Issuu on Google+

Egregio Direttore, Vorrei portare a conoscenza dei suoi lettori, e in particolare dei miei concittadini di San Zeno Naviglio, alcuni fatti accaduti nel nostro comune che ritengo importanti. Sono consigliere comunale della lista civica “San Zeno è di tutti”, oggi all’opposizione. Nei primi giorni di agosto, ho ritenuto opportuno, per correttezza, informare il Sindaco del mio periodo di assenza, dal 19 al 23 agosto, chiedendogli la cortesia, nel caso intendesse convocare il Consiglio Comunale, di farlo al di fuori di questo breve periodo. Guarda caso, venerdì 16 agosto, il Sindaco ha convocato il Consiglio proprio per il giorno 23 agosto e con ben 14 punti all’ordine del giorno: argomenti importanti e delicati, fra i quali bilancio, TARES, Piano di diritto allo studio, aliquote IMU, aliquote IRPEF, Piano generale di sviluppo, Piano attuativo di costruzione. A nulla sono valse le mie successive richieste di rinviarlo almeno di un giorno. Su tali argomenti, con un Consiglio Comunale composto da sole sette persone, sarebbe stata importante, nonché fruttuosa, la partecipazione di tutti i rappresentanti delle forze politiche consiliari, anche perché, in questa legislatura, le opposizioni rappresentano la maggioranza assoluta dei cittadini di San Zeno (pur avendo a disposizione soltanto due seggi, a causa di una legge elettorale, valevole per i piccoli comuni, che è fortemente maggioritaria). Ho inviato quindi al Consiglio un documento strutturato sui punti all’ordine del giorno, chiedendo al Sindaco di leggerlo durante la seduta. Al mio successivo rientro ho saputo, da chi ha assistito al Consiglio dal pubblico, che il Sindaco ha ritenuto di non leggere il documento. Non ritengo affatto corretto questo comportamento da parte del dott. Abbiati, a dire il vero più adatto ad un capo fazione che ad un Sindaco di tutti i cittadini; anzi, tale episodio, se sommato ai precedenti (compreso il suo rifiuto in campagna elettorale di confrontarsi con gli altri candidati sindaci), lo reputo lesivo dei più elementari principi democratici. In un Consiglio di agosto si cerca di far passare in silenzio alcuni importanti provvedimenti, che purtroppo comporteranno per famiglie, commercianti, aziende e artigiani sanzenesi una brutta sorpresa e una grande batosta, in termini di aumento delle tasse e delle tariffe. Per questione di spazio, mi limiterò ad una sintesi di alcuni degli argomenti trattati, cercando così di dare un minimo di informazione anche ai miei concittadini. Per quanto riguarda l'alienazione dell’area di proprietà comunale posta fra Via Rossini e Via XXV Aprile, denominata ATR2, questo terreno, che secondo le stime dell'Amministrazione valeva 700.000 €, è passato nel giro di poco tempo e dopo svariate delibere ad un valore di 350.000€. Non si capisce se sia uno scherzo, una sovrastima iniziale, oppure un percorso che porta ad un acquirente diciamo “predestinato”. Nel piano delle opere triennali, nessun intervento è previsto per la decadente cascina Pasotti (collocata all'ingresso del paese venendo da Brescia, facente parte del patrimonio comunale) divenuto ormai un rudere. Mancano inoltre due interventi urgenti: l’ampliamento del cimitero e delle scuole elementari e medie. Nel Piano generale di Sviluppo, relativo alle opere da realizzare nel mandato amministrativo 2013-2018, non c’è nulla di concreto per i problemi della viabilità, degli allagamenti, dei servizi, del contrasto all’inquinamento.


Veniamo alle aliquote IMU: questa Amministrazione ha deciso di portare l'IMU per gli immobili di categoria D al massimo (cioè 10,60), colpendo così in modo pesante aziende ed artigiani. La Giunta Abbiati-Ferretti aumenta la tasse a chi produce. Premesso che, se avesse amministrato meglio negli anni passati, non ci sarebbe stato bisogno di aumentarle, perché scaricarne tutto il peso sui settori produttivi, tralasciando invece i terreni edificabili, senza distribuire i sacrifici anche al settore immobiliare? Per ciò che riguarda la TARES, questa Amministrazione ha messo a punto il regolamento e le aliquote in piena solitudine, escludendo le opposizioni ma anche le associazioni di categoria. Il risultato è un piano basato sul principio: “dove colgo colgo, basta far cassa”, che riserverà amarissime sorprese, in particolare a chi opera nel settore della ristorazione. L’appellarsi al fatto che i coefficienti sono imposti dal decreto 158/99, non può giustificare l’aumento dei costi agli utenti. Il problema vero è infatti un altro: sono i costi elevati del servizio, dovuti alla mancanza di una adeguata politica sullo smaltimento dei rifiuti. La nostra quota di raccolta differenziata è fra le più basse della provincia e ciò ci costa un aggravio sui costi di smaltimento. Nel piano finanziario, manca una analisi più dettagliata della spesa 2012, unica strada per diminuire anche quella a carico di imprese e famiglie. Nel Piano di diritto allo studio, fra i molteplici tagli ai progetti, spicca un grande aumento delle tariffe per la mensa scolastica. Si parla di aumenti che arrivano, a seconda delle fasce ISEE, fino al 57%, per un costo pasto pari a 7,10 €. Cosa si poteva fare? Ad esempio prestare più attenzione agli appalti, come quello sul servizio mensa, stipulato nel 2012 della durata di 8 anni, perché ci è stato detto avrebbe garantito un risparmio, mentre ci costa oggi 105.300 € contro gli 83.500 € dello scorso anno. 21.800 € di spesa in più, scaricati poi sulle spalle delle famiglie. Lo sconto per eventuali sorelle o fratelli frequentanti la mensa resta sempre escluso per le prime tre fasce ISEE, e passa dal 30% dello scorso anno al 20% di quest’anno. Il Bilancio di previsione è una serie infinita di tagli ai servizi, per circa 100.000 €, corredati da aumenti delle tariffe dei servizi comunali. Qualcuno si chiederà: nella situazione attuale, come si faceva a non tagliare? In fase di bilancio di previsione 2012, affrontando il bilancio pluriennale, ho personalmente chiesto di valutare gli effetti del Patto di stabilità sul bilancio 2013, dato che per quella data anche San Zeno sarebbe stata soggetta a queste dannate regole. Ma siamo passati inascoltati, ed ora a pagare sono i nostri concittadini. Cosa si poteva fare? Estinguere, grazie all’avanzo di amministrazione, i mutui accesi dal comune e risparmiare nel bilancio 2013 (quello oggi approvato con i tagli) circa 140.000 € su quota capitale e interessi. Con queste due semplici accortezze si sarebbero avuti a disposizione per le spese circa 160.000 €. Se diminuiscono i servizi e aumentano le tariffe, non incolpiamo soltanto la politica nazionale, ma guardiamo anche al nostro comune: nel caso di San Zeno, piccolo esempio di grande pressapochismo amministrativo. San Zeno Naviglio li 25 agosto 2013 Fabio Odelli Capogruppo Lista Civica San Zeno è di tutti


San Zeno è di tutti - Lettera al direttore sul consiglio comunale del 23 agosto