosini Flamini Seedorf Ibrahimovic Robinho

J. Sergio Cassetti Burdisso Juan Riise Brighi Pizarro De Rossi Menez Borriello Vucinic

27 77 29 4 17 33 7 16 94 22 9

1 21 5 2 23 16 44 25 39 7 33

Butt Lahm Van Buyten Breno Pranjic Ottl Tymoshchuk Müller Kroos Ribéry Gomez

Arbitro: SKOMINA (SLO)

Arbitro: U. MALLENCO (SPA)

ore 20.45: Sky Sport 1, Sky Calcio 1e Dt Mediaset

ore 20.45: Sky Sport 3, Sky Calcio 2e Dt Mediaset

12 I TEDESCHI

All’Olimpico contro i club tedeschi: 7 vittorie, 2 pari e 3 ko

1985 PRECEDENTE

In Coppa delle Coppe ‘85 a Roma finì 2-1 per il Bayern: il gol giallorosso fu di Nela

(battendo il Bayern e sperando in un pareggio tra Basilea e Cluj). Il tecnico poi prosegue: «Siamo riusciti a vincere a Basilea e abbiamo rimesso il destino nelle nostre mani, però dobbiamo fare ancora quattro punti. Non mi aspetto un avversario dimesso. Mi aspetto un avversario con molti campioni in campo. È vero, in campionato non trova continuità, però mi sembra che in Champions la continuità ce l’abbia bella e forte». In Bundesliga la squadra di Van Gaal è settima, con ben quattordici punti di svantaggio, nonostante nove risultati utili di fila, rispetto al Borussia Dortmund. Roba da brividi, considerando le abitudini bavaresi. Che tra l’altro hanno anche alcune assenze, come Schweinsteiger, ma con un Ribéry in più. Mentre Ranieri ha Menez in grande condizione e recupera Pizarro e De Rossi. Con Totti che probabilmente partirà dalla panchina, il dubbio è con Borriello, mentre in difesa Juan è in vantaggio su Mexes: «Menez ha fatto passi da gigante già lo scorso anno. Lui sa che quello che gli dicevo, lo dicevo per il suo bene. Quando ha capito questo, ha già fatto un primo passo in avanti. Adesso si sente amato dai compagni e dal pubblico. Questo è molto importante per un ragazzo sensibile come lui. Ancora lo rimprovero perché chiede molto a se stesso, deve essere più sereno. Ha ampi margini di miglioramento, neanche lui sa quanto può crescere ancora». Il francese da parte sua prova a rimanere tranquillo: «Io qui mi sento a casa mia. Secondo me sono sulla strada giusta. Ma per quanto mi riguarda non ho ancora fatto niente, non sono ancora al cento per cento delle mie potenzialità. Non sono un bambino, ma sono ancora giovane e devo crescere su tutto, sia nel calcio che nella vita. Il Bayern? Io non guardo le altre squadre». Così come Van Gaal non guarda Totti: «Non mi interessa se gioca o non gioca. So solo che dobbiamo conquistare un punto per ottenere il primo posto». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il patron: “Provo fastidio”. Mou: “Dopo di me Porto e Chelsea hanno vinto ancora...” sempre un giorno di fastidio perché ti rendi conto della situazione... Inter-Twente è importante, non dobbiamo correre il rischio di disputare delle partite decisive nel mese di dicembre. Fiducia a Benitez in caso di vittoria? Questo sì, ma intanto vediamo di fare un buon risultato che è abbastanza importante. Mi fa piacere che Benitez senta la mia fiducia: squadra e società non gli hanno certamente dimostrato sfiducia. Se lo sceglierei di nuovo? Le cose si fanno nel momento in cui si pensa sia giusto farle. E’ una persona seria, ha le spalle forti, ci credo, avanti cosi. Ho letto tanti nomi come sostituti, ognuno con caratteristiche interessanti, ma non ci stiamo distraendo su queste cose». . Rafa ieri ha lavorato come al solito. Dieci minuti di discorso alla

Spalletti Con l’Inter c’è stato un contatto due settimane fa. E’ forse la scelta più logica. Può liberarsi dallo Zenit

Leonardo Una sola esperienza da allenatore, ma al Milan: ingaggiarlo avrebbe il significato di una sfida ai cugini

Simeone Mai allenato in Europa ma è un vecchio cuore interista, ancora in buoni rapporti con l’ambiente

Rafa Benitez, 50 anni, la sua Inter è sesta in classifica squadra, l’allenamento, poi concentratissimo sul futuro: «Penso solo al Twente», dice ai suoi. Spera che la squadra si scuota, è convinto che il suo lavoro prima o poi darà frutti, anche se ora è difficile crederci. Intanto qualche infortunato va riprendendosi, pare che Thiago Motta e Muntari per domenica potrebbero essere pronti: piccole lucine in un tunnel ancora nero notte. La lucina potrebbe essere la vittoria sul Twente, e sarebbe la prima del mese. Il recupero di tutti gli infortunati per ora è utopia. In caso di sconfitta col Twente, l’esonero sarebbe praticamente certo e

Il caso

MILANO — Come previsto la procura della Figc ha chiesto la prova televisiva per valutare la testata di Eto’o a Cesar durante Chievo-Inter, sfuggita all’arbitro Rocchi e ai suoi collaboratori. Il giudice sportivo Tosel si esprimerà oggi, dopo aver esaminato i filmati. Non sembrano esserci dubbi sul fatto che Eto’o verrà squalificato, probabilmente per tre giornate. L’Inter farà ricorso, basandosi sull’attenuante della provocazione a gioco fermo subita da Eto’o (Cesar lo aveva colpito con un pugno) e sul-

traumatico. A quel punto squadra a Baresi e Bernazzani in attesa di Inter-Parma, poi caccia all’allenatore con Spalletti e Leonardo in pole, in seconda fila Capello e Simeone (che dice: «L’Inter mi piacerebbe ma rispetto Benitez»), mentre emerge anche la candidatura di Marcelo Bielsa e Walter Zenga si propone. Non può mancare Mourinho, che dall’alto della sua onniscenza infierisce: «Dopo di me, Porto e Chelsea hanno continuato a vincere». Che tormento, che caos. Ma se i signori giocatori si svegliassero, non sarebbe meglio per tutti?

Capello In rotta con l’Inghilterra, potrebbe guidare finalmente l’Inter dopo tre incroci falliti negli anni scorsi

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Prova tv per Eto’o già assolto Cesar la storia sportiva del camerunense, ritenuto un atleta correttissimo. Ma è comunque curioso il fatto che la Procura non abbia deferito anche Cesar, che comunque aveva colpito Eto’o: come se l’arbitro Rocchi avesse notato il colpo ma senza ritenerlo punibile. E’ anche su questo fronte che la memoria difensiva potrebbe assestare qualche punto a suo favore: del resto per l’Inter tre giornate senza Eto’o sarebbero un disastro, perdurando l’assenza di Milito. (a.s.) La testata di Eto’o

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L’uomo della domenica 31 anni

IL PRIMATO Sergio Pellissier, 31 anni, è il giocatore con il maggior numero di presenze (239) e reti (66) realizzate in serie A vestendo la maglia del Chievo

iù Pelo per tutti! Con questo allegro slogan la curva del Chievo ha accolto il ritorno in campo del suo capitano, Pellissier Sergio da Aosta, 10 anni e 87 reti con la stessa maglia, in B come in Europa, finché pensionamento non li separi. Ha 31 anni, ma è molto più giovane di quando ha cominciato a giocare su questo campo defilato, senza immaginare che si sarebbe preso la luce dei riflettori, la fascia da capitano, una maglia (proprio una) della nazionale e che una domenica di novembre avrebbe, tornando da un infortunio, affondato l’Inter, segnando come Eto’o, ma uscendo, lui, a testa alta, con l’inedita umiltà dei vincitori. È un animale in via d’estinzione, Pelo: incarna la specie a rischio degli attaccanti di pro-

P

La razza in via d’estinzione

Incarna una specie a rischio. Discende dai Maraschi di Vicenza, dagli Hubner di Cesena. Dopo di lui il diluvio, ma intanto piovono gol

LA SUA ZONA In serie A su 66 reti ne ha segnate ben 6 al 74’ e 11 dopo l’84’ (foto Hubner)

vincia. Discende dai Maraschi di Vicenza, dagli Hubner di Cesena. Condivide un testardo presente con Di Natale a Udine. Non prevede eredi, ha una figlia femmina di nome Sofia che veste di gialloblu e mostra al popolo adorante come una principessa ignara. Dopo di lui, il diluvio, ma intanto piovono gol. Pelo è un uomo di montagna, ruvidamente avvolto nel silenzio, aggrappato a un tronco di semplicità. Cominciò al Torino dove, ma che sorpresa, non lo capirono. Lo prese il Chievo, quando ancora uno si chiedeva che autostrada prendere per arrivarci. Lo diede in prestito alla Spal. Andava a mangiare in un ristorante convenzionato. S’innamorò di una ragazza

Il romanzo di Pellissier l’attaccante di provincia che pagava coi buoni pasto GABRIELE ROMAGNOLI che ci lavorava. Una storia d’amore e buoni pasto. Poiché le parole definitive gli inciampavano in gola si dichiarò per e-mail. Andarono in luna di miele a New York, poi si stabilirono nel libero stato di Chievo, repubblica federalista di Verona. Lì, partiti Marazzina e Corradi, è diventato il faro dell’attacco, il capitano, il sindaco (volendo). Riverito, ma non controllato. Amato, ma non asfissiato. È il miglior cannoniere della storia della squadra. Punta ai 100 gol prima di lasciare e il suo sito si apre coniugando all’infinito molti verbi (correre, sudare, lottare), ma non quello. Se prendete un qualunque goleador da copertina e lo fotocopiate in bianco e nero viene fuori Pelo. Non passa le serate all’Hollywood ma a casa con la moglie, giocando insieme alla playstation o guardando lo snooker in tv. Al polso ha uno Swatch. Dice cose come: «La passione è quella cosa che ti fa guardare le caviglie gonfie e sorridere», «Se segno sono felice», «Chievo è il mio paradiso». Per due volte è stato vicino all’ascensore che l’a-

vrebbe portato ancora più su. Due anni fa lo voleva il Napoli e lui era pronto. Ci è rimasto male quando ha capito che offrivano troppo poco, ma l’ha presa come una lezione. Quando l’estate scorsa è arrivata la chiamata della Fiorentina, con ingaggio raddoppiato, è stato lui a riappendere. Meglio un posto sicuro in prima squadra. Meglio giocare. E meglio ancora dire: «Io lo so come vive la gente e se penso che guadagno già venti, trenta volte più di uno che ha studiato, perché dovrei volere di più?». Ha avuto perfino la nazionale, anche se è stata la storia di una notte. L’ha raccontata presentando il libro di Gigi Cavone e Francesco Facchini “Romanzo mondiale” di cui ha scritto la prefazione. Coverciano, nel suo ricordo, sembra un posto sospeso tra Disneyland e la Città del Sole. La porta dell’albergo che si chiude alle sue spalle mentre con la sacca dal bordo tricolore si avvia al campo è una porta che si apre. Nel prepartita, accarezzato dai cori che inneggiano all’Italia, scambia due chiacchiere con l’unico con cui ha già giocato: Matteo Brighi. Ha l’estrema dignità di ammette-

IN NAZIONALE Primo e unico valdostano a giocare in nazionale: 1 presenza, 1 gol

re: «Ero lì come sostituto di un sostituto». Si era fatto male Floccari. La prima volta va bene così. La seconda, considera, meglio andarci perché sei una vera scelta, sennò tanto vale restare a casa con la famiglia. Poi entrò pure in campo e segnò un gol: il terzo, il più bello. Non fu «l’inizio di una bella amicizia», fu la fine di tutto. Ai Mondiali non ci è mai arrivato. Non si è perso molto: poteva partecipare alle nomination del Sestriere, o andare in Sudafrica e fare Quagliarella, segnare fuori tempo massimo. Di sicuro non avrebbe pianto. Ha il senso del pudore, delle proporzioni e della realtà. Sentendo parlare di Argentina ‘78 (aveva sei anni), del trofeo pro-

MAI ESPULSO Pellissier non è mai stato espulso in 239 gare di A e 38 di B. L’unico rosso risale al 2001 quando giocava in C1 con la Spal

L’unica volta in nazionale

Coverciano, nel suo ricordo, sembra un posto sospeso tra Disneyland e la Città del Sole. Ai Mondiali non ci è mai arrivato. Non si è perso molto paganda, del capitano Carrascosa che si chiamò fuori per protesta, delle torture a pochi passi dallo stadio, ha domandato, più sensato che ingenuo: «È tutto vero, sì? Ma perché nessun giornalista ne parlò allora?». Perché spesso i giornalisti sono difensori con pessima scelta di tempo. Entrano in scivolata quando già la palla è lontana, l’attaccante è scappato via. S’annoiano del mondo, mai di se stessi. Il Chievo? Uh, una vecchia favola moralista. E intanto ti sfugge il Pelo, un pelo d’etica nell’uovo marcio. © RIPRODUZIONE RISERVATA

La storia

L’uruguayano Suarez come Dracula: multa in beneficenza

Morde l’avversario l’Ajax lo sospende ALESSANDRA RETICO ltro che coniglio, come lo chiamano. Luis Suarez l’uruguayano semmai è selvaggio, molto fisico, i conigli lui se li mangia. Anzi li prende a morsi. Sabato scorso l’attaccante sudamericano, che gioca nell’Ajax, si è incavolato con un suo avversario, Otman Bakkal del Psv Eindhoven e lo ha azzannato alla base del collo, quasi sulla spalla. Un bacio vampiresco che quasi fa sbiadire l’eccezionalità ormai canonica della testata alla Zidane e delle sue conseguenti imitazioni stile Eto’o. L’arbitro Bjoern Kuipers non si è accorto di nulla, o magari pensava a un eccesso di passione, invece la sua squadra lo ha sospeso per le prossime due partite di campionato (ma giocherà stasera contro il Real Madrid in Champions) e condannato a una multa che andrà in beneficenza

A

Il morso di Suarez a Bakkal in attesa delle decisioni sulla squalifica che la Federcalcio d’Olanda (Knvb) sta preparando dopo l’apertura di un’inchiesta e l’uso della prova tv. «Mi dispiace, ho perso la testa» si è scusato Suarez a fine match concluso 00. 23 anni e una faccia scura da scugnizzo, dal 2007 nel club di Amsterdam, capitano focoso, 113 gol in 156 incontri, il marca-

tore più prolifico del 2009 (47 reti) ma soprattutto certe labbrone meglio adatte a baci diversi che non a questi raptus draculeschi. Eppure che fosse sanguigno il ragazzo l’aveva già dimostrato, ieri il quotidiano De Telegraaf lo ha giustamente rinominato Il cannibalema ce ne sarebbero altre di buone similitudini per lui, per lo meno il Tyson (più) delicato del calcio, o il Maradona dell’Uruguay, la mano de dios a modo suo. In Sudafrica, dopo il gol vittoria contro il Messico e due negli ottavi contro la Corea del Sud, nei quarti col Ghana ha bloccato con il braccio una palla che andava dritta dritta in porta al secondo minuto di recupero del secondo tempo supplementare (122’). Espulso, ma il rigore Gyan lo sbaglia, l’Uruguay passa. Lui non c’è in semifinale, contro l’Olanda chissà che morsi avrebbe sentito dentro. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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L’emozione di Nole il comico il tennista che affascina le star FISCHIATO

Djokovic vince davanti a Maradona: “Mi dà sicurezza”

Diego Maradona, in tribuna al Masters con la compagna Veronica, ha ricevuto anche fischi dal pubblico di Londra

GIANNI CLERICI LONDRA n quella che sempre più diviene una vicenda mondana, contornata, come ho già cercato di scrivere, da personaggi non solo da tabloid, ma quasi storici, si è oggi fatto stranotare Armando Maradona. Per chi non lo sapesse, un famoso calciatore, che resterà nella storia, per la prolificità di figli illegittimi, per i molteplici salvataggi da droga, per la sostituzione di San Gennaro nell’immaginario teosofico napoletano, per il soprannome di Mano de Dios che sostituì Pibe de Oro, quando con una geniale deviazione della manina superò l’incredulo portiere britannico, portando alla vittoria l’Argentina nel mondiale messicano 1986. Quel goal mi è tornato in mente, nell’istante in cui, nel match contro un Berdych non certo al massimo, comunque temibile colpitore, Novak Djokovic non ha nemmeno atteso il giudizio dell’arbitro, né la prevedibile richiesta di controllo falchesco del boemo, per accennare chetamente, il palmo della mano parallelo al suolo, che la palla era buona, il punto dell’avversario. Vicenda non del tutto insolita su un campo da tennis, preceduta da celebri giudizi autocritici, dal Barone Von Cramm a Roddick (addirittura a Roma!), e tuttavia vicenda resa paradossale dagli applausi del possessore della Mano cosiddetta de Dios. Di fronte a simile contraddizione, la curiosità mi ha spinto a chiederne a Nole Djokovic, che un tantino conosco, dal giorno in cui, ignoto esordiente, lo incontrai a Como al compleanno di Rocco Piatti, il miglior Under Five del ranking degli asili mondiali. «Non potevo crederci, la prima volta, nel veder Maradona fare un gran tifo per me» mi ha raccontato Nole, soggiungendo

I

In breve

Serie B

Novara-Reggina 3-1 la fuga continua ROMA - Nel posticipo di B il Novara batte la Reggina 3-1 (Scavone, Bertani, Cosenza, Gonzalez) e resta al comando con 36 punti: Siena secondo a 31. RUGBY — L’intervento è fissato per giovedì a Milano. Mauro Bergamasco sarà operato alla spalla destra infortunata: possibile stop di 4 mesi. VELA — A Dubai riscossa di Mascalzone Latino che, impegnato nel Vuitton Trophy, ha prima battuto Artemis, il team di Torbjorn Tornqvist e Paul Cayard, e poi Synergy. la semifinale è ad un passo. SCI — Werner Heel, n. 1 dei velocisti azzurri, si è fratturato il 4° metacarpo della mano destra in allenamento in Canada. TENNIS — A 32 anni si ritira lo slovacco Hrbaty, sei tornei Atp vinti, finalista di Davis nel 2005. È stato 12° del ranking nel 2004.

Risultati

Oggi torna Federer sfida con Murray LONDRA — Gruppo A: Djokovic (Ser) b. Berdych (R. Cec) 6-3, 6-3; Classifica: Djokovic 1-0; Berdych 0-1. Oggi il Masters prevede, alle 15, il ritorno in campo di Roger Federer che sfiderà Andy Murray. Alle 21 Soderling-Ferrer. Tv: diretta su Sky Sport. che si parlano in un loro similitaliano, dialoghi che farei bene a registrare, se possedessi un apparecchietto adatto. «Domani Diego verrà di nuovo al tennis, a scambiare qualche colpo», e non col famoso gesto tipico della ‘pelota a mano’. «E, a proposito di scambi, già ci siamo scambiati magliette, che io tesaurizzo in un armadio segreto, e forse appenderò a una parete». Di fronte a simili dichiarazioni, mi veniva naturale domandarmi se il, chiamiamolo così, tifo, non fosse una manife-

Tutti i suoi numeri 1

18

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LO SLAM IN AUSTRALIA

I TORNEI CONQUISTATI

LA MIGLIOR CLASSIFICA

LE GRANDI IMITAZIONI

Novak Djokovic detto «Nole» ha vinto l’Australian Open 2008. Ha disputato anche due finali US Open

Ad oggi il serbo ha vinto 18 titoli dell’Atp, disputando anche 13 finali. Quest’anno sono due i suoi successi

A febbraio è stato anche n. 2 del mondo, il suo miglior ranking. Attualmente è il numero tre dell’Atp

Sono leggendarie le imitazioni di Djokovic di Nadal, Federer, Sharapova e Shakira

Battuto Berdych al Masters: “Mi sento qualcuno quando Kusturica o De Niro mi applaudono” stazione infantile, in un giovanotto che è ormai un campione, e addirittura potrebbe divenire un grande. A questo punto, Nole, ha continuato nella sua dimostrazione di modestia, affermando: «Quando ho visto gente

come Kusturica, il grande regista, o Robert de Niro, il grande attore, applaudirmi, da un palco del Centrale di New York, mi sono sentito più sicuro, mi sono detto che l’ammirazione di gente simile significava che anch’io ero qualcuno». Mi sono, a questo punto, chiesto se le imitazioni di Djokovic, viste sul Centrale dello Australian Open, o addirittura a Roma, con Fiorello, potevano essere interpretate come la ricerca di uno o più modelli. Mi sono chiesto se, insieme ad un naturale

senso della comicità, non ci fosse desiderio di autostima, in qualcuno che tanto bene imita gli altri. Non mi resta, mi sono detto, che chiederlo a Maurizio Crozza o a Teo Teocoli, che mi onorano della loro amicizia. E, nello scrivere tutto ciò, mi dico che sarebbe anche il caso di informare che Nole Djokovic ha battuto Tomas Berdych nettamente per 6/3, 6/3. E’ stata, la sua partita, un’altra dimostrazione di intelligenza, questa volta tattica, che gli ha permesso di smorzare, o addirittura di sot-

trarre all’avversario quella potenza che lo avrebbe privilegiato, nei palleggi in accelerazione. I colpi di Nole son stati infinitamente più imprevedibili, i rovesci spesso tagliati o smorzati, le battute alterne, gli attacchi inattesi. Berdych basava tutto sulla potenza, la muscolarità, e pareva spesso una bocca da fuoco infissa nel campo, e impotente a seguire le evoluzioni di un fuoco fatuo. E’ così finito presto, questo match di un Master che, per ora, segue il senso comune. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il caso

Due anni di contratto col nuovo sponsor: affare da quasi tre milioni

Rossi dalla Fiat ai tedeschi accordo Ducati-Mercedes ENRICO SISTI ROMA erchi Fiat e trovi Mercedes. La Ducati ha chiuso un accordo di collaborazione con il gigante tedesco. L’annuncio è stato dato al Motor Show di Los Angeles. L’intesa quasi certamente finirà per “colorare” di grigiastro (e non è solo un’ipotesi cromatica) la Desmosedici di Valentino nel 2011 e nel 2012. Due anni di contratto per un volume di affari di molto superiore ai 2 milioni. Dunque il matrimonio fra i brand italiani (Valentino e Ducati), uno vincente e popolare, l’altro vincente perché di nicchia, si prepara ad essere un po’ meno italiano, ma certamente più solido e in prospettiva più affidabile: raramente la MotoGp di degli ultimi due, faticosi anni di compressione economica si è trovata a salutare l’arrivo di forze fresche. La tendenza è stata piuttosto quella degli addii (case produttrici, sponsor) e delle preoccupazioni. Meno di due settimane fa, a conferma del trend a precipizio, lo stesso ad del Lingotto Marchionne scongiurava una connection con Borgo Panigale: «Nessun progetto con Ducati». S’era detto che la Ducati si sarebbe fatta presto una ragione di questo affrancamento di Fiat dalle moto (è stata per anni il marchio più visibile sulle Yamaha). E’ successo molto di più: «Una collaborazione di marketing e di sviluppo che unirà stile, prestazioni e design», ha spiegato il presiden-

C

Valentino Rossi te Ducati Gabriele Del Torchio. Mercedes dunque. Bmw, Honda, Suzuki e Peugeot sono aziende che producono sia moto che auto. La Yamaha ha contatti stretti con la Toyota e negli anni scorsi c’è stata una seppure breve amicizia fra Porsche e Harley-Davidson. Ma la Fiat? «Con Fiat abbiamo parlato», spiega Alessandro Cicognani, team manager Ducati, «ma loro hanno ribadito l’intenzione di rivolgersi ad altri contesti». Cosa vedremo? La Ducati Corse che si sposterà su mezzi Mercedes (facesse più notizia Valentino a bordo di una Mercedes per gioco che Michael Schumacher per sport?). Poi il probabile “segnale” sulla livrea della Ducati 2011, quella che avrà il propulsore Big Bang sotto, il leggendario motore a scoppi irregolari, e Valentino più Nicky Hayden sopra. A Los Angeles Valentino ovviamente non c’era. Si sta curando, a velocità considerevole com’è suo costume, la spalla appena operata dai dott. Castagna e Porcellini. Potete giurarci: non farà soste. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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METEO

MARTEDÌ 23 NOVEMBRE 2010

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■ 71 dati a cura di 3BMeteo.com - Elaborazione grafica: Centimetri.it

Meteo in tempo reale su

Bolzano Trento Aosta

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Trieste Venezia

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Bologna Genova Ancona Firenze

Mare e venti oggi Mare

Mattino Nubi irregolari tra Nordest e regioni del Centro con locali piogge, ancora rovesci e temporali tra Campania e alta Calabria, locali sulla Sicilia. Schiarite prevalenti altrove. Temperature in calo, locali gelate al Nord. Venti fino a moderati tra NNE e ONO.

Perugia

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VAR

La Spezia

Giovedì

L’Aquila

Generale variabilità con precipitazioni sparse al Centro e sul basso versante tirrenico, maggiori schiarite al Nord e basso Adriatico. Peggiora dalla sera su Nordovest e Toscana con neve a quote collinari. Temperature in calo. Venti fino a moderati da ONO.

ROMA Bari

Campobasso Napoli

Olbia

Potenza

Catanzaro Cagliari

Palermo Reggio Calabria Catania

Pomeriggio

Venerdì

Ancora piogge e rovesci sparsi su Campania, Calabria tirrenica e nord Sicilia, residui fenomeni anche sul medio Adriatico, in esaurimento serale. Da poco a parzialmente nuvoloso altrove. Temperature in diminuzione. Venti deboli al Nord, tesi da ONO altrove.

Mattino: Instabile lungo le tirreniche con piogge e rovesci sparsi tra Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Calabria e Sicilia tirrenica, localmente a sfondo temporalesco. Qualche fenomeno anche su Molise, Sardegna occidentale e dorsale centrale, nevoso intorno ai 1200-1400m. Nuvoloso sulle Alpi ma in prevalenza asciutto, schiarite altrove, ampie sul Nordovest. Temperature in calo, locali gelate al Nordovest. Venti fino a moderati tra Ovest e NO, tesi in Sardegna.

Ieri

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Alghero Ancona Aosta Bari Bologna Bolzano Brindisi Cagliari Campobasso Catania Catanzaro

16 16 11 16 12 10 19 15 12 22 18

7 8 2 10 3 -1 11 10 6 11 10

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Ieri 11 9 9 9 17 7 13 9 14 9 12

Firenze Genova Imperia L'Aquila Messina Milano Napoli Olbia Palermo Perugia Pescara

INDICE UV

Oggi

min max min

UV

Basso

0-2

3-5

Pomeriggio: Instabile al Centro con piogge e rovesci sparsi tra Toscana, Lazio, Umbria e medio versante adriatico, nevosi oltre 1300-1500m ma in calo serale, pur con fenomeni in parziale attenuazione. Acquazzoni sparsi anche tra Campania, Calabria tirrenica e messinese, maggiori schiarite sul resto del Sud. Buono al Nord salvo nubi sulle Alpi confinali e velature in transito. Temperature in calo eccetto che al Nordovest. Venti deboli al Nord, tesi da ONO altrove.

12 15 15 15 21 12 17 14 17 14 20

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Moderato

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Pisa Potenza Reggio C. Rimini Roma Fium. Roma Urbe Torino Trento Trieste Venezia Verona

8-10 Molto alto

13 6 12 4 21 13 15 6 17 8 15 6 10 0 10 0 14 9 13 5 13 3

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Fronte caldo 6 14 7 7 2 2 4 2 10 5 10 3 3 2 5 -5 9 8 20 13 2 6 1 4 19 5 -4 -5 1 3 1 4 -5 7 9 8 -2 -2 13 16 4 5 4 7 2

9 22 15 11 5 5 9 6 14 8 12 5 7 7 6 -4 24 10 25 18 9 9 5 10 24 8 0 -2 5 4 3 7 -2 10 15 11 -1 0 14 20 7 8 7 9 5

Domani

Reykjavik

Fronte freddo Helsinki Oslo

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Göteborg Riga Edimburgo

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Vilnius

Belfast Kaliningrad

Dublino

Amsterdam Birmingham Londra

Minsk

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Tours Bordeaux Gijon Porto

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Lubiana Zagabria Milano Belgrado Sarajevo Roma

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BChisinau Bucarest

Sofia Skopje Istanbul

Salonicco

Valencia

Lisbona

Atene

Malaga Algeri

Tunisi

Smirne Iraklion

Valletta Larnaca

Come si gioca: Completare il diagramma in modo che ciascuna riga, colonna e riquadro 3x3 contenga una sola volta tutti i numeri da 1 a 9.

6 5

4 4 9 8 9 7 1 6 2 1 4 7

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Tramonta Bari Napoli Palermo Roma Bologna Firenze Milano Genova Torino

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>11 Estremo

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Piogge e rovesci sparsi su tutto il Paese, in graduale attenuazione su Nordovest, basso Adriatico, ioniche ed Isole. Neve anche al piano tra basso Piemonte ed Emilia, a quote collinari sul resto del Centronord. Temperature in calo. Venti moderati ciclonici.

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La Repubblica - Nazionale 23_11_2010  

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