Il caffe 121 2022

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NUMERO 3 (121) ANNO XXIX 30 settembre 2022

Gazzettino dello Sport di Molinella Autorizzazione del Tribunale di Bologna n. 6262 del 16-3-1994 - Direttore Responsabile Antonio Michielon - Redazione: via Bentivogli, 5 - Molinella (BO) - Distribuzione gratuita - Stampa: Tipografia AG snc, Granarolo E. (BO)

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ATLETICA

CICLISMO / U23 CAMPIONATI ITALIANI SU STRADA

Strumillo 2^ agli Assoluti, 4^ ai Giochi del Mediterraneo, finale sfiorata agli Europei

Ansaloni, uno storico 3° posto Il 26 giugno, agli Assoluti di Rieti, Stefania Strumillo (Fiamme Azzurre) conquista la medaglia d’argento nella gara di lancio del disco con la misura di 55,84 (1^ Daisy Osakue, 63,24). Un risultato che vale comunque la convocazione in azzurro per i Giochi del Mediterraneo che si svolgono dal 30 giugno al 6 luglio ad Orano, in Algeria, dove l’atleta molinellese si piazza al 4° posto con 55,93 (1^ la croata Marija Tolj, 64.71). Il 15 agosto, agli Europei di Monaco di Baviera, con 56,90, Stefania Strumillo è la prima delle escluse dalla finale. La Strumillo non è riuscita a ripetere l’impresa compiuta agli Europei di Amsterdam 2016, quando entrò in finale con la misura di 59,80, che rimane tuttora la sua miglior prestazione all time.

CALCIO

Cocchi ha bruciato le tappe: promosso direttamente dall’U15 all’U17

Carnago VA, 25 giugno. Storico 3° posto di Emanuele

Ansaloni ai campionati Italiani su strada. Per trovare un risultato di altrettanta importanza, bisogna andare indietro di 84 anni, precisamente al 27 febbraio 1938, quando Alfredo Buriani si aggiudicò la Milano San Geo, valida per il titolo Italiano Dilettanti. Nell’occasione, La Gazzetta dello Sport dedicò gran parte della prima pagina all’impresa del corridore della Polisportiva. Ecco dunque, nella cronaca di Cesare Natali, il racconto di una giornata molto speciale, per Ansaloni e per il ciclismo molinellese: “A due giri dal termine sono andati in fuga Germani e Calzoni che hanno preso un vantaggio di 1’40” sul gruppo. Prima Ansaloni e poi Romele del team Colpack hanno risposto e insieme si sono lanciati all’inseguimento della coppia di testa, riuscendo a ridurre un po’ il distacco ma niente di più. In prossimità dello striscione dell’ultimo km, Ansaloni è scattato di nuovo, ha salutato il suo com-

The World Games Dal 7 al 17 luglio si è svolta a Birmingham (Alabama, USA) l’11^ edizione degli World Games, che hanno visto la partecipazione di oltre 3.600 atleti di 110 paesi, impegnati in 44 discipline sportive - dal biliardo alle bocce, dall’arrampicata allo squash, dal ballo al paracadutismo – non inserite nel programma dei Giochi Olimpici. Danza sportiva e paracadutismo sono le uniche discipline a cui hanno partecipato atleti molinellesi.

PARACADUTISMO Francesco Italia 32° nel canopy piloting

12 luglio. Francesco Italia, istruttore presso la Scuola di Paracadutismo dell’Aviosuperficie di Molinella, si è piazzato 32° nella gara di Canopy Piloting. Ecco il dettaglio delle sue 4 prove: precisione punti 60; distanza 86; velocità 88; stile 85, per un totale di 319 punti. Podio: 1.Rios (FRA), 2. Batsch (USA), 3. Qubasi (UAE).

pagno di fuga ed è arrivato al traguardo di Carnago con un ritardo di 1’31” sul vincitore, conquistando così la medaglia di bronzo”. Questo il podio tricolore: 1° Lorenzo Germani (Continental Groupama FDJ); 2° Walter Calzoni (Gallina Ecotek Lucchini Colosio); 3° Emanuele Ansaloni (inEmiliaRomagna Cycling Team).

Poi due mesi di stop Tre giorni dopo la gara Tricolore, nella seconda tappa del Giro del Veneto (San Donà di Piave-San Donà di Piave) Ansaloni è caduto, riportando la lussazione della spalla destra. E’ tornato alle gare solo il 21 agosto nel Giro del Casentino, in provincia di Arezzo. Dal 1 al 4 settembre ha partecipato al Giro del Friuli VG, ottenendo un 4° posto nella cronometro a squadre. Ancora alla ricerca della forma migliore, si è messo in luce nel Giro di Puglia (9-11 settembre) con un bel 10° posto nella seconda tappa, Ceglie-Massapica.

Rassegna Tricolore ATLETICA

Prosegue il percorso di Matteo Cocchi in maglia azzurra. Ma il molinellese dell’Inter sta letteralmente bruciando le tappe. Dopo le belle prove della scorsa stagione con la Nazionale Under 15, Cocchi ha giocato il 23 agosto a Vercelli con la Nazionale U16 che ha battuto 2-1 i pari età dell’Inghilterra, poi è stato dirottato a Chiasso, dove il 25 agosto l’Italia U17 ha pareggiato 4-4 con la Svizzera. Nonostante sia più giovane di un anno, Cocchi è stato quindi convocato per lo stage tecnico che l’U17 ha sostenuto a Coverciano dal 4 al 8 settembre, in preparazione alla prima fase di qualificazione ai Campionati Europei, con l’Italia che in ottobre dovrà affrontare Kosovo, Finlandia e Grecia. A conclusione dello stage, gli U17 del ct Corradi hanno disputato un’amichevole contro i pari età della Fiorentina. Risultato finale: 2-1 per gli Azzurrini. Cocchi è entrato nel secondo tempo, segnando un gol. Forse è ancora presto per dire che si tratta di una promozione in pianta stabile alla categoria superiore, ma al momento l’impressione è questa.

AUTOMOBILISMO Alfredo Franceschi in corsa per il titolo Porsche GT3

Campionati Italiani Allievi (Milano, 17-19 maggio) Marianna Zagni (Atl. Pontevecchio): 2000 siepi 7’46”84 (14^). Campionati Italiani Promesse (Firenze, 11-12 giugno) Leila Ambrosecchia (Atl. FFrancia): 100m 12”34 (23^); 200m 26”18 (27^); 4^ con la 4x100 (Caruso-Manuzzi-Gianfranceschi-Ambrosecchia). Campionati Italiani Juniores (Rieti, 9-10 luglio) 100m: Curatolo Sara (Atl. Pontevecchio) 12”62 (29° tempo in batteria); 1500m: Tarozzi Demetra (Atl. Pontevecchio) 4’46”77 (15^); 4x100 Donne: Atl. Pontevecchio (Amisano-Maccaferri-Benincasa-Curatolo) 49”93 (15^).

DANZA SPORTIVA

Goffredo & Matus oro nei balli latino-americani 8 luglio. Gabriele Goffredo e Anna Matus hanno vinto per la terza volta consecutiva la medaglia d’oro nelle danze latino-americane. Goffredo e Matus, atleti Team Diablo, rappresentavano nell’occasione la Moldavia. Classifica Finale: 1. Gabriele Goffredo-Anna Matus (MDA); 2. Marius Andrei Balan-Khrystyna Moshenska (GER); 3. Charles-Guillaume Schmitt-Elena Salikhova (FRA).

NUOTO Campionati Italiani Giovanili Estivi (Roma-Pietralata, V50: 28 luglio-4 agosto). Risultati Categoria Juniores: Sita Danila 50fa 29”39 (32^ in qualifica); 100fa 1’05”54 (37^); 50sl 27”70 (39^); Fornasari Erika 200ra 2’45”16 (43^). Staffetta 4x100mx: CN Uisp (Vacchi-Fornasari 1’16”36/ ra-Sita 1’04”00/fa-Rosini) 4’26”57 (7^). Categoria Ragazzi: Ramazziotti Nicholas (R2, 2007) 100ra 1’13”70 (53°); Croci Federico (R1, 2008) 200sl 2’07”78 (32°), 100sl 57”16 (34°).

TENNIS Campionati Italiani U13 (Foligno, 29 agosto-4 settembre). Agnese Stagni (CT Argenta/MiMa Mare Pineta), è stata eliminata in 2 set da Elena Toccacieli (Asd Tennis Training). 6.1-6.1 il risultato del match a favore della tennista umbra.

Roma- Autodromo di Vallelunga, 11 settembre. Dopo un primo e due secondi posti, Alfredo Franceschi si aggiudica il 4° round del Campionato Italiano Monomarca Porsche GT3/Classe Tuby Style, davanti a Zumpano (2°) e Cantatore (3°). Con i 20 punti dell’ultima vittoria + 2 di bonus per il giro più veloce (1’46”164), il pilota molinellese, alla prima stagione al volante di una 911GT3, rimane nella scia di Zumpano, campione uscente e leader della classifica generale. Ora sono solo 4 i punti che lo dividono dal 1°. A due gare dal temine (Mugello 16 ottobre e Misano 6 novembre), la classifica è infatti la seguente: 1° Zumpano, pt. 78; 2° Franceschi, pt. 74; 3° Cantatore, pt. 36.


pag. 2 Tuttenotizie/1

CALCIO / MOLINELLA

Presentazione della squadra, 22 settembre

PREMIO DISCIPLINA “Esempio di lealtà e correttezza”. Due squadre di Molinella hanno vinto il Premio Disciplina per la stagione 2021-2022: l’Under 17 dell’US Reno Molinella e la Serie C Femminile del Futsal Calcio a 5.

Il 18 agosto è cominciata sotto il temporale la preparazione dell’Us Reno Molinella. E’ una squadra molto giovane, quella affidata anche quest’anno al duo Zama-Carozza. Confermato quasi in blocco l’organico dell’anno scorso, il mercato non ha riservato sorprese, a parte l’arrivo del secondo portiere (dall’Ospitalese). Nella prima partita di Coppa Emilia, vinta 4-0 a Gallo grazie alle reti di Bianchi (2), Chiarini e Gasparro, il Molinella si è schierato con questa formazione: Ferrigato; Gsparro, Montanari; Bianchi, Stabellini, Migliari; Foka Faussi A, Chiarini, Foka Faussi M, Bertoncelli, Grieco. A disposizione: Amato S, Belcastro, Amato T, De Cristofaro, Arcadipane, Maione, Romagnoli, Taddia. E’ più o meno questo l’organico con il quale il Molinella affronterà il Campionato di Prima Categoria, cominciato l’11 settembre. Nelle 2 partite fin qui disputate, i rossoblu hanno colto un pareggio (3-3 a Sant’Agata) e una vittoria (3-1 sul Fruges).

GIOVANILI

CALCIO / SERIE D

Vincenzo Pennacchia, cresciuto nell’US Reno, giocherà da quest’anno nella Spal Under 12. Lo segue in biancazzurro Alessio Morrone (Under 9). Lascia Reno Molinella anche Riccardo Franceschetto (Under 9), diretto però al Bologna.

Zaffagnini è tornato alla Sambenedettese Andrea Zaffagnini, l’esperto difensore molinellese, l’anno scorso al Corticella, è tornato alla Sambenedettese, società nella quale aveva già militato nella stagione 2018/2019 (26 presenze in Serie C). La formazione marchigiana, dopo il fallimento del 2021 e una lunga vertenza con la Figc, milita attualmente in Serie D (Girone F).

CALCIO FEMMINILE Marta Rambaldi, esterno sinistro, classe 2002, reduce dalla recente convocazione nella Nazionale U20, giocherà in Serie C col Bologna anche in questa stagione. Squadra rinnovata nell’organico, nuovo anche l’allenatore. Il campionato è cominciato l’11 settembre: le ragazze in maglia rossoblu hanno pareggiato 0-0 a Firenze, sul campo del Centro Storico Lebowsky.

CALCIO / OSPITALESE La sera del 25 luglio, al campo sportivo di Ospital Monacale, è stata presentata la squadra che prenderà parte al prossimo campionato di Seconda Categoria. A fare gi onori di casa a vecchi e nuovi, con il presidente Mauro Mazzanti c’era il ds Massimiliano Martire, che, grazie ad uno sponsor ambizioso, ha puntato sull’esperienza e la voglia di giocare (e possibilmente anche di vincere) di un gruppo di amici che hanno fatto davvero la storia del calcio ferrarese. Molti di questi, nonostante l’età, sono addirittura un lusso per la categoria. Il 22 agosto è cominciata la preparazione. Qui di seguito, divisi per ruolo, i 22 giocatori a disposizione del mister Alex Antonino, che vedremo nel doppio ruolo di allenatore-giocatore (in maiuscolo i nuovi) Portieri: DARRAJ Omar; TRICOMI Giuseppe; Difensori: Calzoni Guido, Lo Dico Michele, MACCHIA Paolo, Mazzoni Fabio, Rovetto Dennis, ZAMBONI Michele; Centrocampisti: BOLOGNA Salvatore, DONATI Daniele, Grossi Domenico, Magni Mattia, Mancinelli Thomas, Mazzanti Enrico, ROMITO Jonathan, Taufik Amin, VITALE Andrea; Attaccanti: Atoucha Ayoub, Cane’ Elia, GAGGIANI Andrea, RADU Tanase, Zouhit Ahmed. Il campionato di 2^ Categoria prenderà il via domenica 25 settembre, con l’Ospitalese impegnata in casa contro Gli Amici di Stefano.

CALCIO A 5 Inizia per Futsal Molinella la quarta stagione: otto formazioni al via, circa 120 tesserati. La prima squadra maschile, che ha cominciato la preparazione il 5 settembre, disputerà il campionato di Serie D puntando decisamente al salto di categoria. La società, con Scozzoli, nuovo ds in prima linea, ha messo a disposizione di mister Scabello 15 elementi: oltre ai confermati Squarzoni, Peverati, Sisti, Volta, Chiarini, Alushi, Culi, Caruso, Antonciuc, Sasnovschi e Incu, si aggiungono i nuovi acquisti Bruggemann, Tcheuna, Capatti e Brunelli. Il campionato comincerà il 2 ottobre. Si sono intanto rimesse in moto anche le ragazze. Poiché nella nostra regione non si disputerà il Campionato di Serie C, la società ha chiesto (e ottenuto) “asilo politico” al Comitato Veneto della Figc. Pertanto, il Molinella si misurerà quest’anno con squadre delle province di Padova, Vicenza e Venezia. Questo l’organico a disposizione del nuovo mister, Spartaco Massari: Bologna, Bianchedi, Faustini, Mazzoli, Coccomini, Benfenati, Sasdelli, Pagano, Testoni, Tangerini, Porfiri (confermate); Mordenti, Scaligina, Zingale, Zanardi, Cazzola e Galli (promosse dal settore giovanile). Esordio in Coppa Italia il 5-6 ottobre.

BASKET

PRECAMPIONATO

Serie C Gold: molti volti nuovi alla ripresa degli allenamenti E’ cominciata il 22 agosto, con il raduno della prima squadra al Palazzetto, la stagione 2022-2023 del Molinella che anche quest’anno disputerà il campionato di Serie C Gold, il cui inizio è previsto per il primo weekend di ottobre. Il nuovo coach Gabriele Giuliani, coadiuvato dal suo staff tecnico, ha guidato il primo allenamento. C’era grande curiosità di vedere al lavoro un gruppo parecchio rinnovato, a seguito di un mercato importante condotto dal DS Francesco Serio. Questi i nuovi arrivi: Alessandro Lanzarini (ala, classe 2002, dal San Lazzaro); Saliou Gabriel Ndaw (trentino, classe 1999, “lungo” di 2 metri, dall’Arezzo); Michele Cai (classe 2003, centro di 202 cm,

Molinella 3° nel Trofeo Venturi (Zola Predosa, 17-18 settembre) Risultati - Semifinali: Virtus U19-SG Fortitudo 61-75; F. Francia-Molinella 84-69; Finali: 3°/4° posto Molinella-Virtus U19 95-63; finale 1°/2° posto SG Fortitudo-F.Francia 85-80

PALIO DEL CESTO

16 settembre. I Blu dell’Ovest hanno vinto per il secondo anno consecutivo il Palio del Cesto, torneo delle contrade molinellesi. In finale hanno battuto i Bianchi del Sud. dalla Virtus Medicina); Riccardo Prati (ala di 190 cm del 2003, dal Mantova, Serie A2); Luca Sanna (promettentissimo playmaker di 188 cm, classe 2003, un vero prospetto a livello nazionale, selezionato tra i migliori U19 italiani per l’All Star Game Next Generation; arriva dalla Dinamo Sassari, Serie A); Filippo Govi (giocatore di grande espe-

ATLETICA MOLINELLA 19° Memorial Carbonchi (Sasso Marconi, 14 giugno) 1500m: Tarozzi Demetra (Pontevecchio Bologna) 4’44”26 (3). 26° Ferrarameeting (Ferrara, 30 giugno) Prati Innocent: 100m Juniores Maschili 11”24 (2). Trofeo Goldoni-Benetti (Modena, 3 luglio) Tarozzi Demetra: 1500m Juniores 4’49”54 (3); Zagni Marianna: 3000 siepi Juniores 12’35”80 (3); 4X100 Juniores Femminile (Avena-Minotti-Benincasa-Curatolo) 48.87 (1). Meeting Regionale (Parma, 5 luglio) Prati Innocent (Atl. Pontevecchio): 200m Uomini 22.77 (3). Memorial Franco Conti (Imola, 7 luglio) Strumillo Stefania (Fiamme Azzurre): disco 58.77 (1^. Meeting d’Estate (Castelnovo Monti, 12 luglio) 300m Cadette: Arianna Giubilo (Atletica Molinella) 43”04 (1). Meeting di Firenze (16 luglio) Lancio del Disco: Stefania Strumillo (Fiamme Azzurre) 53,33 (1). Campionato Regionale Prove Multiple/ Ragazze (Faenza, 11 settembre). Tetrathlon B: Cassani Arianna 1^ con punti 3216, nuovo record regionale di categoria (in dettaglio: 60hs 10”10, 600m 1’58”.65, alto m.1,44, vortex m.48,47).

Cadette: Arianna Giubilo campionessa regionale 1200 siepi Campionato Regionale Cadetti/e (Bologna, 17-18 settembre) Arianna Giubilio vince i 1200 siepi col tempo di 4’11”08 ed è la nuova campionessa regionale della specialità. L’atleta era già qualificata per i campionati italiani di categoria, in programma a Caorle (VE) l’1 e il 2 ottobre.

rienza, classe 1990, ala di 195 cm, dall’Olimpia Castello); Nicola Bianchi (riminese, classe1994, giocatore di qualità, molto versatile, può coprire tutti i ruoli, arriva dal Basket Ferrara). Non sono esclusi altri movimenti in entrata per completare il roster, che comprende ovviamente anche i confermati Guazzaloca, Brandani, Cobianchi e Zanetti.

Dispiace per chi se ne è andato: l’ucraino Zhytaryuk (Slava) che insieme a Gianninoni si è accasato all’Olimpia Castello; Bonanni che si è trasferito in Basilicata, Ouattara rientrato a Ferrara in attesa di una nuova destinazione, Bacilieri e Simonetti, quest’ultimo passato alla Virtus Pozzuoli in Serie B.

Rappresentative Regionali di Categoria

I Magnifici 4

MOTOCICLISMO - Dunlop National Trophy/Classe 1000. Riccardo Morelli,

PATTINAGGIO

Risultati dei tornei che si sono svolti al Village TC di Molinella durante l’estate.

Campionati Italiani Uisp-Categoria Esordienti (Riccione, 17/19 giugno). Alessandro Piola (Esordienti A1) 50fa 31”01 (1), 50sl 28”72 (1); Francesco Ghelli (Esordienti A2) 100fa 1’12”12 (3); Alessio Croci (Esordienti C2), 50fa 49”57 (3).

Nazionali Uisp (Bologna, 13 giugno) 2 ori: Dinoi-Rolfini (coppia artistico, Divisione Nazionale D); Sara Dinoi (obbligatori, Professional Cadetti). Campionati Italiani Ficr (Piancavallo PN, 26-31 luglio): Davide Dinoi e Beatrice Rolfini (Magic Roller Ozzano) hanno vinto il titolo italiano di coppia artistico-Divisione Nazionale D.

CICLOAMATORI Livorno, 11 settembre: Andrea Ornofoli (Iperlando Padova) si aggiudica il Trofeo Iridato, una classica internazionale del ciclismo amatoriale alla quale partecipavano i migliori ciclisti italiani e stranieri.

ITF World Tour. Riepilogo risultati Tornei di Doppio maschile. (Diego Bollettinari in coppia con Beccaccioli:) BT400 VALINHOS (Brasile, 2-4 giugno): semifinale, Oliveira-Santos (Bra) b. Bollettinari-Beccaccioli 7.5/ 6.2. BT400 UBERLANDIA (Brasile, 9-11 giugno): quarti di finale, Cappelletti-Viera (Esp) b. Bollettinari-Beccaccioli 7.5/6.4. SAND SERIES BRASILIA CLASSIC (Brasile, 16-18 giugno): quarti di finale, Gianotti-Spoto (Fra) b. Bollettinari-Beccaccioli 7.5/7.5. (In coppia con lo spagnolo Ramos Viera:) BT200 Palmas (Brasile, 15-17 luglio): semifinale, Chaparro-Russo (Bra) b. Bollettinari-Viera 6.3/6.3. BT200 Recife (Brasile, 29-31 luglio): semifinale, Garrosino-Mola (Bra) b. Bollettinari-Viera 6.4/3.6/10.3. BT400 T. Marechal Deodoro, Maceio (Brasile, 4-6 agosto): semifinale, Oliveira-Santos b. Bollettinari-Viera 6.2/6.3. (In coppia con Cappelletti:) BT200 Open International de St.Georges de Didonne (Francia, 11-13 agosto): finale, Spoto-Gianotti (Fra) b. Bollettinari-Cappelletti 6.3/7.5. (In coppia con Giovannini:) BT400 Parnu (Estonia, 19-21 agosto): semifinale, Cappelletti-Viera b. Bollettinari-Giovannini 6.0/6.2. Sand Series Saarluois Classic (Germania, 25-28 agosto): quarti di finale, Garrosino-Mola b. Bollettinari-Giovannini 2.6/7.5/10.8. In questa seconda parte del suo tour mondiale (iniziato in aprile negli Emirati Arabi e proseguito poi in Spagna e in Brasile), Diego Bollettinari ha disputato 9 tornei del Circuito Itf con 4 diversi compagni di squadra; è andato in finale una volta, ha disputato cinque semifinali e per tre volte è stato eliminato ai quarti di finale. Risultati completi > www.itftennis.com

Memorial Pratizzoli per Rappresentative Cadetti (Parma, 18-19 giugno). Risultati individuali. 1200 siepi: Giubilo Arianna (Atletica Molinella) 4’02”66 (5). Classifica: 1 Lombardia (punti 280.0), 2 Lazio (260.5), 3 Veneto (238.5), 4 Emilia Romagna (226.0). 5km di Macerata (16 luglio). Incontro per Rappresentative Regionali Giovanili di Corsa su Strada. Marianna Zagni (Pontevecchio) 20’00 (7). Alpe Adria Athletics Games (Trieste, 22-24 luglio) Incontro per Rappresentative Under 23 di Slovenia, Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, che si è svolto allo Stadio Grezar di Trieste dal 22 al 24 luglio.Risultati individuali Salto Triplo Femminile: Fabbris Erika 12,77 (2); Maschile: Alex Fabbri 14,49 (4).

NUOTO

31° Open Città di Molinella-Memorial Franceschetto (8-21 settembre) Finale: Baldisserri Enrico (CT Bologna) b. Ferrarolli Davide (CT ATA Trento) 6.3 6.0. 80 i partecipanti.

Itf World Tour: Bollettinari giramondo, dal Brasile alla Francia, dalla Germania all’Estonia

Il 25 giugno, l’Atletica Molinella ha festeggiato con la Nuova Casbah di Baricella e con la Pontevecchio Bologna (gli altri due pilastri di un progetto di collaborazione tra società che sta dando grandi risultati) la medaglia di bronzo conquistata nel salto triplo da Erica Fabbris. Dopo aver vinto il titolo universitario (Cassino, 23 maggio: 12,66), dopo il 3° posto agli Italiani Promesse (Firenze, 12 giugno: 12,93), l’atleta di Baricella ha conquistato con la misura di 12,88 la medaglia di bronzo del salto triplo ai Campionati Assoluti di Atletica Leggera che si sono disputati a Rieti. Il magico weekend di fine giugno si è concluso domenica 26 con il 2° posto nel disco ottenuto sempre agli Assoluti di Rieti da Stefania Strumillo, di cui parliamo in prima pagina. Ma questo era solo l’inizio di un’estate tutta da ricordare per l’atletica molinellese e per le altre società collegate. Sofia Bonafé, 3^ classificata nell’eptathlon con 5.073 punti ai Tricolori Allievi (Milano, 17-19 giugno), è stata convocata nella Nazionale U18 che dal 4 al 7 luglio ha partecipato agli Europei di categoria in Israele, dove l’atleta di Baricella si è piazzata 19^ con 4915 punti. La Bonafè ha quindi preso parte anche al Festival Olimpico della Gioventù Europea (EYOF) che si è svolto dal 25 al 30 luglio a Banska Bystrica (Slovacchia), ottenendo qui il 9° posto con 4755 punti. Infine, Alex Fabbri: con la misura di 15,47, l’atleta di Consandolo si è piazzato al 3° posto nel triplo ai Campionati Italiani Juniores (Rieti, 10 giugno), un bel risultato che non è stato però sufficiente a dargli la convocazione per i Mondiali U20 che si sono svolti a Calì, in Colombia, da 1 al 6 agosto.

TENNIS

Torneo 3^ Categoria: in finale (28 giugno), Mattia Neri (Emilia Academy San Lazzaro) ha battuto Federico Duranti (CT Castenaso) con il punteggio di 6.3-6.3.

BEACH TENNIS

BILIARDO / GORIZIANA Molinella-Bar Leon d’Oro, 31 agosto. Battendo in finale Carlo Lodi, Federico Campeggio si è aggiudicato il Trofeo-Memorial Zamboni di goriziana.

che negli ultimi due round non aveva potuto portare a termine la gara (il 19 giugno si è ritirato a tre giri dal termine per un problema meccanico; il 31 luglio è caduto mentre si trovava in 6^ posizione), torna meritatamente nella Top Ten. Il 18 settembre, al Mugello, nel 6° round della Classe 1000, il pilota molinellese su Ducati ha corso i 10 giri previsti in 19’15”034, piazzandosi al 10° posto con un ritardo di 16”275 dal vincitore Gabriele Giannini (BMW). In classifica generale, consolida il suo primato in classifica Gabriele Giannini (punti 108); Riccardo Morelli (punti 14), che dopo il 5° round (Misano, 31 luglio) era 19°, recupera una posizione e sale dal 19° al 18° posto. Gran finale a Imola il 9 ottobre.

VOLLEY / FEMMINILE - È una squadra rivoluzionata e tutta giovane quella che affronterà il prossimo campionato di Prima Divisione (inizio previsto: metà ottobre). Ne fanno parte Cardin Giulia, Sansavini Stella, Montesano Serena, Montesano Daniela, Piriti Giorgia, Pacelli Sara, Restani Alice, Cotignoli Chiara, Monti Francesca, Benati Aurora, Franzoni Margherita. Allenatore: Mario Astrada

CICLISMO / GIOVANISSIMI

34° Meeting Nazionale Si è disputato dal 24 al 26 giugno, a Conegliano e a Farra di Soligo, il 34° Meeting Nazionale Giovanissimi, che ha visto la partecipazione di 1550 ragazzi di 168 società provenienti da tutta Italia. Il ciclismo molinellese era rappresentato dalla Società Mac Team, che si è piazzata al 96° posto (1^ classificata: UC Costamasnaga). Piazzamenti individuali Mac Team: Specialità Strada F: Silchenko Nicole (G3) 2^; Formica Rachele (G6) 10^; Specialità Velocità F: Silchenko Alexandra (G6) 10^; Specialità MTB M: Malvasia Simone (G6) 5°. Non qualificati Iagrossi Mattew e Formica Leonardo, arrivati dopo la 10^ posizione.

TIRO A VOLO Si è svolta dal 8 al 10 luglio, al “TAV Castellani” di via Valle, la 22^ edizione del Palio Città di Molinella-16° Memorial Daniele Grossi, gara di Fossa Olimpica a 75 piattelli. Classifica Finale-Individuale: 1. Cicognani Remo (pt.73), 2. Draghetti Enrico (72), 3. Cappelli Lanfranco (72); Classifica-Gruppi Cacciatori: 1. Fidc Bologna1 (Bagnolati-Smai-Stivani), 2. Fidc Bologna2 (Lazzari-Monari-Cavallucci), 3. Zanella (Guerzola-Mazzoni-Zanella).


Argomenti

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LE POLEMICHE DELL’ESTATE

Riprendiamoci la piscina “Difendere la nostra piscina da chi viene da fuori solo per fare casino, ma anche dal cosiddetto fuoco amico, cioè dagli attacchi interni, quando questi sono palesemente esagerati o addirittura pretestuosi, vuol dire innanzitutto difendere la nostra storia e le nostre tradizioni”.

Nelle due settimane di Ferragosto, quando Duecaffè era chiuso per ferie,

abbiamo compiuto una lunga immersione in piscina, postando sulla nostra pagina facebook i ricordi di almeno due generazioni. Abbiamo così attraversato circa quarant’anni della nostra storia, dai primi anni ‘50 alla fine degli ‘80. Sullo sfondo la piscina dei tempi d’oro, in primo piano quei personaggi che per le loro imprese sono diventati leggenda. Da Athos Carletti, il re del trampolino, a Romano Alberani, l’uomo-rana; dalla Solange, cassiera per sempre, ai tanti, più o meno noti, che l’ex bagnino Maresta ha citato nell’ultimo post della serie Ringraziamo chi ha messo mi piace. Ringraziamo, in particolare, chi ci ha ricordato le regole dello “storione”; chi ci ha permesso di allungare l’elenco dei grandi tuffatori o di quelli che per gioco facevano tutta la vasca sott’acqua; chi ha opportunamente corretto la data di una fotografia e chi ha arricchito ogni post con qualcosa di personale. Verrà buono, tutto questo, per il libro che uscirà l’anno prossimo, in occasione dei 90 anni della piscina e del nuoto molinellese, dove - per rispondere alla domanda di chi ci chiede conto di questa “curiosa dimenticanza” - troveranno finalmente posto anche le imprese dei nuotatori, che qui abbiamo volutamente trascurato per lasciare spazio ad altri interpreti della piscina. Dai commenti che abbiamo letto, tutti venati di nostalgia per i bei tempi che furono, risulta evidente che è ancora fortissimo il sentimento che lega i molinellesi di una certa generazione alla loro piscina. Più che un senso di appartenenza, è quasi un senso di proprietà. Molti, infatti, hanno vissuto come un furto della memoria la demolizione del vecchio edificio d’ingresso. Lì sono rimasti i ricordi di favolose estati ormai lontane nel tempo, dove tutto sembrava più bello perché eravamo tutti più giovani. La nostra non è stata però una semplice operazione-nostalgia, per arrivare banalmente a concludere che era meglio una volta e, detto questo, fermar-

ci lì. Pensiamo, al contrario, che bisognerebbe essere capaci di ripartire da qui, dai ricordi del passato, dalla forza di un sentimento che, nonostante tutto, ci lega ancora alla nostra piscina, per vincere la difficile partita del presente. Fino a qualche anno fa, la piscina per noi molinellesi era un motivo d’orgoglio, come lo zuccherificio. Era un lusso che solo noi potevamo permetterci. Adesso, tutto sembra diventato un problema. Una volta venivano a centinaia dal ferrarese per tuffarsi nella nostra piscina, ora sono i molinellesi che a centinaia migrano verso il ferrarese alla ricerca di posti tranquilli dove mettere i piedi a bagno. Questo vuoto di presenze è stato subito riempito da bande di ragazzini che arrivano in treno dalla periferia di Bologna, a volte solo per provocare, trovare da dire, disturbare e fare schiamazzi. Ma il rischio maggiore per la piscina non è rappresentato dai cosiddetti ragazzi difficili che vengono da fuori, con i quali basterebbe forse scambiare qualche parola, mostrare un po’ più di interesse sincero nei loro confronti per ridurne l’aggressività (il metodo Chirco, celebrato su facebook nei giorni scorsi, insegna certamente qualcosa). Il pericolo vero non viene dall’esterno, ma dall’interno, purtroppo. L’insidia peggiore è il “fuoco amico”: chiamiamo così, per intenderci, le critiche astiose, talvolta infondate, spesso per partito preso, sparate sui social da quei molinellesi che amano la piscina al punto di volerla vedere vuota. Spararsi addosso serve solo a farsi del male. Ed è invece questo lo spettacolo a cui assistiamo ormai da troppo tempo. Ma come?! - verrebbe da dire – Abbiamo lasciato che venisse distrutta la parte più bella della vecchia piscina (la facciata storica con il suo giardino), senza dire una parola, senza protestare, quasi che uno scempio di quelle proporzioni fosse una cosa normale, ed ora stiamo qui a gridare allo scandalo per due granelli di sabbia sul fondo della vasca o per una piastrella

rotta negli spogliatoi, a minacciare sfracelli contro chi ha imposto l’obbligo della cuffia… Come tutte le cose molto amate, anche la piscina va protetta e difesa. Per tutto ciò che ha rappresentato e rappresenta per ognuno di noi. Ma non si può pensare di farlo disertando, per correre dietro alle suggestioni molto social di chi dice che l’acqua del vicino è sempre più blu, che qui è tutto uno schifo e la colpa è del comune o del gestore che ha reso obbligatoria la cuffia. Difendere la nostra piscina da chi viene da fuori solo per fare casino, ma anche dagli attacchi interni, quando questi sono palesemente esagerati o addirittura pretestuosi, vuol dire innanzitutto difendere la nostra storia, le nostre tradizioni. La piscina di Molinella è una vecchia signora che mostra gli anni che ha (saranno 90 l’estate prossima, come abbiamo ricordato all’inizio), forse funziona alla perfezione, ma non è ancora da buttare via. Una trentina di anni fa ha cambiato faccia: certamente non è diventata più bella, ma d’estate conserva ancora un certo fascino, non fosse altro che per le sue dimensioni che nei dintorni non hanno uguali. E se è vero che i gusti della gente sono cambiati, che oggi la piscina modello termale (piccolo è bello) si fa preferire alle piscine con le corsie destinate al nuoto, dovremo prenderne atto, senza però rinunciare a battere la concorrenza con nuove idee e nuove iniziative, come peraltro il gestore sta già facendo da tempo e in modo apprezzabile. Ma la battaglia per la ri-conquista della piscina richiede l’impegno di tutti, del comune, del gestore, fino all’ultimo dei molinellesi che ancora hanno a cuore le sorti dell’impianto. Arrivederci alla prossima estate. Redazione il Caffè/Duecaffè

Lo strano caso della porta da calcetto

(8 luglio 2022) Lo strano caso della porta da calcetto lo racconta il sindaco sul suo blog (A sinistra di John Wayne). L’articolo parla di una porta da calcetto, ma non parla solo di una porta da calcetto. E la domanda finale è questa: quand’è – si chiede il sindaco - che la nostra società è diventata dichiaratamente nemica dei bambini? Nella vita esistono le cose piccole, che si vorrebbero di poco conto e quasi impercettibili, oltre a quelle grandi, significative, a cui attribuiamo importanza. Tuttavia sarebbe un errore sottovalutare la prima categoria: perché molto spesso sono proprio le cose più piccole a darti l’angolatura giusta, il punto di vista, lo spunto per capire quelle più grandi e complesse. E questa piccola storia parte dall’installazione di una porta da calcetto, ovviamente, non per parlare della porta in quanto tale (echissenefrega), ma per meglio capire alcuni dei bias e dei filtri che la società ha acquisito in questi tempi che ci toccano. Molto spesso si parla della pandemia come di un evento che ha fatto emergere fenomeni di disgregazione del tessuto sociale nuovi e dirompenti: a mio avviso ha solo accelerato processi che erano già in atto. Ma veniamo a noi: raccontiamola, la storia della porta da calcetto. Che è una porta da calcetto normale, acquistata assieme ad altre porte uguali, con lo scopo di installarle in parchi aperti e zone verdi aperte, libere. Da utilizzare senza il filtro delle società sportive che di solito mettono a disposizione strutture chiaramente più complete. Quello che si cerca e ridare delle possibilità a un certo “spontaneismo” nella vita di tanti bambini e bambine del paese. Su questo argomento ci torneremo. Tanto più che questa porta da calcetto è stata richiesta, all’estensore di questo articolo e a un assessore della mia giunta (Letizia Fattori) proprio da alcuni nuclei famigliari. La zona è quella di via Oriana Fallaci, una via a fondo chiuso (quindi con livelli di traffico bassi, ad ora ci vanno solo i residenti), che è rispetto al paese dall’altra parte della ferrovia e con mezzi di collegamento sicuri per i bambini più piccoli ancora molto carenti con il resto del tessuto urbano (il sottopasso ciclopedonale che dovrebbe ovviare questo problema è stato ed è tuttora un cantiere problematico che tutti auspichiamo volga presto a conclusione). Certo, l’area verde in cui installare questa porta da calcetto non è grandissima: una decina di metri scarsissimi in larghezza, 20/30 metri in lunghezza: serve ai bambini per fare qualche

Ladri e guardiani di palloni “Quand’è che la nostra società è diventata nemica dei bambini?” Non so che risposta si sia dato il sindaco. Non so se sia possibile datare con precisione l’inizio di questo triste fenomeno. E non sono neppure sicuro che sia davvero così. Se mi guardo intorno, mi pare che mai come adesso ci siano tante attenzioni nei confronti dei bambini. Basta vedere, senza addentrarci troppo nei particolari, quante associazioni (anche qui a Molinella) mettono i bambini al centro della loro attività. Non tutte e non sempre con risultati in linea con le dichiarazioni di principio, ma questo è un altro discorso. La società non è diventata improvvisamente più nemica dei bambini (anzi), ma - come ha commentato giustamente qualcuno prima di me - è diventata nemica di chiunque altro: del bimbo che fa rumore, dell’anziano che dà fastidio, dell’automobilista lento, del prete che suona le campane la mattina, del vicino che ha il cane che abbaia, più in generale, nemica dello straniero e del diverso. Rispetto a qualche decennio fa, non c’è dubbio che la società sia più attenta ai bambini, almeno sulla carta, ma anche più intollerante verso se stessa. E i genitori, che un tempo si fidavano (anche perché in paese ci si conosceva un po’ tutti), che non erano mai troppo preoccupati di sapere dove andavi a giocare a pallone e quanto era lontano da casa, oggi non si fidano più di nessuno, sono più apprensivi, vogliono sapere, vogliono vedere e, quando possono, talvolta esagerando, vogliono decidere loro cos’è bene e cos’è male per i loro figli. In più, è venuto meno anche il principio di autorità, per cui tutto è contestabile, specialmente sui social. Era meglio una volta? Qualche anno

sgambata, non per organizzare la finale di champions league. Questa porta è stata installata circa 36/48 ore fa. Da lì in poi la rivolta degli abitanti del condominio antistante all’area verde: mail, annunci di petizioni, descrizioni di via Fallaci come se fosse la strip boulevard a Las Vegas. Oltre al tema della sicurezza con l’evergreen “chi penserà ai bambini?” (magari i genitori, mi verrebbe da dire). Oltre ai timori per l’incolumità delle macchine nel parcheggio confinante con l’area verde (6/7 macchine?). Una levata di scudi senza precedenti contro una porta da calcetto, messa in un lembo di area verde, in una strada a fondo chiuso. Gente che, dopo neanche una giornata dall’installazione, senza che sia ancora stato dato un singolo calcio al pallone (ieri è piovuto) dichiara che di quella porta “non se ne può più”. Fermi tutti: è chiaro che non stiamo più parlando di una porta da calcetto. Qualcuno, neanche tanto tra le righe, ha almeno avuto l’onestà intellettuale di dirlo: “i bambini fanno casino. Noi lì non li vogliamo”. Che può essere una posizione non condivisibile ma almeno non ha la paraculaggine di far finta di preoccuparsi dei bambini che in zona giocano in strada (piccola news: i bambini che giocano in strada c’erano anche prima della porta. Anzi la porta vuole farli giocare sul verde, per toglierli dalla strada). La domanda è questa: quand’è che la nostra società è diventata dichiaratamente nemica dei bambini? Non è un fenomeno nuovo ma oggi è diventato dichiarato. Quando ero piccolo lo spontaneismo del gioco era una moneta corrente: bastavano un parco e due zaini a far da porta. Si giocava ovunque e sì, magari qualche volta si disturbava qualcuno. Ma dieci anni li abbiamo avuti tutti. È una società triste e desolante quella in cui le strutture sportive sono accessibili solo a pagamento: noi crediamo che ci debbano essere un certo numero di strutture accessibili sempre e anche gratis. Si dirà: non è quello il luogo. Ma quale sarebbe il luogo giusto? Quello isolato dal tessuto urbano? O forse è ipotizzabile che siano le strutture che vadano messe dove ci sono i bambini, e non il contrario?

Ci lamentiamo spesso e tutti di come gli adolescenti stiano in casa, non escano, si rivolgano alla tecnologia come divinità pagana di questi tempi e che abbiano meno capacità di organizzare là propria vita sociale, meno capacità di confronto con gli altri. Mi viene il dubbio che questo succeda perché poi a tante parte della società più anziana, la mia generazione ad esempio (una generazione fallita, aggiungo io), questa atrofia vada poi bene: “ragazzi, ragazze, state in case e non rompete i coglioni”. Poi non meravigliamoci di crescere polli in batteria con un cellulare in mano vita natural durante. Dare autonomia ai bambini costa: a volte disturberanno, faranno degli errori. Oltre al fatto che, le prime volte che li si lascia da soli in una loro organizzazione del gioco (che è una cosa seria) è sempre un tuffo al cuore. Ma se non incentiviamo le forme di aggregazione, la capacità di stare assieme in dei contesti due passi più in là della comfort zone, limitiamo le loro possibilità presenti e soprattutto, future. Qualcuno potrà dire: quanta strada partendo da una porta da calcetto. Ma si torna al discorso iniziale: le cose piccole aprono scorci su mondi più grandi. Quel che vale per un gioco in mezzo a un parchetto, se la regola diventa che i bisogni privati superano le esigenze collettive, un giorno varrà per cose più grandi e complesse. C’è un’idea di mondo dietro: se dei bambini che giocano danno fastidio a dei parcheggi, molto meglio togliere i parcheggi o spostarli. Di cosa si ha paura? Che dei ragazzi di 8/9 anni giochino a calcio fino alle 2 di notte? Non succederà lì come non succede da nessuna parte. O che un pallone possa finire in un cortile privato? Che tragedia. Serve fare una scelta precisa tra una prospettiva di futuro e le proprie esigenze ombelicali: e chiaramente la porta da calcetto è una metafora. Noi quella scelta la facciamo tutti i giorni.

fa, proprio su queste pagine, abbiamo tracciato una mappa del calcio di strada, indicando almeno una decina di campetti tra il centro del paese e la periferia, nati spontaneamente dalla voglia dei bambini di dare due calci al pallone. Si giocava nel pratino davanti alla Chiesina e all’Acquedotto, alla Punta e alla Casa Tonda, ai Palazzoni della Legione Straniera e alla Viola, dietro la Casa del Popolo e alla Centrale (ma solo se ammessi dai più grandi). Si giocava anche nei giardini del Municipio, dove invece era vietato. Ricordo che Dante Marisaldi, la guardia comunale, una volta intervenne a gamba tesa sulla partita e mi sequestrò il pallone. Poi mi chiamò da parte, mi disse che avremmo potuto rompere un vetro e mi ammonì severamente a non farlo più, altrimenti l’avrebbe detto a mio padre, di cui era amico. Se volevo indietro il pallone, aggiunse, avrei dovuto passare da lui il lunedì pomeriggio, che intanto ci avrebbe ripensato e forse me l’avrebbe restituito. Io mi presentai il lunedì, come mi aveva detto: Dante mi chiese bonariamente cosa aveva fatto il Bologna il giorno prima e, alla risposta esatta, mi restituì il pallone. Voglio dire, con questo, che era dura anche una volta, per i bambini, trovare un posto dove giocare liberi e in pace. C’erano anche allora, diciamo così, i guardiani dell’ordine costituito, ruolo che al giorno d’oggi, stando almeno al racconto della porta da calcetto, in un evidente rovesciamento delle parti, sembrano esserselo preso gli abitanti di quel quartiere o di quel condominio, a dispetto delle figure istituzionali (la guardia comunale allora, il sindaco e l’assessore oggi) la cui autorità e la facoltà di decidere, tra le altre cose, dove creare uno spazio attrezzato per il gioco del calcio sono invece messe in discussione. Quaranta o cinquant’anni fa c’erano “i guardiani” e c’erano anche i “i ladri di palloni”. Ricordo quando si andava a giocare alla Casa Tonda: c’era un signore anziano che stava nascosto dietro la siepe di casa e, appena il pallone finiva dalla sua

parte, lo prendeva e spariva nel buio di una lavanderia. Facile immaginare la fine che avrebbe fatto di lì a poco il nostro pallone. L’invito, gridato, “Andate a giocare a casa vostra!”, che ancora ci rimbomba nelle orecchie, era un classico anche dei nostri tempi. Non dico niente di nuovo, ma esiste a questo riguardo una fiorente letteratura. Basta leggere, per esempio, Il bambino col pallone di Stefano Benni (1981) e I palloni del signor Kurz di Michele Mari (1993), due bellissimi racconti che il sindaco certamente conosce. Vorrei però dire al sindaco anche un’altra cosa: da ex amministratore, capisco molto bene l’amarezza e il senso di frustrazione che ti prende inevitabilmente quando pensi di aver fatto una cosa giusta e ti accorgi che per gli altri non è così e anzi ti contestano per questo. A me è capitato nel 1997. Potrei chiamarlo lo strano caso del campetto da basket. Realizzato dal Comune, su richiesta di alcuni genitori nell’area dell’ex anfiteatro, il campetto non durò nemmeno un giorno. Inaugurato come oggi pomeriggio, la mattina dopo non c’era più. I tabelloni schiacciati a terra, il campo in cemento “arato” dalle sgommate delle motociclette. Si disse che a compiere l’impresa notturna fossero stati gli stessi ragazzi che, nelle nostre intenzioni, avrebbero dovuto usufruire di quello spazio attrezzato. Sul caso, si aprì un dibattito che si concluse con l’intervento di un noto psicologo, il quale stabilì che l’errore era tutto del Comune, nel senso che aveva voluto fare un campo da basket a tutti i costi, senza chiedere parere ai diretti interessati, quando invece è noto che i ragazzi non vogliono essere organizzati ma vogliono poterlo fare da soli e scegliersi il luogo dove andare a giocare. Mi sono sempre chiesto (e me lo chiedo ancora) se aveva ragione lo psicologo nelle sue certezze o se avevo ragione io nel difendere le mie scelte. Andrea Martelli


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“Poker d’Assi: i riflettori del tennis sono puntati su due ragazzi emersi dai corsi

del 1972, Nicola Mimmi Giorgio Brighenti”. Iniziava così un articolo del Domani di Molinella, anno 1975. Quello del giugno 1972 era stato il primo corso tenuto dal Maestro Gabriele Tellarini. Ma facciamo un passo indietro. L’attività del tennis a Molinella era già ben avviata nel 1972, con un Torneo Regionale di ottimo livello che si svolgeva nel mese di luglio già dal 1970, Tornei Sociali, Tornei Giovani Speranze e con la squadra che affrontava i primi Campionati Regionali. In quegli anni l’attività era limitata al periodo estivo in quanto le coperture, i palloni pressostatici arriveranno più tardi, uno nel 1976 grazie ad un muto da 5 milioni con la Cassa Rurale e ad una sottoscrizione popolare, il secondo qualche anno dopo. Prima del 1972 si era tenuto a Molinella un corso per ragazzi di 15 giorni, era il mese di giugno del 1971 e ad insegnarci a giocare era il Sig. Pirazzini di Bologna. Tutti i soci della Sezione Tennis della Polisportiva erano autodidatti e i consigli che davano ai ragazzi di allora erano molto limitati e poco tecnici. Allora erano molti i ragazzi che nel periodo estivo frequentavano i campi da tennis, ricordo quelli che poi ho sempre cercato di emulare e battere, in primis Claudio Bonazzi, Bruno Bianchetti, Aurelio Del Sordo, Luciano Cappelletti solo per citarne alcuni dei più forti anche negli anni a venire. L’arrivo del Maestro fu una novità assoluta per Molinella, fortemente voluta dal Consiglio Direttivo di allora (Ungarelli, Selva, Atti, Sacchetti, Mimmi E., Carletti, Catozzi), in modo particolare fu Bruno Selva a trattare con la Federazione Tennis alla ricerca di un Maestro. L’operazione non fu facile e quando il Cav. Masetti dal suo ufficio in Galleria Cavour a Bologna telefonò a Selva per comunicargli che aveva trovato il Maestro adatto per Molinella, il buon Bruno andò su tutte le furie: “Ti ho chiesto un bravo Maestro e mi mandi un giovanotto appena formato dalla Scuola Maestri di Roma !! Vuoi scherzare ?” Il Cav. Masetti quasi in lacrime rassicurava Selva che il Maestro era il più bravo del suo corso e che se non fosse stato all’altezza l’anno successivo avrebbe mandato il miglior Maestro di Bologna. Naturalmente io non ero a conoscenza di queste trattative, ma continuavo a battere la pallina con una racchetta di legno grande come me contro il muro dell’allora Ufficio del Lavoro oggi ufficio Tecnico del Comune, con Dante (Burnelli, ndr) che ogni tanto usciva dall’ufficio e commentava quasi serio “Nicola se tu sapessi la matematica come palleggi saresti Einstein!!!”. E sorrideva. Qualche giorno fa ho deciso di fare una telefonata a Bruno Selva, il quale, con voce commossa ed emozionata, ha voluto raccontarmi molti particolari a me sconosciuti di quel periodo, che non avrei mai immaginato sarebbe diventato uno dei momenti più belli e vissuti del tennis molinellese. Aprile 1972: si preparano i campi per l’apertura estiva. Ricordo che appena uscito da scuola passavo dal tennis per vedere il custode Angelo Cocchi (padre di Claudio portiere del Molinella) che sistemava i campi e tutti i giorni gli chiedevo: “Quando si gioca?”. A volte, quando mi vedeva arrivare, Cocchi si nascondeva dentro al bar, una vecchia edicola di Bigoni in disuso, collocata nel parco della Palestra di Via Andrea Costa. Un giorno, finita la scuola, mio padre mi comunicò di avermi iscritto a un corso di Tennis con un nuovo Maestro che veniva da Forlì. Ricordo come fosse ieri il primo giorno del corso di tennis con il nuovo Maestro, noi pallidi, lui abrronzatissimo, elegantissimo, severissimo. Tutti in riga e guai a pestarla la riga, altrimenti erano giri di campo di corsa. La puntualità in campo era fondamentale, chi arrivava in ritardo rischiava di non entrare, se gli andava bene doveva fare dei giri di campo. Gustavo Bertuzzi in questo era abbonato, mai puntuale, ma il Maestro gli voleva bene e a volte lo perdonava. La voce del Maestro, mai urlata, precisa, diretta, quasi sussurrata ti arrivava, eccome se ti arrivava. Per la prima volta si parlava di Impugnatura Continental, Top Spin, Back Spin, Battuta in slice,un vocabolario che fino al giorno prima ci era completamente sconosciuto. Dopo poche lezioni tutti facevamo esattamente quello che lui chiedeva appena entrati in campo: puntualità, attenzione, ordine, silenzio. Detta cosi, sembravamo un battaglione di Marines, ma non so spiegarvi il mistero, ma lui ci guardava e noi automaticamente eravamo pronti ad ascoltare la sua lezione. Fu un mese bellissimo e il successo fu tale che il Maestro Tellarini fu confermato anche per il l’anno seguente. Come detto, Molinella non aveva ancora campi coperti nel 1972, Tellarini aveva appena firmato un contratto con il Felsineo di Bologna e chiese a Selva se poteva portare con sé a Bologna alcuni ragazzi per allenarli nel periodo invernale, scelse il sottoscritto, Giorgio Brighenti e Andrea Cacciari. La scelta fu prettamente anagrafica, 10 /11 anni. Iniziammo a ottobre con due allenamenti settimanali. Il Felsineo era un circolo molto frequentato a Bologna,

Quando tutta Molinella giocava a tennis con il Maestro Tellarini Un articolo di Nicola Mimmi

ma era carente nel settore giovanile, quindi l’arrivo di Tellarini doveva garantire una crescita delle squadre giovanili per competere con le favorite Virtus e CT Bologna. Fummo accolti come in una famiglia, al pomeriggio il circolo era completamente a nostra disposizione, 6 campi di cui 2 coperti, era solo l’inizio di un grande successo. Dai corsi successivi arrivarono altri ragazzi di Molinella, nel 1973 due ragazze molto brave, Daria Tassinari ed Elena Selmi. Le giornate rimanevano sempre due settimanali in quanto era molto impegnativo il trasporto da Molinella a Bologna. I primi anni ci accompagnava Angelo Bertocchi, che con la moglie gestiva il MiniBar e intanto faceva anche servizio taxi con un furgoncino wolkswagen, il viaggio di andata era uno spasso. Angiolino raccontava storie, barzellette e ogni volta che passavamo da Guarda richiamava la nostra attenzione e usciva con le sue frasi celebri “Non ti curar di lor ma guarda e passa”. Il ritorno lo faceva praticamente in solitudine perché dormivamo tutti. Gli anni successivi arrivarono altri ragazzi di Molinella e alcuni da Argenta dove Tellarini aveva tenuto un corso estivo. Ricordo tra gli altri Renzo Marisaldi, Elisa Rossi, Roberto Battaglia e Andrea Zaghi di Argenta. La squadra del Felsineo cresceva di livello così come la fama del Maestro Tellarini,

iniziarono ad arrivare ragazzi da svariate parti della regione. Intanto si avvicinava al tennis un ragazzino di 8 anni che farà la storia del tennis Italiano, Paolo Canè (non fu facile per Tellarini gestirlo!). I corsi a Molinella proseguivano sempre nel periodo estivo e negli anni 1974/75 i ragazzi tra Molinella e Argenta che si allenavano a Bologna erano diventati una ventina, Michele Selmi, Paolo Carletti, Rita Gualandi, Cesare Benetti da Molinella, Carlini Franco e Andreaoli Giancarlo da Argenta solo per citarne alcuni. A questo punto Il furgoncino di Bertocchi era diventato insufficiente al trasporto di tutti i ragazzi ai quali si aggiungeva anche Silvia Brini da Budrio, quindi in accordo con il Comune di Molinella, venne messo a disposizione uno Scuolabus (Tarlazzi, Alessandri, Mistri erano gli autisti che si alternavano) il cui costo fu quasi interamente a carico del Tennis di Molinella, le famiglie partecipavano per il costo dei corsi. Fu uno sforzo enorme quello sostenuto dal Circolo Tennis Molinella per permettere ai suoi ragazzi di allenarsi a Bologna, ma i risultati furono di ottimo livello, i corsi ragazzi e anche quelli adulti erano strapieni e noi ragazzi eravamo protagonisti assoluti nei Tornei Ragazzi e Allievi in giro per la Regione. L’estate, quando non eravamo impegnati nei tornei, la passavamo sui campi di Molinella cercando di emulare i più grandi e bravi, Bonazzi, Bianchetti, Marisaldi e Del Sordo, ma erano ancora troppo forti per noi dodicenni, allora andavamo a sfidare quelli che sul campo erano forse alla nostra portata, Costante Atti e Bruno Selva in singolo riuscivamo a metterli sotto qualche volta, ma era in doppio che la coppia dell’Ufficio Anagrafe sfoderava i suoi colpi migliori. Ogni volta che uno di noi faceva un bel punto prima Costante poi Bruno cercavano sempre di intimorirci con frasi del tipo “Bravi, bravi, ma con tutto quello che ci siete costati …”. Il 1974 fu l’ultimo anno che giocammo al Felsineo di Bologna. Dal 1975 Il Maestro Tellarini si spostò in un Circolo più grande il Tennis Club Aeroporto di Bologna, 10 campi, per noi ragazzi non fu semplice staccarsi dal Felsineo, non tutti seguirono il Maestro, alcuni ragazzi preferirono rimanere al Felsineo, ma il blocco Molinella-Argenta seguì il Maestro nella sua e nostra nuova avventura. La storia continua, i ricordi sono tanti, il Maestro ormai era dentro di noi parte della nostra vita, del nostrofuturo. Alcuni di noi una volta terminata l’attività agonistica ha seguito le sue orme: il sottoscritto, Massimo Galletti, Andrea Zaghi, Andrea Giacomoni, Andrea Cacciari e Simonetta Albertazzi per citarne alcuni si sono formati alla Scuola Maestri di Roma e insegnano o hanno insegnato in vari Circoli Tennis. Per alcuni anni siamo stati colleghi e ci siamo incontrati in giro per tornei con i nostri allievi. Nel 2017 Tellarini è stato ospite-relatore al Centro Tennis di Argenta, dove insegno Tennis dal 2011. Tanti dei suoi più vecchi amici e allievi sono venuti per ascoltare ancora una volta le parole del Maestro. Ha deliziato i presenti con 45 minuti di “oculatezza tennistica”, toccando i temi più svariati, dalle riflessioni tecnico-tattiche fino alla rivalità tra Federer e Nadal, tutte presentate con eleganza e semplicità. Al termine della chiacchierata, si è fermato a conversare con i suoi vecchi amici e giocatori e a raccogliere i complimenti dei più giovani. Una foto ricordo con i suoi ragazzi di un tempo prima di andarsene con la stessa compostezza con la quale era arrivato poche ore prima. Molinella ha avuto l’onore di lanciare uno dei Maestri più importanti del panorama tennistico italiano, che a Castenaso ha chiuso la sua carriera di Maestro e adesso si gode la pensione sui colli di Castel San Pietro. Grazie Gabriele, di cuore. Nicola Mimmi (Maestro CT Argenta) Un ringraziamento particolare a Bruno Selva per avermi raccontato con voce emozionata tanti partcolari di questa storia. E grazie anche ad Elia Brunelli, mio allievo e oggi Maestro del Centro Tennis Argenta, per averne integrato il finale con parole sue.

RECORD D’ALTEZZA

Ruggero Tinti e Claudio Gnudi nel Guinness dei Primati Sono loro i molinellesi saliti più in alto “Citius Altius Fortius”. Più veloce. Più in alto. Più Forte. E’ il motto delle Olimpiadi, proposto dal barone De Coubertin fin dal 1896, per indicare ciò a cui deve tendere ogni atleta. Eravamo partiti anni fa con l’idea di creare per gioco una specie di Hall of Fame dei molinellesi, uno spazio della nostra memoria sportiva dove avrebbero dovuto trovare posto i concittadini più veloci, quelli che erano andati più in alto e, benché, la cosa risultasse oggettivamente più difficile da dimostrare, anche i più forti. Non siamo però mai andati oltre il primo capitolo di questa ricerca (definito dal superlativo latino Citius), sul quale torneremo sicuramente, una volta completate le ultime verifiche, per ribadire i nomi dei molinellesi più veloci di sempre nella corsa a piedi, nel nuoto e in bicicletta (con un brevissimo excursus anche sulle corse in moto e in auto). Ma ora la nostra

curiosità (perché di questo si tratta) ha preso un’altra direzione. Dalla linea orizzontale a quella verticale, per stabilire chi è stato il molinellese che è salito più in alto. Anche qui senza alcuna pretesa di scrivere una parola definitiva sull’argomento (che, anzi, consideriamo queste pagine in continuo aggiornamento e aperte al contributo di tutti), siamo partiti dagli unici dati disponibili, cioè dai record di società del l’Atletica Molinella relativi al salto in alto. La classifica, in campo maschile, è la seguente: 1° con 1,95 Alex Fabbri (passato poi al salto triplo con ottimi risultati); 2° Michael Bertapelle (specialista anche dell’asta) con 1,90. Tra le donne, 1^ Maite Vanucci (1,65), 2^ Valentina Carta (1,60). Facciamo però un salto... indietro nel tempo, per ricordare che nei primi anni del secolo scorso ebbe fama di grande arrampicatore un certo “Ughén d’Marmórta”, un vero professionista

Via Bentivogli, 16 Molinella (BO) Tel. 051.880855

Ruggero Tinti al campo base

dell’Albero della Cuccagna. Andava in giro per le fiere di paese in cerca d’ingaggio, tra Molinella, Ferrara e la Romagna. Suoi committenti erano famiglie o gruppi locali, con i quali divideva il bottino raccolto sull’albero a 10 o 12 metri di altezza. Paragoni improponibili, irà qualcuno, quelli tra gli atleti veri e certi fenomeni da baraccone, buoni forse ad alimentare le chiacchiere da bar, non certo a favorire una corretta lettura dell’impresa sportiva. Che dire, però, dell’impresa compiuta dall’architetto Celestino Sovrani, ex ufficiale degli alpini, che il 2 giugno 1996 si arrampicò sulla ciminiera dello zuccherificio (quella più piccola, in prossimità del piazzale dei camion) per issare lassù, ad oltre 40 metri di altezza, la bandiera rossa del suo partito. Non si può certo negare che quella scalata abbia qualche rilevanza anche dal punto di vista sportivo. Sempre più in alto, diceva

In cordata verso la vetta

la pubblicità di quella grappa d’alta montagna. Fino a poco fa avremmo detto che il molinellese salito più in alto fosse Aurelio Del Sordo, l’attuale vicepresidente della Compagnia del Caffé, che la mattina del 29 luglio 1978, partendo dai 3.647 metri del Rifugio Gnifetti (dove altri molinellesi avevano dovuto arrendersi agli effetti dell’altitudine) insieme a don Ugo Casalegno, parroco di Gressoney e ad una ragazza di Vicenza, raggiunse Punta Balmenhorn, nel massiccio del Rosa, a quota 4.176, dov’è collocata la grande statua del Cristo delle Vette. Le nostre convinzioni sono state però smentite questa estate, quando Nino Magri e altri appassionati della montagna ci hanno invitato a guardare ancora più in alto. E così abbiamo potuto verificare che a guidare la classifica dei molinellesi d’alta quota sono al momento Ruggero Tinti di Molinella e Claudio Gnudi di Marmorta, i quali nel 2001 hanno fatto parte della spe-

dizione al Nanga Parbat organizzata da Don Arturo Bergamaschi, prete alpinista di Bologna. I nostri due concittadini non hanno raggiunto la vetta dell’ottava montagna più alta del mondo (m. 8.126 slm), ma si sono fermati ai 5.128 metri del Passo Hispar, in Pakistan, sulla catena del Karakorum, stabilendo ugualmente il nuovo record di altezza per noi della Bassa. Era il 18 agosto 2001 quando Tinti e Gnudi raggiunsero il passo, “là dove - come spiega la guida - il ghiacciaio Biafo e il ghiacciaio Hispar si incontrano per formare la traversata glaciale più lunga del mondo al di fuori delle regioni polari (100 chilometri di lunghezza)”. Ruggero Tinti, tuttora in gambissima, è stato fino a pochi anni fa uno dei soci più attivi dello Sci Club Molinella. Durante quella spedizione al Nanga Parbat, che durò dal 29 luglio al 24 agosto 2001, ha scattato centinaia e centinaia di fotografie che trovate su Duecaffè.

Aurelio Del Sordo, l’ex detentore del record


Incontri

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I PREMI DEL CAFFÈ

INCONTRI D’ESTATE

Tassi, Colomba e Gazzaneo hanno raccontato fatti e misfatti dell’Estate 1982 Pubblico numeroso, la sera del 29 giugno in piscina, per la presentazione del libro di Beppe Tassi “Dal cortile al Mundial. Storia di una passione” (Ed. Minerva). Come in un romanzo, Tassi racconta la sua passione per il calcio, coltivata fin da bambino nel cortile di casa, che ha poi trovato coronamento nel Mundial di Spagna del 1982, a cui ha preso parte come inviato del Resto del Carlino. Ma quella del 1982 non è stata soltanto l’estate del trionfo dell’Italia di Bearzot, Rossi e Tardelli. Nel corso della serata sono stati ricordati anche altri avvenimenti calcistici di quell’estate, non tutti lieti, purtroppo: Franco Colomba ha raccontato alcuni retroscena della prima, dolorosissima retrocessione del Bologna in Serie B; Francesco Gazzaneo ha ricordato la conquista dello Scudetto Allievi da parte dello stesso Bologna che, oltre al centrocampista di casa nostra, schierava quell’anno Roberto Mancini, Giancarlo Marocchi, Gianluca Luppi, Marco Macina e altri. La serata è stata brillantemente condotta da Maurizio Rizzi, con Giulia Miccoli che ha letto alcuni brani scelti dal libro di Beppe Tassi.

La presenza di Francesco Gazzaneo la sera del 29 giugno in piscina, è stata l’occasione per la consegna del Premio Speciale Il Caffè 2022 a due neo-azzurrini: Matteo Cocchi (Under 15, a sinistra nella foto), primo calciatore molinellese in Azzurro 40 anni dopo lo stesso Gazzaneo; Marta Rambaldi (Under 20 Femminile), in assoluto la prima donna del calcio molinellese convocata in Nazionale.

Tennis reunion: serata revival con il M° Tellarini “Quando tutta Molinella giocava a tennis con il maestro Tellarini”. Una serata all’insegna del “Come eravamo...”, quella che si è tenuta il 1° settembre in piscina, per ricordare i momenti più belli del tennis molinellese degli anni 70. A fare gli onori di casa, Aurelio Del Sordo, \in rappresentanza della Compagnia del Caffè, e Nicola Mimmi, figura storica del tennis molinellese. Molta commozione negli interventi dei dirigenti di allora e di quanti erano poco più che bambini nel 1972, quando il maestro Tellarini inaugurò i suoi corsi.. Tutti d’accordo: la sua fu un’autentica rivoluzione. Le tante fotografie commentate da Nicola Mimmi nel corso della serata saranno probabilmente raccolte in un libro, che potrebbe uscire nella prossima primavera, quando il nostro tennis compirà 90 anni. Il 31 agosto, nel corso della Reunion del Tennis, ultimo appuntamento della serie Incontri d’Estate organizzati in piscina dalla Compagnia del Caffè, sono stati invece assegnati i tradizionali premi della nostra redazione: “Targa Renzo Ansaloni” a Francesco Serio, dirigente della Pallacanestro Molinella C Gold (a sinistra nella foto); “Premio Alessandro Montanari” ad Alberto Maresta, appassionato volontario dello sport e benemerito donatore di sangue. Ricordiamo, infine, che il Premio Prima Pagina 2021 (Atleta dell’Anno) era già stato assegnato in marzo, nella Sala Consigliare del Municipio, a Diego Bollettinari, campione molinellese di beach tennis. La Compagnia del Caffè ringrazia il Comune di Molinella per la concessione del patrocinio; Jump-Gestione Impianti per l’ospitalità; Giorgio Turatti e collaboratori; il Bologna Club Molinella 110; Adelmo Paris e Marco Macina che per problemi di lavoro non sono potuti intervenire; i fotografi Andrea Bonora, Giorgio Grassi, Albertino Mimmi e Tobia Zucchini; la delegazione sammarinese, guidata dal giornalista ed ex molinellese Matteo Selleri, che ha curato l’informazione per TeleSanMarino e per la stampa della Repubblica del Titano.

Metti una sera a cena con gli ex ciclisti degli anni 70… Un romantico amarcórd del ciclismo eroico Molinella-Villa Zucchini, 9 settembre. Nata quasi per scherzo, l’iniziativa di Cesare Natali (Polisportiva Molinella) e Giovanni Grazia (San Lazzaro) si è rivelata un successo. Erano infatti più di 60 gli ex ciclisti degli anni 70 (tutti nati tra il 1955 e il 1959) che si sono ritrovati al Ristorante-Pizzeria Villa Zucchini di Molinella per ricordare e festeggiare 50 anni della loro rivalità e della loro amicizia. Avversari in corsa, amici nella vita: questo lo slogan della serata, rallegrata da una serie di interventi da parte di diversi ex corridori che hanno raccontato vittorie e sconfitte, portato foto, articoli di giornale e maglie delle loro società, molte delle quali non esistono più. Un patrimonio di ricordi che andrà ad integrare la Storia del Ciclismo Bolognese sul sito del Comitato Provinciale. Lo sport, come ha ricordato qualcuno, arricchisce sempre e non c’è altra scuola di vita così importante. Il ciclismo insegna il valore dell’amicizia, il coraggio, l’ambizione, la voglia di ricominciare ogni giorno. Ventuno le società rappresentate, in sala anche molti dirigenti federali e altri ospiti illustri. Fiore all’occhiello della serata la presenza del bolognese Claudio Golinelli (ex Ravonese) tre volte Campione del Mondo su pista, Campione italiano dilettanti su strada. (cn)

Cena Sociale del Club dei Ferraristi

16 settembre. Si è tenuta al Ristorante “Al Tiro” di via Valle la Cena Sociale del Club Ferraristi di Molinella. Ospiti d’onore gli ingegneri della Ferrari (Squadra Corse) Nicola Bariselli e Sandro Selva, entrambi molinellesi. Sede: Via Calzolari 17, Molinella (BO) - Facebook / iferraristidimolinella

Il gruppo della classe 1958

Natali, Lazzari e Bellettati ieri...

... e oggi

ULTIM’ORA Beach Tennis, Campionati del Mondo (Terracina, 23 settembre): Torneo Doppio Maschile, Diego Bollettinari (in coppia con Giovannini) eliminato ai quarti di finale. Atletica, Campionati Regionali Ragazze (Parma, 25 settembre): Asia Tassinari e Arianna Cassani prime nel peso e nell’alto rispettivamente. Risultati completi su www.duecaffe.it | archivio | archivio news | atletica.

E-mail: info@mastersport.it Corso Mazzini, 321/323 Molinella (BO) tel. 051-6900391 fax. 051-6903781

via Selva, 52 Selva Malvezzi - Molinella (BO) tel 051 6907003


pag. 6 Archivi e Anniversari

Prove di Olimpiadi

ANNIVERSARI

19 agosto 1962: l’ultima gara in piscina L’ultimo atto del nuoto agonistico nella piscina di Molinella porta la firma di William Melloni, 13enne di via Barattino, che quella domenica di 60 anni fa vinse col tempo di 44”1 la gara dei 50 stile libero, valida per le eliminatorie della 44^ Coppa Scarioni, la manifestazione popolare promossa in tutta Italia dalla Gazzetta dello Sport in memoria di un suo redattore caduto nella Grande Guerra. Al 2° posto troviamo Andrea Bottoni (44”6), 3° Andrea Selleri (45”4). A seguire, per completare l’ordine d’arrivo: Giuseppe Bertocchi (45”6) e Athos Carletti (46”00). Per i prossimi 34 anni, fino al 1996, quando si affaccerà sulla scena la Molinella Nuoto, non sentiremo più parlare di gare, di tempi e classifiche.

4 luglio 1982: l’inaugurazione dell’Aviosuperficie Il 4 luglio 1982, alla presenza del Sindaco, On. Martoni, del presidente dell’Aero Club d’Italia, avvocato Baracca, e del neo-presidente dell’Aero Club Bologna, Antonio Stefani, si inaugura l’Aviosuperficie di via Barattino, che la fantasia dei molinellesi identificherà come “Aeroporto” tout court. “Si tratta di una buona pista a fondo naturale, lunga 980 metri e larga 30, completa di hangar e quadrato segnali”. L’opera è stata realizzata su un terreno di circa 48 ettari, che la Cooperativa Massarenti, “a fronte di un canone d’affitto invero modesto”, ha ceduto in uso per trent’anni all’Aero Club Bortolotti di Bologna. L’avioraduno organizzato per l’occasione ha richiamato a Molinella una ventina di piloti, tra i quali il molinellese Lino Bonora, “a bordo dell’ormai celeberrimo monoposto Evans VP1 I-LINO”. A Molinella sono già di casa gli aeromodellisti. Presto concentreranno qui tutta la loro attività anche i paracadutisti e gli appassionati del volo a vela. Nota a margine: Antonio Stefani, citato all’inizio di questo articolo, è lo stesso pilota che il 30 giugno 1991 andrà a schiantarsi contro un capannone della Zona Artigianale, a pochi metri dalla pista che proprio lui aveva inaugurato nove anni prima.

29-30 giugno 2002: la prima 24h di calcetto Da un idea di Alessandro Montanari, l’Italia Csi Molinella organizza tra il 29 e 30 giugno 2002 la prima edizione di “Certe Notti sei sveglio. 24 ore di calcio a 5”, prosecuzione in altra forma e in altro luogo di quello che era stato, a partire dal 1993, il Torneo di Calcetto della Fiera al Campetto Parrocchiale. Così dava la notizia Il Caffè di settembre 2002.

Voglia di ripartire. E’ appunto questo il significato di “W le Olimpiadi”, la manifestazione promozionale in programma domenica 2 ottobre ad Ospital Monacale. Dopo 3 anni di stop causa covid, circa 450 bambini/ragazzi di 15 paesi si ritroveranno per una giornata di gare e per riprendere la corsa interrotta nel 2019 a Cona-Quartesana, Programma gare ridotto. 51 gli iscritti di Molinella, 31 quelli di San Pietro. Podi e medaglie nel prossimo numero di questo giornale.

24 ore di calcio giocato ininterrottamente. 68 partite disputate. 200 giocatori presenti. 179 gol segnati. Sono questi solo alcuni numeri della manifestazione denominata “Certe notti … sei sveglio”, che si è svolta al Fondo Farinello di via Fiume Vecchio, dalle 18 di sabato 29 alle 18 di domenica 30 giugno. Organizzato dall’Italia Csi Molinella e inserito nel cartellone ufficiale della Fiera, il torneo è stato certamente la grande novità dell’estate molinellese. Si calcola che siano stati almeno qualche migliaio gli spettatori che, distribuiti nell’arco della giornata, hanno affollato il campetto dell’Unione Sportiva … “Rino”, trasformato per l’occasione in un camping improvvisato, con tende, camper e rulotte. Il bar-ristorante ha funzionato a pieno regime anche nelle ore notturne, mentre le attrazioni musicali si alternavano sul palco. Rimane da dire che la prima edizione della 24h di calcetto è stata vinta da Arena Costruzioni di Sant’Agostino/Pieve di Cento (ai calci di rigore sulla formazione dei Sempre Fuori di Budrio). Al terzo posto la Gelateria Ponti di Molinella.

LETTERE AL CAFFÈ > redazione@duecaffe.it

ARCHIVI CICLISMO / PISTA

Gli Europei tornano a Monaco di Baviera. E i ricordi di Cesare Natali tornano indietro di 50 anni, al 1972, quando Marcello Braccioli vinse la medaglia d’argento Quando l’altra sera ho visto il “promo” che annunciava gli imminenti Campionati Europei di ciclismo su pista a Monaco di Baviera (dal 12 agosto), il mio pensiero è corso indietro di 50 anni. Serata calda in casa a guardare la televisione 1° canale 2° canale in bianco/nero e così cambio e ricambio canale in continuazione, finché,

ad un certo punto, mi trovo su una gara in pista. Mi fermo, cerco di capire che tipo di gara è… Poi vedo maglie delle nazionali scorrere sul tondino in cemento di Monaco di Baviera e capisco che si tratta di una manifestazione internazionale. Lo speaker annuncia la partenza di due atleti azzurri per la finale di velocità: il piemontese Claudio

Nuoto / Il primatista mondiale Thomas Ceccon protagonista nel 2019 al Meeting di Molinella Ai Mondiali di Budapest, in giugno, Thomas Ceccon ha vinto la medaglia d’oro nei 100 dorso col tempo di 51”60, stabilendo il nuovo record del mondo della specialità. L’atleta veneto si è poi ripetuto anche agli Europei di Roma, in luglio. La notizia ci riporta indietro di qualche anno, al Meeting di Molinella del 2019, ultima edizione pre-covid, a cui prese parte da protagonista il 21enne veneto. Ad ogni edizione, il Meeting di Molinella (tornato quest’anno dopo tre anni di quarantena) ha portato alla ribalta e lanciato giovani atleti che si sono poi affermati in campo nazionale e internazionale. Fu così anche quell’anno. Era il 16 giugno 2019 quando Thomas Ceccon (Leosport Verona/Fiamme Oro), che la stampa sportiva chiamava già “il nuovo Phelps italiano”, vinse a Molinella i 100 dorso col tempo di 54”51 (3 secondi in più del record del mondo stabilito a Budapest) e i 100 stile, davanti a Francesco Martelli, nella finale forse più tirata del meeting. In base alla tabella-punti della Fina, quella di Ceccon nei 100 dorso fu la miglior prestazione assoluta di quell’edizione, premiata da Alberto Maresta e dal presidente della Molinella Nuoto Cristiano Lugli (foto a destra) con la Targa Giuseppe Martelli.

Bagarello e il “ferrarese” Marcello Braccioli che si sfidano per il primo posto in Europa. Bagarello, un granatiere alto quasi due metri; Braccioli molto più piccolo con il fisico da vero velocista. Faccio il tifo, ovviamente, per Braccioli, mio compagno di squadra, con cui mi sono allenato quasi tutti i giorni. Vederlo in TV mi dà un

emozione indescrivibile. Penso: se ora lui è lì, anch’io un giorno potrei essere lì a giocarmi una finale così prestigiosa. Il giudice da il via con un fischio alla finale, due maglie azzurre che durante il giro piano si studiamo, Braccioli accenna anche a fare il surplace per fare passare in testa Bagarello, ma il colosso piemontese non coglie la sfida e quando suona la campana dell’ultimo giro si alza sui pedali e comincia ad aumentare la velocità fino a lanciarsi dalla cima della parabolica per raggiungere maggior spinta e lanciare la volata. Braccioli resiste bene all’attacco e tenta di uscire all’ultima curva, ma purtroppo l’atleta di Rosta (TO9 non cala e per l’atleta dell’Alberino purtroppo non rimane che la medaglia d’argento. Un risultato splendido per la nazionale italiana, e anche per Molinella: portare a casa l’argento in una manifestazione internazionale è un successo strepitoso, che valorizzava la “Scuola di Ciclismo della Polisportiva”, in particolare di ciclismo su pista, che c’era allora presso il velodromo di Molinella. (cn)

Si allunga l’elenco dei “molinellesi di Serie A”. L’ultimo è Romeo Rossi Alberto Alvoni, giornalista pubblicista, ci scrive per avere qualche notizia in più del calciatore Romeo Rossi, “nato ad Argile il 6.4.1916, deceduto a Budrio (dove risultava residente) il 30.3.1995. Rossi ha iniziato la carriera nel Molinella alla fine degli anni trenta, era terzino ed è poi approdato in serie A nelle file del Modena. Con i canarini ha giocato 10 partite nella massima serie (...)”. Benché l’autorevole Agenda Barlassina (l’equivalente dell’odierno Almanacco Panini) non nomini Romeo Rossi tra i giocatori del Molinella che disputarono il Campionato di Serie C 1938-39 e neppure l’allenatore Mario Gianni ne faccia menzione nell’articolo pubblicato dal Saracino Sportivo (“La mia squadra”, novembre 1938) alla vigilia della partita con l’Arezzo, l’ipotesi del signor Alvoni trova conferma in un articolo del Resto del Carlino del 18 ottobre 1938, firmato dal noto giornalista Luigi Chierici (fondatore e per lunghi anni direttore di Stadio), il quale, all’indomani della partita vinta 3-2 dal Molinella sul Ravenna, scrive testualmente: “La difesa del Molinella mancava di Casini, infortunato, ma Rossi l’ha assai ben sostituito”. L’articolo del Carlino è stato poi ripreso integralmente da Andrea Martelli per il libro “Una squadra

che tintinna. Quando il Molinella faceva la B”, dove sono riportate le cronache anche di altre partite di quel campionato (compresi gli spareggi per la B), ma non c’è più alcuna traccia di Rossi. Su un foglietto di appunti, che evidentemente non sono stati poi utilizzati per il libro, l’autore annota però quanto segue: “Rossi (1916), terzino, presenze 2”. Nel Campionato di Serie C 1938-39, Rossi avrebbe quindi disputato 2 partite con la maglia del Molinella. Di una (Molinella-Ravenna 3-2) abbiamo notizia certa dall’articolo del Carlino. Dell’altra non sappiamo purtroppo dove e quando Rossi l’ha giocata. Ma almeno possiamo dire al signor Alvoni di riprendere da qui la sua ricerca. Per quanto ci riguarda, dopo Magli e Fiorini; dopo Martelli e Bovoli; dopo Lupi, Spadoni, Cavallazzi e Masi; dopo Zerbini, Ghetti, Gazzaneo e, se vogliamo, anche Oriali, si allunga la lista dei calciatori che dal Molinella (o da Molinella) sono arrivati in Serie A. L’ultimo in ordine di tempo è dunque Romeo Rossi, di cui non sapevamo nulla fino all’altro giorno. Ma adesso che sappiamo non possiamo più considerarlo un signor Rossi qualunque. Wikipedia riporta questi dati: Rossi Romeo (Castel d’Argile, 1916). Ruolo: Difensore. Carriera, Squadre di club: 1938-1939 Serie C Molinella ? (?); 1939-1941 Direzione Artiglieria Bologna ? (?); 1941-1942 Serie A Modena 10 (0); 1942-1948 Serie C Prato 83 (0); 1948-1949 Serie C Reggiana 20 (0).


Tuttenotizie/2

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Spal a tutto… Gas! Dopo Mazarese anche Mezzapelle in biancazzurro

I 100 anni della Sezione AIA di Bologna: ricordato un benemerito arbitro molinellese

Si ricompone in biancazzurro la coppia Mazarese-Mezzapelle. Gaspare Mazarese, Gas per gli amici, nato e cresciuto nell’US Reno, dall’agosto 2021 in forza alla Spal come collaboratore tecnico e match analyst del settore giovanile, ha contribuito allo storico successo dell’U18 spallina, che nella finale-scudetto del 18 giugno scorso ad Ascoli ha battuto il Bologna 2-1, aggiudicandosi così il titolo di campione d’Italia. Nei giorni scorsi, Mazarese è stato raggiunto alla Spal da Andrea Mezzapelle, detto Mezza, anch’egli di Scuola Reno, (nonché consigliere comunale), che andrà a ricoprirle il ruolo di team manager dell’U18 Campione di Italia in carica. Da sempre tifosissimo del Bologna, Andrea Mezzapelle sta già subendo gli sfottò degli amici rossoblu. Dovrà quindi, come minimo, rispettare il suo soprannome: Mezza (maglia) rossoblu e Mezza biancazzurra! (Deca)

Alla presenza del presidente nazionale Trentalange e dei due fischietti mondiali Collina e Rizzoli, il 25 giugno scorso la Sezione Bolognese dell’AIA (Associazione Italiana Arbitri) ha festeggiato i 100 anni di attività. Nell’occasione è stato presentato anche un libro celebrativo, in cui, tra i tanti arbitri citati, viene ricordato anche il molinellese Gesù Martelli (Molinella BO, 23 gennaio 1898 – Pistoia, 3 giugno 1980), del quale il libro traccia questo profilo: “Arbitro federale effettivo fin dal 1925. Partito dai tornei del Comitato Regionale Emiliano, arrivò fino alla Serie B. Cessò l’attività nel 1938. Ottenne nel 1942 il riconoscimento di Arbitro Benemerito. Nel dopoguerra fu per anni Commissario di Campo. Il 10 ottobre fu nominato Commissario Federale per la Lega Regionale Emiliana, di cui tenne il governo fino al 24 luglio 1959, svolgendo in modo efficace il gravoso compito, al termine del quale rientrò nei ranghi arbitrali. Fu quindi eletto presidente della Sezione Arbitri di Bologna, rimanendone al vertice fino al 1962. Successivamente si dedicò solo all’attività di dirigente e di commissario per l’A.I.A”.

Gaspare Mazarese

Andrea Mezzapelle

TREKKING L’ultima sfida di Bellière: da Palermo a Bologna, quasi 3000 km in 104 tappe

CAFFE’ ESPRESSO Sinisa Mihajlovic a ... Molinella 6 settembre. Sinisa Mihajlovic non è più l’allenatore del Bologna. Il tecnico serbo paga la crisi di risultati della squadra rossoblu in questo avvio di campionato, aggravata dalla malattia che, secondo i dirigenti, non gli consentirebbe di gestire al meglio la già difficile situazione tecnica. Al suo posto arriverà Thiago Motta. Nella foto, dall’archivio il Caffè/ Us Reno: un Mihajlovic in piena forma effettua le premiazioni del Calcio alla Luna-Torneo del Ventennale (Molinella, 16 maggio 2009).

Alessandro Bellière, molinellese, anni 89, ha portato a termine la sua “ultima sfida da sud a nord in 104 tappe”. Era partito il 25 maggio da Palermo e, come previsto, nel primo pomeriggio del 5 settembre è arrivato a Bologna, dopo aver camminato per 2.957 km, zigzagando tra i 43 laghi grandi e piccoli del centro-sud Italia, con una puntata perfino in Sardegna. Nella foto, l’arrivo di Bellière in Piazza Maggiore.

IL VALZER DEGLI ADDII Addio Romano!… Ho perso un tifoso. Cesare Natali ricorda l’amico ciclista investito da un’auto sulla strada per Sant’Antonio

Ci ha lasciato il 12 luglio un grande appassionato di ciclismo. Mentre era in sella alla sua amata bicicletta e stava facendo la cosa che più gli piaceva, un auto l’ha investito e per lui non c’è più stato niente da fare. Una tragedia della strada che si va a sommare alle tantissime disgrazie che sentiamo ogni giorno di ciclisti che perdono la vita sulle strade. Avevo conosciuto Romano Tarroni agli inizi degli anni 70 mentre tornavo dalla scuola di Budrio: per poter rientrare prima a casa e iniziare in tempo l’allenamento in bici facevo l’autostop. Un giorno si fermò un ragazzo che tornava dal lavoro: era Romano. Io non lo conoscevo, ma lui conosceva me, perché cominciò a farmi domande sul ciclismo. Diventammo subito amici, al punto che Romano diventò il mio autista fisso al ritorno da scuola, per tantissimi giorni. Alla domenica mi veniva a vedere alle gare e al lunedì, in macchina, commentava i miei risultati con grande interesse. Quando ho terminato la mia carriera di ciclista ci siamo persi di vista, poi imparai che anche lui aveva iniziato ad andare in bicicletta e che aveva cominciato addirittura a fare le gare. Inizialmente fece un paio di stagioni nella categoria federale dei dilettanti e con buoni risultati, poi continuò nella categoria amatori nella squadra Ennemais di Molinella con la quale vinse tantissime corse e vari titoli italiani ed europei. In quel periodo andavo io a vedere le sue gare. Le parti si erano rovesciate: ero diventato io un suo tifoso. Purtroppo ci lascia una grande persona che la passione per lo sport mi ha fatto incontrare. Un signore nello sport e nella vita. Ciao Romano! (Cesare Natali)

Ricordo di Emilio Orsoni, poeta contadino di Marmorta Il 6 luglio se ne è andato all’età di 90 anni Emilio Orsoni, “il poetacontadino di Marmorta”. Autore di articoli, rime e zirudele, è stato l’ultimo cantore di un mondo ormai scomparso. Quasi tutta la sua produzione letteraria è raccolta in due libri: Al mi paèis (Il mio paese) e Quando cantava l’incudine, pubblicato dalla Compagnia del Caffè nel 2005. Le sue note, pubblicate su vari giornali di Molinella, rappresentano (come ha scritto anche Giorgio Golinelli) “un importante contributo alla storia del costume e delle usanze popolari della nostra terra”. Premiato in alcuni concorsi nazionali per le sue poesie dialettali, Emilio Orsoni era anche un grande appassionato di musica: suonava il sassofono e ha fatto parte di diverse orchestre, per le quali ha scritto canzoni poi riprese anche da altri artisti, compreso il grande Casadei.

E’ morto don Enzo Mazzoni, cappellano di Molinella dal 1967 al 1971 Fu il primo prete ad andare in piscina e a giocare a calcio in pantaloncini corti E’ morto il 25 agosto l’ex cappellano di Molinella don Enzo Mazzoni. Originario del Comune di San Pietro in Casale, aveva 82 anni, Nel 1967, appena ordinato sacerdote, subentrò nell’incarico di aiuto parroco a don Remo Rossi, per poi lasciare il posto nel 1972 a don Agostino Vignoli (e a don Antonio Dalla Rovere). Collaborò con don Vittorio Gardini e poi con don Carlo Federici, dedicandosi soprattutto alla pastorale giovanile in anni molto difficili per la Chiesa italiana, scossa dalla grande contestazione, dalla crisi dell’Azione Cattolica e dall’affermarsi del movimento dei Cristiani per il Socialismo. Don Enzo fu il primo prete ad andare in giro per Molinella in camicia e maglione, il primo anche a fare il bagno in piscina e a giocare a calcio al campetto in pantaloncini corti. Insomma, un prete moderno per quell’epoca. A Molinella aveva ancora degli amici, che lo andavano ancora a trovare a Malalbergo, dov’è stato parroco fino a tre anni fa.

CARTOLINE

OPEN DAY DELLE SOCIETA’ SPORTIVE Parco delle Mondine, 3 settembre

FESTA DEL VOLONTARIATO Piazza Martoni, 4 settembre

ESIBIZIONE - SCUOLA CANI DI SALVATAGGIO Piscina Comunale, 7 settembre


pag. 8 Extra time

1522 - 21 SETTEMBRE - 2022

La Parrocchia di Molinella compie 500 anni Il 21 settembre, Memoria di San Matteo, è stato un giorno importante per la Parrocchia, che nell’occasione ha festeggiato i suoi primi cinque secoli di vita. La Messa serale in onore del Santo Patrono ha inaugurato l’Anno Giubilare, durante il quale si terranno diverse iniziative per celebrare questo straordinario evento. Dal libro di don Vittorio Gardini (Molinella in Saecula Saeculorum; Ed. La Compagnia del Caffè, 2002), ecco il racconto della fondazione:

Il primo accenno ad una chiesa in loco risale al 1513, quando gli anziani della Molinella chiesero al Conte Pepoli di potervi costruire lì accanto il cimitero. Non sembra però verosimile che un borgo di circa 800 anime, qual’era già il nostro paese a quell’epoca, fosse rimasto così a lungo senza alcun servizio religioso. Le vecchie carte ci mostrano un piccolo edificio a ridosso della Torre, dedicato a “San Matteo dei doganieri”, la cui vetustà e lo stile lo farebbero risalire almeno alla seconda metà del ’400”. Perché la scelta del Santo Patrono avesse un senso, bisogna pensare che ciò sia avvenuto quando ancora era operoso di traffici il nostro porto, che alla fine del ’400 risultava già interrato. E’ da notare anche il fatto, abbastanza singolare per quell’epoca, che la chiesa fu sì costruita su terreno dei Pepoli, ma per mano e oblazioni di tutto il popolo e non già per la munificenza del

ricco signore. La crescita della popolazione, il declino delle borgate vicine, le difficoltà a raggiungere la Pieve Madre di San Martino a causa delle acque stagnanti. indussero l’Arcivescovo di Bologna, Cardinale Grassi, ad accogliere l’istanza di elevare Molinella a Parrocchia. Ciò avvenne, con rogito del notaio arcivescovile Girolamo Cattani, il 21 settembre 1522, giorno del Santo Patrono. Il 22 novembre dello stesso anno, il Pievano di San Martino in Argine, titolare dell’antica “chiesa matrice (o chiesa madre)”, perché da essa discendevano tutte le altre della zona, concesse il diritto di battistero, con l’obbligo per il prete della Molinella – all’epoca don Baldassarre degli Arduini di Reggio, che possiamo quindi considerare il primo Rettore della Parrocchia - di pagare annualmente due libre di cera bianca e dieci soldi, così da attestare la sua dipendenza dall’arciprete di San Martino, al quale spettava anche il diritto suonare per primo le campane la notte di Pasqua e di recarsi processionalmente alla chiesa della Molinella il lunedì delle Rogazioni, ivi fermarsi e cantar messa solenne. (...) Don Andrea Pellandra, molinellese, fu nel 1557 il primo vero Curato della Molinella con obbligo di presenza (secondo la regola introdotta dal Concilio di Trento), dopo una serie iniziale di rettori di poca presenza e anche scarsa attività, venuti fin qui da Reggio, da Piacenza e perfino da Massa Ligure. (…)

1922. Cent’anni fa usciva il primo numero del Bollettino Parrocchiale, la testata più antica di Molinella “21 settembre 1922, Festa di San Matteo patrono”. Le cronache di cent’anni fa raccontano che per solennizzare il IV Centenario della Parrocchia furono fatte le cose in grande. Il cardinale Nasalli Rocca si trattenne a Molinella per tre giorni, da giovedì 21 a domenica 24, predicando ogni sera al popolo, assistendo al Saggio di Dottrina Cristiana dei bambini delle scuole, guidando tre processioni (al Cimitero, alla Madonna Bottarda e alla Chiesina di San Francesco che solo da tre anni era stata assegnata alla Parrocchia di Molinella). Ma sul Bollettino Parrocchiale, una novità assoluta per i molinellesi, oltre agli orari delle messe e delle funzioni, oltre ai discorsi solenni di Don Primo Angelini, troviamo anche molte altre notizie spicciole: leggiamo, ad esempio, che per l’occasione fu ritinteggiata la facciata della chiesa realizzata solo qualche anno prima dall’ing. Ceri dopo l’abbattimento del portico. Rinfrescato anche l’interno, “dove permanevamo tuttavia grandi macchie

di muffa, vanamente ombreggiate dai sontuosi addobbi dell’apparatore Eugenio Foschi di Bologna”. Ad opera del falegname molinellese Andrini furono completamente rinnovati anche i banchi e le sedie. Tutto il paese fu illuminato “alla veneziana” e la Banda dei Salesiani di Bologna tenne concerto in piazza la domenica sera, a conclusione dei festeggiamenti. Si chiamava “Parole di Vita”, il Bollettino Parrocchiale che vide la luce cent’anni fa, proprio in occasione del IV Centenario della Parrocchia. Gerente Unico don Primo Angelini. Il primo numero del Bollettino, che si stampava presso la Tipografia Accorsi di Molinella, conteneva anche la “sequenza” di tutti i parroci a partire dal 1522, da cui risulta (fatte le opportune integrazioni) che il parroco attuale, don Federico Galli, è il 30° in ordine di successione. Il giornalino del prete, come lo identificarono subito amici e avversari, manterrà inalterato il suo nome per almeno mezzo secolo, fino alla metà degli anni 70, quando don

Bollettino n.1 (1922)

Carlo Federici deciderà di ribattezzarlo semplicemente “Comunità Parrocchiale di Molinella”, un nome certamente meno impegnativo rispetto a “Parole di Vita”, ma per niente adatto ad un giornale. Comunque sia, il giornale della Parrocchia ha attraversato le grandi tempeste del 900 e i grandi cambiamenti della società italiana. E’ sopravvissuto a 6 parroci, ha cambiato nome altre volte, fino a chiamarsi negli ultimi tempi “Zona Pastorale di Molinella”, ma è rimasto sempre, per tutti, Il Bollettino. In un articolo pubblicato tre anni fa dal Caffè, Ezio Chiarini ha ricordato i suoi 40 anni da capo-redattore del Bollettino Parrocchiale. La sua, come abbiamo scritto allora, è stata una testimonianza preziosa dell’epoca pre-digitale (quando i giornali si facevano a mano, direttamente su carta, con le forbici, la colla e i trasferibili) e, insieme, una prova di fedeltà e dedizione assoluta alla causa di una testata che, per quanto modesta, è certamente la più antica di Molinella.

SCIENZE

FOTOGRAFIA

Tiberio Ventura al Cortona Festival Tiberio Ventura è stato uno degli 8 fotografi selezionati a livello internazionale per raccontare l’inaugurazione del 12° Cortona On The Move, il Festival Internazionale dedicato alla fotografia contemporanea e alle nuove forme di comunicazione visiva, che si tiene a Cortona (AR) dal 15 luglio al 3 ottobre. Ventura, molinellese, trent’anni, vive e lavora a Dublino, in Irlanda, dal 2011, dove si è laureato nel frattempo in foto-giornalismo.

Franco Rubini vince il Gold Camera 2022

La squadra svizzera che ha vinto la gara.

ELEZIONI POLITICHE 25 settembre 2022

Fratelli d’Italia 1° partito anche a Molinella. Casini batte Sgarbi nel big match per un seggio al Senato Anche nel nostro Comune, dove ha votato il 71% degli aventi diritto (meno 6% rispetto al 2018), la sfida tra Centrodestra (CDX) e Centrosinistra (CSX) si è risolta con una netta vittoria della Meloni & Company: 46% contro il 29% dello schieramento avversario. Fratelli d’Italia (29,6%) è il primo partito, con il PD (21,6%) in seconda posizione; al terzo posto la Lega (8,6%). Al senato, con il 47% dei consensi, Vittorio Sgarbi (CDX) è stato il più votato nel Comune di Molinella, ma Pierferdinando Casini (CSX) in rimonta si è aggiudicato l’intera posta, prendendo il 41% in tutto il collegio, contro il 32% del critico d’arte. I dati si riferiscono al Senato.

30 settembre. Il molinellese Franco Rubini (Circolo Fotografico La Torretta) ha vinto la medaglia d’oro nella Sezione Woman e la medaglia d’argento nella Sezione Fotogiornalismo.

V Centenario della Parrocchia: le iniziative in programma La Messa serale in onore del Santo Patrono ha inaugurato il 21 settembre l’Anno Giubilare della Parrocchia di Molinella. L’incertezza legata al Covid non ha favorito il lavoro del Comitato per i Festeggiamenti del V Centenario, che si è trovato nell’impossibilità di definire un calendario di appuntamenti, con nomi e date sicure. Il programma delle iniziative, che sarà presto ufficializzato, dovrebbe comunque prevedere, a partire dal tardo autunno, una serie di incontri con personalità di primo piano su temi di attualità, riletti e interpretati alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa. Un concerto musicale chiuderà i festeggiamenti il 21 settembre del prossimo anno. E’ prevista inoltre la ristampa del libro di Don Gardini. “Molinella in Saecula Saeculorum” (pubblicato nel 2002 dalla Compagnia del Caffè), con l’aggiunta di un capitolo finale, relativo al periodo 1972-2022. A ricordo di questo straordinario compleanno, si potrà acquistare una copia del Rogito Notarile o della Bolla Arcivescovile che cinque secoli fa istituiva la nostra parrocchia.

In tempo di covid - e siamo arrivati purtroppo all’ultimo capitolo - le difficoltà nella distribuzione porta a porta e la concorrenza dell’informazione social, hanno indotto il parroco e i suoi collaboratori ad interrompere le pubblicazioni del Bollettino. Da cugini, nati anche noi in par-

rocchia, speriamo che non sia per sempre e che il Bollettino possa presto ritornare in una nuova edizione a tenere alta la bandiera (e il primato) della stampa molinellese. Redazione Il Caffè/Duecaffè

Esa CanSat Competition cos’è

ESA CanSat Competition: Molinella nello spazio L’Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha scelto di nuovo l’Italia come sede della competizione scientifico-educativa European CanSat Competition 2022, concorso tra squadre di studenti delle scuole secondarie superiori europee. CanSat è una delle iniziative di Esa Education per aiutare i giovani europei ad aumentare la loro alfabetizzazione e competenza nelle discipline Stem (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica). La Ecc 2022 si è svolta presso il Centro Congressi Artemide a Castel San Pietro Terme dal 20 al 25 giugno 2022. I lanci sono stati effettuati il 22 giugno all’Aviosuperficie di Molinella dove opera l’associazione di razzi-modellismo Acme Italia. Hanno partecipato al concorso 25 squadre di paesi europei e una proveniente dal Canada, un paese non appartenente all’Europa ma associato all’Esa. L’Italia era rappresentata da una squadra dell’Istituto “Enrico Fermi” di Modena. YesWeCan (Svizzera) è stato premiato come miglior progetto CanSat 2022.

Disegno: San Matteo della Molinella (Ignazio Danti, 1578)

Nella foto, Casini al mercato (15 settembre 2022)

Il CanSat è una sonda che rileva dati e compie esperimenti scientifici simulando le funzioni di un vero satellite artificiale, ma con le dimensioni di una lattina di bibite standard. Viene progettato e costruito da squadre di studenti delle scuole superiori, utilizzando materiali disponibili comunemente in commercio, e con un budget molto contenuto. La sfida per gli studenti è quella di inserire tutti i principali sottosistemi presenti in un satellite, come alimentazione, sensori e un sistema di comunicazione, in questo volume minimo. Il CanSat viene quindi lanciato a un’altitudine di circa mille metri da un razzo o lasciato cadere da un drone o da un pallone frenato e la sua missione inizia: effettuare un esperimento scientifico ed effettuare un atterraggio sicuro. Ogni team è composto da un massimo di sei studenti delle scuole secondarie, assistiti da un insegnante o tutor. Le squadre sono chiamate a progettare e costruire il loro “satellite”, e a illustrare lo scopo della loro “missione” di fronte alla Giuria composta da esperti del settore. Dopo il lancio e il recupero del Cansat, gli studenti devono analizzare i dati ottenuti, verificare la riuscita del loro esperimento o le cause di eventuali insuccessi, realizzare una presentazione e illustrarla alla Giuria e al pubblico composto dagli altri partecipanti. Al termine, la Giuria elegge i vincitori.

ARTE

Presentato il catalogo di Rinascenze E’ stato presentato il 26 agosto presso il Bar della Piscina il catalogo della mostra Rinascenze, l’evento culturale che si è tenuto l’estate scorsa in Auditorium con un buon concorso di pubblico. Mancava, in effetti, una documentazione completa delle opere realizzate in modo molto originale da 9 giovani artisti molinellesi sul tema dell’arte per uscire dal Covid, ed ecco, a grande richiesta, la pubblicazione del catalogo a colori, finanziato con le offerte libere dei visitatori e prodotto dalla Compagnia del Caffè. Chi fosse interessato all’acquisto del catalogo (offerta libera, minimo 5€), potrà richiederlo telefonando al numero 333.8303368. (fm)

Questo giornale è stato chiuso in tipografia il 22 settembre 2022.

Le news, le foto e i risultati che qui non hanno trovato spazio, li trovate sulle nostre pagine online: www. duecaffe.it | archivio | archivio news Prossima uscita: il caffè tornerà in edicola il 17 dicembre 2022 L’informazione sportiva continua tutti i giorni su www.duecaffe.it