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Pillole Democratiche Voglia di esserci Nel

2012 si sono svolte oltre 2000 feste che hanno impegnato più di 250.000 volontari e hanno visto la partecipazione di milioni di italiani e italiane, non solo

numero

così

elevato

di Desenzano del Garda

w w w. p d d e s e n z a n o . i t

di Paola Mazzarella e Giancarlo Menegato

Le ragioni di una festa

contrastano le solitudini e il disagio sociale”. che paradossalmente si può ritrovare anche nella vasta area astensionista che, diversamente dai

di

tempo a disposizione del PD? O, ancora, cosa spinge milioni di persone a frequentare

di Maurizio Ma

stare nella società” . Quindi la FESTA DEMOCRATICA 3

Che

un luogo e un momento

Questa generosità e questa certamente da un forte “bisogno di ritrovarsi, di stare insieme, di crescere, di confrontarsi, di cambiare, di dare concretezza a idee e proposte”1, ma, ancor di più, vi si potrebbe leggere un’esigenza

uno strumento eccezionale di aut nto, i circoli locali che hanno bisogno anche di risorse

di noi e non più come un mondo di altri”2.

rappresenta l’essenza stessa della loro esistenza.

fanno la

Periodico desenzanese di informazione

alle primarie, o partecipano che

1. 2. 3.

- discorso di chiusura festa naz. 2012 - da Italianieuropei n. 5/2012 Gianni Cuperlo - presidente del centro studi e deputato PD - Intervista del 7/6/2013

Quest’estate la sesta edizione della

la possibilità di conoscere più da ed i temi del lavoro,

: via A. Gramsci 53, 25015 Desenzano del Garda - tel. 030.9911132 -

: Dante Di Carlo - Redazione: Francesco Bertagna, Rodolfo Bertoni,

Romizi, Lorenzo Rossi, Stefano Terzi, Giuseppe Visonà. - Hanno collaborato a questo numero ca

senso ha la festa di un par to a Desenzano, oggi? Ha senso se il par to è il Par to Democra co, perché in ques tempi di disa ezione poli ca, di “tanto fanno tu così”, ciò che fa la di erenza è la capacità di radicamento e lo sguardo capace di futuro, le due condizioni che danno luogo al progresso. E allora la festa diventa questo: il luogo in cui per 12 giorni, dall’11 al 22 luglio, si sta insieme, si lavora, si ascolta musica, si balla, ci si incontra, si mangia, si partecipa a diba si discute, ci si accalora…. La festa è una sorta di agorà, di piazza reale, perché popolata di

Luglio 2013 n.2 gente reale, è il luogo in cui la poli ca diventa concretezza e pra ca anche nello scambio fra più generazioni e fra le diverse realtà non solo vicine territorialmente. Ma la festa non sarebbe possibile senza l’impegno di circa 120 volontari, 20 dei quali mol giovani e appassiona , che responsabilmente o rono il loro tempo e le loro competenze per realizzare un’o erta curata e varia nella ristorazione, cata nelle a vità culturali legate alla libreria, diver cata nelle occasioni musicali, che uniscono le diverse generazioni. E’ una macchina complessa, che richiede a enzione anche per quegli aspe poco visibili, ma indispensabili, quali la sicurezza, il primo soccorso, il controllo igienico. Io, che faccio parte dell’organizzazione, posso solo ringraziare tu : gli amici del circolo di Desenzano, quelli dei circoli della zona, i mol simpa zan i compagni di sempre e quelli nuovi, i ragazzi, le donne, i musicis e i responsabili dei diversi se ori. La festa siamo noi, insieme con tu coloro che vengono anche solo per una cena, un bicchiere, un incontro o una balla . E solo questa festa consente l’aut mento che garan ce la sopravvivenza dei nostri circoli, perché, è bene ricordarlo, anche questo fa la di erenza: i soldi che prendiamo sono quelli che ci siamo guadagna con la festa, sono il fru o del nostro impegno ed anche dei nostri sacr ci, di tempo in primis, non abbiamo prebende o rimborsi dall’alto e ciò che prendiamo ci serve per il lavoro poli co al servizio del nostro territorio. Vi aspe mo allora alla festa…


Politica di Popolo:

una grande Festa di tutti e aperta a tutti !!!

per chi ama cultura e discussione

per chi è o si sente giovane

Siamo



 par

,



 tan



 anni



 fa,



 in



 un



 piccolo



 spazio,



 una



 vecchia



baracca



in



lamiera,



che



a



malapena



si



reggeva



in



 piedi. Avevamo



 dovuto



 puntellarla



 da



 tu e



 le



 par ,



 la



 pi urammo



 di



 fresco



 con



 un



 improbabile



 colore



 verde.



 Avevamo



 deciso



 di



 creare,



 all’interno



 della



 festa,



 uno



 spazio



 dove



 ci



 si



 potesse



 fermare



 a



 rifle ere



 e



 discutere



 tra



amici.



 Così



ebbe



inizio



l’avventura



della



“libreria



della



festa”.



 Il



primo



evento



che



proponemmo



fu



la



presentazione



del



 libro



 “Memorie



 resisten ”



 di



 Popi



 Saba



 e



 Rino



 Belleri:



 par giani



 comba en



 bresciani,



 insieme



 ad



 una



 mostra



 sulla



 resistenza



 nel



 bresciano



 ed



 una



 esposizione



 di



 vecchie



 foto



 delle



 passate



 feste,



 che



 allora



 erano



 quelle



 dell’Unità.



Da



allora



sono



passa



tan



anni,



lo



spazio



si



 è



 con nuamente



 rinnovato



 nella



 proposta



 culturale



 e





di Vito Mosca

poli ca,



a raversando



tu e



le



fasi,



a



volte



anche



molto



 travagliate,



 di



 cambiamento



 che



 il



 nostro



 par to



 si



 è



 trovato



ad



affrontare.



 Tante



sono



state



le



amiche



e



gli



amici



che



hanno



contribuito



 a



far



crescere



negli



anni



lo



spazio,



nel



fra empo



diventato



 “libreria



e



diba ”,



da



allora



abbiamo



presentato



decine



 di



 libri,



 promuovendo



 scri ori



 del



 territorio,



 insieme



 ad



 altri



 autori



 di



 rilevanza



 nazionale,



 abbiamo



 avuto



 importan



 ospi



 poli ci



 e



 ospitato



 diba



 di



 al ssimo



 livello,



 tra ato



 di



 stragi,



 di



 mafie,



 di



 ambiente



 e



 di



 e ca,



 di



accoglienza



e



di



solidarietà,



sempre



con



la



volontà



di



 s molare



la



conoscenza



e



la



discussione.



 In



questo



cammino



ci



ha



sempre



accompagnato



l’assoluta



 certezza



che



far



vivere



i



luoghi



dove



è



possibile



il



confronto



 delle



idee



agevola



la



costruzione



di



nuovi



ideali.



Dopo



tan



 anni



mi



sento



di



poter



dire



che



l’avventura



con nua...

Eccoci,



 ci



 siamo,



 manca



 davvero



 poco:



 la



 Festa





Democra ca



 del



 2013



 è



 imminente



 e,



 come



 ormai



 succede



da



qualche



anno,



non



vedo



l’ora



di



trascorrere



 una



 dozzina



 di



 indimen cabili



 serate



 seduta



 dietro



 alla



 cassa,



 in



 quell’area



 della



 festa



 che



 si



 anima



 per



 ul ma



 di



 una



 vitalità



 unica



 e



 che,



 per



 qualche



 ora,



 diventa



un



punto



di



incontro



per



mol ssimi



giovani



e



 …



meno



giovani. Lo



 “spazio



 giovani”



 è



 quasi



 una



 festa



 dentro



 la



 festa,



 un



 microcosmo



 a



 sé,



 cos tuito



 da



 un



 gruppo



 di



 persone



che



nel



corso



degli



anni



si



è



consolidato



ed



 ha



 trovato



 una



 perfe a



 sintonia:



 ci



 piace



 fare



 quello



 che



 facciamo,



 in



 un



 clima



 che



 è



 davvero



 di



 festa,



 tra



 scherzi,



 risate



 e



 diver mento,



 ma



 sopra u o



 è



 la



 musica



a



dare



quel



qualcosa



in



più



a



questo



spazio.



Con





di



Valen na



Ghiroldi

gli



anni



nella



Festa



Democra ca



è



diventato



un



punto



 di



ritrovo



per



i



ragazzi



che



desiderano



trascorrere



una



 piacevole



serata



in



un



posto



differente



dai



soli



luoghi



 di



incontro



di



tu o



l’anno,



per



una



birra



in



compagnia



 e



della



buona



musica.



 Penso



che



sia



proprio



la



musica



a



far



funzionare



bene



 questo



 spazio;



 ogni



 sera



 un



 gruppo



 diverso,



 con



 una



 varietà



di



generi



che



spazia



dal



Blues



al



Jazz,



passando



 per



 il



 Rock,



 senza



 dimen care



 le



 serate



 dedicate



 alle



 esibizioni



di



band



emergen ,



la







serata



karaoke



o



la



 serata



 disco,



 animata



 da



 Radio



 Studio



 +,



 capace



 di



 far



ballare



proprio



tu ,



anche



i



meno



giovani.



Come



 annoiarsi



con



una



tale



varietà,



e



come



non



approfi are



 di



un’occasione



del



genere



per



diver rsi?



Noi



ci



siamo,



 la



musica



c’è,



la



simpa a



anche,



mancate



solo



voi!

per chi vuol lavorare divertendosi (e qualche volta incazzandosi)



di



Maria



Vi

Quando





comincia



 la



 festa



 del



 Pd?



 Il



 giorno



 dopo



 il



 giorno



 dopo,



 cioè



 the



 day



 a er,



 quando,



 sopravvissu



 all’immane



 fa ca



 del



 prima,



 del



 durante



 e



 del



 dopo,



 il



 grido



 unanime



 è:



 “Mai



 più!



 E



 comunque



 non



 così



 tan



 giorni...!”



 Da



 questo



 momento



 si



 comincia



 a



 lavorare



 per



 la



 prossima



 festa…



 a



 cui



 si



 arriva



 sempre



 con



 l’affanno



 (“Ma



ci



sono



i



volontari?



Ma



il



cuoco



viene



anche



la



 sera?



 Hai



 sen to



 tu



 le



 orchestre?



 Ma



 non



 avevamo



 de o



 di



 ridurle?



 E



 chi



 viene



 a



 parlare?



 Chi



 c’è



 per



 il



 montaggio?



 ...



 E



 Rudi



 andrà



 in



 giro



 con



 le



 trombe?



 E



 guarda



 quante



 prescrizioni



 dobbiamo



 osservare,



 ma



 l’Amministrazione



 non



 è



 di



 centrosinistra?...”). E



così,



a



fine



di



giugno,



già



si



comincia



con



il



montaggio.



 Quello



 che



 è



 un



 campo



 si



 trasforma



 nell’area



 di



 festa



 a rezzata



più



grande



del



lago,



in



cui



si



aggirano



i



nostri



 uomini:



 il



 trasporto



 avviene



 con



 un



 camion



 residuato



 bellico



 e



 ci



 sembra



 di



 assistere



 alla



 ricostruzione



 del



 paese



 nel



 secondo



 dopoguerra.



 Eh



 sì,



 ma



 la



 festa



 è



 proprio



 questa



 ricostruzione



 di



 legami



 e



 di



 relazioni



 tra



 la



 poli ca



 che



 si



 costruisce



 dal



 basso



 e



 la



 gente! E



poi,



tre



giorni



prima,



si



alles scono



le



retrovie:



senza



 il



nucleo



storico



delle



donne



(la



Franca,



la



Ines,



la



Maria,



 l’Angela,



 l’Antonie a



 e



 la



 Valda)



 non



 ce



 la



 faremmo,



 anche



 perché



 non



 c’è



 nessuno



 più



 conservatore



 dei



 veri



progressis ,



per



cui



tu o



deve



essere



al



suo



posto,



 al



posto



che



si



è



conquistato



in



decenni



di



feste...



E



via



 a



dis nguere



i



pia



di



ceramica



dei



primi



da



quelli



dei



 secondi,



che



sono



quelli



del



pesce,



della



carne



e



delle



 verdure:



 tu



 separa ,



 mi



 raccomando!



 Sei



 davvero



 dentro



la



festa



solo



quando



sei



in



grado



di



riconoscerli



 a



colpo



d’occhio!



E



la



lavatrice?



Mai



vis



tan



buca



 così,



neanche



La



Modernissima



ha



un



tale



ricambio



e



c’è



 sempre



qualche



donna



volenterosa



che



s ra



i



grembiuli



 e



gli



asciugamani.



Pia ,



posate,



pentole



vanno



lava



e



 ripassa



in



lavastoviglie,



siamo



l’unico



posto



al



mondo



 in



 cui



 la



 lavastoviglie



 non



 si



 sos tuisce



 al



 lavoro



 delle



 lavapia ,



 ma



 lo



 segue



 e



 lo



 seguirà



 fino



 alla



 fine. Il



 lavoro



 è



 a



 ciclo



 con nuo:



 chi



 rimane



 a



 dormire



 (le



 no



 bianche



 della



 festa),



 chi,



 come



 il



 Luciano,



 arriva



 all’alba



 per



 la



 pulizia



 dell’area,



 chi



 è



 presente



 al



ma no



per



impostare



col



cuoco



il



menù,



chi



va



a



 fare



le



spese



(ma



come



fanno



Valeria



ed



Antonella



a



 caricare



 quintalate



 di



 fagioli



 in



 scatola



 in



 macchina?



 Non



 eravamo



 il



 sesso



 debole?),



 chi



 griglia



 le



 verdure,



 chi



 imbusta



 le



 posate…



 e



 chi,



 come



 la



 Rosa,



 riesce



 comunque



a



passare



a



dare



una



mano.



(“



Il



sindaco?



Sì



il



 sindaco:



non



è



perché



uno



è



sindaco



che



non



viene



più





oria



Papa

a



lavorare,



prima



vengono



le



persone…



l’ha



de o



lei!”). E



 poi,



 alle



 tre,



 arrivano



 le



 pie



 donne,



 sempre



 quelle



 nominate



prima,



per



preparare



le



verdure



(“…Alle



tre,



 con



questo



caldo???



Ma



non



possiamo



spostare



almeno



 alle



 qua ro?”



 “



 Non



 si



 è



 mai



 visto!”



 “Obbedisco”). Si



puliscono



i



tavoli,



arrivano



gli



uomini,



gruppo



carni:



 presente!



 Gruppo



 pesce:



 presente!



 Gruppo



 pasta?



 Luciano?



Presente!



E



l’A lio



per



le



pata ne?



Presente! Alle



 sei



 e



 mezzo



 arrivano



 i



 “camerieri”:



 un’orda



 di



 ragazzi



 e



 i



 veterani



 degli



 altri



 circoli…



 Chi



 mangia



 adesso?







 La



 ques one



 è



 mal



 posta:



 alla



 festa



 chi



 lavora



 mangia,



 prima,



 durante



 e



 dopo... Cassa



 aperta,



 via



 al



 servizio:



 dalle



 retrovie



 si



 spiano



 i



 compagni



 ai



 pos



 di



 comba mento



 (come



 a



 scuola



 i



 pos



 restano



 fissi



 anno



 dopo



 anno,



 raramente



 capita



 una



 promozione



 sul



 campo



 e







 riesce



 di



 passare



 dalla



 distribuzione



 del



 pesce



 alle



 verdure…



 ma



 la



 fedeltà



al



proprio



posto



è



sen ta



come



l’assolvimento



 del



 proprio



 dovere,



 onore



 al



 merito



 sul



 campo!) Se



 sta



 andando



 bene



 te



 ne



 accorgi



 dal



 fa o



 che



 dalla



 tua



zona,



quella



delle



lavapia ,



giri



come



una



tro ola:



 differenzi



i



rifiu



dei



pia



(ma



quan



cani



ha



quella



 signora



 che



 ci



 ha



 chiesto



 gli



 ossi?)



 lavi,



 me



 nella



 lavapia ,



 scarichi



 la



 lavapia ,



 asciughi,



 dis ngui,



 sistemi...



 Un



 altro



 indizio



 di



 come



 va



 la



 festa



 sta



 nella



 risposta



di



Bassoli:



Come



sta



andando?



A)



Come



l’anno



 scorso.



 B)



 Meglio



 dell’anno



 scorso.



 C)



 Meno



 bene



 dell’anno



 scorso.



 Il



 problema



 è



 che



 sono



 le



 stesse



 risposte



che



ci



ha



dato



anche



l’anno



scorso



(e



l’anno



 prima



e



quello



precedente...)



Ma



il



primo



anno



cosa



 mai



avrà



risposto?



Ah,



come?



Il



primo



anno



Bassoli



non



 c’era,



 peccato,



 non



 avranno



 saputo



 com’era



 andata! Alle



retrovie



giungono



solo



gli



echi



della



festa:



talvolta



 compare



qualcuno



degli



illustri



ospi



(in



cima



alla



top



 ten



 David



 Sassoli!!!),



 s’ode



 a



 destra



 la



 musica



 delle



 orchestre



 (certo



 che



 i



 manifes



 dei



 cantan



 sono



 fenomenali!),



 a



 sinistra



 risponde



 lo



 spazio



 giovani…



 E



 a



 metà



 serata



 arriva



 il



 momento



 evangelico:



 non



 hanno



 più



 pane,



 ma



 non



 c’è



 Gesù



 per



 il



 miracolo…!







 E



 poi



 quando



 sta



 per



 finire



 il



 servizio



 di



 ristorazione



 e



 credi



che



s a



per



finire



anche



per



te



che



lavi



i



pia ,



le



 posate,



le



pentole,



si



siedono



per



cenare



i



camerieri



 (“Per



 favore



 usate



 i



 pia



 di



 carta,



 li



 abbiamo



 presi



 ecologici!!!”



Non



sia



mai,



ciò



che



ci



contraddis ngue



 è



il



pia o



in



ceramica,



è



una



ques one



di



ortodossia!).



 E



 mentalmente



 tu,



 mentre



 aspe



 gli



 ul mi



 pia



 e



 tu



i



contenitori



dei



sughi



e



le



pentole



varie,



dentro



di



 te



dici:



“Mai



più!



E



comunque



non



così



tan



giorni...!”

DEMOCRATICA

Luci News - Luglio 2013  

Un numero speciale, che tratta della Festa Democratica di Desenzano