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N° 3 - Dicembre 2008

Dove ci può portare questa crisi? Gabriele Refrontolotto

PER IL PAESE CHE CAMBIA: ALTRE DUE OPERE PORTATE A COMPIMENTO; LA SCUOLA E LA FABBRICA DELLA CULTURA Articolo a pagina 3

Se si guarda il paese dalla propria “torre d’avorio” avulsi dalla realtà e si liquida l’attuale crisi, la peggiore dal 1929 ad oggi, con battute del tipo “la crisi economica non avrà effetti sull’economia reale”, oppure di fronte ai dati ufficiali che segnalano la crescente povertà di milioni di famiglie italiane, si insiste nel dire “italiani non fatevi prendere dal panico, spendete, spendete di più”, si ha la netta sensazione di inadeguatezza. Vuole dire non tenere conto che da almeno 4/5 anni tutte le fonti, governative, sindacali, industriali e delle ONG ci dicono che tra il 30% e il 40% degli italiani non arriva alla quarta settimana e che è in rapido e continuo aumento il tasso di povertà delle famiglie. Se poi si analizzano i provvedimenti presi o solamente annunciati, la sensazione diventa di incapacità di chi ci deve governare in questo momento delicato. Il Ministro dell’economia scrive libri sui gravi danni provocati dalla globalizzazione e sul capitalismo malato e poi corre a salvare u n ’ a zi e n d a d e c o t t a c o me l’ALITALIA, caricando su ognuno di noi una parte di quei tre miliardi di euro di debito, poi mette come priorità l’aiuto alle grandi imprese, dimenticandosi quasi completamente della piccola e media impresa e degli artigiani, dei lavoratori precari e dei lavoratori dipendenti. Tutte categorie Segue in seconda pagina

LA SCUOLA E I SUOI PROBLEMI REALI MGrazia Pianta

E’ stato portato in approvazione di Consiglio Comunale, poco prima dell’apertura delle scuole, l’ultimo Piano del Diritto allo Studio di questa legislatura. Ho volutamente aperto la sua presentazione con un riconoscimento verso tutti coloro che mi hanno dato l’opportunità di vivere questa esperienza amministrativa per il valore che tale esperienza porta con sé. Donare parte del nostro tempo con l’idea di lavorare per il bene della nostra comunità, rapportarsi con essa con l’obiettivo di soddisfare e migliorare ciò che viene dato in gestione, in questo caso la scuola e gli spazi culturali, è a tutti gli effetti una scuola; una scuola in cui ognuno di noi porta a

SOMMARIO: Dove ci porta la crisi? La scuola e suoi problemi. Inaugurazione della “fabbrica”. A come antifascismo. Nuova viabilità = meno traffico. Notizie in pillole.

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casa qualcosa in più se riconosciuta come organizzazione in cui ciascuno può sperimentarsi in una logica di regole e valori sociali e culturali che sappiano orientare e gestire i problemi reali che una società incorpora. Riconoscere quindi, che tutto è scuola, tutto è leggere un libro significa anche ricordare l’idea universale della scuola di Gianni Rodari. Cosa sono dunque le idee annunciati dalla ministra Gelmini riguardo i voti, l’uso del grembiule, il maestro unico di fronte a una scuola che non fornisce strategie con riferimento al fatto che oggi non ci sono più i vecchi valori che tenevano insieme la società ? come esempio può essere preso il valore del matrimonio e della famiglia che oggi non è più quello del passato, si è trasformato: ci sono bambini che si sentono disadattati, senza riferimenti certi, figli di genitori divorziati o soli … E ancora oggi viviamo in una società multietnica, i bambini hanno come compagno di banco e amichetto

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Pagina 2 Dalla prima: Dove ci porta la crisi

che formano l’ossatura del “Made in Italy” e della produzione industriale italiana. Ha speso parole di fuoco contro gli istituti bancari per poi aprire i cordoni della borsa dello stato (cioè di tutti noi), per sanare i danni da essi stessi causati. Fortunatamente le banche, Fortunatamente le banche, non avendo molta fiducia anche loro nelle capacità di questo governo, hanno declinato gli aiuti. Hanno reintrodotto la tessera annonaria (la tessera del pane), che ora chiamano “social card”: l’elemosina per i più poveri, mentre regalano €2 miliardi e mezzo di ICI a chi non ne aveva bisogno, visto che per i redditi medio bassi era già stata abolita o ridotta dal governo Prodi. Si sono inventati i “bonus per le famiglie” ma esiste già uno strumento chiamato “assegni familiari” atto a questo scopo, non bastava adeguare il contributo erogato? Hanno annunciato la riduzione delle tariffe di luce e gas ma badate bene che il prezzo del petrolio è sceso da $140 a $52 al barile, per cui sarebbero scesi comunque i prezzi. In compenso però si taglia più di 8 miliardi di euro alla scuola, cioè in quel settore dove dovremmo investire maggiormente per creare delle prospettive di sviluppo per il futuro e per le giovani generazioni, hanno agito invece in modo indiscriminato senza

toccare i potentati della scuola ma toccando sensibilmente gli studenti ed i ricercatori. Non si può declamare che “bisogna avere fiducia e continuare con il tenore di vita di prima” di fronte a scelte che non hanno un minimo di prospettiva a medio lungo termine. Bisogna sì avere fiducia ma nella politica che deve dare fiato all’economia attraverso scelte ed interventi strutturali che da un lato aumenti la massa monetaria circolante per spingere al rialzo i consumi e dall’altro aiuti le piccole e medie imprese a risolvere i loro problemi di liquidità. Le scelte politico - economiche fatte fino ad oggi sono state funzionali ad un certo tipo di società, per un certo tipo di sviluppo, che andava dal trasporto privato, alle autostrade, al uso del petrolio quale fonte principale di energia, all’industrializzazione esasperata del settore agro-alimentare ecc.. Tutto ciò ha portato come conseguenza e, a cascata, l’influenza sulle scelte su molti altri aspetti della vita quotidiana: scuola, cultura, trasporti pubblici, l’alimentazione, il tempo libero, ecc.. Questo è il momento propizio per ripensare alle scelte effettuate fino ad oggi e ci si presenta l’occasione per cambiare modello di sviluppo – creare ricchezza con la produzione non con la speculazione; su che settori investire, per quale tipo di società, per quale tipo di lavoro e per quale tipo di futuro. Fino a ieri l’intervento dello stato nelle scelte di economia era visto come una cosa da statalisti, da coloro che erano contro il libero mercato, ora tutti corrono piangendo che lo Stato deve intervenire per salvare le aziende in crisi e le banche dal fallimento. Ora è necessaria una programmazione che ci dia delle regole certe e sicure. La sfida per lo sviluppo da noi richiede che si investa di più non solo nella ricerca ma anche nella educazione diffusa dei cittadini. Solo così le grandi potenzialità delle innovazioni scientifiche e tecnologiche possono diventare patrimonio comune e contribuire alla

valorizzazione delle nostre risorse umane, al rafforzamento competitivo e al miglioramento del nostro sistema produttivo. Certo, per noi del Partito Democratico è più difficile trovare le risposte perché ci ostiniamo a parlare di cose astratte e strane come solidarietà, diritti umani, integrazione, sviluppo sostenibile, ecc. Perché i nostri ragionamenti parlano al cervello e al cuore delle persone, mentre era molto più facile parlare alla pancia e per slogan semplicistici ma, come si vede con le campagne mediatiche ed i proclami non si risolvono i problemi. Forse giova ricordare che Barack Obama è un democratico che ha vinto le elezioni presidenziali americane proponendo un nuovo patto per lo sviluppo, un cambiamento rispetto al passato: sistema sanitario esteso a tutti, interventi sulla scuola pubblica, il ritiro dall’Irak, la ricerca su fonti alternative al petrolio, ecc.. E’ proprio in questi momenti difficili che la politica, nel senso più alto del suo termine, deve intervenire per dare risposte concrete alla popolazione, prima che sia tardi. Gabriele Refrontolotto Portavoce del PD Santo Stefano

5 secondi per meditare “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti”. Riconoscere questo principio “costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo”. Dichiarazione universale dei diritti del uomo


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IL PAESE CHE CAMBIA: NASCE LA “FABBRICA” DELLA CULTURA

Il nuovo centro culturale denominato "Fabbrica" è un importante intervento avviato dall'Amministrazione Comunale per lo sviluppo sostenibile del nostro paese. Centro culturale polivalente ha tra i suoi obiettivi quello di dare un contributo significativo alla vitalità culturale ed associativa di Santo Stefano Ticino. Musica, lettura, riflessione, ricerca e studio, singolarmente ed in gruppo, saranno,d'ora in avanti, possibili in un ambiente moderno dotato di tutti i confort. "Fabbrica" richiama alla mente due aspetti della storia recente di Santo Stefano Ticino e nello stesso tempo ci indica la direzione futura del nostro sviluppo. Fabbrica

nasce sulle ceneri dell'area del macello Ultrocchi e si inserisce nel pieno dello sviluppo edilizio di questi ultimi venti anni. Essa vuole raccogliere l'eredità dell'operosità e del sacrificio dei nostri concittadini, che li hanno lavorato, e, vuole simboleggiare, allo stesso tempo, l'impegno e la voglia della Santo Stefano di oggi di raccogliere la sfida dei nostri tempi continuando ad essere operosi come un tempo. Fabbrica non produrrà "carne e bistecche", Fabbrica produrrà cultura! Essa sarà punto di aggregazione per giovani e meno giovani orientato ad innalzare il nostro livello culturale. La consapevolezza che l'innalzamento culturale dei nostri giovani è l'unica strada per garantire uno sviluppo futuro sostenibi-

le, deve motivare tutti noi nel sostegno convinto a questa nuova struttura. Fabbrica al servizio della gente e partecipata dalle associazioni e dal volontariato dovrà essere anche un nuovo modo di gestire le strutture di servizio nella nostra comunità. Già due associazioni musicali benemerite del nostro comune: il "corpo musicale Giuseppe Verdi" e la "Corale Stefanese", che al suo interno vi troveranno sede, hanno aderito all'appello dell'Amministrazione Comunale di contribuire a garantire un orario di apertura e chiusura prolungato rispetto al'attuale. Auspico che in futuro altre associazioni possano contribuire, ognuna per le proprie specificità, ad incrementare il livello dei servizi erogati da Fabbrica. E' doveroso, da ultimo, ringraziare quanti hanno contribuito alla realizzazione di questa importante struttura: maestranze, personale dell'Amministrazione e volontari.. Augusto Grillo


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UNA PAROLA DI SINISTRA : A COME ANTIFASCISMO Martino Steffanoni

Noi che veniamo dalla prima, se non dalla primissima repubblica, con l’antifascismo ci siamo nati. E’ chiaro, la parola “antifascismo” non appartiene solo alla sinistra ma all’intero popolo italiano ( o quasi ) però “antifascismo” resta una parola regina nel vocabolario dei democratici.. Il rischio che corre questa parola è quello di essere annacquata, o generalizzata. Annacquata perché il fascismo storico appartiene ormai ai libri di storia e questo tende a relegare l’antifascismo in quegli stessi libri. Questo annacquamento del concetto di antifascismo può distorcere il significato concreto, anche storico, della parola. Quando per esempio autorevoli rappresentanti delle istituzioni invitano a portare omaggio tanto ai caduti della Resistenza quanto a quelli della Repubblica di Salò cadiamo inesorabilmente in questa distorsione, e non tanto perché un

soldato ucciso non sia uguale a un altro ci mancherebbe, la “divisa di un altro colore” non ferma affatto la solidarietà umana, quanto perché questa parola viene annegata nel liquido del pensiero leggero e buonista, nella migliore delle ipotesi, se non nell’ipocrisia, nell’ipotesi più probabile. La nostra realtà attuale, la nostra democrazia, è figlia dell’antifascismo e nemica di Salò, così come la Francia di oggi è figlia della Rivoluzione e non di Luigi XVI. La generalizzazione del termine porta invece a bollare ogni cosa negativa con il marchio di “fascismo”, ed anche questo è scorretto. Il fascismo e l’antifascismo possono certamente essere attualizzati, ma in modo preciso. Caratteristiche peculiari del fascismo sono quelle di una cultura dominante che non ammette dissenso, ne “diversità” , che crea una fusione stretta tra partito

e stato, religione e potere economico, in un unico blocco dominante e liberticida, che impone pensieri, modi di fare e di vestire, che brucia libri e bandiere, che impone discriminazioni sessuali, che alimenta il culto per il capo carismatico, la dimensione paramilitare della vita, l’agitar di armi al cielo, il parlar di fucili, ed il nazionalismo che può essere anche religioso o etnico, o localista. Considerare l’Antifascismo come qualcosa che appartiene a una parte e non a tutti significa ignorarne e negarne il valore storico, e vale a pena ricordare e ricordarci ogni tanto, che gli antifascisti stavano con gli americani e gli americani stavano da quella parte, i repubblichini di Salò no, stavano dall’altra. Fortunatamente ha vinto quella parte, avesse vinto l’altra chissà se potremmo star qui a parlarne. O No? Martino Steffanoni

La scuola e i suoi problemi reali segue dalla prima un cinese, un pakistano, un rom… ma nello stesso tempo vedono in televisione persone deportate sui carretti, incendi a campi rom. E allora come orientarli, cosa può fare l’insegnamento? Sono questi i problemi che si stanno sviluppando; ricordiamoci che solo l’azione congiunta di oggi da parte della scuola, degli amministratori e delle famiglie dipenderà l’identità della società futura in generale e degli adulti futuri in particolare. Le idee della Gelmini rivelano tutta la frivolezza e la pochezza a fronte di tutto questo. Nessuna parola spesa, nessuna sperimentazione seria, nessun investimento aggiuntivo per gli utenti della scuola: i nostri ragazzi, i nostri bambini di oggi. In questo quadro diventano importanti gli interventi che gli Enti locali, quali i Comuni, decidono di intraprendere nell’ambito dei servizi scolastici. Nel formulare il Piano del Diritto allo studio e in generale guardando alle nostre scuole il Comune di santo stefano ticino ha voluto caratterizzare il suo impegno a favore dei bambini quale risorsa futura, accompagnandoli dalla scuola materna alla scuola me-

dia.Sono 350.197 euro circa gli impegni di spesa per l’anno 2008/09; spesa che è stata incrementata del 26,9% rispetto all’anno 2004, primo anno di apertura legislatura. Uno sforzo considerevole che ha sostenuto l’attuale Amministrazione, fermo restando pressoché invariate le tariffe di mensa, trasporto. Dei 350.197 il 61% è impegnato nei servizi a domanda individuale, il 15% in servizi a favore di handicap (il cui impegno è arrivato quest’anno a 53.000 euro; settore nel quale si è investito con un andamento medio annuo in 5 anni pari in media al 10,4%) e un 13% in progetti educativi (più precisamente finanziamo circa 34.000 euro; nel 2003/04 tale investimento era di 17.000 euro). E’ grazie a questa ultima voce di finanziamento che gli alunni frequentanti le nostre scuole potranno avvicinarsi all’informatica, alla musica, allo sport, alle lingue straniere, alla lettura e alle discipline a carattere sociale. E ancora gli alunni avranno a disposizione uno psicologo a supporto e servizi di attività extra scolastica per lo studio e per attività ricreative (quali ad

esempio lo spazio compiti, servizio completamente gratuito alle famiglie e i vari corsi o laboratori aperti presso la Biblioteca Comunale). Ai progetti educativi e a garanzia del principio dell’universalità all’istruzione, va aggiunto il contributo per la realizzazione di uno spazio più adeguato per una scuola che intende valorizzare negli alunni che la frequentano un più forte senso di appartenenza. Si tratta dell’idea di aver promosso la ristrutturazione dell’edificio della scuola media come stimolo e contributo alla funzione educativa come stimolo alla progettazione di una vita sociale a partire dalla scuola: facciamo in modo che i nostri ragazzi, non vivano solo i tempi della scuola fatta da un susseguirsi di orari scanditi dalla campanella. La scuola deve essere qualcosa in più: solo quando gli edifici si animano di laboratori, lezioni (anche serali), di attività di arricchimento, riunioni tra genitori, docenti e ragazzi tali da suggerire nuovi progetti educativi, allora potremmo pensare di aver fatto la nostra parte sino in fondo. Maria Grazia Pianta Assessore alla cultura


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NUOVA VIABILITÀ E MENO TRAFFICO IN PAESE Mentre chiudiamo questo numero di PD Informa, sono in fase di ultimazione i lavori di realizzazione della nuova circonvallazione nord-est, che collega via Piave con la rotatoria di Arluno (presso il tiro a volo): si tratta degli ultimi ritocchi per l’innesto in rotatoria mentre tutto il resto è ormai completato. L’opera giunge a compimento al termine di una lunga vicenda iniziata con gli accordi TAVProvincia-Comuni del 2000. Quando l’allora ministro dei trasporti Bersani concluse l’iter per la realizzazione della nuova linea ferroviaria veloce, venne decisa anche una serie di opere e infrastrutture viabilistiche di supporto all’intera tratta e quindi anche alla nostra zona. Per quanto riguarda S. Stefano, fu subito chiaro che i conti si dovevano fare, più che con la linea TAV, con il traffico generato dal nuovo casello autostradale di Arluno, uno dei più grandi e importanti della A4 Torino-Milano, allontanato dal centro abitato di Arluno per la necessità di maggiore spazio, ma più vicino a S. Stefano e ad Ossona. Chiare esigenze di economia e di impatto resero da subito comprensibile la pro-

posta di TAV e Provincia di realizzare un nuovo cavalcavia invece dei due demoliti (quello tra S. Stefano, Ossona e Marcallo e quello presso la cascina Vaiana). Provincia e TAV hanno deciso la posizione del nuovo cavalcavia per privilegiare il collegamento tra il casello e la ex statale 11, tenendo il traffico fuori dai centri abitati della zona. A S. Stefano rimaneva comunque il problema di conservare un accesso al paese da nord, soprattutto per evitare che il traffico, diretto nella nostra zona industriale o verso altri comuni più a sud, transitasse tutto per via Milano, viale Repubblica, via Dante e viale Stazione, causando pesanti disagi per i cittadini che vi risiedono. A questa esigenza, si è unita quella di garantire accessibilità al casello di Arluno ma di evitare un collegamento diretto: un nuovo ponte presso la cascina Vaiana, infatti, avrebbe portato a S. Stefano l’intenso traffico che, a tutte le ore, si dirige al casello. La soluzione che il Consiglio Comunale di S. Stefano adottò, anche con il voto di larga parte dell’opposizione (Forza Italia), fu quella di accettare la demolizione del ponte presso la Vaiana in cambio della realizzazione di una nuova circonvallazione. La posizione di questa strada avrebbe forse meritato una più attenta riflessione da parte di tutti ma, anche a seguito di una petizione popolare, si operò comunque uno spostamento più a nord, dove il Piano Regolatore la prevedeva già da una trentina d’anni e dove è stata poi realizzata. La nuova circonvallazione nordest sta per essere aperta e, unita alla circonvallazione nord-

ovest già realizzata dal Comune, completerà un sistema viabilistico che: • consentirà l’accesso a S. Stefano da nord senza gravare su zone densamente abitate come via Milano, viale Repubblica, via Dante, viale Stazione aumentandone la sicurezza; • consentirà l’accesso più agevole alla zona industriale senza il passaggio di mezzi pesanti nel centro abitato; • nel complesso manterrà il traffico in transito e più intenso su strade appropriate ed esterne, diminuendo la circolazione di veicoli nel centro abitato e portando quindi un vantaggio a tutti i cittadini. Angelo gini

25 secondi per sorridere Questionario FAO diffuso ai membri delle Nazioni Unite. Nel questionario è presente la seguente domanda: "Esprimete onestamente la vostra opinione sulla scarsità di alimenti nel resto del mondo". Gli europei non avevano idea di cosa fosse la "scarsità". Gli africani non conoscevano gli "alimenti". Gli americani non sapevano cosa volesse dire "resto del mondo". I cinesi chiesero maggiori delucidazioni sulla parola "opinione". Il governo Berlusconi sta ancora discutendo sul significato di "onestamente"


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LA NUOVA PIATTAFORMA ECOLOGICA E’ stato approvato dalla giunta il progetto per la nuova piattaforma ecologica, ulteriori notizie sul prossimo numero del PDINFORMA.

A PROPOSITO DI “CASTA” Con il governo Berlusconi 2 per l’allora Ministro degli interni Claudio Scajola, ALITALIA istituì un volo diretto Roma – Albenga, il volo registrò un massimo di 18 passeggeri. Cancellato subito dopo le sue dimissioni dal Viminale. Con il Berlusconi 3 il volo è stato ripristinato e costa €100.000 alla settimana ed ha registrato ad oggi un massimo di 8 passeggeri. Che fa in un anno circa €5.200.000 (cinque milioni e duecento mila euro), il tutto per non fare 50 km in auto da Genova ad Albenga. E questo sarebbe il Ministro della Programmazione Economica?

ICI E TRASFERIMENTI DALLO STATO Nel 2009 i Comuni dovranno partecipare al risanamento dei conti pubblici per un importo pari a 1 miliardo e 340 milioni di euro, avranno una riduzione del fondo ordinario pari a 200 milioni euro ed un mancato reintegro dei trasferimenti ICI prima casa per circa 600 milioni di euro. Dovranno comunque garantire tutti i servizi ai propri cittadini compresi quelli non più erogati dallo Stato

Il Circolo del Partito Democratico di Santo Stefano Ticino augura a tutti i concittadini un Buon Natale ed un Felice e speriamo prosperoso 2009 QUALE FEDERASLISMO FISCALE? In Lombardia i partiti di governo pubblicizzano il federalismo fiscale come tangibile possibilità di equità e lotta all’evasione. A Roma il governo di centro destra elimina i vincoli, promossi dal governo Prodi, posti a freno alla dilagante evasione ed elusione fiscale: • Abrogando la legge sulla non trasferibilità degli assegni. • Aumentando l’importo del contante trasferibile fra privati da €5.000 a €12.500. • Eliminando l’obbligatorietà della emissione di alcuni scontrini fiscali. • Depenalizzando il falso in bilancio. • Restringendo il valore legale alle intercettazioni telefoniche. Allentando notevolmente i controlli effettuati dalla guardia di finanza

IL GOVERNO BERLUSCONI PER IL SOCIALE Il Fondo nazionale per le politiche sociali va a finanziare un sistema articolato di Piani Sociali Regionali e Piani Sociali di Zona che descrivono, per ciascun territorio, una rete integrata di servizi alla persona rivolti all'inclusione dei soggetti in difficoltà, o comunque all'innalzamento del livello di qualità della vita. Con la finanziaria 2009 e' stato previsto un taglio di 280 milioni

Che furbetto quel Brunetta Proprio a Strasburgo, se avessero applicato la 'legge dei tornelli' invocata dal ministro, il professore non avrebbe fatto certo una bella figura. Secondo i calcoli fatti da 'L'espresso', in dieci anni è andato in seduta plenaria poco più di una volta su due. Nella legislatura 1999 -2004 ha varcato i cancelli solo 166 volte, pari al 53,7 per cento delle sedute totali. "Quasi nessun parlamentare va sotto il 50, perché in tal caso l'indennità per le spese generali viene dimezzata", spiegano i funzionari di Strasburgo. A Venezia dove è stato consigliere comunale e capo dell'opposizione dal 2000 al 2005, il nemico dei fannulloni detiene il record. Su 208 sedute si è fatto vedere solo in 87 occasioni: quattro presenze su dieci, il peggiore fra tutti i 47 consiglieri veneziani. Fatte ciò che dico non fate ciò che faccio!

IL GRANDE COMUNICATORE! La regia del Grande Comunicatore farà volare Alitalia con Air France, dopo aver provocato migliaia di perdite di posti di lavoro e almeno 3 miliardi di debito sulle spalle degli italiani. Vendere è un arte. Ma attenzione che se si vende sempre borse taroccate prima o poi il manico ti rimane in mano.

Comitato di redazione: Questo numero è frutto del lavoro di; Angelo Gini, Martino Steffanoni e Gabriele Refrontolotto

PDINFORMA n°3  

Pubblicazione a cura del PD di Santo Stefano Ticino

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