Issuu on Google+

Il reportage

La cultura

Lo sport

Londra, la rivolta degli studenti modello

Grossman e Rushdie favole da adulti per piccoli sognatori

Inzaghi shock ginocchio rotto “Ma non mollo”

ENRICO FRANCESCHINI

SIMONETTA FIORI

STEFANO SCACCHI E ANDREA SORRENTINO

Fondatore Eugenio Scalfari 1 2

Anno 35 - Numero 268

www.repubblica.it

Direttore Ezio Mauro

  1,50 in Italia

ven 12 nov 2010

venerdì 12 novembre 2010

SEDE: 00147 ROMA, VIA CRISTOFORO COLOMBO, 90 - TEL. 06/49821, FAX 06/49822923. SPED. ABB. POST., ART. 1, LEGGE 46/04 DEL 27 FEBBRAIO 2004 - ROMA. CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÀ: A. MANZONI & C. MILANO - VIA NERVESA, 21 - TEL. 02/574941. PREZZI DI VENDITA ALL'ESTERO: AUSTRIA, BELGIO, FRANCIA, GERMANIA, GRECIA, IRLANDA, LUSSEMBURGO, MALTA, MONACO P., OLANDA, PORTOGALLO, SLOVENIA, SPAGNA € 2,00; CANADA $1; CROAZIA KN 15; DANIMARCA KR 18; EGITTO EP 16,50; FINLANDIA € 2,50; MAROCCO MDH 24; NORVEGIA KR 20; POLONIA PLN 12,10; REGNO UNITO LST 1,50; REPUBBLICA CECA CZK 61; SLOVACCHIA SKK 80/€ 2,66; SVEZIA KR 18; SVIZZERA FR 3,00 (CON D O IL VENERDÌ FR 3,30); TUNISIA TD 3,50; TURCHIA YTL 4; UNGHERIA FT 495; U.S.A $ 1

Il Cavaliere: sono in difficoltà. Fli, lunedì via i ministri. Bersani: governo di transizione con chi ci sta. Napolitano critica la manovra

Sulle valute nessun accordo al G20 di Seul

Berlusconi: io premier o il voto

Il debito dell’Irlanda fa paura all’Europa Italia, lo spread Btp ai massimi dal 1997

Fallita la mediazione di Bossi. Fini: non cambio idea, si dimetta L’analisi

Il retroscena

Il tramonto del demiurgo

Gianfranco al Senatur “Meglio senza Silvio”

GUIDO CRAINZ

CARMELO LOPAPA

È

L TIMING corre veloce, spedito, verso la crisi. E non sarà quella «pilotata» in cui il premier Berlusconi fino a ieri confidava. «Potete dire a Silvio che se non si dimette, lo facciamo dimettere noi» dice Gianfranco Fini a Bossi, Calderoli e Maroni. SEGUE A PAGINA 3

SEMPRE più diffusa la consapevolezza di esser di fronte non solo al declino di un leader o di una proposta politica ma all’esaurirsi di una fase intera della storia del Paese, iniziata già prima della discesa in campo di Silvio Berlusconi. SEGUE A PAGINA 47

I

ROMA — «Non mi dimetterò. I finiani, mi sfiducino». Lo ha detto ieri Berlusconi dopo il fallimento della mediazione di Bossi. Le sue proposte non hanno infatti convinto Fini. Che ha commentato: non cambio idea. In mattinata, da Seul, il Cavaliere aveva ammesso per la prima volta: «Sì, sono in difficoltà». Fli intanto annuncia: lunedì ritireremo i nostri ministri. E mentre Bersani propone un governo aperto «a chi ci sta», il presidente Napolitano critica la Finanziaria. DA PAGINA 2 A PAGINA 9

Inchiesta italiana

Milano, la nuova città costruita sui veleni ARDÙ E POLIDORI ALLE PAGINE 14 E 15

IL GRANDE DISORDINE dal nostro inviato FEDERICO RAMPINI

Il ministro querela la Fiorillo. Corona: ci sono le foto delle feste a Arcore

SEUL AGENZIA cinese di rating declassa il debito sovrano di Washington trattando gli Stati Uniti come una Grecia qualsiasi. Barack Obama all’apertura del G20 ricambia la cortesia e chiede a Hu Jintao la liberazione dei prigionieri politici. Un ex banchiere centrale americano, Alan Greenspan, accusa il suo successore di indebolire deliberatamente il dollaro. SEGUE A PAGINA 46

L’

Ruby, il pm accusa Maroni “Ha calpestato la verità” MILANO — «Maroni è andato in Parlamento a calpestare la verità e questo non lo posso permettere». Così il pm dei minori di Milano Annamaria Fiorillo ha spiegato ieri la sua decisione di contestare la ricostruzione del Viminale sulla notte in cui l’allora minorenne Ruby fu affidata alla consigliera regionale del Pdl Nicole Minetti. Immediata la replica del ministro, che ha annunciato querela contro il magistrato. Intanto Fabrizio Corona annuncia: «Esistono foto delle feste ad Arcore». CARLUCCI E COLAPRICO ALLE PAGINE 10 E 11

Sentenza dell’Ordine dei giornalisti. Paolo Berlusconi: totale fiducia

LOST IN PECHINO

Caso Boffo, condannato Feltri con tre mesi di sospensione

TIMOTHY GARTON ASH

EMILIO RANDACIO A PAGINA 13

Una delle nuove costruzioni a Milano

La denuncia dei genitori: costretti a mangiare il loro vomito

MASSIMO PISA

A Pinerolo l’asilo degli orrori bimbi picchiati dalle maestre

B

MILANO ELL’ESEMPIO davvero, per i ragazzi del Beccaria. Lì, di fronte alle finestre sbarrate dell’istituto di pena minorile di Milano, si consuma l’ultimo scandalo di concessioni edilizie facili, di veleni sepolti e mai bonificati, di controlli assenti e responsabilità liquide in nome del dio cemento. SEGUE ALLE PAGINE 34 E 35

MEO PONTE ALLE PAGINE 26 E 27

R2 Distratto un’ora su due la vera fuga del cervello ELENA DUSI

C

HE fascino avrà mai la realtà, di fronte alla fantasia. Sembra che il presente per il nostro cervello sia una gabbia da cui fuggire. La metà del tempo in cui siamo svegli la trascorriamo infatti pensando ad altro rispetto all’attività in cui — apparentemente — siamo concentrati. All’università di Harvard si sono divertiti a tracciare una mappa delle divagazioni della mente, o “mind wandering”. SEGUE A PAGINA 55

S

R2 Balotelli: la mia vita da nero i primi insulti a 15 anni

De Laurentiis aveva 91 anni

Addio Dino re del cinema

NEGLI SPETTACOLI

MARIO BALOTELLI

I

PRIMI buuu li ho beccati a 15 anni. Era il 2 aprile del 2006, giocavo nel Lumezzane e mister Salvioni mi fece esordire in serie C1 a Padova. Non avendo compiuto ancora 16 anni, per farmi giocare la società aveva dovuto chiedere un permesso speciale alla Federcalcio e l’autorizzazione ai miei genitori. SEGUE A PAGINA 53 CAROTENUTO A PAGINA 53

E VOLETE capire perché l’Europa ha bisogno di una politica estera, provate a immaginare che aspetto ha il vecchio continente visto da Zhongnanhai, il complesso di edifici accanto alla Città Proibita, dove stanno i palazzi del potere cinesi. Me li vedo i leader del Celeste Impero, seduti in circolo davanti a una tazza di tè a ridacchiare sulle indecorose pagliacciate di quegli europei che un tempo saccheggiavano e umiliavano la loro nazione. SEGUE A PAGINA 47

ALESSANDRO

BARBERO

LEPANTO La battaglia dei tre imperi

w w w. l a t e r z a . i t

chiedi a un libraio

Editori

Laterza


la Repubblica VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

IL GOVERNO ALLA PROVA POLITICA INTERNA

■2

Lo scontro

Fallisce la mediazione leghista Fini insiste: Berlusconi si dimetta Il premier: Fli mi sfiduci. Bossi: l’Udc via, al mare GIANLUCA LUZI

ELLEKAPPA

Lo spiraglio del Senatùr

ROMA — Quaranta minuti. Tanto è durato l’incontro alla Camera tra Fini e il vertice della Lega con Bossi, Maroni e Calderoli. Pochi per una mediazione concreta. Abbastanza per certificare che la crisi è a un passo. Anche se all’uscita dal vertice il Senatur ha descritto una situazione ancora aperta: «Gianfranco è possibilista», le parole di Fini: «Umberto la fa troppo semplice», mantengono ferma la condizione già

C’è spazio per una crisi pilotata, Fini è abbastanza d’accordo. Berlusconi potrebbe accettare un reincarico. Noi comunque fedeli UMBERTO BOSSI leader della lega

La chiusura di Gianfranco

Le cose sono molto più complicate di come le presenta Bossi. Noi abbiamo chiesto le dimissioni del premier, se no usciamo dal governo

Nell’incontro col presidente della Camera il leader leghista ipotizza il reincarico espressa domenica scorsa a Bastia Umbra: Berlusconi si deve dimettere, poi si vede. In una giornata nervosa in cui si sono rincorse voci su possibili governi tecnici presieduti dal Governatore della Banca d’Italia Draghi o di transizione con a capo Tremonti, un secco comunicato del Pdl taglia corto su qualsiasi ipotesi di governi alternativi: «Se cade Berlusconi si va alle urne». E a Seul per il G20, il presidente del consiglio ha sfidato ancora una volta il presidente della Camera: «Io non ho nessuna intenzione di dimettermi. Se Fini vuole, mi dovrà sfiduciare in Parlamento, alla luce del sole e davanti agli italiani». Un chiaro avvertimento che in cam-

GIANFRANCO FINI presidente della Camera

pagna elettorale il Cavaliere metterà nel mirino Fini come responsabile della caduta del governo di centrodestra. L’altolà del Pdl concordato al telefono con Berlusconi a Seul - chiude una giornata che era cominciata con l’atteso incontro tra Fini e Bossi. Prima però c’era stata la smentita del capogruppo del Pdl Cicchitto alla frase detta il giorno prima dal sottosegretario Letta, secondo cui il governo non sarebbe durato. Un modo - quello di Cicchitto - per compattare il Pdl sulla linea di intransigente difesa di Berlusconi e del suo attuale governo. Accompagnato dal monito del presidente del Senato Schifani:

«Mi auguro che al più presto si esca da questa situazione di incertezza. Il paese ha bisogno di sicurezze e i cittadini hanno bisogno di piena e stabile governabi-

Bocchino: votiamo la manovra ma non la fiducia. La Lega: nessuna alternativa senza il sì di Silvio lità». Eppure, dopo i quaranta minuti di incontro con Fini, Bossi lasciava aperta la porta a scenari diversi, in pratica la disponibilità di

dimissioni di Berlusconi a condizione di un reincarico certo. «Io sono fedele a Berlusconi, non sono disponibile a nessuna alternativa se lui non è d’accordo», è la premessa del Senatur che poi aggiunge: «E’ meglio una crisi pilotata che una crisi al buio». E su questo Fini è d’accordo? «Abbastanza». E Berlusconi accetterebbe di dimettersi se avesse la garanzia di un reincarico? «Altre volte è avvenuto così. Il presidente del consiglio è andato dal presidente della Repubblica per avere il reincarico». E Fini accetterebbe Berlusconi di nuovo a Palazzo Chigi? «Sì, Fini non ce l’ha con Berlusconi». Ma - almeno in

pubblico - Bossi esclude l’allargamento all’Udc di Casini anche in un ipotetico Berlusconi bis: l’Udc, sentenzia Bossi accompagnando le parole con il gesto della mano, «può andare al mare». «Al mare ci vada Bossi, magari ad Antigua», gli risponde per le rime il segretario dell’Udc Cesa. Il film dell’incontro, come lo raccontano Fini e i suoi, è però molto diverso dalla versione di Bossi. «Le cose sono molto più complicate di come le presenta Bossi», ha sintetizzato il presidente della Camera con i parlamentari del Fli. «Non si è risolto nulla» è il commento lapidario del vicecapogruppo Conte, mentre il capo-

gruppo alla Camera di Fli, Italo Bocchino, oltre ad annunciare che il Fli voterà la Finanziaria presentando dei subemendamenti, ma non la fiducia sulla cosiddetta legge di stabilità, spiega così la posizione del suo partito: «Fini ha chiesto le dimissioni di Berlusconi, altrimenti noi usciremo dal governo. Queste due cose sono certe, per tutto il resto aspettiamo che Berlusconi decida se dimettersi o meno. Bisogna attendere il rientro da Seul per sapere se c'è una risposta alle domande che Fini ha posto. Se non ci sarà la conseguenza è il ritiro della nostra delegazione dal governo». © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica

@

VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

Il retroscena

PER SAPERNE DI PIÙ www.repubblica.it www.governo.it

■3

E Gianfranco tenta Umberto “Più facile un governo senza Silvio” Il Senatur: se lo decide lui. Lunedì l’addio dei ministri finiani

(segue dalla prima pagina)

CARMELO LOPAPA A MISSIONE da ultima spiaggia tentata dalla delegazione leghista nello studio al primo piano di Montecitorio, nella trincea «nemica», finisce così, col presidente della Camera che notifica l’intenzione di far presentare ai suoi una mozione di sfiducia, se il Cavaliere non si rassegnerà a fare «l’inevitabile» passo indietro. Da lunedì, sarà un’escalation. Il ritiro del ministro Ronchi e dei sottosegretari di Fli dal governo; poi l’astensione sulla fiducia che Tremonti porrà alla legge di Stabilità (ma con voto favorevole sul merito della norma salva-conti); infine, appunto, la sfiducia. «Perché noi non voteremo mai una mozione presentata dalle opposizioni, ci assumeremo la responsabilità di firmarne una nostra» scandisce il leader dei futuristi al cospetto dei suoi. Sarà dicembre, a quel punto, e tutto allora passerà nelle mani del capo dello Stato. Non che il Senatur non le abbia provate tutte, nel pur breve incontro con l’ex alleato alla Camera. «L’ingresso dell’Udc nel governo per noi è inaccettabile — ha premesso Bossi — Ma si può aprire una crisi pilotata, questo sì, con la garanzia che Berlusconi, andando al Quirinale a rassegnare le dimissioni, ne

L

L’appello

Bagnasco: il bene del Paese guidi ogni scelta

ROMA — «Qualunque cosa accada, sia per il bene del Paese». Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei a proposito dell’eventualità di elezioni anticipate. «Qualunque evento che tocchi la storia del nostro Paese — ha detto il capo dei vescovi riuniti ad Assisi per l’assemblea generale — e quindi la società nel suo insieme, vorremmo che sia un bene per le persone e per la società intera». «Le elezioni, ma anche ogni altro evento che coinvolga le responsabilità alte della politica — ha insistito Bagnasco — speriamo siano decisi e guidati in questa direzione».

Troppi imbarazzi “Pensavo di far valere le mie idee nel grande progetto politico del Pdl. Invece lì dentro dovevo abbassare gli occhi ogni volta che passava un Cosentino. Oppure un Brancher, o una Ruby o una Noemi”. Lo scrive Flavia Perina, direttore del Secolo, su Post, il giornale online di Luca Sofri, per spiegare la distanza tra Pdl e Fli

I personaggi MELCHIORRE

LA RUSSA

RUTELLI

Fini ieri sera ha incontrato i liberaldemocratici Daniela Melchiorre e Italo Tanoni: “L’era Berlusconi ormai è finita”

Bossi ha offerto a Fini di sacrificare La Russa e Gasparri pur di fare guidare il nuovo governo ancora a Berlusconi, ma Fini ha detto no

Il leader dell’Api potrebbe far parte del nuovo partito moderato immaginato da Fini insieme al leader Udc Casini

«Forse non è ancora chiaro, a me non interessano le poltrone» ribatte Fini, che poi incalza: «Ma voi escludete davvero che un governo possa essere presieduto da qualcun altro? Non pensate anche voi che questo ciclo sia fi-

nito?» Il leader leghista appare categorico, o quasi. «Noi lo escludiamo. Se poi Berlusconi decidesse di fare un passo indietro, allora se ne potrebbe parlare. Ma non mi sembra che possa accadere». Sono da poco tra-

scorse le 12,30 e Maroni e Calderoli escono per primi, terrei e silenti lungo il corridoio che dalla presidenza conduce ai gruppi parlamentari. Andranno a riunirsi al gruppo della Lega con Bossi che li raggiungerà a breve.

Fini convoca i suoi. Racconta il «nulla» emerso dal faccia a faccia allargato con i leghisti, più curiosi di conoscere le mosse dell’avversario che intenzionati a portare avanti una mediazione concreta, a sentire i finiani. L’impressione, da Bocchino a Urso, da Menia a Briguglio passando per la Perina è che «il dado è tratto». E non da ieri. Gianfranco Fini d’altronde guarda avanti, pensa ormai «oltre» come spiegherà in serata ai due liberldemocratici Italo Tanoni e Daniela Melchiorre, ai quali ha chiesto un incontro. Perché le «consultazioni» del presidente della Camera sono già iniziate. «Vi rendete conto anche voi che l’era di Berlusconi è finita, che bisogna guardare avanti» dice ai due deputati un tempo parte integrante della maggioranza nel Pdl, ora anch’essi fuori dal recinto. Anche a loro il leader di Fli chiede la disponibilità ad avviare un cammino comune, intanto, con l’astensione sulla fiducia, poi in vista della costruzione di un nuovo partito moderato con Casini e Rutelli. «Ma prima, è chiaro, occorrono le dimissioni di Berlusconi e se non arrivano quelle...» taglia corto Fini. Melchiorre e Tanoni danno la loro disponibilità. Ma è soprattutto con Casini e Bersani che la terza carica dello Stato tessendo la sua trama. I contatti sono continui, ormai ri-

Il leader Fli: non voteremo mai una mozione di sfiducia del Pd, la presenteremo noi

Bossi offre posti nel nuovo governo, l’esclusione degli ex An e la riforma elettorale

esca con un nuovo incarico, com’è già avvenuto in passato». Ma sta proprio qui il punto. «Eh no, lui si dimetta, poi vediamo cosa succede, non possiamo imporre paletti di questo genere al presidente della Repubblica» ribatte Fini agli uomini del Carroccio. È a quel punto, nel vertice di mezzogiorno durato meno di un’ora, che il leader leghista con i due ministri al fianco, prova a offrire al presidente della Camera quel che fino a ieri era impensabile. «Se voi accettate un Berlusconi bis — insiste Bossi rivolto a Fini — nel nuovo governo ci sarebbe spazio per un numero maggiore di vostri ministri, anche con portafogli. Si può aprire un dialogo per la riforma parziale della legge elettorale. E Silvio potrebbe sacrificare gli ex colonnelli di An» accenna con chiaro riferimento a La Russa e Gasparri, ormai tra i più ostinati avversari dei futuristi. Ecco, tutto questo «offre» Bossi nell’ultima trattativa, a patto che a guidare l’esecutivo sia ancora l’amico Silvio.

petuti nel corso della giornata, il pallottoliere della possibile, futura maggioranza viene aggiornato di ora in ora. Ed è soprattutto sui senatori in bilico che i tre stanno lavorando ormai da giorni. «Un altro governo non sarà di tre mesi, limitato alla legge elettorale, ma porterà a termine la legislatura e lavorerà per far fronte alla crisi economica» è il messaggio che quasi in coro ripetono ai loro interlocutori. Finiani e centristi confidano parecchio nella mano d’aiuto che indirettamente potrebbe arrivare dal drappello di parlamentari rimasto fedele all’ex ministro Claudio Scajola. Poco più di una decina, dicono nel Pdl, comunque in grande agitazione, fuori da tutti i giochi dettati dai tre coordinatori regnanti e pressoché certi di non essere ricandidati, in caso di ritorno immediato alle urne. Berlusconi e Bossi hanno già confermato al telefono, tra Roma e Seul, il loro appuntamento ad Arcore di lunedì. Quella sera, forse, tutto sarà già compiuto. © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

IL GOVERNO ALLA PROVA POLITICA INTERNA

■4

@

PER SAPERNE DI PIÙ www.ilquirinale.it http://espresso.repubblica.it/

I protagonisti

“Chiederò subito io la fiducia al Senato” La sfida di Berlusconi che da Seul avverte: Fli e Casini vogliono solo farmi fuori BENVENUTO

DAL NOSTRO INVIATO FRANCESCO BEI SEUL — «Io non mi dimetterò mai, mai! Se lo mettano in testa tutti quanti». La voce gracchia nell’interfono dello studio di Fabrizio Cicchitto alla Camera, tutta la prima linea del Pdl ascolta in silenzio lo sfogo del premier. Quella telefonata arriva dall’altra parte del mondo, da Seul, dove Berlusconi ha da poco concluso la cena — messo a sedere accanto al presidente Bingu del Malawi — con i leader del G20. La crisi politica che ha investito il suo governo segna la missione. «In my country i have some difficulties in this moment (nel mio paese ho delle difficoltà in questa fase)» dice Berlusconi in inglese al primo ministro vietna-

La missione VERTICE DEI 20 GRANDI Berlusconi è da ieri l’altro a Seul, in Corea del Sud, per il G20. L’obiettivo del vertice è riportare ordine nel caos finanziario

A Seul il Cavaliere si sfoga con il collega vietnamita: “Sì, nel mio Paese sono in difficoltà”

TREMONTI E DRAGHI

mita Nguyen Tan Deng. Il premier si rintana poi nella sua suite, evitando la stampa. E in contatto con Roma, ripete tutti i suoi dubbi: «Io un bis lo posso anche accettare. Ma temo che l’obiettivo di Fini e farmi fuori. E temo che sia anche l’obiettivo di Casini. Un governo con me non lo vogliono fare. E allora la strada è quella delle elezioni anticipate». Tant’è che se lunedì la delegazione finiana si dimetterà, lui convocherà a cena Bossi per fare il punto. Ma il percorso è già di-

PAESI POVERI

Il caso

Silvio Berlusconi accolto al G20 dal “padrone di casa”, il premier della Corea del Sud Lee Myun-Bak. In alto, Berlusconi al Museo nazionale della Corea del Sud

Rappresentano l’Italia anche il ministro Giulio Tremonti e il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi

Al vertice partecipano anche Paesi poveri. Berlusconi ha avuto come vicino di tavola il presidente del Malawi

RITORNO DOMANI Oggi i lavori del G20 si concludono. Il ritorno di Berlusconi a Roma è programmato per domani

segnato: il premier si presenterà al Senato a chiedere la fiducia, certo che a palazzo Madama non ci saranno problemi di quorum. E quindi andare avanti. «E lo farò prima che i finiani mi votino contro sulla Finanziaria». Sta di fatto che il suo G20 è tormentato dalle tensioni italiane. Quando torna in albergo, la security coreana caccia i giornalisti persino dalla hall, lasciandoli sul marciapiede a osservare Berlusconi che si infila in ascensore scuro in volto. Non una parola, nemmeno dalla delegazione. Per una curiosa coincidenza, sotto le avveniristiche cupole di vetro del centro “Coex” si ritrovano contemporaneamente tre premier italiani. Quello in carica, che per scherzare ha confessato, in privato, di essere al suo «ultimo G20». E i due potenziali candidati a prenderne il posto: Giulio Tremonti e Mario Draghi, a Seul in veste di chairman del Financial Stability Board. Con

SULL’ESPRESSO “Qui crolla tutto” è il titolo di copertina dedicato all’agonia del governo, tra crisi politica, le macerie di Pompei e l’alluvione in Veneto

Tremonti il Cavaliere ha discusso a lungo nel viaggio sopra i cieli dell’Asia e i suoi dubbi non sono stati cancellati. Ma è sul Governatore della Banca d’Italia che s’appuntano i sospetti più forti per un eventuale governo tecnico. I berlusconiani ne sono convinti: «L’uscita di Napolitano contro la Finanziaria — ragiona un autorevole senatore

Pdl — è la conferma che il presidente della Repubblica avalla il governo tecnico. Fino a ieri ci eravamo cullati nell’idea che il Quirinale fosse contrario al ribaltone, adesso è tutto più chiaro. Il candidato è Draghi, a Pisanu al massimo faranno fare il ministro». Ma il Cavaliere è deciso a resistere a ogni costo. «Finora sono stato zitto, ma faremo i nomi di tutti i responsabili». La prudenza nei confronti delle prerogative del capo dello Stato cesserebbe, la propaganda berlusconiana investirebbe frontalmente Napolitano. «Se facessero dimettere Berlusconi per dar vita a un governo tecnico — minaccia uno dei partecipanti al vertice di Montecitorio — per noi equivarrebbe all’8 settembre, sarebbe la guerra civile». Ora, facendo la tara agli slogan bellicosi del Pdl, la realtà è che Berlusconi intende riprendersi uno spazio di manovra au-

tonomo. Finora ha lasciato che a parlare fossero Fini e Bossi, l’ultima mano la vuole dare lui. Anzi, la “strana” operazione diplomatica messa in piedi dal Carroccio lo ha lasciato freddo. Alcune dichiarazione di Bossi lo hanno persino indispettito, come quell’eccessiva “disinvoltura” nel parlare di crisi pilotata e Berlusconi-bis. Il Cavaliere infatti a dimettersi non ci pensa proprio. Non si fida. È pronto semmai a un rimpasto di governo, a concordare un nuovo programma con l’Udc, pur di bruciare i progetti «irresponsabili» del presidente della Camera. Nemmeno le dimissioni dei finiani dal governo, che nel Pdl danno per scontate all’inizio della

Freddo con Bossi e Tremonti. I sospetti sul Quirinale per il ruolo che può avere Draghi prossima settimana, porteranno il premier a cambiare strategia. «Io li lascio fare — ha spiegato in aereo arrivando in Corea — così se il governo cadrà sarà solo colpa loro». Se poi alla Camera non dovesse avere più una maggioranza, potrebbe mettere Napolitano con le spalle al muro costringendolo a sciogliere il Parlamento. I calcoli circolati ieri sono questi: il centrodestra avrebbe 12 voti di vantaggio al Senato e sarebbe sotto di 7 alla Camera. «Con questi numeri — sperano — il capo dello Stato non può che mandare tutti al voto». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Dopo l’uscita dei ministri Fli Berlusconi dovrebbe salire al Quirinale per rendere note le sue intenzioni. Poi la palla passerà al Capo dello Stato

Ma ora Napolitano attende la mossa del premier DAL NOSTRO INVIATO UMBERTO ROSSO VICENZA — Il conto alla rovescia è partito, e forse anche per il Quirinale le speranze di fermare lo show down si vanno esaurendo. Ci prova Giorgio Napolitano ad insistere, pubblicamente e nei contatti riservati febbrili di queste ore, per salvare la Finanziaria ma dietro le rassicurazioni registra l’escalation di veti e il fallimento delle mediazioni. Spera, e lo dichiara, che martedì in commissione possa essere l’occasione buona per il miracolo ma Fini lo ha informato che la sua delegazione è pronta a lasciare ancora prima il governo, e la strada che il Colle aveva imma-

ginato per scongiurare l’esercizio provvisorio si fa strettissima. Con il paese reale sotto gli occhi, i sindaci, i paesi del Veneto in ginocchio per l’alluvione, le “fabbrichette” sepolte dall’acqua, il capo dello Stato perciò alza sempre di più la voce per denunciare l’incertezza della crisi politica. Nota che i suoi appelli finiscono nel cassetto, e perciò se ancora qualche giorno fa il suo era un invito, adesso tuona contro le scelte, anzi le non scelte, della maggioranza. E la chiave per capire il suo stato d’animo di queste giornate sta forse tutta in quelle parole che ha rivolto ai sindaci dell’Anci a Padova: «L’Italia sta attraversando il periodo più difficile della sua storia, pa-

ragonabile forse solo a quello vissuto all’indomani della guerra, con la ricostruzione». Ma sembra ormai questione di ore, e il Colle si troverà di fronte le

Sarà il presidente del Consiglio a chiedere o meno un passaggio davanti al Parlamento IERI A VICENZA Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

dimissioni della pattuglia finiana dal governo. Perciò si studiano precedenti, prassi e modalità (forse anche di questo hanno parlato qualche giorno con l’ex presiden-

te Scalfaro). Tecnicamente, formalmente, nessun obbligo del presidente del Consiglio di salire sul Colle per aprire una crisi. E a maggior ragione, sempre sul terreno delle procedure, Napolitano non ha obbligo di rispedire il premier davanti alle Camere per certificare l’esistenza in vita della sua maggioranza. Ma, politicamente, le cose stanno in modo diverso. E il capo dello Stato si aspetta che di fronte al forfait di un pezzo del governo e della coalizione, il premier un passaggio al Quirinale lo faccia per un “rapporto” ufficiale sulla situazione, per informarlo sullo stato dell’arte. E a Berlusconi toccherà a quel punto indicare al ca-

po dello Stato le sue intenzioni. Che vanno dalla assai teorica possibilità di dimissioni alla scelta di andare avanti con un mini-rimpasto o magari senza mettere mano per niente alla formazione di governo, senza tenere conto cioè delle defezioni. Sarà il presidente del Consiglio insomma a chiedere o meno un passaggio davanti al Parlamento, a secondo che decida o meno di stanare Fini, farsi votare contro, e aprire formalmente la crisi. A quel punto, davvero, i giochi saranno interamente nelle mani del presidente della Repubblica, alle prese con l’altalena nuovo governo o elezioni anticipate. © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica

IL GOVERNO ALLA PROVA POLITICA INTERNA

VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

■6

Le reazioni

Il Pdl blinda il premier: “Lui o voto” ma non si fida più di Bossi e Tremonti Alta tensione nel partito, bocciata l’ipotesi di un governo Letta ALBERTO D’ARGENIO ROMA — Il vertice tra Bossi e Fini è finito da poco più di un’ora quando il capogruppo Fabrizio Cicchitto convoca i vertici del Popolo della libertà. Assente Berlusconi — è in Corea per il G20 — le Porte di Palazzo Grazioli restano chiuse e i pidiellini per una volta devono incontrarsi alla Camera. Arrivano i ministri ex Forza Italia, i coordinatori e i capogruppo nati nella galassia azzurra. Non vengono invitati gli ex An rimasti fedeli al Cavaliere. Alfano, Gelmini, Fitto, Verdini, Sacconi, Brunetta, Bondi e gli altri

Vertice drammatico, Berlusconi chiama tre volte e detta la linea Gli ex An non invitati arrivano solo dopo ascoltano la relazione sull’incontro tra il Senatùr e il presidente della Camera e iniziano una discussione tra le più drammatiche dalla nascita del governo. Da Seul chiama Berlusconi, tre volte, e all’interfono spiega al suo stato maggiore la linea da tenere. «Andiamo avanti», dice tassativo. Una posizione — nel frattempo si è unito La Russa venuto a conoscenza della riunione — che dopo tre ore di

lavoro viene riassunta in un comunicato di difesa a oltranza al premier. Lo stesso La Russa ne anticipa i contenuti ai cronisti spiegando che «la classe dirigente del Pdl si è ritrovata compatta, non può esserci nessun governo che non sia guidato da Berlusconi». Oltretutto, rivela, «non escludiamo un allargamento della maggioranza». Un riferimento a quell’Udc che chiede Fini e che la Lega continua a boicottare. Il comunicato del Pdl è ancora più chiaro nel bollare come «inaccettabile» che «la legislatura possa proseguire con un differente premier e un differente go-

verno. Chiunque voglia coltivare ipotesi diverse dovrà passare dall’inequivocabile verdetto della sovranità popolare». Insomma, no a dimissioni del Cavaliere chieste da Fini e, a maggior ragione, al un governo tecnico. Dietro la compattezza di facciata, chi ha partecipato al vertice parla di ore concitate, di timori e sospetti dietro ogni angolo. A partire dalla paura che Fini porti via pezzi al Pdl togliendo a Berlusconi il terreno da sotto i piedi. Ma soprattutto la preoccupazione per quella Lega che si è ritagliata il ruolo di “mediatrice” tra Berlusconi e Fini. «Ci si interroga fino a

Hanno detto

CICCHITTO

LA RUSSA

NAPOLI

“Nessuno è in grado di sostituire Silvio Berlusconi senza far cadere l’intera legislatura”

“La classe dirigente del Pdl si è ritrovata compatta. Non ci sarà nessun governo che non sia guidato da Berlusconi”

“A Fini dico: avete abusato della centralità del Parlamento. Allora votate la sfiducia nelle Camere”

quando il Pdl potrà contare sulla lealtà del Senatùr, che per ottenere il federalismo potrebbe accettare qualsiasi manovra», raccontano dal Pdl. Magari sganciandosi insieme a Tremonti per quel governo tecnico con Fini in grado di silurare definitivamente il Cavaliere. Oppure, anche se rimanesse con Berlusconi, di trattare dall’opposizione con l’esecutivo di transizione pur di ottenere il federalismo. E se un alto dirigente pidiellino ammette che «stiamo cercando di capire che ruolo stia giocando Bossi», al vertice di ieri più di un ministro ha detto: «Dobbiamo reagire, non possiamo lasciargli la delega per decidere cosa sarà del governo». Un altro dato che spaventa molti fedelissimi del premier è che ieri, per la prima volta, si sia arrivati a chiedere a Berlusconi cosa pensi delle voci su un governo a trazione Lega-Pdl guidato da un nuovo presidente del Consiglio. Letta, Alfano o Maroni. Sentita la burrascosa risposta del Cavaliere, Cicchitto ha decretato: «Basta, non c’è altra strada che Berlusconi, nessuno è in grado di sostituirlo senza far cadere tutto». E così in serata viene incaricato il fedelissimo Osvaldo Napoli di ricordare a Fini e all’opposizione che la «centralità del Parlamento è uno dei temi del quale avete più abusato: votateci la sfiducia alle Camere senza scorciatoie». © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’intervista/1

L’intervista/2

Lupi (Pdl): se Fli vuole sfiduciarci lo faccia al Senato

Urso (Fli): “Resta doveroso aprire comunque una fase diversa”

“Atto da irresponsabili ostacolare la manovra”

“Silvio è spaventato la Lega vuol trattare”

ALBERTO D’ARGENIO ROMA — Cosa ne pensa il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi (Pdl), dello stallo in cui è ricaduta la situazione politica dopo il vertice tra Bossi e Fini? «Puntualizzo che se siamo in questa situazione la responsabilità è di chi è uscito dal Pdl per fare un nuovo gruppo (i finiani, ndr) e dopo avere detto che sarebbe stato fedele al programma se si fosse riconosciuto il suo ruolo politico nella maggioranza, cosa che Berlusconi ha fatto il programma, ora rilancia all’infinito. Fini chiedendo le dimissioni del premier e un suo fantomatico reincarico punta a eliminarlo politicamente. La nostra risposta quindi è che c’è governo eletto da cittadini e se vogliono sfiduciarci lo facciano in Parlamento. Se invece c’è una proposta vera per migliorare l’azione di governo venga fatta con chiarezza. Noi tra l’altro abbiamo più volte ribadito che il Paese ha bisogno di un governo che possa governare. E il gioco del cerino di Fini non ha nulla a che fare con un’idea dei politica al servizio del bene comune». Chiaro, però non ha risposto alla mia domanda. Ora cosa fate?

«Personalmente suggerirei che immediatamente dopo il ritiro della dei ministri del Fli Berlusconi vada in Senato, impegniato nella sessione di bilancio, a chiedere una nuova fiducia. Se non viene riconfermata la strada per noi sarebbero solo elezioni, anche se sarebbe da irresponsabili». Ma al Senato Pdl e Lega sono autosufficienti, i rischi li correte alla Camera. «Sarebbe da irresponsabili non approvare la manovra di stabilità alla quale sta lavorando il Senato e una maggioranza autonoma a Palazzo Madama darebbe un messaggio politico forte.

“L’opposizione, per scalzare la maggioranza, fa appello a una parte di maggioranza” Dopo potremmo verificare se quella maggioranza c’è anche alla Camera». Riassumo: al Senato le astensioni sono un voto contrario e quindi la maggioranza sulla finanziaria reggerebbe. Alla Camera no. E così dimostrereste che con i due rami del parlamen-

to spezzati non ci sono spazi per un governo tecnico. «Un governo tecnico sarebbe assurdo. Mi auguro che il nostro governo possa ancora essere rinforzato, ma in questo momento sono scettico». (a. d’a) © RIPRODUZIONE RISERVATA

BELPAESE LAST MINUTE

GOFFREDO DE MARCHIS ROMA — Il viceministro allo Sviluppo economico (fino a lunedì) Adolfo Urso sottolinea la vera novità della giornata. «Bossi è uscito dal cespuglio. È pronto a un nuovo governo, cioè mette nel conto le dimissioni di Berlu-

ALESSANDRA LONGO

membri futuristi del governo, il ministro Ronchi e i sottosegretari Menia, Buonfiglio e Urso, adempiono rassegnati alle incombenze finali. Ronchi, responsabile delle Politiche Comunitarie, dopo le lacrime versate a Perugia lo scorso weekend, quando annunciò il suo prossimo congedo dalla poltrona, libera l’agenda. Primo dicembre 2010, un anno dal Trattato di Lisbona: a presenziare sarà un altro... Buonfiglio, incaricato di Politiche Agricole, già si occupa di riorganizzare il nuovo partito nel Lazio. Urso ha fatto l’ultimo viaggio da viceministro allo Sviluppo Economico portando un centinaio di imprese dallo sceicco Hamed Bin Ahmed Al Hamed. E potrà raccontarlo ai propri figli. Menia, sottosegretario all’Ambiente, ha messo al bando, dal primo gennaio 2011, le buste di plastica per la spesa.

I

© RIPRODUZIONE RISERVATA

sconi», dice il dirigente di Futuro e libertà. Adesso il Pdl non deve aver paura solo di Futuro e libertà. La mediazione del leader leghista con Fini non ha sortito alcun risultato? «L’incontro è certamente servito chiarire le rispettive posizioni. C’è un no all’allargamento all’Udc che noi non condividiamo. Ma siamo comunque a un confronto vero. Dall’altra parte il Pdl mi sembra spaventatissimo da questo dialogo appena avviato». Berlusconi fa sapere che non si dimetterà mai. Potreste stac-

“Sarà il premier a chiedere o meno un passaggio in Parlamento. Sarà una nuova fase” care la spina anche subito. «Aspettiamo che il premier torni da Seul dov’è impegnato in un vertice internazionale di grande rilievo. Abbiamo il senso dello stato e non mettiamo il presidente del Consiglio nella condizione di dover parlare della politica italiana in un consesso come il G20. Poi, se la sua risposta

alle richieste fatte da Fini a Bastia Umbra dovesse essere negativa, ritireremo la delegazione dal governo». Si aspettava l’arroccamento del Pdl e del Cavaliere? «Mi pare sia la reazione al nuovo atteggiamento di Bossi prima ancora che una replica al presidente della Camera. La Lega adesso si prepara a un Berlusconi bis». Appunto, a un esecutivo guidato ancora una volta dal premier, ossia a una crisi pilotata. «Ma sarà il presidente del Consiglio insomma a chiedere o meno un passaggio davanti al Parlamento, salga al Colle per rimettere il mandato permettendo così di aprire una nuova fase». E se non lo fa? «Resta doverosa una fase diversa per passare dall’emergenza allo sviluppo. La chiediamo noi di Futuro e libertà, ma la chiedono soprattutto le parti sociali e le forze produttive. Confindustria, Cgil, gli altri sindacati si sono trovati intorno a un tavolo e per una volta tutti insieme chiedono al governo e alla legge di stabilità uno sforzo per innovazione, ricerca, energia. È il Paese che invoca un’altra stagione, un altro governo». © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica

@

VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

Il caso

PER SAPERNE DI PIÙ www.francescorutelli.it www.partitodemocratico.it

■7

I democratici pensano a un “governo della ripartenza”. Cesa: “Noi al mare? Bossi vada a Antigua”

Bersani: “Un esecutivo con chi ci sta” e l’Udc chiude al Berlusconi-bis GIOVANNA CASADIO

SEGRETARIO PD Pier Luigi Bersani segretario del Pd “Dopo Berlusconi fare il governo con chi ci sta”

ROMA — «Per fortuna che in questo paese non c’è la Costituzione di Arcore...» La Costituzione italiana prevede altre cose e, a questo punto, Pier Luigi Bersani non ha dubbi: la crisi è aperta, Berlusconi si dimetta, e si vada «verso un governo di transizione». Lo chiama «il governo della ripartenza»; nient’affatto il Berlusconi-bis offerto da Gianni Letta e da Bossi a Fini. Della famosa “crisi pilotata” — che sarebbe stata «un pannicello caldo» o peggio «una nuova palude, un modo per perdere tempo» — non resta del resto più nulla. «Berlusconi-bis, ancora lui? — ironizza il segretario Pd — Che poi sarebbe un Berlusconi-quater... un’ipotesi a un passo dal delirio. E il Pdl che dice: senza Berlusconi, bisogna andare alle elezioni, mi lascia senza parole». Il vice segretario Enrico Letta, intervenendo a un convegno dell’Istituto per la competitività, rinca-

Enrico Letta: andare al voto con questa legge elettorale è un’idea criminale

L’iniziativa

Veltroni serra le file prima del Lingotto assemblea all’Eliseo

ROMA — Prima del “Lingotto 2” (il 15 gennaio, a Torino), Modem il movimento di Veltroni, Fioroni e Gentiloni - dà appuntamento a Roma il 26 novembre per un’assemblea in cui parlare dell’alternativa che il Pd deve rappresentare, ma che «oggi non c’è». Spina nel fianco di Bersani, la minoranza di Veltroni ha inviato ieri a militanti e simpatizzanti una lettera d’invito all’assemblea romana: «Cara amica, caro amico... il Pd è chiamato a lavorare per costruire una alternativa davvero credibile e per essere percepiti dagli italiani come portatori di un credibile progetto di riformismo e di cambiamento. Oggi, come sappiamo, non è purtroppo così». Il rischio, avvertono, è che si facciano strada elementi «di disgregazione, populismo, ulteriore crisi della politica».

ra: «Andare al voto con questa legge elettorale e tre poli che competono è un’idea criminale». Il post-Berlusconi si avvicina a grandi passi. Fini ha rassicurato il segretario democratico: «Non c’è, né ci sarà alcun cedimento da parte nostra». Casini ha garantito ai Democratici che «l’Udc la crisi la vuole al buio, profonda, vera». Il leader centrista in tv a Annozeroè chiarissimo: «Berlusconi non vuole dimettersi? Tesoro mio, non si dimetta... sarà dimissionato. Dopo la finanziaria presenteremo un atto parlamentare. Per lui i casi sono due: o si dimette o si dimette. Me ne frego di andare al governo. Il premier potrebbe casomai venire in Parlamento, dire “non ce la faccio” e fare appello alle forze moderate». Il segretario Udc Lorenzo Cesa era stato ancora più netto: «C’è bisogno di un nuovo governo e di un nuovo premier. Il paese non ha bisogno di nuove elezioni ma di essere governato». A Bossi — che non sopporta i centristi e li vedrebbe bene al mare — risponde: «Forse ci dovrebbe andare lui al mare, magari ad Antigua». Tranciante Casini: «Berlusconi è a rimorchio di Bossi: ha permesso che il leader della Lega andasse a mediare con Fini, quella che era una forza marginale della maggioranza è diventata decisiva. Bossi non difende il premier ma se stesso». Dopo il faccia a faccia tra Fini e Bossi, è Dario Franceschini, il capogruppo Pd alla Camera, a incontrare Fini e Casini, i leaderchiave di questa crisi. Li informa sul testo della mozione di sfiducia che i Democratici hanno già pronta e che depositeranno con Idv, lunedì o al massimo martedì, perché sia votata subito dopo l’okay alla legge di bilancio. Due righe: «Preso atto della situazione politica... si vota la sfiducia al governo». Fli la voterà? Il Pd è convinto che Fini si muoverà prima, questione di ore. Intanto, a mettere il governo sempre più all’angolo c’è la mozione di sfiducia al ministro Bondi che Pd e dipietristi hanno presentato ieri. Perciò, Bersani apre all’esecu-

I personaggi CASINI

DI PIETRO

FRANCESCHINI

“Me ne frego di andare al governo. Se Berlusconi non si dimette, sarà dimissionato dopo l’ok alla manovra”

“No a ribaltoni da noi appoggio esterno a un governo tecnico per la legge elettorale e per 90 giorni non uno di più”

“Tutti i sistemi autoritari crollano e si sgretolano in un baleno, ce lo insegna la storia. È quello che sta succedendo”

tivo della ripartenza «con chi ci sta», con Fli e anche con la Lega, insomma con gli alleati di Berlusconi che siano disponibili a correggere il Porcellum, l’attuale legge elettorale «altrimenti restiamo

con due piedi nel vecchio periodo», a fare «uno straccio di riforma fiscale» e misure per l’occupazione giovanile. Poi, ognuno va per la sua strada. «Il progetto di Fini è quello di una destra euro-

pea e liberale — commenta Bersani — Non l’ho mai vista in Italia, ma gli faccio gli auguri». Sa bene il leader del Pd che la strada di un governo di transizione è tutta in salita. A chi affidarne la guida?

Tremonti o Gianni Letta ad esempio, sono ipotesi che lacererebbero il Pd. E poi c’è Di Pietro, che ieri si smarca e parla di governo solo per la legge elettorale a cui Idv darebbe l’appoggio esterno. «Durante questa legislatura noi riteniamo che non si debbano fare ribaltoni. Possiamo condividere che si faccia la nuova legge elettorale, ma allora si cominci a discuterne subito. Se con questa scusa si dovesse fare il governo tecnico noi non vi parteciperemo, ma daremo l’appoggio esterno per 90 giorni». Infine, quando si andrà alle urne — afferma Bersani — «se toccasse a me essere il leader del centrosinistra mai il mio nome sul simbolo». © RIPRODUZIONE RISERVATA

LOUIS VUITTON TROPHY DUBAI - EMIRATI ARABI 12 - 27 NOVEMBRE 2010

Cronografo automatico Tambour Regata, Black Force. Movimento automatico, calibro LV171: cronografo, conto alla rovescia e fly-back. Creato in Svizzera da Les Ateliers Horlogers Louis Vuitton. In vendita unicamente nei negozi esclusivi Louis Vuitton e su louisvuitton.com. Tel. 800 30 89 80


Offerta valida fino al 31/12/2010 per C-MAX 1.6 EcoBoost 150CV o 1.6 TDCi 115CV. Solo per vetture in stock, grazie al contributo dei FordPartner. IPT esclusa. C-MAX: consumi da 4,6 a 6,6 litri/100 km (ciclo misto); emissioni CO2 da 119 a 154 g/km. La vettura in foto può contenere accessori a pagamento.

L’innovazione è nelle tue mani. Nuova Ford C-MAX. Moving Modern Family. C’è un’auto progettata sui tuoi desideri, con una tecnologia che ti semplifica la vita: nuovi motori EcoBoost e TDCi, cambio PowerShift, sistema di parcheggio semiautomatico, portellone posteriore elettrico.

Nuova Ford C-MAX 1.6 EcoBoost o TDCi € 19.750

sabato 13 e domenica 14


la Repubblica

@

IL GOVERNO ALLA PROVA ECONOMIA

VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

PER SAPERNE DI PIÙ www.palazzochigi.it www.tesoro.it

■9

L’economia

Napolitano: “Finanziaria, buio sulle scelte” “Non va tagliato tutto”. Protestano Comuni e Regioni. È ancora scontro sull’Ambiente ROBERTO PETRINI ROMA — Il monito del Quirinale arriva a poche ore dalla presentazione in Commissione Bilancio del maxiemendamento del governo: «C’è una grande confusione, un grande buio, il vuoto sulle scelte e sulle priorità nella destinazione delle risorse pubbliche», dice il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenendo all’assemblea dei medici per l’Africa. «Dobbiamo contenere la spesa pubblica. Ma non dobbiamo tagliare tutto. L’arte della politica consiste proprio nel fare delle scelte».

Un richiamo, quello del Colle, che ha trovato eco nelle reazioni negative alle nuove misure. «Perseverare è diabolico, portare le risorse da 7 a 5 miliardi è una scelta miope», ha detto Susanna Camusso, leader Cgil. Il segretario della Cisl Bonanni ha chiesto «tagli equilibrati». Proteste anche da Regioni, Comuni e Province. Critiche e rilievi che hanno convinto il governo a ulteriori interventi: con un nuovo emendamento al ddl Bilancio sono arrivati 130 milioni in tre anni per l’ambiente (per i parchi e la ricerca), ma dal ministero della Prestigiacomo si esprime disappunto e

si fa notare che queste risorse servono appena per pagare gli stipendi. Aumenta anche la dotazione a ristoro dell’Ici dei Comu-

Prestigiacomo: fondi insufficienti, bastano solo per gli stipendi. Fli rivuole l’eco-bonus ni da 280 a 344 milioni. Nel pacchetto 30 milioni per l’ammodernamento delle auto dei carabinieri e 346 milioni per i contratti

ferroviari di servizio. A conti fatti, per ora, il maxiemendameto sale a 5,7 miliardi sull’indebitamento netto e a 6,1 sul saldo netto da finanziare. Tiene la scena e accende lo scontro il mancato rinnovo del bonus energetico sulle ristrutturazioni: lo reclamano i finiani («Il governo riconsideri la sua decisione», ha detto Della Vedova), l’Udc, la Confindustria e i sindacati. Non placa le proteste il viceministro Vegas che assicura di sanare la questione, nei prossimi giorni, in sede di «milleproroghe». Ad aumentare l’attesa per il voto di oggi ci sono così 100 sub-

emendamenti che possono mettere il governo a rischio: uno dell'Mpa, una decina Fli (e tra questi l'eco-bonus sulle ristrutturazioni); 25 emendamenti dell'Udc e circa 80 da parte del Pd. Tra gli ostacoli che ha dovuto superare il maxiemendamento durante una giornata di serrato confronto, lo scoglio della ammissibilità e il «giallo» del fondo da 800 milioni. Il vaglio di ammissibilità, sul quale ha preso una decisa posizione anche il presidente della Bilancio, il leghista Giorgetti, ha provocato la cancellazione di una serie di norme «ordinamentali» presentate dal governo e non in

linea con la nuova Legge di Stabilità: saltano l’arbitrato nei contratti pubblici, frodi assicurative, semplificazioni in materia di appalti, norme urbanistiche ed edilizie. «Spiace lo stop alle misure», ha commentato il ministro Calderoli. Sotto il fuoco delle opposizioni, un tema sollevato da Massimo Vannucci (Pd), anche il fondo da 800 milioni, riservato a Palazzo Chigi, e non chiaro nei dettagli. Anche in questo caso si è sentito l’intervento di Giorgetti e in serata è giunto l’ok del governo che si è impegnato a fornire un elenco preciso delle voci. © RIPRODUZIONE RISERVATA

SOTTO TIRO Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, sta definendo la Finanziaria cercando di dribblare le critiche

Il dossier

Stangata per i pendolari biglietti a rischio rincaro Più fondi all’Università I punti

UNIVERSITÀ Arrivano 800 milioni per 2011. Finanziate le borse di studio e i prestiti

CIG Un miliardo andrà al rifinanziamento della cassa integrazione e produttività

ENTI LOCALI Alle Regioni 200 milioni per le politiche sociali. Risorse per il Patto di stabilità

ROMA — La sorpresa dell’ultima ora è il rischio-stangata per i pendolari. Le risorse per 450 milioni destinate agli investimenti nel trasporto locale saranno legate a filo doppio con alcuni criteri: uno di questi è l’aumento delle tariffe nel biennio 2010-2011 che dimostri il miglioramento del rapporto tra ricavi e costi. Accantonata l’amarezza, che ha già provocato proteste del Pd e dei consumatori, gli italiani troveranno nel maxiemendamento soprattutto misure d’emergenza e che, in una situazione politica da ultima spiaggia, non potevano essere rimandate. Così per il miliardo destinato alla cassa integrazione, lo stesso per il finanziamento della riforma universitaria (che ottiene 800 milioni nel 2011, 500 nel 2012 e altri 500 nel 2013). Anche le Regioni e i Comuni, benché non abbiano avuto quello che chiedevano e il bilancio resti insufficiente, ottengono qualcosa per far fronte alle ristrettezze che li costringono a tagliare i servizi essenziali: 200 milioni vanno alle politiche sociali delle Regioni, 480 ad alleviare il Patto di stabilità per Comuni e Province. Ha il sapore dell’emergenza l’introduzione di una serie di misure «a tempo», cioè in vigore fino a quando ci sono risorse. Questa strada è stata scelta per un tema cruciale come il finanziamento dell’abolizione del ticket della diagnostica: ci sono 347 milioni fino a maggio. Da giugno in

I punti

LE PROTESTE

TICKET

Continuano le proteste in tutta Italia contro i tagli previsti dalla nuova Finanziaria

Ossigeno fino a maggio 2011 per l’esenzione del ticket sulla diagnostica (347 milioni)

poi si torna a pagare il ticket. Ma non è questo l'unico caso di misure coperte «a breve termine». Anche l'operazione «Strade sicure», che prevede l'impiego in città di uomini dell'esercito e delle forze di polizia, è rifinanziata con 36,4 milioni nel 2011 ma «limitatamente al primo semestre». Novità che si aggiungono alla pressi delle missioni internazionali dell'Italia all'estero prorogate per il primo semestre 2011 con 750 milioni. Guardano al futuro e ai giovani risorse limitate: il voucher di Tremonti per le imprese che comprano know how dalle Università e dai centri di ricerca (100 milioni), le borse di studio e i prestiti d’onore (100 milioni). Gli investimenti in infrastrutture come i

47,6 milioni per la Lione-Torino. Ossigeno arriva anche per le Tv locali (45 milioni) e per l’editoria (60 milioni). Misure che non riescono tuttavia ad attenuare il malcontento per la rinuncia - criticata a viva voce da Fli e

Si estendono le misure a tempo: dopo le missioni estere è l’ora dell’operazione “Strade sicure” Pd - al bonus del 55 per cento per le ristrutturazioni a risparmio energetico che nel triennio 2007-2009 hanno totalizzato 593 mila interventi coin-

volgendo circa 50 mila imprese. Grazie alle pressioni parlamentari e istituzionali gli emendamenti dell’ultima ora arrivano a sanare situazioni ormai fuori controllo. «Al fine di garantire un livello minimo di operatività» sono stati aggiunti 15 milioni, per il solo 2013, per l’Istat e il Demanio. In zona Cesarini arrivano anche i soldi per l’ambiente: 35 milioni l'anno (dal 2011 al 2013) per le spese del personale degli Enti parco italiani e risorse in più (5 milioni l'anno per 3 anni) per l'istituto superiore per la ricerca ambientale. «La Finanziaria è strangolata dall’agonia del governo», ha commentato Antonio Borghesi dell’Idv. (r.p.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

MISSIONI Finanziate per sei mesi con 750 milioni le missioni italiane di pace all’estero

RICERCA Arriva il voucher per le imprese che comprano know how da Università


la Repubblica VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

POLITICA INTERNA E SOCIETÀ

■ 10

Ruby, il pm accusa Maroni “Sta calpestando la verità” Sul caso indaga la Cassazione. Il ministro: querelo MILANO — Una procedura tira l’altra. E le incomprensioni — chiamiamole per il momento così — arrivano sino al Consiglio superiore della magistratura. Anzi, si viene a scoprire, che già dal 2 novembre, da dieci giorni, il procuratore generale della Cassazione ha disposto «accertamenti conoscitivi» sul caso Ruby. E, dunque, anche sulla notte questurina: quella tra il 27 e il 28 maggio. In cui entra in via Fatebenefratelli una minorenne marocchina, accusata di furto e scappata da casa e da varie comunità. Ma esce «la nipote di Mubarak», che è egiziano. A fornire questa falsa comunicazione alla questura era stato Silvio Berlusconi, in qualità di premier, ma anche di ospite di Ruby nelle feste alla villa di Arcore. Tra le versioni della polizia e quella del sostituto procuratore dei minori Annamaria Fiorillo c’erano sempre state notevoli divergenze, soprattutto sull’aver lasciato la ragazza nelle mani di Nicole Minetti, consigliere regionale Pdl. Però, siccome «le carte sono a posto» (formula di rito), la questione era stata chiusa: e sembrava chiusa. Ma il sostituto dei minori, che non era stata interro-

Il Csm invia gli atti al pg della Suprema Corte. Corona: le foto delle feste di Arcore esistono

I PERSONAGGI A sinistra il fotografo Fabrizio Corona, a destra il pm minorile Annamaria Fiorillo A destra il ministro dell’Interno Roberto Maroni

gata dai colleghi, come viceversa era successo ai poliziotti, ha puntato i piedi. L’altro ieri si è rivolta al Csm. E ha parlato delle «discrepanze» tra quello che è successo, secondo lei, e il resoconto del ministro Roberto Maroni al Parlamento. La polemica è rovente. Il Csm sceglie di non intervenire direttamente, ma il comitato di presidenza (ne fanno parte il vicepresidente Michele Vietti e i vertici della Cassazione, procuratore ge-

nerale e primo presidente) trasmette la lettera (e gli allegati) ricevuti dal sostituto milanese allo stesso pg della Cassazione Vitaliano Esposito. «Letta la nota inviata dalla dottoressa Annamaria Fiorillo in data 10 novembre 2010, considerato che il procuratore generale presso la Corte di Cassazione comunica di aver avviato, fin dal 2 novembre 2010, accertamenti conoscitivi sulla vicenda con richiesta al procuratore generale presso la Corte d’appello

di Milano», si delibera «di trasmettere copia della citata nota al procuratore generale presso la Cassazione, riservandosi all’esito successive determinazioni». Grande cautela, dunque, che oltre le antiche scale dei palazzi giudiziari si va un po’ perdendo. I toni restano altissimi: «Il ministro Maroni — ripete ieri il pm Fiorillo — è andato in Parlamento a calpestare la verità, ha insultato tutte le persone oneste», dice. E sulla polizia: «Hanno aggirato le mie

disposizioni». E c’è di più. Quando Maroni, che si ritiene diffamato, annuncia una querela contro la pm milanese, la replica è secca: «Divertente. È la ciliegina sulla torta. Me l’aspettavo e ne prendo atto, anzi è utile. Potrò finalmente dire quello che ho visto e sentito quella sera. Peccato che dovrò farlo in veste di indagata». Guerra aperta, dunque. A margine, va registrata una considerazione di Fabrizio Corona, paparazzo sotto processo per

estorsione. Racconta: «Certo che ci sono le fotografie delle feste ad Arcore e se io avessi continuato a lavorare...». Secondo lui «esistono» delle immagini, ma «nessun giornale le avrebbe mai pubblicate»: sia — dice lui — per mancanza di coraggio dei direttori, sia perché «quelle foto sono scattate in un ambiente privato e quindi per legge non sono pubblicabili». Un’opinione molto discutibile. (da. c. — p. col.) © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica

@

VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

PER SAPERNE DI PIÙ www.repubblica.it www.interno.it

■ 11

IL FERMO

I VERBALI

LA RELAZIONE BIS

IL CSM

Il 27 maggio Ruby viene fermata dalla polizia di Milano: in quel momento è minorenne, senza documenti, accusata di furto

Tra il 27 e il 29 maggio vengono redatti i primi verbali. Non si accenna né a Mubarak né all’intervento del premier

Il 27 luglio gli agenti del commissariato Monforte-Vittoria inviano una nuova relazione. E raccontano la verità

Mercoledì il pm dei minori Annamaria Fiorillo ha inviato la sua relazione al Csm: “Non ricordo di aver affidato Ruby alla Minetti”

Le tappe

I verbali

Ecco le relazioni con la doppia verità “Vada in comunità”. “Ok per la Minetti” L’ordine del magistrato contrasta con la decisione della Polizia DAVIDE CARLUCCI PIERO COLAPRICO MILANO — La parola chiave è «superiori». La scrive il commissario capo Giorgia Iafrate, nella relazione datata 28 maggio 2010. Leggiamo: «La scrivente — è la donna commissario che parla — per quanto sopra esposto ed in perfetta armonia con le chiare disposizioni ricevute dai superiori, disponeva che la minore fosse affidata alla Minetti, che s’impegnava a fornire la

La scheda Il commissario Iafrate afferma che furono seguite le disposizioni dei “superiori”

TRIBUNALE DEI MINORI La competenza a decidere sull’affidamento di Ruby, trattenuta in Questura per un’accusa di furto, era del Tribunale dei minori

massima collaborazione con l’ufficio di polizia procedente». Domanda: chi sono i «superiori»? I capi della questura, com’è logico? O i magistrati? E con chi era in «perfetta armonia», visto quanto sta accadendo adesso tra il sostituto procuratore Annamaria Fiorillo e il ministro Roberto Maroni? L’alterco tra lei e la polizia comincia quella notte stessa. Vediamo come.

MINETTI Consigliere del Pdl, a lei viene affidata Ruby nonostante il parere negativo del pm. La Minetti era stata inviata in questura dal premier

RUBY IN QUESTURA L’assistente E. C., che ha fermato Ruby per furto, spiega nel suo verbale di aver chiamato il pm. A lui la dottoressa Fiorillo dà disposizione affinché «la giovane, in quanto sedicente, fosse accompagnata in questura». Un altro equipaggio esegue. E

L’inchiesta

IAFRATE È il commissario capo di turno il 27 maggio in Questura. È lei che discute con il pm Fiorillo il trattamento da riservare a Ruby

INDOLFI L’ex questore di Milano Vincenzo Indolfi dopo il caso Ruby venne promosso prefetto E’ stato sentito come teste

«alle ore 22.25» due agenti s’incaricano delle incombenze e del «successivo affidamento della minore presso una struttura protetta». Fin qui la versione della polizia coincide con quella del pm e con la regolarità dell’iter. Scrive Fiorillo nella relazione al suo capo, ora trasmessa al Csm: «Le mie disposizioni furono che la ragazza, priva di documenti, fosse accompagnata in questura per i rilievi dattiloscopici e quindi collocata in idonea struttura di accoglienza».

MILANO — Ruby Karima ieri mattina è tornata in questura. Accompagnata dal suo legale, la ragazza marocchina ha ritirato un permesso di soggiorno, della durata di sei mesi, che le consentirà di rimanere regolarmente in Italia. Contemporaneamente, la ragazza finita nell’ultimo scandalo che coinvolge il Cavaliere, dovrà essere seguita in un percorso di rieducazione in una comunità che si occupa di prostitute. (e.ran.)

«dopo aver informato di quanto accaduto» Fiorillo, «si provvedeva a redigere apposito verbale di affidamento» di Ruby a Minetti. Da queste parole, si potrebbe capire che sia stata il pm a disporre l’affidamento a Minetti. Subito dopo, però, i poliziotti scrivono: «Durante le fasi di redazione degli appositi atti si ricontattava il pm di turno informandola che non era stato possibile trovare una comunità». Ma come? Non era stata già presa la decisione di affidare Ruby a Minetti? Perché si cerca ancora una comunità? E, peraltro, è stato appurato che — in uno solo dei tanti centri di cui si serve il tribunale — «al 27 maggio erano presenti 5 ragazze» mentre «la capienza massima è di 12 ragazze». Dunque, c’erano sette posti disponibili. Sul punto, Fiorillo è drastica: Iafrate «mi prospettava la possibilità di affidare la giovane a un consigliere ministeriale, persona che si era presentata spontaneamente in questura.. . Ciò suscitò in me notevoli perplessità, che esternai con chiarezza all’interlocutrice, sottolineando in modo assertivo l’inopportunità di un affidamento a persone estranea alla famiglia senza l’intervento dei servizi sociali... Non ricordo di aver autorizzato l’affidamento della minore a Minetti Nicole». «Non ricordo» è il punto debole della versione del pm Fiorillo: ma che in questura ci siano state incongruenze, resta una certezza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’ IDENTITÀ Però, «nel corso delle successive comunicazioni — scrive il pm nella ricostruzione — si delineava un quadro alquanto confuso circa le condizioni di vita della ragazza». Gli agenti raccontano nella prima relazione che l’identificazione non è difficile, in quanto Ruby-Karima era stata «precedentemente fotosegnalata», con un «codice univoco 08Q... «.

BREVIARIO

“Bondi? E quelli si sono dimessi quando è crollato il muro di Berlino?” Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro © RIPRODUZIONE RISERVATA

Ma nel verbale successivo, il 27 luglio, emerge nero su bianco l’altra «verità», che sino ad allora circolava solo a voce, e con prudenza: l’agente, mentre cerca la comunità, «veniva raggiunto di gran corsa... dalla d. ssa Iafrate», a sua volta tempestata di telefonate dal «capo di gabinetto dottor Ostuni». Cambia l’iter, perché Ostuni è «contattato telefonicamente da parte della presidenza per il consiglio dei ministri, dove era stato specificato che la ragazza ferma-

ta era la nipote del presidente Moubarach (sic) e che quindi doveva essere lasciata andare». Fiorillo: «Ricordo che mi venne detto che la stessa era la figlia (sic!) di Mubarak — la qual cosa mi parve poco credibile — e che aveva riferito di essere in Italia per motivi di studio, che si manteneva facendo la danzatrice del ventre, e che a Milano era ospite di un’amica brasiliana». Qualcosa comincia a non quadrare più. L’ AFFIDAMENTO In questura spuntano infatti tre donne. Due sono brasiliane (nel verbale di luglio ne compare solo una) e la terza è Nicole Minetti. Con lessico simil-fantozziano, l’igienista dentale risulta «di professione Consigliere Ministeriale Regionale presso la presidenza del Consiglio dei Ministri». E

Il provvedimento

Permesso di soggiorno a Karima “Ma sia rieducata in comunità”

L’Espresso pubblica i verbali della pentita Perla Genovesi. Il ministro: è solo fango

“Brunetta amministrava i fondi neri del Pdl” TRAFFICANTE

SALVO PALAZZOLO PALERMO — «Avevo messo in giro la voce che ero una mercenaria — racconta ai magistrati Perla Genovesi, ex assistente parlamentare del Pdl e trafficante di droga oggi pentita — mi era stato detto che nell’ambiente politico milanese i puri non fanno carriera». Le bastarono pochi mesi per trovare le sue occasioni nel bel mondo della politica. E soprattutto per scoprirne certi segreti. Il primo, rivela Perla Genovesi, fu su Renato Brunetta: «È stato sempre integerrimo, so che non usava droga, non pagava le prostitute — ha messo a verbale — avevo una grande considerazione di lui, nonostante sapessi che era quello che aveva amministrato i fondi del partito, i fondi... come si dice … quelli non dichiarati». Chiedono i pm di Palermo: «I fondi neri?». Risposta secca: «Sì». È l’interrogatorio del 19 agosto, rivelato dall’Espresso. I pm Ferrara e Viola insistono: «Cosa sapeva dei fondi neri?». La Genovesi diventa all’improvviso vaga nel

Perla Genovesi, (a destra con Berlusconi), ex segretaria del deputato Pdl Pianetta, è indagata in un’inchiesta contro il narcotraffico Sta collaborando con i magistrati

suo racconto: «Sono cose che sanno tutti». Adesso, il verbale è all’attenzione della Procura di Milano. Precisa la pentita: «So solo che Brunetta si vantava con me di avere insegnato a Berlusconi l’economia». Il ministro per la Pubblica amministrazione Brunetta annuncia querele: «Il fango fuoriesce dagli stessi palazzi di giustizia cui l’offeso, da cittadino per bene, deve rivolgersi». Dopo Brunetta, Perla Genovesi incontrò

Sandro Bondi, oggi ministro della Cultura. «Mi voleva fare andare a lavorare a Sky — così prosegue il verbale — poi non si era arrivati a nulla, però era nata un’amicizia. Mi chiese quali erano i candidabili per le politiche come deputati su Parma e seguì i miei consigli». In quei mesi, i pm di Marsala si erano già imbattuti nella Genovesi. Non sapevano ancora chi fosse, il suo numero era spunta-

to nell’indagine su un omicidio di mafia: la vittima, un tale Pasquale Taddeo, era spesso in contatto con il principale complice della Genovesi, Paolo Messina. Dal tabulato della giovane assistente emersero presto tante telefonate ritenute interessanti per ricostruire alcuni traffici di droga con la Spagna. Poi sono spuntati anche i contatti fra la Genovesi e Bondi, 37 fra il 19 settembre 2003 e il 2 ottobre. In seguito, l’apparecchio del futuro ministro cambia Sim e comincia a usarne una intestata a Forza Italia. Il consulente dei pm, Gioacchino Genchi, scopre che la Genovesi ha intrattenuto 570 contatti con quell’utenza, fino al 2007. La fama di ragazza intraprendente era già arrivata a destinazione. La pentita racconta di essere stata ingaggiata da un fotoreporter: «Sapeva che qualcuno aveva delle foto su Di Pietro, che voleva vendere», spiega. «Per questo contattai la segretaria di Berlusconi». Ma poi l’incontro saltò. © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

@

POLITICA E INFORMAZIONE INTERNA

PER SAPERNE DI PIÙ www.tg1.rai.it www.odg.mi.it

■ 13

Boffo, Feltri sospeso dall’Ordine tre mesi senza fare il giornalista Lui: me lo aspettavo. Paolo Berlusconi: totale fiducia EMILIO RANDACIO MILANO — Da questa mattina Vittorio Feltri non potrà più firmare il Giornale nella veste di direttore editoriale. La sospensione per tre mesi dalla professione è stata decisa ieri sera dall’Ordine nazionale dei giornalisti ed è legata alla campagna di stampa del 2009 contro l’allora direttore del quotidiano di ispirazione cattolica Avvenire, Dino Boffo. Ieri sera l’Ordine si è spaccato all’ultima votazione: 66 voti favorevoli e altrettanti contrari alla conferma dei sei mesi comminati nel marzo scorso dall’Ordine lombardo. La parità ha portato alla pena più mite dei 90 giorni. Tutto è partito il 29 agosto dell’anno scorso, quando dalle colonne del quotidiano della famiglia Berlusconi, Feltri aveva pubblicato la notizia di una condanna nei confronti di Boffo, per molestie sessuali, emessa nel 2005 dal tribunale di Terni. All’articolo veniva allegato un presunto rapporto investigativo, in cui il direttore di Avvenire veniva definito «un omosessuale attenzionato dalla polizia». Il rapporto, però, è risultato essere un falso. L’attacco a Boffo, ha decretato la sentenza di primo grado dell’Ordine,

Le tappe AGOSTO 2009

3 SETTEMBRE

3 DICEMBRE

Dalle colonne de il Giornale, il direttore di Avvenire, Dino Boffo, viene attaccato per una condanna per molestie. Nell’articolo Boffo viene definito “un omosessuale attenzionato dalla polizia”

Boffo, dopo una martellante campagna del quotidiano di via Negri, pur respingendo le accuse che gli venivano mosse, a 5 giorni dalla pubblicazione del primo articolo decide di dimettersi dal suo incarico

Feltri ammette l’errore sull’informativa che accompagnava l’articolo su Boffo, riconoscendo che il contenuto “non corrispondeva al vero”

Il giornalista Vittorio Feltri, ex direttore responsabile del Giornale aveva l’unico scopo di «demolire il supermoralista», accusato dal Giornaledi aver criticato in una risposta a un lettore le discutibili frequentazioni del premier Silvio Berlusconi. Solo nel dicembre di un anno fa, dopo che Boffo era stato costretto alle dimissioni, Feltri aveva riconosciuto il suo errore. «Non mi aspettavo niente di meglio», è stato ieri il commento a caldo di Feltri. «D’altronde — ha aggiunto — si era visto subito che la maggioranza dell’Ordine era ostile, così come peraltro accadu-

Il caso

In un anno 63mila euro di spese di rappresentanza per il direttore del Tg1

“Minzolini spendaccione La Rai apra un’inchiesta” LEANDRO PALESTINI ROMA — La Rai chiude l’anno con un deficit di 120 milioni di euro, ma il direttore del Tg1 Augusto Minzolini si concede spese di rappresentanza esorbitanti: 63mila euro nel periodo compreso da settembre 2009 a settembre 2010. Con l’American Express aziendale il “direttorissimo” (così lo chiama Berlusconi) ha speso oltre 5mila euro al mese tra pranzi, hotel di lusso e weekend di lavoro (Positano, Santa Margherita Ligure, Saturnia). Il “Minzo” spende il doppio dei vertici Rai: presidente e direttore generale non hanno sforato infatti il tetto dei 35 mila euro l’anno. Così, Nino Rizzo Nervo, consigliere Rai di centrosinistra, ha chiesto a Mauro Masi di aprire una indagine interna, un “audit” per accertare se Minzolini abbia abusato della carta di credito aziendale, anche nelle trasferte. «In un’azienda come la Rai ci sono problemi di trasparenza. A maggior ragione oggi che si chiedono sacrifici a tutti i dirigenti», spiega Rizzo Nervo: «La contrapposizione politica non c’entra nulla. Chiederei l’“audit” anche per il presidente Garimberti o il direttore generale Masi». Dopo l’ultimo cda, anche il dg Masi avrebbe espresso perplessità per le spese del direttore del Tg1, soprattutto se paragonate a quelle di altri possessori di carte aziendali: i vicedirettori generali Antonio Marano e Giancarlo Leone e il direttore del Tg2 Mario Orfeo, hanno speso sui 6-7mila euro per rappresentanza. Come mai il direttore del Tg1, che peraltro guada-

Augusto Minzolini gna 550mila euro l’anno, spende dieci volte di più? «Storia assurda. Io ho una redazione a Milano, mi muovo di più di Mario Orfeo che dirige il Tg2. Non so neppure quanto ho speso. Ma ho la coscienza a posto, è tutto registrato sulla carta di credito, che aveva un tetto limitato», giura Minzolini. «L’“audit”? Non ho problemi. A Santa Margherita c’era un convegno. A Positano non ricordo...La verità è ben altra: ci sono quelli che vanno in giro coi soldi in contanti, mentre io faccio risparmiare l’azienda, il mio Tg1 sta al di sotto del budget. Ho eliminato l’affitto di 100mila euro per un macchinario inutile, che faceva scritte luminose nello studio del Tg1». Argomenti che passerà al vaglio Giulio Cesare Gatto, presidente del Collegio dei sindaci Rai, in un’inchiesta sulle spese di Minzolini. E Luciano Calamaro, magistrato della Corte dei Conti, sembra voglia vederci chiaro sulle lussuose trasferte del direttore della rete ammiraglia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

to a Milano. In fondo è una condanna alla disoccupazione, anche se solo per poco. D’altronde

Il direttore di Avvenire fu oggetto di una dura campagna scandalistica l’Ordine c’è e fa quello che vuole, bisogna assoggettarsi». Il suo editore, Paolo Berlusconi, con una

nota ha espresso «la piena e incondizionata solidarietà a Vittorio Feltri, ingiustamente colpito da una sentenza di sospensione». Mentre Enzo Marzo, portavoce della Società Pannunzio per la libertà d’informazione, si dice soddisfatto per il «guizzo di dignità» dell’Ordine: «La riduzione della sanzione appare pilatesca, ma è rilevante il riconoscimento di una grave violazione che disonora la professione». Il cdr di Tv2000, l’emittente cattolica di cui Boffo è diventato di recente direttore, sottolinea che «la riduzione della

sospensione non cambia la sostanza dell’accaduto: uno scoop tarocco a colpi di false informative e illazioni infamanti». Il provvedimento disciplinare prevede per Feltri la sospensione temporanea dalla professione, l’interruzione del suo contratto di lavoro e del versamento dei contributi. Questo non comporta il divieto assoluto di continuare a scrivere. Impedire a una persona di esprimere il proprio parere, infatti, cozzerebbe con il diritto costituzionale riconosciuto a ogni cittadino. Feltri, in sostanza, po-

trà continuare a scrivere, ma non nelle vesti di giornalista. Ma i guai con l’albo professionale, per il direttore del Giornale non sono finiti. Tra qualche settimana, l’Ordine nazionale dovrà valutare anche la condanna a due mesi inflitta in primo grado per aver permesso a Renato Farina – che ha ricevuto stabilmente denaro dal Sismi per la sua attività di informatore – di continuare a scrivere dalle colonne di Libero (circa 200 articoli), nonostante il giornalista fosse stato radiato. © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

LA CRISI DEI MERCATI ECONOMIA

■ 14

Debito, l’Irlanda spaventa l’Europa Italia, lo spread dei Btp ai massimi dalla nascita dell’euro BARBARA ARDÙ ROMA — Un occhio rivolto a Oriente e l’altro all’Europa. Scomoda posizione quella dei leader dei G20, che impegnati a Seul per trovare un accordo sui cambi, guardano con sempre più preoccupazione all’Irlanda, che rischia di implodere come la Grecia di sei mesi fa, con il rischio d'insolvenza delle banche. E il ritorno dello spettro di una crisi dei debiti sovrani finisce per trasferirsi sulle Borse che chiudono col segno meno e mette in subbuglio i mercati.

vi di bilancio. La manovra tra l’altro va ancora approvata e il principale partito d'opposizione ha promesso che voterà contro nonostante gli appelli. Tutti segnali negativi che hanno fatto volare il rischio di default delle maggiori banche al livello distressed, quello che caratterizza il debito delle società insolventi. E se oggi è l’Irlanda, domani potrebbe toccare gli altri "Pigs", i Paesi deboli dell'euro. D’altra parte ieri anche gli spread di Spagna e Portogallo sono saliti.

PRESIDENTI Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, stringe la mano al presidente cinese Hu Jintao

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il vertice Barroso: la Ue pronta ad aiutare Dublino se chiederà un nostro intervento Nell’incertezza gli acquisti si concentrano sui titoli sicuri, i Btp tedeschi, con un effetto che finisce per contagiare anche l’Italia, dove tra l’altro non aiuta la crisi politica. Così il differenziale tra i Btp decennali italiani e quelli made in Germany vola fino a 182 punti base, il più elevato dal 1997, alla vigilia della nascita dell’euro. Nulla però rispetto a quello toccato ai titoli decennali emessi dal governo di Dublino: 651 punti base, il nuovo massimo dopo 13 giorni di record, più elevato di quello toccato dai bond greci nel momento del piano di salvataggio di maggio. L’aumento del differenziale è un chiaro segno di crisi: meglio titoli sicuri (quelli di Berlino) anche se a tassi più bassi, che bond poco tranquilli, seppure con rendimenti superiori. Perché per trovare un acquirente il governo irlandese deve offrire un rendimento superiore di 6,5 punti rispetto a quello della Germania. Così i mercati ieri hanno aperto con un’ondata di vendite di titoli del debito pubblico irlandese. E Dublino indebolisce anche l’euro, che scende sotto 1,37 dollari, dopo aver toccato un minimo di giornata a 1,3642. Tranne Francoforte e Londra stabili, tutti i listini chiudono in perdita con il tonfo di Dublino che termina a meno 1,6% (Milano -0,96%; Parigi -0,54; Madrid 0,84%; Zurigo -0,35; Amsterdam 0,36%). E a soffrire sono soprattutto i bancari che hanno in pancia i titoli degli Stati a rischio. Da Seul il presidente della Commissione Ue Jose Manuel Barroso cerca di tranquillizzare i mercati: la Ue spiega ha «tutti gli strumenti essenziali per poter agire». Messaggio ambiguo corretto, poco dopo, da un portavoce della Commissione che chiarisce come fino a oggi «l'Irlanda non abbia presentato nessuna richiesta di assistenza finanziaria». Né alla Ue né al Fondo monetario internazionale. Ma la Commissione questa volta vuole mette un punto fermo: l’Europa è pronta a intervenire. Dublino ha comunque un notevole vantaggio rispetto alla Grecia di sei mesi fa: non ha bisogno di ricorrere al mercato dei titoli di Stato fino al luglio prossimo e a livello europeo non c’è l’incertezza che caratterizzò il salvataggio di Atene. Rassicurazioni arrivano anche dalla Banca centrale irlandese: nel 2011 l'Irlanda non avrà problemi a finanziarsi sui mercati mentre il governo smentisce trattative per avere aiuti dal Fondo monetario internazionale. Dichiarazioni che non sbloccano però la sfiducia dei mercati: il timore è che il governo irlandese non riuscirà a centrare gli obietti-

REPUBBLICA.IT Sul sito commenti e analisi sul G20 DAL NOSTRO INVIATO ELENA POLIDORI SEUL — «Le posizioni sono ancora molto distanti soprattutto per la chiusura dei cinesi. Gli sherpa lavoreranno tutta la notte». E’ la sintesi di alcuni autorevoli partecipanti alla cena di Seul tra i Grandi del mondo, riuniti al capezzale delle monete impazzite e degli squilibri globali. Si cerca fino all’ultimo un compromesso per smussare le divergenze, ma la situazione resta incerta, il disordine regna. Nella comunicato in preparazione ci sarà un accenno al fatto che nessuno deve fare svalutazioni competitive, come già è accaduto tre settimane fa a Gyeongju. Vi sarà anche un richiamo alla necessità di riequilibrare i paesi in attivo e quelli in deficit commerciale. Ma non è previsto nessun impegno vincolante sui cambi, lasciati al libero gioco del mercato: «Siamo pronti a rivedere la politica dello yuan ma occorre un contesto esterno favorevole», taglia corto il presidente cinese Hu Jintao, dopo un incontro-duello con Obama. Impensabile anche un

Oggi il via libera alle nuove regole per la finanza varate dal Fsb di Mario Draghi target sui surplus, come chiedevano gli Usa: dice no anche la Germania. «E’ fuori dal tavolo», riassume il cancelliere Angela Merkel. Le posizioni restano «molto distanti», appunto. Toccherà alla prossima presidenza francese riavvicinarle: Sarkozy sarà a Seul stamani. Al momento tra i big ci sono due soli punti fermi: le nuove regole della finanza disegnate dal Fsb, che oggi avranno l’avallo politico del G20 dopo la lettera-appello ai leader del presidente e governatore, Mario Draghi; la riforma del Fmi, con l’ingresso dei paesi in via di sviluppo nella stanza dei bottoni, pure senza intoppi. Si chiude così il primo giorno del vertice. I Grandi si riuniscono al Museo Nazionale mentre accade di tutto: la speculazione torna a colpire l’Irlanda, l’agenzia Moody’s alza il rating della Cina, la politica della Fed è sotto accusa, l’Ilo lancia l’Sos disoccupati (210 milioni, 30 in più del periodo precrisi), il Fmi chiede misure per il lavoro, il segretario Onu Ban Kimoon esorta a non dimenticare i poveri e in Italia la situazione politica si ingarbuglia. Fuori dal palazzo, in una Seul blindata, la protesta degli anti-G20, più poliziotti che


la Repubblica

@

VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

PER SAPERNE DI PIÙ www.g20.org www.imf.org

■ 15

Nulla di fatto nel primo giorno d’incontri a Seul. Accordo ormai impraticabile sulle svalutazioni

E sulle valute il G20 ha già fallito Cina e Usa ancora ai ferri corti manifestanti, si trasforma in una festa: in 10 mila cantano e ballano. Le tv a circuito chiuso rimandano le immagini dei capi di stato e di governo, tutti elegantissimi, mentre vengono ricevuti ad uno ad uno dal presidente coreano Lee Myung Bak, in piedi tra due ragazze avvolte negli abiti tradizionali. Ecco il brasiliano Lula, con un pro-

nostico buio: «Il mondo fallirà se i paesi ricchi non consumano più». Ecco il suo successore, la signora Rousseff in abito verde: «La politica del dollaro debole è grave per tutti». Si vede Berlusconi che abbraccia il padrone di casa. Si individua Draghi mentre parlotta con la Merkel che reclama garanzie per

evitare di far pagare al contribuente eventuali, nuovi crac bancari. Poi gli schermi si spengono. Si sa però che, nel chiuso del summit, i Grandi hanno fatto un’analisi preoccupata della situazione: la ripresa procede ma è «disomogenea» e «fragile». Gli squilibri si allargano, i cambi sono sotto pressione, preoccupano gli

afflussi di capitale, risorge qua e là l’inflazione. Urge collaborazione, serve «un piano d’azione globale», un «Seul action plan» per una crescita «duratura e sostenibile». L’idea su cui gli sherpa discutono, pare con toni accesi, per uscire dall’impasse passa attraverso due parole: «monitoraggio reciproco», ma senza coercizione. Sui cambi

Angela Merkel con il premier coreano Lee Myung Bak

come sugli squilibri commerciali. Questo esercizio, che è sempre meglio di niente, dovrebbe concretizzarsi grazie a speciali «indicatori» elaborati dal Fmi su incarico del G20: i ministri finanziari indicheranno le linee guida. Dai documenti in mano ai big emergono già ora i terreni da mettere sotto la lente: oltre alle monete e ai conti commerciali, la libertà di scambi e investimenti, le riforme su pensioni, sanità e lavoro, il risanamento fiscale. Oggi si ricomincia. © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

EMERGENZA MALTEMPO CRONACA

■ 16

Napolitano agli angeli del fango “Siete l’Italia in cui sperare” Vicenza, incontro con i volontari. Sugli aiuti è ancora polemica FILIPPO TOSATTO VICENZA — «Sono qui per dirvi grazie, non so che cosa sarebbe oggi Vicenza senza la vostra generosità, voi non avete aspettato l’aiuto dello Stato, non avete chiesto, avete agito». Il presidente Giorgio Napolitano, in visita alle popolazioni del Veneto alluvionato, si è rivolto alle migliaia di volontari — giovani ed extracomunitari, in primo luogo — che da dieci giorni scavano tra la melma e i detriti per riportare alla normalità la città palladiana travolta dalla piena del Bacchiglione. Accanto al capo dello Stato, visibilmente emozionato, due “angeli del fango”: la studentessa Bianca e il giovane Muini, immigrato del Burkina Faso. La ragazza ha abbracciato Napolitano e gli ha consegnato una pettorina gialla, la stessa che tanti volontari indossano: il presidente — applauditissimo — l’ha indossata sopra il cappotto blu. È stato il momento simbolico di una giornata che ha avuto però anche una fase operativa. In mattinata, nella prefettura di Padova, il presidente della Re-

pubblica ha incontrato i sindaci delle zone più devastate dalla valanga d’acqua. Al suo fianco, il governatore Luca Zaia che domani sarà nominato commissario straordinario per l’emergenza. Migliaia di case allagate, campi e aziende sommerse, famiglie private del lavoro e del reddito: dalle testimonianze degli amministratori è emerso un quadro drammatico e Napolitano ha elogiato il loro impegno, sollecitando Zaia ad avviare «rapidamente e senza intralci» la distribuzione dei

PRESIDENTE Il presidente Napolitano con la pettorina gialla ringrazia i volontari che hanno lavorato a Vicenza. A destra, l’esondazione del Tanagro a sud di Salerno

300 milioni di aiuti stanziati dal governo. E non sarà un semplice auspicio, quello del Quirinale: «Il presidente ci ha promesso che vigilerà perché su questo disastro non cali il silenzio e perché i fondi arrivino presto», rivela il sindaco vicentino Achille Variati. Ma sull’entità delle risorse erogate — a fronte di un miliardo di danni stimati dalla Regione — la polemica resta accesa. «Si tratta di una somma distante dalle reali necessità», protesta il primo cittadino di Padova,

Flavio Zanonato, che parla di «situazione emergenziale». Un’altra esponente del Pd, la senatrice Roberta Pinotti, lamenta invece il trattamento privilegiato riservato alla roccaforte di Lega e Pdl, per la quale Umberto Bossi si è speso in prima persona: «Agli occhi del governo Berlusconi, Veneto batte Liguria 300 a 10. Tanti sono i milioni di differenza, a distanza di un mese, nelle risorse stanziate». Analogo malumore è espresso dall’ex governatore della Calabria Agazio Loiero («Insopportabile disparità tra Nord e Sud») mentre il capogruppo del Sud-Udeur in Campania va oltre: «Non un solo euro andrebbe raccolto per sostenere la Regione dominata dalla Lega». Toni diversi dal presidente della Toscana, Enrico Rossi: «Sento personalmente il bisogno di telefonare a Zaia per chiedergli se ha bisogno di aiuti, se noi toscani possiamo fare qualcosa di utile per loro. Lo faccio, anche se per certi leghisti è difficile da capire, in nome della solidarietà e per un sentimento di unità nazionale». © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica

@

VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

Il racconto

PER SAPERNE DI PIÙ www.protezionecivile.it www.regione.campania.it

■ 17

L’ultimo giorno di lavoro per il capo della Protezione civile: oggi andrà in pensione

Campania, l’amaro addio di Bertolaso tra le paure degli alluvionati del Sele DAL NOSTRO INVIATO CONCHITA SANNINO

Gli episodi

L’URLO “L’urlo” di Munch tracciato su un campo di 50mila mq nel veronese in segno di protesta

LA FRANA Uno smottamento ha distrutto una strada nella frazione Triparni, a Vibo Valentia

RUBINETTI ROTTI A Salerno le piogge hanno danneggiato l’acquedotto del Sele, lasciando le case senz’acqua

PONTECAGNANO — Diluvio e fango gli danno l’addio. L’ultimo ring che aspetta Guido Bertolaso è ancora in Campania, nella Piana del Sele dove una gravissima alluvione spazza via un ponte di acquedotto, riduce con i rubinetti a secco 400mila famiglie e spinge i diciotto sindaci a invocare «lo stato di emergenza». Il capo della Protezione civile li affronta e li gestisce per due ore, è uno di quei tavoli di cui «non sentirà la mancanza». Promette soldi, poteri di deroga e un fidato commissario straordinario del Sele. «Le decisioni saranno adottate nel Consiglio dei ministri di martedì prossimo», è il suo impegno. Poi infila un’uscita laterale dello scalo di Pontecagnano e salta su un elicottero. Beffati i giornalisti. Non vuole domande, Superman. Almeno nell’ultimo giorno. «Più sollevato che stanco», dicono. L’uscita di scena si consuma lontano dai riflettori e sotto l’onda di un’altra emergenza. I lampi squarciano il cielo del suo rientro a Roma, direzione Palazzo Chigi per le ultime consegne al sottosegretario Gianni Letta, che sta già provvedendo a nominare il (noto) successore: Franco Gabrielli. Sono le 19.30 quando si chiude l’ultima riunione di mister Emergenza. Il fermo immagine è su un alto funzionario che volta le spalle alla terra che lo aveva lanciato come autore del miracolo rifiuti e lo ha derubricato a sconfitto, appena qualche giorno fa, nella sua ultima stagione da sottosegretario. Nell’amaro ritorno a Napoli, un mese fa, SuperGuido ha davanti a sé nuovi, clamorosi cumuli di immondizia e le guerri-

Teso vertice con i sindaci del salernitano alle prese con l’emergenza idrica glie urbane che si alternano da Terzigno a Giugliano. Sulle spalle, l’onta di un’inchiesta che lo vede indagato per corruzione e ha da sfondo la cricca che ha lucrato anche sul dolore dell’Aquila. «So di aver subito una grave ingiustizia — ci torna su di recente, Bertolaso, ormai cauto — ma confido ancora molto nella magistratura e posso solo augurarmi che il tempo ristabilirà la verità dei fatti». È stato anche l’uomo degli eventi mondiali di successo, dal Giubileo ai funerali di Papa Wojtyla. Una carriera al servizio di governi di destra e sinistra. Poi l’ultimo cammino al fianco di Berlusconi, la sua nomina a sottosegretario, il ruolo di colui che scioglieva le grane, a ogni costo. Fino a diventare il cerimoniere delle calamità. Le emergenze che diventavano palcoscenico. Come a L’Aquila. Prima che arrivasse la valanga di accuse, e i sospetti sul “sistema gelatinoso”. «Ho dato l’anima in questi nove anni. E me ne vado con le pezze al culo, sereno», è il suo ultimo sfogo. Bertolaso l’aveva immaginata in altro modo la sua ultima giornata prima della pensione. Per ieri aveva un appuntamento a Sant’Angelo a Scala, Avellino: doveva consegnare una casa, cioè un accogliente prefabbricato, ad Ernestina Cristiano, 69 anni, 23 dei quali passati in un container.

Il personaggio MEDICO

LEADER

PALAZZO CHIGI

Guido Bertolaso, nato a Roma nel 1950, è laureato in Medicina

Dal 2001 Bertolaso è alla guida della Protezione civile

Dal maggio del 2008 è sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

«Sono qui per il rispetto di un impegno e di una promessa che ti avevo fatto». Una goccia d’affetto. Poco dopo eccolo al tavolo con i sindaci della Piana del Sele. Dall’incontro, a porte chiuse, si sente gridare qualche primo cittadino come il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca. Poi altri sindaci arringano sulla difficoltà

di «garantire acqua potabile», sulla necessità di «risolvere il problema assolutamente entro Natale, altrimenti non solo l’economia agricola e le aziende della mozzarella andranno in crisi, ma interi comparti industriali e commerciali». Bertolaso assicura: sarà Edoardo Cosenza, l’assessore regionale ai Lavori pub-

blici, già preside del Politecnico napoletano, il commissario straordinario dell’alluvione del Sele. E alla fine è proprio Cosenza ad offrirgli il commiato d’onore. «Il governo deve muoversi in fretta — avverte — altrimenti non potremmo farcela, occorrono 5 milioni e sono sicuro che il sottose-

gretario si impegnerà fino all’ultimo minuto. Però, ora consentitemi di salutare da esponente istituzionale uno dei migliori italiani che io abbia mai conosciuto». Applauso corale e lungo, che si sente dall’hangar. Applaude anche De Luca. È grato anche Ernesto Sica, il sindaco di Pontecagnano che ospitava l’incontro: è l’ex potente dimezzato, l’ex amico di scorribande a Villa Certosa, oggi inquisito nella vicenda della P3, l’uomo che avrebbe concepito il dossier diffamatorio che serviva a silurare il governatore Stefano Caldoro. Ancora fango. Non solo quello del meteo. Un destino beffardo, anche nell’ultimo giorno, sembra salutare mister Emergenza. © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

IL DELITTO DI AVETRANA CRONACA

@

PER SAPERNE DI PIÙ www.tribunaleditaranto.net/portaletribunali/WebApp www.comune.avetrana.ta.it

■ 19

“Non è stato Michele a uccidere Sarah” La perizia del medico legale inguaia la figlia: troppo impacciato nel ripetere la scena del delitto IN CARCERE

MARIO DILIBERTO AVETRANA — È stata ammazzata in due, tre minuti al massimo con una cintura unisex alta circa 2,6 centimetri con cuciture laterali. E secondo la perizia del medico legale Luigi Strada l’assassino di Sarah non sarebbe suo zio Michele. Lo ha scritto nella relazione consegnata ieri alla Procura di Taranto. «Abbiamo invitato il Misseri - scrive il medico - a ripetere le modalità con cui ha aggredito Sarah fornendogli un foulard arrotolato a mo’ di fune». L’uomo a quel punto si sarebbe mostrato talmente impacciato da convincere Strada che l’assassino non è lui. «Solo alla fine - scrive ancora il medico dopo aver avuto suggerimenti dal sottoscritto, il Misseri riesce a posizionare il foulard in modo corretto pur effettuando uno scambio di mani sulle due estremità che mettono in dubbio la presa e la rapidità di azione di un evento omicidiario».

“Soffocata in tre minuti con una cintura unisex diversa da quella indicata dallo zio” Né la cintura che secondo gli inquirenti è l’arma del delitto coincide con quella indicata da Misseri, ma è forse una delle 19 inviate ai carabinieri del Ris. Inoltre Michele non conosceva la dinamica del delitto. E non ci sono elementi per provare la violenza sessuale. Sono queste le altre conclusioni alle quali è arrivato il professor Strada. Nella sua perizia di dodici pagine sul corpo di Sarah Scazzi il medico mette una serie di paletti: innanzitutto parla della compatibilità della cinta come arma del delitto. Poi in un certo senso scagiona Misseri, dando più credibilità all’ultima versione di Michele, quella in cui tira in ballo soltanto Sabrina. La visita del 25 ottobre, quella in cui Michele è stato chiamato a simulare lo strangolamento, è secondo Strada dirimente: «Così come è possibile osservare nella sequenza di foto e nel filmato (ndr, allegati al fascicolo) si nota una certa incertezza nelle azioni e approcci al collo della vittima del tutto diversi da quello che ripropone il reperto». In sostanza, scrive Strada, Misseri ha dimostrato di non sapere come Sarah è stata uccisa. Il medico legale insiste poi sulla presenza di cuciture laterali sulla cintura: «Lungo i contorni del solco sul collo di Sarah, largo in media 2,6 centimetri, ci sono impronte ripetitive segmentate, che richiamano le impronte di una cucitura». Secondo la ricostruzione fatta da Strada, inoltre la fibbia sarebbe finita dietro il collo della ragazza, dopo almeno un giro e mezzo di cintura. La ricostruzione è stata però fortemente contestata dal medico legale nominato dalla difesa dei Misseri, Enrico Risso: tra le altre cose sostiene che tempi e modi dell’omicidio non siano assolutamente compatibili con la forza di una donna. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Michele Misseri e sua figlia Sabrina. Lo zio di Sarah si è in un primo momento accusato dell’omicidio, poi ha incolpato Sabrina

Il caso

E Sabrina a sorpresa accetta il faccia a faccia con il padre

Il documento La perizia del medico legale in cui si parla dell’arma del delitto: una cintura unisex larga 2,6 centimetri che avrebbe ucciso Sarah Scazzi in due-tre minuti

Venerdì 19 l’incidente probatorio di Misseri. La giovane dice sì alla convocazione del gip

DAL NOSTRO INVIATO GIULIANO FOSCHINI TARANTO — Sabrina Misseri la prossima settimana si troverà

faccia a faccia col padre. Il giudice per le indagini preliminari Martino Rosati ha notificato alle parti l’avviso dell’incidente probatorio per venerdì 19. E Sabrina ha fatto

sapere di voler essere presente all’interrogatorio. Misseri risponderà al giudice su quel 26 agosto davanti alla figlia: dovrà ripetere di essere andato nel garage dopo es-

La ricostruzione ORE 14,26 Sarah esce di casa; alle 14.28 squillo a Sabrina che esce di casa e porta Sarah nel garage, poi la strangola JULES AUDEMARS CALENDARIO PERPETUO

ORE 14.33 Sabrina va a casa parla con il padre e scendono in garage; ore 14.42 arriva Mariangela. Le due fanno un primo giro in auto

ORE 14.55

Autentica meraviglia di miniaturizzazione, il Calendario Perpetuo Jules Audemars è stato concepito sulla base del calibro automatico extrapiatto 2120 e del modulo 2802. L’insieme raggiunge uno spessore di appena 4 mm. Le complicazioni, destinate a riprodurre il nostro calendario sul ritmo dei minuti, delle ore, dei giorni, della data e del mese, tengono conto anche dell’irregolarità dei mesi di 30 o 31 giorni come pure del ciclo degli anni bisestili. Così, il modulo del calendario è concepito per non subire alcuna correzione fino al 1° marzo 2100, data di modifica del calendario gregoriano. Gli appassionati sapranno apprezzare. Cassa in oro rosa, quadrante marrone o argentato, indici applicati in oro rosa, lancette ore e minuti in oro rosa. Per poter beneficiare della garanzia, i prodotti Audemars Piguet devono essere acquistati esclusivamente presso i concessionari ufficiali Audemars Piguet. Per informazioni e richiesta di catalogo, scrivere a: Audemars Piguet Italia S.P.A. - 20125 Milano - Via Melchiorre Gioia, 168 - Tel. 02/66.98.51.17 Fax 02/66.98.52.05 - www.audemarspiguet.com - info.italia@audemarspiguet.com

Mariangela e Sabrina ripassano da casa Misseri Michele è accanto all'auto con un cartone

ORE 15.00 Mariangela e Sabrina ripassano davanti a casa Misseri Michele parte con l'auto e va a occultare il corpo

sere stato svegliato da Sabrina. Di aver trovato Sarah stesa, pancia a terra, le mani alzate verso l’alto e lo zainetto ancora in spalla. Di essersi reso conto subito, con una carezza, che fosse morta. E di aver detto a sua figlia che balbettava spiegazioni sulla morte della cugina, che lei doveva stare tranquilla e la colpa se la sarebbe presa lui. È questo che Misseri ha raccontato il 19 novembre ai magistrati. Ed è a questo che crede la procura di Taranto. «Bugie, bugie, bugie» ripete Sabrina dal carcere. È dal primo giorno del suo arresto che grida a tutti: «Mio padre deve guardarmi negli occhi prima di ripetere quelle cose». Venerdì sarà accontentata. Ieri, invece, la Misseri ha preferito non presenziare all’udienza del tribunale del Riesame che deciderà della sua scarcerazione. «Troppi insulti l’altro giorno» ha spiegato ai suoi legali. In carcere la ragazza ha incontrato gli psicologi ai quali ha confessato la sua rabbia per «essere in galera da innocente». Dal suo profilo emerge quanto già segnalato dai carabinieri del Rac: una personalità forte, una ragazza più grande rispetto alla sua età. Dibattuta invece è la personalità del padre. In carcere gli esperti lo descrivono con “un’immatu-

Ieri udienza sulla scarcerazione. La ragazza non c’era: “Troppi insulti”. Domani si decide rità effettiva e anestesia emozionale: incapacità di sentire piacere e dolore”. Ma nella memoria presentata ieri dalla difesa della Misseri, la consulente di parte, Cinzia Gimelli, parla invece di una buona capacità relazionale. Il Riesame è terminato ieri alle 22. Agli atti anche la nuova ricostruzione della Procura: sostengono che l’omicidio sia avvenuto tra le 14,28 e le 14,45. Non escludono che lo squillo delle 14,28 che Sarah fa a Sabrina, lo abbia fatto Sabrina da sola, a omicidio avvenuto. Questo significherebbe però anticipare i tempi del delitto. Domani è prevista la decisione: si saprà se Sabrina rimarrà in carcere o no. © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

@

MONDO

PER SAPERNE DI PIÙ www.vatican.va www.esteri.it

DAL NOSTRO INVIATO VINCENZO NIGRO ISLAMABAD — Asia Bibi è una povera contadina del Punjab, 37 anni, cinque figli, una vita di lavoro e fatica nei campi di un latifondista di Ittanwali, est del Pakistan. Oltre ad essere donna, contadina e pachistana, ovvero figlia di un Paese che ai problemi della povertà assomma quelli dell’integralismo islamico, Asia ha un'altra particolarità: è cristiana, seguace di una delle chiese protestanti portate nel sub-continente ai tempi del colonialismo inglese. A giugno lavorava sotto il sole con le sue compagne. Le chiesero dell’acqua, lei andò a prenderla a una fonte. Le sue amiche – musulmane – la rifiutarono: è acqua impura, toccata dalle mani di una infedele cristiana. Alle provocazioni la sven-

Una contadina in lite con le colleghe: “Cosa fece Maometto

IL PRECEDENTE In alto Sakineh Ashtiani, condannata a morte in Iran per adulterio A sinistra, donne pachistane in preghiera

Pakistan, accuse di blasfemia a morte la Sakineh cristiana

per voi?”. E loro la denunciano

Frattini a Islamabad: “Salvate Asia condannata per la sua fede”

turata rispose, difendendosi e difendendo il suo credo. Quelle insistevano, le spiegavano che il cristianesimo è una religione inferiore e che lei stessa avrebbe dovuto convertirsi. Lei rispose ancora, difese il suo Cristo, paragonò il nazareno al profeta, disse qualcosa come «lui per noi si è fatto crocifiggere, ha gettato il suo sangue: cosa ha fatto Maometto per voi?». Da quel momento la lite finì fuori controllo, le operaie musulmane la picchiarono, la rinchiusero in una cantina, chiamarono la polizia. Risultato: domenica sera,

seguendo il dettato della legge pachistana che punisce la blasfemia, Asia è stata condannata a morte per impiccagione. Proprio ieri ad Islamabad, per un viaggio preparato da settimane, è atterrato il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini. Il tema delle persecuzioni dei cristiani era fra quelli previsti nella sua agenda: Frattini aveva pensato di parlarne soprattutto con il ministro delle Minoranze religiose Shah Baz Bhatti (l’unico cristiano del governo), ma poi ha finito per discuterne anche col ministro

Il caso

Iraq, accordo fra sunniti, sciiti e curdi a capo del governo resta Al Maliki BAGDAD — Con l’elezione di un sunnita, Osama Al Nujaifi, a presidente del Parlamento, si è avviato in Iraq il processo che vede i gruppi religiosi disponibili a un accordo di unità nazionale, dopo otto mesi di stallo e violenze diffuse: capo del governo resterà lo sciita Nouri Al Maliki, mentre il capo dello Stato sarà sempre il curdo Jalal Talabani. Lo sciita Iyad Allawi, ex premier e capo del partito “trasversale” sostenuto dai sunniti, guiderà il nuovo Consiglio per le politiche strategiche, organo che dovrebbe arginare i poteri di Al Maliki in materia di sicurezza.

degli Esteri e con lo stesso primo ministro. Lo stato di fibrillazione in cui il Pakistan vive da anni, la presa crescente della propaganda talebana anche su strati più moderati della popolazione musulmana, hanno inquinato il clima politico, la serenità sociale di un paese che di serenità ne ha vista poca dagli anni della partizione violenta con l’India. «I cristiani diventano la minoranza, le vittime sui cui sfogarsi», dice Frattini, e lo ha detto anche al suo collega Qureshi: «Non bisogna abusare della legge nazionale sulla blasfemia

■ 21

per discriminare i cristiani». Frattini in mattinata non aveva ancora tutti i dettagli della storia di Asia, neppure la nunziatura vaticana aveva riscontri sulla storia di una fedele cristiana, ma non cattolica. «Ma anche senza fare il caso specifico di Asia noi siamo sempre contrari alla pena di morte, e di sicuro siamo contrari ad ogni discriminazione religiosa». Ad Islamabad il governo di Asif Zardari, il vedovo di Benazir Bhutto, difende un’impostazione laica, ma è sotto schiaffo dei potenti partiti islamici che lo sostengono, e che soprattutto tengono in piedi molte amministrazioni locali. Il Parlamento è bloccato, una revisione della “legge sulla blasfemia” del 1988 è praticamente impossibile, e quella legge viene usata nelle aree più arretrate del paese per usare i cristiani come valvola di

Il ministro in visita ufficiale: “Siamo contro la pena di morte e le discriminazioni” sfogo per i mille disastri del gigante pachistano. In serata, nell’incontro col ministro delle Minoranze religiose, Frattini si è sentito dire che la condanna di Asia è ancora a livello di corte locale, che il suo ministero ha avviato un’ispezione e che comunque l’Alta corte pachistana non ha mai confermato una pena di morte per blasfemia. Il Pachistan non è ancora l’Iraq post-saddam in cui i cristiani vengono spinti fuori a colpi di mortaio. Ma per Asia Bibi non è una consolazione. © RIPRODUZIONE RISERVATA


dal 12 al 14 novembre

SUBITO PER TE IL

20% DI SCONTO

su tutti i televisori 3D segnalati in punto vendita delle seguenti marche

Cogli l’occasione di vedere le partite della Nazionale Italiana di rugby per la prima volta in 3D. ITALIA VS ARGENTINA (sabato 13 novembre ore 15.00) ITALIA VS AUSTRALIA (sabato 20 novembre ore 15.00) ITALIA VS FIJI (sabato 27 novembre ore 15.00) E solo su Sky tutti i 21 Test Match in diretta HD.

1352 LG TV Plasma 3D 50PX950

20%

pari a

RISPARMI

558 u

20%

2.790

RISPARMI

pari a

LED 3D READY 46”

338 u

PLASMA 3D 50”

1.690

Offerte valide dal 12 al 14 novembre, fino ad esaurimento scorte e salvo errori e/o omissioni di stampa. Le foto sono puramente rappresentative. I prezzi dei nostri prodotti sono comprensivi degli Eco-contributi RAEE.

Sky . D 3 n i t r o p s e d ha il gran

2232 PHILIPS TV LED 46” 46PFL9705

2

Risoluzione 1920x1080. Contrasto 5.000.000:1. Luminosità 1.500 cd/m . Tecnologia 600 Hz Sub-field driving. Net Cast per l’accesso ai contenuti on-line. USB 2.0 per riproduzione di file video, foto, musica. 4 HDMI. Scart. PC input. Tuner Digitale Terrestre Integrato HD Free to Air.

Full HD 3D Ready. Tecnologia Perfect Pixel HD Engine per una qualità dell’immagine senza paragoni. Ambilight Spectra 3. LED Pro + Bright Pro con contrasto dinamico 10.000.000:1. 400 Hz Clear LCD. Tempo di risposta di 0,5 ms. Perfect Natural Motion. Super Resolution. 30W RMS & Clear Sound. Net TV con Wi-Fi, Wi-Fi MediaConnect, DLNA. Piedistallo 2 in 1 incluso.


la Repubblica VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

Le tappe

@

MONDO

L’ARRESTO

LO SCAMBIO

LA POPOLARITÀ

Anna Chapman viene arrestata a New York il 27 giugno con l’accusa di essere una spia del Svr, il servizio segreto di Mosca. In manette con lei altri 9 russi

Con un’operazione che non si vedeva dai tempi della Guerra Fredda Usa e Russia il 9 luglio si scambiano dieci detenuti per spionaggio, compresa Anna Chapman

Una volta rientrata in patria Anna posa in biancheria sexy per la copertina di Maxim, diventando una star Esiste anche una sua applicazione per iPhone

PER SAPERNE DI PIÙ www.themoscowtimes.com svr.gov.ru

■ 23

Anna la Rossa fu tradita dal suo capo bufera sui servizi segreti di Mosca Svelata l’identità della talpa che vendette le spie all’Fbi DAL NOSTRO CORRISPONDENTE NICOLA LOMBARDOZZI MOSCA — C’era ben altro che Anna la Rossa e i suoi completini provocanti dietro alla vicenda delle dieci spie russe arrestate negli Stati Uniti la scorsa estate. Una storia seria, fatta di agenti segreti di lungo corso traditi in maniera clamorosa e da un loro superiore. Uno scandalo, rivelato dal quotidiano Kommersant, che adesso sta facendo tremare i vertici dei servizi segreti russi. E che potrebbe dare l’occasione a Vladimir Putin per realizzare un suo vecchio desiderio nascosto: cancellare le riforme democratizzatrici eltsininane e ricostituire strutture e apparati del famigerato Kgb. A consegnare all’Fbi gli agenti russi che operavano sotto copertura negli Stati Uniti è stato il colonnello Scherbakov, capo del dipartimento “S” del servizio di spionaggio esterno Sse. Il suo quartier generale, chiamato in gergo “il bosco”, si trova appunto nel bosco di Jassenevo a sud di Mosca. Per anni il colonnello aveva guidato da quel luogo i suoi agenti, raccolto e analizzato le loro informazioni. Poi, tre giorni prima della visita di Medvedev negli Stati Uniti, era improvvisamente scomparso per passare anche fisicamente dall’altra parte e collaborare all’arresto dei suoi ex pupilli. Adesso che il nome è venuto fuori, i servizi segreti russi cercano di salvare l’onore con comunicati di fuoco: «Gli è stato messo alle costole un apposito Mercader». Il riferimento è a Ramon Mercader, che su ordine di Stalin uccise Lev Trockij nel suo esilio di Città del Messico nel 1940. Ma le minacce servono solo a coprire il disagio. Il colonnello Scherbakov infatti, in barba alle regole ossessive che controllano nei particolari la vita dei vertici dei servizi, aveva da anni una figlia che studiava negli Usa. E non è finita. Un paio di mesi prima del tradimento del padre, il figlio di Scherbakov, funzionario del nucleo antidroga dei servizi, il Gosnarkokontrol, aveva abbandonato casa e familiari per rifugiarsi proprio negli Stati Uniti. Ma ancora più clamoroso è un altro particolare: un anno fa il colonnello aveva rifiutato con tanto di dichiarazioni umilmente patriottiche una ricca promozione. Ora si capisce che aveva voluto evitare i controlli della propria vita privata previsti in questi casi, e la prova di rito con la macchina della verità. Nessuno si era insospettito. Se fosse solo sciatteria o sbadataggine sarebbe un disastro, se ci fossero altre complicità interne sarebbe ancora peggio. Lo pensa una delle dieci vittime del colonnello che, rientrato a Mosca questa estate dopo lo spettacolare scambio con gli Stati Uniti chiede di poter lasciare il Paese. «Non voglio più avere a che fare con la Russia»,

dice Mikhail Vassenkhov, 65 anni, agente del Kgb da quando ne aveva 20. Vassenkhov era uno dei veri obiettivi degli americani. Dopo un passato in Spagna e in giro per l’America Latina aveva costruito una brillante copertura negli Usa, frequentava esponenti di spicco del partito democratico, le sue informa-

zioni venivano giudicate preziose al punto di valergli la decorazione di eroe dell’Unione Sovietica e poi la nomina a generale dello spionaggio russo. Arrestato contemporaneamente agli altri nove questa estate, Vassenkhov stava reagendo da spia di mestiere, negando indignato ogni addebito,

quando si è visto comparire di fronte - affiancato da due agenti dell’Fbi - il colonnello Scherbakov con in mano il suo dossier di agente segreto prelevato poche ore prima dagli archivi del “bosco”. Troppo per il cuore di una vecchia spia che adesso chiede, disgustato, di andar via.

UNA “STAR” Anna Chapman, arrestata a New York il 27 giugno, è una stella in Russia

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Arabia Saudita

“Rischio attentati alla Mecca” RIAD — L’Arabia Saudita è in allerta per un possibile attentato di Al Qaida in occasione dell’annuale pellegrinaggio alla Mecca (Hajj), che inizia la prossima settimana. Lo ha detto il ministro dell’Interno del paese arabo, il principe Nayef bin Abdul Aziz, come riferisce il quotidiano in lingua inglese The Gulf Today. «Non possiamo escludere qualsiasi possibilità che qualcosa disturbi la sicurezza dei pellegrini», ha detto il principe. Circa due milioni e mezzo di pellegrini sono attesi sono attesi quest’anno per il pellegrinaggio.

I pellegrini alla Mecca

La cerimonia

Ad Antonio Cassese il premio Feltrinelli ROMA — Importante riconoscimento per Antonio Cassese. Al giurista, che è stato il primo presidente del Tribunale internazionale per la ex Jugoslavia e attualmente presiede il Tribunale speciale per il Libano, sarà conferito oggi il Premio “Antonio Feltrinelli” 2010 dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Tra le motivazioni del premio, “il suo contributo allo sviluppo del diritto internazionale e del diritto umanitario”. Alla cerimonia odierna parteciperà tra gli altri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Essenziale* e puro. *Gli acidi grassi omega-3 sono definiti essenziali perché il nostro corpo non è in grado di “fabbricarli” da sé. La qualità e la purezza di EnerZona Omega 3 RX sono attestate dalle 5 stelle IFOS, un programma di certificazione indipendente riconosciuto a livello internazionale. EnerZona Omega 3 RX lo trovi in farmacia nei formati liquido e in capsule.

La ricerca Enervit sostiene principi di alimentazione coerenti con la strategia alimentare Zona.

Per maggiori informazioni

www.enerzona.com

Science in Nutrition

EnerZona Omega 3 RX tutti i giorni. Più efficienti, più attivi.


la Repubblica VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

@

MONDO

PER SAPERNE DI PIÙ http://lejournaldequebec.canoe.ca www.montrealtribune.com

■ 25

Quaranta proiettili per l’ultimo padrino della mafia canadese Ucciso Nick Rizzuto: da Agrigento a boss di Montreal LA VITTIMA PIETRO DEL RE ERA un uomo abitudinario Nicolò “Nick” Rizzuto, patriarca del più spietato clan mafioso di Montreal, arrivato in Canada da Cattolica Eraclea, provincia di Agrigento, nel lontano 1954. Per farlo fuori, i suoi sicari avrebbero potuto aspettarlo di fronte al Social club Cosenza, un miserabile caffè del quartiere Saint Léonard, dove da una trentina d’anni il padrino appariva verso mezzogiorno, spesso in camicia scura e cravatta argentata, sempre con un Borsalino in testa. Due sera fa, i killer l’hanno invece freddato a casa sua, scaricandogli addosso una quarantina di proiettili attraverso la finestra della cucina. Che Rizzuto fosse un boss di altri tempi, lo dimostra la fine che ha fatto: imbottito di piombo da tre o quattro picciotti e non, come altri capimafia, in una clinica per miliardari di Palm Springs, circondato da medici solerti e infermiere servizievoli. Eppure di miliardi ne aveva accumulati tanti anche lui, seb-

Nicola Rizzuto in un’immagine dell’ottobre 2008, mentre esce dalla prigione di Montreal

La scheda

IL BOSS

LA “GUERRA”

L’EREDE

Il boss siciliano Nicola Rizzuto, 86 anni, guidava il più importante clan mafioso di Montreal. È stato ucciso in un agguato

Rizzuto, originario della provincia di Agrigento, era in Canada dal 1954 Si era affermato soppiantando il clan dei calabresi, il cui boss Violi fu ucciso nel 1978

Nel 2004 era già stato arrestato il figlio Vito Rizzuto, poi estradato negli Stati Uniti dove sta scontando 10 anni di carcere per omicidio

Rizzuto. «Chi c’è dietro queste morti? Ci sono vecchi e nuovi nemici, gente che ha tradito o forse che non ha mai dimenticato l’uccisione a New York di Paul Violi, con cui nel 1978 Nick Riz-

zuto riuscì a scalzare il clan dei calabresi». Già, a voler la fine della dinastia Rizzuto potrebbero essere quelle famiglie con cui gli agrigentini avevano tagliato i ponti,

o magari bande della mala haitiana che scalpitano per ottenere più potere. La “Cosa nostra” canadese ha sempre sfruttato quel melting pot criminale di diverse estrazioni ed etnie che imperversa nel paese dei laghi e delle foreste d’acero, dove non esiste una rigida esclusione geografica all’interno delle famiglie, né a livello nazionale né internazionale. Una delle doti di Vito Rizzuto era appunto la mediazione tra le bande, dai motociclisti Hells Angels alla “West end gang” irlandese, dalle triadi cinesi ai cartelli colombiani, dai “posses” giamaicani ai narcos messicani. In questa Torre di Babele della mala canadese, i più potenti sono ancora i siciliani, forse perché sono stati primi ad arrivare. Ora, ognuna di que-

La nipote Bettina Rizzuto

Il luogo del delitto

Si era trasferito nel lontano ‘54 Aveva fatto i miliardi con la droga e gli appalti

Un anno fa venne eliminato il nipote Vito. Fu seppellito in una bara d’oro massiccio

bene nel 2005 una telecamera nascosta nel retrobottega del Social club Cosenza dall’antimafia canadese lo aveva sorpreso mentre s’infilava nei calzini le poche banconote di dollari che s’era appena spartito con altri maggiorenti su un tavolaccio di legno. Il padrino, allora ottantunenne, fu arrestato, condannato e infine costretto a svolgere lavori socialmente utili. Così Antonio Nicaso, esperto della mafia d’Oltreoceano e autore di una ventina di libri sull’argomento (l’ultimo, La mafia spiegata ai ragazzi, è appena uscito da Mondadori), spiega l’omicidio del boss: «Stanno facendo terra bruciata attorno alla famiglia Rizzuto in previsione dell’uscita da un carcere del Colorado, nel 2012, di Vito, figlio del vecchio padrino». Un anno fa, fu ucciso a revolverate nel centro di Montreal anche il figlio di Vito, nipotino di Nicolò e suo omonimo, che ricevette il privilegio postumo di venire sepolto in una bara d’oro. Pochi mesi fa, è scomparso Paolo Renda, cognato di Vito, probabilmente vittima della lupara bianca. Lo scorso settembre, infine, è stato ammazzato anche Agostino Cuntrera, rampollo di un’altra potentissima cosca siciliana, principale alleata dei

ste bande può aver deciso di voler scalare le vette del potere. Per farlo deve prima eliminare chi oggi è al comando. Ma c’è un’altra pista. Quella degli appalti. Infatti, in Canada sono appena stati stanziati 42 miliardi di dollari per la costruzione di nuove strade e nuove centrali idro-elettriche. Ecco quando ha recentemente dichiarato il sergente della Gendarmerie royale canadienne, la polizia federale del Paese, Lorie McDougall: «I Rizzuto hanno imbastito un sistema di appalti truccati e per ogni contratto alla famiglia viene versato il 5 per cento». Calabresi e camorristi avrebbero fatto cartello contro i siciliani per appropriarsi di questa gallina dalle uova d’oro. Con la morte dell’anziano padrino e dell’omonimo nipote, con il figlio ancora in galera, e con la fine delle storiche alleanze, la famiglia Rizzuto sembra ormai finita. In realtà, non lo è del tutto. Al meno fino a che rimarrà in vita Libertina, la vedova di “Nick”, ottant’anni, figlia dell’ex capo bastone che selezionava gli uomini d’onore da spedire nelle Americhe. La donna avrebbe già ripreso in mano le sorti del clan. Con mani di ferro. © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

CRONACA

■ 26

Pinerolo, l’asilo degli orrori bambini insultati e picchiati La struttura è stata chiusa, denunciate tre maestre DAL NOSTRO INVIATO MEO PONTE PINEROLO — Il piccolo Vittorio, quattro anni, puntava i piedi quando arrivava davanti al cancello de «Il paese delle meraviglie» e urlava: «Papà non portarmi lì dentro». Ora suo padre ricorda: «Arrivava a farsi prendere dalle convulsioni pur di non entrare in quell’asilo. Era terrorizzato e in più diventava violento nei confronti degli altri bambini. Un anno fa l’ho iscritto ad un’altra scuola materna, lì ha ritrovato la serenità. Ogni volta che passiamo davanti a quel cancello, mano nella mano, lo sento tremare…». Sono le 17 di ieri e l’asilo-nido «Il paese delle meraviglie» è assediato da una folla di genitori. All’interno i carabinieri stanno consegnando l’ordinanza emessa dal gip di Pinerolo Alberto Giannone che accusa le tre responsabili della scuola materna (Francesca Pamfili, 36 anni, Elisa Griotti, 33 anni e Stefania Di Maria, 28 anni, tutte socie del consiglio di amministrazione) di maltrattamenti e ordina il sequestro dell’intera struttura scolastica. Poche ore prima Elisa Griotti a Repubblica aveva detto: «La nostra è una scuo-

Un genitore: ogni volta che mio figlio passa davanti a quel cancello comincia a tremare

I punti IL MORSO A luglio una bambina viene ferita con un morso da una coetanea. La famiglia fa un esposto

I SIGILLI Nelle foto accanto, i Carabinieri mettono i sigilli all’asilo nido di Pinerolo “Nel paese delle meraviglie”

LA MAESTRA A ottobre si presenta una maestra dai carabinieri e dice che nella scuola succedono cose terribili

LE MICROSPIE Un’altra maestra trova il coraggio di raccontare e il pm fa mettere nella scuola le microspie

la modello, portata come esempio in tutta la zona per la cura con cui accudiamo ai 35 bimbi che ci sono affidati ogni giorno. Li controlliamo addirittura con le telecamere installate in ogni locale dell’asilo». Dopo l’arrivo dei carabinieri però l’asilo-modello, ospitato in una elegante villa di fine ‘800, rivela un volto diverso. Leggendo li documenti dell’inchiesta coordinati dal sostituto procuratore Ciro Santoriello le stanze decorate con disegni colorati e allegri diventano il teatro di ripetute violenze dove i piccoli vengono picchiati, insultati, costretti a mangiare il loro vo-

mito, chiusi nel caminetto e additati ai compagni con risa di scherno. Una sorta di casa dell’orrore dove chi si rifiuta di fare la nanna pomeridiana viene costretto a dormire sotto il lavandino della cucina. E dove i piccoli sono abbandonati a loro stessi, nonostante le telecamere installate dalla tre responsabili. Il pm Ciro Santoriello, padre di tre figli, dopo aver letto i rapporti dei carabinieri, non riusciva a prendere sonno. «Abbiamo indagato a piede libero le tre imputate perché non c’era pericolo di fuga e, sequestrando l’asilo, nemmeno

quello di reiterazione del reato. Le indagini vanno fatte reprimendo le emozioni ma è stata dura…» ammette. L’inchiesta ha preso il via nell’ottobre scorso. In luglio però, dopo che una bimba era finita al pronto soccorso con il volto lacerato dai morsi di una coetanea, una famiglia aveva già presentato un esposto ai carabinieri. «Le maestre dicevano che si era trattato di un solo morso ma all’ospedale avevano contato i segni di almeno quindici ferite» ricordano gli investigatori. Ai primi di ottobre in caserma si era poi presentata una

maestra de «Il paese della meraviglie» e aveva rivelato ai carabinieri: «Lì dentro accadono cose inaudite». La donna però non aveva voluto formalizzare la sua denuncia. Era stata un’altra maestra, Alice C., a trovare finalmente il coraggio di raccontare gli orrori che avvenivano dietro il cancello decorato con le scritte variopinte. Il pm Santoriello aveva fatto installare microspie all’interno della scuola, raccolto i filmati girati da genitori che avevano iniziato a sospettare che la linda facciata dell’asilo nascondesse qualcosa di più terribile. © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica

@

VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

L’ordinanza

PER SAPERNE DI PIÙ www.asilonelpaesedellemeraviglie.it www.repubblica.it

■ 27

“Chiusi dentro un camino e lasciati al buio da soli” E una bimba dava schiaffi alle bambole: così partì l’inchiesta

DAL NOSTRO INVIATO

Il precedente CIP E CIOP A PISTOIA 2-12-2009, arrestate una maestra e la responsabile dell'asilo nido privato: maltrattamenti su bambini

LE TELECAMERE

Un’immagine del video

Durante l'inchiesta la polizia ha utilizzato telecamere di sorveglianza all’interno dell’asilo

PINEROLO — «Pamfili Francesca, Griotti Elisa e Di Maria Stefania quali componenti del consiglio di amministrazione dell’asilo nido “Paese delle meraviglie” e in tale veste gestori del predetto asilo nido nonché affidatarie e responsabili dell’educazione, cura, vigilanza e custodia dei numerosi bambini, di età compresa fra gli otto mesi e i tre anni, maltrattavano ripetutamente la maggior parte dei suddetti bambini picchiandoli con schiaffi e pugni sulla bocca e sulla nuca anche con oggetti contundenti come scarpe o giocattoli, offendendoli con epiteti e frasi ingiuriose come “p. puzzi come tua madre”, sottoponendoli a vessazioni, costringendoli a mangiare il cibo che il precedenza avevano vomitato, facendone dormire alcuni in stanze chiuse e al buio e in condizioni di assoluto isolamento, facendoli piangere per lungo tempo senza provvedere ad alcuna forma di consolazione e senza informarsi del loro stato di salute, lasciandoli senza alcuna custodia per lungo tempo così che i bambini finivano per farsi male perché si aggredivano tra loro…». E’ un lungo elenco di orrori quello riassunto nelle sei pagine dell’ordinanza del giudice per le indagi-

‘‘

Le aggressioni

Pugni su bocca e nuca, epiteti e frasi ingiuriose, costretti a mangiare il cibo che avevano vomitato, lasciati senza custodia tanto che finivano per farsi male perché si aggredivano tra loro...

ni preliminari Alberto Giannone che ordina il sequestro della scuola materna. «Il fumus del reato — scrive il gip — può ritenersi senz’altro indiscutibile dato che in particolare già cinque testimoni, di cui tre hanno lavorato direttamente presso l’asilo, hanno confermato l’esistenza di abituali maltrattamenti, ben esorbitanti dall’esercizio delle facoltà connaturate alla funzione di maestra d’infanzia,

» L’energia solare è il petrolio del 21esimo secolo – però pulito. Io produco la mia energia con SolarWorld.*«

Larry Hagman, conosciuto come barone del petrolio dalla serie televisiva “Dallas”, ha sempre avuto buon senso per buoni investimenti. Lui punta sulla corrente pulita come energia del futuro ottenuta dal Sole e dalla sabbia con moduli fotovoltaici più volte premiati. Tecnologia tedesca, efficiente e innovativa. Trovate ulteriori soluzioni vincenti su www.solarworld-italia.com * L’attore Larry Hagman, barone del petrolio dalla serie tv mondiale famosa in tutto il mondo degli anni 80 “Dallas”, possiede uno dei più grandi impianti solari privati degli Stati Uniti, con una potenza totale di 100 kWp.

’’

posti in essere dalle indagate…». Ed eccole le testimonianze citate dal gip. Racconta Alice C., educatrice nell’asilo dal maggio 2007 all’agosto 2010: «Ho avuto modo di assistere a maltrattamenti sia fisici sia psicologici nei confronti degli infanti ospitati nella struttura ad opera delle tre donne. I maltrattamenti psicologici erano sempre effettuati con assiduità e particolare cattiveria. Erano solite punire con schiaffi sulla bocca e

OGGI L’ESPRESSO Tra i servizi nel numero in edicola da oggi: “Web, il bluff di Maroni”. Il governo ha davvero liberalizzato il WiFi? Ecco che cosa si nasconde dietro la campagna digitale del governo

sulla nuca i bambini che non mangiavano e sputavano il cibo…». E il gip sottolinea: «Nei confronti di una bimba C. S. era stata assunta una condotta particolarmente violenta e odiosa consistita nel mettere la piccola a dormire per terra con il lettino capovolto a mo’ di gabbia su di lei per impedirle di muoversi…». Francesca M., addetta alla mensa, rivela: «Ho visto le tre socie gettare oggetti addosso ai bambini, lo facevano con insolita cattiveria e violenza. Le punizioni erano terribili: chiudevano i bambini nel camino o li facevano dormire sotto il lavandino nel bagno della mensa, soli e al buio…». Francesca M. ha addirittura girato un filmato poi consegnato ai carabinieri. Una madre, scrive il gip.: «Ha riferito che una sera la figlia iniziò a picchiare le bambole con cui giocava sostenendo che non voleva fare la nanna. Alla richiesta di spiegazioni la bimba rispondeva che era la maestra Pamfili Francesca a picchiare i bambini che non volevano dormire…». Meriterebbero l’arresto le tre maestre secondo il giudice ma «l’esigenza di impedire il prosieguo dei maltrattamenti può essere ben soddisfatta dal sequestro dell’intera struttura scolastica…». (meo ponte) © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

CRONACA ■ 29

“Bloccai il 41bis per evitare altre stragi mafiose” La rivelazione dell’ex Guardasigilli Conso. E Palermo torna a indagare sulle bombe di Firenze ATTILIO BOLZONI ROMA — L’annuncio è clamoroso e arriva quasi vent’anni dopo: «Non ho rinnovato il 41 bis in scadenza a novembre del 1993 per 140 imputati per mafia detenuti nel carcere dell'Ucciardone per evitare altre stragi». Confessione di Giovanni Conso, ministro della Giustizia al tempo dei massacri di Cosa Nostra. E anche se lui giura che quella decisione l’ha presa in assoluta solitudine – senza consultarsi con la Presidenza del Consiglio, senza avere mai ricevuto pressioni da reparti speciali o servizi segreti - qualcuno in Sicilia comincia a dire sottovoce qualcosa che potrebbe modificare tutto ciò che è stato prospettato in questi ultimi mesi sui patti stipulati prima e durante le stragi. Forse la trattativa fra mafia e Stato a un certo punto si è trasformata in una trattativa fra Stato e mafia, ricercata dagli apparati, inseguita da personaggi che oggi sono ancora nell’ombra. La rivelazione in commissione di Conso – assai ritardata come i ricordi di altri smemorati di queste vicende come l’ex Guardasigilli Claudio Martelli o come l’ex presidente della Camera Luciano Violante – scivolerà nelle carte dei pubblici ministeri di Palermo che indagano sui ricatti incrociati di quella stagione e che hanno depositato agli atti della loro inchiesta due verbali di interrogatorio.

Attentati del '93 VIA FAURO Il 14 maggio 1993 esplode un ordigno a Roma per colpire Maurizio Costanzo

EX MINISTRO

VIA GEORGOFILI

In alto l’ex Guardasigilli Giovanni Conso; a destra Totò Riina durante un’udienza

Il 27 maggio ’93 una esplosione a Firenze uccide 5 persone, 37 sono i feriti. Danni alla galleria degli Uffizi

Verbali che s’incrociano proprio con la sorprendente rivelazione di Conso. Carte che raccontano molto e che complicano ancora di più la ricostruzione di quello che avvenne fra l’uccisione di Giovanni Falcone (23 maggio 1992) e le bombe ai Georgofili di Firenze (27 maggio 1993) passando per la morte di Paolo Borsellino e il misterioso arresto di Totò Riina. Due verbali. Uno è l’ultimo interrogatorio condotto da Gabriele Chelazzi, il pubblico ministero che stava investigando sui mandanti esterni a Cosa Nostra nella strage di Firenze. Chelazzi ascoltò il generale dei carabinieri Mario Mori – lo stesso che oggi è sotto processo a Palermo per avere favorito la latitanza di Bernardo Provenzano – cinque giorni prima di morire, l’11 aprile del 2003.

Acquisito il verbale di un interrogatorio del generale Mori da parte dell’allora pm Chelazzi E l’interrogatorio si concentrò sul mancato rinnovo del carcere duro – da parte del ministro Conso – di quei 140 detenuti dell’Ucciardone. Il pubblico ministero Chelazzi aveva trovato sulle agende di Mori la traccia di incontri fra il generale e il magistrato Francesco Di Maggio, in quegli anni vice direttore del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Naturalmente non c’è un legame accertato fra quegli incontri e il 41 bis rimosso ma, già nel 2003, il

magistrato fiorentino era convinto che quel passaggio – il carcere duro risparmiato ai 140 mafiosi – fosse cruciale per decifrare una fase della trattativa. L’ex ministro della Giustizia ha raccontato in Commissione che prese quella decisione «rischiando», puntando tutto sull’ala non stragista di Cosa Nostra, cioè su Bernardo Provenzano che «pensava più agli affari che alla politica delle bombe». Un cattivo ricordo: in quel lontano 1993, molti davano addirittura per morto Provenzano o comunque sempre subordinato a Totò Riina. Ecco perché il suo annuncio ha provocato grandi fibbrillazioni negli ambienti giudiziari siciliani. E adesso veniamo al secondo verbale appena depositato. È di Alfonso Sabella, per tanti anni pm

di punta a Palermo. È sua la ricostruzione del ritorno dei pentiti in Sicilia nel 1996, guidati da Balduccio Di Maggio (quello che parlò del famoso bacio fra Riina e Andreotti) e Santino Di Matteo, il padre del piccolo Giuseppe sciolto nell’acido da Giovanni Brusca. Vicini a Provenzano, uccisero molti boss del giro di Riina. Il sospetto è che, in qualche modo, apparati di sicurezza avessero coperto le loro scorribande. Per trattare in pace con il nuovo capo, che allora - tre anni dopo il 1993 – era sì diventato Bernardo Provenzano. La trattativa, sicuramente partita da Riina con il papello, poi sembra avere preso un’altra strada. Ancora tutta da scoprire. E dove sicuramente non s’incontra solo il generale Mori e il suo reparto speciale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

MILANO E ROMA Il 27 luglio altre esplosioni in via Palestro a Milano (5 morti) e a San Giovanni in Laterano, Roma

STADIO OLIMPICO Il 23 gennaio 1994 un’auto con 120 chili di tritolo viene collocata vicino allo stadio ma non esplode


niente ti tenterà di più Acquista 2 capi* della collezione permanente, avrai il

50

Il periodo delle vendite promozionali è soggetto alla normativa vigente nella regione di appartenenza dell’esercente dettagliante.

%

di sconto sul 3° capo

*2 capi di corsetteria o un set reggiseno e slip


la Repubblica VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

@

CRONACA

PER SAPERNE DI PIÙ www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDMHome www.interno.it

■ 31

Investì un cane, muore il taxista picchiato Milano, era in coma da 32 giorni. Il pm: omicidio volontario con crudeltà FRANCO VANNI MILANO — Luca Massari non ce l’ha fatta. Il tassista massacrato di botte per avere investito un cane è morto all’ospedale Fatenebefratelli, dove era in coma da 32 giorni. Martedì era stato trasferito dal reparto rianimazione alla neurochirurgia. Aveva cominciato a respirare, primo segno di vita dopo un mese di nulla, ma le condizioni «erano disperate sin dall’inizio» come ripetono ora i medici. L’illusione si è spenta alle 11.17 di ieri. Agli assassini il padre di Luca rivolge un messaggio straziante: «Non provo rabbia, non mi importa se sarete condannati all’ergastolo o lasciati liberi - ha detto - Luca non c’è più ed è l’unica cosa che mi interessa». L’accusa per i tre indagati, tutti in carcere, da tentato omicidio diventa omicidio aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi. A ferire i parenti è anche il fatto che non sarà possibile donare gli organi, compromessi da un’infezione. Centinaia di tassisti hanno appeso nastri neri alle loro auto in segno di lutto, e in polemica con il Comune «che non fa abbastanza per la nostra sicurezza» i sindacati autonomi delle auto bianche annunciano: «Nel giorno del funerale trovare un’auto sarà impossibile». I residenti del quartiere popolare dove Luca è stato ucciso, a Sud della città, reagiscono alla violenza. Nelle stesse strade dove per giorni “nessuno aveva visto”

Il padre di Luca agli assassini: non provo rabbia, so solo che mio figlio non c’è più l’aggressione - tanto che gli investigatori lamentavano un clima omertoso - oggi i cittadini faranno una fiaccolata «per dimostrare che la zona non è abitata da mostri». Sul marciapiedi dove Luca è stato picchiato, mentre cercava di scusarsi per avere investito per sbaglio un cocker, sono stati portati mazzi di fiori. Alcuni passanti, minacciosi, ieri hanno allontanato i fotografi che cercavano di immortalare il momento. Le rose sono nel punto in cui il 45enne è stato abbattuto con calci, pugni e ginocchiate. Colpi che gli hanno rotto i denti e spappolato la milza, e lo hanno poi scaraventato sul marciapiedi dove ha picchiato la nuca. Per la Procura, Michel Morris Ciavarella, 31 anni, e i fratelli Stefania e Piero Citterio, 28 e 26 anni, hanno colpito per ammazzare. Ciavarella, il primo arrestato, al pm Tiziana Siciliano raccontò di avere pestato il tassista perché gli «aveva fatto venire i nervi». I fratelli Citterio sono indagati anche per le minacce ai testimoni. Piero ha confessato di avere bruciato l’auto di uno di loro, e di avere poi picchiato un fotografo. Per i tre, che secondo gli investigatori potrebbero costituire con altri «un clan di tipo familiare», il pm chiederà la permanenza in carcere. A loro il fratello del tassista si rivolge senza rabbia. «Avete ucciso un’anima meravigliosa - dice Marco, induista - mi spiace per voi». Nella camera mortuaria la madre e la compagna di Luca si abbracciano. «Si è lasciato andare», dice Patrizia, vicina al suo uomo fino all’ultimo. «Quando è che mi

vieni e prendere, amore?», chiede al cadavere. Piange, si lascia cedere nelle braccia di uno dei tassisti arrivati in ospedale. Dalla madre, poche parole: «Me lo hanno ammazzato». Oggi sarà disposta l’autopsia e si deciderà

la data del funerale che sarà celebrato nel quartiere di Lambrate o a Zivido al Lambro, il Comune dove Massari viveva. A Milano dovrebbe essere dichiarato il lutto cittadino. La salma di Massari sarà cremata. Mentre i tassi-

sti chiedono «l’ergastolo per gli assassini», uno dei difensori degli indagati, Carlo Maffeis, anticipa la linea difensiva: «Si è trattato di omicidio preterintenzionale», dice.

IL LUOGO DEL PESTAGGIO I fiori dei colleghi. Accanto dall’alto Stefania e Pietro Luigi Citterio e Michael Morris Ciavarella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I fatti L’INCIDENTE

LA PAURA

Il 10 ottobre, domenica, Luca Massari, 45 anni, investe e uccide col suo taxi un piccolo cocker che attraversa la strada senza guinzaglio

La paura spinge gli abitanti di largo Caccia Dominioni al silenzio. L’auto di un testimone viene data alle fiamme. Aggredito un fotografo

L’AGGRESSIONE

IL COMA

Le scuse di Massari non bastano. Stefania Citterio insulta il taxista. Suo fratello Piero e il fidanzato Michael Ciavarella lo pestano

Massari ha sbattuto la testa e resta in coma per un mese al Fatebenfratelli di Milano fino alla morte, avvenuta ieri mattina

Il rapporto

Sono 24.000 le persone scomparse, più della metà stranieri ROMA — Cresce il numero delle persone scomparse che vengono ritrovate. Ma aumenta anche il fenomeno degli “allontanamenti”. I dati sono contenuti nella quinta relazione semestrale del commissario per le persone scomparse: sono 24.111 le persone ancora da rintracciare al 30 settembre di quest’anno, più della metà stranieri e 9.336 minori. Dal 1974, quando è stato istituito l’archivio presso il Viminale, i nomi inseriti nella lista sono stati 98.518, la maggior parte di queste persone sono state ritrovate (vive o morte). La relazione evidenzia anche come ci siano 789 cadaveri di persone non ancora identificati. Tra questi 134 persone annegate in mare. «C’è una diminuzione delle persone scomparse e ancora da rintracciare — ha spiegato il commissario per le persone

Il giorno 11 novembre è venuta a mancare all’affetto dei suoi cari

Cattleya partecipa con affetto al dolore della famiglia per la morte di

Antonietta Paciotti Piredda

Dino De Laurentiis

ne danno il triste annuncio i figli Manuela, Giancarlo, Giorgio e Letizia. I funerali si svolgeranno sabato 13 novembre, alle ore 11, nella parrocchia del Sacro Cuore del Suffragio, lungotevere Prati angolo via Ulpiano. Roma, 12 novembre 2010

Leggendario esempio per tutti i produttori. Roma, 12 novembre 2010 Guendalina Ponti abbraccia con grande affetto Martha, Carolina, Dina, Raffaella e tutta la loro famiglia addolorata per la scomparsa di

Imp. fun. FEIO Srl di Valle Tel. 06.447.000.20

Nel ricordo della sua vita straordinaria condivisa nell’amicizia e nel lavoro. Roma, 12 novembre 2010

Il Presidente di Cinecittà Luce Roberto Cicutto, l’Amministratore Delegato Luciano Sovena, il Consiglio di Amministrazione, il Collegio Sindacale, il Delegato della Corte dei Conti, i dirigenti e il personale tutto partecipano al dolore della famiglia per la scomparsa di

Dino De Laurentiis Figura prestigiosa dell’industria cinematografica italiana e internazionale, che al cinema ha dedicato un’intera vita, legando il suo nome a opere indimenticabili di grandi autori e a grandi successi. Roma, 12 novembre 2010 Riccardo Tozzi e Cristina Comencini sono affettuosamente vicini alla famiglia De Laurentiis in occasione della morte di

Dino Avventuroso creatore di grande cinema. Roma, 12 novembre 2010 Il Presidente dell’ANICA Paolo Ferrari, il Vicepresidente Giampaolo Letta, i Presidenti della Sezione Produttori Riccardo Tozzi, della Sezione Distributori Filippo Roviglioni, della Sezione Industrie Tecniche Dario Viganò, il Segretario Generale Lamberto Mancini, l’Amministratore Delegato e i Consiglieri di Anica Servizi, tutti associati ed il personale dell’ ANICA, gli si uniscono commossi e addolorati al lutto di Aurelio De Laurentiis e della sua famiglia per la scomparsa di

Dino De Laurentiis Figura monumentale del cinema italiano, produttore coraggioso e da sempre proiettato verso i grandi scenari della cinematografia internazionale, L’ANICA ne ricorda il luminoso esempio di imprenditore e di uomo. Roma, 12 novembre 2010

Dino De Laurentiis

Dino De Laurentiis Adriana Chiesa di Palma abbraccia affettuosamente e con profonda amicizia Aurelio, Jacqueline e tutti i familiari in questo momento di immenso dolore. Roma, 12 novembre 2010 Sky Sport è vicina ad Aurelio De Laurentiis duramente colpito per la morte del suo grande

Zio Dino Milano, 12 novembre 2010 Il caro

Francesco Sabbadini

Francesco Sabbadini per la gentilezza dei suoi modi, la sua sobrietà, il rispetto che aveva per le persone. Antonella, Christina, Mauria, Patrizia, Rita, Sandra. Bologna, 12 novembre 2010 11/12/2010

Sette anni fa moriva

Franca Oddi tutti quelli che le vogliono bene la ricordano. Roma, 12 novembre 2010 Alberto Heimler e Paolo Saba, sono vicini ad Anna e ne ricordano con profondo dolore l’umanità, l’impegno professionale ed il grande coraggio di

Maura Argentati Roma, 12 novembre 2010

Il Presidente, i componenti, il Segretario Generale e il personale tutto dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato partecipano con profondo cordoglio al lutto che ha colpito la famiglia Argentati per la scomparsa di

Le analisi del perito a cava Sari

28 49 50 54 66 68

Maura e gli sono affettuosamente vicini. Roma, 12 novembre 2010 12/11/2008 11/12/2010 Un abbraccio per

77

con profondo amore dalla tua famiglia. Roma, 12 novembre 2010 È mancata all’affetto dei suoi cari

Vivetta Menarini Sarti Ne danno il triste annuncio il marito Amleto, i figli Nicoletta e Mauro, il genero Gianfranco e i nipoti Davide, Marco e Giovanni. La S. Messa sarà celebrata nella chiesa parrocchiale di Sant’Anna, in via Siepelunga, 39 a Bologna, oggi 12 novembre alle ore 11. Bologna, 12 novembre 2010

63

4.212.092,40 €

Nino

Concorso n. 135 dell’11-11-2010

Superenalotto Nessun vincitore con punti 6 Nessun vincitore con punti 5+ Ai 20 vincitori con punti 5 Ai 1.581 vincitori con punti 4 Ai 61.514 vincitori con punti 3

31.590,70 € 399,62 € 20,54€

Superstar Nessun vincitore con punti 5 Ai 3 vincitori con punti 4 Ai 287 vincitori con punti 3 Ai 4.699 vincitori con punti 2 Ai 32.562 vincitori con punti 1 Ai 75.527 vincitori con punti 0

39.962,00 € 2.054,00 € 100,00 € 10,00 € 5,00 €

PROSSIMO CONCORSO IL JACKPOT CON PUNTI 6

51.500.000,00 euro

O. F. Armaroli Tarozzi Srl Tel. 051-432193

ci ha lasciato. Lo ricordiamo amico sensibile, colto. Ci stringiamo alla moglie Patrizia, alle figlie Giulia, Irene. Porteremo l’ultimo saluto sabato 13, ore 10, San Giovanni in Monte. Anna, Paolo; Carla, Angelo; Carla, Giorgio; Cheti, Guido; Chiara, Paolo; Claudia, Roberto; Milly, Stefano. Bologna, 12 novembre 2010 Con molto affetto siamo accanto a Patrizia, Giulia e Irene, nel ricordo di

12/11/2003

Il ministero degli Interni

scomparse, il prefetto Michele Penta — ma il fenomeno degli allontanamenti è in aumento». Negli ultimi mesi — indica infatti il Viminale — c’è stato un aumento del 12,21% dei ritrovamenti, 7.943 persone in sei mesi (da gennaio a giugno), ma anche delle segnalazioni di sparizioni: 1.779 in soli tre mesi, da giugno a settembre. Delle 23.766 persone da ritrovare al 30 giugno 2010, la maggioranza sono stranieri (14.291), e le regioni più interessate dal fenomeno sono Lazio, Lombardia, Campania e Sicilia. Anche tra i minori scomparsi la maggioranza è formata da stranieri. I dati al 30 giugno indicano che su un totale di 9.122 minori scomparsi, gli italiani risultavano 1.587. Un vistoso aumento delle scomparse c’è stato nel 2008, un fenomeno spiegato con «il picco degli sbarchi e l’allontanamento dalle strutture di alloggio dei minorenni».

Nei pozzi di Terzigno sostanze cancerogene NAPOLI — Nei pozzi vicini alla discarica cava Sari di Terzigno esistono «sostanze fortemente cancerogene». È emerso dai risultati della relazione tecnica stilata dal perito nominato dal comune di Boscoreale. «La magistratura dovrà decidere — ha detto il sindaco di Terzigno Auricchio — come amministrazione abbiamo subito bloccato il prelievo dell’acqua dai pozzi della zona». I comitati hanno chiesto ai sindaci di opporsi alla discarica.

Ha lasciato questa terra

Sabrina Vittoria Giuffrè di 55 anni Lo annunciano con dolore Franco, Niccolò, Feyzi e Kerem Brera, Manoela, Enrico e Ilaria Carli. La liturgia funebre avrà luogo sabato 13 novembre, alle ore 14.30, presso la parrocchia di S. Giuseppe a Garbagnate Rota (frazione di Bosisio Parini, Lc). Bosisio Parini, 12 novembre 2010 Pietro Omodeo e i suoi figli compiangono la scomparsa di

Aldo Natoli Uomo di vasti studi e coraggiosa politica. Siena, 12 novembre 2010 Paolo Bedeschi e Luciano Landi a nome di Coop Reno esprimono il più profondo cordoglio per la perdita di

NAZIONALE

Werther Badini già Consigliere di Amministrazione della Cooperativa San Giorgio di Piano, 12 novembre 2010 Bruno Mameli per

Werther Badini Serenità. Cagliari, 12 novembre 2010 O.F. Golfieri Tel. 051-228622 Bologna

17 62 2 23 43 45 7 13 14 12 11

87 88 42 51 19 16 72 89 75 87 71

83 81 73 38 14 30 54 76 17 25 39

59 70 20 78 76 20 51 65 82 29 36

61 7 43 86 28 13 52 73 83 33 74

10 e LOTTO COMBINAZIONE VINCENTE 2 16 43 75

7 17 45 83

12 19 51 87

13 23 62 88

14 42 72 89

Promosso dalla Confederazione agricoltori

Premi, Bandiera Verde per don Luigi Ciotti ROMA — Un premio per chi combatte la mafia, creando ricchezza per il paese. É il riconoscimento creato dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori nella ottava edizione di “Bandiera Verde Agricoltura”. Ieri in Campidoglio è stato insignito dal presidente della Cia Politi don Luigi Ciotti, fondatore di “Libera”, che con i suoi giovani produce eccellenze agricole nei terreni confiscati alla criminalità.


SC EN EG G IATURA D I

UN FIL M D I

AARON SORKIN

DAVID FINCHER

DA OGGI AL CINEMA MYmovies.it/TheSocialNetwork


la Repubblica VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

@

CRONACA

PER SAPERNE DI PIÙ www.lipu.it http://europa.eu/index_it.htm

■ 33

La caccia in Italia I numeri

La classifica delle Regioni

Per area geografica

274.543 erano

751.876

1.500.986

cacciatori in Italia

nel 1988

Tra 40 e 42 i cacciatori per ogni: ettari di territorio

Nord

244.723

1.000

Centro

232.610 Sud

104.709 49 85.013 le specie cacciabili 67.981

Toscana Lombardia Lazio Provincia di Bolzano Molise Valle d'Aosta

6.226 4.176 1.525

5 mesi

la stagione di caccia, ma si può estendere

Caccia, la Ue condanna l’Italia “Uccelli selvatici da tutelare” Veneto sotto accusa: direttive comunitarie violate ANTONIO CIANCIULLO ROMA — Ancora una condanna per l’Italia. E ancora una volta per la caccia. La decisione della Corte di giustizia europea arriva al termine di un anno di pressione violenta di una parte del centrodestra che chiedeva un’ulteriore deregulation venatoria. La risposta della Corte del Lussemburgo sembra mettere una parola definitiva su quella disputa: le deroghe sistematiche decise dalla Regione Veneto violano le direttive comunitarie. L’Italia è in torto e dovrà pagare sanzioni. La procedura di infrazione si riferisce al 2005 ma da allora la situazione non è cambiata. La Commissione aveva contestato la legittimità della decisione del Veneto sostenendo che «non risponde alle esigenze scientifiche e non rispetta il principio della

certezza del diritto» perché le specie di cui è autorizzata la caccia sono state identificate «in via generale e astratta e senza limiti temporali». Inoltre i numeri non tornano. L’Istituto nazionale per la fauna selvatica, l’organismo scientifico che deve dare un parere determinante, aveva fissato per il Veneto un numero massimo di esemplari di peppola oltre

il quale in ogni caso non si poteva andare (135 mila), mentre il Veneto ha dato il via libera all’abbattimento di una quota molto superiore (1.514). Lo stesso per il fringuello: il tetto di 410 mila era stato portato oltre i 6 milioni. Numeri forzati e motivazioni forzate. Le deroghe possono essere concesse solo in casi eccezionali come l’invasione di un

FRINGUELLO

LA PEPPOLA

LE PISPOLE

Il Veneto nel 2005 aveva deciso d’abbatterne più di 6 milioni

Un’altra specie finita nel mirino del Veneto che aveva fissato un tetto di abbattimento a 1,5 milioni

Per la mancata tutela delle pispole condannate la regione Veneto e la Regione Lombardia

il nuovo album con quindici bellissime canzoni inedite

Concerti Milano, Teatro degli Arcimboldi, dal 9/11/2010 Londra, Royal Albert Hall, 16/11/2010 Roma, Auditorium Conciliazione, dal 30/11/2010 Parigi, Grand Rex, dal 24/01/2011 Lisbona, Centro Cultural de Belém, 5/05/2011 Amsterdam, Theatre Carré, 30/10/2011 www.concerto.net

photo: Roberto Serra Iguana Press – ad: Dino Buffagni

te, dalla Lac all’Enpa, dal Wwf agli Animalisti italiani) chiedono di fermare le deroghe attualmente in atto in Veneto e di porre fine «al disordine che governa la caccia italiana, tra deroghe, inapplicazioni, infrazioni». Anche per l’Arcicaccia la «decisione della Corte europea dimostra che l’estremismo venatorio non paga e anzi si ritorce contro i cacciatori che rispettano le regole». «La Lega, con il contributo del Pdl, continua a premere per aggirare la direttiva europea provocando pesanti sanzioni a carico dei cittadini italiani», ha aggiunto Gabriele Sola, consigliere regionale di Idv. «I milioni di euro che il Veneto dovrà riconoscere all’Unione europea non si sarebbero potuti utilizzare in modo più proficuo in favore delle vittime delle recenti alluvioni?» © RIPRODUZIONE RISERVATA

NELSON

www.fondoambiente.it

derata illegittima dalla Corte europea del Lussemburgo che nel luglio scorso aveva già condannato l’Italia per una legge della Lombardia che autorizzava in deroga la caccia a quattro specie protette: fringuello, peppola, pispola e frosone. Dopo la nuova condanna dell’Italia, le associazioni ambientaliste (dalla Lipu alla Legambien-

Le specie

PAOLO CONTE

a favore di:

aeroporto da parte di una popolazione di uccelli o gravi danni all’agricoltura che non siano affrontabili in altro modo. Ma la Regione Veneto — spiega Massimo Vitturi della Lav (Lega anti vivisezione) — si trova ininterrottamente in regime eccezionale di deroga dal 2004 e aveva accumulato problemi già negli anni precedenti. Una situazione consi-

grazie a:


la Repubblica VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

ATTUALITÀ

■ 34

Il business

Le bonifiche, appaltate e mai fatte, sono il vero affare Che Comune e Regione hanno regalato ai privati I siti

Dalla Sisas di Pioltello al quartiere di Santa Giulia le zone a rischio in città e provincia sono ottanta Il binomio fatale

Discariche e cemento: è l’intreccio più pericoloso E con le compensazioni urbanistiche lo è di più

Inchiesta italiana

Milano dei veleni costruiscono i palazzi sui rifiuti tossici Ultimo sequestro nell’area Bisceglie. Sos per l’acqua (segue dalla prima pagina)

REPUBBLICA.IT

MASSIMO PISA SIGILLI disposti dalla Procura all’area dell’ex cavadiscarica di Geregnano, ai confini ovest della città, tra i nuovi centri direzionali in costruzione e il capolinea della metropolitana di Bisceglie, raccontano dell’ennesimo cortocircuito tra profitto privato e salute pubblica. Pesticidi, diossina, metalli pesanti, pcb, solventi clorurati, idrocarburi: quasi due milioni di metri cubi di rifiuti indifferenziati e nocivi, accumulati quando non era reato scaricarli nelle cave dismesse, che sgocciolavano nella falda. Bonificarli sarebbe costato troppo, 700 euro al metro quadro: meI responsabili glio una più economica, ed epidermica, messa in sicurezza. Qui sopra dovevano sorgere due torri d’appartamenti di 30 piani, un falansterio di uffici da 40 piani, un nido e un asilo. Nonostante la prima indagine comunale sui terreni, datata 1998-99, avesse urlato quei rischi. Nonostante un parere della Regione Lombardia del 2002 che ammoniva dal costruire sulle aree contaminate. Nonostante le sospensive e le richieste di integrazione della Conferenza dei servizi. Chi ha chiuso gli occhi? Chi ha approvato il progetto senza ordinare, come scrive il pm Paola Pirotta, «una preventiva e completa rimozione dei rifiuti ivi stoccati»? Quanto costa bonificare un’area da 300mila metri quadri? E quanti siti a rischio contano Milano e provincia?

È POSSIBILE commentare l’inchiesta sulle città costruite sui terreni avvelenati e lasciare le proprie testimonianze. Sul sito inoltre è possibile vedere il videoservizio realizzato a Santa Giulia da Fps Media

I

Chi approva i progetti di risanamento? Ma quanto costa procedere alle rimozione delle scorie?

BONIFICHE, CAPPING, BARRIERE IDRAULICHE E IL CERINO La vicenda dell’area Bisceglie è una perfetta miniatura di come funzionino le cose nella città dell’Expo, dei palazzinari che non dormono mai, delle istituzioni che continuano a passarsi tra loro il cerino acceso e delle formiche che, nel loro piccolo, si incazzano. Sono gli abitanti del comitato di zona, che cominciano ad accumulare una pila di documenti, analisi di rischio, pareri e verbali che alla fine fanno coagulare in un esposto alla magistratura: da qui i sigilli di ieri. Le carte dell’Asl e dell’Ar-

294 mila metri quadri

SEQUESTRO L'area sequestrata in zona Bisceglie è di 294mila mq (123mila edificabili)

pa parlano chiaro: dagli hotspots piazzati a campione sui terreni, emerge l’elenco del veleno su cui dovrebbero dormire 4mila persone, dislocate in 1300 appartamenti. Dibromoetano 1.2, tricloropropano 1.2.3, stirene: sostanze letali, già nella falda in sospensione, giù in profondità. Il consiglio di zona spedisce mozioni e diffide al Comune, i quotidiani cominciano a dare voce ai malumori degli abitanti contro le due società costruttrici, l’Antica Pia Acqua Marcia di Francesco Caltagirone e la Residenze Parco Bisceglie di Edoardo De Albertis, padre di Carla, ex assessore della giunta Moratti. Eppure, il 14 maggio 2009, Palazzo Marino approva (autorizzazione numero 310/152) il Progetto Operativo di Bonifica e Messa in Sicurezza con tutte le sue integrazioni. Di bonifica, nel piano, ce n’è poca: un metro di scavo nel sottosuolo. Per il resto, si passa a procedure di “capping”: verrà tappato col cemento e isolato con un enorme telo di polietilene da un millimetro e mezzo di spessore, un sistema di tubi provvederà alla captazione e allo sfogo dei gas dal sottosuolo, una rete di sbarramenti idraulici farà il resto. Previsto anche un periodo di monitoraggio di non meno di dieci anni. Non basta. Accanto al Comitato Calchi Taeggi si schierano Legambiente e Italia Nostra, che spedisce un esposto di tre pagine al sindaco Letizia Moratti il 18 dicembre 2008. Niente, si va avanti. La Conferenza dei servizi, organo che associa Comune, Provincia, Arpa e Asl, sorveglia e insieme spezzetta le responsabilità. Viene costituito un Osservatorio, ulteriore stratificazione e diluizione dei controlli sull’ex cava di Geregnano: oltre alle quattro istituzioni della Conferenza, partecipa un delegato della Regione, uno del Consiglio di zona, la dire-

1300

APPARTAMENTI In zona Bisceglie sarebbero sorte due torri con 1.300 appartamenti

1,8 milioni di mc

zione dei lavori, le due società incaricate della bonifica, le due cooperative supabbaltatrici, il comitato dei residenti. Tengono sette riunioni a partire dal 30 settembre 2009, l’ultima volta, prima dei sigilli, si riuniscono il 7 ottobre 2010. C’è soddisfazione per il vantaggio sul cronoprogramma, la messa in sicurezza è invece «come da programma — si legge nel verbale — in fase iniziale essendo stata realizzata la barriera idraulica e rimanendo da eseguire le attività di capping che costituiranno la fase 2». Tutto va bene, madama la marchesa. Segue sopralluogo. Rileggere l’elenco dei partecipanti e scorrere le dichiarazioni di ieri è un altro utile esercizio. «Non è una procedura nella quale la Provincia avesse compiti di controllo», garantisce il presidente Guido Podestà. «Piena fiducia ai miei uffici», rassicura l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Carlo Masseroli, il teorizzatore della Milano da due milioni di abitanti (oggi sfiora il milione e 300mila). «Non è una responsabilità che abbiamo da soli, ma insieme ad altre istituzioni», sottolinea invece da Palazzo Marino Letizia Moratti. «L’Arpa ha svolto la sua attività in maniera irreprensibile. La responsabilità? Del Comune», ribatte il governatore Roberto Formigoni. È davvero così? È sempre così? Cosa stabilisce la legge? INTERESSE NAZIONALE, REGIONALE, COMUNALE «È un casino». In maniera popolarescamente efficace, il medico ed esperto in legislazione sulle bonifiche Edoardo Bai, membro di Legambiente Lombardia, certifica il groviglio normativo. «I siti sono divisi in base al livello di inquinamento. La Sisas di Pioltello e Rodano e l’Acna sono di interesse nazionale. C’è un livello intermedio, di interesse regionale. L’area Calchi Taeggi, così come quella di Santa Giulia, sono di interesse comunale. I controlli normativi sono affidati alla Conferenza dei servizi, ma è il Comune ad approvare i progetti. i controlli sul campo sono invece demandati all’Arpa. O all’Asl in caso di pericolo imminente per la salute». Santa Giulia-Montecity è un altro emblema di questo groviglio. L’area è quella dietro la stazione di Rogoredo, dove sulle ceneri delle officine della Montedison sono sorti i nuovi uffici di Sky e un quartiere residenziale che doveva essere il fiore all’occhiello dell’immobiliarista Luigi Zunino. La firma di Norman Foster sui palazzi, quella di Giuseppe Grossi, il re delle bonifiche, sullo smantella-

RIFIUTI Accumulati in 50 anni un milione e 800mila mc di rifiuti pericolosi

700 euro al mq

COSTI Bonificare quei terreni costava alle società costruttrici 700 euro al mq


la Repubblica

@

VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

Così all’estero

PER SAPERNE DI PIÙ www.legambiente.it www.arpalombarda.it

■ 39

STATI UNITI

OLANDA

GERMANIA

GRAN BRETAGNA

La legge è stata approvata nel 1980. Dei mille siti (tipo Porto Marghera) segnalati, la metà è già stata bonificata. Tutte le spese sono a carico delle aziende che hanno inquinato le aree

Dal 1986 esistono norme per la protezione del suolo L’obbligo di bonifica scatta al superamento dei limiti stabiliti per legge per ogni sostanza nociva. Chi inquina paga.

Legge protezione suolo del 1998. Introdotto il concetto di analisi di rischio: si bonifica fino a una soglia di rischio considerato accettabile. Chi inquina paga, aiuti previsti per siti nell’ex Germania est

Lo Stato ha provveduto in anticipo istituendo già nel 2005 una tassa ambientale sulle industrie inquinanti. Favorite le adozioni di filtri per gli scarichi industriali

Il caso

Pesticidi, diossina, solventi e idrocarburi da Nord a Sud 700 mila ettari da ripulire CATERINA PASOLINI

IL CODICE Il Qr code per vedere sul cellulare le immagini correlate all’inchiesta su Milano costruita sui veleni

mento dei veleni dell’area. Morale: bonifica mai effettuata (Grossi finisce nei guai), smagliature nei controlli, i sigilli della Guardia di Finanza che arrivano il 20 luglio 2010, un pezzo di quartiere chiuso sotto gli occhi dei residenti, che nel frattempo avevano già acquistato. Pagano tutti, a partire dai bambini: l’asilo a loro destinato poggiava su mercurio e cloroetilene e non è mai stato aperto, carcassa colorata con giardino avvelenato. I bimbi del quartiere sono stati spostati dal Comune un chilometro più in là. Peccato che le pareti di quella struttura grondassero amianto e lana di roccia. Grossi e Arpa, dunque Regione, dunque Formigoni. Un intreccio che aveva il suo precedente nella vicenda della Sisas di Pioltello, una delle discariche più pericolose d’Europa, in attesa di bonifica dal 9 dicembre 1985, quando una sentenza del Tribunale ordinò di smaltire in maniera definitiva i metalli pesanti, l’acetilene, il nerofumo e i fusti lì contenuti, 290mila tonnellate di rifiuti industriali. Provvedimento mai eseguito, la società fallì nel 2000, il caso finì alla Corte di Giustizia Europea di Strasburgo e una nuova sentenza di condanna, stavolta a carico del governo italiano, cominciò a far scattare il tassametro delle multe: a oggi, siamo a 490 milioni di euro. Per ovviare al probleLa legge ma, nel 2009 Giuseppe Grossi si era proposto alla Regione come salvatore della patria: appalto da 120 milioni di euro, più 44 in nero, la richiesta del re delle bonifiche. Che, arrestato, mollò tutto nel luglio scorso, chiedendo indietro 25 milioni di euro di rimborso dalla Regione. Storie nere, quelle delle discariche, che attirano interessi pericolosi e le brame della ’ndrangheta. Scene da Gomorra, come a Santa Giulia, dove i camion di notte scaricavano il materiale scaricato di giorno. Ombre lunghe, come alla cava Bossi tra Pero e Bollate, pienissima area Expo, dove un laghetto artificiale era stato trasformato dalla famiglia Mandalari in una discarica abusiva a cielo aperto da 70mila metri quadri col colpevole silenzio del Comune di Bollate e della Regione. E ancora ’ndrangheta a Desio, Seregno e Briosco, ancora una discarica abusiva a cielo aperto scoperta nei tre paesi

«CASI come Santa Giulia o Bisceglie? Non si contano. In Italia, infatti, sono alcune migliaia i siti inquinati che devono essere bonificati, ma non c’è una mappa ufficiale. Tranne i 57 maggiori come Porto Marghera, elencati dal ministero dell’Ambiente che parla di ben 700mila ettari da ripulire (3% del territorio nazionale), è il silenzio». È un quadro inquietante quello che denuncia Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente. Parla di luoghi tossici scoperti spesso solo grazie alle inchieste perché c’è un giro milionario sul traffico illecito di rifiuti. Racconta di imprese addette alla bonifica di un’area inquinata che si impegnano a portare via i detriti in una discarica autorizzata per un interramento controllato, e poi misteriosamente li perdono durante il tragitto. Nel viaggio i rifiuti scompaiono nel nulla, sotterrati segretamente, andando a inquinare altre terre. Eppure, come dice Simonetta Tunasi, docente di ingegneria ambientale, la nostra sarebbe

brianzoli dalla polizia provinciale nel settembre 2008, ancora terreni presi in affitto dai comuni e imbottiti di veleni senza che nessuno se ne accorgesse. Ma è quando discariche e cemento si incontrano che si crea, troppo spesso il cortocircuito. Perché le aree più inquinate sono le più appetite dai costruttori? E conviene davvero acquistare un terreno da bonificare, anche solo in parte? VIZI ITALIANI E IL SUPERFUND STATUNITENSE «Le aree inquinate — sostiene Bai — sono ormai le uniche dove si può costruire in grande. Il resto è già stato edificato». Gli esempi recenti, a Milano, non mancano. I cinque immigrati che protestano in cima a una torre della multietnica via Imbonati da una settimana per il permesso di soggiorno forse non sanno che quella Potsdamer Platz in miniatura che li circonda era l’ex Carlo Erba, rudere industriale dieci anni fa e oggi luccicante coacervo di uffici. La Fiera a Rho, il Politecnico all’ex gasometro alla Bovisa, i grandi progetti nascono sulle macerie del boom economico. «E la legge 152 del 2006 — aggiunge Bai — il Testo Unico in maniera ambientale, col principio del giusto profitto viene incontro ai grandi costruttori. Porti via un po’ di rifiuti, perché tutti non si può, il resto lo metti in sicurezza perché meglio di così non si può, in cambio delle costruzioni. Poi il privato fa il furbo, non mantiene le promesse, e il gioco è fatto». C’è poi una specifica lombarda, la legge regionale 126 del 2009, la contestata “legge Grossi” (proprio lui): con le sue forme di compensazione di tipo urbanistico, concede a chi bonifica la licenza di poter costruire altrove con notevoli vantaggi fiscali. «Il problema — sostiene Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia — è economico. Perché gli oneri delle bonifiche continuano a ricadere sul pubblico. Non è sempre facile che il sistema dei controlli sia così rigoroso. E soprattutto, non c’è nessuno che si faccia carico di un’intera bonifica, anche se la messa in sicurezza o lo smaltimento tramite microorganismi non sono nemmeno così econo-

Ma i responsabili sono davvero da ricercare nei palazzi comunali? E cosa stabilisce la legge?

100

FALDE INQUINATE Superano di 100 volte i limiti le sostanze tossiche a Santa Giulia

500 milioni di euro

RISPARMI La bonifica mai fatta dal gruppo Grossi a S. Giulia costava 500 milioni

490 milioni di euro

una delle migliori leggi in circolazione, una delle più complesse e severe in materia di inquinamento. Peccato, denuncia Legambiente, che da quando è stata approvata nel 1998 non sia stata applicata sino in fondo, che dei 57 siti segnalati le bonifiche completate dopo 12 anni «siano pari a zero, perché né il ministero, ne le agenzie regionali fanno controlli approfonditi, e neppure le province che dovrebbero certificare l’avvenuta bonifica». La nostra legge è chiara: chi inquina paga. «Ma se nessuno controlla come ha ripulito e bonificato l’area, tutto è inutile». E così le malattie dovute a sostanze tossiche si moltiplicano. Come a Crotone, accusa Legambiente. «La bonifica del petrolchimico è in elenco dal 2001. Peccato che i rifiuti, evidentemente non molto bonificati, siano stati poi utilizzati per costruire case, scuole, giardini accanto agli asili, col risultato di far ammalare i bambini. E questo lo dicono le indagini della magistratura».

AREE INQUINATE A sinistra l’area di Bisceglie, sopra quella di Calchi Taeggi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

mici, visto che il pompaggio di acqua dalla falda deve essere sempre controllato e a tempo indeterminato. E a Milano e dintorni la quantità di siti contaminati è enorme». Solamente in città sono 36. Si arriva a 80 con la provincia, cifra che raddoppia se si conta la Brianza. E si escludono le aziende a rischio incidenti, la cui lista tra il milanese e il monzese (la Icmesa, la Snia Viscosa e l’Acna sono i tre esempi più famigerati) sfiora il numero mille. «Le ex cave usate come discariche — spiega il consigliere comunale Enrico Fedrighini, dei Verdi — sono quelli dove anche l’interIl valore vento di bonifica è più pericoloso. Perché devi andare a scavare e rischi di mischiare materiali già tossici, spingendoli verso la falda. E poi: tutto questo materiale, dove lo sposti, in un altro buco? E dove? Aggiungiamo la lentezza delle burocrazie, centrali e periferiche: l’Italia sullo smaltimento dei rifiuti tossici è la tartaruga d’Europa, troppe responsabilità sulle firme di documenti sono sulle spalle di semplici funzionari, che hanno paura a firmare qualsiasi cosa. C’è anche un problema di organico, a Milano. Il settore Ambiente del Comune è poverissimo, conta solo cinque persone che devono fare fronte a tutti questi problemi». Costi, controlli e lentezze, sulla nostra pelle. Come uscirne? «Negli Stati Uniti — risponde Bai — esiste il Superfund, e funziona. È una tassa per le bonifiche che pagano gli imprenditori, un fondo da cui si attinge ed è controllato dall’ente pubblico». Qui siamo a Milano, Italia, e non è così semplice. «Un sistema per tagliare la testa al toro — prova Fedrighini — ci sarebbe, evitando il giro di subappalti e le bonifiche al risparmio. L’ho proposto anche alla giunta, che pare interessata. L’idea è semplice: fidejussione del privato costruttore, e gestione degli interventi da parte del Comune, o della Regione, tramite aziende iscritte a un albo con determinati parametri economici ed etici. È una soluzione a costo zero. E definirebbe le responsabilità. Che sarebbero finalmente, senza ombra di dubbio, politiche: del sindaco e dei governatori».

MULTA Per la mancata bonifica della Sisas una sanzione Ue da 490 milioni

Perché le aree più inquinate sono le più appetite dai costruttori? E conviene davvero acquistare un terreno da bonificare?

© RIPRODUZIONE RISERVATA

845

AREE A RISCHIO I siti industriali a rischio inquinamento a Milano sono 845


la Repubblica VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

ECONOMIA FINANZA&MERCATI

■ 40 Ieri FTSE MIB ....................20593,94 (-0,07%) FTSE IT ALL.................21171 (-0,01%) FTSE IT STAR ..............10926,61 (+0,35%) FTSE IT MID ................23660,11 (+0,19%) COMIT ...........................1037,72 (+1,11%) FUTURE.......................20521 (-%)

I migliori

Principali titoli del Mercato azionario

FTSE MIB Var.% Geox.......................................................3,70 Buzzi Unicem ..........................................3,46 Banca Generali .......................................2,14 Italcementi .............................................1,77 Finmeccanica .........................................1,49

Titolo

Pr. Rif €

A2A.............................................1,142 Ansaldo Sts .................................9,670 Atlantia .....................................15,190 Autogrill ......................................9,255 Azimut ........................................7,170 Banca Generali ............................9,060 Banco Popolare ...........................4,675 Bca Pop.Milano ...........................3,610 Bulgari ........................................6,515 Buzzi Unicem ..............................8,070 Campari ......................................4,410 Cir...............................................1,498 Enel ............................................3,913 Eni ............................................15,850

I peggiori Fondiaria-Sai ........................................-1,76 UBI Banca .............................................-1,47 Mediolanum ..........................................-1,14 Prysmian...............................................-1,12 Generali ................................................-1,01

0,79 0,26 -0,59 -0,22 1,34 2,14 -0,90 -0,82 -0,69 3,46 -0,45 1,08 -0,19 0,76

Exor ..........................................16,480 Fiat ...........................................11,100 Finmeccanica..............................8,535 Fondiaria-Sai ..............................7,520 Generali ....................................14,770 Geox ...........................................4,202 Impregilo.....................................2,225 Intesa Sanpaolo...........................2,435 Italcementi..................................6,620 Lottomatica...............................11,200 Luxottica...................................19,810 Mediaset.....................................5,275 Mediobanca ................................6,810 Mediolanum................................3,250 Monte Paschi Si...........................1,030 Parmalat .....................................1,897

-0,60 -0,36 1,49 -1,76 -1,01 3,70 1,48 -0,20 1,77 -0,62 0,19 -0,87 -1,14 -0,68 -0,42

Pirelli & C.....................................5,945 Prysmian ..................................13,270 RCS Mediagroup .........................1,125 Saipem .....................................28,800 Snam Gas....................................3,690 STMicroelectr..............................5,690 Telecom IT ..................................1,036 Tenaris .....................................14,090 Terna ..........................................3,110 UBI Banca ...................................7,045 UBI w 09-11 ................................0,010 Unicredit .....................................1,893 Unipol .........................................0,540 W Mediobanca 11........................0,026

-0,59 -1,12 -0,71 0,24 -0,27 -0,09 0,48 -0,28 -0,24 -1,47 3,23 0,11 -0,19 2,36

Irpef, 11 milioni di italiani non la pagano E solo l’1 per cento dei contribuenti dichiara più di centomila euro l’anno LUISA GRION ROMA — Evasori a parte, siamo un paese a reddito basso. Gli italiani che, pur compilando la loro dichiarazione, non sono abbastanza ricchi per pagare le tasse (o perché le loro entrate sono considerate insufficienti o perché possono contare su detrazioni che le azzerano) sono quasi undici milioni. Più della metà dei contribuenti dichiara redditi

dagli obblighi Iva ed esenzione dall’Irap — ha fatto registrare il maggior numero di adesioni nel settore delle attività professionali, scientifiche e tecniche (circa 180.000 soggetti) seguito da quello del commercio (circa 63.000). Guardando invece alle tipologie di reddito quello medio del lavoratore dipendente è di 19.640 euro, quello da pensione è inferiore ai 14 mila, il reddito medio

Le dichiarazioni del 2009 rivelano che il reddito medio è di 24.600 euro l’anno non superiori a 15 mila euro, i due terzi non vanno oltre i 20 mila. Solo l’1 per cento, 400 mila persone all’incirca, supera la soglia «d’oro» dei centomila euro l’anno e più. Fra chi paga le tasse (circa 31 milioni di contribuenti) la somma media lasciata sul piatto dell’Irpef è di 4.701 euro l’anno. Ecco gli ultimi dati sul fisco degli italiani analizzati dal Dipartimento delle Finanze: i conti sono fatti sulle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2009 e quindi sulle entrate registrate l’anno prima. Un anno già segnato dalla crisi, dove — almeno sulla carta — il 90 per cento dei contribuenti ha messo assieme un reddito non superiore ai 35 mila euro. Non si può dire che le famiglie escano molto bene dal ritratto dipinto dal fisco. Sia perché non brillano per entrate — il reddito medio dei 31 milioni di nuclei monitorati è di 24.600 mila euro — sia perché è il concetto stesso di famiglia a risultare un po’ in crisi. La tipologia più diffusa, secondo i dati del Dipartimento, è quella monoreddito senza coniuge: rappresenta 17 milioni di persone, il 54,3 per cento del totale. Al dato si arriva considerando i pensionati soli, single, vedovi, separati, divorziati e le coppie di fatto che hai fini fiscali risultano singoli. Addio, dunque, al classico «due più due», la società anche sotto il profilo delle tasse, è decisamente cambiata. A dare un segnale netto sul livello basso dei redditi è anche la consistente quota di lavoratori che si qualifica come «contribuente minimo», una tipologia fiscale riconosciuta agli esercenti attività di impresa o ai professionisti che hanno conseguito ricavi non superiori ai 30.000 euro. Nel 2009 si sono detti tali 506 mila contribuenti che hanno dichiarato un reddito medio di 8.840 euro, per un’imposta sostitutiva netta media di 1.770 euro. Il nuovo regime — che assoggetta i contribuenti ad un’imposta sostitutiva dell’Irpef con esonero

I redditi dichiarati per grandi categorie

Le dichiarazioni Irpef degli italiani

al netto dei contribuenti minimi (in euro)

43.321 44.452

2007

il 49,8% (20,8 milioni di contribuenti) dichiara

2008

19.280 19.640 19.891 19.792 13.436 13.939

lavoro dipendente

+1,9%

pensione

19.932 19.463

reddito d'impresa

reddito da lavoro autonomo

-0,5%

+2,6%

+3,7%

redditi tra 15.000 e

il 40,61% (17 milioni di contribuenti)

dichiara

lo 0,95% (397 mila contribuenti)

dichiara

35.000 euro

redditi maggiori

reddito da partecipazione

-2,4%

redditi inferiori a 15.000 euro l'anno

il 25,5% (10,7 milioni di contribuenti)

di 100.000euro l'anno

non paga l'Irpef

d’impresa è di 18 mila euro circa, quello dei lavoratori autonomi sfiora i 39 mila. Nel 2009, commenta il Dipartimento, «la crisi economica ha mostrato i suoi effetti nei confronti delle attività d’impresa (meno 0,5 per cento sull’anno precedente), non ancora sui lavoratori autonomi» (i cui redditi risultano aumentati del 2,6 per cento). Quanto a divario regionale lo studio non riserva sorprese: la Lombardia è l’area più ricca (22.540 euro di reddito medio), la Calabria quella più povera (13.470). © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’iniziativa

La catena più grande del mondo azzera le spese di spedizione, si punta su Internet per ridurre il calo dei clienti

Wal Mart, trasporto gratis a chi compra on line DAL NOSTRO INVIATO ANGELO AQUARO NEW YORK — Se il cliente ha sempre ragione, quello online ha più ragione degli altri: anche perché in tempi di recessione il commercio via web rappresenta l’ultima speranza. Quelli di WalMart, il supermercato più grande

Lo sconto verrà sperimentato per il Natale. Panico tra i piccoli rivenditori dell’e-commerce d’America, si sono fatti due conti. E per rivitalizzare le vendite che languono da 5 trimestri hanno lanciato la bomba: per il Natale, non faranno pagare le spese di spedizione. Per la verità già Amazon offre spedizioni gratuite per brevi periodi. Ma quello è un negozio virtuale: mentre Wal Mart è un marchio che i suoi affari li fa nei superstore disseminati in tut-

ta America. E poi il colosso ha già annunciato che considera di estendere la spedizione gratuita ben oltre l’esperimento di Natale. Il motivo è semplice: secondo uno studio di comScore, il 55%

dei consumatori sostiene che più volte ha pensato di abbandonare l’acquisto proprio a causa dei costi di spedizione. Di più: ormai il 41% degli acquisti online comprendono la spedizione gratuita,

in cambio di un importo minimo di spesa.Certo, i grandi gruppi come Walmart e Amazon se la possono permettere: hanno sconti dagli spedizionieri come Ups o Dhl e abbattono i costi di traspor-

L’espresso

Capitale sociale sottoscritto e versato EURO 61.218.802,00 Sede sociale in Sant’Elpidio a Mare (FM) - Via Filippo Della Valle, 1 Codice Fiscale e numero di iscrizione nel Registro delle Imprese di Fermo 01113570442 RESOCONTO INTERMEDIO SULLA GESTIONE AL 30 SETTEMBRE 2010 Si rende noto che, in conformità a quanto disposto dall’art. 154 ter del D. Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 (“TUF”), il resoconto intermedio sulla gestione al 30 Settembre 2010, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 11 Novembre 2010, è depositato presso la sede legale della Società e presso la Borsa Italiana S.p.A. e messo a disposizione degli Azionisti e del pubblico. Lo stesso documento è altresì disponibile nella sezione “Bilanci del Gruppo” del sito internet della Società www.todsgroup.com. Sant’Elpidio a Mare, 12 Novembre 2010 Il Presidente Diego Della Valle

RITORNA IL PROTEZIONISMO Sull’Espresso oggi in edicola il reportage sulle centinaia di ostacoli, palesi e nascosti, che i vari paesi impongono alle merci straniere. Il ritorno dei dazi è diventato uno strumento per combattere la crisi

to usufruendo di vari magazzini su tutto il territorio. Risultato: la spedizione costa ad Amazon il 4% sulle vendite, mentre un piccolo arriva a sborsare fino al 35. Così la spedizione gratuita, arma segreta dei grandi, è diventata l’incubo dei piccoli rivenditori che stavano trovando rifugio nelle vendite online. Eppure non c’è alternativa. Sono le leggi dell’emarketing. Quelle stesse che hanno già fatto registrare il fenomeno della cosiddetta “dispersion”: la tendenza a fissare un prezzo sempre più basso (oggi il Kindle, lettore e-book della Amazon, costa appena 189 dollari). O la legge del “gigantismo”: nel commercio online, alla faccia della retorica delle nicchie, vince chi investe di più e chi ha la struttura commerciale più grande. Ecco perché la scelta di Wal Mart è un segnale. Anche perché un’altra legge del commercio dice che il cliente non torna più indietro. E una volta che gli è stato servito il pasto della spedizione gratis, non vi rinuncerà più. © RIPRODUZIONE RISERVATA


BORSE EUROPEE Paese/Indice 27-09 Amsterdam (Aex) ..................337,17 Bruxelles-Bel 20 .................2597,73 Francoforte (Xet Dax)...........6278,89 FTSE Eurotrack 100 ............2250,68 Londra (FTSE 100)...............5573,42 Madrid Ibex35 ..................10613,00 Oslo Top 25...........................349,18 Parigi (Cac 40) ....................3766,16 Vienna (Atx) ........................2529,41 Zurigo (SMI) ........................6338,89

Var.% -0,20 -0,15 -0,31 -0,46 -0,45 -1,07 +0,30 -0,43 -0,16 -0,34

BORSE INTERNAZIONALI

EURIBOR

Paese/Indice 27-09 DJ Stoxx Euro........................266,41 Hong Kong HS...................22340,84 Johannesburg ..................27600,04 New York (S&P 500) ............1213,68 New York (DJ Ind.).............11284,08 Nasdaq Comp. ....................2555,52 Singapore ST ......................3113,46 Sydney (All Ords).................4722,17 Tokio (Nikkei)......................9603,14

SCADENZA 1 mese

Var.% -0,44 +1,00 +1,67 -0,41 -0,64 -0,90 +0,67 +1,52 +1,39

la Repubblica

ORO E MONETE AUREE TASSO 360 0,6180

TASSO 365 0,6266

CORONA DK...............................7,4503 CORONA N.................................7,9145 CORONA S.................................9,1710 DOLLARO AUS ...........................1,4026 DOLLARO CDN...........................1,3795 DOLLARO USA ...........................1,3477 FRANCO CH ...............................1,3257 STERLINA UK.............................0,8504 YEN J ....................................113,5200

-0,003 -0,415 -0,391 -0,149 -0,043 +0,485 +0,714 -0,357 +0,283

27 SETTEMBRE Oro Milano (Euro/gr.) Oro Londra (usd/oncia) Argento Milano (Euro/kg.) Platino Milano (Euro/gr.) Palladio Milano (Euro/gr.) 27 SETTEMBRE Sterlina (v.c) Sterlina (n.c) Sterlina (post.74) Krugerrand Marengo Italiano

VALUTE

MATTINO

SERA

31,23 1.298,25 -

31,30 1.297,00 540,80 41,02 14,01

DENARO

LETTERA

215,62 215,62 215,62 939,95 167,33

235,01 235,01 235,01 1.022,58 190,06

VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

■ 41

La Fiat

A Pomigliano nasce la fabbrica senza Fiom Con la newco niente delegati Cgil. Marchionne: “Alfa a Volkswagen? Un loro sogno”

PAOLO GRISERI

Il rialzo del Lingotto

13,22

TORINO — Una fabbrica senza la Fiom. Questa sarà la nuova Pomigliano nelle intenzioni degli esperti che il Lingotto ha contattato in queste settimane per disegnare il nuovo contratto di lavoro della fabbrica in cui si costruirà la Panda. Nel giorno in cui incontra i vertici Volkswagen per la cerimonia di laurea ad honorem a

100

13,03 94,30 91,27

12,78

99,0 93,84

12,24 81,08 11,85

E il ministro Sacconi presenta alle parti sociali la bozza del nuovo Statuto dei lavori Giorgetto Giugiaro, Sergio Marchionne conferma che non intende cedere l’Alfa Romeo ai tedeschi («è un loro sogno») e ripete il suo duro giudizio sui metalmeccanici della Cgil: «A quello che dice la Fiom non rispondo più, non ne vale la pena». Poi annuncia che «per discutere il futuro di Mirafiori noi siamo pronti da mesi» ed apprezza i risultati di un questionario diffuso nei giorni scorsi da Fim, Uilm, Fimsic e l’associazione dei capi Fiat. Secondo i promotori del questio-

La corsa di Wolfsburg

78,80

11,73 12/10

L’ad Fiat, Sergio Marchionne

21/10

2/11

5/11

nario infatti «la schiacciante maggioranza dei lavoratori di Mirafiori sarebbe disposta a replicare a Torino il modello Pomigliano». Nella fabbrica campana la defiommizzazione è già allo studio. Naturalmente non si potrà impedire ai dipendenti della newco di iscriversi al sindacato che preferiscono ma si potrà impedire a quel sindacato di avere delegati in fabbrica. E’ questo, forse, è uno dei motivi principali per cui è stata immaginata la newco che non

9/11

ieri

14/10 19/10

26/10

farà parte di Confindustria. La presenza dei delegati è infatti regolata dallo Statuto dei lavoratori e dall’accordo del 23 luglio 1993 tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil. Lo Statuto dei lavoratori dice all’articolo 19 che «rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite ad iniziativa dei lavoratori in ogni unità produttiva, nell’ambito delle associazioni sindacali che siano firmatarie di contratti collettivi di lavoro applicati nell’unità produttiva». Nella newco di Pomigliano si ap-

28/10

1/11

9/11

ieri

plicherà il contratto nazionale dei metalmeccanici del 2009, sottoscritto da Fim, Uilm, Fismic e Ugl ma non dalla Fiom. E si applicherà anche il nuovo contratto aziendale che tradurrà l’accordo separato su Pomigliano del 15 giugno scorso. Dunque nella nuova fabbrica di Pomigliano la Fiom non sarà firmataria di alcun contratto collettivo di lavoro. Per questo non avrà diritto a presentare liste all’elezione dei delegati e dunque non avrà rappresentanti in fabbrica. I metalmecca-

nici della Cgil potrebbero invocare l’accordo del ’93 che istituisce le Rsu ma quell’accordo non è valido nella nuova Pomigliano perché la newco non fa parte di Confindustria. Se, come molti prevedono, la Fiat proporrà una newco per ogni stabilimento a partire da Mirafiori, e se, come è probabile, si arriverà ad altrettanti accordi separati, è chiaro che in pochi mesi tutti gli stabilimenti italiani potrebbero essere defiomizzati. «La Fiat continua a rincorrere ulteriori rotture tra i sindacati finendo per creare problemi a tutti invece di risolverli», dice il segretario della Cgil, Susanna Camusso. Il rischio è che di questo passo ogni azienda si scelga il sindacato che preferisce. Un argine potrebbe venire dal nuovo Statuto dei lavori che ieri il ministro Sacconi ha inviato in bozza alle parti sociali: «Ho scelto questa strada ha detto Sacconi - perché mi auguro che le parti sociali trovino un avviso comune tra di loro». La questione della rappresentanza nelle fabbriche Fiat come l’intero piano di Marchionne saranno gli argomenti che si discuteranno giovedì prossimo nell’incontro dei sindacati con il ministro dello Sviluppo, Paolo Romani. © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

IMPRESE

&MERCATI

■ 42

Hedge fund, scatta la stretta europea Via libera da Bruxelles al “passaporto” comunitario per i gestori BRUXELLES — Il Parlamento europeo ha approvato ieri, proprio in concomitanza con l’apertura del G20 a Seul, la prima regolamentazione europea sugli hedge fund e gli altri strumenti finanziari alternativi. La direttiva, frutto di un laborioso accordo con Commissione e Consiglio, è stata approvata con 513 voti favorevoli, 92 contrari e tre astensioni. Fondamentalmente la nuova normativa punta a imporre alcune regole di trasparenza ai fondi speculativi che dovranno rispondere anche ad una serie di requisiti prudenziali per poter ottenere un «passaporto europeo» grazie al quale saranno autorizzati ad operare su tutto il territorio dell’Ue. Il passaporto, che verrà rilasciato dalle authority di

Parigi avrebbe voluto una regolamentazione più rigida. Londra ha frenato anche ottenuto di poter imporre limiti alle operazioni puramente speculative grazie alle quali i fondi acquistano il controllo di società al solo scopo di drenare tutta la loro liquidità.

IL PERMESSO I fondi per operare dovranno avere dal 2013 un “passaporto”

I PREMI

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I bonus dei manager degli hedge saranno scaglionati negli anni

La curiosità MADOFF, ALL’ASTA PURE LE MUTANDE Per ripagare le vittime della sua maxi-truffa andranno all’asta numerosi beni del finanziere Bernard Madoff, fra cui un tappeto da yoga e le sue mutande

È stato così acceso un faro sulla metà degli scambi quotidiani sui mercati finanziari sorveglianza nazionale nei Paesi dove i fondi realizzano la maggior parte dei propri investimenti, sarà applicato a partire dal 2013 ai soli hedge-fund europei, ma dal 2015 potrà essere rilasciato anche a fondi di Paesi non europei, a condizione che i Paesi da cui provengano esercitino controlli analoghi a quelli europei. Il compromesso raggiunto, che i Verdi in Parlamento hanno ritenuto «insufficiente», è il frutto di un duro confronto tra la Francia e la Gran Bretagna. Parigi avrebbe voluto una regolamentazione più rigida. Londra, dove hanno sede la maggior parte degli hedge fund europei, temeva che una normativa troppo severa potesse creare una fuga di capitali verso Paesi, come la Svizzera, al riparo dai controlli dell’Esma, l’authority comunitaria appena creata. Il Regno Unito, grazie anche alla pressione degli Stati Uniti, ha ottenuto una clausola di salvaguardia grazie alla quale per un periodo di tre anni uno stato membro potrà autorizzare un gestore non europeo a operare sul proprio territorio anche se non in possesso del «passaporto» comunitario. In cambio del «passaporto», i fondi dovranno registrarsi e presentare una serie di garanzie. Dovranno comunicare eventuali prese di controllo di società, avranno l’obbligo di rispondere a eventuali richieste di informazioni sulle operazioni finanziarie in corso da parte degli organismi di controllo, e potranno essere assoggettati anche a limitazioni temporanee, soprattutto sulle operazioni di vendita allo scoperto, decise dalle authority nazionali o europee per evitare rischi sistemici. Anche il sistema di remunerazione del management dovrà essere tale da non costituire un incentivo a speculazioni troppo azzardate sul breve periodo. Il 40 per cento dei premi previsti per i dirigenti dovrà per esempio essere distribuito su un certo numero di anni per confermare che i benefici ottenuti siano di lunga durata. I deputati hanno

Gli hedge fund gestiscono a livello mondiale capitali valutati tra i 1.200 e i 1.300 miliardi di dollari e rappresentano spesso la metà degli scambi quotidiani sui mercati finanziari. Già all’indomani del fallimento di Lehman Brothers il Parlamento aveva chiesto di introdurre una regolamentazione dei fondi speculativi. Ma solo ora, dopo che il G20 si è orientato a dare maggiore trasparenza al settore, l’Europa è arrivata a varare una normativa.

I TEMPI Il passaporto in vigore per gli hedge europei dal 2013, per gli altri dal 2015

La sede del Parlamento europeo a Strasburgo

Le trimestrali

MILANO — Ondata di risultati positivi a Piazza Affari, Atlantia si aspetta un 2010 migliore del 2009, Unipol brinda anche grazie ad Arca, Campari è pronta per nuove acquisizioni, Parmalat cerca sempre di farne una di rilievo, mentre Bulgari e Tod’s festeggiano il buon momento del settore lusso. Nei primi nove mesi, i ricavi di

Tra i big di Piazza Affari c’è chi tenta di archiviare il periodo più difficile

Atlantia e Unipol, conti in crescita Acquisizioni in vista per Campari Atlantia sono saliti del 9,1% a 2.838 milioni (di cui un +5% è legato all’incremento delle tariffe) con utili in aumento del 15,1% a 576 milioni. Alla luce di questi dati il gruppo guidato da Giovanni Castellucci si aspetta per il 2010

VINCENZO ZUCCHI S.p.A. Sede legale - Via Legnano, 24 Rescaldina Capitale sociale € 27.804.203 int. versato - Reg. Imprese di Milano n. 00771920154

RESOCONTO TERZO TRIMESTRE 2010 Si informa che il Resoconto intermedio di gestione per il terzo trimestre 2010 è a disposizione del pubblico presso: la sede legale di Rescaldina – Via Legnano, 24 la Borsa Italiana S.p.A. e sul sito della società: www.gruppozucchi.com p . Il Consiglio di Amministrazione Il Presidente Prof. Marco Vitale

Sede legale in Milano Viale del Ghisallo, 20 Capitale Sociale Euro 5.591.157,5 i.v. Registro Imprese di Milano n. 09092330159

RESOCONTO INTERMEDIO DI GESTIONE AL 30 SETTEMBRE 2010 Si rende noto che il resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2010 di FullSix S.p.A. approvato dal Consiglio d’Amministrazione del 11 novembre 2010 è depositato, a disposizione del pubblico, presso la sede sociale e Borsa Italiana S.p.A. ed è inoltre consultabile sul sito Internet www.fullsix.it. Milano, 11 novembre 2010 Il Presidente del Consiglio di Amministrazione Francesco Tatò

ColombiC&E

ANDREA BONANNI

«un miglioramento dei risultati operativi rispetto al 2009». Campari ha invece aumentato le vendite del 14,1% a 794,9 milioni e l’utile prima delle imposte del 6,9% a 156,3 milioni (+12,9% a cambi costanti). Risultati rag-

137 giorni CONSOB senza PRESIDENTE

giunti anche grazie alle acquisizioni, che proseguiranno in futuro, e che hanno portato il titolo sui nuovi massimi dall’Ipo del 2001. Il gruppo è pronto a investire fino a 400 milioni, quanto speso per la maggiore operazioLo scorso 28 giugno Lamberto Cardia ha lasciato la presidenza Consob. Resta vacante anche la poltrona di un commissario

VITTORIA PULEDDA AFFARI IN PIAZZA LIGRESTI SI TIENE GLI ALBERGHI

O

ggi tocca a Premafin. La holding dei Ligresti terrà il cda con i conti dei primi nove mesi e, ragionevolmente, farà il punto sui negoziati con le banche per i rifinanziamenti (anche perché la Consob ha raccomandato una comunicazione il più possibile esaustiva). Non ci sarà invece - a meno di colpi di scena in zona Cesarini e quasi un po’ oltre - nessuna offerta per Una Hotel, che fa capo al gruppo Fusi. L’ipotesi era che Atahotels (Ligresti) e 21 Investimenti (Alessandro Benetton) presentassero insieme un’offerta, nell’ottica di creare poi una joint venture a tre. Invece, a sorpresa, due giorni fa Ligresti si è chiamato fuori. Pare, per la contrarietà di una parte dei figli. Peccato soprattutto per Fondiaria, che nel bilancio consolidato dei primi nove mesi ha dovuto contabilizzare una perdita di 20 milioni alla voce Atahotels. © RIPRODUZIONE RISERVATA

ne (Wild Turkey). A proposito di acquisizioni, Unipol ha chiuso i primi mesi con un utile netto consolidato in aumento del 46,8% a 45 milioni anche grazie al contributo di Arca (+23%). Dopo la selezione fatta, la raccolta diretta danni è scesa dell’1,5% a 2.967 milioni, mentre le polizze vita di Arca sono quasi raddoppiate a 694 milioni. A settembre il margine di solvibilità di Unipol è pari a 1,4 volte i minimi richiesti. Favorita anche dal cambio, Bulgari ha registrato un buon terzo trimestre (16,6 milioni di utili) riportando in nero il bilancio dei nove mesi. I ricavi dello storico gioielliere sono saliti del 13% a 711 milioni con 9 milioni profitti (33 milioni di rosso nei 9 mesi 2009). Sempre nel comparto del lusso anche Tod’s ha riportato

I risultati di Bulgari e Tod’s risentono del momento favorevole del settore del lusso conti positivi: i ricavi aumentano dell’8,9% a 609 milioni e la redditività sale al 20,4% delle vendite. A fine settembre Tod’s aveva una posizione finanziaria netta positiva per 187,8 milioni, che resterà tale anche dopo i 107 milioni di il dividendo pagati in ottobre. Ma la regina della liquidità tra le aziende italiane resta Parmalat, che a fine settembre aveva circa 1,35 miliardi. Nei nove mesi il gruppo alimentare ha aumentato i ricavi del 9,5% a 3.117 milioni con un mol stabile a 265 milioni. Cala invece l’utile a 198,5 milioni, per il venir meno di 57 milioni di proventi dalle transazioni.


la Repubblica VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

Global market

Parigi contro l’Ue “Multa ad Air France vale quanto 2 aerei”

@

IMPRESE & MERCATI PARIGI — Il governo francese protesta contro la multa inflitta dalla Commissione europea al gruppo Air France-Klm per violazione delle regole della concorrenza. La sanzione, pari a 309 milioni di euro, è stata giudicata «totalmente sproporzionata» dal sottosegretario agli Affari europei, Pierre Lellouche. «È una cifra che equivale al costo di due Airbus A380 e che non prende in considerazione gli attuali problemi del settore, che attraversa un momento congiunturale particolarmente difficile» ha spiegato Lellouche. Il governo ha anche annunciato di voler appoggiare la decisione del gruppo franco-olandese di presentare un ricorso contro la sanzione davanti al tribunale dell’Ue. Dopo il richiamo sulle espulsioni dei Rom e sulla legge per lo scudo fiscale, che prevede un’aliquota

PER SAPERNE DI PIÙ www.mps.it www.generali.com

massima per i redditi più alti, si apre così un nuovo scontro tra Bruxelles. La Commissione europea ha inflitto la multa a undici compagnie per aver costituito un cartello nel trasporto merci. Le sanzioni più salate sono state inflitte a Air France (182 milioni) seguita da Klm (127

■ 43

milioni) e da British Airways (104). Lufthansa e la sua controllata Swiss hanno ottenuto l’esenzione dalla sanzione per aver collaborato fin dall’inizio con l’inchiesta dell’antitrust sul cartello. Secondo il vicepresidente della Commissione Ue, Joaquin Almunia, responsabile dell’Antitrust europeo, tra la fine del 1999 e l’inizio del 2006 le compagnie hanno «coordinato i loro prezzi a svantaggio di imprese e consumatori europei». In un comunicato, il gruppo Air France-Klm ha sostenuto invece che non ci sono stati danni per i clienti e l’ammenda della Ue «non tiene alcun conto delle difficoltà economiche che ha conosciuto il settore del cargo aereo». Anais Ginori

FLASH

Nei prossimi 5 anni compreremo 25mila auto elettriche per la flotta aziendale in modo da accelerare l’adozione di questa tecnologia e passando dalle parole ai fatti Jeffrey Immelt ad General Electric

© RIPRODUZIONE RISERVATA

La crisi non frena le Generali Mps rafforza il patrimonio ANDREA GRECO MILANO — Generali e Mps concludono la pattuglia delle trimestrali delle big finanziarie. L’assicuratore triestino migliora volumi e redditività nel Vita, patisce le catastrofi nei Danni ma nel complesso accresce del 46% l’utile netto a settembre portandolo a 1,3 miliardi di euro, in linea con le attese degli analisti. Dice il direttore finanziario Raffaele Agrusti: «Anche nella più forte crisi dal Dopoguerra siamo stati capaci di crescere molto bene. Siamo ottimisti sui risultati 2010, con utili operativi nella fascia alta delle attese, sui 4,2 miliardi». Il manager ha aggiunto che non ci sarà un aumento della cedola; forse perciò il titolo, reduce da un periodo positivo, ha perso il 2,58%, più del listino. Tra gennaio e settembre i ricavi del Leone sono saliti del 5,8% a 53,8 miliardi, 37,3 nel Vita (+8%), il resto nei Danni (+1%). La redditività si regge sul risultato operativo Vita, che migliora del 25% a 2,3 miliardi. Il risultato nei rischi cala invece del 12,3% a 939 milioni e mitiga il totale (+11,4%). A frenare i Danni sono gli eventi naturali: già pesanti l’anno scor-

Vendite in Borsa sul titolo di Trieste Caltagirone: “Conti di Siena vanno nel verso giusto” IL LEONE DI TRIESTE La sede delle Generali

so con il sisma in Abruzzo, ora sono “vittime” di tempeste e alluvioni per l’Europa; e incidono sul combined ratio (salito al 98,9%) per un 2%, due volte la norma. Mps, invece, si concentra sul

rilancio patrimoniale tramite contenimento dei costi. Nei nove mesi i ricavi sono stabili rispetto al settembre 2009 (4,12 miliardi), ma il calo delle rettifiche nette su crediti (-16%) e dei costi (-3,6%)

migliora il risultato del 31,4% a 762 milioni. L’utile netto è di 357 milioni (-11%). Su base trimestrale, utile netto +38% a 96 milioni. Continua il rafforzamento che in due anni ha portato il pa-

Il caso

trimonio Core Tier 1 dal 4,6% al 7,9% (+60 punti base da giugno). Il dg Antonio Vigni ha ricordato che la banca ha una vocazione retail e bassi profilo di rischio, non le serve tanto patrimonio come le

Il riconoscimento

Quattro arresti per il crac della fiduciaria Bkn

Il premio Minerva a Monica Mondardini

MILANO — Carcere per Bernardo Draghetti e Vittorio Salvini. E domiciliari per Guido e Marco Salvini. Le misure sono state emesse dal Tribunale di Milano in relazione al fallimento della fiduciaria Bkn, di cui Draghetti è stato prima ispettore e poi commissario, mentre Guido Salvini era l’amministratore. I figli, Marco e Vittorio, erano in relazione d’affari con Bkn, attraverso la svizzera Pentagram. L’accusa, oltre alla bancarotta e alla corruzione, è di aver distratto 30 milioni di euro appar(w.g.) tenenti ai clienti di Bkn.

ROMA — Sono undici le donne che riceveranno lunedì prossimo in Campidoglio a Roma, il premio Minerva Anna Maria Mammoliti, giunto alla XXI edizione. Il prestigioso riconoscimento andrà a Irina Bokova, direttore generale dell’Unesco, Monica Mondardini, amministratore delegato del Gruppo Editoriale L’Espresso, Rosa Oliva, Maria Sorrentino, Paola Santarelli, Dianna Curtis, Maria Paola Landini, Andreè Ruth Shammah, Gabriella Alemanno, Bianca Maria Martinelli, Annalisa Torzilli. Il premio Minerva all’Uomo sarà consegnato a padre Giulio Albanese.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

rivali a rischio sistemico (in Italia, Unicredit e Intesa). E ha confermato di voler rimborsare 1,9 miliardi di Tremonti bond «prima della scadenza di fine 2012, con modalità scelte al momento opportuno». Gli analisti temono l’aumento di capitale. «In cda non se n’è parlato», ha detto il vicepresidente Francesco Gaetano Caltagirone, aggiungendo che i conti «vanno nella direzione giusta». Mps migliorerà il patrimonio di 40 punti base con la cartolarizzazione degli immobili, e azioni future (tra cui la vendita di altri immobili) faranno salire fino a 150 punti il Core Tier 1. Anche perché il management stima in 70 punti base l’erosione per adozione del metodo Basilea 3. © RIPRODUZIONE RISERVATA

eniservizi spa Sede legale in San Donato Milanese (MI), Piazza Vanoni, 1 Capitale Sociale Euro 13.427.419,08 i.v. Registro Imprese di Milano, Codice Fiscale e P. IVA 11665650153 R.E.A. Milano n. 1489265 Società soggetta all’attività di direzione e coordinamento di eni spa

eniservizi P O L I Z Z E

R I V A L U T A B I L I

COMPOSIZIONE DELLE GESTIONI INTERNE SEPARATE IN EURO AL 30 SETTEMBRE 2010 Società: Groupama Assicurazioni S.p.A.

P O L I Z Z E

R I V A L U T A B I L I

RENDICONTO RIEPILOGATIVO DELLE GESTIONI INTERNE SEPARATE IN EURO DAL 1º OTTOBRE 2009 AL 30 SETTEMBRE 2010 Società: Groupama Assicurazioni S.p.A. FONDO VITAFIN

Importi al 30/06/2010

%

Obbligazioni ed altri titoli a reddito fisso Titoli di capitale Altri attivi patrimoniali

874.606.926 40.489.116 80.869.396

87,81 4,07 8,12

Totale degli attivi della gestione separata

995.965.438 100,00

990.454.503 100,00

FONDO VALORE PIU’ PREVIDENZA

Importi al 30/06/2010

%

Importi al 30/09/2010

Obbligazioni ed altri titoli a reddito fisso Altri attivi patrimoniali

5.962.986 516.034

92,04 7,96

6.047.816 1.177.076

Totale degli attivi della gestione separata

6.479.020 100,00

FONDO VITAFIN

Estratto di bando di gara Ente aggiudicatore: eniservizi spa in nome e per conto di eni spa, con Sede legale in Roma, Piazzale E. Mattei 1, capitale sociale Euro 4.005.358.876,00 i.v., iscritta al Registro delle Imprese di Roma, Codice Fiscale 00484960588, Partita IVA 00905811006, iscritta al R.E.A. di Roma al n. 756453. Tipo di procedura: negoziata. Tipo di appalto: servizi. Oggetto dell’appalto: sottoscrizione in abbonamento a un servizio di banca dati per l’accesso a dati previsionali meteoceanografici. Luogo di consegna/di esecuzione della prestazione: siti dell’Ente Aggiudicatore in Italia e all’estero. Durata: 36 mesi dall’aggiudicazione dell’appalto. Criterio di aggiudicazione: offerta economicamente più vantaggiosa. Termine per il ricevimento delle domande di partecipazione: 10/12/2010. Testo integrale del Bando: il testo integrale del Bando è stato pubblicato in data 04/11/2010 sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (GUUE) con il numero 2010/S 214-328950 ed è disponibile sul sito https://eprocurement.eni.it eniservizi spa Approvvigionamenti In nome e per conto di eni spa

Importi al 30/09/2010

%

Tasso medio di rendimento: 4,07%

Proventi ed oneri distinti per categorie di attività

862.026.832 39.718.904 88.708.767

87,03 4,01 8,96

Aliquota di retrocessione: 80% Tasso retrocesso (comprensivo della capitalizzazione al tasso tecnico di tariffa): 3,26% salvo quanto diversamente contrattualizzato in polizza circa condizioni minime di rivalutazione, aliquote particolari e/o rendimenti minimi trattenuti dalla Società

Proventi da investimenti A 42.143.114 Utili/perdite da realizzi B (124.120) Totale rendimenti A+B 42.018.994 Oneri di gestione C 403.067 Utile/perdita della gestione A+B-C 41.615.927 Giacenza media delle attività investite 1.021.331.265

FONDO VALORE PIU’ PREVIDENZA

% 83,71 16,29

7.224.892 100,00

Il fondo Tirrena Tre Previdenza ha incorporato il fondo Vitafin Previdenza ed ha cambiato denominazione in Valore Più Previdenza. Importi al 30/06/2010

%

Obbligazioni ed altri titoli a reddito fisso Titoli di capitale Altri attivi patrimoniali

534.814.093 15.025.472 12.852.393

95,05 2,67 2,28

Totale degli attivi della gestione separata

562.691.958 100,00

574.155.353 100,00

FONDO VALORE PIU’ COLL

Importi al 30/06/2010

Importi al 30/09/2010

FONDO VALORE PIU’

%

Obbligazioni ed altri titoli a reddito fisso Titoli di capitale Altri attivi patrimoniali

64.608.801 130.725 1.171.636

98,02 0,20 1,78

Totale degli attivi della gestione separata

65.911.162 100,00

Importi al 30/09/2010

%

551.401.680 14.981.360 7.772.313

96,04 2,61 1,35

64.343.463 1.494.162

Importi

Tasso medio di rendimento: 4,05%

Proventi ed oneri distinti per categorie di attività

Rendimento trattenuto: da un minimo del 1,30% ad un massimo del 1,65% Tasso retrocesso: da un minimo del 2,40% ad un massimo del 2,75% (in base a quanto contrattualizzato in polizza) - Il fondo Tirrena Tre Previdenza ha incorporato il fondo Vitafin Previdenza ed ha cambiato denominazione in Valore Più Previdenza.

Proventi da investimenti A Utili/perdite da realizzi B Totale rendimenti A+B Oneri di gestione C Utile/perdita della gestione A+B-C Giacenza media delle attività investite

Importi

234.854 (14.535) 220.319 97 220.222 5.436.540

FONDO VALORE PIU’ Tasso medio di rendimento: 4,05%

Proventi ed oneri distinti per categorie di attività

Aliquota di retrocessione: 80% Tasso retrocesso (comprensivo della capitalizzazione al tasso tecnico di tariffa): 3,24% salvo quanto diversamente contrattualizzato in polizza circa condizioni minime di rivalutazione, aliquote particolari e/o rendimenti minimi trattenuti dalla Società

Proventi da investimenti A Utili/perdite da realizzi B Totale rendimenti A+B Oneri di gestione C Utile/perdita della gestione A+B-C Giacenza media delle attività investite

Importi

23.404.372 (573.827) 22.830.545 20.673 22.809.872 562.745.024

FONDO VALORE PIU’ COLL

% 97,73 2,27

65.837.625 100,00

Tasso medio di rendimento: 4,05%

Proventi ed oneri distinti per categorie di attività

Aliquota di retrocessione: 82,50% Tasso retrocesso (comprensivo della capitalizzazione al tasso tecnico di tariffa): 3,34% salvo quanto diversamente contrattualizzato in polizza circa condizioni minime di rivalutazione, aliquote particolari e/o rendimenti minimi trattenuti dalla Società

Proventi da investimenti A Utili/perdite da realizzi B Totale rendimenti A+B Oneri di gestione C Utile/perdita della gestione A+B-C Giacenza media delle attività investite

Importi

2.886.135 (195.794) 2.690.342 1.174 2.689.169 66.447.019

Groupama Assicurazioni S.p.A.

Groupama Assicurazioni S.p.A.

Sede legale e Direzione generale: Via Massimi, 158 00136 Roma Tel. 06 3018.1 - Fax 06 3018.3382 info@groupama.it - www.groupama.it

Sede legale e Direzione generale: Via Massimi, 158 00136 Roma Tel. 06 3018.1 - Fax 06 3018.3382 info@groupama.it - www.groupama.it

Cap. Soc. euro 142.570.800 interamente versato - Partita Iva 00885741009 - Codice fiscale e numero di iscrizione nel Registro delle Imprese di Roma 00411140585 - Impresa iscritta nell’Albo delle Imprese di assicurazione e riassicurazione italiane al n. 1.00023 - Società diretta e coordinata da Groupama SA - Unico Socio Sede legale: 75008 Parigi 8-10 Rue d’Astorg

Cap. Soc. euro 142.570.800 interamente versato - Partita Iva 00885741009 - Codice fiscale e numero di iscrizione nel Registro delle Imprese di Roma 00411140585 - Impresa iscritta nell’Albo delle Imprese di assicurazione e riassicurazione italiane al n. 1.00023 - Società diretta e coordinata da Groupama SA - Unico Socio Sede legale: 75008 Parigi 8-10 Rue d’Astorg


Ferservizi, mandataria di Ferrovie dello Stato, riapre i termini per la presentazione delle offerte per gli immobili proposti in vendita in tutta Italia, nei giorni

7 e 8 ottobre 2010 Nuova presentazione delle offerte entro le ore 12:00 del 14 dicembre 2010 Per maggiori informazioni, schede tecniche degli immobili e referenti territoriali consultare la sezione OPPORTUNITA DI BUSINESS” nel portale w w w.ferroviedellostato.it AZIENDA OSPEDALIERA DI DESENZANO DEL GARDA (BS)

Sede legale: Trieste, Via Fabio Filzi,23 Sede amministrativa: Trieste, Via Filzi, 10 Tel. 040.639329-638287-638276, Fax. 040.638432, E.mail: info@bctkb.191.it La Banca di Credito di Trieste S.p.A. in Liquidazione Coatta Amministrativa rende noto di essere interessata a ricevere e vagliare offerte di acquisto dell’immobile, di proprietà della controllata “Immobiliare Filzi S.r.l.”, sito in Trieste tra le vie Filzi e Galatti e le Piazze Oberdan e Dalmazia. L’immobile si estende su una superficie lorda di mq 9.681,75 (oltre a mq 529,97 di terrazza al settimo piano) ed è disposto su otto piani oltre al piano terra ed interrato (già appositamente attrezzato a caveau con superficie lorda di mq 1.296,05). Ciascuno dei piani ha una superficie lorda di mq 1.100 circa, tranne il settimo (destinato a sala convegni e sala interpreti) di mq 502 e l’ottavo piano di mq 171,40 ove sono ubicati i locali macchine-ascensori e altri vani tecnici. Oltre agli impianti di cui è dotato (ascensori, riscaldamento, aria condizionata, allarmi, rilevazione presenze, aspirazione polveri, posta pneumatica, etc.) l’immobile è fornito di pareti attrezzate e da arredo per ufficio (scrivanie, sedie, divisori, armadi incassati, divani, tavoli, banchi reception, etc). L’immobile verrà venduto, unitamente agli impianti e mobili di cui è dotato, nello stato di fatto e di diritto in cui attualmente si trova. Si precisa che la Banca di Credito di Trieste S.p.A. in Liquidazione Coatta Amministrativa considera quale prezzo di riferimento la somma di Euro 13,6 milioni oltre I.V.A. La Banca, tuttavia, valuterà tutte le offerte che perverranno, anche se di importo inferiore a quello sopra indicato, senza essere in alcun modo vincolata ad accettarle. Le offerte dovranno pervenire in busta sigillata entro le ore 12,00 del 13 dicembre 2010 presso lo Studio del Notaio Camillo Giordano in Galleria Protti nr. 4 in Trieste, con l’indicazione “Banca di Credito di Trieste S.p.A. in Liquidazione Coatta Amministrativa”. Le stesse offerte dovranno essere vincolanti e ferme fino al 13/01/2011. Chiunque fosse interessato ad ottenere ulteriori informazioni al fine di presentare un’offerta di acquisto può contattare gli uffici amministrativi della Procedura. Per la visita dell’immobile sarà necessaria la presentazione di una lettera di referenze bancarie che la Procedura si riserva di valutare. Il presente avviso costituisce invito ad offrire e non offerta al pubblico ex art.1336 cc, né sollecitazione all’investimento ai sensi degli artt. 94 e ss. del D.Lgs. 24/2/1998 nr. 58, pertanto la Procedura a proprio insindacabile giudizio e senza obbligo di motivazioni si riserva ogni facoltà di decidere in merito. La vendita verrà posta in essere dalla Liquidazione in ottemperanza alle disposizioni del D.Lgs 1° settembre 1993, nr. 385 ed alle direttive della Banca d’Italia.

RETTIFICA BANDO DI GARA PROCEDURA APERTA Si rettifica il bando di gara "Realizzazione del nuovo servizio ambulatoriale di Chirurgia ad indirizzo senologico presso l'Ospedale di Desenzano e del conseguente adeguamento ed ampliamento del reparto di Anatomia Patologica" pubblicato il 04.11.2010: termine per il ricevimento delle offerte di partecipazione 20.12.2010 anziché 12.12.2010. Rettifica pubblicata su GURI V Serie Speciale n. 130 della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, in data 10.11.2010. Resp. Proc. Ing. Matteo Marcotti

ANAS S.p.A. Compartimento della viabilità per il Lazio

ESITO GARA Ai sensi dell’art. 65 del D.Lgs n. 163/2006 si rende noto l’esito della gara n. 21-2009 Servizio di pulizia presso le sedi di Trieste, Udine, Porcia e Centri di Squadra della Friuli Venezia Giulia Strade S.p.A. Luogo di servizio: Province di TS, GO, UD e PN. Tempo utile: gg. 365. Importo a base d’asta Euro 103.000,00. Procedura Aperta. Criterio di aggiudicazione mediante massimo ribasso sull’importo posto a base di gara ai sensi del D.Lgs. 163/2006 e s.m.i. Offerte pervenute: 17. Ditta aggiudicataria Gruppo Servizi Associati Soc.Cons.P.A. con sede in via Palermo, 49 - 00184 ROMA. Ribasso offerto: 40,82 %. Importo di aggiudicazione: Euro 60.955,40. L’esito è stato pubblicato sulla G.U.C.E. del 26/06/2010, sulla G.U.R.I. n. 109 del 20.09.2010 e pubblicato all’Albo Pretorio dei Comuni di TS,GO,UD,PN, all’Albo Stazione appaltante e sui siti www.fvgs.it www.serviziocontrattipubblici.it. IL DIRETTORE GENERALE (Oriano Turello)

Via Valeggio, 41 - 10129 Torino Capitale Sociale Euro 80.000.000,00 i.v. Codice Fiscale e Registro Imprese Torino n° 09187080016 RESOCONTO INTERMEDIO DI GESTIONE AL 30 SETTEMBRE 2010 Si rende noto che il Resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2010 (ex art. 154 ter del D.lgs 58/98) approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 11 novembre 2010, è stato depositato presso la sede legale, trasmesso alla Borsa Italiana S.p.A. e verrà inviato gratuitamente a chiunque ne faccia richiesta. Il Resoconto intermedio è disponibile anche sul sito internet della società all’indirizzo: www.management-capitali.com

Community

PROVINCIA DI PISA

Banca di Credito di Trieste S.p.A. in Liquidazione Coatta Amministrativa

AZIENDA SER VIZI MOBILITA’ S.P.A. Isola Nova del Tronchetto, 33 30135 VENEZIA tel. 041/2727211 - fax 041/723131 AVVISO DI GARA CIG [04488903BE] Questo Ente (azienda partecipata del Comune di Venezia), indice gara, mediante procedura aperta con aggiudicazione a favore dell’offerta con il prezzo più basso con esclusione automatica oltre soglia di anomalia, per l’affidamento dei lavori di esecuzione di un parcheggio scambiatore a raso per 255 posti auto, sito in via Castellana (angolo via Olmo) a Trivignano (VE). Termine esecuzione lavori: 195 gg. Luogo di esecuzione: Venezia – Trivignano. Importo appalto: € 627.077,01. Termine ricezione offerte: 07.12.2010 ore 12.00. Apertura: 20.12.2010 ore 09.00. Il presente avviso è stato pubblicato sulla G.U.R.I. n. 129 dell’8.11.2010. Documentazione integrale disponibile su www.asmvenezia.it Ulteriori informazioni: arch. Renata Tomini tel. +39 041-2727216. IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO (Ing. Guido Franchin)

SERVIZIO LAVORO E SOCIALE

AVVISO DI AGGIUDICAZIONE

Con determinazione dirigenziale n. 3070 del 14.07.2010 è stato aggiudicato definitivamente, a seguito di procedura aperta, l’appalto del servizio di “informazione e comunicazione delle politiche attive del lavoro della Provincia di Pisa (POR Toscana FSE/Stato/Regione Ob.2 2007-2013) alla Pomilio Blumm Srl - sede a Pescara, Via Venezia 4. - L'appalto è stato aggiudicato ai sensi dell'art. 83 ss. del D.Lgs. n. 163/2006, avendo l’offerta ottenuto punti complessivi punti 75/100. - Offerte ricevute n. 7. - L’avviso di aggiudicazione è pubblicato sulla G.U.U.E., sulla G.U.R.I., sul sito web.rete.toscana.it/appaltic, sul sito www.serviziocontrattipubblici.it, sul sito Internet: www.provincia.pisa.it, e su Il Tirreno edizione locale, la Repubblica edizione nazionale e regionale e Europa edizione nazionale. Pisa, lì 11.11.2010 Il Responsabile del Procedimento (Dott.ssa Donatella Donadel)

ESTRATTO AVVISO DI GARA L’ANAS S.p.A.- Compartimento della Viabilità per il Lazio - con sede in Roma - V.le Bruno Rizzieri, 142 (tel. 06/722911) rende noto che verrà esperita con procedura aperta, ai sensi dell’art. 55 D.Lgs 163/2006 e s.m., la seguente gara: GARA N° 36/10 Lavori di manutenzione ordinaria es. 2011 interventi per il ripristino delle condizioni di sicurezza a seguito di incidenti ed emergenze lavori anche notturni - AUT. G.R.A. E RM-AEROPORTO DI FIUMICINO - importo a b.a. € 900.000,00 di cui € 90.000,00 oneri della sicurezza non soggetti a ribasso - CTG prevalente OS12- ulteriore CTG: OG3. Scadenza presentazione offerte: ore 12.00 del 13.12.2010 - Il bando di gara in edizione integrale è stato pubblicato sulla G.U.R.I. n° 131 del 12.11.2010 - sul sito internet www.stradeanas.it - sul sito del Ministero delle Infrastrutture, albo pretorio Comune di Roma, Albo Compartimentale IL DIRIGENTE AMMINISTRATIVO Dott. Salvatore Rapisarda

BANCA D’ITALIA

V.LE B. RIZZIERI, 142 - 00173 ROMA Tel. 06/722911 - Fax 06/72291412 • sito internet www.stradeanas.it

Direzione Acquisti Acquisti Industriali

REGIONE SICILIANA

AZIENDA OSPEDALIERA OSPEDALI RIUNITI PAPARDO – PIEMONTE

AVVISO PER ESTRATTO BANDO DI GARA SETTORI SPECIALI - FORNITURE Trenitalia S.p.A. ha intenzione di procedere allaffidamento, mediante procedura aperta, della Fornitura e posa in opera di due impianti di lavaggio automatici a spazzoloni ruotanti per il lavaggio delle fiancate dei treni in lavorazione presso il binario 7 di Milano Martesana” per un importo complessivo presunto di E u ro 500.000,00. Il testo integrale del bando, con lindicazione dei requisiti di partecipazione, è stato pubblicato sulla G.U.U.E in data 28/10/2010 e può essere consultato e prelevato allindirizzo internet www.gare.trenitalia.it. Roma, 29/10/2010

Il Responsabile del Procedimento Gaetano Bagnoli

AVVISO Questa azienda indice, ai sensi dell’art. 55 del D.L.VO n. 163/06 una procedura aperta, in forma consorziata con l’A.O.U. Policlinico Gaetano Martino di Messina e ARNAS Civico di Palermo per la fornitura, suddivisa in 31 lotti, di emoderivati, per un periodo di mesi 36. Nr. Gara 606333. La base d’asta triennale è fissata in € 48.232.015,80 oltre IVA. L’aggiudicazione della gara avverrà con il criterio del ribasso più elevato sugli importi a base d’asta, ai sensi dell’art. 82 del D.L.vo n. 163/06. Il luogo e le condizioni di fornitura e tutte le informazioni necessarie per la partecipazione alla gara sono indicate nel capitolato speciale d’appalto. Le ditte interessate alla gara potranno richiedere copia degli atti di gara alla S.C. gestione appalti forniture e servizi economali dell’azienda oppure scaricare liberamente e gratuitamente dal sito www.aorpapardopiemonte.it alla voce bandi di gara – area download – settore provveditorato – gara emoderivati. Il termine di ricezione delle offerte ore 10,00 del 21/12/2010. Le ditte che hanno estratto i documenti di gara dal sito internet sono invitate a comunicarlo a mezzo e-mail, al responsabile del procedimento (albertomondello@aorpapardopiemonte.it) precisando i propri estremi ed il proprio recapito e-mail. IL DIRETTORE GENERALE Dott. Armando Caruso

COMUNE DI MESSINA

AVVIO di VALUTAZIONE di IMPATTO AMBIENTALE D.Lgs. n.152/2006 e s.m.i. Pubblicazione ai sensi dell’Art. 24

Ai sensi dell’art. 6 della legge 25 febbraio 1987 n. 67, si pubblicano i seguenti dati relativi al Bilancio Preventivo 2010 e al Conto Consuntivo 2008 1- Le notizie relative alle entrate e alle spese sono le seguenti: ENTRATE DENOMINAZIONE

PREVISIONI DI COMPETENZA DA BILANCIO ANNO 2010

Avanzo di Amm.ne Applicato Tributarie Contributi e Trasferimenti (di cui allo Stato)

2.377.103,00 69.409.393,00 163.006.279,00 123.200.253,00

SPESE ACCERTAMENTI DA CONTO DENOMINAZIONE CONSUNTIVO ANNO 2008

16.827.687,00 Disavanzo di Amministrazione 67.828.793,88 Correnti 149.492.286,83 121.135.036,59 RIMBORSO QUOTE DI CAPITALE PER MUTUI IN AMMORTAMENTO (di cui dalle Regioni) 38.580.996,00 28.045.112,50 Extratributarie 25.442.564,00 13.534.961,94 (di cui per Prov. Serv. Pubblici) 9.631.049,00 7.009.735,08 Totale entrate parte corrente 257.858.236,00 230.856.042,65 Totale spese parte Corrente Alienazioni di beni e trasferimenti 144.992.128,00 15.063.193,31 (di cui allo Stato) 42.009.974,00 1.210.161,00 Spese d’investimento (di cui dalle Regioni) 62.155.720,00 4.418.849,97 Assunzioni di prestiti 84.152.055,00 228.441.889,39 (di cui anticipaz. Tesoreria ed altri) 60.536.365,00 220.627.527,52 Totale entrate c/Capitale 229.144.183,00 243.505.082,70 Totale spese Conto Capitale Rimborso Ant. Tesoreria ed altri Partite di giro 122.969.479,00 48.932.114,56 Partite di giro Totale 612.349.001,00 540.120.926,91 Totale Disavanzo di Gestione Avanzo di Gestione Totale Generale 612.349.001,00 540.120.926,91 Totale Generale 2- Le classificazioni delle principali spese correnti e in conto capitale desunto dal consuntivo 2008 secondo l’analisi economico-finanziario è la seguente: Denominazione Funzioni 01 Funzioni 02 Funzioni 03 Funzioni 04 Funzioni 05 Funzioni 06 Funzioni 07 Funzioni 08 Amm. Generale Giustizia Poiz. Locale Istruzione Cultura Sport Turismo Viab. Trasporti Personale 49.380.240,45 0 15.576.227,21 2.323.322,75 859.093,96 1.281.281,63 195.024,00 2.006.195,47 Beni consumo 687.742,66 0 271.566,10 597.186,84 22.000,00 7.700,00 7.300,00 13.250,00 Prest. Servizi 14.686.753,04 2.786.358,15 4.205.070,81 4.363.427,31 710.053,61 1.039.870,44 103.771,30 7.975.120,65 Interess. Passivi 5.733.490,63 0 0 569.198,82 513.038,82 983.687,15 0 3.051.174,28 Invest. Amm.ne 199.500,00 0 0 184.161,00 0 0 0,00 995.912,00 Invest. indiretti 0 0 0 804.000,00 0 0 0 0 Totali 70.687.726,78 2.786.358,15 20.052.864,12 8.841.296,72 2.104.186,39 3.312.539,22 306.095,30 14.041.652,40 3- La risultanza finale al 31 dicembre 2008 desunta dal consuntivo: Avanzo d'Amministrazione del conto 16.827.687,00 consuntivo 2007 Residui passivi perenti esistenti 0 alla data di chiusura del conto Avanzo d'Amministrazione disponibile 16.827.687,00 al 31 Dicembre 2008 Pignoramenti regolarizzati e finanziati 241.222,96 con il bilancio 2008 (cap. 22325/03) 4- Le principali entrate e spese per abitante (n. 247.218 al 31/12/2008) desunte dal conto consuntivo 2008 sono le seguenti: ENTRATE CORRENTI 933,82 SPESE CORRENTI 620,09 Tributarie 274,37 Personale 343,85 Contributi e trasferimenti 604,7 Acquisto beni 8,64 e materie prime Altre entrate correnti 54,75 Altre spese 267,6 IL RAGIONIERE GENERALE (Dott. FERDINANDO COGLITORE)

PREVISIONI DI COMPETENZA DA BILANCIO ANNO 2010

IMPEGNI DA CONTO CONSUNTIVO ANNO 2008

279.084.417,00

237.240.989,89

7.046.819,00

11.149.196,19

286.131.236,00

248.390.186,08

142.711.921,00

19.088.179,63

142.711.921,00 67.583.184,00 122.969.479,00 612.349.001,00

19.088.179,63 220.627.527,52 48.932.114,56 537.038.007,79 3.082.919,12 540.120.926,91

612.349.001,00 Funzioni 09 Territ. 6.901.355,25 95.591,86 2.054.107,12 2.267.258,80 2.325.714,04 1.183.570,21 14.827.597,28

Funzioni 10 Sett. Sociale 4.952.015,75 416.998,94 14.359.732,39 537.503,10 3.470.720,44 0 23.736.970,62

Funzioni 11 Svil. 1.531.761,60 15.630,00 70.265,82 145.613,46 0 0 1.763.270,88

Funzioni 12 TOTALE S. Prod. 85.006.518,07 2.134.966,40 52.354.530,64 13.800.965,06 0 7.176.007,48 0 1.987.570,21 0,00 162.460.557,86

IL SINDACO On.le Dott. GIUSEPPE BUZZANCA

La sottoscritta Northern Petroleum Ltd, con sede legale in Martin House, 5 Martin Lane EC4R 0DP Londra (UK), e sede secondaria in Italia, V.le Trastevere, 249 – 00153 Roma, AVVISA che sono stati depositati, per la libera consultazione da parte dei soggetti interessati, lo Studio di Impatto Ambientale, il Progetto e la Sintesi Non Tecnica, relativi alla prima fase del Programma Lavori collegato all’Istanza di Permesso di Ricerca Idrocarburi in mare denominato “d72F.R-.NPŽ. L’area di cui all’istanza ha estensione pari a 745.2 kmq ed è localizzata nel Mar Adriatico Meridionale ad est di Otranto e Tricase, ad una distanza minima dalla costa pari a 22.6km (circa 12.2 miglia marine). L’autorità competente è il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Ai sensi dell’art.10 si rende noto che la presente Valutazione di Impatto Ambientale comprende anche la procedura di Valutazione di Incidenza. Il progetto è elencato nell’Allegato II - “Progetti di competenza statale” del D.Lgs. 152/2006, al punto 7)”Prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi in mare.” Il programma lavori oggetto della procedura di VIA prevede la registrazione di un minimo di 600km fino ad un massimo di 900 km di linee sismiche, con energizzazione del tipo air-gun, da eseguirsi in circa 7 giorni con buone condizioni meteo. Le misure di mitigazione che verranno impiegate (soft-start, osservatori a bordo, pre-survey,…) rendono trascurabile l’impatto ambientale delle operazioni. Ai sensi dell’art. 24 del D.Lgs 152/2006, chiunque abbia interesse può prendere visione dei documenti depositati e presentare osservazioni entro 60 (sessanta) giorni presso: — Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Via Cristoforo Colombo 44 - 00147 Roma www.dsa.minambiente.it/via — Regione Puglia – Ufficio VIA Settore Ecologia - Assessorato all’Ecologia - Viale delle Magnolie 6/8 - 70026 Modugno Bari — Sede della Provincia di Lecce e del Comune di Otranto

AVVISO DI GARA Si rende noto – ai sensi del D.Lgs. 163/2006 e s.m.i. – che la Banca d’Italia ha indetto una procedura aperta per l’acquisizione di un prodotto software e di servizi per il progetto “Nuovo 730 su WEB” Cod. G 858 – 013/10. L’importo posto a base di gara, che verrà aggiudicata secondo il criterio del prezzo più basso, è di Euro 393.550 oltre IVA. Il valore complessivo stimato dell’appalto è di Euro 558.150 oltre IVA. Il termine per la ricezione delle offerte – a pena di esclusione – scadrà alle ore 16,20 del giorno 3 dicembre 2010. I termini e le modalità per la presentazione delle offerte sono contenuti nel bando di gara – pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea in data 27 ottobre 2010 e sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 128 del 5 novembre 2010 nonché nel relativo disciplinare di gara, entrambi disponibili sul sito internet www.bancaditalia.it. IL CAPO DEL SERVIZIO Responsabile del Procedimento Ing. Andrea Cividini

COMUNE DI AZZANO DECIMO Servizio Ragioneria E’ pubblicato all’Albo pretorio dell’Ente e sul Sito del Comune l’avviso di procedura aperta per l’affidamento dei SERVIZI ASSICURATIVI DEL COMUNE DI AZZANO DECIMO - LOTTI N. 1, 2, 3, 4, 5. Importo: Euro 617.268,49 di cui 327.000,00 per eventuale ulteriore affidamento ex art. 29 c. 1 del D.Lgs. 163/2006 e s.m.i. Termine di presentazione offerte: h. 12.00 del 15/12/2010. Svolgimento gara: h. 10.00 del 16/12/2010. Bando inviato a Uff. Pubblic. Ufficiali delle Comunità Europee: il 28/10/2010. GLI ATTI DI GARA POTRANNO ESSERE RICHIESTI A: COMUNE DI AZZANO DECIMO - Servizio Ragioneria - Fax 0434/636753 - e mail: ragioneria@comune.azzanodecimo.pn.it - o sul sito del Comune: www.comune.azzanodecimo.it. Azzano Decimo, 29/10/2010 IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO Rag. Vanda PIN

AZIENDA SANITARIA PROVINCIALE PALERMO AVVISO DI GARA Questa Azienda ha indetto, con deliberazione n. 680 del 23.09.2010 procedura aperta per fornitura di pacemaker e accessori per un periodo pari a 1 anno. L’importo complessivo presunto dell’appalto ammonta ad €.2.933.505,00 oltre I.V.A. Gli atti di gara sono disponibili sul sito internet: www.ausl6palermo.org. Il termine di presentazione delle offerte è fissato per le ore 09,00 del 17/12/2010. Il bando è stato inviato alla G.U.E. il 25/10/2010 IL DIRETTORE GENERALE Dr. Salvatore Cirignotta

ESITO GARA Ai sensi dell’art. 65 del D.Lgs n. 163/2006 si rende noto l’esito della gara n. 222009 servizio di portierato ed accoglienza presso la sede di Trieste via Mazzini, 22 e la sede operativa di Udine, via della Rosta, 6/a della Società Friuli Venezia Giulia Strade S.p.A - Luogo di servizio: Province di TS, e UD - Tempo utile:gg. 365. Importo a base d’asta Euro 113.140,00. Procedura Aperta. Criterio di aggiudicazione mediante massimo ribasso sull’importo posto a base di gara ai sensi del D.Lgs. 163/2006 e s.m.i. Offerte pervenute: 11. Ditta aggiudicataria Consorzio Servizi Speciali Italia Scarl con sede in via Jacopo Linussio, 4 Z.U.I. - 33100 Udine - Ribasso offerto: 37,75%. Importo di aggiudicazione: Euro 70.429,65. L’esito è stato pubblicato sulla G.U.C.E. del 26/06/2010, sulla G.U.R.I. n. 109 del 20.09.2010 e pubblicato all’Albo Pretorio dei Comuni di TS,GO,UD,PN, all’Albo Stazione appaltante e sui siti www.fvgs.it www.serviziocontrattipubblici.it. IL DIRETTORE GENERALE (Oriano Turello)

SOGEI - Società Generale d’Informatica S.p.A. Società del Ministero dell’economia e delle finanze Via M. Carucci, 99 - 00143 ROMA Telefono +3906/50252828 - Fax +3906/50298429 CIG: 0553055B69

AVVISO DI BANDO DI GARA PER ESTRATTO 1. Si rende noto che la SOGEI ha indetto una procedura aperta per l’affidamento delle attività di realizzazione di applicazioni di data decision making, personalizzazione e supporto tecnico in ambiente SAS (CPV: 72262000-9, 72230000-6, 72261000-2), secondo le quantità e le tipologie riportate nel bando di gara di cui al successivo punto 4. 2. La gara sarà aggiudicata all’offerta economicamente più vantaggiosa sulla base dei criteri indicati nel Disciplinare di gara e nel Capitolato Tecnico. 3. L’offerta dovrà pervenire, entro e non oltre le ore 12.00 del giorno 15 dicembre 2010, presso lo studio del Notaio Dott. Augusto Bellagamba, Via Ezio, n. 12 - 00192 Roma. 4. Le formalità da osservare, a pena di esclusione, per la partecipazione alla gara sono indicati nel bando di gara inviato all’Ufficio Pubblicazioni Ufficiali dell’Unione Europea il giorno 04 novembre 2010 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana V serie speciale n. 131 del 12 novembre 2010. Il bando di gara e la documentazione necessaria per la partecipazione alla gara sono reperibili sul sito www.sogei.it nella sezione “Approvvigionamenti e Gare” all’interno della pagina di dettaglio relativa alla gara in oggetto. Roma lì, 12 Novembre 2010 SOGEI - Società Generale d’Informatica S.p.A. Marco Bonamico L’AMMINISTRATORE DELEGATO


la Repubblica

IMPRESE&MERCATI

VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

■ 45

www.finanza.repubblica.it in tempo reale quotazioni di Borsa, commenti e notizie TITOLO A A.S. Roma A2A Acea Acegas-Aps Acotel Group Acque Potabili Acsm-Agam Actelios AdF-Aerop.Firenze Aedes Aeffe Aicon Alerion Amplifon Ansaldo Sts Antichi Pell Apulia Pront Arena Arkimedica Ascopiave Astaldi Atlantia Autogrill Autostrada To-Mi Autostrade Mer. Azimut B B&C Speakers Banca Generali Banca Ifis Basicnet Bastogi BB Biotech Bca Carige Bca Carige r Bca Finnat Bca Intermobiliare Bca P.Etruria e Lazio Bca P.Milano Bca P.Spoleto Bca Profilo Bco Desio-Brianza Bco Desio-Brianza rnc Bco Popolare Bco Santander Bco Sardegna rnc Bee Team Beghelli Benetton Group Beni Stabili Best Union Co. Bialetti Industrie Biancamano Biesse Bioera Boero Bart. Bolzoni Bon.Ferraresi Borgosesia Borgosesia rnc Brembo Brioschi Bulgari Buone Società Buongiorno Buzzi Unicem Buzzi Unicem rnc C Cad It Cairo Comm. Caleffi Caltagirone Caltagirone Ed. Cam-Fin Campari Cape Live Carraro Cattolica As CDC Cell Therap Cembre Cementir Hold Cent. Latte Torino Ceram. Ricchetti CHL CIA Ciccolella Cir Class Editori Cobra Cofide Cogeme Set Conafi Prestito’ Cred. Artigiano Cred. Bergamasco Cred. Emiliano Cred. Valtellinese Crespi Csp D D’Amico

Rif € ieri

ieri

Var % inizio anno

1,170 1,107 8,390 4,180 41,600 1,571 1,110 2,160 11,490 0,196 0,460 0,227 0,511 3,697 9,040 0,522 0,397 0,029 0,490 1,596 5,115 16,140 9,955 9,950 22,380 7,135

-0,17 -1,25 -3,56 0,24 0,24 -1,69 -0,89 -1,03 -0,09 -0,66 6,98 -1,43 -1,42 -0,48 -0,88 -2,03 -1,85 -1,63 -1,47 2,47 -0,40 -0,04 -2,26

35,97 -24,64 11,87 2,89 -41,79 -17,96 3,16 -41,34 -19,59 -10,95 -10,16 -28,31 6,05 22,13 -18,62 -33,46 -6,60 -21,68 -31,90 5,28 -16,76 -8,25 11,98 -6,13 39,87 -27,14

0,550 0,967 7,169 3,573 36,409 0,680 0,624 2,166 11,372 0,098 0,285 0,163 0,264 0,764 7,447 0,438 0,273 0,015 0,385 1,441 2,608 9,109 3,196 3,794 8,249 3,085

1,304 1,476 10,415 5,285 73,757 2,446 1,354 4,293 17,300 0,407 0,732 0,439 0,636 4,207 12,835 2,954 0,542 0,079 1,130 1,700 6,932 18,055 10,453 11,489 24,278 9,816

158 3463 1809 230 174 57 86 147 103 143 48 25 224 733 1084 23 93 37 43 376 504 9697 2524 875 96 1023

3,650 9,250 5,350 2,810 1,625 45,160 1,619 2,797 0,490 4,165 3,210 3,005 3,777 0,455 3,940 3,820 3,510 8,400 9,200 0,407 0,615 5,390 0,688 1,430 0,388 1,426 5,100 1,012 19,000 2,087 31,090 1,376 1,436 7,885 0,160 7,450 0,450 1,153 8,040 4,730

-1,28 -4,10 1,13 -0,53 -2,11 -0,46 -2,47 -0,41 -0,70 -2,99 -0,07 0,89 -1,25 0,53 -2,23 0,84 -0,11 -4,69 1,49 -0,37 -0,72 -0,51 0,42 -0,58 1,09 1,07 -3,10 -2,84 -1,62 0,44 -0,20 -0,60 -4,74 -4,35

46,00 16,55 -3,30 42,64 -25,97 -12,75 -13,46 -5,57 -19,28 29,75 -19,70 -41,37 -20,97 -32,99 -7,46 -7,39 -33,53 -28,87 -11,79 -17,71 -10,87 -14,17 15,55 -2,19 -22,03 -3,65 -7,44 -38,29 -5,00 44,46 -10,79 0,81 6,21 50,76 -27,61 26,81 11,80 -2,78 -30,09 -36,85

1,934 1,868 3,917 1,047 1,411 38,084 1,484 1,951 0,358 2,129 2,806 2,784 3,721 0,214 3,580 3,602 1,848 4,066 7,866 0,324 0,343 4,562 0,373 1,062 0,173 1,166 2,888 1,010 18,000 1,244 22,617 0,881 1,012 2,169 0,157 2,835 0,272 0,496 6,870 3,849

3,753 9,627 6,393 3,302 3,622 51,981 2,789 3,385 0,735 4,321 5,691 5,818 5,607 0,818 4,924 4,781 6,916 12,059 11,278 0,809 0,819 7,723 0,745 1,968 0,896 1,819 7,072 3,800 24,100 2,081 43,631 1,524 1,526 8,075 0,278 7,901 0,730 1,506 13,312 7,782

40 1041 287 172 29 2628 480 177 649 242 1259 111 305 464 50 2249 61 28 124 984 1321 13 29 48 140 9 82 53 174 94 1 529 125 2232 5 123 1346 196

4,250 2,620 1,102 1,895 1,725 0,380 4,617 0,280 2,940 18,660 1,760 0,280 6,145 2,195 2,368 0,258 0,142 0,288 0,704 1,512 0,472 1,163 0,624 0,429 1,031 1,317 21,700 4,780 3,268 0,150 1,162

-2,19 1,16 1,10 -0,26 -0,86 -3,68 1,93 -1,42 -1,84 -1,68 1,08 6,78 -4,98 -1,15 -1,34 0,21 0,57 -2,45 -1,36 -2,27 -1,42 1,90 -1,72 0,30 -1,18 -3,43 -3,04 -1,89 -1,53

-24,11 -13,53 3,96 -22,65 -1,60 21,25 26,25 -14,89 27,83 -21,00 -15,38 -64,66 29,64 -34,08 -2,17 -45,23 -23,40 -4,00 -27,05 -19,10 -30,59 -41,92 -6,52 -55,31 -14,08 -28,54 -5,65 -13,25 -42,37 -28,48 53,70

3,669 1,396 0,912 1,879 1,400 0,109 1,964 0,275 2,190 12,495 0,666 0,039 2,594 1,729 1,513 0,255 0,075 0,197 0,583 0,662 0,439 0,888 0,316 0,400 0,752 1,294 18,685 1,728 3,289 0,141 0,556

6,709 3,157 1,278 2,893 2,372 0,430 4,641 0,500 3,211 25,595 2,497 1,330 5,966 3,830 2,855 1,008 0,324 0,387 1,436 1,929 0,851 2,816 0,790 1,330 1,364 2,311 28,231 5,714 7,221 0,396 1,223

38 204 14 226 216 256 2689 14 135 1024 21 101 352 23 21 22 26 125 1205 49 25 449 26 47 369 1341 1604 775 9 39

1,037

0,19

-5,47

0,992

1,426

154

2009- 2010 min € max €

IL PUNTO

Cap. in mil. di €

In calo le costruzioni con Buzzi e Impregilo Le trimestrali premiano Autogrill e Campari

Dada Damiani Danieli Danieli rnc Datalogic De’Longhi Dea Capital Diasorin Digital Bros Dmail Group DMT E Edison Edison r EEMS El.En. Elica Emak Enel Enel Green Pw Enervit Engineering Eni Erg Erg Renew Ergy Capital Esprinet Eurotech Eutelia Exor Exor priv Exor risp Exprivia F Fastweb Fiat Fiat prv Fiat rnc Fidia Fiera Milano Finarte C.Aste Finmeccanica FNM Fondiaria-Sai Fondiaria-Sai rnc Fullsix G Gabetti Pro.Sol. Gas Plus Gefran Gemina Gemina rnc Generali Geox Gewiss Granitifiandre Greenvision Gruppo Coin Gruppo Ed.L’Espresso Gruppo Minerali M. H Hera I I Grandi Viaggi IGD Il Sole 24 Ore Ima Immsi Impregilo Impregilo rnc

MILANO — Borse europee in negativo, tranne Londra e Francoforte. A Piazza Affari il Ftse Mib ha perso lo 0,96% a 20.855 punti, e il Ftse All Share lo 0,94% a quota 21.468. Il comparto bancario ha affossato l’indice principale, la peggiore è stata Bpm (-2,9%) seguita a ruota da Banco Popolare (-2,2%), Intesa (-1,3%) e Unicredit (-1,2%). In parità Mediobanca e Mps dopo i conti. Nel risparmio gestito Azimut cede il 2,2%, mentre Mediolanum sale dell'1,2% all'indomani dei conti positivi. Ancora sotto pressione la galassia Ligresti con Fonsai (-3,4%) e Premafin (-2%). Fra i maggiori ribassi Buzzi (4,7%) seguita da Impregilo (-3,6%), Mediaset (3,2%) e Stm (3,1%). La più effervescente è stata invece Autogrill (+2,4%) e Campari (+1,9%%) che è pronta per nuove acquisizioni.

ieri

Var % inizio anno

4,918 0,902 19,590 10,820 5,700 4,315 1,299 32,150 1,349 3,155 12,950

-1,65 0,28 -0,91 -0,73 1,97 2,68 -0,08 1,36 -2,46 0,96 -0,23

-15,58 -14,58 6,41 12,59 39,53 35,05 2,28 28,09 -41,60 -39,50 -20,50

3,231 0,717 5,700 3,688 2,995 1,063 0,834 13,197 1,234 3,143 2,073

7,954 1,306 20,475 11,166 5,652 4,304 1,674 34,582 2,891 6,285 17,524

79 74 803 436 330 641 396 1784 19 24 148

0,855 1,279 1,470 12,990 1,507 4,415 4,055 1,560 1,289 21,270 16,370 9,845 0,750 0,471 6,710 2,190 0,215 20,170 15,690 16,060 1,072

-3,99 1,51 -2,84 -1,37 2,52 -0,11 -0,37 -0,64 -1,98 0,81 -0,55 -0,96 -4,21 -3,98 -1,90 -0,35 -1,38 -2,07 -1,65

-20,29 -3,40 17,98 8,16 -22,32 24,72 -0,55 -2,50 -10,49 -23,30 -9,56 -1,01 11,19 -2,40 -28,69 -24,29 -38,75 45,74 105,37 59,17 -12,85

0,686 1,081 0,490 9,359 0,513 2,964 2,942 1,553 1,102 12,450 12,311 8,583 0,635 0,288 3,213 1,534 0,100 5,408 3,198 3,770 0,741

1,217 1,566 1,787 15,849 2,118 4,535 4,347 1,584 1,600 27,807 18,634 12,012 1,024 1,162 9,840 3,496 0,690 20,681 16,104 16,397 1,410

4500 141 65 63 95 122 37993 7813 22 263 65468 1481 72 44 353 79 14 3228 1213 148 56

17,820 13,030 8,710 8,730 3,360 4,388 0,105 9,530 0,518 6,800 4,093 1,122

-0,94 -0,15 -0,57 -0,40 1,82 -2,50 -2,16 -0,77 -3,48 -3,82 -0,18

-8,38 24,21 40,82 35,35 -26,64 -3,15 -48,66 -14,99 -12,43 -39,18 -48,36 -7,65

10,772 3,437 1,918 2,468 2,805 3,432 0,104 7,788 0,394 6,850 4,124 1,057

22,068 13,099 8,864 8,883 6,072 5,670 0,364 12,721 0,626 15,603 9,802 1,970

1418 14249 904 700 17 186 5 5544 128 853 176 12

0,370 4,700 3,550 0,526 1,069 15,490 4,088 3,900 3,100 7,000 7,380 1,883 4,600

-0,54 1,29 2,90 0,19 2,99 -2,58 -1,80 -1,27 -1,35 7,69 -0,87 -2,79 -

-42,46 -23,58 60,09 -9,15 -35,99 -18,17 -15,50 41,95 -12,55 12,63 63,64 -19,10 -3,11

0,313 4,523 2,028 0,212 0,297 9,947 3,664 2,075 1,936 4,295 1,493 0,580 3,166

1,450 7,648 3,723 0,707 2,836 19,635 6,664 4,342 4,003 22,656 7,788 2,428 7,600

34 210 52 778 4 24268 1066 468 115 40 1022 781 27

1,450

-1,36

-10,49

1,124

1,768

1632

0,890 1,411 1,370 15,150 0,850 2,145 7,780

4,09 -2,89 -0,44 -0,20 0,71 -3,60 -

-9,83 -11,48 -28,68 17,53 0,30 -15,22 -8,47

0,736 0,813 1,290 11,941 0,499 1,711 5,244

1,078 1,604 2,528 15,149 1,008 3,131 10,349

39 441 59 513 290 873 12

Rif € ieri

TITOLO

Rif € ieri

ieri

Var % inizio anno

3,697 3,130 1,830 5,880 5,675 9,710 0,510 0,869 8,450 6,455 1,002 0,440 0,912 0,772 6,640 13,180

-0,07 -3,77 0,99 -1,59 -0,53 -0,21 -2,95 0,46 1,26 -1,00 -3,19 1,15 -2,04 -1,41 -1,63 -1,20

-14,31 5,39 59,83 29,56 18,49 -17,36 13,32 3,51 -19,76 -11,33 0,70 1,15 -12,98 -25,54 -15,95 4,11

3,185 1,635 0,621 1,529 1,876 9,011 0,289 0,389 5,938 5,000 0,847 0,294 0,801 0,691 5,291 6,074

5,870 5,516 1,936 6,317 6,100 14,977 0,542 0,957 11,380 7,604 2,361 1,657 1,406 1,063 9,676 15,762

56 95 90 2809 69 12 68 123 2135 1984 31 369 378 109 58 2407

0,260 0,052 0,174 0,895 1,113 0,760 2,042 7,200 17,600 0,360 0,263 1,450

0,19 3,41 0,99 -2,08 -1,33 0,07 1,32 -3,23 -1,50 -1,83

4,67 -49,49 -36,75 -5,29 -12,98 -1,94 -10,42 36,36 10,48 -18,18 -38,69 15,26

0,124 0,045 0,117 0,707 0,499 0,442 1,825 3,742 12,439 0,204 0,113 0,355

0,285 0,394 0,326 1,200 1,560 0,865 2,756 7,259 17,669 0,615 0,572 2,289

97 24 47 29 810 22 92 1511 163 58 73 17

22,060 0,402 6,905 5,065 12,100 33,040 33,210 1,469 10,250 7,160 0,624 0,131 0,820 5,700 0,299 6,755 2,595 3,783 0,099 1,425 2,370 4,760 0,091 1,615 0,620 166,700 6,325

-0,94 -0,65 -1,84 -1,39 0,61 1,24 -0,49 -1,31 -1,03 -3,03 2,44 5,17 0,45 -1,42 -0,79 -0,84 -1,24 -3,49 -1,22 -0,80 -3,14

33,37 -14,83 13,20 -6,81 51,32 34,58 38,26 -34,42 -3,03 21,05 -9,57 -19,63 -25,45 9,20 0,97 -12,99 9,56 -18,52 10,75 18,93 -26,63 23,28 -68,70 12,81 -2,39

7,464 0,395 4,274 3,387 3,965 10,783 14,850 1,332 7,515 2,810 0,402 0,126 0,294 3,093 0,297 3,166 1,710 2,957 0,081 0,674 0,682 2,688 0,061 0,366 0,531 3,412 3,029

24,259 0,756 9,795 7,669 12,464 33,136 33,210 2,860 11,024 8,028 0,754 1,131 1,750 5,987 0,299 7,476 3,506 3,882 0,237 1,932 2,491 4,984 0,215 1,758 7,776 177,000 7,982

257 37 101 38 697 14503 5 1389 99 399 86 257 1 90 8 1534 311 13570 14 55 273 434 39 758 53 -

1,350 10,510 1,021 0,254 0,343 0,842 16,480 3,293 3,750 0,636 0,100 75,010 1,468 9,525 5,645

-0,47 -0,29 0,40 -0,15 -0,12 0,67 -0,60 1,90 1,11 -0,99 1,05 -0,41 -1,75 -

11,46 -27,52 -5,99 -36,64 -29,61 8,72 6,87 10,58 96,44 13,48 -41,24 46,32 18,20 -17,60 -15,11

0,824 7,900 0,780 0,169 0,300 0,610 6,128 2,254 1,023 0,568 0,090 24,694 0,728 4,374 5,137

1,414 20,459 1,253 0,732 0,853 0,900 17,411 3,347 4,863 0,698 1,488 74,596 1,487 13,152 8,830

182 19 13668 363 2 5045 6617 92 68 186 2283 45 615 15

7,220 0,530 1,715 2,210 0,533 0,400

0,14 -1,67 -1,27 -1,12 -1,66 -2,08

-29,49 -44,03 -24,84 -19,72 -37,84 -28,00

5,867 0,383 0,605 0,954 0,507 0,342

11,340 1,195 2,644 3,310 1,078 0,794

4560 84 33021 53 1128 520

4,160 0,138 1,300 4,025 3,663

-1,54 -0,69 0,12 1,10

-6,31 -7,14 -15,04 -5,12

1,941 0,105 1,273 3,435 3,040

4,604 0,343 1,660 5,127 4,813

43 20 39 176 245

7,735 0,070

0,45 -0,57

35,94 -61,77

4,658 0,069

8,046 0,750

403 5

4,867 0,514 0,509

-1,77 -0,10 -1,83

23,23 14,73 -11,85

3,213 0,389 0,466

5,024 0,660 2,000

394 13 2

TITOLO

2009- 2010 min € max €

Cap. in mil. di €

TITOLO Indesit Indesit rnc Industria e Inn Intek Intek r Interpump Intesa Sanpaolo Intesa Sanpaolo rnc Invest e Sviluppo Irce Iren Isagro IT WAY Italcementi Italcementi rnc Italmobiliare Italmobiliare rnc IW Bank J Juventus FC K K.R.Energy Kerself Kinexia KME Group KME Group rnc L La Doria Landi Renzo Lazio Lottomatica Luxottica M Maire Tecnimont Management e C. Marcolin Mariella Burani FG MARR Mediacontech Mediaset Mediobanca Mediolanum Meridiana Fly Meridie Mid Industry Cap Milano Ass. Milano Ass. rnc Mirato Mittel MolMed Mondadori Mondo HE Mondo Tv Monrif Monte Paschi Si. Montefibre Montefibre rnc Monti Ascensori Mutuionline N Nice Noemalife Novare O Olidata P Panariagroup Parmalat Piaggio

ieri

Var % inizio anno

8,825 7,000 2,485 0,409 0,681 4,763 2,328 1,959 0,012 1,379 1,195 2,990 2,990 5,780 3,260 23,230 16,650 1,870

0,06 5,30 0,37 0,07 -2,41 -1,38 -1,85 -6,87 2,91 -0,75 -1,73 -2,78 -3,41 -4,21 -3,42 0,16

10,24 -9,03 10,81 -11,85 5,99 30,75 -26,46 -17,43 -57,32 -11,38 -2,77 -14,08 -16,94 -40,81 -37,31 -26,74 -27,64 -4,98

0,910

-4,51

0,72

0,071 2,530 1,920 0,349 0,590

-1,66 -3,89 -1,03 1,16 2,61

-52,44 -70,77 -12,63 2,45 -1,88

1,863 3,090 1,000 11,490 20,680

8,69 1,39 -14,89 -1,20 -0,67

-13,55 -11,52 191,97 -18,86 12,76

2,978 0,190 3,455 2,523 7,680 2,660 4,890 7,425 3,482 0,047 0,322 10,230 1,283 1,520 3,190 0,387 2,445 0,136 6,180 0,404 0,919 0,140 0,300 0,923 5,220

-1,24 -0,79 0,44 -1,85 0,76 -3,26 0,07 1,24 -4,08 -0,31 2,35 -2,80 -2,75 -2,89 -5,04 -2,10 -1,09 -1,04 -0,86 -0,05 -0,71 -3,39 -4,89 -0,57

2,830 6,400 1,190

Rif € ieri

2009- 2010 min € max € 1,630 1,950 1,345 0,239 0,499 1,805 1,380 0,929 0,012 1,299 0,629 2,346 2,967 5,626 3,212 19,137 12,727 1,370

Cap. in mil. di €

10,303 9,309 2,634 0,636 1,054 5,023 3,196 2,489 0,045 1,857 1,517 4,311 5,220 11,181 6,081 38,148 25,091 2,240

1011 4 56 53 4 466 27424 1819 14 38 1411 53 13 1034 349 528 272 137

0,649

1,068

188

0,049 2,550 1,400 0,261 0,435

0,297 10,123 2,881 0,485 0,711

70 44 41 151 25

0,915 2,196 0,275 10,407 9,571

2,974 3,962 1,478 18,010 21,790

56 349 71 1978 9649

19,70 32,98 128,96 28,97 -19,39 -15,76 -11,40 -22,00 -56,95 -46,15 -33,14 -37,03 -31,99 -21,43 -68,61 -24,07 -18,71 -16,71 -10,33 -25,77 -1,34 17,45 -35,18 -6,95

0,996 0,056 1,013 1,810 4,562 1,736 3,057 4,531 2,060 0,039 0,310 9,827 1,118 1,226 2,429 0,391 2,185 0,110 2,740 0,396 0,791 0,119 0,135 0,870 2,740

3,386 0,201 3,550 10,125 7,950 3,588 6,487 9,675 4,938 0,168 0,980 16,000 2,779 2,732 4,136 1,472 3,740 0,393 9,895 0,495 1,579 0,230 0,521 2,211 5,970

961 90 214 75 514 49 5783 6397 2553 66 16 39 723 48 227 82 644 3 27 61 5028 18 8 13 206

-

-5,67 16,58 3,48

1,575 4,970 0,992

3,462 6,840 1,700

328 28 16

0,603

-0,74

20,84

0,213

0,931

21

1,605 1,892 2,430

-0,25 -1,10 -0,82

-14,03 -4,92 20,90

1,194 1,138 0,913

2,314 2,139 2,682

72 3301 907

Pierrel Pininfarina Piquadro Pirelli & C. Pirelli & C. rnc Poligr. S.Faustino Poligrafici Editoriale Poltrona Frau Pop.Emilia Romagna Pop.Sondrio Pramac Prelios Premafin Finanziaria Premuda Prima Industrie Prysmian R R. De Medici R. Ginori 1735 Ratti RCF RCS Mediagroup RCS Mediagroup risp RDB Recordati Reply Retelit Risanamento Rosss S Sabaf S.p.a. Sadi Saes Saes rnc Safilo Group Saipem Saipem risp Saras Sat Save Screen Service BT Seat PG Seat PG r Servizi Italia Seteco International SIAS Snai Snam Gas Snia Socotherm Sogefi Sol Sopaf Sorin Stefanel Stefanel risp STMicroelectr. T Tamburi TAS Telecom IT Telecom IT Media Telecom IT Media rnc Telecom IT rnc Tenaris Terna TerniEnergia Tesmec Tiscali Tod’s Toscana Fin Trevi Fin.Ind. TXT e-solution U UBI Banca Uni Land Unicredit Unicredit risp Unipol Unipol pr V Valsoia Viaggi Ventaglio Vianini Industria Vianini Lavori Vittoria Ass. Y Yoox Yorkville Bhn Z Zignago Vetro Zucchi Zucchi rnc

2009- 2010 min € max €

Cap. in mil. di €

FONDI COMUNI APERTI - SICAV ITALIANI E LUSSEMBURGHESI DEL 10 NOVEMBRE 2010 TITOLI

Val. € oggi

Val. € ieri

Diff.% 12 mesi

tel.800-893989 AcomeA America .......................11,386 AcomeA Bilanciato .......................3,654 AcomeA Eurobbligazionario ......12,762 AcomeA Europa .........................10,541 AcomeA Fdf Pacifico ....................3,485 AcomeA Fdf Paesi Emergenti.......6,536 AcomeA Globale...........................8,345 AcomeA Italia .............................16,946 AcomeA Linea Aggressiva............3,643 AcomeA Linea Dinamica ..............4,543 AcomeA Linea Prudente...............5,047 AcomeA Liquidità.......................11,500 AcomeA Obblig. Corporate ..........6,679 AcomeA Obblig. Internazion.........8,049 AcomeA Performance................17,520

11,208 3,639 12,800 10,626 3,465 6,495 8,305 17,231 3,648 4,535 5,033 11,505 6,695 8,053 17,544

14,72 10,06 -0,15 6,89 11,73 28,38 11,00 -4,58 9,14 9,02 8,10 -0,42 4,08 6,16 3,74

tel.800-255783 ANM Americhe .............................9,053 ANM Anima America ....................4,225 ANM Anima Asia ...........................6,229 ANM Anima Convertibile ..............6,309 ANM Anima Emerging Mkts.......10,866 ANM Anima Europa ......................4,282 ANM Anima Fondattivo ..............14,121 ANM Anima Fondimpiego..........20,369 ANM Anima Fondo Tranding......13,185 ANM Anima Liquidità ....................6,638 ANM Anima Obbl.Euro .................7,186 ANM CapitalePiù Comp.Az. .........4,819 ANM CapitalePiù Comp.Bil.15 .....5,367 ANM CapitalePiù Comp.Bil.30 .....5,155 ANM CapitalePiù Comp.Obb. ......5,504 ANM Corporate Bond...................7,509 ANM Emerging Mkts Bond...........6,537

8,911 4,184 6,147 6,317 10,779 4,330 14,087 20,359 13,126 6,637 7,192 4,821 5,381 5,180 5,508 7,523 6,557

19,78 15,28 10,52 1,28 26,64 12,95 8,20 5,04 13,07 0,73 2,00 11,55 3,79 4,67 2,38 5,01 12,61

Val. € ieri

Diff.% 12 mesi

ANM Emerging Mkts Equity..........7,683 ANM Euroland ..............................4,552 ANM Europa...............................13,427 ANM Europe Bond........................7,675 ANM Flessibile ..............................2,922 ANM Fondo Liquidità....................7,607 ANM Iniziativa Europa ..................7,230 ANM Internazionale....................12,836 ANM Italia ...................................15,372 ANM Managers&Co. Comp.30 ....5,473 ANM Managers&Co. Comp.50 ....5,222 ANM Managers&Co. Comp.70 ....4,673 ANM Managers&Co. Comp.90 ....4,272 ANM Mix .......................................5,739 ANM Monetario..........................12,130 ANM Obiettivo Rendimento .........5,907 ANM Pacifico ................................5,075 ANM Pianeta.................................9,985 ANM Premium-Protetto................6,574 ANM Risparmio ............................7,802 ANM Sforzesco ..........................10,204 ANM Tesoreria-Imprese ...............6,906 ANM Valore Globale...................20,235 ANM Visconteo ..........................35,600

7,622 4,601 13,534 7,688 2,921 7,608 7,286 12,807 15,652 5,471 5,216 4,639 4,243 5,766 12,130 5,919 5,036 9,981 6,576 7,808 10,215 6,906 20,079 35,761

24,62 5,08 10,46 4,71 7,11 0,38 15,77 12,06 -1,83 9,09 10,61 15,93 17,14 1,23 0,26 3,45 19,22 11,56 1,19 2,11 6,24 0,38 15,35 6,79

tel.02-88981 Azimut Bil. ..................................23,618 Azimut Garanzia .........................12,272 Azimut Reddito Euro ..................15,555 Azimut Reddito Usa......................5,881 Azimut Scudo ...............................7,693 Azimut Solidity ..............................7,915 Azimut Str. Trend ..........................5,193 Azimut Trend ..............................20,049 Azimut Trend America ..................9,252 Azimut Trend Europa..................12,328 Azimut Trend Italia......................15,333 Azimut Trend Pacifico...................6,530 Azimut Trend Tassi .......................8,856 Formula 1 - Alpha Plus 20 .............6,381 Formula 1 Conservative................6,409

23,750 12,275 15,575 5,799 7,688 7,918 5,180 19,926 9,162 12,371 15,552 6,511 8,867 6,390 6,410

0,85 -0,42 -1,16 8,67 3,12 0,92 6,37 11,63 15,82 3,44 -2,16 13,62 -1,71 -2,01 -1,76

TITOLI

Val. € oggi

Val. € ieri

Diff.% 12 mesi

6,871 6,632 6,587

-0,28 -1,16 0,05

tel.02-88101 EC Focus Cap Pro 12/14 ..............5,067 5,068 Eurizon Az. Asia Nuove Economie11,611 11,475 Eurizon Az. Finanza ....................17,563 17,443 Eurizon Az. Int. Etico .....................5,870 5,826 Eurizon Az. Salute e Amb. ..........14,778 14,646 Eurizon Az. Tecn.Avanz ................4,091 4,040 Eurizon Az.ALto Dividendo Euro 25,841 26,142 Eurizon Az.EnMatPrime................9,424 9,358 Eurizon Az.EuropaMult.................5,832 5,839 Eurizon Az.Italia 130/30..............16,775 17,067 Eurizon Az.MondoMult .................3,457 3,442 Eurizon Az.PMI Amer. ................21,433 20,980 Eurizon Az.PMI Europa.................8,792 8,847 Eurizon Az.PMI Italia .....................4,604 4,646 Eurizon Bilan.Euro Multimanager36,524 36,555 Eurizon DiversEtico.......................7,992 7,990 Eurizon F. Az.America...................8,787 8,634 Eurizon F. Az.Euro ......................13,678 13,828 Eurizon F. Az.Europa ....................8,509 8,556 Eurizon F. Az.Internazionali...........7,461 7,401 Eurizon F. Az.Italia ......................11,997 12,202 Eurizon F. Az.Pacifico ...................4,083 4,058 Eurizon F. Az.Paesi Emer..............9,797 9,722 Eurizon F. Garantito 03/13 ............5,141 5,148 Eurizon F. Garantito 06/12 ............5,115 5,120 Eurizon F. Garantito 09/12 ............5,093 5,099 Eurizon F. Garantito 12/12 ............5,107 5,113 Eurizon F. Garantito 2sem06 ........5,243 5,245 Eurizon F. Garantito 2tri07 ............5,119 5,120 Eurizon F. Garantito 3tri07 ............4,945 4,947 Eurizon F. Garantito 4tri07 ............5,207 5,212 Eurizon F. Garantito Isem06 .........5,302 5,300 Eurizon F. Garantito Itri07 .............5,159 5,162 Eurizon F. Ob. Cedola...................6,125 6,127 Eurizon F. Ob. Emergenti ...........11,856 11,892 Eurizon F. Ob. Euro.....................14,105 14,126

28,94 3,98 11,13 11,60 18,00 1,68 12,12 10,94 -1,50 17,07 32,86 20,75 -2,17 7,28 2,47 17,11 3,52 9,64 13,58 -0,99 17,40 24,93 0,18 0,08 0,14 0,27 0,06 0,20 -2,77 0,79 1,03 0,16 1,18 10,05 0,89

TITOLI

Val. € oggi

Formula 1 High Risk......................6,860 Formula 1 Low Risk ......................6,630 Formula 1 Risk ..............................6,571

TITOLI

Val. € oggi

Eurizon F. Ob. Euro B/T..............15,064 Eurizon F. Ob. Euro Corp. .............5,732 Eurizon F. Ob. Euro HY .................7,579 Eurizon F. Profilo Din.....................5,434 Eurizon F. Profilo Moder. ..............5,415 Eurizon F. Profilo Prud. .................5,476 Eurizon F. Rend.Ass 2anni............5,261 Eurizon F. Rend.Ass 3anni............5,514 Eurizon F. Rend.Ass 5anni............4,957 Eurizon F. Tesor.Dollaro.............12,145 Eurizon F. Tesor.Dollaro $ ..........16,637 Eurizon F. Tesoreria Euro A...........7,649 Eurizon Focus Tesor Eu B ............7,700 Eurizon Liquidità A .......................7,264 Eurizon Liquidità B .......................7,448 Eurizon Ob. Internaz. ....................8,635 Eurizon Obb. Euro Corp. BreveT. .7,571 Eurizon Obblig. Etico ....................5,531 Eurizon Obiettivo Rend.to.............8,161 Eurizon Rendita ............................5,981 Eurizon Soluzione 10 ....................6,910 Eurizon Soluzione 40 ....................6,224 Eurizon Soluzione 60..................24,431 Eurizon Team 1 .............................6,012 Eurizon Team 1 Cl G .....................6,012 Eurizon Team 2 .............................5,722 Eurizon Team 2 Cl G .....................5,720 Eurizon Team 3 .............................4,828 Eurizon Team 3 Cl G .....................4,857 Eurizon Team 4 .............................4,117 Eurizon Team 4 Cl G .....................4,147 Eurizon Team 5 .............................3,993 Eurizon Team 5 Cl G .....................4,023 Intesa CC Prot.Dinamica ..............5,730 Passadore Monetario ...................7,094 Teodorico Monetario ....................7,438 Unibanca Azionario Europa..........6,274 Unibanca Monetario .....................5,708 Unibanca Obbligazionario Euro....5,817

tel.800-546961

Val. € ieri

Diff.% 12 mesi

15,079 5,739 7,581 5,434 5,412 5,477 5,264 5,518 4,957 11,985 16,675 7,650 7,700 7,265 7,449 8,617 7,573 5,544 8,161 5,995 6,914 6,209 24,326 6,017 6,017 5,727 5,724 4,833 4,862 4,126 4,155 3,999 4,029 5,741 7,100 7,444 6,316 5,714 5,826

-1,23 4,47 11,57 10,07 5,06 1,05 0,96 1,10 1,97 7,46 6,89 -0,05 0,22 -0,53 -0,27 8,19 2,12 4,18 1,90 0,17 0,19 5,35 6,69 0,79 0,79 2,43 2,40 4,91 5,36 8,69 9,22 10,86 11,41 1,49 -0,59 -0,44 10,59 -0,56 0,36

Val. € ieri

Diff.% 12 mesi

Fideuram Bilanciato ...................12,524 Fideuram Italia............................22,059 Fideuram Liquidità .....................16,811 Fideuram Moneta.......................14,602 Fideuram Rendimento..................9,343 FMS - Absolute Return .................9,332 FMS - Eq.Glob.Resources .........11,662 FMS - Equity Asia..........................9,051 FMS - Equity Europe.....................9,309 FMS - Equity Gl Em Mkt .............13,715 FMS - Equity New World ............17,972 FMS - Equity Usa ..........................8,283

12,570 22,445 16,812 14,603 9,374 9,329 11,582 9,010 9,309 13,628 17,855 8,200

-0,33 -0,51 -0,12 0,69 0,85 17,87 17,29 11,59 28,20 27,78 18,94

tel.800-551-552 Pioneer Az. Crescita ..................12,991 Pioneer Az Area Pacifico...............3,707 Pioneer Az Valore Eur Dis..............6,931 Pioneer Az. Am. ............................7,011 Pioneer Az. Europa.....................14,871 Pioneer Az. Paesi Em. ................11,745 Pioneer Liquidita’ Euro..................5,070 Pioneer Monet. Euro ..................13,187 Pioneer O.Euro C.Et. Dis...............4,895 Pioneer Obb. Euro Dis ..................6,678 Pioneer Obb. Paesi E. Dis...........10,345 Pioneer Obb. Più Dis.....................8,365 Pioneer Target Controllo...............5,446 Pioneer Target Equilibrio ..............5,478 Pioneer Target Sviluppo.............22,981

13,210 3,683 6,975 6,941 14,989 11,653 5,069 13,188 4,900 6,691 10,303 8,365 5,448 5,477 22,969

-2,06 7,67 8,06 15,45 5,90 22,54 0,22 0,66 6,11 4,62 20,13 6,47 2,95 5,00 3,97

tel.800-614614 Bim Az. Small Cap Italia ................6,931 6,991 Bim Azionario Europa ...................9,962 10,051 Bim Azionario Globale ..................3,999 3,995 Bim Azionario Italia .......................6,820 6,936 Bim Azionario Usa ........................6,118 6,034

-3,02 4,82 7,70 -5,66 16,25

TITOLI

Val. € oggi

TITOLI

Val. € oggi

Bim Bilanciato ............................22,411 Bim Corporate Mix........................5,593 Bim Flessibile................................3,908 Bim Obblig. Breve Term................6,544 Bim Obblig. Globale......................5,969 Bim Obbligazionario Euro.............6,978 Symphonia MS Adagio.................5,968 Symphonia MS America...............3,979 Symphonia MS Asia .....................5,427 Symphonia MS Europa.................5,625 Symphonia MS Largo...................5,781 Symphonia MS P. Emer. ............13,788 Symphonia MS Vivace..................5,316 Symphonia SC Asia Flessibile ......6,395 Symphonia SC Az. Euro ...............5,703 Symphonia SC Az. Internaz. .........6,609 Symphonia SC Az. Italia .............10,541 Symphonia SC Az. Italia SmallCap3,592 Symphonia SC Bil. Equil. Italia......5,395 Symphonia SC Bond Flessibile ....5,221 Symphonia SC Fortissimo............2,750 Symphonia SC Italia Flessibile......4,961 Symphonia SC Monetario ............7,436 Symphonia SC Obblig. Area Eur...9,637 Symphonia SC Patrim.Glob.Redd.7,127 Symphonia SC Patrim.Globale.....5,207 Synergia Az. Europa .....................6,220 Synergia Az. Globale ....................6,275 Synergia Az. Italia..........................5,760 Synergia Az. Sm.Cap It. ................5,539 Synergia Azionario Usa.................6,389 Synergia Bilanciato 15 ..................5,336 Synergia Bilanciato 30 ..................5,532 Synergia Bilanciato 50 ..................5,751 Synergia Monetario ......................5,014 Synergia Obbl Corporate..............5,481 Synergia Obbl. Euro BT ................5,064 Synergia Obbl. Euro MT................5,243 Synergia Tesoreria........................5,048 Synergia Total Return ...................5,281

Val. € ieri

Diff.% 12 mesi

22,415 5,596 3,916 6,544 5,958 6,983 5,954 3,964 5,384 5,631 5,763 13,718 5,292 6,358 5,776 6,566 10,732 3,624 5,443 5,221 2,747 4,996 7,432 9,644 7,132 5,208 6,283 6,279 5,864 5,592 6,307 5,346 5,546 5,773 5,012 5,485 5,064 5,247 5,047 5,287

3,95 3,67 -0,64 0,62 7,88 3,24 5,63 15,47 19,43 10,60 9,30 27,83 14,42 16,78 2,37 10,93 -7,49 -3,47 -0,75 3,90 11,43 -2,44 0,27 4,44 1,32 4,43 4,86 9,42 -7,56 -4,93 11,52 2,36 3,09 3,85 -0,32 3,61 0,50 3,13 1,21


la Repubblica VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

LETTERE,COMMENTI&IDEE

■ 46

IL GRANDE DISORDINE

PERCHÉ LA CORRUZIONE NON CI SCANDALIZZA PIÙ

FEDERICO RAMPINI

gregio Dottor Augias, qualche giorno fa il presidente della Corte dei Conti ha rilevato come la corruzione sia penetrata nelle istituzioni. Ho letto un saggio sulla vita dei romani ai tempi dell’impero, da Augusto alla fine del primo secolo. Tutte le pratiche burocratiche a quell’epoca avevano un costo, richiesto per consuetudine, obbligatorio per l’approvazione delle pratiche. La “mazzetta fissa”, per così dire. Gli amministratori di alto grado non erano d’accordo perché man mano che si saliva di livello aumentava il costo delle pratiche. Non esisteva la percezione della corruzione, perché era la “praxis”. L’obolo poteva, poi, essere anche in natura: venivano offerte le schiave (o i giovani schiavi). Giovenale, infatti, si scatenò contro quel sistema che avviava la vita romana verso il degrado e la mollezza. Non vede anche lei l’affinità coi tempi che viviamo oggi? All’epoca, però, c’era qualche voce discordante contro il dilagare del lusso e della lussuria, Paolo di Tarso, ad esempio, i cui seguaci predicavano contro il sistema. Oggi si odono poche voci discordanti, persino nella Chiesa, e se ce n’è qualcuna, viene soffocata dal severo controllo dell’informazione, perché, si dice, «non conviene». A chi non conviene? Salvatore Belcastro - pu.salvatore@gmail.com

E

(segue dalla prima pagina) roprio qui a Seul salta a sorpresa l’importante accordo bilaterale di liberoscambio Usa-Corea del Sud. L’Eurozona torna a tremare per i timori di bancarotta dell’Irlanda, si riparla del salvataggio di interi Stati sovrani. È un breve riassunto di eventi accaduti “ai margini” del G20, nelle 24 ore che hanno preceduto l’apertura ufficiale del vertice sull’economia globale. Quel che è accaduto fuori è più importante di quello che oggi succede dentro il summit. Alla fine, come sempre, le diplomazie lavoreranno su virgole e parentesi di un comunicato che possa essere firmato da tutti. Mai documento di un vertice sarà stato meno credibile, meno rilevante, di quello sottoscritto oggi. I potenti della terra, e i loro gregari che appartengono a questa o quella sfera d’influenza (americana, cinese, tedesca), sono in disaccordo su tutto: sulle cause del grande disordine attuale, quindi sui rimedi. Obama e il suo zar del dollaro, il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke, sono convinti che l’America e altri paesi occidentali rischiano una ricaduta nella recessione. Peggio: rischiano la “sindrome giapponese”, un decennio e forse più di ristagno, deflazione, con effetti tremendi sull’occupazione e il tenore di vita. Poiché il “nemico interno” (la destra vittoriosa alle legislative) preclude ogni manovra di investimenti pubblici per rilanciare la crescita, al duo Obama-Bernanke è rimasta un’arma sola, stampar moneta. Quel che la Fed ha iniziato ad attuare mercoledì scorso – un piano di acquisti di 600 miliardi di titoli pubblici in otto mesi – equivale alla celebre metafora del “mandare elicotteri in cielo a bombardare il territorio americano con pacchi di banconote”. Ma i venti dei mercati finanziari giocano brutti scherzi, una parte di quel denaro vola a gonfiare le Borse del Brasile, del Sudafrica, dei dragoni asiatici. Sospinge al rialzo le monete altrui. Dissemina nuove bolle speculative in giro per il mondo. Si spiega così il coro di accuse dai paesi emergenti contro l’America, che vedono come la vera istigatrice dell’attuale guerra delle monete (la Cina col renminbi ultradebole ha fatto la sua parte, ma di questi tempi pochi governi osano sfidare Pechino). Si spiega anche l’ira di Angela Merkel. Per i tedeschi l’America torna a praticare i vizi del passato: credito a gogò, denaro facile, una terapia d’uscita dalla crisi tutta giocata sulla leva finanziaria. Un pericoloso remake del film che vedemmo nel 2007-2009? In realtà quest’America è cambiata, è meno viziosa. Le famiglie stringono la cinghia e hanno ripreso a risparmiare seriamente. Purtroppo il rigore dei consumatori riduce solo il debito privato. Sale invece il debito pubblico causato dalle spese anti-crisi e da due guerre. L’America è in una impasse, non può uscirne da sola. Se mette la testa a posto, se finalmente riduce il tenore di vita, altri paesi devono consumare di più: altrimenti crolla la domanda mondiale. Visto che né cinesi né tedeschi rinunciano ad accumulare risparmio e giganteschi attivi commerciali, Washington ha scelto la via di fuga del dollaro debole. E’ uno “strappo” annunciato, si sapeva da mesi che la Fed avrebbe aperto gli argini dell’esondazione monetaria. Ciononostante le reazioni sono durissime. È dal 1971, l’anno in cui Richard Nixon decise la rottura del gold-exchange standard (l’aggancio virtuale tra dollaro e oro), che non si assisteva a un simile mix di paura e indignazione contro l’unilateralismo monetario degli Stati Uniti. Non a caso, proprio ora si riaffaccia la proposta di riportare l’oro a un ruolo nel sistema monetario internazionale, un’idea avanzata dalla Banca Mondiale che sembra soprattutto un ulteriore segnale di panico. Il G20 di Seul nel comunicato di oggi fingerà un armistizio nella guerra delle monete. Ci saranno frasi contro le svalutazioni competitive, e sulla necessità di riequilibrare un mondo diviso tra iperdebitori e ipercreditori. La verità è che il gioco al massacro rischia di continuare. Stati Uniti e Cina sono avvinghiati in una spirale al ribasso delle loro due monete, che altri non riescono a seguire. L’inflazione rialza la testa nei paesi emergenti, e può fargli molto male. L’euro, sospinto al rialzo suo malgrado, è a un livello eccessivo: solo l’economia tedesca lo regge tranquillamente grazie alla sua straordinaria competitività. Gli anelli deboli dell’eurozona avrebbero interesse, come l’America, a vedere una Germania un po’ più spendacciona: ma non hanno la forza politica per chiederlo, vista la loro dipendenza dalle reti di eurosalvataggio. Il rischio collaterale è ben raffigurato nel fiasco dell’accordo Usa-Corea, il libero scambio naufragato su questioni di auto e bistecche. Un’ondata di protezionismi sarebbe traumatica soprattutto per i paesi più piccoli e più dipendenti dal commercio con l’estero.

P

CORRADO AUGIAS c.augias@repubblica.it

ultima notizia in fatto di corruzione è che siamo scivolati in giù nella classifica dell’Ong Transparency International. Su 178 paesi esaminati ci tocca il 67esimo nella “percezione” della corruzione, un arretramento di 12 posti sul 2008. In testa c’è la Danimarca, Stati Uniti al 22esimo. Meglio di noi perfino Ruanda e Samoa. Non bisogna stancarsi di ripetere che si tratta di notizie disastrose, che ci empiono di vergogna, che bisognerebbe fare qualcosa e via dicendo. Non serve a niente. La fonte principale di corruzione è un sistema politico che, dal Parlamento alle più piccole amministrazioni locali, vede centinaia di migliaia di persone, spesso inadeguate, affamate di soldi o di beni. Amministratori regionali che si sono venduti per un cappot-

L’

I tagli alla cultura non mi meravigliano Lucio Sibilia lsibilia@libero.it LE recenti notizie sui tagli di fondi alle scuole, molte delle quali saranno per questo costrette a chiudere, fanno seguito a quelle sui crolli del nostro inestimabile patrimonio storico-monumentale, alla probabile chiusura del museo di Via Tasso, alle riduzioni di fondi all’Università pubblica, al soffocamento tramite riduzione di sussidi dei musei così come di altre istituzioni culturali. Una miriade di interventi penalizzanti o mancati interventi di sostegno alla cultura. Molti si indignano di questa evidente “noncuranza”. Ma che c’è da meravigliarsi? Viviamo in un Paese la cui classe dirigente coltiva la mediocrità nei cittadini, pur di sopravvivere. La cultura, quindi, intesa nel suo senso profondo, cioè come memoria e intelligenza critica, è ovviamente pericolo grave, un ostacolo all’esercizio del potere, che va rimosso.

Per Poste Italiane non sono mai a casa Claudio Fantuzzi Firenze NON sono mai in casa per Poste Italiane. Possibile? Ormai è d’uso lasciare per raccomandate o altro che necessiti della firma del

destinatario — atti giudiziari o meno — un “Avviso di Giacenza” nella cassetta delle lettere. Senza nemmeno verificare se chi deve mettere la firma è in casa. L’ultima volta è successo ieri mattina: ero in casa e il citofonoera funzionante (non sono ancora affetto da sordità, tra l’altro). In molti mi dicono che sia ormai la prassi, almeno a Firenze. Certo è comodo per Poste Italiane metterci tutti in fila poi col numerino per il ritiro all’ufficio postale, ma non mi sembra che si possa parlare di ciò come di un servizio accettabile da parte del cittadino.

L’AMACA

to e una escort, altri che hanno organizzato crociere con i soldi della ricostruzione post-terremoto, alti ufficiali che si sono fatti portare il pesce fresco sulle Dolomiti a spese dei contribuenti, ministri che si sono fatti comprare la casa, sottosegretari diventati portavoce della criminalità. E su, in alto, una corte sbrindellata di reggicoda, ruffiani, menestrelli, escort. Lo pagheremo noi, e a lungo, il conto. Carlo Alberto Brioschi pubblica da Longanesi un buon libro sul fenomeno: Malaffare – Breve storia della corruzione. Quattromila anni di tangenti, dal codice di Hammurabi al crac Parmalat. La sola consolazione possibile è che se la corruzione è tradizione secolare, noi vi gareggiamo nei primi posti in classifica. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Che odissea regolarizzare un extracomunitario Romina Luzzi rominaluzzi@hotmail. it LA mia famiglia ha avviato la pratica di regolarizzazione di un giovane algerino. Ma l’appuntamento per l’agognato permesso di soggiorno viene procrastinato indefinitamente. Sono già stati pagati dai miei genitori circa 1000 euro all’Inps ed entro la fine dell’anno ne verranno pagati altrettanti, pena l’arresto della pratica. E c’è il rischio che il per-

MICHELE SERRA

er la serie “i fatti separati dalle opinioni”, vorrei tanto sapere se è vero che a Pompei è crollata anche la Casa del Moralista, come affermano fonti sindacali, oppure se è vero che non è crollata, come dicono fonti istituzionali. Non credo sia necessaria l'istituzione di una commissione parlamentare apposita: basterebbe che un signore di certificata competenza e in pieno possesso delle facoltà mentali (non è indispensabile Le Corbusier, basta un geometra) si recasse in loco e dopo una breve ispezione ci dicesse “Gesù, ma qui è crollato tutto!”, oppure “tranquilli, non è successo niente”. In assenza di questa informazione basica, ogni accesa discussione sulle condizioni del suddetto edificio, ancorché appassionata, è solo fiato sprecato. In questo Paese ci vorrebbe un garante della realtà che ci soccorresse, almeno una volta ogni tanto, per evitarci, tra i tanti dibattiti, almeno quelli inutili. E quando nei più prestigiosi talk-show ci si scanna partendo da dati inconciliabili, cifre differenti, fonti non chiare, il suddetto garante dovrebbe interrompere i litiganti e rimandarli alla puntata successiva: “Tornate quando sarete d'accordo almeno su che ore sono. Grazie”.

P

© RIPRODUZIONE RISERVATA

messo non venga concesso. Visto che i soldi non verranno restituiti in caso di mancata regolarizzazione, sarebbe stato onesto domandare il secondo pagamento dopo la consegna del permesso di soggiorno al collaboratore della mia famiglia. Lo Stato italiano, così rapido nel riscuotere i soldi, è una vera tartaruga nell’offrire in cambio il servizio relativo, un servizio che non è un lusso, ma che conduce al raggiungimento di una condizione umana ed accettabile.

Quello chef mai stato nel locale “Da Felice” Fabio Ramacci Legale di Carla Avolio IN nome e per conto della signora Carla Avolio, amministratrice della società che gestisce il ristorante Da Felice, in Roma, riguardo all’articolo di Carlo Petrini titolato “Vivereslow, a Testaccio da Flavio al Velavevodetto” pubblicato su Viaggi, si precisa che il signor Flavio De Maio non ha iniziato la propria attività alle dipendenze di Felice Trivelloni, e non è mai stato lo chef del locale Da Felice. Il signor De Maio infatti è stato socio della società Felice srl dal marzo 2004 all’aprile 2009 e si è sempre occupato solo del ricevimento clienti. Infatti sin dal 2004 lo chef di Da Felice è il signor Salvatore Tiscione. Infine non è vero che Felice Trivelloni «faceva entrare nel locale solo chi voleva lui»: non era solito discriminare la propria clientela.

Via Cristoforo Colombo, 90 ˜ 00147 Roma ˜ Fax: 06/49822923 ˜ Internet: rubrica.lettere@repubblica.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

FONDATORE EUGENIO SCALFARI

Snam Rete Gas spa Sede legale in San Donato Milanese (MI) Piazza Santa Barbara n. 7 Cap. soc. Euro 3.570.832.994,00, i.v. Cod. Fisc. e numero di iscrizione al Reg. Imp. di Milano n. 13271390158 P. IVA n. 13271390158 R.E.A. Milano n. 1633443 Società soggetta all’attività di direzione e coordinamento dell’Eni S.p.A.

Estratto di Bando di Gara - Settori Speciali - Servizi Coperture assicurative delle società del Gruppo Snam Rete Gas Snam Rete Gas informa che è indetto un bando di gara per “Coperture assicurative delle società del Gruppo Snam Rete Gas per: incendio ed elementi naturali on-shore e off-shore, danni ai pozzi di stoccaggio gas (Cost of control of well), guasti alle macchine e responsabilità civile verso terzi e prestatori d’opera (RCT/RCO).” Le condizioni integrali di partecipazione al bando di gara sono riportate sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea n 2010/S 214-328917 del 04.11.2010. I soggetti in possesso dei requisiti possono inviare la domanda di partecipazione entro il 02.12.2010 – ore 12:00 al seguente indirizzo: Snam Rete Gas S.p.A. - Supply Chain - Procurement - Pal. INSO 3 Piazza Santa Barbara, 7 - 20097 San Donato Milanese (MI).

DIREZIONE Ezio Mauro direttore responsabile vicedirettori Gregorio Botta, Dario Cresto-Dina, Massimo Giannini, Angelo Rinaldi (art director) caporedattore centrale Fabio Bogo, caporedattore vicario Massimo Vincenzi, caporedattore internet Giuseppe Smorto GRUPPO EDITORIALE L’ESPRESSO Spa Consiglio di amministrazione Presidente: Carlo De Benedetti Amministratore delegato: Monica Mondardini Consiglieri Agar Brugiavini, Rodolfo De Benedetti, Giorgio Di Giorgio, Francesco Dini, Sergio Erede, Mario Greco, Maurizio Martinetti, Tiziano Onesti, Luca Paravicini Crespi Direttori centrali Alessandro Alacevich (Amministrazione e Finanza), Pierangelo Calegari (Produzione e Sistemi informativi), Stefano Mignanego (Relazioni esterne), Roberto Moro (Risorse umane), Divisione la Repubblica - Via Cristoforo Colombo, 149 - 00147 Roma Direttore generale: Carlo Ottino Certificato ADS n. 6672 del 1-12-2009

REDAZIONI Redazione centrale Roma 00147 - Via Cristoforo Colombo, 90 - tel. 06/49821 ● Redazione Milano 20139 - Via Nervesa, 21 - tel. 02/480981 ● Redazione Torino 10123 - Via Bruno Buozzi, 10 - tel. 011/5169611 ● Redazione Bologna 40125 - Via Santo Stefano, 57 - tel. 051/6580111 ● Redazione Firenze 50121 - Via Alfonso Lamarmora, 45 - tel. 055/506871 ● Redazione Napoli 80121 - Riviera di Chiaia, 215 - tel. 081/498111 ● Redazione Genova 16121 - Via XX Settembre, 41 - tel. 010/57421 ● Redazione Palermo 90139 - Via Principe di Belmonte, 103/c - tel. 091/7434911 ● Redazione Bari 70122 - Corso Vittorio Emanuele II, 52 - tel. 080/5279111. PUBBLICITÀ A. Manzoni & C. - Via Nervesa, 21 - 20139 Milano TIPOGRAFIA Rotocolor SpA - 00147 Roma, Via Cristoforo Colombo, 90 STAMPA - Edizioni teletrasmesse: ● Bari Dedalo Litostampa srl - Via Saverio Milella, 2 ● Catania ETIS 2000 Spa - Zona Industriale VIII strada ● Livorno Finegil Editoriale - Via dell’Artigianato ● Mantova Finegil Editoriale presso Citem Soc. Coop. arl - Via G. F. Lucchini ● Paderno Dugnano (MI) Rotocolor SpA - Via Nazario Sauro, 15 ● Padova Finegil Editoriale - Viale della Navigazione Interna, 40 ● Roma Rotocolor SpA - Via del Casal Cavallari, 186/192 ● Salerno Arti Grafiche Boccia SpA Via Tiberio Claudio Felice, 7 ● Sassari “La Nuova Sardegna” SpA - Zona Industriale Predda Niedda Nord Strada n. 30 s.n.c. ● Gosselies (Belgio) Europrinter S.A. - Avenue Jean Mermoz ● Toronto (Canada) “Newsweb Printing Corporation”, 105 Wingold Av. ● Norwood (New Jersey) 07648-1318 Usa - “Gruppo Editoriale Oggi Inc.”, 475 Walnut Street. ● Malta Miller Newsprint Limited - Miller House, Airport Way - Tarxien Road - Luqa LQA 1814 ABBONAMENTI Italia (c.c.p. n. 11200003 - Roma): anno (cons. decen. posta) Euro 280,00 (sette numeri), Euro 245,00 (sei numeri), Euro 210,00 (cinque numeri). Tel. 06/4982.2982. Fax 06/4982.3217. E-mail: abbonamenti@repubblica.it Arretrati e servizio clienti: www.servizioclienti.repubblica.it, e-mail: servizioclienti@repubblica.it, tel. 199 744 744 (02.60732459 per chi chiama da telefoni pubblici o cellulari), il costo massimo della telefonata da rete fissa è di 14,26 cent. al minuto + 6,19 cent. di Euro alla risposta, IVA inclusa.

RESPONSABILE DEL TRATTAMENTO DATI (D. LGS. 30-6-2003 N. 196): EZIO MAURO REGISTRAZIONE TRIBUNALE DI ROMA N. 16064 DEL 13-10-1975

La tiratura de “la Repubblica” di giovedì 11 novembre 2010 è stata di 543.150 copie


la Repubblica

@

VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

PER SAPERNE DI PIÙ www.g20.org http://europa.eu/index_it

■ 47

LOST IN PECHINO TIMOTHY GARTON ASH (segue dalla prima pagina) erché oggi gli europei sembrano dei mendicanti ai piedi del trono imperiale, che implorano affari per risollevare le loro traballanti economie. E i diritti umani? E i valori europei? E il vincitore del Nobel per la pace ingiustamente incarcerato? Ah sì, ne hanno parlato, è vero. Durante la cena, oppure a quattr’occhi. (Di solito ai mass media nazionali del leader europeo di turno presentano questi commenti concisi, smussati ed estremamente diplomatici che gli storici prima o poi scoveranno nei documenti ufficiali come chissà che cosa) Oppure, come ha fatto Cameron questo mercoledì 10 novembre in un attentissimo gioco d’equilibrismo, di fronte agli studenti dell’Università di Pechino. (Come d’abitudine, il suo discorso era stato presentato in anticipo ai media britannici come un grande evento). Sempre parlando con educazione, naturalmente: l’educazione non è forse uno dei valori europei? E con discrezione tale che l’imperatore può far finta di non accorgersene. Menzionare i diritti umani è una di quelle barbare usanze degli europei, come mettersi le dita nel naso in pubblico. Forse prima o poi, quando la Cina sarà cresciuta in ricchezza e potenza, i diavoli stranieri diventeranno più civilizzati. Complessivamente, la condotta dei leader europei sembra un invito permanente, per qualunque potenza mondiale, ad applicare la politica del divide et impera. La Russia di Putin non aveva bisogno di nessun invito. L’America di Obama prova a resistere alla tentazione, cercando con

P

benevolenza sincera un unico numero europeo da chiamare. La Cina è ambivalente. È complicato e prolisso per le autorità di Pechino dover trattare separatamente con tutti questi paesucoli boriosi e suscettibili, e l’economia cinese trae un enorme beneficio dall’esistenza di un mercato unico sul vecchio continente. Ma è difficile resistere all’invito. Per fare un esempio piccolo ma altamente simbolico, la Cina in questo momento sta cercando di convincere chiunque, compresi gli ambasciatori dell’Ue, a boicottare la cerimonia di consegna del Nobel per la pace a Liu Xiaobo a Oslo, il 10 dicembre. Quando si parla di Tibet o di Xinjiang, la Cina insiste sull’importanza dell’assoluto rispetto della sua sovranità. Eppure ora viene a dire agli europei di non partecipare a una cerimonia europea in Europa. La sovranità cinese è assoluta, la sovranità degli altri è negoziabile. (Una politica dei due pesi e delle due misure simile a quella che adottano abitualmente gli Stati Uniti). La risposta per l’Europa dovrebbe essere scontata. I 27 Stati membri dell’Ue dovrebbero semplicemente annunciare che tutti i loro ambasciatori in Norvegia prenderanno parte alla cerimonia. Punto e basta. Ma nei giorni precedenti alla visita imperiale del presidente Hu Jintao a Parigi, la scorsa settimana, ho letto che il ministero degli Esteri francese ha detto che «annuncerà prima del 10 dicembre se intende prendere parte alla cerimonia di consegna del Nobel». Altre grasse risate ai tè di Zhongnanhai. A Bruxelles, la scorsa settimana, in occasione della riunione annuale dello Eu-

ropean Council on Foreign Relations, un istituto di ricerca e consulenza (di cui faccio parte anch’io, tanto per essere chiari) che cerca di sviluppare una politica estera europea, mi sono incontrato con alcuni di quelli che hanno il compito di mettere insieme la politica estera dell’Ue. Queste persone hanno osservato, con un misto di ironia e irritazione, che rispetto a Cina e Russia gli Stati membri vogliono quasi immancabilmente che l’Ue assuma una posizione collettiva più dura delle loro posizioni individuali. Voglio essere chiaro, specialmente nei confronti di eventuali lettori cinesi che fossero riusciti a sfuggire alle maglie della Grande Muraglia informatica eretta dal governo di Pechino. Non intendo in alcun modo dire che l’Europa, o l’Occidente in generale, dovrebbero cercare di imporre i loro valori alla Cina, come fecero in passato sulla punta dei fucili. (Per un inglese, una visita alle rovine del palazzo d’estate a Pechino, vandalizzato dalle truppe francesi e britanniche, spinge a provare un sentimento di vergogna per la barbarie di noi europei). Non sto dicendo che noi europei dobbiamo darci una svegliata e fare fronte comune perché la Cina è un nemico, com’era l’Unione Sovietica durante la guerra fredda. No, il futuro del pianeta dipende dalla nostra capacità di avere un rapporto stabile e costruttivo con questa potenza mondiale emergente. E abbiamo interessi economici vitali in Cina, come la Cina li ha in Europa. Ma vorrei vedere una certa coerenza, dignità e unità nel nostro approccio al gigante (ri) emergente. Penso che noi euro-

pei abbiamo molte più probabilità di riuscire a difendere i nostri interessi di lungo periodo, e di portare avanti i nostri valori, se avanziamo uniti piuttosto che se avanziamo in ordine sparso. E sostengo anche che quelli che chiamiamo valori europei devono essere visti come una proposta per valori universali, e che si può arrivare a credere in valori molti simili anche venendo da un percorso storico diversissimo come quello cinese. È esattamente quello che dice l’artista cinese Ai Wei Wei, che insiste sull’universalità di questi valori. La Cina e la Russia probabilmente sono i casi più difficili per la politica estera europea. Vista da Paesi piccoli di ogni parte del mondo, o dai Balcani, l’Ue appare più forte. Un test importante in questo senso ci sarà tra poco, con le elezioni presidenziali in Bielorussia, previste per il 19 dicembre. L’Ue fornirà una risposta ferma ed efficace qualora il presidente Aleksander Lukashenko dovesse dichiararsi vincitore di un voto che in realtà ha perduto? Tornando nella sala motori di Bruxelles, solo ora si cominciano a installare gli ingranaggi di una politica estera europea unica (in teoria; sarebbe più esatto dire: «meglio coordinata»). Dopo interminabili diatribe, ritrosie e ripensamenti del Parlamento europeo, e una massiccia azione di lobbying da parte dei singoli Stati, Catherine Ashton, la nuova alta rappresentante dell’Ue, ha nominato quattro alti funzionari di ottime capacità (un francese, un irlandese, un polacco e un tedesco). Sulle oltre 130 delegazioni estere dell’Unione, 28 ora hanno nuovi ambasciatori. Per il prossimo anno il Servizio europeo per l’azione esterna potrà contare su

un modesto budget di 435 milioni di euro, ma può contribuire a decidere la destinazione di svariati miliardi di euro di fondi comunitari, in particolare quelli per gli aiuti allo sviluppo, dove l’Europa è di gran lunga il primo donatore mondiale. Un dilemma fondamentale per la Ashton è come riuscire a sfruttare per le finalità della politica estera altri aspetti del potere economico dell’Europa. Per fare un esempio, la Cina prende l’Ue sul serio quando si tratta di ottenere lo status di economia di mercato, magari scambiandolo con garanzie da parte cinese di un maggiore rispetto dei diritti di proprietà intellettuale. Come sempre nell’Ue, tutto va più lentamente e in modo più complicato di come si vorrebbe. Al vertice del G20 di questa settimana a Seul l’Europa non parlerà con un’unica voce. Il vertice Stati UnitiUnione Europea della prossima settimana sembra una semplice appendice al vertice Nato che lo precederà. La richiesta di Angela Merkel di modificare il trattato di Lisbona per affrontare il problema del debito pubblico nella zona euro rischia di dare il via ad altri anni di distrazioni istituzionali che l’Europa non si può permettere. Eppur si muove, per citare un celebre scienziato italiano. E l’Europa deve muoversi in avanti, se non vuole tornare indietro. Perché anche se le cose andranno bene, quello che noi europei otteniamo concentrando le nostre risorse di potere servirà solo a compensare la perdita di potere relativo in favore dei colossi vecchinuovi che stanno riemergendo a est. (Traduzione di Fabio Galimberti) © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL TRAMONTO DEL DEMIURGO GUIDO CRAINZ

a quando era iniziata, cosa ha significato nel vivere collettivo, quali sono i rischi e le opportunità che il suo declinare ci pone di fronte? Alla lunga distanza appare sempre più chiaro il significato fortemente simbolico della cerimonia funebre in onore di Aldo Moro, nel maggio del 1978: venne forse sepolta allora un’intera stagione della Repubblica. Terminò forse allora la fase in cui gli aspetti positivi del “sistema dei partiti”, il loro essere protagonisti reali dello sviluppo nazionale avevano sostanzialmente prevalso su quelli negativi. Avevano in qualche modo offuscato o lenito i processi distorsivi che si erano delineati già negli anni sessanta e settanta. Nella stretta degli anni di piombo, e nel contemporaneo venir alla luce di gravi processi di corruzione e di degenerazione delle istituzioni, quella fase stava volgendo ormai al termine e nella sua agonia prendevano sempre più corpo nuovi modi di essere della politica e della società. Nello scenario che allora si aprì Bettino Craxi fu l’alfiere più deciso e consapevole di una trasformazione destinata a coinvolgere largamente il sistema dei partiti, in sintonia profonda con pulsioni presenti nell’insieme del Paese. E non capiremmo né il “craxismo” né il suo legame con ciò che è venuto dopo senza por mente alla più generale mutazione degli orizzonti e dei comportamenti collettivi che si delinea negli anni ottanta. Quegli anni ci appaiono non tanto espressione e simbolo della nostra modernità –come spesso si dice- quanto della pessima qualità etica e civile di essa. Vedono il prepotente diffondersi di un modo di “essere italiani” che è sempre più debolmente contrastato da altri modelli, da altri modi di intendere l’appartenenza nazionale, pur presenti e operanti. E’ nell’insieme della società che viene sempre più erosa l’idea di “bene comune”: a questo rinviano sia l’impetuoso irrompere della Lega delle origini sia l’esteso verminaio che le

M

indagini di “Mani Pulite” rivelano. Anche allora, anche agli inizi degli anni novanta la riflessione sulle tragedie e sulle macerie di un sistema politico e di un Paese fu presto accantonata, nel diffondersi di nuovi miti e di nuove illusioni. Nella aspettativa, se non nella certezza, di un nuovo “miracolo italiano” destinato a fiorire su quella macerie. La demonizzazione della “prima repubblica” permetteva di rovesciare sul sistema dei partiti ogni responsabilità del disastro mentre la discesa in campo di Silvio Berlu-

sconi offriva riferimento e approdo a quei modelli di egoismo sociale e di sprezzo delle regole, a quelle modalità di affermazione individuale, a quelle visioni di sé e del mondo che si erano consolidate negli anni ottanta. Non aveva dunque radici fragili l’Italia che si strinse attorno al Cavaliere, e naturalmente la sua ampiezza e il suo spessore sono fortemente cresciuti in questi anni. Nonostante i limiti e il profilo non eccelso del premier, nonostante il periodico offuscarsi del suo carisma.

Non riusciamo a spiegare il lungo permanere di questa egemonia solo con le inadeguatezze (enormi) dello schieramento che gli si è contrapposto. Solo con l’incapacità del centrosinistra di contrapporre modelli di “buona politica” al dilagare di un populismo senza regole. Nel momento in cui la crisi del “berlusconismo” appare irreversibile non andrebbe ignorato che per un’ampia parte degli italiani –piaccia o non piaccia– Silvio Berlusconi era apparso come il demiurgo di una nuova fase. Aveva annunciato

una nuova era, riproponendo quell’ (irresponsabile) ottimismo degli anni ottanta alla cui ombra erano stati erosi pilastri essenziali del modo di essere e della legalità del Paese. Di nuovo una illusione, certo. Una nuova, rassicurante ideologia che ha dato ulteriore alimento ad alcuni dei modi peggiori di “essere italiani”. Una illusione sinceramente condivisa, però, da consistenti settori sociali che hanno poi visto crollare progressivamente quelle aspettative e sono esposti ora al disincanto se non al

AGENZIA REGIONALE PER LO SVILUPPO E L’INNOVAZIONE DELL’AGRICOLTURA DEL LAZIO Via Rodolfo Lanciani n. 38 - 00162 Roma - Tel. 06.862731 AVVISO DI APPALTI AGGIUDICATI 1) OGGETTO: gara n. 48/2009 - procedura aperta per l’affidamento del servizio di noleggio Full service di apparecchiature multifunzione, fotocopiatori, postazioni di lavoro informatiche e servizi informatici sistemistici e di sviluppo per l’A.R.S.I.A.L. 2) CRITERIO DI AGGIUDICAZIONE: Offerta economicamente più vantaggiosa, art. 83 del D.Lgs. 163/2006. 3) CATEGORIA DEL SERVIZIO: 7 CPV 72000000 - 72500000. 4) DATA DI AGGIUDICAZIONE: 29/10/2010. 5) NUMERO OFFERTE RICEVUTE: 5. 6) AGGIUDICATARIO: ATI G.&F. SOFTWARE S.R.L./PTECH S.R.L. 7) IMPORTO DI AGGIUDICAZIONE: Euro 339.145,55. 8) BANDO PUBBLICATO ALLA GUCE: 2010/S 033-047642 del 17/02/2010. 9) AVVISO DEGLI APPALTI AGGIUDICATI: 2010/S 3338833 DEL 10/11/2010. IL DIRIGENTE Dott. Natalino Fabrizi

B.E.E. TEAM S.p.A. Sede Legale: Roma - Viale dell’Esperanto, 71 C.F. e P. IVA n.01483450209 CCIAA di Roma n. REA 1024498 Capitale Sociale Euro 20.537.247,25 i.v. www.beeteam.it

AVVISO DI DEPOSITO DEL RESOCONTO INTERMEDIO DI GESTIONE AL 30 SETTEMBRE 2010

COMUNE DI SALERNO AVVISO Il Comune di Salerno pubblica l’avviso d’Asta per la vendita di beni immobiliari di patrimonio comunale ubicati nei Comuni di Calvanico e Fisciano. Il testo integrale, con l’elenco dei beni e le modalità di partecipazione, è disponibile sul sito internet www.comune.salerno.it e presso l’Ufficio Patrimonio sito in Vicolo delle Colonne, n. 1 - Salerno (tel. 089/662736 - 089/664117). Il termine ultimo per la presentazione delle offerte scade il 15/12/2010. SERVIZIO APPALTI-CONTRATTI-ASSICURAZIONI DEMANIO E PATRIMONIO IL DIRIGENTE Avv. Aniello Di Mauro

AMG ENERGIA SPA – PALERMO - Estratto Bando di Gara Questa società indice per le ore 10,00 del giorno 22 Dicembre 2010 procedura aperta per l’appalto triennale delle coperture assicurative a garanzia di diversi rischi, distinte in 7 lotti. Importo complessivo annuo a base di gara: € 646.000,00. Il bando di gara, redatto sul formulario CEE, è stato inviato alla G.U.C.E. il 29/10/2010. Estratto bando di gara su G.U.R.S. n. 44, parte II, del 5/11/2010. Ulteriori informazioni telefonando orari uffici allo 091-7435263. IL DIRETTORE Giuseppe Alia

Si rende noto che il Resoconto Intermedio di Gestione al 30 settembre 2010, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data odierna, è disponibile presso la sede sociale e la Borsa Italiana SpA ed è altresì consultabile sul sito internet della società www.beeteam.it. Roma, 11 novembre 2010

METROCAMPANIA NORDEST S.R.L. Via Don Bosco Ex Scalo Merci - Napoli

ERRATA CORRIGE Con riferimento all’avviso di gara per l’affidamento del servizio assicurativo RCT/O, pubblicato sulla Repubblica ed. Nazionale e di Napoli in data 10 u.s. si rettifica che l’importo complessivo a base d’asta è pari ad Euro 840.000,00 complessivi e non annui lordi.

ColombiC&E

(segue dalla prima pagina)

rancore, e alla ulteriore chiusura negli egoismi individuali e di ceto. Un “crollo delle aspettative” di diversa natura ma altrettanto profondo segna anche quella parte del Paese che a lungo ha tentato di opporsi allo “spirito del tempo”. Quella che ha sperato in un diverso futuro e per esso si è mobilitata più volte, in differenti e molteplici forme. E ogni volta ha visto andare deluso quell’impegno, ha visto scolorire la speranza che il centrosinistra sapesse raccogliere adeguatamente quella volontà e quella spinta. Sapesse proporre un’alternativa credibile. Non è paradossale allora che al declinare della maggioranza non corrisponda oggi una crescita di consensi per l’opposizione, né che appaiano sfuocate tutte le ipotesi e le formule politiche che sono state evocate in questo periodo. Per tentare di uscire dal fango attuale, per rimettere in moto energie positive, occorre indubbiamente una larga alleanza, convergente su alcuni obiettivi essenziali (in primo luogo il ripristino delle regole e uno sviluppo equilibrato, con priorità a istruzione e lavoro), ma su quali basi? È stata evocata una “unità da Cln”, ma al di là di ogni altra considerazione il paragone è fuorviante: quei partiti erano legittimati dalla Resistenza, quelli attuali sono il risultato di anni di involuzione politica. Per iniziare a porvi argine dovrebbero dare fortissimi segnali di coraggio, di lungimiranza e di discontinuità. Cominciando ad esempio col riconoscere l’esigenza di una leadership autorevole – un candidato premier e una possibile squadra di governo da lui scelta, come vuole la Costituzione- caratterizzata da un programma condiviso ma largamente autonoma dai loro quotidiani veti e vincoli. Certo, sarebbe un colpo d’ala oggi quasi impensabile, ma senza un grande colpo d’ala sarà molto difficile vincere un confronto elettorale non lontano. Soprattutto, sarà molto difficile convincere realmente il Paese. Infondergli la fiducia, le motivazioni e le speranze necessarie per invertire una lunga deriva. Per riprendere il cammino. © RIPRODUZIONE RISERVATA


VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

La storia

La cultura

Un museo senza fondi l’ultimo affronto ai soldati Navajo

La mafia perbene quei professionisti che sposano Cosa nostra

ANGELO AQUARO

GIUSEPPE D’AVANZO

■ 49

Hanno assaltato la sede dei Tories per l’aumento delle tasse. Ma i ragazzi delle migliori università inglesi assicurano: non è che l’inizio

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE ENRICO FRANCESCHINI LONDRA l ’68 cominciò a Berkeley e a Parigi, il ’77 in Italia e in Germania, chissà se un giorno diremo che un nuovo movimento è sbocciato nell’autunno 2010 sulle rive del Tamigi. «Ne sono certo, è l’inizio di qualcosa di importante», dice lo studente con i libri sottobraccio, ignorando di ripetere lo slogan dei suoi padri, la frase che dalle barricate del maggio francese, più di quarant’anni or sono, incendiò il mondo. «Sì, la manifestazione di ieri a Londra non è che l’inizio», insiste Carl, 23 anni, iscritto a sociologia, davanti al portone della London School of Economics, la più prestigiosa università di scienze politiche del pianeta. «Continueremo a lottare, non solo per impedire l’aumento delle tasse universitarie, ma per contrastare una politica che, in Gran Bretagna

I

La rivolta degli

studenti modello

e in tutto l’Occidente, sta facendo pagare ai più deboli le colpe dei più forti, ai più poveri gli eccessi dei banchieri che hanno provocato la recessione globale». Intorno a lui i suoi compagni assentono, ciascuno dice la sua: sugli scontri con la polizia, i vetri rotti, l’autunno caldo e l’inverno dello scontento. «È già successo che le rivoluzioni sociali partano dagli studenti», concordano. Forse sognano. Ma hanno l’età giusta per sognare. Pioggia e folate di vento: basterebbe il clima a spegnere i fuochi che mercoledì sera brillavano attorno a Millbank Tower, il grattacielo in cui ha sede il partito conservatore, occupato e preso d’assalto dalla più grande manifestazione studentesca nella capitale in un paio di decenni. Il premier David Cameron condanna «l’intollerabile» accaduto, il sindaco Boris Johnson, pure lui dei Tory, assegna la responsabilità a «una minoranza di facinorosi». SEGUE NELLE PAGINE SUCCESSIVE

OGGI SU REPUBBLICA.IT

VENERDÌ

Scienza

Repubblica Tv

LA FILOSOFIA DEL CACHEMIRE

L’aeroplanino che andò nello spazio

Umberto Eco in videoforum alle 16,30

Spettacoli

La nostra guida ai concerti della settimana Persone

Immagini iPad

Arbore al “Tenco” “C’è la buona tv e la buona musica”

Buon appetito serve Michelle Obama

Interattività BENI CULTURALI, SEGNALATE I LUOGHI A RISCHIO

NATALIA ASPESI

erte sere mio padre operaio tornava dal lavoro umiliato dal padrone ed è da allora che il sogno della mia vita è stato quello di dare dignità morale ed economica al lavoro». Ieri all’industriale umbro Brunello Cucinelli, re mondiale del cachemire, l’Università di Perugia ha conferito la laurea h.c. «in Filosofia ed Etica delle relazioni», motivandola tra l’altro per «l’umanesimo integrale» della sua azienda che vive di «un giusto rapporto tra l’economia e l’etica». «Credo nel capitalismo», ha detto Cucinelli, citando i suoi filosofi preferiti, da Platone ad Aristotele, «se però il profitto viene reinvestito per migliorare la vita di chi lavora, per valorizzare e recuperare la bellezza del mondo». L’imprenditore ha restaurato il piccolo borgo trecentesco abbandonato di Solomeo, dove ha stabilito l’azienda «perché l’ambiente sereno e la bellezza dei luoghi esaltano la creatività». Anti-Marchionne per eccellenza, Cucinelli produce solo in Italia, malgrado la crisi, anziché licenziare ha assunto e il suo fatturato è aumentato del 22,5%, soprattutto all’estero dove vende il 60% della sua produzione di gran lusso. La sera, gran cena alla mensa dell’azienda dove si mangia sempre come nelle migliori trattorie.

«C

© RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

IL REPORTAGE R2MONDO

■ 50

C’è già chi parla di un nuovo ’68 “Perché spesso le rivoluzioni partono dagli studenti”. Il giorno dopo la manifestazione contro l’aumento delle tasse, siamo andati in uno dei migliori atenei del Regno Unito Dove nessuno vuole mollare

Tra gli

arrabbiati di Londra (segue dalla copertina)

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE ENRICO FRANCESCHINI a basta risalire un poco il Tamigi, lasciarsi alle spalle le transenne della polizia e il parlamento di Westminster, per sentire pareri assai diversi tra i “facinorosi” reduci dall’attacco. Fondata oltre un secolo fa dalla Fabian Society, la London School of Economics (Lse) non è il covo del movimento studentesco, almeno non il solo: ma è l’università dove la passione politica è più forte. A dispetto del nome, vi si studiano non solo l’economia ma soprattutto le scienze politiche e sociali. Ci sono passati in tanti, sui suoi banchi, da John Kennedy a Romano Prodi, fino a Ed Miliband, nuovo leader del partito laburista britanni-

M

co. I suoi rettori hanno incluso il filosofo Ralph Dahrendorf e il sociologo Anthony Giddens. C’è un incredibile rapporto docenti-studenti di 1 a 9: più di mille insegnanti, tutori e ricercatori per 9 mila allievi. E’ l’università della terra in cui è più difficile entrare: 15 domande

Carl, 23 anni, è uno dei leader della protesta: “Basta far pagare ai deboli la recessione” di iscrizione per ogni posto. E la più etnica: si dice che abbia studenti di più nazionalità di quanti sono i paesi membri dell’Onu. Eccoli qui: un banchetto di studenti israeliani fa propaganda per la pace in Medio Oriente, uno di cinesi per la democratizzazione a Pechino, uno di islamici per gli aiuti al

Pakistan alluvionato. C’è anche un minicorteo di giovani che agitano cartelli con su scritto “free the fees”, cioè liberalizzate le tasse universitarie: «Noi vogliamo che vengano aumentate, non diminuite», dicono, «siamo per il libero mercato, anche in campo accademico». Padre inglese e madre tedesca, lo studente che mi fa da guida storce il naso. «Protestiamo anche per questo, per impedire che la nostra università diventi un’altra cosa», spiega Carl. «Una volta quelli che volevano fare soldi andavano a Oxford, quelli che credevano nelle cause sociali venivano qui. Non più. L’anno scorso mille studenti della Lse hanno presentato domanda di lavoro alla Goldmans Sachs. Almeno metà degli iscritti vorrebbero diventare banchieri. Se le tasse universitarie triplicano, per loro non è un problema». Il primo a triplicarle fu il laburista

Blair, portando le tasse d’iscrizione da 1000 a 3 mila sterline l’anno. Adesso la riforma presentata dal governo conservatore di Cameron propone di farle salire fino a 9 mila sterline (10600 euro) l’anno. Significa 40-50 mila euro per una laurea: il prezzo più alto d’Europa per

La riforma propone di far salire le rette a 9 mila sterline all’anno: 40-50 mila euro per una laurea un’istruzione universitaria. Quei soldi si possono ottenere in prestito e restituire gradualmente in base a quanto alto è il reddito che si guadagna dopo la laurea. Un patto accettabile, secondo i Tory: un’università di élite – e le università britanniche sono le migliori di tutte, dopo quelle Usa – costa cara,

ma garantisce lauti guadagni a chi ne esce. «Ragionamento che presenta due problemi», obiettano Carl e compagni. «Se non voglio un lavoro che mi dia lauti guadagni, se ne preferisco uno che mi dà soddisfazione ma non mi fa diventare ricco, come li restituisco tutti quei soldi? E in secondo luogo un sistema del genere introduce la logica del marketing nell’istruzione superiore, spinge implicitamente a scegliere corsi di studio per professioni altamente retribuite. Perfino in un posto come la London School of Economics, la riforma Cameron aumenterà il numero degli aspiranti alla Goldman Sachs e ridurrà quelli come me, attirati dall’impegno sociale». Provo a farmi raccontare la sua giornata tipo, ma si riassume in due righe: «Vengo in facoltà alle dieci del mattino ed esco a mezzanotte, tranne le pause per mangiare qualcosa qui intorno». Bè, i contestatori


la Repubblica

@

VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

IN PIAZZA Gli studenti britannici in piazza contro l’aumento delle tasse universitarie

PER SAPERNE DI PIÙ www.number10.gov.uk www.lse.ac.uk

■ 51

L’intervista

Il sociologo Anthony Giddens: “L’università non è un supermarket”

“Protesta sacrosanta così studiano solo i ricchi” DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

zoom

LA STORIA Grazie all’ateneo di Oxford, fondato nel 1096, l’università britannica è tra la più antiche d’Europa

LA QUALITÀ Le università britanniche di Oxford e Cambridge rientrano regolarmente tra le migliori 10 al mondo

del ’68 e del ’77 non facevano proprio la stessa vita. «Non sono un secchione», sorride Carl alla battuta. «Facciamo quasi tutti così. Non ha senso iscriversi alla Lse, se vuoi perdere tempo. Per me andare a lezione o studiare in biblioteca è un piacere». Come prolungare quel piacere, tuttavia, se mancano i soldi? La Gran Bretagna, come buona parte dell’Occidente, è uscita dalla recessione con un debito spaventoso. Tutti gli esperti concordano che non c’è altra scelta che tagliare la spesa pubblica: molto o poco, subito o dopo, comunque tagliarla. Chi paga, allora, per avere un’università di élite? «Cameron non si limita ad aumentare le tasse universitarie, sta anche azzerando i finanziamenti pubblici all’istruzione. Il suo vero progetto è privatizzare le università, come in America. E’ questo che vogliamo, per l’Europa di domani? Noi del movimento de-

gli studenti pensiamo che i servizi di pubblica utilità, in particolare l’istruzione e la sanità, debbano essere forniti dallo stato. E pensiamo che sia ingiusto far pagare questa crisi alle categorie più deboli, quando è stata provocata dagli errori e dagli eccessi delle categorie

“Il vero progetto è privatizzare le università, come in America. E noi non lo vogliamo” più forti, come i banchieri. Che siano loro a pagare più tasse, non gli studenti». Ci sarebbero tante altre domande, ma adesso Carl e i suoi compagni vogliono andare a studiare in biblioteca, diversamente dai loro padri del ’68‘77, che il giorno dopo una manifestazione come quella di

ieri l’avrebbero trascorso chiusi a discutere in assemblea generale. «C’ero anch’io alla manifestazione e davanti al palazzo dei Tory», racconta lo studente. «Non ho tirato pietre né spaccato vetrine, in via di principio sono contrario alla violenza, ma abbiamo marciato tante altre volte e ottenuto solo dei modesti trafiletti sui giornali, mentre stavolta, grazie al casino che è scoppiato, tutte le tivù e i giornali parlano di noi, compreso il suo». Va bene, ma adesso? «Adesso aspettiamo i sindacati, i dipendenti pubblici, gli operai. Torneremo a manifestare, anche insieme a loro, anche per le loro battaglie. Il mondo non deve essere per forza come piace ai banchieri. Questo è stato l’inizio, continueremo a lottare». Ce n’est qu’un debut, continuons le combat: dove l’abbiamo già sentita, questa storia? © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE TASSE Fino al 1997 le rette erano di circa 1000 sterline l’anno. Dopo la riforma Blair sono salite a 3000

LA RIFORMA Il governo Cameron ha alzato le tasse a 9 mila sterline l’anno (12 mila euro), le più care d’Europa

LONDRA l sociologo Anthony Giddens, ideologo della “Terza Via”, l’idea riformatrice che negli anni ‘90 portò al potere Blair e partiti progressisti in tutta Europa, membro della camera dei Lord, è stato a lungo docente della London School of Economics. Pochi conoscono meglio di lui l’università britannica, e i programmi che l’hanno resa la migliore del mondo, dopo quella americana. Lord Giddens, cosa pensa, innanzi tutto, dell’aumento delle “tuition fees”, le tasse d’iscrizione universitarie, varato dal governo conservatore? «Sono contrario. Intervenendo recentemente in un dibattito alla camera dei Lord, ho aspramente criticato questa iniziativa. Otterrebbe l’effetto di trasformare l’università in un supermarket, invece che un centro di istruzione e cultura. Per gli studenti poveri, 9 mila sterline di iscrizione l’anno sono decisamente troppe. Si ritroveranno alla fine degli studi con una montagna di debiti e non per tutti sarà possibile restituirli». È un piano che mira a privatizzare le università, ad americanizzarle? «Èpeggio. Perché è vero che in America le università private costano care, perfino di più di quanto costerebbero in Gran Bretagna secondo la riforma di Cameron, ma in America i poveri sono più protetti che da noi: ci sono molte borse di studio e donazioni per gli studenti che hanno ottimi voti ma provengono da famiglie non abbienti. Inoltre negli Usa ci sono anche buone università statali, praticamente gratuite. Da noi non ci sarebbe invece altra scelta che pagare e pagare caro». Cosa rispondere a chi dice che, per mantenere l’università britannica a un livello di eccellenza, occorrono fondi che lo Stato non può più pagare? «È vero che, per avere università eccellenti, servono più fondi. Ed è giusto che una parte siano gli studenti a pagarla, visto che ricevono qualcosa di importante in cambio: un’istruzione di alto livello. Ma bisogna trovare un equilibrio tra fondi pubblici e fondi privati. Invece il governo attuale vorrebbe portare a zero i fondi pubblici e scaricare tutto sulle spalle dei privati. Non è giusto dal punto di vista morale, ma è anche controproducente economicamente: un largo accesso all’università crea benefici che ricadono su tutta la società». Quei soldi però si possono ricevere in prestito e restituire dopo la laurea? «Sì, ma ciò crea un incentivo a scegliere facoltà che garantiscano forti guadagni dopo la laurea: il manager, il banchiere, l’avvocato, l’ingegnere. Si rischiano di danneggiare in particolare gli studi umanistici e artistici. E anche in questo caso è sbagliato in linea di principio e dannoso socialmente, perché il ricambio umanistico e artistico di una società parte dall’università». ChegiudiziodàdellagrandemanifestazionestudentescadiLondra? «Positivo. E’ importante che gli studenti facciano sentire la loro voce. Sarebbe opportuno che non protestassero solo per i loro interessi personali, per le tasse universitarie, ma anche contro i tagli alla spesa pubblica, la riduzione del welfare. Certo gli episodi di violenza non si possono giustificare». E’ l’inizio di un autunno caldo, non solo dentro le università? «Credo proprio di sì. Il governo Cameron deve fare i conti con il deficit peggiore d’Europa, ma cosa ha causato questo deficit? La necessità di salvare le banche che sprofondavano. E perché sprofondavano? Per la dissennata politica dei banchieri, per la cultura del rischio e del bonus. E’ ingiusto chiedere ora che a pagare il conto siano i dipendenti pubblici, mezzo milione di quali perderanno il posto per i tagli, e gli studenti. Credo che ci saranno scioperi e manifestazioni non solo in Gran Bretagna, ma anche in altri paesi europei. La prima risposta ai sacrifici portati dalla recessione è stata debole. Ora può darsi che sia più forte». Lei nel 1968 era a Berkeley, vide nascere in California il primo grande movimento di protesta. La storia può ripetersi? «Sono situazioni molto diverse. Ma io vedo un modello in crisi, problemi di ogni tipo, dall’economia al cambiamento climatico, dal terrorismo al populismo, dal protezionismo all’immigrazione. C’è bisogno di nuovi fermenti e nuove idee». (e. f.)

I

© RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

@

LA STORIA R2MONDO

■ 52

PER SAPERNE DI PIÙ www.navajocodetalkers.org www.usatoday.com

Il loro codice impenetrabile servì a vincere nel Pacifico Ora quella missione rischia di finire nel dimenticatoio I punti IL CODICE

IL FILM

IL MUSEO

Nella Seconda guerra mondiale la lingua Navajo diventò uno dei codici di comunicazione militare Usa. I giapponesi non riuscirono mai a decifrarlo

La storia dei 420 Navajo arruolati per usare la loro lingua nelle comunicazioni radio è stata raccontata nel 2002 dal film Windtalkers di John Woo

L’associazione dei Code Talkers Navajo ha progettato un museo sulla propria storia di “parlatori del codice” ma i fondi non ci sono

Unmuseosenzafondi l’ultimo affronto ai marconisti Navajo NEW YORK a lingua perduta dei Navajo fu l’arma segreta che salvò i soldati d’America. Ma dopo settant’anni gli ultimi eroi di quella guerra sconosciuta aspettano ancora giustizia. E non ci vuole chissà quale saggezza indiana per capire che il tempo a disposizione è poco. «Tutti hanno diritto a vedere onorato il loro sacrifico, tutti hanno il dovere di conoscere la nostra storia: ma quanto potremo resistere noi vecchi?». Il grido di Keith Little, il capo dei sopravvissuti, spiega tutto. Ci sono voluti settant’anni per onorare anche questi guerrieri sconosciuti nella Giornata dei Veterani che l’America ha celebrato proprio ieri: gli ultimi Code Talkers hanno sfilato a New York e sono stati applauditi sotto la campanella di Wall Street. Ma il sogno di Keith è un altro: inaugurare finalmente quel museo che potrà raccontare la storia incredibile che trasformò questo gruppo di nativi, abbandonati in una delle riserve più povere, nel

Dopo 65 anni i pochi sopravvissuti hanno sfilato in divisa durante il Veterans Day

I reduci vorrebbero un sito per ricordare l’impresa I finanziamenti, però, non arrivano

manipolo di guerrieri che utilizzò il codice militare più impenetrabile della storia. «Molti di noi non sanno neppure che i nostri genitori erano degli eroi», dice Yvonne Murphy, la segretaria dell’Associazione dei Code Talkers. Sì, dopo essersi servito di loro, il Pentagono abbandonò i navajo al proprio destino, proibendo di svelare il segreto che custodivano. Soltanto nel 1968 la Difesa aprì i suoi archivi e svelò al mondo la verità. La guerra fu vinta anche grazie ai Navajo. Fu il loro codice che permise alle truppe americane di comunicare nelle sperdute isole del Giappone. Fu quella lingua perduta l’unica a funzionare nei giorni della battaglia di Iwo-Jima. «Codice Navajo» è diventato anche un film di John Woo, con Nicholas Cage. Ma la tribù aspetta ancora di vedere celebrata la sua memoria. I nativi hanno la terra. Ma la nazione non ha certamente il denaro per affrontare la costruzione del museo. Altri sono i record di questo stato nello stato ritagliato tra Arizona, Utah e New

Dei 400 Code Talkers schierati in guerra, oggi sarebbero meno di cento i sopravvissuti. Alla fine del conflitto furono tutti abbandonati al loro destino, in quella riserva flagellata da malattie sconosciute al resto d’America, la tubercolosi in testa. Certo da allora molte cose sono cambiate. Il popolo protagonista a metà Ottocento della mitica e tragica Lunga Marcia, quella che lo strappò dai suoi territori per rinchiuderlo nella riserva attuale, quest’anno ha rischiato di eleggere il suo primo presidente donna, Lynda Lovejoy, protagonista fra l’altro proprio di una battaglia ambientalista contro quelle centrali al carbone che stanno assassinando la sua gente. Peccato però che Lynda non ce l’abbia fatta. I 200mila navajo hanno scelto un vecchio volpone della politica di qui, già inseguito da varie accuse criminali. “Ne-he-mah”, la grande madre, naturalmente gode. Lo sfruttamento può continuare: l’onore dei vecchi Code Talkers può attendere.

L

centrale a carbone di tutta America, Four Corners. Dove trovare adesso i 42 milioni di

dollari necessari al progetto? Per ora, spiega Usa Today, le speranze sono affidate alla

Soldati Navajo in Nuova Guinea, durante la II Guerra Mondiale

la generosità di “Ne-He-Mah”, letteralmente “la nostra madre”, cioè l’America nella lingua segreta di quel codice che — racconta Geoffrey Wawro dell’Università del Nord Texas — contribuì a salvare molte vite. Senza quelle comunicazioni segrete, spiega lo storico, sarebbe stato impossibile agli americani comunicare nell’offensiva del Pacifico, costretti a difficili atterraggi su quegli isolotti perduti, dove non potevano tirarsi dietro ingombranti equipaggiamenti. Ironia della storia, la missione era così segreta che i Navajo, per somiglianza fisica, venivano sovente scambiati per giapponesi, e il Pentagono dovette affiancare un marine per proteggere ogni Code Talker. Per di più, la segretezza dell’operazione, e l’ignoranza di tanti nativi coinvolti, contribuì a far perdere agli stessi nativi l’importanza della loro missione. E di quella lingua che aveva salvato l’America. «E pensare», dice oggi Frank Chee Willeto, «che quando a scuola parlavo navajo la maestra mi costringeva per punizione a tenere in bocca una saponetta».

DAL NOSTRO INVIATO ANGELO AQUARO

Messico: per esempio, il primato assai poco invidiabile della più grande e più inquinante

AL FRONTE

grande raccolta di fondi appena lanciata: basterà a salvare i soldati Navajo? Qui si misura

© RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

@

IL PERSONAGGIO R2CULTURA

PER SAPERNE DI PIÙ www.einaudi.it www.repubblica.it

■ 53

Il calciatore è protagonista del libro “Buuu” di Luigi Garlando Una storia per ragazzi che serve a combattere i pregiudizi Gli episodi

IL LIBRO “Buuu” di Luigi Garlando (Einaudi Stile LIbero)

ANGELO CAROTENUTO

Q

uesta di Balotelli è la storia vera. O quasi vera. È una parabola. È la sua biografia camuffata e parallela, raccontata per spiegare cosa sia il razzismo da Luigi Garlando, creatore della serie per ragazzi sulle Cipolline, la squadra di calcio che ha per motto “Chi si diverte non perde mai”: 22 titoli, un milione di copie in Italia negli ultimi 4 anni, una serie tv in arrivo per il mercato argentino. Garlando è l’idolo di bambini e pre-adolescenti che l’hanno spinto a inventarsi sul web i Cipo-twit, aggiornamenti dagli stadi, frequentati per lavoro (prima firma del calcio alla Gazzetta dello Sport). Stavolta in “Buuu” (Einaudi Stile Libero, 224 pagine, 16 euro) al posto delle Cipolline c’è Mario, l’attaccante della nazionale. Gioca ancora nell’Inter e non come nella realtà in Inghilterra, dove l’ha spinto anche l’odio che appesta i nostri stadi (il coro “Se saltelli muore Balotelli”). Balotelli è la traccia per parlare di razzismo ai ragazzi. È la versione-calcio di Tahar Ben Jelloun. Nella storia di Garlando ha appena segnato un gol in rovesciata nello stadio del Real Madrid, quando una sera incontra a Nebbiate un quindicenne in cui viene fantasticamente evocata proprio la vita del bambino Balotelli, figlio di ghanesi, abbandonato in un ospedale e affidato a una fami-

È un racconto di fantasia che però mescola parti della vita del giocatore glia bresciana. Pure il ragazzino di “Buuu” pare recapitato dal nulla, lasciato in paese da un circo, adottato da un pediatra e una veterinaria. In lui si manifesta il simbolo di una «inquietante diversità». Nome: Elio, ma si fa chiamare Jack. Ha una malformazione rarissima, il sangue pigro. Nel senso che non va in salita. Gli casca giù nelle scarpe. Jack può stare bene solo a testa in giù. Vive da capovolto, «come i souvenir con la neve dentro». Sbircia sotto le gonne e saluta stringendo le caviglie e non le mani. Garlando ne fa un discendente di Cosimo, il barone rampante di Calvino. Ama i velluti a coste strette perché danno la sensazione di un abbraccio. Cammina su guanti in cuoio con gomma zigrinata, oppure con piccoli tacchetti di legni per giocare a calcio. Perché la cosa che a Jack riesce meglio è far gol con la sua scalcagnata banda di amici: un cinese, un turco, tutti stranieri. Il gol, come dice Garlando ai suoi lettori (mini e non), ti costringe all’abbraccio: «Tra un buuu e un gol corre la lunga strada della nostra civiltà». È diverso sin dal modo di aprire la bocca. Garlando racconta un mondo fatto di bullismo su YouTube e di follia ultrà. Di insulti, ronde e sindaci sceriffo.

CARLTON MYERS

MARCO ZORO

SAMUEL ETO’O

Nel 2003, durante una partita di basket a Varese, insulti a Myers, ex portabandiera azzurro ai Giochi: “Non esistono neri italiani”

In Messina-Inter del 2005 i “buuu” all’ivoriano Zoro, che prende il pallone sotto al braccio e si dirige verso l’uscita: “Me ne vado”

In Cagliari-Inter del 17 ottobre scorso i “buuu” sono per Eto’o Per 3 minuti la partita viene sospesa dall’arbitro

Balotelli eroe da romanzo per fare gol al razzismo Di banane lanciate. Dove serve «un ponte sul futuro». Un mondo in cui Mario aiuterà Jack a trovare un posto là dove non vogliono stranieri in squadra e solo italiani con la testa a nord.

Impresa a cui si uniscono Totti, Gattuso e Buffon. In fondo il razzismo è chiedersi se la maglia della Juve è bianca a strisce nere, o nera a strisce bianche. © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’ANTICIPAZIONE COSÌ A 15 ANNI HO SENTITO I PRIMI INSULTI MARIO BALOTELLI (segue dalla prima pagina) RA la mia prima partita da professionista, indescrivibile la gioia che provavo nell’entrare in campo… Il secondo tempo era già iniziato, ma un coro di buuu sottolineò subito la mia entrata. Ricordo che dopo alcune azioni riuscii a crossare a Morini che fece il gol della vittoria! La felicità e l’emozione di quell’esordio non mi avevano fatto sentire quegli odiosi buuu, mi avevano come tappato le orecchie… Col tempo, però, i buuu e gli insulti li ho sentiti tutti molto distintamente: mi hanno sempre fatto venire una gran voglia di fare gol… e qualche volta ci sono riuscito! Mi dico: quando ti urlano certe cose, non bisognerebbe arrabbiarsi… se dài loro importanza, faranno di peggio la prossima volta. Ma anche lasciar correre è pericoloso. Ora gioco nel campionato inglese dove hanno fatto guerra al razzismo e dove la cultura dell’integrazione è molto più diffusa che da noi. Il giorno che sono arrivato a Manchester, i primi autografi me li hanno chiesti tre ragazzini di colore ai quali ho regalato il mio berretto bianco. Io sono orgoglioso di essere nero e italiano; dalla mia famiglia ho imparato che nessuno è capovolto per il solo fatto che parla, prega o pensa in modo diverso. Jack, il capovolto in questa storia, riesce a dimostrarlo. Io mi sono divertito a dargli una mano: se lo meritava, perché è tosto quasi quanto me. Ma questa è anche una storia di amicizia: quella tra me e Jack e quella tra Jack e gli altri ragazzi del suo quartiere. © 2010 Giulio Einaudi editore

E

© RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

@

LA SCIENZA R2CRONACA

PER SAPERNE DI PIÙ www.sciencemag.org www.trackyourhappiness.org

Dall’Università di Harvard uno studio sul perché ci si distrae Solo il sesso e i figli mantengono i pensieri aderenti alla realtà

La testa tra le

nuvole

Al lavoro, al computer o alla tv metà del tempo si pensa ad altro (segue dalla prima pagina)

ELENA DUSI

L

o studio di Matthew Killingsworth e Daniel Gilbert esce oggi su Science e conclude che: “A differenza degli altri animali, l’uomo trascorre gran parte del tempo pensando a cosa non sta accadendo attorno a lui, contemplando eventi che sono avvenuti nel passato, che potrebbero avvenire nel futuro o che semplicemente non avverranno mai”. La divagazione, secondo i ricercatori, è il modo operativo dominante del cervello, quello che si instaura in automatico quando proprio non siamo costretti a impegnarci. Da distratti trascorriamo il 46,9 per cento delle nostre giornate e c’è una sola attività in cui scendiamo al di sotto del 30 per cento: quella sessuale. Lavoro, computer, televisione e conversazione sono gli sfondi ideali per la divagazione. Fare sport, giocare, ascoltare la radio, prendersi cura del proprio corpo o dei figli sono al contrario compiti che

cento dei casi la distrazione riguardava pensieri sgradevoli e nel 31 per cento dei casi l’immaginazione era neutra. Nel complesso, il non riuscire a concentrarsi provocava senso di frustrazione, tanto che i due ricercatori hanno in-

titolato il loro articolo “Una mente che divaga è una mente triste”. Sarà questo il motivo, suggeriscono gli autori, per cui “molte filosofie e religioni insegnano che la felicità consiste nel vivere il presente, addestrando i praticanti a

concentrarsi, a restare “qui e ora” e resistere alle distrazioni”. In effetti, un’altra attività oltre al fare l’amore si è rivelata impermeabile ai pensieri sporadici: la preghiera unita alla meditazione. © RIPRODUZIONE RISERVATA

“Il cervello è fatto per pensare senza posa. Si resta concentrati nelle attività emotive” mantengono la mente relativamente aderente alla realtà. «In questo non c’è nulla di strano. Il mind wandering è tanto diffuso perché fermare il pensiero è impossibile. Il cervello umano è fatto per lavorare senza posa», spiega Maria Brandimonte, autrice per Il Mulino del libro “La distrazione” e docente di psicologia dei processi cognitivi all’università Suor Orsola Benincasa di Napoli. «Più è impegnativo il compito che svolgiamo, più la nostra mente incontrerà spunti interessanti da inseguire, strade alternative da percorrere. La concentrazione resta più alta nelle attività che ci coinvolgono emotivamente, come quella sessuale». Per seguire il corso dei pensieri dei loro 2.250 volontari, gli psicologi di Harvard hanno usato uno strumento del tutto nuovo per la loro disciplina: l’iPhone, con un’applicazione messa a punto apposta per loro. Durante la giornata, i soggetti studiati dovevano ripetutamente comunicare via web l’attività che stavano svolgendo e confessare quanto fossero distratti. Spesso (42,5 per cento dei casi), la mente era attratta da divagazioni piacevoli. Nel 26,5 per

noi credevamo un film di Mario Martone “Magnifico” La Repubblica “Poderoso, emozionante, bellissimo” Il Messaggero “Un’opera corale e potente” Il Giornale

Luigi Lo Cascio, Valerio Binasco in NOI CREDEVAMO - con Francesca Inaudi, Andrea Bosca, Edoardo Natoli, Luigi Pisani, Guido Caprino, Michele Riondino, Andrea Renzi, Renato Carpentieri, Ivan Franek, Stefano Cassetti, Franco Ravera, Roberto De Francesco, Peppino Mazzotta - con Toni Servillo - con la partecipazione di Luca Barbareschi, Fiona Shaw, Luca Zingaretti - con l’amichevole partecipazione di Anna Bonaiuto regia Mario Martone - fotografia Renato Berta - montaggio Jacopo Quadri sceneggiatura di Mario Martone e Giancarlo De Cataldo liberamente ispirata a vicende storiche realmente accadute e al romanzo di Anna Banti Noi credevamo

prodotto da Carlo Degli Esposti, Conchita Airoldi, Giorgio Magliulo - produttore associato Carlo Cresto-Dina - co-produttore francese LES FILMS D’ICI Serge Lalou - produttore esecutivo Patrizia Massa - una produzione PALOMAR - in collaborazione con FELTRINELLI - in collaborazione con RAI CINEMA e con RAI FICTION - con la partecipazione di ARTE France

da oggi al cinema

■ 55


Nel loro futuro, c’è molto del nostro presente.

Per questo abbiamo deciso di erogare 12 milioni di euro per il rinnovamento strumentale e tecnologico di oltre 400 scuole statali elementari. Con questo contributo, che va ad aggiungersi ai 33 milioni di euro già erogati in favore di circa 600 istituti di istruzione secondaria di primo e secondo grado, la Fondazione Roma porta a 45 milioni di euro lo stanziamento complessivo destinato alla scuola pubblica di ogni ordine e grado, a beneficio di oltre 1.000 scuole statali delle province di Roma, Frosinone e Latina. Un sostegno concreto alla collettività, perseguendo fino in fondo il nostro impegno nell’istruzione e nella formazione.

Via Marco Minghetti, 17 - 00187 Roma - Tel. 06/6976450 - Fax 06/697645300 - www.fondazioneroma.it


la Repubblica VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

*

CULTURA

■ 57

Un libro di Raffaele Cantone e Gianluca Di Feo racconta la metamorfosi delle organizzazioni criminali sempre più coinvolte negli affari della società civile

IL LIBRO “I Gattopardi”, di Raffaele Cantone e Gianluca Di Feo Mondadori, pagg. 285 euro 18. A destra, Raffaele Cantone

LA MAFIA PERBENE

Il disegno è di Tullio Pericoli

MEDICI, AVVOCATI &C. I PROFESSIONISTI CHE SPOSANO LE COSCHE

GIUSEPPE D’AVANZO invito di Giovanni Falcone era «Impariamo a riflettere in modo sereno e “laico” sui metodi di Cosa Nostra”. I gattopardi di Raffaele Cantone e Gianluca Di Feo (Mondadori, pag. 285, euro 18) si muove in questo solco. Vuole riflettere sulle metamorfosi delle mafie nell’Italia di oggi, scavare nei meccanismi interni delle relazioni tra uomini d’onore e colletti bianchi. È consapevole che deve girare al largo da alcuni luoghi comuni: uno per tutti – molto resistente – indica la mafia come impegnata solo su beni illegali o al più come imprenditore violento di beni legali. Individua un modo originale per farlo. Gianluca Di Feo, chief del desk inchieste dell’Espresso, scova e documenta storie esemplari in giro per l’Italia da Sondrio a Palermo muovendosi dal calcio alla sanità; dalla commercializzazione del latte allo smaltimento dei rifiuti; dall’Alta velocità alle Olimpiadi di Torino; dalla conquista dei municipi all’infiltrazione nella politica nazionale. Raffaele Cantone, il pubblico ministero che ha ottenuto la condanna all’ergastolo per i capi dei Casalesi e autore del fortunatissimo Solo per giustizia (Mondadori), interpreta quegli intrecci e ne dipana il filo di connessioni, significati, conseguenze. Il dialogo tra il magistrato e il giornalista scuote qualche certezza. È vero, come ripete spesso e a ragione il governo, che questa stagione vede in difficoltà le organizzazioni criminali aggredite nei patrimoni e investite da centinaia di arresti, ma è una buona ragione per credere che “al termine della legislatura” la mafia, le mafie saranno distrutte? Purtroppo, come dimostrano Cantone e Di Feo, non è così. Ridimensionata l’ala militare del crimine organizzato, «si sta materializzando in Sicilia e nelle regioni meridionali un buco nero che rischia di inghiottire le migliori risorse umane e materiali del Sud. Medici, architetti, ingegneri, avvocati, commercialisti, banchieri, funzionari locali e uomini delle istituzioni vengono inglobati nel sistema di potere che ruota intorno ai clan. Una mentalità dominante, che disprezza la legalità e ha perso ogni fiducia nello Stato, li porta a pensare, a parlare, ad agire come mafiosi. Fino a renderli parte di questo tessuto criminale, con

L’

una trama di legami economici e professionali che si estende senza confini». La mafia, lasciatasi alle spalle il delirio di potenza corleonese, ritorna ad essere quel che forse è sempre stata, come lucidamente ci spiegò qualche anno fa Diego Gambetta (La mafia siciliana, Einaudi, 1992). Non soltanto “industria della violenza” (Leopoldo Franchetti, 1877), ma industria che produce, promuove e vende protezione privata in un contesto dove la violenza è un mezzo piuttosto che un fine; una risorsa piuttosto che un prodotto. In questo senso i nuovi “gattopardi” – medici, architetti, ingegneri, avvocati, commercialisti … – “consuma-

alla complicità, grazie all’accettazione di un modello mafioso condiviso da settori sempre più larghi della società meridionale.

Intere categorie del ceto medio alto, commercialisti banchieri, funzionari delle istituzioni vengono inglobati nel sistema di potere dei clan no” la protezione offerta dalla mafia per far prosperare i loro affari e in alcuni casi – in drammatica crescita – non si lasciano scappare l’opportunità di diventare membri della mafia e quindi di ottenere “la licenza” per fornire protezione piuttosto che consumarla. «La criminalità – scrivono Cantone e Di Feo – non ha più bisogno di minacciare, oggi offre servizi apprezzati e competitivi. Dove la legge non funziona, dove le banche non danno credito, dove gli enti locali non hanno efficienza, i boss garantiscono soluzioni concrete: sentenze inappellabili, prestiti a tassi ridotti, pratiche approvate in tempi rapidi». È questa la denuncia “serena e laica” del magistrato e del giornalista: dalla convivenza si è passati alla connivenza, dall’omertà

Il libro offre decine di esempi. L’architetto capomafia che firma progetti e guida il movimento dei lavoratori cattolici. Quell’altro architetto che manda avanti

una cantina con vini di grande pregio. L’avvocato che cura il destino del Palermo calcio. E, per dire, Olga Acanfora, presidente dei piccoli industriali di Napoli e guida della commissione pari opportunità della Confindustria campana. «Imprenditrice di successo, spigliata, moderna» ha una lite con un architetto: trova troppo alta la parcella di 400 mila euro per la ristrutturazione della sua azienda. Non si rivolge al tribunale civile né all’ordine degli architetti. Preferisce affidarsi a un amico, il consigliere comunale che «ha dimestichezza con i baroni della malavita». Il consigliere comunale viene ucciso – è del Pd come i giovani assassini sono del Pd – e la storia salta fuori. Con un esito sorprendente: dopo il delitto, l’architetto che non vuole ridursi la parcella, comprende la lezione, si presenta dagli emissari del boss e dimezza quel che gli è dovuto. Il presidente dei piccoli industriali ricompensa con 15 mila euro la mediazione della camorra. Ne risparmia duecentomila. Tutti contenti. Tutti perdenti perché l’imprenditrice come l’architetto si sono ficcati da soli in quel “buco nero” – appunto – da cui difficilmente verranno fuori. È l’altro insegnamento che si ricava dal lavoro di Cantone e Di Feo. La mafia si regge su un equilibrio in cui nessuno ha davvero un interesse individuale immediato a comportarsi differentemente da ciò che fa. Nessuno ha davvero l’intenzione di combatterla, anche se tutti sono consapevoli degli esiti catastrofici che l’industria della protezione produce per la collettività. Sarà anche disgraziata e minacciosa, ma la protezione mafiosa riesce a trasformare la sfiducia in un affare redditizio e a soddisfare gli interessi e gli affari di molti. È un’interpretazione che, condotta alle sue conseguenze più radicali, può scardinare qualche convinzione molto diffusa. La mafia non è più “Stato nello Stato”, non ha ideologia né giuridicità. Non è un’istituzione centralizzata, ma un cartello di imprese. Non ha cittadini, ma soltanto clienti. Lo stato delle cose, disegnato ne I Gat-

Cosa Nostra non è più uno “Stato nello Stato”, non ha un’ideologia, non è solo un’istituzione centralizzata È un cartello di imprese topardi, mostra la debolezza delle politiche della sicurezza dei governi – di oggi come di ieri. Efficaci nella demolizione delle strutture militari e del mondo “visibile” delle mafie, sono incapaci di affrontare – ribaltandola – quella mancanza di fiducia, in particolare nello Stato o più in generale nel potere pubblico, che provoca la convenienza della protezione privata della mafia. Debilitato il potere mafioso, bisognerebbe ricostruire la società e – nella società – una strategia della fiducia reciproca e di affidamento allo Stato. Il lavoro è lunghissimo, ma comprendere che cosa accade di nuovo ora – come è possibile leggendo I Gattopardi – è già un piccolo passo lungo questa strada. © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

CULTURA R2CULTURA

■ 58

Ieri l’intervento a Parma del fondatore di “Repubblica”

I nuovi libri dei due scrittori sono dedicati ai più piccoli. Quello dell’israeliano lo è esplicitamente mentre l’autore anglo-indiano l’ha fatto per il figlio con un occhio agli adulti

SCALFARI: IL NOSTRO LIBRO È LA COSTITUZIONE

LEFAVOLE DEI

BENEDETTA PINTUS PARMA n appello al moralismo. Un moto di indignazione che scuota gli italiani incapaci di far prevalere l’amore per gli altri all’amore per se stessi. È stato questo il messaggio che Eugenio Scalfari ha lanciato alla platea di docenti, studenti e ricercatori che l’hanno accolto nell’Aula magna dell’università di Parma, dove il fondatore di Repubblica ha incontrato i professori parmigiani firmatari del “grido di allarme” in difesa della Costituzione italiana. Una presa di posizione contro il “berlusconismo” stilata otto mesi fa e firmata fino a oggi da quasi 600 docenti e ricercatori degli atenei italiani, diventando un manifesto di presa di coscienza nazionale. «Non può esistere un vero ebreo che non conosca la Torah, non può esistere un musulmano che non conosca il Corano, eppure esistono tanti, troppi, italiani che non conoscono la Costituzione, e questo rende possibile violentarla, come avviene da 15 anni a questa parte», affermano i promotori dell’iniziativa, chiedendo a gran voce una proposta di legge che renda obbligatorio nelle scuole superiori e tra gli esami universitari lo studio SCALFARI della Costituzione. Ed eccoli stipati tra le pan- Eugenio Scalfari che di legno della grande sala durante l’intervento dell’ateneo parmigiano, i rap- di ieri a Parma presentanti di quella parte di in cui il giornalista tratteggia gli istinti peggiori del popolo del Belpaese: «Ci sono dappertutL’incontro nell’Aula Magna to, ma in nessun altro posto è dell’Università, presenti i stato permesso che salissero al docenti che hanno firmato governo». “il grido d’allarme” in difesa Un governo dove, per difendere il presidente del Considella carta fondamentale glio, si vorrebbe tracciare una linea netta tra la sfera morale Italia che si sente ferita e avvili- pubblica e quella privata. ta da quindici anni di “ciarpa- «L’uomo pubblico non ha dime politico”, scandali sessuali ritto al privato, esiste una legge e leggi ad personam. L’indi- in proposito», afferma il fongnazione è palpabile, la misu- datore di Repubblica. «La clasra sembra essere colma. Dalla se politica dovrebbe essere di REPUBBLICA città dove è stata firmata la Car- esempio per i cittadini». Il berRADIO TV ta sulla “sicurezza” che ha per- lusconismo, invece, è «l’ideomesso ai sindaci di diventare logia della conservazione del A Repubblica sceriffi, potrebbe partire un potere». Un’ideologia vincentv, alle 16.30, moto di ribellione che provi a te, perché «tutti vorremmo povideoforum svegliare il torpore dell’Italia ter fare quello che vogliamo». con Eco. Che addormentata. Ma c’è ancora una speranza, risponderà «Come è possibile che l’i- come spiega una delle promoalle vostre deologia berlusconiana sia an- trici del manifesto parmigiadomande. cora al potere?», si chiedono gli no: «L’altra sera gli ascolti delScrivete a intellettuali. «Il rispetto delle la trasmissione Vieni via con repubblicatv istituzioni non fa parte della me hanno battuto quelli del @repubblica.it nostra storia», è la risposta di nefasto Grande Fratello, grazie Scalfari. «Gli italiani – ammet- ai giovani e ai laureati. Sono lote – non hanno fatto propri i ro che potranno smuovere la principi fondanti degli stati società civile e portare avanti moderni. La libertà esiste solo un moto di ribellione contro per noi stessi e non c’è ugua- l’amoralità che ci sta soffocanglianza, ma invidia per chi ha do». Per salvare un Paese dove più di noi. Se parliamo di fra- quello che sembra mancare è il ternità, poi, in Italia quando si coraggio di indignarsi, anche incontra qualcuno per terra lo se la Costituzione viene fatta si scansa, perché non ci rovini carta straccia. la serata». Un ritratto avvilente © RIPRODUZIONE RISERVATA

U

GRANDI

SE GROSSMAN E RUSHDIE SCRIVONO AI BAMBINI SIMONETTA FIORI

utti i grandi scrittori sono stati bambini una volta, ma in pochi se ne ricordano. Furono capaci di ricordarselo Italo Calvino e Dino Buzzati, Elsa Morante e Mario Rigoni Stern. La soglia è stata varcata anche da affabulatori quali Jorge Amado e Gabriel García Márquez. Ma generalmente rare e solitarie appaiono le incursioni dei “narratori alti” nel territorio per ragazzi. In Italia lo steccato appare invalicabile, ma anche altrove restano i confini. Anche per questo è una felice coincidenza l’arrivo in libreria, nello scaffale per i più giovani, di due romanzieri di gran fama, David Grossman e Salman Rushdie, che al tema dell’infanzia e dell’adolescenza hanno dedicato alcuni dei loro capolavori, e ora tornano a giocare con i bambini seguendo traiettorie differenti, come diversi sono stili e personalità. Lo scrit- per il piacere anche degli adulti tore israeliano ricorre a una (Mondadori, collana “Scrittori grammatica fantastica capace di italiani e stranieri”, pagg. 212, euavvolgere delicatamente i più ro 19,50, traduzione di Delfina piccoli, e sembra quasi di sentirlo Vezzoli). E se Grossman mostra di leggere le storie di Ruti vuole dor- divertirsi con il bambino che è mire secondo i suoi modi attenti e stato, Rushdie mette in scena il affettuosi (Mondadori, collana bambino che è ancora oggi, in“Contemporanea” età 6-10 anni, dossando i panni di un cantastorie un po’ squinternato, il “favoloso Scià del bla-bla” o anche il “rinomato Oceano della nozioni”. L’autore dei Però una consuetudine li uni“Versetti satanici” sce, e va cercata nei due persoha spiegato: “Credo che naggi che compaiono nei loro tisaranno i bimbi toli, Ruti e Luka: altro non sono che i figli rispettivamente di Grosa salvare i loro genitori” sman e Rushdie, i destinatari reali delle loro invenzioni recitate la pagg. 96, euro 15, traduzione di sera accanto al letto, in una trama Alessandra Shomroni). In Luka e di corrispondenze tra arte e vita GLI AUTORI Salman il fuoco della vita il narratore an- che sembra ripetersi ogni volta Rushdie e gloindiano dispiega la potenza che un grande scrittore si mette a sopra della sua immaginazione gorgo- scrivere per i più piccoli. Si scrive David gliante, in un profluvio di allego- per il proprio figlio, nipote o anGrossman rie, nonsense e giochi di parole che per il primogenito dell’ami-

T

co. Comunque per un pubblico ristretto, di cui si conoscono curiosità e passioni segrete. È Bianca Pitzorno a ricordarcelo in Storia delle mie storie, una guida a linguaggi e proiezioni della letteratura per ragazzi. Lewis Carroll scrisse Alice nel paese delle meraviglie per le tre sorelline Liddel, dopo averglielo raccontato a voce durante una gita in barca. Anche Peter Pan era stato il frutto del rapporto tra James Matthew Barrie con il più piccolo dei fratellini Davies. E Il piccolo principefu pensato per il migliore amico di Saint-Exupéry, un adulto dunque, Leone Werth, però riandando indietro al bambino

A Parigi

I VANDALI DEL PENNARELLO DANNEGGIANO TELA DI BASQUIAT PARIGI — Una tela del pittore JeanMichel Basquiat, esposta al Museo d’arte moderna della città di Parigi per una retrospettiva dedicata all’artista, in occasione del cinquantesimo anniversario della nascita, è stata danneggiata con tracce di pennarello ed è stato deciso di ritirarla: lo ha detto il direttore del museo, Fabrice Hergott. Si tratta della tela “Cadillac Moon 1981”, che è stata rovinata all’angolo inferiore sinistro con piccoli tratti di pennarello di uno o due centimetri: «E’ una cosa che non si sarebbe notata. E’ stato il restauratore della mostra — ha spiegato Hergott — che passa regolarmente per i controlli, a notare che un’opera era stata imbrattata lievemente con un pennarello. Abbiamo avvertito il proprietario e il quadro sarà tolto».

L’OPERA “Cadillac Moon 1981”


la Repubblica

@

VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

L’INCIPIT/1

L’INCIPIT/2

Ruti sogna di continuare a dormire

C’erano una volta Luka, il suo cane e l’orso ballerino

DAVID GROSSMAN

SALMAN RUSHDIE

nche questa mattina Ruti è rimasta a poltrire a letto, non voleva alzarsi: «Non ho voglia di andare all’asilo» ha pigolato con una vocina sottile. «Voglio restare a letto, solo per oggi…». Il papà, che era vicino a lei, è stato un po’ in silenzio e poi ha detto: «Va bene, Ruti, puoi continuare a dormire fino a stasera». Ruti era sorpresa che il papà gliela desse vinta così. Ha aperto un occhio e ha domandato: «Anche fino a domani?». «Anche fino alle vacanze estive» ha risposto il papà arruffandole un po’ i capelli. «Anche fino a quando avrai dieci anni e tre mesi». Ruti ha sorriso sotto la coperta: «E mentre io continuerò a dormire tutti gli altri bambini andranno all’asilo?». «Perché no?» ha IL LIBRO/1 osservato il papà. “Ruti vuole «Tu continuerai a dormire” dormire e loro an- Mondadori dranno all’asilo, giocheranno, disegneranno e ascolteranno le storie della maestra Irit. Poi torneranno a casa e il giorno dopo andranno di nuovo all’asilo mentre tu continuerai a dormire…». «Sotto la mia bella copertina…» ha bisbigliato Ruti raggomitolandosi un po’. © 2004, 2010 David Grossman © 2010 Arnoldo Mondadori Editore per l’edizione italiana e le illustrazioni Titolo dell’opera originale Ruti tishan vetishan (Ruti Will Sleep and Sleep)

A

era una volta, nella città di Kahani nella terra di Alifbay, un bambino di nome Luka che aveva due animali prediletti, un orso chiamato Cane e un cane chiamato Orso, cosicché ogni volta che gridava «Cane!» l’orso caracollava amabilmente sulle zampe posteriori, e quando gridava «Orso!» il cane si precipitava da lui scodinzolando. L’orso bruno Cane a volte poteva essere un po’ brusco e scontroso, ma era un ballerino straordinario, capace di rizzarsi sulle zampe posteriori ed eseguire con grazia ed eleganza il valzer, la polka, la rumba, il wah-watusi e il twist, per non parlare delle danze di terre più vicine come il bhangra martellante, il ghoomar con le sue giravolte (per il quale indossava un’ampia gonna ornata di specchietti), le danze dei guerrieri note come spaw e thang-ta, e la danza del pavone delle regioni meridionali. Il cane Orso era un labrador color cioccolato, IL LIBRO/2 dolce e amichevole, an- “Luka e il che se a volte un tantino fuoco della vita” eccitabile e nervoso; era Mondadori assolutamente negato per il ballo, avendo, come si suol dire, quattro piedi sinistri, ma per compensare la sua goffaggine possedeva il dono di un orecchio musicale perfetto, tanto che poteva segnalare uno stormo cantando, ululando le melodie delle canzoni più in voga, senza mai prendere una stecca. Il cane Orso e l’orso Cane divennero presto molto più che gli animali prediletti di Luka. © 2010 Salman Rushdie © 2010 Arnoldo Mondadori Editore Titolo dell’opera originale Luka and the Fire of Life

programmi radiofonici per bambini, non nasconde i risvolti privati dei suoi racconti per ragazzi, quasi sempre interpretati da Ruti, Yonatan e Uri, il figlio perduto in guerra. Ma nel romanzo di Rushdie l’autobiografia è ancora più dichiarata, con i due fratelli protagonisti Luka e Harun d’età esattamente coincidente con quella dei suoi figli, e con il richiamo esplicito al “Mar delle Storie” attraversato nel libro precedente. Così come ritorna il vecchio padre Rashid, l’autoritratto bonariamente ironico dell’autore che si rappresenta disarmato dinanzi alle paure della paternità. E che in entrambi i racconti affida la pro-

pria sopravvivenza alla prole. «I figli sono la mia più grande consolazione e sono convinto che per

Ci sono molti aspetti autobiografici anche nei racconti di “Ruti” che disegnano una sorta di grammatica fantastica molti genitori rappresentino la salvezza», ha dichiarato lo scrittore, reduce dal quarto fallimento coniugale. Ma non c’è il rischio di schiacciarli sotto la zavorra delle responsabilità? «I figli pensano

■ 59

C’

© RIPRODUZIONE RISERVATA

che era stato. Nel caso di Luka, Rushdie confessa di averlo scritto per Milan, il figlio tredicenne avuto dalla sua seconda moglie, così come vent’anni prima aveva scritto Harun e il Mar delle Storie per Zafar, il primogenito condiviso con un’altra consorte. È la “gelosia segreta” di Milan-Luka per Zafar-Haroun — voleva avere anche lui il “suo” romanzo — che ha spinto Rushdie alla nuova avventura, esemplare contaminazione tra fiaba classica e videogame, tra le seduzioni fantastiche di Le Mille e una Notte e i livelli di gioco sul genere di Super Mario. Anche Grossman, che pure cominciò la sua carriera lavorando a

PER SAPERNE DI PIÙ www.mondadori.it www.unipr.it

sempre di dover salvare i genitori. Anche se è solo per mostrarti come funziona il computer», così Rushdie se l’è cavata sul Guardian. In Luka e il fuoco della vita, per risvegliare il padre Rashid da un sonno mortale (metafora della fatwa?), il giovane protagonista va alla ricerca della fiamma salvifica sulla Montagna della Conoscenza, attraversando il Mondo Magico che è la versione rushdiana di Narnie, Terre di mezzo e Paesi delle Meraviglie. Ci si imbatte in uccelli elefanti, orchi, pipistrelli, creature raccapriccianti, ma anche in paure, speranze, amori, lutti, scherzi, buone e pes-

© RIPRODUZIONE RISERVATA

sime idee, insomma in quel marasma di storie che è la letteratura. La morale potrebbe essere che c’è salvezza solo nelle storie e dunque nella letteratura, ma questo vale per i lettori adulti. Anche Luka, come tutti i classici per ragazzi, ha diversi livelli di lettura, e non è un caso che quando esordì con Harun e il Mar delle StorieRushdie rivelò di essersi ispirato al Calvino della trilogia fantastica. Vi cercava la misura che consente di scrivere anche per i più giovani, senza però doversi censurare. Un equilibrio che solo i grandi scrittori sanno trovare. Purché si ricordino di essere stati bambini. © RIPRODUZIONE RISERVATA

I casi CARROLL L’autore di “Alice nel paese delle meraviglie” raccontò la sua storia a voce alle tre sorelline Liddell durante una gita in barca

BARRIE Anche nel caso di Matthew Barrie alle origini di “Peter Pan” c’è l’amicizia con il piccolo Peter Davies, che ha ispirato la favola

SAINTEXUPÉRY Quando scrive “Il piccolo principe” lo scrittore aviatore ha in mente l’infanzia e i racconti del suo amico Leone Werth

CALVINO Al suo esordio con “Harun e il Mar delle Storie”, Rushdie rivelò che il modello a cui aveva guardato era la trilogia fantastica scritta da Italo Calvino


la Repubblica

SPETTACOLI

VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

&TELEVISIONE

■ 60

Il grande produttore italiano, nato a Torre Annunziata 91 anni fa, è morto ieri nella sua casa di Los Angeles

Ciao

Dino

Addio a De Laurentiis campione del nostro cinema e re di Hollywood IRENE BIGNARDI osa unisce (o univa) mondi diversi come quello di Totò a colori e di Serpico, di Riso amaro e di I tre giorni del Condor, di La strada e di Guerra e pace, di Una vita difficile e di Velluto blu? Cosa ha collegato in maniera imprevedibile Torre Annunziata a Los Angeles, il cinema popolare al cinema grandi firme, il neorealismo ai kolossal, i film d’autore ai blockbuster, l’intelligenza napoletana alla grande imprenditorialità hollywodiana? La “cosa”, il personaggio magico e unico, era lui, Agostino, poi Dino, De Laurentiis, nato a Torre Annunziata (l’8 agosto 1919), figlio di un pastaio. Cresciuto per le strade di Napoli vendendo i prodotti del babbo. Scomparso, a 91 anni, a Los Angeles, ormai un mito, dopo essere stato — tra alti e bassi, successi e insuccessi, disavventure e drammi, fughe e traslochi, fiuto e casualità, fatica e colpi di fortuna — uno dei produttori più celebri dell’universo cinematografico, riconosciuto con i premi più importanti, marito di

Anni 40

Anni 50

Anni 60

Anni 70

RISO AMARO

LA GRANDE GUERRA

I TRE GIORNI DEL CONDOR

Regia di Giuseppe de Santis (1949)

Regia di Mario Monicelli (1959)

Regia di Sydney Pollack (1975)

C

si guardato allo specchio» (e, ovviamente, non essersi piaciuto), fu quella di spostarsi dietro la macchina da presa.

Con quella faccia, per la verità, sarebbe potuto diventare il nostro Edward G. Robinson. Si trasformò invece rapidamen-

te in un produttore intraprendente e creativo alla Lux Film, a cui venne presentato da Mario Soldati, e dove venne immediatamente riconosciuto come una fucina inesauribile di idee. Furono anni, quelli della Lux, tra il 1945 e il 1959, fondamentali per il cinema italiano — e anche per Dino. È sul set di Riso amaro, nel 1948, che Dino incontra una bellezza, procace e altera insieme, che si chiama Silvana Mangano. Si sposano nel luglio 1949, e, assieme, diventano una delle due coppie reali del cinema italiano: l’altra essendo quella co-

Nel 1949 sposò la Mangano da cui si separò dopo la morte dell’unico figlio maschio

L’esordio da attore Ma non si piaceva e passò subito dall’altra parte della cinepresa

una delle donne più belle del mondo, padre padrone di una schiera di figli e di discendenti. Un uomo che ha saputo usare l’avventurosa saggezza napoletana per scegliere, vedere lontano, rischiare, decidere. La prima decisione Dino De Laurentiis la prese lasciando Torre Annunziata e presentandosi men che ventenne al neonato Centro sperimentale di cinematografia con lo scopo di diventare attore. La seconda, dopo aver lavorato in un paio di film, e «dopo esser-

stituita da Carlo Ponti, a lungo suo socio nel cinema, e dell’altra grande bellezza mediterranea, Sophia Loren. Belle, bellissime le due signore. Tosti e brillanti i due soci che nel 1954 fondarono la Ponti-De Laurentiis, dalla cui fucina uscirono Guerra e pacee La Romana, Anni facili e Europa ’51, in una felice fusione di cinema d’autore e di grande spettacolo. Anni facili, sì, all’apparenza. Quando nel 1972 una legge cancellò i benefici grazie ai quali era nata la Hollywood sul

UNA VITA DIFFICILE Regia di Dino Risi (1961)

Anni 90

BODY OF EVIDENCE Regia di Uli Edel (1990)

Tevere di cui De Laurentiis era stato uno degli inventori e dei protagonisti, lui, pur avendo nel frattempo fatto il colossale investimento di Dinocittà, decise che per fare cinema era arrivato il momento di traslocare ancora una volta, e questa volta per Los Angeles. Dove si reinventò tutto, a partire da Serpico, che costruì su un’idea di Peter Maas e che lo lanciò nel firmamento hollywoodiano come il tycoon che era e che è stato fino alla fine, inventore di idee, finanziamenti, ten-

denze e filoni. Capace di riprendersi e di rialzarsi ogni volta dopo le disavventure e i problemi. Ma la vita non perdona la felicità. Nel 1981 moriva in un incidente aereo in Alaska il figlio Federico. Dino, come sempre, seppe reagire. Silvana Mangano da quella morte fu terribilmente segnata e ne fu segnato il loro matrimonio, che finì nell’83, dopo trentaquattro anni di passioni e contrasti (tra cui quello sul cinema, che Dino amava appassionatamente e che lei invece, sempre più bella, sempre più esangue, non amava più). Silvana Man-

Si devono a lui tanti capolavori: da “Riso amaro” a “La strada”, “Una vita difficile”, “Serpico” gano, pur circondata dalle tre figlie Veronica, Raffaella e Francesca, sarebbe rimasta sola, persa nel ricordo del passato e del figlio perduto. Dino avrebbe trovato una seconda compagna, Martha, una bella signora bionda che gli ha dato altre due figlie: Carolina e Dina. E avrebbe continuato nella sua vita audace, di sperimentatore, di polemista. Fino all’ultimo protagonista. Fino all’ultimo capofila di una grande casata del cinema. © RIPRODUZIONE RISERVATA


Sophia Loren

Il regista

Il presidente della Repubblica

“Non ho parole: sono molto addolorata”

Veronesi: era un grande, come King Kong

Napolitano: con lui risorse il cinema italiano

“Molto addolorata”: sono le uniche parole che riesce a pronunciare Sophia Loren, molto legata al produttore scomparso.

Così il regista Giovanni Veronesi: «Dino era un grande produttore, un grande mangiatore di spaghetti, un grande... Come King Kong!».

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «Ha contribuito alla rinascita del cinema italiano nel dopoguerra».

Il ricordo

■ 61

Il nipote Aurelio: in famiglia lui era il grande comunicatore “Mi diceva: vieni in America, qui non si fanno film”

ROMA urelio De Laurentiis, presidente del Napoli calcio e fondatore della Filmauro, è il figlio di Luigi, fratello di Dino. Ha ricevuto la notizia della morte dalla cugina Raffaella: «Mi ha chiamato da Los Angeles e mi ha detto solo: “Papà non c’è più”. Dino aveva qualche problema circolatorio, ma è morto serenamente. Era vitale: a 91 anni fumava il suo sigaro, non si negava i piaceri della vita». Che ricordi ha della vostra famiglia? «Il patriarca era nonno Aurelio, mio padre Luigi era l’intellettuale, Dino il grande comunicatore: interpretava già il ruolo di produttore americano. Capì presto che non avrebbe potuto farlo in Italia e partì per l’America. Cercò di convincermi a seguirlo, ma io volevo restare in Italia, erano gli anni, bellissimi, della contestazione. Mi disse: “Ti rispetto, ma fai una sciocchezza, in questo

A

paese il cinema non si può fare”». Da bambino seguiva papà e lo zio sul set? «Andavo da Enzo, il barbiere degli stabilimenti cinematografici. Mi raccontava i segreti dei teatri di posa. Lo trovai un giorno che pelava a zero Jean Moreau, Carla Gravina e mia zia Silvana. Mi spaventai. Mi dissero, che avevano una malattia e io chiedevo preoccupato: “Anche la zia

ZIO E NIPOTE Nella foto in basso, Dino De Laurentiis (a destra) con la moglie Martha e il nipote Aurelio

è malata?”. Giravano il film Jovanka e le altre. In un altro studio incontravo Totò che mi faceva una carezza e mi regalava una battuta. Vedere loro due in quel paese dei balocchi mi ha lasciato la sensazione di non distinguere tra gioco e professione». Lei è stato anche sui set americani? «Sì. Su quello di King Kong zio e Carlo Rambaldi erano alle pre-

L’isola

Gli feci riscoprire Capri e non l’ha mai più abbandonata. Il suo pregio? Ascoltava tutti Il difetto? Non ascoltava nessuno

Anni 80 Le reazioni

Lizzani: ero comunista e mi fece lavorare

L’ANNO DEL DRAGONE Regia di Michael Cimino (1985)

REPUBBLICA.IT Dossier su De Laurentiis con videointervista e filmografia

ROMA — Giancarlo Giannini ricorda che «fu il primo che mi chiamò, ventenne, in un film americano, Lo sbarco di Anzio. Ho lavorato molto con lui. Mi stimava. Mi impose a registi, in Hannibal fece pressioni su Ridley Scott darmi un ruolo. Era un produttore unico, anomalo. Non usava mai la parola film, diceva invece “avventura”, intesa come viaggio della fantasia». Giannini sorride: «Ricordo le sue telefonate a sorpresa, ero in un negozio a Milano, mi proponeva un progetto, e contrattavamo il compenso in mezzo alla

se con il bestione, non si capiva bene come si sarebbe mosso. Ma lui non temeva l’insuccesso. Era la sua forza». Il ricordo più bello? «Quando gli feci riscoprire Capri. Da ragazzino raccontava che, con Soldati e Longanesi, durante l’occupazione tedesca vendevano le bottiglie con scritto Acqua della Grotta Azzurra come souvenir agli americani. Lui non

strada». Oltre al produttore, l’attore rimpiange l’amico: «Le bellissime sere nella sua casa a Los Angeles, cucinava per me il ragù napoletano». Carlo Lizzani: «Abbiamo iniziato quasi insieme, con Riso amaro, di cui firmai la sceneggiatura. Fummo nominati agli Oscar e Dino lo ricordava con piacere. E poi Il gobbo, Il processo di Verona. Quando si trasferì in America mi invitò a seguirlo con affettuosa insistenza, ma io non ebbi la forza. A New York poi facemmo un film di successo, Crazy Joe. Il film slittò di un anno. Peccato, per-

ché Dino avrebbe voluto affiancarmi come aiuto regista Martin Scorsese, che nel frattempo, però, debuttò in proprio». «Di recente — continua il regista — c’eravamo sentiti per il film su Totò e per un progetto sulla mafia, un film crudo». «Era affettuoso e coraggioso. Nel ‘57 era per me un momento difficile, c’era un’ondata maccartista in Italia, io gli dissi chiaramente che avevo bisogno di lavorare. E lui, che aveva apprezzato i miei film, non ebbe paura del comunista».

c’era più stato. Io lo invitai e da allora non l’ha più abbandonata». Avevate una passione comune? «Quella per il cibo. Ha inventato negli anni 70 lo spaghetti breakfast con cui conquistava autori di Los Angeles e New York, Si è portato in America il suo cuoco napoletano. Eravamo due cultori del cibo e ottimi cuochi. Negli anni 80 ci chiudevamo nel ristorante Matsuhisa a Los Angeles per ingozzarci di raffinati cibi giapponesi». Il più grande pregio e il più grande difetto? «Ascoltava tutti senza ascoltare nessuno. Ha spinto l’acceleratore della sua vita fino all’ultimo». (a.fi.) © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

@

SPETTACOLI & TV R2SPETTACOLI

Ciao

PER SAPERNE DI PIÙ www.imdb.com/name/nm0209569/ mmedia.kataweb.it/foto/26953557/addio-a-dino-de-laurentiis

L’ultima intervista “Così la Rai rifiuta il mio film su Totò”

Dino L’ABBRACCIO De Laurentiis e Totò alla prima a Napoli di La Bibbia, ottobre 1966

Sognava un omaggio all’amico

ARIANNA FINOS

La curiosità

ROMA a Rai ha ucciso il mio sogno di un film su Totò». Così Dino De Laurentiis, si sfogava, amareggiato, al telefono dal suo studio di Los Angeles, poche settimane fa. Una delle sue famose chiamate a sorpresa («Sono Dino De Laurentiis e sono a sua disposizione...»). L’ultimo progetto del produttore era «un omaggio cinematografico al più grande e misconosciuto dei comici italiani». Un film per raccontare la vita drammatica di Totò con l’aiuto dei più grandi scrittori, registi e showmen italiani. «Io avrei prodotto, la Rai distribuito», spiegava stupito e stizzito: «Dopo un primo entusiasmo, i dirigenti dell’azienda pubblica, con mia grande meraviglia, hanno cestinato Totò: poco interessante». L’idea che De Laurentiis accarezzava da un trentennio si era trasformata in un progetto concreto da un anno. Aveva trovato l’interprete fisicamente perfetto di De Curtis in Francesco Paolocci, truccato dal fratello Gaetano, mago degli effetti speciali. Nel vederlo, Dino s’era commosso. Ricordava: «Il mio sodalizio artistico e umano con Totò è durato un ventennio, fino alla sua morte, nel ‘67. Con me ha fatto decine di film. Fui io a convincere Eduardo De Filippo, con cui producevo al 50 per cento Napoli milionaria, a ingaggiare Totò per interpretare il finto morto. Eduardo e Antonio non erano in buoni rapporti. Si stimavano, non si parlavano. Eduardo non voleva chiamare il collega. Quando lo fece, Totò non gli diede il tempo di finire di l’invi-

■ 63

«L

Paolocci, il sosia perfetto che ingannò anche la figlia ROMA — Il film su Totò era diventato possibile grazie alla tenacia dei fratelli Paolocci. Artisti degli effetti speciali, avevano lavorato con De Laurentiis nel film Silver Bullet, nell’83. Dopo anni di tentativi, Francesco è diventato il sosia di Totò grazie al trucco del fratello Gaetano. Liliana De Curtis, vedendo un video-confronto dei due attori, non ha distinto l’imitazione dall’originale.

Dolore

Volevo raccontare la storia del più grande comico italiano, Del Noce disse che Totò non gli piaceva e non era interessato. Per me fu un dolore Amicizia

Con lui avevo fatto decine di film, un sodalizio artistico e umano durato un ventennio. Ero con lui anche quando diventò cieco sul palco

In edicola

Con “Repubblica” e “L’espresso” il meglio del genio comico ROMA — “Punto, punto e virgola, punto e un punto e virgola” è il titolo del primo degli otto dvd dell’AnTOTÒlogia,collana in edicola da oggi insieme a Repubblica e L’Espresso (a 9.90 euro in più). I brani, scelti tra il repertorio cinematografico di Antonio de Curtis da Lello Arena, è organizzata sulla base di percorsi tematici, ogni volta diversi, che mostrano come il grande comico raccontava i diversi aspetti della vita: le donne, la malattia, il potere. Il primo è dedicato alla lingua, uno degli strumenti più potenti della comicità di Totò che ha sempre giocato con le parole. Ciascun dvd è intitolato con una delle celebri battute: “Ma mi faccia il piacere!”, “Signori si nasce e io lo nacqui, modestamente”, “E poi dice che uno si butta a sinistra”, “E’ la somma che fa il totale”, “Ogni limite ha una pazienza”, “Bazzecole, quisquilie e pinzillacchere”). In aggiunta, in ciascun pacchetto, ricordi inediti della nipote di Totò, Diana de Curtis, per un ritratto privato dell’attore, e un libretto biografico con le testimonianze di grandi artisti (nel primo ci saranno Eduardo e Peppino De Filippo, la sua ultima compagna, l’attrice Franca Faldini), che hanno lavorato con Totò nel corso della sua carriera.

to: “È un onore lavorare con te — disse — sono a tua disposizione”. Perché Totò non era solo un grande artista, era un’anima grande», ricordava Dino. Era stato vicino al comico nel momento di grande dolore, «il tradimento della prima moglie, che lo lasciò. Fu un colpo terribile, che avrebbe sublimato nella canzone Malafemmena.

Dopo non fu più lo stesso». Ancora un momento di commozione nel raccontare di quando «durante uno spettacolo Totò aveva perso la luce degli occhi, diventando cieco. Aveva continuato sul palco, il suo show, che era stato il più grande di sempre, il pubblico applaudiva impazzito». De Laurentiis voleva trasformare

questi ricordi, intimi e spesso sconosciuti, in episodi di un film collettivo. «Si erano resi disponibili a quest’atto d’amore scrittori come Umberto Eco e Raffaele La Capria, i registi Paolo Sorrentino, Carlo Verdone, Mario Monicelli, Carlo Lizzani, perfino star come Fiorello e Celentano». La salute, confessava De Laurentiis, non gli con-

sentiva più viaggi oltreoceano: «Ho pensato di produrre personalmente il film, ma era necessaria una distribuzione in Italia. Ho telefonato al direttore della Rai, Mauro Masi, che si è detto interessato: “Ti chiamerà l’amministratore di Raicinema”. Quella telefonata non è mai arrivata. Il mio partner italiano, Fulvio Lucisano, è stato dirottato su Fabrizio Del Noce, per la versione televisiva. La risposta del direttore di Rai Fiction è stata che Totò non gli piaceva e non era interessato al film. Ne sono rimasto meravigliato. E addolorato. Ma non rinuncio». Del Noce aveva confermato il rifiuto, motivandolo con il fatto che c’erano già troppe biografie in cantiere. Alla notizia che il nipote Aurelio De Laurentiis prepara la versione restaurata di Totò 3D — Il più grande spettacolo del mondo, Dino aveva reagito con allegria e rabbia: «Bravo Aurelio. Una bella pubblicità per Totò. Dimostra che interessa ancora tutti. Tranne che la Rai e i suoi dirigenti». © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

@

SPETTACOLI & TV R2SPETTACOLI

■ 64

Morgan: “Belen a Sanremo? Lei ci va perché è innocua”

Il festival IL FILM “Hereafter” (foto) di Clint Eastwood chiuderà il Torino Film Festival in anteprima europea

“Hereafter” di Eastwood chiuderà la rassegna

DAL NOSTRO INVIATO CARLO MORETTI SANREMO organ è contento, dice di essere un papà soddisfatto. La causa per l’affidamento di Anna Lou, la figlia avuta da Asia Argento, si è conclusa. «Ci siamo accordati. L’affido lo lascio ad Asia, ci sono anche problemi logistici: loro sono a Roma e io a Milano. Abbiamo preso accordi affinché io possa stare per periodi anche lunghi insieme a mia figlia. Il resto sono parole. La realtà dei fatti è che è stato stabilito il diritto di visita, è stato accertato che sono un buon papà per Anna Lou, e grazie alle testimonianze sono state smontate tutte le ipotesi sull’incapacità genitoriale. Hanno infatti ritirato la richiesta. Anche l’intervista in cui parlavo della droga non è servita a niente, si è capito il senso e il contesto in cui ho detto quelle parole». Ieri sera tra gli ospiti del Premio Tenco, Morgan ha cantato anche Non insegnate ai bambinidi Gaber, quasi un suggello sull’intera vicenda. Com’è stata questa battaglia? «Di umiliazioni ne ho subite tante, anche da chi m’invidia, ci ho fatto il callo. E questa si è aggiunta alla lista». Dopo tante esclusioni dalla tv, ora lei è un ospite ricercatissimo e a breve partiranno due trasmis-

PER SAPERNE DI PIÙ www.torinofilmfest.org www.marcomorgan.it

M

Il “colpo” di Torino che si aggiudica Clint

Reazioni

Di fronte a me le reazioni sono due: o si considera folle ciò che faccio oppure lo si comprende bene e lo si sfrutta per fare soldi, senza però che io lo sappia

sioni, una per RaiDue, e una per Deejay Tv: “Invece no”, dal 17 novembre. La legge del contrappasso? «O forse sovraesposizione. O semplice caos. Il programma di Deejay Tv sarà diverso dai soliti show delle tv musicali. Una bella occasione di cui ringrazio Linus. Ma devo ammettere che sono tutti un po’ spaventati, non sono abituati a lavorare in modo non canonico. Di fronte a me le reazioni sono due: o si considera folle ciò che faccio, oppure lo si comprende benissimo e lo si sfrutta per far-

CANTANTE Dal 17 novembre Morgan sarà protagonista di “Invece no” su Deejay Tv

ci soldi, senza però che io lo sappia. Io sono nella situazione di cui abbiamo tante volte letto nella storia del rock, quando le star ti raccontano che da giovani gli rubavano i soldi». Ha molte opportunità, comunque. «Io non so perché me le danno, sono come tanti altri che studiano la musica. La mia genialità, se c’è, sta nella canzone e guarda caso è la cosa che mi viene disconosciuta. Questo farmi fare altro in effetti mi allontana dalla scrittura delle canzoni, e mi vorrebbe trasfor-

mare in un conduttore tv, svuotandomi di senso». L’hanno fatta fuori da Sanremo per la droga, ora una delle conduttrici, Belen, ha ammesso di averne fatto uso. Due pesi e due misure? «Belen che parla di sballo non m’interessa. Lei va a Sanremo perché è innocua. Del resto Galileo e Cervantes li hanno messi in galera. Ma sa che forse la galera potrebbe anche salvarmi? Lì non si fa né uso né di droga né di computer».

ROMA — Il colpo più grosso il Torino Film Festival se lo gioca in chiusura, il 4 dicembre: l’anteprima europea del nuovo film di Clint Eastwood, Hereafter: «Tra le rassegne che si sono battute per averlo, siamo stati scelti noi», gongola il direttore artistico Gianni Amelio. Malgrado il budget fermo a 2,6 milioni di euro, il programma dell’edizione 28, che parte il 26 novembre, s’annuncia ricco e interessante. Sedici film in concorso, una possente retrospettiva su John Huston di Emanuela Martini, l’incontro con John Boorman. Della gara, riservata a registi massimo all’opera terza, Gianni Amelio dice entusiasta: «Non vorrei essere nei panni del presidente di giuria Marco Bellocchio, costretto a scegliere». Per l’Italia corre Alessandro Piva con il noir Henry, dal libro di Giovanni Mastrangelo. Tra gli altri Bang Bang club, su 4 fotografi in Sudafrica prima della fine dell’Apartheid, Four lions, commedia corrosiva sul terrorismo, Soulboy versione irlandese di La febbre del sabato sera e Vampires, mokumentary su una famiglia di vampiri belgi. Nella sezione Festa Mobile 127 hours di Danny Boyle, Napoli 24, opera collettiva (tra i registi Paolo Sorrentino) e The special relationship, sul rapporto tra Tony Blair e Bill Clinton. (arianna finos)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica

@

R2PROGRAMMI

VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

PER SAPERNE DI PIÙ tv.repubblica.it www.babel.tv

■ 65

CANAL GRANDE DI ANTONIO DIPOLLINA BABEL PER GLI IMMIGRATI, SKY FA IL SERVIZIO PUBBLICO

LIBRIDINE Francesco Piccolo nei suoi Momenti di trascurabile felicità. Inge Feltrinelli e l’incontro con Ernest Hemingway. Consigli, stroncature e classifiche. Con Desalvo, Luperini e Vincenzi. 20.10 RAI 1

G

SKY

da noi in tv da Ale&Franz. Seguono informazione, serie tv importate e magazine sugli stranieri che, da titolo, “ce l’hanno fatta”. Davvero curioso che non sia materia da servizio pubblico, qualcuno dirà che solo il mercato sa muoversi in queste occasioni. Ma Babel è una mezza istituzione, e siccome è stato ufficialmente sancito nei mesi scorsi da un incontro tra Murdoch jr. e Gianfranco Fini probabilmente è anche rivoluzionario, nell’accezione in voga da noi negli ultimi tempi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

CANALE 5

RAI 3

RAI 2

6.10 Quark Atlante 6.30 Tg1 Previsioni sulla viabilità 6.45 Unomattina. All’interno: Che tempo fa; 7.00-8.009.00 Tg1; 7.30 Tg1 L.I.S.; 7.35 Tg Parlamento; Tg1 Focus; 9.30 Tg1 Flash 10.00 Verdetto finale 10.50 Appuntamento al cinema Che tempo fa 11.00 Tg1 11.05 Occhio alla spesa 12.00 La prova del cuoco 13.30 Telegiornale 14.00 Tg1 Economia - Tg1 Focus 14.10 Bontà loro 14.40 Se... a casa di Paola 16.10 La vita in diretta - con L. Sposini, M. Venier. All’interno: 16.50 Tg Parlamento / 17.00 Tg1 / 17.10 Che tempo fa 18.50 L’Eredità - con Carlo Conti 20.00 Telegiornale 20.30 Soliti Ignoti 21.10 I migliori anni - conduce Carlo Conti Tg1 60 secondi 0.05 Tv 7 1.05 L’Appuntamento - Scrittori in Tv 1.35 Tg1 Notte - Tg1 Focus 2.05 Che tempo fa 2.10 Appuntamento al cinema 2.15 Sottovoce 2.45 Rai Educational 3.15 Film: Lo spaventapasseri - J. Schatzberg, con G. Hackman, Al Pacino

SATELLITE

LI immigrati? Sul satellite, prego. Quello a pagamento di Sky dove da qualche giorno (al canale 141) è partita Babel, tv di altri mondi ma residenti in Italia. Nessuno ha le idee chiarissime su come dev’essere un canale tv dedicato ai cinque milioni di stranieri d’Italia, Babel è una sorta di tentativo a scansione verticale, che dedica ogni giorno a un’area geografica diversa. Il giovedì, quando tocca all’Albania, si scopre l’esistenza sulla tv di casa loro del format di improvvisazione teatrale portato

6.00 Extra Factor 6.20 Girlfriends - Tf 6.40 La peggiore settimana della nostra vita - Tf 7.00 Carton Flakes 9.15 Tgr - Montagne 9.45 Tracy & Polpetta Meteo2 10.00 Tg2punto.it 11.00 I fatti vostri 13.00 Tg2 Giorno 13.30 Tg 2 Costume e società 13.50 Eat Parade 14.00 Pomeriggio sul 2 16.10 La signora in giallo - Tf 17.00 Numb3rs - Tf 17.45 Tg2 Flash L.I.S. Meteo2 17.50 Rai Tg Sport 18.15 Tg2 18.45 Extra Factor - con Francesco Facchinetti 19.35 Squadra Speciale Cobra 11 20.30 Tg2 20.30 21.05 N.C.I.S. Los Angeles - Tf 21.50 Criminal Minds - Tf 22.40 Persone sconosciute - Tf 23.25 Tg2 23.40 L’ultima parola 1.10 Tg Parlamento 1.20 Extra Factor 1.50 Meteo2 1.55 Appuntamento al cinema 2.00 Tvm: Miss Marple - Sento i pollici che prudono di P. Medak, con G. McEwan 3.30 Stracult pillole Secondo Canale

6.30 Il caffè di Corradino Mineo 7.00 Tgr Buongiorno Italia/Tgr Buongiorno Regione 8.00 Rai 150 anni - La Storia siamo noi 9.00 Dieci minuti di... programmi dell’accesso 9.10 Figu album di persone notevoli 9.15 Agorà con Andrea Vianello 11.00 Apprescindere con Michele Mirabella 11.10 Tg3 Minuti 12.00 Tg3 Rai sport notizie Meteo 3 12.25 Tg3 Fuori Tg 12.45 Le storie-Diario italiano con Corrado Augias 13.10 Julia - Tf 14.00 Tg Regione Tg Regione Meteo 14.20 Tg3/Meteo3 14.50 Tgr Leonardo 15.00 Tg3 Flash L.I.S. 15.05 La strada per Avonlea - Tf 15.50 Tg3 Gt Ragazzi 16.00 Cose dell’altro Geo 17.40 Geo & Geo. All’interno: 18.10 Meteo3 19.00 Tg3 19.30 Tg Regione Tg Regione Meteo 20.00 Blob 20.10 Seconda chance - Tf 20.35 Un posto al sole 21.05 Film: The Manchurian Candidate - di J. Demme 23.20 Parla con me 0.00 Tg3 Linea notte Meteo3 1.00 Appuntamento al cinema 1.10 Rai Educational: Crash

STRANIERI I mondiali anti razzismo in onda su Babel

ITALIA 1

6.00 Prima pagina 7.55 Traffico / Meteo5 / Borse e monete 8.00 Tg5 Mattina 8.40 Mattino Cinque - Con F. Panicucci, P. Del Debbio 9.55 Grande Fratello pillole 10.00 Tg5 - Ore 10 10.05 Mattino Cinque - Con F. Panicucci, P. Del Debbio 11.00 Forum - Conduce R. Dalla Chiesa 13.00 Tg5 / Meteo5 13.40 Beautiful - Soap 14.05 Grande fratello pillole 14.10 Centovetrine - Soap 14.45 Uomini e donne 16.15 Amici - Real 16.55 Pomeriggio Cinque - Conduce B. D’Urso. All’interno: 18.05 Tg5 - 5 minuti 18.50 Chi vuol essere milionario Conduce Gerry Scotti 20.00 Tg5 / Meteo5 20.30 Striscia la notizia-La voce dell’improvvidenza con E. Greggio e E. Iacchetti 21.10 Io canto - Conduce Gerry Scotti 0.00 Chiambretti Night - Solo per numeri Uno 1.30 Tg5 Meteo 2.00 Striscia la notizia (r) 3.05 Uomini e donne 4.25 Amici (r) 4.50 Grande fratello 5.05 Will & Grace - Sitcom 5.30 Tg5 Notte 6.00 Meteo5

Cartoni animati Smallville - Tf Heroes - Tf Studio Aperto / Meteo Studio Sport Cotto e mangiato - Sitcom I Simpson - Tf My name is Earl - Tf Camera Café Camera Café ristretto Cartoni Il mondo di Patty Ugly Betty - Tf Studio Aperto Meteo Studio Sport Big Bang Theory - Sitcom I Simpson - Tf Trasformat Ale & Franz Sketch All Stars - Sitcom Studio Aperto Live Poker1mania Cinque in famiglia Tv Moda Media Shopping Film: La ripetente fa l’occhietto al preside - di M. Laurenti, con Anna M. Rizzoli, L. Banfi, A. Vitali 5.15 Media Shopping 5.30 Willy, il principe di Bel Air

6.40 8.40 10.30 12.25 13.00 13.40 13.50 14.20 14.50 15.30 15.40 16.40 17.35 18.30 18.58 19.00 19.30 20.05 20.30 21.10 22.15 23.30 1.15 2.15 2.55 3.35 3.50

[servizio a pagamento]

cinema mattina

09.00 Diverso da chi? - di U. Carteni Sky Cinema Family HD 09.45 Insoliti criminali - di K. Spacey Sky Cinema Mania 10.20 Fuori tempo massimo di B. Trenchard Smith Sky Cinema Max HD 10.50 Un principe in giacca e cravatta di G. Junger Sky Cinema Family HD 11.25 The Wrestler - di D. Aronofsky Sky Cinema Mania 12.25 Temple Grandin - Una donna straordinaria - di M. Jackson Sky Cinema 1 HD 13.15 Fuga dal matrimonio - di E. Burns Sky Cinema Mania

cinema pomeriggio

cinema sera

14.00 Underworld - di P. Tatapoulos Sky Cinema Max HD 14.20 Neverwas - La favola... - di J. Stern Sky Cinema Family HD 15.15 Amori miei - di Steno Sky Cinema Italia 15.35 Warbirds - di K. Gendreau Sky Cinema Max HD 16.05 Partner(s) - di D. Diamond Sky Cinema Family HD 16.55 Oliver! - di C. Reed Sky Cinema Classics 17.05 La rapina perfetta di R. Donaldson Sky Cinema Max HD 18.00 La figlia del mio capo - di D. Zucker Sky Cinema Family HD

21.00 La prima linea - di R. De Maria Sky Cinema 1 HD 21.00 Jacknife - Jack il coltello di D. Jones Sky Cinema Classics 21.00 Corsa a Witch Mountain di A. Fickman Sky Cinema Family HD 21.00 L'Onorevole Angelina - di L. Zampa Sky Cinema Italia 21.00 Kill Bill - Volume 2 - di Q. Tarantino Sky Cinema Mania 21.00 Il segreto di David - The Stepfather di N. McCormick Sky Cinema Max HD 21.15 La fidanzata di papà - di E. Oldoini Sky Cinema Hits HD

19.45 Bollettino Sportivo Eurosport 2 19.45 Juve vs Roma 15 anni di gol Sky Sport 1 HD 20.00 Biliardo: Blackball World Championship Eurosport 2 20.00 Wrestling: Ep. 20 WWE Superstars Sky Sport 2 HD 20.00 Basket: Miami Heat - Boston Celtics NBA Replica Sky Sport Extra 20.00 Calcio: Lecce - Inter Serie A Sintesi Sky Supercalcio HD 20.25 Watts (r) EuroSport HD 20.30 Calcio: Borussia Dortmund Amburgo Bundesliga Sky Sport 1 HD

20.30 Calcio: Borussia Dortmund Amburgo Bundesliga Sky Supercalcio HD 21.00 Boxe: Match da definire Incontro Internazionale EuroSport HD 21.00 Wrestling: Ep. 20 WWE Domestic Smackdown! Sky Sport 2 HD 22.00 Motocross: Speedway Grand Prix (r) Eurosport 2 22.30 Euro Calcio Preview Sky Sport 1 HD 22.45 Basket: Miami Heat - Boston Celtics NBA (r) Sky Sport 2 HD 23.00 Poker: Partouche Poker Tour Differita EuroSport HD

cinema notte

22.40 Deliria - di M. Soavi Sky Cinema Italia 22.45 Mimzy - Il segreto dell'universo di R. Shaye Sky Cinema Family HD 22.50 Le mie grosse grasse vacanze greche di D. Petrie Sky Cinema 1 HD 22.50 Ciao America! - di B. De Palma Sky Cinema Classics 22.55 Underworld - di P. Tatapoulos Sky Cinema Max HD 23.00 Romanzo criminale - La serie di S. Sollima Sky Cinema Hits HD 23.20 Davanti agli occhi - di V. Perelman Sky Cinema Mania

sport

18.30 Scherma: Campionato del Mondo EuroSport HD 18.30 Preview Champions League Sky Sport 1 HD 18.30 Golf: Challenge Tour Grand Final Sky Sport 3 HD 19.00 Inter vs Milan 15 anni di gol Sky Sport 1 HD 19.00 Wrestling: WWE NXT Sky Sport 2 HD 19.15 Calcio Highlights Sky Supercalcio HD 19.30 Tennis: ATP World Tour Masters 1000 Parigi Sky Sport 3 HD 19.30 Calcio: Brescia - Juventus Serie A Sintesi Sky Supercalcio HD

23.00 Motocross: Speedway Grand Prix (r) Eurosport 2 23.00 Euro Calcio Preview Sky Supercalcio HD 23.30 Inter vs Milan 15 anni di gol (r) Sky Sport 1 HD 23.30 Golf: Barclays Singapore Open PGA European Tour (r) Sky Sport 3 HD 23.30 Calcio: Milan - Palermo Serie A Sintesi Sky Supercalcio HD 0.00 Altri: Video Gaming Extreme Masters Differita EuroSport HD

FOX 10.35 10.35 10.45 11.00 11.00 11.15 11.35 11.35 11.40 11.55 11.55 12.00 12.10 12.30 12.35 12.45 12.45 13.05 13.25 13.30

S.O.S. Tata Fox Life Love Boat Fox Retro I Simpson Fox HD Shark - Giustizia a tutti i costi Fox Crime HD N.Y.P.D. - New York Police Department FX Futurama Fox HD Dharma e Greg Fox Life Il Tenente Colombo (1968-1978) Fox Retro American Dad Fox HD N.C.I.S. - Unità anticrimine Fox Crime HD The Dead Zone FX La Tata Fox Life I Simpson Fox HD Ally McBeal Fox Life 'Til Death Fox HD Law & Order - I due volti della giustizia Fox Crime HD X-Files FX The Cleveland Show Fox HD The Dr. Oz Show Fox Life I Simpson Fox HD

RETE 4

DIGITALE TERRESTRE

Oggi

LA SETTE

5.15 Tg4 Night News 5.35 Peste e corna 5.40 Agente speciale Sue Thomas - Tf 6.25 Media Shopping 6.55 Charlie’s Angels - Tf 7.55 Starsky e Hutch - Tf 8.50 Hunter - Tf 10.15 Carabinieri - Tf 11.30 Tg4. All’interno: 11.54 Meteo 12.00 Vie d’Italia notizie sul traffico 12.05 Wolff un poliziotto a Berlino 12.55 Detective in corsia - Tf 13.50 Il tribunale di Forum anteprima 14.05 Sessione Pomeridiana: Il Tribunale di Forum 15.40 Film: La storia di una monaca - di F. Zinnemann, con A. Hepburn, P. Finch 18.55 Tg4. All’interno: Meteo 19.35 Tempesta d’amore 20.30 Walker Texas Ranger - Tf 21.10 Quarto grado 23.25 I Bellissimi di Rete4 23.30 Film: La giusta causa - di A. Glimcher, con S. Connery, L. Fishburne 1.25 Tg4 Night News 1.50 Film: Ridicule - di P. Leconte, con F. Ardant, J. Rochefort 3.30 Media Shopping

DEEJAY TV

06.00 Tg La7 meteo oroscopo traffico 07.00 Omnibus. All'interno alle ore 7.30 Tg La7 09.55 (ah)iPiroso. Conduce Antonello Piroso 10.45 Movie Flash 10.50 Otto e mezzo. Conduce Lilli Gruber (r) 11.20 Movie Flash 11.25 Dr. Oz Show 12.30 Speciale Omnibus 13.30 Tg La7 13.55 Film: A prova di errore di Sidney Lumet, con Henry Fonda, Walter Matthau 15.55 Atlantide - Storie di uomini e di mondi. Conduce Natascha Lusenti 17.55 Movie Flash 18.00 Adventure Inc - Tf 19.00 The District - Tf 20.00 Tg La7 20.30 Otto e mezzo. Conduce Lilli Gruber 21.10 Le invasioni barbariche. Conduce Daria Bignardi 0.15 Tg La7 0.25 Prossima fermata. Conduce Federico Guiglia 0.40 Movie Flash 0.45 La 25a ora - Il cinema espanso 2.40 Otto e mezzo (r) 3.20 Star Trek - Tf 5.20 CNN News

13.55 14.00 15.00 15.55 16.00 17.00 18.00 18.30 19.30 19.35 20.00 20.30 21.00 22.00 23.30

Deejay Tg Deejay News Beat The Flow Best of Deejay Tg DVJ Pop Rock Deejay Best of Rock Deejay Before & After Deejay News Beat Best of Deejay Tg Shuffolato Pop-App Nientology Fino alla fine del mondo Deejay chiama Italia Fino alla fine del mondo

MTV 9.00 10.00 12.00 12.05 13.00 13.05 14.00 14.05 15.00 15.05 16.00 17.00 19.00 19.05 19.30 20.00 21.00 22.00 22.30 23.30

16 And Pregnant Only Hits Mtv News Love Test Mtv News The Hills Mtv News Scrubs Mtv News Scream Queens My TRL Video Mtv Europe Music Awards 2010 Mtv News Mtv Europe Music Awards 2010 Speciale Mtv News Mtv World Stage Scream Queens Room 401 True Blood Dead Set

RAI

RAI 4

■ 06.05 06.30 06.35 07.00 07.45 08.30 09.15 10.00 10.45 11.30 13.10 13.55 14.45 15.35 16.25 17.10 18.00 18.45 19.30 20.20 21.10 23.10 0.50 2.20 3.05 3.50 4.35 5.20

Maddecheao’ La situazione comica Sfondamento dei cieli Beverly Hills 90210 - Tf Melrose Place - Tf High School Team III - Serie Tv Angel II - Tf Primeval - Tf Eureka III - Tf Film: L’esecutore - di Antony Hickox, con W. Hurt, N. McElhon, P. Weller Roswell Streghe II - Tf Lost Alias dritti al cuore - Serie tv High School Team III - Serie Tv Streghe II - Tf Eureka III - Tf Primeval - Tf Alias - Tf Lost - Tf Film: Star Trek : la nemesi - di S. Baird, con P. Stewart, J. Frakes Film: Il mondo dei robot - di M. Crichton, con J. Brolin, Y. Brynner, R. Benjamin Supernatural IV (2 episodi) - Tf Alias - Tf Angel II - Tf Streghe II - Tf Battlestar Galactica III- Tf The Eleven Hour III - Tf

■ 06.30 07.25 08.20 09.20 10.20 12.10 13.10 14.10 15.10 17.00 18.00 19.00 20.00 21.00 23.00 0.40 2.30 4.10 5.00

PREMIUM Incantesimo 8 Capri 2 - Tf Raccontami 2 Vento di Ponente - Tf Una donna per amico 3 - Miniserie Incantesimo 8 - Tf Un medico in famiglia - Serie tv Capri 2- Tf La Squadra 2- Miniserie Vento di Ponente - Tf Capri 2- Tf Incantesimo 8 - Tf Un medico in famiglia - Serie tv Tutti pazzi per amore - Tf Butta la luna 2 - Miniserie Tutti pazzi per amore - Tf Butta la luna 2 - Miniserie Vento di ponente - Serie tv La Squadra 2 - Tf

MOVIE

09.00 Film: I nuovi mostri - di M. Monicelli, D. Risi, con V. Gassman, A. Sordi 10.30 Film: Tre supermen contro il padrino - di I. Marinenghi, con S. Borgese, A. Canti, U. Emre 11.55 Film: Marquise - di V. Belmont, con S. Marceau, P. Timsit, B. Giraudeau 13.40 Film: I due figli di Trinità - di O. Civirani, con F. Franchi, C. Ingrassia 15.10 Film: Patroclooo! e il soldato Camillone - di M. Laurenti, con P. Franco, P. Vida, P. De Luca

16.45 Film: Il ragazzo dal kimono d’oro 6 - F. De Angelis, con D. Warbeck, R. Williams, R. Goon 18.10 Film: Sud Side Story - di R. Torre, con B. Rondelli, M. Merola, F. Ehobor 19.30 Film: Uno contro l’altro praticamente amici - di B. Corbucci, con R. Pozzetto, T. Milian 21.00 Film: Bandidas - di J. Roenning, con S. Hayek, P. Cruz, S. Zahn 22.30 Film: L’arte del sogno - di M. Gondry, con G. Garcia Bernal, C. Gainsbourg 00.15 Film: Incubo mortale - di I. Carpenter, con N. Reedus, U. Kier 01.15 Film: Ovunque sei - di M. Placido, con S. Accorsi, V. Placido

■ 10.00 12.30 13.30 15.00 16.45 17.30 18.15 19.30 20.30 20.45 21.00 23.30 0.30 1.30 2.15 3.15 4.00

EXTRA Spazio Santoro/Anno zero Parla con me Canzonissima 1972 Porta a Porta Extra Factor Discoring 1977 Che tempo che fa del sabato Parla con me Piloti Blob Spazio Santoro/Anno Zero Sfide Memorie dal bianco e nero Discoring 1981 Parla con me Extra Factor Blob d’annata

MEDIASET PREMIUM 13.30 I Jefferson Fox Retro 13.40 C.S.I. - Scena del crimine Fox Crime HD 13.40 Frasier FX 14.00 I Simpson Fox HD 14.00 Happy Days Fox Retro 14.05 Jarod - Il camaleonte FX 14.15 Grey's Anatomy Fox Life 14.25 I Simpson Fox HD 14.30 Starsky & Hutch Fox Retro 14.35 Family Murder Party Fox Crime HD 14.50 La vita secondo Jim Fox HD 15.00 The Dead Zone FX 15.10 Rosamunde Pilcher - Una luce dal fuoco Fox Life 15.15 Tutto in famiglia Fox HD 15.30 L'ispettore Barnaby Fox Crime HD 15.30 Hazzard Fox Retro 15.45 90210 Fox HD 15.50 The Unit FX 16.30 Love Boat Fox Retro 16.40 The O.C. Fox HD 16.40 Duro a morire FX 16.50 S.O.S. Tata Fox Life 17.20 The Guardian Fox Crime HD

17.30 17.30 17.35 17.40 18.00 18.00 18.15 18.20 18.30 18.40 19.00 19.05 19.10 19.15 19.25 19.50 19.55 20.00 20.05 20.05

Il mio amico Arnold Fox Retro Jarod - Il camaleonte FX I Simpson Fox HD Desperate Housewives - I segreti di Wisteria Lane Fox Life Modern Family Fox HD Il Tenente Colombo (1968-1978) Fox Retro Shark - Giustizia a tutti i costi Fox Crime HD X-Files FX Scrubs Fox HD Dharma e Greg Fox Life Tutto in famiglia Fox HD Grey's Anatomy Fox Life N.C.I.S. - Unità anticrimine Fox Crime HD The Unit FX La vita secondo Jim Fox HD I Simpson Fox HD Happy Days Fox Retro Cold Case - Delitti irrisolti Fox Life Law & Order - I due volti della giustizia Fox Crime HD Duro a morire FX

20.20 20.25 20.45 21.00 21.00 21.00 21.00 21.10 21.55 21.55 21.55 22.00 22.00 22.45 22.50 22.50 23.00 23.00 23.30 23.40 23.45 23.45

The Cleveland Show Fox HD I Jefferson Fox Retro I Simpson Fox HD Criminal Minds Fox Crime HD S.O.S. Tata Fox Life Il ritorno di missione impossibile Fox Retro 24 FX Lie to Me Fox HD Criminal Minds Fox Crime HD Army Wives Fox Life 24 FX No Ordinary Family Fox HD Il ritorno di missione impossibile Fox Retro Bones Fox Life Spiral Fox Crime HD Fino all'ultimo round FX Medical Investigation Fox HD I Jefferson Fox Retro Happy Days Fox Retro Sex and the City Fox Life N.C.I.S. - Unità anticrimine Fox Crime HD The Unit FX

cinema

10.00 Spy Game - di T. Scott Premium Cinema 10.30 Adrenalina - di A. Pyun Premium Cinema Energy 11.50 Aracnofobia - di F. Marshall Studio Universal 12.30 Sospesi nel tempo - di P. Jackson Premium Cinema 13.20 La confessione - di D. Jones Premium Cinema Emotion 13.35 Highlander - di R. Mulcahy Premium Cinema Energy 13.40 Desiderio di donna - di D. Sirk Studio Universal 14.20 Bastardi senza gloria - di Q. Tarantino Premium Cinema 15.15 Amori in corsa - di A. Cadiff Premiun Cinema Emotion 15.35 Silkwood - di M. Nichols Studio Universal 15.35 Mr. Nice Guy - di S. Hung Kam-Bo Premium Cinema Energy 17.30 Showtime - di T. Dey

Premium Cinema 18.00 La tragedia del Bounty - di F. Lloyd Studio Universal 19.05 Cliffanger - L’ultima sfida di R. Harlin Premium Cinema Energy 19.05 The Body - di J. McCord Premium Cinema Emotion 21.10 Bullitt - di P. Yates Studio Universal 21.00 A ruota libera - di V. Salemme Premium Cinema Energy 21.00 Gran Torino - di C. Eastwood Premium Cinema Emotion 21.10 Whiteout - di D. Sena Premium Cinema 23.00 Potere assoluto - di C. Eastwood Premium Cinema Emotion 23.40 Getta la mamma dal treno - di D. De Vito Studio Universal 0.25 Lolita - di A. Lyne Premium Cinema

IRIS 15.30 Film: Prof. Dott. Guido Tersilli, primario della clinica Villa Celeste... - di L. Salce, con A. Sordi, E. Stewart, P. Maggio 17.20 Tre minuti con Media Shopping 17.25 Tvm: Poirot: testimone silenzioso - di E. Bennett, con D. Suchet, H. Fraser, N. West 19.15 Note d’arte / Anica Flash 19.30 Shark I - Tf 20.15 Law & Order: Unità Speciale - Tf 21.00 Tgcom 21.05 Film: Space Truckers - di S. Gordon, con D. Hopper, S. Dorff 22.50 Film: Il cacciatore delle tenebre - di T. Lee Wallace, con N. Gregson Wagner, C. De la Fuente 0.30 Anica Flash 0.35 Film: Whishmaster III: La pietra del diavolo - di C. Angel, con J. Connery, A. J. Cook

intrattenimento

09.15 10.05 11.25 12.40 13.00 13.40 15.10 15.20 15.45 16.25 17.00 18.15 18.45 19.20 20.10 21.00 21.00 21.00 22.00 22.50 23.30 00.35 01.00

L’ultimo padrino- Tf Steel Una mamma per amica -Tf Mya Una bionda per papà III - Tf Joi Everwood - Tf Joi Ballet Shoes - Tvm Mya Pluto Nash - Film Steel War at Home - Tf Joi Deja Vu- Tf Mya Heroes - Tf Steel Monk - Tf Joi Kid Kittredge: an american girl - Film Mya Intelligence - Servizi & Segreti - Tf Steel Tresor - Film Mya Packet To The Rafters II - Tf Joi Fringe - Tf Steel Royal Pains - Tf Joi Mercy - Tf Mya The 4400 - Tf Steel The Islan d- Film - Joi Close To Home I - Tf Mya Warehouse 13 -Tf Steel Heroes- Tf Steel Rubicon - Tf Joi

CIELO Hell's Kitchen USA Strega per amore Boston Public La mia vita con Derek Project Runway - Taglia, cuci... sfila! Italia's Next Top Model 3 - Daily Cash Taxi Sei più bravo di un ragazzino di 5a? Cielo TG24 sera Hell's Kitchen USA Film: Henry Poole - Lassù qualcuno ti ama- di Mark Pellington, con Luke Wilson, Radha Mitchell 23.00 Boris 00.00 Cielo TG24 notte 00.30 Duro a morire - Serie tv

13.30 14.30 15.00 16.00 16.30 17.30 18.00 18.30 19.00 20.00 21.00


la Repubblica

SPORT

VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

■ 66

Domenica la sfida tra due squadre tormentate dagli infortuni e con gerarchie ribaltate rispetto agli ultimi cinque anni. Un’inversione dei ruoli maturata in un mese, con i nerazzurri passati dal +5 al -3. Benitez si scuote: “Tocca a noi”. Ma il gruppo Allegri è cresciuto

Milano

SFIDA NUMERO 11 Eto’o non segna in un derby da 4 anni: al Barça fece gol contro l’Español (lì ne ha giocati 9: 5 vinti, uno perso, 2 reti). Col Milan 1 vinto senza gol

sottosopra Potere Milan, Inter giù sarà uno strano derby ANDREA SORRENTINO MILANO na città sottosopra. Smarrita, confusa, il futuro un’incognita. Ma non a causa dell’Expo 2015, misteriosa macchina che ancora non s’è messa in moto, o della povera vecchia abbandonata Darsena, monumento all’incuria e all’inciviltà. Più prosaicamente qui il problema è che dopo cinque anni le gerarchie calcistiche si sono capovolte. La città non era abituata a questo Milan che torna davanti e all’Inter che insegue, ma non solo insegue: arranca, pasticcia, stenta, rincorre ma scivola ancora. Da almeno cinque anni non si assisteva a un derby col Milan a +3, per giunta capolista. E

U

«Uno come Ibra mancava al Milan, è importantissimo sia in attacco sia in difesa sui corner avversari», analizza Paolo Maldini a Sky. Mentre il Milan cresceva, l’Inter si sbriciolava un pezzettino dopo l’altro. Già indebolito agli occhi dello spogliatoio da una campagna acquisti che non c’è stata, Benitez ha faticato a tenere alto l’umore del gruppo anche perché perdeva un giocatore dopo l’altro, per colpa di una sfilza di infortuni in cui le responsabilità degli staff (tecnico e medico) si fondono con

la “malafortuna” (per dirla con Rafa) in un viluppo inestricabile. E l’Inter d’improvviso è tornata quella un po’ sfigata degli anni pre-Calciopoli. Ora, però, l’ambiente nerazzurro chiede una prova di forza nel derby, perché davvero non è possibile che gli ultimi cinque anni siano stati un incantesimo e che la carrozza sia tornata a essere una zucca. «Ora tocca a noi», ha detto Benitez dopo la prova grigia di Lecce, e in quel “noi” c’è un sacrosanto richiamo ai giocatori, che nel derby dovranno tirar fuori una prestazione al-

l’altezza del loro recentissimo passato. Per l’occasione tornerà Sneijder dopo l’anemia che tante ironie ha creato (anche nei suoi stessi tifosi) e Benitez cercherà di ripristinare il tridente PandevMilito-Eto’o. Ma forse per tutti il principale obiettivo, nel derby, sarà evitare infortuni: sul campaccio di San Siro gli ultimi caduti sono stati Samuel, Inzaghi e Pato, nelle ultime due gare. E’ un po’ come la Darsena, il prato del Meazza: se ne parla sempre, ma mai un cane che risolva il problema. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tornerà Sneijder, in avanti ci saranno Eto’o-Pandev-Milito Ibra e i tre mediani le chiavi rossonere da cinque anni e mezzo l’Inter non era quarta in classifica. Tutto è accaduto nell’ultimo mese, perché alla quarta giornata l’Inter aveva il 5 punti di vantaggio sui rossoneri e l’annata sembrava prendere il solito corso. Ma a ottobre il Milan ha cominciato a crescere intorno ad Allegri, che è stato bravo a resistere agli input su fantomatici quartetti magici in attacco e lentamente, partita dopo partita, magari a volte andando un po’ per tentativi, ha cominciato a modellare una formazione più equilibrata. Dall’utopia dei quattro attaccanti si è così arrivati alla realpolitik dei tre mediani, più Seedorf trequartista e due punte, passando attraverso il sacrificio indispensabile di Ronaldinho e qualche urlaccio di richiamo a Pato. Intorno al moloch Ibrahimovic, l’unico sempre in campo, la squadra è cresciuta, perché è stato lo svedese a spostare gli equilibri in questa fase della stagione.

La polemica FULVIO BIANCHI ROMA li arbitri fanno scappare Maurizio Zamparini: dopo gli errori del livornese Banti a San Siro, il patron del Palermo non ci sta più. «Ho perso la mia battaglia per un calcio pulito: metto in vendita la società e me ne vado all’estero...». Di solito, l’accusa arriva verso gennaio. Stavolta ha anticipato i tempi. «Ho già trovato un advisor. Divertitevi voi. È un sistema malato, in mano a tre club. In 33 partite neppure un rigore contro Inter, Milan e Juve. Al Palermo ne hanno fischiati 4».

G

“Vendo il Palermo, qui comandano tre club” Disastro arbitri, Zamparini dice addio. Braschi: “Errori, non sudditanza” E al Parma di più: già 6. Ecco che tornano i sospetti di sudditanza psicologica da parte degli arbitri: il Milan favorito a Bari e ora in casa col Palermo (con conseguente “strappo” di Zamparini), la Roma nel derby, anche Juventus e Inter trattate con i guanti bianchi. Vero? Falso? O solo una concomitanza di errori in una sola direzione? Marcello Nicchi, poco più di un mese fa, in una nota dell’Aia, aveva garantito «la libertà da

ogni sorta di sudditanza». Nota destinata, guarda caso, proprio a Zamparini. E il designatore Stefano Braschi? È pronto a fermare Banti dopo gli errori (soprattutto il rigore negato ai siciliani) in Milan-Palermo, ma al sospetto che sia tornata la sudditanza verso le big sbotta: «Una stupidaggine. Argomento chiuso». D’altronde, fanno notare nell’ambiente della commissione arbitrale (Braschi appunto, poi Gennaro Borriello e Ales-

sandro Stagnoli) a inizio stagione chi si era lamentato? Milan, Inter, Roma (dopo Brescia), Fiorentina. Berlusconi aveva parlato addirittura di «arbitri comunisti», riferito a Russo di Nola, per la verità simpatizzante Pdl. L’Inter aveva fatto un comunicato. Rosella Sensi aveva tuonato. La Fiorentina era indignata. E le favorite erano state Cesena, Brescia e Lecce. Per questo al raduno di Coverciano, oggi si parlerà degli er-

rori di Morganti nel derby e di Banti a San Siro (saranno fermati, come già Rocchi, Rizzoli, Russo), ma c’è la convinzione che «quest’anno ci sono meno espulsi, meno violenza, e che gli arbitri sbagliano poco rispetto alla mole di decisioni prese». Quindi nessun allarme. Non funziona però il sistema di scambio tra Leghe: sinora Braschi ha autorizzato solo 5 arbitri di B su 110 partite. Il motivo? Anche economico: gli arbitri non


Juventus

Under 21

Pace con Moggi, Giraudo e Bettega: querele ritirate

Si apre il ciclo di Ferrara: sono 12 i volti nuovi

TORINO — La Juventus ha ritirato la querela che aveva presentato contro Antonio Giraudo, Luciano Moggi (foto) e Roberto Bettega nell’ambito del processo per i bilanci della vecchia gestione della società bianconera. Il 24 novembre dello scorso anno i tre erano stati assolti in primo grado. Il ritiro della querela comporterà il decadimento automatico di buona parte delle accuse.

ROMA — Inizia il nuovo ciclo dell’Under 21 di Ciro Ferrara (foto). L’ex tecnico della Juve ha ufficializzato le sue prime convocazioni per l’amichevole con la Turchia di mercoledì prossimo a Fermo. Sono ben 12 i volti nuovi tra i 23 convocati, tra cui il difensore Caldirola del Vitesse e il portiere Pinsoglio del Viareggio.

■ 67

LA TERZA VOLTA Robinho, 26 anni. In Europa ha già giocato i derby di Madrid e di Manchester, senza mai segnare Col Real ha battuto 4 volte su 4 l’Atletico, al City ha perso 2 volte su 2 contro lo United

Inzaghi shock, sei mesi fermo “È dura, ma non finisce qui” Ginocchio ko, il prato killer di San Siro sotto accusa

Il bilancio

STEFANO SCACCHI MILANO l festoso ingorgo di messaggi di complimenti che l’avevano sommerso dopo la storica doppietta al Real Madrid, una settimana dopo si è trasformato in un più mesto corteo di auguri di pronta guarigione. A otto giorni da una delle serate più belle della sua carriera – quella del contemporaneo sorpasso a Gerd Muller e Marco Van Basten – Filippo Inzaghi ha dovuto incassare una diagnosi pesantissima per l'infortunio nel secondo tempo della sfida di mercoledì col Palermo, provocato da una torsione su un pallone vagante in area nell’azione del rigore del 2-1: lesione del legamento crociato anteriore e del menisco esterno del ginocchio sinistro. E’ stato questo il responso della risonanza magnetica effettuata ieri mattina dopo che, lasciando San Siro, pareva che Pippo se la fosse cavata con una semplice distorsio-

I

Nessun confronto ufficiale tra i due allenatori, al loro primo anno sulle panchine delle milanesi. Primo derby in assoluto per Allegri. Benitez ne ha vissuti 13 a Liverpool contro l’Everton, con 8 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte

compagni, allenatore e dirigentirossoneri e giocatori di altre squadre. «Non mollare, sei un esempio», lo ha incoraggiato Totti. Super Pippo, che ha reagito con determinazione alla mazzata, si è preso qualche ora di riflessione per decidere il luogo dell’operazione che dovrebbe essere eseguita entro due o tre

giorni (bisogna temporeggiare perché il ginocchio è molto gonfio): in Italia o in Olanda ad Anversa dal professor Martens al quale si affidò nel 2004 per un serio problema ai legamenti della caviglia sinistra. Oggi intanto arriverà il risultato dell’ecografia di Pato fermato dall’ennesimo problema muscolare. Il Papero

entra nella lunghissima lista di infortunati di Inter e Milan che domenica sera salteranno uno dei derby più incerottati di sempre. E quello di Inzaghi è il secondo ginocchio consecutivo che salta a San Siro dopo quello di Samuel in Inter-Brescia di sabato scorso. © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’INFORTUNIO

Gli altri grandi assenti SAMUEL Martedì gli è stato ricostruito il legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Fuori per tutta la stagione

Pippo Inzaghi col ginocchio fasciato nella partita di mercoledì col Palermo Lesione del legamento crociato anteriore associata a lesione del menisco esterno del ginocchio sinistro Recupero tra i 6 e i 9 mesi

MAICON

A 37 anni, lesione del crociato nel match col Palermo: “Non mollo”. Oggi diagnosi per Pato

hanno ancora il contratto e quest’anno dirigono meno (quindi guadagnano meno) rispetto al passato. Utilizzarne troppi di B, quindi, non renderebbe felici quelli di A. Nei primi turni ci fu un tentativo di golpe dei club, per far pesare il fatto che gli arbitri sono al “servizio” della Lega, sfruttando l’addio del carismatico Collina e l’avvento del debuttante Braschi, la cui scelta da parte di Marcello Nicchi non fu condivisa da tutti. Il Milan ad esempio pensava (o pensa ancora?) che l’ex arbitro toscano fosse un po’ troppo filo-juventino. Cattivi pensieri, forse. Ma che ancora abbondano, come si vede, nel mondo del pallone. © RIPRODUZIONE RISERVATA

ne. Ma un notte insonne ha fatto presagire chel’infortunio potesse essere più grave. Dopo il primo accertamento, un consulto con il dottor Piero Volpi, ex medico dell’Inter e grande esperto di problemi al ginocchio, ha chiarito l’indispensabilità dell’intervento chirurgico. Inevitabile uno stop di almeno sei mesi: la sua stagione è finita qui. I tanti appassionati hanno iniziato a pensare ai suoi 37 anni. Lui, quasi avvertendo questa preoccupazione collettiva, ha immediatamente annunciato che non intende arrendersi per nessuna ragione al mondo: «E’ dura ma io non mollo, farò di tutto perché non sia finita. E lo farò anche grazie alla vostra forza e alla vostra energia», ha detto rivolgendosi ai tifosi rossoneri sul sito ufficiale del Milan che ha iniziato a raccogliere centinaia di messaggi di affetto nei confronti di Inzaghi, subito raggiunto da sms e telefonate di

Contro il Brescia si è procurato lo stiramento muscolare nella zona posteriore della coscia sinistra: torna a fine mese

CAPSULE E PONTI STACCATI?

MOTTA Problemi continui al ginocchio. È fermo ormai da mesi con l’eccezione di una ventina di minuti a Cagliari

PATO Sospetto stiramento alla parte posteriore della coscia sinistra. Oggi per lui risonanza magnetica

KIT DI FISSAGGIO PER PONTI E CAPSULE. PRODOTTO TASCABILE CHE CONSENTE DI RIFISSARE DA SOLI PONTI, CORONE, CAPSULE E DENTI A PERNO. LEGGERE ATTENTAMENTE LE ISTRUZIONI PER L’USO

FIMO srl - MILANO tel. 0266983865 www.fimosrl.it

PRONTO INTERVENTO DENTALE


la Repubblica VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

@

R2SPORT

■ 68

PER SAPERNE DI PIÙ www.sscnapoli.it www.sampdoria.it

Lavezzi e quei gol last minute il Napoli ha trovato un leader

Il posticipo

“Chissà dove arriveremo”. E Messi gli manda un sms IL RETROSCENA

MARCO AZZI NAPOLI gol del Napoli non hanno segreti. Si sa già che arriveranno tardi, molto spesso nell’ultimo quarto d’ora, quando gli azzurri sanno colpire come nessun’altra squadra in Europa. E si sa pure chi li segnerà: gli stessi quattro giocatori, Cavani (8), Lavezzi (4), Hamsik (3) e Cannavaro (2). La negazione assoluta del fattore sorpresa. Eppure, nelle prime 11 giornate della serie A, nessun avversario è stato capace di fermare l’attacco di Mazzarri: l’unico del campionato a segno in tutte le partite giocate. Stava per riuscirci il Cagliari, mercoledì sera: fulminato in contropiede nel recupero del recupero (95’), sull’asse CavaniLavezzi. Gemelli diversi, gli idoli del San Paolo. Ma complementari. Casa e chiesa il Matador, affatto invidioso delle Ferrari su cui viaggia il Pocho. In campo, però, i due sudamericani si intendono a occhi chiusi, senza parlare lo stesso linguaggio. Tecnico l’uruguaiano, esplosivo l’argentino. La somma fa un totale da sballo: primato nella classifica a coppie dei cannonieri, davanti a Eto’o-Milito e Ibrahimovic-Pato. Senza contare gli assist che si sono scambiati. Cavani segna il doppio, rispetto al compagno di reparto. Ma l’esplosione del Napoli è merito soprattutto di Ezequiel Lavezzi: più di un bravo attaccante, un leader. Il Pocho ha messo la testa a posto, anche se mercoledì notte l’ha infilata in un cartellone pubblicitario del Sant’Elia, nella pazza capriola per il gol segnato. Festeggiava così pure ai tempi del San Lorenzo Almagro, e allora lo chiamavano il Loco. Che in Italia è cresciuto e ha chiuso con gli eccessi. Ora parla così. «Non mi interessa la classifica cannonieri, conta solo dove arriverà la mia squadra». La prodezza di Cagliari vale il terzo posto, intanto. E il prezzo del biglietto per chi era allo stadio. Coast to coast, fosse stata pallacanestro. Invece è calcio e ci sono voluti oltre settanta metri di corsa, prima di scaricare il destro nella porta avversaria, con potenza e lucidità. È rimasto ammirato perfino Bisoli, lo sconfitto. «Roba da fuoriclasse, dopo 94’ di gara così tirati». Il complimento più gradito è stato però l’immancabile sms dell’amico Lionel Messi, a cui l’azzurro fa da controfigura nella Selecciòn. E a proposito dell’Argentina — e di sponsor molto illustri — torna d’attualità l’investitura di Maradona. «Date subito il mio numero 10 a Lavezzi: gli spetta». De Laurentiis è possibilista. «Per ora rimane ritirato, in onore di Diego. Ma prima o poi qualcun altro l’indosserà». Chissà se toccherà al Pocho, che la scorsa estate ha ceduto a Cavani il suo 7 come dono di benvenuto. «Cambio io, nessun problema», altro gesto da leader. A proposito di numeri, nel frattempo, in città si scommette forte sulla quaterna di Cagliari: 15, gli anni passati dalla precedente vittoria (nel ‘95) in Sardegna; 49, il minuto del gol decisivo; 22, la maglia attuale di Lavezzi; 9, i giocatori “abili” con cui la squadra azzurra ha concluso la partita di mercoledì, al netto degli zoppicanti Campagnaro e Aronica. I due difensori salteranno quasi sicuramente la

I

Il numero 10

Maradona: “Dategli subito la mia vecchia maglia: gli spetta” De Laurentiis: “Per ora resta ritirata, prima o poi qualcuno tornerà a indossarla”

Il contropiede dell’1-0 a Cagliari è arrivato dopo una punizione non trasformata dai sardi al 95’ Il Napoli chiedeva all’arbitro quanto mancasse alla fine sperando non ci fosse tempo per batterla: poi il gol

trasferta di domani all’Olimpico con la Lazio. Come lo squalificato Gargano e l’altro infortunato, Dossena. È emergenza a Castel Volturno, per quello che il presidente del Coni Petrucci ha etichettato come “derby tra le so-

cietà virtuose”, con postilla per Mazzarri. «Chissà come riesce a far segnare i suoi sempre all’ultimo minuto». È successo di nuovo al Sant’Elia, nell’ennesimo attimo fuggente. «L’arbitro ci ha detto che mancavano ancora

Bojinov, 2ª rete stagionale

Decide Bojinov: vittoria dopo 3 mesi

Il Parma sbuca dalla nebbia Samp battuta 1-0 quindici secondi alla fine», ha rivelato Paolo Cannavaro. Punizione per i sardi, tutta Napoli invocava la fine. Invece stava per cominciare un’altra festa last minute. Offerta dal Pocho. © RIPRODUZIONE RISERVATA

DAL NOSTRO INVIATO STEFANO ZAINO PARMA gioco lungo l’assenza di Cassano si sente eccome e rischia di avere effetti devastanti per la Sampdoria. La squadra di Di Carlo esce sconfitta dal “Tardini” (l’allenatore del Parma, Marino, ha salvato la sua panchina), perché non è stata capace di offendere. Ha difeso bene dietro, è stata punita sull’unica disattenzione, Bojinov lasciato libero in area al 39’ della ripresa, con la possibilità di prendere la mira e infilare Curci in diagonale, ha anche protestato a lungo, ritenendo il bulgaro in fuorigioco (la posizione è sospetta, Lucchini in linea), ma non può pretendere di andare avanti con gli zero a zero. È vero che la Sampdoria non ha avuto dalla sua la buona sorte, è clamoroso l’incrocio dei pali colpito su punizione da Pazzini al 2’ della ripresa, come può legittimamente reclamare per un intervento di Paletta sullo stresso Pazzini lanciato a rete al 23’ del secondo tempo, ma davanti c’è troppa poca qualità per sperare di restare nei quartieri alti. La Sampdoria prova a sopperire con il sacrificio, con l’impegno, con il furore, ma manca di imprevedibilità e la manovra risulta troppo piatta, oltre ad isolare troppo Pazzini. Il Parma (Crespo aveva chiamato a raccolta i tifosi, non nascondendo le difficoltà delal squadra) ha disputato la partita che doveva giocare. Ha spinto molto nel primo tempo, sfiorando il gol con Candreva, ed è stato generoso nell’assedio finale, approfittando anche di un calo vistoso degli avversari. Ha insistito e alla fine è stato premiato, per la gioia dei tifosi che hanno assistito all’incontro.

A

PARMA-SAMPDORIA 1-0 PARMA (4-3-2-1) Mirante 6.5 — Zaccardo 6.5, Paletta 6, Lucarelli 6, Antonelli 6 — Morrone 6 (26’ st Gobbi 6), Dzemaili 6, Candreva 6.5 — Valiani 5.5 (12’ st Crespo 5.5), Marques 6.5 — Bojinov 6.5 (40’ st Angelo sv). SAMPDORIA (4-4-2) Curci 6.5 — Zauri 6 (43’ pt Volta 6), Gastaldello 6.5, Lucchini 5.5, Accardi 5.5 — Koman 5 (26’ st Guberti sv), Poli 5 (37’ st Dessena sv), Palombo 5.5, Mannini 5 — Pazzini 6, Marilungo 5. Arbitro: Peruzzo 5. Rete: 39’ st Bojinov. Note: ammoniti Lucarelli, Lucchini e Volta. Spettatori 14 mila circa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

La classifica MILAN LAZIO NAPOLI INTER JUVENTUS ROMA SAMPDORIA CHIEVO CATANIA PALERMO

23 22 21 20 19 18 15 15 14 14

GENOA UDINESE FIORENTINA LECCE CAGLIARI PARMA BRESCIA BOLOGNA CESENA BARI

14 14 12 12 11 11 11 11 11 9


la Repubblica VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

@

R2SPORT

PER SAPERNE DI PIÙ twitter.com/NandoAlonso www.formula1.com

■ 69

Caos fioretto, argento e rabbia per l’Italia ALESSANDRA RETICO aldini scompare all’ultimo assalto, l’aviatore di Livorno con le ali incenerite trascina a picco l’Italia del fioretto maschile in un argento con rabbia. Vince la Cina 45-43, dopo una rimonta lunga e paziente sul terzetto Cassarà-Aspromonte-Baldini, dopo la 45esima stoccata contestata dagli azzurri che mette in imbarazzo tutto il Grand Palais. Motivo: prima dell’assegnazione con moviola del colpo di Lei contro Baldini, la squadra cinese ha subìto un cartellino giallo per esse-

B

AFFONDO DECISIVO L’ultima stoccata di Lei contro Baldini nella burrascosa finale a squadre di ieri

re salita in pedana a festeggiare. La delegazione italiana ha presentato una protesta formale: l’ammonizione avrebbe dovuto annullare il punto secondo il regolamento. Lo ha sostenuto sorridente e molto incavolato il ct Cerioni, che ha preteso una risposta che non arriva neanche dopo oltre mezz’ora di ridicola consultazione dei vertici della scherma internazionale attorno al librone delle norme. Una brutta figura generale, decide la cerimonia di premiazione. Oggi la pronuncia definitiva al ricorso degli italiani, che hanno chiesto la squalifica degli avversari per non aver saluta-

to dopo la finale. Anche senza stare a fare gli azzeccagarbugli, gli italiani sono sul secondo gradino. È la settima

Baldini butta via l’oro, poi scattano i ricorsi Grottesco show dei giudici, solo oggi il verdetto definitivo medaglia complessiva per gli azzurri, la seconda d’argento al maschile, ma per la squadra del fioretto è uno smac-

co dopo Pechino 2008 e Antalya 2009. Non ce l’hanno fatta: a superare la fragilità che dall’inizio del torneo ognuno a suo modo aveva dimostrato, uscendo dalle gare individuali molto prima del tempo, a partire proprio da Baldini, oro in Turchia lo scorso anno, che al momento di chiudere aveva una dote di vantaggio di 4 punti (40-36) e invece si è fatto riprendere e superare. Si era visto che non c’era, e l’aveva confessato: «Non ho più la fame di un tempo». Oggi spada femminile, le donne a Parigi hanno ancora appetito: difendono il titolo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alonso sul filo dei nervi “La strategia Red Bull? Non conta, vinco io” Abu Dhabi, vigilia tesa: “Ho altro a cui pensare” DAL NOSTRO INVIATO MARCO MENSURATI ABU DHABI on mi interessa niente di quello che faranno le Red Bull in questo week-end. Non perderò un solo istante, non sprecherò una sola minuscola parte delle mie energie a pensare a cosa faranno domenica pomeriggio. Ho troppe cose da fare, venerdì e sabato, per preparare tutto nel migliore dei modi. E l’unica immagine che ho nella mia mente, ora, è quella di me che vinco la gara o, al massimo, che arrivo secondo. Questo è il mio obbiettivo. E questo è quello che succederà». Firmato Fernando Alonso. Ci sono molti modi per mettere pressione a un avversario alla vigilia della gara decisiva. Alonso ha scelto quello più diretto possibile, e nella conferenza stampa rituale, quella in cui la Fia ha messo di fronte i tre sfidanti (cioè, i quattro, c’era pure, mezzo abusivo, Lewis Hamilton, aggrappato al carro iridato per la miseria matematica di un punticino), lo spagnolo ha sparato la sua cartuccia. Ha guardato negli occhi Sebastian Vettel e

«N

Nella gara decisiva per il mondiale F1 al ferrarista basta arrivare secondo per vincere il titolo Mark Webber e gli ha gridato la sua verità: io sono il leader della classifica, io e solo io ho la possibilità di essere arbitro del mio destino, e voi potete preparare tutti i biscotti che volete, ordini di scuderia, tactical games, accordi sottobanco, ma se vinco o se arrivo secondo, il mondiale me lo porto a Oviedo. Una mossa psicologicamente importante che raggiunge il doppio scopo di appesantire la vigilia della concorrenza e contemporaneamente di mettere in risalto la pochezza del teatrino messo in piedi dalla Red Bull in questa settimana. Come noto, ci sono discrete possibilità che domenica i piloti del team anglo-austriaco si trovino nelle condizioni di eseguire in pista un ordine di scuderia. Come sintetizza uno degli steward scelti dalla

Vettel

Webber

Se lascerò passare Mark? Ho tre giorni per pensarci. Aspettiamo domenica sera... Un po’ di pazienza

Voglio diventare campione, ma se non succede avrò un’altra possibilità l’anno prossimo: non mi ritiro

Massa e Alonso in visita al parco Ferrari World di Abu Dhabi

Fia, l’ex pilota italiano Emanuele Pirro: «Se non lo facessero sarebbero dei pazzi». E infatti lo faranno. Accettando il rischio di risultare un po’ ridicoli. Soprattutto dopo che il management dello stesso team ha passato gli ultimi tre mesi a «fare la predica» (copyright Alonso) alla Ferrari per aver fatto lo stesso ad

Hockenheim (costringendo, cioè, via radio Massa a lasciare passare Alonso). Ora, interrogati direttamente su «cosa farà Vettel se si trovasse leader della corsa con Webber secondo e Alonso terzo», condizione in cui il mondiale finirebbe dritto dritto allo spagnolo, tutti gli uomini Red Bull si sono sempre rifiutati

di ammettere esplicitamente le proprie intenzioni, lasciandole però — un po’ ipocritamente — intendere. La cosa è accaduta ancora ieri, quando, di fronte alla chiarezza espositiva di Alonso, Vettel non ha trovato niente di meglio che continuare a far finta di nascondersi. «Cosa farò? Basta

La curiosità

DAL NOSTRO INVIATO ABU DHABI ltre ai motori, oltre ai riflessi, oltre ai nervi saldi, il mondiale 2010 verrà deciso anche da un altro elemento: la fortuna. E i tre protagonisti del rush finale lo sanno bene. Anche troppo. Se gratti un pochino la superficie patinata che lo ricopre, scopri che lo sport più tecnologico del mondo è anche lo sport più scaramantico, irrazionale, che ci sia. Alonso, ad esempio, farà di tutto per imbattersi nel numero 14. Quando era ragazzino, vinse il mondiale kart con il 14. Da allora, per trovare la concentrazione, dice, ma in realtà solo perché pensa che gli porti fortuna, Fernando prima di correre si smarrisce in una serie di calcoli mentali che hanno un unico scopo: quello di arrivare a 14. Di dimostrare cioè che il destino gli invia dei segnali sotto forma di numeri. «Chessò - spiega sempre lo spagnolo ai curiosi - Passo in corridoio e vedo il numero della mia stanza d’hotel, lo divido per il numero di auto in partenza quel giorno e lo moltiplico per il numero della mia auto... Così via finché non trovo il 14». C’è da scommetterci che qualche

O

aspettare domenica sera... Ragazzi un po’ di pazienza...», ha detto ridendo, come se fosse divertente o misterioso. Meno voglia di ridere l’ha esibita Mark Webber, l’uomo che dovrebbe beneficiare del biscotto in preparazione. Un po’ perché i suoi rapporti con il candidato pasticcere (Vettel) sono pessimi, un

San Cristoforo e il numero 14 se in pole va la scaramanzia

po’ perché si rende conto che quella di domenica potrebbe essere la sua ultima possibilità di vincere un mondiale («anche se, qualunque cosa succeda, non mi ritirerò»). E in un momento del genere trovarsi di fronte un Alonso così motivato non è certo il massimo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

In breve

La sfida dei riti Lo spagnolo

Rugby

Italia-Argentina Bergamasco non c’è

Alonso è convinto che il 14 gli porti bene da quando vinse il mondiale kart con quel numero. Dalla stanza di hotel alle auto in griglia lo cerca sempre

L’australiano Webber ripete sempre, come un automa, la stessa serie di piccoli gesti segreti nei 70 minuti che precedono il via dopo la driver’s parade

Il tedesco A Vettel la nonna regalò dopo un viaggio a Lourdes un santino di San Cristoforo: da allora il tedesco lo accarezza prima di ogni gara

Vettel (a sinistra) Alonso e Webber: un duello anche di superstizioni 14 salterà fuori anche domenica. Più o meno negli stessi minuti in cui il suo rivale diretto, Mark Webber, eseguirà come un automa la serie infinita di gesti segreti che compie, anzi, che «deve» compiere, ogni domenica, nei 70 minuti esatti che separano la fine della driver’s parade dall’inizio della gara. In quegli stessi istanti, Sebastian Vettel accarezzerà il suo santino di San Cristoforo. Pare che il tedesco sia assai scaramantico, e che nessuno sia mai riuscito a conoscere

i particolari dei suoi riti, tranne uno, quello di accarezzare il santino che sua nonna Margarete gli regalò dopo un viaggio a Lourdes. «Cristoforo - dice Sebastian - è il santo patrono di tutti quelli che si muovono: pellegrini, viaggiatori, ferrovieri, e ovviamente anche degli automobilisti». Quindi, c’è da obbiettare, anche dei suoi rivali. Ma questo è meglio non dirlo. (ma.me.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

VERONA — Mauro Bergamasco salta per infortunio il test match di domani con l’Argentina (ore 15, in 3D su La7 e Sky). Rientrerà il 20 a Firenze con l’Australia. Debutta il 19enne Benvenuti. SQUALIFICHE — In serie A due giornate a Pasquale (Udinese); una a Ledesma (Catania), Bostjan e Constant (Chievo), Gargano (Napoli), Motta (Juve), Pinzi (Udinese). BASKET — Eurolega: ValenciaMilano 69-80 PANTANI — Rubata al museo della Madonna del Ghisallo la maglia gialla conquistata dal “Pirata” al Tour ‘98. GUIDA SICURA — Spot tv di Buffon e Muslera per la campagna della fondazione Ania contro la guida distratta. Sensibilizzazione prima di Juve-Roma e Lazio-Napoli.


la Repubblica VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

@

R2SPORT

■ 70

FABRIZIO BOCCA è Pruzzo mentre scia e pure in costume da bagno in spiaggia; c’è un raccattapalle appoggiato a un palo con la radiolina all’orecchio mentre ascolta “Tutto il calcio” e riferisce i risultati a Giovanni Galli in porta; il mitico Zahoui, primo africano del calcio italiano ingaggiato dall’Ascoli di Costantino Rozzi; Falcao con l’immancabile mamma Azize ma pure con ballerine e donne che se lo litigavano nelle notti romane; il Barone Liedholm che disegna schemi davanti a Nela e l’austriaco Prohaska; Bearzot con la pipa, ovvio; Maradona in ciabatte o sotto il casco del parrucchiere; Platini che solleva il Pallone d’Oro; Altobelli in kimono o col

C’

I divi stranieri, il Mundial, le “notti magiche”: quando eravamo il paradiso del pallone fucile da caccia; Massaro, Baresi e Galderisi che scendono dall’elicottero di Berlusconi stile Apocalipse Now. L’alba del grande Milan. A rivederli così, una foto dietro l’altra, gli anni ‘80 erano veramente grandiosi. Indimenticabili, so-

PER SAPERNE DI PIÙ www.isbnedizioni.it www.repubblica.it/sport

Indimenticabili anni Ottanta la dolce vita del calcio italiano La nostalgia in foto

L’ATLANTE È in libreria l’Atlante illustrato del calcio ‘80 (ed. Isbn) 320 pagine, euro 9,90

prattutto irripetibili: cominciarono con lo scandalo scommesse e finirono con le “notti magiche” di Italia ‘90, e dentro una formidabile platea di campioni e personaggi mai vista in Italia. Eravamo veramente al centro del mondo e nessuno pensava che un giorno Spagna, Inghilterra o Germania ci avrebbero sorpassato. Il paradiso del pallone. I club pagavano come nessun altro, i campioni arrivavano a frotte. Se esistesse un olimpo di dieci grandissimi (lista del tutto personale: Maradona, Platini, Paolo Rossi, Bearzot, Zoff, Falcao, Van Basten, Trapattoni, Sacchi, il primo Baggio), dovremmo lasciarne fuori troppi. L’“Atlante Illustrato del calcio ‘80: la nostalgia

Tra le immagini simbolo del decennio Bearzot che fuma la pipa, Juary che danza intorno alla bandierina, il brasiliano Renato accanto a una soubrette in tanga, l’elicottero del Milan di Berlusconi

A sinistra Barbadillo. A destra le notti romane di Falcao

del calcio che non c’è più in 300 incredibili foto dentro e fuori dal campo” (Isbn edizioni) è dunque un album di ricordi, diviso per campionati, ma anche molto shakerato con i vari Baggio, Falcao, Baresi, Bagni, Schachner, Vialli, Mancini, Passarella che ritornano ovunque. Il ricordo è spesso aiutato da un dettaglio e dai fuori campo. Fu il decennio del Mundial ‘82 (ecco un bel Bearzot sul pattìno al mare), delle enormi rivalità in un campionato che vide trionfare anche la Roma (Falcao con Marina Morgan, prima conduttrice del Processo del Lunedì di Biscardi e anche con Corinne Clery, quella di Histoire d’O), il Verona (Galderisi al giradischi) e il Napoli (Mara-

dona in pelliccia); della Juve (Causio in piscina, Platini a torso nudo con le sagome per le punizioni, Scirea elegantissimo in campo) e dell’utopia del Milan di Sacchi (un giovane Galliani con un magro Ancelotti a Linate), ma soprattutto della riapertura agli stranieri. C’erano voluti 14 anni per spezzare l’autarchia post Corea. E dunque Gullit sul palco per un concerto, il dottor Socrates con gli occhiali da sole fra i tifosi, Ian Rush con un bolide rosso, Careca che prepara l’asado o dà da mangiare agli uccellini in gabbia, Elkjaer in barca, Junior alle congas, lo zingaro Dirceu con i suoi riccioloni (morì in un incidente nel ‘95), Rummenigge in motoscafo sul lago di Como, Barbadillo con le penne da indiano. E l’Avellino di Juary (quello che inventò la danza intorno alla bandierina), gli indimenticabili Renato Portaluppi (con una soubrette in tanga) e Alexander Zavarov che non lasciarono traccia in campo. Ma ai night il brasiliano se lo ricordano ancora. E ovviamente non manca il famoso gol di Turone, (10 maggio 1981, JuveRoma 0-0) evento ormai trasceso dal pallone e che vive di storia a sé. Il calcio di oggi, quello di sponsor, procuratori e divismo, ha lì le sue radici profonde. Passava dalle figurine alla tv, dal bar sport al “Brocesso”. E le soubrette un po’ scosciate di allora tutto sommato erano le mamme delle veline di oggi. © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica

@

METEO

VENERDÌ 12 NOVEMBRE 2010

PER SAPERNE DI PIÙ meteo.repubblica.it

■ 71 dati a cura di 3BMeteo.com - Elaborazione grafica: Centimetri.it

Meteo in tempo reale su

Bolzano T Trento Aosta

Repubblica.it

Milano

Torino

Bologna

Firenze

Mare e venti oggi Peru Pe Perugia erug ru

Mattino

Domenica

L’Aquilaa

Foschie in sollevamento su Val Padana e pianure marchigiane. Sole prevalente altrove salvo nubi su Friuli, medio-basso Tirreno, Levante ligure ed alta Toscana con qualche piovasco su Spezzino e Calabria. Temperature minime in rialzo. Venti deboli da Ovest.

Soleggiato al Centro-Sud, salvo foschie e nebbie nottetempo su coste e vallate interne, nonché nubi in aumento serale sulla Toscana. Molto nuvoloso al Nord, con deboli ma frequenti piogge al Nordovest. Temperature in ulteriore rialzo. Venti deboli da Sud.

ROMA Cam C Campobasso mp b ss Napoli Potenza

C

i

Pomeriggio

Lunedì

Ben soleggiato al Centro-Sud salvo nubi sparse sulle Tirreniche meridionali. Variabilità su Liguria e Val Padana con tendenza ad aumento delle nubi e pioviggini tra sera e notte al Nord Ovest. Temperature in rialzo al Centro-Sud. Venti in rotazione da SO.

Mattino: Nebbie o nubi basse sulle pianure del Nord, nubi e fenomeni invece sulle Alpi confinali, specie centro-occidentali, e sul Friuli, nevosi oltre 1600-2000m ma in ulteriore rapido rialzo. Addensamenti irregolari anche sulla medio-alta Toscana e sulla Calabria Tirrenica, associati a deboli piovaschi sparsi. In prevalenza sereno o al più poco o parzialmente nuvoloso altrove. Temperature minime in calo al Centro Sud. Venti moderati da ONO, forti sulle Alpi.

Ieri

13 NOV 21 NOV 28 NOV

5 DIC

Alghero Ancona Aosta Bari Bologna g Bolzano Brindisi Cagliari g Campobasso p Catania Catanzaro

Oggi

Domani

min max min

max percep. UV

min

max

9 9 2 14 4 7 15 11 9 13 13

18 15 15 17 15 13 18 20 15 19 19

10 10 7 11 7 4 11 14 10 14 12

20 17 16 18 16 15 18 22 18 21 19

16 17 12 16 11 15 19 19 14 23 18

11 9 8 11 5 5 12 13 7 13 12

18 15 15 17 15 13 18 24 15 19 19

Pomeriggio: Ben soleggiato al Sud, Adriatiche, Lazio, Campania e in Val Padana, salvo qualche banco nuvoloso su Friuli, Sardegna e Sicilia centro settentrionale. Persistono addensamenti sulla Toscana centro-settontrionale con qualche debole acquazzone. Coperto con deboli piogge sulle Alpi di confine in esaurimento nel corso della serata, quando tornano le nebbie in Val Padana. Temperature massime stabili. Venti moderati da ONO, tesi sui Canali intorno alle Isole.

Ieri 9 11 11 7 17 4 14 11 14 10 10

Firenze Genova Imperia L'Aquila Messina Milano Napoli p Olbia Palermo Perugia g Pescara

INDICE UV

Oggi

min max min

UV

Basso

0-2

17 17 17 10 18 12 19 17 18 12 16

9 12 14 0 15 5 12 14 15 4 8

14 17 18 13 20 15 19 20 19 12 16

Moderato

3-5

Domani

max percep. UV

min

7 12 14 3 17 6 17 13 16 3 8

14 17 18 13 24 15 19 25 19 12 16 Alto

6-7

Ieri

max

Oggi

min max min

UV

17 16 17 18 21 14 19 23 20 15 17

10 10 18 8 10 9 3 3 12 6 6

Pisa Potenza Reggio C. Rimini Roma Fium. Roma Urbe Torino Trento Trieste Venezia Verona

8-10 Molto alto

16 10 14 3 21 16 14 7 17 6 17 6 14 4 14 5 14 12 12 8 12 6

Domani

max percep. UV

15 15 20 16 18 16 12 14 13 13 13

15 15 24 16 18 16 12 14 13 13 13

Fronte caldo 10 15 12 8 8 12 7 9 12 7 12 7 5 6 10 2 12 6 17 14 8 7 7 6 20 4 4 1 9 8 -3 2 1 5 11 10 2 2 13 17 5 6 2 8 10

13 22 21 16 9 14 12 13 19 12 18 9 11 10 12 3 23 15 26 18 14 11 12 13 26 7 8 3 13 10 1 7 5 15 16 18 3 4 18 21 10 15 6 15 13

Domani

Fronte freddo

976

Helsinki Helsink 972

Oslo

Stoccolma Stocco

B 976

Edimburgo

Belfast

Riga Coop Cope Copenaghen h

980

988

Amsterdam

B

992 Birmingham B gh Londra Londr

Tallinn

Göteborg 972

984

Dublino Dublino

984

988

Amburgo

992

Berlino 996 Colonia Francoforte Francofo r rt Praga Lussembur Lussemburgo bburggo 1004 Monaco

Vilnius K Kaliningrad d Minsk

1004

Nantes

Parigi

1000

Tours Berna Berna r 1012 Bordeaux Lione Milano 1016 Gijon

Bilbao

1020

Porto o o orto

Madrid

ALisbona

B

Tolosa

Marsiglia

B

Barcellona

1012

1008

Chisinau Chi

Budapest

Tirana r

A

1004

Zagabria b L biana Lu Lubiana b Belgrado Belgrado Sarajevo rra evoo Roma

Valencia 1024

Kiev

Bratisla a Bratislav Bratislava

Vienna

1008

996

Varsavia

Bruxelles r rux 1000

Bucarest Bucares

A

Sofia Skopje Skop Sko k pj Istanbul b

S Salonicco c cc

1012

1008

Attene ne

Malaga Algeri

Tunisi Tunis

S rne Smirne r Iraklion

Valletta Larnaca Larn

Come si gioca: Completare il diagramma in modo che ciascuna riga, colonna e riquadro 3x3 contenga una sola volta tutti i numeri da 1 a 9.

6

© 2010 nonzero

Min Max

1 5 8 2 4 7 2 9 3 6 8 7 5 5 4 1 9 6 8 1 5 2 8 1 1 9 6 4 2 7 1 3

le soluzioni su www.repubblica.it

Oggi Amsterdam Atene Barcellona Belgrado Berlino Berna Bratislava Bruxelles Bucarest Budapest Chisinau Copenhagen Dublino Edimburgo Francoforte Helsinki Istanbul Kiev Larnaca Lisbona Londra Lubiana Lussemburgo Madrid Malaga Minsk Mosca Oslo Parigi Praga Reykjavik Riga S. Pietroburgo Sarajevo Skopje Sofia Stoccolma Tallinn Tirana Valletta Varsavia Vienna Vilnius Zagabria Zurigo

min

max

9 7 16 10 9 7 3 3 12 9 7

17 17 20 17 21 20 11 15 15 15 14

SOLE

UV

Sorge 6.35 6.45 6.44 6.54 7.05 7.04 7.15 7.14 7.22

Tramonta Bari Napoli Palermo Roma Bologna Firenze Milano Genova Torino

16.38 16.48 16.59 16.53 16.52 16.54 16.58 17.02 17.05

>11 Estremo

IN EUROPA Reykjavik

Molte nubi al Nord e Toscana con piogge sparse, più diffuse e persistenti sulle zone pedemontane centrooccidentali. Soleggiato altrove salvo qualche nube su Sardegna e Tirreniche, e foschie nottetempo. Temperature in lieve aumento. Venti moderati da Sud.

NEL MONDO Oggi

Min Max

Algeri Ankara Auckland Baghdad Bangkok Beirut Bombay Buenos Aires Calgary Caracas Casablanca Chicago Città del Capo Città del Messico Dakar Dubai Filadelfia Gerusalemme Hong Kong Il Cairo Johannesburg Kinshasa L'Avana Lima Los Angeles Manila Melbourne Miami Montreal Nairobi New Delhi New York Pechino Perth Rio de Janeiro San Paolo Santiago Santo Domingo Seoul Shanghai Singapore Sydney Tokyo Toronto Washington

10 6 14 13 25 20 27 15 1 18 14 10 13 4 24 25 2 14 19 18 18 24 20 13 12 24 23 19 0 16 15 2 1 14 23 12 20 22 6 8 26 21 10 5 3

20 17 18 24 28 26 29 19 3 23 22 14 20 21 35 30 11 23 26 29 28 27 26 20 21 28 29 24 13 23 25 11 10 22 27 14 24 28 11 17 28 26 22 8 12

Domani



La Repubblica