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InformaChiari Il foglio informativo del PD di Chiari

edizione on-line

marzo 2012

La questione morale nei partiti di Carlo Fogliata

Prendi i soldi e scappa Di fronte al continuo emergere di scandali e comportamenti censurabili da parte di esponenti politici, è sicuramente impopolare parlare della necessità che lo Stato si faccia carico degli oneri derivanti dall'esercizio delle pubbliche funzioni dei partiti. Mi limito a richiamare due soli articoli della Costituzione: Art.49 - Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale; Art.54 - I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge. Alla sola lettura di questi articoli appare evidente il divario tra enunciazione e pratica corrente. Troppo spesso leggiamo, nelle cronache, di esponenti di partito o addirittura di pubblici amministratori che non hanno adempiuto al loro dovere con disciplina ed onore. Queste considerazioni però non fanno venir meno l'esigenza che la pratica della democrazia e della partecipazione si sviluppi sempre di più. Non è giusto che per il cattivo comportamento di alcuni

si ledano i diritti fondamentali di tutti. Di fronte ai casi eclatanti che stanno scuotendo la politica (PD compreso), penso che si farebbe cosa buona se si dicessero parole di verità su questi avvenimenti. Non si tratta di fare dell’antipolitica, ma di affermare in modo del tutto netto che chi ruba deve rispondere di fronte alla legge e i partiti, se non vogliono essere travolti, devono prendere le distanze da questi personaggi, pur nell’affermazione della presunzione di innocenza sino a giudizio definitivo. segue in ultima pagina SONO UN UOMO DEL RUBARE, SENZA DI NOI, SAREBBE TUTTO FERMO.


Quando il lavoro manca di Sergio Arrigotti

Dalla crisi mondiale alla NK

e il Comune fa promesse da marinaio Ogni volta che si aprono i Per stare solo alle più famo- suto commerciale, artigianale giornali si leggono dati spaventosi e drammatici. La disoccupazione in Italia sfiora il 9%, quella giovanile arriva addirittura sopra il 38%. Dei nuovi rari contratti che vengono sottoscritti solo due su dieci sono a tempo indeterminato, mentre otto sono di vario tipo precario. Si contano sino a 44 tipologie contrattuali diverse. Tra disoccupati ufficiali, lavoratori sfiduciati e cassintegrati a zero ore si raggiungo tre milioni di persone senza lavoro. E nei prossimi mesi, dato che il paese ha ufficialmente imboccato la via della recessione, il dato è destinato ad aggravarsi. Purtroppo anche la ricca Lombardia, anche le nostre zone, vedono il lavoro mancare sempre di più. Il graduale, ma costante impoverimento delle realtà lavorative di Chiari e dintorni mette i brividi. Un mondo in pochi anni è cambiato ed è stato cancellato.

se e storiche imprese clarensi, la NK che contava ancora un anno fa 124 dipendenti ha cessato la produzione; le Cantine Soldo, 65 dipendenti, sono fallite e hanno chiuso; la Fin Beton, 293 addetti, è in concordato preventivo, da un giorno all’altro i dipendenti sono stati lasciati a casa, avvisati per telefono che il lavoro non c’era più. E la caduta di un gruppo edile che opera in tutta la Lombardia rischia di trascinare con sé una parte consistente dell’indotto, con gravi conseguenze per numerose piccole imprese e i loro dipendenti. La Bialetti ha trasferito all’estero quasi tutta la produzione, e in borsa lo scorso anno ha lasciato ben il 28% del proprio capitale. Le Trafilerie Gnutti e la Poligrafica San Faustino hanno fatto ricorso alla Cassa Integrazione. Quest’ultima in borsa nel 2011 ha registrato una perdita pesantissima, il 56% del valore del proprio titolo. Questo al di là del diffuso tes-

e delle piccole imprese, inquieto e in difficoltà come da molto tempo non si registrava. Sono dati terribili perché il lavoro non è una merce, che si può vendere e comprare, non è un indice di bilancio che vale solo per la statistica, è vita vera, è storia di uomini e donne e famiglie e ragazzi. Che scotta sulla pelle. Il lavoro appartiene alla dignità dell’uomo, è la chiave di volta della partecipazione alla città dell’uomo. Quante sono le famiglie clarensi coinvolte in questa drammatica crisi? Che cosa ha fatto la nostra Amministrazione Comunale per affrontacontinua alla pagina successiva


re questo problema? Poco o nulla, tranne vacue parole al vento. D’accordo che le politiche per il lavoro non sono di diretta competenza municipale, ma il fatto è che invece riguardano direttamente gli amministratori clarensi i destini degli abitanti di questa città, a cui non si devono raccontare le favole come invece ha fatto l’Amministrazione. La vicenda dell’N.K. in questo senso è paradigmatica. Del destino dei lavoratori dell’azienda tessile fondata nel lontano 1882 si è potuto parlare in un consiglio comunale solo perché la seduta è stata convocata dalle opposizioni; in Consiglio si è cercato in tutti i modi di non dare la parola ai lavoratori adducendo questioni regolamentari e li si è fatti parlare soltanto con un escamotage tecnico quale è stata la sospensione della seduta ufficiale e a microfoni

Anche, ad esempio, all’assunzione e presa in carico degli ex lavoratori dell’N.K. Questo discorso vale anche per la futura riconversione dell’area industriale attuale dell’N.K. Tutto dovuto, tutto concesso in nome di interessi magari legittimi, ma personali? E i lavoratori, e il loro destino, e questa città, che fine faranno? Il lavoro resta la vera emergenza del paese. Il lavoro che manca è la nuova povertà dell’Italia. E’ a partire dal lavoro che si può e si radio spenti (che la città non deve ricostruire il tessuto senta!); alla fine il Sindaco sociale della nostra nazione. si è speso nella promessa di portare a termine una trat- Mi chiedo: siamo ancora una tativa con la SMA per la ri- Repubblica democratica foncollocazione di alcuni operai data sul lavoro come dice la nel nascente Polo Logistico. nostra Costituzione? O solo Dopo più di un anno il risul- sul guadagno e sul profitto, tato è disastroso. La prospet- sullo spread e sulla finantiva millantata dal Comune za? Abbiamo bisogno che di trovare occupazione nel la questione lavoro torni al polo logistico SMA si è ri- centro dell’attenzione, anche velata infatti non concreta. delle politiche municipali. Solo due uomini su 124 handi Sergio Arrigotti no ricevuto una proposta che tra l’altro non hanno potuto accettare. Gli altri nulla. Il fatto è che una Amministrazione Comunale dovrebbe parlare per atti ufficiali e non per promesse personali. E gli atti ufficiali, se davvero stava a cuore il destino di tutte quelle famiglie, potevano vincolare, attraverso una convenzione e un accordo alla luce del sole, la realizzazione del polo logistico a determinate condizioni.


Tamtam democratico sfoglia la rivista a questo indirizzo

http://www.tamtamdemocratico.it/monografia/n umero6/documenti/issuu.htm


I Cafoni di Umberto Lorini

La cafonaggine è stata sempre un tratto distintivo di una parte della popolazione di questo Paese. Nel passato però, il cafone viveva una sua vita clandestina, messo sempre in disparte dal carattere nazionale fatto di rispetto e buone maniere. Se emergeva dal suo ghetto, veniva subito additato dalla vecchietta di turno con il classico “Oh, ma che maniere!”. Negli ultimi anni invece, grazie forse a improvvisi arricchimenti, il cafone è uscito dalla sua emarginazione e si è affermato come tipico rappresentante di una certa Italia rampante e aggressiva. Te lo trovi dappertutto. In treno o al ristorante, il cafone non può fare a meno di parlare al telefonino con voce alta e squillante per far sapere al mondo i suoi fatti personali. Se poi siete da lungo tempo in fila perchè più avanti c’è stato

un incidente, state tranquilli che prima o poi arriverà il cafone che pretenderà di passare avanti a tutti nella convinzione forse che gli altri siano lì a perdere tempo. E che dire di quelli che al cinema bisbigliano dietro il vostro orecchio o scartano rumorose buste di pop-corn o caramelle? L’esempio estremo di cafonaggine l’abbiamo visto qualche tempo fa in occasione di un incontro internazionale, dove un capo di governo a noi ben noto, ha fatto attendere lunghi minuti la leader ospite, perchè impegnato in una telefonata. Ci sono poi dei cafoni che sono anche dei mascalzoni. Prendete per esempio coloro che posteggiano, senza averne diritto, in spazi riservati. Ultimamente a Chiari sono stati istituiti i parcheggi “rosa” riservati alle donne in gravidanza e alle neo mamme. Bene, provate a fare caso. In quei parcheggi si fer-

mano abbastanza di frequente persone che di “interessante” non hanno proprio niente. Purtroppo non è solo questo l’episodio negativo che quotidianamente è sotto gli occhi di tutti i clarensi. Vi sono anche coloro che arrivano, magari in piazza Martiri della Libertà, la Rocca per intenderci, si infilano nel primo parcheggio libero e poi….se ne vanno per gli affari loro, senza pagare il dovuto. Certo, signore indaffarate a raggiungere il bar dove le amiche le aspettano, o signori con cartelletta nelle mani che si allontanano guardandosi furtivamente intorno caso mai ci fossero vigili urbani nelle vicinanze. Di vigili è difficile trovare traccia, nonostante la loro vettura vuota sia posizionata in modo strategico. Dovrebbe bastare questo a fare da deterrente per i furbi? Ne dubitiamo.


Morcelliana di Enzo Maragucci

Dopo due anni di dibattiti, contrasti, denunce, appelli e osservazioni, la questione della Fondazione Istituto Morcelliano ha trovato finalmente il suo epilogo. La Regione Lombardia si è espressa sulla richiesta di modifica dello Statuto e non certo nei termini auspicati dal Sindaco e dal Prevosto. Il tentativo del Sindaco Mazzatorta di mettere le mani nello “sterminato patrimonio immobiliare” dell’ Istituto Morcelliano fallisce miseramente e fallisce anche la linea portata avanti dal Prevosto e da don Boscaglia di assecondare questo progetto, nella vana speranza di avere in cambio una Fondazione, magari meno ricca, ma tenuta

lontana dalle diatribe politiche che l’hanno interessata in questi anni. I molti dissensi nati perfino all’interno dello stesso mondo cattolico, non sono bastati a farli recedere da una posizione destinata a prevedibile sconfitta. Gli interventi combinati di Pd, Udc e Chiari Insieme hanno determinato: - le dimissioni di don Boscaglia, in quanto la sua nomina era illegittima; - la cancellazione delle due modifiche più importanti dello Statuto della Fondazione proposte dal Consiglio d’Amministrazione. Con il Decreto della Regione viene affermata l’integrità del patrimonio dell’Ente e la sua gestione attraverso un CdA

misto (Comune-Parrocchia). Il fatto più grave ora, è che alla guida della Fondazione vengono riproposte le stesse persone che hanno la responsabilità di questo fallimento. Non sembra che la lezione sia servita a molto. Cambia la tattica, ma la strategia è sempre la stessa: da una parte forzare lo scrigno contenente i vasti patrimoni delle fondazioni per piegarli alle esigenze di questa Giunta fallimentare e spendacciona, dall’altra portare avanti operazioni (vedi campo da golf) che poco hanno a che vedere con i fini istituzionali di un Ente qual è la Morcelliana. Un risultato positivo è stato raggiunto, ma la partita è ancora aperta.

La sede della Fondazione Istituto Morcelliano


MORCELMorcellianaLIANA

Ecco di seguito l’estratto delle osservazioni inviate in Regione Lombardia da PD e Chiari Insieme: Modifiche proposte dal CdA

Osservazioni di PD e Chiari Insieme

Modifica della gestione del patrimonio: è prevista la possibilità della cessione senza corrispettivo (donazione modale o datio ob causam) di parte del patrimonio, anche immobiliare, ad ente locale o altra fondazione, con il vincolo da parte dei beneficiari di attuare in concreto le finalità statutarie.

La modifica ha almeno due ragioni sostanziali per essere respinta: In primo luogo perché risulta in totale contrasto con l’art. 4 ove non modificato prevede che “ … la Fondazione ritrae i mezzi necessari per l’esercizio della sua attività istituzionale dal reddito del proprio patrimonio mobiliare ed immobiliare." Inserire nell’art. 3 la possibilità di cedere a terzi parte del patrimonio contraddice in radice la prescrizione di mantenere integro il patrimonio dell’ente utilizzando per fini istituzionali solo i redditi da esso derivanti. In secondo luogo la modifica appare in contrasto con gli articoli 17 e 18 del D.Lgs. 207/01 laddove è prescritto che lo Statuto... individui maggioranze qualificate per l’adozione di delibere concernenti la dismissione di beni dell’Istituto contestualmente al reinvestimento dei proventi nell’acquisto di beni più funzionali al raggiungimento della medesima finalità, con esclusione di qualsiasi diminuzione del valore patrimoniale da essi rappresentato, rapportato all’attualità ( art. 17 ).

Modifica della composizione del CdA : non più un membro nominato dal Parroco e uno nominato dal Sindaco con la cooptazione di un terzo, ma i membri saranno di sola nomina parrocchiale (Parroco in persona, membro nominato dal Consiglio Affari Economici della Parrocchia, il terzo cooptato dai due con intervento del Vescovo in caso di disaccordo tra i due).

A parere degli scriventi la decisione di eliminare il concorso del Sindaco pro tempore tra coloro chiamati ad indicare gli amministratori dell’istituto costituisce un travisamento delle volontà del Fondatore e dello spirito della donazione originaria a mezzo della quale, si intendeva lasciare, i cespiti attivi e il loro reddito, a vantaggio di tutta la comunità clarense intesa indistintamente in tutte le sue articolazioni religiose e laiche. Non patrimonio appartenente al Comune o alla Parrocchia ma patrimonio appartenente a tutta la comunità della Città di Chiari.


Polo del produrre

Comunicato stampa del PD Il Circolo clarense del PD

alla luce delle notizie apparse sulla stampa, dalle quali si evidenzia un interesse diretto di alcuni esponenti della maggioranza PDL-Lega in una operazione di “valorizzazione urbanistica” delle aree del Polo del Produrre di Via Roccafranca, ribadisce l'esigenza che sull’intera operazione sia fatta piena luce, a partire dalle premesse della intera lottizzazione. Dell’intera vicenda il PD, attraverso i suoi strumenti di informazione, ha reso edotti sia l’opinione pubblica clarense, sia gli organi preposti al controllo, evidenziando, anche in sede di Consiglio Comunale, le numerose irregolarità dell'iter burocratico e la mancanza di controlli sul rispetto delle prescrizioni urbanistico-ambientali. il PD clarense non può non

rilevare come ormai la difesa della Giunta Mazzatorta per voce dei suoi assessori, si limiti all’affermazione che non sussistono conflitti di interesse (peraltro da accertare), mentre emergono sempre più chiaramente gli interessi diretti di esponenti della maggioranza nelle operazioni urbanistiche citate. Dalla Amministrazione della Città i clarensi si attendevano scelte utili alla tutela del bene comune, mentre il coinvolgimento diretto e personale di assessori ed esponenti della maggioranza sembra perseguire, sulla vicenda del Polo del Produrre, come su altre vicende più volte denunciate, finalità funzionali a personalissimi obiettivi. La città sarà chiamata a pagare i danni della cattiva gestione del PDL e della Lega, sia

sul piano legale che sul piano ambientale. Il PD clarense, nel denunciare il disastro politico ed amministrativo di questa Giunta, non mancherà di agire in tutte le sedi, affinché le responsabilità vengano accertate e sanzionate. Al Sindaco di Chiari il PD infine chiede se, dopo quanto emerso su questa vicenda, non avverta l’esigenza di esigere dall’Assessore Gabriele Zotti un passo indietro. Le dimissioni, o la revoca del mandato, dovrebbero essere un atto di dovuta correttezza e trasparenza e un segno di responsabilità nei confronti dei cittadini di Chiari che hanno tutto il diritto di pretendere che al governo della loro città ci siano persone al di sopra di ogni sospetto. Chiari,17/2/2012

Chiari Area del Polo del Produrre


Polo del produrre

gli affari confliggono con gli interessi della città Il Comunicato stampa del PD, pubblicato in estratto qui a fianco, è stato diffuso a seguito delle notizie apparse sui giornali che davano conto di una trattativa per l’acquisizione in blocco di tutta l’area del Polo del Produrre da parte di una società milanese: Le Mura srl. Il fatto, seppur di una certa rilevanza, sarebbe passato di certo inosservato se nella trattativa non fosse entrato il Gruppo Immobiliare Cavalli di Chiari in cui ha una cointeressenza l’Assessore al Bilancio e alla Politiche scolastiche, Gabriele Zotti. Da quanto rivelato dal settimanale Chiari Week, la trattativa con i proprietari delle aree è stata condotta direttamente da Angelo Cavalli e da Virginio e Fabrizio Battanta,

presunti soggetti economici della società Le Mura Srl. Virginio Battanta, oltre a essere stato coinvolto agli inizi degli anni ’90 nell'inchiesta del Pio Albergo Trivulzio (ha patteggiato una condanna a 10 mesi e 20 giorni), è anche Presidente del Comitato Regionale della DC Lombardia, mentre il figlio Fabrizio ne è Consigliere Nazionale, al pari di Gabriele Zotti. Insomma, un intreccio di interessi economici e politici che evidenzia un conflitto di interessi che solo il nostro Sindaco preferisce non vedere. Abbiamo parlato di “presunti” soggetti economici perchè la Società Le Mura Srl è detenuta in effetti da due società fiduciarie, la Fiduciaria del Giglio Srl e la Penta Trust

Fiduciaria Srl. Come ognuno sa e come il nostro Sindaco insegna, si tratta di società “opache” i cui soci sono tutelati da cortine di riservatezza difficilmente valicabili. Un fatto simile è già successo con l’affare del Polo della Cultura e a nulla sono valsi i tentativi di scoprire chi si nascondesse dietro la fiduciaria svizzera che deteneva la maggioranza del capitale sociale di Eleca Chiari Srl. Come siano andate a finire le cose è noto, si spera soltanto di non fare la stessa fine. Nell’attesa, sarebbe buona cosa se l’Assessore Gabriele Zotti togliesse il disturbo. I cittadini di Chiari hanno tutto il diritto di pretendere che al governo della loro città ci siano persone al di sopra di ogni sospetto.

Chiari Area Polo Logistico Polo del Produrre


AC Chiari nel pallone di Mario Belotti

I protagonisti devono tornare ad essere i ragazzi e le loro famiglie E’ possibile che a Chiari lo spettacolo del calcio invece di avvenire sul campo di gioco, si svolga soprattutto sulla stampa locale? E’ mai possibile che i giocatori, invece di pantaloni e magliette, siano costretti ad indossare i panni dei debitori insolventi e dei personaggi di una storia più grande di loro? In questo gioco delle parti, il campo di gioco si sposta negli uffici posti ai piani alti di edifici importanti, il pallone è sostituito da lettere e missive, i giocatori diventano le persone “importanti” del mondo politico (e non solo) e l’arbitro è un assessore che espelle tutti dal gioco. In tutto questo mondo, però, quello che manca è soprattutto lo sport e i suoi protagonisti, cioè i giovani e i ragazzi. I giovani del Chiari e di Chiari meritano una società seria che ami lo sport e che sia attenta al mondo giovanile. Ho letto diversi articoli in questi giorni su giornali e blog

in merito alla vicenda che ha coinvolto il Chiari Calcio negli ultimi tempi e non voglio ritornare ancora su questi temi oramai noti (le varie bollette non pagate, il venir meno dei finanziamenti per la grave crisi del suo primo sponsor, l’avvicendamento dei diversi presidenti - Moretti, Ferrari e Leonardis -, ecc.). Fa sorridere il pensiero che nel cambio di dirigenza sia emersa una gestione, per così dire, disinvolta della società che nulla sembra avere a che fare con lo sport. Fa piacere scoprire che, almeno in questa fase, tutti si dichiarino attenti non tanto alle questioni economiche (che pur sono importanti), ma allo sport stesso e alla salvaguardia dei propri giovani. Non sarebbe meglio allora trovarsi intorno ad un tavolo, politici e tecnici, magari in Consiglio Comunale o nelle Commissioni competenti ed insieme, maggioranza ed opposizione, mettersi a ra-

gionare seriamente sul futuro da dare a questa parte dello sport clarense? Vogliamo dare la possibilità a questa società e ai suoi ragazzi di festeggiare un altro centenario di vita? Vogliamo far sì che i protagonisti tornino ad essere i ragazzi con le loro famiglie? Quei ragazzi che hanno voglia di giocare a calcio con i loro coetanei ed insieme a loro crescere e diventare adulti nello sport e nella vita? Devo però constatare che, come sempre, noi Consiglieri di minoranza veniamo esclusi da qualsiasi tipo di riflessione e ragionamento si possa fare intorno alla vita della nostra città. I nostri Amministratori hanno forse paura che anche noi si possa dare un contributo serio su questa vicenda? Mi dispiace constatare che le decisioni, più o meno importanti, che riguardano la nostra città vengano sempre prese in gran segreto.


Balla balla ballerino

Balla balla ballerino tutta la notte e al mattino non fermarti. Balla su una tavola tra due montagne e se balli sulle onde dei mare io ti vengo a guardare. Prendi il cielo con le mani vola in alto piÚ degli aeroplani non fermarti. Sono pochi gli anni forse sono solo giorni e stan finendo tutti in fretta e in fila non ce n'è uno che ritorni. Balla non aver paura se la notte è fredda e scura non pensare alla pistola che hai puntato contro. Balla alla luce di mille sigarette e di una luna che ti illumina a giorno. Balla il mistero di questo mondo che brucia in fretta quello che ieri era vero, dammi retta, non sarà vero domani. Ferma con quelle tue mani il treno Palermo-Francoforte, per la mia commozione c'è un ragazzo al finestrino, gli occhi verdi che sembrano di vetro corri e ferma quel treno fallo tornare indietro.

Balla anche per tutti i violenti veloci di mano e coi coltelli, accidenti. Se capissero vedendoti ballare di essere morti da sempre anche se possono respirare. Vola e balla sul cuore malato illuso, sconfitto, poi abbandonato senza amore dell'uomo che confonde la luna con il sole senza avere coltelli in mano ma nel suo povero cuore. Allora vieni angelo benedetto prova a mettere i piedi sul suo petto e stancarti a ballare al ritmo del motore e alle grandi parole di una canzone, canzone d'amore. Ecco il mistero, sotto un cielo di ferro e di gesso l'uomo riesce ad amare lo stesso e ama davvero nessuna certezza che commozione, che tenerezza

Ciao Lucio


Una società a fine corsa di Maurizio Libretti Una società a fine corsa! Stiamo parlando della Comunità di Zona S.r.l. , la società del Comune che gestisce il servizio raccolta rifiuti di Chiari e fino a qualche mese fa il servizio idrico (acquedotto). Nel 2004 era stato promesso di trasformare CdZ in una società competitiva pronta alle sfide del mercato, il Sindaco diceva di aver ereditato una cinquecento e di volerla trasformare in una Ferrari. Dopo aver perso ogni occasione per aumentare l’offerta di servizi, anzi riducendoli sempre più, dopo aver messo alla porta (“ … così potremo decidere solo noi …” Vicesindaco Seneci) i Comuni di Castelcovati e Roccafranca, e a gennaio 2012 anche Cogeme, partner che solo qualche anno fa veniva definito dai nostri indefessi amministratori come “essenziale” e “strategico” per rendere CDZ competitor di livello sul mercato, la nostra società rischia di rimanere un carrozzone pubblico la cui sopravvivenza si giustifica solo per garantire rendite di posizione di qualche amministratore, e non certo per essere di effettiva utilità alla Città. Il nostro giudizio è molto severo sull’attuale stato di salute di CDZ, soprattutto dopo l’operazione di cessione del servizio idrico integrato (gestione dell’acqua), che ha portato una diminuzione del capitale della società di 200 mila euro. In Consiglio Comunale nel giugno 2011 il gruppo del PD aveva presentato un emendamento alla delibera che subordinava la cessione del servizio idrico e la fuoriuscita del socio Cogeme solo a

patto non vi fosse un decremento patrimoniale di CDZ. Siamo stati invitati dal Sindaco a ritirare il nostro emendamento, che invece abbiamo voluto mettere ai voti e che poi è stato bocciato dalla maggioranza PDL – LEGA , perché, a suo dire, era implicito e superfluo. La rassicurazione, ovviamente non mantenuta, era che CDZ sarebbe rimasta tale e quale. All’esito della cessione questo, come ben si sapeva pure prima, non è avvenuto, e CDZ non solo ha perso un socio importante, Cogeme , che portava un decisivo know-how nell’attività dei servizi pubblici, ma esce fortemente ridotta ai minimi termini sia nelle sue capacità di investimento sia nella gamma di servizi che è in grado di offrire. Ora, l’unico servizio a rilevanza industriale che le rimane è quello della raccolta rifiuti … forse. Forse … perché se all’esito del bando indetto a fine dello scorso anno dall’Amministrazione Comunale, sempre che decidano di aprire le buste come sarebbe doveroso e non annullare la gara (per paura ?), dovesse risultare che qualche altro concorrente offra il servizio raccolta rifiuti a prezzi più bassi, la nostra CDZ si troverebbe nell’imbarazzo di essere la prima società al mondo che non saprebbe più che fare ! E’ necessario che chi l’amministra si dia una mossa e prenda iniziative che si fondino su di un progetto industriale serio e sostenibile, altrimenti sarebbe meglio pretendere il game over di CDZ. Una cosa è certa: così si tira solo a

campare e non si può andare avanti. I risvolti già si sentono, e pesano. Il gruppo del PD, sempre nel giugno scorso, aveva chiesto, con un ordine del giorno, stavolta votato all’unanimità dal Consiglio Comunale, che fosse introdotta la raccolta differenziata c.d. “porta a porta” per lo meno in alcuni quartieri della Città. In un anno nulla in questo senso è stato fatto. Più raccolta c.d. “porta a porta” più differenziazione tra i rifiuti. Non è solo una questione che attiene la virtuosità del nostro Comune sul tema, che per altro oggi staziona in fondo alla classifica con il suo scarsissimo 38% di differenziata contro l’oltre 70% dei nostri comuni vicini, ma è anche una questione economica. Meno

differenziazione del rifiuto uguale tariffe più alte, e queste le pagano i clarensi.

Sede Comunità di Zona Srl


Caso Lusi :

Considerazioni di un osservatore colpevole di Angelo Boccali

Il caso Lusi scoppia in Italia lo di cittadini, là dove è ve- dibattito,veri laboratori che perchè gli italiani da troppo tempo si occupano solo del proprio “particulare”. E han dimenticato tutto il resto. Così alcuni dei personaggi politici che sono riusciti a impadronirsi del potere in questi anni, lo esercitano solo per fini egoistici; fanno cioè gli affari loro, del tutto indisturbati, perchè più nessuno vuol perdere tempo per occuparsi di come viene gestita la cosa pubblica. L’idea di bene comune è stata soppiantata da quella ben più concreta e redditizia dell’interesse personale, del proprio “particulare” appunto. Ed è così che un Paese , anche grande e ricco di risorse , sprofonda nel baratro. I casi come quello di Lusi, succedono in tutti i Paesi, ma è chiaro che sono più frequenti là dove gli abitanti hanno abdicato al loro ruo-

nuto meno - o non si è mai formato - il senso della responsabilità comune riguardo alla gestione della cosa pubblica, là dove regna il disinteresse, se non il disprezzo, per la cosidetta”politica “e i suoi rappresentanti. Il colmo adesso sarebbe che l’emergenza dell’ennesimo scandalo allontani ancor di più la gente dal prendere interesse per le vicende politiche del Paese, fornendo un ulteriore alibi a chi diserta l’arena dove si dibattono e si ricompongono i conflitti politici. E’ chiaro quindi che non basta gridare allo scandalo. Bisogna “svegliarsi dal sonno”, bisogna attivarsi come veri cittadini responsabili di uno stato democratico, interessarsi delle nostre vicende politiche, costituendo gruppi di osservazione e di

elaborano progetti e proposte, affiancando i nostri rappresentanti, anzichè abbandonarli una volta eletti. Occorre acquisire piena consapevolezza del rapporto inscindibile - così presente nei nostri Padri Costituenti - fra democrazia e dignità dell’uomo e di come la democrazia non è data una volta per sempre, ma va difesa e costruita giorno per giorno. I primi passi di questo cammino sono proprio quelli che vanno indicati nelle proposte di riforma istituzionale di cui tanto si parla in questi giorni, per esigere una legge elettorale che permetta ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti e una riforma dell’ordinamento giuridico dei partiti che ne garantisca la trasparenza e la democraticità interna.


Segue dalla prima pagina Connesso è il problema della corruzione e della concussione. Una cosa è certa: quelli che prendono mazzette, magari per il partito, rendono con le loro azioni del tutto inefficace il lavoro portato avanti da migliaia di militanti (appartenenti a tutti i partiti) che, in maniera del tutto gratuita e magari rimettendoci di tasca propria, portano avanti una battaglia di impegno civile e di democrazia. Certo non è facile, ma alcuni provvedimenti possono essere presi, come togliere il finanziamento pubblico, compreso il rimborso delle spese elettorali, ai partiti che candidino nelle loro liste corrotti o condannati; basterebbe inibire l’esercizio delle cariche pubbliche

a chi ha subito condanne per malversazioni anche nell’ambito privatistico. In buona sostanza l’esercizio del potere politico non può essere un comodo rifugio per coprire i reati o non subire condanne, bensì un riconoscimento della lealtà e del buon comportamento dei cittadini che aspirano a rappresentare la comunità. Sono convinto che a questo punto molti cittadini si riconoscerebbero nei partiti e non avrebbero difficoltà a finanziarne le attività. A Chiari il PD, seguendo l’orientamento nazionale, ha già iniziato a chiedere, pubblicamente e nella massima trasparenza, il contributo dei cittadini: pagare l’affitto, pubblicare giornali, affiggere manifesti e produrre iniziative pubbliche ha un costo e la consapevolezza di poterlo pagare

nell’interesse della comunità ci ha fatto raccogliere adesioni da parte di centinaia di clarensi che ringraziamo. Purtroppo, come si può vedere dalle notizie che forniamo sull’attività della Giunta Mazzatorta,il mondo degli affari è penetrato profondamente nella gestione della cosa pubblica per cui ad arricchimenti privati è corrisposto un impoverimento collettivo (si pensi solo alle questioni ambientali). Per queste ed altre buone ragioni, è importante la partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica anche solo in funzione di controllo e proposta, nella convinzione che il bene comune è interesse di tutti coloro che hanno a cuore il futuro della nostra Città. di Carlo Fogliata

A questo numero hanno inoltre collaborato Simonetta Marconi e Vilma Tenchini

InformaChiari marzo 2012 - edizione on-line  

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