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Pillole Democratiche Voglia di esserci Nel

2012 si sono svolte oltre 2000 feste che hanno impegnato più di 250.000 volontari e hanno visto la partecipazione di milioni di italiani e italiane, non solo

numero

così

elevato

di Desenzano del Garda

w w w. p d d e s e n z a n o . i t

di Paola Mazzarella e Giancarlo Menegato

Le ragioni di una festa

contrastano le solitudini e il disagio sociale”. che paradossalmente si può ritrovare anche nella vasta area astensionista che, diversamente dai

di

tempo a disposizione del PD? O, ancora, cosa spinge milioni di persone a frequentare

di Maurizio Ma

stare nella società” . Quindi la FESTA DEMOCRATICA 3

Che

un luogo e un momento

Questa generosità e questa certamente da un forte “bisogno di ritrovarsi, di stare insieme, di crescere, di confrontarsi, di cambiare, di dare concretezza a idee e proposte”1, ma, ancor di più, vi si potrebbe leggere un’esigenza

uno strumento eccezionale di aut nto, i circoli locali che hanno bisogno anche di risorse

di noi e non più come un mondo di altri”2.

rappresenta l’essenza stessa della loro esistenza.

fanno la

Periodico desenzanese di informazione

alle primarie, o partecipano che

1. 2. 3.

- discorso di chiusura festa naz. 2012 - da Italianieuropei n. 5/2012 Gianni Cuperlo - presidente del centro studi e deputato PD - Intervista del 7/6/2013

Quest’estate la sesta edizione della

la possibilità di conoscere più da ed i temi del lavoro,

: via A. Gramsci 53, 25015 Desenzano del Garda - tel. 030.9911132 -

: Dante Di Carlo - Redazione: Francesco Bertagna, Rodolfo Bertoni,

Romizi, Lorenzo Rossi, Stefano Terzi, Giuseppe Visonà. - Hanno collaborato a questo numero ca

senso ha la festa di un par to a Desenzano, oggi? Ha senso se il par to è il Par to Democra co, perché in ques tempi di disa ezione poli ca, di “tanto fanno tu così”, ciò che fa la di erenza è la capacità di radicamento e lo sguardo capace di futuro, le due condizioni che danno luogo al progresso. E allora la festa diventa questo: il luogo in cui per 12 giorni, dall’11 al 22 luglio, si sta insieme, si lavora, si ascolta musica, si balla, ci si incontra, si mangia, si partecipa a diba si discute, ci si accalora…. La festa è una sorta di agorà, di piazza reale, perché popolata di

Luglio 2013 n.2 gente reale, è il luogo in cui la poli ca diventa concretezza e pra ca anche nello scambio fra più generazioni e fra le diverse realtà non solo vicine territorialmente. Ma la festa non sarebbe possibile senza l’impegno di circa 120 volontari, 20 dei quali mol giovani e appassiona , che responsabilmente o rono il loro tempo e le loro competenze per realizzare un’o erta curata e varia nella ristorazione, cata nelle a vità culturali legate alla libreria, diver cata nelle occasioni musicali, che uniscono le diverse generazioni. E’ una macchina complessa, che richiede a enzione anche per quegli aspe poco visibili, ma indispensabili, quali la sicurezza, il primo soccorso, il controllo igienico. Io, che faccio parte dell’organizzazione, posso solo ringraziare tu : gli amici del circolo di Desenzano, quelli dei circoli della zona, i mol simpa zan i compagni di sempre e quelli nuovi, i ragazzi, le donne, i musicis e i responsabili dei diversi se ori. La festa siamo noi, insieme con tu coloro che vengono anche solo per una cena, un bicchiere, un incontro o una balla . E solo questa festa consente l’aut mento che garan ce la sopravvivenza dei nostri circoli, perché, è bene ricordarlo, anche questo fa la di erenza: i soldi che prendiamo sono quelli che ci siamo guadagna con la festa, sono il fru o del nostro impegno ed anche dei nostri sacr ci, di tempo in primis, non abbiamo prebende o rimborsi dall’alto e ciò che prendiamo ci serve per il lavoro poli co al servizio del nostro territorio. Vi aspe mo allora alla festa…


Politica di Popolo:

una grande Festa di tutti e aperta a tutti !!!

per chi ama cultura e discussione

per chi è o si sente giovane

Siamo

 

 par

,

 

 tan

 

 anni

 

 fa,

 

 in

 

 un

 

 piccolo

 

 spazio,

 

 una

 

 vecchia

 

baracca

 

in

 

lamiera,

 

che

 

a

 

malapena

 

si

 

reggeva

 

in

 

 piedi. Avevamo

 

 dovuto

 

 puntellarla

 

 da

 

 tu e

 

 le

 

 par ,

 

 la

 

 pi urammo

 

 di

 

 fresco

 

 con

 

 un

 

 improbabile

 

 colore

 

 verde.

 

 Avevamo

 

 deciso

 

 di

 

 creare,

 

 all’interno

 

 della

 

 festa,

 

 uno

 

 spazio

 

 dove

 

 ci

 

 si

 

 potesse

 

 fermare

 

 a

 

 rifle ere

 

 e

 

 discutere

 

 tra

 

amici.

 

 Così

 

ebbe

 

inizio

 

l’avventura

 

della

 

“libreria

 

della

 

festa”.

 

 Il

 

primo

 

evento

 

che

 

proponemmo

 

fu

 

la

 

presentazione

 

del

 

 libro

 

 “Memorie

 

 resisten ”

 

 di

 

 Popi

 

 Saba

 

 e

 

 Rino

 

 Belleri:

 

 par giani

 

 comba en

 

 bresciani,

 

 insieme

 

 ad

 

 una

 

 mostra

 

 sulla

 

 resistenza

 

 nel

 

 bresciano

 

 ed

 

 una

 

 esposizione

 

 di

 

 vecchie

 

 foto

 

 delle

 

 passate

 

 feste,

 

 che

 

 allora

 

 erano

 

 quelle

 

 dell’Unità.

 

Da

 

allora

 

sono

 

passa

 

tan

 

anni,

 

lo

 

spazio

 

si

 

 è

 

 con nuamente

 

 rinnovato

 

 nella

 

 proposta

 

 culturale

 

 e

 



di Vito Mosca

poli ca,

 

a raversando

 

tu e

 

le

 

fasi,

 

a

 

volte

 

anche

 

molto

 

 travagliate,

 

 di

 

 cambiamento

 

 che

 

 il

 

 nostro

 

 par to

 

 si

 

 è

 

 trovato

 

ad

 

affrontare.

 

 Tante

 

sono

 

state

 

le

 

amiche

 

e

 

gli

 

amici

 

che

 

hanno

 

contribuito

 

 a

 

far

 

crescere

 

negli

 

anni

 

lo

 

spazio,

 

nel

 

fra empo

 

diventato

 

 “libreria

 

e

 

diba ”,

 

da

 

allora

 

abbiamo

 

presentato

 

decine

 

 di

 

 libri,

 

 promuovendo

 

 scri ori

 

 del

 

 territorio,

 

 insieme

 

 ad

 

 altri

 

 autori

 

 di

 

 rilevanza

 

 nazionale,

 

 abbiamo

 

 avuto

 

 importan

 

 ospi

 

 poli ci

 

 e

 

 ospitato

 

 diba

 

 di

 

 al ssimo

 

 livello,

 

 tra ato

 

 di

 

 stragi,

 

 di

 

 mafie,

 

 di

 

 ambiente

 

 e

 

 di

 

 e ca,

 

 di

 

accoglienza

 

e

 

di

 

solidarietà,

 

sempre

 

con

 

la

 

volontà

 

di

 

 s molare

 

la

 

conoscenza

 

e

 

la

 

discussione.

 

 In

 

questo

 

cammino

 

ci

 

ha

 

sempre

 

accompagnato

 

l’assoluta

 

 certezza

 

che

 

far

 

vivere

 

i

 

luoghi

 

dove

 

è

 

possibile

 

il

 

confronto

 

 delle

 

idee

 

agevola

 

la

 

costruzione

 

di

 

nuovi

 

ideali.

 

Dopo

 

tan

 

 anni

 

mi

 

sento

 

di

 

poter

 

dire

 

che

 

l’avventura

 

con nua...

Eccoci,

 

 ci

 

 siamo,

 

 manca

 

 davvero

 

 poco:

 

 la

 

 Festa

 



Democra ca

 

 del

 

 2013

 

 è

 

 imminente

 

 e,

 

 come

 

 ormai

 

 succede

 

da

 

qualche

 

anno,

 

non

 

vedo

 

l’ora

 

di

 

trascorrere

 

 una

 

 dozzina

 

 di

 

 indimen cabili

 

 serate

 

 seduta

 

 dietro

 

 alla

 

 cassa,

 

 in

 

 quell’area

 

 della

 

 festa

 

 che

 

 si

 

 anima

 

 per

 

 ul ma

 

 di

 

 una

 

 vitalità

 

 unica

 

 e

 

 che,

 

 per

 

 qualche

 

 ora,

 

 diventa

 

un

 

punto

 

di

 

incontro

 

per

 

mol ssimi

 

giovani

 

e

 

 …

 

meno

 

giovani. Lo

 

 “spazio

 

 giovani”

 

 è

 

 quasi

 

 una

 

 festa

 

 dentro

 

 la

 

 festa,

 

 un

 

 microcosmo

 

 a

 

 sé,

 

 cos tuito

 

 da

 

 un

 

 gruppo

 

 di

 

 persone

 

che

 

nel

 

corso

 

degli

 

anni

 

si

 

è

 

consolidato

 

ed

 

 ha

 

 trovato

 

 una

 

 perfe a

 

 sintonia:

 

 ci

 

 piace

 

 fare

 

 quello

 

 che

 

 facciamo,

 

 in

 

 un

 

 clima

 

 che

 

 è

 

 davvero

 

 di

 

 festa,

 

 tra

 

 scherzi,

 

 risate

 

 e

 

 diver mento,

 

 ma

 

 sopra u o

 

 è

 

 la

 

 musica

 

a

 

dare

 

quel

 

qualcosa

 

in

 

più

 

a

 

questo

 

spazio.

 

Con

 



di

 

Valen na

 

Ghiroldi

gli

 

anni

 

nella

 

Festa

 

Democra ca

 

è

 

diventato

 

un

 

punto

 

 di

 

ritrovo

 

per

 

i

 

ragazzi

 

che

 

desiderano

 

trascorrere

 

una

 

 piacevole

 

serata

 

in

 

un

 

posto

 

differente

 

dai

 

soli

 

luoghi

 

 di

 

incontro

 

di

 

tu o

 

l’anno,

 

per

 

una

 

birra

 

in

 

compagnia

 

 e

 

della

 

buona

 

musica.

 

 Penso

 

che

 

sia

 

proprio

 

la

 

musica

 

a

 

far

 

funzionare

 

bene

 

 questo

 

 spazio;

 

 ogni

 

 sera

 

 un

 

 gruppo

 

 diverso,

 

 con

 

 una

 

 varietà

 

di

 

generi

 

che

 

spazia

 

dal

 

Blues

 

al

 

Jazz,

 

passando

 

 per

 

 il

 

 Rock,

 

 senza

 

 dimen care

 

 le

 

 serate

 

 dedicate

 

 alle

 

 esibizioni

 

di

 

band

 

emergen ,

 

la

 



 

serata

 

karaoke

 

o

 

la

 

 serata

 

 disco,

 

 animata

 

 da

 

 Radio

 

 Studio

 

 +,

 

 capace

 

 di

 

 far

 

ballare

 

proprio

 

tu ,

 

anche

 

i

 

meno

 

giovani.

 

Come

 

 annoiarsi

 

con

 

una

 

tale

 

varietà,

 

e

 

come

 

non

 

approfi are

 

 di

 

un’occasione

 

del

 

genere

 

per

 

diver rsi?

 

Noi

 

ci

 

siamo,

 

 la

 

musica

 

c’è,

 

la

 

simpa a

 

anche,

 

mancate

 

solo

 

voi!

per chi vuol lavorare divertendosi (e qualche volta incazzandosi)

 

di

 

Maria

 

Vi

Quando

 



comincia

 

 la

 

 festa

 

 del

 

 Pd?

 

 Il

 

 giorno

 

 dopo

 

 il

 

 giorno

 

 dopo,

 

 cioè

 

 the

 

 day

 

 a er,

 

 quando,

 

 sopravvissu

 

 all’immane

 

 fa ca

 

 del

 

 prima,

 

 del

 

 durante

 

 e

 

 del

 

 dopo,

 

 il

 

 grido

 

 unanime

 

 è:

 

 “Mai

 

 più!

 

 E

 

 comunque

 

 non

 

 così

 

 tan

 

 giorni...!”

 

 Da

 

 questo

 

 momento

 

 si

 

 comincia

 

 a

 

 lavorare

 

 per

 

 la

 

 prossima

 

 festa…

 

 a

 

 cui

 

 si

 

 arriva

 

 sempre

 

 con

 

 l’affanno

 

 (“Ma

 

ci

 

sono

 

i

 

volontari?

 

Ma

 

il

 

cuoco

 

viene

 

anche

 

la

 

 sera?

 

 Hai

 

 sen to

 

 tu

 

 le

 

 orchestre?

 

 Ma

 

 non

 

 avevamo

 

 de o

 

 di

 

 ridurle?

 

 E

 

 chi

 

 viene

 

 a

 

 parlare?

 

 Chi

 

 c’è

 

 per

 

 il

 

 montaggio?

 

 ...

 

 E

 

 Rudi

 

 andrà

 

 in

 

 giro

 

 con

 

 le

 

 trombe?

 

 E

 

 guarda

 

 quante

 

 prescrizioni

 

 dobbiamo

 

 osservare,

 

 ma

 

 l’Amministrazione

 

 non

 

 è

 

 di

 

 centrosinistra?...”). E

 

così,

 

a

 

fine

 

di

 

giugno,

 

già

 

si

 

comincia

 

con

 

il

 

montaggio.

 

 Quello

 

 che

 

 è

 

 un

 

 campo

 

 si

 
��� trasforma

 

 nell’area

 

 di

 

 festa

 

 a rezzata

 

più

 

grande

 

del

 

lago,

 

in

 

cui

 

si

 

aggirano

 

i

 

nostri

 

 uomini:

 

 il

 

 trasporto

 

 avviene

 

 con

 

 un

 

 camion

 

 residuato

 

 bellico

 

 e

 

 ci

 

 sembra

 

 di

 

 assistere

 

 alla

 

 ricostruzione

 

 del

 

 paese

 

 nel

 

 secondo

 

 dopoguerra.

 

 Eh

 

 sì,

 

 ma

 

 la

 

 festa

 

 è

 

 proprio

 

 questa

 

 ricostruzione

 

 di

 

 legami

 

 e

 

 di

 

 relazioni

 

 tra

 

 la

 

 poli ca

 

 che

 

 si

 

 costruisce

 

 dal

 

 basso

 

 e

 

 la

 

 gente! E

 

poi,

 

tre

 

giorni

 

prima,

 

si

 

alles scono

 

le

 

retrovie:

 

senza

 

 il

 

nucleo

 

storico

 

delle

 

donne

 

(la

 

Franca,

 

la

 

Ines,

 

la

 

Maria,

 

 l’Angela,

 

 l’Antonie a

 

 e

 

 la

 

 Valda)

 

 non

 

 ce

 

 la

 

 faremmo,

 

 anche

 

 perché

 

 non

 

 c’è

 

 nessuno

 

 più

 

 conservatore

 

 dei

 

 veri

 

progressis ,

 

per

 

cui

 

tu o

 

deve

 

essere

 

al

 

suo

 

posto,

 

 al

 

posto

 

che

 

si

 

è

 

conquistato

 

in

 

decenni

 

di

 

feste...

 

E

 

via

 

 a

 

dis nguere

 

i

 

pia

 

di

 

ceramica

 

dei

 

primi

 

da

 

quelli

 

dei

 

 secondi,

 

che

 

sono

 

quelli

 

del

 

pesce,

 

della

 

carne

 

e

 

delle

 

 verdure:

 

 tu

 

 separa ,

 

 mi

 

 raccomando!

 

 Sei

 

 davvero

 

 dentro

 

la

 

festa

 

solo

 

quando

 

sei

 

in

 

grado

 

di

 

riconoscerli

 

 a

 

colpo

 

d’occhio!

 

E

 

la

 

lavatrice?

 

Mai

 

vis

 

tan

 

buca

 

 così,

 

neanche

 

La

 

Modernissima

 

ha

 

un

 

tale

 

ricambio

 

e

 

c’è

 

 sempre

 

qualche

 

donna

 

volenterosa

 

che

 

s ra

 

i

 

grembiuli

 

 e

 

gli

 

asciugamani.

 

Pia ,

 

posate,

 

pentole

 

vanno

 

lava

 

e

 

 ripassa

 

in

 

lavastoviglie,

 

siamo

 

l’unico

 

posto

 

al

 

mondo

 

 in

 

 cui

 

 la

 

 lavastoviglie

 

 non

 

 si

 

 sos tuisce

 

 al

 

 lavoro

 

 delle

 

 lavapia ,

 

 ma

 

 lo

 

 segue

 

 e

 

 lo

 

 seguirà

 

 fino

 

 alla

 

 fine. Il

 

 lavoro

 

 è

 

 a

 

 ciclo

 

 con nuo:

 

 chi

 

 rimane

 

 a

 

 dormire

 

 (le

 

 no

 

 bianche

 

 della

 

 festa),

 

 chi,

 

 come

 

 il

 

 Luciano,

 

 arriva

 

 all’alba

 

 per

 

 la

 

 pulizia

 

 dell’area,

 

 chi

 

 è

 

 presente

 

 al

 

ma no

 

per

 

impostare

 

col

 

cuoco

 

il

 

menù,

 

chi

 

va

 

a

 

 fare

 

le

 

spese

 

(ma

 

come

 

fanno

 

Valeria

 

ed

 

Antonella

 

a

 

 caricare

 

 quintalate

 

 di

 

 fagioli

 

 in

 

 scatola

 

 in

 

 macchina?

 

 Non

 

 eravamo

 

 il

 

 sesso

 

 debole?),

 

 chi

 

 griglia

 

 le

 

 verdure,

 

 chi

 

 imbusta

 

 le

 

 posate…

 

 e

 

 chi,

 

 come

 

 la

 

 Rosa,

 

 riesce

 

 comunque

 

a

 

passare

 

a

 

dare

 

una

 

mano.

 

(“

 

Il

 

sindaco?

 

Sì

 

il

 

 sindaco:

 

non

 

è

 

perché

 

uno

 

è

 

sindaco

 

che

 

non

 

viene

 

più

 



oria

 

Papa

a

 

lavorare,

 

prima

 

vengono

 

le

 

persone…

 

l’ha

 

de o

 

lei!”). E

 

 poi,

 

 alle

 

 tre,

 

 arrivano

 

 le

 

 pie

 

 donne,

 

 sempre

 

 quelle

 

 nominate

 

prima,

 

per

 

preparare

 

le

 

verdure

 

(“…Alle

 

tre,

 

 con

 

questo

 

caldo???

 

Ma

 

non

 

possiamo

 

spostare

 

almeno

 

 alle

 

 qua ro?”

 

 “

 

 Non

 

 si

 

 è

 

 mai

 

 visto!”

 

 “Obbedisco”). Si

 

puliscono

 

i

 

tavoli,

 

arrivano

 

gli

 

uomini,

 

gruppo

 

carni:

 

 presente!

 

 Gruppo

 

 pesce:

 

 presente!

 

 Gruppo

 

 pasta?

 

 Luciano?

 

Presente!

 

E

 

l’A lio

 

per

 

le

 

pata ne?

 

Presente! Alle

 

 sei

 

 e

 

 mezzo

 

 arrivano

 

 i

 

 “camerieri”:

 

 un’orda

 

 di

 

 ragazzi

 

 e

 

 i

 

 veterani

 

 degli

 

 altri

 

 circoli…

 

 Chi

 

 mangia

 

 adesso?

 



 

 La

 

 ques one

 

 è

 

 mal

 

 posta:

 

 alla

 

 festa

 

 chi

 

 lavora

 

 mangia,

 

 prima,

 

 durante

 

 e

 

 dopo... Cassa

 

 aperta,

 

 via

 

 al

 

 servizio:

 

 dalle

 

 retrovie

 

 si

 

 spiano

 

 i

 

 compagni

 

 ai

 

 pos

 

 di

 

 comba mento

 

 (come

 

 a

 

 scuola

 

 i

 

 pos

 

 restano

 

 fissi

 

 anno

 

 dopo

 

 anno,

 

 raramente

 

 capita

 

 una

 

 promozione

 

 sul

 

 campo

 

 e

 



 

 riesce

 

 di

 

 passare

 

 dalla

 

 distribuzione

 

 del

 

 pesce

 

 alle

 

 verdure…

 

 ma

 

 la

 

 fedeltà

 

al

 

proprio

 

posto

 

è

 

sen ta

 

come

 

l’assolvimento

 

 del

 

 proprio

 

 dovere,

 

 onore

 

 al

 

 merito

 

 sul

 

 campo!) Se

 

 sta

 

 andando

 

 bene

 

 te

 

 ne

 

 accorgi

 

 dal

 

 fa o

 

 che

 

 dalla

 

 tua

 

zona,

 

quella

 

delle

 

lavapia ,

 

giri

 

come

 

una

 

tro ola:

 

 differenzi

 

i

 

rifiu

 

dei

 

pia

 

(ma

 

quan

 

cani

 

ha

 

quella

 

 signora

 

 che

 

 ci

 

 ha

 

 chiesto

 

 gli

 

 ossi?)

 

 lavi,

 

 me

 

 nella

 

 lavapia ,

 

 scarichi

 

 la

 

 lavapia ,

 

 asciughi,

 

 dis ngui,

 

 sistemi...

 

 Un

 

 altro

 

 indizio

 

 di

 

 come

 

 va

 

 la

 

 festa

 

 sta

 

 nella

 

 risposta

 

di

 

Bassoli:

 

Come

 

sta

 

andando?

 

A)

 

Come

 

l’anno

 

 scorso.

 

 B)

 

 Meglio

 

 dell’anno

 

 scorso.

 

 C)

 

 Meno

 

 bene

 

 dell’anno

 

 scorso.

 

 Il

 

 problema

 

 è

 

 che

 

 sono

 

 le

 

 stesse

 

 risposte

 

che

 

ci

 

ha

 

dato

 

anche

 

l’anno

 

scorso

 

(e

 

l’anno

 

 prima

 

e

 

quello

 

precedente...)

 

Ma

 

il

 

primo

 

anno

 

cosa

 

 mai

 

avrà

 

risposto?

 

Ah,

 

come?

 

Il

 

primo

 

anno

 

Bassoli

 

non

 

 c’era,

 

 peccato,

 

 non

 

 avranno

 

 saputo

 

 com’era

 

 andata! Alle

 

retrovie

 

giungono

 

solo

 

gli

 

echi

 

della

 

festa:

 

talvolta

 

 compare

 

qualcuno

 

degli

 

illustri

 

ospi

 

(in

 

cima

 

alla

 

top

 

 ten

 

 David

 

 Sassoli!!!),

 

 s’ode

 

 a

 

 destra

 

 la

 

 musica

 

 delle

 

 orchestre

 

 (certo

 

 che

 

 i

 

 manifes

 

 dei

 

 cantan

 

 sono

 

 fenomenali!),

 

 a

 

 sinistra

 

 risponde

 

 lo

 

 spazio

 

 giovani…

 

 E

 

 a

 

 metà

 

 serata

 

 arriva

 

 il

 

 momento

 

 evangelico:

 

 non

 

 hanno

 

 più

 

 pane,

 

 ma

 

 non

 

 c’è

 

 Gesù

 

 per

 

 il

 

 miracolo…!

 



 

 E

 

 poi

 

 quando

 

 sta

 

 per

 

 finire

 

 il

 

 servizio

 

 di

 

 ristorazione

 

 e

 

 credi

 

che

 

s a

 

per

 

finire

 

anche

 

per

 

te

 

che

 

lavi

 

i

 

pia ,

 

le

 

 posate,

 

le

 

pentole,

 

si

 

siedono

 

per

 

cenare

 

i

 

camerieri

 

 (“Per

 

 favore

 

 usate

 

 i

 

 pia

 

 di

 

 carta,

 

 li

 

 abbiamo

 

 presi

 

 ecologici!!!”

 

Non

 

sia

 

mai,

 

ciò

 

che

 

ci

 

contraddis ngue

 

 è

 

il

 

pia o

 

in

 

ceramica,

 

è

 

una

 

ques one

 

di

 

ortodossia!).

 

 E

 

 mentalmente

 

 tu,

 

 mentre

 

 aspe

 

 gli

 

 ul mi

 

 pia

 

 e

 

 tu

 

i

 

contenitori

 

dei

 

sughi

 

e

 

le

 

pentole

 

varie,

 

dentro

 

di

 

 te

 

dici:

 

“Mai

 

più!

 

E

 

comunque

 

non

 

così

 

tan

 

giorni...!”

DEMOCRATICA


Luci News - Luglio 2013