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LA TESTATA Direttore Responsabile: Maria Teresa Rangheri Sede: via Regina Teodolinda, 17, 22100 Como Editore: Carlo Bonetti Iscrizione al Tribunale di Como n. 3/09 del 11/02/09 Stampa: Fotocopiato in proprio Partito Democratico di Como Anno 2, numero 1

Periodico di informazione del PD provinciale Como

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Periodico di informazione

SPECIALE REGIONALI

Perché è importante votare. E votare PD omenica 28 marzo e lunedì 29 marzo si vota per le elezioni regionali: è stata una campagna caratterizzata dalle vicende giudiziarie (lo scandalo su Bertolaso, il pasticcio delle liste del centrodestra, le intercettazioni di Trani) più che dai problemi che quotidianamente i cittadini comaschi e lombardi devono affrontare. Se guardiamo alla nostra Provincia la crisi economica continua a essere un problema per migliaia di famiglie che ogni giorno vivono la realtà della cassa integrazione o della disoccupazione: per il governo questa non sembra una priorità, la Regione Lombardia invece lo affronta con soluzioni spot. Per il Partito Democratico serve puntare e rilanciare il lavoro in tutte le sue forme, dipendente e autonomo: rafforzare la rete della protezione sociale dei

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nostri lavoratori con un assegno di disoccupazione per parasubordinati e autonomi, un’estensione della durata e l’innalzamento dell’indennità di disoccupazione e della cassa integrazione ed infine dei percorsi formativi. Ogni giorno inoltre i comaschi debbono fare i conti con un sistema di trasporti (sia per i mezzi pubblici che per le infrastrutture) che fa perdere tempo e soldi, quante ore di lavoro perse con i ritardi? quanta benzina sprecata nelle interminabili code? Qui in Lombardia da 15 anni governa il partito del fare eppure i nostri treni continuano a essere quelli di 50 anni fa. Il nostro territorio ha già pagato le scelte politiche in questo campo: il taglio dei treni per i lavoratori tra Como e Milano, la scelta di una nuova autostrada tra Como e Varese, il mancato finanziamento della tangenzia-

Traccia una croce sul simbolo del partito democratico e scrivi il nome di un candidato: scegli fra Luca Gaffuri, Maria Chiara Sibilia, Roberto Allevi, Vittorio Mottola.

Luca Corvi

le di Como. Il Pd a Como crede sia necessario investire le risorse e le energie sul ripensamento delle strutture esistenti come la riqualificazione della Novedratese e l’autostrada svizzera e la variante alla Briantea per potenziare il collegamento Como- Varese. Serve poi per tutta la nostra regione una vera e propria cura del ferro: riqualificazione della Como - Lecco, valorizzazione del servizio di treni veloci tra Como e Camerlata; ristabilire i collegamenti tra Como e Milano per i pendolari. Anche a livello ambientale la proposta del Pd deve essere quella di una società lombarda e comasca in cui l’ambiente e il territorio siano tutelati per le generazioni future e non divorati dalle speculazione edilizia e da insediamenti industriali: servono piani, sostenibili e concreti, di recupero delle aree dismesse, investimenti sulla green economy, una riqualificazione del lago di Como, una risorsa per il nostro turismo e per il trasporto lacuale. Ma la politica è fatta di progetti e di persone che poi dovranno attuare queste proposte una volta eletti in Regione: per questo dobbiamo ricordarci che prima di tutto Filippo Penati, é un uomo di governo, ha governato la Provincia di Milano ed é stato sindaco a Sesto San Giovanni e si presenta oggi in Lombardia con un programma concreto e vicino ai cittadini, proponendo il taglio dell’addizionale Irpef dello 0.5 % così come è stato fatto in altre regioni, e di rimodulare l’Irap a vantaggio della piccola impresa. Penati pensa a una Lombardia in cui il trasporto pubblico non è una condanna segue a pagina 2


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LA TESTATA - IL PROGRAMMA

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a stare scomodi e ad arrivare in ritardo, con investimenti di 500 milioni in cinque anni. Una Lombardia dove il sostegno alle famiglie e all’occupazione femminile non sia più questione di sussidiarietà ma vengano create le condizioni, prevedendo un piano per gli asili nido, che portino la Lombardia a poter offrire la copertura di almeno il 30% della domanda, quando oggi è sotto il 15%. A Como abbiamo deciso di puntare su quattro candidati che per la loro storia e il loro lavoro rappresentano un modo di fare politica concreto e riconoscibile.

Listino di Filippo Penati

Filippo Penati Rosanna Dalla Valle, 37 anni, operaia Maruska Piredda, 33 anni, assistente di volo Roberto Bruni, 60 anni, avvocato, già Sindaco di Bergamo Gianni Bugno, 46 anni, vincitore del Giro d’Italia e campione del mondo di ciclismo Sabina Siniscalchi, 58 anni, già responsabile di Mani Tese e direttrice della Fondazione Culturale Responsabilità Etica di Banca Etica Luigi Ponti, 51 anni, Capogruppo PD della Provincia di Monza e Brianza Anna Varisco, 44 anni, operatore sociale Pierluigi Mottinelli, 46 anni, già Pres. Comunità Montana Valle Camonica e Presidente UNCEM Marco Cipriano, 52 anni, Vicepresidente uscente del Consiglio regionale della Lombardia Sergio Graffeo, 49 anni, Sindaco di Corsico Benedetta Graziano, 29 anni, commercialista, Assessore del Comune di Mantova Joseph Negreanu, 62 anni, Medico Chirurgo all’Ospedale Niguarda di Milano Alberto Grancini, 64 anni, già Assessore della Provincia di Milano Eugenia Giulia Grechi, 26 anni, assistente sociale, Assessore del Comune Castegnato Mauro Fanti, 49 anni, Consigliere del Comune di Cremona PARLANDO DI REGIONALI IL CASO DEL PARTITO DEMOCRATICO

A partire dal nostro consigliere regionale uscente e ricandidato Luca Gaffuri, che in questi cinque anni si é speso per la nostra provincia in Regione ottenendo anche importanti successi come il Dea all’ospedale di Gravedona, la cittadella sanitaria per Como e il mantenimento della carta sconto benzina. Poi abbiamo Maria Chiara Sibilia, ex assessore del comune di Appiano e insegnante in pensione, Roberto Allevi ex segretario della CGIL tessile che da tempo si occupa di immigrati e Vittorio Mottola consigliere comunale a Como. Molti cittadini in questi giorni ci rispondono amareggiati per gli sviluppi della politica oggi in Italia, l’astensionismo però non é la risposta giusta, porterebbe solo a mantenre lo status quo. Alla frase “sono tutti uguali” possiamo rispondere, come avete letto, con spunti programmatici, dati, idee, proposte concrete e persone credibili. Deve essere questo il nostro impegno per gli ultimi giorni di questa campagna elettorale.

In queste alterne vicende di decretini, firme che non ci sono, e gente che arriva sempre in ritardo il primo dato di fatto è uno: i partiti che amano dirsi “del fare”, definizione che a partire da queste elezioni regionali potrà essere completata in molti modi, hanno chiuso il listino del governatore a poche ore dalla presentazione. Da qui la difficoltà di raccogliere le firme con i dovuti timbri e autentiche e in numero sufficiente per non rischiare di finire fuori, cause dell’esclusione e dello psicodramma che è stato infelicemente convertito nel decreto legge salva-PDL . Se in casa Formigoni le liste e il listino si sono chiusi all’ultimo, la coalizione che sostiene la candidatura di Filippo Penati ha comunicato ufficialmente l’elenco dei sedici già il 18 febbraio, quando durante la direzione regionale di lunedì 15 febbraio erano già state approvate a larghissima maggioranza le liste del Partito Democratico delle singole provincie. Una volta confermata la fiducia nel consigliere regionale uscente Luca Gaffuri, primo ad avere ottenuta il via libera dalla direzione che ha approvato unanimemente la sua ricandidatura, per decidere gli altri candidati il PD di Como si è dato appuntamento nei circoli sul territorio. Nei dieci incontri, da Erba a Turate, si è parlato dei temi su cui il partito avrebbe dovuto incentrare la propria campagna elettorale, primi fra tutti i trasporti e l’attenzione all’ambiente, e sono stati proposti dei candidati. A partire da quei dieci incontri fatti all’interno dei circoli si è arrivati alla direzione provinciale dell’8 febbraio con la terna di nominativi, Maria Chiara Sibilia, Roberto Allevi e Vittorio Mottola, che è stata approvata. Per questo il PD di Como ha potuto essere il primo partito in provincia a presentare i propri candidati alle prossime regionali, sabato 20 febbraio, attraverso una conferenza stampa dove erano presenti tutti e quattro, come una squadra. Pronti a competere con chi invece si presenta diviso, dopo aver rischiato di non correre affatto.


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LA TESTATA - IL PROGRAMMA

IN POCHE PAROLE UN’ALTRA ITALIA il programma del PD per como

territorio e ambiente SI ALLE ENERGIE RINNOVABILI, NO AL NUCLEARE. LA TUTELA DELL’AMBIENTE COME RISORSA. PER L’ACQUA DI TUTTI. ECONOMIA VERDE PER LO SVILUPPO.

Maggiore attenzione alla tutela del nostro territorio significa: opportunità di sviluppo e un ambiente degno di essere lasciato in eredità alle prossime generazioni. La provincia di Como e tutto il resto della regione fuori dai bastioni non possono essere considerate unicamente il dormitorio di Milano. Guardando all’ambiente lombardo molti vedono una risorsa edilizia: si abbatte, si costruisce, si allarga e si alza di qualche piano, oscurando le case sottostanti. Il valore dell’abitare un territorio è riconosciuto solo negli slogan in dialetto e poco vissuto come una pratica politica. Il consumo del suolo ci impoverisce, a maggior ragione se non viene accompagnato da una seria politica di compensazione ambientale, mentre la riqualificazione dell’esistente ci offre l’opportunità di riappropriarci di un patrimonio culturale perduto. Il problema dell'acqua interessa tutti e deve essere risolto con la partecipazione di tutti. Occorre un approccio moderno e trasparente ed un dialogo aperto tra tutti i portatori di interesse. Un settore idrico ben programmato e pianificato è un importante volano economico, è una sicurezza per i cittadini, è garanzia di qualità dell’ambiente.

sicurezza e legalità scuola e formazione LA SICUREZZA PASSA ANCHE ATTRAVERSO L’INTEGRAZIONE LA LEGGE DEVE ESSERE UGUALE PER TUTTI. PIÙ DEGRADO URBANO = PIÙ DEGRADO SOCIALE.

15 anni di Governo Formigoni sono stati un fallimento anche per la sicurezza. Dopo che il centrodestra ha sbandierato provvedimenti e azioni decisive il cittadino continua a non sentirsi al sicuro nelle proprie case e nella propria città. L’emarginazione crea spesso illegalità e delinquenza ma per risolvere il problema si scelgono le ronde e si tagliano i fondi per le forze dell’ordine e per la giustizia. La legge deve essere uguale per tutti e chi ne infrange le regole deve subire la giusta punizione, indipendentemente dal colore della pelle. Il cittadino deve poter contare sul fatto che rispettare le regole non sia per gli sciocchi e che i furbetti non devono farla franca. Le nostre città non possono essere terra di nessuno dove ci si possa illudere di poter fare ciò che si vuole. Se tutti siamo uguali davanti alla legge nessuno può essere più “uguale degli altri”.

UNA SCUOLA PUBBLICA DI QUALITÀ È UN INVESTIMENTO PER IL FUTURO ECONOMICO E CIVILE, NON UN COSTO DA TAGLIARE.

Il Pd intende risollevare la qualità della scuola pubblica stabilizzando i rapporti di lavoro e aumentando gli investimenti per la sicurezza, la funzionalità e il decoro delle strutture scolastiche. Propone di investire sull’educazione sin dalla prima infanzia lanciando un piano straordinario per aumentare i posti disponibili al nido e garantendo a tutti il diritto alla scuola dell’infanzia. Propone di valorizzare il modello educativo del tempo pieno e del modulo a 30 ore nella scuola elementare, ripristinando le compresenze degli insegnanti. Propone di reintrodurre l’obbligo scolastico fino a 16 anni assicurando a tutti in questo periodo, borse di studio e libri gratuiti. Il Pd vuole riformare la scuola superiore istituendo un biennio unitario e un triennio di indirizzo a livello universitario si deve garantire un'offerta formativa qualificata e coerente con i possibili sbocchi professionali e il tessuto economico del territorio.


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LA TESTATA - IL PROGRAMMA

IN POCHE PAROLE UN’ALTRA ITALIA il programma del PD per como

mobilità

lavoro e impresa

TRASPORTI PIÙ EFFICACI CON FERROVIE MIGLIORI SERVE UN PROGETTO PER LA VIABILITÀ CHE NON PASSI SOPRA LA TESTA DEI CITTADINI

AGEVOLAZIONI FISCALI E GARANZIE DI CREDITO ALLE IMPRESE. SUPERARE GLI STUDI DI SETTORE RIDURRE IRPEF E IRES. ASSEGNO DI DISOCCUPAZIONE AI PRECARI. I FRONTALIERI NON SONO EVASORI FISCALI.

La capacità delle nostre imprese di competere sui mercati di tutto il mondo è la condizione fondamentale per generare lavoro, ricchezza e qualità della vita per tutta la società. Perché il Pd vuole una società in cui anche l’ultimo possa godere dei servizi essenziali e di opportunità di crescita economica, sociale e culturale. Le destre sbandierano efficienza ma hanno fallito proprio sul fronte dell’economia, della competitività e della qualità della vita. Dopo 15 anni di Formigoni e con Pdl e Lega al governo abbiamo un territorio senza adeguate infrastrutture (pensiamo al tempo prezioso perso ogni giorno da lavoratori e imprenditori sulle strade e sulle ferrovie lombarde), una Regione che finge di stanziare molto ma in realtà spende poco e male per le nostre imprese. Il Pd vuole creare un contesto più competitivo: Università e Centri di ricerca eccellenti, un più facile accesso al credito grazie a garanzie e Confidi più forti, misure di supporto al capitale e agli investimenti in ricerca ed innovazione. Il Pd vuole meno tasse sul lavoro, più infrastrutture, una pubblica amministrazione più efficiente. Noi vogliamo imporre le ragioni della Lombardia, a partire da Malpensa fino alla grande occasione di Expo 2015: due grandi opportunità che le destre hanno buttato via. Una Lombardia più forte e competitiva è una Lombardia dove il lavoro deve

restare al centro, sia esso quello di un imprenditore che di un lavoratore dipendente. Il Pd vuole rafforzare la rete della protezione sociale dei nostri lavoratori: assegno di disoccupazione per parasubordinati e autonomi, estensione della durata e l’innalzamento dell’indennità di disoccupazione e della cassa integrazione, percorsi formativi. Il Pd è dalla parte dei nostri 52 mila frontalieri, che hanno ottenuto una proroga al 30 aprile 2010 del modello Unico tardivo ma stanno tuttora aspettando di capire se il Governo li considera evasori fiscali, costretti a far passare attraverso lo scudo fiscale i risparmi investiti in titoli e in fondi bancari svizzeri.

In questi quindici anni si è sentito parlare molto delle grandi infrastrutture che verranno, ma pochissimo della possibilità di potenziare il servizio di trasporto pubblico ferroviario al di fuori di Milano. È difficile convincere le persone a non usare la propria automobile quando non si è in grado di dimostrare la convenienza dei mezzi pubblici, comunemente giudicati insufficienti e perennemente in ritardo. A fronte dei pendolari della provincia di Como e di tutti coloro che ogni giorno imboccano la A9 per raggiungere i luoghi di lavoro o di studio, è necessario che la Regione investa una cifra maggiore dello 0,54% delle proprie risorse nel sistema ferroviario regionale. Servirsi del trasporto pubblico non deve essere vista una scelta temeraria ma una possibilità reale a vantaggio dell’ambiente e di chi la compie.


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LA TESTATA - PD PROVINCIALE

PENATI COMINCIA DA COMO Cronaca di una giornata sul Lario rimo giorno del suo Giro di Lombardia elettorale in bus, dieci tappe dal 15 al 24 marzo, Filippo Penati ha passato tutta la giornata nella provincia di Como. Una giornata che si è aperta sotto un sole incerto al mercato di Lomazzo, dove il candidato del PD e di tutto il centrosinistra lombardo ha incontrato la gente del capoluogo della bassa comasca. Luogo dove naturalmente si è portati alla concretezza, il mercato è l’avamposto di tutte le campagne elettorali che si rispettino: inutile pensare di raccogliere voti se non ci si è mai presentati tra le sue bancarelle di prima mattina. Da Lomazzo Filippo Penati ha ripreso il suo bus, mezzo alternativo per eccellenza, per raggiungere una fabbrica a Cabiate e lì, insieme ai quattro candidati del PD comasco Luca Gaffuri, Maria Chiara Sibilia, Roberto Allevi e Vittorio Mottola, c’è stata l’occasione di parlare delle ripercussioni della crisi economica nel campo del legno-arredo, proprio delle zone del marianese. Dopo il pranzo a Mariano Comense con alcuni operatori del mondo del volontariato, il bus del giro di Lombardia ha fatto tappa alla sede del Partito Democratico dove si è tenuta una conferenza stampa. Tra coloro che aspettavano nel parcheggio l’arrivo del bus blu, si notava tra giornalisti e fotografi la presenza di un signore anziano. Saputo che il candidato del centrosinistra sarebbe venuto a Como si è infatti presentato per fargli firmare una foto che lui stesso gli ha scattato a Milano, all’apertura della campagna elettorale. In conferenza stampa Filippo Penati ha parlato di “un clima che sta cambiando,

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segnale di uno scontento profondo cresciuto in questi mesi. Il decreto è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: quando sbaglia un cittadino normale ne paga le conseguenze, quando sbaglia il PDL fa un decreto nella notte. A proposito della Lombardia bisogna dire che siamo arrivati al quindicesimo anno di governo di Formigoni, lo stesso Formigoni che due anni fa fece di tutto per andare a Roma e oggi ammette che probabilmente non porterà a termine questa legislatura. Quanto ai temi della nostra campagna per l’alternativa lombarda, sul fronte economico proponiamo il taglio dell’Irpef e di rimodulare l’Irap soprattutto a vantaggio della piccola imprese, premiando le imprese che assumono, rivedendo il sistema dei contributi regionali. Al centro del nostro programma c’è la valorizzazione del trasporto pubblico, per il quale prevediamo di spendere 500 milioni in cinque anni. Non è accettabile che per viaggiare sul treno una persona debba stendere prima qualcosa sul sedile o viaggi su treni che si fermano continuamente. Infine, un tema che riteniamo molto importante è quello della trasparenza e della legalità. Abbiamo voluto che i nostri candidati non avessero macchie, vediamo che i nostri

avversari non la pensano allo stesso modo”. Concludendo fiducioso “avendo fatto una campagna l’anno scorso posso dire che le prospettive sono cambiate, oggi c’è più attenzione alle nostre proposte e gli indecisi disponibili a valutare le opzioni in campo sono aumentati. Visto quello che è successo sul lungo lago, speriamo che il voto dei comaschi abbia un intento “pedagogico” nei confronti dei partiti di maggioranza che hanno sempre votato e li hanno delusi”. Da lì Filippo Penati si è spostato nel Salone della CNA, dove ha incontrato alcuni esponenti di sindacati e associazioni di categoria. Dopo aver voluto andare di persona davanti alla spianata che al momento sostituisce il lungo lago dopo l’abbattimento del muro, Penati è rimasto qualche minuto incredulo a guardare attraverso gli oblò il cantiere delle paratie, quando si è fatto tardi e ha dovuto riprendere il bus per raggiungere Lipomo, comune che andrà alle elezioni sempre i prossimi 28 e 29 marzo. Dopo aver partecipato insieme ad altre quaranta persone, giovani indipendentemente dall’età come diceva l’invito, alla pizzata organizzata dai Giovani Democratici a Lipomo, Penati ha raggiunto i suoi sostenitori all’hotel Continental dove ha chiuso la sua giornata comasca, dando appuntamento alle urne al 28 e 29 marzo.


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LA TESTATA - PD NAZIONALE

UNA CAMPAGNA ELETTORALE ALL’INSEGNA DELL’ALTA PRESSIONE Che in politica significa aria di tempesta

a lancetta del barometro della politica in questi due mesi sembra testardamente essersi fissato sulla tacca del brutto tempo, indicando addirittura tempesta. Evidentemente al contrario dello strumento costruito da Torricelli nel ‘600, in politica, all’alta pressione non corrisponde esattamente il bel tempo. Tutt’altro. Il clima politico che si è venuto man mano a creare in questo periodo di tormentata campagna elettorale per le regionali è allo stesso tempo grave e sconfortante.

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Prima l’inchiesta avviata dalla procura di Firenze sugli appalti illeciti nell’ambito dei lavori del G8 alla Maddalena ed di altri cosidetti "grandi eventi", che ha posto sotto accusa non l'istituzione della Protezione Civile (come qualcuno ha cercato di far credere) ma un sistema malato di gestione di risorse e di potere, basato sulla logica dell'emergenza e dell'indifferenza a regole e controlli, i cui effetti perversi sono apparsi chiaramente anche agli occhi dell'opinione pubblica. Poi il caso del senatore Pdl Nicola Di Girolamo, eletto nella circoscrizione Europa con il contributo della malavita organizzata e coinvolto nell’ambito dell’inchiesta sul riciclaggio transnazionale di capitali dell’ndrangheta, vicende che coinvolgono anche Telecom e Fastweb e che ripro-

Chiara Braga

pongono la drammatica questio- servizio pubblico di dare informane mai risolta delle infiltrazioni zione che il diritto dei cittadini di mafiose nei partiti e nelle istitu- essere informati. zioni italiane. Da ultimo il “pasticcio” della preSegue la preoccupante decisio- sentazione delle liste di Roberto ne della maggioranza del Cda Formigoni in Lombardia e di della Rai (con i consiglieri d’op- Renata Polverini nel Lazio, i posizione e il presidente Paolo ricorsi e le sentenze del Tar, il Garimberti che hanno votato decreto salva-liste, voluto e ottecontro) di silenziare tutti i talk nuto dal Capo del Governo, la show e i programmi pubblici di decisione del Pdl (e del approfondimento politico, per un Governo!) di scendere in piazza mese, fino al voto delle regionali. lo scorso sabato. Un verdetto scaturito dall’alibi Passaggi che hanno creato tendella settantesima interpretazio- sioni istituzionali, destabilizzato ne in dieci anni della legge sulla l’opinione pubblica, aumentato le par condicio, che segna un brut- tensioni politiche. Tutti questi to momento per la libertà di stam- fatti hanno messo a nudo la pa nel nostro Paese e fa venir disinvoltura con la quale la meno sia il dovere da parte del destra, oggi al Governo, si prende beffa delle norme, dei precetti, delle regole: l’arroganza e la sfrontatezza di fare, applicare ed interpretare leggi secondo i propri comodi; l’insolenza di utilizzare modi furbeschi e scorciatoie illecite; la supponenza di giustificare sempre il tutto con i voti maggioritari e vincenti degli italiani, delegittimando le istituzioni e prevaricando quell’equilibrio dei poteri, quei pesi e contrappesi sui quali si fondano tutti i sistemi definiti democratici. Un atteggiamento grave e preoccupante, che mortifica i cittadini onesti, quelli che le regole le rispettano e pagano per le trasgressioni compiute, e che certamente non trovano un modello positivo in quanti oggi hanno il compito di segue a pagina 7


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LA TESTATA - DAL PD NAZIONALE

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guidare il nostro Paese. Quegli stessi cittadini che da oltre un anno vivono sulla propria pelle le ricadute più pesanti di una crisi economica e occupazionale che scuote il Paese, che pesa sulle famiglie, sui lavoratori dipendenti, sui pensionati, sui giovani, sulle piccole-medie imprese. Una crisi che il Governo Berlusconi ha prima negato, poi liquidato come già superata, invitando tutti a "cavalcare l'ottimismo", dando il senso della distanza tra la realtà di chi ogni giorno si misura con gli effetti anche drammatici della crisi e chi, invece di ricercare le risposte a questa complicata situazione , impegna da mesi il Parlamento nell'approvazioni di leggi - processo breve, legittimo impedimento... - che interessano uno solo. Di fronte a questo stato di cose, il Partito Democratico ha sentito la responsabilità di affermare con forza il valore delle regole, di segnare la difesa delle norme e soprattutto di difendere il senso più nobile delle Istituzioni, dello Stato, tutto intero, dando vita alla manifestazione di piazza del 13 marzo, che ha visto anche la partecipazione della delegazione comasca al raduno di piazza Cairoli a Milano. Una mobilitazione nelle piazze e in Parlamento

(a differenza di un'altra forza di opposizione, l'UDC ,che denigra la piazza e intanto, con l'assenza dei suoi deputati, pregiudica l'affossamento in aula del decreto salva-liste) che ha voluto tenere insieme la difesa delle regole e della democrazia con la questione centrale di cui la politica deve tornare in fretta ad occuparsi: il superamento della crisi e la salvaguardia di quel diritto sancito nel primo articolo della nostra Costituzione, il lavoro. Solo grazie al nostro impegno e alla nostra insistenza, dopo 22 mesi di processi brevi, medi e lunghi!, il Parlamento ha finalmente discusso di qusti temi, nel dibattito che si è svolto alla Camera il 17 marzo a partire dalla mozione presentata dal PD. Per parlare di questi argomenti, per incontrare ed ascoltare sul territorio i cittadini, per illustrare le nostre idee e proposte il gruppo PD della Camera ha attraversato l'Italia a bordo di due pullman, per portare le nostre

"buone ragioni" e per contribuire ad un risultato elettorale che assicuri agli italiani "buone Regioni". I l 28 e 29 marzo anche noi cittadini lombardi avremo una grande occasione, quella di segnare un cambio di passo più che mai necessario nel governo della nostra Regione e di contribuire a dare forma e sostanza all'Alternativa Lombarda del candidato presidente Filippo Penati. Perchè

questa occasioni si traduca in realtà c'è bisogno, fino all'ultimo, dell'impegno di tutti noi, democratiche e democratici, per diffondere il valore delle nostre proposte e per richiamare in ciascuno dei lombardi la responsabilità di un voto consapevole dell'importanza del passaggio a cui siamo chiamati: in poche parole ... un'altra Lombardia, un'altra Italia!


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LA TESTATA- I CANDIDATI

LUCA GAFFURI: i fatti, i non fatti, i fatti da fare Pronti a ripartire gli occhi di un numero sempre maggiore di persone la politica appare come qualcosa di distante, di lontano dalla propria vita. Forse molti di noi spesso hanno perso il contatto con la realtà, con il quotidiano delle famiglie, con i problemi e le aspettative vere della popolazione.

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Per non cadere in questo errore, ho voluto mantenere il contatto attivo con le persone che vivono e lavorano nel nostro territorio. Senza questo essenziale lavoro. Non avrei potuto capire cosa proporre e su cosa lavorare in Regione, dare il meglio di me e dei miei concittadini. La Lombardia è una delle aree più

Luca Gaffuri dinamiche in Europa. Rappresenta l’eccellenza italiana in diversi settori. Merita risposte che non possono essere generiche, parziali o costruite “a tavolino”: merita proposte adeguate alle richieste di chi il territorio lo vive. La Sanità Lombarda viene presentata spesso come una realtà di eccellenza. Ma i finanziamenti per il Nuovo Sant’Anna e per gli Ospedali di Cantù e Mariano sono del Governo Prodi. la Regione è stata costretta a prevedere la Cittadella sanitaria nell’area dell’ex ospedale; via libera al Dipartimento di Emergenza Urgenza per il Moriggia Pelascini di

Gravedona; più posti letto per anziani e persone non autosufficienti nelle case di riposo di Como. La mobilità nella nostra regione e nel nostro territorio in particolare è sempre più complicata. La difesa della navigazione lacuale, la richiesta di sviluppare il trasporto ferroviario e la promozione di percorsi ciclabili sono stati al centro della mia attività di sul tema della mobilità, come alternativa ad una politica che non ha tenuto conto dell’eco sostenibilità La montagna e il lago, con la loro economia e tessuto sociale, sono il simbolo di come spesso valori e opportunità vengono trascurati e sottovalutati. Sono necessarie proposte adeguate da portare in Regione. La nuova legge sulla montagna ha posto le basi per sostenere la capacità di questi territori di valorizzare se stessi. I provvedimenti su B&B e agriturismo hanno scommesso su un turismo diffuso. Il Sistema Turistico del lago di Como, uno strumento di coordinamento necessario, è stato bloccato e deve ripartire. Le aziende in difficoltà chiedono alla politica di accelerare i provvedimenti di sostegno. E’ una corsa contro il tempo, perché nei prossimi mesi si deciderà il destino di tante realtà imprenditoriali ancora sane, e saranno momenti cruciali per il salvataggio e il rilancio di quelle in crisi. Tante le crisi aziendali che in questi anni hanno colpito la nostra provincia: molte di queste le ho portate all’attenzione della Regione Lombardia . Ai lavoratori sono stati assicurati sostegno al reddito e percorsi di riqualificazione ed è stata favorita una possibile riconversione dell’attività produttiva.


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LA TESTATA - I CANDIDATI

MARIA CHIARA SIBILIA: la nostra provincia: un territorio da tutelare Cultura e paesaggio: due patrimoni da salvaguardare All’aprirsi della stagione il lago si fa pieno di sorprese. Le barchette che inutili hanno svernato lungo la sponda cominciano a sciamare. L’acqua che ha perso il livido dell’inverno, si tinge di cilestro, specchia nelle prime assolate gridi e voli, i monti metton fuori un timido verde”. Così lo scrittore Carlo Linati descrive la sua terra e il suo lago. La bellezza della provincia di Como è racchiusa in un ambiente unico, dove laghi, montagne e brughiera si giocano lo spazio vitale lottando con un’imponente dorsale economica, abitata da migliaia di aziende, solcata da nastri di asfalto che si incrociano e si rincorrono. Un equilibrio perennemente in bilico che può trovare nell’ambientalismo elementi che lo rendano meno precario. L’attenzione al territorio si può e si deve sviluppare cercando di coniugare comportamenti virtuosi messi in campo dai privati e iniziative proposte dagli enti pubblici. Queste ultime sono molto importanti perché rappresentano il traino per la diffusione di una cultura ambientale tra i cittadini. Se il buon esempio viene da chi governa è più facile che il privato, nelle quattro mura di casa, si comporti allo stesso modo. Negli anni le acque del lago hanno subito un inquinamento massiccio, le sue rive hanno conosciuto una cementificazione selvaggia e il suo cielo azzurro è ora offuscato da gas e polveri sottili sospese nell’aria. Siamo tutti colpevoli di non aver dato ascolto alla voce degli ambientalisti che, già negli anni sessanta, prefiguravano cupi scenari di forte degrado del territorio. Inseguendo il progresso e lo sviluppo economico abbiamo dato fondo alle preziose fonti energetiche del pianeta, petrolio e carbon fossile, senza limitazioni. Como e la sua provincia si attesta ai primi posti, nel mondo, per i valori raggiunti dall’inquinamento. Valori che condizionano la salute dei suoi abitanti. Sono in forte

aumento i soggetti che soffrono di patologie delle vie respiratorie. Negli ultimi anni il trasporto pubblico ha perso 1,5 milioni di utenti mentre il trasporto di merci su gomma è più che raddoppiato. L’inquinamento dovuto ai trasporti si attesta al terzo posto (26%) dopo quello industriale ( 33%) e quello dovuto al riscaldamento e al raffrescamento degli edifici civili (39%). Sono stati redatti, in ottemperanza alle normative europee, piani energetici sia dalla nostra Provincia che dalla Regione Lombardia. L’Azione Clima europea prevede inoltre l’attuazione di un pacchetto chiamato 20-20-20. Entro il 2020 si dovrebbero ottenere i seguenti risultati: * riduzione del 20% delle emmissioni di CO2 nell’aria * copertura del 20% dei consumi energetici attraverso l’impiego di energie rinnovabili * riduzione del 20% dei consumi energetici complessivi. La progressiva sostituzione dell’olio

Maria Chiara Sibilia combustibile con il gas metano ha portato ad una riduzione del 27% delle immissioni di CO2. Ma questo potrebbe non bastare perché si prevede che l’avvicinarsi del prossimo expo 2015 comporterà un’impennata dei consumi energetici. E’ necessaria quindi una condivisione degli sforzi. Il cittadino può risparmiare energia acquistando arredi ed elettrodomestici “ecologici” che consumano meno acqua e detersivo. Può utilizzare lampade a basso consumo, evitare di lasciare in stand by gli apparecchi, staccare dalla presa i ricaricatori di cellulari. Eseguire investimenti più significativi quali il rivestimento degli edifici con un cappotto che riduca la dispersione di calore o la sostituzione dei serramenti, beneficiando del rimborso fiscale pari al 55% del loro valore. Inoltre potrebbe ricorrere ad un finanziamento attraverso il sistema ESCO (società di servizi energetici che anticipano il rimanente 45% del costo degli interventi). Il privato ripiana il debito con rate annue pari al risparmio ottenuto. Una volta ripianato il debito, il risparmio rimane a beneficio del privato. Le imprese dovrebbero includere la “Green Economy” nelle soluzioni per superare una crisi che da finanziaria si è trasformata in crisi produttiva. Così l’attenzione all’ecosostenibilità può diventare un elemento di ulteriore vantaggio competitivo. La Regione, attraverso il piano energetico, può contribuire al risparmio attraverso lo studio di strumenti di innovazione, di politiche di accordi territoriali, di meccanismi di incentivazioni e disincentivazioni. Rendere un sistema più efficiente, generare un circuito virtuoso che conduca a un nuovo modello di produzione, significa non trovarsi in un prossimo futuro nella necessità di deprimere i consumi.


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LA TESTATA - I CANDIDATI

ROBERTO ALLEVI: diamo più valore al lavoro Perché ho deciso di candidarmi

Roberto Allevi

ono nato e residente a Carimate, . Da un paio d’anni svolgo opera di volontariato presso la CGIL di Cantù occupandomi dei cittadini immigrati per le pratiche relative ai loro permessi di soggiorno. Sono capogruppo di minoranza al Comune di Carimate avendo sfiorato l’elezione a Sindaco nel 2009 per soli undici voti. Nella mia vita professionale ho svolto due lavori: il primo come ricercatore nel centro studi matematici di una grande azienda privata milanese; il secondo come sindacalista della CGIL, in un primo tempo a Milano nella categoria dei chimici, presso la Pirelli e poi nelle zone Cinisello-Sesto, successivamente a Como come segretario del sindacato tessile.

ZI ALLE PERSONE, e non da ultimo su quello delle POLITICHE DI INCLUSIONE dei cittadini immigrati. Sono i campi che mi hanno appassionato nella mia vita. Sono convinto di poter contribuire ad un profilo veramente riformista del PD alla luce dei valori DI SOLIDARIETÀ E DI GIUSTIZIA SOCIALE in un territorio in cui il centro destra pretende di imporre un modello culturale fondato sulla paura, l’esclusione e gli egoismi individuali, senza essere in grado di rappresentare i bisogni dei cittadini pur governando da oltre 15 anni. Il cardine è la COSTITUZIONE REPUBBLICANA per la quale l’economia, il fisco, l’istruzione, il welfare, devono essere al servizio a tutta la comunità. Oggi in Italia le differenze di reddito Cari amici, Credo di poter dare un contributo, sia al impediscono lo sviluppo economico e la PD che alla comunità lombarda, sui temi CRESCITA ARMONICA di tutti. del LAVORO e dell’OCCUPAZIONE, In questa fase storica stiamo assistendo della SCUOLA PUBBLICA e dei SERVI- ad un degrado che se non bloccato definirà un’Italia cinica e classista. Il PD deve dare in Regione Lombardia Elezioni del 28-29 Marzo Lombardia un esempio di DETERMINAZIONE e RADICALITÀ per offrire al corpo elettorale un’alternativa ben definita e utile a uno SVILUPPO culturale EQUO E SOLIDALE.

ROBERTO

ALLEVI

Lavoro e scuola pubblica due facce dello stesso impegno.

CHI È ROBERTO ALLEVI Sono nato e residente a Carimate, un comune del canturino in provincia di COMO. Da un paio d'anni svolgo opera di volontariato presso la CGIL di Cantù occupandomi dei cittadini immigrati per le pratiche relative ai loro permessi di soggiorno. Sono capogruppo di minoranza al Comune di Carimate avendo sfiorato l'elezione a Sindaco nel 2009 per soli undici voti. Nella mia vita professionale ho svolto due lavori: il primo come ricercatore nel centro studi matematici di una grande azienda privata milanese; il secondo come sindacalista della CGIL, in un primo tempo a Milano nella categoria dei chimici, presso la Pirelli e poi nelle zone Cinisello-Sesto, successivamente a Como come segretario del sindacato tessile.

Committente Responsabile: Rosalba Benzoni

S

delle fasce deboli (precari, lavoratori espulsi) con efficaci ammortizzatori orientati alla ricollocazione al lavoro e alla sicurezza sociale anche attraverso forme di reddito minimo garantito. Impegno per la democrazia paritaria, perché le donne abbiano le stesse possibilità degli uomini di occupare posti di rilievo, perché a parità di mansione percepiscano la stessa retribuzione degli uomini e non siano discriminate nelle assunzioni in quanto potenziali madri. La centralità della scuola Contro le politiche della destra che umiliano la scuola pubblica, tagliando le risorse e imponendo assurde procedure burocratiche, la Regione Lombardia deve appropriarsi delle competenze che oggi la Costituzione le assegna, sostenendo l’autonomia delle scuole, valorizzando il rapporto col territorio, assicurando investimenti e sostegni concreti per il diritto allo studio e il successo scolastico. La scuola pubblica lombarda può essere il fiore all’occhiello del percorso formativo delle nuove generazioni.

Acqua bene pubblico Il processo di privatizzazione del servizio idrico sembra inarrestabile. Noi dobbiamo opporci perché l’acqua è un bene primario dell’uomo e perché i costi per gli investimenti necessari a un miglior servizio pubblico non possono essere coperti dal raddoppio o dalla triplicazione delle tariffe che la privatizzazione Il valore del lavoro imporrebbe. Il servizio deve restare Potenziamento dei pubblico. I comuni uniti per aree possoservizi e della forma- no farcela a rendere efficiente e qualitazione per l’incontro tivo il servizio. tra domanda e offerta di lavoro in tempi certi Una sanità davvero per tutti anche attraverso Nel campo dei servizi socio sanitari proincentivi alle aziende pongo l’istituzione delle Case della per l’assunzione a Salute distribuite sul territorio in modo tempo indeterminato. che ambulatori, visite specialistiche, Rilancio dei poli di cure fisioterapiche, attività di prevenricerca applicata per zione siano a portata di mano dei cittalo sviluppo delle tec- dini, soprattutto di quelli anziani, con nologie e dell’innova- sedi in cui la comunità locale si organizzione. Protezione za per la promozione della salute e del


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LA TESTATA- I CANDIDATI

VITTORIO MOTTOLA la mia forza? affidabilità, coerenza, detereminazione I giovani, il nostro futuro

Vittorio Mottola

PROBLEMATICHE AFFRONTATE Ampliamento cimitero di Monte Olimpino con assegnazione lavori già avvenuta. Interventi incisivi per la ristrutturazione di strutture sportive, in particolare la piscina della scuola secondaria "Ugo Foscolo" e palestra della scuola primaria di Ponte Chiasso. Impegno continuo alla messa in sicurezza degli Istituti superiori, al miglioramento dei laboratori degli stessi e riqualificazione del conservatorio "G. Verdi" di Como. Impegno continuo per risanare i dissesti idrogeologici in provincia di Como, accertati in numero di 850. Interventi continui presso l'amministrazione per la risoluzione di numerose problematiche e di controllo: illuminazione pubblica, cura del verde pubblico, istituzione di associazioni di volontari sul territorio (protezione civile, gruppi spontanei di tutela dell'ambiente…), interventi di assistenza verso i più deboli. Presentazione di suggerimenti al PGT per interventi concreti a tutela del territorio. Sostenitore "Comitato Euro 0 o auto d'epoca" - raccolta 20.000 firme contro il divieto di circolazione delle auto Euro O e d'epoca in 14 comuni comaschi (zone omogenea). Attivo sostenitore della fluidità della rete stradale provinciale: Tangenziale; Pedemontana; Strada Regina con particolare attenzione della variante della Tremezzina; messa in sicurezza della Novedratese.

PERCHÉ LA REGIONE Nell'accettare la candidatura, sento il dovere di continuare il lavoro svolto in Circoscrizione, in Provincia, in Comune a Como e mettere a disposizione l'esperienza acquisita in questi anni. La realtà "più grande" come la REGIONE è lo stimolo che mi rende ancora più determinato nell'affrontare le problematiche, in particolare: AMBIENTE-VIABILITA': Tutela del territorio Risanamento dissesti idrogeologici Incremento dei mezzi di trasporto pubblicoIncentivi all'uso del trasporto pubblico Piano per eliminazione delle strade dei TIR superiori al 40t- Creazioni di centri intermodali a sud della Lombardia. SICUREZZA: Più servizi - Più tutela e garanzie dei cittadini. LAVORO: Meno burocrazia, mobilità più snella- Incentivi alle imprese che creano nuovi posti di lavoro- Meno precariato. FAMIGLIA: Iniziative a sostegno delle lavoratrici-madri e delle famiglie a basso reddito. DIVERSAMENTE ABILI: Maggior integrazione nel mondo del lavoro Tutela dei diritti. SCUOLA: Più sicurezza e modernizzazione. SPORT: Alternativa al disagio giovanile Più strutture.


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LA TESTATA DEI CIRCOLI - INVERIGO

Con le radici in Brianza e i rami nel mondo I giovani parlano ai giovani

Mario Canzi olti pensano che i giovani di oggi "se ne fregano" di tutto e non si interessano a niente. Anche noi pensiamo che per molti sia così. Non disperiamo però che ce ne sia qualcuno che abbia voglia di discutere, di confrontare idee e giudizi su "come va il mondo" (il lavoro cambiato, la società globale dissestata e impaurita, la condizione giovanile…) e su come sia possibile starci in modo consapevole, responsabile, disponibile. La nostra idea è questa: di riuscire a metterne insieme un piccolo gruppo e di costruire con loro un breve percorso che vorremmo "formativo", nel quale cioè ciascuno possa e voglia mettere in gioco, insieme con gli altri, la sua testa e la sua passione. Con la speranza poi che le idee scambiate e le speranze condivise possano essere un piccolo bagaglio e uno stimolo che ciascuno potrà usare negli ambiti della vita che riterrà più opportuni.

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Un' idea un metodo, non le solite conferenze on intendiamo proporre "lezioni" o "conferenze", nelle quali qualcuno venga ad ascoltare un po' distrattamente qualcun altro che parla. Vogliamo cercare in ogni modo di rendere la comunicazione varia e coinvolgente anche se ricca e non banale: " abbiamo contattato un esperto per ogni incontro: abbiamo trovato persone competenti e appassionate; " ogni relazione sarà accompagnata da brevi contributi (testimonianze, resoconto di esperienze …), magari con il supporto di immagini, che aiutino a individuare i nodi più importanti del problema o a riferire una situazione generale a quello che succede nel nostro contesto locale; " produrremo per ogni incontro una piccola documentazione integrativa (un documento, un articolo, l'indicazione di un libro o di un sito web…) " la sistemazione della sala in cui si svolge l'incontro è curata in

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modo da favorire una partecipazione attenta invece che solo l'ascolto passivo… I TEMI PROPOSTI. venerdì 26.2.2010 Lavorare, oggi, in Brianza Studiare, lavorare (mettersi in proprio…) in una regione ricca di opportunità come la Lombardia, nell'economia globalizzata… Relatore On. Alessia MOSCA, segretario Comm.Lavoro della Camera dei Deputati venerdì 12.3.2010 La gara dei "Comuni a 5 stelle" Una rete di "buone pratiche" di Enti Locali (dalla bioedilizia alla finanza etica al "car sharing") che lavorano per ridurre gli sprechi e l'impatto ambientale, migliorando al contempo la qualità della vita dei cittadini. Relatore Marco BOSCHINI, coordinatore rete "Comuni virtuosi"

venerdì 7.5.2010 Non è un paese per giovani La condizione dei giovani nel nostro Paese (e in Brianza) è problematica (lavoro, incerte prospettive per il futuro) ma non mancano iniziative coraggiose, esperienze di impegno civile e di partecipazione… Relatore Giovanni Colombo consigliere comunale PD di Milano, già presidente dell'ass. "la Rosa Bianca" venerdì 28.5.2010 Fedi, scienza e politica: la laicità nella società tecnica e multiculturale Relatore Giovanni BIANCHI, presidente e fondatore dei Circoli Dossetti di cultura e formazione politica, già presidente nazionale delle Acli e deputato per varie legislature LA SEDE DEGLI INCONTRI Presso "S. Maria alla Rotonda" - g. c. dalla Direzione del Centro della "Fond. Don Gnocchi" - via privata D'Adda 2 Inverigo (Co) - inizio ore 21.00

venerdì 9.4.2010 L'immigrazione e le regole

DI LA TUA

Come regolare le migrazioni senza diventare incivili Relatore prof. Maurizio AMBROSINI docente di Sociologia dei processi migratori e Sociologia urbana presso l'università di Milano, Facoltà di Scienze Politiche.

Gli incontri sono aperti a tutti e tutti gli interessati possono partecipare. Sono pensati in particolare per i giovani (1630 anni) sui temi che li coinvolgono. Se vuoi saperne di più e magari dire la tua sui temi proposti e sul modo per affrontarli, se vuoi iscriverti agli incontri, scrivici: Daniele Consonni E.mail danieleconsonni@yahoo.it Alessandra Pepe E.mail alessandrapepe@gmail.com Giovanni Vanossi E.mail giovanossi@libero.it Camilla Viscito E.mail camilla.viscito@tiscali.it Entra nel sito http://sites.google.com/site/iniziativagiovani/home Consulta il blog http://iniziativagiovani.blogspot.com


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LA TESTATA DEI CIRCOLI - CIRCOLOTRENTASETTE

ANCHE FRA GENITORI L’UNIONE FA LA FORZA Carla Cazzaniga urante le prime ore del pomeriggio, su Italia 1, vanno in onda oltre ai ben noti Simpson, "american dad" e "i Griffin", cartoni animati che, per alcuni genitori dell'Istituto comprensivo di Albavilla sono a dir poco dire discutibili e diseducativi, tanto da convincerli a inviare alcuni messaggi al MOIGE, movimento italiano genitori, e a telefonare direttamente all'emittente televisiva. La caratteristica di questi cartoni animati, secondo la psicologa dottoressa Elena Colombo, è quella di essere nati in America per un pubblico americano. In realtà si tratta di una vera e propria parodia della cultura e della civiltà americana, soprattutto dopo il fatidico 11 settembre. In pratica gli americani si prendono in giro con un occhio spietato alle loro stesse paure. Questo in America, ma la domanda è: quanto di questa ironia è comprensibile per il pubblico italiano? Ma soprattutto, i nostri ragazzi, soprattutto adolescenti e preadolescenti, a partire quindi da 11, 12 anni fino alle prime classi delle superiori, sono in grado di comprendere che certi argomenti come l'anoressia, sono trattati in modo ironico. E' questo che ha spinto questi genitori a segnalare al MOIGE la questione anche perché la fasciaoraria scelta è quella che va dalle 13.40 fino alle 15.00, momento in cui i nostri ragazzi guardano i cartoni animati, e spesso sono soli in casa. Anche facendo un rapido giro sul WEB entrambi i cartoni animati non vengono giudicati adatti ai bambini e agli adolescenti perché spesso portatori di un immagine estremamente negativa dei genitori e della società USA che, nella nostra società, per-

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dono del tutto la loro vena ironica. A questo punto ci si chiede: Cosa può fare un genitore in questi casi. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Elena Colombo, che da anni si occupa dello sportello ascolto della scuola di Albavilla. Vietare ai ragazzi di guardarli, avere un atteggiamento più buonista cercando il dialogo e portando gli adolescenti stessi a capire i messaggi nascosti? Far finta di nulla? <<Il problema è complesso - ci dice la dottoressa Colombo - anche perché la soluzione dipende da molti fattori: prima di tutto dipende dall'età dei nostri figli>>. Finché sono bambini il divieto, la proibizione è fattibile e a volte necessaria. Se i ragazzi sono più grandi vietare a priori può creare un effetto boomerang. In questo caso la psicologa consiglia di non avere pregiudizi di alcun genere e di sapere di cosa si sta parlando. Anche vedere ilcartone con loro e analizzarne i tratti può essere certamente utile, anche se il divieto alla fine deve essere comunque categorico. L'altro aspetto è certamente legato alle abitudini e al tipo di relazione che i genitori hanno impostato con i propri figli fin dai primi anni. È certamente difficile dare delle regole se non abbiamo mai abituato i nostri figli ad averne e a rispettarle. Naturalmente il discorso riguarda anche gli strumenti che i genitori hanno per segnalare questo genere di cose. Per questo abbiamo parlato con la dott.ssa Elisabetta Scala, responsabile Osservatorio Media del Moige: <<Riguardo a queste trasmissioni di Italia 1 sono pervenute molte segnalazioni, non solo da parte di genitori>> Purtroppo gli strumenti nelle mani delle associazioni di genitori non

sono molti. Il codice di autoregolamentazione TV e minori, firmato dalle televisioni nazionali già nel 97, il codice Etico che la Rai è tenuta a rispettare in quanto servizio pubblico o I famosi "bollini" che vengono però messi a cura delle stesse emittenti e quindi non rappresentano una vera e propria garanzia. <<Quando riceviamo delle segnalazioni - ci dice la dottoressa Scala prima di tutto verifichiamo di persona e quindi iniziamo un'azione di "pressing" nei confronti delle emittenti televisive. Facciamo comunicati stampa esegnalazioni agli organi competenti, soprattutto alll'Autorità Garante delle Comunicazioni: questo organo può emettere sanzioni a carico delle TV ma spesso l'importo di queste è minimo. In alcuni casi, i più gravi, è stato suggerito ai genitori di sommergere le TV di mail e fax di protesta. >> <<Non è facile, ma spesso si riesce a ottenere dei risultati>> In ogni caso la collaborazione e la vigilanza dei genitori è fondamentale, sia dal punto di vista psicologico sia dal punto di vista delle azioni che è possibile intraprendere.

E SE DEI PROBLEMI DEI NOSTRI FIGLI NE PARLASSIMO IN UN FORUM? Dai genitori delcircolo37 ci viene questa proposta. La creazione di un forum genitori dove si possano condividere e approfondire non solo questi ma tutti i termi che riguardano i bambini, i ragazzi, gli adolescenti, in una società che ci sembra sempre più folle e assurda. Chi fosse interessato può scrivere a carla.cazzaniga@tiscali.it o a lucarossipdcircolo37@alice.it


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LA TESTATA DEI CIRCOLI - SEPRIO E TRADATE

IL FUTURO DEL LAVORO Quale lavoro dopo la crisi

Sara Galli

Circoli del Partito Democrati co del Seprio e di Tradate, in collaborazione con il Gruppo dei Giovani Democratici, hanno organizzato un ciclo di conferenze sul mondo del lavoro nel nostro Paese per cercare di scoprire quali ne saranno i tratti più significativi nel prossimo futuro, anche in vista di una ripresa della crescita economica e occupazionale. Nella scelta dei temi per i tre incontri, si è voluta porre perciò attenzione sulle nuove tipologie di contratto di lavoro subordinato, ma anche sul fenomeno, sempre più diffuso nel nostro paese, del cosiddetto “popolo delle partite IVA”.

tori del gruppo degli “imprenditori che resistono”. In questa breve sintesi, un posto particolare merita l’intervento del Prof. Pietro Ichino, senatore del Partito Democratico, ma soprattutto tra i più noti e influenti giuslavoristi del nostro Paese. Nella serata di lunedì 8 marzo, ha ricordato quelli che sono i gravi problemi strutturali che colpiscono il

Per aiutare a comprendere la complessità crescente dei rapporti di lavoro e le conseguenze di ciò nella vita di molte famiglie e di tanti giovani, sono stati invitati uomini e donne appartenenti alle diverse categorie interessate a questo aspetto della vita economica e sociale. Hanno così partecipato politici come l’On. Alessia Mosca e il Sen. Pietro Ichino, sindacalisti come Alessandro Tarpini e Fulvia Colombini, ma anche Dario Di Vico, nota firma del Corriere della Sera e Massimo Mazzucchelli, tra i promo-

mondo del lavoro in Italia e che si riflettono anche nel complesso del sistema economico: basso livello di occupazione femminile (lontano dal-

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l’obiettivo fissato dal Trattato di Lisbona del 60%); scarsa valorizzazione del lavoro (gli stipendi sono nettamente inferiori a quelli degli altri paesi europei); scarsa capacità di intercettare gli investimenti stranieri. A questi elementi, si aggiunge un sistema di relazioni industriali particolarmente complesso (si parla di un Diritto del Lavoro costituito da oltre 2700 pagine di codici) e attualmente applicabile solo alla metà dei lavoratori dipendenti: questo fa sì che una vasta fascia di lavoratori sia privo anche delle più elementari tutele. L’obiettivo e gli studi del Prof. Ichino sono quindi rivolti a cercare di razionalizzare il Diritto del Lavoro nel rispetto di tre principi: semplicità, unicità e universalità per far sì che le relazioni industriali del nostro paese non siano un ostacolo all’occupazione, ma siano anzitutto capaci di includere un numero sempre più alto di lavoratori. Nel valutare positivamente questa esperienza, ci auguriamo che essa possa essere replicata per mantenere sempre viva l’attenzione del Partito Democratico sul mondo del lavoro, realtà che non può essere ignorata da un Partito che cerca di raccogliere un sempre più ampio consenso e di essere vicino alle parti più deboli della popolazione.


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LA TESTATA DEI CIRCOLI - UGGIATE TREVANO

I LAVORATORI FRONTALIERI TUTELATI GRAZIE ALL’IMPEGNO DI PD E SINDACATI I frontalieri non sono evasori fiscali

Moreno Baruffini rande scandalo ha causato il cosiddetto scudo fiscale, varato dal Governo la scorsa estate, che ha permesso agli italiani che hanno somme depositate all’estero o rendite finanziarie di poterle regolarizzare, dietro il pagamento di una modesta multa, addirittura potendo in alcuni casi mantenere le somme fuori dall’Italia. Molti evasori sono stati così premiati dall’Esecutivo che, oltre che malizioso, si è dimostrato anche pasticcione (come al solito). L’Agenzia delle Entrate, infatti, si è a questo punto accorta dell’esistenza di uno sparuto, su scala nazionale, ma nelle nostre zone significativo numero di “italiani con un conto all’estero”: i lavoratori frontalieri. Questi lavoratori, che sono spesso obbligati dal datore di lavoro ad aprire un conto in Svizzera per depositare lo stipendio e che, in base a un accordo Internazionale tra Italia e Svizzera degli anni ’70 sono soggetti all’imposizione fiscale alla fonte in Svizzera, sono stati perciò considerati evasori fiscali in base alla Circolare 48/E. Oltre il danno la beffa: i grandi evasori avrebbero potuto farla franca a buon prezzo mentre i lavoratori onesti venivano costretti a un “doppio” pagamento. La reazione dei Sindacati e del Partito Democratico, però, non si è fatta aspettare: già il 22 ottobre gli Onorevoli Narducci e Damiano, con la nostra Chiara Braga, firmavano un’interrogazione urgente rivolta al Ministro dell’Economia chiedendo l’esonero dei frontalieri e nello stesso tempo il 10 novembre il gruppo del Pd (con il varesino Tosi e il comasco

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Luca Gaffuri ) faceva approvare in Consiglio regionale una mozione che impegnava analogamente la Regione a intervenire sul tema. Nello stesso tempo i sindacati organizzavano una raccolta firme e si facevano sentire. La situazione era ormai diventata esplosiva; nella Confederazione Elvetica, già irritata dal pasticcio scudo fiscale, il cantone Ticino, la cui economia si basa grandemente sul lavoro dei frontalieri, minacciava di bloccare gli storni delle tasse da loro pagate verso l’Italia. In base alla Convenzione Internazionale, infatti, ogni anno il 40% del gettito fiscale viene girato al Ministero del Tesoro e di conseguenza ai Comuni dove risiedono i lavoratori.

A questo punto i Sindacati decidevano di organizzare una grande manifestazione a Lugano nel mese di dicembre a cui il PD ha aderito, in seguito alla quale, e alle nuove sollecitazioni dei nostri parlamentari, il Governo decideva una proroga al 30 aprile. Restava aperta ancora una questione: il sistema pensionistico in Svizzera è basato su cosiddetti “pilastri” di cui il secondo costituisce la

pensione. I frontalieri avrebbero dovuto dichiararlo (pagando così tasse su una rendita “lecita”)?. Anche in questo caso, grazie alle sollecitazioni di Sindacati e Partito Democratico si è posta correzione. Oltre all’intervento a Roma sono state poi organizzate molte iniziative locali da parte dei Circoli per informare i lavoratori. La prima serata, intitolata “Frontalieri Scudo Monitoraggio Fiscale – Governo latitante. Dubbi interpretativi. Facciamo chiarezza!” si è svolta a UggiateTrevano e ha visto la partecipazione di Roberto Cattaneo, sindacalista UIL e responsabile del Forum PD Frontalieri, di Sergio Aureli, sindacalista Svizzero UNIA, del Consigliere Luca Gaffuri e degli altri candidati al Consiglio Regionale. Analoghe iniziative si sono svolte a Dongo e San Fedele Intelvi. Il PD comasco ha dimostrato di saper ascoltare il territorio, di saper coordinarsi a livello di Circoli e a livello interprovinciale e trans-frontaliero e di poter intervenire presso le sedi più opportune a tutela dei lavoratori. Tutto è bene quel che finisce bene dunque? Sì, anche se la Lega Nord ha di nuovo proposto di tagliare il fondo disoccupazione dei frontalieri (che non godono di aiuti in Svizzera e che hanno un fondo in Italia pagato dalle loro stesse tasse). La proposta non è passata in legge finanziaria ma probabilmente verrà riproposta ancora; inoltre i frontalieri devono comunque sottoporsi al non chiaro “monitoraggio fiscale”. L’impegno e la vigilanza del PD continuano!


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LA TESTATA DEI CIRCOLI - CANTÙ E MARIANO

Un nuovo motore per il legno arredo Mentre a Mariano le maggiornaze litigano, il PD pensa al futuro del nostro territorio

Alessandro Borghi

i si lamenta che in questa campagna elettorale non si parli dei problemi veri, quelli che interessano agli Italiani. Lo si dice a tutte le elezioni. Chissà poi cosa interessi veramente agli Italiani.

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A parlare di cose serie ci ha provato il Partito Democratico in due incontri sul lavoro tenutisi nelle scorse settimane a Mariano e a Cantù. L'obiettivo comune era cercare di lanciare uno sguardo oltre l'immediate difficoltà della crisi economica per immaginare una nuova Italia. Perché tutti sono d'accordo che l'ampliamento della cassa integrazione sia una soluzione temporanea, necessaria per tenere aperte le imprese e sostenere i lavoratori fintanto che non inizierà una ripresa vera. Quello a cui guarda il Partito Democratico, però, è la progettazione di una nuova fase di sviluppo economico, in grado di imprimere un cambiamento

anche qualitativo al nostro paese. A livello nazionale si cerca di mettere un freno agli errori del centro destra. Come ha ricordato l'on. Cesare Damiano, quando sta per arrivare l'uragano, il governo preferisce togliere l'Ici anche per i reddito medio-alti. In questo modo i Comuni si trovano in apnea proprio nel momento in cui le imprese chiedono regolarità nei pagamenti perché manca liquidità. Altro colpo è stata la detassazione degli straordinari: ma se non c'è lavoro quante persone avranno straordinari da farsi detassare? Palliativi. Così come la social card che pare sia costata molto di più di quanto abbia effettivamente trasferito nelle tasche dei cittadini. E si dice "pare" perché esattamente quanto sia costata nemmeno il governo è stato in grado di dirlo con certezza. A livello locale l'area di Cantù-Mariano cerca un nuovo motore per il legnoarredo dopo il tracollo del Clac. Si sta lavorando a un centro alternativo, in grado di dare supporto concreto

alle aziende. Fonte di finanziamento potrebbe essere l'1% dell'Ici sugli immobili produttivi, una delle poche forme di Ici rimaste. La cifra complessiva potrebbe aggirarsi intorno al milione di euro, dando così la possibilità di azioni concrete di sviluppo sul territorio. Azioni di cui, negli ultimi anni, si è sentito davvero la mancanza.


La Testata n*7