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LA TESTATA Direttore Responsabile: Maria Teresa Rangheri Sede: via Regina Teodolinda, 17, 22100 Como Editore: Carlo Bonetti Iscrizione al Tribunale di Como n. 3/09 del 11/02/09 Stampa: Fotocopiato in proprio Partito Democratico di Como Anno 1, numero 2

Periodico di informazione del PD provinciale Como

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Periodico di informazione

6-7 giugno 2009: una giornata importante

I

prossimi 6 e 7 giugno saremo chiamati a votare per eleggere i nostri rappresentanti europei, negli stessi giorni andranno alle urne 109 comuni della provincia di Como. Nella circoscrizione NordOvest (Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria) i candidati del Partito Democratico sono Sergio Cofferati, Patrizia Toia, Gianluca Susta, Antonio Panzeri, Franco Bonanini, Francesco Ferrari, Francesca Balzani, Giovanni Bignami, Maria Laura Centillo, Raimondo Donzel, Milena D’Imperio, Giorgio

Ferrero, Annamaria Di Ruscio, Piero Graglia, Chiara Porro De Somenzi, Roberto Placido, Maria Luigia Simeone, Elide Stancari e Ivan Scalfarotto. Ciò che interessa al Partito Democratico in questa tornata elettorale è sfatare il mito che “Strasburgo non conti niente”. Strasburgo non è solo un alibi per dare corso a iniziative impopolari ma necessarie, le decisioni del Parlamento Europeo di fatto orientano circa l’80 % delle nuove leggi nazionali. Questo deve essere ben chiaro nel momento in cui si ritira

la scheda: non si tratta di un voto di testimonianza, come vorrebbero fare intendere coloro che chiedono di esprimere preferenze per il Premier o un Ministro in carica; il voto europeo è l’unico che elegge direttamente un consiglio che non può sciogliersi prima della fine della legislatura. Votare il Partito Democratico significa avere la certezza di votare persone serie, in grado di dare un contributo ai lavori del Parlamento europeo, non solo occupandone un posto.

Europee 2009. Ma come si vota?

S

i svolgeranno a giugno le elezioni per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo: i 375 milioni di votanti appartenenti ai 27 Stati membri dovranno scegliere 736 deputati. In Italia si voterà sabato 6 (dalle 15 alle 22) e domenica 7 (dalle 7 alle 22). All’Italia, divisa in cinque circoscrizioni (Nord-ovest, Nord-est, Centro, Sud e Isole), spetta l’elezione di 72 deputati con sistema proporzionale. Il voto si esprime tracciando sulla scheda un contrassegno sulla lista prescelta, nella circoscrizione Nord-ovest si possono dare fino a tre preferenze, scrivendo a fianco del

simbolo il cognome, o il nome e cognome, per i casi di omonimia, dei candidati. Potranno essere eletti solo quei partiti che su base nazionale supereranno lo sbarramento del 4%.

Luca Corvi

PIACERE: TESTONE.

M

i sa che è il caso che mi presenti. Mi chiamo TESTONE. Sono appena nato e già ho un lavoro: spuntare qua e là per commentare, anche solo con la mia faccia, gli articoli della Testata. Ecco svelato il segreto del nome del periodico provinciale (caso mai ce ne fosse ancora bisogno). La testata è quella che vorrei dare (al muro) quando vedo certe cose, oppure come un ariete vorrei sfondare porte che sono sempre troppo chiuse e risvegliare coscenze sempre troppo addormentate. Che ne dite?


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DAL PD EUROPA - LA TESTATA

UNA NUOVA PAGINA DELLA TESTATA L’EUROPA È PIÙ VICINA A NOI DI QUANTO SEMBRI. DA QUESTO NUMERO. OGNI MESE. PER SAPERNE

S

ono Antonio Panzeri, ho 53 anni e vivo a Calusco d'Adda. Ho già trascorso 5 anni al Parlamento Europeo, dove mi sono distinto per l'alto tasso di presenza e per la costante attività nelle Commissioni Occupazione e Affari Sociali (di cui ho ricoperto la carica di Vicepresidente) e Mercato Interno. Fra le altre cose, ho fatto approvare un'importante Relazione sulla lotta al lavoro sommerso ed ho affrontato il tema della protezione dei consumatori a livello europeo e nazionale. Attraverso le interrogazioni parlamentari e la continua azione a livello europeo, ho portato all'attenzione delle istituzioni di Bruxelles problemi e questioni relative alla mia circoscrizione - dalle

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uesti 5 anni passati al Parlamento europeo mi hanno ancor più convinto di quanto sia fondamentale l’Europa, perché è lì, a Bruxelles e a Strasburgo, che nascono le direttive e i regolamenti da cui discende poi il 75 % delle nostre leggi nazionali. In questo periodo di lavoro, appassionato e interessante, ho sostenuto gli interessi della Lombardia e dell’Italia, senza perdere di vista la dimensione europea, che è davvero fondamentale ed è garanzia di un valore e di una forza aggiuntivi, che da soli, come italiani, non avremmo. Le battaglie che ho sostenuto sono state molte. Tra le altre voglio ricordare l’impegno diretto nell’ambito della discussione sulla direttiva dell’orario di lavoro: abbiamo bocciato

DI PIÙ.

ANTONIO PANZERI

una proposta sostenuta dalla Commissione Barroso e dai conservatori, di estendere l’orario settima-

PATRIZIA TOIA

nale massimo a 65 ore. Ciò avrebbe portato a un’idea non di “lavoro per l’uomo”, ma piuttosto di “uomo per il lavoro”. Con i miei colleghi, poi, abbiamo respinto una direttiva che aspirava a brevettare sia nel campo

ristrutturazioni industriali, all'integrazione multietnica - ed ho contribuito all'attribuzione di una cospicua parte del Fondo di Adeguamento alla Globalizza-zione alle imprese e ai lavoratori del nostro territorio Mi sono sempre fatto promotore di un'Europa sociale e solidale, che permetta l'inclusione di tutti i cittadini garantendone i diritti e la dignità. Contro le derive liberiste che vedono le protezioni sociali come un ostacolo e non come un importante elemento dell'Unione Europea. Se rieletto, continuerò a lavorare per l'obiettivo di coniugare competitività ed inclusione, promuovendo un sistema di welfare moderno ma caratterizzato da un alto livello di protezione sociale.

di internet, sia in quello dei software, anche le più semplici innovazioni. Per quanto riguarda la commissione Industria, ho seguito direttamente il Pacchetto per la riforma delle telecomunicazioni, quello su energia e clima, il settimo Programma quadro per la ricerca, lo Small Businnes Act per le Pmi, per le quali ho sempre ritenuto doveroso avere una particolare attenzione, in quanto rappresentano, soprattutto in Lombardia, la linfa vitale della nostra economia e della nostra ricchezza. Mi sono inoltre occupata di congedi parentali, tutela della famiglia, temi ambientali. Ho infine ottenuto di scrivere ed ho portato all’approvazione del Parlamento il mio Rapporto sull’Economia sociale di mercato, un settore importante da sostenere, soprattutto in questi tempi di crisi dell’economia.


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LA TESTATA - DAL PD NAZIONALE

L’Università dell’Insubria SEMPRE

PIÙ

ATENEO

DI

VARESE. SEMPRE

MENO

ATENEO

DI

COMO

Chiara Braga - Maria Rita Luivio

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ei mesi scorsi si sono susseguite notizie gravi e allarmanti circa la disparità nella distribuzione delle risorse finanziarie e del personale docente tra le sedi di Como e di Varese dell'Università dell'Insubria. L'accusa è nota da tempo: l'Università dell'Insubria è sempre più ateneo di Varese e sempre meno ateneo di Como, con il polo comasco destinato ad essere relegato a colonia di quello varesino. Un altro smacco insostenibile per il nostro territorio che ha visto disattendere la legge istitutiva della stessa Università Insubrica la quale prevede e prescrive l'equilibrato sviluppo delle due sedi di Como e Varese. L'evoluzione dei due poli universitari si è invece configurata, dalla data dell'istituzione ad oggi, in maniera fortemente

squilibrata penalizzando la sede comasca, tanto che, se nel 1998 Como aveva 50 docenti in meno rispetto a Varese, attualmente la differenza è salita oltre le 110 unità. Lo squilibrio riguarda anche aspetti di carattere organizzativo e amministrativo: il CdA non ha sede a Como, come per altro previsto; nella nostra provincia non è presente la figura del vice direttore amministrativo inoltre le altre posizioni organizzative apicali non sono state ripartite in misura simmetrica. A rendere ancora più pesante la situazione universitaria sono state una nota inviata alla stampa da un gruppo di docenti comaschi che denunciava apertamente una serie di scelte compiute dai vertici dell'Ateneo volte a un potenziamento della sede

di Varese e delle risorse ad esso assegnate, a scapito della sede di Como, e la notizia della domanda di trasferimento a Varese di 13 docenti della facoltà di scienze di Como, richiesta quest'ultima che ad oggi appare sfumata ma che se venisse riproposta e accolta dal Senato Accademico, metterebbe a rischio l'esistenza stessa della facoltà di scienze della nostra provincia. Il PD di Como ha affrontato la questione della disparità e della disarmonia creatasi in questi anni tra i due poli universitari di Como e Varese agendo congiuntamente su due fronti politici: a livello locale, ponendo più e più volte L. Carioni di fronte alle sue responsabilità di presidente della Provincia e di membro del Cda dell'Università dell'Insubria, e proponendo anche recentemente una mozione su tale argomento, approvata dallo stesso Consiglio Provinciale comasco; a livello nazionale, presentando un'interrogazione in Commissione alla Camera dei Deputati e indirizzata al Ministro dell'Istruzione M.S. Gelmini. L'obiettivo è la evidente e urgente necessità che le istituzioni territoriali e nazionali intervengano per garantire il rispetto della legge istitutiva dell'Università dell'Insubria, per tutelare lo sviluppo paritario della sede di Como e per difendere il ruolo che il nostro ateneo riveste in termini di ricaduta sull'evoluzione economica, sociale, culturale della realtà comasca, in cui, particolarmente in una fase di grandi trasformazioni, l'innovazione e la conoscenza assumono un rilievo sempre più determinante.


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LA TESTATA - DAL PD REGIONALE

SANT’ANNA, IL REFERENDUM LA PAROLA AI

I

a cura di Luca Gaffuri

CITTADINI

l Ministero dell’Interno ha appena sbloccato la situazione del referendum comasco sul Sant’Anna e i cittadini il 21 giugno potranno votare sì o no. Potrebbe essere l’ultima puntata di quel film da me citato qualche tempo fa, il cui titolo, perfettamente si adattava al caso del Sant’Anna: “Ricomincio da capo”. Un punto fermo dal momento che gli obiettivi degli attori in campo (Infrastrutture lombarde, enti, istituzioni locali) non hanno mai coinciso. Dopo mesi d’insistenza anche in Regione, pare che si realizzerà la soluzione auspicata dai Comaschi: Formigoni s’è impegnato a dare un “prestito-ponte” regionale di 33 milioni (aspettiamo gli atti formali: comunque bisognerà ripagare) e il Comune sta mettendo nero su bianco il progetto della cittadella. Resta da chiedere con forza che l’area della Napoleona abbia prevalenti funzioni pubbliche (le volumetrie del progetto Rallo non lo garantiscono ancora) e che la zona del G. B. Grassi sia fruibile dal quartiere di Camerlata. Per questo il Partito Democratico comasco chiede di votare sì al referendum.

È stato fatto: in Regione. Nel corso dell’ultimo anno, come consigliere regionale sono intervenuto a più riprese sulle problematiche connesse alla realizzazione del nuovo ospedale e alla destinazione dell’area in cui il nosocomio attualmente si trova. Alla fine della primavera 2008 Infrastrutture Lombarde (la società regionale che ha l’incarico di realizzare il nuovo Sant’Anna) aveva presentato un progetto per la riconversione del comparto di via Napoleona e una perizia sul valore dell’area di Camerlata che mettevano in discussione i contenuti dell’accordo stretto nel 2005 tra Regione, Provincia e i comuni di Como, Montano e San Fermo per la costruzione dell’ospedale. Con una serie d’interrogazioni rivolte all’assessore regionale Bresciani e nelle audizioni tenutesi nella commissione sanità del Consiglio regionale (sono stati sentiti l’assessore, i direttori d’Infrastrutture Lombarde, della ASL, del Sant’Anna, dell’Agenzia del Territorio di Milano), abbiamo ottenuto che fossero dati chiarimenti e che la Regione si facesse carico delle sue responsabilità verso la collettività comasca.

È stato fatto: in Comune di Como. Il gruppo consiliare PD ha portato al voto una delibera d’indirizzo che vincolasse in modo preciso la giunta circa il futuro dell’area dov’è oggi il Sant’Anna. Con l’opposizione del sindaco Bruni, messo in minoranza dal voto del consiglio, sono stati raggiunti due obiettivi: la formalizzazione della cittadella sanitaria e l’impegno di realizzare una piazza pedonale per Camerlata. È stato fatto: nel quartiere. Il circolo PD della Circoscrizione 3 ha mobilitato la cittadinanza, prima con assemblee pubbliche (ad una ha partecipato Livia Turco, ex ministro della Salute), poi con una raccolta di firme a sostegno di una petizione che proponeva la dismissione del vecchio Sant’Anna come occasione per ridare vivibilità a Camerlata. Si chiedevano la concretizzazione della cittadella sanitaria, l’insediamento di altri servizi pubblici per i cittadini (i giovani in primis), l’individuazione di una piazza pubblica e, nell’area verde dell’ex sanatorio Grassi, di un parco di quartiere. La petizione è servita come punto di partenza per il lavoro dei consiglieri comunali.

“Condividi la necessità di un vincolo di destinazione urbanistica all’area occupata dall’attuale San’Anna che assicuri, per il futuro, la presenza in tale area di una cittadella della salute e che riservi una quota prevalente comunque non inferiore al 60% del totale a Servizi alla persona?”.


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LA TESTATA - DAL PD PROVINCIALE

Unione di Comuni

STA A NOI ANTICIPARE UNA NECESSITÀ PRIMA CHE SI TRASFORMI IN URGENZA. "Le Unioni di comuni sono enti locali costituiti da due o più comuni, di norma confinanti, per l'esercizio congiunto di funzioni, in base all'art. 32 del T.U.E.L. n. 267 del 18 agosto 2000. Alle Unioni di Comuni si applicano, in quanto compatibili, i principi previsti per l'ordinamento dei comuni. Lo Statuto dell'Unione individua gli organi (Presidente, Giunta e Consiglio), le modalità di elezione, le funzioni svolte e le risorse necessarie. (...) Alle Unioni competono gli introiti derivanti dalle tasse e dalle tariffe e dai contributi sui servizi a essa affidati. Le regioni, ai sensi dell'art.33 del suddetto T.U.E.L., predispongono in accordo con i comuni, un programma per individuare gli ambiti della gestione associata sovra comunale di funzioni e servizi, disciplinando, con proprie leggi, le forme di incentivazione con eventuale previsione di un apposito fondo nel proprio bilancio."

N

egli ultimi mesi abbiamo assistito al susseguirsi di dichiarazioni di resa da parte di amministratori di piccoli comuni nel far quadrare i propri bilanci. Focalizziamo l'attenzione solo sui comuni sotto i 5000 abitanti dal momento che un ragionamento su comuni più grandi prevedrebbe ulteriori incognite. Secondo gli ultimi dati ANCI, risalenti del 3 marzo, oltre la metà dei comuni lombardi sarebbe nell'impossibilità di approvare il bilancio di previsione 2009 rispettando il patto di stabilità. A gravare sui bilanci di piccoli e grandi comuni sono le minori entrate ICI sulla prima casa. I trasferimenti compensativi sono inferiori alle stime del gettito ICI per l'anno 2009. C'è chi, come il sindaco di Milano Letizia Moratti, annuncia che non potrà fare altro che aumentare la

tassa rifiuti e chi, come quattro dei sindaci dei piccoli comuni dell'erbese, annuncia a mezzo stampa che non ha alcuna intenzione di ricandidarsi, a fronte dell'impossibilità di governare con risorse così ridotte. Le abbondanti nevicate di quest'inverno hanno dissanguato le casse dei piccoli comuni intelvesi e proprio nella Valle si sono mossi per primi verso “l'Unione dei Comuni”. Sulla scorta della necessità sono sempre più coloro che si chiedono perché ogni comune debba avere un proprio ufficio tributi, un proprio ufficio del personale, perché debbano esistere procedure diverse in comuni vicini e perché i cittadini non possano avere gli stessi servizi in qualità e quantità a prescindere dalle dimensione demografiche del paese di residenza. Partendo da queste premesse e considerando il territorio comasco come un sistema unitario sotto l'aspetto naturale e storico, sociale e culturale, il PD provinciale ritiene sia necessaria un'azione politica più coesa e l'individuazione di strategie univoche. In assenza di una Amministrazione provinciale capace di governare e programmare delle linee strategiche, si rende necessario promuovere una UNIONE DEI COMUNI che agisca con responsabilità, in rappresentanza e nell'interesse degli enti locali minori. L'Unione è soprattutto l'unica forma istituzionale realisticamente in grado di far superare l'isolamento di alcune realtà montane e lacustri, offrendo allo stesso tempo l'ottimizzazione dei servizi e un giusto decentramento delle scelte senza calpestare l'identità e le tradizioni proprie dei singoli paesi. Con l'Unione dei Comuni si potrebbero ristabilire gli equilibri tra aree meno ricche e più avan-

Ferruccio Cotta zate, le prime beneficerebbero delle nuove economie di scala prodotte, mentre le più progredite vedrebbero diminuire i rischi di implosione. In termini politici poi, tutto ciò significherebbe applicare finalmente le norme per l'autodeterminazione degli Enti Locali, attuando concretamente le basi per un federalismo fiscale e imboccando la sospirata e agognata strada della semplificazione istituzionale e della macchina pubblica. I vantaggi di questa scelta possono essere quindi riassunti in una riduzione degli sprechi causati dalla duplicazione delle strutture, nel miglioramento della qualità della vita grazie al maggior numero di servizi alla persona che si possono rendere disponibili e ancora nell'incremento dell'autonomia operativa e funzionale, raggiungibile con alte professionalità e strutture adeguate. Inoltre, aumenterebbero automaticamente i livelli di rappresentanza elettiva dei territori, facendo proporzionalmente lievitare anche le disponibilità economiche e strumentali in considerazione di una maggior "forza contrattuale" verso gli organi istituzionali superiori (es. Regione Lombardia). Per tutto questo, l'attuazione dell'Unione dei Comuni si configura come una esigenza improrogabile e impellente e non solo come una manovra elettoralistica. La sua sistematica applicazione potrà diventare il perno su cui organizzare la strategia amministrativa. I nostri candidati e le nostre liste hanno affrontato nel loro programma questo tema ed è una nostra priorità organizzativa il mettere in gioco, la dove non già presenti, liste e candidati ad hoc, per promuovere l'impegno a concretizzare una intesa in questa direzione.

LISTE PD TERRITORIO COMUNE

È

scaduto il 9 maggio, a mezzogiorno, il tempo per presentare le liste che parteciperanno alle prossime elezioni amministrative del 6 e 7 giugno. Esponenti del Partito Democratico sono candidati nella quasi totalità dei comuni che vanno al voto, partecipando a liste civiche. Il PD si presenta con una propria lista nel centro di maggior peso e importanza Mariano Comense. Lo stesso è stato fatto per i comuni di Dizzasco, Val Rezzo, Bene Lario, Dosso del Liro, Cabiate e Castelnuovo

Bozzente, dove sono candidati rispettivamente Romolo Vivarelli, Roberto Gallo, Antonio Nocera, Mirella Nalin, Maria Pia Tagliabue e Lucia Gallo: il Partito Democratico si presenta con un proprio simbolo riconoscibile in questi piccoli centri dove molto spesso in passato si è presentata una sola lista locale, senza che ci fosse alcuna effettiva competizione elettorale. Lo scopo di queste liste del PD è innanzitutto quello di dar voce a quanti non hanno avuto rappresentanza in comune e in alcuni casi a far uscire

Elisa Mariani

questi stessi comuni dall'isolamento territoriale. Nei programmi di gran parte delle liste il denominatore comune è la prospettiva di formare un'Unione dei Comuni, per abbattere i costi e allo stesso tempo avere maggiori servizi.


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LA TESTATA SPECIALE TERRITORIO COMUNE

TUTTE LE LISTE PD TERRITORIO COMUNE UNA PRESENZA IMPORTANTE Paolo Ortelli TERRITORIO COMUNE BENE LARIO

TERRITORIO COMUNE DIZZASCO

Isola Federica Palermo Antonio Luraghi Jlenia Monti Giuseppe Grieco Raffaele De Luca Antonia Di Giuseppe Patrizia Braga Tiziana Macaluso Tiziano Gallo Luca

Grieco Raffaele Todeschini Carlo Di Fiore Christian Lironi Daniele Monti Giuseppe Luraschi Jlenia Pusterla Alessandra Arrighi Claudio Battarino Lorenzo Clerici Angelo

candidato sindaco

Nocera Antonio

TERRITORIO COMUNE - DOSSO DEL LIRO

TERRITORIO COMUNE CASTELNUOVO BOZZENTE Minopoli Marco Broggi Federico Mele Giuseppe Longo Rosina Cotta Graziella Luraschi Angelo Conconi Nora Guarnerio Anna Lodi Annita Cartoceti Greta Di Giuseppe Patrizia Pusterla Alessandra

Macaluso Tiziano Tosetti Stefano Broggi Federico Lironi Daniele Montorfano Chiara Cotta Renato Braga Tiziana Clerici Angelo Conconi Nora Luraschi Massimo candidato sindaco

candidato sindaco

Nalin Mirella

TERRITORIO COMUNE - CABIATE

Gallo Lucia

TERRITORIO COMUNE - VAL REZZO Todeschini Carlo Minopoli Marco Longo Rosina Battarino Lorenzo Mele Giuseppe Tosetti Stefano Biraghi Marco Cartoceti Greta Guarnerio Anna Arrighi Claudio Luraschi Massimo

candidato sindaco

Vivarelli Romolo

candidato sindaco

Gallo Roberto

Davide Bellotti Giulio Bizzozzero Dario Bolognesi Filippo Borella Silvia Caldera Sergio Cerati Giampiero Cesari Piergiorgio Colombini Moreno Colombo Alberto Conti Franco Floreani Carla Longhi Enrica Longoni Elisabetta Pozzoli Giorgio Riva Viviana Seveso

candidato sindaco

Maria Pia Tagliabue


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LA TESTA DEI CIRCOLI - MARIANO COMENSE

IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE UN NUOVO FUTURO PER MARIANO Francesca Tonnarelli Grassetti

La lista di Progetto Mariano Brianza pone al centro l’esigenza di costruire per la Città di Mariano una progettualità che superi i confini territoriali e che veda le nostre comunità legate alla Brianza ed all’Europa, con queste specifiche proposte: Una politica limpida: nella nostra lista nessuno ha conflitti di interessi. Contenimento delle costruzioni. Stop al consumo di suolo. Recupero del centro storico con incentivi per i proprietari Recupero a museo e valorizzazione della Villa Sormani. Una nuova biblioteca e nessuna costruzione

privata nell'area adiacente. Una “consulta dell’economia”: luogo di confronto ed elaborazione per le realtà produttive Rigorosa tutela dei boschi e delle colline. Valorizzazione del Parco della Brughiera. Sistemare i “pericolosi pasticci” causati dalla nuova viabilità. In P.zza Roma: togliere un po’ di ruggine e dare più sicurezza ai ciclisti. Una vera tangenziale, per portare il traffico fuori dell’abitato. Più attenzione ai mezzi pubblici: una linea diretta da Mariano a Como e da Mariano a Seregno (FS) .

Sostegno ai nuovi disoccupati ed al lavoro produttivo. Una rete di servizi per le fasce più deboli. Un Assessore per Perticato, perché la frazione non diventi periferia. L’istruzione, la cultura e la solidarietà sono veri valori per tutti: sostegno alle Scuole ed alle Associazioni di volontariato. Uno sport per tutti: dagli “atleti in erba” ai campioni di domani. Riduzione delle spese della politica: meno assessori e meno consulenze. Per la lettura completa del programma www.pdmariano.com.

APPELLO DI RENATO MAURI AGLI ELETTORI MARIANESI Renato Mauri gono sono le uniche innovative, con moltissime donne presentate e con moltissimi giovani che hanno scelto di avvicinarsi alla politica; perché abbiamo scelto di combattere il “partito del mattone” non candidando alcun immobiliarista; perché le tre liste che mi sostengono rappresentano tre Agli elettori di Mariano e di differenti prospettive di proPerticato chiedo di votarmi per tre gresso: il Partito Democratico; una lista civica di centro (progetto motivi: perché le liste che mi sosten- Mariano Brianza); una lista civica Il 6 e 7 giugno si voterà per le elezioni amministrative e per il Parlamento Europeo. Ringrazio tutti coloro che si recheranno a votare. Troppo spesso diamo per scontata la democrazia, dimenticando che è stata una lunga e faticosa conquista che va continuamente confermata.

delle sinistre (Sinistra Marianese). Mariano è il terzo comune della Provincia di Como. Ha bisogno di costruire nuove prospettive: la Brianza e l’Europa saranno i nostri orizzonti. Il centrodestra è tutto rivolto al passato e a difendere vecchi privilegi. Votando me e le liste che mi sostengono alzeremo lo sguardo e costruiremo insieme un bellissimo futuro.


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LA TESTATA DEI CIRCOLI - CIRCOLO TRENTASETTE ALBAVILLA

DIFFICILE, MA NON IMPOSSIBILE... ANZI PROBABILE

Non è retorica se dico che quello che sempre e comunque è rimasto davanti al nostro operare, mio come assessore uscente ma anche di tutti i miei compagni di avventura, è stato il bene comune, è stato il nostro paese, è stata Albavilla. Quello che ci ha unito in questi anni è la condivisione di un progetto. Sappiamo che oggi, sempre più spesso, le azioni di governo sono dettate dai sondaggi. Così come un’azienda decide se mettere in produzione un determinato prodotto in base alle ricerche di mercato, sempre più spesso anche la politica fa quello che la gente chiede. Eppure non è sempre così che un paese cresce. A volte la visione del futuro, il progetto per il proprio paese richiedono scelte coraggiose, magari non sempre popolari. Il nostro progetto si può riassumere in poche parole: Albavilla, un paese da vivere. Un paese in cui nessuno deve essere lasciato indietro. Un paese in cui ognuno possa trovare spazi e luoghi di aggregazione con uguali diritti e doveri per tutti. Se ha questo ambizioso progetto aggiungiamo la situazione folle in cui si trovano ad amministrare le giunte dei paesi grandi e piccoli il

IL PAESE CHE VORREI

committente responsabile Giacomo Pontiggia

IL PAESE CHE VORREI

committente responsabile Giacomo Pontiggia

O

rmai ci siamo. Cinque eterni anni sono volati in un attimo. E’ stato bellissimo e faticoso; affascinante e spaventoso. A volte pieno di soddisfazioni, il più delle volte senza nemmeno quelle, questo periodo ha rappresentato per me, ma credo anche per tutti i miei compagni di viaggio, un’esperienza contraddittoria e altalenante.

Carla Cazzaniga

MINO PONTIGGIA SINDACO A TEMPO PIENO

“Dopo 5 anni di amministrazione la LISTA CIVICA ALBAVILLA si ripresenta agli elettori col suo gruppo compatto e con l’apporto di nuove forze. A unirci la stessa visione del passato, del presente e del futuro del nostro paese: un Albavilla dove crescere, studiare, lavorare, divertirsi. Un paese da vivere.” Mino Pontiggia MINO PONTIGGIA SINDACO A TEMPO PIENO

ELEZIONI AMMINISTRATIVE 6-7 GIUGNO 09

ELEZIONI AMMINISTRATIVE 6-7 GIUGNO 09

IL PAESE CHE VORREI

MINO PONTIGGIA SINDACO A TEMPO PIENO

Franca Anzani

Stefano Binda

Nata ad Albavilla nel '55, mi occupo di restauro conservativo di pitture murali, sono presente nel direttivo CNA di Erba cercando di risolvere i problemi delle Imprese artigiane. Coordino il “Gruppo di Protezione Sociale Comunale”, sono Consigliera con delega all'Ambiente, rappresento Albavilla in vari organismi sovraccomunali. Ritengo che il lavoro per la difesa di territorio e ambiente sia un impegno per le future generazioni.

Nato il 27 ottobre 1981, figlio di Ercole e Anna, ho un fratello maggiore, Roberto. Ho trascorso l’infanzia nella pasticceria Cis di Albavilla. Dopo la maturità classica al liceo Volta di Como, mi sono laureato in filosofia all’Università Cattolica. Dopo un master, dal 2007 sono responsabile per le relazioni istituzionali in materia di politica industriale presso Confindustria Lombardia.

Carla Cazzaniga

Alberto Cigardi

Nata a Como ma Albavillese di origini, negli ultimi 5 anni mi sono dedicata alla Cultura e alla Scuola in qualità di assessore. Oltre alle molte manifestazioni, tra cui il “Festival della Parola”, “Albavilla in Tavola” e “Albavilla in Mostra”, nel settore Istruzione ho curato gli aspetti pratici, creando nuovi servizi grazie a un rapporto di collaborazione costruttiva con la scuola. Nei prossimi anni voglio ampliare i servizi extrascolastici pomeridiani.

Patrizio Cigardi detto Titti

Vivo ad Albavilla da quando sono nato, sono papà di due bimbi e marito di Cristina. Come Assessore ai Servizi Sociali mi sono rapportato con la situazione del nostro paese curando principalmente l’aspetto umano, ascoltando e quindi proponendo soluzioni mirate. Membro effettivo della commissione Affari Economici della Parrocchia, ho mantenuto, alla soglia dei 40 anni la passione per il calcio, che mi porta ancora a calpestare i campi da gioco.

Giovanni Ferrucci

Ho 63 anni, da 38 abito a Carcano e sono sposato con Carla Veronelli. Sono consigliere in Comunità Montana e in ambito comunale curo i rapporti con le frazioni di Carcano e Corogna. Sono anche delegato al turismo e responsabile del sito internet istituzionale. In questi anni mi sono occupato dell'organizzazione di diversi eventi culturali tra cui Sinfolario, l'80° di Fondazione del Comune e Percorsi in Brianza

Nato ad Albavilla nel '53, sposato con Nati, ho due figlie: Chiara e Simona. In questi cinque anni ho ricoperto i ruoli di Presidente del Consiglio Comunale e Consigliere con Delega per le Associazioni e lo Sport. Da trent'anni sono impegnato nel sociale con il Gruppo Amici di Loreto (Molena) per promuovere manifestazioni destinate a raccogliere fondi da devolvere in beneficenza.

Andrea Ciceri Classe '78, Albavillese da sempre, diplomato Geometra, esercito la libera professione dal 2000; membro del consiglio pastorale di Albavilla, collaboro con Polisportiva e Oratorio. È la mia prima esperienza politica, mi candido con entusiasmo per dare il mio contributo al paese. Ho scelto la Lista Civica perché ne condivido valori, progetti e metodologie, indipendentemente dagli orientamenti politici

Alfredo Frigerio, detto Dedo Nato ad Albavilla nel ‘50, sposato con Wanda, ho due figli e due nipotini. Vissuto a Erba dal 52, nel 98 sono tornato nel paese che amo. Presidente della proloco di Albavilla per 8 anni e con la mia quarantennale esperienza cantieristica , faccio ora la mia prima esperienza politica con l’obiettivo di dare il mio disinterassato contributo.

problema si fa ancora più grosso e le scelte diventano sempre più cruciali. Non sempre si può, o si deve, dire semplicemente sì Credetemi, non sono molte le soddisfazioni che puoi ricavare da un esperienza come questa. Anche se le tue intenzioni sono buone c’è sempre qualcuno che vede in quello che fai chissa quali strane dietrologie o secondi

Erminia Gariboldi

Luca Grammatica

Assessore al Bilancio, rappresento il Comune nel Consiglio dell'Opera Pia Roscio e lavoro a Erba come avvocato comunale, convinta che un impegno leale nelle Istituzioni tuteli i diritti dei Cittadini. Come Assessore ho curato la legalità e la trasparenza del bilancio, assicurando solidità ed equità: nessun aumento delle tasse, più servizi e agevolazioni per chi ne ha bisogno.

Ho 42 anni, sono sposato con Laura e ho due figlie, Alice e Sofia. Da quando mi sono diplomato in ragioneria lavoro come contabile in un affermato studio legale di Como. Sono convinto che i nostri problemi principali siano quelli quotidiani e voglio impegnarmi nel cercare di risolverli passo dopo passo, con l’entusiasmo di chi affronta una nuova esperienza.

Gianluigi Molteni

Marcello Molteni

Nato ad Albavilla nel 1952 sposato con una figlia e Consigliere Comunale uscente. In questi anni ho cercato, nell’ambito delle mie deleghe, di migliorare la qualità della vita della cittadinanza con particolare attenzione alla Pubblica Illuminazione, alla gestione e sistemazione dei cimiteri, alla riqualifica dei giardini pubblici e all’arredo urbano.

30 anni, sposato da un anno con Debora e titolare di un’agenzia immobiliare. Forte dell’esperienza di Consigliere Comunale e di vice-presidente e Assessore all’Ambiente ed Ecologia della Comunità Montana del Triangolo Lariano, mi candido per la seconda volta, con l’ intenzione di impegnarmi ancora più a fondo. Un impegno concreto e visibile, a disposizione di chi ha bisogno e di chi ha idee per un Albavilla ancora migliore.

Tommaso Latis

Antonella Pileggi

Nato a Milano nel 1958, vivo ad Albavilla da oltre 20 anni con la moglie e le figlie. Funzionario della Provincia di Como, mi occupo di agricoltura con una particolare attenzione alla “gestione sostenibile” del territorio. Negli ultimi anni ho fatto parte della commissione edilizia del Comune di Albavilla.

Nata a Erba nel 1979, dopo la laurea in Scienze della Formazione Primaria, ho conseguito il Master in Gestione dei Beni Culturali. Oggi lavoro come consulente presso gli Istituti Milanesi Martinitt, Stelline e Pio Albergo Trivulzio. Durante i cinque anni di amministrazione ho cercato di dare il mio contributo alla vita amministrativa di Albavilla. nell’ambito della Cultura.

Pierluigi Ponzoni

Massimo Rizzi

Sono presidente della LEMA, una

Nato a Erba nel ‘57, sono sposato, ho 3 figli e sono imprenditore. Da sempre interessato al mondo della scuola, non mi piace elogiarmi con panegirici del tipo “faccio, faccio”... Per il mio paese ci metto la faccia, e anche la firma. Chi mi conosce sa cosa faccio, chi non mi conosce CHIEDA a chi mi conosce.

delle aziende più dinamiche della zona, eppure in questi anni ho voluto conciliare i miei impegni di lavoro con quelli amministrativi. È quello che continuerò a fare mettendo a disposizione del mio paese la mia esprienza e le conoscenze nel settore imprenditoriale e produttivo.

fini. Però, evidentemente, se dopo 5 anni siamo ancora tutti qui è perché crediamo in quello che abbiamo fatto e sappiamo di poter fare ancora di più. Credo che i nostri concittadini, molti di loro almeno, sappiano tutto questo. Quindi ripeto DIFFICILE MA NON IMPOSSIBILE, ANZI PROBABILE.


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LA TESTATA DEI CIRCOLI - CANTÙ

PALAZZETTO: STORIA FINITA? LA

POSIZIONE DEL

PD

DOPO LA SENTENZA DEL

TAR

Ivano Brambilla coprire i decennali errori e responsabilità delle maggioranze di destra che governano Cantu', spacciando come panacea di tutti i mali una soluzione come quella del ProjectFinancing che nasconde costi per la comunità già facilmente constatabili (le aree di via Spluga e di Via Como) e rischi elevati per la fattibilità del piano economico-finanziario a sostegno dell'intervento.

13 Marzo 1990: il Consiglio Comunale di Cantu' approva il progetto esecutivo del 1° lotto del nuovo Palazzetto dello Sport per un importo complessivo di € 5.474.443,13, finanziati da un mutuo della Cassa Depositi e Prestiti (€ 1.859.244,84, che stiamo ancora pagando) e da un mutuo a totale carico dello Stato e quindi di noi cittadini, per €. 3.615.198,29. 25 Marzo 2009: Il destino del cantiere del Palazzetto rimane nelle mani dei giudici del TAR della Lombardia , che decidono di bocciare l'ennesimo ricorso giuridico amministrativo che ha contraddistinto la storia infinita di questa opera pubblica incompiuta. Ora si resta in trepida attesa per conoscere se nei prossimi mesi sarà o meno presentato un nuovo ricorso al Consiglio di Stato da parte dei medesimi ricorrenti. Pertanto non sono bastati 19 anni di attesa, di cui ben 15 contraddistinti da Giunte presiedute da Sindaci della Lega Nord, il partito che il 16 Marzo 1994 sospese totalmente i lavori del cantiere, al solo scopo di voler creare un simbolo della Prima Repubblica che di lì a poco il suo

futuro "grande amico e alleato" Berlusconi si sarebbe preparato a sfidare con la sua "discesa in campo". A distanza di tutti questi anni la situazione non è sostanzialmente cambiata, governa sempre la Lega e pure Berlusconi, se non per due aspetti non certamente trascurabili: il primo è che il cantiere è rimasto tale e ben 18 miliardi di vecchie lire si sono letteralmente volatilizzati o per meglio dire sono state buttati al vento; il secondo è che la Giunta Sala ha deciso di abbattere quanto costruito, approvando però un progetto che comporterà il sacrificio di due aree di proprietà pubbliche (valore pari ad almeno 8 miliardi di vecchie lire) che dovranno essere cedute ai privati che si aggiudicheranno il diritto di costruire e di gestire l'impianto per i prossimi 30 anni, parallelamente ad un nuovo centro commerciale (puro e di servizio) per una superficie molto vicina a quella del confinante Bennet. Al di là del contenzioso legale in corso tra due ditte per accaparrarsi l'affare (per loro, non per i cittadini), il dramma di tutta questa vicenda risiede nella spregiudicatezza con la quale la Giunta Sala sta cercando di

Non a caso il piano viene tenuto segreto e nessuno conosce nè i particolari, nè i contorni.

?!

Come Partito Democratico, a partire dal 2002 abbiamo sempre proposto soluzioni alternative concrete e fattibili dal punto di vista tecnico-amministrativo, ma la maggioranza ha sempre risposto "picche", assumendosi la dolorosa responsabilità politica di far dipendere il futuro del Palazzetto da un giudice amministrativo. La nostra speranza è che, nell'interesse della cittadinanza canturina, si chiuda al più presto questa dolorosa e costosa vicenda, senza che però nessuno degli attuali amministratori alzi troppo la testa a rivendicare chissà quale premio o riconoscimento, in quanto concludere questo cantiere aperto è il minimo che si può e si deve fare nel momento in cui si accetta una carica pubblica. Se, al contrario, il Consiglio di Stato (sempre che il privato decida di ricorrervi) ribaltasse la decisione del TAR e dovesse dar torto al Comune la nostra speranza è quella che nessuno sollevi il fantasma di presunte "toghe rosse": non sarebbe più il tempo delle barzellette, ma quello delle dimissioni.


La testata - n°2