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CASERMA DA 2 MILIONI DI EURO PER LA POLIZIA LOCALE?

Ebbene sì. Lo prevede il piano triennale delle opere pubbliche 2011-2013. Un piano che introduce alcune iniziative condivisibili e significative, come l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti di due scuole ed una palestra palazzolesi. Per il resto una programmazione incerta, quando non estemporanea. Nessun coordinamento del piano con il nuovo PGT. Opere da tempo scritte solo sulla carta, ma mai realizzate. La vera novità è la Caserma della Polizia Locale, che viene presentata come il nuovo “fiore all’occhiello” di Palazzolo. Peccato che i precedenti fossero il Palatenda ed il bar Controcorrente. Non c’è davvero da star tranquilli. Sono diversi i punti controversi, che ci fanno ritenere si tratti di un ennesimo spreco. Struttura con finalità più di propaganda e non invece avente una reale utilità. Palazzolo è una città che

non presenta un’emergenza criminalità da affrontare rimpinguando strutture e mezzi di contrasto ad essa. Riconosciamo l’apprezzabile e silenzioso lavoro di presidio del territorio svolto quotidianamente dalla nostra Polizia Locale e dall’Assessorato competente, di concerto con le altre Forze dell’Ordine. Ma se così è, davvero è necessario impegnare 2 milioni di Euro per dotare la Polizia Locale di ambienti ove ricavare un paio di celle, in modo da rinchiudere per qualche notte “i balordi”, meglio se extracomunitari, fermati a Palazzolo? 2 milioni di Euro più ovviamente i costi di gestione, che ipotizziamo non saranno indifferenti. Ed ancora. Di chi sono le responsabilità se i locali attuali della Polizia municipale non sono adeguati? Sono stati spesi oltre 4 milioni di Euro da Lega e PDL per il restauro del

Palazzo del Comune e gli spazi ora non bastano? Non si poteva pensarci prima e trovare soluzioni migliori, come sfruttare appieno le vecchie scuole sul Lungo Oglio? Anomala è anche la collocazione pensata per la Caserma. Zona San Rocco nell’ex parcheggio della Piscina. Quartiere ove si prevede la riqualificazione degli impianti sportivi con la costruzione di una nuova pista di atletica regolamentare. Ma se si accentua la vocazione sportiva del luogo, perché togliere spazi da usare per tale funzione o per agevolarne la fruizione? E da ultimo. Con la carenza ormai cronica di strutture pubbliche da destinare a momenti di aggregazione, sociale, culturale, associativa, politica, davvero 2 milioni di Euro sono spesi oculatamente per una caserma, soprattutto in un momento di ristrettezza per le casse comunali? La risposta non può che essere negativa. Si sa però che per la Lega vale il motto “sicurezza a tutti i costi”. Anche quando questa “bandiera” viene agitata in modo strumentale. Sicurezza per noi è però anche avere strade senza buche grandi come crateri. Sicurezza è anche avere edifici ben tenuti e non lasciati al degrado del tempo. Sicurezza è anche non permettere l’accesso ai cittadini in strutture non collaudate. Ve lo ricordate vero il “Bar Galleggiante”… Gabriele Zanni


WI-FI: BENE L’ASSESSORE STUCCHI CHE RICONOSCE IL CONTRIBUTO DEL PD

Consiglio comunale: la verità dei numeri Da quando i consiglieri di Palazzolo Cambia hanno deciso di collaborare con la maggioranza, sottoscrivendo il famigerato “patto civico” e accettando gli incarichi offerti dal Sindaco, si è spesso discusso di minoranze buone, cattive, propositive, ideologiche e chi più ne ha più ne metta. I confini tra maggioranza ed opposizione sono diventati più labili, talvolta ambigui, soprattutto quando la lista civica della Grasso, per accreditarsi come minoranza costruttiva, taccia il PD di essere inutilmente critico verso l’Amministrazione. Vediamo se con l’aiuto dell’oggettività dei numeri riusciamo a fare un po’ di chiarezza nell’intricato dibattito. Il sistema maggioritario affida ai gruppi consiliari di minoranza una funzione di controllo dell’azione di governo, che dovrebbe essere esercitata principalmente attraverso gli strumenti dell’interrogazione e dell’interpellanza. Dall’inizio della legislatura sono state presentate 21 interrogazioni e 18 interpellanze, di cui il PD è stato sottoscrittore nel 45% dei casi e unico firmatario nel 33% (13 su un totale di 39).

Impegno per Palazzolo tiene il passo con 12 iniziative consiliari che gli valgono un 31% del totale, mentre balza immediatamente all’occhio la passività di Palazzolo Cambia, titolare di sole 2 interrogazioni (5%), entrambe presentate prima di stringere l’accordo politico con Sala; altri 5 atti sono stati condivisi da Palazzolo Cambia, Impegno e/o UDC (13%). La capacità di proposta delle minoranze si può invece misurare attraverso il computo delle mozioni: dal giugno 2009 ad oggi ne sono state presentate 13, di cui 3 per iniziativa comune di Impegno per Palazzolo, UDC e Palazzolo Cambia, 2 dalla commissione pari opportunità, una da Palazzolo Cambia con PDL e Lega; le restanti 7 provengono dal Partito Democratico che ha presentato da solo il 54% delle mozioni approdate in consiglio comunale. Per sviluppare un confronto proficuo sfortunatamente non basta un’opposizione propositiva, ma serve anche una maggioranza aperta al dialogo. Ad esempio nel consiglio del 24 giugno scorso il Sindaco accoglie una mozione del PD con

queste parole “Devo dire che è un’iniziativa che mi piace molto, perché stimola la sensibilità e credo vada a toccare anche l’orgoglio di una comunità…”. La mozione è stata poi inesorabilmente bocciata con il voto contrario di tutti i rappresentanti di Lega e PDL! Un altro dato interessante avvalora ulteriormente la tesi che l’impossibilità di sviluppare un costruttivo confronto consiliare derivi da una posizione pregiudiziale delle forze di governo, piuttosto che dall’asserita rigidità dell’opposizione. Infatti il PD ha votato insieme alla maggioranza in oltre il 41% dei casi e si è astenuto nel 18%, dimostrando di valutare ogni iniziativa solo nel merito, senza lasciarsi condizionare da alcuna prevenzione ideologica. Non si può dire altrettanto delle forze che sostengono la giunta Sala, che anzi preferisce coltivare al di fuori delle sedi istituzionali i rapporti di collaborazione con alcune forze di minoranza, piuttosto che attuare una sana e trasparente dialettica nell’aula consiliare. Enrico Accascina


DISCARICA DI TELGATE: LA GIUNTA SALA SI OPPONGA CON FATTI E NON SOLO CON PROCLAMI

IPSE DIXIT Consiglio comunale del 18 gennaio 2010: in merito al programma di governo del Sindaco il consigliere Cattaneo (Lega Nord) dichiara: «Poi la sicurezza dev’essere intesa anche “nell’ambito delle strade dei marciapiedi” in ordine, quindi anche delle illuminazioni di zone a rischio…».

a cura di Enrico Accascina

Cava di Telgate: a che punto siamo? Da mesi il PD sta informando i cittadini circa il progetto di una cava-discarica (ATEg39) dell’estensione di 162.000 mq, collocata in territorio di Telgate a ridosso dei confini di Palazzolo. In due consigli comunali si è sottolineato rischi e pericoli di quest’opera e le indubbie ripercussioni in termini di impatto paesistico, di rischio di inquinamento della falda acquifera, di aumento del traffico pesante, oltre ovviamente alle forti preoccupazioni per la salute. In quella sede, la nostra Amministrazione, respinte le proposte avanzate, aveva annunciato l’intenzione di affidare a un gruppo di esperti il compito di contrastare la realizzazione della cava; purtroppo, a oggi, di quel gruppo non si è ancora “vista l’ombra”… Sottovalutando rischi e pericoli, l’Amministrazione sembra confidare troppo

nel pronunciamento con cui il TAR ha temporaneamente bloccato il piano cave della provincia di Bergamo. L’impressione del PD è che si stia perdendo tempo. Se la cava è ormai destinata a diventare una triste realtà, rimangono infatti ancora diverse possibilità di intervento contro la discarica. Ma non si può perdere altro tempo. Nella serata informativa organizzata dal PD lo scorso 13 gennaio, i relatori hanno chiaramente indicato quali pericolosi rifiuti, classificati come “inerti”, sono destinati a riempire la cava: si tratta di rifiuti dell’industria del ferro e dell’acciaio, ceneri pesanti e derivati dal trattamento delle scorie sicuramente nocivi per l’ambiente e la salute. Per questo motivo un gruppo di residenti dei due comuni ha deciso di costituire un comitato (apolitico e spontaneo), denominato “No

alla discarica di Telgate”, per contrastare la realizzazione della stessa e promuovere a tale scopo una raccolta di firme nelle domeniche 3 e 10 aprile. Da parte sua, come fatto fino ad ora, il gruppo del PD, appoggiando e sostenendo pienamente questa iniziativa popolare, continuerà a porre all’attenzione dell’Amministrazione la questione (in quest’ottica nel Consiglio del 29 marzo verrà presentata una mozione con cui si chiede al Comune di esprimersi ufficialmente contro la realizzazione della discarica) e a valutare altre opportune iniziative: questo è il modo che il PD conosce per essere dalla parte dei cittadini e per tutelare il nostro territorio e le sue risorse.

Gianmarco Cossandi


ACQUA PUBBLICA: ANCORA NON PERVENUTA LA POSIZIONE DELLA MAGGIORANZA

Lega di tasse e di governo Tasse, tasse e ancora tasse. Questa è la ricetta di Calderoli e Tremonti per i cittadini lombardi con la legge sulla fiscalità comunale. Vediamo i dettagli. PUNTO PRIMO: I Comuni possono aumentare le addizionali IRPEF sui lavoratori e sui pensionati. Possono, NON “devono”, ma di fatto, non ricevendo più trasferimenti dallo Stato centrale non potranno non farlo. Sono soldi facili e freschi, iniziando proprio da quest’anno. PUNTO SECONDO: Con l’istituzione dell’Imu (Imposta municipale) la vecchia ICI, uscita dalla porta, rientra dalla finestra. I proprietari di uffici, studi, negozi, magazzini, laboratori, alberghi, pensioni, teatri, cinema, fabbricati industriali e commerciali avranno un ulteriore aggravio di tasse da un minimo di 302 euro fino a 507 euro a seconda delle aliquote locali. PUNTO TERZO: Tasse di scopo. I Comuni potranno autonomamente tassare i propri cittadini alla ricerca di soldi per realizzare interventi locali. La Lombardia risulterà essere la regione a più alta tassazione, la Sicilia la più bassa. In più lo Stato centralistico garantirà finanziamenti milionari per le infrastrutture dell’isola, al di fuori delle entrate locali. Non un grande esempio di equità e di distribuzione delle risorse... Attendiamo con ansia di conoscere la nuova fiscalità regionale, ma se il buongiorno si vede dal mattino ci sono tutte le premesse per una pressione fiscale sempre più soffocante. Grazie Ministro Calderoni, grazie Ministro Tremonti. Angelo Belotti

Ruby...e le altre Lasciamo perdere Ruby e parliamo delle altre, di quelle che sanno che l’emancipazione non basta conquistarla ma va esercitata quotidianamente per tenerla in forma. Che l’emancipazione sia fuori esercizio lo vediamo ogniqualvolta leggiamo che la maggioranza dei disoccupati è sempre di sesso femminile, quando nel lavoro la maternità è sovente penalizzata e i salari, a parità di mansioni, sono più bassi, quando nel nostro Parlamento la rappresentanza femminile è inferiore di quella del Mozambico. Chiedere, ottenere e mantenere dei diritti, come si vede, è una battaglia tutt’ora in corso perché il potere, tutti i poteri, spirituale e temporale, economico e scientifico, ha sempre temuto questo Genere, sminuendolo, asservendolo e catalogandolo. Operazioni ancora in corso soprattutto per quanto concerne il regolamento e il contenimento del corpo femminile. Già, il corpo, la mercificazione del quale ha spesso indotto le donne a venderlo per la propria sussistenza, testimoniando così che la donna è condannata ancora al proprio corpo, così come una volta era condannata alle gravidanze non volute. Oggi tutto ciò non è cambiato, la presunta liberazione femminile ne ha edulcorato i contorni, tanto più che oggi vendersi non è moralmente riprovevole perché anche la morale si può vendere e comprare, basta “contestualizzarla”. Vendersi, però, non è affatto un gesto liberatorio, è sempre lo schiavo che si vende al padrone perché non ha scelta e la relazione non è mai paritaria e sono sempre gli sconfitti che si vendono in quanto la libertà vera è quella di chi può permettersi di scegliere.

Le Ruby continueranno a vendersi e gli uomini a comprarle ma ognuna dovrebbe avere la consapevolezza della propria servitù. Le donne libere, cioè capaci di volere scegliere e desiderare, fanno ancora paura perché sono difficili da governare nonostante lo spiegamento dei mezzi di comunicazione utilizzati a tale scopo. Attraverso essi passa infatti l’omologazione, potente strumento regolativo e governativo, che conforma le consumatrici e, perché no, i consumatori ad avere piccoli, mediocri e volgari desideri da soddisfare subito (cash and carry), illudendoli che in ciò stia la libertà. Governare i desideri questo è il vero traguardo del potere nella società di massa, traguardo ben più nefasto e infido del controllo dei corpi perché i desideri risiedono nella nostra anima, per chi se la può permettere. Sic! E non crediate che la rivendicazioni delle pari opportunità giovi gratuitamente alla causa delle donne, come la realtà testimonia le pari opportunità sono per lo più una condivisione del potere maschile, quando non un simulacro di potere femminile all’interno del potere ufficiale il quale rimane sostanzialmente misogino, perché frutto di una tradizione culturale “inculcata” nell’inconscio collettivo, spesso con la complicità delle madri. Le pari opportunità sono solo la foglia di fico con la quale il potere giustifica le sue mancanze, negligenze ed omissioni nei confronti dei diritti delle donne e anche la riaffermazione del suo potere discrezionale nei confronti di una emancipazione che non può essere lasciata liberamente nelle mani delle ...donne. Buon 8 marzo, se vi pare. C. T.


L’INNO DI MAMELI PRIMA DEI CONSIGLI COMUNALI: E LA LEGA CHE FA?

Ancora distretto del commercio Il Distretto del Commercio resta in cima all’agenda politica del PD palazzolese, con buon pace del Sindaco. Il primo cittadino infatti, invece di rispondere nel merito alle critiche sul progetto per lo sviluppo del settore commerciale finanziato dalla Regione, si è limitato a firmare un manifesto pieno di evidenti inesattezze e grossolane offese nei nostri confronti. Ad oggi il dato di fatto rimane che l’Amministrazione non ha ancora saputo spiegare in maniera convincente perché

ha deciso di spendere oltre 125.000 euro in servizi di marketing, comunicazione e pubblicità, invece di programmare investimenti realmente utili alla Città, ad esempio intervenendo sull’arredo urbano, sui parcheggi e la viabilità. La nostra sensazione è che ci si trovi di fronte all’ennesima occasione persa, ad un nuovo clamoroso spreco. Ulteriori elementi di preoccupazione sulla completa realizzazione dell’iniziativa ci arrivano proprio da una recente

determina dirigenziale, la numero 37 del 15/02/2011, che per giustificare l’erogazione ai privati di una ridotta quota di anticipo del contributo, premette che i funzionari regionali hanno definito non ammissibili molti dei costi preventivati dai commercianti coinvolti nel Distretto (nello specifico quelli previsti per pubblicità e campagne promozionali). Ciò conferma la superficialità con cui il Comune, nel ruolo di Capofila del DID, ha gestito il progetto e supportato i negozianti, a questo proposito verrebbe proprio da rimandare a Sala la domanda: “Da che parte sta? Con o contro i commercianti?”. Infine la pubblicazione del sito internet palazzolodid.it, una delle spese da noi più aspramente contestate, avvalora le nostre perplessità: le limitate funzionalità del portale non sembrano giustificare l’esborso di quasi 25.000 euro da parte dell’Amministrazione, ma questo vi invitiamo a verificarlo direttamente per appurare in prima persona chi dice la verità sulla questione. Diego Chiari

La par condicio leghista Tra le priorità incalzanti degli impegni amministrativi, il segretario della Lega Piva, ha trovato il tempo di inviare al Sindaco un’informativa sulle due bacheche di via Firenze e via Marconi, in uso da tempo immemore al PD ed alle forze politiche che in esso sono confluite. Con tempestiva solerzia, la rappresentante leghista chiede l’eliminazione dei due spazi informativi per ripristinare la par condicio nei media palazzolesi ed evitare che l’opposizione goda di una eccessiva esposizione. Tanto zelo, encomiabile in ogni amministratore, risulta sospetto se manifestato da un esponente di quel partito che ha fatto propaganda oltraggiando le scuole pubbliche con simboli protervamente di parte e uso ad esporre abusivamente i propri manifesti elettorali su ogni cavalcavia disponibile. Ora non è dato sapere se la missiva voleva essere una goliardata, certo è che se si spende il mandato elettorale a prendersela con due bacheche, presumibilmente usucapite dalla minoranza, è ragionevole ipotizzare che l’amministrazione abbia già risolto tutti problemi della nostra cittadina. Per scartare questa ipotesi basta guardarsi attorno, allora dobbiamo pensare che diano proprio fastidio le idee delle minoranze. Invece di togliere opportunità informative non è forse più democratico aumentare le possibilità di comunicazione pubblica per tutte le voci che rappresentano il territorio? Cristina Tubini


PALAZZOLO sull’oglio: A GIUGNO LA FESTA DEL PD

150 anni di toponomastica all’inzio erano eroi

ora è tutta un’altra storia

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www.pdpalazzolo.it


L'Alternativa Democratica aprile 2011