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Fiabe e Leggende della Molinella Lo trovate al Punto Centrale di Gianni Nori

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festival della cultura sportiva

I LIBRI DEL CAFFE’

Sportivamente.

Per Natale regalatevi un libro

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NUMERO 4 (114) ANNO XXVII 19 dicembre 2020

Gazzettino dello Sport di Molinella Autorizzazione del Tribunale di Bologna n. 6262 del 16-3-1994 - Direttore Responsabile Antonio Michielon - Redazione: via Bentivogli, 5 - Molinella (BO) - Distribuzione gratuita - Stampa: Tipografia AG snc, Granarolo E. (BO)

Una bella storia di vita e di sport

KART

Quella di Jacopo Sisti è senz’altro la storia più bella da raccontare. Un papà con la passione per i motori nel sangue, Jacopo frequenta le piste di kart fin da bambino. Debutta nella classe 60 Mini, ottenendo importanti risultati ai campionati italiani, poi, dal 2015, l’approccio al monomarca Rotax Max Challenge per il passaggio alle categorie Junior. Anni di alti e bassi prima di arrivare ad un 2017 formidabile, in cui il pilota di Molinella mette a segno 3 vittorie nella Rotax Junior e sfiora per pochissimo la qualificazione al mondiale. Proprio quando tutto sembrava andare per il meglio, ecco la notizia che mette a dura prova il giovane pilota, ma questa volta non in pista. La scoperta di un linfoma, le cure, la lenta ripresa ed il progressivo ritorno alla pista hanno caratterizzato la carriera sportiva di Jacopo per le successive stagioni, fino a quando, nel 2020, sceglie nuovamente il trofeo Rotax Italia per rimettersi in gioco. Supportato dal team LKA Dannic Racing, è autore di una stagione in continuo crescendo, in cui si aggiudica il secondo posto di Zona Nord che prelude una finale nazionale da protagonista: due vittorie su tre manche gli valgono sia il titolo di campione italiano, sia l’unico ticket a disposizione per l’Italia alla Grand Finals 2020.

redazione@duecaffe.it

BEACH TENNIS

Diego Bollettinari campione d’Italia a squadre Il team Bibione Beach vince i Campionati Italiani a Squadre di Serie A, che si sono svolti dal 16 al18 ottobre al Beach Park di Faenza. Oltre al molinellese Diego Bollettinari, questi gli altri “neo-scudettati”: (uomini) Nicolò Strano, Tommaso Giovannini, Marco Faccini, Daniele Chiesa, Michele Folegatti; (donne) Sofia Cimatti, Giulia Gasparri, Federica Bacchetta e Greta Giusti.

ATLETICA

Da www.facebook.com/rotaxmaxitalia/

Jacopo Sisti è campione italiano Correrà il Mondiale in Portogallo Finale Rotax Max Challenge Italia Castelnuovo Berardenga (Siena), 10-11 ottobre Grazie al punteggio delle tre gare, più quello ottenuto come secondo classificato del Girone/Zona Nord, Sisti ha vinto il campionato italiano. “Questo titolo è per me un sogno che si realizza – dice Jacopo, a motore spento - Bisogna sempre continuare a credere in se stessi, anche quando sembra che tutto sia impossibile. Questa è la dimostrazione. Dopo quello che ho passato, con la volontà e l’allenamento sono tornato più forte di prima!”. La classifica finale vede Jacopo Sisti 1° con 172 punti, davanti a Michele Chizzali (pt.164) e Nicola Guerra (pt.162). Un risultato straordinario, che vale per Sisti la qualifica alla Finale Mondiale di Portimao, in Portogallo, dal 23 al 30 gennaio 2021. Sperando che nel frattempo il Covid non si metta a correre più forte del gokart di Sisti.

2020, l’anno orribile 2020: anno orribile per tutti, anche per lo sport di Molinella. Non si gioca più a calcio, basket e pallavolo praticamente da febbraio. I campionati che avrebbero dovuto riprendere in autunno sono stati sospesi prima ancora di cominciare. Ma a “piangere” sono soprattutto gli sport individuali. Stefania Strumillo, campionessa italiana in carica del disco, non ha fatto gli Assoluti di atletica. Fuori dalla manifestazione più importante del nuoto nazionale anche Lucia Martelli. Restando in piscina, Francesco Martelli ha chiuso col nuoto agonistico ad agosto, subito dopo gli Internazionali d’Italia. Tommaso Gozzi, ciclista under 23 di prospettiva, ha appeso la bicicletta al chiodo e, come lui, anche Simone Mantovani ha detto addio alle corse. La Strumillo, i fratelli Martelli e Gozzi, a livello di sport individuali, erano le eccellenze del movimento sportivo molinellese. Il 2020 ha spazzato via (nel caso della Strumillo e della Martelli speriamo non in maniera definitiva) un’intera

generazione di atleti di alto livello. In tutto questo terremoto, che ci costringerà a riscrivere le graduatorie locali secondo un’altra scala di valori, non c’entra direttamente il covid, ma il covid c’entra lo stesso, perché, quando fai lo sport da professionista (pur senza essere pagato come tale), i continui stop and go imposti dalla pandemia, le soluzioni spesso improvvisate, la mancanza di certezze, la necessità di allenarti senza sapere se e quando potrai gareggiare, tutto questo certo non aiuta, né rende più solide le motivazioni di un atleta. Anzi, è più facile il contrario, come in effetti è stato per i nostri. Così, a tenere alta la bandiera dello sport molinellese in campo nazionale, rimangono Diego Bollettinari, campione di beach tennis, e Jacopo Sisti, giovane pilota di kart al quale dedichiamo questa prima pagina, il ciclista under 23 Emanuele Ansaloni, ma qualcun altro sicuramente arriverà. Per quanto riguarda gli sport di squadra, c’è sempre Alessio Tugnoli, più volte campione universitario di basket, Andrea Masotti nel volley maschile, nel calcio Andrea Landi e Andrea Zaffagnini, che però, dopo il caso-Picerno, è ancora senza squadra (almeno così ci risulta), tanto per non smentire la fama di questo anno orribile. (am)

Sofia Bonafé, podio tricolore Campionati Italiani Cadetti (Forlì, 3-4 ottobre). E’ ancora una volta una ragazza di Baricella ad arricchire con una medaglia di prestigio il palmares dell’Atletica Molinella. Al primo anno di categoria e con un titolo regionale già in bacheca, Sofia Bonafè, specialista del pentathlon, risale dalla quinta posizione della prima giornata al 3° posto finale. Questi i risultati delle 5 prove: 80 ostacoli 12”98, salto in lungo 4,80, 600 metri 1’46”37, alto 1,56, 27,65 nel giavellotto, per un totale di 3.777 punti. Classifica a Squadre Femminile: 1 Emilia Romagna, punti 162; 2 Veneto (160); 3 Lombardia (159). Festa dell’Endurance/Campionati Italiani Mezzofondo (Modena, 17 ottobre): 1500 Allieve: Demetra Tarozzi (Pontevecchio Bologna) 4’59”17 (25).


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Olimpiadi dei Ragazzi

Fermi per Covid

CALCIO / SERIE D

Un eurogol di Landi rompe il silenzio dell’informazione

BASKET - Rinviato a febbraio l’inizio del campionato di Serie C Gold

che avrebbe dovuto prendere il via lo scorso 25 ottobre. La Pallacanestro Molinella ha intanto sospeso fino a gennaio 2021 tutte le attività, dalla prima squadra al minibasket

CALCIO - Campionato di Prima Categoria sospeso dopo due gior-

nate. Prosegue sul campo l’attività della prima squadra e del settore giovanile, ma solo per allenamenti individuali e nel rispetto delle norme anticovid. La ripresa dei campionati è prevista per febbraio.

CALCIO A 5 - Gli allenamenti del Futsal Molinella proseguono al Far Sport in condizioni di sicurezza. I Campionati sono sospesi.

NUOTO - Annullati i grandi meeting d’inizio stagione (Genova, Bolza-

no, Viareggio). Chiusa la piscina di Molinella, ai tesserati della Molinella Nuoto, master compresi, è consentito allenarsi in piscina ad Altedo.

ATLETICA – Allenamenti allo stadio, in attesa dell’inizio dell’attività indoor.

Pallanuoto / 10 gli iscritti al corso Obiettivo: diventare una squadra vera

Beatrice Minotti di Ostellato, tesserata per l’Atletica Copparo, è la Under 16 più veloce d’Italia. Il 3 ottobre scorso, ai Campionati Italiani Cadetti che si sono disputati a Forlì, ha vinto la medaglia d’oro correndo gli 80 metri in 10”05 (9”96 in batteria). In un messaggio che è come uno spot promozionale per tutto il movimento, la mamma ringrazia le Olimpiadi dei Ragazzi per aver fatto scoprire a Beatrice la bellezza dell’atletica: “Senza le miniolimpiadi – scrive - Beatrice non avrebbe mai scoperto la sua passione per l’atletica. Grazie”. Questa mail è stata commentata per noi su Duecaffè dalla molinellese Sara Curatolo, rivale in pista ma soprattutto grande amica della Minotti. Il Comitato del Reno ci fa inoltre sapere che è tutto sospeso almeno fino a febbraio, in attesa di capire se ci sarà la possibilità di gareggiare in maggio ad Ospital Monacale, sede designata della 36^ Olimpiade dei Ragazzi.

VOLLEY MASCHILE

Masotti firma il successo su Trento

6 dicembre. Un gran gol di Andrea Landi rompe finalmente il silenzio della nostra informazione sportiva. La Correggese torna in campo dopo 56 giorni contro il Mezzolara. A decidere il match è il suo capitano, che al 29’ della ripresa, in semirovesciata dal limite dell’area, manda il pallone ad insaccarsi nel sette. Risultato finale: Correggese 2 – Mezzolara 1. Il gol di Landi, grande ex dell’incontro, a segno, è il primo segnale di risveglio dello sport (molinellese), dopo il lungo letargo dovuto al covid.

Calcio Molinella / Galleria Rossoblu: in mostra allo stadio 110 anni di storia Lo Stadio Augusto Magli si rifà il trucco. La nuova dirigenza della società che sta per compiere 110 anni ha voluto mettere in vetrina tutte le formazioni che hanno indossato i gloriosi colori rossoblu, da quando si giocava ancora al Campo Vecchio, passando dal mitico Molinella che militò in Serie B nel campionato 39/40. fino ad arrivare ai giorni nostri. Non poteva inoltre mancare lo spazio dedicato a coppe, trofei e gagliardetti, allestito nell’atrio principale: una bella nota di colore per un ambiente che, quando l’emergenza Covid terminerà, potrà tornare ad essere punto d’incontro per gli sportivi molinellesi. (Deca)

Armillotta Michele (2006), Baiamonte Gabriele (2007), Battiato Francesco (2005), Bosco Gianfranco (2004), Gnaccarini Vittorio (2004), Mazzoni Diego (2006), Torluccio Diego (2006), Vozza Claudio (2008), Zesi Riccardo (2006), Zucchini Mattia (2004): sono i ragazzi che frequentano il corso di pallanuoto, proposto quest’anno da Sport Management, la società che gestisce la piscina di Molinella. Si allenano due volte alla settimana, il lunedì e il venerdì pomeriggio, con l’istruttore Donato Di Lucchio. Per ora solo qualche amichevole, ma i ragazzi della pallanuoto sognano di partecipare, prima o poi, ad un campionato vero. (fm)

ATLETICA / RISULTATI Memorial Casamenti (Forlì, 16 settembre). 1200 siepi: Marianna Zagni 4’11”00 (4). Memorial Ferrone, Giovanile Uisp (Bologna Arcoveggio, 3 ottobre). Nel Triathon Pulcini (vortex, lungo, 50m) Aurora Foschi e Leonardo Candela si sono piazzati entrambi al 3° posto delle rispettive classifiche.

Rinviata la 42^ edizione della Vallazza Per effetto del Dpcm 25 ottobre, la 42^ edizione de La Vallazza, che avrebbe dovuto svolgersi il 1° novembre, è rinviata a data da destinarsi.

Trofeo delle Province Castelfranco E. (MO), 11 ottobre. Il Trofeo delle Province, la manifestazione giovanile che chiude tradizionalmente la stagione outdoor, ha visto quest’anno l’affermazione di Bologna (punti 166), davanti a Reggio Emilia (161) e Parma (155). 4 i convocati dell’Atletica Molinella nella Rappresentativa bolognese. Questi i loro risultati individuali: (Cadette) 80hs: Bonafè Sofia 13”10 (5); Peso: Poggi Desirè 8,79 (5). (Ragazzi/e) Peso: Natali Riccardo 10,31 (5); Vortex: Tagliani Naomi 38,52 (3).

Il molinellese Andrea Masotti, dopo le giovanili a Modena, è uno dei prospetti più interessanti della Sa.Ma (Serie A3), la squadra di Portomaggiore che dopo due sconfitte contro le prime della classe (Motta di Livenza e Porto Viro) il 6 dicembre scorso è tornata alla vittoria, battendo 3-0 Trento. Nel terzo set, finito 25-18 per i padroni di casa, Masotti si è fatto trovare pronto alla chiamata di coach Cruciani, mettendo a segno 2 punti decisivi. La formazione portuense è ora attesa da un vero e proprio tour de force: da qui al 30 dicembre, dovrà infatti affrontare nell’ordine Pordenone, Fano, Bolzano, San Donà e Torino.

NUOTO Campionati Regionali CADETTI (Modena, 19-20 settembre). Sul podio Desirè Poggi (GP Aletica Molinella), 3^ nel Lancio del peso con 9,89. Gli altri risultati delle atlete molinellesi:1000 metri: Venturoli Emma 3:28.36 (19); 1200 siepi: Zagni Marianna 4:14.12 (5). RAGAZZI 2007-2008 (Busseto PR, 27 settembre). Ragazzi - 60m: Petrucciani Luca 9.20 (17), Deserti Lorenzo 9.44 (27); Salto in alto: Deserti Lorenzo 1.36 (5); Vortex: Mingozzi Kevin 41.68 (7), Scagliarini Edoardo 37.34 (11), Natali Riccardo 36.91 (12), Galfano Lorenzo 28.64 (22); Peso: Natali Riccardo 10.09 (6); Galfano Lorenzo 6.80 (21); Staffetta 4x100: 1:01.90 (Scagliarini-Barisciano-Mingozzi-Petrucciani) 6. Ragazze - 60hs: Giubilo Arianna 11.26 (15); 60m: Tagliani Naomi 9.28 (18), Sciortino Miriam 10.73 (67); Salto in lungo: Guglielmi Olimpia 3.74 (21); Staffetta 4x100: 1:01.44 (Guglielmi-Giubilo-Sciortino-Tagliani) 11.

BILIARDO / BOCCETTE Si è disputata il 25 ottobre scorso al President Park di Forlì la finale del Trofeo Due Regioni, gara individuale open Emilia Romagna-Marche. 1° classificato Angelo Corbetta; 2° il molinellese Daniele Sgargi (SiRe Codifiume).

RISULTATI / 9° Trofeo Riccione Nuoto (V25m), 24-25 ottobre. Risultati MolinellaNuoto/CN Uisp: Burnelli Martina (Categoria Ragazzi 1) 1^ classificata 100 dorso (1’11”81); Rossano Marika (Juniores 2) 1^ classificata 100 dorso (1’08”11). Gli altri sul podio (virtuale, in quanto le premiazioni non sono state effettuate causa covid): Chiarini Mirco 200fa (Assoluti) 2’04”26 (2); Sgoberti Giorgia 100do (Juniores 2) 1’08”87 (2); Ramazziotti Nicholas 100ra (Ragazzi 1) 1’14”14 (2). 1° Trofeo Bologna Sprint (Piscina Stadio-V50m, 24-25 ottobre). Lucia Martelli (NC Azzurra) 50fa 28”31 (4).

Qualifiche Regionali Dal 5 al 8 dicembre, si sono disputate alla Piscina dello Stadio di Bologna le gare del primo turno di qualifiche per i Campionati Regionali di Categoria in vasca corta (25 metri). Secondo turno in gennaio, finali a marzo.

TENNIS Under 12 (19-20 settembre). Agnese Zagni (Cus Ferrara) si aggiudica il Torneo-Rodeo di Faenza. Battuta in finale Chiarastella Flores (CA Faenza) 4.2, 4.2. Campionato Provinciale Risultato della finale (Argenta, 19 settembre): Petrucci Edoardo (Cus Ferrara) b. Brunelli Elia (CT Argenta) 6.3, 3.6, 7.5.

FUTSAL/CALCIO A 5 Tornei Precampionato al Centro Sportivo FarSport di via Fiume Vecchio. Categoria Under 15 Femminile (Molinella, 19 settembre). Risultati: Molinella-Thiene, 2-5 (Chiara Montanari 2); Dueville-Molinella 9-0. Classifica: 1 Dueville, 2 Thiene, 3 Futsal Molinella. Under 17 Maschile (26 settembre). Risultati: Molinella-Thiene 11-0; Aposa-Molinella 1-11; Thiene-Aposa 3-4. Classifica: 1 Futsal Molinella, 2 Aposa, 3 Real Thiene Vicenza. Capocannoniere: Alex Bertacchi (7). Under 12 Femminile (27 settembre). Risultati: Molinella-Nubilaria 2-5 (Modica, Montanari); Novoledo-Molinella 12-0; Nubilaria-Novoledo 3-2. Classifica: 1.Nubilaria, 2.Novoledo, 3.Molinella. Under 18 Femminile (3 ottobre). È la squadra vicentina del Thiene ad aggiudicarsi il quadrangolare. Risultati Molinella: Real Thiene-Molinella 2-1; Molinella-Bedonia 1.2; Dream Five-Molinella 5-2.Bedonia. Classifica finale: 1 Real Thiene Vicenza, 2 Bedonia Parma), 3 Dream Five, 4 Futsal Molinella. Under 19 Maschile (10 ottobre). Vince Aposa C5, davanti a Molinella (2) e Osteria Grande (3). Risultati Futsal Molinella: Aposa-Molinella 4-1 (Brtacchi); Molinella-Osteria Grande 2-1 (Cavina, Bertacchi). Coppa Italia Serie C Femminile - Primo Turno: 25 ottobre, Imola-Molinella 3-0. Dopo questa partita tutte le competizioni e i campionati di calcio a 5, sia femminili che maschili, sono stati sospesi.

Via Bentivogli, 16 Molinella (BO) Tel. 051.880855

E-mail: info@mastersport.it Corso Mazzini, 321/323 Molinella (BO) tel. 051-6900391 fax. 051-6903781

Via Mazzini, 165 - Molinella (BO) tel. 051.881203 E-mail: gelateriaponti@libero.it

via Selva, 52 Selva Malvezzi - Molinella (BO) tel 051 6907003

Tennis / L’Open di Molinella deciso dalla monetina 29° Torneo Città di Molinella – Memorial Franceschetto (9-24 settembre) La finale tra Andrea Guerrieri (CT Reggio Emilia) e Luca Pancaldi (CT Bologna) è stata interrotta dalla pioggia. Vista l’impossibilità di un rinvio ad altra data, in accordo con i due finalisti, si è quindi proceduto ad assegnare la vittoria per sorteggio. Il lancio della monetina ha premiato il bolognese Pancaldi, che iscrive così il proprio nome nell’Albo d’Oro della manifestazione.

PESCA SPORTIVA Trofeo delle Regioni. Si è disputata sabato 19 e domenica 20 settembre, ai Laghetti di Molinella e contemporaneamente all’Agriturismo Cà dei Laghi, una prova di selezione valida per il Trofeo delle Regioni, gara a squadre di tecnica feeder. Quindici le squadre partecipanti, ognuna delle quali era composta da tre elementi di cui due pescavano ai Laghetti di Molinella e uno alla Ca’ dei Laghi, distante pochi chilometri. Si è aggiudicata la prova la Squadra A dell’Alto Panaro Feeder con un totale di 11 penalità ed un peso complessivo di kg. 325,530, davanti a Carp Busters A (14 penalità + kg. 327,700) e Cannisti Castel Maggiore Maver A (14 penalità + kg. 305,500). Coppa Italia Fisheries. Dopo la semifinale del 11-12 luglio ai Laghetti di Molinella, si è conclusa il 27 settembre, nelle acque del Lago Pascoli di Forlì, l’edizione 2020 della Coppa Italia Fisheries. Sul podio il rumeno naturalizzato italiano Ionit Baciu del Fishing Club Torino, il romagnolo Ettore Ciotti e l’abruzzese Saverio Di Giovannantonio. Sono stati premiati i primi 12 classificati, tra i quali i “molinellesi” della locale Società Pescatori Federico Coveri (7°) e Massimo Ravagli (12°). Memorial Luciano Pirazzini. Si è svolto il 18 ottobre, ai Laghetti di Molinella, il Memorial Pirazzini, riservato agli agonisti che militano in società sponsorizzate dall’azienda Maver Bologna. 42 le coppie in gara, che di questi tempi è il massimo della capienza per l’impianto di Molinella. Ha vinto la coppia formata da Loris Macchiavelli e Paolo Rossi (Società Gambero Milord’s Mave), con un pescato di kg. 68,650. Al 2° posto Matteo Pirazzini e Luca Saetti (Cannisti Maver Castelmaggiore) con kg. 65,000. Completano il podio i rappresentanti della Free Time Fishing. Michelucci e Picciano, con kg. 52,160.

MOTOCICLISMO Circuito del Mugello (19-20 settembre) Con un 2° e un 4° posto nelle ultime due gare, Riccardo Morelli alla guida della Yamaha R6 chiude la stagione al 2° posto in Classe 600cc, 5° assoluto nella Classifica Generale della Pirelli Cup. Il giovane centauro molinellese, classe 2000, ha dimostrato ancora una volta di essere più che competitivo e adesso guarda con fiducia al 2021, con la speranza di poter raccogliere un po’ di sponsorizzazioni che gli permettano di correre anche nella prossima stagione.

PATTINAGGIO Memorial Balestri - 44^ Rassegna Nazionale Aics (Misano Adriatico, 24 agosto-8 settembre). La prima manifestazione di pattinaggio dopo il lockdown ha visto alternarsi in pista 1810 atleti di 147 società. Divisione nazionale D: Davide Dinoi (Magic Roller Ozzano) 3°. Trofeo Nazionale Uisp (Prato, 27 settembre) Sara Dinoi (Magic Roller Ozzano) 2^ classificata negli obbligatori della categoria Allieve.


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ANNIVERSARI Ottobre è evidentemente il mese degli sport dell’aria. Il 4 e il 12 sul nostro giornale online abbiamo ricordato con puntualità due anniversari importanti. Ecco il racconto di quelle imprese.

40° / Lino Bonora, il primo molinellese con le ali Quarant’anni fa, il 4 ottobre 1980, Lino Bonora azionò la cloche di un aeroplanino monoposto ultraleggero, che egli stesso, con l’aiuto di due amici, Armando Schiassi e il geometra Massimo Catozzi, aveva assemblato in oltre due anni di appassionato lavoro “Il piccolo velivolo, bianco come le innumerevoli notti trascorse nella sede del G.A.M.E.N.(Gruppo Aeromodellistico Molinellese Efrem Nobili, NdR) ad armeggiare intorno alla sua creatura e azzurro come

il cielo di quel pomeriggio fatidico, si alza in volo, con impercettibile rollio, dalla pista di via Madonna Bottarda e scuote dal consueto torpore una coppia di aironi cinerini, che dalla vicina Vallazza si librano in aria ad emularne la maestosità”. L’impresa trovò il giusto rilievo nella cronaca del Resto del Carlino e inorgoglì i concittadini, partecipi dell’evento. “L’aereo, progettato dall’americano Evans, è azionato dal motore di un vecchio furgone Volksvagen 1500.

Ha un’apertura alare di mt. 7,90 e pesa 341 Kg. E’ costato circa 4 milioni di lire e, per assemblarlo, ci sono volute oltre 2.000 ore di lavoro”. Lino Bonora è stato, dunque, il primo molinellese a volare con le proprie ali. Settantasette anni dopo i fratelli Wright, è riuscito, da solo, a vincere fisicamente la forza di gravità, “che ci tiene ancorati a questa terra fangosa”, nella quale abbiamo messo, come si dice, solide radici.

90° / Gli aeroplanini di Efrem Nobili, campione italiano di modelli volanti In un’epoca in cui tutto tendeva all’esaltazione del “genio italico”, Efrem Nobili, con le sue invenzioni geniali, si dimostrò subito pari alle attese dei tempi. Cominciò con gli aeromodelli, prima ad elastico e poi ad aria compressa. Non erano belli da vedere, i suoi modellini, ma ciò che perdevano in estetica lo guadagnavano abbondantemente in resa e funzionalità. Nel 1925, durante una gara all’aeroporto di Bologna, mentre gli altri concorrenti lanciavano a trecentoquattrocento metri, il modellino di Nobili andò a perdersi nelle campagne di Castenaso. Lo ritrovò un contadino, che lo riconsegnò solo “dietro lauta mancia”. L’anno dopo, a Roma, un suo modellino ad aria compressa, uno dei primi realizzati in Italia, volò “per Km 1,125, suscitando la meraviglia dei giudici e degli appassionati”. Aveva appena vent’anni, quando vinse il titolo italiano di aereomodellismo al Concorso Nazionale Modelli Volanti, che si concluse a Roma il 12 ottobre 1930. La mattina dopo, in due colonne fitte di piombo, il Corriere della Sera dava notizia che Nobili si era appassionato “agli sports dell’a-

Facchini 100

Il 7 novembre avrebbe compiuto 100 anni Aristide Facchini, un grandissimo dello sport molinellese. Cresciuto nella Polisportiva sotto la guida di Alfredo Baldrati, passa quindi alla Milizia Ferroviaria di Bologna e nell’estate del 1941 prima eguaglia il record italiano (Firenze, 22 giugno) poi, nel corso del meeting internazionale Italia-Germania che segna tra l’altro il suo esordio in Nazionale (Bologna, 29 giugno), diventa primatista assoluto con 14”6, migliorandosi ancora ai Campionati Italiani di Torino, il 20 il luglio, quando fa fermare il cronometro sul tempo di 14”4, nuovo record italiano (che resisterà per ben 17 anni) e seconda prestazione d’Europa. Un tempo da finale olimpica, se non ci fosse di mezzo la guerra, che ci restituisce un campione menomato

ria fin da bambino: in questo senso - scriveva il giornale - i suoi modellini ad elastico o ad aria compressa non sono altro che un’elaborazione del volo di quegli aquiloni che sappiamo essere stati il suo vero banco di prova”. Molti molinellesi ricordavano ancora quel che avvenne un pomeriggio di primavera, quando tutto il paese si mobilitò in aiuto di Nobili e i bambini correvano a prendere rotoli e rotoli di spago, per dare sempre più filo all’aquilone, che si alzava altissimo sopra i Collegi. Il Corriere proseguiva con ampi ragguagli tecnici sul modellino

nel fisico, non più in grado di ripetersi a quei livelli. Parte da Bari la sua carriera di tecnico alle Fiamme Oro Padova trova un giovanissimo Berruti, che accompagnerà fino alla vigilia delle Olimpiadi di Roma 60. Ma quando il ragazzo torinese vincerà l’oro nei 200, Facchini ha già lasciato l’atletica per il calcio, chiamato al Milan dal presidente Rizzoli e da Nereo Rocco, che lo vuole come preparatore atletico di Rivera & C. Rimane in rossonero dieci anni, vincendo uno scudetto e, nel 1963, la prima Coppa dei Campioni. Nel 1970, alla vigilia del match con Monzon, entra nel clan di Nino Benvenuti. Ma il mondo della boxe è un’esperienza di breve durata e nel 1972, Facchini torna al Milan, dove resterà fino al 1986, prima come preparatore atletico e poi come direttore di Milanello. Muore in una casa di riposo vicino a Varese il 28 luglio 2008. Il mese scorso abbiamo ricordato l’anniversario sul nostro giornale online con un articolo di Andrea Martelli (da Vite di molinellesi illustri, 2012), che potete ancora trovate su duecaffe. it | La Bottega del Caffè | Storie Personaggi.

“Italia”, che Nobili era riuscito a far volare per 278 metri lineari, “ma che ai fini della classifica devono però intendersi come metri 1251, in quantochè, a termini di regolamento, per gli ‘aria compressa’ la distanza reale deve essere moltiplicata per un coefficiente pari a 4,5”. L’Istituto Luce dedicò un filmato alla “splendida affermazione romana del giovane molinellese ”. Nobili ebbe in premio la Coppa del Littorio, che gli fu consegnata da Bruno Mussolini, figlio del Duce, e una fiammante Moto Guzzi 250, in sella alla quale fece ritorno a casa.

La Molinella Nuoto compie 25 anni Giovanni Draghetti, “specialista dello stile dorso”, aveva fatto parte in gioventù di quella squadra che, all’inizio degli anni ’50, meravigliò tutti, arrivando seconda nel campionato a squadre di Serie C. Per motivi di lavoro si era poi allontanato da Molinella, ma lui non aveva mai smesso di occuparsi del suo sport preferito, seguendo con piacere i progressi dei suoi tre figli. Tornato a Molinella, Giovanni Draghetti fu il principale artefice della rinascita del nuoto agonistico nel nostro paese. La Molinella Nuoto, presidente il dottor Tiziano Paglia, si costituisce ufficialmente il 17 ottobre 1995. Promuoverà “l’attività master” e “la creazione di un settore specifico per l’agonistica giovanile”. Non più solo corsi di nuoto, insomma, ma anche gare in piscina. Si riannoda così il filo di un’antica tradizione che ci riporta agli anni ‘30, quando la piscina, e la squadra di nuoto, come dicono i più vecchi, l’avevamo solo noi di Molinella e pochi altri.

Quei temerari sulle macchine volanti Dall’aereo veliero di Sebastiano Zavaglia al volo di Bonora sulla Vallazza

Chissà se “anelasse davvero librarsi in volo” il concittadino Sebastiano Zavaglia, o se - come è più probabile - da giovane studente, affascinato dai misteri della fisica moderna, collaborasse “soltanto per puro spirito patriottico” alla messa a punto della “macchina areostatica o esploratore aereo di guerra”, brevettato nel 1848 dal bolognese Angelo Lodi. “L’aereo veliero”, che avrebbe dovuto rendere preziosi servigi ai difensori della Repubblica Romana, fu però “spanciato dalla malasorte, quand’era ormai in vista dell’Urbe”. Confuso tra “l’illustre pubblico petroniano” che il 28 luglio 1861 affollava il piazzale della Montagnola, Sebastiano Zavaglia fu certamente testimone entusiasta delle acrobazie aeree del francese Godard, a bordo del Grande Pallone Leviatan. Il conte Isolani, “ricco possidente terriero in quel di Molinella”, fu tra i fondatori della Società Italiana per la Nautica Aerea, una specie di Aero Club ante litteram, che nell’aprile del 1868 finanziò l’impresa di Madame de Poitevin: “Il suo ‘Pallone Mercurio’ si alzò da Piazza Vittorio Emanuele in Bologna oltre i 2.400 metri di quota e, dopo un’ora circa di volo, precipitò nelle campagne tra Budrio e Molinella, senza conseguenze per gli occupanti”. Allungò la sua ombra sull’erba dei prati intorno a Molinella anche il monoplano Etrich-Daimler CV 50 del tenente marchese Giulio Gavotti, impegnato il 17 settembre 1911 nella prima tappa del raid aereo Bologna-Venezia-Rimini-Bologna, patrocinato dal Resto del Carlino. Questo almeno dicono le cronache del tempo. Tramontata l’epoca dei “velivoli più leggeri dell’aria”, al bolognese Gavotti va probabilmente riconosciuto il merito “di aver mostrato per primo ai molinellesi un aeroplano degno di questo nome”. Durante la guerra del ’15, si distinse “per la sua temeraria audacia” il molinellese Marcello Sarti, che faceva parte, con i gradi di sergente, della 115^ squadriglia da ricognizione. Alla guida del suo biplano SAML, il fratello di

Tenilio e Ughèn Sèrti (“l’uomo dal bastoncino e l’eterno papillon”) è da considerarsi il primo asso dell’aviazione molinellese. Nel 1921 fu tra i soci fondatori dell’Aero Club Emiliano, intitolato a Francesco Baracca. Contagiò di sana passione per il volo altri “aeronauti felsinei”, compreso il figlio Lamberto, che diventerà generale dell’Aeronautica e quindi Addetto Militare presso l’Ambasciata italiana a Buenos Aires. Di Antonio Caliceti non si può certo dire che il suo elemento naturale fosse l’aria. Per ironia della sorte, il pioniere del nuoto molinellese, sottotenente Antonio Caliceti, prestato all’aviazione militare per necessità pre-belliche, nel 1938 andò a schiantarsi con il suo Ghibli-Caproni contro il Titano, durante la prova di economia e trasporto del III Avioraduno del Littorio, “massimo cimento aeronautico” dell’epoca, che lo insignì, purtroppo, del titolo di “primo molinellese caduto nei cieli della Patria”. Giuseppe Draghetti di Selva Malvezzi era uno dei Diavoli Rossi, la prima squadriglia acrobatica dell’Aeronautica Militare Italiana, da cui sarebbero nate più tardi le Frecce Tricolore. Quando volava da queste parti, scendeva in picchiata sul borgo di Selva per salutare la mamma, che si affacciava alla finestra sventolando il fazzoletto. Aveva 27 anni quando si schiantò al suolo, durante un volo di prova in Friuli, il 2 febbraio 1960 (…). Era già finita l’epoca dei pionieri quando, nell’ottobre del 1980, si alzò in volo Lino Bonora, che a suo modo pioniere lo fu ugualmente. Qualche mese prima, il 26 giugno dello stesso anno, era stato firmato il contratto tra la Cooperativa Massarenti e l’Aero Club Bortolotti, per l’affitto del terreno destinato ad ospitare l’Aviosuperficie di Molinella. Il nostro paese diventava così un punto di riferimento fisso per tutti gli appassionati del volo. Andrea Martelli, Tanti saluti dal secolo scorso (La Compagnia del Caffè, 2000)

SPORTIVAMENTE 3° EDIZIONE

In gennaio il programma Tra incertezze e paure legate al covid, si continua a lavorare per mettere in piedi la terza edizione del festival della cultura sportiva. La maggior parte di coloro che, raccogliendo il nostro invito, hanno voluto inviare all’indirizzo mail [ redazione@duecaffe.it ] idee e suggerimenti, si è detta favorevole a spostare l’appuntamento a fine settembre 2021 per un maggior coinvolgimento delle scuole. C’è chi propone di ridurre il numero degli appuntamenti, per dare a tutti la possibilità di seguirli meglio, e chi invece consiglia di tagliare gli incontri del pomeriggio, perché si è visto che non funzionano. Quasi nessuno è entrato nel merito dei temi proposti (1. ripensare un mondo nuovo dopo il covid; 2. i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri; 3. il 25° anniversario dell’attacco alle Torri Gemelle) che dovrebbero costituire l’impalcatura del prossimo calendario di incontri. Riteniamo perciò che questi argomenti, da leggere e declinare in chiave sportiva (e non sarà sempre facile), possano incontrare il favore del pubblico. Molto dipenderà naturalmente anche dagli ospiti e dai relatori che potranno intervenire. Per quanto riguarda gli ospiti da invitare, ci vengono suggeriti, con motivazioni diverse, i nomi di Alessandro Barbero (storico medievalista), Andrea Vianello (giornalista tv), Dan Peterson (icona del basket), Sara Simeoni (oro a Mosca 1980), Alberto Cova (ex campione mondiale di mezzofondo e oro olimpico a Los Angeles 1984), Mauro Berruto (ex CT della Nazionale Italiana di volley e tiro con l’arco), Francesco Gazzaneo (ex Molinella Calcio e calciatore di Serie A). Vedremo cosa sarà possibile fare, nell’ambito di di un progetto organico. Benché il momento attuale non sia dei più favorevoli per dedicarsi all’organizzazione di eventi complessi come Sportivamente e nell’incertezza della situazione-covid che presumibilmente ci accompagnerà fino all’estate prossima, contiamo ugualmente di riuscire a predisporre entro gennaio una prima bozza del programma, che andrà poi confermata nei tre mesi successivi. (La Compagnia del Caffè).


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I LIBRI DEL CAFFE’

Il 28 dicembre il Cinematografo compie 125 anni. Per la prima volta dal tempo dei Fratelli Lumière, festeggerà il compleanno con le sale chiuse in tutto il mondo per covid. Se non si può andare al cinema, qui ricordiamo quando Il Cinema è venuto da noi. E’ la storia di un incontro casuale, come lo raccontava Giovanni Bertuzzi. A volte passano e non tornano.

Tanti personaggi che hanno fatto la Storia (quella con la S maiuscola) sono passati da Molinella per dovere d’ufficio, per lavoro o perché a vario titolo invitati. L’elenco sarebbe davvero lunghissimo e, solo nell’ultimo secolo, comprende re e principi, capi di stato e di governo, politici, giornalisti, sportivi, cantanti e uomini di spettacolo. Il loro passaggio è chiaramente tracciabile attraverso fotografie, articoli di giornale o altri documenti. Ma ci sono anche i turisti per caso, personaggi noti, capitati a Molinella non si sa come e perché e poi spariti senza lasciare traccia. Pochi hanno avuto la fortuna di incontrarli e qualche volta, quei pochi fortunati, non sono stati nemmeno creduti dagli amici del bar. Leggende metropolitane, dice qualcuno. Come quella di Helenio Herrera, di cui abbiamo già scritto altre volte, che una domenica di fine anni ‘70 venne avvistato in macchina con la moglie e un amico che gli faceva da autista. L’ignaro pedone al quale i tre si rivolsero chiedendo della Fiorentina, noto ristorante dalle parti di Sant’Antonio, interpretò la richiesta come una bomba di mercato, confermata peraltro con assoluta certezza anche dai calciofili del Bar Stazione: il Mago HH sulla panchina della squadra viola. Si racconta pure di Pippo Baudo che una notte, al tempo di Settevoci, quando era ancora all’inizio della carriera, dormì all’Albergo Stadio e della spider azzurra di Gabriele Tinti parcheggiata davanti al Bar di Arduino, che una sera partì sgommando verso Bologna, con a bordo una misteriosa signora con un paio di occhialoni neri, dietro i quali molti riconobbero la grandissima Anna Magnani.

Fiabe e Leggende della Molinella

Dissolvenza Fellini

Veniva da un altro pianeta anche Federico Fellini. Giovanni Bertuzzi se lo trovò davanti una domenica a mezzogiorno, mentre usciva dal Bar di Arduino per andare a casa a mangiare, che a quell’ora il Kaiser, la madre, aveva già buttato giù la pasta e lo aspettava. Erano in quattro: l’Omone di Rimini, una signora piccolina, dal volto altrettanto noto, che poi si sarebbe presentata come Giulietta Masina, moglie del regista vincitore di ben 5 premi Oscar, e un’altra coppia che stava un po’ in disparte e ogni tanto si affacciava dal portico per guardare il campanile. Federico, vieni a vedere come pende, disse lei, una biondona che non aveva nulla invidiare ad Anita Ekberg ma non era Anita Ekberg. E nemmeno Sandra Milo, giurava il nostro Bertuzzi, che le donne le misurava dalla carrozzeria. Molte cose, a forza di raccontarle, arricchendole ogni volta di nuovi particolari, Giovanni se le era dimenticate. Non avrebbe saputo dire con precisione che anno era, forse il 63, ma poteva essere anche il 73. E come fossero capitati a Molinella, Fellini

e la Masina, dopo essersi persi per queste stradine. Pare venissero da Sant’Agata Bolognese, il paese di lei, e fossero diretti a Rimini via Argenta. Dissero che cercavano un buon ristorante e Giovanni Bertuzzi, benché fosse atteso a casa con urgenza, si offrì di accompagnarli a mangiare le tagliatelle “da Sergio e l’Aurilla”. Fatte le presentazioni, si avviarono verso il ristorante che all’epoca era all’angolo tra via Viviani e via Battisti. Fellini prese Bertuzzi sotto braccio e intanto gli faceva delle domande. Dopo un po’, lo chiamava già confidenzialmente “Giovannino”. E sembrava davvero interessato a ciò che gli raccontava il suo occasionale accompagnatore. Per Giovanni Bertuzzi, il più grande attaccabottoni della storia, fu davvero una gran fortuna avere trovato uno che aveva voglia di ascoltarlo. La moglie del regista e la coppia di amici si erano già seduti a tavola, probabilmente avevano anche già finito di mangiare, ma loro, Federico e Giovannino, continuavano a girare lentamente intorno all’isolato, lungo lo stesso perimetro

Mazzini-Viviani- Battisti, perché avevano ancora troppe cose da dirsi. A dar retta a Giovanni Bertuzzi, si dovrebbe giustamente pensare che i due, sempre girando intorno all’isolato, dimentichi di tutto, perfino della fame, avessero fatto venire sera. Finirono col parlare addirittura di Cotechino, il capostazione di Amarcórd. E qui pare che Fellini avesse chiesto a Bertuzzi, grande esperto di treni, un parere su come muovere la paletta all’unisono col fischio, gesto fondamentale per un capostazione. Ad un certo momento si salutarono, ma avrebbero potuto continuare a parlare passeggiando all’infinito. Ciao Giovannino! Quando vieni a Roma, vieni a trovarmi a Cinecittà. Grazie. Senz’altro. Non mancherò. Giulietta Masina non si era preoccupata del ritardo del marito e non mostrò alcuna sorpresa anche quando lo vide arrivare finalmente al ristorante. Lo conosceva, sapeva com’era fatto. Vi siete detti tutto? - gli chiese soltanto. Anni dopo, se aveste chiesto a Giovanni Bertuzzi com’erano andate veramente le cose quella volta con Fellini, vi avrebbe risposto con una certa indifferenza che l’Omone di Rimini, con c’la vuslìna, con quella vocina, non l’aveva mai convinto del tutto, che certi suoi film non li capiva proprio e che a lui piacevano di più quelli di Tinto Brass. Ma, allora, a cosa era servito tutto quel girare e tutto quel parlare? A far venire sera e a non morire di solitudine. Andrea Martelli

Il libro “Al fôl d’la Mulinèla”, pubblicato nel 2002 e da tempo esaurito, uscirà a febbraio in formato e-book.

Diario Covid

Ultime notizie del lupo I lupi son tornati. Non ne avevamo più notizia da secoli. L’ultima incursione (documentata) di un lupo nel territorio molinellese risale al gennaio 1622. Poi se ne erano perse le tracce. La Nuova Ferrara del 15 novembre scrive che a Campotto sono ricomparsi i lupi. Due esemplari adulti, maschio e femmina, e cinque cuccioli. I primi erano già stati avvistati all’interno dell’oasi nei primi mesi dell’anno, dopo poche settimane sono arrivati anche i piccoli. Un cacciatore argentano si è trovato faccia a faccia con loro sull’argine dell’Idice e li ha filmati (in fondo alla pagina il link / video dell’incontro). Sono scesi dall’Appennino e si sono stabiliti nell’Oasi di Campotto, un’area protetta di circa 1.650 ettari che fa parte del Parco del Delta del Po ed è gestita dalla Bonifica Renana. Nella loro marcia d’avvicinamento, i lupi hanno sicuramente attraversato anche il territorio di Molinella, dove non si facevano vedere da secoli. Ecco cosa scrive Don Gardini al capitolo XIII del suo libro (Molinella in saecula saeculorum; La Compagnia del Caffè, 2002): “Pare che nei dintorni del paese si aggirassero anche branchi di lupi, scesi forse a valle dall’Appennino e richiamati qui dalla natura selvaggia del luogo. Un tale, di nome Francesco Zuliani, o Giuliani, racconta ai soldati della Torre di averne contati almeno una dozzina nel Bosco del Vescovo. E’ del 18 novembre 1463 la notizia che un lupo era penetrato di notte nell’abitato di Durazzo, facendo scempio di una donna col suo bambino. Le autorità promisero allora un premio di tre bolognini d’oro a chiunque avesse ucciso un lupo”. A darci altre notizie sulla presenza di lupi nel nostro territorio è stato recentemente Giorgio Golinelli, il quale, in una nota per il Caffè, scrive

E’ da qualche giorno in libreria “Fiabe e Leggende della Molinella”, il libro di Andrea Martelli che va a completare una ricerca iniziata anni fa con la pubblicazione nel 2002 della prima raccolta di favole della nostra tradizione. “Al fôl d’la Mulinèla – scrive Martelli nella prefazione - erano favoline divertenti, scritte in dialetto con traduzione a fianco, perché il dialetto era la lingua ufficiale delle foliste di una volta. Nel raccontare, o meglio, nel ricordare per me e per gli altri, mi ero però fermato sull’orlo dell’abisso, nelle cui profondità abitavano Il Drago dalle sette teste e Al Fumgòn, La Vècia dal cul zlē, il Principe Biscia e tutti quei personaggi paurosi che avevano segnato i miei primi anni e che avevo inconsciamente fatto di tutto per dimenticarli”. Storie e personaggi tornati a miglior vita in questo secondo libro delle favole, che in realtà sono fiabe per la presenza dell’elemento soprannaturale. Il libro raccoglie otto fiabe, anzi, sette fiabe e un racconto fantastico, a cui l’autore ha voluto aggiungere cinque leggende molinellesi, alcune delle quali assolutamente inedite. In tutto, tredici storie per tredici notti. Il libro (128 pagine, 12 euro) è dedicato a tutti coloro che sono stati bambini negli anni 50 e 60, i quali possono chiedersi con un certo orgoglio: ma come abbiamo fatto a sopravvivere al racconto del Drago dalle sette teste o del Fumgòn? Come abbiamo fatto a sopravvivere e a diventare grandi? (La Compagnia del Caffè)

che “nell’aprile del 1607 in località Bosco del Vescovo, a est di San Pietro Capofiume, vengono avvistati branchi di lupi. Il fatto viene segnalato alle Autorità che inviano sul posto due saltari (guardie campestri) per effettuare una indagine e compiere eventuali abbattimenti, ma senza esito. Viene però accertato che si tratta di un unico branco, composto da 6-8 lupi circa, le cui impronte si dirigono verso il Menazzo del Zenzalino, in località Mezzavalle, tra Traghetto e Molinella. Ai primi di maggio del 1609 – scrive ancora Golinelli - un branco di lupi (non più di tre), probabilmente scesi dagli appennini bolognesi seguendo i corsi dei torrenti Quaderna e Gaiana, seminano la morte durante la notte in diverse corti rurali, suscitando preoccupazione e paura tra i contadini di Selva e Durazzo. La zona più colpita è quella tra La Piazzetta, la Boscosa e il condotto Oriolo. Viene pure ritrovata la carcassa di un cinghiale, probabilmente assalito e divorato dai lupi stessi. Sia i Malvezzi che i Pepoli mobilitano i propri saltari per dare la caccia ai lupi, ma senza alcun esito”. L’ultimo avvistamento, sempre secondo Golinelli, risale al gennaio 1622, quando branchi di lupi, “scesi probabilmente dall’appennino in cerca di cibo, sono segnalati a Selva Malvezzi, Durazzo, Villafontana e Vedrana. Un bargello bolognese (ufficiale delle guardie papaline) ne abbatté uno”. Dopodiché, il silenzio. Per quasi 400 anni non sentiremo più parlare di lupi. O, almeno, i cronisti locali non si occuperanno più di loro. Fino alla primavera scorsa, quando i lupi sono tornati a fare notizia.

E’ stato il 21 luglio – ma l’abbiamo saputo dopo – il giorno in cui la curva dei contagi in Italia, dopo aver toccato il fondo, ha ricominciato a salire. In maniera impercettibile, all’inizio, poi sempre più forte, fino a toccare il 13 novembre i 49.000 contagi in un giorno su 250.000 tamponi effettuati. Nel frattempo, in conseguenza di questa crescita esponenziale, dal 23 ottobre coprifuoco a Milano, dalle 22 alle 5 del mattino, poi anche a Roma e Napoli dove si sono verificati scontri di piazza. Il 4 novembre siamo ripiombati in un altro lockdown, anche se più leggero del primo, con l’Italia divisa in tre zone, gialla-arancio-rossa, a seconda del maggiore o minore rischio di contagio in base a 21 parametri di valutazione. Si ripete il solito, triste balletto dei politici: se uno dice che bisogna chiudere tutto, l’altro risponde che bisogna aprire e viceversa, secondo il proprio tornaconto, con la Scienza ridotta ormai ad opinione. L’Emilia Romagna, per fortuna, è dichiarata Zona Arancio, cioè a rischio medio, dov’è consentita ancora una certa libertà di movimento. Circa tre settimane dopo queste parziali chiusure abbiamo cominciato a vedere i primi risultati: la curva dei contagi si stabilizza e di conseguenza si riduce anche la pressione sugli ospedali. Ma il giorno più nero è il 3 dicembre, quando si registrano 993 decessi, mai così tanti da inizio pandemia. Record precedente il 27 marzo, 967 morti. Il 6 dicembre torniamo in libertà vigilata, ma nei giorni di Natale è annunciata una nuova stretta, con il blocco della circolazione anche tra comuni. Ecco i numeri del covid, ad oggi: superati nel mondo i 68 milioni e ottocentomila di contagi e 1,5 milioni di morti. In Italia: 1 milione e ottocentomila di casi e oltre 64.000 decessi, 6.450 dei quali nella nostra regione. Modena e Bologna le province più colpite. A Molinella, dall’inizio della pandemia 347 casi e 24 decessi.


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NUOTO

CALCIO / RITRATTI

Lucia Martelli, ritorno negli USA

Landi

Suggi

Suggi e Landi, di nuovo alla ribalta

di Sandro Bertocchi

Al crepuscolo degli anni Settanta, mentre al cinematografo imperversavano l’irriverente e oscena “Terza Generazione” di Fassbinder e il disperato girovagare dei sessantottini disillusi di Marco Tullio Giordana (“Maledetti, vi amerò”), una frangia di coetanei riteneva più proficuo dare sfogo all’insoddisfazione prendendo a calci un pallone. Molinella “benedisse” l’arrivo di promettenti giovani del settore giovanile felsineo e l’esplosione di talenti di casa.

E’ il caso di Fabrizio Suggi, fratellastro di Thor, l’irrequieto figlio di Odino, che espresse in campo l’esuberanza fisica e la sfrontatezza che lo avevano da subito contraddistinto nella variegata nidiata dei “cinni” venuti dal Bologna. Negli anni della nostra Serie D impose il suo vigore, poi il seguito della sua vicenda calcistica non fu così lusinghiero - occorrono fortuna ed altre componenti - come i presupposti avrebbero lecitamente fatto presagire. Quindi il lavoro, la famiglia, gli anni; ne sono passati tanti ma la sfrontatezza, suo segno distintivo, non gli è mai mancata. Da ultimo per l’appunto, ha accettato di allenare l’Ospitalese, tradizionalmente legata al calcio molinellese, quasi una succursale del Molinella fino a qualche mese fa. In una recente intervista a Duecaffè, mister Suggi ha dichiarato che “ci voleva solo un matto per accettare l’incarico” (le precarie risorse economiche della borgata, orgoglioso lembo di provincia ferrarese sulla sponda sinistra del Po di Primaro, si riflettono sul calcio locale), e che comunque lui, Suggi, si “esalta nelle sfide impossibili” (c’è in palio la salvezza dei biancorossi di casa, neo promossi in prima categoria). Il suo sogno, però, rimane quello di poter un giorno allenare il Molinella.

Carlo Landi, fiore autoctono e sorprendente profeta in patria, impreziosì invece quella bella avventura corroborando l’ardore della squadra rossoblù con la tecnica e lo stile che lo fecero apprezzare da chi si intendeva di “fotbal” (indimenticate le sue incontenibili discese sulla destra in una vittoriosa trasferta a Sassuolo). Elegante ed efficace anche nella professione, il funzionario di banca dr Landi ha in seguito affrontato e superato l’ansia da budget con la stessa abilità con cui eludeva le entrate degli avversari sul campo. Il legame indissolubile di Carlo col paese e la sua squadra, dopo le importanti esperienze da allenatore, lo caricano adesso di responsabilità più gravose nelle vesti di Direttore Generale in un organico dirigenziale molto rinnovato rispetto alla precedente lunga gestione uscente. Il vecchio tifoso (che continuerà a identificare i nostri colori nel nome glorioso di Molinella calcio senza contaminazioni di altre pur valorose società limitrofe) non pretenderà di rivedere il calcio champagne di quegli anni, nè si illude di entrare ancora in un “Magli” fremente di passione, ma confida nella complicità che la nuova dirigenza, della cui competenza non dubitiamo, saprà instaurare con la nostra gente perché ci si possa avvicinare ancora ai nostri rossoblù.

Il 27 dicembre Lucia Martelli tornerà negli Stati Uniti. Nonostante le notizie poco rassicuranti sull’andamento del covid che arrivano da quella parte del mondo, pare che in gennaio lo sport universitario targato NCAA possa ripartire. Arrivata in Italia a fine marzo, dopo la cancellazione dei National di nuoto per l’esplodere della pandemia, Lucia ha completato on line da casa il suo percorso d’esami ed ora comincerà il tirocinio formativo presso la Delta State University in attesa della laurea in Sport e Management già fissata per maggio. Naturalmente, come si è detto, torna negli USA anche per nuotare, possibilmente per mettere a frutto i duri allenamenti di questi ultimi mesi con l’Azzurra, la sua nuova societtà. L’abbiamo raggiunta al telefono, subito dopo la prova-tempo di martedì 8 dicembre alla Piscina dello Stadio di Bologna. Contenta per ll crono (27”67 nei 50 farfalla in lunga non lo faceva da almeno due anni e l’anno scorso con lo stesso tempo si andava in finale agli Assoluti), ma un po’ dispiaciuta per un regolamento che la esclude proprio dalla competizione nazionale più importante della stagione invernale, gli Open in programma a Riccione dal 17 al 19 dicembre. Si sapeva che, ai fini della qualificazione, il tempo andava fatto entro il 6 dicembre, ma obiettivamente per chi nuota in Emilia Romagna, non c’era altra possibilità che tentarlo l’8 a Bologna, in quanto il Dpcm d’inizio novembre vietava gli spostamenti fuori regione per i residenti in Zona Arancio. Ad ogni modo, dice, va bene lo stesso. Ora spera di andare altrettanto forte ai National in marzo (se ci saranno), poi a concludere bene la stagione estiva al rientro in Italia. Arrivederci, allora, in giugno a Roma per il Settecolli. (Antonio Michielon)

Natali pedala con ... la Nazionale

Nei giorni precedenti il Mondiale Professionisti, che si è disputato domenica 27 settembre a Imola, la Nazionale italiana di ciclismo si è allenata lungo il percorso iridato, trovando moltissimi sostenitori. Tra questi, il nostro amico Cesare Natali, “voce del ciclismo regionale”, che non ha voluto far mancare il suo sostegno agli Azzurri. Nella foto, lo vediamo (a destra) affiancare Nibali e Brambilla, nella difficile ascesa a Cima Gallisterna.

IL VALZER DEGLI ADDII

“Mi chiamava Salvadore” Sandro Bertocchi ricorda così l‘amico Angelo Gabusi, scomparso il 3 novembre

Ricordo di Walter al tròn

Si giocava con accanimento nel campo messoci a disposizione da Amilcare il barista dietro la stazione dei treni. Lui, negli anni rossoblù del Molinella , aveva accarezzato il pallone con talento, disegnando sull’erba del Comunale traiettorie mai banali sublimate spesso da rovesciate che sono rimaste nella memoria degli sportivi. Continuò a dar prova di classe nel campetto di Amilcare, quando si era tutti più avanti negli anni, stando ben attento ai contatti per via di quelle caviglie così delicate e restie a subire colpi. Del resto un eroe greco altrettanto talentuoso aveva proprio nel piede il punto debole. Mi chiamava Salvadore, come il difensore della nostra Juve, per affetto e per il nome, la sola cosa che mi accomunava al Campione. Le vicissitudini seguite a quel tempo spensierato restituirono agli anni della maturità una persona sofferente nel fisico e nello spirito, un uomo vulnerabile anche perché troppo sensibile. Del resto, se hai l’avventura di trovarla in un uomo, sostiene l’Alda Merini poetessa dei Navigli, la Sensibilità diventa Poesia. (sb)

Addio a Gianni Coop E’ scomparso l’11 novembre Gianni Ortolani, conosciuto da tutti come Gianni Coop. Aveva 82 anni. Tobia Zucchini l’ha ricordato su Duecaffè come instancabile animatore del Gruppo Ginnastica Anziani. Noi lo ricordiamo qui come grande organizzatore di gite per La Torretta e, soprattutto, come dirigente sportivo. Dal banco della Cooperativa Tessuti, dove ha fatto per tanti anni il commesso, pianificava per conto del Molinella Calcio le trasferte delle squadre e gli avanti-indietro pomeridiani del pulmino. Gianni Coop è stato, insomma, una specie di team manager ante litteram. A lui va il grato ricordo di tutti gli sportivi e di quanti hanno giocato a calcio tra gli anni 70-80. (Foto / Studio Grassi)

Se ne è andato il 1° dicembre, all’età di 84 anni, Walter Golinelli, detto al tròn. Specialista dello stile libero, nel 1952, con la squadra di nuoto della Polisportiva, ottenne uno straordinario 2° posto nel Campionato Nazionale di Serie C, dietro Reggiana Nuoto ma davanti a Rari Nantes Bologna. Negli anni 60, insieme ad altri soci, Golinelli si lanciò anche in una coraggiosa avventura imprenditoriale, aprendo a Molinella un cantiere nautico che non ebbe però troppa fortuna. Ma qui vogliamo ricordarlo soprattutto per l’entusiasmo con cui accolse, nel 2011, insieme ad uno sparuto gruppo di “pionieri” (Vaccari, Maresta, Draghetti, Gottellini e Spanazzi tra gli altri) il ritorno del nuoto agonistico nella nostra piscina olimpionica, senza mai disertare da allora una sola edizione del Meeting nel ruolo di “premiatore ufficiale”. (am)


pag. 6 LIBRI DI SPORT / L’esordio di Piulina in Serie A

La storia di Pierino Ghetti diventa un romanzo “Ghetti Pierino da Molinella, detto Piulina, arrivò nella nostra classe proprio quell’anno, preceduto da una meritata fama di gran calciatore. Si raccontava che facesse gol strabilianti all’incrocio dei pali e fulminei tunnel tra le gambe degli avversari. Indossava spesso quei pantaloni lunghi di fustagno che diventavano subito lisi nel punto del ginocchio …”. Anni Sessanta. Un paese come tanti del bolognese. Bambini di nove anni che per diventare veri Apache si avventurano tra prodigiose formiche volanti, sassaiole tra bande e partitelle nel campetto imitando i calciatori delle figurine. Piulina, soprannome di Pierino Ghetti, quello che poi diventerà lo storico centrocampista del Bologna, è il più bravo di tutti con il pallone tra i piedi, quel simbolo giovanile di spensieratezza che verrà travolto dall’adolescenza degli anni Settanta. Ecco allora che cominciano le preoccupazioni, si scopre il sesso e si pensa di scoprire l’amore, si passano memorabili mattine di “fughini” tra partite a flipper, motorini truccati e un concerto dei Deep Purple. In tutto questo, arriva la notizia che Piulina avrebbe esordito in Serie A all’Olimpico di Roma. È tempo di crescere, senza mai dimenticarsi di quello che si è stati, diventare dei campioni sempre pronti però a fare due tiri al campetto con gli amici di sempre. “Guarda un po’ qui, nella formazione del Bologna”, disse Garrincia aprendo la pagina del Carlino. Leggi mò chi c’è tra Scala, Savoldi e Bulgarelli. Debutta Piulina! Oggi all’Olimpico di Roma contro la Lazio gioca Ghetti Pierino. L’avevo detto io che Luilì sarebbe finito in Serie A! Dobbiamo essere a Roma per l’inizio della partita. Prenderemo la corriera delle nove per Monghidoro e poi proseguiremo in autostop ..”. Claudio Bolognini. L’esordio di Piulina in Seria A. Morellini editore (pag. 147; euro 14,90). Pierino Ghetti nasce a Molinella (BO) il 24 luglio 1951, cresciuto nelle giovanili del Bologna, il 7 marzo 1971 debutta in A all’Olimpico di Roma contro la Lazio. Centrocampista di grande corsa, dotato di un buon tiro, disputò cinque stagioni nel Bologna, segnando 11 gol e vincendo la Coppa Italia nel 1974. Negli anni successivi giocò con Ascoli e Genoa, per terminare la carriera nelle serie minori. In seguito è stato anche presidente dell’Argelatese.

Triste, solitario y final

RASSEGNA STAMPA / WEB

Quando Magli andò in porta Alla vigilia della partita Udinese-Milan del 1° novembre scorso, https://www.gazzetta.it ha ricordato un episodio entrato nella storia del calcio italiano. E’ il 1° maggio 1955 e allo Stadio Moretti di Udine va in scena il big match tra il Millan capolista e l’Udinese seconda in classifica. Al 9’ del primo tempo, il portiere della squadra friulania Romano, è costretto ad abbandonare claudicante il terreno di gioco e Augusto Magli, mediano di ruolo, non essendo a quel tempo ammesse le sostituzioni, prende il suo posto tra i pali compiendo, dicono le cronache, “alcuni interventi prodigiosi”. Nonostante l’inferiorità numeri-

ca, l’Udinese batte 3-2 il grande Milan di Liedholm e Nordahl, che qualche settimana dopo vincerà lo scudetto. Ma la cosa più sorprendente è scoprire che all’inizio della ripresa il portiere Romano, rimessosi dall’incidente, tornò in porta e Magli riprese il suo posto in mediana. Tutto questo oggi non sarebbe più possibile.

Tirato per la maglia

Antologia di pensieri dedicati al più grande calciatore di tutti i tempi, scomparso il 25 novembre scorso Il professor Luca Richeldi, pneumologo, a Linea Notte: “L’ultima magia di Maradona? Essere riuscito a far retrocedere il Covid in seconda pagina. Le prime pagine dei giornali e delle televisioni sono tutte per lui, il Covid sembra sparito”. Maurizio Crosetti, giornalista di Repubblica: “A Napoli circola già una storiella su di lui. Maradona muore e va in Paradiso. Dio l’accoglie e gli dice: Dunque, saresti tu quello della mano di Dio?! No – risponde Maradona – quello era solo il primo gol all’Inghilterra. Se tu avessi visto anche il secondo, avresti capito che ... Io sono Dio!”. Lo scrittore napoletano Maurizio De Giovanni racconta che un giorno Maradona gli confidò: “Se anche fossi tutto vestito di bianco e mi arrivasse un pallone infangato, senza pensarci un attimo stopperei di petto senza pensarci, un attimo, palleggerei di ginocchio e di sinistro farei gol”. L’addio di Pelè: “Questo era solo il primo tempo. Il secondo lo giocheremo in Paradiso” Eraldo Pecci, che fu suo compagno di squadra: “Se è vero che quando esce di scena un campione c’è l’abitudine di ritirare la sua maglia, oggi, come minimo, si dovrebbe ritirare il pallone. Perché Maradona non è stato solo un grande calciatore, il più grande di tutti: Maradona era il calcio”. Carlo Ruffo, attore napoletano: “Eri un extraterrestre. Grazie di esserti esibito su questo pianeta”. Un anonimo tifoso del Bologna: “Con Maradona in squadra, anche noi avremmo potuto andare in Champions e magari l’avremmo anche vinta”.

Se ne è andato anche Pablito 11 dicembre. A giornale ormai chiuso, ci raggiunge la notizia della scomparsa di Paolo Rossi, eroe dell’Italia Mundial 1982. Il pittore e nostro concittadino Enrico Visani, che lo conobbe personalmente, ha ricordato Pablito in un bel articolo che potete leggere sul nostro giornale on line www.duecaffe.it. Qui a fianco, la foto del loro incontro alla Galleria La Bussola di Torino nel 1981. Nella foto / Diamanti, a sinistra Paolo Rossi e al centro il pittore Enrico Visani.

Nella foto, scattata al Partenio nel 1988, durante il derby campano tra Avellino e Napoli, Maradona sfugge alla marcatura di Francesco Gazzaneo: nel tentativo di fermarlo, il calciatore molinellese si aggrappa alla maglia del campione argentino, quasi volesse strappargliela per portarsela a casa.e tenerla per ricordo. Vitaliano Tugnoli, tifosissimo del Napoli fin dai tempi di O’Lione Vinicio, invece l’ha persa, smarrita probabilmente in un trasloco, la maglia numero 10 del Pibe de Oro, quella del secondo scudetto, che teneva in naftalina da anni come uno dei ricordi più cari. L’aveva avuta dalla madre di Beppe Incocciati (all’epoca compagno di squadra di Maradona), che nell’estate del 1990 aveva conosciuto a Fiuggi la signora Fausta, mamma di Elio e Vitaliano. Non era roba da bancarella, la maglia che Vite non può più mostrarci, ma una maglia originale, indossata da Maradona in una partita di quel vittorioso campionato.

Murales in Malborghetto Molinella come Napoli. Ecco il murales realizzato in Malborghetto dalla premiata ditta Dario Mantovani-Giulia Pasa Frascari. Il sindaco (lo scrive lui stesso in un post) ha scelto Maradona come simbolo universale potentissimo, anche di inclusione sociale, spendibile ovunque e a tutte le latitudini. Alla faccia dei moralisti che ogni volta che si parla del campione argentino alzano il dito per dire che fuori dal campo non era poi uno stinco di santo.

CALCIO / NATIONS LEAGUE

L’Albania di Reja promossa in Lega B (da Repubblica.it) Tirana. 18 novembre - Ennesima impresa di Edy Reja (che ha iniziato la carriera di allenatore sulla panchina del Molinella nel 1979, NdR). Il tecnico italiano, da sempre specialista in promozioni (quattro in totale per portare club italiani dalla B alla A: Brescia nel 1997, Vicenza nel 2000, Cagliari nel 2004 e Napoli nel 2007), compie un nuovo miracolo sportivo e trascina la sua Albania alla promozione in Lega B di Nations League. Decisiva la vittoria casalinga per 3-2 sulla Bielorussia nell’ultima giornata del Gruppo 4 di Lega C. Per il tecnico italiano si tratta anche di una rivincita personale dopo essere stato “dimenticato” dal calcio italiano. Ricordiamo infatti che Reja veniva da una pausa di circa tre anni prima di accettare l’incarico di ct dell’Albania nel 2019. La sua ultima esperienza in Serie A risale infatti alla stagione 2015/16 sulla panchina dell’Atalanta.

Questo numero è stato chiuso in tipografia il 14 dicembre 2020

L’informazione sportiva continua tutti i giorni su www.duecaffe.it

Il Caffè tornerà in edicola il 27 marzo 2021

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Il Caffé 114 2020  

il caffé di Molinella

Il Caffé 114 2020  

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